Iran, Araghchi: "Lunedì colloqui tecnici con Usa su nucleare a Vienna"

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"I consiglieri di Trump sono rimasti delusi da quanto appreso dal ministro degli Esteri iraniano durante i negoziati”, ha detto ad Axios una fonte a conoscenza dei dettagli. I colloqui si sono conclusi con "significativi progressi”, stando a quanto riferito dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. Anche l'Iran ha parlato di "buoni progressi" con gli Stati Uniti. Le posizioni fra Iran e Usa sarebbero ancora lontane su alcune questioni chiave per un possibile accordo, lo riporta il Wall Street Journal

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A Ginevra si è svolto il terzo round di negoziati tra Usa-Iran. "I consiglieri del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono rimasti delusi da quanto appreso dal ministro degli Esteri iraniano durante i negoziati di questa mattina”, ha riferito ad Axios una fonte a conoscenza dei dettagli. I colloqui si sono conclusi con "significativi progressi”, secondo il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, che ha condotto la mediazione tra le due parti. Anche l'Iran ha parlato di "buoni progressi" con gli Stati Uniti al termine  del terzo round di colloqui sul nucleare a Ginevra. "Abbiamo fatto ottimi progressi e siamo entrati molto seriamente negli elementi per  arrivare ad un accordo, sia sul dossier nucleare che in quello delle  sanzioni", ha dichiarato alla tv di Stato Abbas Araghchi, che guidava la delegazione di Teheran in Svizzera. Il ministro ha comunicato che i  nuovi colloqui a livello tecnico si terranno lunedì a Vienna.

Nel corso dei negoziati gli Stati Uniti avrebbero chiesto all'Iran di smantellare i suoi tre principali siti nucleari e consegnare tutto l'uranio arricchito. Le posizioni fra Iran e Stati Uniti sarebbero ancora lontane su alcune questioni chiave per un possibile accordo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Teheran ha respinto l'idea di trasferire le scorte di uranio all'estero, si è opposto alle fine dell'arricchimento e allo smantellamento dei suoi impianti nucleari, oltre che a restrizioni permanenti al suo programma. Teheran si dice disposto a trattare sul nucleare ma avrebbe chiuso ad un negoziato sui missili.

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Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed  Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha  detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della  perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione  per poeti, artisti, scrittori.

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Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

Adare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani.  Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per  commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2  anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna  a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per  2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace  2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è  rinchiusa.

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Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo  alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di  residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le  testimonianze della diaspora iraniana.

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Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran

Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera  d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga  sulle cause del decesso.

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Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una  massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e  per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il  fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una  operazione militare?

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Wsj: "Le posizioni di Iran e Usa ancora distanti sulle questioni chiave"

Le posizioni fra Iran e Stati Uniti sono ancora lontane su alcune  questioni chiave per un possibile accordo. Lo riporta il Wall Street  Journal citando alcune fonti, secondo le quali Teheran ha respinto  l'idea di trasferire le scorte di uranio all'estero, si è opposto alle  fine dell'arricchimento e allo smantellamento dei suoi impianti  nucleari, oltre che a restrizioni permanenti al suo programma.

Iran, Nyt: "Se guerra, Usa hanno munizioni per 10 giorni"

Secondo quanto riferito da un funzionario militare statunitense al 'New York Times', le forze e le munizioni statunitensi in Medio Oriente sarebbero sufficienti per attacchi in Iran della durata di sette-dieci giorni. Secondo quanto riferito, due funzionari militari statunitensi hanno affermato che gli Stati Uniti non hanno abbastanza forze o munizioni per una campagna di bombardamenti prolungata nel caso in cui scoppiasse una guerra con l'Iran.(

Teheran: "Progressi con Usa su nucleare e sanzioni, si riprende lunedì"

L'Iran ha parlato di "buoni progressi" con gli Stati Uniti al termine del terzo round di colloqui sul nucleare a Ginevra. "Abbiamo fatto ottimi progressi e siamo entrati molto seriamente negli elementi per arrivare ad un accordo, sia sul dossier nucleare che in quello delle sanzioni", ha dichiarato alla tv di Stato Abbas Araghchi, che guidava la delegazione di Teheran in Svizzera. Il ministro ha comunicato che i nuovi colloqui a livello tecnico si terranno lunedì a Vienna.

