Il Presidente Usa ha detto che se non verrà trovato l'accordo finale con l'Iran nei prossimi 60 giorni, "faremo delle cose che non li renderanno felici". "Ma non credo si arriverà a quel punto", ha aggiunto. I raid di Israele in Libano fanno saltare l'inizio dei negoziati. Una pioggia di fuoco che, spiega l'Idf, ha causato la morte di 47 persone ed il ferimento di molte altre. Dopo il fuoco incrociato arriva la tregua interrotta ancora da nuovi bombardamenti dell'Idf nel Libano meridionale
in evidenza
Donald Trump avverte l'Iran: "Accordo entro 60 giorni o ci saranno conseguenze".
Hezbollah e Israele si sono accordate per un cessate il fuoco a partire dalle 15 italiane. Lo riferisce un funzionario Usa a Reuters, citata da Sky News. Nel giro di appena mezz'ora dall'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, però, l'Idf ha compiuto almeno quattro attacchi aerei nel sud del Libano. Lo ha riferito al Jazeera.
Prima, il portavoce del ministro degli Esteri iraniano aveva condannato fermamente le recenti operazioni militari israeliane e "gli atti terroristici" contro diverse regioni del Libano. Ismaeil Baghaei aveva messo in guardia dalle immediate conseguenze delle azioni di escalation del regime e ha ritenuto gli Stati Uniti direttamente responsabili, citando le violazioni del memorandum di pace firmato il 17 giugno.
I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. Sull'accordo Usa-Iran messaggio del leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei: "Ho dato il mio ok per l'impegno di Pezeshkian, ma avevo una visione diversa". Trump contrattacca: "Cattivo o stupido chi critica".
Gli approfondimenti:
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- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
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- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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In Gazzetta stato emergenza per Gaza, Cisgiordania, Libano
La Gazzetta Ufficiale odierna pubblica la delibera del Consiglio dei Ministri che dichiara, per dodici mesi dalla data di deliberazione, lo stato di emergenza per intervento all'estero in conseguenza del perdurare degli accadimenti in atto nella striscia di Gaza, in Cisgiordania e nei territori della Repubblica del Libano. Per l'attuazione degli interventi urgenti di supporto alle attività di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, da effettuare nella vigenza dello stato di emergenza, si provvede con ordinanze, emanate dal Capo del Dipartimento della protezione civile, anche in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, nel limite di euro 2 milioni, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.
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Perché nel negoziato Usa-Iran si usano i corrieri
Le trattative per un accordo tra Washington e Teheran non passano da videochiamate, telefonate o messaggi su WhatsApp, ma da un sistema lento e a bassa tecnologia: proposte trasmesse via Pakistan e poi affidate a corrieri in carne e ossa, per non lasciare tracce digitali che potrebbero rivelare la posizione del Leader Supremo Mojtaba Khamenei. Secondo Bloomberg, ogni scambio può richiedere cinque o sei giorni.
Perché nel negoziato Usa-Iran si usano i corrieri
Vai al contenutoUsa e Iran, le mappe di tre mesi e mezzo di guerra
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che un’intesa per mettere fine alle ostilità ci sarà. Ecco cosa è successo dal 28 febbraio ad oggi.
Usa e Iran verso l’accordo: le mappe di tre mesi e mezzo di guerra
Vai al contenutoRubio prossima settimana in Emirati, Bahrein, Kuwait
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha in programma un viaggio in Medio Oriente la prossima settimana e dovrebbe visitare il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, secondo quanto riportato da Axios, che cita due fonti. La notizia non menziona una possibile visita in Israele nell'ambito del viaggio di Rubio.
Trump: "Ringrazio Cina per non intromissione in conflitto"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver ringraziato la Cina per non essersi intromessa nel conflitto con l'Iran. Parlando con i giornalisti, Trump ha affermato di aver chiesto personalmente alla Cina di non intervenire, nonostante la sua forte dipendenza dalle spedizioni energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz. "Voglio ringraziare la Cina perché le ho chiesto di non immischiarsi negli affari con l'Iran", ha detto Trump. Sottolineando che la Cina riceve circa metà del suo petrolio attraverso questa via navigabile strategica, Trump ha affermato che il Presidente cinese Xi Jinping ha accettato di rimanere fuori dal conflitto. "Ricevono il 50% del loro petrolio dallo Stretto, ma gli ho chiesto di non intromettersi, e lui ha detto che non l'avrebbe fatto, e così è stato", ha detto Trump. "L'ha fatto in modo molto gentile, davvero molto gentile. E lo apprezzo".
Axios: "Rubio si recherà in Medio Oriente la prossima settimana"
Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha in programma una missione in Medio Oriente la prossima settimana. Lo hanno indicato due fonti ad Axios, precisando che la missione prevede al momento tappe in Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.
Tutte le incognite dell’accordo Usa-Iran
Si tornerà allo status quo? Questa una delle domande da porsi. Il punto di partenza, però, non è più tale e quale a quello lasciato tre mesi fa. La guerra che c'è stata non può essere cancellata con un colpo di spugna e ha lasciato segni e conseguenze con cui occorrerà fare i conti.
Tutte le incognite dell’accordo Usa-Iran
Vai al contenutoTrump: "Abbiamo un grande rapporto con Israele. Bibi un guerriero"
"Bibi Netanyahu è un guerriero. Abbiamo un grande rapporto con Israele, gli deve essere riconsciuto del credito". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per Camp David, dove trascorrerà il fine settimana.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Vai al contenutoTrump: "Accordo in 60 giorni o faremo cose spiacevoli"
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che se non verrà trovato l'accordo finale con l'Iran nei prossimi sessanta giorni, "faremo delle cose che non li renderanno felici". "Ma non credo si arriverà a quel punto", ha aggiunto.
Trump: "Le navi stanno transitando a Hormuz, circa 700"
"Le navi stanno transitando nello Stretto" di Hormuz: sono circa 700 navi sono in transito. Lo ha detto Donald Trump con alle spalle il nuovo Air Force One donato dal Qatar.
In Iran esecuzioni triplicate nel 2025: è il dato più alto dal 1981
Nel 2025 sono state eseguite più di 2.700 condanne alla pena di morte in 17 Paesi, il numero più alto da oltre quarant’anni. L’Iran da solo concentra circa l’80% delle esecuzioni, seguito a distanza da Arabia Saudita, Yemen e Stati Uniti.
In Iran esecuzioni triplicate nel 2025: è il dato più alto dal 1981
Vai al contenutoTrump: "Khamenei coraggioso, purtroppo l'ho ferito"
"Purtroppo ho ferito la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, che è rimasto gravemente colpito, ma è coraggioso. Prolungare la guerra per accontentare i falchi avrebbe potuto portare a una recessione globale. Il blocco navale ha spinto l'Iran al tavolo dei negoziati più che mai". Lo afferma il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad Axios
Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?
Con il ritorno della navigazione nello Stretto, l’economia mondiale sembra evitare lo scenario peggiore. La crescita globale è restata infatti positiva e il petrolio non ha raggiunto livelli storicamente critici. Lo scenario che si sta delineando coincide con quello che istituzioni e mercati consideravano più probabile: rallentamento economico contenuto e prezzi energetici sotto controllo. I timori di una crisi globale, quindi, appaiono oggi ridimensionati. Restano però incertezze sulla tenuta della tregua.
Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?
Vai al contenutoLibano, ambasciata Israele in Usa: "Impegno per cessate il fuoco con Hezbollah"
Israele "rimane fermamente impegnato per un cessate il fuoco immediato" con Hezbollah dopo la nuova tregua annunciata oggi. Lo ha affermato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, in un messaggio pubblicato su X. Nelle scorse ore "Israele ha interrotto tutte le operazioni offensive. Le affermazioni contrarie di Hezbollah e dell'Iran sono palesi menzogne", ha scritto Leiter, aggiungendo che "se Hezbollah onorerà l'accordo e cesserà le ostilità, sarà accolto con la calma".
"Israele desidera che il Libano prosperi e goda delle libertà democratiche - ha proseguito Leiter - tuttavia, come qualsiasi Paese normale, non scenderà mai a compromessi sulla sua sicurezza. Ciò avverrà solo quando Hezbollah, sanguinario braccio armato dell'Iran, sarà distrutto. La fine di Hezbollah segnerà l'inizio di una splendida pace tra i nostri due Paesi".
Prossimo incontro Israele-Libano in Usa dal 23 al 25
Il Dipartimento di Stato Usa ha reso noto che il prossimo incontro tra i rappresentanti israeliani e libanesi a Washington si terrà dal 23 al 25 giugno.
Attacco di droni nel sud del Libano, due morti
I media statali libanesi hanno riferito che due persone sono rimaste uccise in un attacco di droni nel sud del Paese, dopo la dichiarazione del cessate il fuoco tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e Hezbollah.
Cosa resta del "cessate il fuoco" a Gaza
Sono almeno mille i morti dalla firma di una tregua che non ha prodotto gli effetti attesi. La situazione umanitaria nella Striscia continua a essere allarmente e non c'è un accordo sul ritiro dell'Idf, che continua ad avanzare, e la consegna di armi da parte di Hamas.
Cosa resta del 'cessate il fuoco' a Gaza
Vai al contenutoAttacco di droni nel sud del Libano, due morti
I media statali libanesi hanno riferito che due persone sono rimaste uccise in un attacco di droni nel sud del Paese, dopo la dichiarazione del cessate il fuoco tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e Hezbollah.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Vai al contenutoTrump: "Non voglio Meloni come fan, non c'era per Hormuz"
"Lei era una grande sostenitrice. Ma non la voglio come fan, perché non c'era, né lei né la Nato , quando si trattava della questione dello Stretto" di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Nbc.
