Live In Courmayeur, Segre: "L'odio che ho conosciuto da bambina c'è ancora oggi"

Cronaca

All'evento targato Sky TG24, la senatrice a vita sopravvissuta alla Shoah e la giurista Paola Severino hanno dialogato su come combattere i fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo. Guarda il video integrale

Come combattere i fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo? A rispondere sono la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, e Paola Severino, giurista ed ex ministra della Giustizia, presenti alla seconda giornata di Sky TG24 Live In Courmayeur (IL RACCONTO - L'EVENTO - IL PROGRAMMA - GLI OSPITI). "Purtroppo io ho conosciuto l'odio da bambina, ma continuo a sperimentarlo anche adesso. Il contrario dell'odio è l'amore, ed è la Costituzione stessa che introduce questo principio con l'articolo 3, che spiega come devono essere trattati gli esseri umani: tutti allo stesso modo", ha detto Segre.

"Per combattere l'odio è necessaria la memoria"

leggi anche

Live In, Bonetti a Sky TG24: "Donne vittime di violenza non sono sole"

"Credo che l'amore sia la cosa più importante: è il primo sentimento che incontriamo dalla nascita. Dal punto di vista sociale, l'amore è quello che deve contrapporsi all'odio. Un equilibrio tra questi sentimenti che sono tutti umani può essere generato dalla memoria, dalla storia", ha detto Severino. "L'amore che porta alla memoria l'ho sperimentato anche in un processo che ho seguito da avvocato, il processo Priebke sull'armadio della vergogna in cui erano occultati tutti i documenti con i crimini nazifascisti. La giustizia, in quel caso, diede l'equilibrio, e l'amore riuscì a superare l'odio. Fu grazie alla testimonianza dei sopravvissuti che si riuscì a farlo", ha raccontato.

Odio e social: come combattere l'hate speech

leggi anche

Live In, Messa: "Il problema maggiore è valorizzare i nostri laureati"

Nella platea del cinema di Courmayeur ci sono i ragazzi, ai quali è dedicata questa edizione di Live In. La senatrice Segre si rivolge a loro parlando delle parole di odio sui social: "Mi fa paura il gioco al massacro di scambiarsi insulti e odio. Dalle parole si passa alle azioni e spesso si perde il controllo: quella diventa un'azione gravissima". Sono "la famiglia e la cultura i due antidoti all'odio sociale", afferma Severino. "Perché c'è questa violenza, perché è diventato un sentimento virale?", si chiede l'ex ministra ricordando Davide Giri, lo studente italiano della Columbia University ucciso giovedì sera a New York da un membro di una gang. "Un buon giornalismo ha la grandissima responsabilità di invitare al dialogo. Abbiamo riscoperto il valore del giornalismo attraverso il disvalore dei social. La professionalità dei giornalisti può contrastare l'odio dei social", aggiunge la giurista.

Donne e violenza: le nuove misure del governo

leggi anche

Live In, Bianchi a Sky TG24: "La scuola è in presenza e ci resterà"

La discussione si è spostata poi sulla questione di genere, e nello specifico della violenza sulle donne. "Chi arriva alla violenza e al femminicidio deve essere punito. La società si è evoluta moltissimo in tutti i campi, ma si arriva ancora a pensare alla sudditanza e alla figura della donna in cucina. Le misure prese dal governo sono necessarie, e anzi dovevano arrivare molto prima", ha detto Segre. "Credo che lo sforzo maggiore debba farlo la società. Dal punto di vista giuridico c'è un'importante novità: non occorre la denuncia per chiedere la punizione di questi reati. Vuol dire aiutare la donna che spesso è segregata, ha paura e non denuncia. Ma vuol dire anche richiamare alla responsabilità gli altri", spiega la giurista. "Siamo coinvolti anche noi nella tutela di queste donne. Chiunque si accorga di un dettaglio, di un indizio di violenza è chiamato a intervenire. Sono le cosiddette red flags, le bandierine rosse che devono far scattare il campanello d'allarme", ha detto Severino. "Mai trascurare i sintomi: sono quelli che permettono di intervenire".

