Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran Usa, raid Teheran su navi Emirati: 1 morto. Nuovi attacchi Stati Uniti. LIVE

live Mondo
©Ansa

Terza notte consecutiva di bombardamenti statunitensi sullo Stretto. Rimane alta la tensione. Trump annuncia di voler imporre un pedaggio del 20% e minaccia di colpire il sito nucleare di Pickaxe Mountain. L'Iran reagisce prendendo di mira obiettivi Usa in Bahrein. Roma oggi e domani ospita il nuovo round di colloqui tra Libano e Israele

in evidenza

Nuova ondata di raid notturni dopo che Trump ha annunciato al Congresso americano la ripresa della guerra contro l'Iran e ha affermato: "Attaccheremo stanotte colpendo tutte le loro capacità che hanno a che fare con Hormuz" e presto anche "l'impianto nucleare di Pickaxe Mountain". Abu Dhabi comunica che missili iraniani hanno colpito due petroliere emiratine nello Stretto, causando un morto e 8 feriti. Teheran afferma di aver colpito strutture Usa in Bahrein. Nel corso di una telefonata con l'omologo cipriota, Constantinos Kombos, avvenuta in serata, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le azioni "criminali e provocatorie" degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz mettono a repentaglio la pace e la sicurezza regionale. 

Roma è pronta a ospitare oggi e domani il sesto round di negoziati tra  Libano e Israele, parte di un difficile per corso per stabilire relazioni pacifiche tra le due nazioni. Secondo quanto riferito, i colloqui si terranno presso l'ambasciata degli Stati Uniti nella Capitale.

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

India: "Convocato vice ambasciatore Iran, protestiamo contro attacchi Hormuz"

"L'India è profondamente preoccupata per gli attacchi subiti oggi da  due navi, la Mt Al Bahiyah e la Mt Mombasa, durante il loro transito  nello Stretto di Hormuz": lo scrive il ministero degli Esteri indiano in  un comunicato pubblicato sul suo sito web ufficiale precisando che "il  vice capo missione dell'ambasciata dell'Iran a Nuova Delhi è stato  convocato questa mattina" dal dicastero indiano per "una ferma protesta  contro tali attacchi". Gli Emirati Arabi Uniti accusano l'Iran di aver  attaccato con missili due petroliere nello Stretto di Hormuz, uccidendo  un marinaio. Secondo le autorità di Delhi, la vittima era un cittadino  indiano che lavorava sulla nave Al Bahiyah. "Entrambe le navi avevano a  bordo 30 marittimi indiani, su un equipaggio complessivo di 46 persone.  Dei 12 cittadini indiani presenti sulla Mt Al Bahiyah, uno ha  tragicamente perso la vita e un altro è rimasto ferito. Dei 18 cittadini  indiani a bordo della Mt Mombasa, nove hanno riportato ferite; tra  questi, due versano in gravi condizioni", afferma il ministero degli  Esteri indiano nel suo comunicato.

Oggi Trump riceverà il premier iracheno

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrera' oggi alla Casa Bianca il nuovo primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, figura sciita che ha appoggiato dopo aver minacciato di tagliare gli aiuti a Baghdad se la coalizione del Quadro di coordinamento, allineata con l'Iran, avesse sostenuto l'ex primo ministro Nouri al-Maliki. Trump considera Maliki troppo vicino a Teheran. La questione dell'Iran avra' probabilmente un ruolo centrale nei colloqui. L'Iraq e' sotto pressione affinche' disarmi una rete di milizie sostenute dall'Iran che operano nel paese, alcune delle quali hanno lanciato attacchi contro basi e sedi diplomatiche statunitensi dopo che Stati Uniti e Israele hanno dichiarato guerra all'Iran a febbraio.

