Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Raid Usa a Hormuz: "È autodifesa". Iran: "Violata tregua". Trump: "Cessate il fuoco resta"

©Getty

L'esercito statunitense ha dichiarato di aver preso di mira installazioni militari iraniane in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l'attraversamento dello Stretto. Secondo Centcom, le forze americane hanno intercettato "attacchi iraniani non provocati". Il presidente Usa: "In futuro li colpiremo con molta più forza se non firmeranno accordo, e in fretta". Teheran a sua volta accusa gli Stati Uniti: "Attaccate nostre navi, abbiamo risposto"

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L'esercito statunitense ha dichiarato di aver preso di mira installazioni militari iraniane in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l'attraversamento dello Stretto di Hormuz verso il Golfo.Secondo quanto riferito dal Comando statunitense per il Medio Oriente (CENTCOM), le forze Usa hanno intercettato "attacchi iraniani non provocati" che hanno coinvolto missili, droni e piccole imbarcazioni. La reazione, definita di natura difensiva, è scattata mentre i cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense erano in transito nella giornata del 7 maggio. "L'esercito statunitense ha neutralizzato le minacce e ha preso di mira le installazioni militari iraniane responsabili degli attacchi", ha precisato il Comando in una nota. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti di lancio di missili e droni, centri di comando e controllo e basi di intelligence, sorveglianza e ricognizione. I raid contro l'Iran in risposta ai loro attacchi sono solo un "colpetto", ha detto Donald Trump, sottolineando che la tregua resta in vigore.

In precedenza, il presidente Usa aveva riferito di un colloquio con la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. "Una bella telefonata. Abbiamo discusso di molti argomenti, tra cui il fatto che siamo completamente uniti sul fatto che l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare. Abbiamo convenuto che un regime che uccide il proprio popolo non può controllare una bomba che può uccidere milioni di persone".

Un altro razzo ha colpito oggi la base del contingente militare italiano a Shama, in Libano, nell'ambito della missione Unifil. Nessun ferito tra i soldati, un mezzo militare ha subito danni.  

Gli approfondimenti:

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Trump: "Colpiremo Iran più forte se non firma accordo in fretta"

"In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro Accordo, e in fretta". E' il messaggio di Donald Trump agli iraniani dopo che che tre navi americane sono finite sotto il "fuoco nemico" e hanno risposto agli attacchi in "auto-difesa". "Gli aggressori iraniani sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni utilizzate per rimpiazzare la loro Marina militare, ormai totalmente decapitata", ha spiegato Trump sottolineando che contro le navi americane sono stati lanciati "missili e droni". Un Paese "normale avrebbe consentito il passaggio di questi cacciatorpediniere, ma l'Iran non è un Paese normale. È guidato da da pazzi che, se avessero l'opportunità di utilizzare un'arma nucleare, lo farebbero senza esitazione - ha osservato Trump -. Ma non l'avranno mai. In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo in fretta. I nostri tre cacciatorpediniere si ricongiungeranno ora al nostro blocco navale, che costituisce un vero e proprio muro d'acciaio".

Trump: "Tre nostri cacciatorpediniere hanno attraversato Hormuz sotto fuoco nemico"

"Tre cacciatorpediniere americani di livello mondiale hanno appena attraversato, con grande successo, lo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco nemico. Per loro non c'è stato alcune danno, mentre danni ingenti sono stati inflitti agli aggressori iraniani". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Trump: "Attacchi all'Iran solo un 'colpetto, tregua resta in vigore"

I raid contro l'Iran in risposta ai loro attacchi sono solo un "colpetto". Lo ha detto Donald Trump a Abc, sottolineando che il cessate il fuoco è ancora in vigore.

Usa: attacchi a nostre navi non hanno causato danni

Le forze statunitensi hanno intercettato attacchi iraniani non provocati e hanno risposto con azioni di autodifesa.Gli attacchi iraniani sono avvenuti mentre i cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense USS Truxtun (DDG 103), USS Rafael Peralta (DDG 115) e USS Mason (DDG 87) stavano attraversando lo Stretto di Hormuz verso il Golfo di Oman. Le forze iraniane hanno lanciato numerosi missili, droni e piccole imbarcazioni. Secondo il Comando centrale Usa (CENTCOM), nessun bene statunitense è stato colpito.Il CENTCOM ha eliminato le minacce in arrivo e ha preso di mira le strutture militari iraniane responsabili degli attacchi, tra cui siti di lancio di missili e droni, sedi di comando e controllo e nodi di intelligence, sorveglianza e ricognizione."Non cerchiamo un'escalation ma rimaniamo posizionati e pronti a proteggere le forze americane", ha sottolineato il CENTCOM.

Iran, Comando Usa: 'Colpiti obiettivi dopo attacco a tre cacciatorpediniere'

Gli Stati Uniti sostengono di aver colpito obiettivi militari iraniani dopo che le forze di Teheran avevano attaccato tre cacciatorpediniere americane che stavano attraversando lo Stretto di Hormuz. "Le forze iraniane hanno lanciato diversi missili, droni e piccole imbarcazioni" contro le tre navi da guerra, ma nessuna è stata colpita, ha affermato il Comando Centrale delle forze armate statunitensi in un post su X riportato dall'Afp. Le forze statunitensi "hanno eliminato le minacce in entrata e hanno preso di mira le installazioni militari iraniane responsabili" dell'attacco, ha aggiunto.

Lula: "Guerra causerà più danni di quanto Trump immagini"

Il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha affermato che la guerra in Iran causerà "più danni" di quanto il presidente statunitense, Donald Trump, si renda conto."Credo che l'invasione dell'Iran causerà danni maggiori di quanto lui immagini", ha dichiarato Lula in una conferenza stampa al termine dell'incontro bilaterale con Trump. "Trump non cambierà il suo modo di fare per via di un incontro di tre ore con me".Lula ha aggiunto che Trump "pensa che la guerra in Iran sia finita" e ha dichiarato di essersi offerto di mediare in eventuali colloqui diplomatici per contribuire a risolvere il conflitto

Iran: "In Libano Israele usa armi al fosforo"

Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha condannato fermamente l'attacco israeliano di ieri sera contro i sobborghi meridionali di Beirut, che ha causato morti e feriti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim.Baghaei ha affermato che i continui attacchi di Israele contro il Libano, incluso l'uso di armi proibite come quelle al fosforo, che esplodono a contatto con l'ossigeno, sono il risultato del continuo sostegno di Paesi come gli Stati Uniti.

Usa: "Non vogliamo escalation ma pronti a proteggerci"

"Non vogliamo l'escalation ma siamo posizionati e pronti a proteggere le forze americane". Lo ha detto il Centcom dopo ave comunicato di aver risposto ad attacchi iraniani.

Usa: risposto ad attacchi Iran colpite strutture responsabili

Le forze americana hanno intercettato "attacchi non provocati da parte dell'Iran e hanno risposto con raid di auto difesa". Lo afferma il Centcom, sottolineando "di aver eliminato le minacce imminenti e ha colpito strutture militari iraniane utilizzate per attaccare le forze statunitensi, inclusi siti di lancio di missili e droni". 

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Fox: Usa hanno colpito in Iran anche il checkpoint navale di Bandar Kargan

L'esercito americano ha colpito anche il checkpoint navale iraniano di Bandar Kargan nel Minab. Lo riporta Fox citando un funzionario americano.

Wsj, ok Arabia Saudita e Kuwait a forze Usa in loro basi

L'Arabia Saudita e il Kuwait hanno revocato le restrizioni sull'utilizzo delle loro basi e del loro spazio aereo da parte delle forze armate statunitensi, imposte dopo l'avvio di un'operazione americana per la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dal 'Wall Street Journal', che cita funzionari statunitensi e sauditi. Secondo quanto riportato, i funzionari statunitensi citati nel documento affermano che l'amministrazione Trump starebbe cercando di riprendere il Project Freedom, l'operazione navale per scortare le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo che il presidente americano aveva annunciato all'inizio di questa settimana la sospensione della missione a seguito dei negoziati tra Pakistan e Iran mediati dal governo. Funzionari sauditi hanno dichiarato al 'Wall Street Journal' che l'Arabia Saudita e il Kuwait avevano deciso di impedire all'esercito statunitense di utilizzare le loro basi e i loro spazi aerei dopo che alti funzionari americani avevano minimizzato gli attacchi iraniani nel Golfo in risposta all'operazione statunitense.

Iran. "Usa hanno violato il cessate il fuoco, rispondiamo"

Un portavoce militare iraniano ha dichiarato che "gli Stati Uniti hanno violato il cessate il fuoco e attaccato navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Risponderemo a qualsiasi attacco con forza e senza remore".

Nuovi raid Israele in Libano: 11 morti

L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (NNA) riferisce che i raid aerei israeliani sulle citta' di Doueir, Harouf e Haboush, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale, hanno causato la morte di 11 persone, tra cui due bambini. I raid aerei hanno anche

ferito 36 persone

Esplosioni ad Abu Dhabi negli Emirati

L'agenzia di stampa Saberin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq, ha riportato rumori di esplosioni ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Media Iran: 'Forti boati uditi nella parte occidentale di Teheran'

L'agenzia di stampa governativa iraniana Irna ha segnalato un'attività di difesa aerea nella zona occidentale di Teheran dopo due forti boati, mentre testimoni oculari hanno riferito a Iran International di aver udito diverse esplosioni a Chitgar. L'agenzia Mehr intanto ha riportato attacchi ostili e scambi di fuoco in diverse zone della provincia meridionale iraniana di Hormozgan, tra cui le località vicino a Bandar Abbas, Bandar Khamir, Sirik e all'isola di Qeshm, dove sono stati segnalati impatti nei pressi del molo di Bahman.

Tasnim: "Attaccati tre cacciatorpediniere Usa a Hormuz"

L'agenzia iraniana Tasnim riferisce che tre cacciatorpediniere statunitensi sono stati attaccati da missili e droni della Marina iraniana nei pressi dello Stretto di Hormuz. La televisione di stato iraniana ha riferito che l'esercito ha lanciato missili dopo un "attacco" americano a una petroliera iraniana, in seguito a segnalazioni di esplosioni sull'isola di Qeshm. Un ufficiale militare ha dichiarato: "Dopo l'attacco militare statunitense a una petroliera iraniana, le unità nemiche nello Stretto di Hormuz sono state prese di mira da missili iraniani e costrette alla fuga dopo aver subito danni".Secondo Tasnim, i tre cacciatorpediniere americani attaccati si stanno ora dirigendo verso il Mar d'Oman.

Iran: ulteriori esplosioni a Bandar Abbas e Minab

L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riportato un'altra esplosione a Bandar Abbas e anche a Minab.

Italia-Usa: domani Hormuz e Libano temi incontro Rubio-Meloni

Sono la situazione nello Stretto di Hormuz e la crisi in Libano i temi che il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, dovrebbe affrontare domani nel suo incontro con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sarà una "visita di cortesia" il colloquio previsto alle 11,30 a Palazzo Chigi nel quale, spiegano fonti di governo, l'Italia ribadirà la propria disponibilità a fornire un contributo con unità navali per lo sminamento del cruciale passaggio marittimo, ovviamente previa autorizzazione del Parlamento e sotto un ombrello internazionale. Meloni e Rubio, riferiscono ancora le fonti, potrebbero inoltre affrontare la questione libanese, tenendo conto della presenza radicata dell'Italia nel Paese dei cedri. Prima di incontrare il capo del governo, Rubio è atteso alle 10,00 alla Farnesina, per un bilaterale con l'omologo Antonio Tajani. Anche in questo caso in agenda ci sarà il Libano, dove, ha sottolineato Tajani dalla Germania, dove ha incontrato l'omologo tedesco Johann Wadephul, "l'Italia può giocare un ruolo importante". La visita di Rubio non esprime quindi solo la volontà di ricucire i rapporti con un alleato storico dopo gli strali scagliati dal presidente Usa, Donald Trump, nei confronti del Papa, da cui Rubio si e' recato stamane in udienza, e del governo di Roma, accusato di "non aver fatto nulla" nel quadro di un'operazione contro l'Iran che, ha sottolineato Meloni lunedi' scorso da Erevan, non era mai stata discussa in sede Nato. C'è anche il riconoscimento del prezioso ruolo dell'Italia come mediatore in grado di confrontarsi con tutti in uno scenario incandescente come il Medio Oriente.

