Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Trump parla con Netanyahu e Hezbollah: "Attacchi sospesi". Ma la situazione resta tesa

©Getty

"Non ci saranno truppe dirette a Beirut", ha detto Donald Trump su Truth parlando anche di "un'ottima telefonata con Hezbollah, e loro hanno concordato che tutte le sparatorie sarebbero cessate". E sull'Iran dice: "Possibile accordo la prossima settimana per estendere cessate il fuoco e riaprire Hormuz". Ma L'Idf non si ferma nel Libano meridionale e nel nord di Israele suonano le sirene per attacchi di Hezbollah 

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"Ho avuto una telefonata molto produttiva con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, e non ci saranno truppe dirette a Beirut". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth riferendo di aver avuto "un'ottima telefonata con Hezbollah e loro hanno concordato che tutte le sparatorie sarebbero cessate, che se Israele non li attaccherà loro non attaccheranno Israele". Poi il presidente statunitense ha definito possibile un accordo nella prossima settimana per l'estensione del cessate il fuoco con l'Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. 

Ma da Israele arrivano reazioni contrastanti, col ministro Itamar Ben-Gvir che esorta su X Netanyahu a respingere la richiesta di Trump e il premier israeliano che ribadisce: "Attaccheremo Beirut se Hezbollah ci colpirà e proseguiamo con le operazioni a sud". L'Idf non si ferma e nel nord di Israele suonano le sirene per attacchi di Hezbollah.

La nuova controproposta statunitense presentata all'Iran per giungere alla firma di un trattato di pace nel Golfo presenta condizioni più severe. Washington continua a chiedere impegni su nucleare e uranio ma Teheran insiste: in questa fase delle trattative si discute della fine dei combattimenti e della riapertura di Hormuz a condizioni definite da Iran e Oman. Trump attende una risposta entro tre giorni. Ma Teheran avverte: "Non ci fidiamo più delle promesse del nemico" e annunciano una nuova nave-mosquito che lancia missili Cruise fino a 700 chilometri. 

Una nave mercantile in transito nel Golfo Persico è stata colpita da un proiettile non identificato che ha provocato una forte esplosione. Lo afferma l'agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto) su X. L'esplosione è avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq. 

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Trump: "Israele e Hezbollah smettete di spararvi per Eternità"

Stop alle armi per l'Eternità: scrive il presidente Usa Donald trump sul suo social Truth. "Oggi ho parlato con Bibi Netanyahu, chiedendogli di non lanciare un raid su larga scala a Beirut, in Libano. Ha fatto tornare indietro le sue truppe. Grazie Bibi! Ho parlato anche con i rappresentanti dei leader di Hezbollah, e hanno accettato di smettere di sparare contro Israele e i suoi soldati. Allo stesso modo, Israele ha accettato di smettere di sparare contro di loro. Vediamo quanto durerà... speriamo per l'ETERNITa'! Presidente DONALD J. TRUMP" 

Iran, Trump: "Possibile accordo in prossima settimana"

L'accordo con l'Iran per l'estensione della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della "prossima settimana". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Abc sottolineando che un accordo di pace potrebbe essere migliore di una vittoria militare. "Sembra mettersi bene", ha aggiunto. 

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Libano, nonostante annuncio tregua sirene nel nord di Israele

Le sirene risuonano nella comunità di confine di Metula, a seguito di un apparente attacco missilistico di Hezbollah proveniente dal Libano, nonostante l'annuncio di una tregua fatto dal presidente Usa Donald Trump. I media libanesi hanno inoltre segnalato diversi attacchi delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel Libano meridionale da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Trump non ha specificato quando il cessate il fuoco sarebbe entrato in vigore. 

Ferie brevi e low cost, il caro carburanti incide su Ponte 2 giugno

Ferie più brevi e low cost. L'aumento dei prezzi e l'incertezza internazionale stanno modificano le abitudini degli italiani, che scelgono mete più vicine e riducono le spese per i ristoranti, comfort e giorni di permanenza. E gli effetti del caro carburante si avvertono già sul Ponte del 2 giugno, con un pieno di diesel che costa 22 euro in più rispetto allo scorso anno. A delineare un quadro di vacanza più contenuto e improntato sul risparmio e la prudenza sono le principali associazioni dei consumatori italiani. Vediamo i loro dati.

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L'Iran rivendica l'attacco al mercantile nel Golfo persico

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha affermato che la sua marina ha colpito il mercantile Msc Sariska V con un missile da crociera "in rappresaglia per un attacco militare statunitense contro la nave mercantile Lian Star, battente bandiera gambiana e diretta in Iran, nel Mar d'Oman", definendo la nave come appartenente al "nemico americano-israeliano". Lo riporta Iran International. L'esplosione è avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq. 

Libano, Onu: "Serviranno ancora caschi blu dopo partenza Unifil"

Mantenere una presenza militare delle Nazioni Unite in Libano dopo la partenza dell'attuale forza di pace (Unifil) alla fine del 2026 sarà "necessario", ha affermato il Segretario generale dell'ONU in un rapporto presentato al Consiglio di sicurezza, visionato dall'AFP. In questo rapporto, richiesto dal Consiglio, Antonio Guterres propone tre opzioni che vanno da circa 2.000 a oltre 5.500 militari in uniforme, principalmente per monitorare il cessate il fuoco e supportare le forze armate libanesi. L'Unifil, il cui mandato scade alla fine di dicembre in base a una risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata nell'agosto 2025 sotto la pressione degli Stati Uniti, conta attualmente circa 7.500 caschi blu. 

Libano, Hezbollah: "Cessate il fuoco è per intero territorio, non solo Beirut"

Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha affermato che il cessate il fuoco raggiunto tra il gruppo libanese e Israele riguarderebbe l'intero territorio del Libano e non solo Beirut. Lo riporta il canale Al-Manar, vicino a Hezbollah. Fadlallah ha dichiarato che "la proposta statunitense prevedeva un cessate il fuoco in cui Hezbollah avrebbe dovuto fermare tutti gli attacchi contro Israele, mentre Israele si sarebbe limitato ad astenersi dal colpire Beirut", definendola una soluzione "inaccettabile". Ha inoltre aggiunto che "un completo ritiro israeliano deve far parte della soluzione". 

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.

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Libano, Netanyahu: "Posizione Israele immutata, risponderemo ad attacchi Hezbollah"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato di aver avuto un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump. "Se Hezbollah non smetterà di attaccare le nostre città e i nostri cittadini, Israele colpirà obiettivi terroristici a Beirut - ha scritto su X -La nostra posizione rimane immutata. Parallelamente, le Forze di difesa israeliane continueranno a operare come previsto nel Libano meridionale".

Onu: "Attacco aereo a scuola nella Striscia di Gaza"

Il coordinamento aiuti umanitari dell'Onu ha segnalato un attacco aereo israeliano che ieri ha colpito il tetto di un edificio scolastico delle Nazioni Unite a Nuseirat, nella Striscia di Gaza, utilizzato come rifugio per famiglie sfollate. "Fortunatamente non sono stati segnalati feriti", ha aggiunto il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric, il quale ha anche ricordato che "il valico di Zikim resterà chiuso anche questa settimana, per la seconda settimana consecutiva, lasciando il valico di Kerem Shalom/Karem Abu Salem come unico punto di ingresso utilizzabile per il trasporto di merci". Secondo l'Onu, inoltre, un palestinese che stava cercando di attraversare la barriera israeliana per entrare a Gerusalemme Est, alla ricerca di un lavoro, è stato ucciso con colpi d'arma da fuoco. "Dall'ottobre 2023 - ha ricordato Dujarric - quando le autorità israeliane hanno revocato o sospeso la maggior parte dei permessi concessi ai palestinesi per accedere a Gerusalemme Est e in Israele per lavoro e altri motivi, l'agenzia Onu ha documentato l'uccisione di 17 palestinesi e il ferimento di oltre 290 altre persone che, secondo le informazioni raccolte, stavano tentando di attraversare la barriera. Si tratta dei dati aggiornati all'11 maggio". 

Libano, ambasciata Usa a Beirut conferma ok Hezbollah

L'ambasciata statunitense in Libano ha dichiarato che Hezbollah ha accettato una proposta degli Stati Uniti per una "cessazione reciproca degli attacchi" con Israele, che in precedenza aveva minacciato di colpire i sobborghi meridionali di Beirut alla vigilia dei negoziati israelo-libanesi. "Le autorita' libanesi hanno ricevuto conferma che Hezbollah ha accettato la proposta statunitense che prevede una cessazione reciproca degli attacchi", si legge in una dichiarazione dell'ambasciata diffusa dalla presidenza libanese. "In base all'accordo proposto, gli attacchi israeliani su Dahiyeh (sobborghi meridionali di Beirut) cesserebbero in cambio dell'impegno di Hezbollah ad astenersi dal lanciare attacchi contro Israele, con l'estensione del cessate il fuoco a tutto il Libano". 

Libano, Beirut conferma: "Hezbollah accetta stop attacchi reciproci con Israele"

L'ambasciata libanese a Washington ha confermato l'accordo di cessazione reciproca degli attacchi tra Hezbollah e Israele, mediato dagli Stati Uniti. "Nel quadro degli sforzi intrapresi dallo Stato libanese per preservare la stabilità ed evitare al Libano un'ulteriore escalation - e a seguito del colloquio avvenuto tra il Presidente Joseph Aoun e il Segretario di Stato americano Marco Rubio - le autorità libanesi hanno ricevuto conferma dell'accettazione da parte di Hezbollah della proposta statunitense che prevede una cessazione reciproca degli attacchi", si legge in una dichiarazione. "In base all’accordo proposto, gli attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut cesserebbero in cambio dell'astensione di Hezbollah dal compiere attacchi contro Israele, con la portata del cessate il fuoco successivamente estesa fino a comprendere l'intero territorio libanese - riferisce Beirut - Successivamente, il presidente Donald Trump ha telefonato all’ambasciatrice del Libano negli Stati Uniti, Nada Maawad, informandola di aver ottenuto l'assenso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sull'accordo proposto. L’ambasciatrice Maawad ha riferito l’esito di queste discussioni al presidente Aoun, il quale, a sua volta, ha comunicato questa informazione a Hezbollah".

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

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Hezbollah: "Sosteniamo un cessate il fuoco completo in tutto il Libano"

Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha affermato che "un cessate il fuoco totale sarebbe il preludio al ritiro delle truppe israeliane da tutto il territorio libanese". "Sosteniamo un cessate il fuoco completo in tutto il Libano", afferma, come riporta L'Orient Le jour. 

Libano, Ben Gvir a Netanyahu: "Dica no a Trump"

Il ministro israeliano Itamar Ben Gvir invita il premier Benjamin Netanyahu a respingere la proposta di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah mediata nelle scorse ore dal presidente americano, Donald Trump. "Signor primo ministro, ha detto che un primo ministro forte dice al presidente degli Stati Uniti "sì" quando possibile, e "no" quando necessario. È questo il momento di dire al nostro amico, il presidente Trump, "no". È ora di fare ciò che è doveroso e necessario per colpire Hezbollah, liberare le mani dei nostri guerrieri e restituire la sicurezza al Nord", scrive Ben Gvir su X. 

