Guerra Ucraina Russia, Witkoff: “Possibile incontro Zelensky-Putin”

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"Crediamo molto in questo incontro nel quale andrebbero risolte le questioni relative ai territori e alle garanzie di sicurezza”, ha detto l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff. I vertici Ue a Kiev nel quarto anniversario dell’inizio della guerra. "Siamo determinati ad aumentare ancora la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione", hanno dichiarato Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato con 107 voti a favore la risoluzione promossa da Kiev per una "pace duratura" 

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L'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, crede in un possibile incontro tra il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, nel quale andrebbero risolte le questioni relative ai territori e alle garanzie di sicurezza. Lo scrive l'agenzia Interfax-Ucraina. 

I vertici Ue a Kiev nel quarto anniversario della guerra per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban, che blocca il prestito da 90 miliardi per l'Ucraina e pone veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. "Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell'altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo", ha detto la presidente della Commissione europea. “La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi e si sta indebolendo. Siamo determinati ad aumentare ancora la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione”, hanno sottolineato Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Putin ha fallito, Trump non cada nel suo gioco e resti al nostro fianco”, l'appello di Zelensky. 

Riunione online della Coalizione dei Volenterosi che ha esortato Mosca ad accettare “un cessate il fuoco incondizionato”, ma il presidente francese Macron si è detto “molto scettico sulla possibilità di una pace a breve termine”. Collegata anche la premier Meloni: “Dall'Italia convinto sostegno a Kiev”. Palazzo Chigi illuminato con i colori ucraini. Mosca tira diritto: “Gli obiettivi dell'intervento militare non sono stati pienamente raggiunti e quindi l'operazione militare speciale continua”, dice il Cremlino, secondo il quale “Londra e Parigi vogliono dare armi nucleari a Kiev”. Il Regno Unito nega: “Putin mente”.

In Senato l'avvio della discussione sul decreto Ucraina, dopo il via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato. Il governo ha posto la questione di fiducia al Senato sul decreto Ucraina, già approvato dalla Camera, che contiene la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina, il rinnovo dei permessi di soggiorno di cittadini ucraini e la sicurezza dei giornalisti freelance. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia inizieranno domani alle 10. Seguirà la chiama.

L'Assemblea generale dell'Onu ha approvato con 107 voti a favore la risoluzione “Sostegno a una pace duratura in Ucraina", promossa da Kiev, in occasione del quarto anniversario della guerra scatenata dalla Russia. In base al risultato del voto elettronico, gli Usa si sono astenuti, mentre la Russia ha bocciato l'iniziativa insieme ad altri 11 Paesi, tra cui Corea del Nord, Cuba e Iran.

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Crimea, la villa di Putin da 100 mln: dalla criocamera ai bagni d'oro

Le immagini svelate dall'indagine condotta dal team di Aleksei  Navalny. La tenuta vanta una residenza principale di 9mila metri quadri,  interni sfarzosi con suite padronali da 240 metri quadri, un molo  privato, una spiaggia artificiale e un eliporto.

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Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il nuovo braccio destro di Zelensky

Definito l'uomo "senza sorriso", era sconosciuto al pubblico quando fu  nominato capo del servizio di intelligence militare GUR nell'agosto  2020. Originario di Kiev, Kyrylo "ha esperienza specialistica nei  settori bellici e la forza sufficiente per produrre risultati", ha detto  il presidente ucraino.

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Tour Eiffel illuminata di giallo-blu

La Tour Eiffel è stata illuminata oggi in blu e giallo, i colori della bandiera ucraina, in occasione del quarto anniversario della guerra su larga scala iniziata dalla Russia."Parigi è e sarà sempre accanto al popolo ucraino", ha dichiarato la sindaca di Parigi Anne Hidalgo in un post sui social media, accompagnato da una foto del monumento illuminato.La sindaca ha anche promesso che la capitale francese manterrà il sostegno alla ricostruzione, in particolare della sua "città sorella", Kiev.La Torre Eiffel era già stata illuminata in onore dell'Ucraina negli anniversari precedenti all'inizio del conflitto.

Ucraina, ecco le 5 garanzie di sicurezza dei Volenterosi per Kiev

Cinque garanzie di sicurezza per Kiev e una "cellula di coordinamento che consentirà di integrare pienamente tutti gli eserciti competenti e che consentirà il coordinamento fra la coalizione dei Volenterosi, gli Stati Uniti d'America e l'Ucraina". Questi i punti principali per il futuro di Kiev che sono emersi dall’ultima riunione della coalizione dei Volenterosi (35 Paesi impegnati nel percorso di pace) che si è tenuta il 6 gennaio, a Parigi, ispirati all’articolo 5 della Nato, come da tempo suggerisce l’Italia.

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Zelensky: 'Mosca spera che con il voto arrivi uno che baci Putin in un posto'

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ritiene che i russi abbiano l'errata convinzione che in seguito alle possibili elezioni nel suo Paese verrà eletto un presidente filo-Mosca. "Non perdono la voglia, secondo me (di rimuovermi - ndr) - ha detto in un'intervista a Ard - Tuttavia, dov'è la certezza che se non ci sarò io, arriverà una persona filo-russa? Possiamo parlare in modi diversi, potrebbero esserci diverse sfide all'interno dello Stato, ma chi ha detto che il presidente sarà una persona che bacerà Putin in un posto? Improbabile". 

Witkoff: 'Incontrerò Umerov a Ginevra'

Steve Witkoff annuncia che incontrerà Rustem Umerov, il capo dei negoziatori ucraini, a Ginevra. Lo riporta Ukrainska Pravda citando un intervento dell'inviato speciale di Donald Trump ad un incontro organizzato da Victor Pinchuk Foundation. Witkoff ha ricordato che lui si recherà a Ginevra giovedì prossimo, insieme al genero di Trump Jared Kushner, per i colloqui con l'Iran. Ed ha detto che quindi si aspetta di incontrare il negoziatore ucraino, con il quale ha contatti quotidiani, mentre è in Svizzera. 

Missile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire

Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025 che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto,  studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un'ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata  poi utilizzata tra l'8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa  si tratta?

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Ucraina, Witkoff: "Possibile incontro Zelensky-Putin"

L'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, crede in un possibile incontro tra il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, nel quale andrebbero risolte le questioni relative ai territori e alle garanzie di sicurezza. Lo scrive l'agenzia Interfax-Ucraina, citando la dichiarazione online di Witkoff all'incontro organizzato dalla Fondazione Victor Pinchuk. "Crediamo molto in questo incontro - afferma Witkoff - crediamo che in parte abbiamo cercato di risolvere tutte le altre questioni e poi abbiamo lasciato la questione dei territori ai leader. Si', abbiamo molto lavoro da fare sui territori, dobbiamo considerare tutti i diversi concetti, ci sono molte opzioni diverse a cui pensare". Secondo Witkoff, gli Stati Uniti ritengono che l'incontro tra Zelensky e Putin potrebbe confermare gli accordi precedenti e risolvere la questione dei territori. Se cio' dovesse accadere, "allora forse arriveremo a una sorta di incontro trilaterale".

Trump: “India non acquisterà petrolio russo”. Che cosa può cambiare?

Il 2 febbraio il presidente americano ha annunciato di aver fatto un  accordo commerciale con l’India i cui dazi vengono ridotti da Washington  dal 25% al 18%. Per il presidente americano, inoltre, l’India avrebbe  accettato di non comprare più petrolio da Mosca. Ma mancano conferme.  Che risvolti può avere questo nuovo assetto? Anche di questo tema si è  occupata una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

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Ucraina, Meloni a Volenterosi: "Creare condizioni di pace". VIDEO

Ucraina, Meloni a Volenterosi: "Creare condizioni di pace" | Video Sky - Sky TG24

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Ucraina, Zuppi: "Ricorrenza vergognosa, stop bombardamenti"

"Oggi ricordiamo l'inizio della guerra in Ucraina, il giorno in cui l'esercito della Federazione russa ha invaso il territorio. Quattro anni, una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l'intera umanita', disse un anno fa Papa Francesco e la vergogna e' aumentata. Una lunghissima notte di disperazione che attende il sole della pace, una quaresima che attende la Pasqua che tutti dobbiamo cercare". Cosi' il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, nella veglia di preghiera per la pace che si e' tenuta nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Zuppi ha sottolineato come ci sia "un rapporto diretto tra la mancanza del timore di Dio e non avere riguardo per nessuno", "l'idolatria di se' cancella la realta' stessa e la relazione verso il prossimo" ma Dio ricorda "sempre a tutti di essere custodi del proprio fratello" e ci ammonisce a dominare l'istinto che altrimenti ci domina". Ripercorrendo le "tante terribili immagini di morte" dall'inizio del conflitto, Zuppi ha osservato che il grido dei piccoli "e' ascoltato da Dio". "La Chiesa, come ha chiesto Papa Leone cerca solo che tacciano le armi, che cessino i bombardamenti, che si giunga senza indugio a un cessato il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace", ha proseguito il presidente della Cei. Zuppi ha poi ricordato il lavoro svolto a Kiev, e gli incontri con alcune donne sfollate aiutate dalla Comunita' di Sant'Egidio: "Le nostre comunita' in Ucraina hanno rappresentato in questi quattro anni una sicurezza conforto luce di speranza, calore nel freddo terribile della violenza". "Il perdono e' difficile darlo - ha aggiunto Zuppi -, ma possiamo cominciare a chiedere perdono per come siamo, per il fatto di essere vivi mentre gli altri muoiono", "preghiamo allora perche' il sole della pace venga presto a illuminare la notte della guerra e preghiamo perche' il dialogo cresca perche' si moltiplichino i contatti e le prevedibili difficolta' siano superate con il concorso di tutti anche finalmente dell'Europa per la quale vale la domanda quanto poco ancora abbiamo fatto per il dialogo per la pace. Perche' i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo". Ma "questa convinzione richiede lo sforzo di tutti". Questo nostro tempo diventato "dell'odio", "ci chiede di avere un cuore disarmato, di lavorare in un servizio di puro amore che ripara le ferite e che realizza oggi la pace dopo quattro anni con ancora maggiore insistenza e convinzione. Chiediamo giustizia e con la preghiera bussiamo al mistero della storia perche' diventi luce della pace".

Meloni conferma sostegno Kiev. Ue parli con sola voce

Il governo italiano "rinnova la propria solidarieta' e vicinanza" alle istituzioni e alla popolazione ucraina, "accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti", punta a "solide garanzie di sicurezza" per l'Ucraina, l'impegno umanitario portato avanti "costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l'Italia partecipa con un ruolo di primo piano", l'obiettivo "rimane quello di creare le condizioni affinche' la popolazione ucraina possa vivere in pace": la premier Giorgia Meloni oggi si e' collegata in video conferenza nella riunione della coalizione dei volenterosi per ribadire l'appoggio a Kiev nel quarto anniversario dell'aggressione russa. Tornando a sottolineare la necessita' di mettere pressione sulla Russia e che l'Unione europea parli con una sola voce. Ma all'interno della Ue resta il 'nodo Orban' che si oppone al ventesimo pacchetto di sanzioni e al prestito da 90 miliardi di debito comune Ue. "Piu' volte grazie a Meloni si sono sbloccate situazioni difficili, non solo con Orban", ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, "si trovera' di sicuro un punto di caduta". L'input e' quello di mediare, "si trovera' una soluzione, non bisogna alzare i toni in questa fase", l'invito del braccio destro della presidente del Consiglio. La premier ha poi preso parte al summit del G7 durante il quale i paesi europei tra l'altro sono tornati a insistere sulla necessita' che l'Europa abbia un ruolo al tavolo di pace. Ma nelle riunioni passi in avanti sul negoziato non sarebbero stati compiuti. La necessita' e' che l'Unione europea parli con una sola voce, che si sieda al tavolo delle trattative, avrebbe sottolineato la presidente del Consiglio. L'ipotesi rilanciata anche dal sottosegretario Fazzolari di un inviato speciale che parli pure on il presidente russo Vladimir Putin non avrebbe l'appoggio di molti paesi Ue. L'Italia - ha fatto sapere palazzo Chigi in una nota - "sta rivolgendo una particolare attenzione alle urgenti esigenze umanitarie della popolazione ucraina". Nel dettaglio "e' attualmente in corso un programma di fornitura di generatori e caldaie a sostegno del sistema energetico ucraino, fondamentale per la resilienza civile" e "parallelamente e' stata avviata un'iniziativa per la fornitura di apparecchiature sanitarie destinate ai reparti materno-infantili degli ospedali situati nelle aree piu' colpite dagli attacchi". Intanto domani arrivera' il via libera al dl Ucraina al Senato, il governo ha posto il voto di fiducia e anche la Lega ha fatto sapere che, eccezione per il leghista Claudio Borghi, votera' compatta a favore del provvedimento. "Nell'arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto", ha fatto sapere Fazzolari. "La Russia - ha insistito - e' davanti a una sconfitta storica e strategica che paghera' probabilmente per decenni e decenni". Ed ancora: "E' ormai ridotta a potenza regionale, esce ridimensionata dal conflitto". Roberto Vannacci? Chi vuole stare nella coalizione "deve condividere il programma di centrodestra" e quindi anche il "sostegno all'Ucraina".

