Iran, Usa e Teheran a Ginevra. Mediatori: “Ci sono aperture”. LIVE

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Nel corso dei negoziati gli Stati Uniti avrebbero chiesto all'Iran di smantellare i suoi tre principali siti nucleari e consegnare tutto l'uranio arricchito. Teheran si dice disposto a trattare sul nucleare ma avrebbe chiuso ad un negoziato sui missili. Sono stati compiuti nuovi progressi", ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Per JD Vance "non c'è alcuna chance che gli Stati Uniti vengano trascinati in una lunga guerra"

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A Ginevra l'ultima occasione per evitare un intervento Usa in Iran. “Ci sono state aperture senza precedenti a idee e soluzioni nuove e creative”, ha detto il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi dopo l'incontro con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel corso dei negoziati gli Stati Uniti avrebbero chiesto all'Iran di smantellare i suoi tre principali siti nucleari e consegnare tutto l'uranio arricchito. Teheran si dice disposto a trattare sul nucleare ma avrebbe chiuso ad un negoziato sui missili. "Questa sessione di negoziati è stata la più intensa mai avuta finora. Sono stati compiuti nuovi progressi", ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Per JD Vance "non c'è alcuna chance che gli Stati Uniti vengano trascinati in una lunga guerra".

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Iran, Vance: "Non verremmo coinvolti in una lunga guerra"

Non c'e' "alcuna possibilita'" che gli Stati Uniti vengano coinvolti in una guerra lunga anni. Parlando con il Washington Post, Vance ha affermato di non sapere cosa decidera' di fare Trump nei confronti dell'Iran, descrivendo possibilita' che includono attacchi militari "per garantire che l'Iran non ottenga un'arma nucleare" o risolvere "il problema diplomaticamente". Ma se Trump dovesse procedere con un altro giro di attacchi contro l'Iran, che alcuni funzionari statunitensi hanno suggerito potrebbe essere piu' estesi del bombardamento dei siti nucleari di giugno, Vance ha affermato con sicurezza che non si trasformerebbe in un lungo conflitto. "Non c'e' alcuna possibilita' che saremo coinvolti in una guerra in Medio Oriente per anni senza una fine in vista, ", ha dichiarato al Post in un'intervista mentre tornava a Washington da un evento nel Wisconsin. Penso che tutti preferiremmo l'opzione diplomatica", ha detto Vance. "Ma dipende davvero da cosa faranno e da cosa diranno gli iraniani", ha sottolineato. Alla domanda se, quando era un senatore e commentatore critico della guerra in Iraq, avrebbe potuto prevedere di essere stato associato a una presidenza interessata a provocare un cambio di regime all'estero, il vicepresidente ha risposto. "La vita ha un sacco di colpi di scena. Ma penso che Donald Trump sia un presidente 'America First' e persegue politiche che funzionano per il popolo americano. "Penso che dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato, ha aggiunto Vance. "Credo anche che dobbiamo evitare di imparare troppo dalle lezioni del passato. Solo perche' un presidente ha rovinato un conflitto militare non significa che non potremo mai piu' impegnarci in un conflitto militare. Dobbiamo stare attenti, ma credo che il presidente lo stia facendo." Un numero crescente di conservatori, in particolare giovani, ha espresso disappunto per il continuo sostegno militare all'alleato degli Stati Uniti. E Vance stesso ha piu' volte dichiarato di considerarsi ancora uno "scettico degli interventi militari stranieri", una descrizione che, a suo avviso, continua a valere anche per Trump. Intanto, ieri sono proseguiti i colloqui tra Washington e Teheran a Ginevra. Sebbene non sia stata raggiunta alcuna soluzione, funzionari statunitensi hanno affermato che "i colloqui di Ginevra sono stati positivi" e i mediatori hanno affermato che proseguiranno la prossima settimana a Vienna.

