Crisi carburante, Ue blocca gli aumenti sui biglietti aerei già acquistati

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Nelle linee guida in uscita domani, la Commissione europea precisa che il rincaro del carburante non giustifica né aumenti retroattivi né deroghe alla regola dell'uso dell'80% degli slot. L'esecutivo indica che la situazione delle forniture resta stabile ma non esclude misure aggiuntive in caso di futura scarsità di risorse

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Le compagnie aeree non possono aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati per via degli aumenti dei costi del carburante. È uno dei chiarimenti contenuti nelle linee guida che la Commissione europea pubblicherà domani. Il documento intende chiarire alcune disposizioni sui trasporti nel contesto della crisi energetica legata alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Tra le altre indicazioni, la Commissione ribadisce che una carenza locale di carburante può costituire una "circostanza straordinaria" che esonera le compagnie dal pagare compensazioni per i voli cancellati, mentre il semplice aumento del prezzo del carburante non rientra in questa categoria. Inoltre, per i pacchetti vacanza, la Commissione ricorda la norma europea secondo la quale l'organizzatore può aumentare il prezzo fino all'8% a causa del costo del carburante, ma deve informare il viaggiatore almeno 20 giorni prima della partenza. "La situazione generale rimane stabile e, allo stato attuale, non vi sono prove concrete di carenze di carburante", spiega la Commissione, aggiungendo che "se il conflitto dovesse protrarsi, potrebbero verificarsi interruzioni nelle forniture, in particolare per i carburanti per aerei".

Importazioni di jet fuel

La Commissione chiarisce anche i criteri sugli slot aeroportuali: le compagnie aeree non possono derogare alle norme che prevedono l'utilizzo per almeno l'80% degli slot assegnati per il solo aumento del costo del carburante. Riguardo alle importazioni di jet fuel di tipo A, principalmente utilizzato negli Stati Uniti e in Nord America, la Commissione sottolinea che non esiste alcun obbligo regolatorio che imponga l'uso di uno specifico grado di carburante. Non ci sono ostacoli normativi all'uso del Jet A importato in Europa, mentre un cambio di grado di carburante all'interno di un sistema logistico potrebbe richiedere l'accordo degli utenti connessi a quel sistema. "Qualora l'attuale crisi dovesse evolvere anche verso uno scenario di possibile scarsità di carburante, potrebbero essere prese in considerazione ulteriori misure per garantire la continuità operativa delle imprese e il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento all'interno dell'Ue", conclude l'esecutivo.

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