Guerra Iran Usa, nuova bozza di intesa americana: attesa oggi la risposta di Teheran. LIVE
Secondo i media Usa, è attesa per oggi la risposta dell'Iran alla bozza d'intesa americana: 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. Il piano prevede l'impegno di Teheran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l'apertura di Hormuz. Ma alcune clausole della bozza Usa sono "inaccettabili", secondo il regime islamico
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Secondo i media Usa, è attesa per oggi la risposta dell'Iran alla bozza d'intesa americana: 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. Il piano prevede l'impegno di Teheran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l'apertura di Hormuz. Alcune clausole della bozza Usa sono "inaccettabili", secondo il regime islamico. Gli spiragli di pace fra Usa e Iran spingono le borse in rally e fanno crollare le quotazioni di petrolio e gas. Piazza Affari ai massimi dal 2000. Wall Street chiude ancora con nuovi record. Positiva stamani anche l'apertura di Tokyo.
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Le ripercussioni della guerra al centro del vertice Asean
Gli effetti della guerra in Iran hanno oscurato l'avvio del vertice dei leader dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), che quest'anno è presieduto dalle Filippine. "L'attuale crisi in Medio Oriente e le sue profonde ripercussioni, come l'interruzione dei flussi energetici, delle rotte commerciali, delle forniture alimentari, delle catene di approvvigionamento e della sicurezza dei nostri cittadini, ci ricordano che eventi al di fuori della nostra regione possono avere effetti immediati e profondi sull'Asean", ha dichiarato in apertura il ministro degli Esteri filippino Theresa Lazaro. Il capo della diplomazia delle Filippine ha inaugurato oggi il vertice insieme ai suoi omologhi della regione, come preludio all'incontro dei primi ministri e dei presidenti del blocco, previsto per domani a Cebu City, nella regione centrale dell'arcipelago. Il Sud-est asiatico, fortemente dipendente dalle importazioni di energia dal Medio Oriente, ha subito l'impatto del blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita quasi un quarto del commercio mondiale di petrolio greggio, a seguito della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Le Filippine, una delle nazioni più colpite, hanno dichiarato lo stato di emergenza energetica a marzo per far fronte alla carenza di carburante, mentre Thailandia, Vietnam, Laos e Myanmar sono tra gli altri paesi che hanno adottato misure per affrontare la situazione. Il calo degli scambi di prodotti raffinati come l'urea, un fertilizzante fondamentale per l'agricoltura, è motivo di preoccupazione per i paesi a causa del suo impatto sulla sicurezza alimentare della regione. A margine dell'incontro, è previsto un incontro odierno anche tra i leader politici di Brunei, Filippine, Indonesia e Malesia. Fondata nel 1967, l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico comprende Singapore, Malesia, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine, Myanmar, Brunei, Laos, Cambogia e Timor Est.
Mehr: "L'Iran offre supporto alle navi in transito nello stretto di Hormuz"
L'Organizzazione Portuale e Marittima dell'Iran (Pmo) ha emesso un avviso formale ai comandanti delle navi, dichiarando la disponibilità del Paese a fornire servizi marittimi pubblici, supporto tecnico e assistenza sanitaria e medica al traffico commerciale nel canale navigabile e nelle acque adiacenti. Lo riporta la agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr. Il messaggio, spiega la agenzia, è stato trasmesso via radio Vhf marittima tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando i comandanti e gli armatori a richiedere rifornimenti, carburante, assistenza medica o articoli di riparazione autorizzati. La Pmo ha affermato che la misura rientra "nelle responsabilità sovrane dell'Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo".
Barrot: "No alla revoca della sanzione finché Hormuz rimarrà bloccato"
Il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot ha escluso la possibilità di revocare "qualsiasi" sanzione internazionale contro l'Iran finché lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato. "L'Iran, o almeno il regime iraniano, chiede che gli Stati Uniti, in particolare, acconsentano alla revoca delle sanzioni in cambio di concessioni sul suo programma nucleare, che deve essere ridimensionato. Ma è fuori discussione che vengano revocate sanzioni finché uno stretto come lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato", ha dichiarato Barrot all'emittente radiofonica francese Rtl.
Teheran nega ruolo in attacco a nave sudcoreana in Stretto Hormuz
L'Iran ha negato "categoricamente" qualsiasi coinvolgimento nell'esplosione che lunedì ha provocato un incendio a bordo di una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'ambasciata di Teheran a Seul, dicendo di "respingere fermamente e negare categoricamente qualsiasi accusa" riguardante il suo coinvolgimento.
L'ambasciata ha inoltre affermato che, a causa delle azioni aggressive intraprese da Stati Uniti e Israele, l'Iran considera ora lo Stretto di Hormuz una parte vitale della sua "geografia difensiva". In aggiunta, ha spiegato che i protocolli di sicurezza nella via navigabile sono cambiati a causa dell'aumento delle tensioni causate da "forze ostili e dai loro alleati".
