Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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La guerra colpisce anche cani e gatti, abbandonati o intrappolati tra le macerie

Mondo
©Getty

Introduzione

Da ormai quattro anni il mondo è attraversato da diverse guerre, dall’Ucraina fino al Golfo Persico. E a fianco del tragico bilancio di vite umane provocato da questi conflitti, a soffrire delle conseguenze sono anche gli animali domestici come cani e gatti. A occuparsi di loro sono decine di volontari e associazioni che, pur in contesti di guerra, portano avanti un lavoro rischioso per aiutare questi animali intrappolati tra le macerie o comunque colpiti dalle crisi umanitarie in corso. Attività che, hanno spiegato i volontari, vengono svolte non solo per salvare le loro vite ma anche per sostenere le famiglie traumatizzate dalla guerra per le quali cani e gatti sono fonte di conforto emotivo.

Quello che devi sapere

Gli animali lasciati indietro

Per quanto riguarda la guerra in Iran e le conseguenze in tutto il Golfo, organizzazioni animaliste hanno denunciato come migliaia di animali domestici siano stati lasciati indietro dai proprietari che hanno abbandonato in fretta il Medio Oriente. La Rspca, ente di beneficenza inglese che promuove il benessere degli animali, ha parlato di "vittime nascoste" del conflitto: l'accelerazione delle partenze dai Paesi dell'area si sta riflettendo direttamente sui rifugi degli Emirati Arabi Uniti.

 

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I rifugi faticano ad accoglierli

I rifugi locali parlano in effetti di una pressione crescente: K9 Friends, una delle principali organizzazioni impegnate nel soccorso dei cani abbandonati, ha riferito che molte persone sono state costrette a partire all'improvviso lasciando dietro di sé gli animali. Mentre Dubai Street Kitties ha denunciato di essere arrivata al limite, con ogni stanza piena e richieste incessanti per gatti feriti, abbandonati o cuccioli lasciati soli. Six Hounds invece ha raccontato di una situazione quotidiana di sovraccarico, tra scarsità di fondi e personale insufficiente.

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La situazione in Libano

Le autorità di Dubai, intanto, hanno reagito all'aumento di cani e gatti randagi installando 12 stazioni di alimentazione gestite da sistemi di intelligenza artificiale. Negli Emirati abbandonare un animale è illegale e può comportare sanzioni molto dure. Mentre in Libano la situazione è ancora più drammatica: nella periferia sud di Beirut colpita dai raid israeliani, i volontari di Animals Lebanon cercano di operare nelle aree devastate per recuperare cani e gatti rimasti nelle case o dispersi durante la fuga dei proprietari.

I salvataggi in condizioni estreme

Dal 2 marzo, secondo Animals Lebanon, sono stati soccorsi 241 animali tra la periferia sud di Beirut e il sud del Libano. Secondo i volontari i gatti reagiscono ai boati nascondendosi, e spesso le famiglie non riescono a trovarli prima di scappare. Oltre ai salvataggi, l'associazione è impegnata nella distribuzione di cibo e medicinali veterinari alle famiglie sfollate, e fornisce anche alimenti per gli animali randagi. Le missioni si svolgono in condizioni talvolta estreme, e alcuni animali recuperati vengono poi ospitati nelle strutture dell'associazione in attesa di essere ricongiunti con famiglie costrette a dormire in strada o nei centri di accoglienza. 

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La situazione di cani e gatti in Ucraina

Quanto sta avvenendo in Medio Oriente, comunque, non è purtroppo una novità: dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022, la guerra ha devastato un Paese che prima del conflitto ospitava circa 5,5 milioni di gatti e 750 mila cani. Pur in questo contesto, diverso volontari hano continuato a evacuare cani e gatti e a distribuire cibo e medicine, assistere rifugi e famiglie sfollate. Yuliya Firka, fondatrice di United for Animals, ha descritto questo lavoro come estenuante e pericoloso, fatto di missioni in cui non c'è mai la certezza di riuscire né di tornare indietro in sicurezza. 

Cane randagio in Ucraina

L’aiuto a civili e animali domestici

United for Animals è attiva sul campo insieme a Greater Good Charities, che ha sostenuto le operazioni con kit d'emergenza e aiutando nelle evacuazioni. Secondo l'organizzazione, molti profughi e sfollati interni sono riusciti a partire con i propri animali, ma altri hanno dovuto affrontare la difficile scelta di lasciarli indietro. Dunque le attività del gruppo comprendono anche la distribuzione di milioni di pasti ai rifugi e alle persone colpite dalla guerra, oltre alla consegna di cucce riscaldate per affrontare gli inverni ucraini.

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L’importanza degli animali per le famiglie

Secondo le associazioni impegnate sul campo e citate dall’AGI, l’impegno per salvare cani e gatti non è svolto solamente per proteggere le loro vite ma anche per sostenere le famiglie traumatizzate dalla guerra: i volontari infatti hanno sottolineato come gli animali domestici rappresentino anche una fonte di conforto emotivo e di stabilità in mezzo alla distruzione.

 

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