Iran: Pechino sollecita Washington e Teheran a riaprire Hormuz a navigazione sicura e diritti Paesi rivieraschi

La Cina sollecita, in un raro intervento diretto sulla crisi, Iran e  Stati Uniti a ristabilire un passaggio sicuro per le navi commerciali  nello Stretto di Hormuz. "Rispettare i diritti e gli interessi legittimi  degli Stati che si affacciano sullo Stretto, e ristabilire il prima  possibile il traffico marittimo sicuro e normale nello Stretto, sono  aspirazioni comuni della comunità internazionale", ha affermato un  portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

Media: "Trump vuole sempre più discorsi alla nazione, giovedì sarà un potpourri"

Il discorso che il presidente Trump terrà giovedì sera dalla Casa  Bianca toccherà il tema dell'integrità delle elezioni, un aggiornamento  sulla situazione in Iran e qualsiasi altro argomento ritenga importante:  lo scrive Axios citando un alto consigliere americano secondo cui il  discorso "sarà un potpourri". Pur essendo sempre disponibile per i  giornalisti, Trump non ha tenuto molti discorsi alla nazione in prima  serata, rivolti direttamente alle telecamere, dalla Casa Bianca. Secondo  il consigliere, è intenzione del presidente americano farne di più e  per questo, ieri ha annunciato su Truth che intende tenere un "Discorso  alla Nazione" giovedì alle 21 locali, le 3 di venerdì mattina in Italia.  I dettagli, ovvero il luogo preciso alla Casa Bianca e gli argomenti  esatti, restano incerti ma due questioni sono in cima alle priorità.  Innanzitutto l'Iran: "La situazione cambia di minuto in minuto, ma è un  argomento che vuole affrontare", ha detto il consigliere Usa ad Axios.  In secondo luogo, il tema delle elezioni: il presidente vuole far  approvare il Save America Act, una legge rigorosa sull'identificazione  degli elettori attualmente bloccata al Congresso, e potrebbe anche  presentare i risultati delle indagini dei suoi funzionari  dell'intelligence sulle elezioni del 2020, che Trump non ammette di aver  perso. Un consigliere di Trump ha tuttavia smentito le notizie online  secondo cui il presidente avrebbe intenzione di parlare delle elezioni  del Senato del 2020 in Georgia, vinte da due democratici. In ogni caso,  stando a quanto riferito, il presidente vuole solo parlare e vuole farlo  sempre di più: "Vogliamo entrare nel ritmo", ha detto il consigliere.  "È efficace quando si tengono discorsi in prima serata che danno  importanza a ciò che dice".

Iran: "Le esportazioni di petrolio continuano malgrado le sanzioni Usa"

Le esportazioni di petrolio dell'Iran continuano come di consueto  nonostante la revoca, la scorsa settimana, della deroga di 60 giorni  alle sanzioni statunitensi sul petrolio. Lo sostiene il ministro del  Petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, citato da Sky News. Sul suo account  Telegram ufficiale, Paknejad ha affermato che il suo ministero ha  mantenuto attivi i meccanismi per neutralizzare l'impatto delle  sanzioni, aggiungendo che le esportazioni di petrolio iraniano non  subiranno problemi nonostante la revoca della deroga. La scorsa  settimana il Dipartimento del Tesoro statunitense ha revocato la deroga  che faceva parte di una serie di concessioni nell'ambito del memorandum  poi saltato a seguito di una serie di attacchi iraniani nello Stretto di  Hormuz.

Vaticano, Parolin: "Coraggio della pace contro cultura potenza"

"La pace e' coraggio. Coraggio soprattutto di vincere noi stessi". Cosi' il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin in una intervista ad Avvenire. "Mi e' capitato in questi anni, anche da poco - ha raccontato -, che tante autorita' mi dicano di essere d'accordo con la posizione della Santa Sede sulla pace. Tutte le volte rispondo: allora ditelo, proclamatelo, fate sentire la vostra voce e unitela a quante sono in sintonia. Perche' il coraggio della pace si trova insieme. Certo, ci sono gli eroi, capaci di gesti straordinari e controcorrente, compiuti per lo piu' senza grande visibilita'. Una richiesta corale e' cruciale, pero', per dar forza alla creazione di alternative alla violenza". Il coraggio della pace contro la cultura della potenza, ha sottolineato Parolin che ha definito "drammatico" l'attuale scenario globale. "E' venuto meno, nel giro di pochissimo tempo, il sistema che si era creato dopo le esperienze terribili dei due conflitti mondiali del secolo scorso. Proprio dopo le immani sofferenze vissute, i leader internazionali, a partire da quelli europei al centro della temperie bellica, avevano capito l'urgenza di lavorare seriamente per evitare per evitare il ripetersi di simili tragedie. Da qui - ha aggiunto - la costruzione di un assetto che, pur nei suoi limiti, ha assicurato una certa stagione di pace, anche se piu' nel Vecchio Continente che altrove"

