Nell'area russa, dopo il raid di droni ucraini, è scoppiato un incendio. Lo ha riferito la task force del Territorio di Krasnodar sul suo canale Telegram. Quasi duecento persone e una cinquantina di mezzi sono impegnati nello spegnimento del rogo
Kiev: una donna morta e quattro feriti in raid russi a Sumy
Una donna e altre quattro persone, due donne e due uomini, sono rimaste ferite in bombardamenti attribuiti alle forze russe avvenuti nel corso dell'ultima giornata nella regione ucraina di Sumy: è quanto riferito dalla polizia territoriale. Le forze russe avrebbero usato bombe guidate, droni, artiglieria e mortai, secondo la stessa fonte. Nel frattempo, riferisce Ukrinform citando le autorità locali, una persona è rimasta ferita in uno dei circa 30 attacchi con droni e artiglieria che hanno colpito nelle ultime ore la regione del Dnipropetrovsk.
Media: incendio a una raffineria russa per un attacco di droni ucraini
Nella raffineria di petrolio di Tuapse, nel sud della Russia, di è sviluppato un incendio causato dalla caduta di detriti di un drone abbattuto. Non ci sono stati feriti. Lo ha riferito la task force del Territorio di Krasnodar, citata dalle agenzie russe. La raffineria era stata già stata colpita il 16 e il 20 aprile.
Incendio in raffineria Tuapse dopo attacco di droni
Un incendio è scoppiato in una raffineria di petrolio russa a Tuapse dopo un attacco di droni ucraini. Lo ha riferito la task force del Territorio di Krasnodar sul suo canale Telegram. "Un
incendio è scoppiato in una raffineria di petrolio a Tuapse a causa della caduta di detriti provenienti da un drone", si legge nella nota, secondo cui quasi duecento persone e una cinquantina di mezzi sono impegnati nello spegnimento del rogo.
Peruviani ingannati e inviati al fronte Russia-Ucraina, 8 morti e 5 feriti
Almeno otto cittadini peruviani sono morti e altri cinque sono rimasti feriti dopo essere stati reclutati con false offerte di lavoro e inviati al fronte nel conflitto tra Russia e Ucraina. Lo riferiscono media locali e l'emittente Rpp, citando denunce di familiari e legali che parlano di una rete internazionale attiva tra America Latina ed Europa orientale. Secondo le testimonianze, gli annunci diffusi sui social promettevano salari elevati e impieghi civili, come cuochi o addetti alla sicurezza. Una volta arrivati in Russia, i lavoratori sarebbero stati privati dei documenti, costretti a firmare contratti in lingua sconosciuta e poi trasferiti in zona di guerra senza addestramento. Le famiglie segnalano oltre cento casi tra morti e dispersi, con contatti interrotti da settimane. Presentate denunce per tratta di persone, mentre le autorità valutano iniziative diplomatiche per assistenza e rimpatri, resi complessi dalla distanza e dall'assenza di garanzie di sicurezza.