Pugno di ferro del regime che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi ancora in piazza, con la pena di morte. Trump: "Pronti ad aiutare i manifestanti". Khamenei: Trump arrogante, sarà rovesciato come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri simili", scrive su X la guida suprema dell'Iran. Massima allerta per la possibilità di un intervento degli Usa e di Israele
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Pugno di ferro del regime in Iran che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi in piazza per il quindicesimo giorno consecutivo, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, potrebbe essere significativo. Mentre prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità, gli ospedali sono 'sopraffatti' dai feriti. Secondo l'agenzia stampa degli attivisti per i diritti umani (Hrana) sarebbero oltre 10mila le persone arrestate.
Cresce intanto l'ipotesi di un intervento Usa, dopo che Trump ha annunciato di essere pronto ad aiutare i manifestanti. Il presidente, riferisce il New York Times, non avrebbe ancora preso una decisione definitiva ma vari funzionari hanno affermato che starebbe seriamente valutando l'idea di autorizzare un attacco contro il regime, in particolare contro siti non militari a Teheran. Intanto Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran. Se Stati Uniti e Israele attaccheranno l'Iran, saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. È la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf.
In una lettera urgente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l'Iran ha chiesto la condanna delle posizioni interventiste degli Stati Uniti negli affari interni dell'Iran, lo rende noto l'agenzia stampa iraniana Irib. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha detto di essere "scioccato" dalla violenza in Iran.
Approfondimenti:
- Proteste Iran, regime: "Manifestanti rischiano la pena di morte"
- Proteste Iran, Trump: se uccidete manifestanti interverremo
- Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare i manifestanti”. I possibili obiettivi degli Usa
- Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
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Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare manifestanti”. Gli obiettivi
Il regime sta usando il pugno di ferro con spari, arresti e minacce contro i manifestanti, scesi in piazza per il quattordicesimo giorno consecutivo. Le autorità: “Pena di morte per chi scende in piazza”. Decine le vittime ma si teme un bilancio ancora più pesante. Prosegue il blackout di internet. Il presidente statunitense minaccia un intervento diretto. Il Wsj riferisce di “discussioni preliminari” su un possibile attacco americano, che tuttavia non sarebbe imminente. Cosa sappiamo.
Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare manifestanti”. Gli obiettivi
Vai al contenutoOng: confermati 544 morti, di cui 8 minori; 10.681 arresti
Secondo gli ultimi dati di Hrana, l'Ong per i diritti umani, sono state confermate 544 morti (483 manifestanti e 47 membri delle forze dell'ordine) durante le proteste in Iran e decine di altri casi sono ancora in fase di analisi. Tra i decessi anche otto minori. L'Ong afferma inoltre di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di
decessi, le cui cause sono ancora in fase di accertamento. Oltre 10.681 persone sono state trasferite in carcere dopo l'arresto. Le proteste si sono svolte in 585 località in tutto il Paese, in 186 città, in tutte le 31 province.
Proteste Iran, repressione violenta: oltre 2000 morti
La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza
Decine e decine di città coinvolte, rivendicazioni economiche che si fanno sempre più politiche, il blocco di internet e delle linee telefoniche a fare da sfondo, le dichiarazioni di Trump che paventa un intervento: nella Repubblica degli Ayatollah si è aperto un nuovo ciclo di mobilitazione di piazza. Ecco cosa ci raccontano le immagini che arrivano, da Tehran a Tabriz.
La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza
Vai al contenutoProteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è.
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Vai al contenutoRoccella: "Il coraggio delle donne ha il volto delle iraniane"
"Il coraggio delle donne ha il volto delle iraniane che si battono per le libertà fondamentali, che distruggono i simboli dell'oppressione e lo fanno sotto gli occhi del mondo nonostante si cerchi di oscurare la loro lotta e i rischi ai quali vanno incontro. I loro occhi oggi devono essere i nostri occhi, la loro libertà un'aspirazione che abbiamo il dovere di difendere e sostenere". Lo scrive la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella in un post su Facebook.
Cnn: “Folla di persone a istituto forense Teheran per identificare centinaia morti”
Video verificati dalla Cnn e provenienti dalla provincia di Teheran mostrano una folla di persone al Kahrizak Forensic Medical Center mentre cercano di identificare i propri cari tra centinaia di cadaveri. Le persone sono radunate davanti a un monitor che mostra le foto dei defunti e secondo le informazioni visualizzate sullo schermo potrebbero esserci fino a 250 corpi. Un'altra clip dalla struttura forense mostra corpi in sacchi neri allineati su un marciapiede fuori dall'edificio, con persone radunate intorno. Si sentono urla di angoscia e si vedono persone piangere accanto ai corpi. Alcuni corpi vengono adagiati su un'area sterrata vicino all'edificio, mentre le famiglie cercano freneticamente i loro cari. L'agenzia di stampa statale Tasnim ha diffuso un video con scene dall'istituto di medicina legale. Il video mostra il giornalista dell'agenzia che parla con persone in lutto che raccontano che i loro parenti non erano manifestanti. Un uomo in lutto, racconta in lacrime al giornalista che la sua amata è stata colpita alla testa da un sasso e che la vittime era filo-governativa. Parlando alla telecamera il giornalista afferma che tra le vittime ci sono anche manifestanti che "miravano a scontrarsi" con le forze di sicurezza o "volevano impadronirsi di una base militare o qualcosa del genere e potrebbero aver usato armi". "Ma la maggior parte di queste persone erano persone comuni e le loro famiglie sono famiglie comuni", aggiunge.
Iran: in video decine corpi ammassati fuori obitorio a Kahrizak
Un video, autenticato da Afp, mostra decine di corpi ammassati fuori da un obitorio a sud di Teheran, con gruppi per i diritti umani che affermano di essere vittime della repressione delle proteste da parte delle autorita' iraniane. Il filmato, geolocalizzato e ritenuto proveniente dall'obitorio di Kahrizak, appena a sud della capitale iraniana, mostra corpi avvolti in sacchi neri a terra all'esterno, con quelli che sembravano essere parenti in lutto in cerca dei propri cari. Il video e' apparso per la prima volta online sabato. L'obitorio e' formalmente noto come Centro di D diagnostica forense e laboratorio della Provincia di Teheran. I gruppi per i diritti umani hanno gia' attirato l'attenzione sul filmato di Kahrizak, con l'organizzazione norvegese Iran Human Rights (Ihr) che afferma che "mostra un gran numero di persone uccise durante le proteste nazionali in Iran". Il gruppo Hengaw, anch'esso con sede in Norvegia, ha affermato di aver verificato il filmato che mostra "decine di corpi insanguinati sia all'interno che all'esterno dell'obitorio di Kahrizak", il che dimostra un "crimine esteso e grave".
Iran, Jerusalem Post: "Trump aiuterà manifestanti, valuta come"
Il presidente americano, Donald Trump, "ha sostanzialmente deciso di aiutare i manifestanti in Iran. Cio' che non ha ancora deciso e' il 'come' e il 'quando'". E' quanto riportano alcune fonti citate dal Jerusalem Post. Negli ultimi giorni a Washington - scrive ancora il quotidiano israeliano - si sono svolte discussioni sulla possibilita' di aiutare i manifestanti, con diverse opzioni sul tavolo. "Lo spettro spazia da un'opzione militare, vale a dire attacchi contro obiettivi del regime, al supporto informatico contro il regime, alla fornitura di sistemi Starlink per aiutare i manifestanti", ha detto una fonte al Post. "Sebbene l'amministrazione Trump non creda che il regime iraniano stia crollando, vede sicuramente problemi e crepe che non esistevano una settimana fa", ha aggiunto la fonte.
Procuratore Iran: 'Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte'
Secondo quanto riferito dal procuratore generale del Paese, Mohammad Movahedi Azad, come riportato dai media statali iraniani e ripreso da Sky News, tutti i manifestanti alle proteste che dilagano nel Paese saranno "accusati di essere nemici di Dio" (mohareb), reato punibile con la pena di morte. L'accusa si applicherebbe sia ai "rivoltosi e terroristi" che hanno danneggiato la proprietà e minato la sicurezza, sia a coloro che li hanno aiutati, ha affermato il procuratore.
Procuratore Iran: 'Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte'
Vai al contenutoIntesa Germania-Israele su cooperazione sicurezza
Israele e Germania hanno firmato domenica a Gerusalemme un accordo di cooperazione in materia di sicurezza, per affrontare le minacce poste dall'Iran e dai suoi alleati, secondo una dichiarazione dell'ufficio del primo ministro israeliano. Questa "dichiarazione sancisce il profondo impegno della Germania per la sicurezza dello Stato di Israele", si legge nella nota. L'accordo, firmato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e dal ministro dell'Interno tedesco, Alexander Dobrindt, condanna la minaccia regionale rappresentata dall'Iran e dai suoi alleati, principalmente Hezbollah in Libano, Hamas in Palestina e gli Houthi in Yemen. Secondo il testo, "l'Iran e i suoi alleati minacciano non solo Israele, ma anche la stabilita' regionale e la sicurezza internazionale".