Libano, Trump: "Parlato con Israele, ho chiesto cessate il fuoco con Hezbollah"
Nel corso di un colloquio con Nbc News, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reso noto di aver parlato con Israele, quando negli Usa era mattina, e di aver chiesto un cessate il fuoco con Hezbollah. "È un fatto positivo - ha affermato - È la ciliegina sulla torta".
Wafa: "A Gaza tenda di sfollati colpita in un raid israeliano, 5 feriti"
Cinque persone sono rimaste ferite in un raid attribuito alle forze isaeliane avvenuto in serata nella Striscia di Gaza, nella zona di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis: lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, secondo cui l'attacco ha preso di mira "una tenda che dava rifugio a famiglie sfollate".
Media: "Fonti Hezbollah e Israele confermano che la tregua è in vigore"
Due fonti di Hezbollah e un alto funzionario israeliano hanno confermato a Reuters online che il cessate il fuoco tra i due schieramenti è in vigore. "Se Hezbollah non ci attacca, per noi non è tempo di guerra", ha dichiarato il funzionario israeliano, aggiungendo che Israele manterrà le sue forze nel Libano meridionale, dove occupa un'area lungo il confine settentrionale di Israele.
Libano, almeno 47 morti e 97 feriti nei raid dell'Idf di oggi
Almeno 47 persone sono morte e 97 sono rimaste ferite oggi in raid aerei israeliani, secondo l'ultimo bilancio aggiornato del ministero della Sanità libanese. Tra le vittime, almeno sette donne e due bambini.
Iran, in corso contatti con i mediatori per organizzare primo round dei negoziati con gli Usa
Sono in corso contatti con i mediatori per riorganizzare il primo round di negoziati tecnici tra Iran e Stati Uniti, inizialmente previsto per oggi in Svizzera. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, dopo che Teheran ha deciso di non partecipare ai negoziati a causa della ripresa delle ostilità tra Israele e Hezbollah in Libano.
Secondo Baghaei, il prossimo ciclo di negoziati non è più urgente dal momento che il memorandum d'intesa tra Washington e Teheran è già stato firmato in formato digitale. Il portavoce ha precisato che ulteriori colloqui potranno iniziare soltanto dopo l'attuazione di alcuni punti ritenuti fondamentali da Teheran econtenuti nell'accordo in 14 punti raggiunto tra le parti.
Tra le condizioni indicate dalla Repubblica islamica figurano lo stop al conflitto in Libano, la revoca del blocco statunitense sui porti iraniani, la fine delle sanzioni contro l'Iran e lo sblocco dei beni iraniani congelati all'estero. Baghaei ha inoltre smentito le notizie secondo cui l'Iran avrebbe invitato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a ispezionare tutti i siti nucleari del Paese.
Usa: "Netanyahu ha accettato al 100% di rinnovare la tregua con il Libano"
Il premier israeliano Benyamin "Netanyahu ha accettato al 100% di rinnovare il cessate il fuoco in Libano". Lo riporta Axios citando un funzionato americano.
Intelligence Usa a Trump: "Probabile che Israele ostacoli l'accordo con l'Iran"
Le agenzie di intelligence americane hanno messo in guardia l'amministrazione Trump sul fatto che probabilmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu adotterà iniziative per ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace duraturo con l'Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Israele sarebbe intenzionato a proseguire le operazioni contro Hezbollah in Libano.
Leader Hezbollah: "Falliti piani distruggerci. Vinceremo noi"
Il leder di Hezbollah, Naim Qassem, non ha dubbi che sarà la resistenza islamica a vincere in Libano e non Israele. "Il progetto di distruggere Hezbollah è fallito, i piani di Israele sono giunti a un vicolo cieco e la vittoria finale, ovvero la completa e definitiva espulsione degli occupanti dall'ultimo pollice di suolo libanese, è inevitabile", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani.
Leader Hezbollah: "Se attaccati risponderemo"
C'è un complotto internazionale per fermare la resistenza di Hezbollah in Libano, ma il partito di Dio e' pronto a rispondere colpo su colpo se attaccato. A sostenerlo e' stato il leader di Hezbollah, Naim Qassem, in un messaggio diffuso dopo l'annuncio di una nuova tregua con Israele a partire da questo pomeriggio. "Oggi, in Libano, ci troviamo ad affrontare la fase più pericolosa della nostra storia e il più grande complotto di Stati Uniti, Israele e comunità internazionale, che minaccia il futuro del nostro Paese e dei nostri figli", ha detto a quanto riportano i media della regione. "L'obiettivo principale di questo piano è sradicare ed eliminare completamente la resistenza e la sua base popolare in Libano", ha avvertito. Ma "il nemico non può minare le nostre convinzioni, la nostra fermezza e la nostra resilienza, né può impedire la nostra presenza sul campo", ha assicurato. Dunque "ogni volta che il nemico ci affronta con le armi, anche noi lo affronteremo con le armi", ha ammonito, "opporsi all'occupazione e a qualsiasi forma di sottomissione fa parte del percorso e dell'identità politica e ideologica di Hezbollah".
Nabatieh, raid nonostante cessate fuoco Israele-Hezbollah. VIDEO
Macron: "Al lavoro su conferenza per il Libano, al vaglio il dopo-Unifil"
"Ieri ho avuto l'opportunità di incontrare il primo ministro libanese, Nawaf Salam. Coordineremo i nostri sforzi con i colloqui in corso a Washington tra i rappresentanti libanesi e israeliani. La prossima settimana definiremo il calendario di una conferenza dedicata alla ricostruzione del Libano e al sostegno delle sue forze armate". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa al termine del vertice Ue, indicando che la conferenza sarà organizzata "a Parigi" ed è tesa a "mobilitare finanziamenti internazionali" e "consentire lo sviluppo, in stretta collaborazione con il Libano, di soluzioni che potranno sostituire l'attuale missione Unifil".
Israele bombarda il sud del Libano dopo l'inizio del cessate il fuoco
Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l'agenzia nazionale d'informazione libanese (Ani). L'agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell'Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh.
Costa: "Bene accordo con Usa, apra strada a pace duratura"
Il Medio Oriente e gli sviluppi delle tensioni in Iran sono state al centro della riunione del Consiglio europeo. "Abbiamo esaminato gli sviluppi odierni in Medio Oriente, compresi l'Iran e la regione in generale. - ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nella conferenza al termine della riunione - La firma dell'accordo iniziale tra Washington e Teheran rappresenta una svolta significativa. Questo accordo dovrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz e speriamo che apra la strada a una pace duratura, alla stabilità regionale e al pieno ed effettivo rispetto della sovranità del Libano".
Iran: "Non c'è urgenza di incontrare gli inviati Usa in Svizzera"
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che non c'è "nessuna urgenza" di incontrare i negoziatori statunitensi in Svizzera, poiché un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra in Medio Oriente è già stato firmato elettronicamente. "Dato che la firma del testo del memorandum è avvenuta digitalmente il 18 giugno, non c'è urgenza di tenere l'incontro in Svizzera, ma stiamo pianificando di tenerlo nei prossimi giorni", ha affermato il portavoce del ministero, Esmail Baghaei.
Teheran: "No a ispezioni Aiea in tutti i siti nucleari"
L'Iran non consentirà all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica di ispezionare tutti i propri impianti nucleari. Lo ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Easmaeil Baqaei. In linea con il memorandum d'intesa siglato due giorni fa, durante i previsti 60 giorni di trattative con gli Stati Uniti il programma nucleare resta congelato. Su questa base, "proseguiranno le ispezioni di impianti come quello di Bushehr, dove sono state fatte fino a oggi, ma non in quelli in cui erano state sospese", ha spiegato.
Guardian: "Il canale centrale dello Stretto di Hormuz è bloccato da 80 mine"
La parte centrale dello Stretto di Hormuz è bloccata da circa 80 mine che dovranno essere rimosse affinché la navigazione nella via marittima possa riprendere normalmente. Lo ha riferito al Guardian Intertanko, associazione indipendenti di armatori che opera nel settore petrolifero. "La rotta principale che attraversa il centro dello Stretto è chiusa e pericolosa" ha affermato Phil Belcher, direttore di Intertanko. "L'ultimo dato in nostro possesso indica la presenza di 80 mine nello Stretto di Hormuz. Si tratta di una quantità enorme e ci vorrà del tempo per bonificare l'area", ha spiegato, paragonando la via marittima a "un'autostrada dove la carreggiata centrale è chiusa e per questo si deve utilizzare la corsia di emergenza". Il rischio principale per le imbarcazioni che vogliono attraversare lo Stretto è quello di "incagliarsi sugli scogli lungo la rotta omanita", ulteriormente aggravato dal "disturbo dei segnali" che l'Iran ha ordinato durante il conflitto con gli Stati Uniti, impedendo il funzionamento dei sistemi di navigazione.

Libano, Idf: "manteniamo piena libertà di azione nel sud"
Israele continuerà ad avere mano libera nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco concordato con Hezbollah. Ad assicurarlo è stato il portavoce dell'Idf, il generale Effie Defrin, citato dal Times of Israel. Le truppe israeliane continueranno a operare nell'area del castello di Beaufort e ad Ali Taher per demolire i tunnel di Hezbollah che fungono da "centri di comando". Dunque l'Idf mantiene "piena libertà operativa di azione per rimuovere le minacce in qualsiasi area", ha assicurato, "non ci sono limiti" su questo.
Libano, media: "Hezbollah conferma il cessate il fuoco"
Hezbollah ha confermato di avere aderito al cessate il fuoco con Israele. Lo scrive l'agenzia Reuters.
