Trump: "Iran non deve arricchire uranio, insoddisfatto dai colloqui"

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Il presidente Usa ha anche sottolineato di non essere contento di come sta negoziando Teheran. “Usa abbandonino richieste eccessive”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dopo i colloqui di ieri tra le due parti a Ginevra. La Farnesina invita i cittadini italiani in Iran a lasciare il paese e alla prudenza in tutta la regione a causa di possibili nuove attività militari. La Cina ai suoi cittadini: "Evacuate il prima possibile dall'Iran"

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"Mi piacerebbe non usare" un'azione militare contro l'Iran ma "qualche volta va fatto". Lo ha detto Donald Trump che ha spiegato di non aver ancora deciso sull'Iran ma di essere "non contento di come negozia" Tehran.

Il Regno Unito ha ritirato "temporaneamente" il personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran. Intanto anche la Farnesina ha confermato gli avvisi rivolti da settimane ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese e alla prudenza in tutta la regione a causa di possibili nuove attività militari. La Cina ha consigliato ai suoi cittadini di evitare di recarsi in Iran e ha esortato coloro che si trovano già nel Paese ad andarsene il prima possibile, con i voli disponibili o via terra.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che, per raggiungere un accordo, gli Stati Uniti dovranno abbandonare le loro "richieste eccessive", dopo i colloqui di ieri tra le due parti a Ginevra. “Ci sono state aperture senza precedenti a idee e soluzioni nuove e creative”, ha detto il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi dopo l'incontro con gli inviati statunitensi  Witkoff e Kushner. Nel corso dei negoziati gli Stati Uniti avrebbero chiesto all'Iran di smantellare i suoi tre principali siti nucleari e consegnare tutto l'uranio arricchito. Teheran si dice disposto a trattare sul nucleare ma avrebbe chiuso ad un negoziato sui missili. 

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Iran, cosa si sa sui possibili successori in caso di morte di Khamenei

In caso si arrivasse a una escalation militare, tra le opzioni sul  tavolo di Donald Trump non c’è solo uno scontro bellico aperto con  l’Iran ma anche eventuali attacchi mirati. E tra i bersagli in caso di decisioni drastiche potrebbe esserci anche la Guida suprema Ali Khamenei, così come suo figlio Mojtaba.

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Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una  massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e  per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il  fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una  operazione militare?

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Onu: "Cncentrarsi sul percorso diplomatico"

Il portavoce dell'Onu ha invitato a "concentrarsi sul percorso diplomatico" anzichè militare per risolvere la crisi che riguarda l'Iran. "Stiamo vedendo sia segnali positivi provenire dal canale diplomatico, ma anche movimenti militari molto preoccupanti in tutta la regione, il che è estremamente allarmante", ha dichiarato il portavoce Stephane Dujarric, commentando l'appello lanciato da alcuni Paesi ai propri connazionali di lasciare l'Iran, segnale di un imminente attacco militare. "Si tratta chiaramente di due possibili percorsi. "Incoraggiamo tutti a concentrarsi sul percorso diplomatico", ha concluso.

Oman: "Iran ha accettato di smantellare le scorte di uranio arricchito"

L'Iran ha accettato di smantellare le scorte di uranio arricchito. Lo ha detto il ministro degli Esteri dell'Oman definendo il passo una "svolta" nei colloqui. 

Trump: "Non voglio che l'Iran arricchisca l'uranio"

"L'Iran non deve arricchire l'Uranio". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre Washington sta valutando un intervento militare qualora i negoziati con Teheran dovessero fallire. "Non c'è bisogno di arricchire l'uranio quando si dispone di così tanto petrolio, quindi non sono soddisfatto dei negoziati", ha sottolineato Trump alla stampa durante un viaggio in Texas. "Dico: nessun arricchimento. Né del 20%, né del 30%", ha aggiunto.

Rubio: "Americani lascino subito il Paese"

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha invitato i cittadini americani in Iran ad andarsene immediatamente, affermando che "nessun americano dovrebbe recarsi in Iran per nessun motivo". Rubio ha annunciato che gli Stati Uniti stanno designando l'Iran come "Stato sponsor di detenzioni illegali", sottolineando che il regime detiene sistematicamente americani e cittadini stranieri per ottenere influenza politica contro altri Paesi.

L'aeroporto di Istanbul cancella i voli per Teheran previsti stasera

I voli dall'aeroporto di Istanbul a Teheran sono stati cancellati questa sera a causa del crescente rafforzamento militare statunitense intorno all'Iran. L'aeroporto di Istanbul ha comunicato che i voli di Turkish Airlines e di due compagnie iraniane per la capitale iraniana sono stati cancellati. Anche quattro voli per Teheran previsti per sabato sono stati cancellati, sebbene altri sei siano rimasti in programma. Un volo della Turkish Airlines per la città settentrionale iraniana di Tabriz, in partenza domani mattina presto, è stato annullato. Le autorità turche non hanno tuttavia emesso avvisi per sconsigliare ai propri cittadini di recarsi nella Repubblica islamica. 

Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran

Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera  d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga  sulle cause del decesso.

Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran

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Media Iran: Araghchi parla con ministro Al Thani

Il Ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, ha avuto delle telefonate con i suoi omologhi in Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein in merito ai negoziati tra Stati Uniti e Iran. Secondo il Ministero degli Esteri dell'Oman, "ha sottolineato l'importanza di sostenere gli sforzi diplomatici volti a ridurre l'escalation e a migliorare la stabilità regionale". Nel frattempo, l'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato telefonicamente anche con il Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo  alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di  residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le  testimonianze della diaspora iraniana.

