Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra, Trump: No pedaggio a 20% ma accordi con Stati Golfo. Attacchi Usa contro Iran

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"Sulla base di colloqui proficui con i leader mediorientali, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo effettueranno negli Usa". Così il presidente americano. Nuovi attacchi contro l'Iran."Le forze del Comando Centrale degli Usa hanno avviato un'ulteriore serie di attacchi contro l'Iran, per continuare a indebolire le capacità iraniane impiegate per colpire il traffico navale commerciale ad Hormuz", ha confermato il Centcom

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"Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi". Lo ha scritto Donald Trump su Truth. "Tali investimenti saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro. Come tutti sanno, gli Stati Uniti vantano il più grande volume di investimenti in dollari della storia, ma questi nuovi accordi faranno crescere ulteriormente tale cifra", ha aggiunto il tycoon. 

Gli Stati Uniti hanno lanciato intanto nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran ad un'ora dall'entrata in vigore del blocco dei porti iraniani. Lo ha riferito un funzionario americano all'Associated Press. 

Diverse esplosioni sono state udite sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. 

Si è conclusa la prima giornata nel nuovo round di colloqui tra Israele e Libano che si sta svolgendo a Roma. Lo ha reso noto un portavoce dell'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, che sta guidando la delegazione israeliana, riporta Times of Israel. Durante i colloqui le parti hanno discusso l'attuazione del ritiro israeliano da due zone pilota nel Libano meridionale, che Israele ha accettato nell'ambito dell'accordo quadro raggiunto con la mediazione degli Usa alla fine del mese scorso, ma che ha ancora non ha attuato. 

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Guerra Iran, Teheran: Hormuz chiuso finché Usa attaccano. LIVE

Guerra Iran, Teheran: Hormuz chiuso finché Usa attaccano. LIVE

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Media Iran: esplosioni a Bampur e Chabahar, colpita anche Bandar Abbas

L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni a Bampur e Chabahar, nel sud dell'Iran, scrive al Jazeera, affermando che l'esatta ubicazione delle esplosioni non è stata immediatamente accertata. Mentre l'agenzia di stampa Mehr, afferma sempre al Jazeera, cita funzionari del governatorato di Hormozgan, secondo i quali non si sono registrate vittime civili né danni a edifici residenziali e commerciali a seguito dei recenti attacchi statunitensi, che hanno colpito anche la città di Bandar Abbas. 

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza. La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

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Funerali Ali Khamenei, in migliaia al corteo funebre a Teheran. FOTO

Una folla di iraniani è scesa in piazza a Teheran per partecipare al corteo funebre per l'ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran uccisa all'inizio della guerra contro Stati Uniti e Israele. Alcuni partecipanti ai funerali hanno percorso le strade della capitale gridando "Morte agli Stati Uniti" e "Morte a Israele". Altri avrebbero anche lanciato pietre contro una foto di Donald Trump al grido di "L'America è il Grande Satana".

Funerali Ali Khamenei, in migliaia al corteo funebre a Teheran. FOTO

Funerali Ali Khamenei, in migliaia al corteo funebre a Teheran. FOTO

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Stretto di Hormuz, cosa succede a mercati ed economia con nuovo stallo

La battaglia fra Iran e Stati Uniti sull'importante crocevia marittimo è riesplosa fra minacce e attacchi incrociati che hanno riportato a livelli altissimi la tensione nell'intero Golfo.

Una calma apparente nello Stretto e i colloqui a Muscat fra l'Iran e l'Oman, in presenza del Qatar, avevano lasciato sperare. Poi la situazione è di nuovo precipitata: nella notte fra sabato e domenica Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto dopo aver lanciato un drone contro una nave battente bandiera cipriota perché, secondo la versione iraniana, non ha rispettato gli avvertimenti lanciati per cambiare rotta. La risposta americana non si è fatta attendere, con diversi round di attacchi in poche ore.

Ma che conseguenze ha tutto ciò sull’economia mondiale?

Stretto di Hormuz, cosa succede a mercati ed economia con nuovo stallo

Stretto di Hormuz, cosa succede a mercati ed economia con nuovo stallo

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Usa: è scattato il blocco delle navi e di porti iraniani

Il blocco americano delle navi e dei porti iraniani è scattato. Lo annuncia il Us Central Command, sottolineando che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano in Medio Oriente. "Le forze americane restano vigili, letali e pronte", mette in evidenza il Us Central Command.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Il presidente Usa ha annunciato un piano che vede gli Stati Uniti "custodi" dello Stretto, prelevando però il "20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione". Se la tariffa entrasse in vigore, quanto porterebbe a casa Washington? Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24. 

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

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Hormuz, Trump cambia idea sul pedaggio del 20%. VIDEO

Attaccata nave militare del Kuwait, quattro feriti

Le forze armate del Kuwait affermano che una delle loro navi è stata presa di mira da quelli che hanno definito attacchi iraniani, ferendo quattro militari. Il personale ferito ha ricevuto cure mediche e si trova in condizioni stabili, hanno dichiarato le Forze armate del Kuwait in un comunicato. Le Forze armate del Kuwait hanno a loro volta intercettato un missile balistico, cinque missili da crociera e 33 droni negli attacchi odierni, che hanno preso di mira diverse infrastrutture civili, provocando danni materiali a causa dei detriti.

Pasdaran: "Se gli Usa continuano stop totale a petrolio e gas"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) affermano che finche' continueranno le "azioni malvagie" degli Stati Uniti nella regione, "non verra' esportata nemmeno una goccia di petrolio e gas" da quest'area. Lo riportano i media statali iraniani. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) afferma inoltre che le "aggressioni" statunitensi non avranno altro risultato se non quello di ritardare la riapertura dello Stretto di Hormuz, aggiungendo che i loro attacchi contro quelle che ha definito strutture statunitensi in Kuwait e Bahrein sono avvenuti in risposta agli attacchi statunitensi contro l'Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz, che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023, incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

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Comando centrale Usa conferma: "Lanciati nuovi attacchi contro l'Iran"

Il Comando centrale americano ha confermato le notizie di nuovi attacchi contro l'Iran." Oggi, alle 15 (ora americana, le 21 in Italia) le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno avviato un'ulteriore serie di attacchi contro l'Iran, per continuare a indebolire le capacità iraniane impiegate per colpire il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz", si legge in un post del Centcom su X. "Tali attacchi avvengono mentre le forze americane si preparano a ripristinare il blocco navale contro i porti e le aree costiere dell'Iran. Il blocco entrerà in vigore alle 16", sottolinea il Comando centrale. 

Iran, tre esplosioni udite a Bandar Abbas

L'agenzia di stampa statale iraniana IRNA riferisce di aver udito il suono di tre esplosioni consecutive a Bandar Abbas.

Gharibabadi: "L'accordo con gli Usa non più in vigore"

L'emittente statale IRIB riporta le dichiarazioni del viceministro degli Esteri iraniano, secondo cui l'Iran non ha alcun obbligo di aderire al memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, in quanto quest'ultimo non è più in vigore. "Gli Stati Uniti non solo hanno violato il memorandum d'intesa, ma lo hanno anche smantellato", ha affermato Gharibabadi. "La mancata attuazione di una sola delle clausole sarebbe stata sufficiente a far fallire l'intero memorandum d'intesa, e ora gli Stati Uniti hanno violato tutti i loro obblighi". 

Usa lanciano nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran

Le forze statunitensi hanno colpito una serie di obiettivi militari in territorio iraniano. Il nuovo raid, riferisce un funzionario americano all'agenzia Associated Press, è arrivato a circa un'ora dall'entrata in vigore del blocco dei porti dell'Iran.

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

Donald Trump ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 chilometri a sud di Teheran. "Dite agli iraniani di prepararsi", ha messo in guardia il tycoon il 13 luglio durante il programma radiofonico Hugh Hewitt Show, aggiungendo che "probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto". L'Iran però non resterebbe a guardare. “Se Trump agirà in base alle sue minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali”, ha affermato una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran alla Cnn. Ma cos’è Pickaxe Mountain e perché è nel mirino di Trump?

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

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Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

La ripresa degli attacchi Usa all’Iran e la rappresaglia iraniana su Kuwait e Bahrein aprono molti interrogativi. Il piano di pace è archiviato? Come reagiranno mercati energetici e prezzi del petrolio? Tra le tante incognite e le incertezze legate anche alla volatilità delle parole del presidente americano, c'è un elemento che pare chiaro: al centro degli ultimi sviluppi continua a esserci il destino dello Stretto, arma potentissima nelle mani dei Pasdaran e stella polare della diplomazia statunitense.

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

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Iran, gli Usa confermano gli attacchi aerei di questa sera

Un funzionario statunitense ha confermato ad ABC News che gli Stati Uniti hanno condotto attacchi aerei in Iran nelle ultime due ore. 

Iran, colloquio telefonico tra ministri degli Esteri di Giordania e Kuwait

Colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri di Giordania e Kuwait. Al centro della telefonata tra  Ayman al-Safadi e Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, l'escalation nella regione e il lavoro diplomatico in atto per contenerla. I due ministri, fanno sapere dal ministero degli Esteri del regno hashemita, hanno insistito sulla "necessità venga attuato l'accordo di tregua" tra Usa e Iran e si torni "ai negoziati per arrivare a una soluzione complessiva". 

Gaza, forza internazionale solo su carta: il piano di Trump si arena?

A nove mesi dalla sua entrata in vigore, poco di quel piano, oltre agli obiettivi fondamentali della restituzione degli ostaggi e della fine delle massicce ostilità israeliane sulla Striscia, sembra aver avuto seguito.

Gaza, forza internazionale solo su carta: il piano di Trump si arena?

Gaza, forza internazionale solo su carta: il piano di Trump si arena?

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Axios: "Trump ha detto a Netanyahu di ritirarsi da Siria e Libano"

Donald Trump ha detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che Israele deve iniziare a ritirare le proprie forze dalla Siria e dal Libano. Lo riporta Axios citando fonti informate. Il messaggio è stato comunicato durante la telefonata tra i due leader giovedì scorso. Il presidente americano a detto a Netanyahu che la presenza dell'esercito israeliano in territorio siriano crea tensioni e potrebbe portare a un'escalation. "Non vi vogliono lì. Dovete ridislocare le truppe", ha detto Trump, secondo quanto riferito da un funzionario Usa. 

Al Arabiya: "Gli Usa chiedono al Libano di impedire qualsiasi azione di Hezbollah"

Fonti statunitensi hanno riferito ad Al Arabiya che "Washington sta chiedendo al Libano un impegno per impedire qualsiasi azione di Hezbollah. Nel frattempo gli Usa stanno separando la questione libanese dai negoziati con l'Iran". Lo riferisce l'emittente saudita. 

Trump: "Pacchetto sanzioni contro la Russia? Potranno aggiungere anche Iran e Hezbollah"

"Aggiungeranno l'Iran, che è una cosa molto grande, e potrebbero aggiungere anche Hezbollah". Così Donald Trump ha detto che il pacchetto di sanzioni alla Russia, che un gruppo bipartisan di esponenti del Congresso vogliono approvare velocemente in memoria di Lindsey Graham, che fino all'ultimo ha lavorato per far progredire questo nuovo set di misure contro Mosca, potrebbe contenere sanzione per l'Iran e Hezbollah. Il pacchetto ora ha "buone possibilità" di passare, ha aggiunto Trump. "Lindsey lo voleva veramente, questo sarebbe un onore per Lindsey", ha detto ancora il presidente.

Usa: "Colloqui tra Israele e Libano a Roma produttivi e in clima positivo"

I colloqui svoltisi a Roma tra i rappresentanti di Stati Uniti, Israele e Libano sono stati produttivi e si sono svolti in un clima positivo. Lo ha riferito un portavoce del dipartimento di Stato Usa, sottolineando che entrambe le parti sono desiderose di andare avanti. Le discussioni, ha aggiunto, proseguiranno anche nella giornata di domani. 