Iran, Trump: "Sono loro i disperati, per 60 giorni non avranno soldi dagli Usa"
"Non ci siamo incontrati con l'Iran per disperazione, erano loro i disperati". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump su Truth Social, ribadendo che il regime di Teheran è "finito". "Aspetteremo che scadano i 60 giorni - ha aggiunto - Non avranno un soldo, neanche dieci centesimi!".
Iran: "Per passare Hormuz le navi devono chiedere permesso 48 prima"
L'Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico hanno annunciato nuove procedure per le navi che vogliono transitare per Hormuz dopo la firma dell'accordo Usa-Iran. In una dichiarazione pubblicata dal Teheran Times su X, ha spiegato che nel periodo coperto dall'accordo le navi dovranno presentare la richiesta di attraversamento almeno 48 ore prima di arrivare nello Stretto. Durante i 60 giorni, le tariffe previste non saranno richieste agli armatori ma se ne farà carico il governo della repubblica dell'Iran. Data la presenza delle mine le navi si devono coordinare nel passaggio con l'autorità.
Trump: "Non siamo noi ad aver chiesto l'incontro ma l'Iran"
"Non siamo noi ad aver chiesto l'incontro per disperazione: è stato l'Iran. Sono finiti! Faremo scorrere tutti i 60 giorni. Non avranno un soldo, neanche un centesimo". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
Libano, fonti Usa: "Raggiunto accordo su cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah"
Hezbollah e Israele si sono accordate per un cessate il fuoco a partire dalle 15 italiane. Lo riferisce un funzionario Usa a Reuters, citata da Sky News.
Aoun condanna escalation di Israele in Libano: "Lavoriamo alla soluzione diplomatica"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato la nuova escalation israeliana nel sud del Libano e nella Bekaa settentrionale, affermando che i raid delle ultime ore, costati la vita a decine di persone, non fermeranno il lavoro diplomatico per arrivare a un cessate il fuoco complessivo. "Quello che viviamo oggi nel sud e nella Bekaa, con l'allargamento delle aggressioni israeliane, le uccisioni e nuove distruzioni, costituisce una escalation pericolosa e condannabile", ha scritto Aoun su X, aggiungendo che gli attacchi hanno colpito "decine di innocenti, tra cui donne e bambini". Secondo il capo dello Stato libanese, l'offensiva israeliana punta di fatto a indebolire i tentativi in corso per consolidare il cessate il fuoco e mettere fine alla guerra, in particolare dopo i recenti sviluppi tra Stati Uniti e Iran. Aoun ha assicurato che l'escalation non impedirà al Libano di lavorare per raggiungere "un cessate il fuoco globale nel più breve tempo possibile", indicazione che ha detto di aver dato alla delegazione libanese impegnata nella prossima sessione negoziale a Washington. Il presidente ha aggiunto che non è possibile eludere questo nodo, perché il cessate il fuoco complessivo rappresenta "la porta d'ingresso" per affrontare gli altri dossier, a partire dal ritiro israeliano, dal dispiegamento dell'esercito libanese e dal ritorno dei prigionieri.
Trump: "E' l'Iran ad avere firmato per disperazione"
"Non ci siamo incontrati per disperazione, lo ha fatto l'Iran. Sono finiti! Andremo fino in fondo ai 60 giorni. Non avranno un soldo, nemmeno dieci centesimi!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump, replicando in direttamente alle affermazioni della Guida suprema iraniano, Mojtaba Khamenei, secondo cui "gli Stati Uniti avevano firmato l'accordo per disperazione".

©Ansa
Iran: "Condanniamo raid dell'Idf in Libano, Usa responsabili della violazione dell'accordo"
Il portavoce del Ministro degli Esteri iraniano ha condannato fermamente le recenti operazioni militari israeliane e "gli atti terroristici" contro diverse regioni del Libano. Ismaeil Baghaei ha messo in guardia dalle immediate conseguenze delle azioni di escalation del regime e ha ritenuto gli Stati Uniti direttamente responsabili, citando le violazioni del memorandum di pace firmato il 17 giugno. Lo scrive Isna.
Iran, Cnn: "Usa comunicano a Teheran che Israele non amplierà le operazioni in Libano"
Gli Stati Uniti avrebbero comunicato all'Iran che Israele non intende ampliare ulteriormente le proprie operazioni militari in Libano, nel tentativo dell'amministrazione Trump di riportare sui binari la seconda fase di delicati negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce a Cnn una fonte informata, secondo cui "Hezbollah ha violato il cessate il fuoco. Israele ha accettato di non reagire oltre e questo è stato comunicato agli iraniani. Ora spetta a Hezbollah fermarsi".
Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova ondata di raid israeliani in Libano, lanciati in risposta a un attacco attribuito a Hezbollah che avrebbe causato la morte di quattro soldati israeliani nel sud del Paese, nonostante l'accordo tra Stati Uniti e Iran prevedesse la cessazione delle ostilità su tutti i fronti.
Crosetto: "Investire in difesa non è un costo ma leva per l'innovazione"
"Investire in difesa non è un costo, le tecnologie sono ormai duali e quelle innovative nascono dagli investimenti in difesa. La Silicon Valley nasce da investimenti per la difesa. La crescita delle nuove tecnologie cambierà la difesa, ma sarà un tutt'uno: sarà uno scambio continuo. Per questo l'Europa non può rimanere indietro, altrimenti rimarrà indietro anche nei settori economico, industriale e tecnologico. È tutto collegato". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo all'evento FII Priority Europe, in corso a Roma.
Iran, Autorità: "Transito Hormuz veloce ma serve richiesta"
L'Autorita' dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha assicurato che le navi potranno attraversare lo stretto di Hormuz velocemente, ma dovranno prima farne richiesta. In seguito alla firma "del memorandum d'intesa di Islamabad" e alle comunicazioni ricevute dalle autorita' competenti, "si informano i richiedenti il transito dallo Stretto di Hormuz che, a partire dalla data indicata nell'accordo, il passaggio delle navi che presenteranno richiesta di transito sara' effettuato rapidamente sotto la supervisione dell'Autorita' di gestione dello Stretto del Golfo Persico", si legge in una nota pubblicata dalla Pgsa sui suoi canali social. Le domande potranno essere presentate tramite il sito ufficiale o per email.
Iran, Osservatorio geopolitico Luiss: "Accordo segna cambio paradigma Usa in Mo"
Quello tra Iran e Stati Uniti non è un accordo di pace definitivo, bensì un "quadro procedimentale volto a formalizzare il cessate il fuoco e a stabilire i parametri per i negoziati". E' la lettura del Geopolitical Risk Observatory della Luiss, che analizza in un report i dettagli tecnici dell'intesa - come la tregua di 60 giorni o il ripristino dei flussi nel canale di Hormuz - all'interno di una svolta strutturale ben più profonda, definita dal direttore dell'Osservatorio, l'ambasciatore Giampiero Massolo, come un radicale "cambio di paradigma". Secondo Massolo, infatti, "è chiaro che l'Iran ha avuto la meglio nel negoziato, però di fatto c'è un cambio di paradigma a questo punto in Medio Oriente": se prima la strategia statunitense inseguiva il consolidamento degli accordi di Abramo per normalizzare i rapporti tra Paesi arabi e Israele in chiave anti-Teheran, oggi si assiste a un riconoscimento pragmatico dell'Iran, fondato sulla logica della coesistenza e sul peso geopolitico del patto tra sauditi e iraniani sponsorizzato dalla Cina. Questa interpretazione trova perfetto riscontro nei dati del report, che evidenzia come Washington abbia scelto di "privilegiare un modello di coesistenza negoziata con l'Iran rispetto a un approccio basato sulla neutralizzazione strategica". Per la Casa Bianca si tratta di un preciso bilanciamento geopolitico: forte dell'indipendenza energetica garantita dalla rivoluzione dello shale gas, l'amministrazione americana ha deciso di "rinunciare al perseguimento di obiettivi massimalisti nei confronti dell'Iran in cambio di un maggiore spazio di manovra a livello globale e di un parziale disimpegno dal Golfo". L'obiettivo strategico prioritario, spiega l'Osservatorio, è infatti quello di alleggerire il fronte mediorientale per riallocare le risorse verso lo scacchiere del Pacifico e la competizione con Pechino, che in questa partita ha operato come grande mediatore dietro le quinte attraverso il Pakistan. Tuttavia, proprio questa nuova logica di coesistenza - che per l'ambasciatore Massolo "mette per ora nel congelatore gli accordi di Abramo" - si scontra con le pesanti vulnerabilità strutturali censite dall'analisi dell'osservatorio Luiss. Il report mette in guardia sul fatto che il rinvio dei nodi cruciali del dossier nucleare lascia intatte le tensioni di fondo. A questo si aggiunge l'incognita di attori chiave che subiscono l'accordo: se gli Emirati Arabi Uniti emergono come i principali perdenti strategici di questa intesa, il rischio di un deragliamento della tregua resta alto sia per la ferma opposizione di Israele - pronto a ostacolare l'intesa con pressioni politiche o azioni militari - sia per i margini di autonomia operativa di cui godono sul campo Hezbollah e le fazioni più radicali dei Pasdaran.
