Introduzione
Diminuisce il consumo di Mdma mentre aumenta quello di cocaina e ketamina. Questo uno dei dati che riguarda il consumo di droghe in Europa e che arriva direttamente dall’analisi delle acque reflue e dal rapporto “Wastewater analysis and drugs — a European multi-city study”, realizzato dal gruppo europeo Sewage Analysis Core Group Europe (SCORE) in collaborazione con l’European Union Drugs Agency (EUDA). Tra gli enti coinvolti anche l’Istituto Mario Negri si è occupato delle rilevazioni relative alla città di Milano grazie al finanziamento del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Quello che devi sapere
Le reti fognarie di 115 città
Il rapporto ha preso in esame, di fatto, quanto emerso dalle reti fognarie di 115 città in particolare. L'analisi di campioni di acque reflue, infatti, ha la capacità di poter far emergere molti dati a proposito della vita nelle metropoli e nei centri urbani come anche quelli relativi al consumo di droghe. Ed è proprio questo l'obiettivo a cui mira il più ampio progetto europeo che monitora l'andamento delle sostanze illecite nel continente.
L'analisi su sei diverse sostanze
Le 115 città prese in esame dallo studio si trovano in 25 Paesi differenti, di cui 23 Stati membri dell'Ue, oltre a Norvegia e Turchia. E, nell’ultima edizione dello studio, sono stati inclusi anche dati internazionali provenienti da Brasile, Canada, Cile, Islanda, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, consentendo confronti con le città europee analizzate. Il rapporto, nel dettaglio, ha voluto analizzare da vicino campioni giornalieri di acque reflue provenienti dai bacini di raccolta degli impianti di trattamento per un periodo di una settimana tra marzo e maggio dello scorso anno. I campioni, hanno spiegato gli esperti coinvolti, sono riferiti ad una popolazione complessiva di circa 72 milioni di persone e sono stati studiati con l’obiettivo di poter individuare tracce di cinque droghe stimolanti, ovvero anfetamina, cocaina, metanfetamina, Mdma e ketamina, oltre alla cannabis.
Profili distinti
Un dato è subito balzato all’occhio: nonostante le differenze anche sociali e culturali tra le diverse località analizzate, tutte e sei le sostanze studiate sono state rilevate in quasi tutte le città coinvolte. “I risultati del progetto evidenziano inoltre profili geografici e temporali distinti di consumo di droghe nelle città europee. Nel complesso, all’interno dei singoli Paesi, si osservano differenze relativamente limitate tra le città più grandi e quelle di dimensioni minori”, si legge sul sito del “Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'Mdma
Ma ecco, dunque, cosa racconta lo studio. Per quanto riguarda l'Mdma il carico complessivo nelle acque reflue è diminuito del 16% tra il 2024 e il 2025 nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. Tra le 78 città con informazioni comparabili, il 62% (48 centri) ha registrato una diminuzione delle rilevazioni di Mdma, il 15% (12) una situazione stabile e il 23% (18) un aumento. Il calo è stato significativo nelle città di Germania, Austria e Slovenia, risultando più evidente rispetto a quello osservato solo alcuni anni fa, in particolare nel 2020, quando quasi la metà delle città aveva registrato diminuzioni durante le chiusure dei locali notturni dovute alla pandemia di Covid. Nel 2025 i carichi più elevati di Mdma sono stati rilevati, invece, nelle città di Belgio, Spagna e Paesi Bassi. La sostanza è stata individuata in tutte le città europee tranne una, ovvero Nova Gorica in Slovenia. Tra le località extraeuropee, solo le città della Nuova Zelanda hanno registrato livelli comparabili a quelli delle città europee con i carichi più elevati.
La ketamina
Passando in rassegna la ketamina, invece, è emerso che il carico complessivo nelle acque reflue è aumentato di quasi il 41% tra il 2024 e il 2025 nelle città con dati disponibili per entrambi gli anni. Su un totale di 66, il 61% (40 centri) ha registrato un aumento dei residui di ketamina, il 21% (14) livelli stabili e il 18% (12) una diminuzione. Nel corso dello scorso anno i carichi più elevati sono stati registrati nelle città di Belgio, Germania e Paesi Bassi. Mentre ben 9 città (in Belgio, Cipro, Lituania, Ungheria e Slovenia) non hanno riportato residui rilevabili di questa droga. Inoltre, livelli segnalati in città di Canada e Regno Unito hanno superato quelli registrati nelle città europee con i carichi più elevati.
