Lo speciale di Sky TG24 sull'attacco in Iran
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Iran, Pedro Sanchez: la posizione della Spagna è "no alla guerra"

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La posizione della Spagna si riassume in poche parole: "no alla guerra". E' quanto ha detto il presidente del governo spagnolo all'indomani delle minacce del presidente statunitense Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con Madrid per il rifiuto di autorizzare l'utilizzo delle basi congiunte di Moron e Rota, in Andalucia, nell'operazione israelo-statunitense contro l'Iran

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"No alla guerra!". Così il premier spagnolo Pedro Sanchez risponde alle critiche di Donald Trump, che ha incolpato Madrid per il rifiuto di concedere l'utilizzo delle basi militari in Andalusia per la guerra contro l'Iran. "Siamo contrari a questo disastro", ha continuato in un discorso il capo del governo spagnolo, aggiungendo che questa posizione è condivisa da "molti altri governi" e da "milioni di cittadini in tutta Europa, Nord America e Medio Oriente che non vogliono più guerre o più incertezza nel futuro". "Non saremo complici per paura di rappresaglie", ha aggiunto.

Sanchez: "Condanniamo regime ma guerra non è la soluzione"

Il governo spagnolo "condanna il regime iraniano che reprime e uccide vilmente i suoi cittadini, in particolare le donne, ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica", ha aggiunto Sanchez. "Alcuni ci accuseranno di essere ingenui nel farlo, ma ciò che è ingenuo è pensare che la violenza sia la soluzione", ha detto. "Siamo consapevoli delle difficoltà, ma sappiamo anche che il futuro non è scritto, che la spirale di violenza che molti danno già per scontata è assolutamente evitabile e che l'umanità può ancora lasciarsi alle spalle questo fondamentalismo degli ayatollah e anche la miseria della guerra". 

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Sanchez: “Esigiamo fine delle ostilità prima che sia troppo tardi"

"Questa crisi ci colpisce ed esigiamo tutta la risoluzione da parte degli Stati Uniti, Iran e Israele perché cessino le ostilità prima che sia troppo tardi". Sanchez ha avvisato che Madrid "non sarà complice di qualcosa di dannoso per il mondo", come il conflitto in Iran, "solo per il timore di rappresaglie di alcuni", ha detto in riferimento alle minacce del presidente statunitense Donald Trump, di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna, per il rifiuto di autorizzare l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota.

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