Iran, Schlein: "Pronti a mobilitazioni, ci saremo"
"Siamo in contatto con il movimento Donna, vita e libertà, che abbiamo sempre sostenuto, e saremo parte delle mobilitazioni che organizzeranno nei prossimi giorni per dare quel supporto che l'Europa deve dare come a Gaza. Ci saremo come ci siamo sempre stati". Lo ha detto Elly Schlein a In onda parlando dell'Iran.
Iran, Schlein: "Ue deve agire subito,sostenere proteste coraggiose"
Sull'Iran "l'Ue deve fare qualcosa subito, sostenere le proteste coraggiose dei manifestanti e stare al fianco del popolo iraniano". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a 'In onda', su La7. "Vediamo delle proteste massicce, mai come prima, e forse e' cambiato che il regime non e' mai stato cosi' debole", ha aggiunto Schlein sottolineando che vedendo le "scene brutali" e "le ferite da armi da fuoco alla testa" si puo' pensare che "probabilmente si tratta di vere e proprie esecuzioni da parte del regime".
Iran, Schlein: "Trump? No iniziative militari unilaterali"
"Io non sono mai per azioni militari unilaterali, come ho detto sul Venezuela. Abbiamo le Nazioni unite, serve un ruolo diplomatico forte che la Ue purtroppo non ha saputo mettere in campo finora". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, rispondendo alla domanda se sarebbe favorevole a un intervento militare Usa per fermare la repressione in atto in Iran. Schlein l'ha detto ospite di 'In onda' su La7. "E lo dico oggi a 4 anni dalla scomparsa di David Sassoli (eurodeputato del Pd e presidente del Parlamento europeo) - ha aggiunto - Quanto ci manca, serve che l'Europa abbia un suo processo di integrazione e una voce forte in politica estera".
Da Gaza all'Iran, tutte le incognite che incombono sul Medio Oriente
La tregua nella Striscia, il piano di pace di Trump, le mire della destra israeliana sulla Cisgiordania. E poi la fragilità del Libano, le sfide della Siria, la crisi politica di Teheran. La regione è attesa da un anno ricco di interrogativi.
Da Gaza all'Iran, tutte le incognite che incombono sul Medio Oriente
Vai al contenutoIran, Fondazione Narges: "Almeno 2 mila manifestanti uccisi"
"Dopo piu' di 70 ore di quasi-totale interruzione di internet, la Fondazione Narges sta ricevendo rapporti assolutamente orribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze della Repubblica Islamica, che hanno causato almeno, sottolineiamo almeno, oltre duemila manifestanti uccisi". Lo riporta su X la Fondazione della Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi. "Secondo i rapporti, le forze di sicurezza iraniane stanno utilizzando la forza letale contro i manifestanti in tutto il Paese. Si tratta di una repressione su vasta scala che si sta svolgendo sotto la copertura di un blackout digitale. Le arresti di massa sono in corso mentre le famiglie vengono viste radunate nei centri pieni di cadaveri alla ricerca dei resti dei loro cari. Il mondo deve prestare grande attenzione a cio' che il regime in Iran ha appena fatto. Migliaia uccisi e feriti. Altre migliaia rastrellate su una scala mai vista prima. State con il popolo iraniano", aggiunge.
Iran: Pahlavi a Trump: "Iraniani sanno che non li abbandonderà"
"Presidente, lei ha gia' consolidato la sua eredita' di uomo impegnato nella pace e nella lotta contro le forze del male. C'e' un motivo per cui la gente in Iran sta rinominando le strade con il suo nome. Sanno che lei e' l'esatto opposto di Barack Obama o Joe Biden. Sanno che non li gettera' sotto l'autobus come hanno fatto in passato. Ecco perche' credono che questa volta siano rafforzati dalla speranza che lei li sostenga". E' l'appello che Mohammad Reza Pahlavi, l'erede della monarchia iraniana, ha rivolto su Fox al presidente americano, Donald Trump. "Le sue parole di solidarieta' con il popolo iraniano e la sua amministrazione hanno avuto un effetto estremamente positivo. Speriamo di poter suggellare definitivamente questa eredita' liberando l'Iran, cosi' che noi e lei possiamo rendere l'Iran di nuovo grande", ha aggiunto.
L'Europa manifesta per l'Iran, cortei a Parigi, Berlino, Londra
Le piazze d'Europa si accendono per l'Iran. Cortei e presìdi hanno attraversato oggi le strade di Francia, Germania, Regno Unito, Belgio e Spagna, con la diaspora e i sostenitori europei mobilitati per sostenere il popolo iraniano nella sua lotta per la libertà e denunciare la repressione del regime. A Parigi oltre duemila manifestanti hanno sfilato tra slogan contro la Repubblica islamica e bandiere dell'ex Iran imperiale, accanto a vessilli israeliani. Un messaggio, ha spiegato un partecipante all'Afp, per dire agli iraniani "che non sono soli". In Germania la mobilitazione ha coinvolto circa 1.400 persone a Berlino e 1.800 a Francoforte. Nelle piazze sono comparsi ritratti di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià e figura dell'opposizione in esilio - talvolta acclamato come 're dell'Iran' - ma anche cartelli di segno opposto: "Né teocrazia né monarchia, libertà ed eguaglianza". A Londra diverse migliaia di persone si sono radunate davanti all'ambasciata iraniana, nei pressi di Hyde Park e a Downing Street. A Bruxelles, circa 700 manifestanti hanno marciato chiedendo la chiusura dell'ambasciata e l'espulsione dell'ambasciatore.
Iran, Tv: "Alto funzionario della sicurezza ucciso dai manifestanti nell'est"
Un alto funzionario della sicurezza iraniana è stato ucciso dai manifestanti a Mashhad, nell'Iran orientale. Lo riporta la televisione di Stato iraniana spiegando che il generale di brigata Javad Keshavarz, responsabile della forza antidroga nella città orientale di Mashhad, è stato ucciso in "un attacco da parte di rivoltosi armati" intorno alle 21 e 30 ora locale. Le immagini condivise sui social media mostrano scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti a Mashhad.
Iran, Crosetto: "Aiutare chi vuol vivere in libertà e senza paura"
"Dobbiamo aiutare chi vorrebbe solo urlare il proprio dolore, chi non vuole rassegnarsi a vivere senza liberta', chi vuole solo poter vivere senza la paura di esistere. Oggi una ragazza mi ha mandato questo biglietto. Non si e' avvicinata ma ha chiesto alla proprietaria del locale di portarmelo. La signora mi ha detto: "quando lei e' passata la ragazza l'ha riconosciuta ed e' scoppiata a piangere. Poi mi ha chiesto se poteva scrivermi un biglietto". Mi sono alzato e sono andato a ringraziare per cio' che lei ed i suoi connazionali fanno e per il coraggio che dimostrano". Cosi' su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha postato la foto del biglietto. "Egregio signor ministro, da donna iraniana desidero ringraziarla per il suo sostegno al mio popolo. Sono ore buie: da 4 giorni non possiamo contattare i nostri cari, non sappiamo se siano vivi o massacrati. Gli Ajatollah hanno spento la voce del mio popolo; la prego di mantenerla accesa. A lei ministro va la mia eterna gratitudine. Evviva Italia. Evviva un Iran libero". Con la firma e la data di oggi, 11 gennaio 2026.
Fondazione Mohammadi: in Iran sparatorie di massa, almeno 2mila morti
"Dopo oltre 70 ore di blocco quasi totale di Internet, stiamo ricevendo notizie assolutamente terribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane che hanno provocato la morte di almeno, sottolineiamo, almeno oltre duemila manifestanti". Lo denuncia su X la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. "Le forze di sicurezza iraniane stanno usando la forza letale contro i manifestanti in tutto il Paese. È una repressione su vasta scala. Sono in corso arresti di massa, mentre le famiglie si radunano nei centri pieni di cadaveri alla ricerca dei resti dei loro cari"
Perché in Iran si è tornati a protestare in piazza
Le proteste scuotono l’Iran, questa volta spinte dal caro vita: inflazione al 40%, valuta svalutata e stipendi ridotti. Lo sciopero del bazar, storicamente cruciale, segnala una rabbia sociale diffusa che il regime, oggi più debole, fatica a contenere.
Perché in Iran si è tornati a protestare in piazza
Vai al contenutoGuterres: "Scioccato da violenza contro manifestanti"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e' "scioccato" dalle segnalazioni di violenza e uso eccessivo della forza da parte delle autorita' iraniane contro i manifestanti in diverse localita' della Repubblica Islamica dell'Iran, che hanno causato decine di morti e molti altri feriti negli ultimi giorni. Lo rende noto il suo portavoce, Stephane Dujarric. "Tutti gli iraniani devono poter esprimere le proprie lamentele pacificamente e senza timore. I diritti alla liberta' di espressione, associazione e riunione pacifica, sanciti dal diritto internazionale, devono essere pienamente rispettati e tutelati", aggiunge il portavoce. Il segretario generale "esorta le autorita' iraniane a esercitare la massima moderazione e ad astenersi dall'uso non necessario o sproporzionato della forza. Invita inoltre a prendere misure che consentano l'accesso alle informazioni nel Paese, incluso il ripristino delle comunicazioni".
