Proteste Iran, regime spara sulla folla. Teheran: "Se Usa attaccano risponderemo". LIVE

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Pugno di ferro del regime che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi ancora in piazza, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, potrebbe essere significativo. Prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità. Trump: "Pronti ad aiutare i manifestanti". Massima allerta per la possibilità di un intervento degli Usa e di Israele. Entrambi saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano

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Pugno di ferro del regime in Iran che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi in piazza per il quindicesimo giorno consecutivo, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, potrebbe aver superato il centinaio ma si teme un bilancio molto più pesante. Mentre prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità, gli ospedali sono 'sopraffatti' dai feriti. 

Secondo la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency sarebbero oltre 2600 le persone arrestate. Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato proprio che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati".

Donald Trump su Truth: "Pronti ad aiutare i manifestanti che lottano per la libertà". Intanto Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Se Stati Uniti e Israele attaccheranno l'Iran, saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, durante una seduta del Majlis per discutere delle massicce proteste in corso.

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Netanyahu convoca consultazione sicurezza su Iran

Il primo ministro Benjamin Netanyahu convochera' i massimi consiglieri e ministri per una consultazione sulla sicurezza alle 17, come riferito al Times of Israel dagli uffici di due dei partecipanti. Il gabinetto di sicurezza al completo si riunira' martedi'. Gli incontri si svolgono mentre in Iran si intensificano i disordini interni e dopo che un alto funzionario iraniano ha minacciato di attaccare Israele se gli Stati Uniti attaccassero la Repubblica islamica.

Idf: "Pronti a rispondere agli attacchi dall'Iran se necessario"

Il Capo di Stato Maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha dichiarato che l'esercito rimane "operativamente preparato e pronto a rispondere se necessario", a seguito delle minacce iraniane di attaccare obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta il Times of Israel.     Secondo quanto riferito, nel fine settimana Zamir ha effettuato delle valutazioni alla luce delle proteste in Iran e che in ogni caso, l'Idf tratta le crescenti manifestazioni anti-regime come una questione interna iraniana.

Iran, media: "Per le Idf le proteste sono questioni interne ma dopo le ultime minacce pronti a reagire"

Le Forze di difesa israeliane sono operative e pronte a rispondere se necessario. A scriverlo, a seguito della escalation di tensione in Iran, è il Times of Israel. Le Forze di difesa israeliane, scrive, valutano le proteste anti regime in Iran come una questione interna del paese, ma, a seguito delle minacce odierne dell'Iran, che ha indicato obiettivi americani e israeliani come potenziali bersagli di una rappresaglia per un eventuale attacco americano, i militari hanno indicato di essere pronti a rispondere in caso di necessità. Il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha svolto valutazioni della situazione questa settimana alla luce delle proteste in Iran. 

Presidente dei rifugiati iraniani: "In piazza l'intera popolazione"

"Questa è un fase molto cruciale, anche perché in questa rivolta è scesa in piazza l'intera popolazione e questo non è una cosa da trascurare". Così Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia, parlando di quanto sta accadendo nel suo paese. "Nonostante gli sforzi, la repressione, la violenza inaudita del regime di Khamenei - afferma - la rivolta si è estesa ampiamente come macchia d'olio in tutto il paese e ormai siamo a due settimane. L'intero paese è sceso in piazza contro il regime terroristico degli ayatollah, nonostante il black out di Internet, la rivolta va ancora avanti radicalizzando in modo molto molto veloce. Questo è un segnale molto positivo per quanto riguarda le piazze in rivolta. Siamo su buona strada. Questo grazie anche ai nuclei della resistenza iraniana che sono sparsi in ogni angolo e in ogni paese, anche quelli più piccoli, presenti a salvaguardare la vita dei manifestanti e a allontanare l'esercito e le forze armate". Davood Karimi vuole anche evidenziare "una realtà molto manipolata dai mass media euroamericani", ovvero quella di "dare uno spazio immenso al figlio dello scià deposto 1979: è una persona incompetente, appartiene a un regime già decapitato nel 1979": "Dare risalto solamente al figlio dello scia è una politica molto distruttiva per le piazze iraniane", conclude, "la storia non tornerà mai indietro". 