Libano, ufficio Netanyahu non commenta l'annuncio di Trump

L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu si astiene dal commentare al momento l'annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump relativo a un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, lo scrive il Times of Israel. L'annuncio degli Stati Uniti ha suscitato allarme nei media ebraici e tra alcuni parlamentari israeliani, che hanno criticato Netanyahu per aver apparentemente accantonato i piani di bombardamento di Beirut su richiesta di Washington. Ciò faceva seguito a precedenti notizie secondo cui gli Stati Uniti avevano mostrato una crescente apertura a un'escalation israeliana in Libano, sebbene tali notizie si basassero su fonti israeliane anonime. 

La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.

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Media sauditi: Hezbollah accetta proposta Usa di cessate il fuoco

Il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat riferisce di avere appreso da fonti che ''i canali diplomatici ufficiali libanesi hanno informato gli Stati Uniti che Hezbollah ha accettato la proposta di cessate il fuoco di Washington ed è pronto a impegnarsi a non colpire Israele, in cambio di un impegno analogo a non colpire i sobborghi sud di Beirut''.

Trump: "Colloqui con l'Iran proseguono a ritmo serrato"

"I colloqui con l'Iran proseguono a ritmo serrato". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

Trump: "Ho parlato con Netanyahu, non ci saranno truppe a Beirut"

"Ho avuto una telefonata molto produttiva con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, e non ci saranno truppe dirette a Beirut". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth riferendo di aver avuto "un'ottima telefonata con Hezbollah, e loro hanno concordato che tutte le sparatorie sarebbero cessate, che se Israele non li attaccherà, e loro non attaccheranno Israele". 

Media: Israele stava per attaccare Beirut, fermato dagli Usa

"Israele aveva pianificato un attacco su vasta scala sulla roccaforte di Hezbollah a Dahiyeh, a Beirut, che è stato rinviato all'ultimo minuto per l'intervento americano". Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan. 

Trump: non mi importa se i negoziati con l'Iran sono finiti

Donald Trump minimizza la possibile fine dei negoziati con l'Iran dopo che Teheran li ha bloccati in protesta con l'escalation di Israele in Libano. "Non mi importa se sono finiti. Non mi importa davvero. Non me ne può importare di meno", ha detto il presidente in un'intervista a Cnbc. 

Trump: chiederò a Netanyahu cosa sta succedendo in Libano

Donald Trump ha detto di voler chiedere al premier israeliano Benjamin Netanyahu "cosa sta succedendo in Libano". Lo ha detto lo stesso presidente in un'intervista a Cnbc.

Crosetto: in Libano come in Ucraina pace parta da fine ostilità

L'avanzata in Libano di Israele rende "lontano un serio piano di pace perché un serio piano di pace anche in Libano, come in Ucraina, parte dalla cessazione dell'ostilità, dalla cessazione della guerra. Perché così il nostro contingente non è in grado di assolvere il suo compito, quello dell'Unifil, non è in grado di assolvere il suo compito con una guerra in corso sopra la testa". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Cinque Minuti.

Pakistan: Iran ci chiede continuare a mediare per de-escalation e mantenere tregua

Nel corso di una conversazione telefonica, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto al suo omologo pachistano, Mohammad Ishaq Dar, di "continuare a utilizzare i suoi buoni uffici per contribuire a facilitare la de-escalation" tra Washington e Teheran e "sostenere gli sforzi per mantenere il cessate il fuoco". Lo riferisce il ministero degli Affari esteri di Islamabad dando conto della telefonata. Dar ha inoltre espresso la "seria preoccupazione del Pakistan" e ha sottolineato "l'importanza di garantire il mantenimento della tregua al fine di evitare qualsiasi rottura degli accordi esistenti".

Media Israele: in corso telefonata tra Netanyahu e Trump

Il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benyamin Netanyahu stanno avendo un colloquio telefonico. Lo riposta Channel 11.

Media Libano: 6 persone uccise nei raid israeliani su ospedale a Tiro

Sei persone sono state uccise e 23 ferite a seguito di raid aerei israeliani che hanno colpito l'area intorno all'ospedale Jabal Amel di Tiro. Lo riporta L'Orient Le Jour. I feriti sono stati trasferiti in ospedali vicini per ricevere cure. L'ospedale ha subito danni ingenti.

Iran sente mediatori pakistani. Islamabad: no a stop tregua

Dopo che l'annuncio dei media iraniani sulla sospensione dei negoziati con gli Stati Uniti, il governo iraniano ha avuto contatti con i mediatori pakistani. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha sentito al telefono separatamente il suo omologo, Muhammad Ishaq Dar, e il capo di Stato maggiore Asim Munir, riporta l'agenzia Tasnim. Il ministero degli Esteri pakistano ha riferito che Araghchi "ha espresso seria preoccupazione per gli sviluppi recenti nella regione, inclusa la violazione israeliana del cessate il fuoco in Libano e gli ordini"

Iran ad abitanti nord Israele: possibili attacchi. Andate via

Il quartier generale Centrale del comando unificato iraniano Khatam al-Anbiya ha avvertito i residenti nel nord di Israele di possibili attacchi. "In considerazione delle reiterate violazioni del cessate il fuoco per parte del regime, in caso di attuazione di questa minaccia, avvertiamo i residenti delle regioni settentrionali e degli insediamenti militari nei territori occupati: se non vogliono subire danni, abbandonino la zona", ha dichiarato il comandante, Ali Abdollahi, a quanto riporta l'agenzia Tasnim.

Lega araba condanna la "continua aggressione iraniana contro il Kuwait"

La Lega araba, nella persona del suo segretario generale Ahmed Aboul Gheit,  ha condannato "fermamente la palese aggressione iraniana che oggi ha nuovamente preso di mira lo Stato del Kuwait con missili e droni, in flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell'11 marzo 2026". L'organizzazione esprime il suo "categorico rifiuto di questa aggressiva escalation da parte dell'Iran, che mette in pericolo vite civili e mina la sovranità, la sicurezza e la stabilità del Kuwait", mentre sono in corso intensi sforzi diplomatici per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Ha affermato che questo approccio "non farà altro che aumentare l'isolamento dell'Iran". Gheit ha elogiato l'efficacia delle forze di difesa aerea kuwaitiane nel contrastare gli attacchi iraniani e ha ribadito il suo sostegno allo Stato del Kuwait e la sua "piena solidarietà in tutte le misure adottate per proteggere la sua sicurezza, sovranità e integrità territoriale". 

Iran: "Tregua seriamente a rischio se non cessano gli attacchi contro il Libano"

La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che "la probabilità che il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti salti è alta, se gli attacchi israeliani contro il Libano non cesseranno". Lo riporta su X il media arabo Al Arabiya. 

Agenzia Gb: "Colpito mercantile nel Golfo Persico, esplosione a bordo"

Una nave mercantile in transito nel Golfo Persico è stata colpita da un proiettile non identificato che ha provocato una forte esplosione. Lo afferma l'agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto) su X. L'esplosione è avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq. La Ukmto afferma di non essere a conoscenza di alcun impatto ambientale immediato. 

Turchia: "Condanniamo l'espansionismo di Israele in Libano"

"Condanniamo con la massima fermezza l'occupazione in espansione di Israele in Libano". Lo ha affermato il ministero degli Esteri turco, accusando il premier israeliano Benjamin Netanyahu di volere "rendere inabitabili le aree occupate in Libano e di costringere la popolazione ad essere permanentemente sfollata" e di minare "gli sforzi per raggiungere la pace e la stabilità" nella regione. "La comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, deve adottare misure immediate e concrete per porre fine agli attacchi e all'occupazione israeliana in Libano", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri turco. 

Iraq: un soldato britannico muore durante un'esercitazione

Un soldato britannico è morto durante un'esercitazione nell'Iraq settentrionale. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa di Londra, John Healey, durante un intervento alla Camera dei Comuni. Su richiesta della famiglia, i dettagli dell'accaduto non verranno diffusi immediatamente.

Israele: "Parigi ci ha escluso dalla fiera della difesa Eurosatory"

''Il governo francese ha informato il ministero della Difesa israeliano della sua decisione di escludere Israele dalla partecipazione ufficiale alla fiera della difesa Eurosatory, in programma a Parigi. Si tratta di una decisione vergognosa, che sa di calcolo politico e commerciale e, purtroppo, non sorprende, ma si inserisce in un preoccupante schema di condotta francese degli ultimi anni, che ha costantemente posto la Francia dalla parte sbagliata della storia''. Lo scrive in una nota il portavoce del ministero della Difesa israeliano in merito alla prossima edizione di Eurosatory, una delle principali fiere internazionali del settore difesa e sicurezza che si terrà a Parigi dal 15 al 19 giugno. Secondo quanto riportato dal ministero israeliano, la decisione francese prevede ''il divieto di presenza di rappresentanti governativi alla fiera, di aprire un padiglione nazionale israeliano e una restrizione che limita l'esposizione delle industrie della difesa israeliane ai soli prodotti di difesa aerea, escludendo esplicitamente i sistemi offensivi. Questa politica viene applicata in modo selettivo e discriminatorio rispetto alle altre nazioni partecipanti, in diretta violazione delle norme consolidate che regolano le fiere internazionali della difesa''. ''La Francia si nasconde dietro il pretesto di una giustificazione politica per escludere i sistemi di difesa offensiva israeliani da un forum internazionale: sistemi che si sono dimostrati di gran lunga superiori alle loro controparti francesi e che hanno dimostrato eccezionale precisione ed efficacia contro organizzazioni e regimi terroristici che minacciano non solo Israele, ma anche la stabilità regionale e globale in generale'', conclude la nota.

Idf: "Continuiamo ad attaccare in Libano, da Dahyeh a Tiro, ovunque ci sia una minaccia"

"L'Idf sta attaccando e continuerà ad attaccare in tutto il Libano, da Dahyeh a Tiro. Ovunque vi sia una minaccia per i cittadini israeliani e le forze dell'Idf, agiremo per eliminarla''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in un messaggio video. ''Il controllo della cresta di Beaufort ha importanti implicazioni operative. Si tratta di una risorsa geografica fondamentale per Hezbollah, che costituisce il centro nevralgico dell'organizzazione. Da lì, controlla il fuoco e l'osservazione delle comunità della Galilea e di Metula. Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', da quest'area sono stati effettuati oltre 400 lanci'', ha aggiunto Defrin.

Teheran diffonde video di abbattimento drone Usa

I media iraniani hanno diffuso un video che mostrerebbe l'abbattimento del drone statunitense MQ-1 Predator intercettato ieri nei pressi dello Stretto di Hormuz in risposta ai presunti attacchi statunitensi all'isola di Irik. Gli Usa avevano affermato che il drone stava volando sopra acque internazionali e avevano risposto con raid limitati sui sistemi radar e di difesa aerea della Repubblica Islamica. L'Iran sostiene invece che l'apparecchio fosse entrato in territorio iraniano.

