Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare i manifestanti”. I possibili obiettivi degli Usa
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Il regime sta usando il pugno di ferro con spari, arresti e minacce contro i manifestanti, scesi in piazza per il quattordicesimo giorno consecutivo (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE). Le autorità: “Pena di morte per chi scende in piazza”. Decine le vittime ma si teme un bilancio ancora più pesante. Prosegue il blackout di internet. Il presidente statunitense minaccia un intervento diretto. Il Wsj riferisce di “discussioni preliminari” su un possibile attacco americano, che tuttavia non sarebbe imminente. Cosa sappiamo.
Quello che devi sapere
Cosa sta succedendo in Iran
Nonostante il blackout di internet e un bilancio di decine di morti e migliaia di arresti, il popolo iraniano continua a protestare nelle piazze da quattordici giorni. Qualcosa che per numeri e portata non ha precedenti negli ultimi tre anni. Il regime ha minacciato la pena di morte per tutti i rivoltosi in quanto “nemici di Dio”, mentre la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha posto i pasdaran in uno stato di allerta persino più elevato di quello adottato per la guerra dei 12 giorni con Israele, a giugno 2025.
Su Insider: La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza
Le tensioni con Washington
Si teme una repressione del dissenso ancora più brutale mentre si infiammano le tensioni con l'Occidente e in particolare con Washington. Il presidente Donald Trump ha prima ribadito l'invito a "non iniziare a sparare" sui civili, "altrimenti, inizieremo a sparare anche noi". Poi, ieri ha assicurato che gli Stati Uniti sono "pronti ad aiutare" i manifestanti che "lottano per la libertà".
Per approfondire: Procuratore Iran: "Manifestanti rischiano pena di morte". Trump: "Pronti ad aiutare"
Wsj: “Discussioni preliminari su attacco Usa ma non è imminente"
Secondo quanto rivelano fonti informate al Wall Street Journal, funzionari dell'amministrazione Trump hanno avuto discussioni "preliminari" su un eventuale attacco contro l’Iran, qualora fosse necessario dare seguito alle minacce del presidente, e sarebbero già stati individuati i possibili obiettivi.
Per approfondire: Iran, continuano le proteste. Blackout di internet a Teheran e in altre città
L’attacco aereo
Una delle opzioni in discussione è un attacco aereo su larga scala contro diversi obiettivi militari iraniani. Secondo le fonti non c'è ancora un consenso sulla linea d'azione da intraprendere e non sono stati ancora mobilitati né equipaggiamenti militari né personale in preparazione di un eventuale attacco. Le fonti hanno precisato che queste conversazioni rientrano nella normale pianificazione. Non ci sono segnali di un raid imminente contro Teheran.
La strategia attendista
In questo momento, spiegano gli analisti, la Casa Bianca temporeggia in attesa di vedere gli sviluppi delle proteste in Iran. La Cia avrebbe rilevato che i vertici del regime sono ancora compatti e Trump ha scelto per ora di non incontrare, Reza Pahlavi, erede dell’ultimo Scià, che si è accreditato come sostenitore delle proteste e successore degli ayatollah in caso di cambio di potere.
Per approfondire: Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
Cosa era successo a giugno
Alcuni mesi fa, nel pieno della crisi Israele-Iran, gli Usa avevano colpito il programma nucleare di Teheran, attaccando i siti di Fordow, Natanz e Isfahan. Nel recente incontro in Florida, Netanyahu avrebbe provato a convincere Trump a procedere con nuovi raid per azzerare le capacità missilistiche iraniane ma il tycoon vorrebbe tenersi questa carta se leggesse rischi di una ripresa del programma nucleare.
Le possibili mosse
Trump ha detto che il possibile intervento americano “non significa che invieremo truppe sul terreno, ma vuol dire che li colpiremo molto, molto duramente, là dove fa male”. Una soluzione efficace, secondo il Wall Street Journal, sarebbe il sequestro delle petroliere per paralizzare l’economia iraniana. Il boicottaggio dell’industria energetica non avrebbe necessità di un massiccio intervento militare e potrebbe dare un colpo molto duro agli ayatollah. Il New York Times, invece, parla di obiettivi non militari a Teheran, per colpire il regime e favorirne il crollo. Il Pentagono avrebbe presentato a Trump una lista dei target ma il presidente ancora non ha deciso cosa fare.
Il ruolo di internet
Secondo diverse notizie apparse online, al momento non confermate, SpaceX, l’azienda dei satelliti di Elon Musk, avrebbe attivato la rete Starlink in Iran per aiutare la popolazione lasciata senza internet dal regime. Questa mossa – ha scritto il Washington Post – era stata considerata dall’amministrazione Biden e poi abbandonata nel timore di svelare i canali clandestini usati dallo spionaggio.
Su Insider: Perché in Iran si è tornati a protestare in piazza