Guerra Iran USA, Trump sente Netanyahu: “Nessuna fretta, Teheran vuole accordo”. LIVE
Dopo un colloquio telefonico con Netanyahu, Trump prende tempo sull'Iran: 'Teheran vuole arrivare a un accordo, vedremo di cosa si tratterà. Non abbiamo fretta. Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti. Guardiamo al sito nucleare di Pickaxe Mountain". La Guida Suprema dell'Iran Khamenei mette in guardia gli Usa dal riprendere gli attacchi dopo le indiscrezioni dei media: ha dato ordini per una risposta immediata e 'senza restrizioni geografiche' a qualsiasi minaccia nemica
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Dopo un colloquio telefonico con Netanyahu, Trump prende tempo sull'Iran: 'Teheran vuole arrivare a un accordo, vedremo di cosa si tratterà. Non abbiamo fretta. Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti. Guardiamo al sito nucleare di Pickaxe Mountain". La Guida Suprema dell'Iran Khamenei mette in guardia gli Usa dal riprendere gli attacchi dopo le indiscrezioni dei media secondo le quali il presidente Usa avrebbe già avvisato gli alleati del Golfo sulla ripresa della guerra contro il regime il giorno dopo le elezioni di midterm. Khamenei ha dato ordini per una risposta immediata e 'senza restrizioni geografiche' a qualsiasi minaccia nemica.
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Dal Golfo Persico si esporta più petrolio che da prima della guerra: ecco perché
Le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico hanno superato i livelli precedenti allo scoppio del conflitto, attraverso un sistema di trasporto marittimo improvvisato che opera sotto la protezione degli Stati Uniti. Questo meccanismo sta consentendo alle petroliere di continuare a transitare nello Stretto di Hormuz nonostante gli attacchi dell'Iran. Secondo i dati della società di monitoraggio navale Kpler, i flussi di petrolio in Medio Oriente hanno raggiunto una media di oltre 24 milioni di barili al giorno nella settimana terminata il 18 ottobre, superando i livelli prebellici di 23,3 milioni. Attraverso Hormuz sono transitati circa 14 milioni di barili al giorno, pari all'82% dei livelli prebellici.
Dal Golfo Persico esce più petrolio che da prima della guerra: perché
Vai al contenutoDoha: "Petroliera del Qatar attaccata e colpita nel Golfo venerdì"
Una petroliera qatariota è stata attaccata "mentre transitava nelle acque del Golfo; lo ha reso noto domenica l'agenzia di stampa statale del Paese. L'attacco, avvenuto venerdì sera, ha colpito la nave per il trasporto di gas naturale liquefatto "Al Mayeda", appartenente alla Qatar Gas Transport Company, secondo quanto riferito dalla Qatar News Agency. Forse si tratta di una delle quattro petroliere che l'Iran afferma essere state colpite negli ultimi giorni. Secondo quest'ultima, nessuno dei membri dell'equipaggio ha riportato ferite, l'attacco non ha avuto alcun impatto ambientale e l'imbarcazione si trova in "condizioni di sicurezza" ed è pienamente operativa. Il Qatar, che svolge un ruolo di mediazione nel conflitto, ha intensificato negli ultimi giorni gli sforzi diplomatici nel tentativo di riavviare i negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Israele, opposizione: "Netanyahu non ha sostegno per raid Iran"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non gode della fiducia necessaria nel Paese per lanciare una nuova offensiva contro l'Iran, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe allo studio insieme agli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il leader del partito di opposizione israeliano dei Democratici, Yair Golan, mettendo in guardia dal rischio di una nuova escalation militare. "Aumentano le possibilità di un nuovo conflitto con l'Iran. Siamo arrivati a una situazione di scontri ricorrenti con Teheran. Questa e' la misura del fallimento di Netanyahu", ha scritto Golan su X. "Vi avverto: Netanyahu non gode della fiducia pubblica necessaria per gestire un conflitto di questo tipo. Non ha nemmeno la legittimità morale, né le capacità di base", ha aggiunto il leader dell'opposizione, il cui partito ha conquistato otto seggi nelle elezioni di martedì scorso. Golan ha inoltre sostenuto che "la sicurezza di Israele" non può trasformarsi in "uno strumento nella lotta per la sopravvivenza politica di Netanyahu", chiedendo la formazione di "un governo alternativo il prima possibile". Le dichiarazioni arrivano mentre, secondo quanto riferito da media statunitensi come Axios e New York Times, Washington e Israele starebbero preparando una possibile nuova offensiva contro l'Iran dopo le elezioni americane di metà mandato del 3 novembre. Tra gli obiettivi ipotizzati figurerebbero dirigenti iraniani e infrastrutture energetiche e nucleari. Parallelamente proseguono gli sforzi diplomatici per cercare una soluzione al conflitto. Una delegazione iraniana è arrivata ieri a Doha per continuare le consultazioni sulle condizioni poste da Teheran per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti, secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha intanto precisato che il presidente Donald Trump "non ha preso una decisione" sull'eventuale ripresa degli attacchi militari su larga scala contro l'Iran.
