Ong: "12 liberati finora in Venezuela, anche l'italo-venezuelano Buzzetta Pacheco". LIVE

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Il rilascio dei prigionieri politici annunciato in Venezuela dal governo di Delcy Rodríguez prosegue con il contagocce. Secondo l'ong Foro Penal, è salito oggi a 12 il numero dei detenuti liberati, con tre nuove scarcerazioni nelle ultime ore. L'ultimo dei liberati è il cittadino italo-venezuelano Antonio Gerardo Buzzetta Pacheco. Trump ha ricevuto alla Casa Bianca i rappresentanti delle compagnie petrolifere. "Saranno gli Usa  a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela", ha detto

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Il rilascio dei prigionieri politici annunciato in Venezuela dal governo ad interim di Delcy Rodríguez prosegue con il contagocce e nel contesto di un'assenza assoluta di informazioni ufficiali. Secondo quanto riferisce l'ong Foro Penal, è salito oggi a 12 il numero dei detenuti liberati, con tre nuove scarcerazioni nelle ultime ore. L'ultimo dei liberati, riferisce su X il vicepresidente di Foro Penal Gonzalo Himiob, è il cittadino italo-venezuelano Antonio Gerardo Buzzetta Pacheco, meglio conosciuto come 'Nino', arrestato il 30 settembre del 2024.

Il presidente Usa Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca i rappresentanti delle compagnie petrolifere. "Saranno gli Usa - ha dichiarato durante l'incontro - a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela". L'Eni con Descalzi: "Pronti ad investire e a lavorare con compagnie Usa". Un comunicato della compagnia petrolifera di Stato venezuelana Pdvsa  rivela che le autorità di Stati Uniti e Venezuela hanno già iniziato a  cooperare anche sul controllo del traffico marittimo delle petroliere in  uscita dal Paese caraibico

Lo stesso leader della Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo per proteggere i proventi americani derivanti dalla vendita di petrolio venezuelano. Nel provvedimento di emergenza si sottolinea che lo sfruttamento delle vaste riserve del Venezuela era un obiettivo chiave degli Stati Uniti dopo la destituzione di Nicolas Maduro e serve "per promuovere gli obiettivi di politica estera americana", ha affermato la Casa Bianca in una nota. 

Gli approfondimenti:

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Venezuela, Usa invitano americani a lasciare il Paese

Il governo degli Stati Uniti ha avvertito che ci sono milizie armate in Venezuela che cercano americani o prove di "sostegno agli USA" e ha ribadito l'appello ai suoi cittadini a non viaggiare o lasciare "immediatamente" il Paese sudamericano quando i voli internazionali lo consentono. L'Ufficio degli Affari Consolari del Dipartimento di Stato ha aggiornato la sua raccomandazione per il Venezuela, che continua ad avere il più alto livello di rischio per gli americani. "Prima di partire, i cittadini americani dovrebbero prendere precauzioni e conoscere il loro ambiente. Ci sono rapporti di gruppi di milizie armate, noti come collettivi, che tagliano strade e perquisiscono veicoli alla ricerca di prove della cittadinanza americana o del sostegno agli Stati Uniti", indica l'avviso. La "situazione della sicurezza in Venezuela continua ad essere fluida", osserva il testo pubblicato sul sito dell'Ambasciata degli Stati Uniti. Le autorità degli Stati Uniti esortano gli americani che rimangono in Venezuela a prendere precauzioni "sui viaggi su strada" e di controllare le informazioni aggiornate delle compagnie aeree che tornano ad operare nel paese, e ricorda che ci sono ancora interruzioni di corrente e servizi intermittenti. Il governo degli Stati Uniti mantiene la raccomandazione di non viaggiare in Venezuela per i suoi cittadini e li avverte che affrontano "gravi rischi" come detenzione illegale, tortura, terrorismo, sequestro, applicazione arbitraria delle leggi locali, criminalità, disordini civili e infrastrutture sanitarie carenti. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ritirato nel marzo 2019 tutto il suo personale diplomatico dall'ambasciata americana a Caracas.

Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

Come riportano alcune testate militari e internazionali, nella missione americana in Venezuela sarebbe stato utilizzato il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”. Progettato dalla Lockheed Martin, l'RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto in grado di fornire sorveglianza persistente di obiettivi di alto valore in ambienti molto complessi.

