Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Usa Iran, Trump: "Teheran ha richiesto un incontro, si terrà domani a Doha". LIVE

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Lo ha scritto il presidente Usa su Truth. Dopo giorni di escalation, si apre quindi uno spiraglio diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Casa Bianca: "Presenti all'incontro Witkoff e Kushner". Secondo fonti Usa citate da Axios, i due Paesi avrebbero concordato di sospendere gli attacchi reciproci. Intanto, Teheran ha avviato con l'Oman i colloqui sul futuro dello Stretto di Hormuz. Pezeshkian: “Saranno sbloccati 6 miliardi di dollari congelati in Qatar”

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sapere che domani, martedì 30 giugno, si terrà a Doha un incontro sulla situazione in Iran, senza fornire ulteriori dettagli. “L'Iran ha richiesto un incontro. Si svolgerà domani a Doha", ha scritto Trump su Truth. Dopo giorni di escalation, si apre quindi uno spiraglio diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Secondo fonti Usa citate da Axios, i due Paesi avrebbero concordato di sospendere gli attacchi reciproci.

Intanto, l'Iran ha annunciato che si è tenuto a Muscat il primo incontro con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l'intesa trovata con gli Usa. Pezeshkian: “Saranno sbloccati 6 miliardi di dollari congelati in Qatar”. 

Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: “Ci riserviamo il diritto di difendere la patria”. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano durante la notte.

Gli approfondimenti:

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Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio,  i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per  famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per  coppia con un figlio).

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Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona e cosa vuole l’Iran

L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa  con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

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Media: 8 i palestinesi uccisi oggi nei raid israeliani a Gaza

Sale a 8 il bilancio dei morti, tra cui due bambini, negli attacchi israeliani a Gaza, sia nel sud che nel centro, mentre i feriti sono almeno 20. Lo riferiscono i funzionari sanitari e i servizi di emergenza, scrive Al Jazeera. Tre persone sono rimaste uccise, e diverse altre ferite, dopo che un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili, afferma l'ospedale Al-Aqsa: una delle vittime era un bambino di 8 anni. Altre due persone sono morte in un raid contro una tenda di sfollati a Khan Younis. E ancora, nel quartiere di Mawasi, nel sud di Gaza, una giovane di 23 anni e la sua bimba di appena un anno, hanno perso la vita negli attacchi dei droni. Infine, l'ospedale ha riferito che in un raid contro la città di Qarara, a nord-ovest della città, avvenuto in mattinata, è rimasto ucciso un giovane di 31 anni.

Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'

Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e  delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non  solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.

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Media Beirut, raid di Israele nel sud del Libano

I media statali libanesi riferiscono che un attacco israeliano ha colpito il sud del Paese, nonostante l'accordo quadro firmato la scorsa settimana dai due Paesi con l'obiettivo di raggiungere un accordo di pace. "Aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco aereo prendendo di mira l'area tra le città meridionali libanesi di Qantara e Deir Seryan", ha dichiarato l'agenzia di stampa statale National News Agency (Nna) senza fornire ulteriori dettagli.

Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X

Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco  e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete  riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece  irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.

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Onu: "La tregua regge ma Israele conduce operazioni via terra"

Nel sud del Libano il cessate il fuoco continua a reggere, anche se non mancano scontri. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric. "I nostri colleghi delle forze di pace riferiscono che durante il fine settimana non sono stati osservati lanci di proiettili nell'area di operazioni della missione. Tuttavia, i caschi blu hanno continuato a registrare operazioni terrestri delle Forze di Difesa Israeliane e violazioni dello spazio aereo libanese", ha dichiarato. Attacchi aerei, ha aggiunto, sono stati registrati a Deir Siriane, nel Settore Est, e nell'area di Yohmor, al di fuori dell'area di operazioni della missione. Un sistema acustico di rilevamento della missione Onu ha registrato ieri 28 esplosioni a Deir Siriane. "Sabato - ha concluso Dujarric - i caschi blu hanno visto due carri armati israeliani aprire il fuoco con armi leggere in direzione di Al Mansouri, nel Settore Ovest".

Onu: "Attacco a Gaza vicino alle nostre strutture"

A Gaza continuano gli attacchi aerei da parte delle forze israeliane. Lo ha detto Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. "Questa mattina, un attacco aereo ha colpito un'area a circa cento metri dagli uffici delle Nazioni Unite a Deir al-Balah. Abbiamo ricevuto notizie di vittime; fortunatamente, nessuna appartiene al nostro personale", ha detto. 

Onu: "Notizie differenti su negoziati a Doha"

Il portavoce del segretario generale dell'Onu ha escluso la presenza di un rappresentante delle Nazioni Unite agli incontri di Doha, in Qatar. Ma allo stesso tempo ha detto che "ci sono differenti notizie su questo incontro", facendo capire che ancora non c'è chiarezza sulla qualità dell'appuntamento incentrato sul conflitto in Iran. Gli Stati Uniti hanno parlato di incontri di "alto livello" mentre Teheran ha escluso che ci saranno negoziati veri e propri.

Teheran annuncia: "Oggi primo incontro con Oman su Hormuz"

Il ministero degli Esteri iraniano ha annunciato di aver tenuto oggi il primo incontro con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo la firma dell'accordo preliminare tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Sia l'Iran che l'Oman rivendicano la sovranità sullo stretto, una via vitale per le esportazioni energetiche del Golfo, bloccata da Teheran durante la guerra. "Durante una visita a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato congiunto per lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. "Durante la discussione delle problematiche attuali relative allo stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla sua futura gestione", ha aggiunto. Gharibabadi ha poi dichiarato in un'intervista telefonica alla televisione di stato che, durante l'incontro di oggi, Teheran e Muscat hanno raggiunto "un'intesa comune" sulla gestione della via navigabile. Ha aggiunto che anche l'Oman "sostiene il proprio coinvolgimento in questi accordi in quanto Stato costiero con diritti sovrani e... ritiene che le tariffe debbano essere riscosse in cambio dei servizi forniti". Gharibabadi ha poi concluso affermando che "è stata decisa l'istituzione di comitati tecnici tra i due Paesi". "Tra sette o otto giorni, i nostri esperti inizieranno le loro discussioni specialistiche, in conformità con l'intesa raggiunta oggi, per poter discutere di questi accordi, redigere un testo e avviare negoziati tecnici sulle rotte di navigazione". Negli ultimi giorni, l'Oman ha assunto una posizione ambigua sulla questione. Martedì scorso, in seguito a una visita di funzionari iraniani, l'Oman e l'Iran hanno annunciato in una dichiarazione congiunta di star esaminando i costi associati alla futura gestione dello stretto. Tuttavia, nel corso della settimana, l'Oman ha precisato che non erano previsti "pedaggi di transito" e ha annunciato l'apertura di un "corridoio marittimo temporaneo" vicino alla sua costa, in accordo con le Nazioni Unite. 

Trump: "L'incontro a Doha forse è importante, forse no"

L'incontro di Doha "forse è importante, forse no". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale tornando a ribadire che ci sarà un incontro a Doha richiesto dall'Iran. "Penso siano già partiti" per il Qatar, ha aggiunto riferendosi agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. 

Gli Emirati Arabi Uniti revocano il divieto di viaggio in Libano

Gli Emirati Arabi hanno annunciato che i loro cittadini potranno nuovamente viaggiare in Libano a partire da domani, revocando il divieto imposto a causa della guerra in Medio Oriente. Il via libera del ministero degli Affari Esteri, scrive l'agenzia emiratina Wam, è accompagnato dall'obbligo di registrazione per i cittadini che desiderano recarsi in Libano sulla piattaforma dei servizi consolari del Paese. Gli Emirati avevano vietato ai propri cittadini di viaggiare in Libano, così come in Iraq e Iran, ad aprile a causa della guerra in Medio Oriente. La Repubblica Islamica aveva lanciato diversi contro la monarchia alleata degli Stati Uniti in risposta agli attacchi israelo-americano del 28 febbraio. La tv di stato emiratina e altri media hanno inoltre annunciato domani la ripresa dei voli tra Teheran e Dubai per la prima volta dall'inizio della guerra, ma il divieto di viaggio in Iran per i cittadini emiratini rimane tuttora in vigore. 

Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?

La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una  riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato  dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la  ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno  dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una  puntata di  "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

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Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier  più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in  discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione  militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una  coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così  ogni concessione rischia di avere un costo interno.

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Teheran: presto colloqui con Oman su nuove rotte nello Stretto di Hormuz

Esperti iraniani e omaniti avvieranno nei prossimi giorni colloqui per ridefinire le rotte di transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, alla televisione di Stato. Secondo Gharibabadi, Teheran ha già informato il sultanato dell'Oman che sarà l'Iran a stabilire le rotte di navigazione nello Stretto e che non accetterà percorsi alternativi. Il vice ministro degli Esteri ha aggiunto che le autorità iraniane cercheranno di impedire il passaggio delle navi al di fuori delle rotte che saranno definite. "L'Iran andrà avanti con i nuovi accordi sul transito nello Stretto di Hormuz anche se il sultanato dell'Oman non dovesse accettarli", ha affermato Gharibabadi.

