Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Usa attaccano lanciatori iraniani su isola Larak, 2 morti. Pasdaran: "Saranno puniti"

©Ansa

Lo ha riferito un funzionario Usa spiegando che il raid è scattato dopo che "erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz". Segnalati due morti. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. L'accordo con l'Oman non entrerà in vigore finché gli Usa non rispetteranno i loro impegni"

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Le forze americane hanno attaccato due lanciatori iraniani sull'isola di Larak. Lo riferisce un funzionario Usa ad Axios spiegando che il raid è scattato dopo che "erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz". 

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. L'accordo sullo Stretto di Hormuz con l'Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni". I ministri degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e della Turchia, Hakan Fidan, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere di un'iniziativa congiunta volta a ridurre le tensioni e a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione. Il network Nbc News ha riferito che una propria troupe televisiva, composta da quattro persone, e una donna palestinese sono state aggredite oggi da coloni in Cisgiordania, nel villaggio di Jalud. Il bilancio dell'episodio è di cinque feriti, ha aggiunto la stessa emittente statunitense, spiegando che gli aggrediti hanno avuto bisogno di ricevere cure mediche.

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Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman

L’Iran ha raggiunto un accordo con l’Oman che prevede, tra le altre cose, anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, nell’ambito di una nuova tregua tra Washington e Teheran.

Il ministero degli Esteri di Teheran, citato da Al Arabiya, ha fatto sapere che sono state "concordate le caratteristiche geografiche del percorso" marittimo nello Stretto. Una "dichiarazione congiunta" tra Iran e Oman sulla nuova rotta per attraversare il corridoio marittimo sarebbe imminente, ha aggiunto il portavoce dello stesso ministero, a patto "che terze parti non vengano a ostacolare il processo", in un chiaro riferimento agli Stati Uniti. Sul testo, secondo alcune fonti, dovrebbe pronunciarsi anche l’amministrazione di Donald Trump, ma le autorità iraniane negano. Di sicuro dovrà invece essere approvato ufficialmente dalla guida suprema Mojtaba Khamenei. Ecco cosa sappiamo.

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Usa confermano attacco a isola Larak, primo da un mese

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver condotto raid aerei sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, in quello che è il primo attacco statunitense in territorio iraniano da un mese. "Nella giornata di oggi, le forze statunitensi hanno colpito due siti di lancio iraniani sull'isola di Larak", dove "sono stati osservati membri delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche intenti a preparare il lancio di razzi carichi di mine marine", ha dichiarato Tim Hawkins, portavoce del Centcom, in una nota trasmessa ad Afp.

Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema

Il cinquantaseienne figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso durante la prima ondata di raid israelo-americani, non è mai apparso in pubblico da quando, l'8 marzo, è stato eletto dall'Assemblea degli esperti. Mentre da mesi si rincorrono le voci su un presunto ferimento durante lo stesso attacco che ha ucciso suo padre, in caso di decesso si aprirebbe la seconda battaglia per la successione in pochi mesi.

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Basi militari Usa in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno

Il conflitto scoppiato in Medio Oriente nel febbraio 2026 - che ha coinvolto a vario titolo Paesi come Israele, il Libano, l’Iran e gli Stati Uniti - ha riacceso l’attenzione anche sulle basi militari nella disponibilità degli Stati Uniti e dislocate nel territorio europeo. In particolare il 19 agosto il Financial Times ha rivelato che Teheran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari Usa in Europa qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Ma dove si trovano queste basi e qual è la loro funzione?

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Media Iran: "Due morti per il raid su Larak". Pasdaran: "Puniremo l'aggressore"

Le Guardie della Rivoluzione in Iran hanno dichiarato che gli Stati Uniti "saranno puniti" per l'attacco compiuto sull'isola di Larak. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. "In un atto di aggressione", gli Stati Uniti "hanno attaccato l'isola di Larak, causando il martirio e le ferite di alcuni dei nostri combattenti e cittadini. Questa azione sarà punita e porterà alla punizione dell'aggressore", ha affermato. Tasnim riferisce inoltre che le prime segnalazioni non ufficiali indicano che a seguito dell'attacco "finora 2 persone sono state uccise e 2 sono rimaste ferite".

Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso una guerra economica devastante contro l'Iran per tentare di sbloccare l'attuale situazione di stallo. Ma il tycoon già da tempo sta provando a piegare economicamente il Paese, con Washington che ha imposto pesanti sanzioni a Teheran colpendo membri della leadership iraniana e prendendo di mira le vendite di petrolio della Repubblica islamica con il blocco al largo dello Stretto di Hormuz. Ora, però, gli Usa puntano a intervenire anche sulle reti clandestine di commercio e sui circuiti bancari che permettono all’Iran di eludere le sanzioni e procurarsi armi e sui suoi partner commerciali. Secondo il Dipartimento del Tesoro Usa questi interventi richiederanno un giro di vite sulle reti che operano soprattutto attraverso Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Singapore. Proprio da Abu Dhabi - a poche ore dal colloquio telefonico tra Donald Trump e il presidente emiratino, Mohamed bin Zayed Al Nahyan - è arrivato un primo passo in questa direzione con l'annuncio nelle ultime ore di uno stop immediato a "tutti gli scambi economici e commerciali, alle transazioni finanziarie con l'Iran"

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Media Teheran: "Due morti in attacco contro isola di Larak"

Due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite in un attacco sull'isola di Larak, nell'Iran occidentale. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim dopo che Axios, citando un funzionario statunitense, aveva parlato di un attacco delle forze militari Usa contro due lanciatori sull'isola di Larak dal momento che i Pasdaran avevano iniziato i preparativi per lanciare razzi con mine marittime nello Stretto di Hormuz.

Media Iran: "Avvertita esplosione nei pressi dell'isola di Larak"

Un'esplosione è stata avvertita da residenti locali dell'isola di Larak, in Iran. Lo riferisce l'agenzia Fars, dopo che Axios ha affermato che gli Usa hanno attaccato due lanciatori iraniani sull'isola. 

Guerra in Iran, per l'Italia un conto energetico da quasi 12 miliardi

Quasi 12 miliardi di euro in sei mesi. È il conto energetico che il conflitto in Medio Oriente presenta al nostro Paese secondo le stime della Cna. Tra il 1° marzo e il 31 agosto il maggiore esborso per carburanti, energia elettrica e gas si attesta intorno agli 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all'esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità.

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Iran, Axios: "Militari Usa colpiscono lanciatori di Teheran su isola di Larak"

Le forze americane hanno attaccato due lanciatori iraniani sull'isola di Larak. Lo riferisce un funzionario Usa ad Axios spiegando che il raid è scattato dopo che "erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz". 

Cisgiordania, deputato israeliano distrugge memoriale palestinese

Un deputato israeliano di estrema destra, il colono e attivista Zvi Sukkot, ha demolito a colpi di mazza un memoriale palestinese nel villaggio di Madama, nel nord della Cisgiordania occupata, mentre era scortato da militari israeliani. L'episodio, filmato e diffuso online, è stato condannato dall'esercito e da esponenti politici israeliani. Sukkot ha rivendicato su Facebook di aver agito dopo aver chiesto senza successo ai militari di rimuovere i monumenti che commemorano i "martiri" palestinesi nei villaggi di Madama e Burin, da lui definiti "villaggi di assassini".

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Sky Cube - Guerra economica di Trump, l’Italia rischia?

Dalle tensioni commerciali con l’Europa ai nuovi dazi imposti al Canada, fino all’escalation delle sanzioni contro l’Iran, Donald Trump fa della leva economica uno strumento sempre più centrale della propria strategia internazionale. Quanto possono incidere sull’Italia le politiche economiche aggressive del presidente Usa? In questa puntata di Sky Cube, Stefania Pinna ne parla con Carlo Alberto Carnevale-Maffè, docente di Strategia aziendale alla SDA Bocconi.