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'Rispettare diritto internazionale in Venezuela', protesta a Udine

Oltre 300 persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato oggi a una manifestazione nella centrale piazza Matteotti a Udine contro l'intervento statunitense in Venezuela. All'iniziativa hanno aderito complessivamente 40 realtà del territorio, tra partiti, associazioni e sindacati. In piazza sono stati esposti anche striscioni a sostegno della Palestina, bandiere palestinesi e della pace. Obiettivo dell'iniziativa, hanno spiegato gli organizzatori, è stato richiamare l'attenzione "sul rispetto del diritto internazionale, sulla tutela dei diritti dei popoli e sulla necessità di fermare l'escalation dei conflitti", e denunciare "le conseguenze umanitarie, sociali e ambientali delle politiche di guerra e di controllo delle risorse". "La partecipazione di oggi dimostra che esiste una parte della società che non accetta la legge del più forte e chiede pace, giustizia e autodeterminazione dei popoli", ha dichiarato l'organizzatore Andrea Di Lenardo (Avs). "Vogliamo che il diritto internazionale valga per tutti - ha proseguito - e che cessino le aggressioni e le complicità, a partire dal ritiro delle forze militari e dal sostegno a soluzioni di pace". La manifestazione si è svolta in modo pacifico e si è conclusa con l'impegno a proseguire la mobilitazione "contro la guerra e a difendere la libertà dei popoli". 

Liberato l'italo-venezuelano Buzzetta Pacheco

La Ong 'Foro Penal' ha confermato la liberazione di Antonio Gerardo Buzzetta Pacheco, cittadino italo-venezuelano "detenuto arbitrariamente" dal 30 settembre 2024. Lo scrive il quotidiano venezuelano 'El Nacional'.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.

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Come ha reagito la base Maga al blitz in Venezuela voluto da Trump?

Il blitz a Caracas contro Maduro ha messo alla prova la coesione della base trumpiana. Nonostante la contraddizione con il principio "America First", la maggioranza dei deputati repubblicani e dei sostenitori resta al fianco del presidente. L’operazione è stata percepita come necessaria per la sicurezza nazionale, e non come intervento di regime change. Così, il tycoon rafforza il suo controllo interno e il consenso sembra restare saldo.

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Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

Durante il suo insediamento, il 5 gennaio, Rodriguez ha ribadito che quella degli Stati Uniti è una "aggressione militare illegittima" e che Maduro e sua moglie sono tenuti in ostaggio a New York. Poi ha promulgato il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il Paese. Intanto cresce la tensione in Venezuela, tra proteste e incertezza.

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I venezuelani divisi tra sollievo e shock: "Non è un regime change"

Secondo la politologa venezuelana María Isabel Puerta Riera, molti cittadini sono in uno stato di negazione. Alla cattura di Maduro è seguita l’illusione di nuove elezioni, ma Trump le ha escluse. L’operazione Usa, sostiene, non solo non ha nulla a che vedere con un cambio di regime, ma il vero bersaglio è un altro: Cuba.

I venezuelani divisi tra sollievo e shock: 'Non è un regime change'

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Trump avverte: "I proventi del petrolio sono per il Venezuela"

Neanche 24 ore dopo una riunione apparentemente cordiale alla Casa Bianca con i manager di una ventina delle più grandi aziende petrolifere al mondo, Donald Trump ha lanciato il suo avvertimento a big oil. I proventi della vendita del petrolio venezuelano saranno custoditi nelle casse del Tesoro americano e saranno investiti nella ricostruzione del paese sudamericano. Un ordine di urgenza firmato dal presidente Usa dopo aver accolto nella East Room i più importanti ad del petrolio, tra cui quello di Eni Claudio DeScalzi, per discutere il loro ritorno in Venezuela e l'investimento di circa 100 miliardi. La Casa Bianca ha spiegato che la nuova misura ha l'obiettivo di impedire a tribunali o creditori di sequestrare i proventi derivanti dalla vendita del petrolio di Caracas che devono, invece, essere utilizzati per contribuire a creare "pace, prosperità e stabilità" in Venezuela. Sono "proprietà sovrana del Paese" sotto la custodia americana, si legge nel decreto che non menziona nessuna compagnia petrolifera in particolare. Sono tanti i giganti dell'oro nero che vantano da tempo crediti nei confronti di Caracas. Exxon Mobil e ConocoPhillips, ad esempio, hanno lasciato il Venezuela quasi 20 anni fa dopo la nazionalizzazione dei loro beni e vantano ancora crediti per miliardi di dollari. Ed è stato proprio il capo di Exxon, Darren Woods, a mostrarsi più scettico degli altri nei confronti di un ritorno della sua compagnia nel Paese. "I nostri beni sono stati sequestrati due volte in questo Paese, quindi potete immaginare che per tornare una terza volta sarebbero necessari cambiamenti piuttosto significativi", ha dichiarato durante l'incontro con Trump alla Casa Bianca definendo le condizioni attuali in Venezuela come "non favorevoli agli investimenti". "È assolutamente fondamentale istituire un team tecnico per valutare lo stato attuale del settore. Siamo pronti a inviare una squadra sul campo", ha aggiunto. 