Beirut, almeno 400.000 sfollati sono tornati a casa

Almeno 400.000 sfollati libanesi sono tornati a casa, mentre il numero di persone ancora ospitate nei centri di accoglienza è sceso da 37.000 a 13.000. Lo rende noto il ministro degli Affari Sociali del Libano, Hanine El Sayyed, scrive Al Jazeera. Il ministro ha affermato che il governo sta lavorando a un "piano di ricostruzione globale", ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Accordo Israele-Libano, no di Hezbollah: "È umiliante". Cosa prevede l'intesa

Al quinto round di negoziati e dopo cinque giorni di intensi colloqui, nella capitale statunitense è stato raggiunto l’accordo quadro trilaterale con il pieno sostegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Nel documento si afferma che "l'obiettivo comune" è quello di "raggiungere una pace e una sicurezza durature’". Restano punti in sospeso come il disarmo di Hezbollah (che respinge l’intesa) e il ritiro delle forze dell'Idf dal sud del Paese. Ecco quali sono i 14 punti dell'accordo, firmato in tre copie e scritto in inglese.

Israele-Libano, no di Hezbollah: cosa prevedono i 14 punti dell’intesa

Israele-Libano, no di Hezbollah: cosa prevedono i 14 punti dell’intesa

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Teheran: "Nessun incontro con Usa in Qatar nei prossimi giorni"

Teheran ha smentito la possibilità che si tengano incontri con gli americani in Qatar nei prossimi giorni, escludendo qualsiasi collegamento tra la visita di una delegazione tecnica iraniana a Doha e la contemporanea missione nell'emirato dell'inviato Steve Witkoff e di Jared Kushner. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmail Baghaei, secondo cui la missione iraniana è esclusivamente legata al monitoraggio dell'attuazione del memorandum d'intesa. "Nei prossimi giorni non sono previsti incontri negoziali a nessun livello con la parte americana, e il fatto che i rappresentanti statunitensi si rechino in Qatar non ha nulla a che vedere con la visita della delegazione iraniana, che ha lo scopo di verificare l’attuazione delle disposizioni del memorandum d'intesa, compreso l'articolo 11", ha affermato Baghaei.

Teheran contro Macron: "Lo sminamento di Hormuz è competenza esclusiva dell'Iran"

"Macron ha affermato di collaborare allo sminamento dello Stretto di Hormuz, in coordinamento con i suoi partner. Secondo il Memorandum d'intesa di Islamabad, lo sminamento sarà effettuato esclusivamente dall'Iran e non da nessun altro Paese, e in linea di principio non lo permetteremo". Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un post su X. "La situazione è delicata e complessa. Consigliamo vivamente alla Francia di non complicarla con le sue provocazioni", ha aggiunto. 

Teheran: "La Francia non complichi la situazione a Hormuz"

La diplomazia iraniana ha esortato la Francia a "non complicare ulteriormente" la situazione nello Stretto di Hormuz offrendo la propria partecipazione alle operazioni di sminamento, in seguito a una dichiarazione franco-omanita in tal senso. "Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato di collaborare con i suoi partner per sminare lo Stretto di Hormuz", ha osservato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi il 29 giugno 2026. Tuttavia, "lo sminamento viene effettuato dall'Iran e da nessun altro Paese", ha affermato, dichiarando di fare affidamento sul memorandum d'intesa concluso da Teheran e Washington per porre fine al conflitto in Medio Oriente. "La situazione è delicata e complessa. Esortiamo la Francia a non complicarla ulteriormente con le sue provocazioni", ha aggiunto, dopo che Parigi e Muscat hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui chiedevano la "libera navigazione, senza condizioni né restrizioni" nello Stretto di Gibilterra e delineavano piani per "operazioni congiunte di sminamento".

Beirut: "4.257 morti dal 2 marzo, i feriti sono più di 12.000"

In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, dal 2 marzo sono 4.257 i morti. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, come riporta l'agenzia libanese Nna. Nel Paese dei Cedri, precisano, si contano anche almeno 12.196 feriti. 

Macron e sultano Oman bin Tariq chiedono libera circolazione a Hormuz

Il presidente francese Emmanuel Macron e il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq hanno chiesto la “libera navigazione, senza condizioni né restrizioni” nello stretto di Hormuz e hanno concordato di collaborare per ottenerla attraverso “operazioni congiunte di sminamento”, secondo una dichiarazione congiunta pubblicata al termine dei loro colloqui a Parigi. "I due capi di Stato hanno sottolineato l’importanza della riapertura dello stretto di Hormuz e hanno ribadito il loro impegno a favore di una navigazione libera, senza condizioni né restrizioni, in particolare il diritto di transito in conformità con il diritto del mare", sottolinea la nota. Macron e bin Tariq hanno poi "concordato di collaborare con tutte le parti interessate al fine di promuovere la libertà di navigazione in futuro e di condurre operazioni congiunte di sminamento".

Tajani: "Spero accordo a Doha per riaprire Hormuz"

"Speriamo che si possa raggiungere un accordo a Doha, intanto per riaprire lo Stretto di Hormuz e per far cessare gli scontri. C'è stato un impegno da parte di Teheran e di Washington di non far più attacchi da una parte e dell'altra: questo è un buon segnale".Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani, in un punto stampa a Parma a margine dell'81esima Assemblea dell'Unione Parmense degli Industriali, riferendosi agli annunciati colloqui tra iraniani e americani che dovrebbero tenersi nei prossimi giorni nella capitale del Qatar.

Katz: "Distruzione quasi totale dei villaggi sciiti lungo la linea di contatto"

Il ministro della Difesa Israel Katz ha affrontato in un briefing con i giornalisti la questione dei villaggi di confine libanesi: "Era chiaro che i villaggi sciiti lungo la linea di contatto dovevano scomparire" per proteggere il confine israeliano da Hezbollah. Secondo il ministro, nei settori occidentali e centrali del Libano meridionale, "si registra una distruzione quasi totale dei villaggi lungo la linea del fronte", mentre nel settore orientale "il 73% dei villaggi è stato distrutto". Katz ha affermato  che circa 600.000 "sciiti provenienti dai villaggi del Libano meridionale" sono fuggiti e altri 700.000 sono stati sfollati dalla roccaforte di Hezbollah a Dahiyeh, a Beirut. Secondo Katz, se non fosse stato per le pressioni americane su Israele, l'Idf avrebbero causato il crollo di Hezbollah in Libano poichè l'esercito aveva pianificato una campagna aerea "massiccia" che "avrebbe smantellato Hezbollah", e che il gruppo terroristico "implorava gli iraniani di salvarlo". "Quando il presidente Trump ha collegato l'Iran e il Libano, abbiamo smesso di demolire edifici a Beirut. Il collegamento tra le due aree è un interesse americano, e questi sono i vincoli della partnership con gli Stati Uniti", ha affermato. Katz ha poi aggiunto che l'Idf ha ancora "altri tunnel da far saltare in aria", tra cui un importante sistema sotterraneo di Hezbollah sotto la cresta di Beaufort, che verrà distrutto con "500 tonnellate di esplosivo". 

Il Cairo condanna gli attacchi israeliani in Siria

L'Egitto condanna gli attacchi israeliani sul territorio siriano, in particolare "i bombardamenti e gli attacchi mirati contro aree della Siria meridionale". "Tali azioni - afferma una nota del ministero degli Esteri -costituiscono una flagrante violazione della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale della Repubblica araba siriana, nonché una chiara violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite". L'Egitto, infine, "respinge categoricamente qualsiasi violazione della sovranità o dell'integrità territoriale degli Stati arabi e ribadisce la sua piena solidarietà con la Repubblica araba siriana e il suo sostegno a tutte le misure volte a preservarne l'unità e la sovranità". 

Cpj annuncia la revisione del database dei reporter uccisi a Gaza

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha annunciato in un comunicato una 'completa revisione' del database dei reporter uccisi nella Striscia di Gaza, come compare sul suo sito. Secondo il Times of Israel, l'annuncio della revisione è arrivato in seguito a una sua inchiesta pubblicata la settimana scorsa in cui ha esaminato una parte delle centinaia di necrologi con foto e nomi pubblicati negli ultimi mesi dai canali Telegram ufficiali di Hamas e della Jihad islamica palestinese in cui veniva rivendicata l'uccisione di propri miliziani. Il Times of Israel ha identificato diversi nomi che compaiono anche nella lista del Cpj (organizzazione no-profit indipendente con sede a New York). In precedenza, il Comitato aveva già rimosso otto nomi dal suo database dopo aver appurato che si trattava di combattenti di Hamas o della Jihad islamica, e altri 12 nomi ''per altre ragioni'', come si legge sul sito del Cpj. ''Il Cpj è sempre stato chiaro sul fatto che non includiamo nessuno nei nostri database se esistono prove che stesse partecipando a combattimenti o incitando a violenza imminente'', ha affermato nella nota Jodie Ginsberg, direttrice del Cpj, aggiungendo che l'organizzazione ''condanna senza mezzi termini la falsa rappresentazione di combattenti come giornalisti o operatori dei media''. La revisione dovrebbe essere completata a luglio, riferisce il Cpj. 