Iran, Trump: "Ci stiamo liberando del bullo del Medio Oriente"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito l'Iran un "bullo" che voleva intimidire il Medio Oriente. "Ci stiamo liberando del bullo del Medio Oriente. L'Iran era il bullo del Medio Oriente. Ha intimidito l'Iraq. Ha intimidito tutti i Paesi. C'era paura in tutto il Medio Oriente, lo capisco, c'era paura", ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale durante l'incontro con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi. "Ma adesso quella paura non c'è più, perchè la loro capacità militare è stata devastata, completamente annientata, e quindi non c'è piu' timore. Credo che il Medio Oriente si stia unendo come non era mai successo prima", ha aggiunto. 

Libano, conclusa prima giornata di colloqui a Roma con Israele

Si è conclusa la prima giornata nel nuovo round di colloqui tra Israele e Libano che si sta svolgendo a Roma. Lo ha reso noto un portavoce dell'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, che sta guidando la delegazione israeliana, riporta Times of Israel. 

Durante i colloqui, che si svolgono nell'ambasciata degli Stati Uniti a Roma, le parti hanno discusso l'attuazione del ritiro israeliano da due zone pilota nel Libano meridionale, che Israele ha accettato nell'ambito dell'accordo quadro raggiunto con la mediazione degli Usa alla fine del mese scorso, ma che ha ancora non ha attuato.I colloqui riprenderanno domani per la seconda e ultima giornata di questo nuovo round.

Trump: "I Paesi del Golfo investiranno una enorme quantità di denaro negli Usa"

"I Paesi del Golfo investiranno un'enorme quantità di denaro negli Stati Uniti, e questo per me è stato più che soddisfacente. Anzi, credo che sia una soluzione persino migliore". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale durante l'incontro con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, spiegando di aver rinunciato al piano di imporre un costo del 20% sul valore delle merci in transito nello Stretto di Hormuz come corrispettivo per i servizi di sicurezza garantiti da Washington.

Trump: "Nessun rimpianto, ho dato all'Iran una chance"

Donald Trump ha detto di "non aver nessun rimpianto" per aver stretto un memorandum d'intesa con l'Iran. "Gli ho dato una chance. Avevamo un accordo due giorni fa. Poi ci hanno colpito per primi. Hanno fatto un errore", ha detto il presidente americano nello Studio Ovale.

Houthi: "Abbiammo abbattuto un drone da ricognizione saudita"

I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver abbattuto un drone da ricognizione saudita, dopo che il giorno precedente erano scoppiate ostilità tra le due parti per la prima volta da anni. I combattenti "sono riusciti ad abbattere un velivolo da ricognizione nemico saudita 'Wing Loong II' mentre stava compiendo missioni ostili all'alba di oggi sopra il governatorato di Al-Bayda, nel centro del Paese", ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree. 

Media di Teheran: "Raid Usa su isole di Qeshm e Kish"

Diverse esplosioni sono state udite sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran, secondo cui l'area di Mesen è stata nuovamente presa di mira da raid attribuiti agli Stati Uniti. La zona era già stata colpita più volte nei giorni scorsi.

Secondo l'agenzia Tasnim, inoltre, raid americani hanno colpito un impianto per la produzione di energia nell'isola di Kish, nel sud dell'Iran, danneggiando diverse unità per la generazione elettrica. Le autorità iraniane affermano che l'isola è stata raggiunta da sette proiettili nell'arco di circa un'ora e che ulteriori attacchi nell'area del porto hanno provocato danni a diverse imbarcazioni. Non sono state rese note, al momento, notizie di eventuali vittime.

Trump: "Gli Stati del Golfo mi hanno chiesto di rinunciare al rimborso del 20%"

"Emiri e Paesi del Golfo mi hanno chiamato chiedendomi di investire negli Stati Uniti al posto dell'imposta del 20%" sui beni che transitano per lo stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale spiegando perchè ha deciso di rinunciare al rimborso. "Investiranno un incredibile somma di denaro negli Usa", ha aggiunto il tycoon.

Iran, Trump: "Nessuno dovrebbe poter imporre pedaggi"

"Nessuno dovrebbe essere in grado di chiedere un compenso per lo Stretto di Hormuz o per qualsiasi altro Stretto in altre parti del mondo. Non credo che nessuno dovrebbe trovarsi in quella posizione". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump.

Trump

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Onu: "Dalla chiusura di Hormuz conseguenze per i diritti umani"

Una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe gravi ripercussioni sui diritti umani anche al di fuori della regione. Lo dice l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, che ha definito la ripresa dei combattimenti "un'enorme battuta d'arresto per i civili nella regione e non solo". Turk ha messo in guardia contro "l'impatto sui diritti umani ben oltre la regione" della chiusura annunciata dall'Iran dello Stretto di Hormuz: lo Stretto "è una via di comunicazione vitale da cui dipendono milioni di persone", ha dichiarato Turk in un comunicato. "Le interruzioni del flusso di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità hanno gravi conseguenze socioeconomiche e umanitarie", ha concluso Turk chiedendo a Washington e Teheran di interrompere "immediatamente" gli attacchi e di tornare al cessate il fuoco.

Israele, la Knesset approva legge per congelare arresti degli ultra ortodossi renitenti alla leva

La Knesset ha dato l'approvazione finale ad una legge che congela gli arresti degli ultra ortodssi renitenti alla leva. La misura è passata con 58 voti favorevoli e 54 contrari, con il premier Benjamin Netanyahu che ha lasciato l'aula prima del voto, si legge sul sito di Haaretz. La legge, contro la quale si sono espressi il consigliere legale della Knesset e il capo dello stato maggiore delle Idf, il generale Eyal Zamir, blocca gli arresti e le altre misure contro ultra ortodossi in età di leva fino al prossimo 30 novembre.

Essendo un periodo elettorale - in Israele si voterà il prossimo 27 ottobre - la misura sarà automaticamente estesa ai primi tre mesi della prossima legislatura, con il risultato che le misure nei confronti degli ultra ortodossi renitenti alla leva saranno congelate per almeno sei mesi. Immediatamente dopo l'approvazione della legge il Movimento per la qualità del governo in Israele ha presentato un ricorso all'Alta Corte.

Secondo quanto riporta Times of Israele, nel ricorso si afferma che la legge "non è una piccola misura di emergenza come viene detto, ma piuttosto il tentativo di trasformare in legge una realtà in cui l'obbligo di prestare servizio militare si applica solo ad una parte dei cittadini mentre militari e riservisti continuano a portare sulle spalle il peso per il terzo anno consecutivo", riferendosi ai conflitti in corso. "E' arrivato il momento di arrivare ad una vera eguaglianza nel portare questo peso", concludono i ricorrenti. Secondo i dati pubblicati a maggio dall'ufficio della procura generale vi sarebbero circa 72mila uomini ultra ortodossi a rischio di arresto per renitenza alla leva.

Iran, l'Oman denuncia: "Attaccata petroliera lungo le coste orientali"

Il Centro della Sicurezza Marittima dell’Oman ha annunciato che la petroliera 'Mombasa B', battente bandiera della Repubblica di Liberia, è stata oggetto di un attacco che ha messo fuori causa il motore. L’incidente è avvenuto a 8,5 miglia nautiche dalle coste del governatorato di Musandam, nella regione orientale . 

Il Centro precisa che una nave della Marina Reale Sultanale dell’Oman sta seguendo gli sviluppi della situazione, confermando inoltre che l’operazione di evacuazione dell’equipaggio, composto da 21 persone (di cui 6 feriti con lesioni di diversa gravità), è stata completata grazie a mezzi navali presenti nelle vicinanze del luogo dell’incidente.

Iran, udite esplosioni nell'isola meridionale di Qeshm

Sono state udite delle esplosioni nell'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran. Lo riporta l'agenzia stampa Fars. 

Iran, incendio nell'isola di Kish dopo i nuovi raid Usa. VIDEO

Iran, 180 deputati Teheran chiedono lo stop al memorandum d'intesa

Centottanta deputati iraniani hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui chiedono, tra l'altro, la rescissione del memorandum d'intesa siglato da Teheran e Stati Uniti il 17 giugno. Lo ha annunciato la televisione pubblica Irib. L'appello non sembra chiudere a trattative, ma sostiene la necessità che a guidarle sia una commisisone 'ad hoc'. Nel testo, i membri del Majlis invocano "una rappresaglia" dopo i nuovi attacchi degli Usa, "la fine dell'intesa di Islamabad con gli Stati Uniti, la creazione di una commissione speciale per i negoziati, l'approvazione della legge sulla gestione dello Stretto di Hormuz e il pieno sostegno alle Forze Armate". Nel Majilis siedono 290 membri e dunque i firmatari sono circa il 62 per cento.

Trump: "Contro l'Iran stiamo vincendo, il petrolio scorre come mai prima"

Il petrolio scorre come mai prima d'ora, grazie alla straordinaria potenza delle forze armate degli Stati Uniti". Lo scrive Donald Trump su Truth ringraziando "il segretario alla Guerra Pete Hegseth, il capo degli stati maggiori congiunti Dan Caine e il comandante del Comando Centrale Brad Cooper". "L'America sta vincendo di nuovo, vincendo come mai prima d'ora. Sono finiti i tempi in cui l'Iran uccideva centinaia di migliaia di persone, inclusi 52.000 manifestanti. E, cosa più importante, l'Iran non avrà mai un'arma nucleare!", ha scritto ancora il tycoon.

Trump: "Il blocco navale è solo per l'Iran, lo Stretto è aperto"

"Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale, a eccezione di quello iraniano, e questo a causa della loro leadership bugiarda, violenta e malvagia, che li sta conducendo verso la totale distruzione". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Pertanto, attueremo un blocco totale, ma solo per le navi in arrivo e in partenza dai porti iraniani, o che trasportano merci di provenienza iraniana", aggiunge. "Grazie alla straordinaria potenza delle Forze armate degli Stati Uniti, il petrolio scorre come mai prima d'ora. Un ringraziamento speciale al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato maggiore congiunto, Dan Caine, e al comandante del Comando centrale degli Stati Uniti, l'ammiraglio Brad Cooper", evidenzia il capo della Casa Bianca.

Trump: "Invece del pedaggio al 20% accordi commerciali con Stati del Golfo"

"Sulla base di colloqui molto proficui con i leader mediorientali, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% degli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo effettueranno negli Stati Uniti". Lo annuncia su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Questi investimenti saranno enormi, ma allo stesso tempo straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro", aggiunge. 

Media mostrano Ahmadinejad a cerimonia per Khamenei

L'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è comparso nuovamente in pubblico all'indomani dell'articolo con cui il New York Times ha svelato un piano di Israele riportarlo al potere una volta rovesciato l'attuale regime. I media iraniani hanno mostrato le immagini di Ahmadinejad che, rilassato, saluta altri partecipanti a una cerimonia in memoria dell'ayatollah Ali' Khamenei. Secondo il Nyt, una volta scoperto il complotto i Guardiani della Rivoluzione avevano messo l'ex leader agli arresti domiciliari.

