Crollo ponte Morandi, ecco chi sono gli indagati

Cronaca
La messa in sicurezza del tratto non crollato del ponte Morandi (Foto: archivio)

Autostrade per l’Italia, dirigenti della stessa società, ma anche vertici dell’Unità di vigilanza del Mit, ingegneri del Provveditorato e dell’Ufficio ispettivo. Queste, in base a quanto riportato da Corriere e Repubblica, le persone iscritte dalla Procura nel registro

Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura di Genova, il Corriere della Sera e la Repubblica hanno reso noti i nomi delle società e delle persone coinvolte nell'inchiesta per il crollo del ponte Morandi. Le accuse sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e di omicidio colposo stradale plurimo.

Indagati Autostrade per l’Italia e otto suoi dirigenti

In base a quanto riportato da Repubblica, tra gli indagati c’è Autostrade per l'Italia, "in quanto concessionaria che gestiva il tratto crollato". Inoltre, appaiono nel registro anche otto dirigenti della stessa società: "L’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore del Primo Tronco di Genova Stefano Marigliani e i suoi sottoposti Paolo Strazzullo e Riccardo Rigacci, il direttore centrale Operation Paolo Berti, Michele Donferri (direttore delle Manutenzioni), Mario Bergamo (l’ex direttore delle manutenzioni di Autostrade che per primo nel 2015 ritenne necessario l’intervento sul Morandi) e Massimo Meliani (responsabili ponti e gallerie)".

Indagati anche vertici dell’Unità di vigilanza Mit

Oltre alla società Autostrade e alcuni dei suoi dirigenti, sarebbero indagati anche i vertici dell’Unità di vigilanza del Mit. In particolare, "il direttore generale Vincenzo Cinelli e il suo predecessore Mauro Coletta. Con loro pure Bruno Santoro, capo Divisione tecnico-operativa della rete autostradale. Coinvolti inoltre tre ingegneri del Provveditorato ed uno dell’Ufficio ispettivo, propaggini del ministero sul territorio: il provveditore Roberto Ferrazza, che - riporta Repubblica - è stato il primo dopo il disastro a presentarsi dal pm Terrile per rilasciare spontanee dichiarazioni, più i suoi collaboratori Salvatore Bonaccorso e Giuseppe Sisca, Carmine Testa, capo dell’Ufficio ispettivo". Altri quattro nomi, infine, figurerebbero nell'elenco con responsabilità minori.

Cronaca: i più letti