Katz: "Concordato con Centcom, Idf non si ritira da Libano, Siria, Gaza"

Israele "non ha ambizioni territoriali in Libano", ma l'Idf non si ritirerà "di un millimetro" finché il gruppo terroristico Hezbollah non sarà disarmato. Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz in un briefing con i giornalisti, spiegando che questa posizione è accettata dagli Stati Uniti ed è sancita dall'allegato militare all'accordo quadro firmato la scorsa settimana tra Israele e Libano. Katz osserva inoltre che, durante l'incontro con l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, è stato concordato che " l'Idf non si ritireranno dalle tre zone di sicurezza: in Libano, Siria e Gaza". Katz ha affermato inoltre di non credere che l'esercito libanese "si trasformerà improvvisamente in leoni che caricano contro Hezbollah" e che, pertanto, la presenza delle Forze di Difesa Israeliane in Libano sarà "a lungo termine". Il ministro della Difesa conferma che Israele ha tentato di convincere l'esercito libanese a entrare nell'area della cresta di Ali Taher, sotto la quale Hezbollah ha una vasta rete di tunnel, e a bonificarla dai terroristi. Tuttavia, "l'esercito libanese si è rifiutato di farlo", ha  affermato Katz ricordando che nei passaggi sotterranei si ritiene si nascondano circa 30 miliziani di Hezbollah. 

Katz: "Non ostacoliamo piano di Trump ma se l'Iran ci attacca sarà guerra già domani"

"Non vogliamo essere noi a ostacolare il processo guidato dal presidente Trump. Non ci sono compromessi quando si tratta della difesa, né in Libano né nei confronti dell'Iran. Potremmo essere in guerra con l'Iran già domani. Se Teheran attaccherà, sarà la terza guerra dell'Iran". Lo ha dichiarato in un briefing con i giornalisti il ministro della Difesa Israel Katz. "Sto delineando la nostra politica: se l'Iran lancerà missili contro Israele, Israele colpirà l'Iran con forza. Questo potrebbe accadere anche entro due giorni". 

Aoun: "Pronti a schierare l'esercito fino al confine con Israele"

Il Libano è determinato a schierare il suo esercito al confine con Israele. Lo ha dichiarato il presidente Joseph Aoun durante un incontro a Beirut con il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti per il Medio Oriente (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper. Un comunicato della presidenza libanese ha affermato "la determinazione dello Stato libanese a estendere la propria autorità, attraverso le forze armate", fino al confine con Israele. Aoun e Cooper hanno discusso dei preparativi per l'attuazione dell'accordo quadro firmato con Israele sotto l'egida di Washington.

Tajani: "Mi preoccupa il fronte del Libano. Hezbollah vuole la guerra"

"Speriamo che si possa raggiungere un accordo a Doha per far cessare gli scontri. C'è stato un impegno da parte di Teheran e di Washington di non fare più attacchi da una parte o dall'altra. Questo è un buon segnale". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando coi giornalisti a Parma a margine dell'Assemblea annuale dell'Unione parmense degli industriali. "Mi preoccupa invece di più il Libano - sottolinea - dove Hezbollah continua a dire di non voler riconoscere l'accordo siglato a Washington e questo significa che Hezbollah vuole continuare la guerra. Questo non va bene perché diventa anche una provocazione nei confronti di Israele. Hezbollah però risponde all'Iran e se Teheran vorrà impegnarsi per chiudere la guerra in Libano, certamente con una posizione forte di Teheran, Hezbollah si fermerà", ha affermato il titolare della Farnesina.

Qatar: "Sospensione temporanea di navigazione e attività marittime"

Il Qatar ha consigliato con effetto immediato la sospensione temporanea della navigazione e di alcune altre attività marittime nel paese fino a nuovo avviso. Il ministero dei trasporti del Qatar ha affermato che la misura precauzionale include imbarcazioni da diporto e da pesca, moto d'acqua e tutte le altre imbarcazioni marittime. Sono esentate le imbarcazioni soggette alle disposizioni delle convenzioni marittime internazionali. Il ministero non ha fornito una motivazione per la misura giunta un giorno dopo che il Qatar ha affermato che un suo cittadino è stato ucciso a causa delle ferite riportate da schegge dovute a "operazioni militari nella regione" dopo che la sua imbarcazione era scomparsa.

Aoun agli Usa: "Determinati a estendere autorità con l'esercito fino al confine di Israele"

Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha detto al capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, di essere determinato a estendere il controllo dello Stato, schierando l'esercito fino al confine con Israele, dove il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, mantiene una forte presenza. Durante l'incontro con Cooper a Beirut, Aoun ha ribadito "la determinazione dello Stato libanese a estendere la propria autorità, attraverso le sue forze armate, fino al confine meridionale", ha affermato la presidenza in una dichiarazione, aggiungendo che i due hanno discusso i preparativi per l'attuazione di un accordo quadro tra Libano, Israele e Stati Uniti. 

Media: "Rubio e Witkoff oggi al Congresso sui colloqui di pace con l'Iran"

Marco Rubio e Steve Witkoff informeranno oggi il Congresso Usa sui colloqui di pace con l'Iran, in un appuntamento programmato alle 16 locali (le 22 in Italia). Lo riporta Politico, ricordando che il segretario di Stato e l'inviato speciale di Trump saranno i primi funzionari dell'amministrazione americana a dare aggiornamenti a un ampio gruppo di parlamentari dalla firma del memorandum d'intesa di 11 giorni fa. Si tratterà di una comunicazione non classificata, ma è probabile che i parlamentari richiedano ulteriori dettagli, condivisibili solo in sedi riservate. 

Media: "Domani Witkoff e Kushner vedono il premier del Qatar"

L'inviato speciale Usa, Steve Witkoff, e Jared Kushner oggi si recheranno a Doha e domani incontreranno il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim bin Jaber Al Thani, ed altri funzionari per discutere dei colloqui con l'Iran. Lo ha indicato su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che mercoledì i team tecnici di Iran e Stati Uniti si incontreranno separatamente con i mediatori di Qatar e Pakistan.

Damasco protesta contro Israele: "Colpiti civili"

La Siria ha protestato duramente contro gli attacchi israeliani condotti oggi nel sud del Paese, affermando che le incursioni sul proprio territorio e i bombardamenti di artiglieria nelle province di Quneitra e Daraa costituiscono una violazione della sua sovranità. In una nota, il ministero degli Esteri siriano ha denunciato che gli attacchi hanno "seminato il terrore tra i civili" e rappresentano una violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dell'Accordo di disimpegno del 1974. Secondo Damasco, il protrarsi delle "pratiche aggressive" da parte di Israele compromette gli sforzi volti a consolidare la sicurezza e la stabilità, aggrava le sofferenze della popolazione civile nelle aree colpite e aumenta il rischio di un'ulteriore escalation nella regione. La Siria ha quindi esortato le Nazioni Unite e la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità e ad adottare misure per porre fine alle ripetute violazioni. Ha inoltre chiesto il rispetto dell'Accordo di disimpegno del 1974, in modo da salvaguardare la propria sovranità e l'integrità territoriale. Le dichiarazioni sono giunte dopo che, in precedenza, l'esercito israeliano aveva annunciato di aver ucciso due persone nel sud della Siria, sostenendo che si sarebbero mosse in modo "insolito" all'interno della cosiddetta "zona di sicurezza" istituita da Israele in territorio siriano. Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, l'8 dicembre 2024, Israele ha dichiarato decaduto l'Accordo di disimpegno del 1974 e ha occupato la zona cuscinetto sul versante siriano del confine.

Tajani: "Preoccupa il fronte Libano, Hezbollah vuole continuare la guerra"

"Speriamo che si possa raggiungere un accordo a Doha per far cessare gli scontri. C'è stato un impegno da parte di Teheran e di Washington di non fare più attacchi da una parte o dall'altra. Questo è un buon segnale. Mi preoccupa invece di più il Libano dove Hezbollah continua a dire di non voler riconoscere l'accordo siglato a Washington e questo significa che Hezbollah vuole continuare la guerra. Questo non va bene perché diventa anche una provocazione nei confronti di Israele". Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, a margine dell'81/ma Assemblea annuale dell'Unione Parmense degli Industriali (Upi) al Teatro Regio di Parma sulla situazione in Medio Oriente. "Hezbollah però risponde all'Iran - aggiunge - e se Teheran vorrà impegnarsi per chiudere la guerra in Libano, certamente con una posizione forte di Teheran, Hezbollah si fermerà". 