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Ministro omanita dopo l'incontro con Vance: "La pace è a portata di mano"

"Oggi ho incontrato il vicepresidente J.D. Vance e gli ho illustrato i dettagli dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran e i progressi compiuti finora. Sono grato per il loro impegno e attendo con ansia ulteriori e decisivi progressi nei prossimi giorni. La pace è a portata di mano". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri dell'Oman Sayyid Badr Albusaidi dopo aver incontrato il vicepresidente Usa a Washington. 

Axios: "Se gli Usa attaccano salta visita di Rubio in Israele"

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atteso lunedì in Israele, ma funzionari Usa e israeliani ritengono che potrebbe non andare se il presidente Donald Trump dovesse ordinare un attacco contro l'Iran. Lo ha riferito il sito americano Axios.

Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

Adare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani.  Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per  commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2  anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna  a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per  2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace  2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è  rinchiusa.

Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

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Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed  Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha  detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della  perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione  per poeti, artisti, scrittori.

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Trump: "Scontento dell'Iran, non ho deciso ma a volte la forza serve"

La fumata grigia dopo il terzo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran alimenta il rischio che la situazione precipiti da un momento all'altro in un conflitto. Il filo della diplomazia non si è ancora spezzato, con nuovi colloqui a livello tecnico in programma la settimana prossima a Vienna dopo i "significativi progressi" registrati dai mediatori dell'Oman a Ginevra. Come contraltare ci sono però i segnali che arrivano da Washington, dove i comandi militari in Medio Oriente hanno presentato a Donald Trump le varie opzioni di attacco, mentre si moltiplicano gli appelli delle capitali ai connazionali ed al personale diplomatico perché lascino il Paese. "Non ho ancora deciso", ha fatto sapere l'inquilino della Casa Bianca, avvertendo allo stesso tempo di "non essere contento" di come sta andando la trattativa e che "a volte la forza serve". Le chance di un accordo appaiono effettivamente basse, con i nodi irrisolti dell'arricchimento dell'uranio e delle scorte al 60%, conservate nell'impianto sotterraneo di Ishafan (come rivelato dall'Aiea), che Teheran si rifiuta di cedere. In questa fase incerta gli americani restano in stretto contatto con Israele: Marco Rubio volerà lunedì a Gerusalemme per fare il punto. Lo strike sull'Iran, più volte minacciato da Trump, è stato tutt'altro che scongiurato, nonostante il dialogo tra le parti stia proseguendo. Il commander in chief ha ricevuto l'ammiraglio Brad Cooper, il numero uno del Central Command, che ha messo sul tavolo le diverse opzioni per colpire il regime. Il tycoon in queste ultime settimane avrebbe oscillato tra l'idea di un raid mirato per convincere Teheran a cedere sul nucleare, oppure un'operazione di ampia scala per rovesciare il regime. Opzione molto più complicata che non convince un'area corposa del partito e dell'amministrazione, come dimostra l'ultima uscita di Jd Vance: "Non c'è nessuna possibilità che gli Stati Uniti vengano trascinati in una lunga guerra". 

Gerusalemme, palestinesi ad Al-Aqsa per il Ramadan. VIDEO

Trump: "C'è sempre rischio conflitto lungo nella regione"

"Credo si possa dire che il rischio esiste sempre. Sapete, quando c'è la guerra, c'è un rischio in ogni cosa, sia nel bene che nel male". Lo ha detto Donald Trump ai giornalisti che gli chiedevano se esista il rischio che eventuali raid contro l'Iran possano trasformarsi in un conflitto lungo e protratto in Medio Oriente.

Ministro Esteri Oman dopo incontro con Vance: "Pace alla nostra portata"

"La pace è alla nostra portata". Lo ha dichiarato su X il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, confermando di aver incontrato oggi il vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance, e di aver parlato con lui dei negoziati in corso tra Washington e Teheran e dei "progressi raggiunti" finora. "Sono grato per il loro impegno e auspico ulteriori progressi decisivi nei prossimi giorni", ha aggiunto al-Busadi.

Trump: "Avremo nuovi colloqui con l'Iran oggi"

"Avremo nuovi colloqui con l'Iran oggi". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Annullati i voli in partenza questa sera da Istanbul

I voli in partenza questa sera da Istanbul verso l'Iran sono stati annullati. Lo rende noto l'aeroporto della città turca. 

Germania: sconsigliati i viaggi in Israele

La Germania sconsiglia "con urgenza" ai propri connazionali di recarsi in Israele, mentre resta alta la tensione nella regione per un possibile attacco americano all'Iran. "Si sconsiglia vivamente di recarsi in Israele e a Gerusalemme Est", si legge in un avviso aggiornato sul sito web del ministero degli Esteri. Oggi gli Stati Uniti hanno raccomandato al personale non essenziale della loro ambasciata a Gerusalemme di lasciare Israele.

Trump: "Iran non dice le parole magiche niente armi nucleari"

L'Iran non sta dicendo le parole magiche, ovvero niente armi nucleari. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il presidente ha sottolineato che Teheran sarebbe intelligente se facesse un accordo. 

