Proteste in Iran, bagno di sangue. Trump valuta l'attacco, Teheran minaccia Israele. LIVE

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Sarebbero circa 545 accertati e altri 580 da accertare i morti durante la repressione delle manifestazioni in Iran, secondo l'ong americana Hrana, e quasi 10.700 invece gli arresti. Video mostrano decine di cadaveri ammassati in strada. L'esercito Usa valuta "opzioni molto concrete" d'intervento, afferma Trump. Teheran avverte che reagirà a qualsiasi attacco colpendo Israele e le basi Usa nella regione. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: “Situazione sotto controllo totale, presto tornerà internet"

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Sarebbero circa 545 accertati e altri 580 da accertare i morti durante la repressione delle manifestazioni in Iran, secondo l'ong americana Hrana, e quasi 10.700 invece gli arresti. Video mostrano decine di cadaveri ammassati in strada. L'esercito Usa valuta "opzioni molto concrete" d'intervento, afferma Trump. Teheran avverte che reagirà a qualsiasi attacco colpendo Israele e le basi Usa nella regione.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le  proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose per  fornire una scusa" a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera. Ha  dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è  aumentata nel fine settimana, ma che "la situazione è ora sotto  controllo totale". Araghchi ha affermato che Internet verrà presto  ripristinata in Iran e ha riferito che le manifestazioni sono state "alimentate e fomentate" da elementi stranieri.

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Iran, Pahlavi: "Non siamo soli, il sostegno internazionale arriverà presto"

"Non siamo soli, il sostegno internazionale arriverà presto". Lo ha  scritto su X Reza Pahlavi, figlio in esilio dello Scià deposto e uno dei  principali leader delle proteste in Iran. Rivolgendosi al popolo  iraniano, ha aggiunto: "Presto chiederemo la restituzione del nostro  Paese alla Repubblica Islamica. Khamenei e il suo regime hanno subito  duri colpi da voi e non dobbiamo permettere loro di riprendersi".  Pahlavi ha anche chiesto alle ambasciate e ai consolati iraniani in  tutto il mondo di "decorarli con la bandiera nazionale dell'Iran invece  che con l'imbarazzante bandiera della Repubblica islamica".

Iran, Merz: violenza leader contro popolo è "segno debolezza"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha condannato "fermamente" la violenza dei leader iraniani contro il popolo in protesta, definendola "un segno di debolezza". La presa di posizione di Merz e' giunta dall'India, nel corso di una visita di stato di due giorni, durante una conferenza stampa ad Ahmedabad (nord), mentre in Iran le proteste sono al 16mo giorno. "Invito la leadership iraniana a proteggere il proprio popolo invece di minacciarlo... Questa violenza non e' un segno di forza, ma di debolezza. Deve cessare immediatamente", ha affermato Merz.

Iran, Netblocks: "Blocco internet dura da oltre 84 ore"

In Iran, il blocco di internet a livello nazionale ha superato le 84 ore. A riferirlo e' Netblocks, un'organizzazione indipendente che monitora lo stato di internet nel mondo. Il protrarsi del blocco di internet, evidenziato anche dai media iraniani indipendenti, si verifica nel pieno delle proteste contro il carovita e contro il regime, oggi al 16mo giorno. L'oscuramento della rete e' un tentativo - chiaramente fallito - di bloccare le manifestazioni e di non far arrivare informazioni dal Paese in subbuglio e dai cittadini scesi in piazza, duramente repressi dal regime. Netblocks ha proposto soluzioni per combattere la censura nella situazione attuale, tra cui la radio a onde corte e radioamatoriali, l'uso di ripetitori per la telefonia mobile nelle zone di confine, terminali Starlink e comunicazione satellitare diretta con i telefoni cellulari. Il blocco di internet in Iran ha scatenato un'ondata di proteste all'interno del Paese e in tutto il mondo. Molti calciatori iraniani che lavorano all'estero hanno pubblicato post su Instagram esprimendo preoccupazione per la disconnessione dell'Iran dal resto del mondo. Alireza Jahanbakhsh, capitano della nazionale di calcio, ha scritto in una storia su Instagram che "internet in Iran e' stato interrotto, ma le voci si sentono ancora". Anche Mehdi Ghaedi, Sardar Azman e Mohammad Ghorbani, tre giocatori della UAE League, hanno pubblicato un post simile. Su Instagram, Farhad Majidi, ex capitano e allenatore dell'Esteghlal, ha protestato contro il blocco totale di internet da parte della Repubblica Islamica per reprimere la rivoluzione nazionale iraniana, scrivendo: "Internet in Iran e' stato bloccato, ma le voci continuano a essere ascoltate".