Roma ospita il nuovo round di colloqui tra Libano e Israele

Roma è pronta a ospitare oggi e domani il sesto round di negoziati tra  Libano e Israele, parte di un difficile per corso per stabilire  relazioni pacifiche tra le due nazioni. Secondo quanto riferito, i  colloqui si terranno presso l'ambasciata degli Stati Uniti nella  Capitale. I due Paesi, che non hanno relazioni diplomatiche formali,  hanno avviato colloqui diretti ad aprile, e recentemente hanno raggiunto  un accordo quadro che prevede il disarmo di Hezbollah e un graduale  ritiro israeliano dai territori libanesi occupati, a partire dalle  cosiddette "zone pilota" dove verrebbe schierato per prenderne il pieno  controllo. L'accordo è stato però respinto da Hezbollah e non stabilisce  una tempistica per il ritiro di Israele, mentre lo Stato ebraico ha  assicurato che l'Idf resterà nella "zona di sicurezza" lungo il confine  finché Hezbollah non sarà disarmato. La scorsa settimana, una  delegazione militare statunitense ha incontrato l'esercito libanese a  Beirut per discutere l'attuazione del ritiro di Israele da una prima  zona pilota. La presidenza libanese ha annunciato lunedì che la sua delegazione a  Roma ha ricevuto istruzioni di "chiedere l'immediato inizio del ritiro  delle forze israeliane dalle due zone pilota prima di qualsiasi  ulteriore discussione". Secondo una fonte diplomatica libanese a  conoscenza del contenuto dei colloqui, "l'esercito libanese è pronto a  prendere gradualmente il controllo delle località da cui l'esercito  israeliano si ritirerebbe".

Yemen, Trump ha dato a Riad ok per attacchi contro Houthi: si teme nuovo fronte

Il presidente americano Donald Trump ha dato la sua autorizzazione all'Arabia Saudita a colpire obiettivi dei miliziani sciiti Houthi nello Yemen. Lo scrive il sito di Axios in esclusiva citando due funzionari statunitensi, secondo il quale Trump ha dato il suo sostegno al principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman (Mbs) per un'azione militare contro gli Houthi. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a e i successivi attacchi missilistici di rappresaglia degli Houthi rappresentano la più grave escalation transfrontaliera dal 2022 e potrebbero segnare la fine di una tregua non ufficiale tra le parti, in vigore da quattro anni. Un rinnovato conflitto militare tra l'Arabia Saudita e gli Houthi potrebbe esacerbare le tensioni regionali e allargare la guerra tra Stati Uniti e Iran, nota Axios. Il fatto che Mbs abbia avvisato Trump in anticipo e chiesto il suo appoggio indica che i sauditi sono preoccupati per un conflitto più ampio con gli Houthi che richiederà il supporto militare e diplomatico degli Stati Uniti.

Al via a Roma i negoziati diretti tra Israele e Libano

Si apre oggi a Roma la nuova tornata di negoziati diretti tra Libano e Israele sotto l'egida degli Stati Uniti. Beirut e Tel Aviv hanno raggiunto un accordo quadro il 26 giugno, volto a una "pace duratura", dopo cinque round di negoziati a Washington. Accordo però respinto da Hezbollah. "Alla delegazione libanese e' stato chiesto di esigere l'immediato ritiro delle forze israeliane da due zone pilota prima di qualsiasi ulteriore discussione", ha annunciato ieri sera la presidenza libanese e secondo una fonte diplomatica di Beirut "l'esercito è pronto a prendere gradualmente il controllo delle località da cui si ritirerà l'esercito israeliano". "Israele è disposto a ritirarsi gradualmente, a condizione che Hezbollah non sia presente nelle aree evacuate e che l'esercito libanese abbia le capacita' necessarie per mantenere questi settori demilitarizzati e impedire qualsiasi ritorno del movimento", dice l'analista israeliana Orna Mizrahi. Una delegazione militare americana ha avviato sabato a Beirut colloqui con l'esercito libanese sulle modalità di attuazione del ritiro israeliano dalle 'zone pilota'. L'accordo quadro è stato raggiunto dopo l'entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco nella nuova guerra scoppiata tra Hezbollah e l'esercito israeliano. Il movimento sciita filo-iraniano ha trascinato il Libano nel conflitto il 2 marzo bombardando Israele a sostegno dell'Iran. L'esercito israeliano, tuttavia, continua a effettuare limitati raid aerei nel sud e a demolire i villaggi occupati, secondo i media statali libanesi. Dall'inizio del conflitto, i raid israeliani hanno causato la morte di oltre 4.300 persone, secondo le autorita' libanesi. Nello stesso periodo, l'esercito israeliano ha annunciato la morte di 38 soldati e un civile. "Le possibilità di una svolta a Roma sono piuttosto limitate. Ciò che potremmo vedere è piuttosto un'opportunità per dimostrare che il processo è ancora in corso, che i negoziati continuano nonostante l'opposizione e gli ostacoli che stanno iniziando a emergere", dice Karim Bitar, docente a Sciences Po.

