Il contrattacco arriva dopo le minacce di Trump per l'attacco all'Apache sullo Stretto di Hormuz: "Legittima difesa". Il presidente: "Voglio una risposta molto potente". In precedenza, alla Abc, aveva detto: "Se sono stupidi, dovremo spazzare via la nazione". Ma per un funzionario Usa sentito dalla Cnn, sono "raid di avvertimento" che "non compromettono i negoziati". Almeno 11 persone sono rimaste uccise nei nuovi raid israeliani su Tiro
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Torna alta la tensione nello Stretto di Hormuz. Dopo l'abbattimento di un elicottero Apache statunitense da parte delle forze armate iraniane, gli Usa rispondono con "attacchi difensivi" dando seguito alla minaccia di Donald Trump. Secondo Axios, gli Usa hanno preso di mira sistemi di difesa nei pressi dello Stretto di Hormuz. La replica iraniana non si è fatta attendere, con missili e droni contro obiettivi americani nella regione. Per un funzionario statunitense sentito dalla Cnn, però, quegli americani sarebbero solo "raid di avvertimento" e non comprometterebbero i negoziati.
Almeno 11 persone sono rimaste uccise nei nuovi raid israeliani su Tiro. Il primo degli attacchi è avvenuto poco dopo che l'esercito israeliano aveva emesso ordini di sfollamento per la città.
Il ministro israeliano Ben Gvir è indagato a Roma nell'inchiesta sulla Flotilla, nella quale si ipotizzano i reati di tortura e sequestro di persona.
Gli approfondimenti:
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Media: "Attacchi Usa hanno colpito basi navali, sistemi radar e artiglieria"
Gli attacchi aerei americani hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell'Iran. Lo riferiscono funzionari iraniani al New York Times. In particolare, i raid Usa avrebbero colpito basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.
Araghchi: "Risponderemo ad attacchi. Lasciate la regione"
L'Iran risponderà agli attacchi americani e per questo gli Usa dovrebbero lasciare il Golfo Persico. La minaccia è arrivata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Nonostante le sue sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno scelto di mettere alla prova la nostra determinazione. Le nostre potenti Forze Armate non lasceranno senza risposta alcun attacco o minaccia", ha scritto su X. "Lasciate la nostra regione se volete essere al sicuro. La storia del Golfo Persico ha molti capitoli sulle tristi sorti degli intrusi stranieri", ha ammonito.
Media: "Massima allerta in basi Usa nel Golfo"
Dopo l'attacco americano nel sud dell'Iran, è stato dichiarato il massimo livello di allerta nelle basi statunitensi in Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Lo riferiscono i media iraniani.
Cnn: "Raid sono avvertimento. Non ostacolo a negoziati"
Gli attacchi di questa notte nel sud dell'Iran sono "un avvertimento" e "gli Stati Uniti ritengono che non ostacoleranno i negoziati per mettere fine alla guerra", Lo ha riferito un funzionario dell'amministrazione Usa alla Cnn.
Media: "Tornata calma dopo attacchi Usa nel sud"
L'ondata di attacchi americani nel sud si è placata. Lo ha riferito la televisione iraniana Irib. Dopo i raid "a Qeshm, Sirik, Jask e Kuh-e Mobarakeh Jask, la situazione sembra ora tornata alla calma", ha annunciato.
Media: "Da Teheran missili e droni contro obiettivi Usa nella regione"
L'Iran ha lanciato missili e droni contro obiettivi statunitensi nella regione. E' quanto riferiscono il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica in un post su Telegram citato dalla 'Cnn'. L'annuncio arriva dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver sferrato attacchi di rappresaglia contro l'Iran per l'abbattimento di un elicottero.
Media: Pasdaran smentisce attacco su Minab
L'agenzia di stampa dei Pasdaran ha smentito che vi sia stato un attacco su Minab. Lo riferisce la tv di Stato. Secondo il governatore locale, Mohammad Radmehr, governatore di Minab, risulta che finora non sia stato segnalato alcun bombardamento sulla città.
Axios: "Raid Usa hanno preso di mira sistemi difesa intorno a Stretto Hormuz"
I raid Usa hanno preso di mira diversi sistema di difesa aerea iraniani e sistemi radar intorno allo Stretto di Hormuz. E' quanto riferisce su 'X' Barak Ravid di Axios che cita un funzionario statunitense.
Trump: "Voglio una risposta molto potente contro l'Iran"
Donald Trump ha detto di voler una risposta "molto potente" contro l'Iran per l'abbattimento dell'elicottero americano.
Iran, in corso attacchi Usa, Teheran promette risposta "decisa"
L'Iran ha promesso una risposta "decisa" agli attacchi statunitensi in corso. Lo riferisce l'agenzia Mehr. Resoconti non ancora confermati apparsi sui media riferiscono che i raid statunitensi hanno colpito Minab, le basi navali di Sirik e Jask, una postazione della contraerea a Bandar Abbas e il porto di Qeshm, ovvero aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz.
Media iraniani, esplosioni nella provincia di Hormozgan
L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni udite nelle zone orientali della provincia di Hormozgan, tra cui Kuhistak, Sirik e Minab. Le fonti hanno anche segnalato attività di difesa aerea in alcune parti della provincia. In precedenza, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva dichiarato che le sue forze avevano "iniziato a lanciare attacchi di autodifesa contro l'Iran".
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La Francia vieta l'ingresso al ministro israeliano Smotrich
Oltre al ministro delle Finanze, il Paese ha deciso di negare l'accesso anche ai "quattro responsabili di organizzazioni di coloni" e ad altri "21 coloni violenti". Il medesimo provvedimento era stato adottato poche settimane fa anche nei confronti del ministro della Sicurezza nazionale.
La Francia vieta l'ingresso al ministro israeliano Smotrich
Vai al contenutoIran, in corso attacchi Usa: "Risposta abbattimento Apache"
Il comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato su X di aver avviato "attacchi difensivi" contro l'Iran "sotto la direzione del comandante in capo in risposta all'abbattimento ieri di un elicottero Apache dell'esercito Usa". "La missione è una risposta proporzionata all'ingiustificata aggressione iraniana", aggiunge il
Centcom.
Trump: "Attacco Apache non è stata grande cosa, il pilota sta bene"
Dopo aver postato che gli Usa devono necessariamente rispondere all'abbattimento di un suo elicottero da parte dell'Iran, Donald Trump sembra invece minimizzare l'accaduto. In un colloquio telefonico con un giornalista del Wall Street Journal, il presidente americano ha detto che l'incidente "non è stata una grande cosa", sottolineando che "il pilota sta bene".
Sanzioni di 6 Paesi contro coloni israeliani violenti in Cisgiordania
Il nuovo pacchetto di sanzioni, proposto da Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia, è stato annunciato dal ministro francese Barrot. Secondo il ministero degli Esteri israeliano "la vera essenza di questi provvedimenti è il tentativo di imporre una posizione politica riguardo al diritto degli ebrei di vivere nella Terra d'Israele e in merito al conflitto israelo-palestinese, mascherandolo da misura contro la violenza".
Sanzioni di 6 Paesi contro coloni israeliani violenti in Cisgiordania
Vai al contenutoLibano, nuovo raid israeliano vicino Tiro: 3 morti
Un raid aereo israeliano vicino a Tiro ha ucciso tre persone nella città libanese meridionale, secondo il Ministero della Salute, portando a 11 il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani di martedì sulla città e dintorni. L'attacco ha anche ferito nove persone, tra cui due donne, ha affermato il ministero.
Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici
Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.
Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici
Vai al contenutoVance: "Accordo tra una settimana o un mese, sicuramente prima di midterm"
"Penso che potremmo avere un accordo la prossima settimana, ma anche tra mesi, credo che sapremo molto di più prima delle elezioni di midterm". Così Jd Vance, intervistato da Cbsnews, ha affermato che un accordo tra Usa e Iran arriverà "assolutamente" prima del voto del prossimo novembre.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
La possibile intesa tra Washington e Teheran segna una pausa nella crisi del Golfo, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva. La riapertura dello Stretto potrebbe richiedere settimane per smaltire il traffico navale accumulato e mettere in sicurezza l’area. Sul tavolo restano i dossier più delicati: nucleare iraniano, arsenale missilistico e guerra in Libano. Intanto i mercati reagiscono positivamente alla prospettiva di un cessate il fuoco temporaneo. Ma la stabilità dell’accordo appare fragile.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
Vai al contenutoIran, Cnn: "L'abbattimento di un elicottero Usa potrebbe essere un incidente"
Non è ancora chiaro se l'elicottero Usa Apache caduto nelle acque sopra lo stretto di Hormuz sia stato abbattuto intenzionalmente da un drone Shahed o se si sia scontrato con l'apparecchio iraniano in modo accidentale. Lo riferiscono fonti statunitensi alla Cnn.
Mistero Board of Peace: dove sono finiti i soldi per ricostruire Gaza?
Il fondo internazionale nato per rilanciare la Striscia dopo la guerra si trova già al centro delle polemiche. Secondo diverse ricostruzioni, i soldi raccolti non sarebbero arrivati direttamente alla popolazione. La situazione umanitaria resta critica e gli obiettivi annunciati sembrano lontani. Intanto i gazawi continuano a vivere una crisi umanitaria gravissima, tra attacchi e aiuti insufficienti. Anche il cessate il fuoco appare sempre più fragile.
Mistero Board of Peace: dove sono finiti i soldi per ricostruire Gaza?
Vai al contenutoL'Idf pubblica un video IA che paragona la guerra di Gaza ai Mondiali di calcio
L'esercito israeliano ha pubblicato un video generato dall'intelligenza artificiale che paragona la guerra di Gaza alla Coppa del Mondo, affermando che gli abitanti di Gaza "perdono sempre". Lo riporta Haaretz. "Mentre cercate di muovervi verso un futuro migliore, siete guidati da un gruppo fallimentare, scollegato e irrilevante di ragazzini inesperti che continuano a negarvi ogni possibilità di sfuggire al più grande disastro nella storia della Striscia di Gaza", si legge sulla pagina Facebook di Almunaseq, gestita dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Il video dell'IA mostra una squadra di calcio di Hamas che gioca contro una squadra di Gaza chiamata "Futuro Diverso" e vince. "La soluzione sta sul campo, ma Hamas continua a giocare solo una partita che perde sempre", ha scritto l'Idf.
