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La Camera approva il Decreto Genova, tensione in Aula

3' di lettura

Il testo ha raccolto i sì di Lega, M5s e Fdi, contrari Pd e Leu, astenuti gli esponenti di Fi. Ora va in Senato per la seconda lettura. Bagarre soprattutto mentre si stava votando il condono per Ischia, poi gli emendamenti contro la sanatoria sono stati respinti

Il decreto Genova è stato approvato dalla Camera e ora va in Senato per la seconda lettura. A Montecitorio i sì sono stati 284 (Lega, M5s, Fdi), i no 67 (Pd,Leu), 41 gli astenuti (Fi). In Aula si sono registrati momenti di tensione e bagarre, soprattutto mentre si stava votando il condono per Ischia. Ostruzionismo del Pd e rissa sfiorata tra i deputati Dem e di Fratelli d'Italia. Poi gli emendamenti contro la sanatoria sono stati respinti.

Il nodo Ischia

Quello sul decreto Genova è stato un voto al rallentatore. Il Pd si era detto deciso a praticare ostruzionismo sul testo fino a quando il governo non avrebbe fatto marcia indietro su Ischia. Alla fine la Camera ha bocciato tutti gli emendamenti all'articolo 25, quello che appunto contiene il condono tombale per i comuni di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017. Oltre agli emendamenti soppressivi sono stati respinti quelli che limitavano l'effetto della sanatoria. In dichiarazione di voto sono intervenuti per un minuto tutti i deputati del Pd, che hanno accusato il M5s di aver varato “il più grande condono degli ultimi 20 anni nel collegio dell'onorevole Di Maio”.

L’emergenza dopo il crollo del ponte Morandi

Tra i principali temi del decreto legge, che ora passa al Senato, c’è l’emergenza dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Si va dal commissario straordinario in carica per 12 mesi, rinnovabili per non oltre un triennio, che dovrà rispettare le norme antimafia, alla ricostruzione del viadotto che spetta ad Autostrade pagare, fino alla zona franca nel territorio della Città metropolitana di Genova con agevolazioni ed esenzioni fiscali per alcune aziende, ad altri aiuti per cittadini e imprese.

Gli altri temi principali

Ma nel decreto si parla anche dei terremoti nel Centro Italia: una modifica alla normativa vigente ha allargato la sanatoria sulle piccole difformità edilizie che impediscono la ricostruzione ai casi di mancato permesso di costruire (o in difformità da esso) e agli incrementi di volume, nei limiti individuati Regione per Regione dai rispettivi piani casa. Poi ci sono i due temi ostacolati dal Pd. Prima di tutto Ischia e la sanatoria su alcuni casi di abusivismo, poi la norma sui fanghi: viene innalzato di 20 volte, da 50 a 1.000 mg per chilo, il limite da non superare nei fanghi ai fini dell'utilizzo in agricoltura per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, Toluene, Selenio e Berillio, Arsenico e Cromo totale.

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