Trump: "Non voglio soluzione militare ma a volte serve"

"Non voglio ricorrere alla soluzione militare ma a volte bisogna farlo". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti sull'Iran. 

Trump: "Non ho deciso sull'Iran, non contento di come negozia"

Donald Trump non ha ancora deciso sull'Iran ma si è detto "non contento di come negozia" Tehran. Lo ha detto lo stesso presidente, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. 

Farnesina rinnova invito a cautela in Iran e Israele

Il ministero degli Esteri conferma gli avvisi rivolti da settimane ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese e alla prudenza in tutta la regione a causa di possibili nuove attività militari. In particolare, a seguito della riunione presieduta a fine gennaio dal ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo lo scoppio delle proteste in Iran, il personale non indispensabile dell’ambasciata a Teheran è stato fatto rientrare in Italia. Da allora è rimasta attiva la riduzione del personale e rimangono sconsigliati i viaggi a qualsiasi titolo: gli italiani presenti per turismo o la cui presenza non sia strettamente necessaria sono invitati a lasciare il Paese. Sono altrettanto sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Iraq e si raccomanda di rinviare viaggi non dettati da ragioni di necessità in Libano. Per quanto riguarda Israele, la Farnesina raccomanda a tutti i connazionali presenti nel Paese di prestare massima attenzione e di rimanere vigili, tenendosi informati sulle procedure di emergenza e sulle indicazioni delle autorità locali nei rispettivi luoghi di permanenza. 

Rubio in Israele senza giornalisti al seguito

Rompendo una lunghissima tradizione, il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà lunedì e martedì in visita ufficiale in Israele senza stampa al seguito. L'insolita decisione non è sfuggita ai media americani. Diversi giornalisti hanno sottolineato la circostanza sui loro account social. A quanto riferito dal dipartimento di Stato, Rubio "discuterà di una serie di priorità regionali, tra cui l'Iran, il Libano e gli sforzi in corso per attuare il Piano di pace in 20 punti per Gaza del presidente Trump", ha dichiarato il portavoce Tommy Pigott. 

Francia a cittadini in Israele: "Individuate rifugi"

Il ministero degli Esteri francese ha raccomandato ai cittadini presenti in Israele di restare vigili e di individuare i rifugi, alla luce dei crescenti timori di una guerra con l'Iran. Il Quai d'Orsay, riporta Reuters, ha inoltre ribadito il consiglio di non recarsi in Israele, Gerusalemme e Cisgiordania. 

Coloni attaccano palestinesi e attivisti Israele, 4 feriti

Le Idf e la polizia hanno "condannato fermamente tali atti di violenza", definendo "grave" quanto avvenuto. "Continueranno ad agire per mantenere la sicurezza dei residenti e l'ordine nella zona", ha aggiunto l'esercito israeliano che sta "cercando le persone coinvolte". Come ricorda Haaretz, il mese scorso, dieci coloni a volto coperto, provenienti da un avamposto illegale di recente costruzione nelle vicinanze, avevano sparato proiettili veri contro i residenti del villaggio di Qusra. Un funzionario della Difesa ha affermato che l'avamposto è stato evacuato ma secondo un residente palestinese questo non è avvenuto, anzi continua a espandersi.

Corte Suprema israeliana mette in stand-by le restrizioni per le ong

La Corte Suprema israeliana ha messo in stand-by le disposizioni del governo che di fatto rappresentavano restrizioni all'operatività di diverse ong nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Con questa decisione viene pertanto concessa una proroga alle organizzazioni internazionali che avevano rifiutato di allinearsi alle nuove richieste delle autorità israeliane per permettere di continuare a lavorare in tali territori. 

Rubio in Israele lunedì per colloqui

Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà lunedì in Israele per colloqui sull'Iran. Lo ha riferito il suo portavoce. 

Aiea: "Uranio arricchito al 60% stoccato in sito Isfahan"

Parte dell'uranio iraniano altamente arricchito, vicino alla soglia per uso militare, è stato stoccata in un'area sotterranea del sito nucleare di Isfahan. E' quanto sostiene l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) in un rapporto confidenziale inviato agli Stati membri, visionato dall'agenzia Reuters e rilanciato dai media israeliani. E' la prima volta che l'organismo di controllo dell'Onu indica con precisione il luogo di stoccaggio dell'uranio arricchito fino al 60% di purezza, un livello prossimo al 90% considerato necessario per la fabbricazione di un'arma nucleare. Secondo alcuni diplomatici, l'ingresso del sito nucleare sarebbe stato colpito a giugno nei raid statunitensi e israeliani, ma l'impianto nel suo complesso risulterebbe in gran parte intatto.

Sito cinese monitora movimenti aerei e flotta Usa

A seguire i movimenti degli aerei e della flotta Usa schierati in Medio Oriente c'è anche il sito cinese MizarVision che ha pubblicato immagini satellitari dei caccia americani F-22 presso la base aerea di Ovda, nel sud d'Israele, tra cui quattro posizionati su una pista di rullaggio. Come ricorda Times of Israel, MizarVision ha presunti legami con l'esercito cinese ed è stata accusata di aver ripubblicato immagini di altre aziende satellitari sovrapponendo le proprie. 

Iran, il Regno Unito ritira il personale diplomatico dal Paese

Il Regno Unito ha ritirato "temporaneamente" il personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran. 