Iran, Araghchi: "Le forze straniere lascino il nostro territorio, rischiano errori e incidenti"
Le forze straniere devono lasciare il territorio dell'Iran, compreso lo stretto di Hormuz, per evitare il rischio di "errori umani, semplici incidenti o rimanere coinvolti nel fuoco incrociato". E' quanto si legge in una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che, senza fare un riferimento specifico all'Apache americano abbattuto, afferma che "le nostre potenti forze armate sono in costante allerta per ogni violazione di spazio aereo, sulla terra o sul mare". "Lo stretto d Hormuz non è in acque internazionali, ma condivise tra Iran e Oman e a migliaia di miglia dalle coste americane - aggiunge il ministro - i confini marittimi sono chiarissimi".
Iran: "Elicottero Apache non era su acque internazionali"
L'elicottero Apache statunitense abbattuto sopra lo Stretto di Hormuz "non stava volando su acque internazionali". Lo ha riferito ad Al Jazeera una fonte iraniana. "L'Iran risponderà con forza e immediatezza a ogni attacco Usa nei confronti dell'Iran", ha aggiunto la fonte.
Libano, Onu: "Ieri 48 violazioni spazio aereo da parte di Israele"
Il portavoce della segreteria generale dell'Onu, Farhan Haq, parlando della situazione in Libano ha lanciato un un appello a Israele a "proteggere i civili, garantire un accesso umanitario sicuro e continuativo e rispettare il diritto internazionale umanitario". "Ieri - ha aggiunto - i caschi blu della missione Unifil
hanno osservato attività intense delle Forze di difesa israeliane" e "48 violazioni dello spazio aereo libanese da parte di Israele, oltre a nove raid condotti dai caccia israeliani".
Voci dall’Iran: “Senza internet scompare il lavoro e il nostro futuro"
Voci dall’Iran: “Senza internet scompare il lavoro e il nostro futuro'
Vai al contenutoLibano, Tajani: "Incredibile attacco a quartiere cristiano Tiro"
L'attacco israeliano al quartiere cristiano di Tiro "è qualcosa di incredibile e assolutamente ingiustificato". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato a '4 di Sera'. "Non ci piace quello che sta accadendo in Libano, gli stessi Stati Uniti sono stati molto fermi nei confronti di Israele", ha detto Tajani, "i cristiani sono una risorsa di pace in Medio Oriente, purtroppo da parte dell'esercito israeliano ci sono stati già molti interventi che hanno offeso il popolo cristiano che vive in Libano, che vive in Cisgiordania, che vive a Gerusalemme, a Tel Aviv".
Teheran: "Rischio costante per le forze straniere nei pressi di Hormuz"
Le forze armate iraniane "sono in allerta costante per qualsiasi violazione dello spazio aereo" del Paese, e le "forze straniere nelle vicinanze" del territorio della Repubblica Islamica "sono a rischio costante in caso di loro errori umani, incidenti o di essere presi tra due fuochi": lo afferma in un comunicato il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, postato su X, sottolineando che le acque dello Stretto di Hormuz "non sono acque internazionali", bensì condivise "tra Iran e Oman", per cui "la soluzione migliore è che le forze straniere ne escano il prima possibile".
Trump: "Se sono stupidi dovremo spazzare via nazione"
"Se le persone sono stupide, finiremo in una situazione in cui dovremo spazzare via l'intera infrastruttura di una nazione". Lo ha dichiarato ad Abc il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a proposito dell'Iran. "È davvero molto semplice, è quello con il potere che vince. Noi abbiamo tutto il potere", ha aggiunto Trump. All'intervistatore che gli chiedeva se gli Usa avrebbero contribuito alla ricostruzione dell'Iran dopo la guerra, Trump ha risposto: "Sì, ma prenderemo metà del loro petrolio".
Iran, quali conseguenze può avere davvero la mozione per fermare Trump
L’iter legislativo per fermare le operazioni militari statunitensi è lungo e tortuoso e terminerà probabilmente nel veto del Presidente e nella necessità, a quel punto, di trovare una maggioranza qualificata di due terzi. Molto difficile. Ma da un punto di vista interno, la risoluzione (votata anche da alcuni repubblicani) è una cartina di tornasole in vista della tornata elettorale di novembre.
Iran, quali conseguenze può avere davvero la mozione per fermare Trump
Vai al contenutoAraghchi: "Per evitare rischi forze straniere se ne vadano"
Per evitare incidenti come il caso dell'elicottero Apache Usa abbattuto nello Stretto di Hormuz, le forze straniere nell'area farebbero meglio ad andarsene. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che non menziona direttamente l'elicottero Usa né conferma che sia stato abbattuto dall'Iran, come affermato dal presidente Usa, Donald Trump. "Le forze straniere in prossimità del nostro territorio sono costantemente esposte a rischi dovuti a propri errori umani, semplici incidenti o al rischio di rimanere coinvolte in scontri a fuoco", avverte Araghchi, "per ridurre tali rischi, la soluzione migliore è che si ritirino". "Preferiamo il linguaggio della diplomazia, ma parliamo anche altre lingue", ha aggiunto il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica.
Che impatto hanno avuto nel mondo 100 giorni di guerra in Iran?
Il conflitto ha avuto ripercussioni sul Libano, sui rapporti tra Israele e Usa e, naturalmente, su Teheran. Il cui regime però, paradossalmente, appare più forte e repressivo di prima.
Che impatto hanno avuto nel mondo 100 giorni di guerra in Iran?
Vai al contenutoIran, Cnn; "L'elicottero Usa è stato abbattuto da un drone Shahed"
L'elicottero Apache statunitense abbattuto sullo Stretto di Hormuz è stato colpito da un drone Shahed iraniano. Lo riferiscono fonti ben informate alla Cnn. Un elicottero Apache ha un costo che può arrivare a 65 milioni di dollari, laddove l'investimento medio per costruire uno Shahed è stimato sui 35 mila dollari.

©Ansa
Iran, fonti Centcom: "Piloti dell'Apache abbattuto messi in salvo da drone marino"
I due piloti dell'Apache precipitato in mare nei pressi dello stretto di Hormuz sono stati recuperati da un drone marino di superficie in dotazione della Task Force 59 della Marina che ha compiuto l'operazione di salvataggio dei piloti dell'elicottero che, stando a quanto reso noto oggi da Donald Trump, è stato abbattuto dagli iraniani. E' quanto ha dichiarato a Cbsnews il portavoce del Centcom, il capitano Tim Hawkins, dopo che il Comando Centrale americano ha diffuso un comunicato in cui si spiega che i due militari "sono in condizioni stabili" e sono stati messi in salvo due ore dopo che il loro elicottero era stato dato per scomparso in mare nei pressi della costa dell'Oman mentre pattugliavano le acque della regione.
La Task Force 59 è un'unità specializzata nell'uso di droni in mare ed è la prima volta che un drone marino di superficie viene usato in un'operazione di salvataggio in acqua, sottolineano ancora i media americani.
Iran, Vance: "Estremamente fiducioso che tra un anno non si parlerà più della guerra"
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha escluso che il conflitto in corso con l'Iran possa trasformarsi in un impegno militare prolungato come quelli in Iraq e Afghanistan. In un'intervista a Usa Today, Vance ha dichiarato di essere "estremamente fiducioso" che tra un anno non si parlerà più del coinvolgimento degli Stati Uniti in Iran, e tantomeno per un periodo di anni.
Secondo il vicepresidente, Washington riuscirà a raggiungere i propri obiettivi e, qualora la via diplomatica dovesse fallire, il presidente dispone di ulteriori strumenti per agire. "Finché manterremo questa vicenda ancorata alla missione fondamentale - impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare - non diventerà un pantano", ha affermato Vance.
Trump: "Apache a Hormuz è stato abbattuto, risponderemo"
L'elicottero Apache caduto nell'area dello Stretto di Hormuz è stato abbattuto dalle forze iraniane. Lo ha riferito il presidente Usa, Donald Trump, su Truth Social, promettendo una risposta all'attacco. "Sono stato appena informato dalle nostre grandi forze armate che la notte scorsa gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz", ha scritto Trump, "sono stati coinvolti due piloti, entrambi sono al sicuro e illesi. Nondimeno, gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco".

Iran, Ghalibaf: "Preferiamo la lingua della diplomazia ma padroneggiamo meglio le altre"
"Preferiamo la lingua della diplomazia, ma ne conosciamo altre che padroneggiamo molto meglio". Lo ha affermato su X il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Se non rispetti i tuoi impegni, passeremo a quello che ci riesce meglio. Chi la fa l'aspetti!", ha concluso.
Sondaggio, il 61% degli israeliani ritiene che Netanyahu non debba ricandidarsi
Un sondaggio condotto dall'Israel Democracy Institute rivela che il 61% degli israeliani in generale e il 57% degli israeliani di origine ebraica ritengono che Netanyahu non debba ricandidarsi. Il sondaggio rileva inoltre che il 61% degli israeliani è favorevole all'introduzione di un limite di due mandati per i primi ministri dopo la fine del mandato di Netanyahu. La maggioranza degli israeliani ebrei, a prescindere dall'orientamento politico (sinistra, centro e destra), sostiene l'imposizione di un limite di mandati dopo la fine del mandato di Netanyahu.
Libano, l'Ue chiede ad Israele il ritiro delle truppe
L'Unione Europea ha chiesto a Israele di ritirare le proprie truppe dal territorio libanese e di rispettare pienamente l'accordo di cessate il fuoco raggiunto con il Libano, in seguito a una nuova ondata di bombardamenti contro la città di Tiro, che ha causato almeno nove morti dopo un ordine di evacuazione emesso dall'esercito israeliano.
"La posizione dell'Unione Europea è molto chiara. L'accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Libano e Israele rappresenta una nuova opportunità per porre fine al conflitto e confidiamo che Israele vi parteciperà", ha dichiarato il portavoce per gli Affari Esteri della Commissione Europea, Anouar El Anouni.
Durante il briefing con la stampa, il portavoce ha esortato tutte le parti a "rispettare pienamente i termini dell'accordo" e a "cessare immediatamente tutte le azioni militari", in un momento caratterizzato dall'escalation degli attacchi sul terreno.
L'Ue ha inoltre ribadito che l'accordo prevede sia il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese sia il ritiro di Hezbollah a nord del fiume Litani. "Chiediamo a Hezbollah di ritirarsi dall'area a sud del fiume Litani e a Israele di ritirarsi dal territorio libanese", ha dichiarato El Anouni.