La cocaina
Per quanto riguarda la cocaina, è stato analizzato poi un aumento significativo tra il 2024 e il 2025 con i carichi complessivi rilevati nelle acque reflue cresciuti di quasi il 22% nelle città. Tra le 85 città che hanno fornito dati per entrambi gli anni, il 57% (48 centri) ha registrato un incremento, il 25% (21) livelli stabili e il 19% (16) un calo. Le concentrazioni più significative restano quelle riscontrate nelle città dell'Europa occidentale e meridionale, in particolare in Belgio, Spagna e Paesi Bassi, anche se tracce della sostanza sono state registrate anche in diverse città dell'Europa orientale, dove in alcuni casi si osservano ulteriori aumenti. Livelli pari o superiori a quelli delle città europee con i carichi più elevati sono stati osservati anche in città di Canada, Cile, Svizzera e Regno Unito.
L'anfetamina
Analizzando il consumo di anfetamina, i livelli rilevati variano di molto tra le diverse località coinvolte nello studio. Le concentrazioni più importanti sono emerse nelle città dell'Europa settentrionale e centrale, ovvero nei centri di Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia. Livelli molto meno significativi sono emersi invece nelle città dell'Europa meridionale, ad esempio in Italia, Cipro e Turchia. Tre città in Portogallo e Slovenia non hanno permesso di reperire alcuna rilevazione di anfetamina nel corso del 2025. Tra le 82 città con dati per entrambi gli anni, il 44% (36 centri) riporta un aumento, il 33% (27) una diminuzione e il 23% (19) livelli stabili.
La metanfetamina
La metanfetamina, spesso concentrata nelle città della Repubblica Ceca e della Slovacchia, è stata rilevata, nell’ultimo rapporto, anche in città di Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia. In altre aree i livelli restano non significativi, anche se si osservano alcuni aumenti nelle città dell'Europa centrale e settentrionale. Tra le 80 città con dati comparabili tra 2024 e 2025, il 46% (37 centri) ha registrato un aumento, il 35% (28) una diminuzione e il 19% (15) livelli stabili. Livelli superiori a quelli delle città europee con i carichi più elevati sono stati osservati anche in città di Australia, Canada e Stati Uniti.
La cannabis
In ultimo ecco i dati che riguardano la cannabis. Tra le 63 città con dati disponibili per entrambi gli anni, il 33% (21 città) ha registrato un aumento delle rilevazioni del metabolita della cannabis (Thc-Cooh), il 44% (28) una diminuzione e il 22% (14) livelli stabili. Le concentrazioni più evidenti sono state rilevate nelle città dell'Europa occidentale e centrale, in particolare in Germania, Paesi Bassi e Slovenia. Anche in questa circostanza, le città di Canada e Stati Uniti hanno fatto registrare livelli superiori rispetto alle città europee con i valori più elevati. Nel 2025, la maggior parte dei Paesi con più siti di monitoraggio non ha mostrato differenze rilevanti tra i modelli osservati nelle grandi città e quelli delle località più piccole, con l'eccezione della cocaina e dell'Mdma, che hanno fatto emergere variazioni più marcate.
Milano e Bolzano
Infine, un focus sull'Italia con particolare riferimento per le città di Milano e Bolzano, incluse in questo studio europeo. “Per queste città negli ultimi anni si osserva un trend in aumento del consumo di cocaina e a Milano, dove sono disponibili i dati, di ketamina. Nel 2025 il consumo di cannabis a Milano risulta in leggera diminuzione, mentre a Bolzano risulta costante. I consumi di anfetamina e metanfetamina sono pressoché costanti. In relazione all'Mdma in Italia si rileva una lieve diminuzione a Bolzano, ma un consumo costante a Milano”. Lo ha riferito Sara Castiglioni, responsabile del Laboratorio di Indicatori epidemiologici ambientali del Mario Negri.