Witkoff: "Vedrò il capo delegazione ucraino giovedì a Ginevra"

L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, ha annunciato un incontro a Ginevra con il capo della delegazione negoziale ucraina, il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Rustem Umerov.    "Lo scopo principale della nostra permanenza a Ginevra è incontrare gli iraniani, perché stiamo cercando di risolvere questa situazione anche attraverso la diplomazia. Ma ho parlato con Rustem (Umerov, ndr), con cui comunico quasi ogni giorno, letteralmente, e gli ho chiesto il permesso del presidente Zelensky per incontrarci a Ginevra", ha detto Witkoff durante un incontro speciale YES organizzato dalla Fondazione Victor Pinchuk, ripreso da Ukrainska Pravda. Secondo lui, lo scopo dell'incontro è quello di proseguire il dialogo e di esplorare "diverse opzioni su come raggiungere un accordo di pace".

Eurobarometro: crescono le preoccupazioni dei cittadini

Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro pubblicato dal Parlamento Ue i  cittadini europei sarebbero sempre più preoccupati a causa delle  crescenti tensioni geopolitiche, ma con le paure cresce anche l’esigenza  di un’Unione più coesa e capace di fornire protezione.

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Heraskevych, atleti ucraini su casco vietato alle Olimpiadi: chi erano

Oltre 20 fotografie in bianco e nero applicate su un casco da  gara: sono i volti di alcuni atleti e allenatori ucraini uccisi  dall’inizio dell’aggressione russa. A portarli in pista è stato Vladyslav Heraskevych, campione di skeleton e portabandiera per Kiev alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Un gesto che gli è costato la squalifica per violazione della norma 50 del regolamento Cio. Dietro  il caso di Heraskevych, però, ci sono le storie di oltre 20 vite  spezzate dalla guerra, rappresentative delle oltre 600 vittime del mondo  dello sport ucraino. Ecco le loro storie.

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Israele vota a favore della risoluzione Onu a sostegno dell'Ucraina

Israele, diversamente dagli Stati Uniti, sostiene la risoluzione approvata questa sera all'Assemblea generale delle Nazioni Unite per una ''pace giusta e duratura basata sulla sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina'', chiedendo il ritiro immediato di Mosca.    L'anno scorso, nella medesima occasione, sia Usa sia Israele avevano votato contro.

La Lettonia stanzia un nuovo pacchetto di aiuti per Kiev del valore di due milioni

Il governo lettone ha approvato oggi un nuovo pacchetto di aiuti ai settori energetico e militare dell'Ucraina del valor complessivo di 1.900.000 euro.     Della somma stanziata, 1,2 milioni serviranno all'acquisto di generatori e altre attrezature per l'approvvigionmento elettrico della regione di Charkov, mentre poco meno di 700.000 euro saranno destinati all'acquisto di droni e velivoli senza pilota ad uso delle forze armate di Kiev.

L'Onu approva risoluzione su pace in Ucraina, Usa astenuti

L'Assemblea generale dell'Onu ha approvato con 107 voti a favore la risoluzione 'Sostegno a una pace duratura in Ucraina", promossa da Kiev, in occasione del quarto anniversario della guerra scatenata dalla Russia. "Accolgo con favore l'adozione odierna", ha scritto su X, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, osservando che "nei momenti decisivi, la comunità internazionale deve essere chiara. Oggi lo è".     In base al risultato del voto elettronico, gli Usa si sono astenuti, mentre la Russia ha bocciato l'iniziativa insieme ad altri 11 Paesi, tra cui Corea del Nord, Cuba e Iran. ra i 51 Stati complessivi astenutisi, oltre a Washington, figurano Cina, Brasile, India e Ungheria.    "Per noi, questo non è solo un altro voto. È una conferma che l'Ucraina non è sola e che i principi della Carta delle Nazioni Unite sono ancora importanti. Ringraziamo tutti i 107 Stati membri che hanno sostenuto questo messaggio chiaro. Continueremo ad agire, con fermezza e coerenza, per raggiungere una pace globale, giusta e duratura, in linea con la Carta dell'Onu", ha aggiunto Sybiha.    Critico l'ex generale Keith Kellogg, nonché ex inviato Usa per l'Ucraina: "Un voto delle Nazioni Unite per una pace duratura in Ucraina e ci siamo astenuti. Chissà perché. La Federazione Russa era contraria alla proclamazione. Quattro anni di guerra non sono forse sufficienti? Bambini scomparsi, bombardamenti di città e uccisioni di innocenti non sono sufficienti? Non è un affare, è una guerra", ha postato Kellogg su X.

Dl Ucraina, Casini (Pd): "Meloni cambi posizione su diritto veto"

"Porre la questione di fiducia sul decreto Ucraina e' desolante, perche' il governo invece di realizzare unita', si chiude nel recinto della maggioranza. Un grave errore politico e istituzionale. Dopo 4 anni di guerra si vorrebbe imporre all'Ucraina di cedere quella parte di territorio del Donbass che ha difeso al prezzo di tante vite umane. E' un atto di arroganza in spregio al diritto internazionale. La liberta' dei popoli non e' un optional, ma un fondamento della pace e della sicurezza". Lo ha detto il senatore Pd Pier Ferdinando Casini intervenendo in aula nella discussione generale su decreto. "L'Ue ha fatto molto per l'Ucraina, ma ora deve fare di piu' per un'unita' di politica europea in tema di difesa e sicurezza. Mi auguro, quindi, che la presidente del Consiglio assuma una posizione diversa sul diritto di veto: non si difende l'Europa difendendo il diritto di veto. L'Ue deve avere potere decisionale. Compito dell'Europa e difendere l'Ucraina, non venderla; valori e principi non possono essere venduti al mercato", ha concluso.

Europa Radicale manifesta a Odessa: "Un dovere civico e morale"

Gli attivisti piemontesi di Europa Radicale hanno manifestato oggi a Odessa, nel quarto anniversario dell'invasione russa, per chiedere "uno scudo protettivo sui cieli dell'Ucraina e il processo ai criminali di guerra del Cremlino". Fra i dimostranti, raccolti sulla cima della scalinata Potemkin, c'erano decine di ucraini e una quarantina di italiani fra cui Pina Picierno, vicepresidente del parlamento europeo, i parlamentari Ivan Scalfarotto e Benedetto della Vedova, i consiglieri comunali milanesi Elena Buscemi e Gianmaria Radice. Decine gli ucraini presenti. Per Europa Radicale sono intervenuti Igor Boni, Federica Valcauda, Emilia Rossi e Silvja Manzi.     "Siamo fieri - dichiarano - di essere riusciti a realizzare questa manifestazione che per noi è un dovere civico, politico, umano e civile. Chiediamo che l'Ucraina entri in Europa e che l'Europa entri in Ucraina per chiudere i cieli e fermare la mano assassina di Putin. Odessa è una città stupenda che portiamo nel cuore insieme alla forza dei suoi cittadini, che vivono ogni giorno sotto attacco tentando di trovare un briciolo di normalità". "Che nel nostro Paese - proseguono i radicali - ci siano partiti e leader politici a cominciare da Lega e Cinque Stelle che non perdono occasione per lasciare al loro destino l'Ucraina, l'Europa, la democrazia e la libertà, è il segno della pervasività della guerra ibrida di Mosca".

Ucraina, Magni (Avs): "Continua politica fallimentare"

"Oggi siamo di fronte ad un triste anniversario: quattro anni di guerra e 2 milioni di morti e feriti. Sono passati quattro anni e non c'e' nessuna ombra di pace in vista e la popolazione civile continua a pagare il prezzo altissimo di una guerra infinita. L'unica cosa che sa fare la politica italiana ed europea e' prorogare pacchetti di aiuti militari. In poche parole ci apprestiamo a prorogare una politica fallimentare senza una riflessione, senza porsi il problema di quale ruolo abbia svolto fino ad ora il nostro Paese e l'Unione Europea". Lo afferma il senatore dell'Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni. "Un'Europa dove ognuno ha pensato a fare il primo della classe, un'Europa mai protagonista. Dopo quattro lunghi anni siamo ancora al punto di partenza e continuare a inviare le armi e a non risolve il problema. Noi continuiamo a pensare che per costruire la pace bisogna volere la pace, che per fare la pace c'e' bisogno della diplomazia. Io non ho mai visto che la pace si costruisce con le armi, perche' le armi non chiamano la pace ma chiamano la guerra. Noi continuiamo a non condividere le scelte fatte fino ad oggi dalla destra. Siamo dal primo giorno contrari all'invio di armi e lo siamo anche oggi", conclude.

Ucraina, Assemblea Onu vota sostegno a Kiev: Usa si astengono

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espresso il suo sostegno all'Ucraina in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa. Gli Stati Uniti sono tra i paesi che si sono astenuti. L'Assemblea ha approvato una risoluzione in cui si dichiara l'impegno a favore "della sovranita', dell'indipendenza, dell'unita' e dell'integrita' territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale". La risoluzione e' stata approvata con 107 paesi favorevoli, 12 contrari e 51 astensioni, tra cui quella degli Usa. La risoluzione chiedeva anche un cessate il fuoco immediato e incondizionato e una "pace globale, giusta e duratura". La delegazione statunitense aveva insistito per una votazione separata sui paragrafi riguardanti l'integrita' territoriale dell'Ucraina e il diritto internazionale, ma questa ipotesi e' stata respinta. La vice ambasciatrice statunitense Tammy Bruce ha dichiarato di aver accolto con favore l'appello delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco, ma ha affermato che la risoluzione include "un linguaggio che rischia di distrarre" dagli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra, anziche' sostenerli. Non ha specificato il significato di queste parole. In giornata i leader del G7, incluso Trump, hanno ribadito il loro "incrollabile sostegno all'Ucraina" in una dichiarazione rilasciata in occasione del quarto anniversario dell'invasione. Un mese dopo il ritorno di Trump al potere nel gennaio 2025, gli Stati Uniti avevano votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedeva una "pace giusta e duratura" per porre fine alla guerra. La delegazione statunitense ha poi ottenuto l'approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza di una risoluzione sostenuta dalla Russia che chiedeva la pace ma non menzionava l'integrita' territoriale dell'Ucraina. Fino ad allora, il Consiglio non si era pronunciato sulla guerra perche' la Russia aveva costantemente esercitato il suo potere di veto. "Nonostante gli sforzi di pace guidati dagli Stati Uniti e sostenuti dall'Europa, la Russia continua a non dimostrare alcuna reale volonta' di fermare questa aggressione", ha dichiarato il Vice Ministro degli Esteri ucraino Mariana Betsa.La Vice Ambasciatrice russa Anna Evstigneeva ha detto che l'Ucraina dovrebbe concentrarsi sulla diplomazia per porre fine alla guerra "piuttosto che avviare l'ennesimo voto politicizzato".

Ucraina, bandiera di Kiev su facciata Palazzo della Città a Bari

"Nel giorno del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, la citta' di Bari rinnova il proprio messaggio di vicinanza e solidarieta' al popolo ucraino. Questa mattina la bandiera ucraina e' stata esposta sulla facciata di Palazzo della Citta' in segno di sostegno alla popolazione stremata dalla guerra. Nell'occasione, il sindaco Vito Leccese ha deposto dei fiori dei colori della bandiera ucraina ai piedi della statua di san Nicola nella piazza della Basilica dedicata al santo patrono". Lo si legge in una nota. ""Nel quarto anniversario dell'invasione dell'Ucraina torniamo a chiedere con urgenza la soluzione di un conflitto che ha gia' causato centinaia di migliaia di vittime innocenti. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci agli orrori della guerra, dovunque si consumi, ne' consegnare ai bambini di ogni parte del mondo un presente senza speranza, segnato da morte e devastazione. Ne va della nostra stessa umanita'. Da Bari, citta' del dialogo, citta' che custodisce le spoglie del santo che unisce Oriente e Occidente, ci uniamo alle preghiere del Papa perche' cessi il suono delle bombe e si possa finalmente raggiungere una pace duratura. I fiori sul basamento della statua di San Nicola - ha detto Vito Leccese, sindaco di Bari - sono al contempo il segno della nostra solidarieta' con il popolo ucraino, che speriamo presto possa a tornare a vivere in pace, e l'auspicio che i governanti di tutto il mondo scelgano finalmente le ragioni del dialogo e della diplomazia. Perche', come diceva Gino Strada, non esiste una guerra giusta, e perche' sono le popolazioni civili le vere vittime della guerra dei potenti".

Palazzo Chigi illuminato con i colori della Bandiera Ucraina

Palazzo Chigi illuminato con i colori della Bandiera Ucraina

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Il Colosseo illuminato con i colori della bandiera Ucraina

In occasione del quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina, questa sera, il Colosseo è stato illuminato con i colori della bandiera ucraina dal Tempio di Venere. Il Ministero della Cultura "con questo gesto lancia un segnale che va oltre il tributo visivo, riaffermando un legame di amicizia e vicinanza che, a quattro anni dall'inizio dell'aggressione russa, resta più solido che mai".    L'iniziativa "si inserisce nel solco di altre azioni realizzate negli anni per esprimere solidarietà internazionale e sensibilizzare l'opinione pubblica su eventi di particolare rilevanza, confermando il ruolo del patrimonio culturale italiano quale veicolo di messaggi condivisi a livello globale. Il Colosseo, luogo identitario del patrimonio culturale e simbolo riconosciuto a livello mondiale della nostra Nazione, si fa così portavoce di un messaggio di concordia, dialogo e pace fra i popoli".