L'Arabia Saudita condanna l'aggressione di Israele al Libano: "Sostegno a Beirut"

L'Arabia Saudita condanna l'aggressione israeliana in Libano e ribadisce il suo sostegno alla sovranita' libanese. Il Ministero degli Affari Esteri saudita ha condannato "l'aggressione israeliana contro il territorio della Repubblica Libanese e ha categoricamente respinto l'incursione israeliana in territorio libanese e la violazione della sua sovranita'". Il Ministero di Riad invita "la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità per porre fine a questa aggressione e ai movimenti militari israeliani volti ad espandersi in territorio libanese". "Sottolineiamo l'importanza di proteggere l'autonomia del territorio libanese e del popolo libanese, in conformità con gli accordi internazionali. Riaffermiamo inoltre l'importanza di rispettare l'Accordo di Taif, che garantisce l'estensione dell'autorità dello Stato libanese su tutto il suo territorio, e di rispettare le decisioni del governo libanese in merito alla limitazione del possesso di armi allo Stato e alle sue istituzioni legittime", conclude la dichiarazione.

Flotilla, una nuova nave ha raggiunto la Striscia di Gaza senza equipaggio

La Kasr-i-Sadabab, imbarcazione ammiraglia dell'ultima spedizione della Flotilla, è riuscita a raggiungere Gaza, seppur priva di membri dell'equipaggio. In un video ricondiviso dagli attivisti della missione umanitaria su Instagram, si vedono i civili della Striscia radunati sulla costa di Al-Mawasi, nel sud di Gaza, mentre cercano di recuperare tutto ciò che potrebbe ancora essere utilizzato. A causa della grave carenza di elettricità, carburante e beni primari, la clip mostra le famiglie sfollate che tentano di recuperare pannelli solari e altri componenti da poter sfruttare a bordo dell'imbarcazione naufragata su cui, durante la spedizione, si trovavano anche il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani e il deputato M5s Dario Carotenuto. 

La Francia esclude Israele da gara di appalto di droni

Israele ha protestato per l'esclusione della Israel Aerospace Industries (Iai) da una gara d'appalto pubblica del ministero della Difesa francese per la fornitura di droni all'esercito di Parigi. Lo ha riferito un comunicato del ministero della Difesa israeliano. "L'esclusione è dovuta a questioni di natura tecnico/amministrativa e alla legislazione interna francese", si legge nel testo, ma "la società israeliana respinge questa motivazioni". La decisione, si sottolinea, "è stata comunicata in un contesto sensibile per le relazioni tra i due Paese" e il ministero della Difesa israeliano la guarda "con preoccupazione, ritenendo che non rifletta adeguatamente il livello di cooperazione esistente tra Israele e Francia nel campo della difesa". Il governo di Tel Aviv sta valutando un ricorso.

Al Jazeera: Netanyahu presenta i piccoli successi in Libano come "grandi conquiste strategiche"

Secondo Jad Melki, professore di studi sui media presso la Lebanese American University, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è "bloccato" sul fronte della strategia militare in Libano. Melki ha dichiarato ad Al Jazeera che la maggior parte delle azioni militari israeliane si sono concentrate su centri abitati civili nella città di Tiro, villaggi nel sud del Libano e siti storici come il castello di Beaufort. "La maggior parte di queste opere sono state costruite da Netanyahu come importanti conquiste strategiche, ma la loro importanza è stata perlopiù esagerata. Persino il Castello di Beaufort, a meno che non viviamo nel XII secolo, non è più una posizione militare strategica", ha affermato. "Il problema è che Netanyahu è bloccato", ha detto Melki ad Al Jazeera. "Non può avanzare rapidamente, altrimenti sconfiggerebbe l'esercito israeliano, e non può rimanere fermo nei territori occupati del Libano meridionale in questo momento perché la resistenza sta praticamente dando la caccia ai suoi soldati come fossero bersagli facili, quindi è bloccato e può solo bombardare gli ospedali e uccidere civili e operatori sanitari".

Una tregua Usa-Iran a Hormuz? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra

La possibile intesa tra Washington e Teheran segna una pausa nella crisi del Golfo, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva. La riapertura dello Stretto potrebbe richiedere settimane per smaltire il traffico navale accumulato e mettere in sicurezza l’area. Sul tavolo restano i dossier più delicati: nucleare iraniano, arsenale missilistico e guerra in Libano. Intanto i mercati reagiscono positivamente alla prospettiva di un cessate il fuoco temporaneo. Ma la stabilità dell’accordo appare fragile.

Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra

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Ukmto: esplosione su cargo colpito da proiettile in Golfo

L'agenzia di sicurezza marittima britannica Ukmto ha ricevuto segnalazione di un'esplosione su in cargo davanti alle coste irachene del Golfo Persico, provocata da un proiettile. L'incidente, ha riferito Ukmto sui suoi canali social, è stato segnalato 40 miglia nautiche a sudest di Umm Qasr.  La portacontainer appartiene alla Mediterranean Shipping Company (MSC) e batte bandiera panamense. Secondo i media iracheni, la deflagrazione non è stata provocata da un proiettile ma da un guasto meccanico. Quando è avvenuto l'incidente, ha riferito il sito Shafaq News, la nave aveva lasciato da poco il porto di Umm Qasr a Bassora e si trovava nel canale Khor Abdullah, con a bordo 96 container. L'esplosione è stata dovuta a un "accumulo di pressione nei compartimenti del serbatoio di bilanciamento 9 e 10", ha spiegato Shafaq, "non vi sono segni di sabotaggio o altri fattori esterni".

Libano: Idf ordina evacuazione zona Dahiya a Beirut

"L'Idf esorta con forza tutti i residenti del quartiere di Dahyeh (nella zona meridionale di Beirut) a trasferirsi per la propria sicurezza. Se Hezbollah continuerà a lanciare attacchi contro le nostre città e comunità, l'esercito israeliano risponderà colpendo obiettivi terroristici a Dahyeh". Lo scrive sui social il portavoce in lingua araba dell'Idf sottolineando che "Israele non è in guerra con il popolo libanese, ma con l'organizzazione terroristica Hezbollah". 

Iran: "Nessun negoziato fino al ritiro di Israele da Libano e Gaza"

"Il team negoziale iraniano interromperà gli attuali colloqui e lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti, tramite il mediatore, in segno di protesta contro i continui attacchi e crimini israeliani in Libano, poiché una delle precondizioni poste dall'Iran per i negoziati era il cessate il fuoco, che è stato violato su tutti i fronti in Libano". Lo ha dichiarato l'agenzia iraniana Tasnim, citando una fonte informata. "L'immediata cessazione delle operazioni aggressive e brutali operazioni di Israele a Gaza e in Libano, nonché il ritiro completo del regime dalle aree occupate in Libano sono state sottolineate dai negoziatori iraniani. E pertanto non ci saranno negoziati a meno che non vengano soddisfatte le richieste dell'Iran e del movimento di resistenza a questo riguardo", ha affermato la fonte.

Pezeshkian afferma però che l'Iran è "pienamente preparato" a facilitare il traffico marittimo

L'Iran è "pienamente preparato a facilitare il traffico marittimo" nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian al primo ministro giapponese Sanae Takaichi. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate durante una telefonata in cui Takaichi ha esortato Pezeshkian a riaprire il canale navigabile, come avevamo già riportato. "Il problema principale deriva dalle restrizioni e dagli ostacoli imposti dagli Stati Uniti contro la navigazione e il commercio iraniani", ha dichiarato Pezeshkian, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa governativa IRNA. "Cercheremo di fornire una rotta che permetta alle navi giapponesi di passare senza problemi e con maggiore facilità", ha aggiunto.

Teheran, interrotte comunicazioni con Usa per attacchi israeliani in Libano

Il team negoziale iraniano ha interrotto lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti attraverso i mediatori in seguito all'escalation di attacchi israeliani contro il Libano. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, secondo cui la situazione in Libano rappresenta un elemento essenziale del cessate il fuoco e Teheran ritiene che la tregua sia stata violata "su tutti i fronti, compreso il Libano". Per questo motivo, "non avrà luogo alcun dialogo" fino a quando non saranno accolte le richieste dell'Iran e di Hezbollah. 

Tasnim, Iran sospende negoziati con Usa

L'Iran ha sospeso lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti in segno di protesta "contro i crimini sionisti" in Libano. "Le forze armate iraniane e tutti i rami del Fronte della Resistenza sono determinate a reagire ai crimini sionisti", si legge. L'Iran intende inoltre chiudere completamente lo stretto di Hormuz e punta a bloccare anche Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. Dopo l'offensiva israeliana in Libano, Teheran "ha messo in agenda la determinazione a bloccare completamente lo stretto di Hormuz e ad attivare altri fronti, tra cui quello dello stretto di Bab el-Mandeb, al fine di punire i sionisti e i loro sostenitori", ha assicurato Tasnim. 

Stupri di guerra, Russia e Israele inseriti nella lista nera delle Nazioni Unite. I dati

In base ai dati di monitoraggio raccolti dall'organizzazione, i due Paesi sono stati avvertiti lo scorso anno della possibilità di essere inclusi nella blacklist ma non hanno collaborato alle indagini. In entrambi i casi sono stati segnalati membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari.

Stupri di guerra, Russia e Israele nella lista nera dell'Onu

Stupri di guerra, Russia e Israele nella lista nera dell'Onu

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Al Jazeera: Netanyahu sa che un'escalation in Libano potrebbe far deragliare i colloqui tra Stati Uniti e Iran

Netanyahu sta cercando di presentare l'escalation israeliana in Libano come un modo per proteggere le comunità del nord di Israele. Queste comunità, da tempo soggette ad attacchi di droni e razzi, lamentano che Netanyahu non sia riuscito a proteggerle né a raggiungere gli obiettivi promessi: disarmare Hezbollah e ristabilire la calma nelle comunità settentrionali.

Netanyahu si trova ad affrontare una battaglia molto dura. Continua a spingere per un'ulteriore escalation in Libano, nonostante permanga un profondo scetticismo sulla sua capacità di riportare la calma nelle comunità del nord di Israele. Deve inoltre fronteggiare le critiche per le perdite subite dai soldati israeliani a causa degli attacchi di Hezbollah nel sud del Libano. Netanyahu ha ascoltato tutta questa frustrazione e vuole mostrare fermezza. Ha affermato che reprimerà Hezbollah e che, insieme al ministro della Difesa, ha ordinato alle truppe di condurre attacchi contro la roccaforte di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut. Tutto ciò rappresenta il tentativo di Netanyahu di rivolgersi al suo pubblico interno. Netanyahu sa anche che questa escalation in Libano potrebbe far deragliare i colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti volti a raggiungere un accordo. È nel suo interesse sabotare qualsiasi accordo.