Iran: abbattuti due aerei a Bandar Abbas e Qeshm

"Abbiamo abbattuto con successo due aerei a Bandar Abbas e Qeshm". Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Mehr. L'emittente iraniana IRIB, citando un funzionario militare, afferma che l'esercito iraniano ha lanciato missili contro "unità nemiche" in seguito a quello che il funzionario ha descritto come un attacco statunitense a una petroliera iraniana nello Stretto di Hormuz. Il funzionario ha affermato che le "unità nemiche" hanno subito danni e hanno lasciato la zona.

Fox News: "Raid Usa in Iran su porto di Qeshm e Bandar Abbas"

Secondo quanto riferito da un funzionario americano a Fox News, l'esercito statunitense ha condotto attacchi contro la città costiera iraniana di Bandar Abbas e l'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi sono stati lanciati dopo che i media iraniani avevano segnalato il rumore di esplosioni in entrambe le località. Il funzionario Usa afferma che gli attacchi non segnano una ripresa della guerra.

Iran, media Teheran: scontro a fuoco con 'nemico' vicino isola Qeshm

Le forze armate iraniane hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con il "nemico" nei pressi dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui "le sezioni commerciali del molo Bahman, sull’isola iraniana di Qeshm, sono state colpite durante uno scambio di fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica e il nemico".

Iran: 'Segnali di azione ostile degli Emirati nel Golfo Persico'

L'Iran minaccia gli Emirati Arabi Uniti, mentre la sua agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim afferma che ci sono "segnali di un'azione ostile" da parte degli Emirati Arabi Uniti in seguito a segnalazioni di esplosioni nella città costiera di Bandar Abbas, sul Golfo Persico, e su un'isola iraniana nello Stretto di Hormuz. Il rapporto afferma che l'Iran non ha ancora confermato se sia trattatto di un vero e proprio attacco, ma aggiunge che, in caso affermativo, Abu Dhabi "pagherà". Secondo i media iraniani "le aree commerciali del molo di Bahman, sull'isola iraniana di Qeshm, sarebbero state "colpite durante uno scontro a fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica" e un non meglio precisato "nemico". L'Isola di Qeshm si trova di fronte alla città di Bandar Abbas, dove i residenti hanno udito le esplosioni. Tasnim ha anche affermato che secondo alcune fonti, le esplosioni udite a Bandar Abbas potrebbero essere dovute ai sistemi di difesa aerea impegnati a fronteggiare due droni. 

Libano, 'nelle ultime 24 ore, ucciso 12 persone nei raid israeliani'

Il ministero della Salute libanese ha reso noto oggi che i raid israeliani hanno causato la morte di 12 persone in Libano nelle ultime 24 ore. Secondo il ministero, dall'inizio della guerra con Hezbollah, il 2 marzo, i bombardamenti israeliani hanno ucciso 2.727 persone in Libano, di cui 187 di età pari o inferiore a 18 anni. Gli attacchi hanno inoltre ferito altre 8.438 persone. Il ministero ha inoltre affermato che tra le vittime figurano 103 operatori sanitari, la maggior parte dei quali paramedici. Gli attacchi israeliani hanno danneggiato 16 ospedali, costringendone 3 alla chiusura, ha aggiunto il ministero, precisando che l'attacco ha danneggiato 26 strutture di pronto soccorso e 123 ambulanze. 

Israele: 'Non coinvolti nelle esplosioni udite vicino a città portuale dell'Iran'

Israele ha negato qualsiasi collegamento dopo le segnalazioni di esplosioni "di origine sconosciuta" udite questa sera vicino ad una città portuale nel sud dell'Iran. Lo riporta Ynet. 

Iran: "Abbattuti due aerei a Bandar Abbas e Qeshm"

"Abbiamo abbattuto con successo due aerei a Bandar Abbas e Qeshm". Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Mehr. L'emittente iraniana IRIB, citando un funzionario militare, afferma che l'esercito iraniano ha lanciato missili contro "unità nemiche" in seguito a quello che il funzionario ha descritto come un attacco statunitense a una petroliera iraniana nello Stretto di Hormuz. Il funzionario ha affermato che le "unità nemiche" hanno subito danni e hanno lasciato la zona.

Iran: Teheran, 'Khamenei gestisce crisi con coraggio, decisioni prese con suo permesso'

L’Iran ha dichiarato che il dossier nucleare sarà escluso "per il momento" dai negoziati con gli Stati Uniti. Lo ha affermato  il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato dai media di Teheran. Baghaei ha inoltre dichiarato che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sta gestendo gli sviluppi della crisi "con coraggio, forza e prudenza", aggiungendo che "nessuna decisione viene presa senza il suo permesso". 

Usa e alleati Golfo sollecitano Onu per chiedere a Teheran riapertura Hormuz

Gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo hanno sollecitato le Nazioni Unite a chiedere all’Iran di porre fine al blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre la risoluzione in proposito va verso il veto di alcuni membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Secondo fonti diplomatiche, la Russia - alleata chiave di Teheran e membro con diritto di veto - avrebbe già avvertito di essere pronta a bloccare il testo. "Crediamo in alcuni principi fondamentali, ovvero la libertà di navigazione per tutte le economie del mondo. È questo ciò che è in gioco, non meno di un pilastro della stabilità e del commercio globale", ha dichiarato l’ambasciatore statunitense Mike Waltz, affiancato dai rappresentanti di Bahrain, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait. Washington e Manama hanno presentato al Consiglio di Sicurezza una bozza di risoluzione che chiede all’Iran di riaprire lo stretto, rinunciare ai pedaggi, dichiarare la posizione delle mine e consentire un corridoio umanitario per il trasporto di fertilizzanti, nel timore di possibili crisi alimentari globali. Secondo i dati citati, circa un quinto del petrolio mondiale e un terzo dei fertilizzanti transitano normalmente attraverso lo Stretto di Hormuz, ma i flussi si sarebbero quasi interrotti dall’inizio del conflitto.

Un colono israeliano a processo per aggressione a una suora francese

Un colono israeliano sospettato di aver preso a calci e ferito una suora cattolica francese a Gerusalemme lo scorso 28 aprile sarà processato per aggressione motivata da ostilità verso un gruppo religioso. Lo ha dichiarato oggi il ministero della Giustizia israeliano. L'aggressione alla suora, una studiosa di 48 anni presso la Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme, è avvenuta sul Monte Sion, appena fuori dalla Città Vecchia. Il sospettato, identificato come Yona Simcha Schreiber, 36 anni, proviene da un insediamento nella Cisgiordania occupata chiamato Peduel. È in arresto dal 29 aprile e la procura ha chiesto che rimanga in detenzione fino al processo, ha precisato il ministero in una dichiarazione. L'uomo è accusato di aggressione con lesioni, motivata da ostilità verso un gruppo religioso. Le immagini di sorveglianza della scena mostrano un aggressore che si avventa contro la suora, vestita con un abito bianco e un velo nero, e la spinge violentemente a terra, facendole sbattere la testa contro un blocco di pietra. L'uomo se ne va, ma poi torna indietro e la prende a calci prima di essere fermato da un passante. Il consolato francese a Gerusalemme ha condannato l'attentato, chiedendo che il responsabile venga processato. 

Media Iran: azione ostile degli Emirati

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha citato fonti che alludevano ad "attività ostili da parte degli Emirati Arabi Uniti, in quanto strumento del regime sionista". La notizia di Tasnim minaccia: "Se confermato, gli Emirati Arabi Uniti pagheranno per questa azione".

Iran, Trump sente Von der Leyen: 'completamente uniti su minaccia nucleare Teheran'

Il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, sono "completamente uniti nel ritenere che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare. Abbiamo concordato che un regime che uccide il proprio popolo non possa controllare una bomba capace di uccidere milioni di persone". Lo ha reso noto lo stesso Trump su Truth Social. 

Trump: no mio e Von der Leyen ad arma nucleare Teheran

"Ho avuto una bella telefonata con la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Abbiamo discusso di molti argomenti, tra cui il fatto che siamo completamente uniti sul fatto che l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare. Abbiamo convenuto che un regime che uccide il proprio popolo non puo' controllare una bomba che puo' uccidere milioni di persone". Lo scrive su 'Truth' il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Iran: Teheran, 'nemmeno un litro petrolio attraverserà Hormuz senza permesso'

L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz e nessuna petroliera potrà attraversare senza l’autorizzazione di Teheran. Lo ha dichiarato Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, ribadendo la linea dura della Repubblica islamica sul controllo della strategica via marittima del Golfo. "Non potranno far passare nemmeno un litro di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz senza il permesso della Repubblica islamica - ha affermato Rezaei - aggiungendo che - se gli americani vedranno anche la minima concessione o ritirata da parte nostra, diventeranno sicuramente ancora più audaci". 

Araghchi: 'bozza risoluzione Onu unilaterale, narrazione faziosa'

L’Iran ha respinto la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede a Teheran di interrompere gli attacchi, il posizionamento di mine e l’imposizione di pedaggi nello Stretto di Hormuz. In una lettera inviata al segretario generale dell’Onu e ai leader degli Stati membri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito il testo "unilaterale", accusandolo di contenere "narrazioni selettive e faziose".

Secondo Araghchi, "la navigazione nello Stretto di Hormuz tornerà alla normalità solo con una fine permanente della guerra e con la revoca del blocco e delle sanzioni contro l’Iran". Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre sostenuto che le attuali restrizioni nel passaggio strategico del Golfo siano il risultato della "guerra aggressiva, ingiustificata e illegale" condotta da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. 

Iran, media: esplosioni vicino Bandar Abbas

Udite esplosioni nei pressi della città portuale iraniana di Bandar Abbas. Lo riporta l'agenzia Fars, affiliata ai Guardiani della RIvoluzione, secondo cui l'esatta origine delle esplosioni è al momento ignota. 

L’emittente locale Eskan News riferisce di sei esplosioni registrate a Sirik, nella provincia di Hormozgan, a intervalli di circa 40 secondi l’una dall’altra. Anche Vahid Online ha riportato esplosioni udite a Qeshm, Minab, Bandar Abbas, Bandar Khamir e Sirik. "Alcune fonti affermano che parte dei rumori fosse riconducibile ad operazioni della Marina dei Pasdaran per avvertire alcune imbarcazioni riguardo a passaggi non autorizzati attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, sono ancora in corso verifiche per determinare l’origine esatta e completa dei rumori", riferisce Tasnim. 

Iran, media: esplosioni a Bandar Abbas

L'agenzia di stampa iraniana FARS ha riferito di aver udito "diverse esplosioni nei pressi di Bandar Abbas". La causa non è ancora nota.

Teheran: 'Nemmeno un litro petrolio attraverserà Hormuz senza permesso'

L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz e nessuna petroliera potrà attraversare senza l’autorizzazione di Teheran. Lo ha dichiarato Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, ribadendo la linea dura della Repubblica islamica sul controllo della strategica via marittima del Golfo. "Non potranno far passare nemmeno un litro di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz senza il permesso della Repubblica islamica - ha affermato Rezaei - aggiungendo che - se gli americani vedranno anche la minima concessione o ritirata da parte nostra, diventeranno sicuramente ancora più audaci". 

Un colono israeliano a processo per aggressione a una suora francese

Un colono israeliano sospettato di aver preso a calci e ferito una suora cattolica francese a Gerusalemme lo scorso 28 aprile sarà processato per aggressione motivata da ostilità verso un gruppo religioso. Lo ha dichiarato oggi il ministero della Giustizia israeliano. L'aggressione alla suora, una studiosa di 48 anni presso la Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme, è avvenuta sul Monte Sion, appena fuori dalla Città Vecchia. Il sospettato, identificato come Yona Simcha Schreiber, 36 anni, proviene da un insediamento nella Cisgiordania occupata chiamato Peduel. È in arresto dal 29 aprile e la procura ha chiesto che rimanga in detenzione fino al processo, ha precisato il ministero in una dichiarazione. L'uomo è accusato di aggressione con lesioni, motivata da ostilità verso un gruppo religioso. Le immagini di sorveglianza della scena mostrano un aggressore che si avventa contro la suora, vestita con un abito bianco e un velo nero, e la spinge violentemente a terra, facendole sbattere la testa contro un blocco di pietra. L'uomo se ne va, ma poi torna indietro e la prende a calci prima di essere fermato da un passante. Il consolato francese a Gerusalemme ha condannato l'attentato, chiedendo che il responsabile venga processato. 

