Guerra Iran, pasdaran colpiscono due navi a Hormuz. Teheran: Petrolio a 200 dollari. LIVE
Tre imbarcazioni colpite, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di averne colpite due: una battente bandiera della Liberia, la Express Room e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. "Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato". L'avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz. Trump: "La guerra finirà presto, deciderò io quando"
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Dodicesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Almeno tre navi sono state colpite nei pressi dello Stretto di Hormuz, diventato il principale punto strategico della guerra in Medio Oriente. Una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse sono state colpite in successione da "proiettili sconosciuti", secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, che ha dichiarato di aver registrato 14 incidenti che hanno preso di mira navi dall'inizio della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno poi rivendicato di aver colpito due delle tre navi: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree.
"Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato". L'avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz.
La guerra in Iran finirà "presto" perché "non è praticamente rimasto niente da colpire". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un'intervista telefonica ad Axios.
Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell'Iran, ha riportato una frattura a un piede, un ematoma attorno all'occhio sinistro e lacerazioni al viso a causa del raid aereo israelo-americano che lo scorso 28 febbraio ha ucciso suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, e altri cinque membri della sua famiglia. Lo afferma la Cnn citando una propria fonte ben informata.
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Macron: "Nessuna conferma di mine iraniane nello Stretto di Hormuz"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di non avere conferme sull’uso di mine navali da parte dell’Iran nello Stretto di Hormuz. "Non abbiamo conferma, né da servizi partner né dai nostri servizi di intelligence, dell’impiego di mine navali", ha detto Macron, aggiungendo che sarebbe "una scelta molto grave" per Teheran. Ieri il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato che l’Iran si esporrebbe a "conseguenze militari senza precedenti" se dovesse minare lo stretto, che è di fatto sotto controllo iraniano. Poco dopo, l’esercito statunitense ha annunciato di aver distrutto 16 imbarcazioni iraniane posamine vicino allo Stretto.
Zelensky: "Esperti ucraini anti-droni al lavoro in 3 stati del Golfo"
Gli esperti ucraini anti-droni hanno iniziato a lavorare in tre stati del Golfo colpiti dagli attacchi iraniani. Lo ha reso noto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Tre dei nostri team sono già sul posto: team di esperti, personale militare, ingegneri, persone diverse. I militari sono già in comunicazione e al lavoro", ha detto Zelensky ai giornalisti in una conferenza stampa. Il suo portavoce del presidente ucraino ha confermato separatamente che i tre Paesi sono il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita.
Nyt: "Lanciate da Teheran oltre 10 bombe a grappolo contro Israele"
"L’Iran ha lanciato più di dieci missili con testate a grappolo contro Israele dall’inizio della guerra". Lo ha dichiarato Doron Lavi, capo dell’unità artificieri della polizia israeliana. Secondo funzionari israeliani e l’analisi di filmati verificati dal New York Times, Teheran avrebbe utilizzato munizioni a grappolo - armi ampiamente vietate a livello internazionale - contro diverse aree del Paese, compresi centri abitati.
Le munizioni a grappolo si aprono in volo disperdendo numerose submunizioni, che possono colpire in modo indiscriminato e rappresentare un rischio elevato per i civili. Più di cento Paesi hanno firmato nel 2008 una convenzione internazionale che ne proibisce l’uso, ma né Iran né Israele vi hanno aderito, così come grandi potenze come Stati Uniti, Russia, India e Cina. In un video del 4 marzo diffuso dall'autorità municipale si vede una submunizione esplodere su una strada di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv, senza provocare feriti. "Il filmato mostra quello che sembra essere un ordigno iraniano che cade al suolo prima di detonare", ha spiegato l’esperto di armamenti N.R. Jenzen-Jones.
Secondo diversi esperti legali, l’uso di queste armi in aree popolate potrebbe violare il diritto internazionale umanitario. "Le submunizioni vengono rilasciate in modo piuttosto casuale e non possono essere dirette con precisione verso obiettivi militari specifici", ha spiegato Adil Haque, professore di diritto internazionale alla Rutgers Law School. Dall’inizio della guerra almeno dodici israeliani - undici dei quali civili - sono morti negli attacchi iraniani, due dei quali in episodi legati all’uso di queste armi.
Macron: "Le capacità militari dell'Iran non sono ridotte a zero"
Le capacità militari dell'Iran ''non sono ridotte a zero'': lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo ai cronisti al termine della videoconferenza con i leader del G7. A una domanda sulla situazione e l'evoluzione del conflitto in Iran, Macron ha detto di non voler parlare "al posto del presidente degli Stati Uniti d'America. Sarà lui a chiarire nei giorni o nelle ore a venire. Ciò che è evidente per tutti - ha proseguito Macron - è che oggi si devono poter definire degli obiettivi chiari sul piano militare e politico di questo conflitto. Ci sono oggi danni notevoli contro le capacità balistiche, militari, dell'Iran. L'Iran continua tuttavia ad aggredire diversi Paesi della regione e quindi queste capacità non sono ridotte a zero". Nel contempo, ha continuato Macron, "diversi gruppi legati all'Iran continuano ad agire. Penso, in particolare, a ciò che accade in Iraq o in Libano".
Macron: "Lo Stretto di Hormuz è teatro di guerra"
Dopo la riunione del G7, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz e' diventato "un teatro di guerra". I paesi del G7 si sono concentrati su "tre aree chiave": "presenza nel Mediterraneo orientale, liberta' di navigazione nel Mar Rosso e necessità di stabilire uno sforzo coordinato che coinvolga diverse marine militari per diverse settimane per fornire scorte quando necessario e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato il presidente francese. "Le condizioni non sono attualmente soddisfatte; lo stretto è un teatro di guerra, ma questo lavoro deve essere organizzato", ha aggiunto.

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Paesi Unifil: "Molto preoccupati per l'escalation in Libano"
"Noi, paesi che contribuiscono con truppe alla Forza di pace delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), insieme a diversi altri Stati membri, esprimiamo profonda preoccupazione per l'escalation delle ostilità in Libano. Invitiamo le parti a tornare urgentemente all'accordo di cessate il fuoco e a rispettare la Risoluzione 1701". Lo ha detto l'ambasciatore francese all'Onu, Jerome Bonnafont, a nome di Armenia, Austria, Bahrein, Cambogia, Croazia, Cipro, Congo, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, India, Irlanda, Italia, Lettonia, Malta, Moldavia, Nepal, Macedonia del Nord, Panama, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Serbia, Spagna, Regno Unito, Uruguay. "Di fronte alla guerra, il Libano deve essere sostenuto - si legge - La sua sovranità e integrità territoriale devono essere preservate. Condanniamo con la massima fermezza la decisione sconsiderata di Hezbollah di unirsi agli attacchi iraniani contro Israele dal 2 marzo, trascinando il Libano in una guerra che né le sue autorità né la sua popolazione volevano. Esortiamo Hezbollah a cessare immediatamente il fuoco contro Israele e a consegnare le sue armi". Ed "esortiamo Israele ad astenersi da attacchi contro infrastrutture civili e aree densamente popolate e a rispettare la sovranità libanese e la sua integrità territoriale".
Nyt, indagine conferma che una scuola di Minab è stata colpita da Tomahawk Usa
Un’indagine preliminare dell’esercito statunitense ha stabilito che a colpire, lo scorso 28 febbraio, una scuola elementare nella città iraniana di Minab è stato un missile Tomahawk americano, causando almeno 175 vittime secondo le autorità iraniane, in gran parte bambine. Lo riferisce il New York Times citando funzionari statunitensi, secondo cui l’attacco sarebbe stato il risultato di un errore nell’individuazione del bersaglio: i militari stavano colpendo una vicina base della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, ma le coordinate dell’obiettivo sarebbero state generate utilizzando dati obsoleti forniti dalla Defense Intelligence Agency, che indicavano l’edificio come struttura militare. L’immobile, in passato parte della base, era però stato trasformato in scuola anni prima.
L’indagine è ancora in corso e dovrà chiarire perché le informazioni non siano state verificate prima dell’attacco. Il caso, secondo il Times, rischia di pesare sull’operazione militare americana in Iran e ha alimentato polemiche dopo che il presidente Donald Trump aveva inizialmente suggerito che la responsabilità potesse essere dell’Iran. La Casa Bianca ha ricordato che l’inchiesta non è conclusa, mentre Pentagono e Comando centrale statunitense hanno rifiutato di commentare in attesa dei risultati definitivi.
Centcom ai civili: "Allontanatevi dai porti usati dalle forze di Teheran"
Avvertimento del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ai civili iraniani, perché stiano lontani dai porti lungo lo Stretto di Hormuz, che "il regime sta usando per condurre operazioni militari che minacciano la navigazione internazionale". "Questa azione pericolosa mette a rischio la vita di persone innocenti. I porti civili utilizzati per scopi militari perdono lo status protetto e diventano obiettivi militari legittimi secondo il diritto internazionale - fa sapere il Centcom in un post su X - Il comando esorta i civili in Iran a evitare immediatamente tutte le strutture portuali dove operano le forze navali iraniane. I lavoratori portuali iraniani, il personale amministrativo e gli equipaggi delle navi commerciali dovrebbero evitare le navi e le attrezzature militari iraniane".
Secondo quanto accusa il comando americano, "le forze navali iraniane hanno posizionato navi e attrezzature militari all'interno di porti civili che servono il traffico marittimo commerciale". "Sebbene anche l'esercito statunitense non possa garantire la sicurezza dei civili all'interno o in prossimità delle strutture utilizzate dal regime iraniano per scopi militari, le forze americane continueranno a prendere ogni precauzione possibile per ridurre al minimo i danni ai civili", è l'assicurazione finale.
Onu: "In Libano oltre 570 persone uccise e 1.400 ferite dal 2 marzo"
"Questo è un momento di grave pericolo per il Libano e per la regione. Per tutti noi. Troppe spie lampeggiano. Le azioni hanno conseguenze". Lo ha detto Tom Fletcher, capo degli affari umanitari dell'Onu, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. "Le vittime continuano ad aumentare. Oltre 570 persone sono state uccise e oltre 1.400 sono rimaste ferite dal 2 marzo. Gli sfollamenti di massa stanno accelerando, con oltre 750.000 persone attualmente registrate dal governo libanese come in movimento - ha aggiunto - Stiamo assistendo a spostamenti su larga scala verso aree urbane densamente popolate, dove la capacità di accoglienza è già al limite. Più di 120.000 persone, tra cui migliaia di bambini, si trovano ora in 580 centri collettivi". Fletcher ha spiegato che "noi e i nostri partner abbiamo fornito oltre 500.000 pasti caldi, distribuito oltre 270.000 litri di acqua in bottiglia, fornito articoli per l'igiene e prodotti per la casa, e 123.000 litri di carburante per sostenere i servizi essenziali". Ha chiesto che "tutti i civili della regione siano protetti e sia garantito loro l'accesso agli aiuti salvavita". Poi "abbiamo bisogno di finanziamenti generosi per una risposta umanitaria rafforzata, e infine della ripresa di una diplomazia strategica, calma, razionale".
Al-Sudani a Pezeshkian: "Raid contro l'Iraq compromettono gli sforzi di pace"
"Gli attacchi diretti contro l'Iraq costituiscono una violazione della sua sovranità e sicurezza". Lo ha dichiarato il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani nel corso di un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. ''Questo è inaccettabile e compromette gli sforzi per porre fine alla guerra e tornare al dialogo", ha aggiunto al-Sudani in un riferimento agli attacchi delle milizie filoiraniane.
"Il governo iracheno è impegnato a garantire la sicurezza e la sovranità dell'Iran e non permetterà a nessuna parte di utilizzare il suo territorio per attaccare l'Iran", ha sottolineato il premier.
Macron al G7: "Riaprire la navigazione a Hormuz il più presto possibile"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, ha sottolineato la necessità di ''ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile''. Le immagini dell'intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell'Eliseo.
Teheran: "Le sanzioni Ue sono atto di complicità ai crimini"
Teheran considera "un atto di complicità ai crimini atroci" la decisione dell'Unione europea di sanzionare 19 funzionari del regime iraniano. "E' assurdo quanto immorale e del tutto illegale: si cerca di punire l'Iran per aver esercitato il suo diritto intrinseco alla legittima difesa ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e per aver resistito all'aggressione brutale e illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano, mentre si continua ad armare, proteggere e favorire proprio quegli aggressori genocidi", scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "Una tale posizione non è altro che una complicita' attiva nell'anarchia del diritto internazionale e in crimini atroci ed efferati", aggiunge.
Ambasciatore Iran: "Mojtaba in ospedale, non credo possa tenere un discorso"
"Penso che sia in ospedale. Non credo sia in condizioni di pronunciare un discorso". Lo ha dichiarato al britannico Guardian l'ambasciatore iraniano a Cipro, Alireza Salarian, in merito alla nuova Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, che dal giorno della sua elezione - domenica scorsa - non si è ancora mostrato in pubblico. Secondo l'ambasciatore, Mojtaba - rimasto ferito nel raid israelo-americano che uccise il padre Ali Khamenei il 28 febbraio scorso - avrebbe riportato ferite alle gambe, alle braccia e alla mano.