Dl Ucraina, Castellone: "Cittadini chiedono pace ma governo li ignora"

"I cittadini italiani ci chiedono di lavorare per la pace, lo chiedono innanzitutto al governo eppure questo governo non solo non li ascolta ma sceglie l'ennesima fiducia per scavalcare la prerogativa di intervento normativo del Parlamento. Questa ennesima proroga ha il sapore non solo dell'inerzia e della rassegnazione, ma anche dell'irragionevolezza perché è assurdo che oggi che inizia ufficialmente il quinto anno di questa guerra con un mondo che è cambiato con nuovi equilibri geopolitici con tavoli di negoziato che si sono aperti e ai quali l'Europa e l'Italia sono colpevolmente assenti, l'unica soluzione che questo governo propone è ancora è solo l'invio di armi". Lo ha detto la senatrice del M5s, Mariolina Castellone, intervenendo in Aula nella discussione sul decreto Ucraina.     E ha aggiunto: "Questo è veramente assurdo non solo perché inviare armi non è la strategia risolutiva e lo dimostrano i fatti, ma perché sono parte del problema, perché i missili allontanano i negoziati: l'Italia e l'Europa purtroppo in questi anni hanno ostacolato il processo di pace. Sedetevi ai tavoli giusti. Sedetevi ai tavoli giusti e non sedetevi ai Board of Peace che non sono altro che comitati di affari con interessi neo coloniali e speculativi. Promuovete una conferenza di pace, chiedete l'invio di un inviato europeo per la pace". Dunque ha concluso: "L'unica soluzione, come noi abbiamo sempre detto, è la via diplomatica e non è una provocazione i dati e i fatti dimostrano che con l'invio di armi non si va da nessuna parte. Noi non siamo pacifisti a giorni alterni, come lo invece la Lega che fa dichiarazioni pacifiste e poi vota per l'invio di armi".

Ue: "Al lavoro su piano da 920 milioni per il sistema energetico ucraino"

 "Per fornire assistenza immediata, stiamo proponendo un nuovo pacchetto di 100 milioni di euro per aiuti umanitari e generatori" per l'Ucraina. "E mentre aiutiamo l'Ucraina ad affrontare questo inverno, stiamo già iniziando i preparativi per il prossimo". Lo ha detto il commissario Ue all'Energia, Dan Jorgensen, in missione insieme ai Vertici Ue a Kiev, per il quarto anniversario dell'inizio della guerra di Russia.     "Lavoreremo con l'Ucraina a un nuovo piano del valore di 920 milioni di euro per riparare, ricostruire e riavviare il suo sistema energetico", ha anticipato.    Il piano, a quanto riferito, si concentrerà sul "rafforzeremo delle reti, sul ripristino delle centrali termiche ed elettriche danneggiate, sul miglioramento della protezione fisica e sul potenziamento della produzione decentralizzata di elettricità e la fornitura di calore".    Il commissario ha assicurato che l'Ue "non permetterà alla Russia di congelare i nostri coraggiosi amici ucraini fino a costringerli alla resa".

Fazzolari: "Pericolo più grande è la pace senza inglobare Kiev in Ue"

'In tutto questo gioco di trattative il pericolo più grande che abbiamo è quello di giungere alla fine a una pace senza aver inglobato pienamente l'Ucraina nel contesto europeo, nel nostro sistema di difesa o nel nostro sistema dell'Unione Europea''. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, concludendo il suo intervento al convegno promosso da FdI a 4 anni dall'aggressione russa all'Ucraina.    Se ci si trovasse di fronte a una guerra con la Russia, è il ragionamento che fa il sottosegretario, l'Europa "non sarebbe in grado di affrontare l'esercito russo senza l'Ucraina". Quindi 'è interesse dell'Italia e dell'Europa - ha sottolineato - che l'Ucraina resista che ci sia una Ucraina forte inglobata nell'Unione Europea perché il destino dell'Ucraina è quello dell'Europa sono un unico destino".

Fazzolari: "Tempi lunghi per gli asset russi, nessuna pressione sull'Italia"

Quella di utilizzare gli asset russi "al momento  sembrava una soluzione più difficile che non quella del prestito, e che  comunque avrebbe richiesto molto più tempo". Lo ha detto il  sottosegretario alla presidenza Giovabattista Fazzolari rispondendo ai  cronisti mentre rientrava a Palazzo Chigi dopo il suo intervento al  convegno organizzato da FdI sull'Ucraina, negando che ci sia stata una  telefonata da parte dell'ambasciatore americano per convincere l'Italia a  non spingere sulla soluzione degli asset russi."Non è vero che c'è  stata una richiesta all'Italia di non utilizzare gli asset  russi.L'Italia era convinta di suo.Ma non era solo l'Italia.La prima a  pronunciarsi in tal senso è stata la Bce" e "gli asset russi comunque  nella migliore delle ipotesi potevano essere sbloccati a settembre del  '26".

Magni: "Per la pace serve la diplomazia, da sempre contro le armi"

"Oggi siamo di fronte a un triste anniversario: quattro anni di guerra e 2 milioni di morti e feriti. Sono passati quattro anni e non c'è nessuna ombra di pace in vista e la popolazione civile continua a pagare il prezzo altissimo di una guerra infinita. L'unica cosa che sa fare la politica italiana ed europea è prorogare pacchetti di aiuti militari. In poche parole ci apprestiamo a prorogare una politica fallimentare senza una riflessione, senza porsi il problema di quale ruolo abbia svolto fino ad ora il nostro Paese e l'Unione Europea. Un'Europa dove ognuno ha pensato a fare il primo della classe, un'Europa mai protagonista. Dopo quattro lunghi anni siamo ancora al punto di partenza e continuare a inviare le armi e a non risolve il problema". Lo afferma il senatore di Avs, Tino Magni.      "Noi continuiamo a pensare che per costruire la pace bisogna volere la pace, che per fare la pace c'è bisogno della diplomazia - aggiunge - Io non ho mai visto che la pace si costruisce con le armi, perché le armi non chiamano la pace ma chiamano la guerra. Noi continuiamo a non condividere le scelte fatte fino ad oggi dalla destra. Siamo dal primo giorno contrari all'invio di armi e lo siamo anche oggi".

Osce: "Pace giusta e duratura per l'Ucraina"

"Una pace negoziata, giusta e duratura per l'Ucraina, fondata sul diritto internazionale e sui Principi di Helsinki". E' quanto chiede la Troika dell'Osce, composta dal Presidente in carica, consigliere federale svizzero Ignazio Cassis e dal ministro degli Affari esteri finlandese Elina Valtonen, insieme al segretario generale dell'Osce Feridun H. Sinirlioğlu, al presidente dell'Assemblea parlamentare dell'Osce Pere Joan Pons Sampietro e al segretario generale Roberto Montella.

Dl Ucraina: governo pone fiducia al Senato. Domani il voto

Il governo, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha posto la questione di fiducia al Senato sul decreto Ucraina - gia' approvato dalla Camera - che contiene la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina, il rinnovo dei permessi di soggiorno di cittadini ucraini e la sicurezza dei giornalisti freelance. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia inizieranno domani alle 10. Seguira' la chiama.

Dl Ucraina, Casini: "Meloni cambi posizione su diritto di veto"

"Porre la questione di fiducia sul decreto Ucraina è desolante, perché il governo invece di realizzare unità, si chiude nel recinto della maggioranza. Un grave errore politico e istituzionale". Lo ha detto il senatore del Pd, Pierferdinando Casini, intervenendo in aula nella discussione sul decreto Ucraina.     "Dopo 4 anni di guerra si vorrebbe imporre all'Ucraina di cedere quella parte di territorio del Donbass che ha difeso al prezzo di tante vite umane - ha aggiunto -  E' un atto di arroganza in spregio al diritto internazionale. La libertà dei popoli non è un optional, ma un fondamento della pace e della sicurezza. L'Ue ha fatto molto per l'Ucraina, ma ora deve fare di più per un'unità di politica europea in tema di difesa e sicurezza. Mi auguro, quindi, che la presidente del Consiglio assuma una posizione diversa sul diritto di veto: non si difende l'Europa difendendo il diritto di veto. L'Ue deve avere potere decisionale. Compito dell'Europa e difendere l'Ucraina, non venderla; valori e principi non possono essere venduti al mercato".

Fazzolari: "In Ue si troverà soluzione anche con Orban"

"Credo che ci siano discussioni in corso dentro l'Unione Europea nelle quali di volta in volta gli Stati utilizzano il veto per questioni specifiche. Poi si trova un punto di caduta e si trovera' sicuramente anche sull'Ucraina". Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari conversando con i giornalisti sulla posizione dell'Ungheria contro nuovi aiuti Ue a Kiev. "Grazie a Giorgia Meloni - ha sottolineato - spesso si sono sbloccate situazioni complesse, con Orban e con una serie di Stati".

Ucraina, Tajani: "Da Russia non è grande risultato militare"

"Centinaia di migliaia di morti per conquistare in 4 anni, oggi, il 19% del territorio ucraino compresa la Crimea che era gia' nelle mani dei russi. Non mi sembra un grande risultato militare. Se devono andare avanti cosi', sara' davvero la guerra dei cento anni per conquistare l'Ucraina". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel giorno in cui ricorrono 4 anni dall'invasione russa in Ucraina. "Ci vuole un confronto. Mi auguro che i colloqui possano riprendere e che queste siano soltanto dichiarazioni per alzare forse il prezzo delle trattative. E' indispensabile, anche con la mediazione americana, arrivare a un confronto diretto tra le due parti. Il nostro obiettivo e' quello della pace", ha concluso il titolare della Farnesina.

Ucraina, Paita: "Bene proposta inviato Ue, in Italia abbiamo Draghi"

"Fin dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina abbiamo detto che servivano le armi ma serviva anche la diplomazia. Matteo Renzi ha infatti proposto un inviato speciale per l'Ue. Apprezziamo che oggi Giorgia Meloni abbia formulato la stessa proposta e la sosteniamo. Tanti sono i nomi possibili in campo, in Italia abbiamo una grandissima risorsa, che si chiama Mario Draghi". Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva.

Ucraina, Tajani: "Russia si assuma tutte le responsabilità"

"La Russia si assume tutte le responsabilita': ha deciso di dichiarare la guerra all'Ucraina violando qualsiasi regola internazionale. Noi siamo dalla parte dell'Ucraina, siamo dalla parte del diritto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a un giornalista in merito alla dichiarazione del presidente Putin sul mancato raggiungimento degli obiettivi di Mosca a 4 anni dall'inizio del conflitto. "Credo sia una scelta sbagliata quella della Russia di non volere la pace, significa poi assumersi tutte le responsabilita' anche di fronte al proprio popolo", ha sottolineato Tajani.

Fazzolari: "In Ue si troverà un punto di caduta con Orban su Kiev"

"Credo che siano delle discussioni che ci sono in seno all'Unione Europea nella quale di volta in volta gli Stati utilizzano la possibilità di veto per questioni specifiche e poi si trova un punto di caduta e quindi si troverà sicuramente anche sull'Ucraina". Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari rientrando a Palazzo Chigi al termine di un convegno sull'Ucraina organizzato al Senato da FdI a proposito del veto di Viktor Orban al nuovo pacchetto europeo per Kiev, sottolineando peraltro che "più volte grazie alla Meloni si sono sbloccate situazioni complesse in Europa, non solo con Orban, ma con una serie di Stati. Quindi sì, può essere un valore aggiunto".    Quanto all'ipotesi di superare il diritto di veto, "quella è una discussione complessa, però diciamo sul caso specifico, come in passato, si troverà sicuramente una soluzione". A chi gli chiede se abbia ragione il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa quando dice che Orban ha tradito il principio di solidarietà europea, il sottosegretario risponde che "credo che alzare il clima dello scontro non sia utile in questa fase".

Dl Ucraina, Dreosto: "Sì a sostegno Kiev ma priorità restano pace e sicurezza"

"La Lega è sempre stata per il supporto all'Ucraina, ma va ancorato a un obiettivo politico chiaro: tregua e pace duratura. Bene sostenere Kiev, ma serve far lavorare la diplomazia ed evitare escalation. La sicurezza non può esaurirsi sul fronte orientale: occorre proteggere infrastrutture critiche, difese cyber, rotte commerciali e interessi strategici nazionali. Difendere l'Ucraina è giusto, ma difendere l'Italia e le sue imprese deve restare la bussola delle nostre scelte". Così il senatore della Lega, Marco Dreosto, segretario commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama nel suo intervento in Aula sul decreto Ucraina.