Iran: chiede all'Onu di condannare interventismo Usa
In una lettera urgente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l'Iran ha chiesto la condanna delle posizioni interventiste degli Stati Uniti negli affari interni dell'Iran. Lo rende noto l'agenzia stampa iraniana Irib.
Iran, Tajani: "Sostegno aspirazioni democratiche, no pena morte"
"Il Governo italiano segue con grande preoccupazione quello che da giorni sta accadendo in Iran. Sostengo le aspirazioni democratiche del popolo iraniano e chiedo alle Autorita' di garantire i diritti umani e le liberta' fondamentali di tutti i manifestanti, di rinunciare in ogni caso alla vergogna della pena di morte come misura repressiva". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Il mio cordoglio e' per chi ha perso la vita durante le manifestazioni. L'Italia, insieme ai partner europei, e' protagonista di una pressante azione diplomatica per portare rapidamente a una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano e della incolumita' dei suoi cittadini", aggiunge.
Iran, La Russa: "Ora alzare voce per diritti e libertà sue donne"
"Plaudo all'iniziativa in programma domani a Milano a sostegno delle donne iraniane. Il sit-in in Piazza San Carlo (San Babila), a quanto mi ha riferito l'onorevole Grazia Di Maggio di FdI, e' aperto alle donne di ogni schieramento politico: un segnale importante di unita' in un momento in cui e' fondamentale alzare la voce in difesa della liberta' e dei diritti delle donne in Iran". Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Media: domani contromanifestazioni per denunciare le proteste in corso
Domani gli iraniani terranno delle contromanifestazioni, ovvero "raduni nazionali" per denunciare le proteste in corso. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. Una delle controproteste avrà luogo in piazza Enqelab, nel centro di Teheran, a partire dalle 14 ora locale, come riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L'obiettivo, spiegano i media iraniani, sarebbe quello di "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati".
Iran, da Londra a Parigi in migliaia in piazza a sostegno dei manifestanti
Da Londra a Parigi, da Vienna a Sydney, da Madrid fino a Washington, sono migliaia le persone che sono scese in piazza oggi in diverse città occidentali per esprimere il loro sostegno ai manifestanti iraniani. In piazza sono scesi i due volti dell'opposizione iraniana, ovvero i simpatizzanti del figlio dell'ultimo Scià dell'Iran, Reza Pahlavi, e quello vicini al Consiglio nazionale della resistenza iraniana guidato da Maryam Rajavi. Vietate dalla polizia turca, invece, le manifestazioni di iraniani a Istanbul. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan aveva denunciato l'ingerenza di Israele nella protesta in Iran. A Parigi, invece, hanno marciato oltre duemila persone, scese in piazza dopo l'appello dei sostenitori di Reza Pahlavi e scandendo lo slogan "No alla repubblica islamica terrorista". I manifestanti, di tutte le generazioni, tra cui molti giovani, hanno marciato sotto le bandiere dell'ex regime iraniano e di Israele. Lo hanno potuto avvicinarsi all'ambasciata iraniana a Parigi, in seguito a una decisione della prefettura. Diverse migliaia di persone hanno manifestato nel pomeriggio anche a Londra per sostenere le proteste in corso contro il governo iraniano. Vari raduni si sono registrati di fronte all'ambasciata iraniana vicino a Hyde Park e a Downing Street. Sabato centinaia di persone avevano già manifestato davanti all'ambasciata e un uomo era riuscito a salire sul balcone dell'edificio per sostituire brevemente la bandiera della Repubblica islamica con una bandiera dell'epoca della monarchia.
Iran, Teheran: se colpiti attaccheremo obiettivi Usa e Israele
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, ha avvertito che Israele e gli interessi statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati "obiettivi legittimi" se Washington avesse attaccato l'Iran. "In caso di attacco all'Iran, sia il territorio occupato sia tutti i centri militari, le basi e le navi americane nella regione saranno i nostri obiettivi legittimi", ha affermato Ghalibaf.
Netblocks: "In Iran internet bloccata da 72 ore"
"Il blocco di Internet in Iran sta entrando nel suo quarto giorno con la connettività con il mondo esterno che rimane solo all'1% dei livelli ordinari; a 72 ore, la riduzione delle telecomunicazioni continua a influire sulla capacità del pubblico di accedere alle informazioni e di comunicare con i propri cari". Lo scrive su X l'osservatorio globale di internet Netblocks.
Iran, Sensi: "Presenteremo risoluzione con +Europa, Azione e Italia viva"
"Mercoledì mattina con +Europa, Azione e Italia viva presenteremo una risoluzione sulla drammatica situazione in Iran. Dalla parte di chi si rivolta contro il regime teocratico. Dalla parte di un futuro democratico in Iran". Lo scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi.
Iran, Carfagna: "Mondo libero sostenga chi lotta per libertà"
"Il mondo libero sostenga senza esitazioni la lotta del popolo iraniano e attivi ogni canale politico e diplomatico per fermare la brutale repressione in corso. La forza e il coraggio con cui ragazze e ragazzi scendono in piazza a Teheran e in tutto il Paese per chiedere diritti e liberta', per rivendicare un futuro migliore, rappresentano un esempio straordinario di resistenza civile contro un regime autoritario che sopravvive solo attraverso il terrore. Ricordiamo Mahsa Amini, uccisa tre anni e mezzo fa e divenuta uno dei simboli della rivolta, e piangiamo Rubina Aminian e tutte le altre vittime della repressione. Siamo e saremo sempre dalla parte di chi manifesta per la propria liberta' e indipendenza. Non dobbiamo lasciarli soli, ed e' una responsabilita' che riguarda tutti. Di fronte a esecuzioni, arresti arbitrari e torture non puo' esserci silenzio ne' ambiguita'. I diritti umani non sono negoziabili". Lo afferma Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati.
Iran, Crosetto: "Dobbiamo aiutare chi non vuole rassegnarsi a vivere senza libertà"
"Dobbiamo aiutare chi vorrebbe solo urlare il proprio dolore, chi non vuole rassegnarsi a vivere senza libertà, chi vuole solo poter vivere senza la paura di esistere". Lo scrive su 'X' il ministro della Difesa Guido Crosetto postando la foto di un biglietto ricevuto da una giovane iraniana che lo ringrazia per "il suo sostegno al mio popolo". "Sono ore buie - scrive la giovane - da 4 giorni non possiamo contattare i nostri cari, non sappiamo se siano vivi o morti. Gli Ayatollah hanno spento la voce del nostro popolo: la prego di mantenerla accesa. A lei, ministro, la mia eterna gratitudine. Evviva Italia, evviva un Iran libero". "Oggi una ragazza mi ha mandato questo biglietto - racconta Crosetto - Non si è avvicinata ma ha chiesto alla proprietaria del locale di portarmelo. La signora mi ha detto: 'quando lei è passato la ragazza l’ha riconosciuta ed è scoppiata a piangere. Poi mi ha chiesto se poteva scriverle un biglietto'. Mi sono alzato e sono andato a ringraziare per ciò che lei ed i suoi connazionali fanno e per il coraggio che dimostrano".
Iran, Metsola: "Uccisioni devono cessare; Paese sarà libero"
"L'aspirazione alla liberta' e' insita in tutti noi in quanto esseri umani. La nuova generazione iraniana chiede dignita' e liberta'. Nel 2026, non e' chiedere troppo. Le uccisioni devono cessare. Gli innocenti e i perseguitati devono essere liberati. La repressione deve finire". Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. "A quelle coraggiose ragazze, studenti, uomini e donne per le strade: questo e' il vostro momento. Sappiate che qualsiasi regime che blocca la comunicazione e' un regime terrorizzato dal proprio popolo. L'Europa deve comprendere il suo dovere e la necessita' di agire. L'Iran sara' libero", aggiunge.
Media: "Grande folla di manifestanti stasera a Teheran"
E' ripresa, come ogni sera da 15 giorni in Iran, la protesta: una grande folla di manifestanti si è radunata nel quartiere Punak di Teheran, scandendo slogan tra cui "Lunga vita allo Scià", come mostrano i video inviati a Iran International.
Immigrati iraniani manifestano a Vilnius a sostegno delle proteste
Un gruppo di alcune decine di emigrati iraniani e cittadini lituani hanno inscenato oggi, nella centralissima piazza della cattedrale di Vilnius, una manifestazione di sostegno alle proteste in corso in Iran. Lo comunica la televisione di Stato lituana Lrt. I partecipanti hanno espresso la propria preoccupazione per la spirale di violenza nella quale sta scivolando il Paese e hanno auspicato un veloce cambiamento di regime.
Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Vai al contenutoIran, Ong: "538 morti e 10 mila arresti"
L'agenzia stampa degli attivisti per i diritti umani (Hrana) riporta ora che sono state uccise 538 persone in Iran nelle proteste. Tra queste, 490 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza iraniane. Sono stati inoltre effettuati circa 10 mila arresti.
Iran, Magi: "Italia promuova sanzioni per responsabili repressione"
"Non lasciamo nulla di intentato per sostenere il popolo iraniano. Ragazze e ragazzi scendono in strada sapendo che potrebbero non tornare a casa. Sfidano la repressione e le pallottole del regime degli Ayatollah. Chiediamo un intervento multilaterale concreto. L'Italia deve lavorare con l'Unione Europea, le Nazioni Unite e gli organismi internazionali promuovendo sanzioni mirate contro i responsabili della repressione, rafforzare il sostegno alle indagini internazionali sui crimini commessi, difendere il diritto all'informazione e offrire protezione a chi e' costretto a fuggire". Lo afferma il segretario di Piu' Europa, Riccardo Magi.
Iran, Wsj: "Martedì briefing funzionari con Trump su opzioni"
Il presidente americano, Donald Trump, avra' un briefing martedi' con i suoi funzionari per essere informato su opzioni specifiche per rispondere alle proteste in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal che cita funzionari americani. All'incontro parteciperanno, tra gli altri, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il segretario alla Guerra, Pete Hegseth. Secondo quanto riportato dal Journal, l'incontro sara' un momento di discussione sui possibili prossimi passi, tra cui attacchi militari, l'impiego di armi informatiche segrete contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al governo iraniano e il rafforzamento delle fonti antigovernative online.
Iran, Funaro: "Al fianco del popolo iraniano"
“Firenze è al fianco del popolo iraniano, di giovani, donne, che stanno manifestando con coraggio per la libertà e il rispetto dei diritti umani”. Lo afferma la sindaca di Firenze, Sara Funaro. “Seguiamo con preoccupazione quanto sta accadendo in Iran, la dura repressione delle proteste democratiche, il blocco della rete internet, notizie drammatiche che si stanno susseguendo una dopo l’altra. Firenze, città che ha nel suo dna diritti, pace e giustizia, oggi torna ad esprimere piena solidarietà al popolo iraniano, a tutte quelle cittadine e quei cittadini che stanno manifestando per i loro diritti contro il regime teocratico. Il messaggio che vogliamo lanciare con forza dalla nostra città è che donne e uomini iraniani che stanno lottando per la democrazia non sono soli, non possono e non devono restare soli, Firenze terrà alta l’attenzione sulla loro battaglia, che è la battaglia di tutti, per la libertà”, conclude la sindaca. In rappresentanza dell’amministrazione oggi al flash mob in piazza Santa Maria Novella organizzato dall’associazione Donna vita e libertà di Firenze l’assessora ai Diritti e pari opportunità Benedetta Albanese e le assessore all’urbanistica Caterina Biti e alla protezione civile Laura Sparavigna.
Iran, figlio scià: "Stabiliremo buoni rapporti con Israele"
"Vogliamo mettere fine al regime'' iraniano ''per il bene del mondo intero'' e ''vogliamo stabilire buoni rapporti con Israele''. Lo ha dichiarato il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, in una intervista a Fox News mentre proseguono le proteste in Iran.
Iran, attivisti: "490 manifestanti e 48 agenti uccisi, oltre 10.600 arresti"
Sarebbero almeno 538 le persone che hanno perso la vita negli scontri in Iran durante le manifestazioni in oltre cento città del Paese. Lo riferiscono gli attivisti della statunitense Human Rights Activists News Agency, secondo i quali sono state arrestate più di 10.600 persone in Iran. Inoltre, in merito alle vittime, si tratterebbe di almeno 490 manifestanti e 48 agenti della sicurezza iraniana che hanno perso la vita negli scontri. Il governo di Teheran non ha fornito alcun bilancio delle vittime.
Iran, Lupi (Nm): "Dalla parte di chi lotta per libertà e diritti"
"Siamo sempre stati e continuiamo ad essere dalla parte di chi in Iran lotta e manifesta per liberta', diritti e democrazia e ribadiamo la ferma e netta condanna per le uccisioni, gli arresti arbitrari, le violenze con cui il regime ancora una volta prova a soffocare la voglia di cambiamento nel Paese. Di fronte alla feroce repressione in atto occorre abbandonare ogni ambiguita' e rafforzare la pressione politica e diplomatica sugli Ayatollah. La lotta del popolo iraniano ci riguarda tutti, anche l'opposizione, non possiamo e non dobbiamo lasciarlo solo". Lo afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Iran, von der Leyen: "Legittima lotta popolo; Ue monitora crisi"
"Mentre la repressione si intensifica e la perdita di vite innocenti continua, stiamo monitorando attentamente la situazione. L'Europa e' al fianco del popolo iraniano nella sua legittima lotta per la liberta'". Lo afferma su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Ong: "Il numero delle vittime in Iran sale a 466"
Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran sale a 466: lo afferma l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali. Secondo quanto riferito da Hrana, citata dai media internazionali, oltre ai manifestanti ci sarebbero anche 48 membri morti tra le forze di sicurezza e gli arresti sarebbero arrivati a oltre 10.600 persone.
Iran, manifestazione di protesta a Firenze contro regime di Teheran
Manifestazione questo pomeriggio contro il regime di Teheran. A promuoverla il movimento 'Donna vita libertà': qualche decina i partecipanti in piazza Santa Maria Novella, iraniani e non solo, tra chi gridava 'libertà per l'Iran' e contro "la dittatura", chi sventolava la bandiera del paese, chi indossava cartelli col volto di giovani "uccisi dalla Repubblica islamica', chi inneggiava al figlio dello scià Reza Pahlavi, esponendo la sua immagine. In piazza anche le assessore comunali Benedetta Albanese, Caterina Biti e Laura Sparavigna. Un piccolo gruppo di persone ha poi voluto esporre una bandiera di Israele e si è creata qualche tensione. Sanaz Partow, attivista iraniana di Donna vita libertà, nel suo intervento in piazza, ha spiegato che le "poche notizie che ci stanno facendo arrivare attraverso chi ha Starlink sono terrificanti, visto immagini di capannoni con corpi ammassati di ragazzi e i genitori che cercano i corpi dei figli sotto altri corpi. Davanti a tutto questo - ha aggiunto - non esistono divisioni: chiunque abbia un minimo di coscienza deve sostenere il popolo iraniano contro quetso regime criminale. Nessuno oggi che si chiama genere umano può tacere", chiunque sostiene un regime che "attacca l'ospedale del proprio paese" si "deve vergognare". "Cosa succederà dopo lo decideranno gli iraniani che stanno morendo per le strade, gli iraniani sanno cosa vogliono" ha aggiunto facendo scattare gli applausi dei presenti. Partow, a margine, ha poi spiegato che la manifestazione aveva un carattere trasversale e aggiunto: "Le notizie che arrivano sono poche ma brutte. Quanto alle vittime crediamo siano molte di più" dei numeri finora emersi.
Iran, Conte: "Ue sia protagonista di diplomazia contro repressione"
"Esprimiamo forte preoccupazione per quel che sta accadendo in Iran, con attacchi e violenze ai cittadini che manifestano, morti e gravissime violazioni dei diritti umani. La comunità internazionale e l'Europa siano protagoniste di un deciso e rapido lavoro diplomatico per porre fine al massacro e alla repressione portati avanti dal regime di Teheran". E' quanto scrive in una nota il presidente del M5s, Giuseppe Conte, sulla situazione in Iran.
Wsj: "Martedì Trump avrà briefing su opzioni per rispondere"
Il presidente americano Donald Trump avrà martedì un briefing con i suoi collaboratori senior per discutere una serie di misure per rispondere alla repressione iraniana dei manifestanti. Lo scrive il Wall Street Journal spiegando che allo studio ci sono azioni militari, informatiche ed economiche. Durante l'incontro voluto dal presidente con alti funzionari dell'amministrazione si parlerà dei prossimi passi da compiere rispetto all'Iran, compreso il rafforzamento delle fonti antigovernative online, l'impiego di armi informatiche segrete contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime e attacchi militari, hanno affermato i funzionari citati dal Wsj. Secondo quanto affermato dai funzionari, alla riunione di martedì dovrebbero partecipare il Segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine. Secondo il Wsj non è previsto che Trump prenda una decisione definitiva durante l'incontro, poiché la valutazione è ancora in una fase iniziale. Una delle opzioni in discussione è la possibilità di inviare terminali di Starlink, servizio internet satellitare di proprietà di Elon Musk, in Iran per la prima volta durante l'amministrazione Trump, hanno affermato i funzionari citati dal Wsj. Questa ipotesi potrebbe aiutare i manifestanti a evitare il blocco di internet nel Paese, com'è avvenuto di recente. C'è il timore che qualsiasi risposta statunitense possa aumentare le tensioni nella regione, provocando potenzialmente uno scontro diretto tra Stati Uniti, Iran e forse Israele. L'amministrazione è anche consapevole che agire in modo più simbolico, che danneggi ma non sminuisca il regime, potrebbe demoralizzare i manifestanti convinti che Washington li sosterrà. L'incontro di martedì sarebbe la prima volta in cui Trump si incontra con alti funzionari per una discussione formale su come intervenire in Iran. Teheran per ora non mostra segni di timore per l'azione degli Stati Uniti. Un nuovo attacco aereo contro l'Iran sarebbe il secondo attacco autorizzato da Trump al Paese. Ad agosto, i bombardieri stealth B-2 hanno danneggiato gravemente tre siti nucleari iraniani, ostacolando il programma nucleare del regime.