Ministero della Salute palestinese: "Idf uccide 15enne in Cisgiordania"

Le forze israeliane hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco un adolescente palestinese di 15 anni durante un'incursione in Cisgiordania, in un contesto di crescente violenza nel territorio occupato da Israele. "Il giovane Amir Ahmad Jawad Jaber, 15 anni, è morto dopo essere stato colpito alla testa e al torace dai soldati dell'occupazione durante un'incursione nel quartiere di Umm al-Sharayit, ad Al-Bireh" - vicino alla città di Ramallah, in Cisgiordania - ha dichiarato il ministero della Salute palestinese. L'esercito israeliano non ha fornito un'immediata risposta quando interpellato dall'Afp in merito all'accaduto. 

Libano, Centcom incontra il capo dell'esercito: "Garantire successo accordo"

Il comandante del Centcom statunitense, ammiraglio Brad Cooper, ha incontrato oggi a Beirut il capo delle forze armate libanesi, generale Rodolphe Haykal, a seguito della firma dell'accordo quadro tra Israele e Libano la scorsa settimana. Un comunicato stampa delle Forze Armate libanesi afferma che Haykal e Cooper hanno discusso "degli ultimi sviluppi in Libano e nella regione, dell'importanza di garantire il successo del meccanismo di attuazione dell'allegato sulla sicurezza dell'accordo quadro, nonché delle modalità per rafforzare la cooperazione in futuro". Haykal ha espresso "la sua gratitudine per il sostegno degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di proseguire la cooperazione tra i due eserciti in modo da preservare la sicurezza e la stabilità del Libano", aggiunge il comunicato delle Forze Armate libanesi. Non sono ancora pervenute dichiarazioni ufficiali da parte del Centcom in merito all'incontro.

Comitato congiunto con l'Oman conferma il "rispetto del diritto internazionale" su Hormuz

Il ministero degli Esteri dell'Oman ha riferito che la prima riunione del Comitato congiunto omanita-iraniano che si è tenuto oggi a Muscat per lo Stretto di Hormuz aveva lo scopo di "scambiare le opinioni sulla futura gestione dello stretto e le questioni correlate". Il ministero del sultanato ha aggiunto, in una nota, che la riunione odierna ha esaminato "le modalità per rafforzare il coordinamento sulle questioni relative allo Stretto coerentemente con gli interessi comuni di entrambi i Paesi", riaffermando "il rispetto del diritto internazionale". 

"Sono stati inoltre discussi - recita il comunicato - gli ambiti di cooperazione nei settori della navigazione e dei servizi marittimi, data la posizione dei due Stati rivieraschi dello stretto e alla luce degli accordi bilaterali e internazionali esistenti".

Calato nel weekend traffico marittimo in Stretto Hormuz

Il traffico marittimo nello stretto di Hormuz ha subito un nuovo rallentamento, dopo che sabato una petroliera è stata colpita in una serie di attacchi che hanno fatto vacillare l'accordo di pace preliminare tra Stati Uniti e Iran. In totale, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler, sabato sono state 29 le navi ad attraversare il canale e 12 domenica. Quest'ultimo dato segna un netto calo rispetto al periodo successivo alla firma del protocollo d’intesa tra Teheran e Washington (il 15 giugno), che aveva portato il traffico al livello più alto dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Mercoledì scorso erano infatti stati registrati 70 attraversamenti, sempre secondo Kpler. A causare la battuta d'arresto è stato l'attacco a una petroliera con un proiettile non identificato, che ha danneggiato la plancia senza causare vittime, secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto. L’incidente è avvenuto dopo i primi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran dalla conclusione del protocollo d’intesa. In seguito all'evento, le navi hanno continuato per diverse ore a utilizzare un corridoio meridionale che attraversa le acque dell’Oman, prima che il traffico tornasse a rallentare, secondo il sito MarineTraffic, di proprietà di Kpler. Inoltre, durante il fine settimana, sarebbero entrate nel Golfo più navi di quante ne siano uscite, invertendo la tendenza osservata la settimana precedente. Il numero totale degli attraversamenti dello Stretto potrebbe però ancora essere rivisto al rialzo, poiché alcune navi vengono identificate a posteriori grazie alle immagini satellitari.

Comandante dell'esercito libanese riceve il capo del Centcom a Beirut

Il comandante delle forze armate libanesi, il generale Rodolphe Haykal, ha ricevuto oggi a Beirut il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper. Lo comunica l'esercito libanese in una nota, sottolineando che "l'incontro era incentrato sugli ultimi sviluppi in Libano e nella regione, sull'importanza di attuare con successo il meccanismo dell'allegato di sicurezza previsto dall'Accordo Quadro e sulle modalità per rafforzare la cooperazione in futuro. Il generale Haykal ha espresso la sua gratitudine per il sostegno degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di proseguire la cooperazione tra i due eserciti al fine di preservare la sicurezza e la stabilità del Libano''. 

Wall Street Journal: "L'Iran sta vincendo la battaglia di Hormuz"

L'Iran sta vincendo la battaglia di Hormuz. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che il "regime sta mettendo il presidente davanti a una scelta. Abbandonare Hormuz all'Iran o combattere per difenderlo e riaprire lo Stretto con forza". Teheran, osserva il Wall Street Journal, sta mostrando i muscoli e non sembra impressionata dai raid americani perché ritiene che Donald Trump non tornerà alla guerra prima delle elezioni di metà mandato. 

Idf, ucciso a Gaza capo sicurezza militare brigata Rafah

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) e lo Shin Bet hanno annunciato di aver eliminato la scorsa settimana il "terrorista" Ismail Masri, capo della sicurezza militare della Brigata Rafah di Hamas. Durante la guerra, sottolineano le stesse fonti, Masri coordinava le operazioni di sicurezza e controspionaggio della Brigata Rafah ed era coinvolto nel ripristino della sicurezza militare, con l'obiettivo di attaccare le forze israeliane.

Osservatori: "Traffico a Hormuz in calo dopo lo scambio di attacchi Iran-Usa"

Il traffico nello Stretto di Hormuz ha subito un rallentamento durante il fine settimana dopo che una nave è stata colpita mentre attraversava il canale sabato, e un nuovo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran ha messo a dura prova l'accordo preliminare per porre fine al conflitto. In totale, 29 navi mercantili hanno attraversato lo stretto sabato e 12 domenica, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler. I dati di domenica hanno segnato un netto calo rispetto alla settimana scorsa, quando il memorandum firmato da Teheran e Washington il 15 giugno aveva incrementato il traffico attraverso lo stretto al livello più alto dall'inizio della guerra, raggiungendo 70 attraversamenti mercoledì, secondo Kpler. Dopo che una nave è stata colpita mentre attraversava lo stretto sabato mattina, le navi hanno continuato per diverse ore a utilizzare un corridoio meridionale attraverso le acque omanite prima che il traffico sembrasse rallentare, secondo il sito web MarineTraffic, di proprietà di Kpler. Il sito web traccia solo le navi con transponder attivi, il che significa che altre navi potrebbero aver attraversato lo stretto con i segnali spenti. Nel fine settimana, più navi sono entrate nel Golfo di quante ne siano uscite, invertendo la tendenza osservata nella settimana precedente, quando gli sforzi si erano concentrati sull'evacuazione dei marittimi bloccati nel Golfo. Un'operazione guidata dalle Nazioni Unite per evacuare 11.000 marittimi è stata sospesa giovedì dopo che una nave è stata colpita nel Golfo dell'Oman. Quattro petroliere e una nave portacontainer hanno utilizzato il corridoio meridionale dell'Oman per entrare nel Golfo domenica, scortate da navi della Marina statunitense, secondo un post su X di Hfi Research. Nessuna nave ha utilizzato quel corridoio per uscire dal Golfo domenica, secondo Kpler. 

A Milano ancora afa ma è allerta per possibili temporali fino a mezzanotte

A Milano potrebbe arrivare la pioggia con qualche temporale a spezzare l'afa da bollino rosso degli ultimi giorni, con temperature che hanno sfiorato anche i 40 gradi. Durerà fino a mezzanotte l'allerta gialla, cioè ordinaria, per rischio temporali e per rischio idrogeologico, a partire dalle 16, diramata dal Centro Monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia. Durante l'allerta i cittadini sono invitati a porre particolare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi e dei sottopassi. In ogni caso è importante prestare grande attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all'aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo. 

Idf, ucciso a Gaza comandante della brigata Rafah di Hamas

La scorsa settimana l'Idf e lo Shin Bet hanno condotto un attacco in cui è stato ucciso Ismail Masri, figura di alto livello e responsabile della sicurezza militare della Brigata Rafah di Hamas. Nell'ambito del suo incarico, era responsabile della pianificazione e del coordinamento di attività finalizzate a colpire i soldati israeliani nella Striscia di Gaza, riferisce l'esercito israeliano. 