Benife: "Servono scelte coraggiose su commercio con Israele"

"La credibilità dell'Unione europea nel commercio internazionale durante il semestre della Presidenza irlandese passa anche da come affronterà  il commercio con gli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati". È quanto dichiara Brando Benifei, Coordinatore S&D per il Commercio internazionale, intervenendo oggi nel dibattito con la ministra irlandese per gli Affari esteri e il Commercio, Helen McEntee. "Il semplice divieto dei prodotti provenienti dagli insediamenti non basta: l'Ue deve fare di più, sospendendo l'Accordo di Associazione con Israele e interrompendo immediatamente ogni commercio di armi. Se vogliamo parlare di commercio ispirato ai nostri valori e di rispetto del diritto internazionale, dobbiamo applicare questi principi con coerenza - scrive Benifei in una nota stampa - "Rivolgo un appello alla presidenza irlandese: mantenga questo dossier nell'ambito della politica commerciale e non permetta che venga trascinato nella politica estera, dove l'unanimità rischia di diventare l'ennesimo alibi per non decidere. Sostenere che serva necessariamente l'unanimità, come ha fatto ieri il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, è falso e fuorviante" - continua Benifei. "Persino il servizio giuridico del Consiglio la consideri come una materia di politica commerciale, soggetta alla maggioranza qualificata. I cittadini europei chiedono giustizia e leadership, non cavilli procedurali" ha concluso.

Media: "Traffico completamente bloccato a Hormuz"

Il traffico navale è completamente bloccato nello stretto di Hormuz. A riferirlo è stata l'agenzia iraniana Fars News che ha citato fonti militari. Tutti i movimenti nell'area sono sotto la sorveglianza d'intelligence delle Forze Armate della Repubblica Islamica, ha assicurato Fars. "Funzionari statunitensi avrebbero tenuto colloqui con diversi Paesi e armatori, offrendo la scorta alle navi in cambio di una somma pari a circa il 20% del valore dei carichi trasportati", ha spiegato Fars, a conferma dell'annuncio fatto ieri dal presidente Donald Trump. Le imbarcazioni "tenterebbero di attraversare clandestinamente la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz spegnendo i sistemi di navigazione", ma questo "non ne impedisce l'identificazione e il tracciamento". Dunque "qualsiasi nave che tentasse di attraversare l'area sarebbe soggetta a un intervento delle Forze Armate iraniane". La scorsa notte "due imbarcazioni che avevano violato le normative vigenti sono state colpite dalle forze armate iraniane", ha ricordato l'agenzia.

Teheran: "Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato 55 pescatori iraniani"

Cinquantacinque pescatori iraniani sono stati rilasciati negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito dall'ambasciata iraniana nel Paese e riportato da Sky News. I pescatori erano stati trattenuti dalla guardia costiera degli Emirati Arabi Uniti negli ultimi mesi di guerra a causa delle "particolari condizioni" nella regione, ha dichiarato l'ambasciata. Teheran ha ripetutamente colpito i suoi vicini, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, in rappresaglia per gli attacchi statunitensi. L'ambasciata ha aggiunto di essere al lavoro per riportare i pescatori in Iran.

Media: "180 parlamentari chiedono stop negoziato con Usa"

Centottanta deputati del Majlis (parlamento iraniano), su un totale di 290, hanno firmato una dichiarazione in cui chiedono vendetta per i “martiri” iraniani e la “cessazione di ogni forma di intesa o negoziato con gli Stati Uniti”.  Nel testo, riporta l'emittente libanese Al Mayadeen vicina all'Iran, i parlamentari invitano la presidenza del Majlis a “costituire immediatamente una commissione speciale con il compito di riesaminare tutti i negoziati e gli accordi finora avviati con Washington e di verificare l’applicazione delle direttive espresse dal Leader Supremo della Rivoluzione, Ayatollah Mojtaba Khamenei”. I deputati hanno inoltre riferito che il parlamento ha incluso nell’ordine del giorno “l'emanazione di provvedimenti legislativi che comprendono il rafforzamento della dottrina di difesa e la ratifica della legge sulla gestione dello Stretto di Hormuz”.

A Teheran striscione con bare famiglie Trump e Netanyahu

Un grande striscione verticale con l'immagine della Casa Bianca in fiamme e delle bare dei famigliari di Donald Trump e Benjamin Netanyahu è comparso oggi nel centro di Teheran. Il murale è stato inaugurato in piazza Palestina, riporta Press Tv, e contiene "minacce" al presidente americano e al premier israeliano, e alle loro famiglie "come ritorsione per il sangue del leader martire (l'ayatollah Ali' Khamenei, ndr) e delle vittime innocenti della guerra statunitense-israeliana contro l'Iran", ha spiegato la televisione. Nel grande poster si vedono dieci feretri avvolti in bandiere americane e sopra ciascuno, una foto incorniciata. Ci sono Trump, la moglie Melania e i figli del presidente, così come il genero Jared Kushner. E il primo ministro Netanyahu con la moglie Sarah.

Pickaxe Mountain in Iran, cos'è il sito nucleare nel mirino di Trump e degli Usa

Donald Trump ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 chilometri a sud di Teheran. "Dite agli iraniani di prepararsi", ha messo in guardia il tycoon il 13 luglio durante il programma radiofonico Hugh Hewitt Show, aggiungendo che "probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto". L'Iran però non resterebbe a guardare. “Se Trump agirà in base alle sue minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali”, ha affermato una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran alla Cnn. Ma cos’è Pickaxe Mountain e perché è nel mirino di Trump?

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

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Iran, doppia inchiesta svela il piano del Mossad per fare di Ahmadinejad il nuovo leader

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz, che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023, incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

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Autorità Hormuz: "Dopo intesa 200 navi chiesto permesso"

Nelle tre settimane successive alla firma del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, il 17 giugno, oltre 200 imbarcazioni non iraniane hanno chiesto il permesso di passare Hormuz e la maggior parte lo ha ottenuto. A riferirlo è stata l'Autorità dello stretto del Golfo Persico (Pgsa) su X. Le navi che hanno ottenuto il via libera per attraversare lo stretto sono state il 79%, mentre il 14% è ancora in attesa. Il tempo medio di rilascio dell'autorizzazione è stato di 50 minuti, ha spiegato la Pgsa.

Netanyahu all'Iran: "Se attaccate, la nostra risposta sarà molto più potente"

"Dico ai leader dell'Iran: non contate sul fatto che ci sarà calma se ci attaccherete. Non contate sul fatto che ci sarà una replica. Perché non sarà una risposta, sarà una replica diversa, molto più potente. Sono finiti i giorni in cui qualcuno ci colpiva e noi non lo colpivamo con una forza doppia. Lo abbiamo fatto contro l'asse del male iraniano e continueremo a farlo contro chiunque ci attacchi. È così che agiamo". Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu durante la Conferenza del Negev a Dimona (luogo simbolico poiché la città ospita il centro di ricerca nucleare israeliano, ndr).

Azizi confermato presidente commissione Sicurezza Majlis

Ebrahim Azizi è stato confermato presidente della commissione Sicurezza nazionale del Majlis, il parlamento iraniano. Lo riporta l'agenzia Fars. In lizza per la carica c'erano Azizi e Aladdin Boroujerd. Dopo il primo scrutinio, lo scarto tra i due era così ridotto che erano emersi dubbi sul risultato. Ma "verifiche successive hanno mostrato che a creare incertezza era stato un errore tecnico nella visualizzazione del numero totale dei voti espressi", ha spiegato l'agenzia, e dunque la rielezione di Azizi e' stata confermata.

Oman: "A lavoro con parti per libera navigazione Hormuz"

L'Oman è impegnato a lavorare con tutte le parti per garantire libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. Ad assicurarlo è stato il ministero degli Esteri omanita, dopo il bombardamento che ha causato danni significativi a due petroliere emiratine. "Il ministero degli Affari Esteri del Sultanato dell'Oman riafferma che l'Oman mantiene la sua cooperazione trasparente e neutrale con tutte le parti per ripristinare la liberta' di navigazione nello stretto, in piena conformita' con il diritto internazionale", si legge in un breve comunicato. L'Oman resta "fermamente impegnato sui suoi obblighi come stato firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare", si legge ancora, ed esorta "tutte le parti", in un riferimento velato all'Iran, a "rispettare il diritto internazionale".

Hamas: "Capo della polizia di Jabalia, ufficiali e agenti uccisi in un raid dell'Idf"

Secondo il ministero degli Interni di Hamas, il capo della polizia dell' organizzazione a Jabalia e diversi ufficiali e agenti sono stati uccisi in un raid aereo israeliano nel nord della Striscia di Gaza. In totale, nove persone sono rimaste uccise nell'attacco.

Compagnia norvegese: "Nostra petroliera attaccata vicino a Hormuz"

Una compagnia di navigazione norvegese ha annunciato che una delle sue petroliere è stata attaccata al largo dell'Oman nelle prime ore di questa mattina. La Stolt-Nielsen ha dichiarato in un comunicato che la Stolt Magnesium è stata colpita nel Mar Arabico all'incirca nello stesso momento in cui due petroliere degli Emirati Arabi Uniti sono state colpite da missili da crociera iraniani. L'attacco ha provocato un incendio nella sala macchine della nave, ha affermato la Stolt-Nielsen. Tutto l'equipaggio a bordo della nave è risultato illeso e rintracciato dopo l'attacco, secondo la compagnia di navigazione citata da Sky News.

Raid israeliano su stazione polizia a Gaza, 8 morti

Otto persone, tra cui una donna, sono morte in un attacco aereo israeliano su una stazione di polizia palestinese a ovest del campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza. Lo riferisce la Protezione Civile di Gaza.

Armatori tedeschi contro Trump: "Nessun pedaggio per lo Stretto di Hormuz"

Gli armatori tedeschi criticano aspramente l'annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di voler imporre in futuro una sorta di pedaggio per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. "Nessuno Stato dovrebbe subordinare unilateralmente il libero accesso a una via navigabile internazionale al pagamento di un pedaggio", ha dichiarato alla rivista "Wirtschaftswoche" Martin Kroeger, amministratore delegato dell'Associazione degli armatori tedeschi (Vdr). "Inoltre, ciò non sarebbe nemmeno ammissibile dal punto di vista giuridico". Kroeger ha affermato che, con la sua iniziativa, Trump mette in discussione il sistema della libertà di navigazione. "Oggi si tratta dello Stretto di Hormuz, domani dello Stretto di Malacca, dopodomani del prossimo stretto marittimo internazionale. Dove andremo a finire?", ha detto.

Colloqui Libano-Israele a Roma, incontro solo tra diplomatici e non militari

Ai colloqui per il negoziato tra Libano e Israele in corso oggi presso l'ambasciata statunitense a Roma prendono parte solo le delegazioni diplomatiche e non quelle militari come era avvenuto nei precedenti cinque incontri. Lo riferisce Yedioth Ahronot. Il governo libanese vuole accelerare il ritiro dell'Idf e dimostrare il controllo su aree civili più ampie all'interno del Paese, mentre Israele auspica una presenza più incisiva dell'esercito libanese nelle zone in cui viene schierato per smantellare e disarmare Hezbollah. Gli incontri di oggi e domani, secondo fonti vicine al dossier,  dovrebbero servire per consolidare e approfondire i deal già raggiunti a Washington in vista di una sessione più ampia con delegazioni allargate che di dovrebbe tenere il mese prossimo. All'incontro è presente anche l'ambasciatore israeliano negli Usa Michael Leiter che in un'intervista alla Cbs due giorni fa ha affermato che gli accordi raggiunti tra Israele e Libano mirano a escludere l'Iran dalla questione.  "Possiamo ritirarci nel momento stesso in cui Hezbollah sarà smantellato", ha dichiarato. "Se Hezbollah non verrà smantellato, dovremo rimanere nella nostra zona di sicurezza perché non torneremo a una situazione in cui i nostri cittadini saranno minacciati da un gruppo filo-iraniano che lancia missili e costruisce tunnel per attaccare, come ha fatto Hamas il 7 ottobre", ha aggiunto. "Stiamo collaborando con il Centcom e le Forze armate libanesi. Se Hezbollah rimarrà lì, non avremo ottenuto nulla, ed è per questo che si chiamano zone pilota. Se funziona, allora continueremo il ritiro. Se non funziona, allora resteremo dove siamo", ha affermato.