Ong: "Tra le vittime delle proteste in Iran una studentessa curda 23enne"

Tra le oltre 192 vittime citate dalle Ong nelle proteste in Iran è stata identificata Rubina Aminian, 23 anni, studentessa di design tessile e di moda allo Shariati College di Teheran. Lo riporta l'ong Iran Human Rights riferendo di aver ottenuto dettagli sull'uccisione di questa giovane studentessa. Secondo l'ong, la 23enne è stata uccisa la sera di giovedì 8 gennaio, dopo aver lasciato il college e aver partecipato a manifestazioni di protesta. Fonti vicine alla famiglia di Rubina hanno riferito a Iran Human Rights che la giovane donna curda di Marivan è stata colpita alle spalle a distanza ravvicinata, con il proiettile che le ha colpito la testa. Dopo aver appreso della sua morte, i membri della famiglia di Rubina Aminian si sono recati da Kermanshah, dove vivono, a Teheran per identificare il suo corpo. Fonti vicine alla famiglia Aminian hanno riferito a Iran Human Rights che "la famiglia è stata portata in un luogo vicino all'università dove hanno trovato i corpi di centinaia di giovani uccisi durante le proteste. La maggior parte delle vittime erano giovani tra i 18 e i 22 anni, uccisi a distanza ravvicinata con colpi alla testa e al collo dalle forze governative. Inizialmente alla famiglia non è stato permesso di identificare il corpo di Rubina e in seguito non è stato permesso loro di portarlo via". Secondo quanto riportato, le fonti segnalano che alla fine "la famiglia di Rubina è riuscita a recuperare il suo corpo e a tornare a Kermanshah", ma, al loro arrivo, "hanno scoperto che le forze dell'intelligence avevano circondato la loro casa e che non era stato loro permesso di seppellirla".

Iran International: "2000 manifestanti uccisi nelle ultime 48 ore"

In assenza di numeri verificati, il bilancio delle vittime delle proteste in Iran resta molto incerto. L'organizzazione per i diritti umani, con sede negli Usa, Hrna, parla di 192 morti ma ieri sera la tv iraniana dell'opposizione Iran International, con sede nel regno Unito, ha riferito che 2.000 manifestanti sono stati uccisi nelle ultime 48 ore e un funzionario israeliano, scrive Axios, ha affermato che il bilancio totale delle vittime è superiore a 1.000. 

Sa'ar: "Sosteniamo la lotta per la libertà del popolo iraniano"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha dichiarato che Israele sostiene il popolo iraniano in quella che ha definito la sua "lotta per la libertà", mentre grandi proteste scuotono la Repubblica islamica. "Sosteniamo la lotta per la libertà del popolo iraniano e gli auguriamo successo", ha dichiarato Saar in un'intervista video pubblicata su X. 

Netanyahu: "Se il regime cadrà torneremo partner con l'Iran"

Intervenendo all'inizio della riunione di gabinetto, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele e Iran torneranno a essere partner dopo la caduta del regime di Teheran. "Stiamo trasmettendo forza agli eroici e coraggiosi cittadini dell'Iran e, una volta caduto il regime, faremo del bene insieme a beneficio di entrambi i popoli", ha detto citato dal Times of Israel. "Tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia", ha continuato Netanyahu. "E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace". 

Il presidente Pezeshkian: "Gli Usa e Israele vogliono seminare caos con le rivolte"

Gli Stati Uniti e Israele vogliono “seminare caos e disordine” in Iran fomentando delle "rivolte" per creare instabilità nel Paese. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invitando la popolazione a prendere le distanze dai “rivoltosi e dai terroristi” che stanno "uccidendo innocenti, bruciando le moschee e attaccando le proprietà private". Le istituzioni di Theran, ha proseguito il presidente "sono pronte ad ascoltare la popolazione" e "il governo è determinato a risolvere i problemi economici", come l'alta inflazione che ha innescato, in prima istanza, le proteste in tutto l'Iran.

Iran, la protesta si allarga. Le autorità minacciano la pena di morte. VIDEO

I parlamentari iraniani gridano "Morte all'America" in Aula

Le registrazioni della seduta odierna del parlamento iraniano, citate da Sky News, mostrano i parlamentari che gridano "Morte all'America". I cori sono stati pronunciati al termine di un discorso del presidente dell'assemblea Mohammad Baqer Qalibaf, che ha minacciato ritorsioni contro gli Usa e Israele in caso di intervento degli Stati Uniti nel Paese. Il canto "Morte all'America", o Marg bar Amrika in persiano, fu reso popolare dal primo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, il capofila della Rivoluzione islamica del 1979, che rovesciò il regime dell'ultimo scià iraniano, sostenuto dagli americani. 