Iran, cosa si sa sui possibili successori in caso di morte di Khamenei

In caso si arrivasse a una escalation militare, tra le opzioni sul  tavolo di Donald Trump non c’è solo uno scontro bellico aperto con  l’Iran ma anche eventuali attacchi mirati. E tra i bersagli in caso di decisioni drastiche potrebbe esserci anche la Guida suprema Ali Khamenei, così come suo figlio Mojtaba.

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Araghchi conferma colloqui tecnici da lunedì

 Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato con i media iraniani dopo la conclusione del terzo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti a Ginevra. "Ci siamo avvicinati a un'intesa condivisa su alcune questioni chiave", ha affermato il capo del team negoziale iraniano. Ha elogiato il suo omologo omanita per i suoi sforzi volti a facilitare i colloqui tra Iran e Stati Uniti. Ha anche affermato che l'ultimo round di colloqui è stato uno dei più seri e lunghi sul nucleare.

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: 'Trump è un uomo d'azione'

Continua ad aumentare la tensione tra Teheran e Washington, nonostante  la Repubblica islamica abbia fatto sapere di star lavorando ai termini  di un accordo. Un nuovo round di negoziati è previsto a Ginevra giovedì  ma Trump non accenna ad abbassare i toni. Nel frattempo pare sia  comparso sui cellulari degli iraniani un nuovo messaggio anonimo.

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: 'Trump è un uomo d'azione'

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Nucleare, tv Iran: "Segnali indicano che un accordo è vicino"

Al termine del round di colloqui a Ginevra la tv iraniana parla di "segnali che indicano un accordo vicino".

Ragazzo palestinese ucciso dagli israeliani, Bbc pubblica video shock

Emergono dettagli inquietanti e video shock sulla morte di Jad Jadallah, un 14enne palestinesecolpito a bruciapelo dai soldati israeliani lo scorso novembre in un campo profughi nella Cisgiordania. Un'inchiesta della Bbc basata su filmati e testimonianze oculari rivela che Jad è rimasto a terra per almeno 45 minuti mentre moriva dissanguato, circondato da un cordone di 14 soldati dell'Idf che avrebbero bloccato due ambulanze palestinesi impedendo i soccorsi.     L'esercito dello Stato ebraico aveva parlato di lancio di pietre da parte del giovane ma i video mostrano un soldato che sembra depositare un oggetto accanto al corpo esanime per poi fotografarlo: un'azione che, secondo la famiglia di Jad e le organizzazioni per i diritti umani, era un tentativo di produrre prove false. Un video girato di nascosto da un residente di al-Far'a e pubblicato dall'emittente di Stato britannica ha catturato i momenti strazianti: il 14enne, ancora vivo, agita le braccia e lancia il suo cappello verso i militari per attirare la loro attenzione e chiedere aiuto. I soldati, però, lo ignorano completamente, arrivando persino a calciare via il cappello. Nonostante ogni unità dell'Idf includa personale addestrato al primo soccorso, nessuno è intervenuto.    Gli israeliani hanno inoltre bloccato sotto la minaccia delle armi due ambulanze della Mezzaluna Rossa palestinese arrivate sul posto otto minuti dopo la chiamata. Il paramedico Hassan Fouqha ha confermato di essere stato fermato a meno di cento metri dal ragazzo, impossibilitato a intervenire mentre Jad moriva dissanguato. L'esercito dello Stato ebraico ha anche sostenuto che i suoi soldati abbiano fornito "cure mediche iniziali", ma ha rifiutato di fornire prove o orari degli interventi.    Il giovane era stato colpito, mentre cercava di fuggire in un vicolo, dai colpi ravvicinati dei militari: anche di questo è stato pubblicato il filmato da una telecamera a circuito chiuso. I soldati hanno infine caricato Jad sul retro di un veicolo e, sempre secondo l'inchiesta della Bbc, l'esercito israeliano si è rifiutato di restituire il corpo alla famiglia e non ha risposto a nessuna domanda sulle ferite riportate dal ragazzo.