Fazzolari: "Governo sempre compatto su Kiev, mai un problema in maggioranza"

"Il governo è sempre stato molto compatto nel sostegno all'Ucraina. Abbiamo messo più volte la fiducia su più provvedimenti anche per ragioni di tempo e di semplicità, ma non c'è mai stato un problema nella maggioranza sul sostegno a Kiev". Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari rispondendo ai cronisti al termine del convegno organizzato dai gruppi di FdI al Senato in occasione dei 4 anni dall'inizio dell'aggressione russa all'Ucraina.

Bignami (Fdi): "Kiev sta vincendo, pieno sostegno dal Governo"

"L'obiettivo dell'incontro di oggi non è soltanto quello di ribadire le nostre convinzioni, ma offrire un'occasione informativa e formativa capace di andare oltre la propaganda e certa narrativa dominante. È necessario riportare al centro i fatti: i presunti successi rivendicati dalla propaganda russa non trovano riscontro nella realtà, mentre emergono con evidenza le difficoltà e gli insuccessi registrati da Mosca sul campo. La narrazione di una campagna militare russa vincente è tutt'altro che sostenibile. Al contrario, assistiamo a un risorgimento ucraino che si rafforza anche grazie al sostegno internazionale e all'impegno dell'Italia. In questo quadro si inserisce l'incontro del 6 luglio dedicato alla ricostruzione dell'Ucraina, un passaggio fondamentale per dimostrare il nostro pieno sostegno anche alla fase successiva al conflitto. Fratelli d'Italia - come ha sempre fatto - continuerà a sostenere con convinzione l'Ucraina, nella consapevolezza che la difesa della sua libertà coincide con la difesa dei principi democratici e della stabilità europea. Siamo certi che questo conflitto vedrà l'Ucraina prevalere e che la comunità internazionale saprà accompagnarla verso una pace giusta e duratura". Lo ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, nel corso del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo "4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino".

Kiev: "Mosca pianifica di conquistare l'intero Donetsk entro fine marzo"

I russi pianificano di conquistare l'intera regione di Donetsk entro la fine di marzo. Lo afferma il vice capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina Pavlo Palisa, come riporta Rbc.     "I piani del nemico - ha affermato - sono ovvi. Il suo obiettivo è raggiungere i confini amministrativi della regione di Donetsk entro la fine di marzo o l'inizio di aprile".     Secondo Palisa, i russi vogliono compiere la massima avanzata nelle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk. Allo stesso tempo, il nemico continua a cercare di creare zone cuscinetto lungo il confine nelle regioni di Sumy e Kharkiv.     "Se avrà successo, entro la fine dell'anno il nemico tenterà di organizzare un'offensiva per catturare o creare le condizioni per la cattura di Zaporizhzhia, Kherson, Mykolaiv e infine Odessa", ha aggiunto Palisa.

Fonti, Meloni ai Volenterosi: "Serve un inviato Ue per l'Ucraina"

Per l'Europa è necessario essere presente e parlare con una voce sola, ed essere rappresentata da una persona che possa prendere parti ai negoziati con la Russia e agli altri colloqui che emergeranno per il post-guerra in Ucraina. E' stato questo, a quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate presenti alla riunione, uno dei passaggi principali dell'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla riunione della Coalizione dei Volenterosi che si è tenuta in videocall nel pomeriggio. Il passaggio, viene sottolineato, non ha registrato interventi contrari nel corso della riunione.

Papa: "Tra guerre e nazionalismo estremo, pace sconfitta nel cuore"

"Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilita' cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei piu' deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all'egoismo e all'avidita' e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune". Lo scrive Papa Leone XIV nell'introduzione inedita al libro "Peace Be with You!" edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume "E pace sia!" pubblicato nell'agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. "Molti autori hanno detto che e' quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignita'. Depersonalizzare gli altri - sottolinea il Pontefice nella prefazione pubblicata da Vatican News - e' il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, e' un pregustare la pace". "La pace e' anche un impegno e una responsabilita' per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all'altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace e' quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall'ascolto di Dio; perche' Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l'approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell'unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore", aggiunge Leone.

Tajani: "Mosca responsabile sue scelte anche davanti al suo popolo"

"La Russia si assume tutte le responsabilità. Ha deciso di dichiarare guerra violando qualsiasi regola internazionale all'Ucraina, per quello noi stiamo dalla parte dell'Ucraina, siamo dalla parte del diritto, e credo che sia la scelta sbagliata quella della Russia: non volere la pace significa poi assumersi tutte le responsabilità, anche di fronte al proprio popolo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a domande dei giornalisti alla Farnesina, a chi gli chiedeva un commento su quanto affermato da Mosca nelle scorse ore circa non aver raggiunto tutti gli obiettivi in Ucraina.     "Sono centinaia di migliaia di morti per conquistare fino ad oggi in quattro anni il 19% del territorio ucraino compresa la Crimea che era già nelle mani dei russi, non mi è sembrato un grande risultato militare: se devono andare avanti così faranno la guerra dei cent'anni per conquistare l'Ucraina", ha sottolineato Tajani. "Ma mi pare veramente sbagliato, ci vuole un confronto. Mi auguro che i colloqui possano riprendere e che queste siano soltanto delle dichiarazioni per alzare forse il prezzo nella trattativa - ha proseguito il ministro -. Ma credo che sia indispensabile  anche con la mediazione americana arrivare al confronto tra le due parti per trovare una soluzione. Il nostro obiettivo è quello della pace".

Dl Ucraina, Delrio: "Basta ipocrisie, superare unanimita" in Ue

"Non bisogna essere ipocriti: la rimozione della parola militare dal titolo del decreto non e' degno di un governo politico. Si parla di armamenti ed e' inutile nascondersi dietro una parolina. Un'autorizzazione che non si fa a cuor leggero per chi crede nella forza della cooperazione e della diplomazia, ma lo dobbiamo al coraggio del popolo ucraino che ha deciso di difendere la propria dignita' e integrita' territoriale, pagando con la vita di tanti suoi cittadini". Lo ha detto il senatore del Pd Graziano Delrio intervenendo in aula nel corso del dibattito sul decreto Ucraina. "A Kiev dobbiamo pieno sostegno economico, militare e diplomatico - ha aggiunto - anche promuovendo in maniera netta la sua adesione all'Ue che e' l'unico spazio sicuro e di pari dignita' per ogni popolo. Allo stesso tempo l'Italia deve riaffermare che non ci puo' essere un negoziato senza che al tavolo non sieda anche l'Ucraina e senza il coinvolgimento dell'Europa. "Ma il sostegno non basta - ha concluso Delrio - L'Italia spinga l'Europa verso quello che deve essere: non solo un mercato unico ma una potenza vera, con strategie di politica estera e difesa comuni, superando le regole dell'unanimita'. Serve un'Italia che anima nuovo patriottismo europeo, solo cosi' potra' continuare ad essere protagonista".

Durov: "Mosca mi accusa di favoreggiamento del terrorismo"

Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha annunciato che le autorità russe hanno aperto un procedimento penale contro di lui per "favoreggiamento del terrorismo", confermando le notizie diffuse in precedenza dai media locali.     "La Russia - ha scritto Durov sul suo canale Telegram - ha aperto un procedimento penale contro di me per 'favoreggiamento del terrorismo'. Ogni giorno, le autorità inventano nuovi pretesti per limitare l'accesso dei russi a Telegram, nel tentativo di sopprimere il diritto alla privacy e alla libertà di parola. Un triste spettacolo di uno Stato che ha paura del proprio popolo".     A metà febbraio, l'autorità per il controllo delle comunicazioni, Roskomnadzor, ha iniziato a rallentare il funzionamento di Telegram. Il ministro dello Sviluppo digitale, Maksut Shadayev, intervenendo in Parlamento ha affermato che Roskomnadzor aveva applicato le restrizioni perché Telegram aveva ignorato numerosissime richieste delle autorità  russe di rimuovere materiali contenenti informazioni proibite. Le autorità russe non hanno invece confermato né smentiro le indiscrezioni circolate in seguito sul possibile blocco totale di Telegram a partire dal primo aprile di quest'anno. Un'ipotesi che ha sollevato polemiche da parte di combattenti volontari e corrispondenti dal fronte che usano proprio Telegram come canale preferenziale per le comunicazioni e il coordinamento.       Secondo i servizi di sicurezza interni (Fsb) e il ministero degli Interni, dal 2022 il numero di reati commessi tramite Telegram in Russia ha superato quota 153mila, di cui 33 mila legati ad atti di sabotaggio, terrorismo ed estremismo. Tra i reati a cui fanno riferimento le autorità russe figura l'attacco terroristico alla sala da concerti del Crocus, nei pressi di Mosca, portato a termine nel marzo 2024, gli omicidi di Daria Dugina e Vladlen Tatarsky e di nove alti ufficiali militari.

Dl Ucraina, Borghi: "La Lega voterà sì, io mi distinguerò come promesso"

"La Lega voterà il decreto Ucraina perché la politica è compromesso e fatica e ancora una volta abbiamo inciso modificando il testo in modo sostanziale nel senso della pace. Ma la politica è anche coerenza e quindi, personalmente e dato che l'anno scorso in quest'aula avevo promesso che quello sarebbe stato l'ultimo decreto che avessi votato, farei un torto alla serietà del Senato a fare altrimenti". L'ha detto il senatore della Lega, Claudio Borghi, nella discussione sul decreto Ucraina all'esame del Senato in seconda lettura.     Borghi ha rimarcato il "sacrosanto diritto a difendersi" del popolo ucraino ricordando che "l'Italia non è in guerra con nessuno e che la nostra Costituzione con parole chiare e nette dice che l'Italia ripudia la guerra. Da qui nasce il nostro desiderio di evitare le forniture militari per quanto possibile". Poi rivendicando "con orgoglio" il distinguo della Lega sull'invio di armi rispetto agli alleati di governo, ha ribadito che il suo partito voterà il provvedimento perché, nel frattempo, "il decreto è cambiato proprio grazie alla Lega e secondo noi è cambiato in meglio, perché dare la priorità a strumenti di difesa civile e di aiuto alla popolazione civile è quanto di più utile per i cittadini. In questi giorni sono in consegna caldaie e gruppi elettrogeni per scaldarsi". Infine sulla guerra, ha concluso: "Stiamo facendo la cosa giusta? O stiamo consumando un numero assurdo di persone per una guerra che non finirà con la vittoria dell'Ucraina? Io sospetto che qualcuno ci stia guadagnando sopra".

Ucraina, Lupi: "Continuare a sostenerla dovere politico e morale"

"Continuare a sostenere il popolo ucraino e' un dovere morale, oltre che politico. Difendere l'Ucraina significa non solo ripudiare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, com'e' scritto nella Costituzione, ma anche difendere l'Europa e i valori democratici che l'hanno costituita. Da quattro anni, come maggioranza di governo e condividendone appieno la politica estera, siamo e restiamo al fianco dell'Ucraina senza se e senza ma, sia sull'aiuto militare per difendersi dall'invasione russa, sia su quello civile, sia su quello dell'azione diplomatica, perche' non puo' esserci altra soluzione che quella di una pace giusta". Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La Tour Eiffel si illuminerà questa sera con i colori dell'Ucraina

La Tour Eiffel verrà illuminata questa sera alle 21:05 con i colori della bandiera ucraina, a quattro anni dall'invasione russa del Paese martire dell'Europa. "Sin dall'inizio la Città di Parigi è al fianco dell'Ucraina. Il 24 febbraio, che segna il triste quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, la Tour Eiffel si illuminerà con i colori dell'Ucraina", si legge in una nota diffusa dal comune parigino.     Durante la sua visita a Kiev, lo scorso fine settimana, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha incontrato il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, e ha consegnato ufficialmente otto generatori offerti a Kiev dalla capitale francese per consentire ad edifici pubblici essenziali, come ospedali e scuole, di continuare a funzionare.    A Parigi, a partire dalle 20.30, è inoltre previsto un sit-in in solidarietà all'Ucraina sul Parvis des Droits de l'homme, nei pressi della Place du Trocadéro, con vista mozzafiato sulla Tour Eiffel. Atteso sul posto anche l'ambasciatore ucraino in Francia, Vadym Omelchenko, che pronuncerà un discorso e il vicesindaco di Parigi, Patrick Bloche.     La Dama di Ferro comincerà a brillare alle ore 21 e l'illuminazione con i colori giallo blu dell'Ucraina è stata fissata per le 21:05

Referendum, Fazzolari: "Putin?Ho risposto a battuta con battuta... "

"Mi dispiace dover replicare a una polemica scoppiata mentre stavamo qua, ce la potevamo risparmiare. Apprendo che io avrei detto che 'Putin avrebbe votato no al referendum', creando polemiche. Non e' andata cosi'". Lo ha detto, intervenendo per le conclusioni del convegno di FdI sull'Ucraina, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. "Un giornalista, prima di salire, mi ha chiesto 'Putin voterebbe no?' e io ho detto semplicemente che in Russia non c'e' la separazione delle carriere. Ho risposto con una battuta a una battuta".

Dl Ucraina: in corso discussione generale al Senato

E' in corso nell'Aula del Senato la discussione generale sul dl Ucraina, su cui il governo dovrebbe apporre la questione di fiducia.