Libano, l'analista Zehavi: ''Con l'accordo Usa-Iran Hezbollah si rafforza, andrebbero trattati come i nazisti"
''Hezbollah si rafforza'' dopo l'accordo tra Stati Uniti e Iran, con una conseguente nuova ''minaccia per la sicurezza delle comunità nel nord di Israele'' e un ''pessimo messaggio per altri attori che minacciano la sicurezza globale'', come possono essere ''Cina, Russia o Corea del Nord''. Invece, ''gli Stati Uniti non dovrebbero scendere a compromessi con l'asse del male'' e Hezbollah e ''la Repubblica islamica dell'Iran dovrebbero essere trattati come 80 anni fa trattammo i nazisti dopo la Seconda guerra mondiale''. Così all'Adnkronos la ricercatrice israeliana Sarit Zehavi, presidente di Alma Center, centro specializzato nelle sfide alla sicurezza di Israele sulla linea settentrionale. L'ex ufficiale dell'intelligence militare israeliana ed esperta di Medio Oriente ritiene che ''l'accordo rafforza Hezbollah in Libano e, inevitabilmente, indebolisce il governo libanese e la probabilità che quest'ultimo proceda al disarmo dell'organizzazione'', che anzi riacquista ''libertà d'azione per ricostruire e riprendersi''. Per quindici anni nel Corpo di intelligence delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), Zehavi critica in particolare il fatto che all'Iran venga consentita l'esportazione di petrolio. ''Arriveranno molti soldi all'Iran, con l'articolo dell'accordo raggiunto con gli Stati Uniti che consente all'Iran di esportare petrolio. E questo signifca che molti soldi arriveranno a Hezbollah'', afferma.
Wsj: "Pentagono al Congresso, servono 80 miliardi per la guerra in Iran"
Al Pentagono servono 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra in Iran e altre spese legate al conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal citando l'indicazione del numero due del dipartimento della Difesa a deputati e senatori. Secondo i calcoli di Moody's Analytics, ai contribuenti americani la guerra in Iran costa almeno 132 miliardi di dollari. La cifra include - mette in evidenza il New York Times - le spese militari, l'aumento dei prezzi dell'energia e i tassi di interesse. Nelle scorse settimane un funzionario del Pentagono ha stimato con il Congresso un costo di 29 miliardi di dollari per le forze armate.
Guterres: "Con l'aumento dei conflitti crescono i minori vittime di violenza sessuale"
"Con l'intensificarsi dei conflitti in tutto il mondo, un numero sconvolgente di ragazze e ragazzi è vittima di stupro, schiavitù sessuale, matrimoni forzati e tratta di esseri umani. Molti vengono brutalizzati durante attacchi alle loro case o mentre fuggono dalla violenza. Altri vengono rapiti o reclutati come combattenti, costretti ad assistere ad atrocità o persino a commettere atti di violenza sessuale". E' quanto afferma il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sessuale nei conflitti che si concentra quest'anno sui bambini "vittime di questo crimine ripugnante". "I bambini non devono mai essere presi di mira nelle guerre. La loro protezione è un imperativo legale e morale per ogni belligerante e per ogni Paese" dice Guterres. "La violenza sessuale contro i minori - aggiunge - è una strategia deliberata volta a punire le popolazioni e a lacerare il tessuto sociale. Può lasciare segni indelebili, in particolare causando traumi fisici e psicologici, e portare all'esclusione sociale". Secondo Guterres "per porre fine a questa aberrazione, è necessario agire su tre fronti: garantire la sicurezza dei bambini che vivono in zone di conflitto; assicurare che le vittime ottengano giustizia e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni; affrontare le cause profonde della violenza sessuale, rafforzando le istituzioni e investendo in servizi incentrati sul bambino". "Un sostegno completo ai bambini sopravvissuti è inoltre essenziale per aiutarli a ricostruire le proprie vite all'interno delle loro famiglie" dice ancora Guterres che conclude "troppo spesso, i conflitti rubano l'infanzia, ma insieme, possiamo costruire un futuro in cui ogni bambina e ogni bambino crescano al sicuro e con dignità". Le Nazioni Unite stimano che per ogni caso di stupro denunciato e collegato a un conflitto, ce ne siano dai 10 ai 20 che non lo sono.
Hormuz: "Mai così tanti transiti di navi da metà aprile"
Sono un totale di 25 le navi commerciali che hanno oltrepassato lo stretto di Hormuz nella sola giornata di ieri, un volume di cinque volte superiore alla media dei primi dieci giorni di giugno e inedito da metà aprile: è quanto emerge da dati pubblicati dalla piattaforma di informazione marittima AxsMarine. Dai 28 transiti registrati il 18 aprile, mai si erano registrate così tante navi (25) transitate dallo stretto di Hormuz in una sola giornata. Un'apertura direttamente legata all'accordo firmato il giorno prima da Usa e Iran.
Hezbollah: "Noi abbiamo rotto la tregua? Israele non rispetta i patti dal 2024"
"Confutando le affermazioni del nemico israeliano secondo cui Hezbollah avrebbe violato il cessate il fuoco, la Resistenza Islamica afferma che il nemico non ha mai rispettato alcun accordo di cessate il fuoco dal 27 novembre 2024 al 16 aprile 2026, fino agli esiti del recente accordo iraniano-americano, che nella sua prima clausola prevedeva la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso". Così Hezbollah in una nota riportata dall'agenzia libanese Nna. "Al contrario - prosegue la nota - il nemico israeliano ha persistito nelle sue crescenti violazioni del cessate il fuoco, commettendo massacri e distruggendo edifici residenziali e infrastrutture civili. Ha continuato le sue incursioni di terra tentando di infiltrarsi e impadronirsi di villaggi e aree che non era in grado di raggiungere prima dell'accordo". "Come sua consuetudine, il nemico, per compensare la propria incapacità di affrontare i combattenti della resistenza e per nascondere i propri fallimenti e le perdite subite sul campo di battaglia, ricorre a massacri contro i civili e ad attacchi contro villaggi sicuri, come è accaduto oggi in seguito al respingimento, da parte dei valorosi combattenti della resistenza, del suo tentativo di avanzare verso la collina di Ali al-Taher la scorsa notte".
Unicef: a Gaza ucciso un bimbo al giorno dal cessate il fuoco di ottobre
"Da molti, molti mesi ormai, al mondo viene detto che a Gaza vige un cessate il fuoco. Eppure, per i bambini palestinesi, questo cosiddetto cessate il fuoco è diventato un'illusione crudele e mortale. Da quando è stato annunciato il cessate il fuoco nell'ottobre 2025, 265 bambini palestinesi sono stati uccisi in tutta Gaza". Così James Elder, portavoce Unicef. "Si tratta - osserva Elder - di una cifra assurda e devastante. Durante un periodo che avrebbe dovuto essere caratterizzato da moderazione e protezione, in media un bambino è stato ucciso ogni singolo giorno per più di otto mesi. Cerchiamo di chiarire bene cosa questo significhi. Questi bambini non sono stati uccisi in una zona di guerra. Sono stati uccisi nelle loro case, nelle loro scuole, mentre giocavano a calcio, mentre pescavano. Sono stati colpiti da proiettili, bombe e droni".
Netanyahu: Idf in Libano finché servirà, Hezbollah pagherà cari gli attacchi
"Questa mattina ho tenuto una riunione di valutazione della situazione con il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore. Le mie istruzioni sono chiare: Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare a caro prezzo a Hezbollah questi attacchi". Lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una nota. "Come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri: Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord".
Idf: eliminati decine terroristi e colpiti oltre 80 obiettivi nel sud del Libano
''In risposta alle violazioni del cessate il fuoco di Hezbollah, nel corso della notte l'Idf ha attaccato oltre 80 obiettivi nell'area di Nabatieh e altre zone nel sud del Libano. Decine di terroristi di Hezbollah sono stati eliminati. Inoltre, l'Idf ha eliminato due terroristi che stavano scappando su una motocicletta da una zona da cui avevano lanciato razzi contro le truppe israeliane nel sud del Libano''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che, in un raid oggi nella zona della Bekaa, l'esercito ha preso di mira ''due quartieri generali di Hezbollah da cui stavano operando terroristi dell'organizzazione''.
Ft: colloqui Usa-Iran saltati per gli attacchi israeliani in Libano
"I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione". Lo riporta il Financial Times. L'Iran non ha inviato una delegazione in Svizzera per i colloqui sul nucleare a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. "Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall'accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione", ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione.
Wafa: "Coloni israeliani vandalizzano veicoli in villaggi palestinesi vicino a Ramallah"
Secondo quanto riportato dai media palestinesi, ieri notte alcuni coloni israeliani hanno vandalizzato diversi veicoli nel villaggio di Kifl Haris, in Cisgiordania. Le immagini riprese sul posto mostrano diverse auto con finestrini frantumati. Ieri sera un altro episodio si è registrato nel villaggio palestinese di Deir Dibwan, a est di Ramallah, in cui hanno fatto irruzione diversi coloni, questa volta accompagnati da soldati dell'Idf, sequestrando un veicolo. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. In entrambi gli episodi non si sono regstrati feriti.
Bitcoin, scende a 62.000 dollari: pesa incertezza Usa-Iran
Il Bitcoin e' sceso a 62.000 dollari e si avvia a chiudere la settimana in perdita, poiche' l'incertezza sui colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e l'aumento dei tassi d'interesse hanno mantenuto i mercati in gran parte avversi alle criptovalute. La regina delle cripto ha invertito una breve ripresa dopo che i segnali restrittivi della Fed hanno smorzato l'appetito per gli asset speculativi e ad alto rischio. Anche la maggior parte delle altcoin ha risentito di questa situazione. Per la sesta settimana consecutiva, gli investitori istituzionali hanno venduto ingenti capitali investiti in Etf su Bitcoin. Sebbene il ritmo dei deflussi di capitale sia rallentato rispetto alle scorse settimane, cio' indica comunque un calo di interesse da parte degli investitori verso le criptovalute, soprattutto perche' ci si sta orientando verso titoli azionari ad alto potenziale nel settore dell'intelligenza artificiale, caratterizzati da fondamentali piu' solidi.