Oman, nuova architettura sicurezza e ok pedaggi Hormuz

In visita ufficiale in Francia, il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al-Busaidi, auspica una nuova architettura di sicurezza nella regione, che includa l'Iran, e afferma che un pedaggio imposto alle navi potrebbe essere compatibile con il diritto internazionale. "L'Oman e i suoi vicini del Golfo stanno uscendo da una guerra che non sarebbe mai dovuta accadere", ha dichiarato il capo della diplomazia del Sultanato al quotidiano Le Monde, prima di recarsi all'Eliseo per l'incontro con il presidente Emmanuel Macron e il Sultano Haitham bin Tariq, in occasione della prima visita ufficiale del monarca omanita in Francia dall'insediamento nel 2020. "Siamo firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare!", ha ricordato il ministro degli Esteri della piccola monarchia a Le Monde, affermando che il Sultanato dell'Oman non contravverra' mai al diritto marittimo internazionale. Il ministro degli Esteri omanita ha analizzato, poi, le conseguenze di questa "orribile" guerra per Muscat e per la regione. In quanto storico co-gestore dello Stretto di Hormuz insieme al vicino Iran, il Sultanato è sospettato di essere complice di Teheran, che intende monetizzare il passaggio delle navi attraverso questo stretto corridoio marittimo. Prima della guerra, oltre un quinto della produzione mondiale di fertilizzanti e idrocarburi transitava attraverso di esso. "L'Oman dovra' comportarsi come tutti gli altri o li polverizzeremo", ha scritto Donald Trump sul suo social network Truth il 27 maggio, indignato per il presunto doppio gioco di Muscat. "A volte la gente parla senza pensare. Ma non credo che sia stato questo il caso", ha detto con un sorriso al quotidiano francese Al-Busaidi, assicurando che l'Oman mantiene "ottimi rapporti" con gli Stati Uniti.

Casa Bianca: "Witkoff e Kushner parteciperanno all'incontro a Doha"

La Casa Bianca ha riferito che l'inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, e l'inviato speciale degli Usa per la pace, Jared Kushner, parteciperanno all'incontro a Doha.

Hamas: "Attacco a Siria mira a Grande Israele, quel mito va stroncato"

"L'aggressione sionista contro la Siria è un'estensione dell'aggressione contro la Palestina, il Libano e i popoli della nazione, e un tentativo di realizzare il mito del 'Grande Israele'". Così, riportato da Al-Jazeera, Abu Ubaida, portavoce militare delle Brigate Qassam, il braccio armato di Hamas. "La nostra nazione, con tutti i suoi popoli e le sue confessioni, deve stroncare sul nascere questo mito e contrastarlo prima che sia troppo tardi" ha detto ancora. "Rendiamo omaggio agli eroi del fraterno popolo siriano che si sono sollevati per affrontare le forze di occupazione nel villaggio di Abdeen con i loro semplici mezzi, rifiutandosi di sottomettersi o accettare l'aggressione sionista". 

Sa'ar: "Il nostro obiettivo è raggiungere la pace e la normalizzazione con il Libano"

"Il nostro obiettivo è raggiungere la pace e la normalizzazione con il Libano, ed è possibile. La condizione è garantire la sicurezza del nostro confine nord e dei nostri cittadini. La strada per riuscirci passa attraverso la fine dell'occupazione iraniana del Libano da parte di Hezbollah". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano intervenendo alla riunione dell'Intergruppo parlamentare della Knesset 'Pace tra Israele e Libano', che promuove la pace e la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. Il discorso di Sa'ar è stato diffuso con una nota del suo ufficio. "Questo accordo riflette un'aspirazione condivisa tra i due Paesi, Israele e Libano. Purtroppo, il Libano si trova sotto un'occupazione de facto dell'Iran, esercitata attraverso Hezbollah, che agisce come suo gruppo alleato. È stata questa occupazione a portare Hezbollah a lanciare il suo attacco contro Israele il 2 marzo scorso. L'organizzazione terroristica ha ricevuto istruzioni dall'Iran di entrare in guerra, in contrasto con la volontà e gli interessi del popolo libanese e contro la volontà del governo del Libano", ha aggiunto Sa'ar. All'incontro hanno partecipato rappresentanti religiosi di diverse comunità, ambasciatori e consoli, ex membri dell'Esercito del Libano del Sud. 

Difesa Netanyahu contro i giudici: "5 udienze a settimana? Come Eichmann"

Durante l'udienza di oggi a Gerusalemme, la difesa del premier israeliano Benyamin Netanyahu ha contestato la decisione dei giudici di passare da quattro a cinque udienze a settimana. "Un processo che ha avuto cinque udienze a settimana è stato quello ad Adolf Eichmann", ha detto Amit Haddad, l'avvocato di Netanyahu, aggiungendo che la difesa non è in grado di seguire cinque udienze a settimana. 

Borsa Milano: cauta a metà seduta, Ftse Mib +0,11%

Piazza Affari procede cauta a meta' seduta, in linea con le altre Borse europee, con l'indice Ftse Mib che segna +0,11% a 51.322,08 punti. Gli occhi restano sugli sviluppi in Medio Oriente, in attesa dell'avvio del Forum Bce a Sintra. Sul listino in evidenza Stm +3,56%, Saipem +2,95%, Diasorin +1,64%, Eni +1,58%, Prysmian +1,30%. Stellantis +0,38%. Tim +0,06%. Le perdite maggiori sono per Buzzi -2,69%, Inwit -1,60%, Italgas -1,15%. Giu' i bancari con Unicredit -1,02%, Bper -0,86%, Banca Mediolanum -0,60%, Intesa Sp -0,52%, Mps -0,18%.

Ue: "Ambasciata Slovenia a Gerusalemme? Rispetto risoluzione Onu"

"L'Unione europea e i suoi Stati membri "continueranno a rispettare il  consenso internazionale su Gerusalemme incarnato, inter alia, nella  Risoluzione 478 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu del 1980, inclusa la  posizione delle rappresentanze diplomatiche fino a quando non sarà  risolto lo status finale di Gerusalemme". Lo dichiara il portavoce della  Commissione europea Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero  con la stampa, rispondendo a una domanda sulla volontà espressa dal  premier sloveno Janez Jansa in un'intervista di spostare l'ambasciata  della Slovenia da Tel Aviv a Gerusalemme, in diretta violazione della  risoluzione in questione. "Non ho ulteriori commenti da offrire oltre a  quanto ho delineato", risponde El Anouni a una domanda reiterata  riguardo al fatto che tale mossa possa coatituire una violazione della  politica estera comune dell'Ue.

Iran, Cnn: "124 navi attraversano Stretto Hormuz in 4 giorni"

Un totale di 124 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dal 25 giugno. Lo riporta la Cnn, che cita dati della societa' di analisi Kpler. Secondo l'emittente, questa cifra e' paragonabile al numero di navi che transitavano quotidianamente nello stretto prima dello scoppio della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele.

Colloquio Mbs-Macron, focus su stabilità regionale

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (Mbs) ha avuto un  colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron  sulla  crisi in Medio Oriente. Lo rende noto l'agenzia di stampa Spa spiegando  che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente  francese Emmanuel Macron  hanno sottolineato l'importanza della  stabilità regionale e degli sforzi diplomatici.

Iran: domani ministro Esteri saudita a Pechino

Missione di due giorni in Cina per il ministro degli Esteri saudita,  Faisal bin Farhan Al Saud. Sarà a Pechino domani e mercoledì, hanno reso  noto dal gigante asiatico, limitandosi a precisare che si tratta di una  visita su invito del capo della diplomazia cinese, Wang Yi. La visita  avviene nel mezzo delle continue tensioni tra Usa e Iran.

Al-Jazeera: attacco israeliano su un villaggio nel sud della Siria

Ahmed al-Hajer, comandante delle operazioni della Protezione Civile presso la Direzione per la Gestione delle Emergenze e dei Disastri nel sud della Siria, ha affermato che le forze israeliane hanno sparato colpi di artiglieria e hanno preso di mira il villaggio di Abdeen e i suoi dintorni, nella campagna di Deraa, con mitragliatrici da un elicottero. Lo riferisce Al-Jazeera.    Al-Hajer ha affermato che l'attacco non ha provocato vittime né danni materiali, ma ha causato panico tra i residenti, innescando quello che ha definito "un limitato esodo verso le città vicine". Gli abitanti sono poi tornati nel villaggio.    L'incidente si inserisce in un quadro più ampio di recenti attività militari israeliane nel sud della Siria, con le forze israeliane che hanno condotto ripetuti attacchi e incursioni di terra nelle province di Deraa e Quneitra.