G7: "Riaffermiamo il nostro incrollabile sostegno all'Ucraina"

"Nelle ultime settimane - prosegue il comunicato del G7 - sono state mobilitate notevoli capacità di produzione di energia elettrica aggiuntiva, insieme ad altre attrezzature essenziali, tra cui la spedizione di oltre 2500 generatori e altre attrezzature essenziali come trasformatori, turbine, unità di cogenerazione, caldaie e attrezzature di riparazione dai Paesi del G7 a Kiev da gennaio, e sono stati stanziati oltre mezzo miliardo di euro di nuovi impegni al Fondo di sostegno energetico ucraino per l'acquisto di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino. Un sistema energetico resiliente e robusto sarà necessario in vista del prossimo inverno e per la ripresa del Paese".    "Ci impegniamo a collaborare strettamente per garantire la sicurezza nucleare, anche con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e con l'Ucraina, per promuovere la raccolta fondi per la riabilitazione quanto prima possibile dell'arco di contenimento di Chernobyl e per prevenire qualsiasi incidente radiologico che avrebbe gravi conseguenze umanitarie e ambientali per l'intero continente", aggiungono i capi di Stato e di governo.    "Sosteniamo inoltre le iniziative volte a garantire il ritorno immediato, sicuro e incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie e comunità e apprezziamo il lavoro della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini. Continueremo a fornire aiuti umanitari e supporto alla popolazione ucraina", conclude la nota.

Dl Ucraina, Borghi: Lega ha inciso su testo e lo voterà

"La Lega votera' il decreto Ucriana perche' la politica e' compromesso, e' fatica e abbiamo ancora una volta inciso modificando" il testo "nel senso della pace". Lo ha detto Claudio Borghi intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama durante la discussione generale sul provvedimento. "La politica e' anche coerenza - ha aggiunto - e quindi personalmente, dato che lo scorso anno avevo promesso che quello sarebbe stato l'ultimo provvedimento che avrei votato, farei un torto alla serieta' del Senato a fare altrimenti".

Ucraina, Bignam: "Kiev sta vincendo. Pieno sostegno governo"

"L'obiettivo dell'incontro di oggi non e' soltanto quello di ribadire le nostre convinzioni, ma offrire un'occasione informativa e formativa capace di andare oltre la propaganda e certa narrativa dominante. E' necessario riportare al centro i fatti: i presunti successi rivendicati dalla propaganda russa non trovano riscontro nella realta', mentre emergono con evidenza le difficolta' e gli insuccessi registrati da Mosca sul campo. La narrazione di una campagna militare russa vincente e' tutt'altro che sostenibile. Al contrario, assistiamo a un risorgimento ucraino che si rafforza anche grazie al sostegno internazionale e all'impegno dell'Italia". Lo ha detto il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, nel corso del convegno organizzato al Senato dai gruppi parlamentari del partito dal titolo '4 anni di lotta per la liberta': il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino'. "In questo quadro - ha aggiunto - si inserisce l'incontro del 6 luglio dedicato alla ricostruzione dell'Ucraina, un passaggio fondamentale per dimostrare il nostro pieno sostegno anche alla fase successiva al conflitto. Fratelli d'Italia, come ha sempre fatto, continuera' a sostenere con convinzione l'Ucraina, nella consapevolezza che la difesa della sua liberta' coincide con la difesa dei principi democratici e della stabilita' europea. Siamo certi che questo conflitto vedra' l'Ucraina prevalere e che la comunita' internazionale sapra' accompagnarla verso una pace giusta e duratura".

Bandiera a mezz'asta e fiori a San Nicola, Bari ricorda l'invasione in Ucraina

Bandiera dell'Ucraina a mezz'asta esposta sulla facciata del Comune di Bari e un mazzo di tulipani degli stessi colori della bandiera ucraina deposti dal sindaco, Vito Leccese, ai piedi della statua in bronzo di san Nicola, donata da Putin, che si trova davanti alla Basilica del santo patrono. Così, nel giorno del quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina, la città di Bari rinnova il proprio messaggio di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino.     "Nel quarto anniversario dell'invasione dell'Ucraina - dice Leccese - torniamo a chiedere con urgenza la soluzione di un conflitto che ha già causato centinaia di migliaia di vittime innocenti. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci agli orrori della guerra, dovunque si consumi, né consegnare ai bambini di ogni parte del mondo un presente senza speranza, segnato da morte e devastazione. Ne va della nostra stessa umanità. Da Bari, città del dialogo, città che custodisce le spoglie del santo che unisce Oriente e Occidente, ci uniamo alle preghiere del Papa perché cessi il suono delle bombe e si possa finalmente raggiungere una pace duratura". "I fiori sul basamento della statua di San Nicola - conclude - sono al contempo il segno della nostra solidarietà con il popolo ucraino, che speriamo presto possa a tornare a vivere in pace, e l'auspicio che i governanti di tutto il mondo scelgano finalmente le ragioni del dialogo e della diplomazia".

Guerini: "Fake news per fiaccare il sostegno a Kiev, serve contronarrazione"

C'è una "narrazione malevola" che attraverso le fake news, una delle nuove forme di "guerra ibrida", vuole "fiaccare l'opinione pubblica, la stanchezza nasce anche da un'azione di penetrazione di una narrazione che ha l'obiettivo di fiaccare il fronte di sostegno a Kiev dobbiamo muoverci in direzione opposta, dominando in primis il discorso pubblico". Lo ha detto il presidente del Copasir Lorenzo Guerini intervenendo al convegno organizzato dai gruppi di FdI a 4 anni dall'aggressione russa all'Ucraina.     Bisogna essere "determinati nei fatti ma anche nelle parole, una delle partite è la guerra cognitiva" ha spiegato, e serve una "contronarrazione" da costruire "con qualche calcolo elettorale in meno e un po' di coraggio in più,  è una responsabilità che dovremmo assumerci". Anche perché "siamo nel pieno della guerra ibrida in diverse dimensioni, l'azione di Putin prima ha teorizzato e poi sviluppato la guerra ibrida in molti scenari, con molti strumenti e in molte direzioni".     Guerini fa l'esempio della "progressione del conflitto. Se uno legge tante notizie che circolano in rete sembra che l'esercito russo sia alle porte di Kiev, in realtà" in quattro anni "la crescita di occupazione è stata del 2%". Ma "una narrazione sbagliata ci predispone nella posizione sbagliata nella partita decisiva che sarà come affrontare il negoziato per la pace che avviene in un contesto già complicato".

Dl Ucraina: aula Senato avvia l'esame, probabile voto domani

Con l'intervento del senatore di FdI, Michele Barcaiuolo in qualità di relatore, è cominciato l'esame del decreto Ucraina nell'aula del Senato.     Il testo proroga fino al 31 dicembre 2026 l'autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev ed è stato approvato dalla Camera l'11 febbraio scorso. Il governo potrebbe porre la questione di fiducia, che è stata chiesta e votata anche a Montecitorio. Secondo quanto si apprende, la discussione dovrebbe concludersi oggi, rinviando il voto a domani.

Fazzolari: "Per parlare con Putin servirebbe un inviato speciale Ue"

Per parlare con Vladimir Putin "Giorgia Meloni ha detto che servirebbe ragionare su un inviato speciale europeo in questa fase di trattativa, per evitare che singoli stati" vadano in ordine sparso. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari interpellato a margine del convegno organizzato da FdI nell'anniversario dell'aggressione russa a Kiev rispondendo a chi gli chiedeva se non sia arrivato il momento di un contatto diretto con il presidente russo, magari della stessa presidente del Consiglio. Di un invitato speciale si parla ma l'idea "al momento non ha raccolto" un largo consenso in Ue. 

Von der Leyen: "Prestito può rispondere a esigenze difesa più urgenti"

"Chiamiamo questo prestito 'porcospino d'acciaio', perché dovrebbe dare all'Ucraina la forza di un porcospino d'acciaio, indigesto per i potenziali invasori. La priorità principale del prestito Porcupine è quella di rispondere alle vostre esigenze di difesa più urgenti. Contribuirà all'approvvigionamento, alla produzione, allo sviluppo e alla messa in sicurezza di attrezzature di difesa avanzate per le coraggiose forze ucraine. Si va dai droni ai missili, alle munizioni", ha spiegato von der Leyen.    "E il lavoro è già iniziato. Insieme alle forze ucraine, abbiamo individuato un pacchetto di priorità. Il nostro obiettivo è quello di consegnarlo prima di Pasqua. Comprende droni e munizioni. Parallelamente, stiamo lavorando intensamente all'integrazione delle nostre industrie della difesa. Possiamo imparare molto dall'industria della difesa ucraina. Potete contare su di noi e sulle nostre strutture consolidate nel settore della difesa. L'obiettivo è una maggiore integrazione. Naturalmente, l'obiettivo finale è che i vostri soldati ottengano un vantaggio decisivo sul campo di battaglia per proteggere l'Ucraina. E, naturalmente, l'Ue avrà accesso a innovazioni preziose e all'avanguardia che sono applicabili anche ad altri settori", ha sottolineato.

Guerini: "Politica divisa ma continuità e linea chiara sul sostegno a Kiev"

Sulla guerra russa all'Ucraina l'Italia ha avuto "una linea di continuità" nonostante le "tante divisioni nella politica italiana, la tenuta è stata importante, c'è una linea di continuità e di convergenza in Parlamento che potremmo esercitare con maggiore impegno, ma nella sostanza delle cose la linea italiana è da 4 anni chiara nel sostegno all'Ucraina. Credo che sia importante e positivo". Lo ha detto il presidente del Copasir Lorenzo Guerini (Pd) intervenendo al convegno organizzato dai gruppi di FdI al Senato "4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino".

Ucraina, Filini (FdI): "Smascheriamo fake propaganda Russia"

"Quattro anni di guerra. Siamo qui con il convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia e dall'ufficio studio di Fratelli d'Italia per smascherare la propaganda russa con quattro anni di fake news che ci raccontano che l'Ucraina avrebbe perso la guerra sin dalle prime settimane e in realta' la situazione sul campo e' tutt'altra: ci racconta di una Russia impantanata, che non riesce piu' a uscire da un inferno che si e' andata a cercare perche' non si aspettava la risposta Ucraina all'aggressione ben quattro anni fa". Lo ha detto il responsabile dell'Ufficio studi di FdI, Francesco Filini, rispondendo ai giornalisti a margine del convegno sull'Ucraina organizzato in Senato. "Oggi siamo qui insieme a tanti ospiti per raccontare, attraverso anche un documento, elaborato dall'ufficio studio di Fratelli d'Italia le cose come stanno, per smascherare l'enorme quantita' di fake news che purtroppo vengono rilanciate qui in Italia da persone che probabilmente si bevono la propaganda russa e la rilanciano. E siamo qui a testimoniare la verita'", ha aggiunto.

Russia: Eurostat: crollo scambi da 2022, surplus record nel 2025

Il commercio dell'Ue con la Russia ha subito un drastico ridimensionamento dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, con esportazioni in calo del 61% e importazioni diminuite del 90% tra il primo trimestre 2022 e il quarto trimestre 2025. Lo rende noto l'ufficio statistico dell'UE, Eurostat. Nell'ultimo trimestre del 2025 le importazioni sono pero' aumentate di 0,3 miliardi di euro, mentre le esportazioni sono scese di soli 0,1 miliardi, portando la bilancia commerciale a un surplus di 1,5 miliardi di euro: il terzo consecutivo e il piu' elevato dell'intera serie storica dal 2002. La quota della Russia nel commercio extraUE resta comunque molto ridotta: le esportazioni sono scese dal 3,2% all'1,2% e le importazioni dal 9,2% all'1,0% rispetto ai livelli preinvasione.

Fazzolari: "Mosca esce ridimensionata dal conflitto"

"Credo che oggettivamente gia' oggi l'opinione pubblica russa e soprattutto tutto il mondo economico e finanziario russo vorrebbe interrompere la guerra il prima possibile. Da questa guerra la Russia sta uscendo fortemente ridimensionata e piu' dura, peggio e' per la Russia". Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari a margine del convegno FdI sulla guerra in Ucraina. "E' oggettivamente complicato, per chi ha scatenato questa guerra dichiarando che sarebbe durata pochi giorni, chiuderla senza avere nemmeno il controllo del Donbass che era uno dei pretesti utilizzati per scatenarla", ha aggiunto.

Von der Leyen: "Subito 100 milioni a sostegno dell'energia ucraina"

"In questo momento difficile siamo al vostro fianco. La Commissione è il maggiore sostenitore della rete energetica ucraina ma dobbiamo andare avanti, e lanciamo quindi un pacchetto da 100 milioni si euro da poter usare subito. Lavoreremo a un piano per stabilizzare il sistema energetico, che comprende un pacchetto da 900 milioni di euro". Lo ha detto Ursula von der Leyen in conferenza stampa ricordando che dall'Ue sono arrivati finora 3 miliardi a sostegno dell'energia ucraina.