Libano, i capi delle Chiese di Tiro lanciano un appello per salvare la Città Vecchia
I rappresentanti di diverse comunità cristiane di Tiro, nel sud del Libano, hanno lanciato un appello al presidente libanese Joseph Aoun e al comandante dell'esercito, Rodolphe Haykal, entrambi cattolici-maroniti, chiedendo di salvare la Città vecchia. E questo dopo un ordine di sfollamento forzato diffuso da Israele e che include anche il quartiere cristiano nella Città vecchia. "La Città vecchia è il cuore di Tiro e qualsiasi attacco contro di essa sarebbe una catastrofe nazionale", si legge nella dichiarazione dei responsabili religiosi, che ricordano la presenza di civili e di un patrimonio culturale e religioso secolare. I capi delle Chiese chiedono "sforzi politici e di sicurezza immediati" per preservare la possibilità della popolazione di rimanere sul posto e sollecitano la comunità internazionale e le agenzie delle Nazioni Unite ad assumersi la loro "responsabilità morale" nella protezione dei civili secondo il diritto umanitario internazionale. L'arcivescovo greco-melkita di Tiro, Georges Iskandar, ha affermato che resterà in città tra la sua gente nonostante l'ordine di sfollamento emesso dallo Stato ebraico. "Restiamo nella città di Tiro, tra la nostra gente", ha detto, "come fecero i nostri padri e i nostri nonni prima di noi, e come restano oggi nella loro terra, nei loro villaggi e nelle loro città i figli resistenti del sud".
Iran, la Cina chiede "azioni concrete per stemperare la situazione"
Nel contesto della fragile tregua tra Israele-Usa e Iran, la Cina ha esortato tutte le parti a evitare un'escalation del conflitto e ha chiesto "azioni concrete per stemperare la situazione" in Medio Oriente. "Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che dura da tre mesi, ha colpito duramente i Paesi del Golfo e l'intera regione mediorientale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, in un comunicato. "In questo momento critico dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, nessuno dovrebbe riaccendere il conflitto militare. La sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dei Paesi della regione devono essere rispettate e tutelate", ha insistito.
Libano, 29 morti per i raid di Israele nelle ultime 24 ore
Almeno 29 persone sono state uccise e altre 133 sono rimaste ferite nelle ultime 24 ore nei bombardamenti israeliani in Libano. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese nel suo ultimo bilancio quotidiano. Secondo le autorità sanitarie di Beirut, salgono ad almeno 3.666 le persone uccise dall'inizio della nuova fase della guerra in Libano, cominciata il 2 marzo scorso, mentre i feriti sono almeno 11.321. Il bilancio viene diffuso mentre proseguono i raid israeliani nel sud e nell'est del Paese e mentre resta alta la tensione, nonostante i contatti diplomatici guidati dagli Usa per una nuova intesa di cessate il fuoco.
Media: "Hezbollah pronto a cessate il fuoco globale e ritiro a nord del Litani"
Hezbollah sarebbe disposto a accettare un cessate il fuoco globale con Israele e non si opporrebbe a un ritiro delle proprie forze a nord del fiume Litani nell'ambito di un'intesa reciproca. Lo sostengono fonti citate da Al Arabiya, secondo le quali il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, avrebbe informato l'ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa, della disponibilità del cosiddetto 'duo sciita', formato da Hezbollah e dal movimento alleato Amal, ad accettare un cessate il fuoco complessivo. Le stesse fonti ritengono che Hezbollah non avrebbe obiezioni a ritirarsi a nord del Litani secondo il principio del "punto per punto", nell'ambito di un accordo reciproco con Israele.
Iran, il capo dell'Idf: "Ultimi attacchi in preparazione del colpo più significativo e potente"
La recente ondata di attacchi contro l'Iran è "stata solo una preparazione a un colpo molto più significativo e potente". Lo ha dichiarato il capo dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, durante una visita a un'esercitazione militare nel nord di Israele.
"Le Idf sono preparate a tornare ad agire e a infliggere un altro colpo duro e di vasta portata contro l'Iran", ha affermato Zamir, aggiungendo che le forze armate israeliane "continuano a mantenere il massimo livello di prontezza e preparazione per riprendere le operazioni in Iran".
Al Arabiya: "Hezbollah pronta a cessate il fuoco globale con Israele"
Secondo fonti citate da Al Arabiya, il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha informato l'inviato Usa a Beirut che Hezbollah e Amal sono pronte per un cessate il fuoco globale con Israele. Berri, storico alleato di Hezbollah, avrebbe inoltre riferito all'ambasciatore statunitense che il Partito di Dio non si opporrebbe a un ritiro delle milizie dalle zone a sud del fiume Litani.
Libano, Idf: "Ucciso militante che ha attraversato il confine"
L'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso un uomo armato che aveva attraversato il confine in provenienza dal Libano e aperto il fuoco contro le truppe delle Idf. La sparatoria è avvenuta nella zona di Kiryat Shmona, ha dichiarato l'esercito in un comunicato, aggiungendo che "i soldati hanno risposto al fuoco e ucciso un terrorista". Secondo le autorità locali, l'incidente sarebbe ancora in corso. "E' in corso un incidente di sicurezza vicino al confine, nel tratto tra Misgav Am e Manara", ha dichiarato il consiglio regionale dell'Alta Galilea. "La strada nella zona è stata bloccata al traffico. Ai residenti di Misgav Am e Manara è stato ordinato di rimanere nelle proprie case e di seguire le istruzioni delle Forze di difesa israeliane (Idf)." L'incidente si sta verificando nella zona della cresta di Ramim, in Galilea, si legge nell'avviso.
Sky TG24, Timeline: l'escalation in Medio Oriente. VIDEO
Israele: "Vergognose le misure di governi stranieri contro cittadini israeliani"
"Israele respinge con fermezza le vergognose misure adottate da governi stranieri contro cittadini israeliani, entità israeliane e un ministro del governo". Lo si legge sull'account X del ministero degli Esteri israeliano in riferimento alle misure adottate da diversi Paesi occidentali nei confronti di coloni e al divieto di ingresso imposto dalla Francia al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. "La vera essenza di questi provvedimenti è il tentativo di imporre una posizione politica riguardo al diritto degli ebrei di vivere nella Terra d'Israele e in merito al conflitto israelo-palestinese, mascherandolo da misura contro la violenza", scrive il ministero.
Sanzioni Francia-Gb-Canada-Australia-N.Zelanda-Norvegia contro coloni violenti
Un nuovo pacchetto coordinato congiuntamente tra Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia è stato adottato per "nuove sanzioni contro i responsabili dell'intensificarsi delle attività di insediamento e della violenza in Cisgiordania". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot.
Londra: "Aziende Gb cessino attività nelle colonie israeliane in Cisgiordania"
Il governo britannico ha invitato le aziende del Paese a cessare ogni attività negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri Yvette Cooper. "Ho rafforzato le nostre linee guida sui rischi aziendali affinché siano chiare e inequivocabili: se siete cittadini britannici o aziende britanniche, non dovete svolgere alcuna attività economica o finanziaria negli insediamenti israeliani illegali", ha dichiarato la ministra al Parlamento. "Riteniamo che i gruppi di coloni violenti non debbano trarre profitto dalle terre che hanno sottratto ai palestinesi", ha aggiunto, affermando che le condanne di alcune di queste violenze da parte del governo israeliano "suonano vuote" in assenza di misure concrete per punirle.
Idf: "Ucciso terrorista infiltrato dal sud del Libano che aveva sparato a truppe"
L'Idf riferisce che un terrorista si è infiltrato in territorio israeliano dal Libano meridionale, si è avvicinato alla recinzione di confine vicino all'insediamento di Margaliot, e ha aperto il fuoco contro un contingente dell'Idf, che ha risposto al fuoco uccidendolo. Non ci sono state altre vittime o feriti. Ai residenti di Margaliot è stato chiesto di restare chiusi in casa.
Piloti elicottero Usa abbattuto in Iran salvati da un drone marino
I piloti di un elicottero militare statunitense precipitato vicino alla costa dell'Oman sono stati tratti in salvo da drone marino, un evento senza precedenti per le forze americane. Un'imbarcazione di superficie senza equipaggio della Task Force 59, essenzialmente un drone, ha individuato e soccorso i piloti, ha dichiarato un portavoce a NBC News, circa due ore dopo l'incidente e le condizioni dei due militari sono stabili. L'elicottero AH-64 Apache dell'esercito statunitense stava pattugliando le acque regionali e le cause dell'incidente erano sotto indagine. I media iraniani hanno ammesso che si è trattato di un incidente e non di un abbattimento.
Guterres: "Rispettare tregua in Iran, Libano e Gaza"
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e invitato a rispettare i cessate-il-fuoco in Libano, Iran e a Gaza. "Sono profondamente allarmato dall'escalation rinnovata in Medio Oriente. Tutti gli attacchi devono cessare immediatamente. I cessate il fuoco in Libano, Iran e Gaza devono essere pienamente rispettati", ha scritto su X. "Sono anche profondamente preoccupato dalla decisione di Israele di chiudere i valichi verso Gaza e ribadisco il mio appello per la riapertura immediata" di tutti i passaggi di frontiera per "garantire il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli di aiuti umanitari su vasta scala" Guterres ha poi invitato al rispetto "dei diritti e delle libertà di navigazione, in conformità al diritto internazionale" così come ad "adottare tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili". Per Guterres, "non esiste una soluzione militare ai conflitti in Medio Oriente. L'unica via d'uscita è attraverso il dialogo e i negoziati" e dunque le parti devono lavorare "per soluzioni diplomatiche che promuovano la pace e la sicurezza regionale e internazionale".
La Francia vieta l'ingresso al ministro israeliano Smotrich
La Francia "ha vietato l'ingesso nel proprio territorio del ministro israeliano Bezalel Smotrich, di quattro responsabili di organizzazioni di coloni e di 21 coloni violenti": lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, ricordando che "Bezalel Smotrich promuove attivamente l'annessione della Cisgiordania, che rivendica apertamente, la creazione di nuove colonie in Cisgiordania, la ricolonizzazione di Gaza, il crollo economico dell'Autorità palestinese e le sue conseguenze nefaste sulla popolazione palestinese". Barrot sottolinea che si tratta "di una politica che la stragrande maggioranza della comunità internazionale, fermamente convinta della soluzione a due Stati, non può accettare".
Media, in immagini satellitari base militare Idf forse colpita da missili Iran
Immagini satellitari potrebbero indicare che la base aerea di Ramat David dell'aeronautica israeliana, nel nord di Israele, ha subito danni durante gli attacchi missilistici iraniani. Lo riporta Times of Israel. Foto a bassa risoluzione dell'8 giugno, provenienti dal satellite Sentinel-2 della Commissione europea ed elaborate dal sito Copernicus Browser, mostrano una zona scolorita in corrispondenza di un hangar nella base aerea, il che potrebbe indicare che l'edificio è stato colpito durante gli attentati.