Pezeshkian a premier Giappone: "Faciliteremo passaggio vostre navi a Hormuz"

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha assicurato che Teheran faciliterà alle navi giapponesi il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, bloccato dai Pasdaran dopo l'inizio della guerra il 28 febbraio scorso. "La Repubblica islamica dell'Iran è pienamente disposta a facilitare il traffico marittimo" nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato Pezeshkian in un colloquio telefonico con la premier giapponese Sanae Takaichi. "Ci impegneremo per garantire un passaggio agevole e senza ostacoli alle navi giapponesi", ha aggiunto, secondo quanto riferisce la presidenza iraniana.

Libano: Aoun, non c'è alternativa a negoziati con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito la necessità di negoziare con Israele nonostante la situazione nel sud. Le trattative sono "piu' sicure della guerra", ha detto a quanto riferito da al Jazeera. Certo "risolveranno il problema nel giro di pochi minuti, ma non abbiamo altra scelta", ha insistito, e comunque "stanno facendo passi avanti". 

Nyt, 70 navi commerciali hanno attraversato Hormuz con coordinamento Usa

Le forze armate statunitensi hanno coordinato nelle ultime tre settimane il transito attraverso lo Stretto di Hormuz di circa 70 navi commerciali, nonostante lo stallo nei negoziati per porre fine al conflitto con l'Iran. Lo riferiscono al New York Times funzionari americani, secondo cui la maggior parte delle imbarcazioni ha attraversato il passaggio con i transponder disattivati per evitare di essere individuate. Le autorità Usa non hanno precisato la tipologia delle navi coinvolte né i percorsi esatti, ma analisti del settore hanno evidenziato come almeno una della navi si sia mantentenuta più vicina alle coste dell'Oman e lontana da quelle iraniane. Nonostante l'assistenza americana, il traffico marittimo resta ben al di sotto dei livelli precedenti all'escalation militare. Prima degli attacchi congiunti israelo-americani contro Teheran, lo stretto era attraversato ogni giorno da oltre 100 navi commerciali; oggi con i passaggi coordinati da Washington la media si attesta sui tre al giorno. La continuità delle traversate suggerisce comunque che ci siano armatori disposti ad assumersi il rischio per raggiungere o lasciare il Golfo Persico, dove risultano bloccate da settimane numerose unità. Il corridoio coordinato dagli Stati Uniti rappresenta inoltre un'alternativa per gli operatori che non intendono richiedere autorizzazioni all'Iran o pagare pedaggi per il transito.

Turchia, delegazione Hamas ad Ankara: "Israele rispetti accordi"

Il capo dei servizi segreti turchi Ibrahim Kalin ha incontrato oggi una la leadership politica dell'organizzazione palestinese Hamas nella capitale turca Ankara. In base a quanto riferito da media vicini al governo turco, durante l'incontro sono stati condivisi dossier sulla situazione a Gaza e su violazioni israeliane dell'accordo di Sharm el Sheikh dell'anno scorso. La Turchia tra i Paese garanti dell'intesa e Hamas ora chiede al governo turco di fare di più per porre fine agli attacchi israeliani. Kalin ha discusso con la delegazione di Hamas i prossimi passi da compiere per far rispettare l'accordo per il cessate il fuoco in tutte le sue clausole in un momento delicato come il passaggio alla seconda fase dell'intesa. La delegazione di Hamas ha presentato anche una lista del materiale umanitario di cui gli abitanti della Striscia di Gaza hanno più bisogno e ringraziato il presidente Recep Tayyip Erdogan per il sostegno e per essersi sempre schierato al fianco della popolazione palestinese. 

ToI: La commissione parlamentare della Knesset fa avanzare il disegno di legge sui benefici fiscali degli insediamenti in Cisgiordania al voto finale

La commissione finanze della Knesset ha approvato in seconda e terza lettura una legge che concede maggiori agevolazioni fiscali a decine di insediamenti in Cisgiordania, aprendo la strada alle votazioni finali in plenaria previste per oggi e alla possibile promulgazione come legge.

Il disegno di legge, presentato dal deputato del sionismo religioso Zvi Sukkot e sostenuto dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, concederebbe agevolazioni fiscali a 59 insediamenti della Cisgiordania situati a est della barriera di sicurezza, in base alla nuova designazione di "zona di conflitto orientale". L'Autorità fiscale israeliana stima che la misura costerà 130 milioni di shekel (46 milioni di dollari) all'anno.

Il governo è stato duramente criticato dai leader del nord, dai parlamentari dell'opposizione e persino dai parlamentari della coalizione per aver portato avanti la legislazione ritardando al contempo gli sforzi per aiutare le comunità del nord di Israele devastate da oltre due anni di attacchi di Hezbollah.

La decisione del governo di approvare un pacchetto di riabilitazione per il nord del Paese, promesso da tempo e del valore di 5 miliardi di NIS (1,78 miliardi di dollari), che avrebbe dovuto essere approvato ieri, è stata rinviata, a quanto pare a causa dell'insistenza di Smotrich affinché la proposta di legge del suo partito venisse prima approvata. Una versione precedente della legge era stata modificata per includere alcune comunità settentrionali situate entro due chilometri dal confine libanese, suscitando accuse da parte dei parlamentari dell'opposizione e dei capi delle autorità locali del nord, secondo i quali il governo stava sfruttando la difficile situazione dei residenti del nord per ottenere sostegno a una misura che avrebbe beneficiato principalmente gli insediamenti in Cisgiordania. Il presidente della commissione e deputato del Likud Hanoch Milwidsky aveva cercato di estendere i benefici fiscali alle comunità entro nove chilometri dal confine libanese, ma Smotrich ha posto il veto sulla proposta. La disposizione è stata eliminata dopo che i leader del nord hanno chiesto che tutte le comunità entro nove chilometri dal confine fossero incluse o nessuna. "Ai residenti del Nord che se ne vanno profondamente delusi, non ho parole di conforto. Avete ragione», afferma Milwidsky, sottolineando che la decisione di Smotrich di bloccare le modifiche al disegno di legge «non rispecchia né la mia posizione né quella della maggior parte dei membri [della commissione]". 

Aggiunge che il governo dovrebbe riunirsi domani per discutere l'avanzamento del pacchetto di aiuti da 5 miliardi di NIS per le comunità del nord e che mercoledì presenterà una proposta di legge separata per estendere le agevolazioni fiscali ai residenti delle comunità in prima linea nel nord.

Takaichi sente Pezeshkian, serve "massima flessibilità" in accordo con Usa

L'Iran dovrebbe dimostrare la "massima flessibilità" per cogliere l'opportunità di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Lo ha detto, in una telefonata, la primo ministro giapponese Sanae Takaichi al presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riferito dalla leader giapponese. Parlando ai giornalisti dopo la chiamata, Takaichi ha detto di aver chiesto fermamente che lo Stretto di Hormuz venga riaperto presto per garantire una navigazione libera e sicura per le navi provenienti dall'Asia e da tutte le altre nazioni. La primo ministro non ha approfondito la risposta di Pezeshkian, ma ha detto che i due leader hanno promesso ulteriori comunicazioni strette.

Libano, Netanyahu: “Ordinati attacchi in periferia Beirut”. Oggi Consiglio Sicurezza Onu

Prosegue l’offensiva israeliana. Occupato il castello di Beaufort. Ci sarebbe l’ok Usa. Il presidente libanese Aoun: “Feroce e riprovevole aggressione". Oggi riunione urgente del Consiglio di sicurezza Onu. Dopo i negoziati di martedì, Rubio dovrebbe annunciare nuova intesa per cessate il fuoco. 

Libano, Israele avanza. Oggi riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

Libano, Israele avanza. Oggi riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

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Beirut, esodo dai sobborghi sud dopo l'ordine di Netanyahu

Strade congestionate dal traffico per le partenze di massa dai quartieri meridionali di Beirut dopo l'annuncio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha ordinato all'esercito di colpire obiettivi di Hezbollah nella roccaforte di Dahiyeh. Molti residenti hanno lasciato l'area temendo nuovi attacchi.

Liberman: "Accordo sarebbe una catastrofe, necessario cambio regime"

Avigdor Liberman, leader del partito di opposizione israeliano Yisrael Beiteinu, ha criticato aspramente i negoziati in corso con Teheran, affermando che un potenziale accordo con l'Iran sarebbe "una catastrofe". Intervenendo a una conferenza organizzata da Yedioth Ahronoth e dal Sapir College, Liberman ha sostenuto che "ogni futuro confronto sarà più letale del precedente" e ha affermato che una soluzione duratura alla minaccia iraniana potrebbe essere raggiunta "solo attraverso un cambio di regime in Iran". Liberman ha anche affermato di ritenere di essere l'unico leader dell'opposizione con una comprovata esperienza per ricoprire la carica di prossimo primo ministro di Israele.

Time of Israel: I giudici sono furiosi perché Netanyahu chiede di abbreviare la sessione del processo per una cerimonia del Mossad

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto in precedenza ai giudici del Tribunale distrettuale di Gerusalemme di annullare le prime ore della sua testimonianza nel processo penale di domani, per poter partecipare alla cerimonia di giuramento del nuovo capo del Mossad, Roman Gofman. I giudici hanno rimproverato Netanyahu, affermando di aver ripetutamente riconosciuto la necessità di rinviare e annullare le udienze per urgenti questioni di sicurezza e diplomazia, ma che non dovrebbero farlo per le cerimonie. “Quando ci sono problemi di sicurezza, non c’è niente da fare. Le cerimonie? Con tutto il rispetto, o [gli organizzatori delle cerimonie] si adeguano o continueremo come al solito”, ha affermato il giudice Rivka Friedman-Feldman, a capo del collegio di tre giudici che presiede il processo a Netanyahu.

I giudici non hanno ancora preso una decisione definitiva sulla questione. Netanyahu ha inoltre chiesto il permesso di assistere alla cerimonia di giuramento del nuovo capo della Direzione della Sicurezza dell'apparato di Difesa durante la pausa pranzo odierna in tribunale, richiesta che i giudici hanno accolto.

Al Jazeera: Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) afferma che 15 navi transitano per Hormuz con la sua autorizzazione nell'arco di 24 ore

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane afferma che un totale di 15 navi, tra cui quattro petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars, la marina ha affermato che le navi hanno transitato dopo aver ricevuto l'autorizzazione e aver coordinato il loro passaggio. L'organizzazione ha avvertito che avrebbe considerato qualsiasi forma di cooperazione da parte di navi con "forze ostili" come una "minaccia imminente alla sicurezza" da "affrontare di conseguenza".

Il capo del Consiglio di Cooperazione del Golfo condanna l'attacco iraniano al Kuwait

Jasem Mohamed AlBudaiwi, segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), ha espresso la sua "più ferma condanna" nei confronti dell'Iran per l'attacco al Kuwait, definendolo una "pericolosa e irresponsabile escalation".

