Le connazionali si trovavano nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, per accompagnare agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive
Il ministero degli Esteri si è attivato per ottenere informazioni sul fermo di alcune attiviste italiane nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, mentre accompagnavano agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Le connazionali sono state fermate oggi dalle Forze di difesa israeliane insieme ad altri attivisti internazionali. Ieri era arrivata notizia di un analogo provvedimento preso nei confronti di altri attivisti internazionali, tra i quali due connazionali, Manuel e Alberto Tartarotti, poi espulsi dal Paese. Non appena informati dell'accaduto, l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme sono entrati in contatto con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione delle connazionali. La Farnesina al momento ha ottenuto conferma che le italiane si trovano presso una stazione di polizia.
Conferma delle autorità israeliane
Le autorità israeliane confermano la presenza di 4 cittadine italiane, aggiunge il ministero degli Esteri. L'Ambasciata a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme, in stretto raccordo con la Farnesina, continuano a seguire la vicenda in costante contatto con le autorità israeliane per favorire una pronta risoluzione della vicenda.
La polizia israeliana: "Presto saranno espulsi"
In una nota, la polizia israeliana afferma che "gli attivisti stranieri fermati", tra i quali dovrebbero esserci anche le quattro italiane, "sono in procinto di essere espulsi immediatamente da Israele". Per la polizia, gli attivisti "hanno violato la legge e si sono nascosti dietro la raccolta delle olive. Sono entrati senza coordinamento in una zona militare chiusa, rifiutando gli ordini dell'Idf: la polizia ha fermato 11 attivisti stranieri e un palestinese a Hebron". La nota prosegue accusando: "Alcuni di loro sono coinvolti nella promozione del terrorismo, l'esaltazione di attentatori e in attività di organizzazioni ostili a Israele".
La nota della Farnesina
"Non appena informati dell'accaduto, l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme sono entrati in contatto con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione delle connazionali. La Farnesina al momento ha ottenuto conferma che le italiane si trovano presso una stazione di polizia", ha reso noto il ministero degli Esteri, confermando la presenza di 4 cittadine italiane nel gruppo di attivisti internazionali fermati oggi.
Un'altra operazione il giorno prima
Il 21 ottobre, un'operazione su vasta scala dell'Idf aveva portato al blocco e al fermo di circa 90 volontari, tra cui anche il candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti Brad Lander, successivamente rilasciato insieme a decine di altri attivisti sotto severe restrizioni di movimento. Nelle stesse ore sono stati trattenuti e poi formalmente espulsi i due italiani, un padre e un figlio originari di Bolzano, Manuel e Alberto Tartarotti, di 35 e 67 anni. I due erano arrivati in Cisgiordania per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta nei campi. Dopo essere stati detenuti per ore dalla polizia israeliana sono stati espulsi dal Paese con il divieto di rientro in Israele per i prossimi dieci anni. La raccolta delle olive in Cisgiordania rappresenta da sempre un momento cruciale e ad altissimo rischio di incidenti. Nelle ultime settimane si è registrata un'impennata di attacchi condotti da gruppi di coloni estremisti, culminati lo scorso fine settimana nel ferimento di una fotoreporter del Wall Street Journal e nell'assalto ad alcune auto diplomatiche europee.