Onu: "Hezbollah cessi i raid, Israele interrompa la campagna in Libano"
"Hezbollah deve cessare i suoi attacchi contro Israele e cooperare con gli sforzi del governo per affermare la piena autorità statale. Israele deve interrompere la sua campagna militare in Libano e ritirare le sue forze dal territorio. La sovranità e l'integrità territoriale sia del Libano che di Israele devono essere rispettate. Tutte le parti devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale". Lo ha detto il capo degli affari politici dell'Onu, Rosemary DiCarlo, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. "I civili e le infrastrutture civili non devono mai essere presi di mira, il personale delle Nazioni Unite deve essere protetto - ha aggiunto - Per prevenire ulteriori perdite di vite umane e creare lo spazio per un impegno politico significativo, la violenza deve cessare. La ripresa della violenza lungo la Linea Blu ha in gran parte cancellato i progressi compiuti negli ultimi mesi per consolidare la cessazione delle ostilità".
Trump: "La guerra finirà presto, deciderò io quando"
La guerra in Iran finirà "presto" perché "non è praticamente rimasto niente da colpire". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un'intervista telefonica ad Axios.
E' rimasta "qualche piccola cosa qua e là... Quando deciderò che deve finire, finirà", ha affermato Trump, riferendosi alla conclusione della guerra. Il capo della Casa Bianca ha quindi ribadito che "la guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo rispetto al programma. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane".

©Ansa
Teheran: "Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile"
"Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato". L'avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz. "Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo", ha ribadito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, aggiungendo che Washington non sarà in grado di controllare i prezzi. Lo riporta al Jazeera.
Cnn: "Mojtaba Khamenei ha piede fratturato e lacerazioni al volto"
Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell'Iran, ha riportato una frattura a un piede, un ematoma attorno all'occhio sinistro e lacerazioni al viso a causa del raid aereo israelo-americano che lo scorso 28 febbraio ha ucciso suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, e altri cinque membri della sua famiglia. Lo afferma la Cnn citando una propria fonte ben informata.
In precedenza una fonte israeliana aveva dichiarato alla Cnn che il secondogenito dell'Ayatollah Khamenei era rimasto ferito la scorsa settimana e da giorni circolano voci sul fatto che sia rimasto ferito. La nuova Guida suprema non è mai apparsa in pubblico, né ha rilasciato dichiarazioni dopo la sua nomina domenica. Il figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, Yousef, ha dichiarato stamattina di aver saputo che Khamenei era rimasto ferito, ma che ora è "al sicuro, sano e salvo".
Via libera dell'Aie allo svincolo di 400 milioni di barili di petrolio
I 32 Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia hanno concordato all'unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per affrontare le perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo annuncia la stessa Aie. Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell'agenzia dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.
Pasdaran: "Non si passa da Hormuz senza il nostro permesso"
Qualsiasi imbarcazione che intenda attraversare lo Stretto di Hormuz deve ottenere il permesso dall'Iran. A ribadirlo è stato il comandante della Marina dei Guardiani della rivoluzione, Alireza Tangsiri, a quanto riportano i media iraniani.
Israele all'Onu: "Rimarremo in Libano fino a quando sarà necessario"
"Israele non vuole stare in Libano, ma rimarremo fino a quando sarà necessario, ossia fin quando ci sarà una minaccia contro di noi". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon prima della riunione del Consiglio di Sicurezza. "Il governo libanese deve cacciare Hezbollah. Se non lo farà, lo faremo noi", ha aggiunto.
Iran: "Da Hormuz non passerà più un litro di greggio". Colpite 3 navi
Una portacontainer, una nave cargo e una portarinfuse sono state prese di mira in successione da "proiettili sconosciuti", secondo quanto riferito dall'agenzia marittima britannica Ukmto. Le forze armate iraniane: "Qualsiasi nave appartenga agli Stati Uniti, a Israele o trasporti petrolio di loro proprietà sarà un obiettivo legittimo".
Iran: 'Da Hormuz non passerà più un litro di greggio'. Colpite 3 navi
Vai al contenutoCentcom: "Distrutto grande impianto di produzione di missili in Iran"
Gli Stati Uniti hanno colpito un "grande impianto di produzione di missili balistici" in Iran. Lo ha affermato il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti Brad Cooper in un video pubblicato su X per fornire un aggiornamento sull'operazione militare congiunta con Israele contro l'Iran. "Li stiamo smantellando metodicamente colpendo missili e droni iraniani, colpiamo anche la loro base industriale di difesa", ha detto Cooper aggiungendo che "proprio ieri sera la nostra forza di bombardieri ha colpito un grande impianto di produzione di missili balistici, ad esempio".
Cooper ha poi dichiarato che "quindi, non si tratta solo di cosa ci sta attaccando oggi. Si tratta anche di eliminare la minaccia in futuro". Dall'inizio della guerra con l'Iran, ha affermato, gli Stati Uniti hanno colpito oltre 5.500 obiettivi all'interno del Paese, tra cui oltre 60 navi. "Proprio ieri abbiamo ricevuto ondate di attacchi quasi ogni ora da diverse località e direzioni verso l'Iran", ha detto Cooper. "Abbiamo anche distrutto l'ultima delle quattro navi da guerra classe Soleimani. Un'intera classe di navi iraniane ora fuori combattimento", ha spiegato.
I pasdaran rivendicano: "Colpite due navi nello Stretto di Hormuz"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver colpito due navi nello Stretto di Hormuz: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. "La nave liberiana, di proprietà di Israele, non ha prestato attenzione agli avvertimenti delle nostre forze navali ed è stata fermata dopo essere stata colpita - affermano i pasdaran in un comunicato -. La seconda nave, la portarinfuse Mayuree Naree che ha tentato di passare illegalmente lo Stretto, è stata presa di mira anche lei dopo gli avvertimenti delle forze navali". "Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo", conclude la nota. Secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, sono almeno tre le navi colpite oggi nelle acque a ridosso di Hormuz. La Marina thailandese ha confermato l'attacco alla Mayuree Naree, che era partita da un porto degli Emirati, aggiungendo che 20 marinai erano stati tratti in salvo dalla Marina dell'Oman, mentre tre risultano dispersi.
Usa, gli attacchi dell'Iran con missili e droni sono diminuiti "drasticamente"
Dalle prime 24 ore dell'operazione Epic Fury, gli attacchi con missili balistici e droni iraniani sono diminuiti "drasticamente". Lo ha detto il capo del Comando centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in un aggiornamento sulla guerra contro l'Iran. "La forza di combattimento degli Stati Uniti sta crescendo, quella dell'Iran sta diminuendo", ha aggiunto l'ammiraglio.
Mojtaba Khamenei leader invisibile, giallo sulla sua sorte
Non è ancora apparso in pubblico, non ha diffuso video né messaggi e le sue condizioni restano avvolte nel mistero. A tre giorni dalla nomina a nuova Guida Suprema della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei continua a restare nell'ombra, alimentando interrogativi sulla sua salute e sulla sua reale capacità di esercitare il potere nel pieno della guerra.
Secondo diverse fonti citate dal New York Times, il figlio dell'ayatollah Ali Khamenei sarebbe rimasto il 28 febbraio ferito nella prima ondata di raid condotti da Stati Uniti e Israele in cui sono stati uccisi, oltre al padre, anche la moglie, la madre e uno dei suoi figli. Tre fonti iraniane hanno riferito che Mojtaba avrebbe riportato ferite alle gambe e che si troverebbe in un luogo altamente protetto con comunicazioni limitate. Valutazioni dell'intelligence israeliana sarebbero giunte a conclusioni simili già prima della sua nomina a Guida Suprema.
A ridimensionare le indiscrezioni è stato Youssef Pezeshkian, figlio e consigliere del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Ho sentito notizie sul fatto che fosse ferito. Ho chiesto informazioni a diversi amici che erano in contatto con lui e mi hanno detto: 'Alhamdulillah sta bene e non ci sono problemi' ", ha affermato, mentre l'ambasciatore iraniano a Cipro, Alireza Salarian, ha confermato che la nuova Guida sarebbe rimasto ferito alle gambe, a un braccio e a una mano e non sarebbe in condizioni di pronunciare un discorso.
Meloni al Senato su guerra in Iran: "Crisi complessa". VIDEO
Macron: "Stop a spirale pericolosa in Libano, sostegno a Paesi del Golfo"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto che venga messa ''fine alla spirale pericolosa'' di violenza in Libano, dove sono ripresi con forza gli attacchi aerei israeliani dopo il lancio dell'operazione congiunta israelo-americana contro l'Iran. Durante una conferenza stampa all'Eliseo dopo un incontro con il primo ministro dei Paesi Bassi Rob Jetten, Macron ha detto che "saremo dispiegati nel Mediterraneo orientale, nel Mar Rosso, nell'ambito della missione Aspides e per preparare la riapertura dello Stretto di Hormuz".
"Siamo a fianco dei nostri partner, in primo luogo il Libano, che combatte per la propria sovranità e sicurezza e ha inviato messaggi estremamente chiari a Hezbollah'', ha affermato Macron. ''Desideriamo anche stare al fianco degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, dell'Arabia Saudita, del Kuwait, dell'Iraq, della Giordania, del Bahrein'', ha aggiunto il capo dell'Eliseo citando i Paesi presi di mira dalla rappresaglia iraniana. ''Abbiamo schierato numerosi sistemi di difesa e supportato questi paesi con azioni appropriate", ha aggiunto Macron.
Iran, Pasdaran: "Non più rappresaglie ma attacchi continui"
L'Iran ha annunciato la fine della strategia di rispondere ogni volta ai raid di Israele e Stati Uniti. Il portavoce del comando unificato Khatam-al-Anbia, Ebrahim Zolfaqari, ha chiarito che d'ora in poi Teheran effettuerà "attacchi continui". Lo riferiscono i media iraniani.
Idf: "Nuovi avvisi evacuazione per villaggi al sud"
Le forze armate israeliane hanno emesso nuovi avvisi di evacuazione per sei villaggi nel sud del Libano in vista di attacchi a Hezbollah. "Chiunque si trovi in prossimita' di elementi, strutture ed equipaggiamenti da combattimento di Hezbollah mette a rischio la propria vita", ha sottolineato su X il portavoce in lingua araba Avichay Adraee.
Capo Idf: "Uccisi migliaia operativi, nessuno immune"
Finora abbiamo eliminato migliaia di agenti e comandanti del regime (iraniano). Continueremo a indebolire il regime terroristico e le sue capacita' militari. Lo dico anche a tutti i nostri nemici: nessuno è immune. Sappiamo come raggiungere chiunque tenti di fare del male ai cittadini dello Stato di Israele". Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, visitando la base aerea di Tel Nof.
Il conflitto costa 600 mln dollari al giorno a turismo M.O
Prima dell'attacco, il World Travel & Tourism Council aveva stimato che quest'anno i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari in Medio Oriente. I grandi hub regionali come Abu Dhabi, Dubai, Doha e Bahrein gestiscono in genere più di mezzo milione di passeggeri aerei al giorno, ma secondo il fornitore di dati Cirium, i cinque giorni di cancellazioni dei voli in tutta la regione hanno lasciato a terra circa 4 milioni di viaggiatori la scorsa settimana. Centinaia di voli sono decollati dagli aeroporti del Medio Oriente la scorsa settimana nel tentativo di riportare a casa le decine di migliaia di turisti ancora bloccati. Le destinazioni del Medio Oriente si sono già riprese in passato da episodi di conflitto. Ma nel frattempo, fino a quando non verrà trovata una soluzioni, il turismo resterà fermo. Alcuni analisti prevedono una ripresa ma solo dei viaggi d'affari grazie alla posizione strategica della regione tra Europa e Asia. Altri sono più ottimisti e sono sicuri che appena i raid termineranno, i visitatori torneranno a viaggiare nella regione.
Starmer: "De-escalation con l'Iran cruciale per fermare la crisi petrolifera"
"Una de-escalation dalla guerra" in Medio Oriente, seguita all'attacco di Usa e Israele all'Iran, "è in questo momento la cosa più importante", anche per fermare l'impennata dei costi del petrolio e i contraccolpi sull'economia. Lo ha detto il premier laburista britannico Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, polemizzando con la leader dell'opposizione Tory, Kemi Badenoch, che lo accusava per non aver prolungato il congelamento del prezzo della benzina. Starmer è tornato a rivendicare la decisione del suo governo di non associare direttamente il Regno "agli attacchi iniziali" all'Iran, rinfacciando alla leader conservatrice di aver invece in un primo momento sollecitato un coinvolgimento nel conflitto, salvo fare poi "marcia indietro" e negare di averlo chiesto di fronte alle conseguenze economiche dell'escalation bellica. Da parte sua ha insistito che Londra è schierata contro "il regime" di Teheran ed è pronta a dare "sostegno agli alleati", ma non intende "unirsi a un'altra guerra all'estero".
Mosca, Putin telefona al presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in occasione del 65 esimo compleanno del capo di Stato emiratino. Lo riferisce il ministero degli Esteri della Federazione Russa. Il presidente russo ha riconosciuto "il significativo contributo personale al rafforzamento del partenariato strategico tra Russia ed Emirati Arabi Uniti". "I leader hanno proseguito il loro scambio di opinioni sul pericoloso deterioramento della situazione in Medio Oriente, che ha gravi conseguenze per l'Iran e i Paesi arabi", ha riferito inoltre il ministero degli Esteri russo. Vladimir Putin, secondo quanto si legge nel comunicato pubblicato su Telegram, "ha espresso particolare gratitudine al presidente degli Emirati Arabi Uniti per l'assistenza e il supporto forniti ai numerosi cittadini russi residenti negli Emirati".