Pechino: "Ripristinare al più presto passaggio sicuro Stretto di Hormuz"

La Cina ha esortato gli Stati Uniti e l'Iran a ripristinare il libero passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre sono ripresi gli scontri tra le due parti sulla gestione di questa via navigabile strategica. "Ripristinare al più presto il passaggio normale e sicuro attraverso lo stretto è un'aspirazione condivisa dalla comunità internazionale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian in conferenza stampa, aggiungendo che Pechino "si adopererà senza sosta per contribuire ad allentare la tensione" della situazione.

Società Gb sicurezza marittima: "Petroliera colpita da missile in Oman"

Una petroliera sarebbe stata colpita da un missile mentre transitava a sud-est della zona di Limah, in Oman. Lo ha reso noto la società britannica per la sicurezza marittima Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), aggiungendo che le autorità stanno indagando sull'incidente.

Pasdaran: "Non ce l'abbiamo con voi, popolo della Giordania"

I Guardiani della Rivoluzione dell'Iran, in una dichiarazione sull'attacco alla base statunitense in Giordania avvenuto nelle prime ore del mattino, si sono rivolte direttamente al popolo giordano, affermando: "Sapete che non nutriamo alcuna animosità nei confronti del vostro Paese, anzi, vi amiamo profondamente, popolo nobile". "Voi comprendete il dolore e la sofferenza del popolo palestinese meglio di qualsiasi altra nazione e siete consapevoli dei crimini del regime sionista, in particolare del massacro di 70.000 palestinesi, tra cui 20.000 bambini a Gaza, perpetrato con il diretto coinvolgimento degli Stati Uniti", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'Irna. "La vostra ferma richiesta di smantellare le basi di occupazione americane nella regione contribuirebbe notevolmente a salvare il popolo palestinese e a ripristinare la sicurezza nella regione. Auguriamo alla Giordania successo", si legge ancora nel comunicato.

Iran: "Esplosioni udite in Bahrein"

Esplosioni sono state udite a Manama, capitale del Bahrein, dopo che le sirene avevano suonato per la terza volta dall'alba. Il ministero della Difesa aveva avvertito su X che "le sirene sono state attivate, esortiamo i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino". L'avvertimento è giunto poche ore dopo che le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano dichiarato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il regno del Golfo.

Idf: "Ucciso ufficiale marina di Hamas e 3 militanti armati a Gaza"

Le truppe israeliane hanno ucciso un comandante navale di Hamas e altri tre militanti armati nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto l'Idf, aggiungendo che Osama Naim Hamdi Shamlakh, descritto nel comunicato delle Forze di Difesa Israeliane come "un comandante di cellula nella fazione navale di Hamas", è stato ucciso ieri in un attacco nella zona di Gaza City. Riguardo agli altri tre agenti uccisi, il comunicato afferma che "i terroristi rappresentavano una minaccia imminente per le truppe e sono stati eliminati con precisi attacchi aerei".