Libano, media: un morto in attacco drone Idf contro auto al sud
Un drone israeliano ha colpito un'auto ad Ansariyeh, nel distretto di Sidone, vicino a un campo sportivo, uccidendo una persona. Lo ha riferito L'Orient le Jour, aggiungendo che raid aerei dell'Idf hanno preso di mira anche Braachit e Haris (distretto di Bint Jbeil), la zona di Khardali e un'area tra Yohmor el-Shaqif e Arnoun (distretto di Nabatiyeh). Nel frattempo, Mansouri (distretto di Tiro) è sotto il continuo bombardamento dell'artiglieria israeliana.
Iran, prezzi petrolio in calo: Brent -1,56% a 92,78 dollari
Seduta in calo per i prezzi del petrolio con il Brent, riferimento in Europa, è sceso dell'1,56% a 92,78 dollari al barile.Il Wti, West Texas Intermediate, riferimento in Usa, perde l'192% a 89,55 dollari al barile.
Beirut: "Almeno 8 morti e 32 feriti in raid Idf su Tiro"
E' di almeno 8 morti e 32 feriti il bilancio dei nuovi bombardamenti dell'esercito israeliano su Tiro, nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.
Al Arabiya: 'Islamabad opera per raggiungere accordo Usa-Iran questa settimana'
Una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che "Islamabad sta comunicando con tutte le parti coinvolte per raggiungere un accordo volto a porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti entro questa settimana".
Giorgetti: "Guerre e shock sono zavorre, servono risposte tempestive"
"La storia economica ci insegna che le fasi di crisi sono generalmente seguite da periodi di rilancio, che dai frangenti difficili possono nascere opportunità. Però - e dobbiamo tenerlo bene a mente - se le crisi e i fattori di instabilità sono persistenti possono sfociare anche in fallimenti e generare problemi cronici". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti alla Scuola di Polizia economico-finanziaria della Gdf, sottolineando "l'esigenza di risposte concrete e tempestive, soprattutto in un'epoca - come quella che stiamo vivendo - caratterizzata da conflitti bellici ai confini dell'Europa e in Europa e in altre aree strategiche del Pianeta come il Medio Oriente, guerre commerciali e tecnologiche, shock energetici che incidono sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese. Sono tutti fattori critici - ha detto - che, in questi anni, si sono susseguiti uno dietro l'altro e che non sembrano essere 'tempeste passeggere', ma appaiono piuttosto come vere e proprie zavorre che rischiano di soffocare la competitività delle nostre imprese e di mettere in serio pericolo il benessere delle nostre comunità".
Israele, Eisenkot a Netanyahu: "Vieni a dibattito pubblico"
Gadi Eisenkot ha 'sfidato' Benjamin Netanyahu a partecipare a un dibattito pubblico, dopo che il premier israeliano ha rilanciato su X un video elettorale del Likud contro il leader di Yashar ed esponente di punta dell'opposizione. "Netanyahu, basta con i video di incitamento e con il nascondersi dietro un sospetto accusato di un danno intenzionale alla sicurezza dello Stato", ha scritto su X Eisenkot, facendo riferimento a Jonatan Urich, indagato nel Qatargate. "Lascia perdere i filmati, fissa data e luogo. Vieni a un confronto pubblico. Risponderemo alle domande del pubblico. Un vero leader parla con il pubblico", ha proseguito Eisenkot rivolgendosi al premier. Nelle ultime 24 ore il Likud ha lanciato una dura campagna social con post e video generati con l'IA in cui si sostiene che il leader di Yashar non abbia i numeri per fare un esecutivo alternativo senza il sostegno degli arabo-israeliani. E' la risposta del partito di Netanyahu ai sondaggi che vedono la formazione di Eisenkot continuare a crescere, avvicinandosi a diventare quella piu' grande del blocco dell'opposizione.
Flotilla, Ascani: "Meloni prenda posizione, difenda onore Italia"
"Adesso Basta. Quest'uomo, ministro di punta del governo Netanyahu, non si accontenta di aver irriso di fronte al mondo nostri concittadini inermi che venivano sottoposti a trattamenti disumani. Oggi offende l'Italia intera definendoci 'paese della ciabatta'. Stavolta speriamo che Giorgia Meloni non si limiti a delegare ad altri una presa di posizione. Ne va dell'onore e della dignita' del Paese che lei dovrebbe difendere". Lo scrive sui suoi canali social la vicepresidente della Camera, Anna Ascani del Pd postando uno scatto che ritrae il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Ben Gvir, al porto di Ashdod con gli attivisti della Flotilla in ginocchio, e la scritta in sovrimpressione 'Adesso Basta'
Iran, Teheran: "Rama si calmi. Fatti suoi se svende Albania"
L'Iran ha respinto le accuse del premier albanese, Edi Rama, di essere dietro le proteste contro il resort di Jared Kushner, il genero del presidente americano Dponald Trump. "Si dia una calmata. Se vuole svendere la sua sovranita' nazionale, sono affari suoi. Non c'e' bisogno che lo venga a spiegare a noi", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.
Idf: "Eliminati nel sud di Gaza due comandanti della Jihad islamica palestinese"
La portavoce dell'Idf in lingua araba rende noto che ieri in un attacco nel sud della Striscia sono stati eliminati membri della Jihad islamica palestinese. L'esercito ha colpito Iyad Muhammad Abd al-Aziz Nofal, comandante dell'unità d'élite dell'organizzazione terroristica; Ahmad Abd al-Hamid Hamad Maarouf, comandante di una cellula della Jihad islamica che durante la guerra ha effettuato lanci di razzi contro il territorio di Israele
Georgieva (Fmi): "Crisi Iran ha fermato crescita ma poteva andare peggio"
"Prima della chiusura di Hormuz, la crescita europea stava andando nella giusta direzione. La produzione stava migliorando, secondo il Fmi. Stavamo per rivedere al rialzo le nostre proiezioni. Ora dobbiamo rivedere al ribasso le proiezioni di crescita e al rialzo quelle di inflazione, ma prima di entrare nel merito del perché questo renda la nostra conversazione ancora più urgente, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Sarebbe potuta andare molto peggio". Lo ha detto la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva, parlando al summit 'Un'Europa - Un Mercato' a Bruxelles, lanciato dalla Fondazione Jacques Delors Amici dell'Europa. "Grazie alla determinazione dell'Europa a perseguire un aumento della quota di energie rinnovabili, la determinazione a migliorare l'efficienza energetica e a ridurre la dipendenza dal petrolio, l'Europa oggi si trova in una posizione migliore di quanto sarebbe stata altrimenti - rimarca -. Ciononostante restano i fatti. Siamo passati da uno shock all'altro: Covid, inflazione, gas russo, dazi statunitensi e ora il Medio Oriente. È come una torta a strati, solo che non ha un buon sapore. Ogni shock rappresenta un nuovo colpo alla crescita europea, alla sua capacità di creare posti di lavoro e prosperità per i suoi cittadini, e man mano che gli shock si sovrappongono e i loro effetti si accumulano, anche il danno economico aumenta".
Al Jazeera: "Panico a Tiro, quartiere cristiano non era mai stato evacuato"
"Nelle ultime ore, in seguito a questa nuova minaccia di attacco da parte di Israele si è diffuso un senso di panico mentre le persone fuggivano dalla città". E' quanto riferisce il reporter di Al Jazeera da Tiro. "Si sta verificando un esodo di persone dal quartiere cristiano della principale città del sud di Tiro - riporta - È la prima volta che sono costrette ad abbandonare le proprie case dall'inizio di questa ondata di violenza a marzo. Tutti i precedenti ordini di espulsione israeliani, due dei quali riguardavano specificamente l'intera città di Tiro, escludevano il quartiere cristiano. Ciò ha portato migliaia di persone a rifugiarsi in quel quartiere, vivendo nei parchi e tra i negozi. Lì c'è un porticciolo e le persone hanno allestito tende o vissuto nelle proprie auto".
Pentagono: "Apache precipitato vicino costa Oman, indagine su cause"
"Alle 19:33 Et dell'8 giugno, due membri dell'equipaggio di un elicottero AH-64 Apache dell'Esercito degli Stati Uniti sono stati tratti in salvo dalle forze americane dopo che il loro elicottero era precipitato vicino alla costa dell'Oman durante una missione di pattugliamento nelle acque regionali". Lo scrive su X il Comando centrale degli Stati Uniti (CentCom). "I soldati sono stati tratti in salvo in circa due ore e sono in condizioni stabili. Le cause dell'incidente sono oggetto di indagine - aggiunge -. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal Comando Centrale delle Forze Navali degli Stati Uniti e dall'82ma Divisione Aviotrasportata, con il supporto di unità dell'Aeronautica e della Marina degli Stati Uniti, tra cui la Task Force 59 della 5ma Flotta statunitense".
Iran, Teheran: sventati attentati a sud-est. 5 morti e 19 fermi
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato di avere sventato diversi attacchi terroristici nel sud-est del paese: cinque militanti takfiri sono stati uccisi e diciannove arrestati. Lo ha riferito l'agenzia Fars. Le operazioni sono state condotte dalle forze di sicurezza nel Sistan-Baluchistan e "hanno portato allo smantellamento di diverse cellule affiliate a gruppi terroristici takfiri", ha spiegato. Sequestrati "oltre 20 ordigni esplosivi pronti per atti di sabotaggio" nel capoluogo di provincia Zahedan, oltre a "armi, esplosivi e attrezzature operative". Secondo il ministero, "alcuni degli arrestati avevano avuto un addestramento militare e per la fabbricazione di bombe nei paesi vicini prima di entrare in Iran per attivita' terroristiche".
Libano, Hezbollah: "Grazie Iran, merita gratitudine non insulti"
Hezbollah ha ringraziato l'Iran per aver colpito Israele, in rappresaglia per gli attacchi dell'Idf su Beirut, e ha esortato il governo libanese a stringere legami piu' stretti con la Repubblica islamica. "E' l'Iran a sostenere il Libano, non il contrario. La sua posizione onorevole al fianco del Libano merita la gratitudine delle sue autorita', non la negazione e gli insulti deliberati", ha affermato il gruppo sciita filo-Teheran. "L'Iran ha sempre voluto il bene del nostro Paese e ha contribuito a sostenere la sua resistenza. Esortiamo le autorita' libanesi a cogliere questa opportunita' e a regolarizzare i rapporti ufficiali con la Repubblica Islamica in modo da servire gli interessi di entrambi i Paesi", ha aggiunto Hezbollah.