Sky Cube 25/8 - Guerra economica di Trump, l’Italia rischia?

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Spari in villaggio palestinese in Cisgiordania, 4 feriti

Quattro persone sono rimaste ferite in una sparatoria nel villaggio palestinese di Al Mughair, nella Cisgiordania centrale. Lo riporta la Mezzaluna Rossa Palestinese. I media locali attribuiscono l'attacco a un gruppo di coloni accompagnati da soldati israeliani. Durante l'irruzione, decine di persone sarebbero state colpite dalle forze israeliane con gas lacrimogeni e proiettili di gomma, aggiunge l'agenzia di stampa Wafa. L'esercito di Tel Aviv non ha ancora commentato l'accaduto. Solo nella seconda e terza settimana di agosto, i coloni israeliani hanno compiuto almeno 80 attacchi contro i palestinesi e i loro insediamenti in Cisgiordania, riferisce l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). In totale, 16 palestinesi sono stati uccisi quest'anno in Cisgiordania dai coloni, secondo i dati dell'Ocha. Altri tre decessi risultano "contestati", e non è chiaro se siano stati causati dai coloni o dai soldati. 

Israele occupa sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est: Ben Gvir festeggia

All'operazione hanno partecipato tutte le forze israeliane. L'Idf ha occupato l'edificio, allontanato il personale e issato una bandiera israeliana nel cortile. L’Unrwa ha condannato l’operazione, definendola una violazione del diritto internazionale.

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Mezzaluna Rossa, oltre 7.000 iraniani tratti in salvo dalle macerie durante la guerra

Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, più di 7.250 persone sono state estratte dalle macerie degli attacchi israelo-americani contro l'Iran dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. Lo riporta Al-Jazeera. Pirhossein Kolivand, capo della sezione iraniana dell'organizzazione umanitaria, ha affermato che i soccorritori hanno dovuto operare in condizioni estremamente difficili, anche durante i raid aerei. Kolivand ha aggiunto che la Mezzaluna Rossa iraniana non rimarrà in silenzio di fronte a quelli che ha definito crimini di guerra e violazioni del diritto umanitario. Ha affermato che le prove degli attacchi alle infrastrutture umanitarie sono state inviate agli organi giuridici internazionali e che verranno seguite le opportune vie legali. 

Yemen, sequestrato carico di componenti per droni iraniani destinati agli Houthi

Le forze governative yemenite hanno dichiarato di aver sequestrato nel Mar Rosso un carico di componenti e parti utilizzate per la produzione e l'assemblaggio di droni iraniani destinati agli Houthi. Lo riporta Anadolu.  Sadiq Dwaid, portavoce militare delle Forze di Resistenza Nazionale allineate al governo, ha dichiarato su X che il sequestro riflette "la vigilanza delle nostre forze nel proteggere le nostre acque territoriali e nel recidere le linee di rifornimento iraniane". Non c'è stato alcun commento immediato da parte degli Houthi o dell'Iran in merito all'affermazione. 

Iran, Ukmto: "Petroliera centrata da proiettile a Hormuz"

Una petroliera è stata attaccata ieri al largo dell'Oman, mentre stava per passare lo stretto di Hormuz. A riferirlo e' stato Ukmto, il sito britannico di sicurezza marittima. "Ukmto ha ricevuto oggi con ritardo la segnalazione di un incidente avvenuto a 12 miglia nautiche a nord di Khasab, in Oman", si legge sul sito. "Una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta mentre era in transito in ingresso nello stretto di Hormuz. Al momento non si registrano vittime nè impatti ambientali.Le autorità stanno indagando", precisa Ukmto.