Coloni attaccano e devastano villaggio in Cisgiordania

Un centinaio di coloni israeliani provenienti da Gerusalemme ha invaso il villaggio palestinese di Kifl Haris, nella parte settentrionale della Cisgiordania, intimidendo i residenti e vandalizzando le proprieta'. "Ieri notte, intorno alle 3 del mattino, e' giunta una segnalazione alla linea diretta della polizia riguardo all'ingresso di circa 100 cittadini israeliani nella citta' di Kifl Haris", si legge in un comunicato della polizia, secondo cui cinque persone tra 16 e 20 anni sono state arrestate al checkpoint militare di Hezma. Attivisti palestinesi che documentano gli attacchi israeliani in Cisgiordania hanno condiviso video che mostrano un folto gruppo di ebrei ultraortodossi (per lo piu' con indosso i tradizionali abiti neri) che attraversano il villaggio. Tra loro c'erano altri giovani vestiti con magliette, jeans e scarponi da trekking, abbigliamento tipico dei coloni. L'agenzia di stampa ufficiale palestinese, Wafa, ha riferito che durante l'irruzione gli israeliani hanno danneggiato veicoli e abitazioni. La polizia ha ammesso che, al momento dell'arrivo sul posto dei suoi agenti e dei soldati israeliani, gli aggressori si erano gia' allontanati.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Il presidente Usa ha annunciato un piano che vede gli Stati Uniti  "custodi" dello Stretto, prelevando però il "20% del valore di ogni  carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e  la protezione". Se la tariffa entrasse in vigore, quanto porterebbe a  casa Washington? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri"  del 13 luglio.

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Vai al contenuto

Meloni a Doha per la cerimonia per la morte di Al Thani

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nella notte a  Doha e si trova ora a Palazzo Lusail, dove sta prendendo parte alla  cerimonia di presentazione delle condoglianze per la scomparsa di sua  altezza l'Emiro Padre dello Stato del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al  Thani. Al termine della cerimonia, Meloni avrà un breve incontro con  sua altezza l'Emiro Tamim bin Hamad Al Thani e con i suoi fratelli.  Successivamente, il presidente del Consiglio si recherà al Palazzo della  Sceicca Mozah bint Nasser Al-Missned, dove incontrerà la consorte del  defunto emiro padre del Qatar. Il rientro a Roma è previsto nel primo  pomeriggio di oggi, in tempo utile per consentire al Meloni di  presiedere la riunione del Consiglio dei ministri già in programma.

Irruzione di 100 israeliani in villaggio palestinese in Cisgiordania

Circa 100 israeliani hanno fatto irruzione durante la notte nel  villaggio palestinese di Kifl Haris, nella Cisgiordania settentrionale,  vicino all'insediamento israeliano di Ariel. Lo ha riferito la polizia  israeliana, aggiungendo di aver arrestato cinque residenti di  Gerusalemme di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Secondo  quanto dichiarato dalla polizia, si è verificato uno scontro tra  israeliani e residenti del villaggio palestinese, con lancio di pietre e  veicoli palestinesi danneggiati.

Gas: apre in rialzo a 53 euro per Mwh in Europa, top da 3 mesi

Il prezzo del gas naturale ha raggiunto i 53 euro per MWh (+3%), il livello piu' alto in oltre tre mesi, dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato la ripresa del blocco dei porti iraniani e ha imposto un pedaggio del 20% sulle spedizioni di merci attraverso lo Stretto di Hormuz. Il blocco entrera' in vigore oggi, vanificando le speranze di una normalizzazione a breve termine delle attivita' di trasporto marittimo attraverso quella via navigabile. Le esportazioni di gnl dal Medio Oriente avevano iniziato solo di recente a riprendersi, con il Qatar che aveva aumentato la produzione e le spedizioni in seguito all'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran siglato a giugno. Tuttavia, la ripresa delle ostilita' ha bruscamente interrotto tale ripresa, sollevando preoccupazioni riguardo a nuove interruzioni delle esportazioni di Gnl dalla regione. Tali interruzioni potrebbero ridurre l'offerta globale di gas proprio mentre l'Europa sta correndo contro il tempo per riempire gli impianti di stoccaggio in vista del prossimo inverno.

Iran, parlamento al lavoro su legge per gestione Stretto Hormuz

Il parlamento iraniano e' al lavoro su un disegno di legge per la gestione dello Stretto di Hormuz. Il presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale ha annunciato che lunedi' sera, "proprio nel momento in cui i droni americani venivano abbattuti, la bozza di legge intitolata 'Azione strategica per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico' e' stata presentata ufficialmente al parlamento iraniano". L'annuncio di Ebrahim Azizi in inglese su X non era accompagnato ne' dal testo della proposta ne' dalla data di discussione.