Libano, Tajani: "Trasformare tregua in vera pace, Italia pronta a fare la sua parte"
"Bisogna lavorare perché si possa finalmente trasformare il cessate il fuoco in una vera situazione di pace, perché c'è ancora molto da lavorare in Libano, dove la situazione non si è risolta. L'Italia è pronta a fare la sua parte in Libano, come, se sarà necessario, saremo pronti a fare la nostra parte per tutelare la libertà di navigazione. Vedremo quello che accadrà quando sarà consolidato questo cessate il fuoco. Saremo sempre parte di operazioni internazionali. Ora continuiamo, invece, a garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso con la missione Aspides e, in prospettiva, con la missione antipirateria Atalanta". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando a margine della presentazione, presso l'Unità di crisi della Farnesina, della Campagna 2026 Viaggiare Sicuri.
Trump: "Ho concesso colloquio a Meloni mi ha fatto pena"
Giorgia Meloni "era probabilmente contenta che io le abbia parlato" al G7, "non ero obbligato a parlarle, ma mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista a L'Aria che tira su La7.
Libano, raid Idf sulla Valle della Bekaa: 3 morti
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi ''in profondità'' in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo che quattro soldati israeliani sono stati uccisi nel sud del Paese a causa di attacchi condotti da Hezbollah. Si tratta di ''una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah'', hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito ''infrastrutture'' appartenenti al gruppo. L'agenzia di stampa libanese Nna riferisce che almeno tre persone sono state uccise in seguito ai raid aerei israeliani sulla città di Jamaliyah, vicino alla città di Baalbek nella Valle della Bekaa.
Riapertura Stretto di Hormuz, traffico marittimo ridotto. VIDEO
Riapertura Stretto di Hormuz, traffico marittimo ridotto - Sky TG24
Vai al contenutoTajani: "Con la riapertura di Hormuz nessuna speculazione sul prezzo del petrolio"
"L'accordo firmato tra Usa e Iran ci fa tirare un sospiro di sollievo, soprattuto dà respiro alla nostra economia. La ripresa del traffico marittimo nello stretto di Hormuz significa che si abbasserà il costo del petrolio". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della presentazione della campagna Viaggiare sicuri della Farnesina. "Dopo la riapertura di Hormuz - ha avvertito Tajani - non possono esserci speculazioni in questo momento sul petrolio. Come la situazione è migliorata deve migliorare anche il costo del petrolio. E' il momento di riportare le cose a com'erano prima".
Iran, Tajani: "Disponibili a missione a Hormuz ma nel quadro Onu"
L'Italia e' disponibile a partecipare a una missione per garantire la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz ma solo in presenza di un accordo internazionale e di un mandato delle Nazioni Unite. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione della campagna Viaggiare Sicuri alla Farnesina. "Siamo pronti a fare la nostra parte quando sara' necessario", ha sottolineato il vicepremier, "adesso mi pare ancora troppo presto. Si dovra' consolidare la situazione, il cessate di fuoco". "Intanto mi auguro che possa partire il maggior numero possibile di mercantili", ha aggiunto Tajani, "l'importante e' che ora si liberi Hormuz e che possa riprendere la circolazione".
H. Clinton: "Piano Trump su Gaza, a tanti non piace ma è il meglio che abbiamo"
Il piano in 20 punti per Gaza "non è quello che molti di noi avrebbero elaborato, ma rimane l'unico quadro supportato da sufficiente influenza, impegno politico e risorse potenziali per spingere le parti verso l'attuazione". Lo scrive in un commento pubblicato dal Financial Times l'ex Segretario di Stato Usa Hillary Clinton. "Il Board of Peace e il piano contengono elementi che molti governi non gradiscono o con cui non concordano - prosegue - Alcuni sono a disagio con la sequenza politica, scettici riguardo alle disposizioni sulla governance e la rappresentanza palestinese, o diffidenti nel riporre fiducia in un quadro guidato dagli Stati Uniti in un momento in cui la fiducia nella leadership statunitense si è affievolita. Molti sono comprensibilmente scettici nei confronti di un approccio così strettamente associato a Donald Trump. Comprendo questo scetticismo e in parte lo condivido. Eppure, se persino io, un oppositore irriducibile del presidente Trump, posso accettare che questa sia la migliore opzione in una situazione terribile, allora sicuramente possono farlo anche altri". Secondo Clinton "si verifica una particolare forma di paralisi diplomatica quando i governi decidono che la perfezione è nemica del possibile". Ma "non possiamo" attendere, "nessuno di noi può. Non esiste un quadro alternativo pronto all'uso. Nessuna coalizione rivale sta preparando silenziosamente una proposta più valida. Senza un piano del genere, la crisi a Gaza non potrà che peggiorare, con Hamas che manterrà la sua influenza politica e pratica su una popolazione devastata attraverso gruppi armati, strutture amministrative locali, reti di distribuzione degli aiuti e accesso a beni e servizi di base". Inoltre "non ci sarà sicurezza per Israele. Nessun percorso praticabile verso l'autodeterminazione palestinese. Gli abitanti di Gaza lo capiscono meglio di chiunque altro: senza la smilitarizzazione e una transizione che allontani il dominio di Hamas, non ci sarà una ricostruzione significativa, nessuna prospettiva realistica che Israele si ritiri dal 60% della Striscia di Gaza che attualmente controlla e nessun percorso credibile verso un futuro guidato dagli stessi palestinesi".
Iran: "Negoziati con Usa vincolati a nostre linee rosse"
Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha insistito sulla necessita' di rispettare le "linee rosse" dell'Iran durante i futuri colloqui con gli Stati Uniti. "Come abbiamo dimostrato nel corso dei precedenti negoziati, restiamo fermi nel rispettare le condizioni e le linee rosse stabilite e nel difendere gli interessi della nazione iraniana", ha dichiarato Ghalibaf, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. "Se il nemico dovesse eccedere" nelle sue richieste, "abbiamo dimostrato di essere pronti a reagire e non esiteremo a dare una risposta decisa", ha aggiunto Ghalibaf, anche influente presidente del Parlamento iraniano.
Libano, Tajani: "Italia pronta a fare la sua parte"
L'Italia "e' pronta a fare la sua parte in Libano come sara' necessario" perche' nel Paese dei cedri "c'e' ancora da lavorare per la pace". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione della campagna Viaggiare Sicuri alla Farnesina.
Tajani: "Faremo la nostra parte per missione internazionale Hormuz ma è ancora presto"
"Siamo pronti a fare la nostra parte quando sarà necessario per la sicurezza nello stretto di Hormuz ma ci deve essere una decisione internazionale, quindi, o una missione dell'Onu o dell'Unione Europea". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della presentazione della campagna della Farnesina Viaggiare sicuri parlando della riapertura dello stretto e del consolidamento del cessate il fuoco nell'area. "Adesso mi pare ancora troppo presto perché si dovrà consolidare la situazione - ha aggiunto - e intanto mi auguro che possa riprendere a pieno la circolazione marittima e possa partire il maggior numero possibile di mercantili. Stiamo lavorando perchè dopo la Grimaldi che è partita ieri ripartano altri due o tre mercantili italiani".
Borse europee: accelerano e diventano positive
Le Borse europee accelerano e diventano positive a meta' mattinata dopo un avvio debole e in ordine sparso. variato, in un apparente rallentamento del rally durato sei sedute. Gli occhi sono puntati sugli sviluppi geopolitici dopo l'annullamento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi a Ginevra. Londra guadagna lo 0,16%, Francoforte sale dello 0,40% e Parigi dello 0,31%. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna +0,85% e tocca nuovi record superando per la prima volta quota 53 mila punti.
Iran, Tajani: "Accordo darà respiro a nostra economia"
"Ieri e' passata la prima nave italiana attraverso Hormuz, verso la Cina e l'Oriente. Significa che poi si passera' con il petrolio", ha proseguito Tajani, "non possiamo permetterci speculazioni in questo momento. Siccome la situazione migliora, deve migliorare anche il costo del petrolio. Bisogna che si abbassi il prezzo al barile. Bisogna che si abbassi il prezzo al consumatore. Quindi niente speculazioni". "Adesso bisogna lavorare perche' si possa finalmente trasformare questo cessato di fuoco in una vera nuova situazione di pace", ha aggiunto il ministro degli Esteri.
Libano, polemica Huckabee-Parigi: "Se colpito Israele reagisce"
L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, polemizza con il ministro degli Esteri francese che aveva chiesto Tel Aviv di rispettare il cessate il fuoco. "La Francia riceve tutte le sue informazioni da Hezbollah?" ha scritto su X il diplomatico, "La scorsa notte, Israele ha perso 4 dei suoi soldati, uccisi (da Hezbollah, ndr). Israele colpisce quando viene colpito. Ci sara' la tregua quando Hezbollah smettera' di sparare e uccidere". Nella sua replica a Jean-Noel Barrot, Huckabee cita il post dell'ambasciatore israeliano a Washington, Michael Leiter, elenca le violazioni della tregua da parte della milizia sciita.
Teheran: "I colloqui con gli Usa sono vincolati alle nostre linee rosse"
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti rimarranno vincolati alle "linee rosse" di Teheran. "Come abbiamo dimostrato nel corso dei negoziati passati, siamo fermi nel rispettare le condizioni e le linee rosse stabilite e nel perseguire gli interessi della nazione iraniana", ha affermato Ghalibaf in dichiarazioni pubblicate dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. "Se il nemico cerca di eccedere, abbiamo dimostrato di avere il dito sul grilletto e non esiteremo a dare una risposta schiacciante al nemico".
