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Genova, il ponte Morandi non c'è più: demolite le pile 10 e 11. Inizia la ricostruzione

4' di lettura

Alle ore 9.37 nel capoluogo ligure, in appena 6 secondi, è stato abbattuto quel che restava del viadotto. Applauso dei genovesi. Viabilità bloccata. A sera l'annuncio di Bucci: amianto assente, gli sfollati possono tornare a casa

Il ponte Morandi non c'è più. Il viadotto di Genova è venuto giù in sei secondi, alle 9.37 di venerdì 28 giugno: sotto una tonnellata di esplosivo, fra una nuvola di detriti, le pile 10 e 11 sono state abbattute (LE IMMAGINI). Al boato è seguito l'applauso di centinaia di genovesi, accorsi per assistere al capitolo finale di una storia iniziata quasi un anno fa, il 14 agosto 2018, quando l'ex viadotto è crollato, causando la morte di 43 persone. Resta la ferita più profonda di Genova, ma si guarda anche al futuro: adesso inizia la ricostruzione (LE TAPPE).

L’esplosione per la demolizione del ponte Morandi

Ad annunciare la demolizione, venerdì mattina, è stato il suono delle sirene. Poi il boato: la dinamite e l'esplosivo al plastico collocati su piloni e stralli dell'ex viadotto hanno fatto collassare tutta la struttura. Le operazioni di 'implosione controllata', guidata dall'esperto esplosivista Danilo Coppe, hanno sbriciolato il Morandi. La nuvola di polvere sollevata è stata tenuta a bada da getti d'acqua. Tutto era stato pensato nel dettaglio, e con largo anticipo. Genova era pronta da tempo per questo appuntamento. È stato messo in atto uno dei più imponenti piani di sicurezza: oltre 3.200 gli sfollati, quasi 800 gli uomini delle forze dell'ordine impegnati, e centinaia i volontari della Protezione civile. Forti ripercussioni anche sulla viabilità nella zona che è stata bloccata e che ha causato disagi sul traffico di tutta la Liguria (LE NEWS SULLA VIABILITA').

Le polemiche sul crollo

Nel giorno simbolo dell'inizio della nuova vita di Genova erano presenti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insieme al ministro Elisabetta Trenta. Con loro anche il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore della Liguria Giovanni Toti (IL PROGETTO DEL NUOVO PONTE). "È andato tutto secondo programma", ha spiegato Bucci ringraziando chi ha partecipato ai lavori. Mentre Toti ha sottolineato che da oggi il ponte Morandi "è un ricordo". Secondo Salvini, i tempi di ricostruzione del viadotto "verranno rispettati": "Se non ci sarà qualche burocrate che rallenta penso che a Genova finiranno anche prima del previsto, magari spendendo anche meno del previsto". Ma sul crollo del 2018 non si fermano le polemiche. "Se vogliamo fare giustizia, come Stato abbiamo il dovere di togliere le autostrade italiane a chi non ha fatto le manutenzioni”, ha attaccato Di Maio. “Quelle persone che sono morte, sono morte perché qualcuno non ha fatto manutenzione per questo ponte. E quel qualcuno sono Autostrade per l'Italia della famiglia Benetton”, ha incalzato il vicepremier da Facebook.

L’esplosivista: "Dovevo demolirlo nel 2003"

Nel frattempo, Danilo Coppe, l'esplosivista titolare della Siag di Parma, ha fatto sapere di aver avuto incarico da Aspi nel 2003 di demolire il Morandi, ma di non aver eseguito il progetto "perché l'operazione si era rivelata troppo costosa e complessa". Una rivelazione a cui ha replicato Spea, controllata di Autostrade: "Il progetto di demolizione affidato a Siag nel 2003 era solo uno studio di fattibilità finalizzato a sostituire il Morandi con un nuovo ponte per servire la Gronda", il raddoppio autostradale nel nodo di Genova. "Opzione scartata dal dibattito pubblico nel 2008. Non c'è alcun collegamento con la sicurezza del Morandi o problemi di costi", ha sottolineato la società.

I monitoraggi sulle polveri

Dopo la demolizione, la principale preoccupazione riguardava i monitoraggi di livello d’amianto nell’aria. Nell'arco di 5 minuti dall'esplosione del moncone Est, il picco di polveri sottili Pm 10 e Pm 2,5 è rientrato sotto la norma. In serata, l'annuncio finale di Bucci: "L'amianto è assente. Tutto è tornato come prima dell'esplosione. Possiamo dare la 'luce verde'". Gli sfollati possono tornare a casa.

 

Data ultima modifica 28 giugno 2019 ore 21:15

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