Libano, nelle ultime 24 ore uccise 12 persone nei raid israeliani

Il ministero della Salute libanese ha reso noto oggi che i raid israeliani hanno causato la morte di 12 persone in Libano nelle ultime 24 ore. Secondo il ministero, dall'inizio della guerra con Hezbollah, il 2 marzo, i bombardamenti israeliani hanno ucciso 2.727 persone in Libano, di cui 187 di età pari o inferiore a 18 anni. Gli attacchi hanno inoltre ferito altre 8.438 persone. Il ministero ha inoltre affermato che tra le vittime figurano 103 operatori sanitari, la maggior parte dei quali paramedici. Gli attacchi israeliani hanno danneggiato 16 ospedali, costringendone 3 alla chiusura, ha aggiunto il ministero, precisando che l'attacco ha danneggiato 26 strutture di pronto soccorso e 123 ambulanze. 

Usa all'Iran: "Liberare immediatamente Premio Nobel Mohammadi"

Gli Stati Uniti hanno esortato l’Iran a liberare immediatamente la premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, dopo che i suoi sostenitori hanno lanciato l’allarme sulle sue condizioni di salute, sostenendo che la dissidente rischi di morire in carcere. "Chiediamo al regime iraniano di rilasciarla immediatamente e di garantirle le cure mediche di cui ha bisogno. Il mondo sta osservando", ha scritto su X Riley Barnes, vice segretario di Stato americano per i diritti umani. L’attivista iraniana per i diritti umani, 54 anni, è stata incarcerata più volte negli ultimi 25 anni per il suo impegno contro la pena di morte e contro l’obbligo del velo imposto alle donne iraniane. Arrestata lo scorso dicembre dopo aver criticato le autorità religiose, è stata condannata a febbraio a diversi anni di carcere con accuse che includono attentato alla sicurezza nazionale. Secondo i suoi sostenitori, Mohammadi si troverebbe "tra la vita e la morte" dopo un ricovero d’urgenza avvenuto nel fine settimana. Vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2023, la dissidente aveva criticato anche la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sostenendo che i bombardamenti colpiscono soprattutto la popolazione civile e finiscono per rafforzare il potere della Repubblica islamica.

Libano, Tajani: "Soldati dopo Unifil? Vedremo la missione"

"Vedremo quale sarà la missione dopo la fine di Unifil, anche quello che sarà il nostro ruolo per eventualmente continuare a formare, come facciamo ancora oggi con 100 militari, le forze armate regolari libanesi del presidente Aoun". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di mantenere soldati italiani in Libano anche dopo la scadenza della missione Unifil prevista a fine anno. "Forze armate che dovranno per forza essere composte anche in futuro da cristiani, sunniti e sciiti, per non creare problemi tra la popolazione sciita".

Wsj, Arabia Saudita e Kuwait ripristinano accesso Usa a basi e spazio aereo

Arabia Saudita e Kuwait hanno ripristinato l’accesso delle forze armate statunitensi alle proprie basi e spazio aereo, dopo aver imposto restrizioni temporanee in seguito all’avvio dell’operazione americana per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono al Wall Street Journal fonti statunitensi e saudite, secondo cui la decisione rimuove uno dei principali ostacoli incontrati dall’amministrazione Trump nel tentativo di garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso il corridoio strategico del Golfo. La revoca delle limitazioni apre ora la strada alla possibile ripresa di "Project Freedom", l’operazione statunitense che prevede la scorta navale e aerea alle imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti americane, la missione era stata sospesa dopo appena 36 ore in seguito alle tensioni con Riad, preoccupata per il rischio di escalation con l’Iran e per le garanzie di sicurezza offerte da Washington ai Paesi del Golfo.

Tajani: 'invio militari italiani post-Unifil? Vedremo quale sarà la missione'

Sull'eventuale invio di militari italiani alla scadenza di Unifil "vedremo anche quale sarà la missione dopo la fine" della missione Onu "e anche quello che sarà il nostro ruolo per eventualmente continuare a formare, come facciamo ancora oggi, le forze armate regolari libanesi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti a Wiesbaden. 

Crisi carburante, Ue blocca gli aumenti sui biglietti aerei già acquistati

Nelle linee guida in uscita domani, la Commissione europea precisa che il rincaro del carburante non giustifica né aumenti retroattivi né deroghe alla regola dell'uso dell'80% degli slot. L'esecutivo indica che la situazione delle forniture resta stabile ma non esclude misure aggiuntive in caso di futura scarsità di risorse.

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Idf: "Colpiti terroristi di Hamas nel nord della Striscia di Gaza"

L'esercito israeliano afferma di ''aver eliminato oggi diversi terroristi armati di Hamas che operavano in un centro di comando nel nord della Striscia di Gaza, ponendo una minaccia imminente alle truppe''. ''Prima dell'attacco, aggiunge la nota dell'Idf, ''sono state adottate misure per mitigare il rischio di danni ai civili''. 

Idf: "Ucciso terrorista di Hamas che ha partecipato a rapimento il 7 ottobre 2023"

Il portavoce dell'Idf comunica di aver ucciso la settimana scorsa nella Striscia di Gaza Ibrahim Abu Tzakar ''un terrorista di Hamas che operava come paramedico e ha guidato numerosi attacchi contro le truppe e i civili israeliani''. Secondo quanto affermato dall'Idf, Abu Tzakar ha partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023 e al rapimento di Mia Schem, una giovane che si trovava al Nova Festival quel giorno e che fu rilasciata nel novembre 2023 nel primo accordo per la liberazione di ostaggi. 

Cnn, Teheran impone nuove regole per transito Hormuz

L’Iran sta imponendo nuove regole per il transito nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di rafforzare il controllo sulla via marittima strategica e consolidare i propri presunti vantaggi. Secondo un documento visionato dalla Cnn, Teheran ha introdotto un protocollo che obbliga le navi commerciali a rispettare nuove procedure di autorizzazione, pena il rischio di attacchi. Il modulo, intitolato "Vessel Information Declaration", è emesso dalla nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico e deve essere compilato da tutte le imbarcazioni in transito per garantire il passaggio in sicurezza.

Waltz: "Minare lo Stretto un precedente molto pericoloso"

L'ambasciatore Usa all'Onu, Mike Waltz, ha definito "precedente molto pericoloso" la decisione dell'Iran di minare lo Stretto di Hormuz. "Gli sforzi indiscriminati di minare e imporre pedaggi nello Stretto di Hormuz sono violazioni da manuale del diritto internazionale. Violano le norme piu' basilari del diritto del mare", ha dichiarato, commentando la risoluzione che gli Stati Uniti, assieme ad altri Paesi della regione del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, hanno preparato. 

Whirlpool: "Guerra ha provocato declino industriale in Usa come una recessione"

''La guerra in Iran ha provocato un declino industriale negli Stati Uniti pari a quello di una recessione, a causa del crollo della fiducia dei consumatori tra la fine di febbraio e marzo''. Lo  scrive Whirlpool nel suo rapporto sugli utili nel primo trimestre 2026, ''influenzati da un rapido deterioramento del contesto macroeconomico''. La fiducia dei consumatori, secondo l'azienda, ''è crollata al livello più basso mai registrato, con un impatto sulla domanda e impedendo la ripresa'', dopo un inverno non facile, e ''ha provocato una contrazione del settore pari al 7,4%, un dato in recessione, con un calo del 10%'' nel solo mese di marzo. Il ''declino del settore'' è dovuto a ''pressioni concomitanti'', spiega Whirlpool. La domanda del settore negli Stati Uniti e in Canada ''ha raggiunto i minimi storici'', mentre i prezzi del settore sono stati ''sconvolti dalla sentenza Ieepa e dall'anticipazione dei rimborsi''. 

Domani Rubio da Meloni per ricucire, focus su Hormuz e Libano

Una visita definita “di cortesia”, tengono a precisare da ambienti di governo. Ma anche un tentativo di riallacciare un rapporto che, nelle ultime settimane, complice la raffica di attacchi di Donald Trump, si era progressivamente incrinato. Domani alle 11.30 Marco Rubio, segretario di Stato americano, sarà a Palazzo Chigi per l’atteso faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni. Un incontro che arriva all’indomani della visita in Vaticano, dove il numero uno della diplomazia Usa ha incontrato Papa Leone XIV, altro bersaglio degli strali del tycoon. Sul tavolo del colloquio tra Meloni e Rubio ci saranno soprattutto la crisi iraniana e il nodo energetico. L’Italia, riferiscono fonti di governo, confermerà la propria linea sullo Stretto di Hormuz: disponibilità a fornire cacciamine per eventuali operazioni di sminamento nell’area, snodo cruciale per il commercio internazionale, ma solo dopo il via libera del Parlamento e all’interno di una cornice internazionale condivisa. È probabile inoltre che Meloni affronti con Rubio anche il tema degli attacchi rivolti da Trump all’Italia, accusata dal capo della Casa Bianca di non aver garantito un sostegno adeguato sul dossier iraniano. Il presidente americano aveva addirittura ipotizzato un parziale ridimensionamento della presenza militare statunitense nelle basi italiane.

Iran, istituita agenzia per pedaggi navi in Stretto Hormuz

L'Iran ha creato un'agenzia governativa per controllare e tassare le navi che cercano di attraversare lo stretto di Hormuz. Lo riporta l'Associated Press. 

Media Israele, Usa premono Turchia per fermare nuova Flotilla

Gli Stati Uniti, su richiesta israeliana, stanno intrattenendo contatti diplomatici con la Turchia per impedire la partenza di 15 navi turche della Global Sumud Flotilla, attualmente ancorate a Creta. Lo riporta Ynet, secondo cui anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha trasmesso messaggi in questo senso alle autorità turche. Dopo l'operazione israeliana la settimana scorsa contro la Flotilla in acque internazionali al largo della Grecia, attualmente ancora 35 navi sono ancorate a Creta, tra cui 15 turche, con l'intenzione di riprendere la missione verso Gaza a stretto giro. 

Teheran, "esaminiamo proposta Usa, ancora non raggiunta conclusione"

L’Iran non ha ancora preso una decisione sulla proposta avanzata dagli Stati Uniti e finora non ha fornito alcuna risposta ufficiale a Washington. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa statale Irna. "L’Iran sta esaminando i messaggi trasmessi tramite la parte pakistana - ha affermato Baghaei, aggiungendo che - non abbiamo ancora raggiunto una conclusione e finora non è stata data alcuna risposta alla parte americana". 

Iran non ha ancora preso decisione definitiva e non ha risposto agli Usa

"L'Iran non ha ancora preso una decisione definitiva sulla proposta e non ha ancora fornito alcuna risposta agli Stati Uniti": lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri iraniano all'agenzia di stampa Irna.

Araghchi: "Ho parlato al telefono col ministro degli Esteri pachistano"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha fatto sapere di aver avuto un colloquio telefonico col suo omologo pachistano Ishaq Dar. Lo ha scritto il capo della diplomazia di Teheran sul suo account Telegram, spiegando che nella conversazione entrambe le parti "hanno sottolineato l'importanza di proseguire sulla via del dialogo e della diplomazia". 

Violato embargo su petrolio Iran, gli Usa sanzionano vice ministro iracheno

Il dipartimento del Tesoro ameicano ha imposto sanzioni contro il vice ministro del petrolio iracheno sostenendo che sia coinvolto in un piano volto ad aiutare l'Iran a vendere il proprio greggio miscelandolo con quello dell'Iraq. Secondo Washington Ali Maarij Al-Bahadly ha autorizzato il trasporto via terra di petrolio iracheno, per un valore di diversi milioni di dollari al giorno, verso un contrabbandiere che provvedeva a miscelarlo con greggio iraniano. Il vice ministro ha, inoltre, contribuito a falsificare i documenti, consentendo così che il prodotto miscelato venisse contrabbandato sui mercati spacciato per petrolio di origine esclusivamente irachena, ha aggiunto il dipartimento.  "Al pari di una banda criminale, il regime iraniano sta saccheggiando risorse che appartengono di diritto al popolo iracheno", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent in un comunicato. 