Crisi Venezuela, liberi Gasperin e Pilieri, attesa per Trentini. VIDEO

Cosa ancora non sappiamo del sequestro della petroliera Marinera

La nave è stata fermata in acque internazionali mentre batteva bandiera russa. Ma il suo legame col Paese suscita ancora dubbi. Come questo episodio può impattare sui rapporti tra Mosca e Washington?

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Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere

Il regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di "un numero importante" di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l'Italia, perché tra i nomi dei rilasciati ci sono quelli dell'imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri. Si continua intanto a sperare per gli altri 26 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro: fra loro ci sono il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.

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Venezuela, Trump: "Lo sto rendendo di nuovo ricco e sicuro, amo il suo popolo"

"Io amo il popolo venezuelano e sto già rendendo il Venezuela di nuovo ricco e sicuro. Congratulazioni e grazie a tutte quelle persone che stanno rendendo possibile tutto questo". Così in un post su X il presidente americano Donald Trump a una settimana esatta dall'operazione a Caracas che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores.

Venezuela, Gonzalez Urrutia: "Rilasciato neanche l'1% dei prigionieri politici"

"Neanche l'1%" dei prigionieri politici detenuti nelle carceri venezuelane è stato rilasciato, nonostante siano passate 48 ore dall'annuncio delle liberazioni da parte delle autorità. Lo ha denunciato Edmundo Gonzalez Urrutia, candidato dell'opposizione alle elezioni del 2024, che su X ha scritto: "48 ore fa è stata annunciata la liberazione dei prigionieri politici. Oggi la realtà è diversa. Non è stato raggiunto nemmeno l'1% delle scarcerazioni annunciate".

Il leader dell'opposizione ha lamentato che "le famiglie continuano ad aspettare, senza informazioni chiare, senza liste, senza certezze”, ha sottolineato, scandendo che "la libertà non si annuncia, si attua, i diritti umani non si gestiscono con ritardi e opacità". "Ogni ora che passa senza risposte è una nuova forma di violenza contro le famiglie. La responsabilità è chiara e il tempo stringe”, ha concluso.

Secondo la ong Foro penal, in Venezuela si contano 808 detenuti politici, di cui 86 stranieri.

In Lituania la sinistra extraparlamentare protesta contro attacco al Venezuela

Circa 50 persone hanno protestato, in rappresentanza di diversi gruppi afferenti alla sinistra extraparlamentare lituana, davanti all'ambasciata degli Stati uniti a Vilnius contro le azioni intraprese da Washington in Venezuela. I partecipanti alla manifestazione hanno in particolare denunciato "la deriva imperialista del governo degli Stati uniti d'America" e le conseguenze che tale atteggiamento potrebbe avere per l'assetto internazionale. Le autorità di governo del Paese baltico hanno di fatto approvato l'azione di Washington pur sottolineando l'importanza di attenersi alle norme previste dal diritto internazionale. 