Il figlio delll'ultimo scià: "Pronto a tornare in Iran appena possibile"
Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran prima della rivoluzione del 1979, ha dichiarato in un'intervista a Fox News che è pronto a tornare nel Paese "appena possibile". "Lo sto già pianificando", ha aggiunto. "Il mio compito è guidare la transizione per garantire che non venga tralasciato nulla, che in piena trasparenza le persone abbiano l'opportunità di eleggere liberamente i propri leader e di decidere il proprio futuro".
Wsj: "Martedì Trump riceverà un briefing su opzioni per rispondere all'Iran"
Donald Trump riceverà un briefing martedì sulle opzioni per rispondere alla repressione delle proteste da parte dell'Iran. Lo riferiscono funzionari Usa all Wall Street Journal. L'incontro tra il presidente americano e alti funzionari dell'amministrazione verterà sui prossimi passi da intraprendere, che potrebbero includere cyber attacchi contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime di Teheran ma anche attacchi militari, hanno affermato i funzionari.
Iran, Conte: "Serve rapido lavoro diplomatico per stop massacro"
"Esprimiamo forte preoccupazione per quel che sta accadendo in Iran, con attacchi e violenze ai cittadini che manifestano, morti e gravissime violazioni dei diritti umani. La comunita' internazionale e l'Europa siano protagoniste di un deciso e rapido lavoro diplomatico per porre fine al massacro e alla repressione portati avanti dal regime di Teheran". Lo scrive in una nota il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte.
Iran, Bonelli (Avs): "Noi sempre coerenti schierandoci in difesa dei diritti umani"
'Le notizie che arrivano dall'Iran descrivono una situazione drammatica. Una mobilitazione popolare ampia e determinata, nata dal coraggio delle donne e alimentata da una profonda crisi economica e sociale, sta chiedendo democrazia, diritti e libertà contro un regime autoritario. Una mobilitazione che sta pagando un prezzo altissimo: secondo organizzazioni indipendenti e fonti mediche, dall'inizio delle proteste sono state uccise almeno 65 persone e oltre 2.300 manifestanti sono stati arrestati, mentre il bilancio reale rischia di essere molto più grave". Lo afferma in una nota Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde. ''La nostra posizione è coerente e non opportunistica. Nel 2010 sono stato l'organizzatore della manifestazione in via Nomentana, davanti all'ambasciata iraniana, per denunciare il regime degli ayatollah e chiedere di salvare la vita di Sakineh. Da allora ci siamo sempre mobilitati in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di repressione. Lo abbiamo fatto contro il regime iraniano, lo facciamo contro le violazioni dei diritti e la repressione in Russia, e continuiamo a farlo oggi denunciando il massacro in Gaza, mentre altri restano silenti a seconda delle convenienze politiche. Stare dalla parte dei popoli significa una cosa sola: sostenere la libertà e la democrazia senza doppi standard e senza strumentalizzazioni.'' Conclude Bonelli
Iran, Craxi (FI): "Mondo libero non si volti dall'altra parte"
"In Iran e' in corso una repressione brutale e incontestabile. Le forze di sicurezza del regime, guidate dai Guardiani della Rivoluzione, continuano imperterrite nel ricorso sistemico all'uso di armi da fuoco, pallini metallici e pestaggi contro manifestanti perlopiu' pacifici, causando decine di vittime innocenti, tra cui donne e minorenni, e annunciano il ricorso alla pena di morte per sedare quella che e' una vera e propria rivoluzione", sottolinea Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato. "Le organizzazioni indipendenti - riprende - segnalano un bilancio drammatico nonostante il regime abbia imposto un quasi totale blackout di internet e telefonia per impedire che il mondo documenti le barbarie e la carneficina di cui si sta rendendo, e non da ora, artefice. Di fronte a questo quadro drammatico, la comunita' internazionale non puo' continuare a rifugiarsi nell'immobilismo". "Le Nazioni Unite, con il Consiglio di Sicurezza dell'Onu paralizzato dal diritto di veto di potenze come Russia e Cina, sono oggi incapaci di reagire a violazioni cosi' gravi e cosi' evidenti, condannando i popoli oppressi, in Iran e anche altrove, a una solitudine inaccettabile. Ma se le istituzioni multilaterali restano bloccate, gli Stati democratici hanno il dovere di costruire strumenti alternativi per proteggere i civili, chiedere il rispetto dei diritti umani primari e impedire che l'impunita' diventi la regola. Il popolo iraniano chiede un'esistenza dignitosa e liberta'. Il mondo libero non puo' voltarsi dall'altra parte", conclude la senatrice FI.
Iran, Fratoianni: "Serve iniziativa diplomatica Ue"
"Siamo al fianco del popolo iraniano, dei suoi giovani, che in questi giorni lottano per la propria liberta' contro il regime teocratico degli Ayatollah", afferma Nicola Fratoianni dall'assemblea lombarda di Sinistra Italiana. "Chiediamo che l'Europa faccia tutto quello che puo' fare sul terreno diplomatico, perche' la transizione verso la democrazia sia rapida e pacifica, e perche' si fermi lo spargimento di sangue in corso con la repressione attuata dal regime di Teheran", conclude.
Ravid: "Numero manifestanti uccisi finora è superiore a mille"
''Un funzionario della sicurezza israeliana mi ha detto ieri che il numero dei manifestanti che sono stati uccisi finora è superiore a mille''. Così il giornalista di Axios Barak Ravid in un post su 'X' a proposito della protesta in corso in Iran, rilanciando il suo articolo secondo il quale il presidente americano Donald Trump sta valutando diverse opzioni per sostenere i manifestanti e indebolire il regime. Ma al momento ''non c'è nulla di concreto'' che è stato deciso.
Salvini: "Vicino a chi lotta per la libertà soffocata da ayatollah"
"Dalla parte di chi, a costo della propria vita, lotta per la libertà, troppo a lungo soffocata dal brutale regime islamico degli ayatollah". Così il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini commentando la situazione in Iran.
Figlio Scià: "Khamenei sarà punito, Trump leader del mondo libero"
La Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, ''siate certi che sarà punito per le sue azioni" e per la ''brutalità'' con cui vengono represse le manifestazioni in corso in Iran. Lo ha dichiarato Reza Pahlavi, figlio maggiore dell'ultimo Scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, che in un messaggio pubblicato sul suo account di X ha invitato "tutti a scendere nelle strade principali di ogni città con i propri amici e familiari". Le proteste, ha sostenuto, "hanno notevolmente indebolito la capacità di repressione del regime", dicendo che "ho ricevuto segnalazioni secondo cui non hanno il personale necessario per affrontare milioni di persone in piazza". Reza Pahlavi ha quindi detto ai manifestanti "non separatevi e non mettete in pericolo la vostra vita". Il figlio dello Scià ha anche sottolineato che "il mondo sostiene la vostra rivoluzione nazionale e onora il vostro coraggio". "Il presidente Trump, in particolare, in qualità di leader del mondo libero, osserva attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha annunciato la sua disponibilità ad aiutarvi", ha osservato. "Non abbandonate le strade. Il mio cuore e la mia anima sono con voi. So che sarò presto con voi", ha sottolineato.
Ong: "Sale a 203 bilancio morti proteste"
È salito a 203 morti il bilancio delle manifestazioni di protesta scoppiate in Iran domenica 28 dicembre e che hanno raggiunto più di cento città nel Paese. Lo riferisce l'organizzazione non governativa iraniana per i diritti umani Hrana che ha sede negli Stati Uniti e ottiene informazioni da fonti interne all'Iran.
Media: "Netanyahu convoca i suoi principali consiglieri e ministri"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato i suoi principali consiglieri e ministri per una consultazione sulla sicurezza per oggi alle 17.00 ora locale, le 16.00 in Italia. Lo riferisce il Times of Israel citando fonti dagli uffici di due dei partecipanti. Martedì è prevista una riunione dell'intero gabinetto di sicurezza. Le riunioni arrivano mentre crescono i disordini interni in Iran e dopo che un alto funzionario iraniano ha minacciato di attaccare Israele se gli Stati Uniti dovessero colpire la Repubblica islamica.
