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Crollo del ponte Morandi, indagate 20 persone e la società Autostrade

3' di lettura

La Procura di Genova ha iscritto i primi nomi nel registro degli indagati. A breve anche l'incidente probatorio. Repubblica e Secolo XIX: "Pochi giorni prima del disastro sms tra tecnici sugli stralli a rischio". Conte: "Nazionalizzazione? Vedremo"

La procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati venti persone e la società Autostrade per responsabilità dell'ente nell'inchiesta per il crollo del ponte Morandi. Le accuse sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e di omicidio colposo stradale plurimo. Non viene più contestato invece, come precedentemente indicato, il reato di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. La società risponde di omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa anti infortunistica. Diversamente da quanto ripreso inizialmente dall'Ansa, la società Spea Engineering non è invece tra gli indagati.

Il procuratore di Genova: "A breve l'incidente probatorio"

"A breve chiederemo anche l'incidente probatorio", ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. "L'iscrizione" nel registro degli indagati "viene fatta proprio contestualmente per la necessità di effettuare un atto garantito", ha aggiunto il procuratore.

Pochi giorni prima del crollo sms tra tecnici di Autostrade sugli stralli a rischio

Secondo quanto emerge da alcune conversazioni contenute nei cellulari sequestrati dalla Procura, riportate da Repubblica e Il Secolo XIX , i tecnici di Autostrade pochi giorni prima del crollo del ponte Morandi a Genova in alcuni sms e chat parlavano della criticità della struttura, in particolare della preoccupazione per la tenuta degli stralli. Gli sms risalgono a prima del 14 agosto, giorno del crollo, e sono parte di conversazioni tra ingegneri che i pm stanno cercando di contestualizzare per capire se si riferiscono ai tiranti poi coinvolti nel crollo e dunque se Autostrade era consapevole dell'effettiva situazione di rischio del ponte. Il cedimento di un tirante in particolare è considerata al momento, anche grazie ad alcune testimonianze, la causa più probabile del crollo del ponte.

Conte: "Non faremo sconti al concessionario. Sulla nazionalizzazione stiamo discutendo"

Intanto, il premier Giuseppe Conte torna sul tema della revoca della concessione ad Autostrade: il governo, spiega, non intende "fare sconti ad un concessionario di fronte a una tragedia come quella del ponte di Genova", ed in questo senso prenderà "una decisione sicuramente molto ferma e risoluta”, afferma Conte. Quanto alla "prospettiva futura, stiamo discutendo. La decisione finale c'è, ma la riserviamo, perché quello che a noi interessa è tutelare appieno il patrimonio dello Stato da un lato e assicurare le massime garanzie di tutela dell'incolumità dei cittadini dall'altro". Se questo avverrà, conclude Conte, "attraverso la nazionalizzazione o una nuova gara in base a condizione completamente diverse, lo vedremo".

Atlantia: lo Stato pagherà Autostrada per la revoca della concessione

La revoca della concessione ad Autostrade richiede il pagamento dell’indennità prevista dal contratto. E presto o tardi la concessionaria otterrebbe dallo Stato quello che gli spetta. Il management di Atlantia, guidato da Giovanni Castellucci, ha così tranquillizzato gli investitori, incontrati oggi a più riprese in Borsa. Sono apparsi "molto tranquilli" e hanno dato l'impressione che il contratto sia "blindato", ha riferito all'ANSA un partecipante a uno dei meeting. A Piazza Affari, intanto, il titolo è volato a +5,5%.

Data ultima modifica 06 settembre 2018 ore 14:29

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