Venezuela, Trump: "Basta petrolio per Cuba". La risposta: "Usa Paese criminale". LIVE

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Donald Trump torna a minacciare Cuba. "Per molti anni ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi dittatori venezuelani, ma ora non più! Il Venezuela ora ha gli Usa, l'esercito più potente del mondo a proteggerlo, e noi lo proteggeremo". Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez: "Usa si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza in tutto il mondo"

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Donald Trump torna a minacciare Cuba. "Per molti anni Cuba - scrive su Thruth - ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più! Il Venezuela ora ha gli Usa, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo proteggeremo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba - zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi". Il governo di Cuba ha risposto tramite il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez: "Gli Usa si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo".

Decine di famigliari di prigionieri politici in Venezuela hanno trascorso la terza notte di veglia fuori dalle carceri in attesa della liberazione dei loro cari, dopo che le autorità avevano annunciato giovedil rilascio di un "numero significativo" di detenuti. Si attendono novità anche per il cooperante italiano Alberto Trentini.

Intanto il dipartimento di Stato americano ha esortato i cittadini Usa  in Venezuela a lasciare il Paese "immediatamente". "La situazione della sicurezza rimane instabile", ha dichiarato il dipartimento, una settimana dopo la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro. 

Gli approfondimenti:

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Groenlandia, prossima settimana ministro degli Esteri ne parlerà con Rubio

La premier danese Mette Frederiksen ha confermato oggi che il ministro  degli Esteri Lars Løkke Rasmussen incontrerà il segretario di stato  americano Marco Rubio per colloqui sulla Groenlandia la prossima  settimana. "Siamo a un bivio", ha detto Frederiksen durante una  conferenza del partito, secondo l'agenzia di stampa Ritzau. Rubio aveva  dichiarato di voler incontrare i rappresentanti danesi la prossima  settimana, dopo che la Danimarca e la Groenlandia avevano richiesto  colloqui con l'alto diplomatico statunitense.

Commissario Ue: "I tempi della pax americana sono finiti"

Per l'Europa "adesso è il momento di realizzare" quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti". Lo ha detto il commissario Ue Andrius Kubilius alla conferenza sulla politica di sicurezza di Salen, in Svezia. Dopo "la strategia di sicurezza nazionale di Washington, il Venezuela e le minacce alla Groenlandia, ora è ancora più chiaro che dobbiamo costruire l'indipendenza dell'Europa", ha sottolineato. "Ci troviamo di fronte a due sfide: la minaccia russa e il ritiro americano verso l'Indo-Pacifico. Gli Stati Uniti ci chiedono di essere pronti ad assumerci la piena responsabilità della difesa convenzionale dell'Europa. E non possiamo dissentire da questa richiesta", ha evidenziato Kubilius, ricordando l'avvio del programma comunitario Defence Readiness 2030.    "L'Europa dev'essere più indipendente e autonoma: l'ex presidente della Commissione Juncker, il presidente Macron e l'ex cancelliera Merkel pronunciavano parole molto simili 10 anni fa, dopo l'occupazione russa della Crimea", evidenziando la necessità di "superare la frammentazione industriale, raggiungere l'interoperabilità e persino di un esercito europeo, ma ciò non si è concretizzato", ha osservato il politico lituano.     "L'indipendenza della difesa significa che dobbiamo essere pronti, all'interno della Nato, ma con una presenza americana molto minore in Europa - ha aggiunto -. L'incertezza sul futuro del partenariato transatlantico richiede la nostra determinazione"

Machado: ''Molto presto i popoli dell'Iran e del Venezuela saranno liberi''

La leader dell'opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace Maria   Corina Machado ha espresso ''profondo rispetto per il valoroso popolo   iraniano che sya protestando nelle strade di più di 100 città del  paese,  nonostante la brutale repressione che subisce''. Su 'X' Machado  ha  scritto che ''gli iraniani stanno affrontando l'oppressione e per  anni  sono stati sotto un regime autoritario che si è infiltrato in  America  Latina per associarsi a sistemi criminali come il chavismo in   Venezuela''. Ma ''molto presto i popoli dell'Iran e del Venezuela   saranno liberi'', ha aggiunto esprimendo ''tutta la mia solidarietà  alle  famiglie dei martiri''.