Media: "Lista araba Israele propone sostegno a coalizione dall'esterno"
In Israele il deputato della Joint List di partiti arabi (che ha 11 dei seggi su 19 totali raccolti dalle liste arabe nelle elezioni di martedì scorso) Ahmad Tibi, ha affermato che il suo partito non entrerà nella coalizione alternativa, "per facilitarne la formazione", ma che la sosterrà dall'esterno, voterà contro un'eventuale mozione di sfiducia costruttiva del Likud e contro lo scioglimento della Knesset, in cambio di un impegno a rispondere ad alcune esigenze della società araba isreliana. Lo scrive il Jerusalem Post. "Non faremo parte del governo", ha detto in un'intervista tv ieri sera, sottolineando che lui e i suoi compagni di partito vogliono rendere il processo di coalizione "più semplice, non più difficile". Ha osservato che la Lista Unita sostiene la sostituzione del Presidente della Knesset Amir Ohana e che voterà contro qualsiasi mozione di sfiducia costruttiva del Likud contro un potenziale governo. Tibi ha aggiunto che non presenterà alcun disegno di legge per sciogliere la Knesset e sosterrà la coalizione dall'esterno in cambio di alcuni accordi, anche sui temi della lotta alla criminalità nel mondo arabo e del riconoscimento dei villaggi beduini.
Deputato Iran: "Ordine di Khamenei su risposta a Usa è vincolante e definitivo"
"Risponderemo a qualsiasi minaccia immediatamente e con una forza maggiore che mai; non avremo limitazioni né geografiche né riguardo agli obiettivi da colpire", ha dichiarato oggi su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento. "L'ordine impartito ieri dalla Guida Mojtaba Khamenei ai comandanti militari è definitivo e vincolante", ha aggiunto, sottolineando: "Senza dubbio, saremo noi a determinare la fine della guerra, non i soggetti già sconfitti nei conflitti di 12 e 40 giorni".
Iran, metaniera del Qatar attaccata nel Golfo: nessun ferito
Una metaniera del Qatar è stata attaccata con "oggetti non identificati" mentre navigava nelle acque del Golfo. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Qatar News Agency (Qna), precisando che l'incidente è avvenuto venerdì sera e ha coinvolto la nave Al Mayeda, appartenente alla Qatar Gas Transport Company. Secondo quanto comunicato dalla compagnia, nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito e l'attacco non ha provocato conseguenze ambientali. La nave si trova in condizioni di sicurezza ed è ancora operativa.
Cisgiordania, cinque attiviste italiane fermate: la Farnesina chiede il rilascio
Le connazionali si trovavano nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, per accompagnare agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive
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Vai al contenutoElezioni Israele, Commissione elettorale: inchiesta su presunte interferenze dal Qatar
Nell'altro filone di indagine, 7 arresti per presunta corruzione elettorale nel sud del Paese
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Vai al contenutoIran: "Marina e Aeronautica britanniche sono organizzazioni terroristiche"
L'Iran ha annunciato di aver designato la Marina militare e l'Aeronautica del Regno Unito come organizzazioni terroristiche, classificando inoltre il servizio di intelligence estero britannico MI6 come "gruppo ostile". Il ministero degli Esteri iraniano ha spiegato in un comunicato che la decisione rappresenta una "risposta alle azioni ostili del governo britannico contro la Repubblica islamica dell'Iran nell'ultimo anno, compresa la partecipazione alla guerra imposta dagli Stati Uniti e dal sionismo contro l'Iran".
Iran: Marina e Aeronautica Gb "organizzazioni terroristiche"
L'Iran ha annunciato di aver designato la Marina militare e l'Aeronautica del Regno Unito come organizzazioni terroristiche, classificando inoltre il servizio di intelligence estero britannico MI6 come "gruppo ostile". Il ministero degli Esteri iraniano ha spiegato in un comunicato che la decisione rappresenta una "risposta alle azioni ostili del governo britannico contro la Repubblica islamica dell'Iran nell'ultimo anno, compresa la partecipazione alla guerra imposta dagli Stati Uniti e dal sionismo contro l'Iran".
Wsj, Trump sente Netanyahu mentre valuta attacco a Iran
Il presidente statunitense Donald Trump ha appena concluso una telefonata con il leader israeliano Benjamin Netanyahu. Lo rende noto il Wall Street Journal, sottolineando che la conversazione si e' svolta sullo sfondo dei preparativi statunitensi per rinnovare gli attacchi contro l'Iran.
Teheran annuncia "contromisure" nei confronti di Londra
Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato di aver inserito la Marina e l'Aeronautica britannica in una lista di organizzazioni "terroristiche" e il servizio di intelligence estera, l'MI6, in una lista di "gruppi ostili". Il ministero ha descritto la sua decisione come una risposta alle azioni intraprese dalla Gran Bretagna nell'ultimo anno, tra cui la cooperazione militare con gli Stati Uniti e Israele nella guerra contro il regime e l'inclusione delle Guardie Rivoluzionarie nella legge britannica sulle minacce statali.
Trump, nessuna fretta, 1-2 siti di cui ancora occuparci
L'Iran "non avra' mai armi nucleari. Vogliono fare un accordo". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump partecipandoo a un evento di Halloween nella sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida. Quando gli e' stato chiesto come stessero andando le trattative, ha risposto: "Ok, ma non sono molto affidabili. Fanno un accordo e poi si tirano indietro. Vedremo se fanno un accordo. Noi non abbiamo fretta perche' abbiamo distrutto la loro marina, l'aeronautica, i sistemi antiaerei, le capacita' produttive e persino le loro armi nucleari", ha aggiunto Trump, spiegando che ci sono "ancora uno o due siti (nucleari, ndr) di cui occuparci - ma possiamo farlo in 10 minuti e abbiamo un piano."