Cuba, per Trump il presidente Diaz Canel deve dimettersi. Lui: "Resistenza incrollabile"

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Aumento le pressioni degli Usa sull'isola caraibica. Per i funzionari americani la rimozione del capo di Stato cubano consentirebbe cambiamenti economici strutturali nel Paese. Ma il presidente  Canel, su X, respinge le minacce

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L'amministrazione Trump starebbe cercando di destituire il presidente cubano Miguel Díaz-Canel. A rivelarlo il New York Times, citando "quattro persone a conoscenza dei colloqui". Secondo il Nyt, gli americani hanno fatto capire ai negoziatori cubani che il presidente deve dimettersi: se i cubani acconsentissero, si tratterebbe del primo grande sconvolgimento politico derivante dai colloqui tra i due Paesi, iniziati alcuni mesi fa. Secondo alcuni funzionari, la rimozione del capo di Stato cubano consentirebbe cambiamenti economici strutturali nel Paese, che Díaz-Canel, considerato dai funzionari un intransigente, difficilmente appoggerebbe. Miguel Diaz-Canel però respinge le minacce "quasi quotidiane" del presidente Usa: "Di fronte allo scenario peggiore, Cuba ha una garanzia: qualsiasi aggressore esterno incontrerà una resistenza incrollabile", ha scritto Diaz-Canel su X.

 

Trump: "Faremo qualcosa con Cuba molto presto"

Washington negli ultimi giorni intensificato la pressione sulle autorità comuniste cubane affinché consentano riforme di libero mercato, mentre l'isola impoverita si affanna a riprendersi da un blackout elettrico che ha colpito tutto il paese. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che la decisione di Cuba, annunciata questa settimana, di permettere agli esuli di investire e possedere attività commerciali non è sufficiente. "Quello che hanno annunciato ieri non è abbastanza drastico. Non risolverà il problema. Quindi dovranno prendere delle decisioni importanti", ha detto Rubio, cubano-americano e acceso critico del partito al governo dell'isola, ai giornalisti alla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump, che solo lunedì aveva affermato che avrebbe "conquistato" Cuba, ha aggiunto: "Faremo qualcosa con Cuba molto presto".

Autorità cubane: "Nostro modello politico non è in discussione"

Cuba è aperta a colloqui ampi con Washington e a maggiori investimenti, ma non discuterà di un cambiamento del proprio sistema politico, ha dichiarato martedì un inviato all'Afp. Tanieris Dieguez, vice capo missione cubana a Washington, ha affermato che i due paesi vicini "hanno molte cose da mettere sul tavolo", ma che nessuno dei due dovrebbe chiedere all'altro di cambiare il proprio governo.  "Nulla che riguardi il nostro sistema politico, nulla che riguardi il nostro modello politico – il nostro modello costituzionale – fa parte dei negoziati e non ne farà mai parte", ha dichiarato. "L'unica cosa che Cuba chiede per qualsiasi dialogo è il rispetto della nostra sovranità e del nostro diritto all'autodeterminazione". Il New York Times, citando funzionari statunitensi anonimi, ha affermato che l'amministrazione Trump ha chiesto a Cuba di destituire il presidente Miguel Díaz-Canel, considerato restio al cambiamento. 

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