Secondo Ynet, l’Idf ha usato oltre 1.100 tonnellate di esplosivo per demolire tunnel sul crinale di Ali Taher. L'Iran ha dichiarato di aver attaccato mercoledì oltre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, provocando un'impennata dei prezzi del petrolio. Teheran ha giustificato la sua intenzione citando gli attacchi statunitensi di martedì contro cinque petroliere iraniane. Houthi: "La navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb resta sicura e regolare"
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L'Idf ha utilizzato "più di 1.100 tonnellate di esplosivo" per le esplosioni nei tunnel sul crinale di Ali Taher, nel sud del Libano, dove afferma di aver demolito importanti infrastrutture sotterranee di Hezbollah: lo riferisce il sito israeliano Ynet. L'esplosione, secondo il sito, è stata di tale violenza che il Centro sismologico euro-mediterraneo, organizzazione non governativa, ha segnalato un terremoto di magnitudo 4.1.
L'Iran ha dichiarato di aver attaccato nella giornata di mercoledì oltre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, provocando un'impennata dei prezzi del petrolio, e minacciato l'imminente estensione dell'area soggetta ad autorizzazione per la navigazione. Teheran ha giustificato tale intenzione citando gli attacchi statunitensi di martedì contro cinque petroliere iraniane.
Il portavoce degli Houthi yemeniti, Mohammed Abdulsalam, ha dichiarato che la navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab rimangono sicuri e regolari, mentre i combattimenti contro le forze governative sostenute da Riad si sono intensificati. Dopo aver preso il controllo della città portuale strategica di Mokha, i ribelli Houthi hanno conquistato anche l'isola di Zuqar, nel Mar Rosso meridionale, grazie ad "attacchi missilistici e a un assalto via terra condotto utilizzando imbarcazioni per il trasporto di combattenti". Nuovi attacchi aerei sauditi nell’ovest dello Yemen, dopo che i combattenti filo-iraniani hanno preso il controllo di una città strategica sul Mar Rosso.
L'Iran ha ripreso la produzione di missili balistici usando i componenti a disposizione nelle sue scorte e operando in strutture sotterranee. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari americani, secono i quali Teheran sta assemblando sia missili a propellente liquido che solido partendo da componenti che aveva a disposizione prima della guerra.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
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- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Guerra Iran, Ft: 'Lunedì vertice su Hormuz fra Paesi Golfo e Teheran'
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Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato il governo di "chiudere gli occhi" davanti alla "pulizia etnica" in corso nei territori palestinesi occupati. Altri 11 Paesi in una dichiarazione congiunta hanno annunciato che intendono applicare sanzioni agli scambi commerciali con quei territori. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar: "Affermazioni scandalose e false, tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale". Chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est.
Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Vai al contenuto'Gli attacchi aerei Usa contro gli Houthi hanno ucciso 213 civili'
Gli attacchi aerei Usa contro i militanti Houthi dello Yemen dalla fine del 2023 alla metà del 2025 hanno ucciso 213 civili, secondo un rapporto pubblicato dal Costs of War Project della Brown University. La maggior parte delle vittime, 208 morti e 341 feriti, si sono verificate nel secondo mandato del presidente Donald Trump, mentre la sua amministrazione ha cominciato a combattere il gruppo yemenita sostenuto dall'Iran, ha riferito il New York Times. Il Pentagono non ha riconosciuto pubblicamente la morte di civili negli attacchi del 2024, ma ha riferito di aver ucciso 153 civili e ferito 243 nello Yemen nel 2025. Nell'ottobre del 2023, il presidente Joseph Biden ordinò attacchi aerei di ritorsione nello Yemen dopo l'attacco dei combattenti Houthi contro un cacciatorpediniere della Marina Usa nel Mar Rosso, e di nuovo a gennaio del 2024 dopo che missili e droni Houthi avevano preso di mira navi civili nella regione.
Iran: sanzioni Usa contro Kataib Hezbollah
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro Kataib Hezbollah, l'organizzazione responsabile del rapimento, tra gli altri, della ricercatrice israeliana Elizabeth Tsurkov, nonche' contro Hezbollah e le sue reti di finanziamento. Secondo un comunicato del Dipartimento di Stato, la misura mira ai meccanismi di finanziamento della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie, che ha sfruttato reti commerciali in Iraq, negli Emirati Arabi Uniti, in Turchia e in Libano per eludere le sanzioni e finanziare il terrorismo. L'amministrazione ha sottolineato che Kataib Hezbollah ha aumentato la minaccia per gli obiettivi americani, pianificando attacchi contro istituzioni ebraiche negli Stati Uniti. "Continueremo a lavorare per isolare i gruppi terroristici affiliati all'Iran e tagliare le loro linee di finanziamento vitali", si legge nel comunicato
Attaccate due navi a Hormuz, una è in fiamme
L'Agenzia britannica per le operazioni marittime commerciali (UKMTO) ha riferito di aver ricevuto informazioni su due navi attaccate nello Stretto di Hormuz, a circa 6,5 chilometri a ovest della città di Khasab, in Oman. Secondo l'agenzia, l'equipaggio di un'altra nave ha riferito di aver visto quattro missili non identificati colpire le due imbarcazioni. Su una delle due è scoppiato un incendio, mentre le condizioni dell'altra sono sconosciute.