Intelligence Usa smentisce Trump: "No missili Iran pronti a colpirci"

L'affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui l'Iran avra' presto un missile in grado di colpire gli Stati Uniti non e' supportata dai rapporti dell'intelligence statunitense e, secondo tre fonti a conoscenza dei rapporti, sembra esagerata, mettendo in dubbio parte della sua tesi di un possibile attacco alla Repubblica islamica. Lo riferiscono i media americani. Nel discorso sullo stato dell'Unione tenuto martedi' al Congresso, Trump ha iniziato a spiegare perche' Washington potrebbe lanciare attacchi contro l'Iran, affermando che Teheran sta "lavorando su missili che presto raggiungeranno" gli Stati Uniti. "Ma non ci sono stati cambiamenti", affermano due fonti, in una valutazione non classificata del 2025 della Defense Intelligence Agency statunitense, secondo cui l'Iran potrebbe impiegare fino al 2035 per sviluppare un "missile balistico intercontinentale militarmente valido" (ICBM) dai suoi attuali veicoli di lancio spaziale per satelliti.

Gaza, Medici senza frontiere: "La situazione è catastrofica"

"A Gaza la situazione è catastrofica, c'è urgente bisogno di un afflusso massiccio di aiuti salvavita e un accesso umanitario senza ostacoli". E' quanto chiede l'organizzazione Medici senza frontiere (Msf) ribadendo di essere "determinata a restare per continuare a fornire cure mediche". "In base al diritto internazionale umanitario - si legge in una nota - in qualità di potenza occupante le autorità israeliane sono tenute a garantire la fornitura di assistenza umanitaria. Tuttavia, le nuove norme restrittive, che impongono a 37 Ong di lasciare i Territori Palestinesi Occupati entro il primo marzo 2026, minacciano di ridurre drasticamente gli aiuti già insufficienti". "Msf sta cercando di mantenere i servizi per i pazienti in un contesto sempre più difficile - dichiara Christopher Lockyear, segretario generale di Msf - ma i bisogni sono enormi e le drastiche restrizioni hanno conseguenze mortali. Centinaia di migliaia di pazienti hanno bisogno di cure mediche e di assistenza psicologica, mentre decine di migliaia di persone necessitano di cure continue e a lungo termine, sia chirurgiche che psicologiche". 

Media, 18enne iraniano ucciso dopo il suo arresto nel nord-est del Paese

Mohammad Hamed Qazqan, un manifestante diciottenne originario di un villaggio nella provincia del Khorasan Razavi, nel nord-est dell'Iran, è stato ucciso dopo essere stato arrestato dalle forze della sicurezza. Lo scrive Iran International. La sua famiglia ha affermato che il giovane era stato colpito alle gambe prima di essere arrestato.

Comandante truppe Usa in Medio Oriente presenta a Trump opzioni per Iran

Donald Trump ha ricevuto nelle ultime ore un briefing sulle opzioni militari a disposizione in Iran dall'ammiraglio Brad Cooper, il numero uno del Central Command. Lo riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali all'incotnro era presente al capo dello stato maggiore congiunto Dan Caine. Abc aggiunge inoltre che molti repubblicani e alcuni dei consiglieri stanno suggerendo a Trump di far attaccare l'Iran prima da Israele.

Attacchi israeliani su Gaza, almeno cinque morti

E' di almeno cinque morti il bilancio di alcuni attacchi da parte di Israele su Gaza. Lo ha comunicato il Ministero della Protezione civile della città palestinese secondo cui un attacco aereo ha ucciso almeno due persone nella zona centrale di Gaza e un attacco con droni nella parte meridionale della Striscia ha causato la morte di tre persone.

Vance: "Nessuna chance che gli Usa siano trascinati in guerra in Medio Oriente"

Donald Trump sta ancora valutando possibilità ma non c'è alcuna chance che gli Stati Uniti vengano trascinati in una lunga guerra. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista al Washington Post, sottolineando di non sapere cosa deciderà Trump, ovvero se attaccare per "garantire che l'Iran non abbia un'arma nucleare" oppure risolvere la questione con la diplomazia. Vance afferma inoltre continua a ritenersi uno "scettico degli interventi militari" all'estero, e lo stesso vale per Trump. "Penso che tutti preferiamo l'opzione diplomatica, ma dipende da cosa faranno e diranno gli iraniani". 

Iran, "compiuto nuovi progressi nel dialogo con gli Usa"

Dopo una giornata di discussioni a Ginevra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aver avuto i colloqui "più intensi" finora con gli americani. "Questa sessione di negoziati è stata la più intensa mai avuta finora", ha sottolineato il negoziatore iraniano nella notte in un messaggio su X, sottolineando che "sono stati compiuti nuovi progressi nel nostro impegno diplomatico con gli Stati Uniti".

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