Proteste in Iran, Israele dichiara stato di massima allerta. VIDEO
Proteste in Iran, Israele dichiara stato di massima allerta | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoMachado: ''Molto presto i popoli dell'Iran e del Venezuela saranno liberi''
La leader dell'opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado ha espresso ''profondo rispetto per il valoroso popolo iraniano che sya protestando nelle strade di più di 100 città del paese, nonostante la brutale repressione che subisce''. Su 'X' Machado ha scritto che ''gli iraniani stanno affrontando l'oppressione e per anni sono stati sotto un regime autoritario che si è infiltrato in America Latina per associarsi a sistemi criminali come il chavismo in Venezuela''. Ma ''molto presto i popoli dell'Iran e del Venezuela saranno liberi'', ha aggiunto esprimendo ''tutta la mia solidarietà alle famiglie dei martiri''.
Iran: Netanyahu spera che Paese di liberi dalla "tirannia"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di sperare che l'Iran si liberi presto da quello che ha definito il "giogo della tirannia", mentre le proteste scuotono la Repubblica Islamica. "Tutti speriamo che la nazione persiana si liberi presto dal giogo della tirannia e, quando quel giorno arrivera', Israele e Iran torneranno a essere partner leali nella costruzione di un futuro di prosperita' e pace per entrambi", ha dichiarato Netanyahu durante una riunione settimanale del governo.
Media: "Gas lacrimogeni contro i parenti delle vittime nel cimitero di Teheran"
In Iran non si può neanche piangere in pace i propri morti, vittime della repressione del regime contro le manifestazioni di piazza. Secondo informazioni ricevute da Iran International, le forze di sicurezza iraniane hanno sparato gas lacrimogeni e utilizzato pistole ad aria compressa contro le famiglie che partecipavano alle cerimonie funebri nel cimitero Behesht-e Zahra di Teheran per diversi manifestanti uccisi nelle ultime notti. A quanto risulta da fonti informate, per scoraggiare la gente a unirsi alle proteste, le autorità iraniane chiedono 6mila dollari circa per il rilascio delle salme ai parenti delle vittime degli scontri.
Iran, Media: "Trump avvertito che esercito ha bisogno di più tempo per colpire"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato avvertito che l'esercito americano ha bisogno di più tempo per prepararsi agli attacchi contro l'Iran. Lo scrive il Telegraph spiegando che al presidente americano sono stati presentati diversi obiettivi da colpire, tra cui le forze di sicurezza responsabili della repressione delle proteste attualmente in corso nella Repubblica islamica.
Netanyahu convoca consultazione sicurezza su Iran
Il primo ministro Benjamin Netanyahu convochera' i massimi consiglieri e ministri per una consultazione sulla sicurezza alle 17, come riferito al Times of Israel dagli uffici di due dei partecipanti. Il gabinetto di sicurezza al completo si riunira' martedi'. Gli incontri si svolgono mentre in Iran si intensificano i disordini interni e dopo che un alto funzionario iraniano ha minacciato di attaccare Israele se gli Stati Uniti attaccassero la Repubblica islamica.
Idf: "Pronti a rispondere agli attacchi dall'Iran se necessario"
Il Capo di Stato Maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha dichiarato che l'esercito rimane "operativamente preparato e pronto a rispondere se necessario", a seguito delle minacce iraniane di attaccare obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito, nel fine settimana Zamir ha effettuato delle valutazioni alla luce delle proteste in Iran e che in ogni caso, l'Idf tratta le crescenti manifestazioni anti-regime come una questione interna iraniana.
Iran, media: "Per le Idf le proteste sono questioni interne ma dopo le ultime minacce pronti a reagire"
Le Forze di difesa israeliane sono operative e pronte a rispondere se necessario. A scriverlo, a seguito della escalation di tensione in Iran, è il Times of Israel. Le Forze di difesa israeliane, scrive, valutano le proteste anti regime in Iran come una questione interna del paese, ma, a seguito delle minacce odierne dell'Iran, che ha indicato obiettivi americani e israeliani come potenziali bersagli di una rappresaglia per un eventuale attacco americano, i militari hanno indicato di essere pronti a rispondere in caso di necessità. Il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha svolto valutazioni della situazione questa settimana alla luce delle proteste in Iran.
Presidente dei rifugiati iraniani: "In piazza l'intera popolazione"
"Questa è un fase molto cruciale, anche perché in questa rivolta è scesa in piazza l'intera popolazione e questo non è una cosa da trascurare". Così Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia, parlando di quanto sta accadendo nel suo paese. "Nonostante gli sforzi, la repressione, la violenza inaudita del regime di Khamenei - afferma - la rivolta si è estesa ampiamente come macchia d'olio in tutto il paese e ormai siamo a due settimane. L'intero paese è sceso in piazza contro il regime terroristico degli ayatollah, nonostante il black out di Internet, la rivolta va ancora avanti radicalizzando in modo molto molto veloce. Questo è un segnale molto positivo per quanto riguarda le piazze in rivolta. Siamo su buona strada. Questo grazie anche ai nuclei della resistenza iraniana che sono sparsi in ogni angolo e in ogni paese, anche quelli più piccoli, presenti a salvaguardare la vita dei manifestanti e a allontanare l'esercito e le forze armate". Davood Karimi vuole anche evidenziare "una realtà molto manipolata dai mass media euroamericani", ovvero quella di "dare uno spazio immenso al figlio dello scià deposto 1979: è una persona incompetente, appartiene a un regime già decapitato nel 1979": "Dare risalto solamente al figlio dello scia è una politica molto distruttiva per le piazze iraniane", conclude, "la storia non tornerà mai indietro".
Ong: "Tra le vittime delle proteste in Iran una studentessa curda 23enne"
Tra le oltre 192 vittime citate dalle Ong nelle proteste in Iran è stata identificata Rubina Aminian, 23 anni, studentessa di design tessile e di moda allo Shariati College di Teheran. Lo riporta l'ong Iran Human Rights riferendo di aver ottenuto dettagli sull'uccisione di questa giovane studentessa. Secondo l'ong, la 23enne è stata uccisa la sera di giovedì 8 gennaio, dopo aver lasciato il college e aver partecipato a manifestazioni di protesta. Fonti vicine alla famiglia di Rubina hanno riferito a Iran Human Rights che la giovane donna curda di Marivan è stata colpita alle spalle a distanza ravvicinata, con il proiettile che le ha colpito la testa. Dopo aver appreso della sua morte, i membri della famiglia di Rubina Aminian si sono recati da Kermanshah, dove vivono, a Teheran per identificare il suo corpo. Fonti vicine alla famiglia Aminian hanno riferito a Iran Human Rights che "la famiglia è stata portata in un luogo vicino all'università dove hanno trovato i corpi di centinaia di giovani uccisi durante le proteste. La maggior parte delle vittime erano giovani tra i 18 e i 22 anni, uccisi a distanza ravvicinata con colpi alla testa e al collo dalle forze governative. Inizialmente alla famiglia non è stato permesso di identificare il corpo di Rubina e in seguito non è stato permesso loro di portarlo via". Secondo quanto riportato, le fonti segnalano che alla fine "la famiglia di Rubina è riuscita a recuperare il suo corpo e a tornare a Kermanshah", ma, al loro arrivo, "hanno scoperto che le forze dell'intelligence avevano circondato la loro casa e che non era stato loro permesso di seppellirla".
Iran International: "2000 manifestanti uccisi nelle ultime 48 ore"
In assenza di numeri verificati, il bilancio delle vittime delle proteste in Iran resta molto incerto. L'organizzazione per i diritti umani, con sede negli Usa, Hrna, parla di 192 morti ma ieri sera la tv iraniana dell'opposizione Iran International, con sede nel regno Unito, ha riferito che 2.000 manifestanti sono stati uccisi nelle ultime 48 ore e un funzionario israeliano, scrive Axios, ha affermato che il bilancio totale delle vittime è superiore a 1.000.
Sa'ar: "Sosteniamo la lotta per la libertà del popolo iraniano"
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha dichiarato che Israele sostiene il popolo iraniano in quella che ha definito la sua "lotta per la libertà", mentre grandi proteste scuotono la Repubblica islamica. "Sosteniamo la lotta per la libertà del popolo iraniano e gli auguriamo successo", ha dichiarato Saar in un'intervista video pubblicata su X.
Netanyahu: "Se il regime cadrà torneremo partner con l'Iran"
Intervenendo all'inizio della riunione di gabinetto, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele e Iran torneranno a essere partner dopo la caduta del regime di Teheran. "Stiamo trasmettendo forza agli eroici e coraggiosi cittadini dell'Iran e, una volta caduto il regime, faremo del bene insieme a beneficio di entrambi i popoli", ha detto citato dal Times of Israel. "Tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia", ha continuato Netanyahu. "E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace".
