Lo speciale di Sky TG24 sull'attacco in Iran
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Guerra in Iran, ecco quali aiuti potrebbe inviare l’Italia ai Paesi del Golfo colpiti

Mondo

Introduzione

Mentre continua la guerra che sta infiammando il Medio-Oriente, l’Italia sembra pronta a fare la propria parte in supporto ai Paesi che sono diventati bersaglio dei missili dell’Iran. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere che “tutti i Paesi del Golfo ci hanno chiesto aiuto in questo momento”, e spiegato che le prime misure potrebbero arrivare con "un decreto legge o nel modo più veloce possibile”. 

 

Non c’è, tuttavia, chiarezza su quelli che potrebbero essere i tempi: la prima data utile in agenda potrebbe essere il Consiglio dei ministri già in programma venerdì prossimo, ma in questo momento l’ipotesi sembra essere ancora lontana.

Quello che devi sapere

Quali Paesi hanno chiesto aiuto

Allo stato attuale risulta che a chiedere aiuto all’Italia siano stati gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait. Roma ha a disposizione i radar e diversi strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare. Ai Paesi sotto attacco potrebbero poi risultare utili anche assetti navali e aerei spia. Bisogna in ogni caso considerare che le capacità italiane sono già fortemente impegnate sul fianco Est dell’Europa, per via del sostegno assicurato all’Ucraina.

 

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L'ipotesi di invio del Samp-T

Lo strumento di difesa di cui si è parlato maggiormente in questi giorni è in ogni caso il Samp-T: si tratta di un sistema terra-aria pensato per intercettare e poi neutralizzare con i missili le minacce provenienti dal cielo. Due di questi esemplari sono già stati forniti a Kiev, anche se uno è stato distrutto dalle forze armate russe. I Samp-T è assemblato in collaborazione con la Francia e la produzione dei suoi componenti richiede tempi lunghi. L'Italia dovrebbe averne attualmente a disposizione altri quattro: uno è in Estonia e resterebbe in Europa orientale per garantire la sicurezza dell'area, altri due sono a Sabaudia e un terzo è a Mantova.

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Verso un nuovo decreto aiuti?

Il supporto ai Paesi che ne stanno facendo richiesta all’Italia dovrebbe arrivare con le stesse modalità che hanno portato in tempi rapidi al pacchetto di aiuti per l'Ucraina, poco dopo l'invasione russa, quattro anni fa: la delibera di uno 'stato di emergenza per intervento all'estero in conseguenza del grave contesto emergenziale in atto nei territori del Golfo' porrebbe le basi per l'avvio del provvedimento, che dovrebbe poi superare l'esame delle Aule. 

Giorgia Meloni attesa in Parlamento

Intanto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che "il presidente del Consiglio Giorgia Meloni andrà in Parlamento" per affrontare la questione della guerra in Medio Oriente. Però, proprio dal Carroccio, sono arrivati i primi avvertimenti: "Ci sono accordi internazionali da rispettare, come la NATO. Dall'altra parte penso che il nostro aiuto dovrebbe essere orientato verso il supporto che abbiamo dato all'Ucraina, cioè di tipo logistico e senza mandare soldati".  Per il momento negli ambienti di governo si parla di "assetti" e l'intenzione è di muoversi in coordinamento con i Paesi Ue per questo tipo di sostegno. 

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Il possibile uso delle basi italiane

L'altro tema delicato è l'eventuale concessione di basi italiane su richiesta americana per azioni offensive nei confronti dell'Iran. Questo aspetto diventa ancora più critico alla luce delle recenti minacce di Teheran, secondo cui "azioni difensive da Paesi europei sarebbero considerate un atto di guerra". Su questo il ministro Crosetto ha preso tempo: l'utilizzo delle nostre basi da parte degli Stati Uniti "è una decisione del governo. Quando ce lo chiederanno, risponderemo".    

Le mosse del governo Meloni

Ieri intanto Palazzo Chigi ha fatto sapere che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, "ha presieduto due riunioni di governo dedicate agli sviluppi della crisi in Medio Oriente", con il governo e con Eni e Snam. Al primo incontro hanno partecipato il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. La riunione "si è focalizzata sugli ultimi sviluppi della crisi, con particolare attenzione alle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, ribadendo il massimo impegno dell'esecutivo". Nel secondo vertice invece "si sono aggiunti gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi e di Snam Agostino Scornajenchi" ed "è stato affrontato il tema della sicurezza energetica, con un'analisi dell'impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell'energia e sull'economia, nonché delle possibili azioni di mitigazione che il governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo”.

 

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