Teheran: "Impiccati due mercenari dell'Isis infiltrati in Iran"

"Due mercenari di una cellula affiliata all'Isis sono stati giustiziati per impiccagione questa mattina, per aver pianificato un attacco armato contro la Repubblica Islamica" dell'Iran, ha dichiarato la magistratura iraniana in un comunicato diffuso martedì e riportato dall'agenzia di stampa Irna.    "Mahyeddin Abdollahi e Hossein Palani erano stati posizionati in punti strategici al confine tra Iraq e Iran per infiltrarsi in territorio iraniano e compiere azioni terroristiche, ma prima che potessero agire sono stati attaccati", si legge nel comunicato, che aggiunge: "Durante l'attacco, alcuni terroristi sono stati uccisi e altri arrestati. Tre membri della Guardia Rivoluzionaria sono rimasti uccisi nell'operazione".

Arriva in parlamento Iran Ddl 'azione strategica su Stretto di Hormuz'

In Iran, "il disegno di legge sull'azione strategica per la sicurezza e lo sviluppo duraturi dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico è stato presentato ieri sera al Parlamento", ha scritto stamani su X il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Ebrahim Azizi. "Il Parlamento rimane fermo e deciso nel difendere le linee rosse dell'Iran, in particolare la gestione dello Stretto di Hormuz", ha affermato il deputato, aggiungendo: "Questo è il primo passo. I passi successivi toglieranno il sonno ai nostri nemici". 

Irruzione di 100 israeliani in villaggio palestinese in Cisgiordania

Circa 100 israeliani hanno fatto irruzione durante la notte nel villaggio palestinese di Kifl Haris, nella Cisgiordania settentrionale, vicino all'insediamento israeliano di Ariel. Lo ha riferito la polizia israeliana, aggiungendo di aver arrestato cinque residenti di Gerusalemme di età compresa tra i 16 e i 20 anni.

Secondo quanto dichiarato dalla polizia, si è verificato uno scontro tra israeliani e residenti del villaggio palestinese, con lancio di pietre e veicoli palestinesi danneggiati.

Media: "Arabia Saudita ha colpito nella notte roccaforte Houthi nello Yemen"

Fonti yemenite hanno riferito che l'Arabia Saudita ha colpito la provincia di Saada, nel nord-ovest del Paese, durante la notte. Anche il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed ha riportato attacchi aerei sulla provincia, nota come "roccaforte del leader Houthi".

Pasdaran: "Colpita base Usa in Giordania"

Una base aerea statunitense in Giordania è stata colpita da missili balistici iraniani. Lo ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in un comunicato pubblicato da Fars News, invitando il popolo giordano a smantellare le basi americane presenti nel Paese. "Sapete benissimo che non solo non nutriamo alcuna inimicizia nei confronti del vostro Paese, ma che vi amiamo, voi, popolo nobile, che comprendete il dolore e l'oppressione del popolo palestinese più di qualsiasi altra nazione", si legge nella dichiarazione. In precedenza, Amman aveva riferito di aver intercettato e abbattuto quattro missili entrati nel suo spazio aereo dal territorio iraniano.

Iran conferma: "Colpite due petroliere ingannate dagli Usa nello Stretto di Hormuz"

"L'esercito statunitense ha tentato di costringere due petroliere a transitare attraverso la rotta illegale nello Stretto di Hormuz, istigandole. Le due petroliere, ingannate e indisciplinate, hanno messo in pericolo la navigazione spegnendo i loro sistemi di navigazione e hanno percorso la rotta, dove sono state colpite dalle nostre forze navali", ha dichiarato oggi la Guardia rivoluzionaria iraniana in un comunicato. Gli Emirati Arabi Uniti avevano dichiarato che due delle loro petroliere sono state colpite dall'Iran mentre transitavano nella rotta di navigazione meridionale dello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali dell'Oman. "Qualsiasi nave che transiti attraverso la rotta offerta dal nemico non potrà che subire danni e causare ritardi nella riapertura dello Stretto di Hormuz, creando una crisi energetica nel mondo", ha aggiunto la Guardia rivoluzionaria nel comunicato citato da Fars. 

Iran: "Colpiti depositi di armi e altre strutture militari Usa in Bahrein"

"Alcuni depositi logistici di armi, un centro per le comunicazioni satellitari e l'edificio residenziale delle forze statunitensi sono stati presi di mira da missili e droni in Bahrein", ha dichiarato oggi la Guardia rivoluzionaria iraniana in un comunicato, citato da Tasnim. In un altro comunicato, la Guardia ha affermato: "Nel secondo ciclo di attacchi missilistici e con droni, l'Iran ha colpito la Quinta flotta della Marina statunitense in Bahrein, danneggiando un deposito di carburante, un radar Patriot, un radar di controllo aereo e un sistema radar di allarme C-Ram". Il centro di controllo e monitoraggio per le imbarcazioni a guida autonoma è stato completamente distrutto", ha aggiunto. 