Domani a Istanbul prima riunione del comitato politico "Accordo della Mecca"

Si terrà domani a Istanbul la prima riunione del comitato politico e di difesa istituito con l'Accordo della Mecca, firmato il 7 agosto da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. Lo ha riferito l'agenzia Reuters. All'incontro dovrebbero partecipare i ministri degli Esteri e della Difesa, e i capi di stato maggiore dei tre Paesi. In agenda, questioni di sicurezza internazionale, cooperazione militare, interoperabilità delle forze armate e sviluppo congiunto di sistemi di difesa, nonchè di iniziative di contrasto al terrorismo. L'incontro dovrebbe servire anche a strutturare quella che è stata ribattezzata la 'Nato islamica', con la creazione di un segretariato amministrativo e altri meccanismi permanenti per dare attuazione all'accordo che, sulla falsariga dell'articolo 5 della Nato, prevede una clausola di difesa collettiva: un attacco a un paese farebbe scattare l'aiuto degli altri. 

Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?

La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?

Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?

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Iran, alti ufficiali a Hegseth: "Prolungare la guerra è insostenibile e indebolisce gli Usa"

Diversi alti ufficiali militari statunitensi hanno avvertito il capo del Pentagono Pete Hegseth che prolungare l'operazione americana contro l'Iran non è sostenibile a lungo termine e indebolisce la capacità degli Stati Uniti di affrontare le minacce altrove, comprese quelle interne. Lo scrive il Washington Post citando fonti ben informate a condizione di anonimato. Nel complesso, i vertici militari ritengono è che l'operazione in corso contro l'Iran sia stata "eccessiva e si sia protratta troppo a lungo", ha affermato una fonte. 

Inoltre, sebbene i vertici dell'Esercito e dell'Aeronautica militare concordassero con la linea di Hegseth per il conflitto con l'Iran, hanno riconosciuto le difficoltà che essa comporta, secondo quanto riferito da fonti informate.

Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina

Gli Stati Uniti hanno scelto di affidarsi alla pressione economica per concludere la guerra contro l’Iran. Il presidente Donald Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo il New York Times, avrebbero dunque deciso di ricorrere a una nuova strategia per uscire da "un'avventura militare andata male". Secondo l’analisi del quotidiano americano, l’inquilino della Casa Bianca è passato dai bombardamenti - che non hanno costretto l'Iran a rinunciare alle sue scorte di uranio arricchito - alle sanzioni, per cercare di ottenere i suoi obiettivi.

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Cisgiordania, coloni israeliani assaltano una casa a Qusra. VIDEO

Raid israeliano in Cisgiordania: due morti, anche un bambino

Un raid aereo israeliano ha ucciso due palestinesi, tra cui un bambino di tre anni, nella Striscia di Gaza centrale secondo quanto riferito da personale sanitario.I medici di Gaza hanno affermato che il raid aereo israeliano vicino a un panificio a Deir al-Balah ha ucciso un uomo, Hussam Nusair, un bambino di tre anni, Tayyem Hamdan, e ferito diverse altre persone.L'esercito israeliano ha affermato di aver attaccato e ucciso un militante di Hamas, sostenendo che Nusair aveva sferrato attacchi contro le forze israeliane e i civili.

Ben Gvir a detenute palestinesi: finiti i campi estivi

Il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir, responsabile della polizia e delle carceri, ha visitato un penitenziario femminile e ha detto a una detenuta palestinese che, finché sarà lui a dirigere il sistema, "i campi estivi nelle prigioni israeliane sono finiti". Nel video, diffuso sul canale Telegram del ministro, Ben Gvir parla attraverso un'interprete con una prigioniera palestinese che afferma di appartenere alla Jihad islamica. Interrogata sulle condizioni della detenzione, la donna descrive una situazione "molto grave" e denuncia la mancanza di privacy e dei servizi essenziali. "Entrano nell'edificio giorno e notte. I nostri diritti non vengono rispettati. Non abbiamo nemmeno le cose basilari, come una doccia normale, non c'è acqua nelle stanze, ci sono molte malattie e non riceviamo cure. Ci stanno torturando", afferma. La detenuta sostiene inoltre che lei e le compagne non possano lavarsi né cambiare la biancheria intima da tre giorni. "I campi estivi nelle carceri israeliane sono finiti", replica Ben Gvir. "Sono io al comando e tutti coloro che hanno fatto del male ai miei fratelli non riceveranno un trattamento da hotel".