Imo, circa 1.500 navi bloccate in Stretto di Hormuz

Circa 1.500 navi e i loro equipaggi sono intrappolati nel Golfo a causa del blocco iraniano nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto a Panama il segretario generale dell'Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite. La guerra in Medio Oriente, scatenata il 28 febbraio da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran, ha provocato rappresaglie da parte di Teheran in tutta la regione e un blocco navale a Hormuz, una rotta  commerciale globale cruciale. "Al momento, abbiamo circa 20.000 membri dell'equipaggio e circa 1.500 navi bloccate", ha dichiarato Arsenio Dominquez alla Convenzione marittima delle Americhe. 

Coldiretti, con crisi Hormuz +85% costi fertilizzanti

La crisi di Hormuz ha fatto salire alle stelle i costi dei fertilizzanti come l’urea che è balzata a 870 euro a tonnellata, contro i 470 del maggio di un anno fa (+85%), mentre nello stesso periodo il nitrato ammonico è passato da 369 euro a tonnellata a 510 (+38%). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati camerali, diffusa in occasione del vertice a Roma del Gruppo dei Paesi del Mediterraneo dell'Unione Europea, Med9, presieduto dal vicepremier e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani. Secondo una stima della Fao – ricorda Coldiretti -, la chiusura di Hormuz ha ritardato la disponibilità fino a 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese, mettendo a rischio la produttività agricola. 

Ricucire lo strappo e mediare con Cuba: cosa cerca Rubio dal Papa

Dietro la visita del Segretario di Stato Usa in Vaticano ci sono due grossi temi politici: riparare i danni causati da Trump nei rapporti con la Santa Sede e ottenere sostegno in un dialogo con L'Avana. Anche per non perdere il sostegno dell'elettorato cattolico

Ricucire lo strappo e mediare con Cuba: cosa cerca Rubio dal Papa

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Meloni: "Grazie a Polonia per solidarietà, oltre 1 mln profughi ospitati"

"In questi quattro anni la Polonia non ha mai fatto venire meno il proprio sostegno e la propria solidarietà nei confronti dell’Ucraina e credo che anche qui dobbiamo ringraziare la Polonia, particolarmente per la solidarietà che ha dimostrato. Dobbiamo ricordare che la Polonia ospita oggi oltre un milione di profughi ucraini e quindi, per il tramite del primo ministro, vorrei ringraziare il popolo polacco: è una lezione per tutti, la loro solidarietà". Così la premier Giorgia Meloni, parlando alla stampa dopo l'incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro polacco Donald Tusk.

Meloni: "Rinnovo vicinanza a Emirati Arabi per ingiustificabili attacchi"

"Italia e Polonia sono entrambe impegnate per favorire una de-escalation" in Medio Oriente e "per contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese. Siamo anche particolarmente attenti alle necessità dei nostri partner nel Golfo e voglio approfittare dell’occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell’Italia agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti dall’Iran anche nelle ultime ore". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro polacco Donald Tusk.

Vaticano, Marco Rubio vede Papa Leone XIV: "Incontro amichevole, impegno comune per pace"

Il segretario di Stato americano ha visto il Pontefice, dopo settimane di scontri a seguito degli attacchi di Donald Trump. L'udienza, si legge in una nota del Dipartimento di Stato Usa, ha evidenziato "la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana".

Vaticano, Rubio vede Papa Leone. Usa: 'Impegno comune per la pace'

Vaticano, Rubio vede Papa Leone. Usa: 'Impegno comune per la pace'

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Fonti Dip. Stato Usa: "Nuovo round colloqui con Israele 14 e 15 maggio"

Diplomatici di Israele e Libano s'incontreranno il 14 e il 15 maggio al Dipartimento di Stato a Washington, per un nuovo round di colloqui finalizzati a un accordo di pace. Lo ha riferito un portavoce del Dipartimento di Stato. 

Islamabad, "ci aspettiamo accordo Usa-Iran prima piuttosto che dopo"

Il governo di Islamabad si aspetta che un accordo tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente sia raggiunto "prima piuttosto che dopo". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri pachistano, Tahir Andrabi, secondo i media locali. 

'Delfini kamikaze' in Stretto Hormuz per rimozione mine, Pentagono nega uso di Teheran

Le forze armate degli Stati Uniti non stanno utilizzando delfini kamikaze per la rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz. Una fonte al Pentagono, consultata da Adnkronos, ha negato tale ipotesi. Ma questo non significa che Washington non ne abbia. Le parole del funzionario seguono quelle del Segretario alla Difesa Pete Hegseth che, questa settimana, è stato costretto a smentire l'affermazione – a fronte delle crescenti preoccupazioni – secondo cui l'Iran avrebbe addestrato tali mammiferi per compiere attacchi suicidi contro le forze statunitensi e il traffico mercantile nell’importante via marittima. Il possibile impiego dei delfini nelle operazioni militari solleva questioni complesse, secondo gli esperti: non solo se paesi come l'Iran dispongano di animali marini addestrati, ma anche se abbiano sviluppato le competenze necessarie per operare efficacemente con essi."Per gli esseri umani, imparare a sfruttare al meglio le capacità dei delfini rappresenta una sfida", ha detto Scott Savitz ad Adnkronos, ingegnere senior presso il think tank Rand Corporation ed esperto di contromisure contro le mine. La questione non è "se gli iraniani possano o meno disporre di animali fisicamente presenti e dotati di un certo addestramento, bensì se siano stati gli iraniani stessi ad addestrarsi" per lavorare con i delfini, sostiene l’ingegnere. Savitz ha spiegato che, in passato, furono impiegati per individuare eventuali mine, ma dopo che i conflitti erano terminati. Non sono mai stati usati come kamikaze. "Le ostilità erano sostanzialmente cessate", ha affermato. "Non si cerca certo di aprirsi la strada combattendo con l'ausilio dei delfini".  

Tesoro Usa annuncia sanzioni contro individui e società legate a Teheran

Gli Stati Uniti aumentano la pressione economica sull’Iran e sulle milizie filo-iraniane in Iraq. L'Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac) del Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato nuove sanzioni contro individui e società accusati di sfruttare il settore petrolifero iracheno e di minare la sicurezza del Paese. Tra i soggetti colpiti - si  apprende da un comunicato - figura anche Ali Maarij Al-Bahadly, vice ministro del Petrolio iracheno, accusato di "abusare della propria posizione per facilitare la deviazione di petrolio destinato a essere venduto a beneficio del regime iraniano e delle sue milizie proxy in Iraq". Le sanzioni colpiscono inoltre tre alti dirigenti delle milizie filo-iraniane Kata'ib Sayyid Al-Shuhada e Asa'ib Ahl Al-Haq.

Orsini: "Conflitto per tutto 2026 costerebbe 21 mld a nostre industrie"

''Nel caso in cui il conflitto continui fino alla fine dell’anno, alle nostre industrie impaterebbe 21 miliardi di euro di costo''. ''La domanda è: abbiamo la capacità per sopperire ai 21 miliardi? Io credo che non ce l'abbiamo''. Lo afferma il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo a Sky tg24 live in. ''Oggi noi dobbiamo cercare di fare tutto il possibile, quello che si può a livello italiano, ma io credo che qui debba intervenire l'Europa, cioè oggi serve fare sicuramente debito pubblico europeo, per aiutare quei Paesi che purtroppo sono ancora indietro'', secondo il presidente. ''Noi non possiamo permetterci di farlo come Italia, noi abbiamo bisogno che l'Europa faccia un mercato unico dell'energia, ma serve che l'Europa intervenga in maniera seria''.

Global Sumud Flotilla convocherà assemblea internazionale in Turchia

La Global Sumud Flotilla (Gsf) convocherà un’Assemblea Internazionale a Marmaris, in Turchia, il 9 e 10 maggio, seguita da una conferenza stampa l’11 maggio. Lo riferisce la stessa Global Sumud Flotilla aggiungendo che "questa assemblea rappresenta un momento decisivo per il movimento, poiché partecipanti, organizzatori, partner ed esperti internazionali della Gsf si riuniranno per rivalutare, approfondire la strategia politica e affinare la traiettoria della missione". 

Hamas conferma uccisione figlio leader politico al-Hayya

Hamas ha confermato ufficialmente che Azzam, figlio del leader dell'organizzazione terroristica della Striscia di Gaza Khalil al-Hayya, è stato eliminato nella Striscia di Gaza. Al-Hayya ha parlato al telefono con Jibril Rajoub, il quale ha espresso le sue condoglianze per la morte del figlio Azzam, avvenuta in un'operazione di eliminazione a Gaza City. È stato inoltre precisato che Azzam è il quarto figlio di al-Hayya eliminato da Israele.

Fao, a rischio forniture alimentari in seconda metà 2026 e in 2027

Secondo il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, la scarsità globale di fertilizzanti causata dalle perturbazioni nello Stretto di Hormuz comporterà rese inferiori e un'ulteriore contrazione delle disponibilità alimentari nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027. Intervenendo alla riunione ministeriale dei Paesi Med9++ su 'Sostegno alla sicurezza alimentare e all'accesso ai fertilizzanti', il Dg ha parlato di "un momento di grande difficoltà. Non si tratta soltanto di una crisi geopolitica, ma di uno shock al cuore stesso del sistema agroalimentare globale". "L'agricoltura risponde a un calendario colturale che non può essere posticipato - spiega - i fertilizzanti devono essere distribuiti in momenti precisi del ciclo produttivo. Se non arrivano in tempo, i raccolti ne risentono, indipendentemente da ciò che accade in seguito". In pratica, anche un ritardo di poche settimane costringe gli agricoltori a ridurre l'impiego di fertilizzanti o a rinunciare del tutto alla concimazione. E gli impatti attuali - dice - non si limitano ai prezzi presenti, ma si trasmettono ai raccolti futuri. I paesi dipendenti dalle importazioni in Africa, Asia e in alcune zone del Medio Oriente figurano tra i più esposti, ma nessun paese è al riparo dalla crisi, avverte Qu Dongyu.

Libano, razzo colpisce la base Unifil italiana di Shama. Nessun ferito

Si indaga sulla provenienza del colpo che ha centrato la sede del contingente di Unifil Sector West. Solo lievi danni a un mezzo militare.

Libano, razzo colpisce la base Unifil italiana di Shama. Nessun ferito

Libano, razzo colpisce la base Unifil italiana di Shama. Nessun ferito

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Razzo nella base italiana Unifil, forse in dotazione di Hezbollah

A finire nella base italiana Unifil di Shama sarebbe stato un razzo a corto raggio da 107 millimetri, generalmente utilizzato dalle milizie di Hezbollah. Le schegge del razzo, finito in campo aperto, avrebbero provocato la foratura di un mezzo. Lo si apprende da fonti informate. 

Crisi carburante, Ue blocca gli aumenti sui biglietti aerei già acquistati

Nelle linee guida in uscita domani, la Commissione europea precisa che il rincaro del carburante non giustifica né aumenti retroattivi né deroghe alla regola dell'uso dell'80% degli slot. L'esecutivo indica che la situazione delle forniture resta stabile ma non esclude misure aggiuntive in caso di futura scarsità di risorse.

Crisi carburante, Ue blocca aumenti sui biglietti aerei già acquistati

Crisi carburante, Ue blocca aumenti sui biglietti aerei già acquistati

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Libano, razzo ha colpito la base UNIFIL di Shama: nessun ferito

Questo pomeriggio un razzo, la cui provenienza è ancora in fase di accertamento, è caduto all'interno della base di Shama, sede del contingente italiano di UNIFIL Sector West. Non si registrano feriti tra il personale italiano, solo lievi danni a un mezzo militare. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, con il Comandante del COVI, Generale di Corpo d'Armata Iannucci e con il Comandante del contingente italiano per seguire costantemente l’evoluzione della situazione. Sono attualmente in corso accertamenti per valutare con precisione la provenienza del razzo, nonché la dinamica dell’accaduto.