Oman: "Passi significativi, nuovo round Iran-Usa la prossima settimana"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi con "significativi progressi". Lo ha reso noto il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, che ha condotto la mediazione tra le due parti nel terzo round negoziale a Ginevra, aggiungendo che i rappresentanti di Washington e Teheran terranno colloqui tecnici la prossima settimana a Vienna.

Nucleare, Oman: "Conclusi colloqui; progressi significativi"

"Abbiamo concluso la giornata dopo significativi progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran". Lo comunica su X il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, che svolge il ruolo di mediatore nei negoziati a Ginevra. "Riprenderemo presto dopo consultazioni nelle rispettive capitali. Le discussioni a livello tecnico avranno luogo la prossima settimana a Vienna. Sono grato a tutti gli interessati per i loro sforzi: i negoziatori, l'Aiea e i nostri ospiti, il governo svizzero", aggiunge.

Congresso Usa voterà risoluzione bipartisan sui poteri di guerra contro l'Iran

Un gruppo di democratici e repubblicani alla Camera ha annunciato oggi che imporrà il voto di una risoluzione sui poteri di guerra in caso di un attacco all'Iran quando il Congresso si riunirà la prossima settimana.     La risoluzione bipartisan è presentata dai deputati democratico Ro Khanna e repubblicano Thomas Massie che hanno già collaborato per imporre la pubblicazione dei file sul caso Jeffrey Epstein. Se fosse approvata la misura richiederebbe che Donald Trump chiedesse l'autorizzazione del Congresso prima di qualsiasi operazione militare contro Teheran.     "Il regime iraniano è brutale e destabilizzante, come dimostrato di recente dall'uccisione di migliaia di manifestanti", hanno affermato i deputati. "Tuttavia, intraprendere una guerra di propria iniziativa in Medio Oriente, senza una piena comprensione di tutti i rischi connessi per i nostri militari e per l'escalation nella regione, è sconsiderato e "incostituzionale senza consultazione e autorizzazione del Congresso", hanno affermato.

Axios: "Witkoff e Kushner delusi dai colloqui con l'Iran"

"I consiglieri del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono rimasti delusi da quanto appreso dal ministro degli Esteri iraniano durante i negoziati di questa mattina". Lo riferisce ad Axios una fonte a conoscenza dei dettagli. Un altro round di colloqui è ancora in corso a Ginevra.

Media: "Israele valuta risarcimenti mirati per vittime palestinesi"

Secondo quanto appreso dal Jerusalem Post, alcuni funzionari israeliani stanno valutando la possibilità di pagare un risarcimento in un numero limitato di casi di alto profilo in cui dei palestinesi sono stati uccisi durante la guerra. Lo riporta il quotidiano israeliano, in un lungo servizio-analisi che esamina questa ipotesi. L'idea, è spiegato, presenta molte somiglianze con l'accordo di risarcimento stipulato da Israele con la Turchia dopo l'incidente della flottiglia Mavi Marmara del 2010. Uno degli obiettivi sarebbe liberare Israele dalla trappola in cui si è cacciato con i suoi critici, rispetto ai crimini di guerra. Un altro obiettivo sarebbe quello di rafforzare la legittimità di Israele a livello globale.     Secondo il Jp, la formula sarebbe quella del risarcimento 'ex gratia', cioè volontariamente, 'per gentilezza' e senza che il donatore riconosca alcuna responsabilità. Secondo il Jp, ex funzionari e funzionari in carica hanno affermato che "a volte riconoscere che Israele non è perfetto e ammettere difetti specifici può contribuire a migliorare l'immagine dello Stato ebraico". "I critici più intransigenti - scrive il quotidiano - probabilmente non smetteranno di attaccare gli israeliani a prescindere da ciò che Israele farà. Ma ci sono americani, europei, canadesi, giapponesi e altri imparziali che vogliono stare dalla parte dello Stato ebraico se finalmente fornirà loro una ragione onesta e un resoconto, inclusa una sorta di resa dei conti". "Ora è il momento di fare questa mossa ex gratia, secondo molti funzionari, perché la guerra è finita circa quattro mesi fa; perché è iniziata la Fase II e perché tutti gli ostaggi sono finalmente tornati.     Se Israele pagasse pagamenti ex gratia, prosegue il ragionamento, non lo farebbe per ogni incidente avvenuto durante la guerra. Piuttosto, probabilmente selezionerebbe per i pagamenti una serie di incidenti di alto profilo come quelli, è spiegato, che hanno coinvolto ad esempio operatori umanitari o giornalisti o "incidenti di massa" con un gran numero di vittime, o anche persone "uccise per errore" mentre andavano a ritirare gli aiuti alimentari.