L'Aiea anticipa i negoziati tecnici sul programma nucleare da lunedì

Discussioni tecniche sul programma nucleare iraniano si svolgeranno a Vienna la settimana prossima, ha anticipato l'Aiea auspicando l'esito positivo delle trattative in corso a Ginevra fra Stati Uniti e Iran che "avrebbe un impatto positivo sull'attuazione efficace delle salvaguardie in Iran". 

Nyt: "007 non credono che l'Iran avrà presto i missili per colpire gli Usa"

Per Donald Trump l'Iran avrà presto missili in grado di colpire gli Stati Uniti. I rapporti dell'intelligence americana però non supportano le dichiarazioni del presidente, ritenute esagerate. Secondo gli 007, infatti, all'Iran sia lontano ancora anni dal possedere missili in grado di raggiungere gli Usa. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti. Il quotidiano ritiene che le motivazioni di Trump e dell'amministrazione per spianare la strada a un possibile attacco all'Iran siano "false o non provate". Il presidente e i suoi consiglieri hanno affermato negli ultimi giorni che Teheran ha riavviato il suo programma nucleare ed ha abbastanza materiale per costruire una bomba atomica in pochi giorni e sta sviluppando missili che potrebbero essere in grado di colpire gli Stati Uniti. "Tutte e tre queste affermazioni sono false o non provate", afferma il New York Times secondo il quale gli esperti e i gruppi di monitoraggio di armi hanno dipinto un quadro ben diverso. Non ci sono infatti prove che l'Iran abbia ripreso gli sforzi per arricchire l'uranio o per costruire il meccanismo per detonare una bomba. 

L'Aiea invita l'Iran a cooperare in modo costruttivo

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha invitato l'Iran a cooperare "in modo costruttivo" rispondendo "con la massima urgenza" alla richiesta di verificare l'insieme delle sue installazioni nucleari, secondo un rapporto confidenziale consultato dall'Afp. "La perdita di continuità delle conoscenze dell'agenzia riguardo a tutti i materiali nucleari precedentemente dichiarati presso le strutture pertinenti in Iran deve essere affrontata con la massima urgenza", ha scritto l'agenzia delle Nazioni Unite responsabile della promozione degli usi pacifici dell'energia nucleare. 

Axios: "Evacuazione ambasciata Usa segno di una campagna imminente"

La decisione del Dipartimento di stato Usa di evacuare il personale non essenziale dall'ambasciata in Israele segnala che una campagna militare congiunta USA-Israele contro l'Iran potrebbe essere imminente. Lo scrive Axios. Il sito Usa ricorda che all'inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno evacuato anche tutto il personale non essenziale e i loro familiari dall'ambasciata di Beirut e che l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha scritto in un messaggio al personale dell'ambasciata che chiunque voglia lasciare il Paese dovrebbe farlo oggi. Ieri il comandante militare statunitense in Medio Oriente ha informato Donald Trump sulle opzioni per un'azione militare contro l'Iran: è stata la prima volta che il comandante del Comando centrale militare statunitense, l'ammiraglio Brad Cooper, ha informato Trump dall'inizio della crisi con l'Iran lo scorso dicembre. Considerato il massiccio rafforzamento militare statunitense in Medio Oriente, il briefing dell'ammiraglio Cooper è stato un altro segnale che la decisione di Trump sull'Iran "potrebbe essere imminente", aggiunge Axios. Questi segnali sono in netto contrasto con le affermazioni di funzionari statunitensi, iraniani e omaniti secondo cui i colloqui sul nucleare di ieri a Ginevra sono stati "positivi" e hanno fatto progressi. Oggi il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, principale mediatore tra Stati Uniti e Iran, sarà in visita a Washington per un incontro con il vicepresidente Vance, secondo quanto riportato da alcune fonti.

Media: "Corte Suprema di Israele sospende blocco per 37 ong"

La Corte Suprema israeliana blocca l'espulsione da Israele di 37 ong che operano a Gaza e in Cisgiordania. Lo riferisce Haaretz secondo cui la Corte Suprema ha concesso un'ingiunzione provvisoria che al momento impedisce l'espulsione da Israele delle organizzazioni umanitarie dopo una petizione presentata da Medici Senza Frontiere e altre 17 organizzazioni umanitarie.

Assalto coloni vicino Nablus, 4 i feriti fra cui 2 attivisti israeliani

Coloni israeliani hanno attaccato palestinesi e attivisti israeliani per i diritti umani nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, vicino a Nablus. Lo rende noto Haaretz, citando testimoni e media locali. Quattro persone sono state trasportate in ambulanza per ricevere cure mediche. Fra i feriti, anche due attivisti israeliani, un uomo e una donna, entrambi cinquantenni. Un testimone oculare ha riferito che i coloni, armati di mazze e piedi di porco, sono arrivati ​​all'abitazione dove risiedevano palestinesi e attivisti, picchiando gli occupanti. Le riprese della scena mostrano due palestinesi e due attivisti feriti nell'incidente. 

Wafa: "Sei palestinesi uccisi da Israele nella Striscia di Gaza"

Un attacco israeliano all'alba ha ucciso cinque palestinesi e ne ha feriti altri nella Striscia di Gaza centrale e meridionale, secondo fonti locali, mentre un sesto palestinese è stato ucciso nella città di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, secondo fonti locali e mediche. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. Le fonti hanno affermato che un drone israeliano ha preso di mira un gruppo di persone vicino alla zona di al-Maslakh, a ovest di Khan Younis, uccidendone tre. Nel frattempo, fonti mediche dell'ospedale Shuhada Al-Aqsa di Deir al-Balah hanno confermato che i corpi di due palestinesi uccisi e di diverse vittime sono arrivati ;;all'ospedale in seguito a un attacco con drone israeliano che ha preso di mira un gruppo di persone a nord del campo profughi di al-Bureij. Nel nord della Striscia invece i soldati israeliani hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco il 43enne Husam Abu Khusa nella zona di al-Atattra. 