Libano, Idf: "Colpiti obiettivi Hezbollah dopo attacco a soldati"
L'esercito israeliano ha colpito obiettivi di Hezbollah nel Libano orientale, in seguito all'attacco che ha causato la morte di quattro soldati. "Poco fa, in risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, durante le quali continua a pianificare e a eseguire attacchi terroristici contro i soldati israeliani, l'esercito ha colpito siti infrastrutturali di Hezbollah nella valle della Bekaa", si legge in un comunicato dell'esercito.
Petrolio, Iea: "Domanda globale 2026 diminuirà di 1,1 mln barili al giorno"
''Si prevede che la domanda globale di petrolio diminuirà di 1,1 milioni di barili al giorno su base annua nel 2026''. Lo annuncia l'Agenzia internazionale dell'energia, nel rapporto di giugno sul mercato petrolifero. ''Ciò rappresenta una revisione al ribasso di 700.000 barili al giorno rispetto al nostro rapporto di maggio, poiché le consegne del secondo trimestre 2026 sono crollate di 5 milioni di barili al giorno su base annua a causa dell'aumento dei prezzi del carburante e delle interruzioni nella disponibilità del prodotto. Prevediamo una ripresa della crescita a 2 milioni di barili al giorno nel 2027, grazie alla normalizzazione dei flussi commerciali, alla riduzione dei prezzi del petrolio e al miglioramento delle prospettive economiche'', si spiega. ''Sebbene l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran apra la strada a una ripresa delle esportazioni dal Medio Oriente, i vincoli operativi e politici, tra cui le prolungate operazioni di sminamento e le questioni di transito ancora irrisolte, lasciano intravedere rischi al ribasso per le prospettive'', sottolinea la Iea. L'offerta globale è destinata a diminuire di 3,9 milioni di barili al giorno (mb/d) attestandosi a 102,4 mb/d nel 2026, per poi rimbalzare di 8 mb/d a 110,3 mb/d nel 2027. A maggio, la produzione è scesa a 94,5 mb/d, con un calo di 600 kb/dm‑o‑m e di 13,6 mb/d al di sotto dei livelli pre-conflitto. Si prevede che la lavorazione di greggio nelle raffinerie si contrarrà di 2 milioni di barili al giorno (mb/d) nel 2026, attestandosi a 82 mb/d, a causa di un calo su base annua di 4,7 mb/d nel secondo trimestre del 2026. Nonostante l'accordo di pace provvisorio, le stime di lavorazione del greggio per il 2026 sono state ridotte di 370.000 barili al giorno (kb/d). Si prevede che la lavorazione aumenterà di 3,1 mb/d nel 2027, con la normalizzazione delle forniture di greggio a una media di 85 mb/d. A maggio, il calo delle scorte globali osservate ha subito un'accelerazione, passando da 74 milioni di barili (-2,5 milioni di barili) ad aprile a 143 milioni di barili (-4,6 milioni di barili al giorno). Ciò porta il ritmo medio di prelievo delle scorte dall'inizio del conflitto del Golfo a 3,8 milioni di barili al giorno, di cui 2,4 milioni di barili al giorno per il greggio e 1,4 milioni di barili al giorno per i prodotti raffinati. Nello stesso periodo, le scorte governative dei paesi Ocse sono diminuite di 163 milioni di barili (-1,8 milioni di barili al giorno), raggiungendo il livello più basso dal dicembre 1990, a causa dell'accelerazione del ritmo di rilascio delle scorte di emergenza.
Iran, Tajani: "Accordo darà respiro a nostra economia"
L'accordo tra Stati Uniti e Iran "dara' respiro alla nostra economia" grazie alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ai cronisti il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante la presentazione della campagna 'Viaggiare Sicuri' alla Farnesina. "Il fatto che si sia raggiunto il cessato di fuoco e che sia stato firmato questo primo accordo, che poi dovra' essere sviluppato nei prossimi 60 giorni, ci fa tirare un sospiro di sollievo e soprattutto da' respiro alla nostra economia", ha detto Tajani.
Altri 5 militari israeliani feriti in attacco Hezbollah in sud Libano
Oltre ai quattro carristi uccisi nelle scorse ore altri cinque soldati israeliani sono rimasti feriti in un attacco di Hezbollah avvenuto nella notte nel sud del Libano. Uno di questi sarebbe stato colpito in modo grave, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Secondo l'esercito, citato da The Times of Israel un drone esplosivo lanciato da Hezbollah ha colpito le forze della Brigata Commando a Kfar Tebnit, poche ore dopo l'attacco a un tank israeliano nello stesso villaggio, in cui sono rimasti uccisi un comandante di battaglione e altri tre soldati.
Irlanda: "Ci aspettiamo proposte su insediamenti illegali"
"Ci aspettiamo delle proposte dalla Commissione europea in merito agli insediamenti illegali" di Israele in Cisgiordania. Lo ha dichiarato il primo ministro irlandese, Micheal Martin, al suo arrivo al secondo giorno di vertice europeo. "Credo che l'Europa debba inviare un segnale molto chiaro. Cio' che e' accaduto e continua ad accadere a Gaza e in Cisgiordania, ma anche in Libano, e' inaccettabile", ha concluso.
Italia-Usa, lunedì incontro Tajani-Rubio a Miami
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrero' il Segretario di Stato americano Marco Rubio a Miami il 22 giugno. L'occasione sara' il Forum Italia-Stati Uniti su imprese, investimenti, scienza e innovazione per promuovere la cooperazione bilaterale tra Stati Uniti e Italia in materia di sicurezza economica e minerali critici. Saranno presenti, si legge in una nota del Dipartimento di Stato, anche dirigenti di aziende e istituzioni finanziarie statunitensi e italiane per illustrare le opportunita' di promuovere investimenti e interessi economici comuni.
Reuters: "I pasdaran hanno creato nuove cellule per gli attacchi dall'Iraq"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) ha creato nuove cellule segrete in Iraq per condurre attacchi contro i Paesi del Golfo che ospitano forze americane, aggirando le reti di milizie già esistenti per evitare di essere scoperti. Lo scrive Reuters sul suo sito citando otto fonti irachene. Tre o quattro cellule, ciascuna composta da circa 10 combattenti iracheni sciiti d'élite, hanno lanciato almeno sette attacchi con droni da località desertiche vicino alle città meridionali di Bassora e Samawa contro obiettivi in Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti tra il 20 aprile e il 17 maggio. La creazione delle nuove cellule irachene riflette un cambiamento nelle tattiche dei pasdaran, volte a preservare la capacità dell'Iran di proiettare la propria forza nella regione in un momento in cui i suoi alleati regionali sono notevolmente indeboliti. L'Iraq, Paese a maggioranza sciita, ospita numerose milizie, molte delle quali mantengono stretti legami con Teheran. Queste milizie costituiscono un pilastro fondamentale delll' "Asse della Resistenza" iraniano, che si estende da Gaza e dal Libano fino allo Yemen e all'Iraq.
Borsa Milano: amplia rialzo, record a oltre 53 mila punti
Piazza Affari amplia il rialzo e raggiunge nuovi record superando per la prima volta quota 53 mila punti. Il Ftse Mib sale in questo momento dello 0,71% a 53.063 punti. Sul listino, Tim guadagna l'1,35% a quota 7,962 euro per azione. Positivi gli industriali: Stellantis +1,74%, Leonardo +2,92%. In vista Diasorin (+1,04%) e Amplifon (+1,19%). Stm dopo un avvio in calo sale dello 0,31%. Tra gli energetici, Enel lima lo 0,10%, Eni invece migliora dell'1,37%. Capitolo finanziari con Mps a +0,07%, Unipol invariata, Intesa +0,50, Unicredit +0,60%, Generali +0,47%, Banco Bpm +0,19%, Bper +0,10%.
Herzog: "Immenso dolore per militari uccisi, vicini alle famiglie"
"Una mattina difficile e profondamente dolorosa. Con immenso dolore ci siamo svegliati con l'amara notizia della morte di quattro dei nostri figli in battaglia in Libano, tra cui il compianto Tenente Colonnello Dor Ben Simhon, comandante del 52mo Battaglione della Brigata 401". Così su X il presidente di Israele Isaac Herzog. "Circa due mesi fa, dopo che il comandante del battaglione, il Tenente Colonnello Y., era rimasto gravemente ferito in combattimento, Dor aveva assunto il comando e da allora aveva guidato i suoi soldati al fronte con determinazione e senso di responsabilità - prosegue - Il Tenente Colonnello Dor Ben Simhon e i tre soldati caduti, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, si uniscono a una lunga e insopportabilmente dolorosa lista di figli e figlie caduti in difesa della patria e del popolo. Ognuno di loro rappresentava un mondo intero, con sogni, speranze e aspirazioni spezzati in un istante". "Insieme all'intero popolo di Israele, abbracciamo le amate e preziose famiglie e porgiamo loro le nostre più sentite condoglianze in questo momento difficile. Preghiamo per la guarigione dei feriti e per il benessere di tutti i soldati e le forze di sicurezza delle Forze di Difesa Israeliane. Che la memoria dei nostri eroi sia benedetta".
Media: "Raid Idf sul Libano, colpiti obiettivi nella Bekaa e nel sud"
"Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena attaccato le infrastrutture terroristiche di Hezbollah nella valle della Bekaa, in risposta alle ripetute violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua a pianificare e attuare attentati terroristici contro le forze israeliane". Così su X il portavoce dell'esercito israeliano, dopo la diffusione della notizia della morte di 4 militari a opera di Hezbollah. Secondo Al-Jazeera due attacchi di droni israeliani hanno preso di mira la città di Harouf, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. La testata araba riporta inoltre di un attacco aereo israeliano sulla città di Sajd, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale. L'agenzia libanese Nna segnala attacchi in diverse zone del Paese.