AlBudaiwi ha dichiarato in un comunicato che gli attacchi hanno minato gli sforzi per preservare la sicurezza e la stabilità e ha invitato la comunità internazionale, insieme al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad assumere una "posizione ferma e dissuasiva nei confronti di queste gravi violazioni che minacciano la pace e la sicurezza regionali e internazionali".

Ha aggiunto che il Kuwait è parte integrante del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), che i Paesi del CCG sono "uniti e fermi" e che sostengono pienamente "tutte le misure e le procedure che [il Kuwait] adotta per proteggere la propria sicurezza, preservare la propria sovranità e integrità territoriale e mantenere la sicurezza dei propri cittadini e residenti".

L'esercito israeliano ha emesso un ordine di sfollamento forzato per sette villaggi nel Libano meridionale

Israele ha emesso un ordine di sfollamento forzato per gli abitanti di sette villaggi nel Libano meridionale, tra cui Houmine al-Faouqa, Bnaafoul, Arab Salim, Roumine, Aazze, Arki e Jbaa. Il portavoce dell'esercito in lingua araba, Avichay Adraee, ha dichiarato in un post su X che i residenti devono immediatamente allontanarsi di almeno 1.000 metri (3.280 piedi) dalla zona colpita perché Israele ha in programma un attacco.

Gli Usa intercettano 2 missili balistici sganciati contro base militare in Kuwait

Il Comando centrale delle Forze armate americane ha reso noto che alle 5 "sono stati intercettati con successo due missili balistici iraniani diretti contro le forze americane con base in Kuwait". "Questi missili sono stati immediatamente neutralizzati e nessun personale americano è rimasto ferito", scrive ancora su X il Comando centrale degli Stati Uniti. "Il Comando rimane vigile e continuera' a proteggere le nostre forze dall'aggressione iraniana, sostenendo al contempo il cessate il fuoco in corso", aggiunge. 

La gente fugge dai sobborghi meridionali di Beirut dopo che Netanyahu ha ordinato gli attacchi. FOTO

Una vista del traffico congestionato mentre le persone lasciano il quartiere di Dahiyeh, nella zona sud di Beirut, in Libano, il 1° giugno 2026. La congestione del traffico si è formata sulle principali strade che portano fuori dalla zona dopo che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all'esercito di lanciare attacchi aerei contro il quartiere. Foto di Houssam Shbaro/Anadolu via Getty Images

Traffico nel sud di Beirut

©Getty

Araghchi: "Cessate il fuoco con Usa è su tutti i fronti, anche in Libano"

Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è, senza alcuna ambiguità, una cessazione completa del fuoco su tutti i fronti, inclusi il Libano". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre Israele estende le sue operazioni nel Paese dei Cedri. "Qualsiasi violazione di questo cessate il fuoco su uno dei fronti costituisce una violazione su tutti i fronti - ha scandito su X il capo della diplomazia di Teheran - Gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione della tregua".

Idf diffonde avviso di evacuazione in Libano dopo intenso lancio di ordigni su Israele

Dopo l'intenso lancio di ordigni da parte di Hezbollah dal Libano sul nord di Israele, il portavoce dell'Idf in lingua araba ha diffuso un nuovo avviso di evacuazione per i residenti di Houmine El Faouqa, Bnaafoul, Arab Salim, Roumine, Aazze, Arkay, and Jbaa, nel distretto di Nabatiye.

Media Israele: "Idf lavora per individuare obiettivi da attaccare a Beirut"

"Stiamo lavorando per individuare gli obiettivi da attaccare e non appena saranno approvati secondo le procedure dell'aeronautica e della direzione operazioni dell'esercito, agiremo". Lo ha dichiarato una fonte militare riportata da Maariv, sottolineando che l'aviazione israeliana non ha ancora lanciato attacchi nei cieli di Beirut. Secondo quanto riportato dall'emittente saudita Al-Hadath, l'ampliamento delle operazioni militari su Beirut avviene in coordinamento con gli Stati Uniti, che hanno chiesto al governo libanese di procedere con azioni più incisive verso il disarmo di Hezbollah per evitare che l'escalation coinvolga la capitale libanese.

Idf: "Ucciso militante-medico di Hamas"

Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha riferito che, durante un raid nella Striscia di Gaza centrale, è stato eliminato Jamal Abu Aoun, un militante di Hamas. Abu Aoun ricopriva il ruolo di comandante di compagnia nell'ala militare di Hamas e lavorava come medico presso l'ospedale Yafa di Deir al-Balah.

Terehan: "Neppure europei a riparo da colonialismo Israele"

Le ambizioni coloniali di Israele minacciano anche gli Europei. A sostenerlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "Il regime sionista non ha scrupoli a esprimere apertamente le sue ambizioni coloniali e razziste, come il concetto di 'Grande Israele'", ha dichiarato a quanto riporta l'agenzia Tasnim, "nemmeno gli europei sono al sicuro dalle sue minacce".

Iran: "Usa-Israele responsabili delle conseguenze se la tregua è violata"

"Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è inequivocabilmente un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano. La sua violazione su un fronte equivale alla violazione del cessate il fuoco su tutti i fronti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un messaggio su X, aggiungendo che "gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione"

Iran: "Non tollereremo crimini in Libano commessi da Israele e dai suoi sostenitori"

"I leader del brutale regime sionista e i suoi sostenitori sono avvertiti che le forze armate iraniane non tollereranno la continuazione dei barbari crimini contro il Libano", ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi. "Il regime sionista, aggressore e assassino di bambini, ha abusato del cessate il fuoco e ha violato apertamente il territorio libanese, uccidendo oltre 3.000 persone innocenti, tra cui donne e bambini", ha dichiarato, citato dall'IRNA, aggiungendo: "Tutto questo mentre i governanti dei paesi occidentali hanno adottato la strategia del silenzio o del sostegno a questi crimini contro l'umanità".

Libano, Rubio sente Aoun e Netanyahu: "Piano per de-escalation"

L'espansione dell'offensiva israeliana in Libano ha spinto gli Stati Uniti a intervenire con la proposta di un piano di 'de-escalation graduale'. Il segretario di stato americano Marco Rubio ha parlato oggi sia con il presidente libanese Joseph Aoun che con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. A Hezbollah Washington chiede di interrompere per primo gli attacchi contro Israele e, in cambio, a Israele di astenersi dall'escalation a Beirut, ha reso noto un funzionario libanese a Reuters, come riporta SkyNews. Aoun avrebbe cercato di portare avanti la proposta e di raggiungere un accordo ma Hezbollah si appresta a contestare l'ordine di attuazione del piano: per il presidente del parlamento libanese Nabih Berri l'onere di smettere di "sparare per primo" ricade su Israele.

Forze armate Iran: "Non tollereremo altri crimini dell'Idf"

Il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, ha avvertito che Teheran non sopporterà a lungo l'offensiva israeliana in Libano. "Il regime sionista, aggressivo e assassino di bambini, approfittando dell'opportunità offerta dal cessate il fuoco ha palesemente invaso il territorio libanese e massacrato oltre 3.000 persone innocenti, tra cui donne e bambini", ha detto Shekarchi a quanto riportano i media iraniani. "Nel frattempo, i paesi occidentali hanno adottato una politica di silenzio o di sostegno a questi crimini contro l'umanità", ha sottolineato. "I leader del regime sionista bestiale e i suoi sostenitori sono avvertiti che il protrarsi di questi crimini barbarici contro il Libano non sarà tollerato dalle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran", ha concluso.

Ue: "Continueremo a fornire sostegno e aiuti a popolo"

"Il popolo libanese ha già sopportato immense sofferenze. Non ha scelto questa guerra, e questa guerra non lo riguarda. Il popolo del Libano e quello di Israele hanno il diritto di vivere in pace, sicurezza e dignità, liberi dalla minaccia di un nuovo conflitto". Lo ha detto il portavoce della Commissione per la Politica estera Anouar El Anouni rispondendo alle domande dei giornalisti durante il Midday. "Noi, come Unione Europea, siamo solidali con il popolo libanese e continueremo a fornire sostegno e aiuti di emergenza per aiutare le autorità ad affrontare l'attuale crisi" ha aggiunto.

Ue: "Chiediamo a Israele la fine dell'escalation"

"Chiediamo a Israele di porre fine all'escalation militare in Libano e di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano". Lo ha detto il portavoce della Commissione per la Politica estera Anouar El Anouni rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing quotidiano con la stampa. "Incoraggiamo inoltre il proseguimento degli sforzi diplomatici in corso, compresi quelli guidati dagli Stati Uniti e dai partner internazionali, volti a garantire un percorso negoziato verso la stabilità e la sicurezza a lungo termine sia per il Libano che per Israele" ha concluso.

Iran: "Da ieri 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz"

L'Iran afferma che 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da ieri. Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato in un comunicato di aver coordinato e autorizzato il passaggio di 15 navi, tra cui quattro petroliere, attraverso lo Stretto di Hormuz, e che queste hanno lasciato il canale nelle ultime 24 ore. "Consideriamo qualsiasi tipo di cooperazione da parte delle navi con forze ostili come una minaccia imminente alla sicurezza e agiremo di conseguenza", si legge nel comunicato, secondo l'agenzia Fars. Ci sono notizie secondo le quali, nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, decine di navi avrebbero adottato misure per attraversare il canale, alcune con la collaborazione degli Stati Uniti. 

Teheran: "Discussi con Qatar aspetti finanziari accordo"

La recente visita in Qatar della squadra negoziale iraniana "è stata produttiva". A riferirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, riporta l'agenzia Tasnim. "La visita in Qatar è stata produttiva, con gli aspetti finanziari dell'accordo per la cessazione della guerra in fase di revisione, mentre il Pakistan continua a mediare i colloqui", ha detto. Secondo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, Teheran ha posto agli Stati Uniti lo scongelamento di 12 miliardi di suoi beni bloccati in Qatar come condizione per proseguire i negoziati.

Ghalibaf: "Israele pagherà il conto"

Israele pagherà "il conto" per l'escalation in Libano e lo pagherà a breve. E' l'avvertimento lanciato dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf.

Teheran: "15 navi tra cui 4 petroliere transitate per Hormuz in 24 ore"

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato che 15 navi, tra cui quattro petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore dopo aver ricevuto l'autorizzazione dalle autorità di Teheran. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars.

Tajani: "Serve più flessibilità, limitatamente al periodo Hormuz"

"Continueremo a lavorare con l'Unione Europea perché ci possa essere più flessibilità limitatamente al periodo di Hormuz per permettere al governo di poter aiutare nel modo migliore possibile i cittadini e le imprese, così come avviene per la difesa". Così il vicepremier, Antonio Tajani, incontrando i cronisti in piazza Montecitorio.

Ghalibaf: "Gli Usa non rispettano la tregua. Arriverà il conto"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare l'accordo di cessate-il-fuoco e minacciato una risposta. "Il blocco navale e l'escalation dei crimini di guerra in Libano per mano del regime sionista genocida sono una chiara prova della mancata adesione degli Stati Uniti al cessate il fuoco", ha scritto su X. "Ogni scelta ha un prezzo, e il conto arriva a scadenza. Tutto si sistemerà", ha assicurato il depitato che è anche capo negoziatore per l'Iran.