Ramadan, migliaia palestinesi ad Al-Aqsa per preghiera

Migliaia di palestinesi della Cisgiordania hanno passato i check point israeliani per recarsi alla moschea di Al Aqsa a Gerusalemme per la preghiera del venerdì, durante il mese sacro del Ramadan. Israele ha messo il limite a 10mila fedeli per le preghiere settimanali. In base alle restrizioni per i palestinesi della Cisgiordania, solo gli uomini dai 55 anni in su, le donne sopra i 50 anni e i bambini sotto i 12 anni, se accompagnati da un parente di primo grado, possono recarsi al complesso di Al-Aqsa. 

Intervento militare Usa in Iran: cosa pensano gli statunitensi?

Gli Usa rafforzano la presenza militare contro l’Iran, ma l’opinione pubblica resta prudente: secondo un sondaggio YouGov per l'Economist il 49% è contrario all’uso della forza. Forte la polarizzazione: repubblicani favorevoli, democratici contrari. Molti temono però un intervento imminente

Intervento militare Usa in Iran: cosa pensano gli statunitensi?

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Gruppo iracheno filo-Teheran: "Prepararsi a lunga guerra"

Kataeb Hezbollah, potente gruppo armato iracheno filo-Teheran, ha esortato i suoi combattenti a prepararsi a una lunga guerra in Iran in caso di attacco Usa. Al contempo, il gruppo ha avvertito Washington che avrà "ingenti perdite" qualora dovessero avviare un conflitto nella regione. "Tra le minacce americane e il rafforzamento militare che indica una pericolosa escalation nella regione, è necessario" che tutti i combattenti "si preparino a una guerra di logoramento potenzialmente lunga", ha dichiarato Kataeb Hezbollah in una nota. Per il gruppo, la Repubblica islamica è strategica e qualsiasi attacco nei suoi confronti e' una "minaccia diretta", ha sottolineato un comandante. Nel giugno 2025, le milizie irachene filo-iraniane non sono intervenute durante la guerra tra Israele e Iran, ma questa volta saranno "meno moderate", soprattutto in caso di attacchi volti a rovesciare il regime di Teheran, ha avvertito. All'avvio della guerra di Israele contro Hamas a Gaza, i gruppi filo-iraniani hanno condotto attacchi contro le truppe Usa nella regione ma, sotto la crescente pressione Usa e interna, si sono fermati.

Iran, Cina esorta cittadini a lasciare Paese prima possibile

La Cina ha consigliato ai suoi cittadini di evitare di recarsi in Iran e ha esortato coloro che si trovano già nel Paese ad andarsene il prima possibile, con i voli disponibili o via terra. Lo riporta l'agenzia cinese Xinhua, sullo sfondo dei timori per un possibile attacco statunitense contro la Repubblica islamica. Secondo l'agenzia, il ministero degli Esteri e l'ambasciata cinese in Iran hanno invitato i cittadini cinesi a rafforzare le precauzioni di sicurezza e ad andarsene finché i voli commerciali sono ancora disponibili.

Ambasciatore Usa a staff: "Se volete lasciare Israele, fatelo oggi"

Se membri del personale diplomatico o loro familiari desiderano lasciare Israele, "dovrebbero farlo OGGI STESSO". Così l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, ha scritto in una mail, riportata dal New York Times e dalla stampa israeliana, dopo che il dipartimento di Stato ha autorizzato la partenza dei dipendenti governativi non essenziali e dei loro familiari dallo Stato ebraico, alla luce delle tensioni con l'Iran. Questo "probabilmente si tradurrà in un'elevata domanda di posti aerei oggi", ha sottolineato l'ambasciatore americano, esortando lo staff a concentrarsi "sull'ottenere un posto verso un qualsiasi luogo da cui poi si possa proseguire per Washington, ma la priorità assoluta sarà lasciare rapidamente il Paese". "Non c'è motivo di farsi prendere dal panico", ha aggiunto Huckabee, "ma per chi desidera partire, è importante pianificare la partenza il prima possibile".

Turk: "Grave rischio escalation militare. Prevalga ragione"

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, ha lanciato l'allarme per il rischio di un nuovo attacco all'Iran. "Sono estremamente allarmato dal rischio di un'escalation militare regionale e dalle sue conseguenze per i civili, e spero che prevalga la voce della ragione", ha detto Turk nel suo intervento al consiglio dei Diritti umani dell'Onu a Ginevra. Turk ha anche parlato della situazione interna in Iran, dopo la massiccia repressione delle manifestazioni di gennaio."La situazione in Iran rimane instabile", ha ricordato, e "gli ultimi giorni sono stati segnati da una nuova ondata di proteste nelle università, a dimostrazioni che restano le ragioni dello scontento". Continuano ad arrivare "segnalazioni di repressione, inclusi arresti e pressioni sugli ambienti accademici", ha riferito, senza contare che "migliaia di persone sono ancora disperse". Turk ha poi espresso "orrore" per la notizia "che almeno otto persone, tra cui due bambini, sono state condannate a morte in relazione alla rivolta". Non solo. "Altre trenta persone sarebbero minacciate con la stessa condanna", ha ricordato, "chiedo indagini indipendenti, imparziali e trasparenti, garanzie di un processo equo e una moratoria immediata sulla pena di morte".