Onu: "Su palestinesi violazioni sistematiche da Israele, coloni e Hamas"
I civili palestinesi sono "sistematicamente e deliberatamente" sottoposti a gravi violazioni dei diritti umani da parte di tutte le parti, intrappolati tra le forze israeliane e i coloni da un lato e il regime, basato sulla paura, di Hamas dall'altro, afferma oggi la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, in un comunicato reso noto a Ginevra. "La violenza perpetrata dai coloni è la diretta conseguenza delle politiche israeliane che sostengono, consentono e proteggono le loro azioni, mentre le forze affiliate ad Hamas hanno sfruttato il vuoto creato dagli incessanti attacchi israeliani e dalla diffusa distruzione di Gaza", ha detto Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione citato nel comunicato pubblicato in occasione di un nuovo rapporto sulla situazione. Gli attacchi dei coloni contro i palestinesi continuano ad aumentare. Nel 2025 almeno sette palestinesi sono stati uccisi e 832 feriti. Ciò rappresenta un aumento del 130% di uccisioni e feriti rispetto al 2024. Questa tendenza è proseguita nel 2026. Per la Commissione indipendente, che presenterà il suo rapporto al Consiglio Onu per i diritti umani la settimana prossima, la violenza dei coloni in Cisgiordania "funge da strumento per l'attuazione della politica dello Stato israeliano", con gli stessi obiettivi, tra cui mantenere l'occupazione illegale, il consolidamento degli insediamenti israeliani illegali, l'annessione di territori palestinesi e lo sfollamento dei palestinesi dalle loro terre, si legge nel comunicato. A Gaza, la Commissione ha identificato 249 casi di esecuzioni e gravi violenze fisiche nel periodo 2024-2025, che hanno causato almeno 108 morti e 384 feriti. La Commissione ha constatato che le forze affiliate ad Hamas sono state coinvolte in almeno 60 di questi episodi, tra cui le esecuzioni pubbliche di 11 uomini. "Tali atti costituiscono crimini di guerra, quali omicidio e tortura, e violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani", afferma la Commissione, istituita da una risolutione del Consiglio Onu diritti umani nel 2021.
Iran, Usa: "Piloti recuperati entro due ore dall'incidente"
I due membri dell'equipaggio di un elicottero AH-64 Apache dell'esercito statunitense precipitato vicino alle coste dell'Oman sono stati soccorsi dalle forze americane. Lo ha reso noto il Comando centrale degli Stati Uniti. L'incidente - spiega il Centcom - e' avvenuto all'1.33, mentre l'elicottero stava pattugliando le acque della regione. I due militari sono stati recuperati sani e salvi entro circa due ore dall'incidente e si trovano in condizioni stabili. Le cause dell'accaduto sono attualmente oggetto di indagine.
Iran, media: falso Khamenei abbia subito amputazione gamba
La stampa iraniana e' tornata a smentire che la guida suprema, Mojtaba Khamenei, abbia subito l'amputazione di una gamba in seguito al bombardamento costato la vita al padre Ali' il primo giorno dell'attacco di Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. Un membro dell'Assemblea degli Esperti aveva dichiarato di recente che Mojataba aveva riportato una ferita "cosi' grave da richiedere un'amputazione". Netta la replica di Abdullah Ghanji, giornalista vicino al regime: "La notizia pubblicata riguardo alla ferita alla gamba della Guida e' falsa", ha assicurato a quanto riferito dalle agenzie Fars e Tasnim. "Ho parlato personalmente con i medici curanti. Entrambi hanno smentito e si sono detti sorpresi da questa bugia", ha spiegato, "fin dall'inizio non c'e' stato e non c'e' neppure ora alcun problema grave" di salute per l'ayatollah.
Libano, media: 5 morti a Tiro, bombe Idf vicino sito archeologico
I raid aerei israeliani che questa mattina hanno colpito diversi edifici residenziali a Tiro, prima del rinnovato ordine di evacuazione da parte dell'Idf, hanno causato cinque morti e 34 feriti. Lo ha riferito il quotidiano libanese L'Orient le Jour, aggiungendo che Israele ha bombardato anche l'area intorno alla moschea di Al-Rifa'i, a meno di 200 metri dall'ingresso di uno dei siti archeologici della citta', patrimonio mondiale dell'Unesco.
Flotilla, Borghi: "Insulti di Ben-Gvir vanno rispediti al mittente"
"Gli insulti del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, da rispedire subito al mittente, sono sintomatici: riflettono infatti la crescente radicalizzazione e sdoganamento di posizioni estremiste all'interno della sicurezza nazionale israeliana. Sono l'espressione politica di un'ideologia nazionalista e suprematista, che archivia il concetto di laicita' dello Stato per imbracciare la dinamica della guerra di religione per la realizzazione della 'Grande Israele'. Queste posizioni e gesti oltraggiosi non sono gaffe estemporanee, ma vere e proprie strategie di comunicazione politica volte a polarizzare l'elettorato". Lo dice il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva. "Le sue offese all'Italia servono a galvanizzare la base nazionalista piu' radicale (si vota il 27 ottobre in Israele) e a imporre un'agenda di scontro totale per mettere in scacco un approccio 'moderato' della politica israeliana. Ben-Gvir sta utilizzando lo scontro diplomatico con l'Italia per alimentare la propria propaganda interna, presentandosi come un leader forte che non si piega alle pressioni e alle vie legali delle democrazie europee. Bisogna - spiega Borghi - esserne consapevoli, perche' le stigmatizzazioni formali e semplicemente verbali delle sue parole, prive di analisi e reazione politica, non sortiranno alcun effetto. Il modo efficace per rispondere a Ben Gvir e' respingere la politica di nazionalismo etno-religioso di estrema destra che sta conducendo e che vuole imporre. Con i fatti".
Libano, anche quartiere cristiano di Tiro nel mirino Idf
Nell'avviso di evacuazione emesso dalle forze armate israeliane per Tiro e' stato compreso per la prima volta il quartiere cristiano della citta', che finora non era stato preso di mira. La scorsa settimana, l'Idf aveva sostenuto che decine di miliziani di Hezbollah si nascondevano nel quartiere cristiano di Tiro, avvertendoli che se avessero continuato a operare da li', avrebbe preso "i provvedimenti necessari". Stamane e' arrivato l'avviso di evacuazione per l'intera citta', quartiere cristiano compreso, con l'esortazione ai residenti di evacuare a nord del fiume Zahrani.
Teheran: due militari dell'aeronautica uccisi nei raid israeliani di ieri
Due membri dell'aeronautica militare iraniana sono stati uccisi durante l'attacco israeliano di ieri. Lo hanno comunicato le forze di difesa aerea iraniane. "Bahman Hosseini e Alireza Abiri lavoravano al sistema di difesa aerea e sono stati martirizzati durante gli attacchi israeliani" hanno aggiunto, secondo quanto riportato dai media iraniani.
Silvestri: "Netanyahu sta volutamente danneggiando i tentativi di pace"
"Il punto sostanziale è che c'è una guerra, causata soprattutto dal governo israeliano, che sta devastando la nostra economia e quella europea. Netanyahu non ha intenzione di permettere che si arrivi ad una pace perché vuole andare alle elezioni interne con una narrativa di guerra. Ogni volta che c'è un avvicinamento tra Iran e Stati Uniti, lui bombarda il Libano. Il governo italiano deve cambiare immediatamente atteggiamento verso Israele". Così a Inside 24 Francesco Silvestri, capo commissione M5S in commissione Esteri della Camera.
Mondiali: federcalcio Iran accusa gli Usa di averle revocato la quota di biglietti
La federazione calcistica iraniana ha accusato gli Stati Uniti di averle revocato la quota di biglietti per i Mondiali di calcio al via l'11 giugno, ponendo un "ostacolo" alla presenza dei tifosi iraniani. "A meno di tre giorni dall'inizio della competizione, gli Stati Uniti impediscono ancora una volta ai tifosi iraniani di assistere alle partite della fase a gironi della nazionale" ha tuonato la federazione iraniana in un comunicato citando un regolamento Fifa che assegna l'8% dei biglietti per ogni partita alle federazioni dei paesi partecipanti, che possono poi rivenderli o distribuirli ai tifosi. "Tuttavia, inaspettatamente, la quota concessa alla Federazione calcistica iraniana è stata revocata" ha sottolineato la federazione, aggiungendo di essere "impossibilitata a fornire alcun biglietto" ai tifosi iraniani. Né la Fifa, né le autorità statunitensi hanno ancora commentato la vicenda. Questa è l'ultima uscita a gamba tesa tra l'Iran e gli Stati Uniti riguardo alla partecipazione dell'Iran ai Mondiali di calcio, co-organizzati da Stati Uniti, Messico e Canada. L'Iran è stato uno dei primi paesi a qualificarsi per i Mondiali, ma la sua partecipazione è stata messa in discussione dopo la guerra scatenata in Medio Oriente dall'offensiva israelo-americana contro il paese il 28 febbraio. La squadra ha poi dovuto affrontare il rifiuto del visto da parte degli Stati Uniti per circa quindici membri, compreso lo staff, tra cui il presidente della federazione iraniana, Mehdi Taj. L'incertezza sull'approvazione dei visti ha costretto la squadra a spostare il proprio campo base da Tucson, in Arizona, a Tijuana, in Messico. Sono arrivati lì domenica e vi rimarranno per tutta la durata del torneo, ma giocheranno le tre partite della fase a gironi negli Stati Uniti.
Iran: in raid israeliani di ieri uccisi due militari
Due militari iraniani sono stati uccisi nei raid israeliani di ieri sulla sull'Iran. Lo rende noto la tv di Stato di Teheran.
Craxi: "Bene fermezza Tajani su Ben Gvir, amici di Israele ma no ad accuse e provocazioni"
"Le dichiarazioni del ministro israeliano Ben Gvir, che ha liquidato l’Italia come ‘il Paese delle ciabatte’, sono insulti inqualificabili e inaccettabili. Sono parole che, benché vadano contestualizzate nella dinamica elettorale interna, danneggiano nel profondo l’immagine di Israele e dimostrano come le parti più estreme dello scacchiere politico sembrano aver scelto la strada degli slogan violenti a quella del confronto diplomatico tra alleati. Bene ha fatto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a respingere con fermezza quelle offesa al mittente". Lo afferma Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato. "L’Italia -aggiunge- è e resterà un Paese storicamente amico di Israele e del suo popolo, ma la nostra amicizia non può essere intesa come disponibilità ad accettare accuse infondate e provocazioni. Da Ben Gvir non accettiamo certo lezioni”.