Teheran: "Situazione sotto controllo totale, presto tornerà internet"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera. Ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che "la situazione è ora sotto controllo totale". Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri. Il ministro, si legge su SkyNews, afferma che i servizi internet nel Paese, finora interrotti per circa 86 ore, saranno ripristinati, ma che ciò avverrà "in coordinamento con le autorità di sicurezza".    Non fornisce alcuna tempistica per il ripristino, il che - scrive la testata - potrebbe fornire un quadro molto più chiaro di quanto accaduto in Iran nelle ultime due settimane.    Su Al-Jazeera è riportata inoltre un'altra dichiarazione di Araqchi: l'Iran, dice il ministro, sarebbe in possesso di filmati che mostrano la distribuzione di armi ai manifestanti, aggiungendo che le autorità pubblicheranno presto le confessioni dei detenuti.    Afferma che le autorità stanno "seguendo da vicino" gli eventi in corso nelle strade. Araghchi afferma che le manifestazioni sono state "alimentate e fomentate" da elementi stranieri. Le forze di sicurezza "daranno la caccia" ai responsabili, ha aggiunto.

Araghchi: "'La situazione è tornata sotto controllo''

''La situazione è tornata sotto controllo'' in Iran dopo le proteste  scoppiate lo scorso 28 dicembre, che ''sono diventate sanguinose e  violente per fornire un pretesto'' agli Stati Uniti per attaccare  Teheran. Lo sostiene il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi,  senza fornire alcuna prova delle sue affermazioni. Il  discorso di Araghchi ai diplomatici stranieri a Teheran è stato diffuso  dalla rete satellitare al Jazeera, autorizzata a trasmettere nonostante  l'interruzione di Internet in Iran.

Iran, Araghchi giustifica violenza: "Elementi armati infiltrati"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito la violenza ai danni dei manifestanti ad "elementi armati infiltrati che hanno aperto il fuoco". Le sue dichiarazioni di fatto ignorano le accuse rivolte da piu' parti al regime di reprimere con le armi le proteste contro il carovita, entrate nel 16mo giorno. Il capo della diplomazia di Teheran ha affermato che le proteste "sono iniziate con i commercianti ed erano pacifiche", ma secondo lui, "dal 1 gennaio si sono aggiunti altri elementi e sono iniziate le proteste accompagnate da violenza. Le forze di sicurezza hanno gestito le manifestazioni in modo pacifico". Araghchi ha sottolineato, per giustificare la dura repressione del regime, che "elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza che contro i manifestanti".

Iran, Netblocks: "Blocco di Internet da oltre 84 ore"

Il blocco di Internet a livello nazionale in Iran dura ormai da più di  84 ore, mentre continuano le proteste contro il regime scoppiate il 28  dicembre. Lo afferma il monitor Netblocks affermando che gli attivisti  stanno cercando di trovare un modo per utilizzare la radio a onde corte,  le torri cellulari alle frontiere, i terminali Starlink o i satelliti  diretti alle cellule. Gli  attivisti hanno lanciato un allarme affermando che il regime iraniano  sta sfruttando il blackout delle comunicazioni come copertura per  l'uccisione di massa dei manifestanti.

Iran, Cina: “Il governo e il popolo superino le difficoltà attuali”

Il ministero degli Esteri cinese, sulle proteste in Iran: la Cina auspica che il governo iraniano e il popolo possano superare le difficoltà attuali. Lo riporta Reuters.

Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump

Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon.  Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare  per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro  del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico,  ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue  Andrius Kubilius, per l'Europa "adesso è il momento di realizzare"  quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il  cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti".

Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump

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Media: "Camion contro folla pro-Iran a Los Angeles, autista arrestato"

Una persona è stata investita dopo che un camion della U-Haul (una azienda di noleggio automezzi, ndr) ha travolto la folla durante una protesta a Los Angeles a sostegno dei manifestanti anti-regime in Iran. L'autista è stato arrestato, hanno riferito le autorità. La notizia appare sui media statunitensi.    L'incidente, scrive Fox News è avvenuto intorno alle 15:30 di domenica (ora locale). "L'autista di un camion U-Haul si è scontrato con alcune persone che marciavano lungo Veteran Avenue, nella zona del Federal Building", ha dichiarato il dipartimento di polizia in un comunicato.    La polizia ha affermato che l'autista, un uomo adulto, è stato arrestato in attesa di ulteriori indagini: "Al momento, una persona è stata confermata investita dal veicolo (un uomo adulto); tuttavia, non sono state segnalate ferite gravi. Un'ambulanza di soccorso ha soccorso l'individuo sul posto. Nessuno è stato trasportato in ospedale per cure mediche".    Centinaia di persone si erano radunate nel quartiere di Westwood per una marcia a sostegno dei manifestanti in Iran, ha riportato l'emittente locale NBC4 Los Angeles. I video che circolano sui social media sembrano mostrare un camion U-Haul che si muove rapidamente tra una folla densa, mentre la gente urla. In un video, una persona sembra aggrapparsi al lato del veicolo e battere contro un finestrino mentre continuava a muoversi. Uno striscione esposto sul lato del camion recita, in lettere maiuscole, "No scià. no regime. Usa: non ripetere il 1953. No mullah", insieme a un altro striscione scritto in una lingua straniera. Un altro video sembra mostrare l'autista preso a pugni mentre diverse persone cercano di tirarlo fuori dal camion. Anche i finestrini del veicolo sono stati rotti, secondo NBC4 Los Angeles. Le forze dell'ordine non hanno ancora reso pubblica l'identità dell'autista.

Iran, Araqchi: “Violenza aumentata nel fine settimana”

Il ministro degli Esteri iraniano Araqchi afferma che la violenza è aumentata nel fine settimana. Lo riporta Reuters.

Iran, Trump valuta ogni possibile risposta alla represssione in atto del governo di Teheran. VIDEO

Iran, Trump valuta ogni possibile risposta alla represssione in atto del governo di Teheran | Video Sky - Sky TG24

Iran, Trump valuta ogni possibile risposta alla represssione in atto del governo di Teheran | Video Sky - Sky TG24

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Ong: "544 morti in Iran, indagini su altri 579 decessi segnalati"

La ong statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) nel suo ultimo comunicato di questa sera ha dichiarato che il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544, ma ha anche affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, ancora in fase di indagine.    Delle vittime segnalate finora, 483 erano manifestanti, mentre 47 erano membri dell'esercito o delle forze dell'ordine iraniane. In totale sono stati uccisi anche otto ragazzini. Il numero di persone arrestate finora è ora di 10.681.

Trump: 'Iran ha chiesto di negoziare, incontro in preparazione'

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i leader iraniani hanno chiesto di "negoziare" dopo le sue minacce di un'azione militare, mentre la Repubblica Islamica è alle prese con massicce proteste antigovernative. "La leadership iraniana ha chiamato" sabato, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che "si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare". Il presidente ha tuttavia avvertito che gli Usa potrebbero "dover agire prima di un incontro". 

Trump: 'esercito valuta opzioni molto forti'

L'esercito americano sta valutando "opzioni molto forti" per un intervento in Iran, dove nelle ultime ore si è intensificata la repressione violenta contro i manifestanti. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, confermando le indiscrezioni secondo cui al presidente sono state presentate diverse opzioni di piani di intervento. "Esaminiamo la questione molto seriamente - ha affermato -Stiamo valutando alcune opzioni molto concreto. Prenderemo una decisione".

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