Il Papa: "In Iran e Siria si coltivi con pazienza il dialogo"

"Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone". Così Papa Leone XIV al termine dell'Angelus. "Auspico e prego che se continui con pazienza il dialogo e la pace perseguendo il bene comune dell'intera societa'", la sua supplica. 

Nyt: "Tra le opzioni militari degli Usa in Iran attacco a siti non militari a Teheran"

Negli ultimi giorni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato sulle varie opzioni per un attacco militare in Iran, tra le quali attacchi a siti non militari a Teheran. Lo scrive il New York Times. Trump non ha avrebbe ancora preso una decisione definitiva in merito all'attacco. Tuttavia, i funzionari hanno affermato che starebbe seriamente valutando l'idea di autorizzare un attacco in risposta ai tentativi del regime iraniano di reprimere le manifestazioni scatenate da diffuse tensioni economiche. 

Domani manifestazione a Teheran contro le proteste

E' stata organizzata per domani pomeriggio a Teheran una manifestazione contro le proteste in corso da due settimane. Lo ha annunciato il Tehran Times. "Domani alle 14:00 si terrà una grande manifestazione pubblica in piazza Enghelab a Teheran per condannare gli atti terroristici dei mercenari statunitensi e israeliani", si legge nel quotidiano vicino al regime.

Ong: "Almeno 192 manifestanti uccisi durante le proteste"

Sono almeno 192 i morti nelle proteste delle ultime due settimane in Iran. Lo riferisce l'organizzazione Iran Human Right. "Dall'inizio delle proteste, Iran Human Rights ha confermato l'uccisione di almeno 192 manifestanti," ha dichiarato l'Ong che ha sede in Norvegia. 

Tv dell'Iran: "Pezeshkian affronterà oggi le richieste del popolo in un'intervista"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian affronterà i piani economici e le "richieste del popolo" in un'intervista oggi, dopo due settimane di proteste scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita. Lo ha riferito la Tv di Stato. "In una conversazione con i media nazionali, il presidente ha illustrato lo stato di avanzamento del principale piano economico del governo per riformare il sistema di sussidi, e ha anche discusso dei recenti eventi e dell'approccio del governo nel rispondere alle richieste del popolo", ha dichiarato il canale statale Irib, precisando che l'intervista sarà trasmessa più tardi oggi.

Iran, ong: "Almeno 2.638 arrestati nelle proteste"

Almeno 2.638 persone sono state arrestate in Iran per le proteste in corso da due settimane. Lo riporta l'Agenzia degli attivisti per i diritti umani Hrana. L'identità di 628 dei fermati è stata confermata, mentre 2.010 sono stati registrati come parte di arresti di massa o senza identificazione specifica, scrive Hrana. 

Saar: "L'Ue classifichi i Pasdaran come organizzazione terroristica"

"E' ora che l'Ue classifichi la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica": lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, durante il suo incontro con il ministro degli Interni tedesco. 

Khamenei: "Se Trump è così bravo si occupi degli Usa"

L'ayatollah iraniano Alì Khameni è tornato a intimare al presidente americano Donald Trump di occuparsi dei fatti suoi. "Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano avesse fatto questo o quello si sarebbe schierato dalla parte dei rivoltosi", ha scritto sul suo account X in francese, e "i rivoltosi hanno riposto in lui le loro speranze". Ma "se è così competente, allora si occupi del suo Paese", ha ammonito. 

Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto

Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è

Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto

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Iran, bimbo di due mesi e 50 agenti tra i morti negli scontri

C'è anche un bambino di due mesi tra le vittime delle rivolte delle ultime due settimane in Iran. Lo ha confermato il governatore di Isfahan, Ali Ahmadi, a quanto riporta Press Tv. Ahmadi ha riferito che nella sua provincia anche 30 agenti della sicurezza sono rimasti uccisi negli scontri; i funerali saranno lunedì. Tra i danni che si sono registrati, anche l'incendio di dieci moschee. Nella vicina provincia di Fars, almeno 12 soldati sono morti secondo Ibrahim Bayani, direttore generale del dipartimento provinciale della 'Fondazione dei martiri'. Il comandante delle unità speciali della polizia, il generale Masoud Modaqq, ha annunciato oggi che otto membri del personale del suo comando sono stati uccisi durante i disordini.