Sa'ar: "Pronti ad attuare ritiro da 'zone pilota'"

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha espresso l'auspicio che i colloqui, mediati dagli Usa, in corso a Roma con il Libano contribuiscano all'attuazione dell'accordo sulle due "zone pilota" nel Sud del Paese dei cedri, dalle quali le truppe israeliane dovranno ritirarsi ."Siamo pronti a procedere con l'attuazione di queste due zone pilota. Spero e voglio credere che questo ciclo di colloqui a Roma faciliterà tale processo", ha detto Sa'ar ai giornalisti a Gerusalemme.

Iran, Lavrov: "Usa hanno violato memorandum, è triste"

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il memorandum d'intesa firmato con l'Iran a giugno, riprendendo i bombardamenti contro la Repubblica Islamica. "Consideriamo questo una violazione del memorandum. Non c'è molto altro da aggiungere, è triste. Le infrastrutture civili stanno subendo danni sia in Iran che nei Paesi del Golfo Persico", ha dichiarato Lavrov in conferenza stampa. "La cosa fondamentale e' che questo non porterà a una soluzione e chiude la porta che il suddetto memorandum sembrava aver aperto", ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha ripreso gli attacchi contro obiettivi militari in Iran, stretto alleato del Cremlino, tre giorni fa. La nuova offensiva statunitense giunge dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il ripristino del blocco navale contro l'Iran e ha affermato che Washington avrebbe assunto il ruolo di "guardiano dello Stretto di Hormuz", una delle rotte marittime più importanti per il commercio globale di energia e fertilizzanti. Il presidente statunitense ha dichiarato che gli altri Paesi dovranno compensare gli Stati Uniti con il 20% del carico trasportato per coprire i costi di sicurezza di questa via navigabile, chiusa da Teheran "a tempo indeterminato" in seguito ai recenti attacchi americani.

Pakistan prova a salvare dialogo con Usa, ma nazionalismo e Pasdaran frenano negoziati

Il Pakistan tenta di riportare Iran e Stati Uniti al tavolo negoziale, ma la crescente ondata di nazionalismo nella Repubblica islamica e il rafforzamento dell'ala più oltranzista del regime stanno rendendo sempre più difficile qualsiasi compromesso, soprattutto sul controllo dello Stretto di Hormuz. Mentre Islamabad, insieme a Qatar e Oman, mantiene aperti i canali diplomatici, analisti e fonti vicine alla mediazione ritengono, infatti, che il vero ostacolo sia ormai interno a Teheran, dove i Pasdaran e gli ultraconservatori stanno limitando il margine d'azione dei negoziatori. Secondo un'analisi del Wall Street Journal, il regime, uscito profondamente indebolito dalle proteste di inizio anno, ha alimentato il sentimento patriottico durante il conflitto con Stati Uniti e Israele e lo ha ulteriormente rafforzato in occasione dei funerali della Guida Suprema, Ali Khamenei. Quella mobilitazione, inizialmente utile a ricompattare il Paese, sta ora diventando un freno ai negoziati: parlamentari ultraconservatori, media  e Pasdaran sfruttano infatti il clima nazionalista per ostacolare qualsiasi concessione a Washington. Le conseguenze più evidenti riguardano proprio lo Stretto di Hormuz, punto centrale del memorandum d'intesa mediato dal Pakistan e firmato il 17 giugno dal presidente americano Donald Trump e dal suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. L'accordo prevedeva la riapertura dello Stretto al libero passaggio delle navi commerciali, ma l'intesa è rapidamente entrata in crisi. L'Iran ha continuato ad attaccare navi in transito, rivendicando il controllo esclusivo del passaggio marittimo, mentre gli Stati Uniti hanno ripristinato il blocco navale contro i porti iraniani e avviato una nuova campagna di raid.

Tajani: "A Gaza situazione difficilissima. Impegno Italia"

"Gaza vive un momento difficilissimo, siamo riusciti ad aiutare la popolazione civile con il progetto 'Food for Gaza', siamo riusciti ad aiutare la popolazione civile con beni alimentari e non soltanto noi stiamo lavorando in questa direzione con grande impegno anche grazie all'aiuto importante di organizzazioni imprenditoriali, penso a Coldiretti, a Confagricoltura che hanno inviato tantissimi prodotti alimentari da poter distribuire alla popolazione civilr". Così' il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al convegno di Forza Italia, 'L'Italia che ricostruisce: il sistema italiano per Ucraina, Gaza e Siria'. "Abbiamo accolto anche 250 bambini, bisognosi di cure nei nostri migliori ospedali, abbiamo creato corridoi universitari, questo vuol dire che stiamo ricostruendo il tessuto sociale e formando la futura classe dirigente nel nostro Paese e nelle nostre universita'", ha poi rimarcato Tajani.

Tre condannati all'ergastolo in Bahrein per "spionaggio pro-Iran"

Le autorità del Bahrein hanno annunciato che tre persone sono state condannate all'ergastolo con l'accusa di aver svolto attività di spionaggio per conto dei Guardiani della rivoluzione iraniani, nell'ultimo sviluppo della stretta contro presunte cellule legate a Teheran. "I tre imputati sono stati accusati di aver collaborato con il Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) e con suoi agenti per favorire atti ostili e terroristici contro il Regno del Bahrein e danneggiarne gli interessi; il tribunale li ha condannati tutti all'ergastolo", ha dichiarato la Procura. Dall'inizio del conflitto, gli Stati del Golfo, che hanno subito il peso maggiore degli attacchi attribuiti a Teheran, hanno intensificato le operazioni contro presunte cellule collegate all'Irgc. Il Bahrein e' una monarchia guidata da una dinastia musulmana sunnita, ma la piccola isola ha una consistente maggioranza sciita, che da tempo denuncia discriminazioni e marginalizzazione. Dall'inizio della guerra, le autorità di Manama hanno inoltre rafforzato la repressione nei confronti di chi ha espresso sostegno o simpatia per Teheran. Alcune persone sono state accusate di spionaggio e centinaia di cittadini, per lo più sciiti, sono stati arrestati, secondo attivisti bahreiniti. Il governo del Bahrein respinge le accuse di colpire i cittadini sulla base della loro appartenenza religiosa. 

Iniziati i colloqui Israele-Libano a Roma

Sono iniziati a Roma i colloqui diretti tra Israele e Libano. Lo riporta Haaretz, ricordando che i negoziati proseguiranno fino a domani.

Media: "Attacchi Usa vicino al confine con Iraq e Kuwait"

Raid statunitensi hanno colpito la zona di confine iraniana vicino all'Iraq e al Kuwait. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna, citando Valiollah Hayati, vice governatore della provincia del Khuzestan, che ha precisato che sono state prese di mira la città di Abadan, che ospita la più antica raffineria di petrolio del Medio Oriente, e la città portuale di Mahshahr.

Iran, colpita petroliera al largo delle coste dell'Oman

Una petroliera e' stata colpita ieri da un missile al largo delle coste dell'Oman. Lo riporta l'agenzia marittima britannica Ukmto. "Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un missile mentre transitava attraverso la rotta meridionale. Le autorita' stanno indagando", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato stampa. In precedenza gli Emirati Arabi Uniti avevano affermato che due loro petroliere erano state colpite da missili iraniani nello Stretto e che un membro dell'equipaggio era rimasto ucciso.

Petrolio: Brent in rialzo 5%, massimi da un mese a 87 dlr

I prezzi del petrolio sono aumentati ai massimi da quattro settimane, dopo che gli Stati Uniti hanno reintrodotto il blocco navale dell'Iran e i rinnovati attacchi tra Washington e Teheran hanno accresciuto le preoccupazioni sui flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Brent ha raggiunto il massimo dal 12 giugno e il Wti dal 16 giugno, prima che Stati Uniti e Iran firmassero un memorandum d'intesa per porre fine al conflitto il 17 giugno. I futures sul Brent salgono del 5% a 87,5 dollari al barile, il Wti del 3,7% a 81 dollari al barile.

Iran, Bahrein: "Intercettati diversi attacchi iraniani"

Le autorita' del Bahrein hanno dichiarato di aver intercettato alcuni attacchi iraniani sul proprio territorio. "I sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto diversi attacchi aerei insidiosi lanciati dall'Iran questa mattina di martedi'", ha affermato l'esercito bahreinita in un comunicato, che ha accusato inoltre Teheran di aver preso di mira i civili. L'Iran ha dichiarato di aver colpito il Paese del Golfo in rappresaglia per gli attacchi statunitensi sul territorio iraniano e le Guardie Rivoluzionarie avevano precedentemente affermato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrein. L'Afp ha riferito di esplosioni a Manama.

Wafa: "Sei morti in raid dell'Idf sul campo profughi di Jabalia a Gaza"

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che persone sono state  uccise in un attacco dell'Idf che ha colpito il campo profughi di  Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Tra le vittime anche una  donna, diversi i feriti.

Mons.Shomali: "Tassa Arnona mette alla prova diritti Chiese"

L'imposta municipale israeliana sugli immobili, nota come "Arnona", e' diventata il fulcro di un nuovo braccio di ferro tra le Chiese e il Comune di Gerusalemme. Lo riferisce la Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). I leader cristiani temono che la messa in discussione delle esenzioni di cui beneficiano alcuni immobili ecclesiastici possa compromettere le loro attivita' religiose, educative e sociali. In un colloquio con Acs, monsignor William Shomali, vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme, esamina le implicazioni della controversia e auspica un compromesso che preservi le storiche esenzioni delle Chiese cristiane. Il 27 giugno 2026 l'Autorita' Palestinese aveva annunciato che Abu Mazen (Mahmoud Abbas) aveva scritto a Papa Leone XIV e a diversi leader internazionali per denunciare il progetto di tassazione degli immobili ecclesiastici di Gerusalemme attraverso l'"Arnona". Per monsignor Shomali sono due le ragioni per cui il presidente Abu Mazen sostiene la posizione delle Chiese contro il progetto di tassare gli immobili ecclesiastici a Gerusalemme Est: "Da un lato, l'Autorita' Palestinese considera Gerusalemme Est un territorio occupato e ritiene che Israele non abbia il diritto di imporre tasse sugli immobili ecclesiastici presenti in quella zona. Dall'altro, il presidente intende tutelare i diritti storicamente riconosciuti alle Chiese, in particolare dagli Accordi di Mitilene del 1901, che fanno parte di una serie di intese concluse oltre un secolo fa tra l'Impero ottomano e la Francia". "Tali accordi - sottolinea - contribuirono a consolidare le esenzioni fiscali di cui beneficiavano le chiese e le istituzioni francesi in Terra Santa". La controversia relativa all'Arnona si inserisce oggi in un quadro piu' ampio, che riguarda tutte le istituzioni ecclesiastiche di Gerusalemme e non soltanto quelle storicamente legate ai regimi consolari sopra menzionati. "Queste intese - prosegue il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme - furono rispettate durante il Mandato britannico e anche da Israele negli anni successivi all'indipendenza, proclamata nel 1948, e non sono mai state ufficialmente abrogate. La lettera del presidente palestinese rappresenta pertanto un importante richiamo alla dimensione storica e giuridica della questione. Contribuisce a riportare il tema al centro dell'attenzione internazionale, anche se, da sola, non possiede la forza necessaria per imporre una soluzione immediata".