Libano, Francia: "Israele cessi le ostilità e rispetti l'accordo"
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha esortato Israele a "cessare le ostilita'" in Libano e a rispettare l'accordo firmato da Stati Uniti e Iran, chiedendo al contempo a Washington di esercitare la propria influenza su Tel Aviv. "Questo accordo prevede la cessazione delle ostilita', il governo israeliano deve rispettarlo. E gli Stati Uniti devono esercitare tutte le pressioni necessarie sul governo israeliano per garantirlo", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese alla radio France Info. Parole che giungono dopo gli attacchi israeliani di ieri sera nel sud del Libano, che hanno causato 18 morti e 33 feriti, ma porima che fosse reso noto il bilancio della battaglia di Kfar Tebnit, in cui sono stati uccisi 4 soldati e 5 sono rimasti feriti. Barrot ha minimizzato l'importanza dell'annullamento dell'incontro previsto a Ginevra tra i negoziatori iraniani e americani, sottolineando che l'accordo e' stato firmato, aprendo cosi' la strada al dialogo tra le parti, pur sottolineando che "la parte piu' difficile deve ancora venire". "Non diamo troppa importanza ai ritardi, visto che l'accordo e' stato firmato", ha affermato il ministro, "l'essenziale ora e' che i negoziati, compresi quelli tecnici, possano proseguire affinche' si possano attivare le prime fasi previste dall'accordo".
Smotrich sul Libano: "È ora di aprire le porte dell'inferno"
"Una mattinata difficile... È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell'inferno". Così su X il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, commentando gli ultimi sviluppi sul fronte libanese contro Hezbollah.
Pasdaran a Khamenei: "Un tuo cenno e colpiremo i nemici più forte"
"Se il nemico intende proseguire con i suoi eccessi, le Guardie Rivoluzionarie diventeranno una forza ancora più potente di prima su terra, mare, aria e su tutti i campi di battaglia, e al minimo accenno da parte di Mojtaba Khamenei, infliggeranno loro una sconfitta storica ben più grave". Così, in un messaggio inviato alla Guida Suprema riportato da Iran International, le Guardie Rivoluzionarie dell'Iran. "L'amata nazione e i guerrieri dell'Islam sono come una solida montagna, sostenuti dai loro statisti", si legge ancora nella dichiarazione.
Ben-Gvir: "Ora tutto il Libano deve bruciare"
"Ho detto al primo ministro, anche nelle nostre riunioni private: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere - ha ribadito il ministro dell'estrema destra israeliana -. Basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo".
Libano, battaglia a Kfar Tebnit: uccisi 4 soldati, 5 feriti
Quattro soldati israeliani sono rimasti uccisi in uno scontro con miliziani di Hezbollah nel sud del Libano. Tra le vittime c'e' il comandante di battaglione carri armati dell'Idf, tenente colonnello Dor Gedalia Ben Simhon, 32 anni, del 52esimo battaglione della 401esima Brigata Corazzata, originario di Beit HaShita. Secondo l'Idf, citata dal Times of Israel, un missile anticarro ha colpito il suo carro armato nel villaggio di Kfar Tebnit, e ha ucciso tutti e quattro i membri dell'equipaggio. Ben Simhon aveva sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile. Nella battaglia combattuta durante la notte cinque soldati sono rimasti feriti, uno dei quali, un ufficiale riservista, in modo grave. Tre soldati della riserva hanno riportato ferite di media entita' e un sottufficiale ferite lievi. A colpirli, secondo quanto si e' appreso, un drone esplosivo lanciato dai miliziani sciiti.
Francia: "Non attribuire significato eccessivo" a stop colloqui Iran-Usa in Svizzera
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha lanciato un appello a non "attribuire significato eccessivo" al rinvio dei colloqui Usa-Iran in Svizzera ma ha aggiunto che "il più difficile arriva adesso". Barrot sostiene che non bisogna essere preoccupati: "Il difficile arriva adesso - ha detto alla radio France Info - ma quella riunione in Svizzera avrebbe perso parte del suo interesse nella misura in cui l'accordo era già stato firmato a Versailles".
Ben-Gvir: "Ora tutto il Libano deve bruciare"
"Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare". Così su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano. "Con tutto il rispetto per gli americani - aggiunge - Israele deve chiarire all'intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione".
Borsa: Tokyo, chiusura in lieve rialzo (+0,28%)
La Borsa di Tokyo recupera sul finale di contrattazioni e termina l'ultima seduta della settimana col segno più, con gli investitori che guardano con ottimismo all'evoluzione tra Iran e Stati Uniti in Medio Oriente dopo la firma dell'accordo preliminare, con il prezzo del petrolio Brent che si mantiene sotto gli 80 dollari al barile. Il Nikkei segna una variazione positiva dello 0,28% a quota 71.250,06 con un guadagno di 196 punti. Sul mercato valutario lo yen è poco variato sul dollaro, a 161,20, e cede terreno sull'euro a 184,50.
Nato, Rutte a Washington dal 23 giugno: il 24 incontro con Trump
Il segretario generale della Nato Mark Rutte si recherà in visita negli Stati Uniti. Dal 23 al 25 giugno visiterà Washington, e mercoledì 24 incontrerà il presidente Donald Trump alla Casa Bianca e alti funzionari dell'amministrazione, spiega una nota dell'Alleanza. Parteciperà poi virtualmente alla riunione dell'E5 da Washington. Giovedì 25 giugno, incontrerà quindi i membri del Congresso e parteciperà a una discussione organizzata dall'Atlantic Council.
Governo Beirut: "18 morti il bilancio provvisorio degli attacchi israeliani"
Gli attacchi israeliani nella notte scorsa nel sud del Libano hanno causato 18 morti e 33 feriti, secondo un bilancio provvisorio del Ministero della Salute libanese, nonostante la definizione del protocollo iraniano-americano che prevede la cessazione delle ostilità.
Francia: "Israele rispetti l'accordo Usa-Iran, cessi le ostilità in Libano"
Israele deve "rispettare" il protocollo d'accordo firmato mercoledì fra l'Iran e gli Stati Uniti, che prevede la "cessazione delle ostilità" anche in Libano, ha detto stamattina il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, intervistato da France Info. "Quell'accordo prevede la cessazione delle ostilità, il governo israeliano deve rispettarlo - ha detto Barrot - e gli Stati Uniti in particolare devono esercitare tutta la pressione necessaria sul governo israeliano affinché lo faccia".
L'Egitto ospita riunione con ministri esteri di Pakistan, Turchia e Arabia Saudita
Il ministro degli Esteri egiziano ospiterà domenica i suoi omologhi di Pakistan, Arabia Saudita e Turchia nella città costiera mediterranea di El Alamein. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri egiziano. Badr Abdelatty terrà domenica un incontro a quattro con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, seguito da una sessione di colloqui e da una conferenza stampa, ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa. Il ministero non ha specificato l'argomento delle discussioni, ma tutti e quattro i Paesi sono stati coinvolti negli sforzi di mediazione per porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Borse europee: aprono deboli e miste
Avvio debole e in ordine sparso per le Borse europee, in una giornata a scambi ridotti per la chiusura di Wall Street, ferma per festivita'. I mercati continuano a digerire le due principali notizie della settimana: il discorso deciso del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh e l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 cede lo 0,2% a 10.379,18 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,19% a 25.075,06 punti e a Parigi il Cac40 avanza dello 0,21% a 8.49,14 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna +0,12% a 52.751,42 punti.
Borsa Milano: sale in prime fasi (+0,24%), Leonardo in vista
Piazza Affari si muove in rialzo nei primi scambi della mattinata. Il Ftse Mib sale dello 0,24% a quota 52.815 punti. Sul listino, Tim guadagna lo 0,31% a quota 7,877 euro per azione. Positivi gli industriali: Stellantis +0,68%, Leonardo +2,01%. In vista Diasorin (+1,54%). Cala Stm (-0,72%). Tra gli energetici, Enel scende dello 0,48%, Eni invece migliora dell'1,18%. Capitolo finanziari con Mps a -0,44%, Unipol -0,58%, Intesa invariata, Unicredit +0,80%, Generali -0,61%, Banco Bpm -0,13%, Bper +0,10%.
Nato, prossima settimana Rutte negli Usa: incontro con Trump
Il segretario generale della Nato Mark Rutte la prossima settimana incontrera' il presidente Usa Donald Trump. Lo annuncia una nota della Nato, che annuncia il viaggio dal 23 al 25 giugno 2026, a Washington D.C. Mercoledi' 24 giugno, il Segretario Generale incontrera' il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, alla Casa Bianca, e alti funzionari dell'Amministrazione. Il segretario generale partecipera' virtualmente alla riunione dell'E5 da Washington D.C. Giovedi' 25 giugno, Rutte incontrera' i membri del Congresso e prendera' parte a una discussione organizzata dall'Atlantic Council.
Ue, Giorgia Meloni arrivata all'Europa Building
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e' arrivata all'Europa Building dove alle 9:30 prenderanno il via i lavori della seconda giornata del Consiglio europeo. I leader dei 27 stati membri questa mattina discuteranno del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e della situazione in Medio Oriente. Al momento, il presidente Meloni sta incontrando, nella sede della Delegazione italiana, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Prima dell'avvio dei lavori, e' prevista la consueta riunione sul tema delle soluzioni innovative in ambito migratorio, promossa congiuntamente da Italia, Danimarca e Paesi Bassi.
