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Ponte Morandi, dal crollo alla ricostruzione: un anno fa la strage del viadotto di Genova

7' di lettura

Era il 14 agosto 2018 quando una parte del ponte crollò insieme alla pila numero 9: 43 le vittime, centinaia gli sfollati. Dalla macchina dei soccorsi subito in azione agli interventi della politica, ecco la cronologia di quanto è accaduto negli ultimi 12 mesi

Sono le 11:36 del 14 agosto 2018, quando, sotto una pioggia incessante, una parte del ponte Morandi, il viadotto autostradale sul torrente Polcevera che collega la A7 con la A10, crolla insieme alla pila di sostegno, la numero 9 (LO SPECIALE). I morti sono 43, i feriti 16 (CHI SONO LE VITTIME). Oltre al blocco della viabilità urbana, ferroviaria e autostradale, il disastro impone a 566 residenti nelle case presenti sotto la pila 10, di andarsene. Ecco le tappe principali degli ultimi 12 mesi, dal momento della tragedia alla ricostruzione (LA STORIA DEL PONTE - LE FOTO DELLA DEMOLIZIONE - IL VIDEO INEDITO DEL CROLLO).

La macchina dei soccorsi e le polemiche

La macchina dei soccorsi si mette subito in moto. Dopo il cedimento del viadotto sulla A10, decine di vigili del fuoco intervengono per recuperare le vittime e cercare dispersi. In città arrivano anche pompieri da Piemonte, Lombardia e Veneto. Fin dai primi momenti dopo la tragedia, si accende una polemica politica destinata a durare a lungo e legata alle responsabilità per il crollo. Il giorno dopo il crollo, il premier Giuseppe Conte annuncia: "Avvieremo la procedura per la revoca della concessione a società Autostrade. Al di là delle verifiche penali noi non possiamo aspettare i tempi della giustizia". Una posizione ribadita con forza da molti esponenti del M5s. Alla fine la revoca non è stata attuata.

18 Agosto: i funerali di Stato

Il 18 agosto viene decretato un giorno di lutto nazionale e, nella stessa data, vengono celebrati i funerali di Stato di 19 vittime. Oltre 8000 cittadini partecipano alla cerimonia funebre di Stato. Ci sono il presidente della Repubblica Mattarella, il premier Conte, ministri e i vertici di Autostrade. La cerimonia è presieduta dal cardinale e arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, e dall'Imam di Genova Salah Hussein. Alcune famiglie scelgono per i propri cari cerimonie private. Il 18 agosto viene estratto il corpo dell'ultima delle 43 vittime.

20 agosto: Toti viene nominato commissario delegato all’emergenza

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti viene nominato commissario delegato per fare fronte all'emergenza. La stessa ordinanza stanzia 33 milioni per le prime emergenze. Vengono date le prime case agli sfollati: 11 nuclei familiari costretti ad allontanarsi da via Porro e via Campasso entrano nelle nuove case. L'emergenza abitativa si chiuderà soltanto a novembre.

6 settembre: ci sono i primi indagati

Emergono i primi indagati dalla Procura di Genova, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo, inchiesta parallela a quella del ministero delle Infrastrutture che indaga con una propria commissione. Sott'inchiesta ci sono 20 persone e Autostrade per l’Italia (Aspi). Le accuse: omicidio colposo plurimo, disastro colposo, attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Tra gli indagati, il presidente e l'Ad di Aspi e diversi funzionari del Ministero delle Infrastrutture. Gli indagati saliranno successivamente a 71, mentre alle società sott'inchiesta si aggiungerà Spea.

7 settembre: l’idea di ponte di Renzo Piano

L'archistar genovese Renzo Piano dona alla propria città una "idea di ponte", un plastico portato alla Regione Liguria, al governatore e commissario all’emergenza, Giovanni Toti. "Questo ponte dovrà durare mille anni", dice. Il viadotto avrà sei corsie, un passaggio pedonale e pannelli fotovoltaici, nonché 43 torri faro in ricordo delle vittime. Alla cerimonia di presentazione l’ad di Autostrade Castellucci involontariamente fa cadere il plastico.

13 settembre: il governo dà il via libera al decreto Genova

Il 13 settembre 2018 il governo dà il via libera al decreto "urgenze" che comprende le misure per Genova. Tra le misure contenute: aiuti ai privati per la ricostruzione degli immobili sgomberati, sconti fiscali, sostegno alle piccole e micro imprese, al trasporto pubblico locale e alle attività del porto.

