Live In, Bonetti a Sky TG24 sui femminicidi: "Impegno del governo, le donne non sono sole"

Cronaca

Il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia ospite all'evento di Sky TG24: "Con il ddl più tutele a sostegno degli orfani di femminicidio". Presente anche Filomena Lamberti: "Non denunciavo, avevo paura, non trovavo risposte e così son passati 30 anni". Carlotta Vagnoli: "La violenza psicologica ti fa dimenticare le cose più basilari come il vestirsi e i gusti musicali. Non ricordavo cosa mi piacesse davvero"

"C'è l'impegno di questo governo nel dire alle donne vittime di violenza che non sono sole". Ad affermarlo, ospite di Sky TG24 Live In Courmayeur (L'EVENTO - GLI OSPITI - IL PROGRAMMA) è il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, in riferimento al ddl approvato ieri dal Consiglio dei ministri per prevenire e contrastare la violenza di genere. Nel panel dedicato alla lotta contro i femminicidi hanno anche partecipato Filomena Lamberti (autrice del libro Un'altra vita) e Carlotta Vagnoli (scrittrice). Il talk si è poi chiuso con un messaggio del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

"Più tutele e sostegno alle donne e ai loro figli"

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Sempre parlando del ddl, il ministro Bonetti ribadisce: "Laddove servano ulteriori interventi incisivi per aumentare il livello di protezione delle donne, questo governo ha deciso di agire con forza con un provvedimento ampio, complesso, che va a coprire anche alcuni potenziali vulnus che si sono creati nella normativa, che rafforza l'incisività e la tempestività degli interventi nei confronti degli uomini maltrattanti, che dà più tutele e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli". Fra il 2017 e il 2018 solo il 15% delle donne che sono state uccise aveva denunciato e, tra queste, tante avevano denunciato più volte. "Questo provvedimento vuole coprire proprio queste situazioni di criticità, dà maggiori strumenti per far sì che una donna che denuncia sia davvero garantita nella sua incolumità. Accanto a questo bisogna consolidare e rafforzare la rete dei centri anti-violenza e delle case rifugio e la prospettiva di un'indipendenza economica per le donne", ha aggiunto il ministro.

"Abbiamo introdotto misure di intervento forte"

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Interpellata poi sulle sanzioni per le violazioni dei divieti di avvicinamento, Bonetti spiega: "È uno dei punti critici. Il divieto della violazione prevede anche l'arresto. Abbiamo introdotto misure di intervento forte, accanto al divieto di avvicinamento o l'imposizione dell'allontanamento dalla casa. Nel caso in cui venga imposto il braccialetto elettronico, un'eventuale manomissione dello stesso prevede l'arresto ai domiciliari, il rifiuto del braccialetto porterebbe a una sanzione più forte e un altro elemento molto incisivo è quello del fermo, che può essere attivato in modo più tempestivo anche prima del giudizio laddove si ravvisino elementi di urgenza nella tutela della sicurezza della donna".

"Maggiore gravità della pena per i reati-spia"

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Il ministro Bonetti ha poi parlato delle misure di contrasto ai reati-spia: "Ci sono anche elementi che caratterizzano una maggiore gravità della pena in quegli elementi che di fatto lasciano presagire un excursus della violenza, che deve essere intercettato prima che esploda in un ulteriore aggravio. Sono stati introdotti gli elementi della violenza domestica, dei maltrattamenti e dello stalking come elementi che consentono l'arresto in flagranza".

"Provvisionale per donne e orfani di femminicidio"

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Bonetti ha spiegato poi la misura della provvisionale, "che vuole sostenere, accompagnare le donne anche da un punto di vista economico con l'indennizzo che dovrebbe poi essere previsto prima del completamento giudiziario. Nel caso del dramma del femminicidio, sarebbe un sostegno per gli orfani della vittima. Serve per accompagnare o la donna vittima di violenza o i figli e le famiglie che li accolgono anche in un percorso di recupero della propria autonomia, della propria vita. Nel caso degli orfani di femminicidio sappiamo quanto sia gravoso il carico per i familiari che li accolgono, quanto siano necessarie anche delle cure di carattere psicologico. Queste famiglie devono essere aiutate in modo tempestivo".

Lamberti: "Avevo paura e son passati 30 anni"

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Nel corso del panel, anche il racconto di Filomena Lamberti, sfregiata con l'acido dal marito che aveva lasciato dopo 30 anni di vessazioni: "Non avevo mai parlato con nessuno, perché i ragazzi devono capire che l'uomo possessivo e violento è molto astuto a creare isolamento intorno a te, così non puoi chiedere aiuto a nessuno. Non ho denunciato perché avendo i figli piccoli ho dato priorità a loro senza far mancare loro nulla. Non avevo un'indipendenza economica, avevo paura che intervenissero gli assistenti sociali e mi togliessero i figli, ma non trovavo risposte, e così son passati 30 anni". Alla base della sua storia anche la mancanza dell'indipendenza economica: "Lavoravo con lui ma non avevo una mia 'paghetta'. Mi dava i soldi per comprare quello che serviva in casa, facevamo i conti. Anche se me li avesse dati non avrei saputo come spenderli. Non uscivo mai da sola, mi era proibito fare shopping o prendere un caffè con un'amica".

Vagnoli: "La violenza psicologica ti distrugge dall'interno"

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Di violenza psicologica ha parlato anche la scrittrice Carlotta Vagnoli: "Ti distrugge dall'interno, tanto da farti dimenticare le cose più basilari come il vestirsi, i gusti musicali e le cose più banali, perché per esempio non potendo mai fare la spesa senza indicazioni non ricordavo cosa mi piacesse davvero. Quando una survivor esce da un circuito di violenza è un momento importante che coincide con la ripresa della propria vita e della propria indipendenza".

Il ministro Lamorgese: "Le istituzioni ci sono"

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Al termine del talk, il messaggio di Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno: "C'è una cultura che deve cambiare su questi temi, perché certamente rendere liberi anche economicamente ti dà la possibilità di affrontare la vita in maniera differente, con una prospettiva di libertà, che tramite il reddito di libertà - attivo da novembre - dà la possibilità di dire alle donne 'Potete uscire da un circuito negativo e riprendere in mano la vostra vita'. Questa è la finalità e su questo bisogna lavorare. Però, ripeto, si tratta anche di stare vicino alle donne, bisogna convincerle e far avere fiducia nelle istituzioni. Le istituzioni ci sono".

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