Huckabee a staff ambasciata Usa in Israele: "Se volete andare via, fatelo ora"

L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee ha esortato - con una mail scritta alle 10.24 di questa mattina allo staff dell'ambasciata - chi volesse lasciare il paese a farlo "OGGI". Se qualcuno del personale o i familiari volesse partire, "dovrebbe farlo OGGI", è scritto nel testo, secondo quanto riporta il New York Times. L'avviso sulla partenza del personale non addetto alle emergenze "probabilmente si tradurrà in un'elevata richiesta di posti aerei oggi", scrive ancora. "Concentratevi sul trovare un posto verso qualsiasi luogo da cui poi potrete proseguire il viaggio per Washington, ma la priorità assoluta sarà lasciare rapidamente il Paese". La decisione è stata presa dopo riunioni e telefonate notturne, ha dichiarato Huckabee ai dipendenti nella email, ed è frutto di "estrema cautela" e di colloqui con il Dipartimento di Stato in cui i funzionari hanno concordato che la sicurezza del personale dell'ambasciata è una priorità.

Usa autorizzano personale non essenziale dell'ambasciata in Israele a partire

Gli Stati Uniti hanno autorizzato il personale non essenziale della propria ambasciata a Gerusalemme a lasciare il Paese, sullo sfondo di un possibile attacco americano contro l'Iran. Lo riferisce il New York Times. In una e-mail inviata venerdì mattina ai dipendenti della sede diplomatica, l'ambasciatore Mike Huckabee li ha avvertiti che se volevano lasciare Israele, "avrebbero dovuto farlo OGGI".

Iran, Turk: "Estremamente allarmato da rischio escalation in M.O"

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, si e' detto "estremamente allarmato" dal rischio di un'escalation regionale intorno all'Iran, a fronte delle ripetute minacce di attacchi statunitensi. "Sono estremamente preoccupato per il potenziale di un'escalation militare regionale e per il suo impatto sui civili, e spero che prevalga la voce della ragione", ha dichiarato Turk al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra. Ha espresso preoccupazione, inoltre, per la normalizzazione dell'uso della forza per risolvere le controversie, avvertendo che i conflitti creano "una landa desolata per i diritti umani". "Non dobbiamo tornare alla violenza come principio organizzativo", ha affermato Turk. "Il mondo non puo' restare a guardare mentre l'edificio del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani viene smantellato sotto i nostri occhi", ha insistito.

Iran, Canada invita i suoi cittadini a lasciare il Paese

Il Canada ha invitato tutti i suoi cittadini in Iran a partire il prima possibile tenuto conto delle tensioni nella regione che rimangono elevate. "Canadesi in Iran: a causa delle tensioni in corso, le ostilita' nella regione potrebbero riprendere con poco o nessun preavviso. Lasciate l'Iran ora se potete farlo in sicurezza", ha dichiarato il governo. "Assicuratevi che i documenti di viaggio siano aggiornati e tenete scorte sufficienti nel caso in cui dobbiate rifugiarvi sul posto", ha sottolineato il comunicato governativo. L'appello delle autorita' canadesi fa seguito a quello gia' lanciato da altri paesi nei giorni scorsi e nelle ultime settimane. Lunedi' l'India ha esortato i suoi cittadini a lasciare l'Iran dopo lo stesso monito lanciato da Polonia, Svezia, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Spagna. All'inizio della settimana, l'Australia ha dichiarato di aver dato istruzioni ai familiari dei suoi diplomatici in Israele e Libano di andarsene, e che i suoi cittadini in entrambi i Paesi dovrebbero prendere in considerazione l'idea di partire prima che sia troppo tardi.

M.O., Usa: via il personale non essenziale da Israele

Gli Stati Uniti hanno autorizzato la partenza dei dipendenti governativi non essenziali e dei loro familiari da Israele. Lo rende noto il Dipartimento di Stato, che cita rischi per la sicurezza e avverte che l'ambasciata potrebbe limitare i viaggi in alcune parti di Israele, nella Citta' Vecchia di Gerusalemme e in Cisgiordania. Il Dipartimento di Stato sollecita inoltre i cittadini americani a prendere in considerazione l'idea di lasciare Israele finche' i voli commerciali rimangono disponibili. "La decisione e' stata presa alla luce dei recenti incidenti di sicurezza e di una valutazione aggiornata della situazione", si legge nella nota.

Media: "Il ministro omanita vedrà Vance negli Usa per colloqui sull'Iran"

Il ministro degli Esteri omanita e mediatore nei negoziati tra Iran e Stati Uniti, Badr Al Busaidi, incontrerà oggi a Washington il vicepresidente J.D. Vance e altri funzionari statunitensi all'indomani dei colloqui di ieri a Ginevra. Lo riferisce Ms Now, sottolineando che l'incontro era programmato.