Cuba, Rodriguez: "Usa minaccia per pace e sicurezza nel mondo"

Gli Usa "minacciano la pace e la sicurezza nel mondo": il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodri'guez Parrilla risponde su X alle affermazioni del presidente americano Donald Trump. "#Cuba non riceve e non ha mai ricevuto alcun compenso monetario o materiale per i servizi di sicurezza forniti a nessun Paese". "A differenza di #EEUU, non abbiamo un governo che si presta ad attivita' mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri stati. Come ogni Paese, Cuba ha il diritto assoluto di importare carburante da quei mercati disposti a esportarlo e che esercitano il proprio diritto a sviluppare le proprie relazioni commerciali senza interferenze o subordinazioni alle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti. La legge e la giustizia sono dalla parte di Cuba. Gli Stati Uniti si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo".

Groenlandia, Wadephul in viaggio verso gli Usa: "Nella Nato abbiamo responsabilità condivise"

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha ricordato oggi agli  Stati Uniti che hanno responsabilità condivise con i partner  dell'Alleanza Atlantica in materia di libertà, autodeterminazione e  sicurezza, a fronte delle mire espansionistiche di Trump sulla  Groenlandia. "Naturalmente, anche tra partner vicini ci sono sempre  divergenze di opinione. Ma queste non devono farci perdere di vista il  quadro generale", ha avvertito Wadephul alla vigilia del suo incontro  con il suo omologo statunitense Marco Rubio. Wadephul ha in programma di  fare tappa in Islanda oggi pomeriggio, durante il viaggio verso gli  Stati Uniti. Nell'isola, situata a sud-est della Groenlandia, incontrerà  la sua collega Katrín Gunnarsdóttir. Wadephul  ha invitato il governo statunitense al dialogo. "Quando ci sono  divergenze di opinione, vogliamo affrontarle attraverso il dialogo per  essere all'altezza della nostra responsabilità comune per la pace e la  sicurezza". Altri temi centrali della conversazione con Rubio saranno le  consultazioni in corso su un cessate il fuoco in Ucraina e il sostegno  al Paese attaccato dalla Russia. Lunedì  sera Wadephul incontrerà a New York il segretario generale dell'Onu,  António Guterres, nel quadro dell'annuncio degli Stati Uniti che  vogliono ritirarsi da 66 organizzazioni internazionali, tra cui numerosi  organismi delle Nazioni Unite, perché non compatibili con gli interessi  degli Stati Uniti. Molte di queste organizzazioni si occupano di  ambiente e clima, uguaglianza di genere, istruzione e promozione della  democrazia, società civile e Stato di diritto.

Cuba risponde a Trump: "Usa Paese criminale senza controllo"

Il governo di Cuba ha risposto tramite il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, alla minaccia di Trump sottolineando che Cuba "non riceve, né ha mai ricevuto, compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza forniti ad alcun Paese" e che "a differenza degli Usa", non ha "un governo che si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati". Il post conclude affermando che "la legge e la giustizia sono dalla parte di Cuba" e che "gli Usa si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo". In una pubblicazione su X Rodríguez ha anche rivendicato il diritto dell'isola a "importare carburante da quei mercati disposti a esportarlo e che esercitano il loro diritto a sviluppare le proprie relazioni commerciali senza interferenze o subordinazioni a misure coercitive unilaterali imposte dagli Stati Uniti". 

Stoltenberg: "Grave se Usa imponessero il loro controllo sulla Groenlandia"

"Sarebbe una situazione molto grave se gli Stati Uniti imponessero in un modo o nell'altro il controllo sulla Groenlandia contro la volontà del popolo groenlandese. Il futuro della Groenlandia dovrebbe essere deciso dalla Groenlandia e dalla Danimarca": è quanto afferma Jens Stoltenberg, ex segretario generale della Nato e attuale ministro delle Finanze norvegese, in una lunga intervista all'edizione domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung. Stoltenberg ha espresso comprensione per alcune delle preoccupazioni sulla sicurezza espresse dagli Stati Uniti. Aggiungendo che "la Danimarca è disposta a esaminare come rafforzare le strutture di sicurezza in Groenlandia. La Nato intende rafforzare la presenza militare nel nord ed esiste un accordo bilaterale tra gli Stati Uniti e la Danimarca sulla presenza militare in Groenlandia. In realtà, però, non molto tempo fa l'America ha ridotto il numero dei suoi soldati in Groenlandia da diverse migliaia a poche centinaia. È stata una sua decisione". Stoltenberg ha anche commentato le vicende venezuelane: "Il diritto internazionale è di grande importanza, soprattutto per i paesi piccoli come la Norvegia. Il fatto che il regime di Maduro fosse privo di legittimità democratica non giustifica l'azione intrapresa dagli Stati Uniti". 