Msf: "A Gaza 4 bambini feriti da forze israeliane, non c'è tregua dalla paura"

"Dal 9 luglio i nostri team a Gaza hanno prestato soccorso a quattro  bambini colpiti da proiettili vaganti sparati dalle forze israeliane,  tra cui un ragazzo di 14 anni che è stato colpito due volte in un campo  vicino alla linea gialla ed è stato sottoposto a un intervento  chirurgico. Gli altri tre bambini avevano solo otto, nove e dieci anni".  E' la dichiarazione di Benoit Vasseur, coordinatore di Medici Senza  Frontiere (Msf) nei Territori palestinesi  "Domenica  è stato riportato che un altro bambino, di appena nove anni, è stato  ucciso in uno scontro a fuoco insieme ad altre cinque persone - continua  la dichiarazione - Mentre la violenza delle forze israeliane continua,  chiunque può essere ucciso o ferito in qualsiasi momento. I bambini che  cercano di sopravvivere in condizioni già disperate vengono regolarmente  feriti, in modo grave. Non c’è tregua dalla paura con cui la  popolazione convive. Continuiamo a chiedere la protezione incondizionata  dei civili".

Trump: "Vogliamo rimborsi perchè proteggiamo Stretto di Hormuz"

Gli Stati Uniti “vogliono essere rimborsati”, perché “stiamo proteggendo  un’area molto ricca del mondo”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i  giornalisti nello Studio Ovale a proposito dell’imposta del 20% sulle  merci che passano per lo stretto di Hormuz.

Tajani: "Contrari ai pedaggio a Hormuz, sarebbe un precedente pericoloso"

"Siamo per la libertà di navigazione e contrari a qualsiasi tipo di  pedaggio". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani  sull'ipotesi di un pedaggio nello Stretto di Hormuz a margine della  presentazione dell'evento Moto Italia alla Farnesina.  "Dare vita a un  pedaggio a Hormuz significa realizzare un precedente pericoloso", ha  detto ancora. "Per un Paese esportatore come l'Italia è una cosa  certamente negativa".

Iran, la città di Bushehr attaccata da missili Usa

La città di Bushehr, nel sud dell'Iran, è stata colpita oggi da missili statunitensi in quattro delle sue aree. Lo riferiscono le autorità iraniane.

Valentini: "L'Italia si prepari ora alla ricostruzione di Ucraina, Gaza e Siria"

L'Italia deve prepararsi fin d'ora alla ricostruzione di Ucraina, Gaza e  Siria, trasformando l'impegno diplomatico in una presenza industriale  stabile. È il messaggio consegnato dal viceministro delle Imprese e del  Made in Italy, Valentino Valentini, al convegno 'L'Italia che  ricostruisce: il sistema per Ucaina, Gaza e Siria'. I tre teatri di  guerra sono diversi "per natura e origine", ma hanno un elemento in  comune: riguardano un'area strategica per gli interessi economici e di  sicurezza italiani, ha evidenziato Valentini, indicando la necessità di  presentarsi come 'sistema Italia', facendo rete con imprese, diplomazia  economica, finanza pubblica e associazioni di categoria. "Chi programma  la pace la favorisce", ha sottolineato il viceministro, spiegando che  parlare di ricostruzione mentre i conflitti sono ancora in corso "non è  un esercizio predatorio", ma un modo per dimostrare credibilità e  affidabilità ai partner internazionali. "Se le nostre imprese aspettano  il cessate il fuoco definitivo, arriviamo quando i cantieri sono già  stati assegnati", ha aggiunto. Valentini ha rivendicato il lavoro della  task force interministeriale per la ricostruzione, che coinvolge  istituzioni, enti finanziari e imprese con l'obiettivo di non lasciare  ad altri Paesi le opportunità legate alla ripresa post-bellica.  L'Italia, ha osservato, deve proporsi "non solo come Paese donatore, ma  come attore industriale che porta tecnologia e occupazione". Il  viceministro ha infine ricordato il ruolo di pmi, enti locali ed  eccellenze italiane nel restauro dei beni culturali danneggiati dai  conflitti. "Su questi dossier arrivare secondi significa arrivare tardi.  Chi si prepara alla pace la sta già costruendo", ha osservato

Iran, Tajani: "Imposizione pedaggi negli Stretti crea precedente pericoloso e inaccettabile per Italia"

"Noi siamo  per la libertà di navigazione, siamo contrari a  qualsiasi tipo di pedaggio in stretti dove c'è non c'è un'opera  dell'uomo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel  corso di un punto stampa alla Farnesina all'indomani dell'annuncio di  Donald Trump sui "rimborsi" del 20% da pagare agli Stati Uniti per il  passaggio sicuro a Hormuz.    "Penso  a Suez o penso a Panama, dove ci sono dei canali costruiti dall'uomo,  lì è giusto pagare il pedaggio, ma in altre parti dare vita a pedaggi  per il passaggio significa poi realizzare un precedente pericoloso,  perché in ogni parte del mondo, poi, si creano dei pedaggi - ha spiegato  il vicepremier -questo, per un paese esportatore come l'Italia,  rappresenta certamente una cosa assolutamente inaccettabile". "Il  principio fondamentale è quello della libertà di navigazione che noi  sosteniamo. Quindi, siamo contrari a qualsiasi dazio per il passaggio  negli stretti", ha concluso.

Ue: "Team Gaza e Board of Peace hanno stesso obiettivo"

"L'iniziativa Team Gaza deve essere vista come complementare agli sforzi del Board of Peace, con il quale i donatori partecipanti alla nostra iniziativa per Gaza possono coordinarsi strettamente e lavorare verso una priorita' comune, ovvero collaborare per migliorare la situazione sul campo. E' quindi molto importante sottolineare che lavoriamo insieme per lo stesso obiettivo: migliorare le condizioni" di Gaza. Lo ha chiarito il portavoce della Commissione Ue per il Mediterraneo Guillaume Mercier durante il briefing con la stampa. "E' quindi molto importante sottolineare che in realta' lavoriamo insieme per raggiungere lo stesso obiettivo" ha concluso.

Iran, attacchi Usa a Bushehr: sede centrale nucleare

La citta' portuale di Bushehr, sede dell'unica centrale nucleare iraniana, e' stata colpita martedi' da raid aerei statunitensi. "Quattro localita' nella citta' di Bushehr sono state colpite da proiettili nemici a mezzogiorno" (le 10 e 30 in Italia)", ha dichiarato il vicegovernatore dell'omonima provincia, Ehsan Jahanian, citato dall'agenzia di stampa statale Irna.

Aerei cisterna Usa atterrano a Tel Aviv provenienti dai Paesi del Golfo

Durante la notte diversi aerei cisterna statunitensi sono atterrati  all'aeroporto internazionale di Tel Aviv, come ha constatato l'ANSA sul  posto. Secondo Channel 12 i cargo da rifornimento provenivano dai Paesi  del Golfo attaccato in questi giorni dall'Iran. L'Autorità aeroportuale  israeliana teme che la presenza di decine di aerei militari americani  blocchi lo scalo civile comportando la cancellazione di 50.000 biglietti  aerei.

Ue: "Opzioni contro colonie illegali non sono contro Israele"

"Le opzioni discusse ieri, a seguito della presentazione del documento della Commissione al tavolo dei ministri, non sono opzioni contro Israele". Lo ha chiarito il portavoce della Commissione per gli Esteri, Anouar El Anouni riferendosi al documento di opzioni preparato dalla Commissione su indicazione del Consiglio per sanzionare i beni prodotti negli insediamenti illegali in Cisgiordania. "Si tratta di opzioni contro gli insediamenti illegali che minano la soluzione dei due Stati, e di cui abbiamo bisogno. I ministri hanno incaricato gli ambasciatori di portare avanti il lavoro" ha concluso.

Media Iran: "3 persone uccise negli attacchi Usa di stanotte contro l'Iran"

Tre persone sono rimaste uccise negli attacchi statunitensi contro la  provincia iraniana di Hormozgan durante la notte. Lo scrive l'agenzia di  stampa Fars, vicina ai servizi di sicurezza iraniani, rilanciata dal  Guardian.

Teheran condanna la messa al bando dei pasdaran in Gb: "Misura ostile"

"L'Iran condanna la misura ostile adottata dalla Gran Bretagna, che  vieta qualsiasi sostegno alle Guardie della Rivoluzione, definendole una  minaccia e compiendo atti di intimidazione in territorio britannico".  Lo ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri iraniano in un  comunicato, definendo la mossa "ingiustificata, irresponsabile e  contraria ai principi del diritto internazionale".

Iran, media: "Udite esplosioni a Bushehr e Choghadak"

Diverse esplosioni sono state udite a Bushehr e Choghadak, nel sud  dell'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Fars, citando testimoni  nelle due città.

Cnn: "Iran promette risposta devastante se Usa attaccano Pickaxe Mountain"

L'Iran risponderà in modo devastante se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump darà seguito alla sua recente minaccia di attaccare Pickaxe Mountain. Lo scrive la Cnn citando una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran.     "Se Trump agirà in base alle sue minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali", ha affermato la fonte.     Lunedì, Trump ha avvertito che Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, si trova "nella lista" e che gli Usa "probabilmente" la prenderanno di mira presto. 

India: "Convocato vice ambasciatore Iran, protestiamo contro attacchi Hormuz"

"Noi condanniamo fermamente questi attacchi e atti di violenza contro i  marittimi, che compromettono la libera e sicura navigazione attraverso  vie d'acqua internazionali come lo Stretto di Hormuz", afferma il  ministero degli Esteri indiano. "Ribadiamo inoltre - prosegue il  comunicato stampa del dicastero - la nostra profonda preoccupazione per  la ripresa degli attacchi e l'escalation delle ostilità nella regione  del Medio Oriente, e chiediamo l'immediata cessazione delle violenze  nonché un ritorno al dialogo e alla diplomazia, nell'interesse della  pace, della sicurezza e della stabilità della regione".

Bahrein condanna i raid iraniani contro il Paese: "Siamo in massima allerta"

Le forze di difesa del Bahrein hanno condannato gli attacchi  missilistici e con droni iraniani contro il Paese che costituiscono una  "flagrante violazione" del diritto internazionale. I sistemi di difesa  aerea del Paese hanno intercettato e distrutto diversi attacchi aerei  iraniani questa mattina e le armi e le unità del Comando Generale  rimangono in "stato di massima allerta" per proteggere i cittadini dalle  minacce ostili, si legge in una dichiarazione rilanciata da Sky News.

Kuwait condanna gli attacchi alle petroliere degli Emirati

Il Kuwait, paese confinante con gli Emirati Arabi Uniti, ha condannato  gli attacchi iraniani contro due petroliere emiratine in cui ha perso la  vita un marinaio. "Il ministero degli Affari Esteri esprime la ferma  condanna e la profonda indignazione dello Stato del Kuwait per l'atroce  attacco iraniano", ha dichiarato il ministero citato da Sky News. Il  raid rappresenta una "minaccia diretta alla sicurezza della navigazione  marittima e all'approvvigionamento energetico globale", ha aggiunto. Il  ministero ha espresso la sua "piena solidarietà" e il suo "sostegno a  tutte le misure adottate dagli Emirati Arabi Uniti per proteggere la  propria sicurezza e le proprie risorse".

Iran, cinque esplosioni vicino porto Bandar Abbas

La televisione di stato iraniana ha riferito che cinque esplosioni sono state udite nei pressi della citta' portuale di Bandar Abbas, vicino allo Stretto di Hormuz, teatro di rinnovati scontri tra Iran e Stati Uniti. "Pochi minuti fa, cinque esplosioni sono state udite a ovest di Bandar Abbas", ha dichiarato l'emittente statale, senza fornire ulteriori dettagli.

Iran, esercito: "Hormuz non sarà mai riaperto dalla guerra degli Usa"

Lo Stretto di Hormuz non sarà mai aperto da "guerre, malvagità e  aggressioni americane". Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito  iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, secondo quanto  riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. "Le  forze armate del Paese non cederanno sulla questione di questa via  navigabile strategica", ha aggiunto Akraminia. "Rispettare i diritti del  popolo iraniano è l'unico modo per riaprire lo Stretto di Hormuz.  Abbiamo il dovere di vendicare il sangue dei martiri, in particolare  quello del leader martire della Rivoluzione islamica".