Ucraina, Malan (FdI): "Obiettivo condiviso pace giusta"

"Abbiamo in questo momento una rappresentanza parlamentare a Kiev con la vicepresidente del gruppo della Camera Elisabetta Gardini, la senatrice Cinzia Pellegrino, e indubbiamente l'atmosfera li' e' molto intensa. Sappiamo che c'e' anche il senatore Carlo Calenda. Questa e' una situazione che ha unito molto. C'e' grande convergenza su questi punti. L'obiettivo e' aiutare l'Ucraina in vista di una pace giusta". Lo ha detto il presidente dei senatori FdI, Lucio Malan, nel suo saluto al convegno organizzato dall'ufficio studi del partito nel quarto anniversario di guerra per Kiev.

Zelensky: "Orban chieda a Putin; loro hanno distrutto Druzhba"

Se Orban vuole bloccare un sostegno finanziario, puo' farlo per la Russia. Non siamo noi la causa della distruzione di questo oleodotto". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa a Kiev assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Abbiamo immagini, abbiamo tutto dai satelliti dei partner. La Russia ha distrutto questi oleodotti diverse volte", ha aggiunto Zelensky. "Spetta a Orban parlare con Putin, magari per un cessate il fuoco energetico o qualcosa del genere. Ma non puo' sempre succedere che la Russia distrugga le infrastrutture e l'Ucraina le ricostruisca. - spiega Zelensky - Sapete come la Russia usa questi attacchi contro le nostre infrastrutture civili critiche, quando distrugge qualsiasi tipo di sistema energetico, compresi i gasdotti. Quando la nostra squadra di ristrutturazione arriva per ristrutturare e la Russia attacca di nuovo solo per uccidere persone. A cosa serve ristrutturare? Per perdere persone? Penso che questo sia un costo molto, molto alto".

Costa: "Invito Commissione a uso strumenti per prestito"

"Invito la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo nel trattato per superare questa situazione, per evitare che chiunque possa cercare di ricattare l'Unione europea, e a usare tutti gli strumenti che abbiamo nel trattato per attuare la decisione del Consiglio europeo, e abbiamo strumenti nei trattati". Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Quando il Consiglio europeo concorda e prende una decisione, tutti gli Stati membri devono cooperare per attuare tale decisione, e nessuno puo' fermare o bloccare o tentare di bloccare una decisione del Consiglio europeo. - ha aggiunto - Solo il Consiglio europeo puo' cambiare una decisione del Consiglio europeo. E' per questo che ho scritto al primo ministro Orban, dicendo che l'Ungheria viola il principio di sincera cooperazione, e invito l'Ungheria a cooperare immediatamente nell'attuazione della decisione presa dal Consiglio europeo il 18 dicembre".

Zelensky: "L'oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca"

"Orban parli con la Russia. L'oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo". Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa.      "Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative" per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia "attraverso l'Adriatico sia sempre attraverso l'Ucraina", ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. "Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo", ha aggiunto.

Von der Leyen: "Adesione Kiev possibile; data dipende da merito"

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita' dell'Ucraina di entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev verso l'Unione. "L'Ucraina e' sulla buona strada per diventare membro dell'Unione europea. Sapete tutti che questo e' un processo basato sui meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita' dipende dal Paese candidato", ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Devo dire che l'Ucraina si distingue per la rapidita' con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili, non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e' profondamente impressionante vedere gli enormi progressi che l'Ucraina sta facendo, nonostante stia combattendo una guerra per la propria sopravvivenza", ha aggiunto von der Leyen. "Sono fiduciosa in questo processo, perche' abbiamo visto quanti progressi ha fatto l'Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data chiara sia importante. La data che avete fissato e' il punto di riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra, predire una data non e' possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e' assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro obiettivo", ha concluso von der Leyen.

Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo

Nel quarto anniversario dell'invasione dell'Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino. Questa sera accendera' il simbolo della citta', la Mole Antonelliana, con i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il Comune, che unisce memoria, solidarieta' e impegno civile. "Quattro anni di morte, di distruzione, di un'aggressione ingiustificata da parte di un Paese contro un altro Paese che appartiene all'Europa" afferma il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. L'illuminazione della Mole assume un significato ancora piu' profondo, poiche' i colori della bandiera ucraina (blu e giallo) sono gli stessi colori della citta' di Torino. Un intreccio cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta' e autodeterminazione.

Fazzolari: "Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev"

"Il centrodestra si è presentato con programma unico" in cui "ha indicato il sostegno all'Ucraina", chi vuole stare nella coalizione "come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra". Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo "4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino".

Von der Leyen: "Accelerare sulla riparazione dell'oleodotto Drubzha"

"Condanniamo gli attacchi russi all'oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell'oleodotto". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.

Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: "Mosca mente"

Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell'intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un'arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come "menzogne" da un portavoce di Downing Street che aggiunge: "Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l'opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c'è un briciolo di verità in queste affermazioni".    Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, "ha reso omaggio all'incredibile resistenza del popolo ucraino" assicurando che il Regno continuerà a sostenere "gli sforzi per una pace giusta e duratura".

Costa: "Russia deve accettare che non vincerà guerra"

"Questo anniversario non serve solo a ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si scrive a Kiev, non a Mosca". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. "L'unica strada da seguire e' quella di una pace giusta e definitiva, una pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita', dell'integrita' territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. - continua Costa - Non si puo' permettere alla Russia di ottenere al tavolo dei negoziati cio' che non e' riuscita a ottenere sul campo di battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta' e accettare che non vincera' questa guerra".

Socialisti Ue: "Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati"

"Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l'Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l'Ucraina resiste, lo fa anche l'Europa". Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell'Ucraina.     "Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall'inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito" al presidente Zelensky "il nostro pieno sostegno", aggiunge la leader dei Socialisti.

Fazzolari: "In 2026 proseguono aiuti. Anche militari"

"Noi abbiamo gia' stabilito che per l'intero anno continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all'Ucraina. Quindi ovviamente nell'arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto". Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d'Italia '4 anni di lotta per la liberta': il fallimento strategico della Russia e il risorgimento Ucraino'.

Fazzolari: "Oggi pace è anche interesse Russia"

"L'Italia, insieme ai suoi partner europei e atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi le condizioni per parlare seriamente di pace". Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari, rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno organizzato dall'Ufficio Studi di Fratelli d'Italia 'Quattro anni di lotta per la liberta'. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento Ucraino'. "Quella che doveva essere, secondo la Russia, un'invasione di pochi giorni e' diventata una guerra di quattro anni, con un fronte sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l'interesse a trovare un accordo di pace e questo grazie all'eroica resistenza ucraina, ma anche grazie al sostegno che e' arrivato dagli alleati occidentali", ha aggiunto.

Zelensky: "Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni"

"E' fondamentale che abbiamo iniziato a lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per l'Ucraina e per tutta l'Europa, e una data chiara per l'adesione dell'Ucraina all'Ue, il 2027, e' molto importante per noi, e spero sia realizzabile". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Lo spero, affinche' Putin non possa bloccare la nostra adesione per decenni", ha aggiunto.

Zelensky: "Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni"

 "Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20 sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa e' la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i leader che lo sostengono, deve essere fatto nell'interesse di tutta l'Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli che nell'Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano l'Ucraina e gli ucraini", ha concluso.

Ue: "Su nuovi passi sull'art. 7 contro Budapest decidono i Paesi"

"Riteniamo che la base originaria dell'attivazione dell'articolo 7" nei confronti dell'Ungheria "rimanga valida", ma "la questione se compiere o meno un passo avanti" nella procedura "è a discrezione degli Stati membri". Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.     La procedura di cui all'articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell'Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell'articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. "Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione  - ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina".

Costa: "Continueremo a sostenere processo adesione Ue"

"L'Ucraina ha gia' compiuto notevoli progressi nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu' difficili. Il processo di adesione non e' solo un esercizio democratico, ma una trasformazione che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere l'Ucraina nel suo processo di adesione". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev dove si e' recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa.

Von der Leyen: "Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni"

"Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il prestito e' stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo' essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell'altro. Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

Fazzolari: "Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin"

"L'Italia ha lavorato all'ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l'ipotesi di pace sul campo è solamente un'Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace". Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo "4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino".     "La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono - ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti".

Zelensky: "Grazie all'Europa, l'Ucraina non è sola"

"Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c'è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi". Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen.   "Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia", ha spiegato Zelensky.

Zelensky: "Discusse misure per stop Ue a petroliere russe"

"Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c'e' posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, ne' per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell'Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed e' fattibile". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Abbiamo anche parlato di garantire che i 90 miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu' rapidamente ed efficacemente possibile, perche' la Russia continua i suoi attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra popolazione", ha aggiunto Zelensky. "Abbiamo discusso di sostegno energetico - ha proseguito - grazie alla Commissione europea per la disponibilita' a partecipare all'attuazione della nostra strategia energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle decisioni piu' importanti per noi in questa giornata di incontri". "Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile", ha concluso.

Il Papa: "Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori"

"Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all'egoismo e all'avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune". Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro "Peace Be with You!" edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume "E pace sia!" pubblicato nell'agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana.    "Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace", sottolinea il Pontefice.    "La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa - scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News - vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all'altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall'ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l'approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell'unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore".    La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché "pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità". "Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un'occasione d'incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri", scrive ancora il Papa concludendo che "la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l'arte del dialogo e della diplomazia".

Costa: "Russia deve accettare che non vincerà guerra"

"Questo anniversario non serve solo a ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si scrive a Kiev, non a Mosca". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. "L'unica strada da seguire e' quella di una pace giusta e definitiva, una pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita', dell'integrita' territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. - continua Costa - Non si puo' permettere alla Russia di ottenere al tavolo dei negoziati cio' che non e' riuscita a ottenere sul campo di battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta' e accettare che non vincera' questa guerra".

Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa

Nel quarto anniversario della nuova invasione russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro "incrollabile sostegno all'Ucraina" e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un processo di pace. "Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare le parti a un confronto diretto", si legge nella dichiarazione. Il G7 sottolinea che "solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede, possono raggiungere un accordo di pace", riconoscendo il ruolo guida dell'Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l'inverno, inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche. "Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di euro al Fondo di sostegno energetico per l'Ucraina, destinati all'acquisto di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino. Un sistema energetico resiliente e robusto sara' necessario in vista del prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese" affermano. Impegno anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la riabilitazione dell'arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei bambini e minori rapiti. "Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie", dichiarano i leader. Il G7 conferma infine la volonta' di continuare a fornire aiuti umanitari alla popolazione ucraina.

Kallas: "Intensificare pressione sulla Russia"

 "A quattro anni dall'inizio della guerra in Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista, l'invasione di Mosca e' un fallimento strategico totale. All'interno della Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu' rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all'Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia". Lo ha scritto su X, l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al termine della riunione dei Volenterosi. "Inseguire la flotta di petroliere ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla pressione sull'Ucraina a cio' che la Russia deve fare per una pace duratura in Europa" ha concluso.

Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca

"In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l'impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide." Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.     "L'Ue sta fornendo all'Ucraina un'assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate", aggiunge.

Mollicone (FdI): "Fallito espansionismo militare russo"

"In occasione del quarto anniversario dell'aggressione russa contro Kiev, l'Italia rinnova con orgoglio e coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il nostro impegno non e' solo un atto di solidarieta', ma un pilastro strategico per la tenuta dell'intero Occidente e delle sue radici democratiche", afferma il deputato FdI Federico Mollicone. "Questo lungo periodo di resistenza eroica - riprende - ha dimostrato il fallimento del disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l'Europa, ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente dell'autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale: proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra liberta' domani. Fin dai banchi dell'opposizione, Fratelli d'Italia ha scelto la lealta' transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione come priorita' assoluta del mandato elettorale". "Si terra' oggi al Senato - riprende - un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia con il sottosegretario all'Attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo indirizzo. L'Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza, dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando le ambiguita' di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo' prescindere dal ripristino della legalita' violata e da garanzie di sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e confermiamo che l'Italia non fara' passi indietro: siamo e resteremo dalla parte della civilta' occidentale".

Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev

Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all'Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.    Approvato invece all'unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l'Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito.    Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell'Ue 2021-2027 che richiede l'unanimità e su cui l'Ungheria ha minacciato il veto. Quest'ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. "Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all'obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all'Ucraina entro aprile", ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa.    "Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica", ha aggiunto, ribadendo l'impegno della presidenza "con le istituzioni, con tutti gli Stati membri" ad "adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l'erogazione all'Ucraina".    Il prestito, ha sottolineato, "conferirà all'Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L'Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale".

Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore

Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l'autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l'avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.      Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell'area vannacciana che alla fine hanno votato 'sì' alla fiducia e 'no' al provvedimento.

Francia: "Dai Volenterosi sostegno incrollabile all'Ucraina"

''A quattro anni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all'Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l'integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell'Europa": è quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, "oltre 30 leader hanno partecipato all'incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell'UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite".

Fonseca attacca Trump e Infantino sull'Ucraina: "Pensano solo ai soldi"

In un'intervista a l'Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall'inizio della guerra in Ucraina, l'allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. "Ho la speranza che le cose cambino - ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell'Ucraina e dell'Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato".     "La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove - ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me".    Poi, l'attacco anche a Infantino, il quale, afferma, "pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente".    "Sapete cosa ho provato - ha concluso Fonseca - quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita".