Msf: "A Gaza fame causata deliberatamente da Israele"
L'Ong Medici Senza Frontiere (Msf) ha denunciato una "crisi di malnutrizione artificiale" nella Striscia di Gaza alimentata da Israele che limita deliberatamente l'accesso al cibo e agli aiuti umanitari. Nel suo rapporto, Msf ha documentato le conseguenze particolarmente devastanti di questo blocco israeliano per i neonati e le donne in gravidanza e in allattamento. Secondo l'Ong, un'analisi della situazione tra la fine del 2024 e l'inizio del 2026 in quattro strutture sanitarie supportate nella Striscia di Gaza rivela tassi significativamente più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri malnutrite, nonché un aumento degli aborti spontanei. Nella sua analisi, Msf collega questi risultati al blocco israeliano e agli attacchi contro le infrastrutture civili, comprese le strutture mediche. "L'insicurezza, lo sfollamento della popolazione, le restrizioni agli aiuti umanitari e l'accesso limitato al cibo e alle cure mediche hanno avuto conseguenze devastanti per la salute materna e neonatale", ha dichiarato l'organizzazione. La situazione rimane "estremamente fragile", nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. Sul campo, "la crisi della malnutrizione è interamente causata dall'uomo", ha affermato Merce Rocaspana, esperta medica di Msf per le emergenze. Prima dello scoppio della guerra nel territorio palestinese in seguito all'attacco senza precedenti di Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, "la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente", ha sottolineato. L'Ong ha raccolto dati da oltre 200 madri e neonati curati nelle unità di terapia intensiva neonatale degli ospedali di Khan Younis (Gaza meridionale) e Gaza City tra giugno 2025 e gennaio 2026, rivelando che piu' della meta' delle donne ha sofferto di malnutrizione in qualche momento della gravidanza e un quarto di esse è rimasto malnutrito al momento del parto. Di conseguenza, secondo l'analisi, il 90% dei bambini nati da madri malnutrite è nato prematuro e l'84% ha avuto un basso peso alla nascita. Inoltre, "la mortalità neonatale è risultata doppia tra i neonati nati da madri malnutrite rispetto a quelli nati da madri non malnutrite", ha osservato Msf. L'analisi punta il dito anche contro la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), un'organizzazione privata sostenuta da Stati Uniti e Israele. Quando è arrivata a Gaza nel maggio 2025, Medici Senza Frontiere ha riscontrato che il numero di punti di distribuzione alimentare era sceso da circa 400 a quattro. Questi punti di distribuzione alimentare erano "militarizzati e pericolosi", ricorda Josè Mas, responsabile dell'unità di emergenza di Msf. Durante questo periodo, le strutture supportate a Gaza hanno registrato "un forte aumento del numero di pazienti in cerca di cure a causa delle violenze presso i punti di distribuzione alimentare e della malnutrizione legata alla privazione di cibo", ha concluso.
Libano, 4 soldati Idf feriti in attacco con drone nel Sud
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che un soldato è rimasto gravemente ferito e altri tre hanno riportato ferite lievi a seguito di un attacco con un drone esplosivo avvenuto ieri nel sud del Libano. "I soldati sono stati evacuati per ricevere cure
mediche in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate", ha dichiarato il portavoce delle Idf, secondo quanto riportato oggi dai media israeliani.
Nbc: ira saudita con Trump all'origine dello stop a Project Freedom
Due funzionari americani hanno riferito alla Nbc che è stata l'Arabia Saudita a bloccare l'operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz, con restrizioni imposte agli aerei statunitensi, costringendo quindi il presidente Donald Trump ad annunciare lo stop. Secondo questi funzionari, Trump ha sorpreso gli alleati del Golfo annunciando l'operazione sulla sua piattaforma social Truth Social, scatenando l'ira della leadership saudita. In risposta, l'Arabia Saudita ha informato gli Stati Uniti che non avrebbe permesso loro di operare con aerei dalla base aerea Prince Sultan, a sud-est di Riad, ne' di attraversare il suo spazio aereo per supportare l'operazione. Di conseguenza è arrivata quella che è sembrata una improvvisa inversione di rotta di Trump, che ha interrotto il Project Freedom nello Stretto di Hormuz 36 ore dopo il suo inizio.
Media: ucciso il figlio del leader di Hamas a Gaza
I media affiliati ad Hamas a Gaza riferiscono che Azzam al-Hayya, figlio del leader di Hamas a Gaza Khalil al-Hayya, è stato ucciso in un attacco israeliano nel quartiere di Daraj a Gaza City. Al momento - scrive il 'Times of israel' - non sono disponibili ulteriori dettagli sull'accaduto. Un altro figlio, l'Imam al-Hayya, e' stato ucciso nell'attacco israeliano contro i leader di Hamas in Qatar nel settembre 2025.
L'Iran nega di aver colpito una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz
L'Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nell'esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Teheran "respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica nell'incidente che ha causato danni a una nave coreana nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato l'ambasciata iraniana a Seul in un comunicato.
Cnn: Teheran potrebbe rispondere oggi alla proposta Usa
L'Iran potrebbe rispondere oggi alla proposta degli Stati Uniti sulla fine della guerra. Lo riporta la Cnn citando una fonte informata sul dossier. In precedenza Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avevano avuto "colloqui molto positivi" con Teheran nelle ultime 24 ore.