Agenzia Gb: "Petroliera colpita ieri al largo delle coste dell'Oman"

Una petroliera è stata colpita ieri da un missile al largo delle coste  dell'Oman, ha dichiarato oggi l'agenzia britannica marittima Ukmto,  mentre Iran e Stati Uniti si scambiano colpi per il controllo dello  Stretto di Hormuz. "L'Ukmto ha ricevuto una segnalazione di un incidente  a 13 miglia nautiche a sud-est di Limah, in Oman. Una petroliera ha  riferito di essere stata colpita da un missile mentre era in transito  sulla rotta meridionale. Le autorità stanno indagando", ha affermato  l'organizzazione britannica in un comunicato dove si riferisce che  l'incidente è avvenuto lunedì.

Parolin: "Cisgiordania sempre più erosa dagli insediamenti dei coloni"

"La pace è coraggio. Coraggio soprattutto di vincere noi stessi. Mi è capitato in questi anni, anche da poco, che tante autorità mi dicano di essere d'accordo con la posizione della Santa Sede sulla pace. Tutte le volte rispondo: allora ditelo, proclamatelo, fate sentire la vostra voce e unitela a quante sono in sintonia. Perché il coraggio della pace si trova insieme". Lo ha detto il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, in una intervista ad Avvenire, a margine della festa dello stesso quotidiano che si è tenuta nei giorni scorsi in Veneto.    Alla domanda uqale sia la trattativa che lo ha particolarmente provato, Parolin ha risposto: "L'attuale negoziato, che purtroppo non esiste ancora, per la conclusione della guerra in Ucraina in atto da oltre cinque anni. Nel frattempo, la Santa Sede è molto impegnata nell'aiuto umanitario, nel ritorno dei bambini ucraini dalla Russia e negli scambi dei prigionieri". Poi "il Medio Oriente, dove non si riesce a risolvere il problema di fondo, ovvero la situazione dei palestinesi. La Santa Sede, da almeno dieci anni, ha firmato l'accordo con la Palestina, riconoscendo nella pratica la formula dei due Stati. Ora, dopo la tragedia di Gaza, molti altri Paese lo hanno fatto. La situazione sul terreno, tuttavia, diventa sempre più difficile: il territorio della Cisgiordania, dove dovrebbe nascere lo Stato di Palestina, è eroso dagli insediamenti dei coloni israeliani. È una situazione estremamente complessa in cui sembra difficile trovare una via d'uscita. Non vuol dire che non ci sia. Dobbiamo forse far ricorso a un surplus di creatività", ha sottolineato Parolin.

Iran, udite esplosioni a Bandar Abbas

Esplosioni sono state udite nell'area occidentale di Bandar Abbas. Lo riferiscono i media iraniani.

India: "Convocato vice ambasciatore Iran, protestiamo contro attacchi Hormuz"

"L'India è profondamente preoccupata per gli attacchi subiti oggi da  due navi, la Mt Al Bahiyah e la Mt Mombasa, durante il loro transito  nello Stretto di Hormuz": lo scrive il ministero degli Esteri indiano in  un comunicato pubblicato sul suo sito web ufficiale precisando che "il  vice capo missione dell'ambasciata dell'Iran a Nuova Delhi è stato  convocato questa mattina" dal dicastero indiano per "una ferma protesta  contro tali attacchi". Gli Emirati Arabi Uniti accusano l'Iran di aver  attaccato con missili due petroliere nello Stretto di Hormuz, uccidendo  un marinaio. Secondo le autorità di Delhi, la vittima era un cittadino  indiano che lavorava sulla nave Al Bahiyah. "Entrambe le navi avevano a  bordo 30 marittimi indiani, su un equipaggio complessivo di 46 persone.  Dei 12 cittadini indiani presenti sulla Mt Al Bahiyah, uno ha  tragicamente perso la vita e un altro è rimasto ferito. Dei 18 cittadini  indiani a bordo della Mt Mombasa, nove hanno riportato ferite; tra  questi, due versano in gravi condizioni", afferma il ministero degli  Esteri indiano nel suo comunicato.

Oggi Trump riceverà il premier iracheno

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrera' oggi alla Casa Bianca il nuovo primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, figura sciita che ha appoggiato dopo aver minacciato di tagliare gli aiuti a Baghdad se la coalizione del Quadro di coordinamento, allineata con l'Iran, avesse sostenuto l'ex primo ministro Nouri al-Maliki. Trump considera Maliki troppo vicino a Teheran. La questione dell'Iran avra' probabilmente un ruolo centrale nei colloqui. L'Iraq e' sotto pressione affinche' disarmi una rete di milizie sostenute dall'Iran che operano nel paese, alcune delle quali hanno lanciato attacchi contro basi e sedi diplomatiche statunitensi dopo che Stati Uniti e Israele hanno dichiarato guerra all'Iran a febbraio.

Iran: Pechino sollecita Washington e Teheran a riaprire Hormuz a navigazione sicura e diritti Paesi rivieraschi

La Cina sollecita, in un raro intervento diretto sulla crisi, Iran e  Stati Uniti a ristabilire un passaggio sicuro per le navi commerciali  nello Stretto di Hormuz. "Rispettare i diritti e gli interessi legittimi  degli Stati che si affacciano sullo Stretto, e ristabilire il prima  possibile il traffico marittimo sicuro e normale nello Stretto, sono  aspirazioni comuni della comunità internazionale", ha affermato un  portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

Media: "Trump vuole sempre più discorsi alla nazione, giovedì sarà un potpourri"

Il discorso che il presidente Trump terrà giovedì sera dalla Casa  Bianca toccherà il tema dell'integrità delle elezioni, un aggiornamento  sulla situazione in Iran e qualsiasi altro argomento ritenga importante:  lo scrive Axios citando un alto consigliere americano secondo cui il  discorso "sarà un potpourri". Pur essendo sempre disponibile per i  giornalisti, Trump non ha tenuto molti discorsi alla nazione in prima  serata, rivolti direttamente alle telecamere, dalla Casa Bianca. Secondo  il consigliere, è intenzione del presidente americano farne di più e  per questo, ieri ha annunciato su Truth che intende tenere un "Discorso  alla Nazione" giovedì alle 21 locali, le 3 di venerdì mattina in Italia.  I dettagli, ovvero il luogo preciso alla Casa Bianca e gli argomenti  esatti, restano incerti ma due questioni sono in cima alle priorità.  Innanzitutto l'Iran: "La situazione cambia di minuto in minuto, ma è un  argomento che vuole affrontare", ha detto il consigliere Usa ad Axios.  In secondo luogo, il tema delle elezioni: il presidente vuole far  approvare il Save America Act, una legge rigorosa sull'identificazione  degli elettori attualmente bloccata al Congresso, e potrebbe anche  presentare i risultati delle indagini dei suoi funzionari  dell'intelligence sulle elezioni del 2020, che Trump non ammette di aver  perso. Un consigliere di Trump ha tuttavia smentito le notizie online  secondo cui il presidente avrebbe intenzione di parlare delle elezioni  del Senato del 2020 in Georgia, vinte da due democratici. In ogni caso,  stando a quanto riferito, il presidente vuole solo parlare e vuole farlo  sempre di più: "Vogliamo entrare nel ritmo", ha detto il consigliere.  "È efficace quando si tengono discorsi in prima serata che danno  importanza a ciò che dice".

Iran: "Le esportazioni di petrolio continuano malgrado le sanzioni Usa"

Le esportazioni di petrolio dell'Iran continuano come di consueto  nonostante la revoca, la scorsa settimana, della deroga di 60 giorni  alle sanzioni statunitensi sul petrolio. Lo sostiene il ministro del  Petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, citato da Sky News. Sul suo account  Telegram ufficiale, Paknejad ha affermato che il suo ministero ha  mantenuto attivi i meccanismi per neutralizzare l'impatto delle  sanzioni, aggiungendo che le esportazioni di petrolio iraniano non  subiranno problemi nonostante la revoca della deroga. La scorsa  settimana il Dipartimento del Tesoro statunitense ha revocato la deroga  che faceva parte di una serie di concessioni nell'ambito del memorandum  poi saltato a seguito di una serie di attacchi iraniani nello Stretto di  Hormuz.

Vaticano, Parolin: "Coraggio della pace contro cultura potenza"

"La pace e' coraggio. Coraggio soprattutto di vincere noi stessi". Cosi' il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin in una intervista ad Avvenire. "Mi e' capitato in questi anni, anche da poco - ha raccontato -, che tante autorita' mi dicano di essere d'accordo con la posizione della Santa Sede sulla pace. Tutte le volte rispondo: allora ditelo, proclamatelo, fate sentire la vostra voce e unitela a quante sono in sintonia. Perche' il coraggio della pace si trova insieme. Certo, ci sono gli eroi, capaci di gesti straordinari e controcorrente, compiuti per lo piu' senza grande visibilita'. Una richiesta corale e' cruciale, pero', per dar forza alla creazione di alternative alla violenza". Il coraggio della pace contro la cultura della potenza, ha sottolineato Parolin che ha definito "drammatico" l'attuale scenario globale. "E' venuto meno, nel giro di pochissimo tempo, il sistema che si era creato dopo le esperienze terribili dei due conflitti mondiali del secolo scorso. Proprio dopo le immani sofferenze vissute, i leader internazionali, a partire da quelli europei al centro della temperie bellica, avevano capito l'urgenza di lavorare seriamente per evitare per evitare il ripetersi di simili tragedie. Da qui - ha aggiunto - la costruzione di un assetto che, pur nei suoi limiti, ha assicurato una certa stagione di pace, anche se piu' nel Vecchio Continente che altrove"

Roma ospita il nuovo round di colloqui tra Libano e Israele

Roma è pronta a ospitare oggi e domani il sesto round di negoziati tra  Libano e Israele, parte di un difficile per corso per stabilire  relazioni pacifiche tra le due nazioni. Secondo quanto riferito, i  colloqui si terranno presso l'ambasciata degli Stati Uniti nella  Capitale. I due Paesi, che non hanno relazioni diplomatiche formali,  hanno avviato colloqui diretti ad aprile, e recentemente hanno raggiunto  un accordo quadro che prevede il disarmo di Hezbollah e un graduale  ritiro israeliano dai territori libanesi occupati, a partire dalle  cosiddette "zone pilota" dove verrebbe schierato per prenderne il pieno  controllo. L'accordo è stato però respinto da Hezbollah e non stabilisce  una tempistica per il ritiro di Israele, mentre lo Stato ebraico ha  assicurato che l'Idf resterà nella "zona di sicurezza" lungo il confine  finché Hezbollah non sarà disarmato. La scorsa settimana, una  delegazione militare statunitense ha incontrato l'esercito libanese a  Beirut per discutere l'attuazione del ritiro di Israele da una prima  zona pilota. La presidenza libanese ha annunciato lunedì che la sua delegazione a  Roma ha ricevuto istruzioni di "chiedere l'immediato inizio del ritiro  delle forze israeliane dalle due zone pilota prima di qualsiasi  ulteriore discussione". Secondo una fonte diplomatica libanese a  conoscenza del contenuto dei colloqui, "l'esercito libanese è pronto a  prendere gradualmente il controllo delle località da cui l'esercito  israeliano si ritirerebbe".