Idf: "Hezbollah ha lanciato diversi razzi e droni esplosivi contro nostre truppe"

Nelle ultime ore, Hezbollah ha lanciato diversi razzi e droni esplosivi contro le truppe israeliane di stanza nel Libano meridionale. Lo riferito l'esercito israeliano, aggiungendo che i razzi e diversi droni sono stati abbattuti, mentre alcuni droni sono esplosi in prossimità delle forze israeliane. Secondo quanto riferito dall'Idf, nessuno degli attacchi ha causato feriti.

Papa dona a Rubio una penna di legno d'ulivo: "E' la pianta della pace"

Il Papa ha donato al Segretario di Stato Usa Marco Rubio una penna di legno d'ulivo. "E' la pianta della pace", ha sottolineato Leone XIV mostrando anche che ad una estremità è raffigurato il suo stemma.

Tajani: "Pronti a fare nostra parte su Hormuz quando sarà il momento"

"Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a iniziative internazionali una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile per far sì che possa essere garantita la libertà di navigazione, non abbiamo cambiato posizione, continuiamo ad essere in contatto con i nostri partner internazionali, europei e non, quindi quando sarà il momento saremo pronti a fare la nostra parte, intanto continuiamo a lavorare nel Mar Rosso con la missione Aspides che è fondamentale e con la missione Atalanta per garantire la libertà di navigazione, protezione dei mercantili e protezione dalla pirateria". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un evento alla Farnesina rispondendo ad una domanda sull'impegno italiano ad Hormuz.

Fonti Ue: revisione delle sanzioni alla Siria nelle prossime settimane

L'Unione europea sta valutando di "riformulare il meccanismo delle sanzioni" ancora in vigore nei confronti della Siria e di "rimuovere alcune entità soggette a sanzioni dell'Ue". Lo segnala un alto funzionario Ue, specificando che "verrà presa una decisione in merito nelle prossime settimane". Al momento manteniamo "le sanzioni applicate a tutte le persone associate al regime di Assad", mentre quelle "relative all'economia sono state revocate. Restano in vigore le sanzioni relative al finanziamento del terrorismo e una serie di entità soggette a sanzioni dell'Ue", ha spiegato la fonte. "Attualmente - ha aggiunto - è in corso un lavoro volto a identificare le entità che potrebbero essere rimosse dall'elenco. Probabilmente nelle prossime settimane verrà presa una decisione in merito, ma il percorso generale che stiamo intraprendendo consiste nell'esaminare questi elenchi per verificare se è possibile rimuovere alcune entità. Più in generale, stiamo anche valutando di riformulare il meccanismo delle sanzioni". 

Madrid convoca incaricato d'affari Israele su flotilla e conferisce ordine al Merito ad Albanese

Madrid ha annunciato di aver convocato ieri l'incaricata d'affari israeliana per protestare contro l'arresto "Inaccettabile e intollerabile" di un militante spagnolo della Flotilla per Gaza, la cui detenzione è stata prolungata fino a domenica. Sempre oggi il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha insignito di una medaglia onorifica Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi ocupati. Martedì, un tribunale israeliano aveva esteso fino a domenica la detenzione del cittadino spagnolo Saïf Abu Keshek e di quello brasiliano Thiago Avila, entrambi della Flotilla'. Ieri "abbiamo nuovamente convocato l'incaricata d'affari israeliana per farle sapere a che punto è inaccettabile e intollerabile prolungare la detenzione del nostro cittadino", ha annunciato il ministro degli Esteri José Manuel Albares in parlamento.

Fonti a Reuters: Usa-Iran vicini a accordo temporaneo solo su fine guerra

Gli Stati Uniti e l'Iran si stanno avvicinando a un accordo limitato e temporaneo per fermare la guerra: lo affermano fonti e funzionari a Reuters, come riporta sul sito, con una bozza che fermerebbe i combattimenti ma lascerebbe irrisolte le questioni più controverse. Il piano che sta prendendo forma si concentra su un memorandum d'intesa a breve termine piuttosto che su un accordo di pace globale, sottolineando le profonde divisioni tra le due parti e segnalando che si tratterebbe di una misura provvisoria. Teheran e Washington hanno ridimensionato le ambizioni di un accordo globale a causa del persistere di divergenze, in particolare sul programma nucleare iraniano, compreso il destino delle sue scorte di uranio altamente arricchito e la durata della sospensione delle attività nucleari da parte di Teheran. Al contrario, stanno lavorando a un accordo temporaneo volto a prevenire un ritorno al conflitto e a stabilizzare il traffico marittimo attraverso lo stretto, hanno affermato fonti e funzionari. "La nostra priorità è che annuncino la fine definitiva della guerra, dopodiché le restanti questioni potranno essere affrontate una volta ripresi i colloqui diretti", ha dichiarato a Reuters un alto funzionario pakistano coinvolto nella mediazione tra le due parti. Secondo fonti e funzionari, il quadro proposto si svilupperebbe in tre fasi: la fine formale della guerra, la risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz e l'avvio di un periodo di 30 giorni per i negoziati su un accordo più ampio. 

Delegazione olandese in visita al valico di Rafah

Una delegazione del governo olandese, guidata dal ministro per il Commercio e la Cooperazione allo Sviluppo, Sjoer Wimmer Dasma, ha visitato oggi il nord Sinai, in Egitto. Giunta all'aeroporto di Al Arish, ha avuto un incontro con il governatore della provincia, Khaled Maghawer, e ha poi visitato il valico di Rafah. Durante l'incontro, il governatore ha esaminato le diverse minacce strategiche che l'Egitto si trova ad affrontare e gli sforzi del Paese per combattere il terrorismo e garantire la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo globale nella penisola del Sinai. Ha inoltre discusso degli sforzi compiuti dall'Egitto per inviare aiuti umanitari e rifornimenti di soccorso alla Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, nonché del ruolo degli organi esecutivi del governatorato nel facilitare la consegna di tali aiuti e nel fornire supporto logistico al popolo palestinese. La delegazione ha infine visitato il valico di Rafah, i magazzini logistici e l'Ospedale Generale di El Arish per verificare l'efficacia delle azioni e dei servizi umanitari implementati nel governatorato. Il Governatore ha ribadito che "lo Stato egiziano continua i suoi sforzi umanitari a favore del popolo palestinese, parallelamente al suo impegno per il mantenimento della sicurezza, della stabilità e dello sviluppo armonioso nel Sinai". 

Iran, Tajani: "Su Hormuz pronti ad informare il Parlamento". VIDEO

Media Israele, nella notte telefonata tra Netanyahu e Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato nella notte con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al termine della riunione del consiglio dei ministri per la Sicurezza Politica. Lo riporta Ynet. La convocazione del consiglio dei ministri e il colloquio tra i due leader si sono svolti in un contesto di notizie di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran per un accordo che ponga fine alla guerra. 

Iran, prezzi petrolio ancora in calo: Brent -4% sotto 97 dollari e Wti in calo del 5% a 90 dollari

I prezzi del petrolio sono ancora in calo mentre le indiscrezioni parlano di una ripresa dei colloqui tra Iran e Usa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Il Brent si attesta a 96,66 dollari al barile, in calo del 4,55% mentre il Wti si attesta a 90,34 dollari, in calo del 4,99%. 

Raid Idf in Libano, macerie e fumo a Beirut e Nabatieh. VIDEO

Tajani: "Crisi Hormuz questione globale, rischi di nuove instabilità"

''La situazione nello Stretto di Hormuz non è solo una questione regionale, ma globale''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani lanciando la ''Coalizione di Roma per la Sicurezza Alimentare e l'Accesso ai Fertilizzanti'' durante la riunione ministeriale del Gruppo Med9 allargato alla Farnesina. ''Vogliamo rendere questo nuovo dialogo un forum permanente'', ha aggiunto Tajani, sottolineando che ''insieme possiamo fare la differenza''.

Nel discorso conclusivo, Tahani ha spiegato che la crisi di Hormuz ''coinvolge i flussi energetici, il commercio marittimo, la sicurezza alimentare e la stabilità in molte regioni'' e ''le conseguenze sono già visibili''. Il titolare della Farnesina ha sottolineato che ''i mercati dei fertilizzanti sono sotto pressione, i costi logistici e i premi assicurativi sono in aumento. Si tratta di pressioni reali su famiglie, agricoltori ed economie fragili in diverse regioni, compresa l'Africa. Esistono rischi di nuove forti instabilità e nuove dinamiche migratorie''. Infine, ''abbiamo anche un messaggio chiaro. Siamo tutti impegnati a sostenere la pace e il dialogo. E' importante proseguire in questa direzione''.

Tajani: "Disponibili a partecipare a missione su Hormuz dopo una tregua stabile"

''Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a iniziative internazionali'' nello Stretto di Hormuz ''una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile per far sì che possa essere garantita la libertà di navigazione''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti a margine della riunione ministeriale del Gruppo Med9 allargato facendo riferimento alla disponibilità italiana a partecipare a una missione nello Stretto di Hormuz una volta terminate le ostilità. ''Non abbiamo cambiato posizione. Continuiamo ad essere in contatto con i nostri partner internazionali europei e non, quindi quando sarà il momento saremo pronti a fare la nostra parte'', ha aggiunto Tajani.

''Intanto continuiamo a lavorare nel Mar Rosso con la missione Aspides che è fondamentale e con la missione Atalanta per garantire la libertà di navigazione, la protezione dei mercantili e la protezione dalla pirateria'', ha concluso il ministro.

Hormuz

Libano, Netanyahu: "Nessun terrorista gode di immunità"

"Dico ai nostri nemici nel modo più chiaro possibile", che "nessun terrorista gode di immunità. Chiunque minacci Israele mette a rischio la propria vita". A dichiararlo è stato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, commentando l'uccisione del comandante della forza d’élite Radwan di Hezbollah a Beirut. "Questo è lo stesso terrorista che ha diretto il piano per conquistare il Nord", ha afferma in un video. "Ha creduto di poter continuare a guidare gli attacchi contro le nostre forze e le nostre comunità dal suo quartier generale nascosto a Beirut".

"A quanto pare - prosegue- ha letto sui giornali che a Beirut poteva godere dell’immunità. L’ha letto… e questo non accadrà più", aggiunge il premier, annunciando che nel corso dell'ultimo mese Israele ha ucciso più di 200 membri di Hezbollah. "Stiamo facendo la stessa cosa a Gaza, eliminando cellule terroristiche". 

Tajani: "Con Crosetto pronti a informare il Parlamento su Hormuz"

''Con il ministro Crosetto abbiamo deciso di informare il Parlamento e oggi abbiamo scritto ai presidenti delle commissioni esteri e difesa di Camera e Senato. Siamo pronti a informare su tutte la situazione politico militare nell'area''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti a margine della riunione ministeriale del Gruppo Med9 allargato facendo riferimento alla disponibilità italiana a partecipare a una missione nello Stretto di Hormuz una volta terminate le ostilità.

Iran, Urso: "Riunioni a breve con Masaf su impatto"

"La guerra nel Golfo e la crisi dello stretto di Hormuz comprimono rotte e approvvigionamenti facendo lievitare i costi dell'energia, dei fertilizzanti, della logistica e della distribuzione. Sono tensioni che mettono sotto pressione tutta la filiera. Ne siamo consapevoli, con il Ministro Lollobrigida abbiamo previsto anche riunioni importanti e significative che si svolgeranno nei prossimi giorni qui al nostro dicastero". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto in un videomessaggio all'assemblea di Cia-Agricoltori Italiani. "Malgrado ciò, l'agroalimentare italiano resta un pilastro di eccellenza, una leva strategica per crescita e sicurezza nazionale. I dati parlano chiaro: siamo primi in Europa per valore aggiunto agricolo e l'export è in crescita, con il saldo commerciale passato da deficit a un avanzo prossimo ai 3 miliardi. Questo successo nasce dalla qualita' dei nostri, dei vostri prodotti". 

Media: telefonata Trump-Netanyahu su sviluppo negoziati

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto la notte scorsa una conversazione telefonica con il presidente americano Donald Trump, dopo la riunione del gabinetto di sicurezza. Lo scrive il portale israeliano Ynet. Il colloquio, si legge, ha avuto luogo nell'ambito degli sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran su un accordo per porre fine alla guerra. 