Scontro con Israele, Spagna rimuove ambasciatore
Il governo spagnolo ha rimosso l'ambasciatrice spagnola in Israele, Ana Maria Salomon Perez, in un momento di forte tensione con Israele e Usa a causa della guerra contro l'Iran. La decisione è stata proposta dal ministro degli Esteri, Josè Manuel Albares, e approvata dal consiglio dei ministri riunitosi ieri. Salomon era stata richiamata in patria per consultazioni il 9 settembre scorso nel contesto della crisi diplomatica con Israele per la guerra a Gaza, e da allora non era piu' rientrata a Tel Aviv. Lo stesso Stato ebraico non ha più un ambasciatore in Spagna dal riconoscimento da parte del governo di Pedro Sanchez di uno Stato palestinese nel 2024.
La compagnia aerea Klm cancella tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo
La compagnia aerea olandese Klm ha cancellato tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo per motivi di sicurezza a causa della guerra nella regione. "A causa dei continui disordini in Medio Oriente, Klm ha deciso di cancellare tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo incluso", si legge in un comunicato della compagnia. "La sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio e' sempre la nostra massima priorità - ha aggiunto - comprendiamo che questa decisione ha un impatto significativo sui nostri viaggiatori e stiamo facendo tutto il possibile per tenerli ben informati". La compagnia ha collaborato con il ministero degli Esteri olandese per l'evacuazione dei suoi cittadini bloccati nella regione. Lunedì, la tedesca Lufthansa ha dichiarato di voler estendere la sospensione dei voli verso gli aeroporti chiave della regione, tra cui Emirati Arabi Uniti, Libano, Israele e Iran. Lufthansa ha dichiarato di aver cancellato i voli da e per Dubai e Abu Dhabi, Dammam in Arabia Saudita, Amman in Giordania ed Erbil in Iraq fino al 15 marzo. I voli da e per Beirut in Libano sono stati sospesi fino al 2 aprile, cosi' come quelli per Tel Aviv in Israele. Ha inoltre sospeso i viaggi per Teheran fino al 30 aprile.
Le conseguenze sul traffico in Stretto Hormuz
A partire dai primi giorni del nuovo conflitto in Medio Oriente lo Stretto di Hormuz e' stato dichiarato ufficialmente "zona di operazioni belliche". Questa situazione ha causato un blocco pressochè totale del traffico marittimo in uno dei passaggi più strategici al mondo, che in tempi di pace è attraversato da oltre 130 navi al giorno. L'effetto guerra ha fatto crollare il volume di traffico del 90-94%, con transiti giornalieri tra 0 e 5 negli ultimi giorni. L'International Maritime Organizzativo parla di oltre mille imbarcazioni ferme al 10 marzo e di almeno 3.000 navi commerciali bloccate nel Golfo Persico. Il valore complessivo delle navi e delle merci bloccate supera i 25 miliardi di dollari, considerando che circa la metà di queste imbarcazioni trasporta petrolio o gas.
Meloni: "Utilizzo basi Usa? Risposte si valutano nel momento"
Se la richiesta di utilizzo delle basi militari Usa "arrivasse oggi, non avrei difficolta' a dare una risposta. Ma queste risposte si valutano nel momento e nel contesto in cui arrivano. Quindi da parte mia sarebbe poco serio dire qualcosa che vale per oggi, ma in uno scenario che domani potrebbe essere completamente diverso". Così nell'aula del Senato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Fonti Israele: "Trump non è vicino a chiudere guerra"
Israele ritiene che il presidente Usa Donald Trump "non sia vicino" a ordinare la fine della guerra con l'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters citando due fonti ufficiali israeliane.
Meloni: "Se volessimo prorogare Unifil dovremmo rivedere le regole ingaggio"
Su Unifil ci sono delle "perplessità: da una parte, riteniamo che nell'attuale contesto la missione rimanga importante ma sapete che le regole di ingaggio che ha avuto in questi anni non sarebbero sufficienti ad affrontare la crisi attuale. Il dibattito deve essere di questo genere: io sono più che favorevole e ho segnalato quello che non condividevo dell'iniziativa degli Usa rispetto a Unifil, ma se volessimo prorogare la missione dovremmo rivedere le regole. Ma è un tema su cui non abbiamo trovato grande convergenze". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nella replica alla discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Sirene in nord e centro Israele, missili intercettati
Missili lanciati dall'Iran sono stati intercettati dopo che le sirene sono risuonate nel nord e nel centro di Israele, compresa Tel Aviv. Lo ha riferito l'esercito israeliano, mentre i soccorritori hanno fatto sapere che non ci sono stati feriti.
Media, Ministro Iran: "Non parteciperemo ai Mondiali di calcio negli Usa"
Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Faz, in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare. "Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le "misure malvagie intraprese contro l'Iran": "ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi". "Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare".
Iran, Meloni, disponibile a tavolo con opposizioni a Palazzo Chigi
"Sono disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. Aspettavo di fare questo confronto in Aula. Da domani sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni anche per le vie brevi". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, riferendosi alla crisi in Medio Oriente.
Katz: "Guerra continuerà senza limiti di tempo"
La guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran "continuera' senza limiti di tempo, finche' non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo una riunione sulla situazione con il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, il direttore generale del ministero Amir Baram, il capo dell'intelligence militare Shlomi Binder, il capo della direzione delle operazioni, Itzik Cohen e il capo del Comando del Fronte Interno, Shay Klaper. Nei giorni scorsi, il presidente Usa Donald Trump ha affermato in un'intervista che la campagna militare contro la Repubblica islamica è "quasi finita".
Media: "Forti esplosioni in Bahrein"
Forti esplosioni sono state udite in Bahrein. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Mehr
Iran, Meloni: "Su Hormuz dibattito in corso. Vitale per economie"
Su come muoversi riguardo lo stretto di Hormuz "c'e' un dibattito in corso", "e' vitale per le nostre economie", "e' delicato trovare l'equilibrio tra la necessita' di difendere le nostre economie e il rischio di essere trascinato nel conflitto". Lo dice la premier Giorgia Meloni, nella replica al Senato dopo il dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio sulla situazione sulla guerra in Iran e in vista del prossimo Consiglio europeo.
Allarme missili dall'Iran a Tel Aviv e nord di Israele
Gli allarmi per l'arrivo di missili dall'Iran stanno suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele. Lo constata l'ANSA sul posto. Le sirene stanno suonando anche nel nord del Paese.
Conclusa la discussione generale in Senato, 5 risoluzioni
Si e' conclusa la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, nell'Aula del Senato. Sono 5 le risoluzioni presentate dalle forze politiche: maggioranza, Pd, M5s, Avs, Iv-Azione-Autonomie.
Iran, Meloni: "Appello unità sincero. Cercare elementi sintesi"
"Considero fondamentale l'unita' dell'Occidente non perche' sia utile agli Stati Uniti ma perche' e' necessaria". Lo dice la premier Giorgia Meloni, nella replica al Senato dopo il dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio sulla situazione internazionale e in vista del prossimo Consiglio europeo, rivolgendosi al senatore a vita Mario Monti. "Non e' vero che non stiamo lavorando sull'unita' europea, siamo stati noi a promuovere il coordinamento delle maggiori nazioni europee", ha affermato. "Il mio appello all'unita' non era generico, e' sincero. E' rivolto ad una fase di crisi internazionale, ci sono momenti nella storia nella quale bisogna andare oltre" le proprio posizioni, "io rimango alternativa a voi", ma "vale la pena fare uno sforzo per cercare di elementi di sintesi". Poi rivolgendosi al senatore Carlo Calenda ha ribadito la necessita' di trovare "sintesi" per l'unita' dell'Occidente.
Iran, Ue: "Sanzioni individuali segnale a responsabili regime"
"Gli ambasciatori degli Stati membri dell'Unione europea appena approvato nuove sanzioni contro 19 funzionari ed entita' del regime responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Cosa dimostra questo? Che l'Unione europea continua a ritenere l'Iran responsabile e continuera' a proteggere i propri interessi, perseguendo i responsabili della repressione interna in Iran, inviando anche un segnale a Teheran che il futuro dell'Iran non puo' essere costruito sulla repressione, l'oppressione e la soppressione che abbiamo visto da parte di questo regime". Lo ha dichiarato il portavoce dell'Unione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa.
Nardella: "Von der Leyen deludente sul Medio Oriente, non ha difeso il diritto"
"Il discorso di Von der Leyen sulla crisi mediorientale è stato deludente. Non ha condannato la guerra voluta da Netanyahu e Trump in spregio al diritto internazionale, lo stesso diritto su cui si fonda l'Unione Europea. Giustificare questo attacco dicendo semplicemente che "non dovremmo piangere per il regime iraniano" non significa niente e non rappresenta una strategia chiara e netta dell'Ue sulla crisi in atto." Lo dichiara l'eurodeputato del Pd Dario Nardella. "Peraltro, le bombe americane, oltre ad aver colpito obiettivi civili in Iran, non hanno scalfito il regime che in 48 ora ha nominato ina nuova guida suprema con il rafforzamento dei pasdaran. Chi sta pagando il conto più salato di questa guerra sono gli stessi cittadini iraniani e i libanesi con la loro vita e gli europei con le loro tasche. Sull'impatto economico nulla ha detto la presidente della Commissione sui rincari degli alimenti dovuti alla chiusura dello stretto di Hormuz e agli effetti sul rincaro dei fertilizzanti che - insieme al costo dell'energia - faranno salire alle stelle i prezzi degli alimenti di prima necessità. Torno a chiedere alla Commissione un intervento urgente a favore degli agricoltori e dei consumatori per scongiurare una nuova crisi della filiera agroalimentare", conclude.
Iran, Teheran: "Al via 39esima ondata attacchi su Israele"
Le forze iraniane hanno annunciato la 39esima ondata di attacchi su Israele. Lo riportano i media iraniani.
Iran, Pasdaran: "Da Hormuz non passa goccia greggio per Usa"
Teheran e' tornata a ribadire che non consentira' il passaggio dallo stretto di Hormuz di petroliere al servizio degli Stati Uniti. "Non permetteremo che nemmeno una goccia di petrolio attraversi lo Stretto di Hormuz a beneficio dell'America e dei suoi alleati", ha dichiarato il portavoce del comando integrato esercito-Pasdaran, Khatam-al-Anbia. "Non e' possibile mantenere artificialmente bassi i prezzi del petrolio e dell'energia", ha avvertito.
Teheran protesta: "Colpita nostra nave-ambulanza nello Stretto di Hormuz"
L'Iran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver colpito un'ambulanza marittima su un'isola nello strategico Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dai media locali. "In seguito agli attacchi sionisti-statunitensi di questo pomeriggio, un'ambulanza marittima di stanza al molo dell'isola di Hormuz è stata colpita da missili", ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, mostrando un filmato dell'imbarcazione in fiamme. Ha affermato che la nave trasporta pazienti d'urgenza dall'isola a Bandar Abbas, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan. Altri media hanno riportato resoconti simili.
Unc: "I prezzi dei carburanti salgono nonostante il calo del greggio"
"E' incredibile che, nonostante il calo di ieri dei prezzi del petrolio, in nessuna regione italiana o nella rete autostradale ci sia stato un calo dei prezzi alla pompa, né per la benzina né per il gasolio. Si tratta dell'ennesima dimostrazione che c'è una speculazione galoppante e che nessuno sta facendo qualcosa per bloccarla" denuncia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Nonostante i dati delle medie regionali del Mimit ieri e oggi contenessero errori, ieri per l'Abruzzo e oggi per la Campania, resta il fatto che, dati anomali a parte, nessuno oggi ha abbassato i prezzi" prosegue Dona. "Nella rete autostradale, secondo i dati medi del Mimit pubblicati oggi, la benzina self sfonda il muro di 1,9 euro e costa 1,6 cent al litro in più rispetto a ieri, passando da 1,866 a 1.902 euro. Il gasolio in modalità self service sale di 2,7 cent al litro, da 2,066 a 2,093 euro. Insomma, il problema della doppia velocità non è mai stato affrontato e risolto" aggiunge Dona. "Purtroppo, la nostra ragionevole e responsabile richiesta dei giorni scorsi di intervenire con una riduzione delle accise di almeno 10 cent, visto il mancato intervento del Governo e i continui rialzi, oggi resta valida solo per la benzina, mentre per il gasolio, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Ue, dovrebbe arrivare almeno a 20 cent per poter far tornare i prezzi a livelli alti ma tollerabili. In autostrada significherebbe passare, conteggiano anche l'Iva al 22%, dai 2,093 euro di oggi a 1,849 euro al litro, prezzo ancora troppo alto ma inferiore alla media mensile Mase dell'ottobre del 2023 (pari a 1,890 euro). Mentre fuori dalle autostrade scenderebbe all'incirca (vista l'impossibilità di calcolare le medie regionali di oggi sui dati Mimit) sotto 1,77 euro al litro, inferiore alla media mensile del Mase dell'aprile 2024 (1,798 euro al litro)", conclude Dona.