Famiglia di Francesca Albanese fa causa a Trump negli Usa

La famiglia di Francesca Albanese ha fatto causa al presidente Trump e ad alti funzionari dell'amministrazione Usa, contestando le sanzioni che il governo americano le ha imposto per il suo sostegno al perseguimento giudiziario dei leader israeliani e delle aziende internazionali coinvolte nella guerra a Gaza.     Il ricorso civile, depositato presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, sostiene che l'amministrazione Trump ha violato i diritti garantiti alla Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i diritti dei palestinesi nei territori occupati, dal Primo, Quarto e Quinto Emendamento, sequestrando irragionevolmente i suoi beni senza il dovuto processo legale. Il ricorso chiede al tribunale di dichiarare le sanzioni incostituzionali.      La causa è stata intentata dal marito, Massimiliano Cali, e dal figlio della coppia - il cui nome non è stato reso pubblico - poiché le regole delle Nazioni Unite impediscono a Francesca Albanese di presentare la denuncia a proprio nome. Nel ricorso, la famiglia della Albanese denuncia la perdita dell'accesso ai conti bancari, ai rapporti con diverse università, alla possibilità di viaggiare negli Stati Uniti e all'accesso a un appartamento dell'esperta Onu a Washington.     "Le sanzioni, se utilizzate in modo appropriato, sono uno strumento potente per interrompere e indebolire le attività di terroristi, criminali e regimi autoritari", si legge nel ricorso: "Tuttavia, le sanzioni vengono abusate quando mirano a mettere a tacere punti di vista sgraditi e a violare i diritti costituzionali di persone che il governo non gradisce".

Nyt: "Khamenei consente alle aziende Usa di entrare in Iran"

L'Iran punta a tentare l'America di Donald Trump con incentivi finanziari e accordi nel tentativo di raggiunte un accordo sul nucleare ed evitare la guerra. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali Teheran sarebbe intenzionata a seguire l'esempio del Venezuela.    Il New York Times riporta che la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ha concesso il permesso alle aziende americane di entrare nel Paese, cambiando rotta rispetto al divieto precedentemente imposto.

Wsj: "Usa chiedono a Iran di consegnare l'uranio arricchito"

Gli Stati Uniti chiedono all'Iran di smantellare i suoi tre principali siti nucleari e consegnare tutto l'uranio arricchito. Secondo quanto riporta il Wall Steet Journal citando fonti vicine ai colloqui di Ginevra, Washington insiste sul fatto che qualsiasi tipo di accordo duri per sempre. 

Libano: Idf, colpiti 8 complessi militari Hezbollah nell'est

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito otto complessi militari appartenenti all'unità d'elite di Hezbollah nel Libano orientale: "Oggi le Idf hanno colpito otto complessi militari appartenenti alla Forza Radwan di Hezbollah nell'area di Baalbek in Libano", ha dichiarato l'esercito. 

Media: ripresi a Ginevra i colloqui Iran-Usa sul nucleare

Sono ripresi a Ginevra i colloqui tra la delegazione iraniana e quella statunitense sul programma nucleare di Teheran. Lo riferisce l'agenzia russa Tass citando un'emittente tv. 

Onu: Israele punta a cambiamento demografico in Cisgiordania e a Gaza

Le azioni di Israele in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza sembrano mirate a creare "un cambiamento demografico permanente". Lo ha dichiarato il responsabile per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Volker Turk. "Nel loro complesso, le azioni di Israele sembrano volte a realizzare un cambiamento demografico permanente a Gaza e in Cisgiordania, sollevando timori di pulizia etnica", ha detto Turk in un discorso davanti al consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra.