Trump riposta un messaggio su Rubio "nuovo leader di Cuba"

Donald Trump ha ripostato un messaggio sui social media che suggeriva che il segretario di Stato Marco Rubio, figlio di immigrati cubani, potrebbe essere il nuovo leader di Cuba. Il presidente americano ha ripubblicato su Truth un post dell'8 gennaio dell'utente Cliff Smith nel quale si sosteneva che "Marco Rubio sarà presidente di Cuba", accompagnato dall'emoji che ride fino alle lacrime. Non è chiaro se il messaggio fosse ironico, comunque Trump lo ha condiviso commentando: "Mi sembra un'ottima idea!". L'utente, che nella bio si descrive come un "conservatore californiano", ha meno di 500 follower. 

Trump: "Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d'America, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo faremo"

Il post di Trump su Truth

Trump: "Basta petrolio o denaro per Cuba, accordo prima che sia tardi"

Donald Trump torna a minacciare Cuba. "Per molti anni Cuba - scrive su Thruth - ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più! Il Venezuela ora ha gli Usa, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo proteggeremo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba - zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi". 

Venezuela, la dura vita di chi è contro Maduro

La storia di un attivista in fuga, tra arresti, lotta politica e un attentato miracolosamente fallito.

Venezuela, la dura vita di chi è contro Maduro

Venezuela, la dura vita di chi è contro Maduro

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Fratoianni: "La priorità assoluta è la liberazione di Alberto Trentini"

"Siamo tutti in attesa e speriamo che Alberto Trentini possa essere rapidamente liberato e restituito ai suoi affetti e alla sua vita". Lo ha detto il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, a margine dell'assemblea regionale del partito in corso a Milano, intervenendo sulla detenzione in Venezuela dell'operatore umanitario italiano. "Leggo oggi che il suo nome sarebbe finalmente inserito in una nuova lista di detenuti da liberare - ha aggiunto - e ci auguriamo davvero, al di là di ogni polemica, che possa rientrare il prima possibile a casa e uscire dalla galera". Alla domanda sull'azione del governo, Fratoianni ha risposto: "Confidiamo che si stia facendo il possibile. In questi casi confido in tutto ciò che può restituire una persona come Trentini alla libertà, perché questa è l'unica e l'assoluta priorità". 

I venezuelani divisi tra sollievo e shock: "Non è un regime change"

Secondo la politologa venezuelana María Isabel Puerta Riera, molti cittadini sono in uno stato di negazione. Alla cattura di Maduro è seguita l’illusione di nuove elezioni, ma Trump le ha escluse. L’operazione Usa, sostiene, non solo non ha nulla a che vedere con un cambio di regime, ma il vero bersaglio è un altro: Cuba

I venezuelani divisi tra sollievo e shock: 'Non è un regime change'

I venezuelani divisi tra sollievo e shock: 'Non è un regime change'

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Venezuela, Urzi (Fdi): "Il presidente del Centro per la Pace sostiene Maduro, inammissibile"

“Inammissibili toni e parole del presidente del ‘Centro per la pace ed i diritti dell’uomo’ del Trentino, Antonio Trombetta, a sostegno del regime di Maduro e di critica feroce all’azione degli Usa. Coloro i quali vestono i panni dei pacifisti e dei cultori dei diritti umani- che si collocano ovviamente nella sinistra arcobaleno- devono ancora spiegarci come riescono ad essere così scientifici nell’assumere sistematicamente posizioni pubbliche di sostegno alla peggiore specie di dittatori e oppressori dei diritti umani del pianeta".  Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige

"È inaccettabile che Trombetta non abbia pronunciato neanche una parola sulle migliaia di detenuti politici (anche cooperanti italiani), sull’opposizione decimata, sulla violenza della repressione in Venezuela. In un paese libero come il nostro esiste il pieno diritto di critica e nessuno lo mette in discussione ma ciò che sconvolge è il netto schieramento di campo a favore di Maduro. Uno schieramento incompatibile con il ruolo istituzionale- rivestito da Trombetta- che dovrebbe tenersi lontano da radicalismo ed integralismi anche e soprattutto per il rispetto dovuto agli esuli venezuelani che sono presenti anche sul territorio della regione Trentino Alto Adige”, conclude. 