Libano, in corso raid israeliano su Tiro
E' in corso un raid israeliano sulla citta' libanese di Tiro. Lo riporta l'Agenzia stampa libanese. Nelle scorse ore l'esercito israeliano aveva ordinato l'evacuazione della citta' e delle zone circostanti.
Libano, capo esercito da Munir: "Più collaborazione con Pakistan per sicurezza regione"
Il capo dell'esercito libanese Rodolphe Haykal si è recato a Rawalpindi, in Pakistan, per incontrare il suo omologo pakistano Asim Munir. Come si legge in una nota diffusa dall'esercito di Islamabad, i due hanno discusso di "questioni di interesse comune, del contesto di sicurezza regionale in evoluzione, della cooperazione in materia di difesa e delle prospettive per il rafforzamento delle relazioni militari bilaterali". Munir, in particolare, "ha sottolineato l'impegno dell'esercito pakistano ad ampliare la collaborazione in materia di difesa con le forze armate libanesi", si legge nella nota. Il Pakistan è già impegnato a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto scoppiato il 28 febbraio.
Media: "Almeno 8 morti a Tiro nei raid Idf mentre popolazione sfolla"
Almeno 8 persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano su una popolare zona residenziale a Tiro, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile del Libano meridionale ad Al Jazeera Arabic. L'attacco è avvenuto poco dopo che l'esercito israeliano aveva emesso ordini di sfollamento per la città. Gli operatori della protezione civile stanno evacuando gli anziani mentre i residenti sono in fuga, ha riferito l'Agenzia di stampa nazionale. L'ordine di sfollamento includeva il quartiere cristiano della città, precedentemente escluso, ma l'esercito israeliano ha affermato che combattenti di Hezbollah operano in quella zona. L'agenzia di protezione civile libanese afferma inoltre, sempre secondo Al Jazeera, che tre persone sono rimaste ferite, tra cui due soccorritori, in un attacco israeliano sulla città di Sharqiyeh, nel Libano meridionale. Le squadre stavano cercando di estrarre e prestare i primi soccorsi a una persona ferita, ma i suoi operatori sono stati colpiti da un secondo attacco con droni, che ha provocato lievi ferite a due membri del personale. I feriti sono stati trasportati in ospedale e il servizio di emergenza ha dichiarato che continuerà a "svolgere i propri compiti umanitari e di soccorso e a rispondere alle chiamate di emergenza, nonostante le difficili condizioni e le sfide sul campo".
Cnn: "Trump ha annunciato 37 volte che l'accordo con l'Iran era immenente"
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l'Iran era imminente ben 37 volte. A fare i conti delle dichiarazioni trionfali del presidente americano è stata Cnn, che spiega come siano passati più di due mesi da quando il presidente Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco con l'Iran, affermando all'epoca che le due parti erano vicine a un accordo. Il 7 aprile, ricorda, Trump ha dichiarato sui social media che erano "a buon punto", ma che servivano due settimane affinché "l'accordo fosse finalizzato e perfezionato". Concluse dicendo che "è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione". La soluzione non è però arrivata, rimarca Cnn. Ciononostante, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che l'accordo fosse imminente. E lo ha fatto appunto, ben 37 volte, tra post sui social media, apparizioni pubbliche e telefonate con i news media, tra annunci di accordo imminente o dicendo che l'Iran era disperato di raggiungerlo. "Non c'è alcuna indicazione che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile - scrive Cnn - Ma Trump continua a ripeterlo, o perché è un illuso, o perché cerca di calmare i mercati finanziari, o perché pensa di poterlo far avverare con la sola forza di volontà".
Crosetto: "Relazioni della Difesa italiana all'Onu per nuova missione Libano"
"Per quanto riguarda il Libano, ho chiesto ai generali Abagnara e Portolano di fare una relazione tecnica sulle problematiche e su come potremmo affrontare il futuro: l'abbiamo spedita come contributo italiano alle Nazioni Unite in modo tale da poter costruire la base di una futura 'Unifil 2' o come sarà. Questo per avere una cornice che ci consenta di svolgere le nostre funzioni, che non sono quelle di stare a guardare una guerra in corso come quella che abbiamo sopra la testa adesso. Bisogna partire come presupposto dalla fine dell'ostilità nel sud del Libano". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni riunite Esteri e Difesa.
Iran, tv: 2 alti ufficiali aeronautica iraniana uccisi in raid Israele a Teheran
Due alti ufficiali dell'aeronautica iraniana sono stati uccisi ieri nei raid aerei condotti da Israele su Teheran. Lo ha riportato la televisione di stato iraniana spiegando che i funerali delle vittime si terranno oggi.
Idf: colpito quartier generale polizia marittima di Hamas a Gaza
L'Idf ha reso noto di aver colpito il principale quartier generale della polizia marittima di Hamas nell'area di Khan Yunis, nel sud di Gaza. Diversi miliziani che operavano dal sito sono stati uccisi, tra cui Ismail al-Lahham, comandante di una cellula dell'ala militare di Hamas. La struttura sarebbe stata utilizzata per pianificare ed eseguire attacchi contro le truppe dell'Idf e civili israeliani. Inoltre, secondo il comunicato, il sito era impiegato da Hamas per ricostruire e rafforzare le proprie capacità operative, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco.
M5s e Pd chiedono informativa Tajani alla Camera
Il Partito decmoratico e il Movimento 5 stelle chiedono alla Camera un'informativa urgente del ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ieri la Procura di Roma ha annunciato l'iscrizione nel registro degli indagati del ministro Ben Gvir. La sua reazione è stata terribile e inaccettabile. Ha detto che l'Italia è il paese delle ciabatte. Giuste le parole altrtettanto forti che il ministro Tajani ha pronuciato oggi, ora spettiamo i fatti", ha affermato Arturio Scotto. Enrica Alifano, di M5s, ha poi sottolineato: "Il governo esprima con chiarezza la sua posizione. Non può condannare le parole di Ben Gvir e non fare nulla contro l'azione che sta muovendo Israele contro popolazioni inermi".
Tajani: "Su Board of Peace no passi in avanti"
''Sul Board of Peace'' per la Striscia di Gaza ''non sono stati fatti passi in avanti, tutti sono più impegnati sul fronte iraniano''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. Come Italia, ha aggiunto Tajani, ''abbiamo continuato a impegnarci per tutti gli aiuti necessari alla popolazione civile'' dell'enclave palestinese. Quindi, ''oltre alle persone venute in Italia a studiare e per le cure, abbiamo lavorato alla riunificazione familiare, stiamo lavorando con la Giordania e con Israele perché possano entrar'' nella Striscia di Gaza ''gli aiuti che abbiamo stabilito con Food for Gaza e che gli aiuti possano essere distribuiti a tutta la popolazione palestinese'', ha spiegato il titolare della Farnesina.
Cnn: "Trump ha dichiarato almeno 37 volte accordo imminente"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato almeno 37 volte che un accordo con l'Iran era imminente o che Teheran fosse sul punto di accettare un'intesa, senza che finora sia stato raggiunto alcun accordo definitivo. Lo sostiene un'analisi della Cnn. Secondo l'all-news americana, Trump continua da oltre due mesi a sostenere pubblicamente che la conclusione di un'intesa sia vicina, nonostante i negoziati non abbiano ancora prodotto risultati concreti. Il 7 aprile, annunciando il cessate il fuoco con l'Iran, il presidente aveva scritto sui social media che le parti erano "molto avanti" nei colloqui e che sarebbero bastate due settimane perche' "l'accordo fosse finalizzato e concluso". In quell'occasione aveva definito la prospettiva di una soluzione "un onore". Da allora, osserva la Cnn, nessuna intesa è stata raggiunta, ma Trump ha continuato a ripetere che un accordo era ormai a portata di mano. L'emittente rileva che non vi sono elementi che indichino come oggi le parti siano più vicine a una soluzione rispetto a quanto lo fossero ad aprile. Già il 23 marzo il presidente parlava di presunti negoziati di pace sostenendo che esistessero "quasi tutti i punti di accordo", mentre il giorno successivo affermava di credere che il conflitto sarebbe terminato presto.
Tajani: "Non andremo mai a Hormuz da soli, serve bandiera internazionale"
"Abbiamo delle missioni bilaterali ma questo non significa affatto che consideriamo il multilateralismo come un qualche cosa da accantonare. Abbiamo ribadito per esempio che non andremo mai a Hormuz da soli, abbiamo sempre chiesto e sostenuto che fosse indispensabile, per una nostra partecipazione a favore della libertà di navigazione, avere una bandiera internazionale che fosse quella dell'Unione Europea o quella dell'Onu, oppure un accordo internazionale con un mandato. Quindi, da questo punto di vista, mi pare che insistiamo sempre sul multilateralismo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle repliche alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con Guido Crosetto. Anche in Libano, "abbiamo chiesto che dopo la fine di Unifil ci sia una missione internazionale, probabilmente europea", ha aggiunto.
Rapporto Onu: "Palestinesi in trappola tra Israele e Hamas"
I civili palestinesi sono "intrappolati tra le atrocità di massa commesse dalle forze e dai coloni israeliani e un governo basato sulla paura da parte di Hamas". È la conclusione di un rapporto della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Palestina pubblicato martedì. Il documento, lungo 18 pagine e destinato a essere discusso la prossima settimana al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, sostiene che lo Stato di Israele sia il principale responsabile delle azioni dei coloni in Cisgiordania, mentre le forze affiliate a Hamas sarebbero responsabili degli atti commessi dai militanti palestinesi nella Striscia di Gaza. "Ciò che è preoccupantemente simile è l'imposizione deliberata di sofferenze alla popolazione civile palestinese", ha dichiarato il presidente della commissione, il giurista indiano Srinivasan Muralidhar, che quest'anno ha assunto la guida dell'organismo succedendo alla giudice sudafricana Navi Pillay. Il rapporto denuncia un aumento degli attacchi dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania, con almeno sette persone uccise e 832 ferite nel 2025, più del doppio rispetto all'anno precedente. Secondo la commissione, la tendenza prosegue anche nel 2026 con attacchi che vengono compiuti quotidianamente. La violenza dei coloni in Cisgiordania "funziona come uno strumento per attuare la politica dello Stato israeliano", poiché tutti "operano verso gli stessi obiettivi strategici, compresi il mantenimento dell'occupazione e il consolidamento degli insediamenti israeliani illegali", conclude il testo. Per quanto riguarda Gaza, il rapporto identifica 249 casi di esecuzioni e gravi episodi di violenza tra il 2024 e il 2025, che avrebbero provocato almeno 108 morti e 384 feriti. Hamas sarebbe stata coinvolta in circa 60 di questi episodi, comprese due esecuzioni pubbliche di undici uomini. Secondo la commissione, tali atti costituiscono crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale. Muralidhar si è detto inoltre allarmato "dalla gravità e dal carattere pubblico delle misure punitive adottate da Hamas a Gaza, che infliggono un profondo trauma a una popolazione civile già gravemente traumatizzata".