Donne e futuro: il "soffitto di cristallo"

leggi anche

Sky TG24 Live In, il panel sul clima e lo "strappo" dei giovani

"Spesso le donne non riescono a sfondare nemmeno il livello successivo a quello iniziale, non solo il soffitto di cristallo. Questo perché la società non ci permette di conciliare facilmente famiglia e lavoro", spiega Severino parlando del gender gap e delle opportunità lavorative di uomini e donne. "Ho sempre sognato di avere un piccolo asilo nel mio studio. Ma questo lo deve fare lo Stato. Io sono stata aiutata da mia madre ed è stata una grande fortuna", racconta. "Ho tante amiche che hanno iniziato con me la carriera universitaria, ma solo io sono diventata rettrice. Questo testimonia la 'piramide' che si stringe e dà meno opportunità a noi donne al vertice", evidenzia Severino parlando della sua carriera. Riferendosi poi all'espressione "donna di potere", continua: "Per noi donne ha quasi un'accezione negativa. Noi donne preferiamo il concetto di merito e premio a quello di potere. Credo che questa grande forza interiore, che il merito ci sia e debba essere riconosciuto, sia molto importante", dice l'ex ministra.

Le domande delle giovani in platea

leggi anche

Milano, Mario Draghi e Liliana Segre al Memoriale della Shoah

Le giovani in platea nel cinema di Courmayeur pongono una domanda alle due ospiti: "Cosa possiamo fare nella vita di tutti i giorni contro la violenza?", chiede una ragazza. "Nessuno può restare indifferente davanti alla violenza, in rete e sui social, nei giochi e nella propria compagnia di amici", risponde Severino. "La mia esperienza di un passato tragico mi fa reagire ai fatti di violenza senza mai parlare di odio", dice Segre. "Anche la Commissione in Senato di cui sono presidente, che ho voluto come ultimo atto ed eredità della mia vita, è proprio contro l'istigazione all'odio. Se si combatte contro ciò, è l'inizio per non arrivare al femminicidio e agli altri reati violenti che avvengono senza una ragione", sottolinea la senatrice a vita.

Severino: "Linguaggio indicativo dei sentimenti"

leggi anche

Severino: sarei a disagio nel difendere uomo colpevole di femminicidio

"Il linguaggio è indicativo dei sentimenti delle donne: parliamo di 'padri costituenti' ma c'era anche una componente femminile che non si ricorda. Ammetto di non essere un'appassionata della dialettica maschile-femminile: penso che si potrebbe usare un termine neutro per indicare la funzione. È certo che se poi questa discussione serve socialmente per stimolare dibattito e rappresentanza, ben venga", dice Severino.

Corsa al Quirinale, è il momento di una donna?

vedi anche

Liliana Segre: "Presidente della Repubblica? No, grazie"

Entrambi le ospiti sono state proposte nella corsa al Quirinale. "I fatti sono sotto gli occhi di tutti: abbiamo la seconda carica dello Stato che è una donna, abbiamo avuto la prima presidente della Corte costituzionale donna, non c'è nulla che ostacolerebbe una scelta in questo senso. I tempi sono maturi anche per quello", commenta Severino. "Non credo nei nomi che ritornano, la scelta la prenderà il Parlamento ed è imprevedibile", conclude. "È sicuramente giunto il momento di una donna al Quirinale. Per quello che riguarda il mio nome, l'ho presa con affettuosa condiscendenza: non sarei stata in grado anche 30 anni fa, ho parlato delle mie incompetenze senza paura", ha commentato Segre. "È invece sicuramente vero che le donne hanno tutte le carte in regole per diventare la prima carica dello Stato", aggiunge.

L'evento targato Sky TG24

leggi anche

Sky TG24 Live In Courmayeur, si chiude la prima giornata. VIDEO

Sky TG24 Live In è l'evento che porta i temi dell'attualità nelle piazze italiane. Ieri, 3 dicembre, si è svolta la prima giornata. Dopo l'introduzione del direttore Giuseppe De Bellis e il saluto istituzionale della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sono stati presentati i risultati del sondaggio Quorum/YouTrend sulle priorità dei giovani. Tra i temi affrontati anche l'emergenza Covid, con il coordinatore del Cts Franco Locatelli che ha parlato della quarta dose come una "possibilità concreta". L'ex presidente del Consiglio e leader del M5s Giuseppe Conte ha spiegato di "non avere rimpianti sulla gestione della pandemia". Presente anche la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: "La manovra di Draghi? Un compromesso al ribasso". Tra gli altri ospiti, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "L'Italia incoraggia il dialogo tra Russia e Usa".

Cronaca: i più letti