Iran: portaerei Usa Gerald Ford attesa oggi a largo Israele

La USS Gerald R. Ford, la piu' grande portaerei del mondo, arrivera' oggi a largo delle coste settentrionali di Israele. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al gruppo d'attacco di portaerei di dirigersi in Medio Oriente questo mese, nell'ambito di un massiccio rafforzamento militare, mentre valuta se intraprendere un'azione militare contro l'Iran. La portaerei e' partita ieri dall'isola greca di Creta dopo una sosta di rifornimento presso una base navale statunitense.

Iran, ministro Esteri Oman oggi a Washington: vedrà JD Vance

Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, incontrera' oggi a Washington il vicepresidente statunitense JD Vance e altri funzionari americani per colloqui nell'ambito delle trattative sul nucleare fra gli Usa e l'Iran. Lo riporta il canale statunitense Ms Now. L'incontro arriva dopo che l'inviato Usa Steve Witkoff e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, hanno incontrato a Ginevra AL Busadi, mediatore dei recenti colloqui indiretti tra Usa e Iran, che ha facilitato lo scambio di documenti e informazioni tra le due parti.

Scontri tra Pakistan e Afghanistan, Iran si offre per mediare

L'Iran ha offerto il proprio aiuto per "facilitare il dialogo" tra Afghanistan e Pakistan. Lo ha scritto su X il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.

Nucleare, Iran: Usa abbandonino le loro "richieste eccessive"

 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che, per raggiungere un accordo, gli Stati Uniti dovranno abbandonare le loro "richieste eccessive", dopo i colloqui tra le due parti a Ginevra. In una telefonata con l'omologo egiziano Badr Abdelatty, Araghchi ha affermato che "il successo in questo percorso richiede serieta' e realismo da parte dell'altra parte, evitando qualsiasi errore di calcolo e richieste eccessive".

Borsa: l'Asia chiude positiva e guarda agli investimenti per l'Ia

Le Borse asiatiche concludono la seduta in terreno positivo mentre si guarda agli investimenti per l'intelligenza artificiale. L'attenzione degli investitori è rivolta alle prossime mosse delle banche centrali sul fronte del taglio dei tassi d'interesse. Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche, con gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran.    In lieve rialzo Tokyo (+0,16%). Sul fronte valutario lo yen è in calo sul dollaro, a 155,97, ed è poco variato sull'euro, trattando a un livello di 184,07. A contrattazioni ancora in corso sale Hong Kong (+1,04%) con Shanghai (+0,38%) e Shenzhen (+0,21%). In calo Seul (-1%) e Mumbai (-0,68%).    Sul fronte macroeconomico in arrivo l'inflazione armonizzata di Francia, Spagna e Germania. La Bce, inoltre, diffonderà i dati sulle aspettative dell'inflazione. Da Parigi atteso il Pil del quarto trimestre. Dagli Stati Uniti attesi i prezzi alla produzione e la spesa per l'edilizia.

Petrolio: prezzi poco mossi in Asia, Brent sotto 71 dollari

I prezzi del petrolio viaggiano poco mossi dopo che gli Stati Uniti e l'Iran hanno prolungato i negoziati sul nucleare, alleviando i timori di potenziali ostilita' che potrebbero interrompere l'approvvigionamento, mentre l'Opec+ potrebbe riprendere l'aumento della produzione nella riunione di domenica. I future sul Brent guadagnano l0 0,04% a 70,87 dollari al barile, mentre il Wti sale dello 0,06% a 65,45. Nel corso della settimana, il Brent ha registrato un calo dell'1%, mentre il WTI e' sceso dell'1,3% circa, annullando parte dei guadagni della settimana precedente.

Iran, Vance: "Non verremmo coinvolti in una lunga guerra"

Non c'e' "alcuna possibilita'" che gli Stati Uniti vengano coinvolti in una guerra lunga anni. Parlando con il Washington Post, Vance ha affermato di non sapere cosa decidera' di fare Trump nei confronti dell'Iran, descrivendo possibilita' che includono attacchi militari "per garantire che l'Iran non ottenga un'arma nucleare" o risolvere "il problema diplomaticamente". Ma se Trump dovesse procedere con un altro giro di attacchi contro l'Iran, che alcuni funzionari statunitensi hanno suggerito potrebbe essere piu' estesi del bombardamento dei siti nucleari di giugno, Vance ha affermato con sicurezza che non si trasformerebbe in un lungo conflitto. "Non c'e' alcuna possibilita' che saremo coinvolti in una guerra in Medio Oriente per anni senza una fine in vista, ", ha dichiarato al Post in un'intervista mentre tornava a Washington da un evento nel Wisconsin. Penso che tutti preferiremmo l'opzione diplomatica", ha detto Vance. "Ma dipende davvero da cosa faranno e da cosa diranno gli iraniani", ha sottolineato. Alla domanda se, quando era un senatore e commentatore critico della guerra in Iraq, avrebbe potuto prevedere di essere stato associato a una presidenza interessata a provocare un cambio di regime all'estero, il vicepresidente ha risposto. "La vita ha un sacco di colpi di scena. Ma penso che Donald Trump sia un presidente 'America First' e persegue politiche che funzionano per il popolo americano. "Penso che dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato, ha aggiunto Vance. "Credo anche che dobbiamo evitare di imparare troppo dalle lezioni del passato. Solo perche' un presidente ha rovinato un conflitto militare non significa che non potremo mai piu' impegnarci in un conflitto militare. Dobbiamo stare attenti, ma credo che il presidente lo stia facendo." Un numero crescente di conservatori, in particolare giovani, ha espresso disappunto per il continuo sostegno militare all'alleato degli Stati Uniti. E Vance stesso ha piu' volte dichiarato di considerarsi ancora uno "scettico degli interventi militari stranieri", una descrizione che, a suo avviso, continua a valere anche per Trump. Intanto, ieri sono proseguiti i colloqui tra Washington e Teheran a Ginevra. Sebbene non sia stata raggiunta alcuna soluzione, funzionari statunitensi hanno affermato che "i colloqui di Ginevra sono stati positivi" e i mediatori hanno affermato che proseguiranno la prossima settimana a Vienna.