Hamas respinge in parte piano di pace Mladenov

Hamas respinge "parzialmente, non totalmente" la proposta che il rappresentante della giunta di Pace per Gaza, Nikolay Mladenov, illustrera' formalmente domani al Cairo. Lo ha riferito una fonte del gruppo palestinese. I rappresentanti del movimento, presieduti dal capo negoziatore Khalil al Hague, forniranno una risposta alle proposte di Mladenov "e all'ultimo documento dei mediatori sul cessate il fuoco" per attuare i punti in sospeso della prima fase del piano di pace per la Striscia di Gaza. "Le modifiche di Mladenov (sul piano per attuare la prima fase dell'accordo) non possono essere approvate cosi' come presentate", ha insistito la fonte palestinese, e Hamas proporra' "emendamenti e osservazioni" con le sue priorita': "Un vero aiuto umanitario, la cessazione della guerra e l'obbligo di Israele di attuare quanto concordato nella prima fase prima di passare alla seconda fase" del piano di pace. Ma non solo. Hamas e le altre fazioni palestinesi "rifiutano di collegare l'ingresso a Gaza del Comitato nazionale per l'amministrazione della Striscia con il loro disarmo". Si tratta di "un ricatto politico incompatibile con i termini dell'accordo", ha assicurato la fonte.

Iran, Teheran: "Non in programma incontro con Usa a Doha"

L'Iran ha smentito indiscrezioni, circolate ieri, su un incontro con gli Stati Uniti fissato per domani a Doha. "Non e' in programma per questa settimana alcuna riunione tecnica dei gruppi di lavoro", ha dichiarato Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano e membro del tema di negoziatori, citato dalle agenzie iraniane. "Sebbene le consultazioni con il Qatar, anche riguardo al monitoraggio dell'attuazione degli impegni della controparte, siano in corso come di consueto, le notizie diffuse da alcuni media su presunti colloqui tecnici dei gruppi di lavoro a Doha non sono confermate", ha insistito. "Il primo ciclo di colloqui tecnici nell'ambito dei gruppi di lavoro stabiliti si terra' quando ve ne saranno le condizioni e dopo un accordo su data e luogo", ha precisato. Continuano comunque "le consultazioni attraverso i Paesi mediatori", ha chiarito.

Iran, Pezeshkian: "In arrivo 6 mld dollari beni congelati"

L'Iran ricevera' presto 6 miliardi dei suoi beni congelati, grazie al memorandum d'intesa siglato con gli Stati Uniti. Lo ha confermato il presidente Massoudd Pezeshkian, durante un incontro con l'ayatollah Shabiri Zanjani, ha riferito l'agenzia Fars. "L'accordo recente rappresenta una grande vittoria per il popolo iraniano", ha detto, con "la revoca delle sanzioni sul petrolio e sul settore petrolchimico". Ora, "6 dei 12 miliardi di dollari totali delle risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, mentre sono in corso le procedure necessarie per il ritorno della parte restante di queste risorse", ha precisato.

Borse asiatiche, chiudono in rialzo, Hong Kong +1,57%

Le Borse asiatiche chiudono in rialzo la prima seduta della settimana, sulla scia delle notizie secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero concordato di sospendere gli attacchi reciproci, nel tentativo di salvare la fragile tregua messa in discussione dagli scontri degli ultimi giorni nell'area dello stretto di Hormuz. A Tokyo il Nikkei sale dello 0,15% a 69.468 punti e il Topix guadagna lo 0,47% a 3.982 punti. In Cina l'indice Shanghai Composite segna +1,16% a 4.074 punti e lo Shenzhen Component +0,19% a 15.813 punti, recuperando le perdite registrate la scorsa settimana dopo che la Banca Popolare Cinese ha annunciato nuove misure di sostegno alla liquidita'. Bene anche Hong Kong, che avanza dell'1,6% a 23.027 punti. A Seul il Kospi, che la scorsa settimana ha perso il 7%, nella seduta di oggi ha subito un calo fino al 3,4% ma ha recuperato gran parte delle perdite, chiudendo a -0,2% e 8.394,65 punti, dopo che la Corea del Sud ha lanciato megaprogetti nel settore dei chip e dell'IA, con investimenti per oltre 576 miliardi di dollari in diversi anni.

Nato, Fontana: "Alleanza forte se è unita e previene le crisi"

"La Nato e' forte quando e' unita. E' credibile quando, oltre a reagire, e' in grado di prevenire le crisi. Ed e' legittimata quando i Parlamenti partecipano ai processi decisionali, controllano l'attuazione delle scelte compiute e si assumono le proprie responsabilita' davanti ai cittadini. Proprio per questo il ruolo della sua Assemblea parlamentare e' essenziale". Lo ha affermato il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, intervenendo al Vertice parlamentare dell'Assemblea Nato in corso a Istanbul. Nel suo intervento, Fontana ha fatto uno specifico riferimento anche all'importanza strategica del fianco Sud dell'Alleanza: "La stabilita' del Mediterraneo e' stabilita' euro-atlantica; la sicurezza dell'Africa e del Medio Oriente e' anche sicurezza dell'Europa; e la liberta' di navigazione, l'efficienza delle infrastrutture critiche e la protezione delle catene di approvvigionamento rappresentano interessi comuni di tutti gli Alleati, indipendentemente dalla loro collocazione geografica". In conclusione il Presidente della Camera ha sottolineato: "Occorre rafforzare la coesione politica, sviluppare capacita' militari credibili e promuovere una cultura della sicurezza condivisa".

Pezeshkian: "L'Iran non vuole realizzare armi nucleari"

"L'Iran non mira alla costruzione di armi nucleari". Lo ha detto il  presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian. "Assicuriamo alla comunità  internazionale che le attività nucleari dell'Iran si svolgeranno in  conformità con le esigenze del Paese e nel quadro delle politiche  annunciate dal nostro Paese", ha sottolineato, secondo quanto riportato  dall'agenzia di stampa Irna.

Iran, Pezeshkian: "Accordo con Usa grande vittoria, sbloccati 6 mld di dollari"

''Il recente accordo con gli Stati Uniti ha rappresentato un risultato  significativo e una grande vittoria per il popolo iraniano'', considero  il fatto che grazie a questo ''sono state revocate le sanzioni sui  settori petrolifero e petrolchimico'' e ''sei miliardi di dollari dei 12  miliardi di dollari dei nostri fondi congelati in Qatar saranno  sbloccati e restituiti al Paese''. Lo ha dichiarato il presidente  iraniano Masoud Pezeshkian in visita alla città santa di Qom. ''Continueremo  a impegnarci per recuperare i fondi iraniani congelati rimanenti'', ha  aggiunto affermando che, come diceva ''il defunto leader supremo,  l'ayatollah Ali Khamenei, non intendiamo acquisire armi nucleari e  continuiamo a ribadire questa posizione''. Rivolgendosi alla comunità  internazionale, il presidente iraniano ha aggiunto che ''la nostra  attività nucleare sarà proporzionata alle esigenze del Paese''.

Iran: "Saranno sbloccati 6 miliardi di dollari congelati in Qatar"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che 6 miliardi di  dollari congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti a Teheran. "In  base ai piani stabiliti, 6 miliardi di dollari dei 12 miliardi di  dollari totali di risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e  restituiti al Paese, e stiamo seguendo l'iter necessario per la  restituzione della parte restante di tali risorse", ha detto Pezeshkian,  come riferisce Isna. "Questo accordo è una grande vittoria per il  popolo iraniano e, nel suo quadro, sono state revocate le sanzioni sul  petrolio e sui prodotti petrolchimici", ha aggiunto il presidente  dell'Iran facendo riferimento al memorandum d'intesa siglato  recentemente con gli Usa. "Gli Stati Uniti hanno infine costretto il  regime sionista ad accettare l'accordo, sebbene il regime sionista e  alcuni movimenti monarchici continuino a opporsi alla sua attuazione",  ha sottolineato Pezeshkian, durante un incontro a Qom con un importante  autorità religiosa, l'ayatollah Mousa Shubairi Zanjani.

Idf: "Colpiti tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano"

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier  generali di Hezbollah nel sud del Libano durante la notte. I raid aerei  hanno preso di mira strutture di Hezbollah nelle aree di Nabatieh e  Mayfadoun, ha riferito l'Idf in un comunicato. Lo riporta Al-Jazeera.  Ieri, in un'operazione distinta, è stato colpito un lanciarazzi di  Hezbollah che tentava di prendere di mira le truppe israeliane. "Gli  attacchi sono avvenuti in risposta ai continui tentativi di Hezbollah di  colpire le nostre forze operative nella zona di sicurezza".