Corteo per il Venezuela a Torino, bruciate bandiere degli Usa

Una bandiera americana è stata data alle fiamme oggi a Torino in piazza Castello davanti alla sede della prefettura al termine di un corteo contro "l'aggressione degli Stati Uniti al Venezuela". A fare da cornice al gesto, lo striscione "Governo Meloni servo e complice dell'imperialismo Usa". Prima della partenza, al punto di ritrovo in piazza Carignano, è stata bruciata un'altra bandiera a stelle e strisce. Alla manifestazione, che ha fatto tappa anche sotto la palazzina della Rai di via Verdi, dove è stato lasciato il cartello "premio Nobel per la falsa informazione", hanno preso parte più di trecento persone. L'iniziativa era stata promossa da alcune sigle, tra cui Rifondazione Comunista. Vi hanno preso parte attivisti di Potere al Popolo, sindacati di base, collettivi studenteschi Cua e Cambiare Rotta, Sinistra anticapitalista, Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba. E' stato esposto anche un cartello con la scritta "Maduro libero". Durante il corteo, Paolo Ferrero, segretario provinciale di Rifondazione, ha affermato che "c'è solo una posizione da prendere, quella di schierarsi contro l'imperialismo americano ed europeo, e c'è una sola proposta sensata: l'uscita dalla Nato". 

Ong: "12 liberati finora in Venezuela, anche l'italo-venezuelano Buzzetta Pacheco"

Il rilascio dei prigionieri politici annunciato in Venezuela dal governo ad interim di Delcy Rodríguez prosegue con il contagocce e nel contesto di un'assenza assoluta di informazioni ufficiali. Secondo quanto riferisce l'ong Foro Penal, è salito oggi a 12 il numero dei detenuti liberati, con tre nuove scarcerazioni nelle ultime ore. L'ultimo dei liberati, riferisce su X il vicepresidente di Foro Penal Gonzalo Himiob, è il cittadino italo-venezuelano Antonio Gerardo Buzzetta Pacheco, meglio conosciuto come 'Nino', arrestato il 30 settembre del 2024. In precedenza erano state rilasciate altre due persone: la volontaria e parrocchiana Aracelis Balza, nello stato di Trujillo; e l'appartenente al partito politico oppositore Vente Venezuela, Virgilio Laverde, nello stato di Bolivar. Centinaia di famiglie venezuelane restano tuttavia nell'incertezza a 48 ore dall'annuncio del governo chavista a causa della persistente assenza di un elenco ufficiale con i nomi e la cifra totale delle persone che verranno liberate. 

Trump firma un ordine esecutivo per proteggere i proventi derivanti dalla vendita del petrolio venezuelano depositati nei conti statunitensi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo volto a proteggere i proventi derivanti dalla vendita del petrolio venezuelano depositato nei conti del Tesoro statunitense da "sequestro o procedimento giudiziario", ha dichiarato oggi la Casa Bianca.

"Il presidente Trump sta impedendo il sequestro dei proventi derivanti dal petrolio venezuelano, che potrebbe compromettere gli sforzi fondamentali degli Stati Uniti per garantire la stabilità economica e politica in Venezuela", ha affermato ancora la Casa Bianca in una nota informativa.

Salari, Ucraina, Venezuela: i temi della conferenza stampa di Meloni

Il Venezuela, la Groenlandia, l'Ucraina e Gaza. Ma anche Crans-Montana, i referendum sulla Giustizia, la legge elettorale, le baby-gang, un ipotetico futuro al Quirinale, i rapporti con la magistratura. Sono molti i temi toccati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare. Ecco i passaggi principali.

Salari, Ucraina, Venezuela: i temi della conferenza stampa di Meloni

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Trentini, Meloni: "Lavoriamo su tutti i canali"

"Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. "E' molto doloro non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei".

Trentini, Meloni: 'Lavoriamo su tutti i canali'

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Venezuela, parlano i famigliari degli oppositori politici. VIDEO

Cugino di Biagio Pilieri: "Mandavo 100 euro ai figli per sopravvivere"