Intelligence Usa smentisce Trump: "No missili Iran pronti a colpirci"

L'affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui l'Iran avra' presto un missile in grado di colpire gli Stati Uniti non e' supportata dai rapporti dell'intelligence statunitense e, secondo tre fonti a conoscenza dei rapporti, sembra esagerata, mettendo in dubbio parte della sua tesi di un possibile attacco alla Repubblica islamica. Lo riferiscono i media americani. Nel discorso sullo stato dell'Unione tenuto martedi' al Congresso, Trump ha iniziato a spiegare perche' Washington potrebbe lanciare attacchi contro l'Iran, affermando che Teheran sta "lavorando su missili che presto raggiungeranno" gli Stati Uniti. "Ma non ci sono stati cambiamenti", affermano due fonti, in una valutazione non classificata del 2025 della Defense Intelligence Agency statunitense, secondo cui l'Iran potrebbe impiegare fino al 2035 per sviluppare un "missile balistico intercontinentale militarmente valido" (ICBM) dai suoi attuali veicoli di lancio spaziale per satelliti.

Gaza, Medici senza frontiere: "La situazione è catastrofica"

"A Gaza la situazione è catastrofica, c'è urgente bisogno di un afflusso massiccio di aiuti salvavita e un accesso umanitario senza ostacoli". E' quanto chiede l'organizzazione Medici senza frontiere (Msf) ribadendo di essere "determinata a restare per continuare a fornire cure mediche". "In base al diritto internazionale umanitario - si legge in una nota - in qualità di potenza occupante le autorità israeliane sono tenute a garantire la fornitura di assistenza umanitaria. Tuttavia, le nuove norme restrittive, che impongono a 37 Ong di lasciare i Territori Palestinesi Occupati entro il primo marzo 2026, minacciano di ridurre drasticamente gli aiuti già insufficienti". "Msf sta cercando di mantenere i servizi per i pazienti in un contesto sempre più difficile - dichiara Christopher Lockyear, segretario generale di Msf - ma i bisogni sono enormi e le drastiche restrizioni hanno conseguenze mortali. Centinaia di migliaia di pazienti hanno bisogno di cure mediche e di assistenza psicologica, mentre decine di migliaia di persone necessitano di cure continue e a lungo termine, sia chirurgiche che psicologiche". 

Media, 18enne iraniano ucciso dopo il suo arresto nel nord-est del Paese

Mohammad Hamed Qazqan, un manifestante diciottenne originario di un villaggio nella provincia del Khorasan Razavi, nel nord-est dell'Iran, è stato ucciso dopo essere stato arrestato dalle forze della sicurezza. Lo scrive Iran International. La sua famiglia ha affermato che il giovane era stato colpito alle gambe prima di essere arrestato.

Comandante truppe Usa in Medio Oriente presenta a Trump opzioni per Iran

Donald Trump ha ricevuto nelle ultime ore un briefing sulle opzioni militari a disposizione in Iran dall'ammiraglio Brad Cooper, il numero uno del Central Command. Lo riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali all'incotnro era presente al capo dello stato maggiore congiunto Dan Caine. Abc aggiunge inoltre che molti repubblicani e alcuni dei consiglieri stanno suggerendo a Trump di far attaccare l'Iran prima da Israele.

Attacchi israeliani su Gaza, almeno cinque morti

E' di almeno cinque morti il bilancio di alcuni attacchi da parte di Israele su Gaza. Lo ha comunicato il Ministero della Protezione civile della città palestinese secondo cui un attacco aereo ha ucciso almeno due persone nella zona centrale di Gaza e un attacco con droni nella parte meridionale della Striscia ha causato la morte di tre persone.

Vance: "Nessuna chance che gli Usa siano trascinati in guerra in Medio Oriente"

Donald Trump sta ancora valutando possibilità ma non c'è alcuna chance che gli Stati Uniti vengano trascinati in una lunga guerra. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista al Washington Post, sottolineando di non sapere cosa deciderà Trump, ovvero se attaccare per "garantire che l'Iran non abbia un'arma nucleare" oppure risolvere la questione con la diplomazia. Vance afferma inoltre continua a ritenersi uno "scettico degli interventi militari" all'estero, e lo stesso vale per Trump. "Penso che tutti preferiamo l'opzione diplomatica, ma dipende da cosa faranno e diranno gli iraniani". 

Iran, "compiuto nuovi progressi nel dialogo con gli Usa"

Dopo una giornata di discussioni a Ginevra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver avuto i colloqui "più intensi" finora con gli americani. "Questa sessione di negoziati è stata la più intensa mai avuta finora", ha sottolineato il negoziatore iraniano nella notte in un messaggio su X, sottolineando che "sono stati compiuti nuovi progressi nel nostro impegno diplomatico con gli Stati Uniti".

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