Giordani: "Abbattuti 4 missili di Teheran"

L'esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto quattro missili provenienti dall'Iran, mentre Teheran intensificava gli attacchi contro gli alleati degli Stati Uniti in risposta ai raid americani."Quattro missili sono stati intercettati e abbattuti dopo essere entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano", ha dichiarato l'esercito.

Centcom: "Ultima ondata di raid contro Teheran conclusa"

"Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha concluso l'ultima ondata di attacchi contro l'Iran. Una missione durata circa cinque ore". Lo comunica il Centocom sul suo account X. La terza notte consecutiva di attacchi era stata annunciata dal Comando Usa sempre su X, specificando che avrebbe colpito obiettivi militari iraniani nelle aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbasera. "Questi attacchi - aveva dichiarato Centcom - continueranno a imporre un costo elevato all'Iran, deteriorando ulteriormente la capacità del Paese di colpire civili innocenti e i traffici commerciali nello stretto di

Hormuz". 

Teheran: "Colpiti obiettivi Usa in Bahrain"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrain, dopo che il paese del Golfo aveva esortato i cittadini a mettersi al riparo al suono di una sirena d'allarme. "Sono stati presi di mira diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e l'edificio residenziale delle forze statunitensi in Bahrein", ha riferito la televisione di stato iraniana Irib citando le Guardie Rivoluzionarie.

Nyt: "Pedaggi su Hormuz? Per Rubio e Vance è impossibile"

Il Presidente Usa Donald Trump minaccia di imporre tariffe sui carichi in transito nello Stretto ma le sue affermazioni contraddicono quanto sostengono anche i suoi collaboratori più stretti: Il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. A evidenziarlo è il New York Times ricordando che in passato i due esponenti dell'amministrazione avevano dichiarato l'esatto contrario, ovvero che "nessun Paese" potrebbe pretendere di riscuotere pedaggi o tariffe per il transito in questa via d'acqua vitale e al centro della guerra di Israele e Stati Uniti e contro l'Iran. Dopo aver rievocato l'affermazione di Trump a Fox & Friends, su Fox News Channel, secondo cui gli Usa "saranno pagati per sorvegliare lo Stretto" con un "rimborso" pari al 20% del valore di ogni carico in transito, "né lui né i suoi collaboratori - scrive il quotidiano - hanno spiegato come questa posizione si concilia con le ripetute e contraddittorie dichiarazioni del Segretario di Stato Marco Rubio, che è anche consigliere per la sicurezza nazionale di Trump alla Casa Bianca". Quest'ultimo in particolare, ricorda la testata, ha affrontato la questione durante una visita in Medio Oriente alla fine di giugno, sottolineando in quella occasione che "nessun Paese è autorizzato a imporre pedaggi o tariffe sulle vie navigabili internazionali. Questa è la legge internazionale vigente. È così che funziona sulle vie navigabili internazionali di tutto il mondo, ed è così che ci aspettiamo che sia anche qui". "Il vicepresidente JD Vance -

si legge ancora sul Nyt - ha espresso la stessa posizione il 18 giugno, durante una discussione sull'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, per la riapertura dello Stretto dichiarando, sempre in conferenza stampa, che "riteniamo che le vie navigabili internazionali debbano essere esenti da pedaggi". Il quotidiano rammenta peraltro che dopo queste dichiarazioni contrarie ai pedaggi sul transito delle navi, il segretario di Stato Rubio partecipò a una riunione del Consiglio di Cooperazione del

Golfo (Gcc) che riunisce i sei paesi sunniti che ci affacciano sul Golfo, a seguito della quale gli Usa hanno firmato una dichiarazione congiunta secondo cui le nazioni "respingono qualsiasi pedaggio, tassa o tentativo di esercitare il controllo sullo stretto".

