Introduzione
Sono molti gli interrogativi sul futuro dell’Iran. Stati Uniti e Israele hanno lanciato una dura offensiva nei confronti della Repubblica Islamica a partire dallo scorso 28 febbraio, eliminando la sua Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei (al potere dal 1989), nel tentativo principale di neutralizzare ogni possibilità che il regime sviluppi armi nucleari.
La controffensiva iraniana è iniziata subito dopo, attaccando soprattutto le basi statunitensi nei Paesi arabi del Golfo alleati di Washington e di Israele. Cosa succederà adesso? Il quadro è complicato, perché complesso è l’assetto dell’Iran, sia dal punto di vista politico che da quello religioso. Ecco cosa sapere per capire quanto successo negli ultimi giorni (GLI AGGIORNAMENTI LIVE).
Quello che devi sapere
L’Iran nel dibattito geopolitico
Negli ultimi anni l’Iran è stato spesso al centro del dibattito internazionale, principalmente per due motivi: da un lato il rischio, ventilato costantemente dagli Stati Uniti del presidente Donald Trump, che sviluppasse armi nucleari in grado di destabilizzare i delicati equilibri geopolitici del Medioriente; dall’altro le grandi proteste di piazza che, ciclicamente, hanno contestato il regime e i suoi brutali metodi di repressione del dissenso, guidate soprattutto dalla popolazione più giovane, a partire da quelle per la morte di Mahsa Ahmini del 2022, brutalmente picchiata dalle Guardie della Rivoluzione perché non indossava correttamente il velo.
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Lo Stretto di Hormuz, il gas e il petrolio
Il territorio iraniano si estende dal Mar Caspio al Golfo dell’Oman, toccando anche lo Stretto di Hormuz, un corridoio marittimo fondamentale per l’economia mondiale, che divide la penisola arabica alle coste iraniane. Da lì passa circa un quinto di tutta la produzione mondiale di petrolio, insieme a circa il 30% del gas naturale liquefatto. Lo stesso Iran è piuttosto ricco sul fronte dei giacimenti energetici: è il nono più grande produttore mondiale di petrolio e il terzo per quanto riguarda il gnl. Questo non significa però che sia riuscito a diventare una potenza economica. Al contrario, da tempo è alle prese con un'enorme crisi, dovuta a vari fattori: le sanzioni internazionali che limitano le esportazioni, corruzione e malgoverno e una scarsa diversificazione del sistema produttivo.
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L’Iran in numeri
L’Iran è il secondo Paese del Medioriente per grandezza, dopo l’Arabia Saudita, e il 17esimo Paese più esteso di tutto il mondo, con una superficie di oltre un milione e 600mila chilometri quadrati. Ha una popolazione di circa 92 milioni di persone.
Le città dell’Iran
La capitale iraniana, dal 1795, è Teheran, dove vivono quasi 10 milioni di persone. Poi ci sono Mashhad (circa 3 milioni e mezzo di abitanti) e Isfahan (2.3 milioni), dove si concentrano molte delle industrie attive nei settori del nucleare e dell’aerospaziale. Seguono Shiraz e Tabriz (1.7 milioni), Karaj (1.6 milioni), Qom (1.4 milioni) e Ahvaz (1.3 milioni).
La popolazione dell’Iran
Come riporta Al Jazeera, l’Iran è un Paese demograficamente giovane: l’età media è intorno ai 33 anni. Questo significa che la maggior parte dei suoi abitanti non ha mai conosciuto altro se non la guida repressiva e tirannica di Khamenei (in foto). La stragrande maggioranza della popolazione è di etnia persiana, a differenza degli altri Paesi della regione, che sono a maggioranza araba.
Il rapporto tra politica e religione
Più o meno il 90% della popolazione iraniana è di religione musulmana sciita, con i sunniti (l’altro grande gruppo dell’Islam) intorno al 9%. La grande peculiarità iraniana è il suo sistema politico, estremamente connesso a una visione unica dello sciismo, che di fatto è la base stessa dell’assetto istituzionale.
Il 1979: Khomeini e la Repubblica Islamica dell’Iran
La data principale nella storia contemporanea iraniana è il 1979, l’anno della rivoluzione che vide la fine della monarchia di Mohammad Reza Pahlavi, alleato degli Stati Uniti. La popolazione scese in piazza non solo contro un’occidentalizzazione forzata del Paese, ma anche contro la corruzione, la deriva autoritaria e le grandi disuguaglianze sociali. Pahlavi fuggì dall’Iran (morì poi in Egitto, nel 1980), aprendo le porte al ritorno dall’esilio del leader religioso Ruhollah Khomeini (in foto). In linea di principio, la fine della monarchia di Pahlavi avrebbe dovuto aprire le porte a un assetto comunque pluralistico, dove i religiosi sciiti convivevano con rappresentanti laici. Salì invece al potere solamente la componente religiosa più tradizionalista. Nel 1979 vide la luce una nuova Costituzione, approvata da un referendum popolare, che presentava al mondo la nuova Repubblica Islamica dell’Iran (che è ancora oggi la nomenclatura con cui ufficialmente si individua il Paese). Khomeini diventa la Guida Suprema.