Rutte: "Ue e Nato sfruttino appieno i propri punti di forza"
Lunedì il Segretario Generale della Nato Mark Rutte ha partecipato a una tavola rotonda a Bruxelles, insieme ai leader dell'Ue, nell'ambito della Conferenza annuale degli ambasciatori. Rutte è intervenuto insieme a Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e Andrius Kubilis, Commissario europeo per la difesa e lo spazio, con un'introduzione di Genevieve Tuts, Ambasciatrice dell'Ue in Canada. Nel suo intervento, il Segretario Generale ha accolto con favore l'iniziativa dimostrata dai Paesi europei nell'assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa e nell'intensificare gli sforzi per affrontare le crescenti sfide alla sicurezza. Ha accolto con favore anche l'aumento degli investimenti e della produzione nel settore della difesa e ha sottolineato il loro ruolo nel garantire la sicurezza euro-atlantica. Ha infine esortato sia l'Ue che la Nato a sfruttare appieno i propri punti di forza, sottolineando il contributo essenziale apportato dagli alleati non Ue alla sicurezza europea e transatlantica. Riconoscendo che le minacce stanno aumentando, non solo in termini di portata ma anche di complessità e diffusione, Rutte ha elogiato l'approfondimento della partnership tra le due organizzazioni.
Iran, premier armeno: "Stato amico; spero soluzione diplomatica"
"L'Iran e' un nostro caro amico e un vicino millenario. Avete gia' visto la portata delle nostre relazioni con gli Stati Uniti. Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Kuwait, Giordania, Libano, Bahrein e Siria sono nostri partner importanti, e abbiamo recentemente compiuto un passo storico con l'Arabia Saudita instaurando relazioni diplomatiche. Siamo addolorati nel vedere quanto sta accadendo in Medio Oriente". Lo ha dichiarato il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, intervenuto alla sessione plenaria dell'Eurocamera a Strasburgo. "Sullo sfondo di una crisi di tale portata globale, noi, un piccolo e modesto Stato, non possiamo che pregare per le anime di tutte le vittime e per la saggezza dei leader dei nostri partner, affinche' possano trovare soluzioni diplomatiche al piu' presto", ha concluso.
Iran, media: "Bahrein ha evacuato aeroporto e trasferito aerei"
Il governo del Bahrein ha deciso di evacuare l'aeroporto di Manama e ha trasferito alcuni dei suoi aerei all'estero. Lo hanno riferito i media iraniani
Petrolio, Ue: "Rilascio decisione Stati; comunicare a Commissione"
"Nell'Unione europea, le riserve strategiche di petrolio sono regolate dalla direttiva sulle riserve petrolifere, che risale al 2009. I singoli Stati membri possono rilasciare determinati volumi; si tratta di una decisione volontaria e terranno conto delle circostanze nazionali quando lo faranno. Se gli Stati membri dell'Ue rilasciano scorte, devono informare immediatamente la Commissione; anche questo e' un requisito previsto dalla direttiva". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per l'Energia, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. "Non abbiamo ancora questi dettagli perche' il processo e' ancora in corso presso l'Agenzia Internazionale dell'Energia. Ci aspettiamo che facciano un annuncio questo pomeriggio, e poi avremo i dettagli domani durante la riunione dell'Oil Coordination Group, quando i nostri Stati membri esprimeranno le loro posizioni", ha aggiunto.
Petrolio, Reiche: "Germania rilascerà parte delle sue riserve"
La Germania rilascera' una parte delle proprie riserve petrolifere in risposta ai costi globali dell'energia che aumentano a causa della guerra in Medio Oriente. Lo ha confermato la ministra dell'Economia e dell'Energia Katherina Reiche. La misura dovrebbe contribuire a ridurre il prezzo mondiale del petrolio, ha detto Reiche, osservando che anche gli altri Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) stanno facendo i conti con il rialzo dei prezzi. "L'Agenzia internazionale dell'energia ha quindi chiesto ieri sera ai Paesi membri di rilasciare riserve petrolifere per un ammontare di 400 milioni di barili", ha affermato Reiche, aggiungendo: "Ci atterremo a questa richiesta e faremo la nostra parte". Nel frattempo, in Germania i distributori di carburante saranno obbligati a limitare gli aumenti dei prezzi a una sola volta al giorno, ha spiegato la ministra, sottolineando che le crisi precedenti hanno mostrato come i prezzi alla pompa tendano a salire rapidamente con il petrolio, ma a scendere piu' lentamente. "Abbiamo quindi deciso di limitare la frequenza delle variazioni di prezzo", ha detto Reiche. "I distributori potranno aumentare i prezzi dei carburanti solo una volta al giorno. Le riduzioni, invece, saranno consentite in qualsiasi momento".
Iran, Teheran: "Alleati hanno colpito nave-ambulanza a Hormuz"
L'Iran ha accusato Stati Uniti e Israele di aver colpito una nave ambulanza in un porto nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia Mehr. L'imbarcazione era di stanza nel porto dell'isola di Hormuz quando e' stata "colpita da missili", ha reso noto l'agenzia che ha anche pubblicato un video di una barca in fiamme. Non sono state segnalate vittime.
Iran: inno nazionale apre esequie alti ufficiali a Teheran
La cerimonia e' iniziata a mezzogiorno ora locale, in una piazza gremita da migliaia di persone attorno a una gigantesca bandiera dell'Iran. Un lungo corteo, nelle immagini proposte dai media iraniani, e' proceduto verso il Santuario dei Martiri nel sud di Teheran "per onorare sia i comandanti militari sia i tanti civili uccisi nei bombardamenti", riferisce Press tv. Sulle bare, le foto delle vittime, fra cui quelle di diversi bambini. Ma anche striscioni e slogan che invocavano "vendetta" contro Israele e Stati Uniti.
Borsa Milano: prosegue in calo (-0,77%)positive Mps e Mediobanca
La Borsa di Milano prosegue in calo quando si avvicina il giro di boa di meta' seduta: il Ftse Mib scende dello 0,77% a 44.868 punti. Sul listino, Tim cede l'1,29%, Stellantis arretra dello 0,94%, piu' ampio il ribasso di Leonardo (-3,17%). In ordine sparso gli energetici: Enel -1,31%, A2A -0,25%, mentre salgono i titoli dei petroliferi con il rialzo delle quotazioni del greggio (Tenaris +0,10%, Eni +0,31%). Tra i finanziari, Generali -0,69%, Intesa Sanpaolo 0,54%, Unicredit -1,37%, Banco Bpm +0,30%, Bper +1,46%. Mps e Mediobanca, all'indomani del concambio stabilito per la fusione tra i due istituti, salgono rispettivamente dell'1,61 e del 3,16 per cento (il perfezionamento dell'operazione e' previsto entro fine anno).
Israele, media: per ufficio Grazia Netanyahu non ha requisiti
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non soddisferebbe i requisiti minimi per ottenere la grazia. Sarebbe questo il parere del dipartimento del ministero della Giustizia che si occupa della pratica, secondo quanto riferisce Yedioth Ahronoth. Alla documentazione manca ancora la posizione del procuratore generale Gali Baharav-Miara. Nel parere del dipartimento si affermerebbe, tra le altre cose, che e' difficile definire Netanyahu un "criminale" - condizione fondamentale per presentare la richiesta - perche' il suo processo non si e' ancora concluso e non e' stato condannato. Inoltre, il premier non ha espresso rimorso ne' ha nemmeno ammesso la propria colpevolezza.
Kallas: "Ok a sanzioni contro Iran, futuro non sia costruito su repressione"
"L'Ue continua a chiedere conto all'Iran. Oggi gli ambasciatori degli Stati membri dell'Ue hanno approvato nuove sanzioni nei confronti di 19 funzionari e entità del regime responsabili di gravi violazioni dei diritti umani". Lo scrive in un tweet l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas. "Mentre la guerra in Iran continua, l'Ue proteggerà i propri interessi e perseguirà i responsabili della repressione interna. Inoltre - sottolinea - invia un messaggio a Teheran: il futuro dell'Iran non può essere costruito sulla repressione".
Iran, portarinfuse in fiamme a Hormuz: salvo l'equipaggio
Una nave portarinfuse thailandese e' stata colpita mentre era in transito nello Stretto di Hormuz. I 23 membri dell'equipaggio sono stati salvati, ha dichiarato la Marina thailandese che ha condivise foto che mostrano un denso fumo nero levarsi dallo scafo e dalla sovrastruttura della Mayuree Naree. La nave "e' stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz" dopo essere partita dal porto di Khalifa negli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato la Marina in un comunicato. "I dettagli specifici e la causa dell'attacco sono attualmente oggetto di indagine", ha aggiunto. La Marina dell'Oman ha tratto in salvo i 23 marinai. I siti web di tracciamento delle navi mostrano la Mayuree Naree appena al largo della costa dell'Oman, nello Stretto di Hormuz, che si muoveva lentamente a poco piu' di un nodo. La portarinfuse e' lunga 178 metri e ha un dislocamento di 30.000 tonnellate ed era diretta a Kandla, in India. E' di proprieta' di una compagnia di trasporti thailandese, la Precious Shipping.
Premier armeno: "L'Iran è un amico, addolorati dalla crisi in Medio Oriente"
"Il quadro positivo che ho presentato" in merito alle relazioni con gli Stati Uniti "è indubbiamente oscurato dagli eventi che si stanno verificando nei paesi vicini, nella Repubblica islamica dell'Iran e in diversi paesi del Medio Oriente. L'Iran è un nostro caro amico e vicino millenario. Siamo addolorati nel vedere ciò che sta accadendo in Medio Oriente". Lo ha detto il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, nel corso della sua audizione in plenaria a Strasburgo. "Sullo sfondo di una crisi di tale portata globale, noi, piccolo e modesto Stato, possiamo solo pregare per le anime di tutte le vittime e per la saggezza dei leader dei nostri partner, affinché possano trovare soluzioni diplomatiche il prima possibile", ha aggiunto il primo ministro armeno.
Iran, Fiavet: "Crisi Golfo costa 38.800 euro a agenzia viaggi"
La crisi nel Golfo e la chiusura di alcuni spazi aerei stanno gia' producendo un forte impatto economico sulle agenzie di viaggio italiane. Secondo un'indagine dell'Osservatorio Fiavet Confcommercio tra le imprese associate, la perdita media di fatturato nell'ultima settimana e' stimata in 38.800 euro per agenzia, con quasi la meta' degli operatori che dichiara danni superiori ai 50.000 euro. La rilevazione fotografa una situazione di paralisi operativa diffusa che riguarda non solo l'attualita' ma anche le prenotazioni per i prossimi mesi. Il 65% delle agenzie sta gestendo piu' di 16 pratiche di crisi per singola unita' operativa, mentre un terzo del campione (33%) si trova ad affrontare oltre 30 pratiche critiche. Un quadro che conferma come non si tratti di un'emergenza isolata ma di una difficolta' diffusa che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio. Le destinazioni che registrano le maggiori difficolta' operative sono gli Emirati Arabi, segnalati dal 92% delle agenzie, non solo per la destinazione in se' ma perche' rappresentano uno snodo centrale del traffico aereo verso il lungo raggio - Asia, Oceania e Oceano Indiano. Segue il Qatar, indicato dall'88% degli operatori come secondo hub colpito dalle criticita'. Questo rafforza la lettura secondo cui l'emergenza ha prima di tutto una natura infrastrutturale legata al trasporto aereo, oltre che geopolitica. L'impatto sulle prenotazioni e' significativo. Per le destinazioni di lungo raggio - Cina, Thailandia, Maldive, India e Australia - si registra il 38% di cancellazioni definitive e il 45% di pratiche in stand-by.
Peled: "Nessuno nella regione ci permette di vive in pace"
"Nessuno nella regione ci permette di vivere in pace. Prima l'Olp, poi l'Egitto, poi la Siria, poi la Giordania, poi l'Iran. Noi non vogliamo vivere in guerra" ha detto l'ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled a L'aria che tira.
Iran, Mosca: "Grave crisi energetica Ue. Von der Leyen cadrà"
Mosca vede all'orizzonte una crisi energetica nell'Unione europea, provocata dalla guerra nel Golfo, che potrebbe far cadere Ursula von der Leyen. "Ci sara' una grave crisi energetica in Europa, causata dai precedenti errori strategici di Ursula von der Leyen nel settore energetico e dalla sua ostinazione", ha dichiarato Kirill Dmitriev, consigliere del presidente Vladimir Putin e negoziatore nei colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti, a quanto riporta la Tass. Per Dmitriev, questo "potrebbe portare a un cambio di leadership nell'Ue".
Israele: dipartimento ha completato parere su grazia Netanyahu
Il ministero della Giustizia israeliana ha annunciato che il dipartimento ad hoc ha completato la stesura del suo parere in merito alla richiesta di grazia avanzata dal premier Benjamin Netanyahu, sotto processo per corruzione, frode e abuso di fiducia. Il parere e' stato trasferito al ministro del Patrimonio, Amichai Eliyahu, il deputato del partito di estrema destra Otzma Yehudit al quale la pratica e' stata affidata dal ministro della Giustizia Yariv Levin per evitare accusa di conflitto di interessi essendo lui tra i principali alleati di Netanyahu nel Likud. Una volta aggiornato con la posizione della procura, verra' inviato al presidente Isaac Herzog per una decisione. Netanyahu, presentando lo scorso novembre la richiesta di grazia - pubblicamente sostenuta, in maniera irrituale, dal presidente Usa Donald Trump con forti pressioni - non ha riconosciuto alcuna colpa ma ha sottolineato che le beghe giudiziarie stanno ostacolando la sua capacita' di governare e sarebbe un bene per Israele che vi si mettesse fine.
Iran, Peled: "È una campagna a guida americana"
"E' una campagna a guida americana, alla quale si e' aggiunto Israele" ha detto l'ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled a L'aria che tira. "Stiamo aspettando che il regime si indebolisca".