Il presidente Pezeshkian: "Gli Usa e Israele vogliono seminare caos con le rivolte"
Gli Stati Uniti e Israele vogliono “seminare caos e disordine” in Iran fomentando delle "rivolte" per creare instabilità nel Paese. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, invitando la popolazione a prendere le distanze dai “rivoltosi e dai terroristi” che stanno "uccidendo innocenti, bruciando le moschee e attaccando le proprietà private". Le istituzioni di Theran, ha proseguito il presidente "sono pronte ad ascoltare la popolazione" e "il governo è determinato a risolvere i problemi economici", come l'alta inflazione che ha innescato, in prima istanza, le proteste in tutto l'Iran.
Iran, la protesta si allarga. Le autorità minacciano la pena di morte. VIDEO
I parlamentari iraniani gridano "Morte all'America" in Aula
Le registrazioni della seduta odierna del parlamento iraniano, citate da Sky News, mostrano i parlamentari che gridano "Morte all'America". I cori sono stati pronunciati al termine di un discorso del presidente dell'assemblea Mohammad Baqer Qalibaf, che ha minacciato ritorsioni contro gli Usa e Israele in caso di intervento degli Stati Uniti nel Paese. Il canto "Morte all'America", o Marg bar Amrika in persiano, fu reso popolare dal primo leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, il capofila della Rivoluzione islamica del 1979, che rovesciò il regime dell'ultimo scià iraniano, sostenuto dagli americani.
Il Papa: "In Iran e Siria si coltivi con pazienza il dialogo"
"Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone". Così Papa Leone XIV al termine dell'Angelus. "Auspico e prego che se continui con pazienza il dialogo e la pace perseguendo il bene comune dell'intera societa'", la sua supplica.
Nyt: "Tra le opzioni militari degli Usa in Iran attacco a siti non militari a Teheran"
Negli ultimi giorni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato sulle varie opzioni per un attacco militare in Iran, tra le quali attacchi a siti non militari a Teheran. Lo scrive il New York Times. Trump non ha avrebbe ancora preso una decisione definitiva in merito all'attacco. Tuttavia, i funzionari hanno affermato che starebbe seriamente valutando l'idea di autorizzare un attacco in risposta ai tentativi del regime iraniano di reprimere le manifestazioni scatenate da diffuse tensioni economiche.
Domani manifestazione a Teheran contro le proteste
E' stata organizzata per domani pomeriggio a Teheran una manifestazione contro le proteste in corso da due settimane. Lo ha annunciato il Tehran Times. "Domani alle 14:00 si terrà una grande manifestazione pubblica in piazza Enghelab a Teheran per condannare gli atti terroristici dei mercenari statunitensi e israeliani", si legge nel quotidiano vicino al regime.
Ong: "Almeno 192 manifestanti uccisi durante le proteste"
Sono almeno 192 i morti nelle proteste delle ultime due settimane in Iran. Lo riferisce l'organizzazione Iran Human Right. "Dall'inizio delle proteste, Iran Human Rights ha confermato l'uccisione di almeno 192 manifestanti," ha dichiarato l'Ong che ha sede in Norvegia.
Tv dell'Iran: "Pezeshkian affronterà oggi le richieste del popolo in un'intervista"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian affronterà i piani economici e le "richieste del popolo" in un'intervista oggi, dopo due settimane di proteste scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita. Lo ha riferito la Tv di Stato. "In una conversazione con i media nazionali, il presidente ha illustrato lo stato di avanzamento del principale piano economico del governo per riformare il sistema di sussidi, e ha anche discusso dei recenti eventi e dell'approccio del governo nel rispondere alle richieste del popolo", ha dichiarato il canale statale Irib, precisando che l'intervista sarà trasmessa più tardi oggi.
Iran, ong: "Almeno 2.638 arrestati nelle proteste"
Almeno 2.638 persone sono state arrestate in Iran per le proteste in corso da due settimane. Lo riporta l'Agenzia degli attivisti per i diritti umani Hrana. L'identità di 628 dei fermati è stata confermata, mentre 2.010 sono stati registrati come parte di arresti di massa o senza identificazione specifica, scrive Hrana.
Saar: "L'Ue classifichi i Pasdaran come organizzazione terroristica"
"E' ora che l'Ue classifichi la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica": lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, durante il suo incontro con il ministro degli Interni tedesco.
Khamenei: "Se Trump è così bravo si occupi degli Usa"
L'ayatollah iraniano Alì Khameni è tornato a intimare al presidente americano Donald Trump di occuparsi dei fatti suoi. "Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano avesse fatto questo o quello si sarebbe schierato dalla parte dei rivoltosi", ha scritto sul suo account X in francese, e "i rivoltosi hanno riposto in lui le loro speranze". Ma "se è così competente, allora si occupi del suo Paese", ha ammonito.
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Vai al contenutoIran, bimbo di due mesi e 50 agenti tra i morti negli scontri
C'è anche un bambino di due mesi tra le vittime delle rivolte delle ultime due settimane in Iran. Lo ha confermato il governatore di Isfahan, Ali Ahmadi, a quanto riporta Press Tv. Ahmadi ha riferito che nella sua provincia anche 30 agenti della sicurezza sono rimasti uccisi negli scontri; i funerali saranno lunedì. Tra i danni che si sono registrati, anche l'incendio di dieci moschee. Nella vicina provincia di Fars, almeno 12 soldati sono morti secondo Ibrahim Bayani, direttore generale del dipartimento provinciale della 'Fondazione dei martiri'. Il comandante delle unità speciali della polizia, il generale Masoud Modaqq, ha annunciato oggi che otto membri del personale del suo comando sono stati uccisi durante i disordini.

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Mahsa Mohebali: "In Iran siamo ad una svolta, mai vista una protesta simile"
"Noi iraniani diventiamo rivoluzionari di colpo. Può finire in due modi: o si arriverà ad un superamento totale della repubblica islamica, o l'Iran si trasformerà in una prigione oscura e noi entreremo nel luogo più buio della nostra storia. Questa protesta, la sua diffusione e la sua trasversalità non hanno eguali rispetto a quello che ho visto finora". A dirlo in un'intervista a la Repubblica è la scrittrice iraniana Mahsa Mohebali che, fa sapere, si aspettava questo sollevamento popolare in Iran. "Con le proteste per Mahsa Amini nel 2022 la partecipazione civica ha fatto un salto di qualità - spiega - La guerra di giugno ha alimentato ulteriore rabbia nei confronti del governo, perché l'unica cosa di cui il sistema si era sempre fatto garante, la sicurezza, è venuta meno". Mohebali sottolinea che "per molto tempo ha prevalso la paura di un'altra rivoluzione perché dopo quella del '79 il Paese fu sequestrato da Khomeini e nessuno vuole un nuovo autoritarismo, ma adesso gli iraniani sono arrivati alla conclusione che non hanno più niente da perdere, sono disposti a fare una transizione anche cedendo il potere temporaneamente ad una figura come Pahlavi. Facendo attenzione che non diventi un potere assoluto". Quanto all'intervento americano, "spero che non succeda perché vorrebbe dire che il sistema ha deciso di andare avanti con i massacri e di non farsi da parte in maniera pacifica".
Media: "100 arresti nel solo Lorestan"
Un centinaio di persone sono state arrestate nella sola regione del Lorestan, nell'ovest dell'Iran, per le proteste delle ultime due settimane. Lo riferisce il Tehran Times.
Nuovo appello di Pahlavi: "Non abbandonate le strade, presto al vostro fianco"
"Non abbandonate le strade. Il mio cuore è con voi. So che presto sarò al vostro fianco". Lo afferma Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo scià dell'Iran, in un messaggio su X rivolto ai manifestanti antigovernativi che protestano in Iran. "Con la vostra presenza diffusa e coraggiosa nelle strade di tutto l'Iran per la terza notte consecutiva, avete gravemente indebolito l'apparato repressivo di Khamenei e il suo regime", ha affermato. "Mentre ribadisco il mio secondo appello" per una nuova mobilitazione "per le 18 di oggi, chiedo a tutti voi di recarvi nelle strade principali delle città in gruppo con i vostri amici e familiari", ha aggiunto. "Sappiate che non siete soli. I vostri compatrioti in tutto il mondo stanno gridando con orgoglio la vostra voce" e "in particolare, il presidente Trump, in quanto leader del mondo libero, ha osservato attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha dichiarato di essere pronto ad aiutarvi", ha sottolineato.
Iran, nuove proteste nel Paese: decine di vittime. VIDEO
Ghalibaf: "Se attaccati colpiremo obiettivi militari e navali Usa e territori occupati"
L'Iran colpirebbe obiettivi militari e navali statunitensi in caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti al paese, teatro di un'ondata di repressione delle manifestazioni di protesta. Ad affermarlo è stato il presidente del parlamento di Teheran, minacciando apparentemente anche Israele: "In caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno nostri obiettivi legittimi", ha affermato in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato.