Libano, Katz: "Se non c'è calma nel nord, non ci sarà calma a Beirut"

Il sobborgo meridionale di "Dahiyeh a Beirut è diverso dalle località del nord di Israele: se non c'è calma a nord, non ci sarà calma a Beirut", ha detto Katz in un video diffuso dal suo ufficio. "Non permetteremo che le nostre località e i nostri cittadini siano attaccati mentre Beirut se ne sta in pace", ha aggiunto.

Media: "Per ora nessun via libera dagli Usa a estendere l'operazione in Libano"

L'amministrazione Trump "almeno per il momento" non ha dato il suo via libera a Israele per estendere le operazioni militari in Libano. Lo riferisce una fonte israeliana informata all'emittente Channel 12. La decisione sulla natura dell'operazione a Beirut viene presa in coordinamento con Washington, riferisce la fonta, "gli americani si stanno dimostrando più aperti", "ma non c'è ancora un'approvazione definitiva, almeno per ora". Israele ha presentato richieste agli americani per consentire l'estensione delle operazioni a Beirut con attacchi aerei e Benjamin Netanyahu ha convocato ieri una riunione ristretta sulla sicurezza, la seconda in un solo giorno, per discutere la possibilità che Israele passi da un modello di conquista territoriale in Libano a un'operazione aerea a Beirut. Il giorno precedente, Netanyahu aveva parlato con il Segretario di Stato americano Rubio e aveva cercato di convincere alti funzionari dell'amministrazione e il Presidente Donald Trump sull'estensione dell'operazione in Libano. 

Katz: "La zona del fiume Litani sotto controllo dell'Idf"

Israele ha intenzione di mettere sotto il controllo dell'Idf la zona del fiume Litani, nel sud del Libano. Lo ha annunciato il ministro alla Difesa, Isarel Katz. Le forze armate, ha dichiarato in un video, proseguono le operazioni contro Hezbollah "per allontanare le minacce e mettere l'area del fiume Litani sotto il controllo di sicurezza di Tsahal (l'esercito israeliano, ndr), libera da armi e terroristi".

Media Israele: "Via libera degli Usa per un'operazione dell'Idf più incisiva a Beirut"

"L'amministrazione statunitense ha dato il via libera a un'operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah". Lo riferiscono i media israeliani, mentre la Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che "Washington ha informato il Libano che l'escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah''. "Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l'impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah", ha detto la fonte Usa. 

Katz: "Non ci sarà pace a Beirut finché saremo attaccati"

Nonostante le pressioni internazionali, il ministro della Difesa Israel Katz ha avvertito che non si fermeranno gli attacchi dell'Idf su Beirut finché Hezbollah non smetterà di colpire Israele. "Non ci sarà pace a Beirut", ha ammonito. "In seguito alle ripetute violazioni dell'organizzazione terroristica Hezbollah del cessate il fuoco in Libano e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici nel quartiere Dahiyeh di Beirut", aveva scritto a metà mattina su X.

Netanyahu: "Non può essere che Hezbollah attacchi civili e sud Beirut non sia colpito"

"Non ci sarà una situazione in cui Hezbollah attacca le nostre città e i nostri cittadini mentre i quartier generali del terrorismo a Dahiye restano fuori portata". Lo afferma in una dichiarazione il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Continuiamo ad approfondire la nostra attività sul terreno nel sud del Libano, eliminando le roccaforti di Hezbollah. Hezbollah è in fuga. Siamo determinati a ristabilire la sicurezza per i residenti del nord, proprio come abbiamo fatto per i residenti del sud", ha aggiunto. 

Media: "In Libano sette morti nei raid israeliani da ieri sera"

Almeno sette persone sono morte in raid aerei attribuiti a Israele, condotti principalmente con droni, su località del Libano meridionale: lo riferisce l'agenzia locale Nna. Tra i punti colpiti, ha aggiunto la stessa fonte, ci sono  Kfarsir, Nabatieh al-Fawqa, Toul  e Zefta. Tra le vittime c'è anche un giovane siriano, precisa la Nna. 

Media: "Timore di escalation, Libano avvia intensi contatti internazionali"

Nel timore di un'escalation, una fonte del ministero degli Esteri libanese ha riferito a Sky News Arabia che il ministro degli Esteri di Beirut Youssef Raggi sta tenendo intensi contatti diplomatici con attori regionali e internazionali, con l'obiettivo di arginare il deterioramento della sicurezza nel Paese. Il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat, scrive della minaccia degli attacchi dell'Idf contro Dahyeh, nel sud di Beirut, e il possibile collegamento tra questi e gli sforzi americani per promuovere un cessate il fuoco: "L'annuncio di nuovi attacchi contro Dahyeh a Beirut rappresenta forse una dichiarazione di fallimento dell'iniziativa americana, lanciata poche ore fa con l'obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco? Le opzioni del Libano si sono fatte molto ristrette e difficili, prima dell'apertura di un nuovo ciclo di negoziati con Israele". 

Teheran contro l'Ue: "Indignazione morale selettiva"

Teheran contro l'Ue, che accusa di avere una posizione "ipocrita", condannando solo la risposta iraniana ai raid americani in violazione del cessate il fuoco. "Il comunicato dell'Ue che accusa l'Iran perché esercita il suo diritto alla legittima difesa di fronte all'aggressione statunitense da basi in Paesi vicini è una lezione magistrale di indignazione morale selettiva - denuncia il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei - E' ipocrita e sconsiderato".

Teheran chiede quindi a Bruxelles di "rimanere fedele allo Stato di diritto e ai principi della Carta delle Nazioni Unite che da tempo afferma di difendere" e di "smettere di placare gli aggressori mentre incolpa coloro che rispondono ad attacchi illegali".  "Gli attacchi dell'Iran contro quelle basi e asset utilizzati per lanciare attacchi illegali contro l'Iran costituiscono un legittimo esercizio di legittima difesa", sostiene ancora il portavoce del ministero degli Esteri, ricordando che "gli Stati hanno un obbligo legale di non permettere che il loro territorio o i loro beni siano usati per invadere altri Paesi". 

L'Ue, dunque, insiste, "non può rimanere in silenzio di fronte alla plateale aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran e adottare una posizione selettiva". Infine Baghaei sostiene che "l'Iran è consapevole del tipo di cooperazione, azioni e supporto di alcuni Paesi vicini nella codarda guerra lanciata dagli Stati Uniti e dal regime sionista: ci auguriamo che questi Paesi vicini riconsiderino il loro comportamento, correggano il loro passato e facciano passi positivi per migliorare la situazione".

New York Times: "Gli Usa hanno assistito 70 navi attraverso Hormuz in 3 settimane"

Le forze armate statunitensi hanno assistito decine di navi mercantili nel passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime settimane. Lo scrive il New York Times - che cita fonti ufficiali Usa - rilanciato dal Guardian. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha guidato circa 70 navi mercantili attraverso lo stretto nelle ultime tre settimane, ha dichiarato uno dei funzionari. Le fonti hanno detto al Nyt che la maggior parte delle navi aveva spento i transponder per evitare di essere individuate. I funzionari si sono rifiutati di specificare il tipo di navi e la rotta seguita. Le imbarcazioni che transitano vicino all'Iran senza aver ottenuto l'autorizzazione iraniana rischiano di essere attaccate. Gli analisti marittimi hanno affermato che i passaggi guidati dagli Stati Uniti sembrano seguire rotte più vicine all'Oman. Prima della guerra, oltre 100 navi mercantili al giorno attraversavano lo Stretto. Poiché i passaggi guidati dagli Stati Uniti avvengono con i transponder spenti, gli analisti marittimi hanno affermato di non essere in grado di verificare in modo indipendente il numero effettivo di transiti. 

Bbc: "L'Iran ha danneggiato 20 siti militari Usa da inizio guerra"

Almeno venti siti militari utilizzati dagli Usa sono stati danneggiati in attacchi condotti dall'Iran da quando è iniziato l'attuale conflitto con i primi raid di Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio: è quanto riporta la Bbc in base a immagini satellitari e video verificati, sottolineando, così come fatto anche da altri media in precedenza, che l'estensione delle azioni di Teheran sarebbe quindi stata "maggiore di quanto riconosciuto pubblicamente". A essere danneggiati, riferisce l'emittente britannica, sono stati in particolare sistemi di difesa aerea, aerei da rifornimento e radar. Tra le attrezzature di valore colpite figurano, ad esempio, tre sistemi antimissile balistico presso le basi aeree di Al Ruwais e Al Sader negli Emirati Arabi Uniti e presso la base aerea Muwaffaq Salti in Giordania. In circa tre mesi, l'Iran ha dunque preso di mira strutture chiave per gli Usa (sia basi controllate direttamente sia siti utilizzati in condivisione con forze armate di altri Stati in otto Paesi della regione mediorientale e del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Iraq, Giordania, Bahrein e Oman). Un funzionario della difesa statunitense, riporta la Bbc, ha "rifiutato di commentare le conclusioni del servizio in questione, facendo riferimento a "ragioni di sicurezza operativa". Gli Usa, aggiunge l'emittente, hanno "cercato di limitare l'analisi satellitare del conflitto chiedendo a Planet, uno dei principali fornitori di immagini satellitari, di imporre una restrizione 'a tempo indeterminato' sulla diffusione di nuove immagini dell'Iran e di gran parte del Medio Oriente". L'azienda, da parte sua, ha spiegato di non volere che immagini prodotte dai propri sistemi siano utilizzate "da attori ostili per prendere di mira personale e civili appartenenti a Paesi alleati e partner della Nato". 

Libano, timori raid su Beirut: scuole chiuse e civili in fuga

I media libanesi documentano la chiusura delle scuole e la fuga dei civili da Dahiyeh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah, dopo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato raid sulla capitale del Libano. Diversi video pubblicati su L'Orient Le Jour e su altri media arabi mostrano ingorghi di notevole entità sulle strade che conducono fuori dal quartiere, mentre le scuole nei sobborghi meridionali di Beirut sono state chiuse e l'esercito è stato schierato per organizzare l'evacuazione. Le scuole dei sobborghi meridionali hanno invitato i genitori a venire a prendere i propri figli prima della chiusura, in seguito alle minacce israeliane di ulteriori attacchi sui sobborghi meridionali di Beirut. L'esercito libanese si è schierato agli ingressi dei vari quartieri per organizzare l'evacuazione dei numerosi residenti. Prima questa mattina, il premier Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno dichiarato in un comunicato congiunto di aver ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di colpire immediatamente Dahiyeh in risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. La scorsa notte, un soldato israeliano è stato ucciso e tre sono rimasti feriti da un drone lanciato da Hezbollah contro un obiettivo nella citta' di Yohmor, nel sud del Libano, vicino al Castello di Beaufort, dove erano presenti truppe israeliane. Intanto, dalle prime ore del giorno, dopo un avviso di evacuazione diramato dalle Idf, sono in corso raid aerei nel Libano meridionale in località e villaggi nelle zone di Nabatieh, Tiro, Bint Jbeil e Sidone. Gli attacchi notturni di Israele hanno causato almeno quattro morti nel sud del Paese. Ieri l'aeronautica israeliana ha effettuato 89 raid aerei contro 42 obiettivi nel Libano meridionale. I droni israeliani hanno colpito 18 obiettivi in 14 località. Diciotto località sono state sottoposte a pesanti bombardamenti di artiglieria. L'esercito israeliano ha inoltre distrutto diverse abitazioni in tre località. Da parte sua, Hezbollah ha condotto 21 attacchi contro assembramenti e posizioni militari situate nei territori libanesi occupati e all'interno di Israele.