Media: Video fedeli ebrei che pregano in complesso Al-Aqsa

Ebrei ultraortodossi sono stati ripresi mentre pregano all'interno del complesso della moschea di Al-Aqsa, il Monte del Tempio per gli ebrei, tra i luoghi più sacri per entrambe le fedi. Il video e' stato postato su X dall'emittente palestinese Quds New Network. Lo status quo del sito religioso permette l'accesso ai fedeli non islamici, ma non di pregare. Tuttavia, non è la prima volta che le regole vengono violate: alla fine di gennaio, la polizia israeliana aveva addirittura permesso a degli ebrei di entrare nel complesso con pagine stampate contenenti preghiere. Mentre in passato la polizia sgomberava o tratteneva i visitatori ebrei sorpresi a pregare sul Monte del Tempio (la Spianata delle Moschee), questa politica è stata ampiamente abbandonata da quando è arrivato al potere, come ministro per la Sicurezza nazionale, il leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir, che ha ripetutamente chiesto alle forze dell'ordine di consentire sul posto agli ebrei di pregare nel complesso. 

Iran: "Colloqui seri e intensi". Riprendono alle 17.30

Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano definisce i colloqui in corso a Ginevra con gli Stati Uniti "seri e intensi" e annuncia che riprenderanno alle 17.30-18. 

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana.

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Mosca: "Resteremo al fianco di Teheran in questo momento difficile"

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che la Russia continuerà a sviluppare un partenariato strategico globale con l'Iran in questo momento difficile. "La Russia è al fianco dei suoi amici iraniani in questo momento difficile e continuerà a sviluppare con coerenza un partenariato strategico globale tra i nostri Paesi amici", ha affermato durante un briefing Zakharova, citata dalle agenzie russe. "Assistiamo a continue minacce e intimidazioni contro Teheran e all'irresponsabile escalation delle tensioni regionali da parte di Washington", ha aggiunto la portavoce degli Esteri. 

Wsj: "Per gli esperti nessun progresso dell'Iran sul suo programma nucleare"

Il programma per l'atomica dell'Iran non ha compiuto progressi significativi dall'attacco americano di giugno. E' quanto sostengono gli esperti in parte contraddicendo le affermazioni di Washington, secondo la quale Teheran potrebbe produrre in pochi giorni il materiale per costruire la bomba atomica. "Guardando le immagini satellitari e monitorando i siti iraniani, non vediamo alcuna prova che stiano cercando di ricostruire il loro programma di armi nucleare. Sono sostanzialmente fermi", ha detto con il Wall Street Journal David Albright, ex ispettore dell'Onu per gli armamenti. 

Iran, media: "Aumentato numero di soldati Usa nelle basi di Israele"

Nel contesto delle crescenti tensioni con l'Iran, si è registrato un aumento significativo del numero di soldati americani arrivati in Israele. Lo rivela il sito di notizie israeliano Walla, parlando di "centinaia" di militari attualmente di stanza nelle basi dell'Idf, in particolare in quelle dell'aeronautica militare, nell'ambito dei preparativi congiunti per scenari di escalation nella regione mediorientale. La maggior parte dei nuovi arrivi è specializzata nell'impiego di sistemi d'arma avanzati per la difesa e l'attacco e nelle tecnologie di controllo e monitoraggio, ha sottolineato Walla, ricordando il recente arrivo di caccia americani F-22 alla base di Ovda, nel sud di Israele, parte di un più ampio dispiegamento che include anche team di manutenzione, logistica e intelligence.

Soldati Usa

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Consigliere Teheran: "Accordo a portata di mano"

"Se la questione principale dei negoziati è impedire all'Iran di produrre armi nucleari, cio' sarebbe in linea con la fatwa del leader supremo e con la dottrina di difesa dell'Iran, e un accordo immediato è a portata di mano". Lo dice Ali Shamkhani, importante consigliere della guida suprema dell'Iran, secondo quanto riporta il Guardian. Il consigliere ha aggiunto che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che sta guidando i colloqui di Ginevra per Teheran, ha "sufficiente sostegno e autorità per garantire questo accordo". 