Il capo dell'esercito pachistano incontra i vertici delle forze armate libanesi
I comandanti delle forze armate pachistane e di quelle libanesi, Asim Munir e Rodolphe Haykal, si sono incontrati a Rawalpindi, in Pakistan. Lo afferma in una nota l'esercito pachistano, secondo cui i colloqui avrebbero riguardato "questioni di interesse reciproco, dell'evoluzione del contesto di sicurezza regionale, della cooperazione nel settore della difesa". Una fonte in Libano ha detto all'Afp che la visita sarebbe legata ai colloqui di pace in Medio Oriente, dove Islamabad fa da potenziale mediatore tra Usa e Iran.
Crosetto: "Ammirevole sforzo del governo libanese per cercare soluzione"
"In una crisi di questa portata, che sta provocando ferite indelebili alla popolazione e al territorio, è ammirevole lo sforzo del governo libanese per cercare di portare stabilità e cercare una soluzione. Come è ammirevole lo sforzo dei nostri uomini e donne impiegati in Unifil, che continuano a portare avanti la missione assegnata con grandissima professionalità nonostante i rischi elevati". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni riunite Esteri e Difesa.
Tajani: "Caschi blu non si toccano, ragionare su futuro"
"In Libano la nostra priorità immediata continua a essere la sicurezza di oltre 1.000 militari impegnati per le missioni Unifil e la missione bilaterale Mibil. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti che i caschi blu non si toccano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Il Consiglio di Sicurezza Onu ha decretato che a fine anno il mandato Unifil terminerà. Non vengono meno, però, le esigenze di sicurezza per la popolazione libanese e israeliana, che Unifil in tutti questi anni ha assicurato e onorato nel proprio lavoro", ha aggiunto il titolare della Farnesina. "In questo quadro, insieme al presidente del Consiglio Meloni e al ministro della Difesa Crosetto, siamo analizzando la situazione, su come e' meglio rispondere alle esigenze di sicurezza del Libano. Per questo, il governo ha posto sia alle Nazioni Unite sia in Europa il tema del futuro della presenza internazionale nel sud del Libano e lungo la Linea Blu".
Tajani: "Manteniamo operativi i corridoi universitari da Gaza"
"Manteniamo operativi i corridoi universitari. Il 2 giugno altri 17 studenti palestinesi sono giunti in Italia per studiare nelle nostre università, grazie alle borse messe a disposizione dalla Conferenza dei Rettori. Stiamo già lavorando a nuove operazioni: l'obiettivo è formare la classe dirigente del futuro Stato palestinese in cui, lo ripeto, Hamas non può avere posto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con Guido Crosetto. "Come noto, all'uscita dalla Striscia di Gaza uno studente palestinese è stato fermato dalle forze israeliane. Una dimostrazione ancora una volta, e lo dico rivolgendomi agli esponenti parlamentari di maggioranza e opposizione che di volta in volta mi hanno segnalato singole situazioni, dell'estrema complessità di questo tipo di operazioni. Esse hanno una fortissima valenza politica e sono possibili solo grazie alla grande credibilità di cui gode l'Italia con i Partner della regione", ha sottolineato Tajani.
Tajani: "Condanna terrorismo Hamas è ferma e assoluta, disarmo priorità"
''La nostra condanna del terrorismo spietato di Hamas è ferma e assoluta. Il terrorismo non è mai giustificato. Nessuna causa politica, nessun conflitto, nessuna rivendicazione possono legittimare il massacro di civili innocenti. Lo abbiamo detto più volte, il disarmo di Hamas è una priorità''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, ricordando l'attacco di domenica elogiato da Hamas che ha ucciso un uomo nel centro di Israele. ''Il dialogo è l'unica strada per una pace duratura. L'obiettivo restano due stati in grado di convivere in pace e in sicurezza'', ha aggiunto.
Crosetto: "Paese può condurre attacchi ampia portata"
L'operazione militare contro l'Iran, "ha assunto una dimensione più ampia", e Teheran ha dimostrato di essere in grado "di condurre attacchi missilistici di ampia portata verso Israele e non solo". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo davanti alle commissioni congiunte di Esteri e Difesa di Camera e Senato. Questo, ha aggiunto, "per l'Iran evidenza come le capacità militari e gli arsenali non siano esauriti. Lo testimoniano gli attacchi di domenica scorsa che hanno colpito Israele con oltre 30 missili balistici".
Media Libano: "Quattro morti nel sud per gli attacchi israeliani"
L'agenzia di stampa libanese Nna segnala 4 morti negli attacchi israeliani di questa mattina contro le città Adshit, Haboush e Kfarman, nel Libano meridionale. Almeno uno sarebbe minorenne. "Imad Ahmad Yassin è stato ucciso in un raid aereo che ha colpito il suo allevamento a Adshit - scrive la Nna -. Anche il sedicenne Osama Hassan Al-Khaled è stato ucciso in un attacco di droni che lo ha colpito davanti alla sua casa nel quartiere Al-Sharifa della città di Haboush. Un drone ha lanciato un attacco all'alba sul quartiere Al-Marj nella città di Kfar Rumman, provocando la morte di due persone". Raid aerei sono stati effettuati questa mattina sulla città di Nabatieh, Kfar Sir e sull'area tra le città di Kfar Sir e Sir Al-Gharbiya, mentre la città di Jebchit è stata soggetta a bombardamenti di artiglieria intermittenti, scrive inoltre la Nna. (
Tajani: "Italia pone tema del futuro della presenza nel sud del Libano dopo Unifil"
"Il Consiglio di Sicurezza ha decretato che a fine anno il mandato di Unifil terminerà. Non vengono però meno le esigenze di sicurezza per le popolazioni libanese e israeliana" e "in questo quadro, insieme al Presidente del Consiglio Meloni e al ministro della Difesa Crosetto stiamo analizzando la situazione su come meglio rispondere alle esigenze di sicurezza del Libano. Per questo, il governo ha posto sia alle Nazioni Unite sia in Europa il tema del futuro della presenza internazionale nel Sud del Libano e lungo la Linea Blu". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con Guido Crosetto, sottolineando che "in Libano la nostra priorità immediata continua a essere la sicurezza degli oltre 1.000 militari impegnati nella missione Unifil e nella missione bilaterale Mibil. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti: i caschi blu non si toccano". "Il Libano è un fronte sempre più critico. Gli sviluppi degli ultimi giorni sono molto preoccupanti. Le operazioni militari israeliane nel sud del Paese aumentano i rischi di escalation, e allontanano la prospettiva della stabilità" e "la violenza deve cessare. Hezbollah deve rispettare le decisioni assunte dal governo libanese. Devono fermarsi i suoi attacchi verso Israele. Devono cessare quindi le operazioni israeliane contro i civili", ha detto Tajani. "Solo il silenzio delle armi potrà creare lo spazio per la pace. Per questo sosteniamo con convinzione i colloqui diretti tra israeliani e libanesi a Washington: un'opportunità storica, che non va sprecata. La reazione scomposta di Hezbollah" al dialogo "rivela la debolezza di chi si oppone per ideologia alla pace, facendone pagare il prezzo al proprio popolo. Lo Stato libanese deve essere in grado di esercitare pienamente la propria sovranità su tutto il Paese. Il rafforzamento delle Forze Armate e, più in generale, delle Istituzioni libanesi, è un obiettivo fondamentale. Su questo, come ho già avuto modo di illustrarvi, abbiamo presentato delle proposte operative".
Tajani: "Valutiamo misure su insediamenti illegali, violenze coloni inaccettabili"
''Siamo pronti a valutare con i partner europei misure sui prodotti provenienti dagli insediamenti illegali'' in Cisgiordania. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, aggiungendo che ''gli insediamenti illegali in Cisgiordania e le violenze dei coloni sono inaccettabili. Non sono solo parole, queste posizioni condivise con molti dei nostri partner, a partire da Regno Unito, Francia e Germania, hanno fatto seguito ad azioni concrete''. Tajani ha ricordato che ''l'Italia è stata tra i Paesi che hanno sostenuto fin dall'inizio le misure contro i coloni violenti adottate dal Consiglio Affari Esteri dell'11 maggio, insieme a nuove sanzioni nei conflitti di esponenti di Hamas''.
Tajani: "Pronti a contribuire a iniziative multilaterali dopo tregua stabile Iran-Usa"
"L'Italia è pronta a fare la sua parte nell'ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell'accordo tra Iran e Stati Uniti. Voglio ribadire anche oggi a questo proposito che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione. Quando queste condizioni saranno soddisfatte, torneremo in Parlamento per chiedere l'autorizzazione delle Camere". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Il negoziato tra Stati Uniti e Iran mediato dal Pakistan deve proseguire. Sono trattative difficili. Lo spazio per la diplomazia, nonostante tutto, esiste ancora e va percorso fino in fondo. Il governo lavora per sostenere questo canale di dialogo e favorire un accordo nei tempi più brevi possibili. Va assolutamente scongiurata la prospettiva di un Iran in possesso dell'arma atomica, e va assicurato il pieno ripristino della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. È un principio fondamentale per il nostro Paese, per la nostra economia e per la sicurezza delle catene di approvvigionamento", ha sottolineato.
Tajani: "Situazione Gaza ferita che scuote coscienze"
"La situazione umanitaria a Gaza è una ferita aperta che scuote le coscienze di tutti". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Continuiamo a sostenere la popolazione civile con aiuti e iniziative mirate", ha aggiunto.