Wafa: "Drone Idf uccide 3 persone tra cui un bambino nella Striscia di Gaza"

Questa mattina tre palestinesi, tra cui un bambino di otto anni, sono  rimasti uccisi e altri feriti in un attacco condotto da un drone  israeliano a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Il  corrispondente dell'agenzia Wafa ha riferito che il drone ha colpito  l'area nei pressi del ponte di Wadi al-Salqa, in via al-Baraka,  uccidendo tre persone - Ali Fayez Isbaitan, Hassan Salman al-Hanajra e  il bambino Malik Wael Abu Shaweesh - e ferendo altre persone presenti  nelle vicinanze. Con questo attacco, il bilancio complessivo dei  palestinesi uccisi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dell'11  ottobre dello scorso anno sale a 1.048, mentre il numero dei feriti ha  superato quota 3.372; a ciò si aggiungono 786 corpi recuperati.

Azerbaigian: "Riconoscimento genocidio armeno distorce storia"

Il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian ha criticato la decisione di Israele di riconoscere il genocidio armeno. "La distorsione dei fatti storici che circondano gli eventi del 1915, cosi' come la riduzione di una questione storica complessa a una decisione politica senza una solida base legale o scientifica, e' inaccettabile", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Il numero di armeni morti in massacri commessi dall'esercito turco durante la prima Guerra Mondiale e' stimato tra 600.000 e 1,5 milioni. Secondo Baku, la decisione di Tel Aviv non contribuisce "alla riconciliazione o alla comprensione reciproca. Al contrario, approfondisce le divisioni esistenti e mina gli sforzi per raggiungere una pace e una stabilita' durature nella regione". Dunque, prosegue la nota, "chiediamo al governo israeliano di riconsiderare la decisione".

Libano, Idf attacca tre obiettivi di Hezbollah nel sud

L'esercito israeliano ha reso noto di aver colpito tre quartier  generali di Hezbollah nel Libano meridionale durante la notte. In una  nota, l'Idf spiega che gli attacchi aerei hanno preso di mira le  strutture di Hezbollah nelle zone di Nabatieh e Mayfadoun. Un  lanciarazzi di Hezbollah, che stava tentando di colpire le truppe  israeliane, è stato colpito in un altro attacco ieri, ha dichiarato  l'Idf. "I raid sono avvenuti in risposta ai continui attacchi di  Hezbollah contro le nostre forze che operano nella zona di sicurezza",  ha aggiunto.

Idf: "Ucciso a Gaza Abu Salem, aveva partecipato all'attacco del 7 ottobre"

L'Idf ha reso noto su X di aver ucciso nella parte settentrionale della  Striscia di Gaza Zaher Abu Salem, membro della Jihad islamica. "Aveva  invaso Israele durante l'offensiva del 7 ottobre 2023 e rapito civili, è  stato ucciso ieri in un raid israeliano nella Striscia di Gaza. Abu  Salem ha partecipato al rapimento di civili israeliani dalle loro case e  alla loro prigionia", afferma l'esercito. Le Forze di Difesa Israeliane  affermano che, durante la guerra di Gaza e anche di recente, Abu Salem  ha tentato di sferrare attacchi contro le truppe israeliane e i civili  israeliani, rappresentando quindi una "minaccia".

Attacco israeliano a Deir al-Balah: tre morti

Un attacco israeliano a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, ha ucciso tre persone, tra cui un bambino di otto anni. Lo riportano i media palestinesi.

Iran, Tajani: "Rutte ha detto cose sbagliate, rispettati trattati"

"Penso che" il segretario generale della Nato "Rutte abbia detto delle cose sbagliate, poi si e' corretto. L'Italia ha sempre rispettato i trattati internazionali e non ha mai fornito basi per attacchi americani contro l'Iran. Abbiamo autorizzato l'uso delle basi per cio' che e' previsto dai trattati che abbiamo con gli Stati Uniti, cioe' uso solamente logistico e non per attivita' di guerra". Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, lo ha ribadito a 24Mattino su Radio24. "Siamo perfettamente con le carte in regola, l'abbiamo detto anche al governo iraniano in un lungo colloquio che ho avuto con il ministro estri spiegando che dall'Italia non sono mai partiti bombardieri americani per colpire l'Iran", ha sottolineato. "Credo che abbiano ben compreso; abbiamo detto loro in maniera ufficiale che l'Italia non e' mai stata in guerra con l'Iran, tant'e' che la nostra ambasciata funziona a Teheran, finiti i bombardamenti americani e' stata riaperta". Quelle di Rutte, ha ripetuto Tajani, "sono state dichiarazioni sbagliate. Non ha detto la verita', era male informato".

Libano, Tajani: "Pronti a nostro ruolo per stabilità, ma prima cessino combattimenti"

In Libano "devono prima cessare i combattimenti. Per il dopo cessate il  fuoco, noi siamo pronti a svolgere un ruolo importante per la stabilità  di quel paese, dove c'è una tradizionale presenza italiana, anche prima  dell'arrivo dei nostri militari nell'Unifil, e c'è anche l'altra nostra  missione, quella per la formazione dell'esercito regolare libanese.  Hezbollah ha una grande responsabilità in questa fase, ma è l'Iran che  deve dire a Hezbollah, visto che sono dei proxy dell'Iran, che è il  momento di chiudere con gli attacchi a Israele, è il momento di chiudere  con la guerra, perché alla fine Hezbollah prende ordini da Teheran,  quindi credo che sia fondamentale che il regime di Teheran dica la  parola 'fine'". Lo ha detto il ministro degli Esteri a Radio 24Mattino,  condotto da Simone Spetia.

Libano, Tajani: "L'Iran deve dire a Hezbollah di fermare attacchi"

In Libano "devono intanto cessare i combattimenti. Per il dopo cessate il fuoco siamo pronti a svolgere un ruolo importante per la stabilita' di quel Paese, dove c'e' una tradizionale presenza italiana, anche prima dell'arrivo dei nostri militari in Unifil e per la formazione dell'esercito regolare libanese". Antonio Tajani, ministro degli Esteri, lo ha detto a 24Mattino su Radio24. "Hezbollah ha una grande responsabilita' in questa fase, ma e' l'Iran che deve dire a Hezbollah, visto che sono dei proxy dell'Iran, che e' il momento di chiudere con gli attacchi a Israele e con la guerra, perche' Hezbollah prende ordini a Teheran. Quindi credo che sia fondamentale che il regime dica la parola fine", ha affermato infine.

Iran: riunione con Oman su controllo Stretto Hormuz

 L'Iran e l'Oman hanno tenuto il loro primo incontro dalla firma dell'accordo tra Teheran e Washington per discutere del controllo dello Stretto di Hormuz. Lo riporta il ministero degli Esteri iraniano. Sia l'Iran che l'Oman esercitano la sovranita' su questo corridoio marittimo strategico per il commercio globale. "La prima riunione del Comitato congiunto su Hormuz si e' tenuta a Muscat" per uno scambio di "opinioni sulla futura gestione" dello stretto, ha scritto su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, senza specificare data od orario.

Iran: "Tenuto a Muscat il primo incontro su Hormuz con l'Oman"

L'Iran ha annunciato che si è tenuto il primo incontro con l'Oman sulla  gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l'intesa trovata con gli Usa.  "Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato  congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai, Ministro di Stato per gli  Affari Esteri dell'Oman. Nel corso della discussione sulle questioni  attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura  gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum  d'intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri", ha  scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.

Tajani: "Mi aspetto tensioni con l'Iran fino all'accordo definitivo"

Tra gli Usa e l'Iran "tensioni ce ne saranno fino all'accordo  definitivo. Già l'annuncio del cessate il fuoco aggiuntivo, il fatto che  non ci saranno nuovi attacchi, è un fatto positivo. Il dialogo  continua". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani  intervistato da Radio24. "Non si capisce - ha detto ancora - perché  l'Iran abbia attaccato Kuwait e Bahrein, paesi che nulla hanno a che  vedere col rapporto Usa-Iran. Ci sono basi americane, è vero, ma sono  stati colpiti paesi estranei al conflitto". Rispetto al caso Rutte,  secondo Tajani il leader della Nato "ha detto cose sbagliate e poi si è  corretto". Ha dato "numeri completamente inesatti. Sono stati molti di  meno gli atterraggi, come scali tecnici. Non ha detto la verità, era  male informato". L'Italia, invece, "ha sempre rispettato i trattati  internazionali" e non ha "mai fornito basi per attacchi ma per ciò che è  previsto dai trattati: uso logistico e non attività di guerra". Tra  l'altro "non lo può sapere Rutte cosa accadeva, non riguardava la Nato.  Abbiamo le carte in regola, lo ho detto anche al ministro degli Esteri  iraniano Araghchi: dalle nostre basi non sono mai partiti bombardieri.  Credo che l'Iran lo abbia ben compreso, lo abbiamo detto in modo  ufficiale che non siamo mai stati in guerra con loro" tanto è vero che  "l'ambasciata è aperta".