Scalfarotto: "Calenda strumentalizza dolore della guerra"

"Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l'occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo". Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall'inizio della guerra in Ucraina.

Starace: "Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali"

"A Mosca, prima e dopo l'invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo". Così l'ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell'Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, "Il Fienile", nel giorno del quarto anniversario dall'inizio della guerra in Ucraina.     "Raccontarlo oggi, in questa data - ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente". Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell'Europa, delle sanzioni, dell'energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.     Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che "in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra - spiega - perché l'ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l'invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi".

Putin: "Attentatore stazione Mosca reclutato online"

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato martedi' che l'autore dell'esplosione di una bomba che ha ucciso un agente di polizia a Mosca e' stato "probabilmente" reclutato online. "Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento online comune al giorno d'oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all'obiettivo", ha dichiarato il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell'Fsb. Putin ha aggiunto che l'autore del crimine "molto probabilmente non ne sapeva nulla". Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita' limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e terroristici. Un agente di polizia e' stato ucciso e altri due sono rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e' esploso alla stazione ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell'ordine. Il ministero dell'Interno ha riferito che "un individuo sconosciuto si e' avvicinato all'auto della polizia stradale, dopodiche' e' esploso un ordigno esplosivo". Anche l'autore dell'attacco e' morto sul posto, secondo gli inquirenti, che stima che l'attentatore suicida fosse un russo di 22 anni.

Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato

La commissione Esteri e Difesa del Senato ha votato il mandato al relatore - Michele Barcaiuolo (FdI) - a riferire in Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno tutti votato a favore. Il testo, gia' approvato con la fiducia dalla Camera nei giorni scorsi, approdera' nell'Aula di Palazzo Madama questo pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe arrivare domani. Non e' ancora chiaro se il governo porra' anche al Senato la questione di fiducia.

Ucraina, McGrath: "Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi"

"Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata, che segna il quarto anniversario dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina". Lo ha dichiarato il commissario europeo per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla possibilita' di rilanciare la procedura per l'articolo 7 contro Budapest. "Ci aspettiamo che tutti i leader dell'Unione europea rispettino gli impegni assunti. La posizione in questo caso e' chiara. Il Consiglio europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell'Ucraina con l'unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente al programma. Come tutti sanno, questa condizione e' stata soddisfatta. Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della leale cooperazione", ha specificato McGrath. "L'articolo 7 e' un processo in corso ed e' di competenza del Consiglio. Riteniamo che la base originaria dell'attivazione dell'articolo 7 da parte del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire. Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere sull'articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in Consiglio, e' a discrezione degli Stati membri", ha continuato McGrath.

Russia, media: "Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov"

La Russia ha avviato un'indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l'accusa di "favoreggiamento di attivita' terroristiche", aggravando ulteriormente il braccio di ferro tra il Cremlino e l'app di messaggistica piu' utilizzata in Russia. A riferire dell'indagine e' stato il quotidiano ufficiale Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l'inchiesta e' stata aperta "sulla base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo" (Fsb), che accusa l'app di essere stata compromessa dall'intelligence occidentale e ucraina. All'inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare decine di milioni di utenti russi verso un'alternativa controllata dallo Stato, nota come Max. La strategia rientra nell'impegno del Cremlino per costruire una "internet sovrano", uno spazio online strettamente controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell'indagine su Durov, da anni trasferitosi all'estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato che le autorita' hanno individuato quantita' di materiale su Telegram che potrebbero "potenzialmente rappresentare una minaccia" per la Russia. "Sono state registrate numerose violazioni e la riluttanza dell'amministrazione di Telegram a collaborare", ha affermato Peskov, "le nostre autorita' competenti stanno adottando le misure che ritengono appropriate". Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche' in decine di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall'inizio della guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e' arrivata a bloccare del tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.

Ucraina, Calenda: "Io a Kiev ma governo e leader opposizione?"

"Perche' in quattro anni nessuno tra Renzi, Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non capisco neanche il governo, vuole dire che c'e' un cambiamento di rotta molto profondo". Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L'Aria che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: "Non so cosa di meglio avessero da fare. Non c'era nessuno". "Io ho avuto incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan dove mi spiace dire - rincara - che il nostro Paese non ha mandato nessun rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri". "Non c'erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti qua", ribadisce per poi osservare: "Ho sentito quello che ha detto Conte. Mi sembra una cosa un po' da 'azzeccagarbugli' spiegare che no, non si viene a Kiev perche' loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza. Io penso che quello che e' successo a Gaza e' immondo ma sono a Kiev - ha rimarcato il leader di Azione - per dimostrare la solidarieta' agli ucraini. Che c'entra, che senso ha?".

Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell'Ucraina

"In occasione del 4° anniversario dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell'Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne". Lo riferisce una nota.

Ucraina, Braga: "Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali"

"Nel nostro campo sul tema dell'Ucraina le differenze  ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione  di una posizione più chiara". Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga,  ospite a Start su Sky TG24."Questo è un punto su cui le opposizioni  ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono  differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana  tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del  Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato  di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul  Medio Oriente e su altre questioni", ha proseguito."I dati dimostrano  che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e  convincono anche della possibilità di un'alternativa reale", ha  concluso.

Senato: i colori dell'Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama

Il Senato della Repubblica ricorda il quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo Madama - informa sempre una nota - sara' illuminata con i colori della bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all'alba di domani, mercoledi' 25 febbraio.

Mosca: "Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari"

I piani di Francia e Regno Unito di fornire all'Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne informera' Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. "Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani", ha dichiarato parlando alla tv russa.

Putin: "L'esplosione della scorsa notte comandata a distanza"

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l'attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un'operazione di reclutamento online e che l'ordigno è stato fatto esplodere a distanza.     "Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell'Interno", ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).     Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. "E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri", ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.     La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell'ordine. In quel momento l'ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.

In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina

A quattro anni dall'inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 "dispersi in combattimento", sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l'inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali. 

   Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online. 

Leader delle Regioni Ue: "Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall'inizio"

"Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell'Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei". Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. 

La Russia rivendica il controllo di un'altra località a Zaporizhzhia

La Russia rivendica ancora un'avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.

Putin: "I nostri nemici impegnati a minare i negoziati"

Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull'Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina, come riporta l'agenzia Tass. 

Von der Leyen: "Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide"

"In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell'Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità,  insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'Ue". Lo scrive su X Ursula von der Leyen. 

Ucraina, media: "Trump vuole la pace entro il 4 luglio"

Donald Trump vuole un accordo di pace per l'Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell'approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews. 

Trump

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Ucraina, Palazzo Chigi: "Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione"

L'impegno umanitario dell'Italia a sostegno dell'Ucraina "costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l'Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall'organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina nel luglio 2025". Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell'aggressione russa all'Ucraina. 

Palazzo Chigi: "Dall'Italia costante e convinto sostegno all'Ucraina"

"Nel quarto anniversario dell'ingiustificata e brutale aggressione russa all'Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l'Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. "L'Italia - prosegue il comunicato - concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina". 

Cavo Dragone: "La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più"

"La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire" ma "si può e si deve fare di più". Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina. "La vostra lotta è la lotta dell'Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi" scrive l'ammiraglio sul suo profilo X.

"Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più...Si può - e si deve - fare di più".

Tusk: "La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce"

"Sono trascorsi quattro anni dall'aggressione su vasta scala della Russia contro l'Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all'Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere". Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi. 

Medvedev: "Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev"

L'uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l'Ucraina di componenti e tecnologie nucleari. 

Medvedev ha valutato queste informazioni come "un cambiamento radicale della situazione": "Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c'è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese", ha sottolineato. "E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto".

Metsola: "Firmato prestito 90mld per conto Pe"

"Ho appena firmato il prestito di sostegno all'Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo". Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. "Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell'Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell'Ucraina all'Europa" ha spiegato la presidente del Pe. 

Kiev: "Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo"

Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un'azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell'Ucraina sud-orientale: lo scrive l'agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell'amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko. 

Macron: "Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina"

"Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine", ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ''positivo'' proseguire ''con queste iniziative'' volte ai colloqui di pace per l'Ucraina. Ma  "non c'è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace", ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall'invasione russa in Ucraina. 

Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti

Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell'Eurocamera in sostegno all'Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione. 

Kiev: "Grazie all'Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta"

"Grazie all'Italia per il suo costante sostegno all'Ucraina e per la sua posizione chiara contro l'aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l'assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l'Ucraina e per tutta l'Europa". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall'inizio dell'invasione russa.

Medvedev: "Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia"

La Russia si riserva il diritto di una "risposta simmetrica", con attacchi anche nucleari contro l'Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall'intelligence russa per l'estero (Svr). Lo ha affermato l'ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev.  Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un'intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: "Le informazioni dell'Svr sull'intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev - afferma l'ex presidente - cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos'altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra". In tal caso, aggiunge Medvedev, "la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia". 

Macron: "Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto "molto scettico" sulla possibilità di una "pace a breve termine" in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022. 

Russia, un morto per l'attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod

Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. "Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod", si legge in un comunicato citato dall'agenzia Tass. "L'autista è morto sul colpo per le ferite riportate", ha precisato il quartier generale regionale.

Ucraina, Zuppi: "L'Europa lavori sempre di più per il dialogo". VIDEO

Zelensky: "Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari"

"Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa''. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ''grato'' per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ''abbiamo bisogno che l'Europa partecipi ai negoziati''.

Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia "durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni".

Zelensky

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Vannacci: "La Russia sta vincendo"

La Russia "sta vincendo" la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere "morire" per Kiev, devono negoziare "un accordo di pace oggi". Lo sostiene l'eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall'AfD.

"L'Ue - dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all'Esn - ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell'Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi". 

"Eppure - continua - non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell'Ue, è lasciata a se stessa, l'Ucraina, che non fa parte dell'Ue, sembra invece essere il baluardo" d'Europa. 

Bomba nucleare all'Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino

La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una "palese violazione del diritto internazionale" per la loro presunta "intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come "queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull'Ucraina". Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l'estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d'Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ''nel quinto anno della sua supposta guerra 'di 'tre giorni', avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo". 

Zakharova: "Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell'espansione Nato"

Affrontare la questione dell'espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.

"La rinuncia ufficiale dell'Ucraina, negli anni '90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994", ha affermato la Zakharova. "L'espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell'attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni".

Ucraina, Zuppi: "Vaticano continui con la missione umanitaria". VIDEO

Analisi Afp: "L'avanzata russa dell'ultimo anno supera i 24 mesi precedenti"

L'esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un'analisi Afp dei dati dell'Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell'inizio dell'offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall'Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.

Mosca: "Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari"

La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all'Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ''bomba sporca''. Lo sostiene l'ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ''Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta'' nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ''Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba 'sporca''', afferma l'intelligence russa.

Nella nota rilanciata sull'account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l'Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all'Ucraina per dotarla di armi nucleari. L'intelligence russa sostiene che ''si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1''.

Soldati russi alla Bbc: "Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere"

Quattro soldati russi hanno denunciato l'orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc "The Zero Line: Inside Russia's War". I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come "al limite delle missioni suicide". Le truppe russe chiamano questi attacchi "tempeste di carne", in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l'esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati "azzerati", il termine "azzerare" è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni. 

Ucraina, la premier: "Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese"

La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall'inizio dell'invasione russa. "Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico", è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.

"La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci - prosegue il messaggio - Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti". Il messaggio si conclude con un ringraziamento "alle Forze di Difesa" e a "ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce". 

La Svezia contro Orban: "Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni"

Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all'Ucraina "mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l'Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l'Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell'invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente". Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. "Questo - ha aggiunto - è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all'Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare". 

Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino

Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.

Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino

Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino

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Zelensky ribadisce: "Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra"

"Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l'enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra". Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell'invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump "chi è l'aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione", ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. "Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano" e Putin "è la causa del suo inizio e l'ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace". 

Zelensky a Kiev

©Getty

Starmer: "Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace"

''L'Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi''. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. "Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura" in Ucraina, ma "è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura", ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ''raddoppiare il nostro sostegno all'Ucraina''.

Starmer ha poi affermato che ''non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito'', ma di una guerra che ''riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso''. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ''come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura''.

Ucraina, 4 anni dall'inizio dell'invasione russa: il racconto dell'inviato di Sky TG24. VIDEO

Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All'inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita "Ufficio del Presidente ucraino". Su un muro appare poi un'icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.

"E' in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all'inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c'è una minaccia. Devi lasciare l'Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio" per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.

La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall'indipendenza dell'Ucraina, nel 1991.

Armi nucleari a Kiev, Cremlino: "Ne terremo conto nei negoziati"

Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull'Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. "Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose", ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell'Svr diffuso questa mattina. "Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l'intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo", ha aggiunto Peskov.

Mosca: "Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia"

Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. "A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia", ha dichiarato il ministero, citato dall'agenzia Ria Novosti. 

Cremlino: "Obiettivi non del tutto raggiunti, l'operazione continua"

La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell'inizio della sua offensiva in Ucraina. "Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l'operazione militare continua", ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov. 