Libano, esercito si posiziona nel sud dopo faccia a faccia con militari israeliani

L'esercito libanese ha rafforzato oggi una postazione di osservazione allestita nei giorni scorsi nell'area di Sarda, a sud di Khiam, nel settore orientale della linea di demarcazione con Israele, due giorni dopo tensioni con soldati israeliani che occupano illegalmente il sud del Libano. Intanto l'esercito israeliano prosegue i suoi attacchi nel sud del Libano: stamani colpi di artiglieria hanno colpito la località di Aitaroun, nel distretto di Bint Jbeil, secondo fonti locali. Secondo media locali, i militari libanesi hanno circondato con filo spinato un terrapieno eretto il giorno precedente. Martedì la posizione era stata oggetto di colpi d'arma da fuoco israeliani e il comando dell'esercito aveva ordinato di rispondere alle fonti di tiro, in un raro faccia a faccia tra i due eserciti lungo la linea di demarcazione. L'esercito israeliano, che occupa cinque posizioni in territorio libanese in violazione del cessate il fuoco del novembre 2024, aveva giustificato l'azione sostenendo che l'installazione del posto militare fosse avvenuta senza coordinamento preventivo. Nonostante le pressioni, le forze armate libanesi avevano rifiutato di ritirarsi. La missione Onu (Unifil) schierata nel sud del Libano ha indicato che dall'entrata in vigore del cessate il fuoco l'esercito di Beirut si è dispiegato in 165 posizioni nel sud del paese, definendo questo passaggio "una tappa importante" per "consentire allo Stato di esercitare la propria autorità" sull'intero territorio. Il comunicato giunge a una settimana dalla conferenza di sostegno all'esercito e alla polizia libanesi prevista il 5 marzo a Parigi. 

Media, centinaia di soldati Usa arrivati nelle basi militari israeliane

Secondo i media israeliani nell'ultima settimana è aumentata la presenza di soldati statunitensi nel Paese, con centinaia di militari Usa stazionati nelle basi militari, in particolare quelle dell'aeronautica, nell'ambito dei preparativi congiunti per una eventuale escalation nella regione. Channel 12 riporta che, in aggiunta ai dodici caccia F22 arrivati questa settimana alla base Ovdà nel sud del Paese, ne sono in arrivo altri sei. 

Ambasciatore Usa in Israele: "Su grazia a Netanyahu, Herzog ha diritto a prendersi tempo"

In un'intervista al sito Ynet, l'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee è tornato sulle polemiche sulla grazia chiesta dal premier Benyamin Netanyahu: "Il presidente Herzog ha il diritto di prendersi il tempo necessario per arrivare a una decisione che riterrà essere nel migliore interesse dei cittadini". Huckabee ha aggiunto di non credere che Herzog "verrà sanzionato (dagli Usa) nel caso dovesse rifiutare di approvarla". Nelle scorse settimane il presidente Usa Donald Trump aveva affermato che "Herzog dovrebbe vergognarsi" per non aver concesso la grazia a Netanyahu.

Iran: "Patto con Usa fattibile se il punto è non sviluppare l'arma atomica"

Un alto funzionario iraniano, vicino alla Guida suprema Ali Khamenei, ha affermato che un accordo sul dossier nucleare con gli Usa "è a portata di mano" e può essere trovato subito se la richiesta di Washington all'Iran è non sviluppare la bomba atomica, perché questo punto è già parte della dottrina difensiva iraniana e di una decisione dello stesso Khamenei. "Se la questione principale nei negoziati è che l'Iran non sviluppi armi nucleari, ciò è in linea con la fatwa del leader e la dottrina difensiva iraniana, e un accordo immediato è a portata di mano", ha affermato Ali Shamkhani, il rappresentante della Guida suprema presso il Consiglio di Difesa Nazionale, facendo riferimento alla fatwa di Khamenei annunciata nel 2003 che ha vietato lo sviluppo di armi nucleari nella Repubblica islamica. Il ministro degli Esteri Abbas "Araghchi ha sufficiente supporto e autorità per questo accordo", ha aggiunto Shamkhani in un messaggio su X, citando il capo della delegazione iraniana nei colloqui con gli Usa, mediati dall'Oman, in corso a Ginevra.

