Guerra Ucraina, media: “Putin chiede aiuto agli oligarchi per sostenere la difesa russa"
MondoSecondo il Financial Times, almeno due uomini d'affari russi avrebbero comunicato a Putin la loro disponibilità a contribuire al bilancio della difesa del Paese per sostenere la guerra. Secondo il Guardian, lo scorso anno la spesa per la difesa del Cremlino è aumentata del 42%. Intanto, Zelensky ha annunciato "progressi delle forze ucraine nelle zone meridionali della linea del fronte", mentre crescono i timori di Kiev per un possibile dirottamento delle armi Usa in Iran
Vladimir Putin avrebbe chiesto agli oligarchi russi di contribuire all'esiguo bilancio della difesa del Paese per proseguire la guerra in Ucraina. A riportarlo è il Financial Times, citato dal Guardian, secondo cui almeno due uomini d'affari russi avrebbero comunicato al leader di Mosca la loro disponibilità a contribuire al bilancio della difesa. Come riferisce ancora il quotidiano britannico, Putin avrebbe intenzione di portare avanti il conflitto fino a quando non avrà messo in sicurezza le aree della regione ucraina del Donbass che ancora non sono sotto il suo controllo. Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia contatterà gli Stati Uniti per un nuovo ciclo di colloqui su una soluzione di pace “non appena le condizioni lo consentiranno”.
L'economia della Russia
Come riporta ancora il Guardian, lo scorso anno la spesa per la difesa russa è aumentata del 42% raggiungendo i 13.100 miliardi di rubli (circa 139 miliardi di euro), mentre il Cremlino ha cercato di stabilizzare l'economia con la tassazione. Lo scorso gennaio, per esempio, la Russia ha aumentato l'Iva al 22% nel tentativo di raccogliere ulteriori 600 miliardi di rubli in tre anni dalle piccole e medie imprese. Ma il deficit di bilancio del Paese a gennaio e febbraio è cresciuto di oltre il 90% della cifra prevista per l'intero anno, a seguito delle sanzioni statunitensi che hanno costretto Mosca a vendere petrolio a prezzi molto scontati. Nei giorni scorsi, il ministro dell'Economia russo, Maxim Reshetnikov, ha dichiarato che il Cremlino “sta valutando un'ulteriore imposta sugli extraprofitti quest'anno se il rublo continuerà a indebolirsi”.
Il conflitto continua
Intanto la guerra continua. Nei giorni scorsi, il Ministero della Difesa russo ha annunciato che le forze di Mosca hanno assunto il controllo del villaggio di Sheviakivka nella regione nord-orientale di Kharkiv, nell'Ucraina orientale. Una notizia che però non è stata confermata dall'esercito ucraino. Nel frattempo, un'unità delle forze d'assalto aereo di Kiev ha dichiarato di aver riconquistato un villaggio a sud nella regione di Dnipropetrovsk, in precedenza caduto sotto il controllo russo. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha poi rimarcato che “le forze ucraine hanno compiuto progressi nelle zone meridionali della linea del fronte” e “i paracadutisti di Kiev stanno respingendo le forze russe dal territorio”.
I timori di Kiev sul dirottamento delle armi Usa in Iran
Con la guerra in Iran e l'escalation nella regione mediorientale, cresce contemporaneamente anche il timore da parte di Zelensky di un possibile dirottamento in Medio Oriente delle armi americane destinate originariamente a Kiev. A riferirlo è il Washington Post citando alcune fonti, secondo cui una decisione in tal senso non sarebbe stata ancora presa, ma il solo valutarla metterebbe in evidenza i crescenti compromessi necessari per gli Usa nella guerra contro Teheran, alimentando allo stesso tempo le preoccupazioni dei Paesi europei. Affrontando la questione, Donald Trump ha ribadito che "abbiamo molte armi e munizioni in giro per il mondo" e “a volte le spostiamo da una parte all'altra". La guerra fra Ucraina e Russia è una "situazione terribile", ha sottolineato il presidente americano, aggiungendo che quella in Ucraina “non è la nostra guerra", ma "se la potessi risolvere sarebbe un grande onore".
Le munizioni Usa all'Ucraina
Secondo il Washington Post, gli Usa starebbero infatti esaurendo le munizioni essenziali per il loro esercito contro il regime iraniano. Tra le armi che potrebbero essere sottratte all'Ucraina ci sono missili intercettori per la difesa aerea, ordinati attraverso un programma Nato avviato lo scorso anno. L'iniziativa Purl (Prioritized Ukraine Requirements List) ha infatti garantito un flusso di equipaggiamento militare selezionato per Kiev. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha però rassicurato che "il sostegno militare fornito dagli Stati Uniti all'Ucraina finanziato dagli alleati, attraverso il famoso programma, continua ad aumentare”.