Iran, Peled: "Nuovo attacco per completare azione di giugno"
Il nuovo attacco all'Iran e' stato necessario "innanzitutto per completare quello che abbiamo fatto a giugno. Negli ultimi sette mesi l'Iran ha accelerato l'arricchimento dell'uranio", ha detto l'ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled a L'aria che tira.
Iran, Maersk: "10 navi ferme a Hormuz; ripartenza sarà lenta"
Il colosso danese del trasporto container Moller-Maersk ha confermato al Wall Street Journal di avere 10 navi bloccate nel Golfo Persico e che avrebbe bisogno di almeno una settimana o dieci giorni per tornare a operare normalmente in caso di cessate il fuoco. "Piu' a lungo lo stretto resta chiuso, piu' il rifornimento delle scorte di petrolio in Asia diventa una sfida", ha sottolineato l'amministratore delegato, Vincent Clerc.
Iran, Lavrov sente ministro saudita: "Stop ad attacchi"
Russia e Arabia Saudita sono tornate a chiedere una fine immediata nel conflitto in Medio Oriente. I ministri degli Esteri russo Serghei Lavrov e il collega saudita Faisal bin Farhan Al Saud si sono sentiti al telefono e "hanno discusso dell'escalation senza precedenti delle tensioni in Medio Oriente causata dall'aggressione immotivata degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran", si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri russo. "Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di una cessazione immediata di tutte le ostilita' e dell'abbandono dell'uso della forza per risolvere il conflitto, che sta causando vittime tra i civili e gravi danni alle infrastrutture civili sia in Iran che nei paesi arabi del Golfo Persico. Questi Stati non sono coinvolti nelle azioni illegali degli Stati Uniti e di Israele e non dovrebbero essere oggetto di attacchi", si avverte. Lavrov e il principe Faisal "hanno inoltre sottolineato la necessita' di consolidare gli sforzi della comunita' internazionale al fine di ridurre rapidamente le tensioni politico-militari e impedire un ulteriore deterioramento della situazione in Medio Oriente".
Iran, Peled: "L'Europa si difenda dal terrorismo"
Non diciamo che l'Europa deve inviare truppe, ma l'Europa deve difendersi" ha detto l'ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled a L'aria che tira. "Difendersi anche dal terrorismo, l'Iran e' uno stato terrorista".
Iran: "Presa di mira la direzione dell'intelligence israeliana"
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira diversi siti in Israele, tra cui la direzione dell'intelligence militare e una base navale, descrivendo gli attacchi come "ancora in corso". Tra gli obiettivi colpiti fin dalle prime ore del mattino figurano, secondo il comunicato militare trasmesso dalla televisione di Stato, anche una base navale ad Haifa e una base di osservazione radar militare.
Pichetto: "Riserve di gas dell'Italia per solidarietà ad altri Paesi non oltre 13%"
"Stiamo facendo i conti adesso e bisogna verificare quant'è la disponibilità già assegnata al 'pubblico' usiamo tra virgolette, e quanto c'è in riserve di gas sia all'interno del Paese sia all'esterno del Paese ma che possono essere mobilitate. Mi tengo molto cauto su questa questione non andiamo oltre il 12% o il 13%". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ospite del Forum ANSA sulle 'voci del governo' a proposito dell'impegno di solidarietà dell'Italia rispetto ai Paesi che hanno problemi di quantità di riserve di gas precisando che non verrebbero toccate riserve strategiche.
Governo Australia: "Uno dei membri del team di calcio tornerà in Iran"
L'Australia afferma che uno dei membri del gruppo della nazionale di calcio iraniana che in precedenza aveva accettato l'offerta di rimanere nel Paese ha cambiato idea. Lo scrive la Bbc. "Uno dei due che aveva deciso di rimanere ieri sera, ha parlato con alcuni dei compagni di squadra che se n'erano andati e ha cambiato idea", ha dichiarato oggi al parlamento il ministro dell'Immigrazione Tony Burke. I due - una giocatrice e un membro dello staff di supporto - si erano precedentemente uniti ad altre cinque giocatrici a cui era stato concesso il visto per rimanere a causa di preoccupazioni sulla loro sicurezza. I restanti iraniani hanno lasciato l'Australia martedì sera, ora locale, due giorni dopo essere stati eliminati dalla Coppa d'Asia. "In Australia le persone possono cambiare idea. Rispettiamo il contesto in cui ha preso quella decisione - ha detto Burke -. Purtroppo, nel prendere quella decisione, le sue compagne di squadra e l'allenatore le avevano consigliato di contattare l'ambasciata iraniana e di farsi prelevare". Ha affermato che di conseguenza l'ambasciata iraniana conosceva l'ubicazione degli altri iraniani che avevano scelto di rimanere. "Ho immediatamente dato istruzioni affinché le persone venissero trasferite, e la questione è stata affrontata immediatamente", ha detto Burke. Altri due membri della squadra sono stati successivamente separati dal resto della squadra nel loro hotel sulla Gold Coast, dopo aver espresso la loro volontà di rimanere. Sono stati poi portati in una stazione di polizia a Brisbane, aveva precedentemente dichiarato Burke.
Il Papa ha incontrato il cardinale di Teheran
Papa Leone ha ricevuto in udienza il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini. Il cardinale francescano ha lasciato l'Iran nei giorni scorsi quando è stata evacuata anche l'ambasciata italiana. La cattedrale dei cattolici latini si trova infatti nello stesso compound. Arrivando a Roma aveva commentato di avere lasciato Teheran "non senza rammarico e dolore per i nostri fratelli e sorelle in Iran".
Iran, Ankara smentisce Araghchi: "Missili partiti da Teheran"
Sono partiti da una base a est di Teheran i due missili iraniani che avevano attraversato lo spazio aereo turco per poi essere abbattuti dai sistemi della Nato. Due episodi avvenuti nel giro di una settimana. I detriti del primo missile sono caduti nella provincia di Hatay, mentre frammenti del secondo sono atterrati a Gaziantep, entrambe localita' nel sud della Turchia. L'indagine di Ankara ha chiarito che i missili, entrambi con un raggio d'azione di 1.200 km, sono stati lanciati una base a est di Teheran e ha smentito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che aveva ieri sostenuto che i missili diretti verso lo spazio aereo turco non provenissero dall'Iran. Le stesse fonti hanno confermato che la seconda minaccia e' stata neutralizzata da un missile intercettore lanciato da una nave statunitense nel Mediterraneo orientale. Secondo fonti della sicurezza, questi lanci "anomali" sarebbero riconducibili al sistema di difesa iraniano noto come 'Mosaico'. Gli analisti sottolineano che Stati Uniti e Israele avrebbero compromesso il sistema di comando centrale iraniano nei primi giorni degli attacchi. In base alla dottrina del 'Mosaico', l'apparato militare del Paese e' suddiviso in sette o otto settori indipendenti. Nel caso in cui l'amministrazione centrale venga neutralizzata, gli ordini di attacco impartiti in precedenza dalla leadership vengono eseguiti automaticamente dai comandanti locali. Le fonti suggeriscono che il comandante regionale responsabile dell'area da cui sono partiti i missili diretti verso la Turkiye possa semplicemente stare eseguendo ordini ormai superati. Alla tesi di un errore di lancio si e' affiancato il sospetto di un movente diverso. I missili diretti verso la Turchia avrebbero in realta' avuto lo scopo di testare le capacita' di difesa aerea della Nato, con un obiettivo specifico: la base radar di Kurecik, nella provincia sudorientale di Malatya. Questa ipotesi ha guadagnato ulteriore credibilita' dopo che la Nato ha dispiegato ieri un nuovo contingente di sistemi di difesa missilistica Patriot proprio a Malatya. La base di Kurecik rappresenta un elemento chiave dell'European Phased Adaptive Approach (EPAA) e ospita un radar TPY-2 X-band ad alta risoluzione, incaricato specificamente di monitorare i missili balistici iraniani diretti verso l'Europa.
Iran, Pasdaran: "Contempliamo solo resa totale nemico"
I Pasdaran hanno ribadito che non intendono arrendersi. La guerra "continua con tutta la sua forza contro i terroristi americani e il regime criminale sionista", si legge in una nota, riportata dai media iraniani, in cui la Marina dei Guardiani della rivoluzione ha annunciato pesanti attacchi alle basi militari americane nel Golfo. "Contempliamo solo la resa totale del nemico. Porremo fine alla guerra solo quando l'ombra del conflitto sara' stata rimossa dal Paese", assicurano.
Il Giappone libererà le riserve di petrolio da lunedì
Il Giappone libererà le riserve di petrolio già da lunedì per allentare la pressione sui prezzi della benzina e di altre fonti energetiche. Lo ha dichiarato la prima ministra Sanae Takaichi, mentre la guerra in Medio Oriente alimenta preoccupazioni sull'approvvigionamento. "Senza attendere una decisione formale sul rilascio coordinato di scorte internazionali con l'Aie (Agenzia Internazionale per l'Energia, ndr), il Giappone ha deciso di assumere un ruolo guida nell'allentare la domanda e l'offerta nel mercato energetico internazionale, liberando riserve strategiche già dal 16 di questo mese", ha dichiarato Takaichi ai giornalisti.
Funerali del parroco libanese ucciso da Israele, gen. Haikal in elicottero al fronte
Il comandante dell'esercito libanese Rodolphe Haykal e il nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia hanno partecipato stamani nell'estremo sud del Libano ai funerali del parroco, Pierre el Rai, ucciso da Israele sabato scorso. Lo riferiscono media di Beirut che precisano che per consentire il trasferimento in elicottero del generale Haykal da Beirut nel distretto meridionale di Marjouyoun, l'esercito israeliano ha acconsentito a sospendere, per alcune ore, i bombardamenti nel tratto orientale del fronte di guerra
Erdogan: "Fermare la guerra prima che travolga la regione nelle fiamme"
La guerra che infuria in gran parte del Medio Oriente deve essere fermata prima che travolga l'intera regione, con costi crescenti per l'economia globale: lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Questa guerra deve essere fermata prima che diventi più grande e travolga completamente la regione tra le fiamme", ha affermato, avvertendo che se continuasse, "ci sarebbero maggiori perdite di vite umane e di proprietà, e i costi per l'economia globale aumenterebbero ulteriormente".
Iran, Pasdaran: "Sbaragliate forze Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait"
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha rivendicato di avere inflitto pensati danni alle basi americane nel Golfo. "La notte del 21 del sacro mese di Ramadan, durante la 38esima ondata dell'operazione Vera promessa 4", si legge in una nota riportata dai media iraniani, "i Guardiani hanno sbaragliato le restanti forze militari americane nella regione". In seguito a "due pesanti attacchi missilistici simultanei alla base elicotteristica Al-Udeid (Qatar, ndr) un gran numero di soldati americani e' disperso e oltre 100 feriti sono stati trasferiti agli ospedali Al-Jaber e Al-Mubarak in Kuwait", riferiscono i Pasdaran. "Le infrastrutture vitali della base americana nel porto di Mina Salman (in Bahrein, ndr) quartier generale della Quinta Flotta dei terroristi americani, sono state colpite da missili e droni iraniani, compreso il sistema Lids di importanza cruciale", prosegue la nota. Contemporaneamente, "anche i Patriot, i depositi di attrezzature e i centri di alloggio e assemblaggio per i soldati terroristi americani nelle due basi navali Mohammed Al-Ahmad e Ali Al-Salem (Kuwait, ndr) sono stati pesantemente colpiti".
Iran, media: "Casa Bianca per ora non teme balzo prezzi petrolio"
Secondo un report di Politico, l'amministrazione Trump ritiene di poter gestire un'impennata dei prezzi del petrolio per un periodo di tre-quattro settimane prima che questa si trasformi in un danno politico duraturo. I funzionari della Casa Bianca - si legge - sono stati rassicurati dal calo del prezzo del greggio, sceso ieri a 80 dollari al barile dopo aver toccato i 120 dollari nello scorso fine settimana. Una fonte vicina alla Casa Bianca ha indicato che l'amministrazione puo' "resistere" per circa un mese, confidando che la fase attiva del conflitto con l'Iran si concluda rapidamente, permettendo all'economia di riprendersi durante la stagione estiva. "Supponendo che l'economia continui a riprendersi una volta conclusa la fase attiva della guerra, avremo tutta l'estate, da maggio ad agosto, per sfruttare la ripresa", ha affermato la fonte citata. Un ex funzionario dell'amministrazione Trump ha aggiunto che c'e' bisogno di una "lettura coerente su piu' settimane" dei prezzi del greggio prima di cambiare approccio. "Queste piccole oscillazioni temporanee non sono cio' su cui baseranno la loro politica", ha detto ancora l'ex funzionario.
Petrolio, Takaichi: "Giappone anticiperà rilascio riserve"
Il Giappone rilascera' le riserve petrolifere gia' da lunedi' prossimo per allentare la pressione sui prezzi della benzina e di altre fonti energetiche, ha dichiarato la premier Sanae Takaichi, mentre la guerra in Medio Oriente ha alimentato timori sulle forniture. "Senza attendere una decisione formale su un rilascio coordinato delle scorte a livello internazionale con l'Aie, il Giappone ha deciso di prendere l'iniziativa per allentare la tensione tra domanda e offerta nel mercato energetico internazionale, liberando riserve strategiche gia' dal 16 di questo mese", ha detto Takaichi ai giornalisti.