Patuelli: "Senza strategia di grande respiro, pace rischia di essere fase effimera"

“Tutti i giorni i mercati hanno una doccia fredda di annunci, fatti che smentiscono, dichiarazioni non combacianti, tutto questo manda in altalena i mercati, qualcuno non in Europa cerca di fare affari utilizzando informazioni in anticipo. Io sono non ottimista ma molto speranzoso che raggiungano almeno uno stabile armistizio, non solo in Medio Oriente, perché i fronti sono vari, non solo Hormuz ma anche il Libano e l’Ucraina”. Così il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in un incontro organizzato a Torino in occasione della consegna degli Oscar delle banche.

“Ammettiamo che venga raggiunto un cessate il fuoco stabile e una via per raggiungere la pace ma, come insegnava Giorgio La Pira, è molto più facile organizzare la guerra che organizzare la pace e questo è il mio timore perché ottenere un quadro di stabile riappacificazione non è un’operazione di marketing o di andare dietro alle esigenze degli umori della gente perché ci sono le elezioni di medio termine. O è una strategia di grande respiro basata su principi e metodi di stabilizzazione della pace altrimenti rischia di essere un’ulteriore fase effimera fra conflitti”.

Netanyahu conferma l'uccisione del capo forza Radwan Hezbollah

''Ieri sera abbiamo eliminato il comandante della Forza Radwan di Hezbollah, nel cuore di Beirut. Forse aveva letto sui giornali di godere di immunità a Beirut, ma non è così''. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota, in riferimento al raid in cui ieri l'Idf ha preso di mira Ahmed Ghaleb Balout, il comandante dell'unità d'élite di Hezbollah, nel quartiere Dahieh, colpendo per la prima volta la capitale libanese dall'inizio della fragile tregua con il Libano annunciata dal presidente Usa Trump. ''Si tratta del terrorista che guidava il piano per la conquista del Nord, che pensava di poter continuare a ordinare attacchi contro le nostre forze e le nostre comunità dal suo quartier generale segreto a Beirut. Ma nessun terrorista gode di immunità'', ha aggiunto Netanyahu.

Ue: "Rincari e tagli alle rotte per il caro carburante, non per carenza di jet fuel"

"Da quanto ci risulta per ora le compagnie stanno alzando i prezzi dei biglietti o cancellando alcune rotte a causa dell'aumento dei prezzi del carburante, non tanto per la carenza di jet fuel. Sono due cose diverse". Lo ha detto una portavoce della Commissione europea durante il briefing con la stampa, confermando che domani dovrebbero essere pubblicate le linee guida Ue alle compagnie aeree in cui sarà affrontata anche la questione dell'uso di carburante statunitense di tipo A. 

Energia, Urso: "Su rinnovabili recuperare ritardi autorizzazioni"

"Dobbiamo accelerare contemporaneamente sia sulla realizzazione di impianti di tecnologia green, fotovoltaici, eolici,  geotermici, tutto quello che è possibile fare nel più breve tempo recuperando alcuni ritardi autorizzatori e accelerare su quello che abbiamo già garantito, perché lo scorso anno la produzione di energia rinnovabile è aumentata del 25%, e su quello che abbiamo già garantito alle imprese, perché il tra piano Transizione 5.0 rispetto a Industria 4.0 dà la possibilità all'impresa di realizzare pannelli fotovoltaici ai fini dell'autoconsumo industriale, dell'efficientamento energetico". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine dell'incontro von il ministro della Governance Digitale e dell'Intelligenza Artificiale della Repubblica Ellenica, Dimitris Papastergiou. "Dobbiamo proseguire sulla strada dell'energia rinnovabile e dell'autoconsumo ai fini industriali, sbloccando anche i processi autorizzatori che hanno talvolta impedito di realizzare investimenti piuttosto significativi. Faccio un appello alle Regioni affinché si facciano protagoniste di questo percorso così importante nell'autorizzare gli impianti di tecnologia rinnovabile laddove possibile e di contribuire all'autonomia strategica del nostro Paese. Più rinnovabile e nucleare di nuova generazione insieme. Ben sapendo che occorre partire da subito per consentire nell'arco degli anni che il nucleare di nuova generazione si sostituisca anche all'energia prodotta con il gas", ha aggiunto Urso. 

Teheran offre assistenza a navi bloccate a Hormuz

L'Iran ha offerto assistenza alle navi bloccate per la chiusura dello stretto di Hormuz. Lo riferisce Press Tv. L'Organizzazione portuale e marittima (Pmo) ha diffuso una comunicazione ufficiale ai comandanti dei mercantili per annunciare "la piena disponibilità dei porti iraniani a fornire servizi pubblici marittimi, assistenza tecnica e assistenza medica e sanitaria". Dunque  potranno "accedere a provviste, carburante, assistenza medica e materiali di riparazione autorizzati", assicura la nota. 

Urso: "Ci auguriamo successo negoziato, se continua blocco Hormuz conseguenze gravi"

"Tutti ci auguriamo che il negoziato in corso abbia successo perché tutti siamo consapevoli che ove si prolungasse il blocco nello stretto di Hormuz le conseguenze sarebbero particolarmente gravi sull'economia globale, europea e, quindi, sull'Italia. Nessuno può prevedere quello che accadrà, dobbiamo essere prudenti, responsabili, determinati e tempestivi nel fronteggiare la crisi che ha conseguenze non solo sul prezzo dei carburanti, ma anche sul costo dell'energia, sul tasso d'inflazione e sulle potenzialità di crescita". Lo dichiara il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine dell’iniziativa di alto livello 'Greece–Italy Bilateral Dialogue'.

Fontana: "Navigabilità stretti è priorità per Italia, dobbiamo garantirla"

''La navigabilità degli stretti è fondamentale per il nostro paese. Noi ci troviamo all'interno del Mediterraneo, siamo il Paese più esposto, quindi il fatto che questi mari siano navigabili diventa una priorità per il Paese, ovviamente gli stretti a noi più vicini come Gibilterra, Suez, Bab-el-Mandeb sono fondamentali, ma anche lo stretto di Hormuz e quindi bisogna prendere coscienza che è una questione prioritaria per il nostro Paese e a quel punto, nel momento in cui ci fosse richiesto, ma anche se non ci fosse richiesto, dobbiamo tenere conto che essendo una priorità, dobbiamo cercare di fare in modo che la navigabilità di questi stretti sia garantita''. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana a SkyTg24 Live in.

Madrid convoca ambasciatore dell'Iran e chiede la liberazione della Nobel Mohammadi

Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha annunciato oggi di aver convocato l'ambasciatore dell'Iran in Spagna, Raza Zabib, "per esigere l'immediata liberazione" della premio Nobel della Pace, Narges Mohammadi, "in stato critico di salute" dopo un peggioramento delle sue condizioni in carcere. Albares ha informato della protesta oggi al Congresso spagnolo:  "E' necessario che  Narges Mohammadi riceva l'assistenza medica necessaria, ma soprattutto esigiamo dalle autorità iraniane la sua immediata liberazione. Per questo vi informo che questa mattina abbiamo convocato l'ambasciatore iraniano a Madrid per trasmettere questa richiesta", ha dichiarato il capo della diplomazia spagnola, durante l'audizione alla Camera bassa, richiesta dai gruppi parlamentari della sinistra Sumar, Erc, Bildu, Podemos, Bng e Compromis, per conoscere le azioni dell'esecutivo per la liberazione dei due attivisti della Global Sumud Flotilla, per i quali un tribunale israeliano ha prorogato la detenzione fino al 10 maggio. La Premio Nobel della pace nel 2023 era stata nuovamente arrestata lo scorso dicembre e condannata a 6 anni e mezzo di carcere, Secondo la Fondazione a lei intitolata, Mohammadi si trova "fra la vita e la morte" e ha bisogno di un trattamento medico urgente per le sue critiche condizioni di salute. 

Iran, Pezeshkian vede Khamenei: "Fiducia e franchezza"

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha parlato per quasi due ore e mezzo con l'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in un clima "di franchezza e fiducia". A riferirlo e' stato lo stesso Pezeshkian, intervenuto a sorpresa a incontro con artigiani e commercianti al ministero dell'Industria. Lo riferiscono i media di Stato iraniani. "Cio' che mi ha colpito piu' e' stato il modo di fare umile e profondamente cordiale, la visione e l'approccio della guida suprema della rivoluzione islamica", ha raccontato. Tanto da rendere l'atmosfera "diretta, franca e intrisa di un senso di vicinanza e fiducia", ha assicurato.

Teheran: "I paesi del Golfo fuori dalle dispute o se ne pentiranno"

L'Iran ha ammonito i paesi del Golfo a stare fuori dallo scontro con gli Stati uniti o se ne pentiranno. L'avvertimento è arrivato da Seyyed Mehdi Tabatabaei, numero due dell'ufficio stampa presidente Massoud Pezeshkian. "La Repubblica Islamica dell'Iran è il miglior vicino e la piu' nobile potenza indiscussa della regione", ha scritto su X, "e sulla base di profonde convinzioni religiose, si considera amica dei paesi islamici". Dunque i paesi "molto più piccoli non si lascino coinvolgere nelle dispute tra i grandi. Non si trasformino in pedine del gioco e in merce di scambio del nemico, altrimenti non resterà loro altro che rimpianto e pentimento", ha aggiunto. 

Media: "Prime intese per una riapertura graduale di Hormuz"

Stati Uniti e Iran hanno raggiunto le prime intese per revocare gradualmente il blocco dello stretto di Hormuz. Lo riferisce il media arabo al Hadath. "Le trattative stanno facendo passi avanti", si legge, "l'Iran riaprirà gradualmente Hormuz e gli Stati Uniti allenteranno il blocco navale dei porti iraniani". Secondo il portale, "una soluzione per far partire le navi bloccate potrebbe arrivare entro poche ore".

Media, almeno 6 persone uccise in raid israeliani a Gaza

Almeno sei persone sono state uccise nella Striscia di Gaza a causa di attacchi israeliani e altre tre per ferite riportate in precedenza: lo ha dichiarato il Ministero della Salute di Gaza. In un comunicato, il ministero ha affermato che un agente di polizia è stato ucciso in un attacco a un veicolo nella zona di Muwasi a Khan Yunis e che tre persone sono state uccise nel quartiere di Zaytoun a Gaza City. Il comunicato aggiungeva che due persone erano state uccise nel quartiere di Daraj, sempre a Gaza City, tra cui Azzam al-Hayya, figlio del leader politico di Hamas in esilio Khalil al-Hayya. Secondo i dati del ministero, dall'inizio del cessate il fuoco a Gaza, l'11 ottobre 2025, si contano 846 morti, 2.418 feriti e 769 corpi recuperati. Dall'inizio della guerra, i morti erano 72.628 e i feriti 172.520. 

Iran, Schlein: "Fermare le guerre illegali di Trump, Netanyahu e Putin"

"Stiamo vedendo le nubi della guerra intorno a noi, ombre che sembravano consegnate alla storia, in molti scenari vediamo crimini di guerra e la fame utilizzata come crimine di guerra. Io penso che la terra non debba mai accogliere il sangue, l'Italia ripudia la guerra, noi dobbiamo fare il possibile per fermare queste guerre illegali che Trump sta portando in Iran, Netanyahu a Gaza e Putin in Ucraina". Lo ha detto Elly Schlein all'assemblea della Cia. 

Iran, abbattuto un drone sopra lo Stretto di Hormuz. VIDEO

Madrid convoca incaricato affari Israele, protesta contro l'arresto di un attivista della Flotilla

Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha informato di aver convocato ieri per la seconda volta l'incaricata di affari di Israele, massimo rango diplomatico in Spagna per esprimere "una energica protesta" per "l'inassumibile e inammissibile proroga dell'arresto" dell'attivista della Global Sumud Flotilla, di nazionalità ispano-palestinese Saif Abukeshek da parte delle autorità israeliane. "Vi informo che ieri ho di nuovo convocato l'incaricata d'affari di Israele in Spagna per trasmettere l'inassumibile e inammissibile decisione di prolonguare la detenzione del nostro concittadino", ha detto Albares in un'audizione "urgente" al Congresso sollecitata dai gruppi parlamentari delle forze di sinistra Sumar, Erc, Bildu, Podemos, BNG y Compromís, per riferire sulle azioni adottate dal governo spagnolo per assistere Saif Abudesheck e il brasiliano Thiago Avila, "i membri della Flotilla ingiustamente sequestrati" dall'esercito israeliano in acque internazionali al largo della Grecia. Spagna e Israele hanno reciprocamente ritirato gli ambasciatori nei rispettivi Paesi per le tensioni diplomatiche scaturite dal riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Madrid nel 2025. 