Iran, a Ginevra terzo round di colloqui con USA, si discute di nucleare

Pechino: "In Iran sosteniamo la risoluzione delle questioni con canali politici"

La Cina sta seguendo "da vicino gli sviluppi riguardanti l'Iran", sostiene "la risoluzione delle questioni attraverso canali politici e diplomatici e si oppone all'uso o alla minaccia della forza nelle relazioni internazionali". Lo ha detto in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, rispondendo alla domanda su un eventuale intervento del Dragone in caso di attacco statunitense in Iran. "I popoli cinese e iraniano godono di un'amicizia tradizionale. La Cina sostiene il governo e il popolo iraniani nel difendere la stabilità e i diritti e gli interessi legittimi della loro nazione", ha aggiunto augurandosi che "le varie parti abbiano a cuore la pace, esercitino moderazione e risolvano le divergenze attraverso il dialogo". 

Teheran: "I colloqui con gli Usa si concentreranno esclusivamente sul nucleare"

Il terzo round di colloqui con gli Stati Uniti in programma oggi si concentrerà esclusivamente sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni contro Teheran, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano. "L'oggetto dei negoziati è incentrato sulla questione nucleare", ha dichiarato Esmail Baghaei, aggiungendo che Teheran spingerà per la revoca delle sanzioni e per l'affermazione del diritto dell'Iran "all'uso pacifico dell'energia nucleare". Ha aggiunto che la delegazione iraniana ha trasmesso queste opinioni al ministro degli Esteri dell'Oman, che sta mediando i colloqui. 

Iran, media: "Colloquio tra ministro degli Esteri dell'Oman e il capo dell'Aiea"

Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi, ha incontrato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi, prima dell'inizio dei nuovi colloqui a Ginevra incentrati sul controverso programma nucleare dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani, parlando di un faccia a faccia incentrato su questioni tecniche. L'Oman è impegnato nella mediazione nel contesto dei colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti.

Trump: "Non permetterò all'Iran di avere una testata nucleare". VIDEO

Media: "Al via il terzo round di colloqui a Ginevra"

Sono iniziati a Ginevra i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione dell'Oman. Lo riferiscono i media iraniani, dopo la notizia dell'arrivo della delegazione di Teheran, guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, nella sede dell'ambasciata dell'Oman a Ginevra per il terzo round di colloqui indiretti.

Il presidente iraniano: "Non svilupperemo armi nucleari"

L'Iran non svilupperà la bomba atomica come ha decretato la Guida suprema Ali Khamenei, circa vent'anni fa. Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel giorno dei colloqui sul dossier nucleare tra Teheran e Washington a Ginevra e mentre Donald Trump ha chiesto nuovamente alla Repubblica islamica di dichiarare l'intenzione di non volere sviluppare l'arma nucleare. Khamenei ha vietato le armi di distruzioni di massa, cosa che "significa chiaramente che Teheran non svilupperà armi nucleari", ha affermato Pezeshkian, come riferisce Al Jazeera. Nel 2003 è stata annunciata una fatwa, ovvero un decreto religioso, da parte di Khamenei che ha vietato lo sviluppo di armi nucleari da parte della Repubblica islamica.

Iran, il governo replica a Trump: "Da lui grandi bugie ripetute"

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L'Iran chiede agli Usa serietà nei negoziati sul nucleare

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha chiesto agli Stati Uniti "serietà" nei colloqui sul nucleare, mediati dall'Oman, in programma oggi a Ginevra, affinché si arrivi ad un successo nel negoziato. Durante un incontro in Svizzera ieri sera con l'omologo dell'Oman, Sayyid Badr Albusaidi, il capo della diplomazia di Teheran ha delineato le prospettive dell'Iran sul dossier nucleare e sulla rimozione delle sanzioni, aggiungendo che "il successo dei negoziati dipende dalla serietà dell'altra parte e dall'evitare dichiarazioni o comportamenti contraddittori", riferisce Mehr. Araghchi guida la delegazione iraniana, di cui fanno parte anche i vice ministri degli Esteri Majid Takht-Ravanchi e Kazem Gharibabadi, e ieri ha affermato che "un accordo bilanciato ed equo è raggiungibile". La delegazione degli Stati Uniti è guidata dall'inviato speciale Steve Witkoff, che è arrivato a Ginevra in mattinata. 