Cnn, '100-200 consiglieri militari Usa in Arabia Saudita contro gli Houthi'
Gli Stati Uniti stanno fornendo all'Arabia Saudita supporto nella campagna militare contro gli Houthi, sostenuti dall'Iran. Nel complesso, tra i 100 e i 200 consiglieri militari americani si trovano attualmente nel Paese alleato per dare aiuto in tempo reale in materia di intelligence, individuazione degli obiettivi e dati geospaziali contro gli Houthi, nello Yemen, segnando una significativa escalation del coinvolgimento Usa in un confronto sempre più acceso. L'assistenza rientra nell'ambito del comando congiunto di recente costituzione e rappresenta un'estensione della cooperazione esistente tra i due Paesi. Tuttavia, gli Usa non partecipano direttamente agli attacchi e stanno limitando il sostegno a garantire che le operazioni saudite si svolgano in modo fluido e professionale. Il sostegno statunitense giunge in un momento caratterizzato dai recenti avanzamenti degli Houthi nella penisola: negli ultimi giorni, i combattimenti hanno raggiunto l'intensità massima dal 2022, anno in cui era stata raggiunta una fragile tregua tra Houthi e il governo yemenita sostenuto da Riad, ma da allora il Paese è rimasto di fatto diviso in due.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente, crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58% si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e terrorismo.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
Vai al contenutoQuattro proiettili colpiscono due navi vicino a costa dell'Oman
Quattro proiettili non identificati hanno colpito due navi a circa quattro miglia nautiche a ovest di Khasab, città nel nord dell'Oman che si affaccia sullo Stretto di Hormuz. Lo riferisce la United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), l'organismo britannico che monitora la sicurezza del traffico marittimo. Una delle due navi è stata colpita e ha preso fuoco, mentre non sono al momento disponibili informazioni sulle condizioni della seconda imbarcazione.
Iran: colloquio telefonico tra Araghchi e comandante dell'esercito pakistano
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il comandante dell'esercito pakistano, generale Qamar Javed Bajwa. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran. Durante la telefonata, i due hanno discusso degli ultimi sviluppi nella regione, soffermandosi sull'aumento delle tensioni e dell'insicurezza e sulle possibili conseguenze per la pace e la stabilità dell'area. Araghchi e Bajwa hanno sottolineato la necessità di mantenere alta la vigilanza e di rafforzare il coordinamento tra i Paesi della regione per affrontare la situazione. I due hanno inoltre ribadito l'importanza di una maggiore cooperazione per contribuire a garantire pace e sicurezza durature.
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
Vai al contenutoIran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Taraneh e Romina Rahimi, gemelle di 19 anni, furono prelevate nel cuore della notte da uomini mascherati mentre dormivano nelle loro camere. Frequentavano la scuola superiore e avevano partecipato solo a una manifestazione a Isfahan durante le proteste antigovernative di gennaio.
Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Vai al contenutoWafa: due morti in raid israeliani nella zona di Khan Younis a Gaza
Due persone sono morte nella Striscia di Gaza a causa di due diversi raid attribuiti a Israele avvenuti nell'area di Khan Yunis: lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. La stessa fonte precisa che, in un caso, un drone ha colpito un veicolo a nord della località, uccidendo una persona e ferendone alcune altre. Un secondo raid è avvenuto nella zona di Al-Qarara, sempre nell'area di Khan Yunis: in questo caso, una persona è inizialmente rimasta ferita e poi è deceduta.
Yemen, media: "Consiglieri Usa aiutano sauditi contro Houthi"
Secondo alcune fonti, consiglieri militari statunitensi sarebbero presenti in Arabia Saudita e starebbero assistendo il Paese del Golfo nei suoi attacchi contro i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran. Secondo la CNN, che cita cinque fonti a conoscenza dell'operazione, circa 100 militari americani si trovano nel Paese e prendono parte alle operazioni. La notizia afferma che gli Stati Uniti stanno condividendo informazioni di intelligence e un programma di intelligenza artificiale per l'individuazione di obiettivi con Riad, ma non partecipano direttamente ad alcun attacco.