"Sapevano che era in carcere, costretto a subire sevizie di ogni genere. È stato torturato e lasciato senza cibo. I figli Vincenzo e Mario non hanno mai potuto vederlo, avevano sue notizie indirettamente. Ho scritto un messaggio a a Vincenzo, gli ho espresso la mia gioia per la scarcerazione del padre. Nei prossimi giorni ci sentiremo". Lo dice Pippo Pilieri, architetto residente a Comiso (Ragusa) e cugino di Biagio Pilieri, il giornalista e politico venezuelano con cittadinanza venezuelana e italiana scarcerato ieri dopo 16 mesi di detenzione nel penitenziario di El Helicoide con le accuse di terrorismo e tradimento della patria. "Ho avuto notizie di Biagio durante questi mesi - aggiunge - Mio cugino ha sempre avuto la passione per la politica e per il giornalismo. Ha studiato scienze dell'amministrazione e scienze politiche, poi è stato eletto deputato ed è stato anche sindaco. Era un esponente dell'opposizione, ha sempre sfidato l'ex presidente Hugo Chàvez. Dopo l'avvento di Maduro ha continuato a lottare per la libertà e i diritti democratici. I suoi articoli di denuncia purtroppo lo hanno fatto finire in carcere. Nel frattempo la situazione economica del paese è peggiorata. Molti sono andati via. Anche i miei cugini e i loro figli hanno lasciato il Venezuela. Oggi la famiglia Pilieri è sparsa in varie nazioni". Anche Pippo Pilieri dice di avere vissuto per un periodo in Venezuela. "Sono rimasto alcuni mesi. La crisi economica c'era già, ma era ancora possibile sopravvivere. Gli ultimi anni invece sono stati un inferno - ricorda - Adesso i miei cugini hanno uno stipendio di pochi dollari e la moneta nazionale continua a svalutarsi. Spesso mando 100 euro, bastano per fare sopravvivere la famiglia per un mese". Riferisce di avere vissuto la detenzione del cugino "con apprensione": "Non ci vediamo da tempo, lui è venuto in Italia solo due volte, ma il rapporto è vivo. Ora è finalmente libero. Spero possa recuperare la sua vita e la sua salute". 

Le mani americane sul petrolio venezuelano: chi vince e chi perde

Gli Stati Uniti puntano a dominare le risorse, con Chevron pronta a sfruttare la situazione. Un blocco navale e rigide restrizioni bloccano gli altri attori stranieri, mentre le infrastrutture del Paese richiedono investimenti miliardari. In gioco c’è il controllo delle più grandi riserve mondiali di greggio.

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Scarcerato Laverde, coordinatore dei giovani nel partito di Machado

L'opposizione venezuelana ha confermato oggi la scarcerazione di Virgilio Laverde, coordinatore giovanile nello stato di Bolivar di Vente Venezuela, la piattaforma guidata da Maria Corina Machado. "Dal comitato di Vente Venezuela confermiamo la scarcerazione di Virgilio Laverde", si legge in un post in cui si afferma che l'attivista politico "non sarebbe mai dovuto finire dietro le sbarre". 

"Chiediamo la sua piena libertà e quella di tutti i prigionieri politici ancora in carcere", conclude il movimento di opposizione. La scarcerazione di Laverde si unisce quindi a quella degli altri nove prigionieri politici finora rilasciati secondo quanto riferito dalla Ong Foro Penal, che calcola che vi sono ancora 810 prigionieri politici, tra i quali 87 stranieri, compresi quelli con doppia nazionalità. 

Venezuela, media: "Almeno quattro petroliere fantasma rientrate"

Almeno quattro petroliere, la maggior parte delle quali cariche, partite dal Venezuela all'inizio di gennaio in "modalità fantasma" - ovvero con i transponder disattivati a causa di un rigido blocco statunitense - sono ora di nuovo nelle acque del paese sudamericano, secondo la compagnia statale Pdvsa e il servizio di monitoraggio TankerTrackers.com, citati da Reuters. Tra le navi avvistate nelle acque venezuelane grazie alle immagini satellitari, figurano la Merope battente bandiera panamense, la Min Hang battente bandiera delle Isole Cook e la Thalia III battente bandiera panamense. 

Venezuela, Trafigura e Vitol seguiranno l'export di greggio di Caracas

Due delle più importanti compagnie di commercio di materie prime al mondo, la multinazionale franco-svizzera Trafigura e la svizzero-olandese Vitol, si occuperanno dell'esportazione del greggio venezuelano. Lo ha confermato nella tarda serata di ieri Trafigura, a seguito dell'incontro organizzato alla Casa Bianca da Donald Trump con i responsabili delle principali compagnie petrolifere.