Le ostilità con gli Usa e lo scacchiere geopolitico
Fondamentale è anche la crisi degli ostaggi del 1979, quando un gruppo di studenti rivoluzionari occupano l’ambasciata statunitense a Teheran, tenendo prigionieri per più di 400 giorni oltre 50 diplomatici americani. I rapporti con Washington non saranno mai più gli stessi. Da Paesi amici, diventano rivali e nemici. Negli anni la situazione è peggiorata. Gli Stati Uniti sono diventati il simbolo di una corruzione dei costumi da annientare, mentre i loro principali avversari (come Russia e Cina) hanno, più o meno silenziosamente, supportato sempre di più l'Iran. I Paesi arabi del Golfo più aperti all'Occidente si sono invece avvicinati agli Usa.
La Costituzione del 1979
“Lo Stato dell’Iran è una Repubblica Islamica che la nazione dell’Iran, sulla base della fede tradizionale nel governo della verità e della giustizia nel Corano, in seguito alla vittoria della Rivoluzione Islamica guidata dall’Ayatollah Al-Ozma Imam Khomeini”, recita l’articolo 1 della citata Costituzione. La distinzione tra politica e religione non esiste più. Anzi: la politica, in questa visione, è in realtà una parte integrante della religione. Vengono del tutto eliminate o represse opposizioni laiche, liberali e di sinistra.
La Guida Suprema dell’Iran
Come detto, dal 1979 Khomeini assume il ruolo di Guida Suprema, quello che poi sarà di Khamenei, dal 1989 fino al 2026. Oltre al comando delle forze armate, dirige la politica estera e di difesa e influenza la linea generale di politica interna, prendendo le decisioni finali. I suoi poteri sono di fatto sconfinati.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica e i pasdaran
Insieme alla nuova Repubblica nasce un nuovo assetto delle forze armate, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, con il compito di proteggere l'entourage politico religioso e di garantire l'applicazione dei codici (religiosi) della Repubblica, in linea teorica affiancando “l’esercito regolare”. È nato mettendo insieme vari gruppi paramilitari islamisti, in modo da chiudere tutti i ponti con quello che ancora era rimasto nelle forze armate della vecchia guardia monarchica. Noti per il loro ruolo a livello militare, nella repressione del dissenso e nello sviluppo del programma missilistico e nucleare di Teheran, non rispondono ai governi eletti. I membri vengono chiamati pasdaran.
Le altre cariche della Repubblica Islamica
Di seguito le altre cariche principali della Repubblica Islamica.
- Presidente della Repubblica: capo del governo, viene eletto dal popolo ogni 4 anni. Gestisce economia, amministrazione e politica interna, ma non ha l’ultima parola sulla difesa e sulla politica estera (che spettano appunto alla Guida Suprema). Khamenei fu presidente della Repubblica prima di diventare Guida Suprema.
- Consiglio dei Guardiani: 12 membri, di cui 6 religiosi nominati direttamente dalla Guida Suprema e 6 nominati dal Parlamento. Di fatto, approva e respinge le candidature alle elezioni e controlla che le leggi siano conformi alla Costituzione e ai dettami islamici.
- Assemblea Consultiva Islamica: è il Parlamento iraniano, eletto dal popolo, con il potere di approvare le leggi (ma solo se approvate dal Consiglio dei Guardiani).
Le opposizioni in Iran
Tecnicamente i partiti di opposizione non sono vietati in Iran, ma siccome tutti devono essere allineati con i principi della Costituzione e dell'Islam, le forze politiche di rottura di fatto non possono operare in alcun modo.
Le correnti politiche in Iran
Detto questo, all'interno del perimetro concesso dalla Costituzione e dalle istituzioni chiamate a sorvegliarlo, in Iran ci sono tre principali famiglie politiche: i conservatori o principalisti (i più fedeli alla politica come branca della religione e i meno aperti a venti di cambiamento o di apertura all'estero), i riformisti (che spingono per una maggiore apertura politica e sociale, compreso un miglioramento dei rapporti con il blocco dell'Occidente) e i moderati.
Cosa c'entra Israele
Va di pari passo all'ostilità con gli Stati Uniti quella dell'Iran con Israele. I motivi sono diversi e di varia natura. In estrema sintesi: Teheran vede lo Stato ebraico come un regime sionista non legittimato e sostiene i gruppi armati nemici di Israele (da Hamas nella Striscia di Gaza agli Hezbollah del Libano e gli Houthi in Yemen, il cosiddetto "asse delle resistenza"), mentre Israele teme che l'Iran possa attaccarlo con le armi nucleari ed estendere la sua influenza nel Medioriente.
Per approfondire: Quanto durerà la guerra? Missili, droni e forze militari: l’arsenale di Teheran