19 settembre: apre una nuova strada

In una Genova con il traffico in tilt senza il ponte, viene aperta in tempi record via Della Superba, strada in ambito portuale che aiuta a sgravare la viabilità dai tir diretti ai terminal. "Far funzionare il porto di Genova - afferma Toti in quell’occasione - vuol dire fare funzionare un pezzo dell’economia italiana".

4 ottobre: Il sindaco Marco Bucci viene nominato supercommissario

Il sindaco di Genova Marco Bucci viene nominato commissario per la ricostruzione: ci vorranno "12, 15, o 16 mesi" per avere il nuovo ponte, dice Bucci

15 novembre: Il Senato approva il decreto Genova

Dopo due mesi di discussioni e l'approvazione alla Camera, anche palazzo Madama approva il decreto Genova. Contiene i poteri del commissario alla ricostruzione, le indicazioni per gli indennizzi agli sfollati e gli aiuti a cittadini e imprese, con norme ad hoc per porto e autotrasporto, insieme all'istituzione di una zona franca urbana. Il decreto stabilisce che sarà Aspi a pagare ma vengono stanziati 30 milioni di euro all'anno in caso la società non rispettasse l’obbligo.

18 dicembre: scelto il progetto per il nuovo ponte

La struttura commissariale sceglie il progetto presentato da Renzo Piano e dalla cordata Salini Impregilo con Fincantieri (LE FOTO DEL PROGETTO). Il progetto vince la sfida con quelli firmati dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava e proposti da Cimolai. Alla chiamata lanciata dalla struttura commissariale erano arrivati 15 progetti da tutto il mondo. Il giorno prima, la Procura firma l'autorizzazione allo smontaggio del moncone ovest. Il 20 dicembre, inizia ufficialmente la demolizione degli immobili sotto il ponte.

18 gennaio 2019: Contratto unico per demolire e costruire

Arriva il contratto unico - ma con responsabilità separate in caso di penali - tra struttura commissariale, ditte dei demolitori (Fagioli, Omini, Ireos, Ipe Progetti) e consorzio di costruzione PerGenova (Salini Impregilo e Fincantieri con Italferr). Bucci afferma: "Si percorrerà il ponte il 15 aprile 2020".

8 febbraio: ha inizio la demolizione

Con taglio e smontaggio dell'impalcato tra le pile 7 e 8 inizia la demolizione. Il ministro Toninelli assicura: "A inizio del 2020 il nuovo viadotto sarà inaugurato e percorribile".

29 marzo: vengono pagati i primi risarcimenti a imprese danneggiate

Il commissario per l'emergenza Toti firma il primo provvedimento di liquidazione a favore della Camera di Commercio per i risarcimenti alle prime 13 aziende.

4 giugno: inizia la demolizione delle case sotto il ponte

Dopo quattro ritorni degli sfollati nelle proprie case per recuperare il possibile, una pinza meccanica inizia a smantellare i palazzi sotto il moncone est del Morandi. Il lavoro termina l'1 agosto 2019.

25 giugno: Inizia la costruzione del "Ponte per Genova"

Viene posato il primo cemento per la futura pila 9: parte, alla presenza del ministro Toninelli, la ricostruzione del "Ponte per Genova". L'inaugurazione dell'infrastruttura è prevista per la primavera 2020.

28 giugno: i resti del Morandi vengono fatti implodere

Con 680 chili di esplosivo il troncone est del ponte Morandi viene abbattuto (IL VIDEO DELL'ESPLOSIONE - LA DIRETTA - LE TAPPE DELLA DEMOLIZIONE). L'intervento prevede l'utilizzo di grandi quantità d'acqua per limitare la dispersione delle polveri, tra cui una minima quantità di fibre di amianto. I residenti sfollati quel giorno sono 3.170, quasi 800 gli uomini delle forze dell'ordine impegnati, e centinaia i volontari della Protezione civile. Un'operazione del genere in un centro urbano non era mai stata compiuta.

1 agosto: emergono "difetti esecutivi" del Ponte Morandi

Proseguono intanto le indagini. Sono in corso due incidenti probatori: il primo per valutare le condizioni della struttura prima del crollo, il secondo per identificare le cause del disastro. L'1 agosto arriva la risposta al secondo quesito del primo incidente probatorio dei periti del gip della Procura di Genova. Secondo gli esperti si riscontrano "difetti esecutivi" rispetto al progetto iniziale, oltre che degrado e corrosione di diverse parti dovuti alla "mancanza di interventi di manutenzione significativi" sul ponte.

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