Introduzione
Le mire di Donald Trump sull’isola artica hanno allarmato gli alleati degli Usa alla Nato. Le opzioni circolate in questi giorni, dall’acquisto statunitense allo scenario di un blitz militare, sono al momento tutte ancora in campo. Quello che è certo è che il presidente americano "fa sul serio", come ribadito anche dal suo vice JD Vance. In un'intervista al New York Times, l’inquilino della Casa Bianca ha detto che “avere la proprietà" della Groenlandia è "molto importante". Il dossier ieri è stato al centro di vari summit in Europa. Ecco cosa sta succedendo.
Quello che devi sapere
L’ipotesi “sentinella artica”
Nella giornata di venerdì la Danimarca ha aggiornato gli alleati sugli ultimi sviluppi, prima al Consiglio Atlantico della Nato, poi al Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Ue. In sede Nato, in particolare, è stato evidenziato quanto la sicurezza artica sia in realtà "d'interesse comune" e dunque è stata ventilata l'ipotesi di lanciare un'operazione di rafforzamento sulla falsa riga di quanto accaduto nel Baltico e sul fianco est: in pratica una “sentinella artica”.
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Il piano
Secondo il quotidiano danese Nos, nella riunione settimanale dei 32 ambasciatori dell'Alleanza è emerso che tutti i Paesi auspicano un ruolo più incisivo per l'Alleanza nell'Artico. Diversi membri hanno proposto una nuova missione speciale congiunta in Groenlandia per placare Donald Trump. Ciò rafforzerebbe significativamente la difesa dell'Artico. E soprattutto, si tratterebbe di uno sforzo congiunto, che includerebbe anche gli Stati Uniti, l'alleato più importante, e che allevierebbe almeno temporaneamente la tensione più acuta.
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Per ora clima costruttivo
Chi ha conoscenza diretta del dossier assicura che il clima alla Nato è "costruttivo". A smorzare ci ha pensato anche il Comandante Supremo delle forze alleate, il generale Alexus Grynkewich. "Ritengo che al momento siamo ben lontani da una crisi", ha dichiarato. Gli stessi danesi hanno chiarito che si tratta di una "questione bilaterale" fra Copenaghen e gli Stati Uniti, confermando l'incontro con Marco Rubio la prossima settimana.
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I nodi giuridici
La Groenlandia, per sua scelta, ha lasciato l'allora Cee nel 1985 optando per la strada del territorio associato. Fa parte del Regno di Danimarca, Paese Ue e Nato, ma in modo autonomo. Tanto che a Bruxelles ci si interroga se l'articolo 47.2 dei Trattati, che prevede la mutua difesa in casa di attacco, si potrebbe applicare all’isola.
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Cosa farà la Danimarca
La palla è nelle mani di Copenaghen, a seconda che chieda aiuto ai partner o se invece opti per trattare in autonomia con gli Usa. "L'Ue potrebbe potenzialmente multi-lateralizzare la questione offrendo missioni civili o di polizia ma la Danimarca non ha ancora chiesto un intervento diretto", spiega una fonte europea. Che invece, a quanto pare, è quanto sta accadendo sul fronte Nato, proprio per disinnescare l'argomento principale di Donald Trump sulla "sicurezza nazionale". Resta da capire se una eventuale “sentinella artica” - ovvero, verosimilmente, maggiori pattugliamenti, qualche esercitazione congiunta, e alcuni mezzi dedicati per una cooperazione rafforzata - sia sufficiente a placare le mire di Trump.
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Le prossime mosse
Non si escludono, da parte degli Usa, campagne di "disinformazione" o tentativi di "comprare" la popolazione groenlandese, impensabili fino all'arrivo del tycoon alla Casa Bianca. Ecco perché la situazione viene comunque giudicata grave e al Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti) molti Paesi hanno preso la parola per esprimere "solidarietà e sostegno". Rubio ha sentito il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per colloqui che, stando al dipartimento di Stato, hanno riguardato sì gli sforzi "per mettere fine alla guerra in Ucraina" ma anche "la sicurezza dell’Artico".
Le posizioni degli alleati
"Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno", ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa del 9 gennaio. È una valutazione condivisa anche tra i vertici delle istituzioni Ue. La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, è stata più dura dicendo che un intervento militare degli Stati Uniti "è del tutto inconcepibile", poiché significherebbe un attacco da parte di alleato della Nato, quale sono gli Usa, a un altro del'Alleanza atlantica come la Danimarca.
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“Trump corteggia i groenlandesi”
Intanto nei giorni scorsi la Reuters, citando fonti informate, ha scritto che Trump avrebbe fissato il prezzo per accaparrarsi il favore dei groenlandesi: da 10 a 100 mila dollari ciascuno per convincerli a lasciare la Danimarca e sposare la causa degli Usa. Acquistare il Paese, corteggiando i suoi 57.000 abitanti, è l'ultima delle ipotesi ventilate da Trump, che pochi giorni fa non aveva escluso l'intervento delle forze armate, ipotesi poi ridimensionata dal segretario di Stato Marco Rubio che ha parlato di "acquisto".
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