Iran: "Non esiteremo ad agire per aiutare il Libano contro l'aggressione di Israele"

"Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese contro l'aggressione illegale e l'ingerenza del regime sionista". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall'Irna. 

Ghalibaf: "Gli Usa non rispettano il cessate il fuoco, ogni scelta ha un prezzo"

"Il blocco navale e l'escalation dei crimini di guerra in Libano da parte del regime sionista genocida sono una chiara prova dell'inadempienza degli Stati Uniti al cessate il fuoco", ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, in un post su X. "Ogni scelta ha un prezzo e il conto arriverà. Tutto si sistemerà", ha avvertito. 

Opposizioni contro Netanyahu: "Non c'è strategia in Libano"

"Non è un caso che, proprio nel giorno in cui la Knesset vota in prima lettura per il suo scioglimento, Netanyahu scelga di intensificare i combattimenti in Libano senza un obiettivo politico, senza una strategia di uscita e senza un orizzonte che garantisca la sicurezza degli abitanti del nord". Lo scrive su X Yair Golan, il capo del partito 'Democratici'. "Netanyahu ha perso la capacità di prendere decisioni strategiche. Il governo continua a trascinare Israele da un conflitto all'altro, con l'unico interesse di garantire la propria sopravvivenza politica". La critica a Netanyahu arriva anche dall'opposizione più a destra di Avigdor Lieberman, leader di 'Israel Beiteinu', che invece sostiene che il governo stia "legando le mani ai soldati dell'Idf in Libano", ha affermato intervenendo durante la convention di Ynet. "Israele ha bisogno di un leader che prevenga i disastri e non che reagisca ad essi. Con me, il 7 ottobre non sarebbe mai accaduto". Questa mattina la commissione competente ha approvato il testo per lo scioglimento anticipato della Knesset, un iter che prevede ancora tre passaggi in plenaria. 

Kallas: "Il ruolo dell'Ue è rendere duraturo qualunque accordo"

"Ritengo che l'Ue abbia un ruolo concreto nel contribuire a rendere duraturo qualsiasi eventuale accordo, sia attraverso operazioni marittime, incentivi economici a sostegno della stabilitè a lungo termine, sia attraverso altre iniziative". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas nel corso di una conferenza stampa con il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Muhammad Ishaq Dar. "L'Unione Europea è pronta a contribuire a una soluzione sostenibile e pacifica, apportando influenza economica, competenze nucleari acquisite con fatica, relazioni di lunga data con i partner del Golfo e un impegno diretto con l'Iran stesso" ha spiegato Kallas in conferenza stampa.

Macron: "Bene gli sforzi determinanti di Trump per un rapido accordo"

Il presidente francese Emmanuel Macron elogia gli "sforzi determinati" di Donald Trump per raggiungere un accordo "rapido" per porre fine alla guerra con l'Iran e ribadisce che la coalizione istituita da Parigi e Londra sarebbe "pronta" a partecipare alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz "non appena la questione sarà risolta". Durante una conversazione telefonica domenica sera, "ho elogiato gli sforzi determinati che sta conducendo per raggiungere un rapido accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran, che rappresenta un'opportunità unica per costruire un nuovo quadro di sicurezza che coinvolga tutti gli attori rilevanti, al fine di consentire una stabilizzazione duratura della regione", ha scritto il presidente francese su X. "Ho indicato che siamo pronti a sostenere pienamente questi sforzi e a fare la nostra parte nella loro attuazione. Questo è lo scopo della missione internazionale che abbiamo istituito con il Regno Unito e i nostri partner, pronta a essere dispiegata non appena verrà raggiunto un accordo per contribuire alla sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto.

Il Kuwait condanna i raid iraniani: "Ci riserviamo il diritto di difenderci"

Il ministero degli Affari Esteri del Kuwait ha espresso su X "la ferma condanna e riprovazione dello Stato, con le parole più severe, per gli attacchi iraniani colpevoli e reiterati, che rappresentano un'escalation pericolosa e un'aggressione diretta alla sicurezza e alla stabilità dello Stato del Kuwait, nonché una palese violazione delle norme del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza del 2026, senza contare la minaccia estrema che pongono alla sicurezza dei civili e delle infrastrutture vitali nel Paese". Il ministero "ribadisce che la prosecuzione e la ripetizione di questi atti di aggressione minano gli sforzi volti a ridurre le tensioni e minacciano la sicurezza e la stabilità nella regione, sottolineando il rifiuto categorico dello Stato del Kuwait di tali pratiche aggressive". Il governo "conferma inoltre che lo Stato del Kuwait si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la propria sicurezza e difendere i propri territori, attribuendo all'Iran la piena responsabilità di questi atti di aggressione colpevoli, in conformità al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite e alle risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza".

Kisch: "Siamo ancora in guerra con Hamas, Hezbollah e Iran"

Il ministro dell'Istruzione Yoav Kisch ha affermato che Israele non ha ancora ottenuto la vittoria su Hamas, Hezbollah o Iran e che i combattimenti su più fronti rimangono irrisolti. "Non c'è cessate il fuoco nel nord, c'è la guerra", ha dichiarato Kisch durante una conferenza organizzata da Yedioth Ahronoth e dal Sapir College. Riguardo al programma nucleare iraniano, Kisch ha detto che Israele rimane impegnato a impedire a Teheran di dotarsi di un'arma nucleare, indipendentemente dalla politica statunitense. "Anche senza il presidente Trump, lo Stato di Israele si impegna a garantire che l'Iran non possieda armi nucleari. Se gli americani non intervengono per impedirlo, noi abbiamo l'obbligo di farlo", ha sottolineato il ministro israeliano. 

Iran: "In questa fase non stiamo negoziando sul nucleare con gli Usa"

"Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'agenzia Irna. "Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l'attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l'altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni", ha aggiunto. 

Teheran: "Gli Usa continuano a violare il cessate il fuoco, risponderemo"

L'Iran accusa gli Stati Uniti di continue violazioni del cessate il fuoco dopo i nuovi raid condotti delle ultime ore contro obiettivi nel sud del Paese. "Gli Stati Uniti - ha denunciato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei - hanno violato il cessate il fuoco anche stamattina. Non esiteremo a prendere ogni misura che riterremo necessaria per difendere la sicurezza nazionale iraniana".

Media Israele: "Colloqui sul disarmo di Hamas giovedì in Egitto"

I colloqui sul disarmo di Hamas riprenderanno giovedì in Egitto: lo hanno riferito al Times of Israel due diplomatici arabi coinvolti nel dossier. I colloqui sono stati finora in stallo, con Hamas che si rifiuta di accettare la proposta di disarmo del Board of Peace, sostenendo che Israele debba prima rispettare i termini della prima fase. Entrambe le parti si accusano a vicenda di ripetute violazioni, tra cui i continui attacchi israeliani e il rifiuto di Hamas di cedere il potere a un governo di transizione. "Sebbene il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti, incaricato di sovrintendere alla gestione postbellica di Gaza, non abbia completamente abbandonato la possibilità che i colloqui con Hamas possano portare a dei risultati, il comitato sta prendendo sempre più in considerazione alternative al piano in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza", affermano i due diplomatici. Tra le alternative, la più rilevante è quella che prevede di consentire l'avvio della ricostruzione nelle aree di Gaza ancora occupate da Israele. 

Iran: "Cessate il fuoco in Libano condizione per un accordo con gli Usa"

"Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'Irna. "Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso", ha poi accusato. 

Iran, Baghaei: "Gli attacchi a basi della regione rappresentano legittima autodifesa"

L'Iran afferma che gli attacchi contro le basi regionali utilizzate per gli attacchi contro di esso costituiscono "legittima autodifesa". Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che Teheran ha il diritto di effettuare attacchi di rappresaglia contro "basi e infrastrutture" regionali utilizzate per condurre attacchi contro di esso, dopo che il Kuwait ha segnalato una serie di attacchi missilistici e con droni. "Gli Stati hanno l'obbligo legale di non permettere che il loro territorio o le loro infrastrutture vengano utilizzate per invadere altri Paesi", ha affermato Baghaei in un post su X. Ha inoltre accusato l'Unione europea di aver mostrato "indignazione morale selettiva" nella sua risposta, definendo "ipocrita e sconsiderata" la dichiarazione del blocco che condannava l'Iran per "aver esercitato il suo diritto all'autodifesa contro l'aggressione statunitense lanciata da basi in Paesi vicini". Baghaei non ha specificato a quale dichiarazione dell'UE si riferisse. Il servizio diplomatico dell'UE ha criticato in precedenza, in una dichiarazione di alcuni giorni fa, i presunti attacchi iraniani contro il Kuwait, affermando che violano la sovranita' del Paese e "rappresentano una seria minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale".

Berlino: "L'avanzata israeliana in Libano motivo di grande preoccupazione"

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha esortato con urgenza Israele e la milizia Hezbollah a rispettare il cessate il fuoco concordato. "L'ulteriore avanzata dell'esercito israeliano nel sud del Libano è motivo di grande preoccupazione", ha dichiarato il politico della Cdu a margine della sua visita alle Nazioni Unite. "Ogni ulteriore escalation aggrava ulteriormente la situazione già tesa e provoca nuovi flussi di profughi all'interno del Libano", ha avvertito Wadephul. Lo riporta la Dpa.

Netanyahu: "Ho ordinato all'Idf di attaccare la periferia sud di Beirut"

''A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut''. Lo ha comunicato il premier Benjamin Netanyahu in una nota congiunta insieme al ministro della Difesa Israel Katz. 

Tajani: "Urge un accordo per sbloccare lo Stretto di Hormuz"

"L'accordo è vicino però non è stato ancora raggiunto e ci sono ancora ostilità in corso. Noi siamo grandi fan dell'accordo diplomatico, siamo preoccupati per il blocco di Hormuz. E' importante che si raggiunga un accordo il prima possibile per scongiurare nuovi aumenti del petrolio e per scongiurare una crisi dei fertilizzanti con conseguenze sulla nostra agricoltura e su quella dei paesi africani, con rischi migratori". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al programma MorningNews su Canale 5. 