Dissidenti iraniani a Starmer: "Gb stia fuori da guerra, Netanyahu un criminale"
Oltre 100 dissidenti di origine iraniana residenti nel Regno Unito hanno diffuso una lettera aperta al premier britannico Keir Starmer sollecitandolo a lasciare Londra completamente fuori dalla guerra lanciata da Usa e Israele contro l'Iran: guerra destinata secondo loro solo a "rafforzare l'autoritarismo" a Teheran e la propaganda della Repubblica Islamica. L'appello è rilanciato in prima pagina dal Guardian, sullo sfondo dei timori di un graduale riallineamento almeno parziale di Starmer a Trump, con forme di sostegno militare più o meno coperto, ed è sottoscritto fra gli altri da Nazanin Zaghari-Ratcliffe, cittadina britannica iraniana di nascita rilasciata nel 2022 dopo essere stata arrestata nel Paese d'origine durante una visita ai genitori e detenuta per 6 anni in seguito a un'accusa di spionaggio denunciata come falsa. La guerra in corso "rafforzerà gli elementi autoritari e darà ossigeno alla loro narrazione fittizia portata avanti per decenni: quella di essere al potere per combattere l'imperialismo occidentale", scrivono i firmatari. I quali puntano inoltre l'indice contro il ruolo strumentale del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu nel conflitto: "Quando un uomo come Netanyahu, incriminato dalla giustizia internazionale per aver ucciso un incalcolabile numero di civili a Gaza, assassina il dittatore dell'Iran (Ali Khamenei, ndr), uccide un uomo ma finisce per rendere immortale il suo mito", aggiungono, sostenendo che la gran parte degli oppositori iraniani avrebbe voluto vedere la defunta Guida Suprema "processata e punita per i suoi crimini, non immortalata nel ruolo di martire a cui ambiva".
La Germania libera parte delle riserve del petrolio nazionale
La Germania sta liberando parte delle riserve petrolifere nazionali. Lo scrive la Dpa. Il motivo è il notevole aumento dei prezzi del petrolio e del carburante a causa della guerra in Iran, che ha spinto i Paesi del G7 a discutere la possibilità di liberare le riserve.
Iran, De Poli: "Non è il tempo delle contrapposizioni sterili"
"L'Europa e' la prima sponda politica per uscire da questa crisi. La sinistra racconta una favola di un'Italia subordinata alla Casa Bianca. Serve equilibrio, la politica estera e' una cosa seria. Non e' il tempo delle contrapposizioni sterili". Antonio De Poli, senatore di CdI-Udc-Noi moderati, lo ha detto nell'Aula di Palazzo Madama in un passaggio del suo intervento al dibattito sulle comunicazioni del governo sul prossimo Consiglio Ue e sulla situazione in Medio Oriente. "Italia ed Europa hanno scelto di stare dalla parte giusta della storia", ha aggiunto.
Grecia, premier annuncia tetto al margine di profitto sui carburanti per tre mesi
Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha annunciato che il governo imporrà un tetto massimo al margine di profitto sui carburanti e sui prodotti dei supermercati per un periodo di tre mesi, per affrontare l'aumento dei prezzi causato della guerra in Medio oriente. Lo riporta l'agenzia Ana-mpa. "Siamo in allerta per ulteriori ripercussioni della crisi", ha sottolineato il premier, durante un suo incontro con il presidente della Repubblica ellenica, Konstantinos Tasoulas, aggiungendo che questa situazione di instabilità non deve portare a fenomeni di speculazione.
Giordania condanna chiusura Spianata Moschee per Ramadan
Il ministero degli Affari esteri giordano ha condannato "con la massima fermezza" la continua chiusura "della benedetta moschea di Al-Aqsa e di Haram al-Sharif (la Spianata delle Moschee, ndr)" imposta dalle autorita' israeliane. Questo impedisce ai fedeli "di celebrare riti religiosi, soprattutto in concomitanza con il mese sacro del Ramadan, in flagrante violazione del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario, dello status giuridico e storico esistente e della liberta' di accesso illimitato ai luoghi di culto", si sottolinea. Il portavoce ufficiale del ministero, l'ambasciatore Fouad Majali, ha invitato "Israele, in quanto potenza occupante, a smettere immediatamente di chiudere le porte della benedetta moschea di Al-Aqsa e a non ostacolare l'accesso dei fedeli". La Giordania, il cui sovrano Abdallah II e' custode dei Luoghi Santi di Gerusalemme, ha poi invitato "la comunita' internazionale ad assumere una ferma posizione che obblighi Israele a porre fine alle sue continue violazioni e pratiche illegali nei confronti dei luoghi santi islamici e cristiani a Gerusalemme, nonche' alle sue violazioni della sacralita' dei luoghi santi".
Bce, de Guindos: "Da shock energetico rischi su crescita"
Con l'attuale situazione in Medio Oriente, "si puo' verificare un potenziamento dell'effetto shock di una crisi energetica, che potrebbe portare a un impatto ancora piu' intenso sull'attivita' economica". Lo ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, spiegando che la banca centrale analizzera' diversi scenari su crescita e inflazione alla riunione della prossima settimana. Il contesto della guerra, ha osservato, "rende le proiezioni molto piu' difficili".
Meloni: "L'Italia per mesi ha lavorato per evitare l'escalation in Iran"
"L'intervento militare di Usa e Israele in Iran è "un'escalation militare che l'Italia si è invece impegnata, nei mesi scorsi, ad evitare, insieme a nazioni come l'Oman e il Qatar. Ricordo che, per due volte, abbiamo ospitato a Roma i negoziati sul nucleare, e che, dall'inizio, abbiamo sostenuto ogni sforzo di facilitazione che veniva condotto. A lungo, abbiamo anche tenuto aperto un canale di comunicazione con Teheran, sottolineando l'urgenza di un accordo che assicurasse il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Per Meloni non si può "prescindere dall'interrogarsi sul perché un tale accordo non si sia dimostrato possibile. Perché se da una parte la leadership iraniana ha sempre negato di volersi dotare di un'arma nucleare, dall'altra la Repubblica Islamica - come riferito dal direttore dell'Agenzia atomica delle Nazioni Unite Rafael Grossi - procedeva ad arricchire l'uranio fino ad una purezza del 60%, un livello che qualsiasi esperto della materia riconosce essere molto più alto di quello necessario per gli usi civili del nucleare e molto vicino a quello necessario a fabbricare una bomba atomica. Qualcosa di molto diverso - ha aggiunto -, ad esempio, dall'accordo siglato tra Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti, che prevede la rinuncia all'arricchimento da parte emiratina, a fronte della cooperazione americana nello sviluppo del loro nucleare civile".
Ministro francese convoca distributori di benzina: "Correggere anomalie"
Il ministro francese dell'Economia, Roland Lescure, ha espresso l'auspicio che i distributori di benzina, che ha convocato per domani mattina a Parigi, "correggano le anomalie" sui prezzi della benzina quando queste anomalie si verificano e "facciano proposte" per attenuare gli effetti della guerra in Medio Oriente sul costo del carburante. "Oggi, il costo della benzina è cresciuto globalmente di circa 15 centesimi. Il costo del gasolio di circa 30 centesimi ed è oggi a 2 euro. Ma un certo numero di distributori sono oltre e anche molto oltre", ha deplorato il ministro ai microfoni di BfmTv-Rmc, annunciando la convocazione dei responsabili del settore domani, alle 9:45, per "correggere le anomalie". Ma anche per fare "delle proposte". "In passato - ha ricordato Lescure - ci sono stati distributori impegnati in campagne a prezzo di costo". Lescure si vuole in una "logica collaborativa" ma auspica che "le pecore nere (nel campo dei distributori, ndr) rientrino nei ranghi". "Sui 10% che oggi, per esempio, vendono il loro gasolio oltre i 2,30 euro, abbiamo bisogno di spiegazioni, abbiamo bisogno di impegno, abbiamo bisogno di correzioni, sennò ci toccherà spingerci oltre", ha avvertito il titolare di Bercy. I distributori di carburante erano già stati convocati giovedì scorso dal ministero dell'Economia per "assicurare" che non ci sarebbero stati aumenti esagerati dei prezzi per i consumatori.
La fregata missilistica italiana è in area Cipro per difendere l'isola
La fregata missilistica 'Federico Martinengo', la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell'area di Cipro, per la difesa dell'isola. La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un'operazione che avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle.
Drone uccide militante dell'opposizione curdo-iraniana
Un attacco con drone nella regione del Kurdistan iracheno ha ucciso un membro di un gruppo armato di opposizione curdo-iraniana. Lo ha fatto sapere il suo partito in esilio, e un alto funzionario del gruppo ha attribuito l'attacco all'Iran. Il partito Komala è uno dei numerosi gruppi curdi iraniani con sede in Iraq che da tempo si oppongono alla Repubblica Islamica. Almeno otto droni hanno preso di mira le posizioni del partito, uccidendo un combattente, ha dichiarato il partito. Ali Ranjder, alto funzionario di Komala, ha dichiarato all'Afp che l'attacco a due ondate ha colpito la regione di Zrgwezala, vicino alla città di Sulaimaniya. Ha attribuito la responsabilità dell'attacco all'Iran. Due combattenti sono rimasti feriti, uno dei quali è stato trasportato in un ospedale di Sulaimaniya, ha aggiunto. "Questo è l'attacco più violento contro le nostre basi dall'inizio della guerra", ha dichiarato all'Afp un altro funzionario, parlando in condizione di anonimato. Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una massiccia campagna contro l'Iran, innescando una guerra che da allora ha travolto il Medio Oriente. "I droni continuano a volare nei cieli sopra la zona", ha aggiunto. Dall'inizio della guerra, l'Iran ha ripetutamente colpito le postazioni dei militanti curdi in Iraq, accusandoli di servire interessi occidentali o israeliani.
Iran: 420 capi tribù giurano fedeltà a Mojtaba
Quattrocentoventi capi tribu', anziani e sceicchi dei clan della provincia del Sistan e Baluchestan hanno giurato fedelta' all'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, terzo leader della Rivoluzione Islamica. Lo riferisce un comunicato riportato dai media iraniani. "Nella misteriosa mezzanotte del diciannovesimo giorno del mese sacro del Ramadan, il giusto successore, la luce degli occhi della nazione, l'ayatollah imam Seyyed Mojtaba Khamenei, dopo il martirio del secondo saggio leader della Rivoluzione Islamica, l'imam Khamenei, ha assunto il vessillo dell'onore e della fede per salvaguardare il suo cammino, e senza dubbio questa scelta e' una manifestazione della continua lungimiranza e lealta' della nazione verso il cammino della verita' e della giustizia", si legge nel testo firmato dai leader religiosi. "Noi, capi tribali e anziani del Sistan e del Baluchistan, mentre ci congratuliamo per questa scelta degna della grande nazione iraniana e degli amanti della liberta' nel mondo, con fede sincera e ferma convinzione offriamo la nostra sincera fedelta' alla Guida Suprema e, come nell'era della leadership dell'Imam martirizzato, siamo obbedienti e pronti ad attuare gli ordini e le direttive del membro eletto dell'Assemblea degli Esperti, l'ayatollah Imam Seyyed Mojtaba Khamenei, come Guida Suprema", si legge ancora. Ora "saremo piu' potenti, risoluti e jihadisti che mai sulla scena, nel preservare i risultati della Rivoluzione Islamica sotto la guida del leader e comandante in capo delle Forze Armate", assicurano.
Marina Thailandia: "Nostra nave colpita nello Stretto di Hormuz"
Una nave portarinfuse thailandese in transito nello Stretto di Hormuz è stata attaccata stamattina e 20 membri del suo equipaggio sono stati finora salvati: lo ha fatto sapere la Marina thailandese. Non è chiaro se l'incidente abbia riguardato una delle tre navi commerciali che, secondo il Centro Operazioni Marittime del Regno Unito, erano state colpite nel Golfo sempre stamattina. Le foto condivise dalla Marina Reale thailandese mostrano un denso fumo nero che si alza dalla poppa della 'Mayuree Naree', battente bandiera thailandese, con zattere di salvataggio che galleggiano in acqua. La nave "è stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz" dopo essere partita da un porto degli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato la Marina in un comunicato. "I dettagli specifici e la causa dell'attacco sono attualmente oggetto di indagine", ha aggiunto. La Marina dell'Oman ha tratto in salvo 20 marinai e "sono attualmente in corso le operazioni per salvare i restanti tre membri dell'equipaggio", ha affermato.
Iran, Zelensky: "Ora da Russia droni ma poi missili e truppe"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy ha affermato che la Russia sta gia' sostenendo il regime iraniano fornendo droni, ma ipotizza uno scenario sempre piu' incerto per il supporto di Mosca a Teheran in futuro anche con missili e truppe. Su X, il leader di Kiev ha postato alcuni passaggi di un'intervista rilasciata al giornalista irlandese Caolan Robertson, ripresa dai principali media ucraini. "La Russia ha iniziato a sostenere il regime iraniano con i droni. Sicuramente contribuira' con i missili, e lo sta anche supportando con la difesa aerea. Cosa succedera' ora? Data la situazione, la domanda e' una sola: quando e quale Paese sara' il primo a sostenere il regime iraniano inviando truppe?", ha scritto Zelensky su X. "Come e' successo con la Russia, quando la Corea del Nord ha inviato 10mila soldati, che ora sono dispiegati in Russia ma potrebbero essere inviati in Ucraina. Lo stesso potrebbe accadere in Iran: la Russia potrebbe inviare truppe li'", ha prospettato il presidente ucraino.