Yemen, Trump ha dato a Riad ok per attacchi contro Houthi: si teme nuovo fronte

Il presidente americano Donald Trump ha dato la sua autorizzazione all'Arabia Saudita a colpire obiettivi dei miliziani sciiti Houthi nello Yemen. Lo scrive il sito di Axios in esclusiva citando due funzionari statunitensi, secondo il quale Trump ha dato il suo sostegno al principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman (Mbs) per un'azione militare contro gli Houthi. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a e i successivi attacchi missilistici di rappresaglia degli Houthi rappresentano la più grave escalation transfrontaliera dal 2022 e potrebbero segnare la fine di una tregua non ufficiale tra le parti, in vigore da quattro anni. Un rinnovato conflitto militare tra l'Arabia Saudita e gli Houthi potrebbe esacerbare le tensioni regionali e allargare la guerra tra Stati Uniti e Iran, nota Axios. Il fatto che Mbs abbia avvisato Trump in anticipo e chiesto il suo appoggio indica che i sauditi sono preoccupati per un conflitto più ampio con gli Houthi che richiederà il supporto militare e diplomatico degli Stati Uniti.

Al via a Roma i negoziati diretti tra Israele e Libano

Si apre oggi a Roma la nuova tornata di negoziati diretti tra Libano e Israele sotto l'egida degli Stati Uniti. Beirut e Tel Aviv hanno raggiunto un accordo quadro il 26 giugno, volto a una "pace duratura", dopo cinque round di negoziati a Washington. Accordo però respinto da Hezbollah. "Alla delegazione libanese e' stato chiesto di esigere l'immediato ritiro delle forze israeliane da due zone pilota prima di qualsiasi ulteriore discussione", ha annunciato ieri sera la presidenza libanese e secondo una fonte diplomatica di Beirut "l'esercito è pronto a prendere gradualmente il controllo delle località da cui si ritirerà l'esercito israeliano". "Israele è disposto a ritirarsi gradualmente, a condizione che Hezbollah non sia presente nelle aree evacuate e che l'esercito libanese abbia le capacita' necessarie per mantenere questi settori demilitarizzati e impedire qualsiasi ritorno del movimento", dice l'analista israeliana Orna Mizrahi. Una delegazione militare americana ha avviato sabato a Beirut colloqui con l'esercito libanese sulle modalità di attuazione del ritiro israeliano dalle 'zone pilota'. L'accordo quadro è stato raggiunto dopo l'entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco nella nuova guerra scoppiata tra Hezbollah e l'esercito israeliano. Il movimento sciita filo-iraniano ha trascinato il Libano nel conflitto il 2 marzo bombardando Israele a sostegno dell'Iran. L'esercito israeliano, tuttavia, continua a effettuare limitati raid aerei nel sud e a demolire i villaggi occupati, secondo i media statali libanesi. Dall'inizio del conflitto, i raid israeliani hanno causato la morte di oltre 4.300 persone, secondo le autorita' libanesi. Nello stesso periodo, l'esercito israeliano ha annunciato la morte di 38 soldati e un civile. "Le possibilità di una svolta a Roma sono piuttosto limitate. Ciò che potremmo vedere è piuttosto un'opportunità per dimostrare che il processo è ancora in corso, che i negoziati continuano nonostante l'opposizione e gli ostacoli che stanno iniziando a emergere", dice Karim Bitar, docente a Sciences Po.

Pechino: "Ripristinare al più presto passaggio sicuro Stretto di Hormuz"

La Cina ha esortato gli Stati Uniti e l'Iran a ripristinare il libero passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre sono ripresi gli scontri tra le due parti sulla gestione di questa via navigabile strategica. "Ripristinare al più presto il passaggio normale e sicuro attraverso lo stretto è un'aspirazione condivisa dalla comunità internazionale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian in conferenza stampa, aggiungendo che Pechino "si adopererà senza sosta per contribuire ad allentare la tensione" della situazione.

Società Gb sicurezza marittima: "Petroliera colpita da missile in Oman"

Una petroliera sarebbe stata colpita da un missile mentre transitava a sud-est della zona di Limah, in Oman. Lo ha reso noto la società britannica per la sicurezza marittima Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), aggiungendo che le autorità stanno indagando sull'incidente.

Pasdaran: "Non ce l'abbiamo con voi, popolo della Giordania"

I Guardiani della Rivoluzione dell'Iran, in una dichiarazione sull'attacco alla base statunitense in Giordania avvenuto nelle prime ore del mattino, si sono rivolte direttamente al popolo giordano, affermando: "Sapete che non nutriamo alcuna animosità nei confronti del vostro Paese, anzi, vi amiamo profondamente, popolo nobile". "Voi comprendete il dolore e la sofferenza del popolo palestinese meglio di qualsiasi altra nazione e siete consapevoli dei crimini del regime sionista, in particolare del massacro di 70.000 palestinesi, tra cui 20.000 bambini a Gaza, perpetrato con il diretto coinvolgimento degli Stati Uniti", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'Irna. "La vostra ferma richiesta di smantellare le basi di occupazione americane nella regione contribuirebbe notevolmente a salvare il popolo palestinese e a ripristinare la sicurezza nella regione. Auguriamo alla Giordania successo", si legge ancora nel comunicato.

Iran: "Esplosioni udite in Bahrein"

Esplosioni sono state udite a Manama, capitale del Bahrein, dopo che le sirene avevano suonato per la terza volta dall'alba. Il ministero della Difesa aveva avvertito su X che "le sirene sono state attivate, esortiamo i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino". L'avvertimento è giunto poche ore dopo che le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano dichiarato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il regno del Golfo.

Idf: "Ucciso ufficiale marina di Hamas e 3 militanti armati a Gaza"

Le truppe israeliane hanno ucciso un comandante navale di Hamas e altri tre militanti armati nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto l'Idf, aggiungendo che Osama Naim Hamdi Shamlakh, descritto nel comunicato delle Forze di Difesa Israeliane come "un comandante di cellula nella fazione navale di Hamas", è stato ucciso ieri in un attacco nella zona di Gaza City. Riguardo agli altri tre agenti uccisi, il comunicato afferma che "i terroristi rappresentavano una minaccia imminente per le truppe e sono stati eliminati con precisi attacchi aerei".

Coloni attaccano e devastano villaggio in Cisgiordania

Un centinaio di coloni israeliani provenienti da Gerusalemme ha invaso il villaggio palestinese di Kifl Haris, nella parte settentrionale della Cisgiordania, intimidendo i residenti e vandalizzando le proprieta'. "Ieri notte, intorno alle 3 del mattino, e' giunta una segnalazione alla linea diretta della polizia riguardo all'ingresso di circa 100 cittadini israeliani nella citta' di Kifl Haris", si legge in un comunicato della polizia, secondo cui cinque persone tra 16 e 20 anni sono state arrestate al checkpoint militare di Hezma. Attivisti palestinesi che documentano gli attacchi israeliani in Cisgiordania hanno condiviso video che mostrano un folto gruppo di ebrei ultraortodossi (per lo piu' con indosso i tradizionali abiti neri) che attraversano il villaggio. Tra loro c'erano altri giovani vestiti con magliette, jeans e scarponi da trekking, abbigliamento tipico dei coloni. L'agenzia di stampa ufficiale palestinese, Wafa, ha riferito che durante l'irruzione gli israeliani hanno danneggiato veicoli e abitazioni. La polizia ha ammesso che, al momento dell'arrivo sul posto dei suoi agenti e dei soldati israeliani, gli aggressori si erano gia' allontanati.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Il presidente Usa ha annunciato un piano che vede gli Stati Uniti  "custodi" dello Stretto, prelevando però il "20% del valore di ogni  carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e  la protezione". Se la tariffa entrasse in vigore, quanto porterebbe a  casa Washington? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri"  del 13 luglio.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

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Meloni a Doha per la cerimonia per la morte di Al Thani

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nella notte a  Doha e si trova ora a Palazzo Lusail, dove sta prendendo parte alla  cerimonia di presentazione delle condoglianze per la scomparsa di sua  altezza l'Emiro Padre dello Stato del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al  Thani. Al termine della cerimonia, Meloni avrà un breve incontro con  sua altezza l'Emiro Tamim bin Hamad Al Thani e con i suoi fratelli.  Successivamente, il presidente del Consiglio si recherà al Palazzo della  Sceicca Mozah bint Nasser Al-Missned, dove incontrerà la consorte del  defunto emiro padre del Qatar. Il rientro a Roma è previsto nel primo  pomeriggio di oggi, in tempo utile per consentire al Meloni di  presiedere la riunione del Consiglio dei ministri già in programma.

Irruzione di 100 israeliani in villaggio palestinese in Cisgiordania

Circa 100 israeliani hanno fatto irruzione durante la notte nel  villaggio palestinese di Kifl Haris, nella Cisgiordania settentrionale,  vicino all'insediamento israeliano di Ariel. Lo ha riferito la polizia  israeliana, aggiungendo di aver arrestato cinque residenti di  Gerusalemme di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Secondo  quanto dichiarato dalla polizia, si è verificato uno scontro tra  israeliani e residenti del villaggio palestinese, con lancio di pietre e  veicoli palestinesi danneggiati.

Gas: apre in rialzo a 53 euro per Mwh in Europa, top da 3 mesi

Il prezzo del gas naturale ha raggiunto i 53 euro per MWh (+3%), il livello piu' alto in oltre tre mesi, dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato la ripresa del blocco dei porti iraniani e ha imposto un pedaggio del 20% sulle spedizioni di merci attraverso lo Stretto di Hormuz. Il blocco entrera' in vigore oggi, vanificando le speranze di una normalizzazione a breve termine delle attivita' di trasporto marittimo attraverso quella via navigabile. Le esportazioni di gnl dal Medio Oriente avevano iniziato solo di recente a riprendersi, con il Qatar che aveva aumentato la produzione e le spedizioni in seguito all'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran siglato a giugno. Tuttavia, la ripresa delle ostilita' ha bruscamente interrotto tale ripresa, sollevando preoccupazioni riguardo a nuove interruzioni delle esportazioni di Gnl dalla regione. Tali interruzioni potrebbero ridurre l'offerta globale di gas proprio mentre l'Europa sta correndo contro il tempo per riempire gli impianti di stoccaggio in vista del prossimo inverno.

Iran, parlamento al lavoro su legge per gestione Stretto Hormuz

Il parlamento iraniano e' al lavoro su un disegno di legge per la gestione dello Stretto di Hormuz. Il presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale ha annunciato che lunedi' sera, "proprio nel momento in cui i droni americani venivano abbattuti, la bozza di legge intitolata 'Azione strategica per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico' e' stata presentata ufficialmente al parlamento iraniano". L'annuncio di Ebrahim Azizi in inglese su X non era accompagnato ne' dal testo della proposta ne' dalla data di discussione.

Teheran: "Impiccati due mercenari dell'Isis infiltrati in Iran"

"Due mercenari di una cellula affiliata all'Isis sono stati giustiziati per impiccagione questa mattina, per aver pianificato un attacco armato contro la Repubblica Islamica" dell'Iran, ha dichiarato la magistratura iraniana in un comunicato diffuso martedì e riportato dall'agenzia di stampa Irna.    "Mahyeddin Abdollahi e Hossein Palani erano stati posizionati in punti strategici al confine tra Iraq e Iran per infiltrarsi in territorio iraniano e compiere azioni terroristiche, ma prima che potessero agire sono stati attaccati", si legge nel comunicato, che aggiunge: "Durante l'attacco, alcuni terroristi sono stati uccisi e altri arrestati. Tre membri della Guardia Rivoluzionaria sono rimasti uccisi nell'operazione".

Arriva in parlamento Iran Ddl 'azione strategica su Stretto di Hormuz'

In Iran, "il disegno di legge sull'azione strategica per la sicurezza e lo sviluppo duraturi dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico è stato presentato ieri sera al Parlamento", ha scritto stamani su X il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Ebrahim Azizi. "Il Parlamento rimane fermo e deciso nel difendere le linee rosse dell'Iran, in particolare la gestione dello Stretto di Hormuz", ha affermato il deputato, aggiungendo: "Questo è il primo passo. I passi successivi toglieranno il sonno ai nostri nemici". 