Vance: "Prove che Teheran sta cercando di realizzare un'arma nucleare"

Gli Stati Uniti hanno prove che l'Iran sta tentando di realizzare un'arma nucleare. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, intervenendo a un evento alla Casa Bianca. "L'Iran non può avere un'arma nucleare - ha affermato -. Se cercasse di costruirne una, ci creerebbe problemi. In effetti, abbiamo visto prove che hanno cercato di fare esattamente questo", ha detto Vance, riecheggiando le affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo discorso sullo stato dell'Unione di martedì.

J.D. Vance

©IPA/Fotogramma

Rubio: "I colloqui di Ginevra in gran parte incentrati su programma nucleare di Teheran"

I prossimi colloqui di Ginevra tra Stati Uniti e Iran saranno "in gran parte incentrati" sul programma nucleare iraniano. L'Iran "non sta arricchendo l'uranio in questo momento, ma sta cercando di arrivare al punto in cui potrà farlo". Lo ha detto in una conferenza stampa il Segretario di Stato americano Marco Rubio, aggiungendo che Teheran sta anche "certamente cercando di realizzare missili balistici intercontinentali".

"L'Iran possiede un numero molto elevato di missili balistici, in particolare missili balistici a corto raggio che minacciano gli Stati Uniti e le nostre basi e partner nella regione. E tutte le nostre basi negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, in Bahrein. Possiedono anche risorse navali che minacciano la navigazione e cercano di minacciare la Marina statunitense. Si tratta di una minaccia insostenibile, una minaccia grave". Tuttavia, ha aggiunto il Segretario di Stato, "la diplomazia non è mai esclusa".

Ft: "Teheran offre incentivi economici a Trump per scongiurare un attacco"

L'Iran sta cercando di offrire incentivi economici, inclusi investimenti nelle sue riserve di petrolio e nei suoi giacimenti di gas, per convincere il presidente Usa Donald Trump a evitare la guerra. Lo riporta il Financial Times. Secondo una fonte, la Repubblica islamica cercherà di sfruttare la propensione di Trump per gli accordi e offrirà un accordo conveniente per gli Stati Uniti. Un'offerta del genere sarebbe "specificamente rivolta al presidente e sarebbe un'importante manna economica in termini di petrolio, gas e diritti su minerali essenziali", ha detto la fonte al FT. 

Nel frattempo, i negoziatori statunitensi e iraniani si incontrano oggi a Ginevra per un terzo round di colloqui sul programma nucleare di Teheran. Gli Stati Uniti chiedono all'Iran di cessare l'arricchimento nucleare, che l'Iran sostiene di avere il diritto di perseguire. Trump ha minacciato di attaccare l'Iran se non si raggiunge un accordo e ha radunato forze in Medio Oriente. Un funzionario statunitense ha dichiarato al giornale che gli americani non hanno ancora ricevuto una proposta economica dall'Iran. "Questo non è mai stato discusso. Il presidente Trump è stato chiaro sul fatto che l'Iran non può possedere un'arma nucleare né la capacità di costruirne una", ha aggiunto il funzionario.

Un'altra fonte afferma che l'Iran sta traendo insegnamento dalla situazione in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno cercato di accedere alle vaste riserve di petrolio del Paese dopo aver catturato il suo presidente in un raid notturno il mese scorso.

Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?

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Iran-Usa, Steve Witkoff è arrivato a Ginevra

Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente e per le missioni di pace, è arrivato a Ginevra dove oggi sono in programma nuovi colloqui tra Usa e Iran. Lo riporta l'agenzia Tass.

Rubio: l'Iran non vuole discutere dei missili ed è un problema

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che l'Iran "si rifiuta" di discutere del suo programma missilistico balistico e che questo rappresenta "un problema molto grande". "Il presidente vuole soluzioni diplomatiche. Le preferisce, le preferisce di gran lunga. Quindi descriverei la giornata di domani come niente più che una serie di discussioni, che spero saranno produttive, ma alla fine, sapete, dovremo discutere di altre questioni oltre al programma nucleare", ha detto Rubio in una conferenza stampa a Saint Kitts e Nevis alla vigilia di nuovi colloqui a Ginevra. "È anche importante ricordare che l'Iran si rifiuta di parlare con noi di missili balistici o con chiunque altro, e questo è un grosso problema".

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