Libano, Israele avanza. Oggi riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

Prosegue l’offensiva israeliana: l’Idf è avanzato in profondità, ben oltre il fiume Litani. Conquistato il castello di Beaufort: Netanyahu l'ha definito una "svolta" nei combattimenti. Il presidente libanese Aoun parla di "una feroce e riprovevole aggressione israeliana". La Francia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Dopo i negoziati di martedì a Washington, gli Usa dovrebbe annunciare un nuovo accordo di cessate il fuoco.

Libano, Israele avanza. Oggi riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

Libano, Israele avanza. Oggi riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

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Idf, un soldato ucciso e tre feriti in un attacco di Hezbollah nel sud Libano

Un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ucciso e altri tre feriti in un attacco con droni di Hezbollah nel sud del Libano, avvenuto nella notte. Lo ha reso noto l'esercito citato dal Times of Israel. Il soldato deceduto è stato identificato come il sergente maggiore Adam Tzarfati, 20 anni. Secondo quanto riferito, un drone Fpv carico di esplosivo, lanciato da Hezbollah, ha colpito un obiettivo nella città di Yohmor, nel sud del Libano, vicino al Castello di Beaufort, dove erano presenti truppe israeliane. L'esplosione ha ucciso Tzarfati e ferito gravemente un altro soldato. Altri due militari sono rimasti leggermente feriti nell'attacco, ha precisato l'esercito. 

Teheran: "Abbiamo diritto a tasse ambientali per le navi nello Stretto di Hormuz"

Teheran ha il diritto di imporre alle navi una tassa ambientale per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo sostiene Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali, aggiungendo che l'inquinamento da petrolio, l'attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi sensibili nel Golfo hanno "raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale" e che le tariffe riscosse potrebbero essere utilizzate per compensare i danni causati all'ambiente del Golfo.

Secondo il sistema del “passaggio inoffensivo”, ha affermato, i paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per i servizi marittimi e risarcimenti per i danni causati da violazioni delle normative, “e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”. Khorsand ha respinto le critiche al provvedimento, spiegando che "l'affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico" e che l'azione potrebbe essere intrapresa "nel quadro delle norme internazionali riconosciute".

Hormuz

L'Idf ordina l'evacuazione di nove villaggi in Libano

L'Idf ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per nove villaggi in Libano. Il portavoce Avichai Adraee ha dichiarato su X che "alla luce della violazione da parte del partito terroristico Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco e del suo attacco a Israele, le Forze di Difesa sono costrette a operare contro di esso con forza". Il primo avviso riguarda i villaggi di Al-Aqabiya, Al-Zrariya, Al-Marwaniya, Sunayber, Al-Najjariya, Al-Adawiya (Sidone) e Khirbet Basil per cui l'Idf chiede di "evacuate immediatamentee trasferirsi a nord del fiume Zahrani". Il secondo avviso riguarda Melikh e Kafr Huna per cui l'esercito ordina di "allontanarsi per una distanza non inferiore a 1000 metri verso terreni aperti". 

Libano, media: "Ritiro graduale di Israele con il disarmo di Hezbollah"

Israele subordina il ritmo del ritiro dal Libano ai progressi nel disarmo di Hezbollah. Lo riporta l'emittente pubblica israeliana Kan. Secondo la stessa fonte, Israele ha proposto un graduale ritiro delle sue truppe verso sud e una riduzione della sua zona di sicurezza in Libano, subordinato all'efficacia con cui l'esercito libanese disarmerà Hezbollah. Citando funzionari israeliani, Kan ha riferito che le forze israeliane non lasceranno completamente il Libano meridionale, ma si ritireranno ulteriormente verso sud in proporzione ai progressi dell'esercito libanese. Funzionari israeliani hanno dichiarato a Kan che un ritiro completo non avverrà "finchè sussisterà una minaccia". La notizia è giunta mentre gli Stati Uniti cercano una de-escalation in Libano, dove le forze israeliane hanno occupato lo strategico Castello di Beaufort, in quella che rappresenta la più profonda incursione in territorio libanese degli ultimi 26 anni.

Libano, Aoun: "Feroce e condannabile aggressione da parte di Israele"

Il Libano sta affrontando "una feroce e condannabile aggressione da parte di Israele", che sta intensificando la sua offensiva contro Hezbollah, gruppo filo-iraniano, con la conquista, ieri, dell'emblematica fortezza di Beaufort. Lo ha scritto su X il presidente libanese Joseph Aoun, promettendo di "impegnarsi per porre fine alle sofferenze del popolo libanese in generale e della popolazione del Sud in particolare", in vista della riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, prevista per lunedì su richiesta della Francia, in merito alla situazione in Libano. 

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto la conquista di Beaufort, avvenuta ieri, come una "svolta fondamentale" e ha espresso il desiderio di "rafforzare ed estendere" il controllo di Israele "sulle aree che erano sotto il controllo di Hezbollah".

Idf, intercettato un razzo di Hezbollah lanciato dal Libano sul nord di Israele

L'Idf ha riferito di aver intercettato questa mattina un razzo lanciato da Hezbollah dal Libano contro l'Alta Galilea. Lo riporta il Times of Israel. Un missile intercettore è stato inoltre lanciato contro un presunto drone di Hezbollah sopra l'area di Kiryat Shmona. L'Idf afferma che i risultati dell'intercettazione sono in fase di valutazione. Nel frattempo, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un lanciatore di razzi di Hezbollah utilizzato per il lancio di missili contro Tiberiade la scorsa notte. 

Trump attacca i critici: "Futuro accordo ottimo per gli Usa"

Il presidente Donald Trump attacca i critici in merito alla sua gestione dei negoziati con l'Iran e assicura che il futuro accordo con sarà "positivo per gli Stati Uniti e per chi è con noi". In un nuovo post sulla sua piattaforma Truth Social, Trump afferma che Teheran "vuole davvero raggiungere un accordo" e che il futuro accordo "sarà positivo per gli Stati Uniti e per chi è con noi". Nella dichiarazione, il leader della Casa Bianca si scaglia contro i critici interni che, a suo dire, "sparlano negativamente" sulla sua gestione della guerra. "I Democratici, e vari Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è molto più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare, quando i politicanti continuano a "cinguettare" negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa?", deplora Trump. "State tranquilli, alla fine andrà tutto bene - come sempre!", promette il presidente Usa.

Iran, Centcom: "Effettuati attacchi difensivi contro obiettivi nel sud"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver condotto "attacchi difensivi" contro siti radar iraniani e strutture di comando e controllo di droni nella città di Garook e sull'isola di Qeshm, nell'Iran meridionale. Secondo il Centcom, gli attacchi sono stati condotti in risposta ad "azioni iraniane aggressive" che includevano l'intercettazione di un Uav americano nello spazio aereo internazionale. Inoltre, un jet da combattimento statunitense ha distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, una stazione di controllo a terra e due droni suicidi.

Guerra in Iran, Trump ha rispedito ai mediatori guidati dal Pakistan la bozza d’accordo. VIDEO

Pasdaran: "Colpita e distrutta base aerea Usa"

"Le forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno colpito e distrutto la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan". Lo scrive su X l'agenzia Mehr. 

La stretta di Donald Trump sull'Iran

Condizioni più dure per Teheran nella controproposta americana all'Iran per la pace nel Golfo. Chiesti impegni su nucleare e uranio. Trump attende una risposta non prima di tre giorni. Ma gli ayatollah avvertono: 'Non ci fidiamo più delle promesse del nemico'. E annunciano una nuova nave-mosquito che lancia missili Cruise fino a 700 chilometri. All'alba missili contro il Kuwait, mentre il CentCom Usa fa sapere di avere colpito nel weekend radar e siti di comando e controllo di droni iraniani. Di risposta Teheran: 'Colpita e distrutta base Usa da cui partì un raid aereo'. Intanto Israele taglia in due il Libano, conquista il castello di Beaufort e avanza di 25 chilometri oltre il Litani per isolare Hezbollah. Parigi chiede una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Rubio sente Netanyahu e Aoun: 'Hezbollah smetta di sparare per prima". La replica: inizino piuttosto loro. 

Kuwait: "Siamo sotto attacco di missili e di droni"

Lo Stato Maggiore dell'Esercito kuwaitiano afferma che le sue difese aeree "stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e con droni ostili". Lo scrive Al-Jazeera. Se si sentono rumori di esplosioni, si tratta del risultato dell'intercettazione dei proiettili da parte delle difese aeree, ha aggiunto l'esercito.

Usa: "Nel weekend attacchi in autodifesa contro siti iraniani"

"Questo fine settimana, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha condotto attacchi di autodifesa contro radar e siti di comando e controllo di droni iraniani a Goruk, in Iran, e sull'isola di Qeshm". Lo scrive il CentCom su X. "Gli attacchi, mirati e controllati, si sono svolti in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l'abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali".

Rubio sente Aoun e Netanyahu: "Hezbollah smetta per primo gli attacchi"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in merito ai negoziati in corso. Lo ha fatto sapere un funzionario statunitense, affermando che Hezbollah deve cessare il fuoco per primo. "Per far progredire questi colloqui, gli Usa hanno proposto un piano chiaro: Hezbollah deve porre fine a tutti i suoi attacchi. In cambio, Israele si asterrà da qualsiasi escalation a Beirut", ha affermato il funzionari, descrivendo le conversazioni tra i leader. Hezbollah, dal canto suo, chiede che Israele cessi prima le ostilità.

Oppositori curdi: "L'Iran ha lanciato missili sulle nostre basi"

Un gruppo di opposizione curdo iraniano afferma che l'Iran ha lanciato due missili contro una delle sue basi nella regione del Kurdistan iracheno nella tarda serata di venerdì. Lo scrive Iran International.    Amjad Hussein Panahi, un alto funzionario di Komala, ha dichiarato in un post su Facebook che l'attacco ha colpito la sede del partito nella valle di Alana, nel distretto di Khalidan, nella provincia di Erbil. Anche il Partito della Libertà del Kurdistan (Pkk), un altro gruppo di opposizione curdo iraniano con sede a Erbil, ha segnalato un attacco missilistico contro una delle sue basi vicino alla città, avvenuto nella stessa giornata. Non c'è stato alcun commento immediato da parte delle autorità iraniane in merito agli attacchi segnalati

Trump: "Nel mio accordo si parla approfonditamente di nucleare"

"La Cnn, fonte di fake news, ha affermato oggi come al solito che il mio accordo sul nucleare iraniano non parla di nucleare, quando in realtà afferma, molto chiaramente, che l'Iran non avrà armi nucleari. Prosegue poi, in modo molto dettagliato e approfondito, discutendo vari altri aspetti del nucleare. In effetti, è proprio questo il tema principale dell'accordo". Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.    "La Cnn, e tanti altri media che diffondono fake news, è un disastro con ascolti bassissimi. Anche con una nuova proprietà, è improbabile che le cose migliorino mai".

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