Trafigura, uno dei maggiori trader indipendenti di petrolio al mondo, grazie alla sua flotta globale di navi e alla sua rete logistica, è una delle poche aziende in grado di svolgere in modo efficiente un'operazione di questa portata e complessità, si legge nella nota. Secondo le informazioni fornite, Trafigura (multinazionale con sede a Singapore e con un hub regionale a Ginevra, ndr) agisce in piena conformità con le sanzioni vigenti e dispone di tutte le licenze necessarie per eseguire queste transazioni.

Ieri la società Vitol, con sede a Ginevra e a Rotterdam (Paesi Bassi), ha ottenuto una licenza speciale provvisoria dagli Stati Uniti per avviare negoziati sulle importazioni e le esportazioni di petrolio dal Venezuela. La licenza è valida per 18 mesi, hanno riferito all'agenzia di stampa persone informate sulla questione. 

Venezuela, Trump incontra petrolieri alla Casa Bianca. VIDEO

A Caracas veglia dei familiari di detenuti in attesa della liberazione

Familiari di detenuti politici e attivisti per i diritti umani in Venezuela permangono in veglia di fronte ai principali centri di detenzione a Caracas e nel resto del Paese in attesa dell'atteso rilascio di 'un numero importante' ma imprecisato di prigionieri, secondo quanto ha affermato il governo ad interim di Delcy Rodríguez. Proprio la mancanza di informazioni ufficiali sull'identità dei rilasciati mantiene in allerta i parenti delle oltre 900 persone che permangono nei centri di detenzione per ragioni politiche e spesso senza un processo. Il Comitato per la libertà dei prigionieri politici del Venezuela (Cippve) riferisce e riporta di veglie e preghiere organizzate di fronte ai centri dell'Elicoide e di El Rodeo, a Caracas, e del Tocorón, nello stato di Aragua, o alla caserma della polizia di Sucre, conosciuta come Boleíta, o Zona 7. Qui, secondo quanto riportano alcuni utenti su X, si ascoltano le grida dei detenuti all'interno della caserma invocando la libertà e intonando l'inno nazionale del Venezuela. La richiesta unanime delle famiglie e delle ong per i diritti umani è "che vengano liberati tutti i prigionieri" ('que sean todos'), mentre la mancanza di informazioni e la conseguente incertezza generata tra i parenti e gli stessi detenuti viene considerata come l'ennesima "tortura psicologica" a cui vengono sottoposti gli oppositori.

Groenlandia, la Nato valuta una missione per 'disinnescare' Trump

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Venezuela e Usa adesso cooperano nel controllo delle petroliere

Un comunicato della compagnia petrolifera di Stato venezuelana Pdvsa rivela che le autorità di Stati Uniti e Venezuela hanno già iniziato a cooperare anche sul controllo del traffico marittimo delle petroliere in uscita dal Paese caraibico.    "Le autorità di Stati Uniti e Venezuela annunciano il successo di un'operazione congiunta per il ritorno al Paese della nave Minerva salpata senza le autorizzazioni corrispondenti", si legge nella nota.    "Grazie alla riuscita di questa prima operazione congiunta la nave sta facendo ritorno in acque venezuelane per la sua salvaguardia e le azioni pertinenti", conclude la nota.    La cooperazione navale di Caracas con gli Usa appare come un passo nella direzione annunciata dal presidente Donald Trump sulla gestione e il controllo da parte di Washington delle operazioni e del commercio petrolifero venezuelano.

Seconda notte di veglia in Venezuela per la liberazione dei prigionieri politici

I familiari dei prigionieri politici hanno tenuto veglie fuori da diversi centri di detenzione in Venezuela, nella seconda notte dopo l'annuncio del rilascio di un "numero significativo" di questi detenuti. Finora, è stato confermato il rilascio di un numero compreso tra otto e undici persone, secondo quanto riporta l'agenzia Efe. Nei pressi di El Helicoide, sede del Servizio di Intelligence Nazionale Bolivariano a Caracas, l'attivista Diego Casanova, del Comitato per la Libertà dei Prigionieri Politici, ha dichiarato che, dopo "oltre 24 ore di angoscia, dolore, paura e sofferenza", continuano a "insistere sulla necessità del rilascio" di queste persone. Casanova ha criticato il fatto che, a partire da venerdì sera, i rilasciati "non raggiungano nemmeno l'1%" dei prigionieri politici conteggiati dalle Ong, nonostante l'annuncio di giovedì di Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale e fratello della presidente ad interim, Delcy Rodríguez, che un "numero significativo di persone" sarebbe stato rilasciato. Venezuelani e stranieri, senza specificarne il numero o le condizioni.    A El Helicoide, ha indicato Casanova, si stima che ci siano almeno 70 prigionieri politici, ma "alla fine della giornata di giovedì solo i membri dell'opposizione Biagio Pilieri ed Enrique Márquez erano stati rilasciati, lasciandone un numero significativo sulla lista".