Il presidente libanese: "Le armi devono essere esclusivamente dello Stato"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato il proseguimento degli attacchi israeliani nel sud del Paese e ha ribadito l'impegno dello Stato a estendere la propria sovranità su tutto il territorio e a detenere il monopolio delle armi, con un riferimento al disarmo di Hezbollah. "Il Libano ribadisce il proprio pieno impegno affinché le armi legittime siano esclusivamente nelle mani dello Stato e l'autorità dell'esercito libanese si estenda su tutto il territorio nazionale, in applicazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite". Questi obiettivi, ha aggiunto, rappresentano "la garanzia della piena sovranità del Libano", come "Stato che protegge i propri cittadini e non lascia il sud indifeso davanti al pericolo" dei "continui attacchi israeliani".

Iran, intesa Oman in vigore da quando Usa rispetteranno impegni

L'Iran ha raggiunto un accordo con l'Oman per la riapertura e la gestione congiunta dello Stretto di Hormuz, ma l'intesa sarà applicata soltanto quando gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni contenuti nel memorandum firmato con Teheran a giugno. "La Repubblica islamica ha raggiunto un accordo con l'Oman sulle condizioni per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia Irna. "L'accordo, tuttavia, non entrera' automaticamente nella fase di applicazione, poiche' la sua attuazione e' subordinata al rispetto degli impegni assunti dall'altra parte, in particolare dagli Stati Uniti", ha aggiunto. Secondo Gharibabadi, se Washington non accettera' le condizioni di Teheran, "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto e manterra' le proprie misure difensive". L'intesa tra Iran e Oman prevede la creazione di un corridoio per il passaggio delle navi e la sua gestione da parte dei due Paesi. Finora, tuttavia, non era stato precisato che l'applicazione dell'accordo dipendesse dal comportamento degli Stati Uniti. Le condizioni iraniane sono contenute nel memorandum d'intesa firmato da Teheran e Washington a giugno e comprendono la fine della guerra su tutti i fronti, incluso quello libanese, la revoca del blocco statunitense contro porti e navi iraniani e la cancellazione delle sanzioni contro la Repubblica islamica. L'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz a meta' luglio, dopo nuovi bombardamenti statunitensi contro il sud del Paese. Washington ha risposto ripristinando il blocco delle navi e dei porti iraniani, con pesanti conseguenze per l'economia di Teheran. La Repubblica islamica insiste inoltre sulla riscossione di tariffe per i servizi di navigazione, sicurezza e tutela ambientale forniti alle imbarcazioni in transito, richiesta alla quale gli Stati Uniti si oppongono. Prima della guerra, attraverso lo Stretto di Hormuz, situato tra Iran e Oman, transitava circa il 20% del petrolio mondiale. La rotta e' diventata uno dei principali punti di tensione del conflitto tra Washington e Teheran.

Iran, Khamenei: 'nemico ci vuole dividere, musulmani uniti possono vincere'

''Il nemico vuole dividere la nazione islamica''. Lo ha sostenuto la Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto condiviso su 'X'. "Oggi, la possibilità di una vittoria definitiva della verità sulla menzogna è più vicina che mai alla realtà, e la prima condizione per questo è l'unità musulmana'', ha scritto Khamenei aggiungendo che ''il nemico cerca di dividere la nazione islamica. Tutto ciò che porta alla divisione tra i musulmani serve allo scopo del nemico''. Quindi, nota Khamenei, ''se i musulmani fossero uniti, ciò che è accaduto ai palestinesi non sarebbe accaduto. I sionisti e gli americani sono nemici di tutti i musulmani del mondo".