Usa smentiscono gli attacchi dell'Iran su siti strategici in Kuwait

Gli Stati Uniti hanno smentito gli attacchi iraniani su siti militari strategici dell'esercito americano in Kuwait. "Bugie", ha dichiarato al New York Times il portavoce del Comando centrale (Centcom) americano, il capitano Tim Hawkins, a proposito delle notizie diffuse dall'emittente statale iraniana Irib citando una fonte militare anonima.

Araghchi: "Pace a rischio per azioni criminali Usa"

Nel corso di una telefonata con l'omologo cipriota, Constantinos Kombos, avvenuta in serata, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le azioni "criminali e provocatorie" degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz mettono a repentaglio la pace e la sicurezza regionale esortando la  comunità internazionale a ritenere Washington responsabile del deterioramento della situazione. Lo riporta IRNA, l'agenzia di stampa ufficiale del governo iraniano precisando che Kombos, da parte sua, ha evidenziato le preoccupazioni del suo Paese sulla pace e sulla sicurezza dell' Asia occidentale nonche' la necessita' di perseguire la via diplomatica per prevenire una ulteriore escalation delle tensioni. 

Emirati: "Attaccate due navi a Hormuz, un morto e feriti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto che l'Iran ha attaccato due navi nello Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell'equipaggio e ferendone altri otto. "Il Ministero della Difesa ha condannato questo attacco flagrante, descrivendolo come una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione", ha scritto il Ministero della Difesa su X. 

Uae: "Teheran ha attaccato due navi a Hormuz, un morto e 8 feriti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato poco fa che l'Iran ha attaccato due navi nello Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell'equipaggio e ferendone altri otto. "Il ministero della Difesa condanna questo flagrante attacco, definendolo una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità regionale", ha scritto il ministero su X.

Axios: "Trump ha dato all'Arabia Saudita il suo sostegno per gli attacchi in Yemen"

Il presidente americano Donald Trump ha dato il proprio sostegno al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'azione militare contro gli Houthi, sostenuti dall'Iran, in Yemen. Lo rivela Axios, citando funzionari Usa. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a di ieri e i successivi attacchi missilistici degli Houthi hanno rappresentato la più grave escalation tra i ribelli dello Yemen e l'Arabia Saudita dal 2022. 

Trump: "Conflitto lungo? In Vietnam 19 anni... "

Donald Trump sembra disposto ad accettare che gli Stati Uniti restino bloccati in un conflitto lungo in Medio Oriente. Rispondendo alle domande dei giornalisti sui tempi, il presidente ha fatto un paragone: "Beh, siamo stati in Vietnam 19 anni, qui siamo arrivati a quattro mesi". 

Trump: "Ci faremo rimborsare dai Paesi del Golfo"

Il presidente Donald Trump ha ribadito l'intenzione di far rimborsare gli Stati Uniti dai Paesi del Golfo protetti dagli americani. Quando i giornalisti gli hanno chiesto se pensasse davvero al rimborso, Trump ha risposto: "Sì, perché stiamo proteggendo una delle regioni più ricche del mondo. Ci faremo rimborsare per la protezione". Alla domanda "da chi", ha risposto: "Dai Paesi che stiamo proteggendo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Bahrein". 

Trump: "Hormuz? finiremo per controllarlo interamente"

Il presidente Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, ha confermato che la guerra con l'Iran è di nuovo in corso e, riferendosi allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato: "Credo che alla fine finiremo per controllarlo interamente". Trump ha poi paragonato la guerra, in termini favorevoli, a quella del Vietnam e ha sostenuto che "i Paesi che stiamo proteggendo" finiranno per "rimborsare" gli Stati Uniti. Il presidente ha infine concluso il suo intervento, definendo la copertura mediatica negativa della guerra "davvero un atto di tradimento, in un certo senso". 

Trump: "Accordo è ancora possibile"

Un accordo con l'Iran è ancora "possibile". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Sì, penso che un accordo sia possibile, certo che lo penso", ha detto Trump nonostante la ripresa dei raid americani contro l'Iran.

Trump: "Stiamo eliminando tutte le capacità di Teheran legate a Hormuz"

Gli Stati Uniti stanno eliminando "tutte le capacità" dell'Iran legate allo Stretto di Hormuz e alla fine potrebbero arrivare a controllare l'intera area. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

"Stiamo eliminando tutte le loro capacità per tutto ciò che riguarda lo Stretto di Hormuz. E penso che alla fine finiremo semplicemente per controllare l'intera area", ha affermato Trump.

Mondo: I più letti