Borsa, Asia in calo e scambi ridotti: Europa attesa debole
Chiusura in calo per i mercati azionari asiatici insieme ai future sugli indici statunitensi ed europei in flessione, in assenza di notizie in grado di influenzare gli investitori che sono così rimasti alla finestra e con scambi ridotti. Persistono i rischi di un deterioramento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e le preoccupazioni sulla svolta restrittiva della Fed. Si attende un rallentamento dell'attività anche in Europa, con New York che rimarrà chiusa per il 'Juneteenth', la Giornata dell'Indipendenza che commemora la liberazione degli schiavi afroamericani. Hong Kong, Shanghai e Taiwan sono rimaste chiuse per il Tuen Ng Festival, Tokyo si avvia a chiudere in calo dello 0,1% e Seul dello 0,16 per cento. L'oro si avvia verso la terza settimana consecutiva di perdite, mentre anche l'argento scende. Il Brent sale leggermente, superando gli 80 dollari al barile. Nel Vecchio Continente fari puntati sulla City dove la sterlina si è leggermente indebolita dopo la vittoria di Andy Burnham in una storica competizione per un seggio parlamentare vacante, aprendo la strada alla sfida del sindaco della Greater Manchester al Primo Ministro Keir Starmer.
Idf: "4 militari uccisi da Hezbollah nel sud del Libano"
Quattro soldati israeliani dell'Idf sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte. Lo ha annunciato stamattina il portavoce dell'Idf, ripreso dalle testate israeliane. Tra i caduti figura il tenente colonnello Dor Gedaliah Ben Simhon, comandante del 52° battaglione della 401ª brigata corazzata. I nomi degli altri caduti non sono stati ancora resi noti. Il grave incidente, scrive Channel 12, è avvenuto intorno alle 00:20 nel villaggio di Tibnit. Un ordigno aereo lanciato da Hezbollah ha colpito un carro armato dell'Idf. A seguito di ciò, sono iniziati gli attacchi contro i terroristi e le loro infrastrutture nella zona di Nabatieh. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno continuando a indagare sull'accaduto. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco in aprile sono 23 i combattenti uccisi in Libano, ricorda la testata israeliana.
Borsa: Europa verso avvio debole, torna la tensione in Medio Oriente
Le Borse europee si preparano a un’apertura debole, nonostante il rally registrato ieri da Wall Street, con il Nasdaq che ha chiuso in progresso dell’1,9%. Il future sull’Eurostoxx segna un ribasso di mezzo punto percentuale, così come quello sul Ftse Mib. Preoccupano le notizie delle ultime ore relative a pesanti attacchi in Libano tra Israele e Hezbollah, in contrasto con quanto previsto dall’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra Stati Uniti e Iran. È stata inoltre cancellata la cerimonia ufficiale in Svizzera per la firma dell’intesa, che in realtà consiste in un memorandum of understanding destinato ad avviare i negoziati veri e propri. Le trattative, che si svolgeranno nei prossimi 60 giorni, dovranno sciogliere nodi cruciali per il raggiungimento della pace in Medio Oriente, a partire dalla gestione dell’uranio arricchito iraniano. La posizione di Israele, criticata anche dal vicepresidente statunitense JD Vance, alimenta l’incertezza sul futuro dell’intesa. Intanto oggi sono chiuse per festività sia le Borse cinesi, sia Wall Street. Di conseguenza i mercati europei saranno privi di una bussole importanti. A Piazza Affari il comparto bancario rimarrà sotto osservazione. Ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che il governo mantiene una posizione neutrale rispetto alle operazioni di aggregazione tra i principali istituti di credito. Al tempo stesso, però, non ha escluso la possibilità di imporre prescrizioni sull’operazione proposta di recente da Intesa Sanpaolo su Mps, banca della quale il Tesoro detiene ancora una partecipazione di poco superiore al 4%, destinata a essere dismessa alle migliori condizioni di mercato, forse attraverso un collocamento accelerato (Abb). Gli operatori si interrogano inoltre sulle prossime mosse di Unicredit e, in particolare, su eventuali trattative con Delfin per rilevare la quota detenuta dalla holding finanziaria in Generali. Sul mercato valutario, il biglietto verde continua a rafforzarsi nei confronti dell’euro, con il cambio euro-dollaro che si attesta a 1,1437 (da 1,1479 della seduta precedente). La moneta unica europea tratta inoltre a 184,52 yen (184,72), mentre il rapporto dollaro-yen è pari a 161,33 (160,90). Sul fronte energetico, il petrolio si mantiene poco mosso: il wti è fermo a 76,67 dollari al barile, mentre il brent quota 80,48 dollari (+0,7%). Il gas naturale ad Amsterdam balza del 3% a 41,75 euro per megawattora. Infine, il Bitcoin lima dello 0,3% portandosi a 62.674 dollari.
Coree, Seul: "Dopo Teheran, Trump vuole concentrarsi s Pyongyang"
Dopo aver raggiunto un accordo con l'Iran, Donald Trump vuole concentrare la sua attenzione sulla Corea del Nord. Lo ha detto il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, al termine dell'incontro con il presidente statunitense a margine del G7 in Francia. Lee ha riferito di aver detto a Trump che le sanzioni imposte a Pyongyang per il suo programma nucleare sono "inefficaci", in occasione della cena a Evian. "Trump ha detto che e' giunto il momento di prestare attenzione alla questione nordcoreana", ha dichiarato Lee ai giornalisti al suo ritorno a Seul "Gli ho detto che le sanzioni e le pressioni (contro il Nord) sono inefficaci a causa della cooperazione militare tra la Corea del Nord e la Russia, derivante dalla guerra in Ucraina". Poche ore dopo aver annunciato un accordo con l'Iran, Trump ha pubblicato sui social media una foto senza didascalia che lo ritraeva con il leader nordcoreano Kim Jong Un, scattata durante il loro incontro a Singapore nel 2018. E' bastato ad alimentare le speculazioni sul fatto che l'amministrazione Trump potrebbe ora concentrare la sua attenzione sulla Corea del Nord, e sul suo arsenale nucleare.
Gas: apre in rialzo al Ttf a 41,960 euro al MhW (+3,546%)
Il prezzo del gas e' in rialzo al Ttf di Amsterdam nelle prime contrattazioni dove viene scambiato a 41,960 euro al MhW, in crescita del 3,546%
Prezzo del petrolio in rialzo, Wti scambiato a 77,34 dollari
Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a luglio passa di mano a 77,34 dollari al barile con una crescita dello 0,97% mentre il Brent con consegna ad agosto è scambiato a 80,04 dollari al barile con un aumento dello 0,24%.
Libano, raid notturni di Israele contro Hezbollah: 16 morti
Il gruppo sciita ha rivendicato la responsabilita' di attacchi contro le truppe israeliane e di aver respinto un'avanzata militare nel sud del Libano, azioni compiute "per autodifesa" e, sostiene Hezbollah, in risposta a una violazione del cessate il fuoco. I miliziani hanno avvistato un plotone corazzato e di fanteria che tentava di infiltrarsi a nord delle colline di Ali al-Taher, e per questo hanno attaccato "con diverse armi, prendendo di mira tre carri armati Merkava con missili guidati, distruggendoli e incendiandoli", ha dichiarato il gruppo terroristico in un comunicato sul suo canale Telegram. In un secondo comunicato, che fa riferimento al primo, Hezbollah afferma di aver "respinto" le truppe che tentavano di infiltrarsi attraverso "una via nascosta", mentre una seconda forza israeliana "ha cercato di avanzare per recuperare i morti e i feriti in una fitta coltre di fumo, lanciando simultaneamente decine di razzi illuminanti nella zona". Cio' ha spinto i combattenti ad attaccare nuovamente "con una raffica di razzi e colpi di mortaio", sostiene il comunicato, che non specificava il numero di vittime israeliane.
Libano, raid notturni di Israele contro Hezbollah: 16 morti
Raid israeliani notturni su posizioni di Hezbollah sono costati la vita a 16 persone nel sud del Libano. L'Idf, citata dal Times of Israel, afferma di aver colpito "terroristi e infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale", aggiungendo che gli attacchi sono stati una "risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico" sostenuto dall'Iran. L'agenzia di stampa statale libanese afferma che almeno 16 persone sono rimaste uccise senza però fare distinzioni tra civili e miliziani.
Rinviati a tempo indeterminato i colloqui Usa-Iran in Svizzera
I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. "I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitare tali colloqui. Il relativo lavoro preparatorio prosegue", ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio inviato all'Afp, senza specificare una nuova data per i colloqui.
Iran: Svizzera conferma, rinviati i negoziati previsti oggi
I negoziati previsti oggi in Svizzera sono stati "rinviati". Lo hanno comunicato fonti del governo di Berna. La conferma arriva dopo che nelle scorse ore la Casa Bianca avvea anticipato che il vicepresidente americano JD Vance non si sarebbe recato nella Confederazione per i colloqui che puntavano a porre fine alla guerra con l'Iran. "La logistica di questi negoziati non è mai stata semplice o prevedibile. Per il momento il vicepresidente non partirà " per la Svizzera aveva detto un portavoce della Casa Bianca aggiungendo tuttavia l'auspicio "di iniziare i colloqui tecnici il prima possibile." Anche da Teheran era stato comunicato dall'agenzia Tasnim, che "non c'è nulla di confermato" sul viaggio della delegazione iraniana in Svizzera.
Raid di Israele nel Sud del Libano: almeno 15 morti
Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
Vai al contenutoVance non andrà domani in Svizzera per avviare i colloqui con l'Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance non si recherà in Svizzera domani per avviare i colloqui in vista di un accordo definitivo con l'Iran. Lo ha annunciato la Casa Bianca in un comunicato, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra i due paesi avvenuta il giorno precedente. "I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera" si legge nella nota.