Scontri in Iran

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Mahsa Mohebali: "In Iran siamo ad una svolta, mai vista una protesta simile"

"Noi iraniani diventiamo rivoluzionari di colpo. Può finire in due modi: o si arriverà ad un superamento totale della repubblica islamica, o l'Iran si trasformerà in una prigione oscura e noi entreremo nel luogo più buio della nostra storia. Questa protesta, la sua diffusione e la sua trasversalità non hanno eguali rispetto a quello che ho visto finora". A dirlo in un'intervista a la Repubblica è la scrittrice iraniana Mahsa Mohebali che, fa sapere, si aspettava questo sollevamento popolare in Iran. "Con le proteste per Mahsa Amini nel 2022 la partecipazione civica ha fatto un salto di qualità - spiega - La guerra di giugno ha alimentato ulteriore rabbia nei confronti del governo, perché l'unica cosa di cui il sistema si era sempre fatto garante, la sicurezza, è venuta meno". Mohebali sottolinea che "per molto tempo ha prevalso la paura di un'altra rivoluzione perché dopo quella del '79 il Paese fu sequestrato da Khomeini e nessuno vuole un nuovo autoritarismo, ma adesso gli iraniani sono arrivati alla conclusione che non hanno più niente da perdere, sono disposti a fare una transizione anche cedendo il potere temporaneamente ad una figura come Pahlavi. Facendo attenzione che non diventi un potere assoluto". Quanto all'intervento americano, "spero che non succeda perché vorrebbe dire che il sistema ha deciso di andare avanti con i massacri e di non farsi da parte in maniera pacifica". 

Media: "100 arresti nel solo Lorestan"

Un centinaio di persone sono state arrestate nella sola regione del Lorestan, nell'ovest dell'Iran, per le proteste delle ultime due settimane. Lo riferisce il Tehran Times. 

Nuovo appello di Pahlavi: "Non abbandonate le strade, presto al vostro fianco"

"Non abbandonate le strade. Il mio cuore è con voi. So che presto sarò al vostro fianco". Lo afferma Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo scià dell'Iran, in un messaggio su X rivolto ai manifestanti antigovernativi che protestano in Iran. "Con la vostra presenza diffusa e coraggiosa nelle strade di tutto l'Iran per la terza notte consecutiva, avete gravemente indebolito l'apparato repressivo di Khamenei e il suo regime", ha affermato. "Mentre ribadisco il mio secondo appello" per una nuova mobilitazione "per le 18 di oggi, chiedo a tutti voi di recarvi nelle strade principali delle città in gruppo con i vostri amici e familiari", ha aggiunto. "Sappiate che non siete soli. I vostri compatrioti in tutto il mondo stanno gridando con orgoglio la vostra voce" e "in particolare, il presidente Trump, in quanto leader del mondo libero, ha osservato attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha dichiarato di essere pronto ad aiutarvi", ha sottolineato. 

Iran, nuove proteste nel Paese: decine di vittime. VIDEO

Ghalibaf: "Se attaccati colpiremo obiettivi militari e navali Usa e territori occupati"

L'Iran colpirebbe obiettivi militari e navali statunitensi in caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti al paese, teatro di un'ondata di repressione delle manifestazioni di protesta. Ad affermarlo è stato il presidente del parlamento di Teheran, minacciando apparentemente anche Israele: "In caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno nostri obiettivi legittimi", ha affermato in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato.

Iran, Netanyahu riunirà martedì il gabinetto di sicurezza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu riunirà martedì il suo gabinetto politico e di sicurezza per discutere degli sviluppi in Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Teheran ha minacciato oggi di colpire Israele e i siti militari americani nella regione se il presidente americano Donald Trump dovesse attaccare l'Iran. 

Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare manifestanti”. Gli obiettivi

Il regime sta usando il pugno di ferro con spari, arresti e minacce contro i manifestanti, scesi in piazza per il quattordicesimo giorno consecutivo. Le autorità: “Pena di morte per chi scende in piazza”. Decine le vittime ma si teme un bilancio ancora più pesante. Prosegue il blackout di internet. Il presidente statunitense minaccia un intervento diretto. Il Wsj riferisce di “discussioni preliminari” su un possibile attacco americano, che tuttavia non sarebbe imminente. Cosa sappiamo.

Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare manifestanti”. Gli obiettivi

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"Nessuno tocchi Caino", studentessa curda di 24 anni uccisa durante proteste a Teheran

Robina Aminian, una studentessa curda di 24 anni dell'Università Tecnica Shariati di Teheran, originaria di Nowdesheh nella provincia di Kermanshah, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco diretti dalle forze governative iraniane durante le proteste a Teheran. Lo riporta Nessuno tocchi Caino citando informazioni ottenute dall'Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, secondo cui l'incidente è avvenuto giovedì 8 gennaio. Aminian, la cui famiglia risiede a Kermanshah, stava studiando materie  legate al design a Teheran al momento della sua morte.

Fonti informate hanno riferito a Hengaw che le forze governative iraniane le hanno sparato alla testa da distanza ravvicinata e che è morta per le ferite riportate durante le proteste. I rapporti indicano inoltre che le autorità iraniane hanno inizialmente rifiutato di consegnare il suo corpo alla famiglia. Dopo ripetuti controlli, i parenti sono stati portati nel luogo in cui il suo corpo era trattenuto per l'identificazione.

Successivamente, "nonostante le continue pressioni e restrizioni di sicurezza, la famiglia ha potuto ricevere il suo corpo. Tuttavia, le autorità iraniane hanno imposto severe misure di sicurezza e hanno impedito che si svolgessero cerimonie di sepoltura o di lutto a casa dei parenti stretti della famiglia, in un villaggio vicino a Marivan - spiega Nessuno tocchi Caino - Hengaw conferma che Robina Aminian è la ventitreesima persona curda documentata dall'organizzazione come uccisa durante la recente ondata di proteste in Iran".

Larijiani: "I magistrati usino il pugno di ferro sui rivoltosi"

Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, ha invitato la magistratura a usare il pugno di ferro contro i manifestanti che da due settimane protestano contro il regime iraniano. "La magistratura dovrebbe occuparsi con decisione dei responsabili della situazione di insicurezza", ha detto a quanto riporta il Tehran Times. 

La polizia dell'Iran: "Alzato livello di scontro, arresti importanti"

Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News. 

Funerali di gruppo per otto militari morti negli scontri

Otto militari delle forze speciali hanno perso la vita nei recenti scontri in Iran. Lo ha riferito il Tehran Times. Per "i martiri", come vengono definiti dai media di Stato, si sono tenuti oggi funerali di gruppo a Kermanshah, Ilam e Khoy. Le immagini delle esequie sono state trasmesse sui canali televisivi. 

New York Times: "Trump informato su nuove opzioni per potenziali attacchi"

Il presidente Trump è stato informato nei giorni scorsi in merito a nuove opzioni per potenziali attacchi in Iran. A darne notizia è il New York Times che cita diversi funzionari statunitensi: il leader della Casa Bianca - affermano le fonti - sta valutando se tradurre in pratica la minaccia di attaccare il Paese dove continua ad aggravarsi il bilancio della repressione della protesta popolare.

Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, scrive il quotidiano, ma secondo i funzionari starebbe valutando seriamente la possibilità di autorizzare un attacco in risposta alle azioni del regime iraniano contro i manifestanti. Al presidente sono state presentate diverse opzioni, tra queste quella di attacchi a siti non militari a Teheran, hanno affermato le fonti. 

Media: "Colloquio Netanyahu-Rubio su proteste nel paese"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato al telefono ieri mattina con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo rende noto il New York Times, citando tre persone a conoscenza dei contenuti del colloquio. Netanyahu e Rubio, scrive, hanno discusso delle proteste in Iran, della situazione in Siria e dell'accordo di pace a Gaza. 