Risoluzione Pd: "La priorità sia interesse Ue e cessate il fuoco"
Una risoluzione corposa, suddivisa in sette temi principali e 26 impegni chiesti al governo, è quella presentata dal gruppo del Pd al Senato dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla situazione internazionale. Al primo punto e prima di citare le singole situazioni, i Dem chiedono all'esecutivo di "scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall'amministrazione americana, l'interesse europeo, all'interno del quale si promuove e realizza il nostro interesse nazionale, collocando l'Italia sulla frontiera più avanzata dell'integrazione contro le spinte disgregatrici, le interferenze esterne e i ripiegamenti nazionalisti". Sulla crisi iraniana, l'impegno sollecitato è per "assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario", oltre che a "non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare a una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi". Vengono ribadite le richieste sulla Palestina per riconoscerne lo stato in base ai confini del 1967, per fermare "l'occupazione illegale dei territori palestinesi". Un 'capitolo' è dedicato all'Ucraina: oltre a "ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina", si chiede di "continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine". Un passaggio riguarda la difesa: si chiede in particolare di "collocare l'Italia da protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, esprimendo la chiara volontà politica di andare avanti nel percorso di realizzazione di un'unione della difesa". Al governo si chiedono, inoltre, interventi "urgenti" sull'energia "per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d'acquisto" e per "avviare tempestivamente le procedure per ridurre le accise su benzina e diesel, restituendo a cittadini ed imprese l'extra gettito Iva che lo Stato sta incassando".
Idf: "Nuova ampia ondata di raid in Iran e su Beirut"
"L'Idf ha avviato una nuova ampia ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in tutto l'Iran e, in contemporanea, ha iniziato a colpire infrastrutture di Hezbollah a Beirut". Lo comunica il portavoce dell'Idf.
Meloni: "Sulle basi Usa si condanna l'Italia ma noi facciamo come la Spagna"
"Permettetemi anche di fare chiarezza, ancora una volta, sul tema delle basi militari. Mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono i loro accordi in questa materia. Anche il governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che 'esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell'accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole'. Il che significa che l'accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell'accordo. È quello che sta facendo anche l'Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po' di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. "A meno che - ha aggiunto con sarcasmo Meloni - la questione non sia che dobbiamo chiudere le basi americane in territorio italiano, perché in questo caso permettetemi di dire che chi lo sostiene avrebbe potuto farlo quando era al governo e quando, invece, ha scelto di fare altro, e non lasciarlo intendere quando si trova all'opposizione. Mi corre l'obbligo di ricordare, infatti, che le basi concesse agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore".
Iran, Erdogan: "Qualcuno ha fatto male i conti"
Recep Tayyip Erdogan lancia un monito e un appello: qualcuno ha fatto male i conti "gettando il Medio Oriente nel fuoco" della guerra e i musulmani devono dimostrare di essere uniti, al di la' delle differenze confessionali e settarie. "Bisogna fermare il conflitto prima che si allarghi" ha detto il presidente turco al Parlamento di Ankara, "C'era la possibilita' di un dialogo, ma qualcuno ha fatto male i conti, ha voluto il sangue e ha gettato la regione nel fuoco" "All'Iran" ha aggiunto, "dico che nonostante le differenze viviamo nella stessa regione in pace da secoli. Per noi non fa differenza essere sciiti, sunniti, curdi, arabi, persiani, siamo tutti legati allo stesso destino. Non volteremo le spalle a un paese amico e fratello" Il leader turco ha detto di voler "prendere contromisure perche' gli sviluppi potrebbero essere sanguinosi", poi ha avvertito: "Chi vuole toccare la Turchia si brucera' le mani. Non abbiamo paura di chi ci sfida, guardino al nostro passato, non abbiamo mai indietreggiato".
Meloni: "Sosteniamo lo sforzo del Libano per porre fine alle violenze"
"In Libano, con il presidente Aoun e con il primo ministro Nawaf, assistiamo alla volontà concreta di porre fine a questo ciclo insensato di violenza, affermando finalmente il monopolio dello Stato sulle armi e lavorando per il disarmo di Hezbollah. È uno sforzo che dobbiamo sostenere, e sul quale l'Italia - che gioca un ruolo centrale nel sostegno internazionale alle Forze Armate Libanesi - è protagonista. Senza, ovviamente, dimenticare il ruolo difficile, ma importante, che i nostri militari continuano a svolgere con coraggio nel Libano meridionale". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Meloni: "L'Italia condanna l'uccisione del parroco di Qlayaa"
Esprimiamo la nostra condanna per le vittime civili, tra i quali il sacerdote Pierre El Raii", il parroco di Qlayaa, "e la nostra solidarietà alle comunità locali costrette ad abbandonare le loro case, tra le quali le comunità cristiane di alcuni villaggi del Libano meridionale scortate in sicurezza dai nostri militari". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, dopo aver detto di aver sentito nei giorni scorsi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Idf: massicci attacchi a obbiettivi iraniani e a Beirut
L'Idf ha annunciato di avere "avviato un'ampia ondata di attacchi mirati alle infrastrutture del regime terroristico iraniano in tutto il Paese". Contemporaneamente, si legge in un post, "l'Idf ha iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut".
Il Papa: "Pace in Iran e in Medio Oriente, bimbi vittime innocenti"
"Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova". Lo ha detto il Papa alla fine dell'udienza generale ricordando che oggi si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, rimasto ucciso in un bombardamento. "Padre Pierre è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo", ha sottolineato Leone XIV.
Iran, Zelensky: "Conflitto può degenerare in guerra mondiale"
Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è concreto il rischio che il conflitto armato in Medio Oriente possa degenerare in una guerra globale se non verrà fermato al più presto. Lo riferisce Ukrinform, sottolineando che il leader di Kiev ha espresso questa opinione in un'intervista con il giornalista irlandese Caolan Robertson. "Se la guerra non verrà fermata immediatamente da qualcuno, allora potrebbe essere una guerra lunga e potrebbe diventare una guerra mondiale", ha detto Zelensky.
Terza nave colpita a Hormuz, una cargo portarinfuse
Una nave portarinfuse è diventata stamattina la terza nave ad essere colpita da un proiettile nei pressi dello Stretto di Hormuz, la principale rotta di navigazione che è diventata un punto focale nella guerra con l'Iran. Secondo quanto riferito dall'Ukmto, 'autorità marittima responsabile della regione, la nave e' stata colpita da un "proiettile sconosciuto" mentre si trovava a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai.
Meloni a Israele: "Garantire la sicurezza dei soldati Unifil in Libano"
"La situazione in Libano è delicata", "la decisione di una nuova guerra contro Israele è scellerata". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. La premier ha spiegato di essersi sentita con Netanyahu, manifestandogli "la contrarietà dell'Italia a qualsiasi escalation" fermo restando il diritto di Israele alla sua difesa "agli attacchi di hezbollah". In Libano, ha continuato, "sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. La sicurezza del personale va garantita in ogni momento, reiteriamo la richiesta ad Israele".
Meloni: "Nessuna richiesta per basi Usa, in caso decide il Parlamento"
"Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo" prendere una decisione "ma ribadisco la decisione in quel caso" sarebbe affidata "al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Meloni: "Accertare responsabili della strage delle bambine in Iran"
La premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, ha ricordato la "strage delle bambine nel Sud dell'Iran" chiedendo che "si accertino le responsabilità". "Va preservata l'incolumità dei civili e dei bambini", ha detto Meloni.
Meloni: "Intervento Usa e Israele contro Iran fuori da diritto internazionale"
"È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Socialisti Ue: "Inaccettabile che Von der Leyen giustifichi attacco all'Iran"
"È inaccettabile, Signora Von der Leyen, che lei abbia giustificato l'attacco contro l'Iran dicendo che 'non dovremmo piangere per il regime iraniano'". Lo ha dettoa la leader dei Socialisti Ue, Iratxe Garcia Perez, parlando in Aula a Strasburgo. "Ha ragione su una cosa: nessun democratico piange per la dittatura degli ayatollah. Un regime che ha brutalmente represso il suo popolo, soprattutto le donne, e che ha destabilizzato l'intera regione per decenni. Ma una cosa è non piangere per il regime, un'altra è rimanere in silenzio di fronte alla morte di innocenti", ha aggiunto Garcia Perez.
Iran, Meloni: "Crisi più complesse degli ultimi decenni, serve serietà"
Voglio "relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Iran avverte: "Colpiremo banche e centri economici di Usa e Israele"
"Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione". Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. "Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure", ha avvertito il comando, aggiungendo: "La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche".
Media: Mojtaba Khamenei ferito e in luogo sicuro. Teheran: “È sano e salvo”
Secondo fonti citate dal New York Times, sarebbe stato ferito il 28 febbraio, primo giorno della guerra, e sarebbe nascosto in un luogo sicuro con comunicazioni limitate. Teheran afferma che il leader è “sano e salvo”.
Iran, media: Mojtaba Khamenei ferito e al sicuro. Teheran: “È salvo”
Vai al contenutoVon der Leyen: 10 giorni di guerra costati all'Ue 3 miliardi per energia
"Stiamo già vedendo l'impatto della situazione in Medio Oriente sull'energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento. "Dall'inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza", ha evidenziato.
Ukmto: seconda nave colpita al largo degli Emirati
Un'altra nave è stata colpita da un "proiettile sconosciuto" al largo degli Emirati Arabi Uniti, il secondo lanciato in poche ore. Lo ha dichiarato l'Organizzazione britannica per la sicurezza marittima (Ukmto). Il capitano di una nave portarinfuse, situata a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, "ha riferito che la sua nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto", secondo l'agenzia. "Non è stato segnalato alcun impatto ambientale. L'equipaggio è al sicuro", ha aggiunto la stessa fonte. Una nave portacontainer è stata danneggiata in precedenza da un proiettile al largo dello Stato del Golfo, mentre un'altra nave è stata colpita nello Stretto di Hormuz al largo delle coste dell'Oman, secondo l'Ukmto, sottolineando che l'equipaggio è stato evacuato dopo che un incendio è scoppiato a bordo.
Infantino alla Casa Bianca: "Trump mi ha assicurato che Iran è benvenuto al Mondiale"
Il presidente Trump mi ha assicurato che la nazionale dell'Iran e' benvenuta al Mondiale": lo scrive sul suo profilo Instagram il presidente della Fifa, Gianni Infantino, dopo un incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa per fare il punto sull'avvicinamento alla Coppa del Mondo di calcio 2026, in programma dal 14 giugno in Usa, Messico e Canada.
Due droni in azione nelle vicinanze dell'aeroporto di Dubai, ferite quattro persone
Due droni sono caduti nei pressi dell'aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone. Lo riportano alcuni media emiratini. Non sono segnalate al momento ripercussioni sul trafficio aereo.
Teheran: "La punizione per Israele è solo al suo inizio"
"Netanyahu non vuole vedere come le potenti forze armate iraniane puniscano Israele per la sua aggressione... siamo solo all'inizio". Lo afferma il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sul suo account X. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo le notizie provenienti da Stati Uniti e Israele secondo cui la potenza militare iraniana è stata smantellata. Il diplomatico iraniano ha anche avuto colloqui ieri sera con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, sottolineando che "le forze armate iraniane sono pronte per la legittima autodifesa e per una risposta ferma alle aggressioni statunitensi e israeliane, compresi gli attacchi alle basi e alle risorse statunitensi nella regione". Abdelatty, da parte sua, ha espresso la sua profonda preoccupazione per l'aumento della tensione nella regione.
Iran, in netto calo i droni lanciati verso gli Emirati Arabi. Quali sono i motivi?
Teheran prosegue i suoi raid contro i Paesi del Golfo: tra i principali obiettivi ci sono gli Emirati Arabi Uniti. Negli ultimi due giorni si è verificato un drastico calo degli attacchi con droni, ma in proporzione ne sono stati intercettati molti meno. Anche di questo si è parlato a Numeri, approfondimento di Sky TG24, nella puntata del 10 marzo.
Iran, in calo droni lanciati verso Emirati Arabi. Quali sono i motivi?
Vai al contenutoPrezzi carburanti, quali sono le misure contro i rincari messe in campo dai Paesi europei?
L’impennata delle quotazioni del greggio, legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e alla crescente incertezza sulla linea dell’amministrazione Trump nei confronti dell’Iran, ha risollevato l’attenzione sui mercati energetici. Il rischio principale riguarda l’effetto domino che il rincaro dell’energia potrebbe produrre sull’economia globale. Di conseguenza i Paesi del Vecchio Continente stanno decidendo come muoversi, seguendo ciascuno una linea politica differente.
Prezzi carburanti, le misure dei Paesi europei contro i rincari
Vai al contenutoGuerra Iran, paralisi dei voli dall'Australia e dalla Nuova Zelanda per l'Europa
Praticamente ferme le rotte più popolari attraverso Dubai, Abu Dhabi e Doha. Compagnie come Qatar Airways, Emirates e Etihad costrette a offrire rimborsi e nuove prenotazioni gratuite ai passeggeri.
Guerra Iran, interrotti voli da Australia e Nuova Zelanda per l'Europa
Vai al contenutoFiglio Pezeshkian:"Mojtaba Khamenei salvo nonostante ferite"
Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani.
Traffico marittimo in tilt: quante navi sono ferme nello Stretto di Hormuz?