Iran, Metsola: "Non abbiamo provocato la guerra ma ha impatto su di noi"

"Ogni anno noi diciamo: 'ok abbiamo trascorso un anno che è molto difficile, forse l'anno prossimo sarà meglio' ma non stiamo dicendo che quest'anno sia piu' facile di quello attuale. Adesso ci stiamo confrontando con due guerre, una ai nostri confini e una che ha un grande impatto su di noi". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola , nel suo intervento all'evento "Energia Europa: strategie, visioni e nuove rotte per un'unione coesa e sicura promosso da Quotidiano Nazionale in corso a Palazzo Vecchio. Innanzitutto quella fra Iran e Usa "è una guerra che non abbiamo provocato noi, ma l'impatto è su di noi, su tutti i nostri cittadini sulle nostre industrie, sulle nostre rotte marittime, sulle nostre navi. - aggiunge Metsola - Siamo molto dipendenti sul commercio che passa dallo stretto di Hormutz, e siamo anche dipendenti sulla diversificazione dell'energia, anche perche' abbiamo tolto quella dipendenza sulla Russia che avevamo nel 2022. Adesso noi come Europa stiamo provando a chiedere la de escalation". 

Roberta Metsola

©Ansa

Al Arabiya: "In corso colloqui per la riapertura graduale di Hormuz"

Sono in corso colloqui volti alla graduale apertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato la televisione saudita Al Arabiya, aggiungendo che nelle prossime ore si attendono notizie riguardanti le navi che sono bloccate nello Stretto. Una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che l'Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta statunitense di un accordo sul nucleare, confermando così una precedente notizia della Cnn.

Msf: "A Gaza la malnutrizione causa danni devastanti su donne incinta e neonati"

Secondo un'analisi dei dati medici pubblicata oggi da Medici Senza Frontiere (Msf), la malnutrizione artificiosamente provocata da Israele a Gaza ha avuto conseguenze devastanti sulle donne incinte e su quelle che allattano, sui neonati e sui bambini di età inferiore ai 6 mesi durante i periodi di intense ostilità e assedio, come quello di metà 2025.        In 4 strutture sanitarie gestite e supportate da Msf, tra la fine del 2024 e l'inizio del 2026, i team di Msf hanno registrato livelli più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri affette da malnutrizione durante la gravidanza, alti livelli di aborti spontanei, e un forte aumento delle interruzioni delle cure tra i bambini malnutriti. Il 90% dei bambini nati da madri affette da malnutrizione è nato prematuro e l'84% presentava un basso peso alla nascita — un'incidenza molto più elevata rispetto ai bambini nati da madri non malnutrite al momento del parto. La mortalità neonatale era doppia tra i neonati nati da madri affette da malnutrizione rispetto a quelli nati da madri non malnutrite. Msf avverte che la situazione rimane estremamente fragile nonostante il cosiddetto cessate il fuoco ed esorta le autorità israeliane a consentire immediatamente l'ingresso senza ostacoli di assistenza e rifornimenti vitali. "La crisi di malnutrizione è interamente artificiale" afferma Mercè Rocaspana, referente medico di Msf per le emergenze. "Prima della guerra, la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente. Da 2 anni e mezzo, il blocco sistematico degli aiuti umanitari e delle merci commerciali, unito all'insicurezza, ha fortemente limitato l'accesso al cibo e all'acqua potabile. Le strutture sanitarie sono state costrette a chiudere e le condizioni di vita sono gravemente peggiorate. Di conseguenza, le persone più vulnerabili sono esposte a un rischio maggiore di malnutrizione". Tra ottobre 2024 e dicembre 2025, i team di Msf hanno ammesso 513 neonati di età inferiore ai 6 mesi nei programmi ambulatoriali di alimentazione terapeutica presso le strutture sanitarie di base di Al Mawasi e Al Attar a Khan Younis. Di questi, il 91% era a rischio di ritardi nella crescita e nello sviluppo. A dicembre, 200 neonati non facevano più parte del programma: solo il 48% di loro era guarito, il 7% era deceduto, il 7% era stato indirizzato a un programma per bambini più grandi e un incredibile 32% aveva interrotto il trattamento, principalmente a causa dell'insicurezza e dello sfollamento. 

Idf: "Ucciso il comandante dell'unità della Forza Radwan di Hezbollah in Libano"

L'Idf ha confermato ufficialmente che Ahmed Ali Balout, comandante dell'unità "Forza Radwan" di Hezbollah, è stato eliminato ieri in un attacco mirato nel sobborgo di Dahieh a Beirut. La "Forza Radwan" è considerata l'unità d'elite dell'organizzazione terroristica sciita. Nel corso degli anni, Balout ha ricoperto diverse posizioni all'interno dell'unità "Forza Radwan". In particolare, ha precisato l'Idf in un comunicato, era responsabile della preparazione operativa dell'unità per lanciare attacchi terroristici contro i soldati dell'Idf e lo Stato di Israele. Durante tutta la guerra, e soprattutto negli ultimi mesi, Balout ha diretto i terroristi della "Forza Radwan" e ha comandato decine di attacchi terroristici contro i soldati israeliani operativi nel Libano meridionale, inclusi attacchi con missili anticarro e la detonazione di ordigni esplosivi. Balout ha anche guidato i tentativi di riorganizzazione dell'unità "Forza Radwan", promuovendo il piano "Conquista della Galilea", ideato e portato avanti dall'unità per anni. "L'unità "Forza Radwan" opera sotto il patrocinio e la direzione del regime terroristico iraniano con l'obiettivo di colpire i soldati dell'Idf e i civili israeliani. L'Idf continuerà a contrastare le minacce contro i civili e i soldati israeliani, nonché i tentativi dell'unità "Forza Radwan" di Hezbollah di riorganizzarsi e ricostruire le proprie capacità militari", assicura l'esercito israeliano in un comunicato.

Media: "Petroliera cinese attaccata lunedì a Hormuz"

Una petroliera cinese è stata attaccata nello stretto di Hormuz lunedi' 4 maggio. Lo riporta oggi il sito Caixin. E' la prima volta che una nave cinese viene presa di mira nel Golfo dall'inizio del braccio di ferro tra Iran e Stati Uniti per l'attraversamento dello stretto.

Teheran contro Axios: "Avete scritto 5 volte che l'intesa è vicina"

Il regime iraniano ha messo nel mirino Axios e il suo giornalista Barak Ravid, autore di una lunga serie di scoop sul conflitto nel Golfo Persico e con ottime fonti sia negli Stati Uniti sia in Israele. Proprio Axios ieri ha rivelato l'esistenza di una bozza di memorandum di intesa in 14 punti su cui Washington e Teheran stanno trattando, con qualche possibilità di successo. Il primo a prendere di mira il sito è stato ieri notte il presidente del parlamento, Mohammad Ghalibaf: "L'operazione 'fidati di me fratello' è fallita. Ora si torna alla routine con l'operazione falso-Axios", ha scritto su X. E questa mattina è stata la televisione di Stato a criticare il giornalista. "Axios ha riportato cinque volte in 19 giorni che un accordo con l'Iran era 'imminente'. Cinque volte, e nessun accordo si è concretizzato", ha scritto sui suoi canali social. "Sembra che il reporter noto come B.R., insieme agli amici nel governo degli Stati Uniti, possa trarre profitto dalla volatilità del mercato", ha l'emittente organica al regime. 

Media: "In corso negoziati per la riapertura graduale di Hormuz nelle prossime ore"

Sono in corso scambi diplomatici volti alla graduale apertura dello Stretto di Hormuz: lo riporta la televisione saudita Al Arabiya. L'emittente ha affermato che si attendono notizie riguardanti le navi bloccate nel canale nelle prossime ore. Una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che l'Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta statunitense di un accordo sul nucleare, confermando una precedente notizia della Cnn. 

Pakistan: "Al momento non è in agenda un incontro Usa-Teheran"

Nonostante il cauto ottimismo sulla possibilità di un accordo, il Pakistan ha chiarito che al momento non è in programma un colloquio diretto tra Stati Uniti e Iran. "Non ci sono intese per eventuali incontri diretti tra iraniani e americani", ha detto una fonte pakistana ad al-Arabiya. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha confermato, ha chiesto a Teheran una risposta in tempi rapidi alla sua proposta in 14 punti. E la controfferta potrebbe arrivare anche oggi. Ma al momento sono ancora in corso discussioni sullo Stretto di Hormuz. 

Pakistan: "Ottimisti su intesa. Pronti a ospitare il vertice"

Il Pakistan si è detto "ottimista" sulla possibilità che Stati Uniti e Iran arrivino a un accordo sul memorandum in 14 punti in discussione ed è pronto a ospitare un nuovo colloquio. "E' impossibile sapere quanto le parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti", ha dichiarato il ministero degli Esteri a quanto riportano i media iraniani. Islamabad ha annunciato "la disponibilità ospitare un nuovo ciclo di negoziati", si spiega ancora.

Libano, media: "Attacchi israeliani nella città di Nabatieh"

Attacchi aerei israeliani sono in corso nella città di Nabatieh. Lo riportano i media libanesi. Israele non effettuava attacchi nella città nel sud del Libano da diverse settimane.

Ministro degli Esteri francese: "Firmate sanzioni contro l'Iran, la revoca è fuori discussione"

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato di aver "firmato io stesso importanti sanzioni contro l'Iran", ribadendo che ritirarle ora è "fuori discussione". "A breve termine - ha aggiunto il ministro - è indispensabile che lo Stretto di Hormuz possa riaprire. Si tratta di un bene comune dell'umanità, non può rimanere bloccato, essere oggetto di pedaggio o di ricatto".

Ministra francese: "La portaerei Charles de Gaulle passa Suez, è nel Mar Rosso"

"Attualmente, la portaerei Charles-de-Gaulle passa il Canale di Suez ed è nel Mar Rosso. E' un preposizionamento": lo conferma la ministra delle Forze armate francesi, Alice Rufo, intervistata da BFM TV. "Fino ad ora - spiega la ministra - si trovava nel Mediterraneo orientale per una missione di rassicurazione dei nostri alleati, per dimostrare che eravamo presenti per solidarietà. Il fatto di passare il Canale di Suez e andare nel mar Rosso è un segnale molto forte della nostra disponibilità ad agire affinché la libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz possa riprendere". 

Pakistan: "Impossibile sapere quanto Washington e Teheran siano vicini ad accordo"

Il Ministero degli Esteri pakistano ha commentato i contatti tra Stati Uniti e Iran, rifiutandosi di fornire dettagli sull'accordo che, a quanto pare, si sta delineando tra le parti. "Accogliamo con favore la notizia di un possibile accordo, ma in qualità di mediatori, non rischieremo la fiducia delle parti rivelando dettagli", si legge in un comunicato ministeriale. "È impossibile sapere quanto le due parti siano vicine o lontane dalla firma di un accordo, ma siamo ottimisti".

Israele dopo infestazione di topi a Gaza: "Inviati centinaia di pesticidi"

Il Cogat, l'organismo del ministero della Difesa israeliano che coordina le attività israeliane a Gaza, afferma di essere al lavoro per contribuire a contrastare l' infestazione di ratti nella Striscia. In una dichiarazione, riporta il Times of Israel, il Cogat afferma di collaborare con il Centro di coordinamento civile-militare a guida statunitense "per gestire le attività di risanamento nella Striscia di Gaza". In linea con tale obiettivo, Israele afferma che ieri "centinaia di cartoni di pesticidi specializzati per il controllo di roditori e ratti" sono entrati a Gaza insieme a 20 tonnellate di "pesticidi e attrezzature per il controllo dei parassiti". Con centinaia di migliaia di abitanti di Gaza che vivono in campi tendati, le infestazioni di ratti sono in aumento, suscitando timori di diffusione di malattie e denunce, da parte di ong e medici, di bambini e adulti morsi. 