Trump ottimista: "Incontro con colombiano Petro andrà bene"

Il presidente americano Donald Trump si è mostrato ottimista sul prossimo incontro alla Casa Bianca con il suo omologo colombiano Gustavo Petro, che aveva neppure tanto velatamente minacciato di una sorte simile a quella del leader venezuelano Nicolas Maduro. "L'incontro con Petro andrà molto bene e non vedo l'ora", ha detto Trump rispondendo ai cronisti prima di lasciare la Casa Bianca in elicottero.

Trump: "Presto vedrò esponenti governo ad interim"

Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che vedra' "molto presto" esponenti del governo ad interim venezuelano. "Probabilmente incontrero' presto diversi rappresentanti del Venezuela. Non l'abbiamo ancora programmato, ma il rapporto che abbiamo con chi governa il Venezuela e' molto buono," ha detto Trump durante l'incontro alla Casa Bianca con rappresentanti delle grandi compagnie petrolifere.

Venezuela, veglia famigliari detenuti politici fuori da carceri

Famigliari dei prigionieri politici hanno organizzato veglie fuori da diverse carceri, per la seconda notte dopo l'annuncio del rilascio di un "numero significativo" di persone. Secondo l'attivista Diego Casanova, dell'Ong Committee for the Freedom of Political Prisoners, dopo "piu' di 24 ore di angoscia, dolore, paura e sofferenza" i liberati "non raggiungono nemmeno l'1%" dei prigionieri politici". Jorge Rodriguez, presidente del Parlamento e fratello del presidente al potere, Delcy Rodriguez, aveva annunciato giovedi' che un "numero significativo di persone" sarebbe stato rilasciato, venezuelani e stranieri. Tra i primi a uscire, gli italiani Luigi Gasperin e Biagio Pilieri, ma altri restano ancora detenuti tra cui Alberto Trentini e Mario Burlo'. 

Nicaragua: celebrano caduta Maduro, 60 arresti

Le autorità del Nicaragua hanno arrestato almeno 60 persone per aver festeggiato o espresso sostegno alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo hanno riferito un'organizzazione per la difesa dei diritti umani e alcuni media locali. Il presidente nicaraguense Daniel Ortega e la vicepresidente Rosario Murillo sono fedeli alleati di Maduro, catturato sabato scorso da militari statunitensi a Caracas e portato a New York per essere processato con l'accusa di traffico di droga e armi. Dall'arresto di Maduro e di sua moglie Cilia Flores, si sono verificati "almeno 60 arresti arbitrari" per presunto sostegno all'operazione, ha dichiarato in un post su X l'Ong Blue and White Monitoring, che raccoglie segnalazioni di violazioni dei diritti umani in Nicaragua. 

Rodriguez conferma negoziati su ambasciate: "Per ribadire condanna agli Usa"

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha confermato i negoziati con le autorità statunitensi per la riapertura delle rispettive ambasciate, definendoli uno strumento per "ribadire la condanna" dell'intervento militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores.

"Qual è l'obiettivo" di esplorare canali per la riapertura delle ambasciate? "Ribadire la condanna dell'aggressione subita dal nostro popolo, perché le nostre donne, i nostri uomini, le nostre ragazze, i nostri ragazzi sono stati profondamente colpiti da un'aggressione di questa natura", ha dichiarato in un discorso televisivo trasmesso dall'emittente nazionale VTV.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

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Descalzi a Trump: "Eni pronta ad investire in Venezuela"

"Eni è pronta ad investire in Venezuela". Lo ha detto l'amministratore delegato della compagnia Claudio Descalzi a Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca. "Abbiamo 500 persone nel Paese. Siamo pronti a investire nel Paese e lavorare con le compagnie americane", ha aggiunto l'ad di Eni.

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