Idf, eliminati 2 miliziani di Hamas, uno partecipò a 7/10

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito l'area di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, eliminando Abd al-Fattah Abu al-Aish, un comandante di Nukhba, ala militare di Hamas, che aveva partecipato al massacro del 7 ottobre in Israele. Lo ha reso noto un portavoce delle Idf citato dal sito di Ynet e spiegando che nell'attacco è stato eliminato anche Raid Alyan, un altro membro dell'ala militare di Hamas. 

'Barron Trump vive da recluso dopo le minacce dell'Iran'

Barron Trump, figlio del presidente e della first lady Melania, vive da "recluso", soprattutto da quando sono emerse presunte minacce alla sua vita e a quella del figlio di Benjamin Netayahu da parte dell'Iran. "Non esce mai", ha rivelato al New York Post una delle persone che fanno parte dell'inner circle del tycoon a proposito del ventenne, che ha appena concluso il secondo anno alla New York University e ha trascorso gran parte dell'estate con la madre al National Golf Club di Bedminster, in New Jersey. "È un ragazzo piuttosto riservato", ha aggiunto un'altra fonte. Oltre alle minacce a suo carico, pare che il figlio minore del tycoon sia rimasto scioccato dall'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk con il quale aveva stretto un forte legame. "Ecco cosa succede quando ti esponi", avrebbe detto Barron al padre commentando la notizia, secondo il libro 'Regime Change' di Maggie Haberman e Jonathan Swan. Interpellato dal tabloid, l'ufficio della First Lady ha chiesto riservatezza e sottolineato che "alla luce delle recenti minacce", "qualsiasi dettaglio riguardante la sua vita privata deve essere escluso da ogni copertura mediatica". Melania è molto protettiva nei confronti del figlio. All'inizio del 2022, quando Trump non era più alla Casa Bianca, Barron stava per perdere la scorta al compimento dei 16 anni, come previsto dalla legge. Tuttavia, la first lady è intervenuta ordinando al suo ufficio di contattare la Casa Bianca per chiedere all'allora presidente Joe Biden di autorizzare una proroga della scorta di Barron: una richiesta che è stata prontamente accolta. Il figlio del presidente vive tecnicamente ancora a casa dei suoi genitori, anche se ha i suoi spazi: una stanza alla Casa Bianca, una suite a Mar-a-Lago e un intero piano alla Trump Tower, a Midtown Manhattan.

Nbc: 'in Cisgiordania aggredita nostra troupe insieme a una donna palestinese'

Il network Nbc News ha riferito che una propria troupe televisiva, composta da quattro persone, e una donna palestinese sono state aggredite da coloni in Cisgiordania, nel villaggio di Jalud. Il bilancio dell'episodio è di cinque feriti, ha aggiunto la stessa emittente statunitense, spiegando che gli aggrediti hanno avuto bisogno di ricevere cure mediche. La troupe è stata presa di mira da alcune persone incappucciate, armate di bastoni e pietre, mentre stava girando un servizio intervistando Aida Ahmed Abdullah, una 51enne abitante del luogo. "Sono scese dall'auto, ci hanno picchiato e poi sono risalite", ha raccontato Matt Bradley. corrispondente internazionale di Nbc News. Il reporter ha subito due colpi su un braccio e ha ricevuto cure, mentre anche una producer, un cameraman e un autista hanno avuto bisogno di assistenza medica. "I coloni avevano dei bastoni, ho visto una pistola, ma non l'hanno usata", ha raccontato la producer Lawahez Jabari. Abdullah, secondo quanto riferito da suo marito, è stata ricoverata in ospedale. In serata, ha aggiunto l'uomo, le sue condizioni parevano in miglioramento. Oggi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato "gli atti criminali di violenza commessi nei villaggi di Qusra e Jalud da una manciata di rivoltosi facinorosi".

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