Venezuela, manifestanti pro-Maduro in marcia a Caracas. VIDEO

Berlino: "Gli Stati Uniti non decidono sulla Groenlandia"

"E' chiaro che spetta esclusivamente alla Groenlandia e alla Danimarca decidere sulle questioni territoriali e di sovranità sulla Groenlandia". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in un'intervista alla Bild am Sonntag, prima di partire alla volta di Washington, dove domani incontrerà il suo omologo statunitense Marco Rubio per un confronto sull'Ucraina e sulla sicurezza e difesa transatlantica. La regione artica ha "acquisito una nuova importanza in termini di politica di sicurezza", ha sottolineato Wadephul, indicando che "questa importanza continuerà ad aumentare perché Russia e Cina hanno interessi lì che contrastano con i nostri". Nel quadro delle consultazioni europee, Wadephul farà oggi scalo a Reykjavik per incontrare la ministra degli Esteri islandese Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir. Secondo quanto riferito dalla Bild, venerdì i Paesi E3 - Germania, Francia e Gran Bretagna - si sono coordinati sulla questione groenlandese, discutendo i prossimi passi. 

Media: "Gb in trattativa con alleati Ue per l'invio di una forza militare in Groenlandia"

Downing Street è in trattativa con gli alleati europei per l'invio di una forza militare in Groenlandia per  proteggere l'Artico e alleviare i timori di Donald Trump sulla sicurezza. Lo scrive il Telegraph. Nei giorni scorsi, i funzionari britannici hanno incontrato i loro omologhi di altri paesi, tra cui Germania e Francia, per dare inizio ai preparativi. I piani, ancora in una fase iniziale, potrebbero prevedere l'impiego di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalla Russia e dalla Cina. Le nazioni europee sperano così di convincere Trump ad abbandonare la sua ambizione di annettere l'isola. 

Venezuela, Bettini (Pd): "Azione di Trump è dimostrazione di onnipotenza"

"Quello che è avvenuto in Venezuela e le minacce alla Groenlandia, per certi versi modificano il quadro internazionale. L’azione di Trump è stata particolarmente odiosa, rapida, improvvisa, bugiarda nelle sue intenzioni circa il narcotraffico. Una dimostrazione di onnipotenza. Mai si è visto nel passato un presidente americano giocare ad una sorta di “risiko” mondiale, minacciando dalla Groenlandia a Cuba, dalla Colombia all’Iran. Si aggiunge un suo autoritarismo politico interno, evidente anche a Minneapolis in queste ore. Il mondo a cui appartiene è dominato esclusivamente dalla forza". Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, si esprime sul quadro internazionale in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.

Il Dipartimento di Stato chiede ai cittadini Usa di partire immediatamente

Gli Stati Uniti hanno esortato i propri cittadini a lasciare immediatamente il Venezuela, dopo che è stata diffusa la notizia che milizie armate stanno cercando di rintracciare gli americani nel paese. In un allarme sicurezza diffuso ieri, il Dipartimento di Stato riferisce che membri armati di milizie filo-governative note come 'colectivos', avrebbero istituito posti di blocco e perquisito i veicoli alla ricerca di cittadini statunitensi o sostenitori del Paese.

"I cittadini statunitensi in Venezuela devono rimanere vigili e prestare attenzione quando sono su strada", avverte il Dipartimento, esortando i connazionali a partire immediatamente ora che alcuni voli internazionali dal Venezuela sono stati ripristinati.

Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere

Il regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di "un numero importante" di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l'Italia, perché tra i nomi dei rilasciati ci sono quelli dell'imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri. Si continua intanto a sperare per gli altri 26 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro: fra loro ci sono il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.

Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere

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Trentini, Meloni: "Lavoriamo su tutti i canali"

"Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. "E' molto doloro non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei"

Trentini, Meloni: 'Lavoriamo su tutti i canali'

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L'attivista colombiano: "In cella con Burlò e Trentini, crisi d'ansia e violenze"