Zelensky: "Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva"

"Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l'unita' e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l'Europa e l'America e tra tutte le democrazie del mondo". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.

Zelensky: "Vietare l'ingresso in Ue a chi ha sostenuto l'invasione"

"Dobbiamo vietare l'ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l'invasione russa. Mosca deve capire che l'Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. "Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l'Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all'Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l'Europa e i suoi cittadini", ha aggiunto il presidente ucraino. 

Cremlino: "Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev"

Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev", ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell'inizio dell'operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.

Sa'ar: "Israele dona 117 generatori mobili all'Ucraina"

Israele donerà 117 generatori mobili all'Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall'inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso. 

Zelensky: "Prestito Ue decisione importante, va attuata"

"In questo momento c'è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all'Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.

Zelensky: "Ban da Europa a partecipanti invasione russa"

"E' giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all'aggressione russa l'accesso a tutta l'Europa". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. "Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l'intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. - ha spiegato - Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l'elusione delle sanzioni russe, per l'invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo".

Mosca: "Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari"

Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un'arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell'invasione russa su vasta scala. "Secondo le informazioni a disposizione dell'Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all'Ucraina", si legge nel comunicato. "Presumibilmente l'Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)", di modo che "sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità", sostiene l'Svr. Nel frattempo, "Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata", afferma l'intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi "stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un'opzione" per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati "sono concentrati nel far apparire l'acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino", perché "britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione", sottolinea l'Svr.

Zelensky: "Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà"

"E' importante per noi ricevere una data chiara per l'adesione all'Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell'ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. "Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l'Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l'Europa. Dobbiamo proteggerci da questo", ha aggiunto.

Metsola: "Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili"

La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che "resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini".

Zelensky: "Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l'Ue"

"Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l'abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell'Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell'invasione". Lo ha detto il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell'Eurocamera a Bruxelles.

Rutte: "Imperativo che l'Ucraina continui a ricevere gli aiuti"

"È imperativo che l'Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L'Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L'Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. "Nonostante le posizioni di Putin - ha aggiunto - la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall'inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina". "Quando i combattimenti finalmente cesseranno - ha concluso - la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine" e "con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell'Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all'Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità". 

Ucraina, Cipro: "Essergli a fianco è dovere come europei"

"Il nostro messaggio all'Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell'Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno". Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. "Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un'invasione e un'occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. - ha proseguito - In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all'Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l'Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier".

Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all'Ucraina

Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E' il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall'inizio del conflitto, dopo l'ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l'assistenza di Madrid a Kiev. "Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario", ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell'Ue. Secondo Albares, "non c'è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco", come dimostrano i bombardamenti quotidiani. "Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all'Ucraina è che voglia essere uno di noi" ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. "Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo", ha aggiunto. 

Zelensky all'Eurocamera: "Putin è l'impersonificazione della guerra"

"Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l'impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo". Lo ha detto il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell'Eurocamera a Bruxelles. 

Sybiha ringrazia l'Italia: "Lavoriamo insieme alla pace"

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l'Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina. "Grazie all'Italia per il suo costante sostegno all'Ucraina e per la sua posizione chiara contro l'aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l'assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l'Ucraina e per tutta l'Europa", scrive il capo della diplomazia di Kiev.

Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram

Un tribunale di Mosca ha condannato l'attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata "organizzazione estremista", così come Facebook.  Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all'estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato. 

Metsola: "Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino"

"Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest'Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l'invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l'Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l'Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l'Ucraina e l'Europa restano forti". Lo ha detto la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all'apertura della plenaria straordinaria dell'Eurocamera, per il quarto anniversario dell'invasione russa. "Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell'Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell'Europa. La vostra libertà è la libertà dell'Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo", ha spiegato Metsola. 

Zelensky: "Putin non accetta vite diverse, in guerra continua"

"Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. "Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra", ha aggiunto.

Zelensky: "Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea"

"Non e' la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. "Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. - spiega Zelensky - Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia". "E' una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole" conclude.

Metsola: "Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava"

"Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall'invasione brutale dell'Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l'Ucraina in pochi giorni - gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano". Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell'apertura della sessione plenaria speciale per l'anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. "Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura", ha aggiunto.

Rutte: "Alleati devono fornire supporto ogni giorno"

Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all'Ucraina "ogni giorno" fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l'anniversario della guerra. "L'Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L'Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri", ha affermato.

Budapest: "Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban" (2)

La Commissione europea ha chiarito che "non eserciterà alcuna pressione sull'Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l'oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull'Ungheria" affinché "l'Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione", ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. "Nessuna istituzione europea o Stato membro dell'Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo", ha rimarcato. 

Ue: "Accelerare sull'istituzione del tribunale speciale per l'Ucraina"

L'Unione europea continua "a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l'aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l'istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina". Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l'impegno dell'Ue a licenziare "il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca" e ad attuare "quanto concordato dagli Stati membri dell'Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro". 

Budapest: "Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban"

"Da quando è stata presa la decisione" sul prestito a Kiev, "l'Ucraina ha usato l'energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l'ascesa al potere del partito Tisza" a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull'opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l'Ucraina. "La posizione ungherese rimane invariata - ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell'Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l'oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all'Ucraina". 

Mosca: "Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev"

Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, "Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all'Ucraina". E' quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall'ufficio stampa dello stesso Svr. "Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta", si legge nel comunicato. "Si ritiene che l'Ucraina debba essere dotata di 'wunderwaffe'", prosegue l'Svr, con un chiaro riferimento alle "armi miracolose" millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l'Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta 'bomba sporca', darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. "E' stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1", precisa l'intelligence russa. Tuttavia, scrive l'Svr, Londra e Parigi non riusciranno a "sottrarsi alle proprie responsabilità". "Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero", si legge nella nota dell'Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, "ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura". 

Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l'edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: "Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all'inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: 'Volodymyr, c'è una minaccia, devi lasciare l'Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti'. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire", ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici. 

Ucraina, Emergency: "In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato" (2)

Tra i principali ostacoli all'accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l'84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell'organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all'acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l'aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. "In tempo di guerra l'attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano", spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, "i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l'accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili". "Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l'accesso alle cure a causa del conflitto", conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, "nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze".

Ucraina, Emergency: "In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato"

Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto "Care and Community in Wartime" pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell'inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L'Ong ha una rete di cliniche per l'assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, "ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali". Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell'Oms, e la quantita' di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall'11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l'Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell'Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all'interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l'ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.

Starmer: "La Russia non vincerà questa guerra"

''La Russia non vincerà questa guerra''. Lo ha scritto su 'X' il primo ministro britannico Keir Starmer. ''A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi'', ha sottolineato Starmer.

''Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l'Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini'', ha concluso il premier britannico.

Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni

Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell'invasione su larga scala dell'Ucraina. Si tratta del pacchetto "più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022", secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l'80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull'export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta 'flotta ombra'. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell'ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.

Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino

Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di "equipaggiamento militare" per le forze di Mosca. Nel mirino le "cruciali" esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, "responsabile dell'80%" dell'export petrolifero nell'ambito di quelli che vengono definiti "i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio" già sanzionato dall'occidente. 

Fontana: "Mettere fine all'inutile strage"

"A quattro anni dall'attacco russo all'Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell'incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E' necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'"inutile strage" della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall'impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone". Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Kallas: "Il futuro di Kiev è nell'Ue, sia l'ultimo anniversario di guerra"

''In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell'Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell'Ucraina è all'interno dell'Ue''. Lo scrive sui social l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina. ''Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all'Ucraina. Che questo sia l'ultimo anniversario della guerra che celebriamo'', aggiunge. 

Zelensky: "Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco"

"Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore": lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce "miope" credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca "non ci si può fidare", sottolineando che sulle concessioni territoriali c'è "più pressione su Kiev che su Mosca". Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a "rimanere al fianco dell'Ucraina".

Starmer promette nuovi aiuti all'Ucraina: "La Russia non vincerà"

Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall'inizio della guerra con la Russia e s'impegna a fa sì che Mosca "non vinca". Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron - e alla presenza di Volodymyr Zelensky - una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l'annuncio di nuovi aiuti. "A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell'Ucraina - scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi". "Oggi - aggiunge - noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l'Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura". "La Russia - conclude il primo ministro britannico - non vincerà questa guerra. Slava Ukraini". 

Leader Ue: "Pronti a solide garanzie sicurezza"

"I nostri sforzi a sostegno dell'Ucraina guardano anche al giorno dopo - quando i combattimenti termineranno. L'Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l'Ucraina". Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. "Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell'Ucraina, entrambi nell'ambito del Consiglio d'Europa, il prima possibile", aggiungono i leader. "Il futuro di un'Ucraina sicura e prospera è nell'Unione europea. L'Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l'adesione all'Ue in circostanze estremamente difficili. L'Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all'Ue e nella ricostruzione postbellica", sottolineano i tre presidenti, che concludono: "restiamo saldamente al fianco dell'Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un'Ucraina forte e sovrana in un'Europa forte e sovrana".

Rutte: "Quattro anni di coraggio; saremo con voi"

"Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l'Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell'aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. "Ho avuto l'onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l'invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi", ha aggiunto. "La Nato è stata al fianco dell'Ucraina fin dall'inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono", ha concluso Rutte.

Guerra Ucraina, Zelensky: "Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte"

Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, "abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia"

Zelensky: 'Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'

Zelensky: 'Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'

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Ue: "Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile"

Il primo pagamento del prestito dell'Ue da 90 mld di euro all'Ucraina per il 2026-27 verrà fatto "il prima possibile". Lo promettono i tre presidenti dell'Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta. 

Metsola: "A fianco di Kiev per pace giusta e duratura"

''Siamo fermamente al fianco dell'Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un'Ucraina forte e sovrana in un'Europa forte e sovrana. Il futuro di un'Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue''. Lo ha scritto su 'X' la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina.

Vertici Ue: "Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l'energia"

"E' previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d'urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell'Ucraina ed evitare il ripetersi dell'emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata". Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. "Quest'inverno, l'Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina un'assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari", sottolineano.

Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo

In Russia è stata aperta un'indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di "favoreggiamento di attività terroristiche". Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.

Vertici Ue: "Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione"

"La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza". Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. "La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace", aggiungono.

Ucraina, oggi quarto anniversario dall'inizio del conflitto

Macron: "La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza"

La guerra russa contro l'Ucraina rappresenta "un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell'enormità del crimine commesso in loro nome, dell'inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese". Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell'inizio della "guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana". E, rivolto "a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza", assicura che "si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell'Ucraina". 

Macron: "Avanti con la Coalizione dei volenterosi"

"Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi", lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina. "A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L'incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l'architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente", aggiunge. "Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell'Ucraina", conclude il capo dell'Eliseo.

Merz: "Il destino dell'Ucraina è il nostro destino"

"Il destino dell'Ucraina è il nostro destino". È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina. "Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti - si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa". "Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell'Ucraina è il nostro destino", conclude. 

Zelensky a Trump: "Resti dalla nostra parte"

Il presidente americano Donald Trump ''resti dalla nostra parte'', quella di Kiev. E' l'appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ''il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra''. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ''c'è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano''.

Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ''devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E' tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione". Zelensky ha poi detto che ''no'', Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e "se vogliono davvero fermare Putin, l'America è così forte" da poterlo fare.

Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev

Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson. 

Tajani: "Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo"

"L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino". Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa. "Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni - assicura - il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà".

Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra

I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.

La Russa: "Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta"

Quattro anni di guerra rappresentano un tempo "infinito e soprattutto  un tempo che non era previsto da parte dell'aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l'Ucraina sia riuscita, con l'aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla". Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai. 

"E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l'Ucraina".

Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid

Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.

Merz: "Solo con forza comune porremo fine alla guerra"

"Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche' la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche' il destino dell'Ucraina è il nostro destino". Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina.

Berlino, Parigi e Varsavia: "Serve una pace giusta per Kiev"

Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina". Per questo sono pronti ad "aumentare la pressone sulla Russia", mentre la volontà di sostenere Kiev resta "irremovibile". È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa, i ministri degli Esteri dell'E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco  Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato "l'Europa ha il fiato lungo", affermano: il piano di Putin è "clamorosamente fallito", la Nato è "più unita che mai", e l'Europa è "più forte e resiliente".

Zelensky: "Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta"

"Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all'Ucraina!". Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina. 

Zelensky: "Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni"

"Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni". Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l'Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l'Ucraina percorre dal 24 febbraio", aggiunge.

Guerra in Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto

Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l'Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l'anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.

Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto

Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto

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Costa: "Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà"

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina "abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l'Ucraina" anche se "a volte non è facile prendere decisioni." Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l'ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell'Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: "È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito".

Von der Leyen a Kiev: "Pace alle condizioni dell'Ucraina"

"A Kiev per la decima volta dall'inizio della guerra. Per riaffermare che l'Europa è  fermamente al fianco dell'Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno", scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. "Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell'Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all'aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell'Ucraina". 

Costa: "Garantire una pace giusta e duratura"

 "Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta", scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. "Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina". 

Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente

Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un'esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell'Interno ha spiegato che l'attentatore è morto sul posto, come confermato dall'analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto. 

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