Irruzione di 100 israeliani in villaggio palestinese in Cisgiordania

Circa 100 israeliani hanno fatto irruzione durante la notte nel villaggio palestinese di Kifl Haris, nella Cisgiordania settentrionale, vicino all'insediamento israeliano di Ariel. Lo ha riferito la polizia israeliana, aggiungendo di aver arrestato cinque residenti di Gerusalemme di età compresa tra i 16 e i 20 anni.

Secondo quanto dichiarato dalla polizia, si è verificato uno scontro tra israeliani e residenti del villaggio palestinese, con lancio di pietre e veicoli palestinesi danneggiati.

Media: "Arabia Saudita ha colpito nella notte roccaforte Houthi nello Yemen"

Fonti yemenite hanno riferito che l'Arabia Saudita ha colpito la provincia di Saada, nel nord-ovest del Paese, durante la notte. Anche il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed ha riportato attacchi aerei sulla provincia, nota come "roccaforte del leader Houthi".

Pasdaran: "Colpita base Usa in Giordania"

Una base aerea statunitense in Giordania è stata colpita da missili balistici iraniani. Lo ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in un comunicato pubblicato da Fars News, invitando il popolo giordano a smantellare le basi americane presenti nel Paese. "Sapete benissimo che non solo non nutriamo alcuna inimicizia nei confronti del vostro Paese, ma che vi amiamo, voi, popolo nobile, che comprendete il dolore e l'oppressione del popolo palestinese più di qualsiasi altra nazione", si legge nella dichiarazione. In precedenza, Amman aveva riferito di aver intercettato e abbattuto quattro missili entrati nel suo spazio aereo dal territorio iraniano.

Iran conferma: "Colpite due petroliere ingannate dagli Usa nello Stretto di Hormuz"

"L'esercito statunitense ha tentato di costringere due petroliere a transitare attraverso la rotta illegale nello Stretto di Hormuz, istigandole. Le due petroliere, ingannate e indisciplinate, hanno messo in pericolo la navigazione spegnendo i loro sistemi di navigazione e hanno percorso la rotta, dove sono state colpite dalle nostre forze navali", ha dichiarato oggi la Guardia rivoluzionaria iraniana in un comunicato. Gli Emirati Arabi Uniti avevano dichiarato che due delle loro petroliere sono state colpite dall'Iran mentre transitavano nella rotta di navigazione meridionale dello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali dell'Oman. "Qualsiasi nave che transiti attraverso la rotta offerta dal nemico non potrà che subire danni e causare ritardi nella riapertura dello Stretto di Hormuz, creando una crisi energetica nel mondo", ha aggiunto la Guardia rivoluzionaria nel comunicato citato da Fars. 

Iran: "Colpiti depositi di armi e altre strutture militari Usa in Bahrein"

"Alcuni depositi logistici di armi, un centro per le comunicazioni satellitari e l'edificio residenziale delle forze statunitensi sono stati presi di mira da missili e droni in Bahrein", ha dichiarato oggi la Guardia rivoluzionaria iraniana in un comunicato, citato da Tasnim. In un altro comunicato, la Guardia ha affermato: "Nel secondo ciclo di attacchi missilistici e con droni, l'Iran ha colpito la Quinta flotta della Marina statunitense in Bahrein, danneggiando un deposito di carburante, un radar Patriot, un radar di controllo aereo e un sistema radar di allarme C-Ram". Il centro di controllo e monitoraggio per le imbarcazioni a guida autonoma è stato completamente distrutto", ha aggiunto. 

Giordani: "Abbattuti 4 missili di Teheran"

L'esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto quattro missili provenienti dall'Iran, mentre Teheran intensificava gli attacchi contro gli alleati degli Stati Uniti in risposta ai raid americani."Quattro missili sono stati intercettati e abbattuti dopo essere entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano", ha dichiarato l'esercito.

Centcom: "Ultima ondata di raid contro Teheran conclusa"

"Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha concluso l'ultima ondata di attacchi contro l'Iran. Una missione durata circa cinque ore". Lo comunica il Centocom sul suo account X. La terza notte consecutiva di attacchi era stata annunciata dal Comando Usa sempre su X, specificando che avrebbe colpito obiettivi militari iraniani nelle aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbasera. "Questi attacchi - aveva dichiarato Centcom - continueranno a imporre un costo elevato all'Iran, deteriorando ulteriormente la capacità del Paese di colpire civili innocenti e i traffici commerciali nello stretto di

Hormuz". 

Teheran: "Colpiti obiettivi Usa in Bahrain"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrain, dopo che il paese del Golfo aveva esortato i cittadini a mettersi al riparo al suono di una sirena d'allarme. "Sono stati presi di mira diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e l'edificio residenziale delle forze statunitensi in Bahrein", ha riferito la televisione di stato iraniana Irib citando le Guardie Rivoluzionarie.

Nyt: "Pedaggi su Hormuz? Per Rubio e Vance è impossibile"

Il Presidente Usa Donald Trump minaccia di imporre tariffe sui carichi in transito nello Stretto ma le sue affermazioni contraddicono quanto sostengono anche i suoi collaboratori più stretti: Il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. A evidenziarlo è il New York Times ricordando che in passato i due esponenti dell'amministrazione avevano dichiarato l'esatto contrario, ovvero che "nessun Paese" potrebbe pretendere di riscuotere pedaggi o tariffe per il transito in questa via d'acqua vitale e al centro della guerra di Israele e Stati Uniti e contro l'Iran. Dopo aver rievocato l'affermazione di Trump a Fox & Friends, su Fox News Channel, secondo cui gli Usa "saranno pagati per sorvegliare lo Stretto" con un "rimborso" pari al 20% del valore di ogni carico in transito, "né lui né i suoi collaboratori - scrive il quotidiano - hanno spiegato come questa posizione si concilia con le ripetute e contraddittorie dichiarazioni del Segretario di Stato Marco Rubio, che è anche consigliere per la sicurezza nazionale di Trump alla Casa Bianca". Quest'ultimo in particolare, ricorda la testata, ha affrontato la questione durante una visita in Medio Oriente alla fine di giugno, sottolineando in quella occasione che "nessun Paese è autorizzato a imporre pedaggi o tariffe sulle vie navigabili internazionali. Questa è la legge internazionale vigente. È così che funziona sulle vie navigabili internazionali di tutto il mondo, ed è così che ci aspettiamo che sia anche qui". "Il vicepresidente JD Vance -

si legge ancora sul Nyt - ha espresso la stessa posizione il 18 giugno, durante una discussione sull'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, per la riapertura dello Stretto dichiarando, sempre in conferenza stampa, che "riteniamo che le vie navigabili internazionali debbano essere esenti da pedaggi". Il quotidiano rammenta peraltro che dopo queste dichiarazioni contrarie ai pedaggi sul transito delle navi, il segretario di Stato Rubio partecipò a una riunione del Consiglio di Cooperazione del

Golfo (Gcc) che riunisce i sei paesi sunniti che ci affacciano sul Golfo, a seguito della quale gli Usa hanno firmato una dichiarazione congiunta secondo cui le nazioni "respingono qualsiasi pedaggio, tassa o tentativo di esercitare il controllo sullo stretto".

Usa smentiscono gli attacchi dell'Iran su siti strategici in Kuwait

Gli Stati Uniti hanno smentito gli attacchi iraniani su siti militari strategici dell'esercito americano in Kuwait. "Bugie", ha dichiarato al New York Times il portavoce del Comando centrale (Centcom) americano, il capitano Tim Hawkins, a proposito delle notizie diffuse dall'emittente statale iraniana Irib citando una fonte militare anonima.

Araghchi: "Pace a rischio per azioni criminali Usa"

Nel corso di una telefonata con l'omologo cipriota, Constantinos Kombos, avvenuta in serata, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le azioni "criminali e provocatorie" degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz mettono a repentaglio la pace e la sicurezza regionale esortando la  comunità internazionale a ritenere Washington responsabile del deterioramento della situazione. Lo riporta IRNA, l'agenzia di stampa ufficiale del governo iraniano precisando che Kombos, da parte sua, ha evidenziato le preoccupazioni del suo Paese sulla pace e sulla sicurezza dell' Asia occidentale nonche' la necessita' di perseguire la via diplomatica per prevenire una ulteriore escalation delle tensioni. 

Emirati: "Attaccate due navi a Hormuz, un morto e feriti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto che l'Iran ha attaccato due navi nello Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell'equipaggio e ferendone altri otto. "Il Ministero della Difesa ha condannato questo attacco flagrante, descrivendolo come una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione", ha scritto il Ministero della Difesa su X. 

Uae: "Teheran ha attaccato due navi a Hormuz, un morto e 8 feriti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato poco fa che l'Iran ha attaccato due navi nello Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell'equipaggio e ferendone altri otto. "Il ministero della Difesa condanna questo flagrante attacco, definendolo una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità regionale", ha scritto il ministero su X.

Axios: "Trump ha dato all'Arabia Saudita il suo sostegno per gli attacchi in Yemen"

Il presidente americano Donald Trump ha dato il proprio sostegno al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'azione militare contro gli Houthi, sostenuti dall'Iran, in Yemen. Lo rivela Axios, citando funzionari Usa. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a di ieri e i successivi attacchi missilistici degli Houthi hanno rappresentato la più grave escalation tra i ribelli dello Yemen e l'Arabia Saudita dal 2022. 

Trump: "Conflitto lungo? In Vietnam 19 anni... "

Donald Trump sembra disposto ad accettare che gli Stati Uniti restino bloccati in un conflitto lungo in Medio Oriente. Rispondendo alle domande dei giornalisti sui tempi, il presidente ha fatto un paragone: "Beh, siamo stati in Vietnam 19 anni, qui siamo arrivati a quattro mesi". 

Trump: "Ci faremo rimborsare dai Paesi del Golfo"

Il presidente Donald Trump ha ribadito l'intenzione di far rimborsare gli Stati Uniti dai Paesi del Golfo protetti dagli americani. Quando i giornalisti gli hanno chiesto se pensasse davvero al rimborso, Trump ha risposto: "Sì, perché stiamo proteggendo una delle regioni più ricche del mondo. Ci faremo rimborsare per la protezione". Alla domanda "da chi", ha risposto: "Dai Paesi che stiamo proteggendo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Bahrein". 

Trump: "Hormuz? finiremo per controllarlo interamente"

Il presidente Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, ha confermato che la guerra con l'Iran è di nuovo in corso e, riferendosi allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato: "Credo che alla fine finiremo per controllarlo interamente". Trump ha poi paragonato la guerra, in termini favorevoli, a quella del Vietnam e ha sostenuto che "i Paesi che stiamo proteggendo" finiranno per "rimborsare" gli Stati Uniti. Il presidente ha infine concluso il suo intervento, definendo la copertura mediatica negativa della guerra "davvero un atto di tradimento, in un certo senso". 

Trump: "Accordo è ancora possibile"

Un accordo con l'Iran è ancora "possibile". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Sì, penso che un accordo sia possibile, certo che lo penso", ha detto Trump nonostante la ripresa dei raid americani contro l'Iran.

Trump: "Stiamo eliminando tutte le capacità di Teheran legate a Hormuz"

Gli Stati Uniti stanno eliminando "tutte le capacità" dell'Iran legate allo Stretto di Hormuz e alla fine potrebbero arrivare a controllare l'intera area. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

"Stiamo eliminando tutte le loro capacità per tutto ciò che riguarda lo Stretto di Hormuz. E penso che alla fine finiremo semplicemente per controllare l'intera area", ha affermato Trump.

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