La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza

Decine e decine di città coinvolte, rivendicazioni economiche che si fanno sempre più politiche, il blocco di internet e delle linee telefoniche a fare da sfondo, le dichiarazioni di Trump che paventa un intervento: nella Repubblica degli Ayatollah si è aperto un nuovo ciclo di mobilitazione di piazza. Ecco cosa ci raccontano le immagini che arrivano, da Tehran a Tabriz

La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza

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Iran, Ong: "Bilancio repressione proteste sale a 116 morti, 2600 arresti"

Sale ad almeno 116 morti il bilancio della repressione delle proteste in Iran. A riferirne è la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency, precisando che oltre 2600 persone sono state arrestate. 

Teheran: "In caso di attacco Usa possibile reazione contro Israele e basi americane"

L'Iran avverte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: un attacco americano potrebbe portare Teheran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, definite "obiettivi legittimi". A dichiararlo al Parlamento è stato il presidente dell'Assemblea nazionale Mohammad Baqer Qalibaf, secondo quanto riporta il Times of Israel. 

Proteste Iran, Trump: "Se uccidete i manifestanti interverremo". VIDEO

Secondo il gruppo Usa per i diritti dell'Iran Hrana, il numero dei morti legati alle proteste è salito a 116

Media di Stato: migliaia in strada contro proteste

Migliaia di persone sono scese in strada in Iran per protestare contro le manifestazioni anti-regime "sostenute dall'estero". Lo riferisce PressTv, televisione di Stato iraniana che trasmette in inglese e francese. Secondo l'emittente, la folla "chiede che i responsabili siano puniti". 

Iran, Netblocks: blackout internet prosegue da oltre 60 ore

Il blackout di internet imposto dalle autorita' in Iran ha superato le 60. Lo ha riferito l'ong Netblocks sul suo sito. "I livelli di connettivita' nazionale continuano a rimanere intorno all'1 dei livelli ordinari", si legge, "la misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del paese". 

Media: "Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran"

Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione. 

Iran, Qalibaf: "Se attaccati colpiremo duramente Usa e Israele"

Se Stati Uniti e Israele attaccheranno l'Iran, saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, durante una seduta del Majlis per discutere delle massicce proteste in corso da 15 giorni in tutto il Paese. "Accusiamo gli Stati Uniti e Israele di aver sostenuto le recenti rivolte, creando disordini in tutto il paese", ha detto a quanto riporta il Tehran Times. "La sicurezza e' un elemento chiave per la crescita economica e la stabilita'", ha aggiunto, "la nazione iraniana infliggera' un duro colpo a coloro che sono dietro le recenti rivolte e fomentano disordini nel Paese". 

L'Iran avverte Washington: "Un attacco contro di noi comporterà un attacco verso Israele e le basi Usa"

Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto

Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è 

Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto

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Israele in stato di massima allerta per possibile intervento Usa in Iran

Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran. Il regime degli ayatollah sta affrontando le più grandi proteste antigovernative degli ultimi anni. Il presidente Donald Trump ha ripetutamente minacciato di intervenire negli ultimi giorni e ha messo in guardia i governanti iraniani dall'uso della forza contro i manifestanti. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono "pronti ad aiutare". Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente lo stato di massima allerta di Israele. Israele e Iran hanno combattuto una guerra di 12 giorni a giugno, in cui gli Stati Uniti si sono uniti a Israele lanciando attacchi aerei.

Israele in stato di allerta per possibile intervento Usa in Iran

Alcune tra le poche immagini delle proteste diffuse online dopo il blackout di internet in Iran

Alcune tra le poche immagini delle proteste diffuse online dopo il blackout di internet in Iran

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Media iraniani: "Arrestati 200 capibanda delle proteste"

I media hanno riferito che almeno 200 "capibanda delle rivolte" sono stati arrestati. Nei loro rifugi è stato inoltre scoperto un "considerevole arsenale di armi". Lo riporta il network iraniano Press Tv citando 'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim secondo cui gli arrestati avevano legami con gruppi terroristici. 

Rubio e Netanyahu a colloquio sulla situazione in Iran

Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet

Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta Afp. L'Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose. I gruppi per i diritti umani hanno segnalato decine di morti e, sabato, hanno espresso preoccupazione per l'intensificazione della repressione da parte delle autorità. Poche informazioni filtrano dopo il blocco di Internet, con i monitor NetBlocks che mostrano una connettività praticamente nulla da giovedì. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese era "pronto ad aiutare" il movimento, dopo aver avvertito che l'Iran era in "grossi guai" per i suoi sforzi nel reprimere le proteste. 

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