Nel penitenziario Rodeo, a trenta chilometri da Caracas, "si sta sempre nella cella, tranne un'ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ti ammanettano e ti mettono un cappuccio sulla testa. Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole di Sertralina (un antidepressivo, ndr). Mario è più bilanciato, riusciva a rimanere calmo". A raccontarlo a la Repubblica è l'attivista colombiano dei diritti umani, Iván Colmenares García, arrestato in Venezuela nel 2024 e che è a casa dal 24 ottobre scorso. Ha avuto come compagni di detenzione gli italiani Alberto Trentini - "era preoccupato per la famiglia in Italia, per sua madre Armanda che è anziana" - e Mario Burlò. "Alberto sa di essere un prigioniero politico, una pedina di scambio - racconta - facciamo parte di organizzazioni umanitarie". E spiega: "per il regime siamo profili perfetti per negoziare la liberazione con i governi stranieri e ottenere qualcosa". Su come stiano Mario e Alberto, Burlò "è dimagrito 30 chili", fa sapere. Anche Trentini "è dimagrito, cammina su e giù lungo quei sei passi accanto al letto. Sono provati". "Le guardie spostano di continuo i detenuti da una cella all'altra - prosegue nel racconto - Durante i trasferimenti sono violente, buttano a terra o contro i muri, colpiscono col calcio del fucile. Ma la tortura bianca, che non lascia lividi, è anche peggio". E cioè: "trasmettono la propaganda chavista. Il martedì il programma di Maduro, il giovedì 'El mazo dando', la trasmissione del ministro Diosdado Cabello, quattro ore di sofferenza a sentir ridere Cabello, il venerdì ci facevano ascoltare 'El turco alimaña' e il sabato ci finivano con 'Aló Presidente' di Hugo". Per quanto riguarda le celle d'inverno sono "un freezer, d'estate un forno. Vieni divorato dalle zanzare". Ogni stanza "misura quattro metri per due, che diventano uno perché su un lato c'è la branda a castello. Ci sono sei passi dalla porta al fondo". Mentre "il bagno è un buco per terra, sporco di feci e infestato di scarafaggi".

Le mani americane sul petrolio venezuelano: chi vince e chi perde

Gli Stati Uniti puntano a dominare le risorse, con Chevron pronta a sfruttare la situazione. Un blocco navale e rigide restrizioni bloccano gli altri attori stranieri, mentre le infrastrutture del Paese richiedono investimenti miliardari. In gioco c’è il controllo delle più grandi riserve mondiali di greggio

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Venezuela: "Agente accusato di tradimento morto in carcere"

Un agente di polizia di 52 anni, arrestato lo scorso dicembre in Venezuela per "tradimento", è morto ieri in carcere: lo annuncia una coalizione di Ong per i diritti umani, denominata "Comitato delle famiglie per la libertà dei prigionieri politici". L'organizzazione ha condannato "la morte in custodia di Edison José Torres Fernandez", "62 ore dopo l'annuncio ufficiale dei rilasci". Anche il partito di opposizione Primero Justicia ha confermato il decesso. 

Chi è “el Pollo” Hugo Carvajal Barrios, il potenziale super testimone contro Maduro

Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l'ergastolo e sono analoghi a quelli contestati ora al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino

Chi è “el Pollo”, il potenziale super testimone contro Maduro

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Venezuela, Usa invitano americani a lasciare il Paese

Il governo degli Stati Uniti ha avvertito che ci sono milizie armate in Venezuela che cercano americani o prove di "sostegno agli USA" e ha ribadito l'appello ai suoi cittadini a non viaggiare o lasciare "immediatamente" il Paese sudamericano quando i voli internazionali lo consentono. L'Ufficio degli Affari Consolari del Dipartimento di Stato ha aggiornato la sua raccomandazione per il Venezuela, che continua ad avere il più alto livello di rischio per gli americani. "Prima di partire, i cittadini americani dovrebbero prendere precauzioni e conoscere il loro ambiente. Ci sono rapporti di gruppi di milizie armate, noti come collettivi, che tagliano strade e perquisiscono veicoli alla ricerca di prove della cittadinanza americana o del sostegno agli Stati Uniti", indica l'avviso. La "situazione della sicurezza in Venezuela continua ad essere fluida", osserva il testo pubblicato sul sito dell'Ambasciata degli Stati Uniti. Le autorità degli Stati Uniti esortano gli americani che rimangono in Venezuela a prendere precauzioni "sui viaggi su strada" e di controllare le informazioni aggiornate delle compagnie aeree che tornano ad operare nel paese, e ricorda che ci sono ancora interruzioni di corrente e servizi intermittenti. Il governo degli Stati Uniti mantiene la raccomandazione di non viaggiare in Venezuela per i suoi cittadini e li avverte che affrontano "gravi rischi" come detenzione illegale, tortura, terrorismo, sequestro, applicazione arbitraria delle leggi locali, criminalità, disordini civili e infrastrutture sanitarie carenti. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ritirato nel marzo 2019 tutto il suo personale diplomatico dall'ambasciata americana a Caracas.

Figlio Maduro: "Stiamo bene, siamo combattenti"

"Stiamo bene, siamo dei combattenti". Lo dice il figlio di Maduro che ha riferito le parole di suo padre dalla prigione di New York

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