Il 27 febbraio, un giorno prima dell'attacco di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, dal corridoio marittimo che separa le coste iraniane dalla penisola arabica passavano oltre 100 imbarcazioni al giorno. Ieri, 10 marzo, lo hanno fatto solamente in due. Si stima che siano in tutto mille le navi bloccate nella zona, mentre sono 3mila quelle ferme nel Golfo Persico: per uscire dovrebbero passare dallo Stretto.
Guerra in Iran, quante sono le navi bloccate nello Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoIran: Mojtaba Khamenei "sano e salvo"
Mojtaba Khamenei è "sano e salvo" nonostante le ferite riportate. Lo ha riferito Teheran dopo notizie riportate da più fonti in merito a un tentativo di assassinio israeliano nel quale Khamenei sarebbe rimasto ferito alle gambe. Si troverebbe in un luogo sicuro, senza comunicazioni con il mondo esterno.
Media: Mojtaba Khamenei ferito e in luogo sicuro
Mojtaba Khamenei, nuova Guida suprema dell'Iran, sarebbe rimasto ferito, anche alle gambe, durante un tentativo di assassinio di Israele e si troverebbe in un luogo altamente sicuro con comunicazioni limitate. Lo ha riferito il New York Times, che ha riportato la notizia citando fonti iraniane, e l'informazione èstata subito rilanciata dai media israeliani. Le fonti iraniane citate dal Nyt hanno affermato che si teme che qualsiasi comunicazione con il mondo esterno possa rivelare la posizione di Khamenei, quindi metterlo in pericolo. Inoltre, secondo due fonti militari israeliane, l'apparato di sicurezza israeliano ritiene che in realtà Khamenei sia rimasto ferito alla gamba già il primo giorno della guerra, lo scorso 28 febbraio, prima di essere eletto Guida suprema della Repubblica Islamica.
Pasdaran: "Lanciati missili su base Usa in Kuwait"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili contro una base militare americana in Kuwait. A riferirne sono state le agenzie di stampa Mehr e Fars. “La base americana a Arifjan è stata colpita da due missili lanciati” dai Guardiani della Rivoluzione, hanno annunciato i Pasdaran, citati dalle due agenzie iraniane. Il Kuwait non ha confermato ufficialmente l’attacco. Situata a sud della città di Kuwait City, la base ospita il quartier generale avanzato della componente terrestre del Comando militare americano per il Medio Oriente (Centcom).
Compagnia Gb: "Colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz"
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica. "È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo", ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.
Traffico marittimo in tilt: quante navi sono ferme nello Stretto di Hormuz?
Il 27 febbraio, un giorno prima dell'attacco di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, dal corridoio marittimo che separa le coste iraniane dalla penisola arabica passavano oltre 100 imbarcazioni al giorno. Ieri, 10 marzo, lo hanno fatto solamente in due. Si stima che siano in tutto mille le navi bloccate nella zona, mentre sono 3mila quelle ferme nel Golfo Persico: per uscire dovrebbero passare dallo Stretto
Guerra in Iran, quante sono le navi bloccate nello Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoWsj: Casa Bianca teme Israele prosegua guerra a oltranza
Tra i funzionari della Casa Bianca si teme che Israele voglia che la guerra con l'Iran continui anche dopo che gli Stati Uniti avranno espresso la volontà di porre fine agli attacchi. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali americane. Wsj ha sottolineato, inoltre, che nonostante lo stretto coordinamento tra i due Paesi, stanno emergendo divergenze nei loro approcci con Israele che continua a uccidere alti funzionari iraniani e ad ampliare la gamma dei suoi obiettivi per includere l'industria petrolifera dell'Iran, nel tentativo di imporre un cambio di leadership.
Nyt: Teheran sta migliorando tattiche contro Usa e Israele
L'esercito iraniano sta adattando e migliorando le sue tattiche per contrastare le operazioni statunitensi e israeliane con il progredire della guerra. Lo ha affermato il New York Times, citando funzionari della sicurezza americani. I funzionari militari statunitensi fanno riferimento, ad esempio, al fatto che l'Iran abbia preso di mira i sistemi di difesa aerea e i radar americani nella regione. Inoltre, milizie sostenute dall'Iran hanno attaccato gli hotel in cui alloggiano soldati americani, dimostrando che l'Iran è consapevole del fatto che Washington ospita truppe negli hotel della regione, secondo un alto funzionario militare statunitense.
Qatar intercetta attacco missilistico, allarme finito
La difesa aerea del Qatar è riuscita a intercettare l'attacco missilistico iraniano sul suo territorio. Lo riferisce Al Jazeera. "La minaccia alla sicurezza è stata eliminata e la situazione è tornata alla normalità", hanno affermato le autorità del Paese.
Petrolio: prezzi ancora in calo, Brent a 87 dollari in Asia
Continuano a scendere i prezzi del petrolio. Sui mercati asiatici i future sul Wti sono rimasti sotto gli 85 dollari al barile a 83,20 (-0,2%) e quelli sul Brent sotto i 90 dollari a 87 (-0,9%), prolungando le forti perdite dopo le notizie secondo cui l'Aie avrebbe proposto il più grande rilascio coordinato di riserve petrolifere della sua storia per contribuire a calmare i mercati. Tuttavia, l'incertezza sulla guerra in Iran e sul trasporto marittimo attraverso il cruciale Stretto di Hormuz ha tenuto gli investitori cauti.
Qatar, udite esplosioni a Doha
A Doha, capitale del Qatar, sono state udite diverse esplosioni, secondo quanto riportato dai cronisti di Afp. Il Ministero dell'Interno del Qatar aveva precedentemente segnalato un "elevato livello di minaccia alla sicurezza" e aveva esortato i residenti a rimanere in casa e a stare lontani dalle finestre.
Attacco aereo israeliano nel centro di Beirut
Un attacco aereo israeliano ha colpito il centro di Beirut, in Libano, per la seconda volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese. Secondo la National News Agency, "il nemico ha preso di mira un appartamento nel quartiere di Aisha Bakkar", nel cuore della città. "I missili sono stati lanciati contro uno degli edifici a più piani dove è scoppiato l'incendio", ricostruisce una fonte riportata dalla Tass. "Molto probabilmente, lo scopo del raid aereo era eliminare un membro della leadership di Hezbollah", aggiunge. Camion dei pompieri e ambulanze si stanno dirigendo verso il luogo dell'attentato. Gli abitanti del quartiere non sono stati evacuati in anticipo. Aishat Bakkar ospita ora numerosi rifugiati che si sono trasferiti dal Libano meridionale dopo l'inizio dell'escalation militare.
Capo polizia Iran: "Chi protesta sarà considerato un nemico"
Il capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ha minacciato una repressione durissima in caso di nuove manifestazioni contro il regime. Radan ha dichiarato alla televisione pubblica di Teheran che "chiunque esca fuori su richiesta del nemico verrà considerato un nemico e non un dimostrante". "Il dito delle forze di sicurezza è sul grilletto", ha aggiunto il capo della polizia iraniana.
"Interrotti voli da Australia e Nuova Zelanda con l'Europa"
Le interruzioni dei voli fra Australia e Nuova Zelanda, e i paesi europei, sta costringendo i viaggiatori a percorsi finora impensabili, con una serie di scali attraverso gli Stati Uniti. Come riporta oggi l'Australian Financial Review, due settimane di bombardamenti degli Usa e di Israele sull'Iran, e le sue rappresaglie attraverso il Golfo, hanno praticamente fermato le rotte più popolari attraverso Dubai, Abu Dhabi e Doha. Costringendo poplari linee com Qatar Airways, Emirates e Etihad a offrire rimborsi e prenotazioni gratuite ai passeggeri australiani. Il direttore esecutivo della statunitense United Airlines, Scott Kirby, ha riferito che il numero di passeggeri che viaggiano da Australia e Nuova Zelanda per l'Europa è balzato a oltre 1000 al giorno. Emirates è il maggior partner dell'australiana Qantas, mentre il Qatar è in partnership con Virgin Australia. L'improvvisa carenza di posti fra Europa e Australia attraverso il Medio Oriente ha fatto impennare i prezzi, con una ridotta disponibilità di posti.
Arabia Saudita, Emirati e Kuwait intercettano attacchi iraniani
Le autorità di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno riferito di aver intercettato attacchi con droni e missili provenienti dall'Iran. Il ministero della Difesa saudita ha indicato in diversi post su X che un'ondata stava prendendo di mira impianti petroliferi, una base militare e altre localita' del Paese. "Sei missili balistici lanciati verso la base aerea di Prince Sultan sono stati intercettati e distrutti", si legge in uno dei messaggi. Riad ha inoltre abbattuto droni diretti verso il giacimento petrolifero di Shaybah e la regione di Al-Kharj. Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i loro sistemi di difesa "stanno rispondendo a una minaccia missilistica", in una serie di messaggi pubblicati su X dall'Autorità Nazionale per la Gestione delle Emergenze e delle Crisi. "Il ministero della Difesa conferma che i suoni rilevati in varie parti del Paese sono dovuti ai sistemi di difesa aerea che intercettano missili balistici e ai caccia che intercettano droni e altri velivoli", prosegue il comunicato, che identifica l'Iran come aggressore. L'esercito kuwaitiano ha infine riferito che i suoi sistemi di difesa aerea hanno rilevato "cinque droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo del Paese". "Quattro sono stati attaccati e distrutti, e uno si è schiantato fuori dalla zona di minaccia", si legge in un comunicato.
Drone iraniano colpisce sede diplomatica Usa in Iraq
Un drone ha colpito una struttura diplomatica statunitense a Baghdad, in un attacco attribuito in via preliminare a milizie filo-iraniane. È quanto riferiscono fonti di sicurezza citate dai media locali. L'attacco ha preso di mira il Centro di Supporto Diplomatico di Baghdad, un grande complesso logistico utilizzato vicino all'aeroporto della capitale irachena e a diverse basi militari prese di mira nelle ultime settimane. Secondo quanto riportato, almeno sei droni sono stati lanciati contro il complesso. Cinque sono stati intercettati dai sistemi di difesa, mentre uno è atterrato vicino a una torre di guardia all'interno del complesso. Finora non sono stati segnalati feriti.
Ministero saudita: "Intercettati due droni diretti verso un giacimento petrolifero"
Il ministero della Difesa saudita afferma che le difese militari del Paese hanno intercettato due droni diretti verso un giacimento petrolifero, secondo quanto riporta Afp. L'impianto è quello di Shaybah, nell'est del Paese. Questo gigantesco giacimento, situato vicino al confine con gli Emirati Arabi Uniti, è già stato preso di mira più volte dall'Iran dall'inizio dell'offensiva israelo-americana.
Iran, nuovo attacco missilistico a Israele
L'Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi missilistici contro Israele, che ha attivato in risposta le difese aeree. Lo riferisce un comunicato delle Israel Defense Forces, che hanno invitato la popolazione a recarsi nei rifugi.
Teheran: "Lanciato attacco piu' violento da inizio guerra"
L'attacco missilistico lanciato stanotte dall'Iran contro obiettivi statunitensi e israeliani è stato "il più violento e intenso dall'inizio della guerra". Lo afferma la televisione pubblica di Teheran. L'attacco, secondo un comunicato dei Guardiani della Rivoluzione, è durato tre ore e ha preso di mira Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa. Sono stati attaccati anche "numerosi obiettivi statunitensi a Erbil", nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, dicono i pasdaran.
Media Iran: "Lanciati attacchi su larga scala su obiettivi americani e israeliani"
L'Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani
Iran, attacco con missili e droni agli Emirati Arabi Uniti
L'Iran ha lanciato un attacco contro gli Emirati Arabi Uniti. "Le difese aeree stanno rispondendo a una minaccia di missili e droni da parte dell'Iran", ha avvertito il ministero della Difesa del Paese, esortando la popolazione a rimanere in casa.
Libano, cinque morti in attacchi israeliani nel Sud
Cinque persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite in un attacco israeliano a Qana, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Lo riferisce un comunicato del ministero della sanità di Beirut.
Attacco israeliano, forti esplosioni nel centro di Teheran
Forti esplosioni stanno venendo avvertite nel centro di Teheran in seguito ad attacchi aerei israeliani. Lo riferisce Al Jazeera, secondo la quale sarebbe stato colpito un quartiere residenziale.
L'Arabia Saudita intercetta un settimo missile lanciato dall'Iran
L'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato sette missili balistici in attacchi separati contro una base aerea e la sua regione orientale, come riporta Afp. "Sei missili balistici lanciati verso la base aerea Prince Sultan sono stati intercettati e distrutti", ha scritto il Ministero della Difesa saudita su X, aggiungendo in un post separato di aver intercettato un altro missile balistico lanciato "verso la regione orientale".
Libano, raid israeliani contro Hezbollah a Beirut
L'aviazione israeliana ha bombardato alcuni edifici nella zona meridionale di Beirut dove riteneva si nascondessero membri di Hezbollah. Lo riporta Al Jazeera. Non si hanno ancora notizie sulle eventuali vittime. Decine di migliaia di residenti avevano già abbandonato l'area in seguito a un ordine di evacuazione delle forze armate israeliane.
L'Iran attacca basi militari statunitensi e israeliane
L'Iran ha lanciato attacchi contro la base statunitense di Erbil in Iraq, la base della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein e le vicinanze di Tel Aviv, secondo quanto comunicato dalla televisione di Stato iraniana, come riporta la Tass, che cita il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Gli attacchi combinati vengono effettuati utilizzando missili Qadr, Kheibar Shekan e Khorramshahr. L'attacco missilistico, prosegue la comunicazione, dovrebbe durare almeno tre ore.