Iran, Netanyahu riunirà martedì il gabinetto di sicurezza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu riunirà martedì il suo gabinetto politico e di sicurezza per discutere degli sviluppi in Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Teheran ha minacciato oggi di colpire Israele e i siti militari americani nella regione se il presidente americano Donald Trump dovesse attaccare l'Iran.
Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare manifestanti”. Gli obiettivi
Il regime sta usando il pugno di ferro con spari, arresti e minacce contro i manifestanti, scesi in piazza per il quattordicesimo giorno consecutivo. Le autorità: “Pena di morte per chi scende in piazza”. Decine le vittime ma si teme un bilancio ancora più pesante. Prosegue il blackout di internet. Il presidente statunitense minaccia un intervento diretto. Il Wsj riferisce di “discussioni preliminari” su un possibile attacco americano, che tuttavia non sarebbe imminente. Cosa sappiamo.
Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare manifestanti”. Gli obiettivi
Vai al contenuto"Nessuno tocchi Caino", studentessa curda di 24 anni uccisa durante proteste a Teheran
Robina Aminian, una studentessa curda di 24 anni dell'Università Tecnica Shariati di Teheran, originaria di Nowdesheh nella provincia di Kermanshah, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco diretti dalle forze governative iraniane durante le proteste a Teheran. Lo riporta Nessuno tocchi Caino citando informazioni ottenute dall'Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, secondo cui l'incidente è avvenuto giovedì 8 gennaio. Aminian, la cui famiglia risiede a Kermanshah, stava studiando materie legate al design a Teheran al momento della sua morte.
Fonti informate hanno riferito a Hengaw che le forze governative iraniane le hanno sparato alla testa da distanza ravvicinata e che è morta per le ferite riportate durante le proteste. I rapporti indicano inoltre che le autorità iraniane hanno inizialmente rifiutato di consegnare il suo corpo alla famiglia. Dopo ripetuti controlli, i parenti sono stati portati nel luogo in cui il suo corpo era trattenuto per l'identificazione.
Successivamente, "nonostante le continue pressioni e restrizioni di sicurezza, la famiglia ha potuto ricevere il suo corpo. Tuttavia, le autorità iraniane hanno imposto severe misure di sicurezza e hanno impedito che si svolgessero cerimonie di sepoltura o di lutto a casa dei parenti stretti della famiglia, in un villaggio vicino a Marivan - spiega Nessuno tocchi Caino - Hengaw conferma che Robina Aminian è la ventitreesima persona curda documentata dall'organizzazione come uccisa durante la recente ondata di proteste in Iran".
Larijiani: "I magistrati usino il pugno di ferro sui rivoltosi"
Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, ha invitato la magistratura a usare il pugno di ferro contro i manifestanti che da due settimane protestano contro il regime iraniano. "La magistratura dovrebbe occuparsi con decisione dei responsabili della situazione di insicurezza", ha detto a quanto riporta il Tehran Times.
La polizia dell'Iran: "Alzato livello di scontro, arresti importanti"
Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News.
Funerali di gruppo per otto militari morti negli scontri
Otto militari delle forze speciali hanno perso la vita nei recenti scontri in Iran. Lo ha riferito il Tehran Times. Per "i martiri", come vengono definiti dai media di Stato, si sono tenuti oggi funerali di gruppo a Kermanshah, Ilam e Khoy. Le immagini delle esequie sono state trasmesse sui canali televisivi.
New York Times: "Trump informato su nuove opzioni per potenziali attacchi"
Il presidente Trump è stato informato nei giorni scorsi in merito a nuove opzioni per potenziali attacchi in Iran. A darne notizia è il New York Times che cita diversi funzionari statunitensi: il leader della Casa Bianca - affermano le fonti - sta valutando se tradurre in pratica la minaccia di attaccare il Paese dove continua ad aggravarsi il bilancio della repressione della protesta popolare.
Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, scrive il quotidiano, ma secondo i funzionari starebbe valutando seriamente la possibilità di autorizzare un attacco in risposta alle azioni del regime iraniano contro i manifestanti. Al presidente sono state presentate diverse opzioni, tra queste quella di attacchi a siti non militari a Teheran, hanno affermato le fonti.
Media: "Colloquio Netanyahu-Rubio su proteste nel paese"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato al telefono ieri mattina con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo rende noto il New York Times, citando tre persone a conoscenza dei contenuti del colloquio. Netanyahu e Rubio, scrive, hanno discusso delle proteste in Iran, della situazione in Siria e dell'accordo di pace a Gaza.
La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza
Decine e decine di città coinvolte, rivendicazioni economiche che si fanno sempre più politiche, il blocco di internet e delle linee telefoniche a fare da sfondo, le dichiarazioni di Trump che paventa un intervento: nella Repubblica degli Ayatollah si è aperto un nuovo ciclo di mobilitazione di piazza. Ecco cosa ci raccontano le immagini che arrivano, da Tehran a Tabriz
La nuova ondata di proteste: gli iraniani in piazza
Vai al contenutoIran, Ong: "Bilancio repressione proteste sale a 116 morti, 2600 arresti"
Sale ad almeno 116 morti il bilancio della repressione delle proteste in Iran. A riferirne è la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency, precisando che oltre 2600 persone sono state arrestate.
Teheran: "In caso di attacco Usa possibile reazione contro Israele e basi americane"
L'Iran avverte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: un attacco americano potrebbe portare Teheran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, definite "obiettivi legittimi". A dichiararlo al Parlamento è stato il presidente dell'Assemblea nazionale Mohammad Baqer Qalibaf, secondo quanto riporta il Times of Israel.
Proteste Iran, Trump: "Se uccidete i manifestanti interverremo". VIDEO
Secondo il gruppo Usa per i diritti dell'Iran Hrana, il numero dei morti legati alle proteste è salito a 116
Media di Stato: migliaia in strada contro proteste
Migliaia di persone sono scese in strada in Iran per protestare contro le manifestazioni anti-regime "sostenute dall'estero". Lo riferisce PressTv, televisione di Stato iraniana che trasmette in inglese e francese. Secondo l'emittente, la folla "chiede che i responsabili siano puniti".
Iran, Netblocks: blackout internet prosegue da oltre 60 ore
Il blackout di internet imposto dalle autorita' in Iran ha superato le 60. Lo ha riferito l'ong Netblocks sul suo sito. "I livelli di connettivita' nazionale continuano a rimanere intorno all'1 dei livelli ordinari", si legge, "la misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del paese".
Media: "Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran"
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.
Iran, Qalibaf: "Se attaccati colpiremo duramente Usa e Israele"
Se Stati Uniti e Israele attaccheranno l'Iran, saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, durante una seduta del Majlis per discutere delle massicce proteste in corso da 15 giorni in tutto il Paese. "Accusiamo gli Stati Uniti e Israele di aver sostenuto le recenti rivolte, creando disordini in tutto il paese", ha detto a quanto riporta il Tehran Times. "La sicurezza e' un elemento chiave per la crescita economica e la stabilita'", ha aggiunto, "la nazione iraniana infliggera' un duro colpo a coloro che sono dietro le recenti rivolte e fomentano disordini nel Paese".
L'Iran avverte Washington: "Un attacco contro di noi comporterà un attacco verso Israele e le basi Usa"
Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Vai al contenutoIsraele in stato di massima allerta per possibile intervento Usa in Iran
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran. Il regime degli ayatollah sta affrontando le più grandi proteste antigovernative degli ultimi anni. Il presidente Donald Trump ha ripetutamente minacciato di intervenire negli ultimi giorni e ha messo in guardia i governanti iraniani dall'uso della forza contro i manifestanti. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono "pronti ad aiutare". Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente lo stato di massima allerta di Israele. Israele e Iran hanno combattuto una guerra di 12 giorni a giugno, in cui gli Stati Uniti si sono uniti a Israele lanciando attacchi aerei.
Israele in stato di allerta per possibile intervento Usa in Iran
Alcune tra le poche immagini delle proteste diffuse online dopo il blackout di internet in Iran
©Ansa
Media iraniani: "Arrestati 200 capibanda delle proteste"
I media hanno riferito che almeno 200 "capibanda delle rivolte" sono stati arrestati. Nei loro rifugi è stato inoltre scoperto un "considerevole arsenale di armi". Lo riporta il network iraniano Press Tv citando 'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim secondo cui gli arrestati avevano legami con gruppi terroristici.
Rubio e Netanyahu a colloquio sulla situazione in Iran
Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet
Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta Afp. L'Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose. I gruppi per i diritti umani hanno segnalato decine di morti e, sabato, hanno espresso preoccupazione per l'intensificazione della repressione da parte delle autorità. Poche informazioni filtrano dopo il blocco di Internet, con i monitor NetBlocks che mostrano una connettività praticamente nulla da giovedì. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese era "pronto ad aiutare" il movimento, dopo aver avvertito che l'Iran era in "grossi guai" per i suoi sforzi nel reprimere le proteste.
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