Borsa Milano: apre piatta, Ftse Mib +0,01%

Piazza Affari avvia la settimana sulla parita', in un contesto di mercato incerto dopo l'escalation militare tra Stati Uniti e Iran del fine settimana e il successivo impegno reciproco a sospendere gli attacchi e proseguire nei prossimi giorni le discussioni sul memorandum d'intesa. Gli investitori guardano anche al Forum annuale della Bce che prende il via a Sintra, in Portogallo. Nei primi scambi l'indice Ftse Mib viaggia poco sopra la parita' a 51.272 punti.

Tajani: "In Libano deve essere Teheran a fermare Hezbollah"

In Libano "intanto devono cessare i combattimenti. Dopo il cessate il  fuoco vogliamo svolgere un ruolo importante in un Paese dove c'è già una  forte presenza italiana, tra Unifil e la formazione dell'Esercito.  Hezbollah ha responsabilità, ma è l'Iran che deve dire al suo proxy di  chiudere con la guerra. Loro prendono ordini da Teheran,e quindi deve  essere il regime a dire la parola fine". Lo ha detto il ministro degli  Esteri Antonio Tajani intervistato da Radio24.

Borse europee, aprono miste all'insegna della cautela

Apertura mista per le Borse europee che manifestano una certa prudenza dopo che Iran e Usa hanno concordato di fermare gli attacchi reciproci in attesa dell'incontro di domani a Doha. Gli investitori guardano agli sviluppi e sono cauti nel valutarne gli effetti: Milano apre piatta a +0,01%, Parigi cede lo 0,07% e Londra lo 0,14%. Francoforte fa meglio ed e' in progresso dello 0,12%.

Iran, Tajani: "Rutte ha detto cose sbagliate, noi rispettato i trattati"

«Penso che Rutte (segretario generale della Nato, ndr) abbia detto delle  cose sbagliate, poi si è corretto, perché l'Italia ha sempre rispettato  i trattati internazionali, non ha mai fornito basi per attacchi  americani contro l'Iran. Abbiamo - ripeto - autorizzato l'uso delle basi  per ciò che è previsto dai trattati che abbiamo con gli Stati Uniti,  cioè uso solamente logistico e non per attività di guerra. Questo è  quello che abbiamo fatto». Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice  premier, Antonio Tajani, in una intervista a Radio 24. Mark Rutte, ha  continuato Tajani, «non può certamente sapere cosa accade anche perché  non è attività che riguardava la Nato, quindi ripeto, noi siamo  perfettamente con le carte in regola», spiegando che c'è stato un  colloquio con il ministro degli Esteri iraniani, al quale è stato  garantito che «dall'Italia non sono mai partiti bombardieri americani  per colpire l'Iran. L'Italia non ha mai stata in guerra con l'Iran  tant'è che poi la nostra ambasciata funziona a Teheran». Per Tajani le  parole di Rutte «sono state dichiarazioni sbagliate, che non hanno nulla  a che vedere con la realtà. Anche i numeri sono completamente inesatti.  Sono stati molti di meno i voli utilizzati dagli americani, anche per  scali tecnici, quindi non è così, non ha detto la verità, era male  informato». Rutte aveva detto nei giorni scorsi che c'erano stati 500  voli dalle basi Usa in Italia nell'ambito degli attacchi all'Iran.

Iran, colloquio tra Macron e Bin Salman

Il presidente francese Emmanuel Macron e il principe ereditario Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud hanno discusso ieri per telefono degli ultimi sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce la Spa, l'agenzia stampa ufficiale di Riad, secondo la quale i due leader hanno parlato degli "sforzi in corso per raggiungere soluzioni globali che garantiscano la sicurezza e la stabilita' della regione". Macron e Bin Salman, aggiunge il dispaccio, hanno inoltre sottolineato l'importanza di garantire la liberta' di navigazione e di sostenere gli sforzi diplomatici per allentare le tensioni.

Borsa: Asia positiva, fiducia nei negoziati Usa-Iran, Tokyo +0,09%

Borse positive in Asia e nel Pacifico dopo il fine settimana di scontri  incrociati tra Usa e Iran, in vista della ripresa dei negoziati. Tokyo  ha guadagnato lo 0,15%, Taiwan lo 0,96% e Sidney lo 0,68%. In calo Seul  (-0,2%), ancora aperte Hong Kong (+1,94%), Shanghai (+0,85%), Mumbai  (-0,29%) e Singapore (+0,17%). Positivi i future sull'Europa e sui  listini Usa, in vista della fiducia dei consumatori dell'Eurozona e  dell'indice della Fed di Dallas.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e  il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide  negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza.  La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del  turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in  Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una  elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

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Prezzo dell'oro in calo, Comex -0,49%, Spot -0,75%

In calo stamani il prezzo dell'oro. Il metallo prezioso con consegna ad  agosto (Comex) scende dello 0,49%, a 4.076,10 dollari all'oncia, mentre  quello con consegna immediata (Spot) scende dello 0,75%, a 4.058 dollari  all'oncia.

In rialzo il prezzo del petrolio, Wti a 69,69 dollari (+0,66%)

In rialzo il prezzo del petrolio, sulla scia degli scontri fra Usa e Iran. Il Wti con consegna ad agosto viene scambiato a 69,69 dollari il barile, con un aumento dello 0,66%, mentre il Brent è quotato 72,07 dollari, in aumento dello 0,11%.

Gas in forte rialzo dopo gli attacchi incrociati tra Usa e Iran

Apre in forte rialzo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam, a seguito degli attacchi incrociati tra Usa e Iran dello scorso fine settimana. I contratti future sul mese di luglio segnano un rialzo dell'1,71%, a 41,54 euro al MWh.

Iran: Washington e Teheran interromperanno attacchi, nuovi colloqui tecnici

Gli Stati Uniti e l'Iran si apprestano a sospendere gli attacchi reciproci che avevano segnato una ripresa delle ostilità dopo la firma del loro memorandum d'intesa. «Si prevede che proseguano le discussioni tecniche su tutti i punti del memorandum d'intesa. Entrambe le parti cesseranno (gli attacchi) per il momento e le navi potranno muoversi liberamente» all'interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, ha spiegato un funzionario Usa all'Afp che non ha confermato le notizie diffuse dai media americani riguardo a un incontro tra funzionari iraniani e statunitensi previsto per martedì in Qatar, con lo Stretto di Hormuz all'ordine del giorno. 

Teheran avverte Bahrein: colpiremo più forte se provocati

Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito il Bahrein che Teheran colpirà il Paese del Golfo con maggiore forza se provocato. "Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinche' conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l'Iran ad adottare decisioni drastiche", ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L'Iran ha attaccato una base della Marina statunitense in Bahrein venerdi' e sabato scorsi, in risposta agli attacchi americani. Teheran sostiene che gli Stati Uniti utilizzino basi militari nella regione per operazioni sul suo territorio, cosa che le nazioni arabe del Golfo negano. Manama ha chiesto un intervento dell'Onu e ha affermato che gli ultimi raid iraniani violano la sua sovranità e minano "le opportunità di de-escalation e stabilita' nella regione". Il Bahrein, che ospita una numerosa popolazione sciita, ha arrestato decine di persone negli ultimi mesi con l'accusa di avere legami con le forze armate di Teheran.

Siria, media: 'sfollamento di massa da villaggio del sud dopo attacco Idf'

L'agenzia di stampa siriana Sana ha affermato che le Forze di Difesa Israeliana "hanno bombardato con l'artiglieria il villaggio di Abdin, nella regione di Daraa", nel sud della Siria. Secondo quanto riportato, gli abitanti del villaggio hanno abbandonato le proprie case in seguito ai bombardamenti. L'emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha parlato di "sfollamento di massa".

Axios, 'Iran-Usa hanno concordato di cessare attacchi e vedersi martedì'

Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios citando un alto funzionario americano. - "Abbiamo deciso di sospendere ogni attività cinetica", ha sottolineato l'alto funzionario americano, utilizzando la terminologia militare per indicare attacchi e altre azioni belliche. Un secondo funzionario Usa ha dichiarato ad Axios che entrambe le parti sospenderanno le ostilità "per il momento" e che "le imbarcazioni potranno muoversi liberamente", mentre proseguiranno i colloqui tecnici.

Libano, presidente Parlamento 'accordo Usa-Israele e Libano non passerà'

Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del movimento filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Stati Uniti "non sarà adottato", ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. "Questo accordo non sarà adottato né attuato nella sua forma attuale", ha affermato in una nota diffusa dal suo partito, il Movimento Amal, denunciandolo come un "accordo basato su 'diktat', e non un accordo che tuteli i diritti del Libano". Firmato venerdì a Washington l'accordo mira a raggiungere una "pace duratura" tra Libano e Israele e prevede il disarmo di Hezbollah.

Hezbollah, 'ci riserviamo il diritto di difendere la patria'

Hezbollah ha dichiarato di riservarsi il diritto di "difendere la propria patria" dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l'accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una "pace duratura" tra i due Paesi. In un comunicato, il movimento filo-iraniano "ribadisce che quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo".

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