Tredici Paesi condannano l'azione di Israele contro la Flotilla per Gaza

Tredici Paesi - tra cui Pakistan, Indonesia, Turchia, Spagna e Sudafrica - hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano l'intercettazione da parte dell'esercito israeliano di attivisti partecipanti alla Global Sumud Flotilla. Lo scrive Al Jazeera. I ministri degli Esteri dei 13 paesi hanno affermato di "condannare con la massima fermezza l'attacco israeliano" alla flottiglia, che è una "iniziativa civile pacifica" volta a denunciare la "catastrofe umanitaria" a Gaza. "La detenzione illegale di attivisti umanitari in acque internazionali costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario", hanno affermato i ministri degli esteri nella dichiarazione. Il gruppo ha espresso profonda preoccupazione per la sicurezza degli attivisti ancora detenuti e ha esortato le autorità israeliane a garantirne il "rilascio immediato e incondizionato". I ministri di Turchia, Bangladesh, Brasile, Colombia, Indonesia, Giordania, Libia, Malesia, Maldive, Mauritania, Pakistan, Sudafrica e Spagna invitano la comunità internazionale a difendere il diritto internazionale, proteggere i civili e garantire la responsabilità per queste violazioni. 

Libano, 3 morti in raid Idf nel Sud: razzi Hezbollah su soldati

Altra giornata di violenze nel Sud del Libano dove almeno tre persone sono state uccise nei raid aerei israeliani mentre Hezbollah ha lanciato razzi su soldati israeliani, senza causare vittime. Secondo i media libanesi, una persona è rimasta uccisa in un attacco contro un'auto vicino a Maifadoun, e altre due sono morte in un attacco contro un pick-up vicino a Habboush, come riferito dall'agenzia nazionale di stampa Nna. L'Idf ha invece riferito che questa mattina Hezbollah ha lanciato razzi contro le forze israeliane che operano nel Libano meridionale, a sud della linea di difesa avanzata. Secondo un portavoce, i razzi sono esplosi in prossimità delle forze, senza causare vittime. La stessa fonte ha affermato che ieri sono state attaccate più di 15 infrastrutture di organizzazioni terroristiche nel Libano meridionale, tra cui magazzini e siti di produzione di munizioni, posti di comando, siti di lancio ed edifici adibiti a scopi militari. I lanciatori nei siti presi di mira sono stati distrutti.

Figlio leader Hamas al-Hayya gravemente ferito in raid Israele

Il figlio del leader dell'ufficio politico di Hamas Khalil al-Hayya è rimasto gravemente ferito in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato lo stesso al-Hayya ad al-Jazeera, spiegando che le condizioni del figlio sono critiche. In precedenza media palestinesi avevano riportato che il figlio del leader politico di Hamas era morto nel raid. "Il messaggio di Israele è che nessuno è al di sopra degli attacchi e che l'intera popolazione è un bersaglio", ha dichiarato al-Hayya all'emittente televisiva del Qatar, accusando Israele di "ribellarsi" agli accordi diplomatici.

 Al-Hayya ha aggiunto che i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco a Gaza - che dovrebbe includere il disarmo di Hamas, il ritiro israeliano dalla Striscia e la ricostruzione - sono bloccati a causa dell'"ostinazione" di Israele.

Le ripercussioni della guerra al centro del vertice Asean

Gli effetti della guerra in Iran hanno oscurato l'avvio del vertice dei leader dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), che quest'anno è presieduto dalle Filippine. "L'attuale crisi in Medio Oriente e le sue profonde ripercussioni, come l'interruzione dei flussi energetici, delle rotte commerciali, delle forniture alimentari, delle catene di approvvigionamento e della sicurezza dei nostri cittadini, ci ricordano che eventi al di fuori della nostra regione possono avere effetti immediati e profondi sull'Asean", ha dichiarato in apertura il ministro degli Esteri filippino Theresa Lazaro. Il capo della diplomazia delle Filippine ha inaugurato oggi il vertice insieme ai suoi omologhi della regione, come preludio all'incontro dei primi ministri e dei presidenti del blocco, previsto per domani a Cebu City, nella regione centrale dell'arcipelago. Il Sud-est asiatico, fortemente dipendente dalle importazioni di energia dal Medio Oriente, ha subito l'impatto del blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita quasi un quarto del commercio mondiale di petrolio greggio, a seguito della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Le Filippine, una delle nazioni più colpite, hanno dichiarato lo stato di emergenza energetica a marzo per far fronte alla carenza di carburante, mentre Thailandia, Vietnam, Laos e Myanmar sono tra gli altri paesi che hanno adottato misure per affrontare la situazione. Il calo degli scambi di prodotti raffinati come l'urea, un fertilizzante fondamentale per l'agricoltura, è motivo di preoccupazione per i paesi a causa del suo impatto sulla sicurezza alimentare della regione. A margine dell'incontro, è previsto un incontro odierno anche tra i leader politici di Brunei, Filippine, Indonesia e Malesia. Fondata nel 1967, l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico comprende Singapore, Malesia, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine, Myanmar, Brunei, Laos, Cambogia e Timor Est.

Mehr: "L'Iran offre supporto alle navi in transito nello stretto di Hormuz"

L'Organizzazione Portuale e Marittima dell'Iran (Pmo) ha emesso un avviso formale ai comandanti delle navi, dichiarando la disponibilità del Paese a fornire servizi marittimi pubblici, supporto tecnico e assistenza sanitaria e medica al traffico commerciale nel canale navigabile e nelle acque adiacenti. Lo riporta la agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr. Il messaggio, spiega la agenzia, è stato trasmesso via radio Vhf marittima tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando i comandanti e gli armatori a richiedere rifornimenti, carburante, assistenza medica o articoli di riparazione autorizzati. La Pmo ha affermato che la misura rientra "nelle responsabilità sovrane dell'Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo". 

Barrot: "No alla revoca della sanzione finché Hormuz rimarrà bloccato"

Il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot ha escluso la possibilità di revocare "qualsiasi" sanzione internazionale contro l'Iran finché lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato. "L'Iran, o almeno il regime iraniano, chiede che gli Stati Uniti, in particolare, acconsentano alla revoca delle sanzioni in cambio di concessioni sul suo programma nucleare, che deve essere ridimensionato. Ma è fuori discussione che vengano revocate sanzioni finché uno stretto come lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato", ha dichiarato Barrot all'emittente radiofonica francese Rtl.

Teheran nega ruolo in attacco a nave sudcoreana in Stretto Hormuz

L'Iran ha negato "categoricamente" qualsiasi coinvolgimento nell'esplosione che lunedì ha provocato un incendio a bordo di una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'ambasciata di Teheran a Seul, dicendo di "respingere fermamente e negare categoricamente qualsiasi accusa" riguardante il suo coinvolgimento.

L'ambasciata ha inoltre affermato che, a causa delle azioni aggressive intraprese da Stati Uniti e Israele, l'Iran considera ora lo Stretto di Hormuz una parte vitale della sua "geografia difensiva". In aggiunta, ha spiegato che i protocolli di sicurezza nella via navigabile sono cambiati a causa dell'aumento delle tensioni causate da "forze ostili e dai loro alleati".

Msf: "A Gaza fame causata deliberatamente da Israele"

L'Ong Medici Senza Frontiere (Msf) ha denunciato una "crisi di malnutrizione artificiale" nella Striscia di Gaza alimentata da Israele che limita deliberatamente l'accesso al cibo e agli aiuti umanitari. Nel suo rapporto, Msf ha documentato le conseguenze particolarmente devastanti di questo blocco israeliano per i neonati e le donne in gravidanza e in allattamento. Secondo l'Ong, un'analisi della situazione tra la fine del 2024 e l'inizio del 2026 in quattro strutture sanitarie supportate nella Striscia di Gaza rivela tassi significativamente più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri malnutrite, nonché un aumento degli aborti spontanei. Nella sua analisi, Msf collega questi risultati al blocco israeliano e agli attacchi contro le infrastrutture civili, comprese le strutture mediche. "L'insicurezza, lo sfollamento della popolazione, le restrizioni agli aiuti umanitari e l'accesso limitato al cibo e alle cure mediche hanno avuto conseguenze devastanti per la salute materna e neonatale", ha dichiarato l'organizzazione. La situazione rimane "estremamente fragile", nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. Sul campo, "la crisi della malnutrizione è interamente causata dall'uomo", ha affermato Merce Rocaspana, esperta medica di Msf per le emergenze. Prima dello scoppio della guerra nel territorio palestinese in seguito all'attacco senza precedenti di Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, "la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente", ha sottolineato. L'Ong ha raccolto dati da oltre 200 madri e neonati curati nelle unità di terapia intensiva neonatale degli ospedali di Khan Younis (Gaza meridionale) e Gaza City tra giugno 2025 e gennaio 2026, rivelando che piu' della meta' delle donne ha sofferto di malnutrizione in qualche momento della gravidanza e un quarto di esse è rimasto malnutrito al momento del parto. Di conseguenza, secondo l'analisi, il 90% dei bambini nati da madri malnutrite è nato prematuro e l'84% ha avuto un basso peso alla nascita. Inoltre, "la mortalità neonatale è risultata doppia tra i neonati nati da madri malnutrite rispetto a quelli nati da madri non malnutrite", ha osservato Msf. L'analisi punta il dito anche contro la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), un'organizzazione privata sostenuta da Stati Uniti e Israele. Quando è arrivata a Gaza nel maggio 2025, Medici Senza Frontiere ha riscontrato che il numero di punti di distribuzione alimentare era sceso da circa 400 a quattro. Questi punti di distribuzione alimentare erano "militarizzati e pericolosi", ricorda Josè Mas, responsabile dell'unità di emergenza di Msf. Durante questo periodo, le strutture supportate a Gaza hanno registrato "un forte aumento del numero di pazienti in cerca di cure a causa delle violenze presso i punti di distribuzione alimentare e della malnutrizione legata alla privazione di cibo", ha concluso.

Libano, 4 soldati Idf feriti in attacco con drone nel Sud

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che un soldato è rimasto gravemente ferito e altri tre hanno riportato ferite lievi a seguito di un attacco con un drone esplosivo avvenuto ieri nel sud del Libano. "I soldati sono stati evacuati per ricevere cure

mediche in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate", ha dichiarato il portavoce delle Idf, secondo quanto riportato oggi dai media israeliani. 

Nbc: ira saudita con Trump all'origine dello stop a Project Freedom

Due funzionari americani hanno riferito alla Nbc che è stata l'Arabia Saudita a bloccare l'operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con restrizioni imposte agli aerei statunitensi, costringendo quindi il presidente Donald Trump ad annunciare lo stop. Secondo questi funzionari, Trump ha sorpreso gli alleati del Golfo annunciando l'operazione sulla sua piattaforma social Truth Social, scatenando l'ira della leadership saudita. In risposta, l'Arabia Saudita ha informato gli Stati Uniti che non avrebbe permesso loro di operare con aerei dalla base aerea Prince Sultan, a sud-est di Riad, ne' di attraversare il suo spazio aereo per supportare l'operazione. Di conseguenza è arrivata quella che è sembrata una improvvisa inversione di rotta di Trump, che ha interrotto il Project Freedom nello Stretto di Hormuz 36 ore dopo il suo inizio. 

Media: ucciso il figlio del leader di Hamas a Gaza

I media affiliati ad Hamas a Gaza riferiscono che Azzam al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, è stato ucciso in un attacco israeliano nel quartiere di Daraj a Gaza City. Al momento - scrive il 'Times of israel' - non sono disponibili ulteriori dettagli sull'accaduto. Un altro figlio, l'Imam al-Hayya, e' stato ucciso nell'attacco israeliano contro i leader di Hamas in Qatar nel settembre 2025.

L'Iran nega di aver colpito una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz

L'Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nell'esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Teheran "respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica nell'incidente che ha causato danni a una nave coreana nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato l'ambasciata iraniana a Seul in un comunicato. 

Cnn: Teheran potrebbe rispondere oggi alla proposta Usa

L'Iran potrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sulla fine della guerra. Lo riporta la Cnn citando una fonte informata sul dossier. In precedenza Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avevano avuto "colloqui molto positivi" con Teheran nelle ultime 24 ore. 

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