Tajani, parole di Ben Gvir sull'Italia inaccettabili e indegne
"Non ho parole per commentare ciò che ha detto Ben Gvir nei confronti dell'Italia ieri dopo aver saputo che era indagato dalla procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro. L'Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia e respingiamo al mittente qualsiasi offesa o tentativo di denigrare. Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Idf: "Evacuare la città di Tiro e le zone circostanti"
Israele ha chiesto l'evacuazione della città di Tiro, inclusa la zona cristiana, e dei campi profughi e dei quartieri circostanti. Lo scrive su X il portavoce dell'Idf in lingua araba Avichay Adraee. "Alla luce della violazione da parte del partito terroristico Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco e del targeting del fronte interno israeliano, le Forze di Difesa sono costrette a operare contro di esso con forza. Le Forze di Difesa israeliane non intendono danneggiarvi".
L'indicazione dell'Idf è di spostarsi "a nord del fiume Zahrani". "Per garantire la vostra sicurezza, vi invitiamo a evacuare immediatamente le vostre case secondo l'area indicata nella mappa e a spostarvi a nord del fiume Zahrani - scrive ancora il portavoce dell'esercito -. Ci rivolgiamo ai presenti nella città di Tiro, inclusi i residenti della zona cristiana e ai residenti dei campi profughi: ️Shabariha, Hammadiya, Jal al-Bahr, Zaqqut al-Mufdi, Al-Bass, Al-Maashuq, Burj al-Shamali, Nabatiya, Al-Hawsh, Rashidiya, Ain Baal". "La vostra presenza vicino agli elementi di Hezbollah o alle sue installazioni o mezzi di combattimento mette a rischio la vostra vita. Come abbiamo avvertito nei giorni scorsi, a seguito delle attività degli elementi di Hezbollah all'interno della zona cristiana della città, le Forze di Difesa saranno costrette a operare contro le loro attività terroristiche nella zona nel prossimo periodo di tempo. Ogni edificio utilizzato da Hezbollah per scopi militari potrebbe essere soggetto a targeting". "Per garantire la vostra sicurezza - conclude il militare - evacuate immediatamente le vostre case e spostatevi a nord oltre il fiume Zahrani. Attenzione - qualsiasi movimento a sud del fiume Zahrani potrebbe mettere a rischio la vostra vita"
Tajani: "Trattative difficili, monitoriamo e auspichiamo accordo prima possibile"
Sono ''trattative difficili'' quelle in corso tra Iran e Stati Uniti, ma ''lo spazio della diplomazia va perseguito fino in fondo'' e ''il governo lavora per sostenere un accordo il prima possibile''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. ''Speriamo che le dichiarazioni di Stati Uniti e Iran che fanno intravedere un accordo a breve possano corrispindere alla realtà dei fatti'', ha aggiunto. ''Nel fine settimana le crisi nel Golfo, in Libano, hanno attraversato un difficile tornante, dopo che l'Iran ha di nuovo lanciato una serie di missili verso Israele, provocando la risposta di Tel Aviv. Auspichiamo che la logica della descalation si consolidi, monitoriamo, minuto per minuto, sia dal punto di vista degli scenari di crisi, sia per la sicurezza dei nostri connazionali. Per questo ieri ho subito riunito l'unità di crisi del ministero, i nostri ambasciatori nella regione, per un aggiornamento operativo", ha spiegato il titolare della Farnesina.
Tajani: "Aumentare pressione per rilascio attivisti Flotilla in Libia prima possibile"
"Ho dato disposizione ai nostri rappresentanti diplomatici in Libia di rafforzare la pressione su tutti gli interlocutori locali per la rapida liberazione dei nostri due connazionali detenuti a Bengasi''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni sulle missioni internazionali dell'Italia davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. ''Ci sono interlocuzioni in corso che hanno già portato a un miglioramento delle loro condizioni di detenzione", ha spiegato il ministro. "Non sono stati ancora formalizzati i capi di accusa nei loro confronti, quindi continuiamo a lavorare perche' siano liberati il prima possibile. Proprio oggi e' in programma una nuova udienza di fronte al procuratore libico", ha aggiunto Tajani.
Teheran: "Stiamo lavorando ad accordo con Usa con mediazione Pakistan"
Iran e Stati Uniti ''non hanno ancora elaborato un testo finale'', ma sono in corso consultazioni e scambi per raggiungere un accordo. Lo ha dichiarato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, citato dall'agenzia di stampa Irna al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan. Teheran e Washington si stanno scambiando opinioni e proposte tramite il Pakistan, nel tentativo di finalizzare il testo di un potenziale accordo, ha precisato il diplomatico iraniano. Secondo Iravani, le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma le discussioni e gli sforzi per finalizzarlo continuano.
Trump: "In due settimane dichiareremo vittoria totale"
"Siamo stati una squadra molto agguerrita e credo che stiamo vincendo questa battaglia, ma la vittoria definitiva arriverà nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale". Lo ha affermato, secondo Al-Jazeera, il presidente degli Usa Donald Trump durante una teleconferenza con il senatore Lindsey Graham, suo stretto alleato repubblicano. "Sarà una vittoria totale. Accadrà molto presto e i prezzi del petrolio crolleranno".
Teheran: "Con gli Usa stiamo lavorando, speriamo accordo entro fine mese"
Il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno "presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un Memorandum d'intesa, tramite il Pakistan". "Non abbiamo ancora raggiunto il testo definitivo, ma stiamo seguendo la questione", ha aggiunto, secondo l'agenzia Irna, esprimendo la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese. Ha poi proseguito affermando: "Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l'intera regione, Libano compreso"
Trump: "Se dico a Netanyahu di fare qualcosa, lui la fa"
Se Netanyahu lo ha sfidato lanciando missili contro l'Iran domenica? No, perché i missili erano "già in viaggio" quando ha parlato con il primo ministro israeliano. Così ha detto alla Bbc, secondo quanto riportato dall'emittente britannica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sempre riferendosi al premier israeliano, Trump ha detto: "Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa". La telefonata con il tycoon, riporta ancora Bbc, è durata poco meno di un minuto
Trump: "Non biasimo Netanyahu, è stato attaccato e ha risposto"
Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' con il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. ''Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo'', ha affermato Trump parlando con i giornalisti e aggiungendo che gli iraniani ''si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana''. Iran e Israele, ha proseguito Trump, ''entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari''.
Teheran cita Shakespeare contro Bessent: "Vergogna rubare nostre proprietà"
Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha diffuso un video con le dichiarazioni del Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, il quale ha affermato di stare valutando piani per utilizzare le risorse iraniane per la ricostruzione dei Paesi del Golfo Persico colpiti dall'Iran durante la guerra. "È vergognoso parlare con orgoglio di rubare le proprietà iraniane", ha detto Baghaei in un messaggio su X, citando frasi tratte dal 'Macbeth' di William Shakespeare, affermando: "Ora si rende conto che la sua posizione e il suo rango gravano sul suo corpo; come la veste di un gigante alto sul corpo di un ladro inferiore e nano".
Media: "Attacchi israeliani vicino a Tiro, nel sud del Libano"
I media libanesi, citati dal Times of Israel riportano attacchi israeliani vicino a Tiro, nel sud del Libano. Non ci sono commenti immediati da parte delle forze di difesa israeliane.
Trump: "piloti Apache caduto a Hormuz stanno bene, nessun ferito"
l presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i piloti dell'elicottero Apache dell'esercito americano precipitato vicino allo Stretto di Hormuz "stanno bene". Lo scrive Reuters sul suo sito. Parlando sulla pista dell'aeroporto internazionale John F. Kennedy prima di tornare a Washington, D.C., Trump ha affermato che "nessuno è rimasto ferito". Trump ha aggiunto che l'amministrazione pubblicherà più tardi, in giornata, un rapporto.
Elicottero Usa precipita a Hormuz, Trump: "Piloti salvi"
Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è precipitato nelle scorse ore vicino allo stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi''. Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso. L'incidente si è verificato dopo giorni in cui le ostilità nella regione si sono intensificate e poi attenuate, con Israele e Iran che si sono scambiati attacchi militari prima di fare marcia indietro, scrive ancora la testata Usa. Il Comando Centrale delle forze armate non ha risposto a una richiesta di commento. L'Iran ha abbattuto circa 30 droni Reaper e alcuni caccia statunitensi sono andati persi a causa del fuoco nemico e amico dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. Ma questo sarebbe il primo Apache perso nel conflitto. L'elicottero d'attacco AH-64 Apache, armato con missili Hellfire, è uno dei tipi di velivolo più temibili che operano nella regione. Pattugliano la strategica via navigabile in parte per scoraggiare gli attacchi di piccole imbarcazioni e per abbattere i droni. Ma gli elicotteri si sono spinti sempre più vicino al territorio iraniano, comprese le isole controllate dall'Iran nello stretto e nel Golfo Persico, nell'ambito della strategia aggressiva mantenuta dal Comando Centrale, nonostante i negoziati discontinui tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello stretto. In aprile, due membri dell'equipaggio di un caccia F-15E Strike Eagle abbattuto dall'Iran sono stati tratti in salvo dopo essersi eiettati dal velivolo danneggiato e aver atterrato in profondità in territorio ostile.
Trump: "Siamo nelle fasi finali per accordo molto buono"
"Siamo nelle fasi finali per un accordo molto buono con l'Iran". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti al termine della finale di Nba. "Non gli permetteremo di avere un'arma nucleare", ha spiegato. "L'accordo sarà molto migliore di quello siglato da Obama", ha evidenziato ancora il capo della Casa Bianca.
Iran, sospese ostilità con Israele: restano minacce e tensioni
Iran e Israele hanno annunciato la cessazione delle ostilità dopo 48 ore di intensi scambi di attacchi che avevano fatto temere il collasso della fragile tregua entrata in vigore l'8 aprile, dopo oltre 100 giorni di guerra. A favorire la de-escalation è stato anche l'intervento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva invitato pubblicamente le due parti a interrompere "immediatamente" le operazioni militari. Teheran è stata la prima a dichiarare conclusa la propria operazione contro Israele. Il comando delle forze armate iraniane ha definito l'azione una "severa rappresaglia", avvertendo tuttavia che qualsiasi nuova offensiva israeliana, compresi eventuali attacchi nel sud del Libano, provocherebbe una risposta "molto più severa" rispetto a quella vista finora. Poche ore dopo è arrivata la conferma del premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Al momento le ostilità su questo fronte sono cessate", ha dichiarato, precisando però che Israele continuerà a esercitare il proprio diritto all'autodifesa e risponderà "con forza" a qualsiasi nuovo attacco iraniano.
Flotilla, Roma indaga su Ben Gvir. Lui "non mi lascio intimidire"
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale aveva rivolto parole di scherno nei confronti degli attivisti che erano stati fatti sbarcare dalle navi della Flotilla, mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. "Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta", ha commentato dopo la decisione di Piazzale Clodio.