Libano, media: "Colloqui con Israele prossima settimana a Roma"
Il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti, si terra' a Roma la prossima settimana. Lo riferisce un funzionario israeliano al 'Times of Israel'. I colloqui dureranno due giorni, ma non e' ancora stato deciso se inizieranno martedi' o mercoledi', ha dichiarato il funzionario. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato ai giornalisti che Washington sta monitorando attentamente "le richieste provenienti dal Libano meridionale, dove la popolazione chiede al proprio governo di affermare la sovranita' e di impedire a Hezbollah di sparare e di immagazzinare armi nelle loro comunita'". "Applaudiamo queste comunita' e sosteniamo la disponibilita' del governo libanese ad accogliere le loro richieste", prosegue il funzionario. "Esortiamo il governo libanese a formulare un piano di disarmo per tutto il territorio libanese, come previsto dall'Accordo Trilaterale", ha dichiarato il funzionario statunitense.
Iran, Ghalibaf: "Amministrazione Trump guadagna su petrolio?"
Il Presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha pubblicato su X un grafico che illustra quello che descrive sarcasticamente come il piano di Washington per contenere i prezzi del petrolio. Il grafico evidenzia una serie di misure che, secondo le previsioni di Ghalibaf, l'amministrazione Trump adottera' per abbassare il prezzo del petrolio. Una delle fasi prevede che funzionari dell'amministrazione Trump scommettano sul calo dei prezzi del petrolio prima che il governo rilasci le scorte dalle sue riserve strategiche. La previsione sembra insinuare che membri dell'amministrazione Trump si stiano dedicando al cosiddetto "insider trading", che e' illegale negli Stati Uniti in determinate circostanze. Il grafico prevede inoltre che Trump affermera' falsamente che sono in corso colloqui di pace, nel tentativo di abbassare i prezzi del petrolio, prima di inviare emissari per avviare negoziati inesistenti.
Petrolio, a Wall Street Wti sopra 102 dollari: Brent oltre 107
Il prezzo del petrolio torna a correre sui mercati americani, con il Wti che supera i 102 dollari al barile e il Brent oltre quota 107 dollari, ai massimi da maggio. Il rialzo è alimentato dall'escalation del conflitto in Medio Oriente e dai timori per nuove interruzioni dei flussi di greggio. Il West Texas Intermediate con consegna a ottobre ha chiuso a 102,48 dollari al barile, in rialzo del 6,69%, mentre il Brent è salito del 6,34% a 107,63 dollari. Per entrambi i benchmark si tratta del maggiore rialzo in quasi due mesi. A pesare sulle quotazioni sono soprattutto le crescenti tensioni nell'area del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz, dove nelle ultime ore si sono intensificati gli attacchi alle navi. La presa del porto yemenita di Mocha da parte degli Houthi alimenta inoltre i timori per la sicurezza delle rotte attraverso il Mar Rosso e Bab el-Mandeb.
Libano: da distruzione tunnel Hezbollah scossa magnitudo 4,1
Una scossa di magnitudo 4,1 e' stata registrata nel sud del Libano dall'agenzia sismologica americana (USGS) dopo che l'esercito israeliano aveva annunciato di aver fatto esplodere dei tunnel del movimento pro-iraniano Hezbollah. L'esplosione e' stata sentita dai giornalisti dell'AFP in Libano, e le immagini diffuse dal ministro della Difesa israeliano mostravano una palla di fuoco che si alzava nel cielo.
Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli
A sei mesi dall’inizio della guerra, Usa e Iran sono intrappolati nell'immobilismo: Washington non può permettersi un’escalation, ma la diplomazia è ferma. E con Oman e Qatar da soli nelle trattative dirette con l'Iran, cresce l'isolamento di Washington nella regione.
Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli
Vai al contenutoDelegazione israeliana al Cairo per colloqui su Gaza
Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata questa sera al Cairo a bordo di un aereo privato proveniente da Tel Aviv, per una breve visita in Egitto. Nel corso della missione - riferiscono fonti dell'aeroporto - la delegazione esaminerà la situazione alle frontiere tra Israele ed Egitto e gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza alla luce del piano del presidente Trump. La delegazione, composta da 11 alti funzionari, riferisce la stessa fonte - incontrerà diversi alti funzionari e personalità. Si parlerà anche delle attività del Consiglio per la pace e dei dossier relativi all'amministrazione della Striscia, senza trascurare gli sviluppi regionali, in particolare nel Golfo e nel Mar Rosso.
Petrolio: chiude in netto rialzo (+6%), Brent 107 dlr Wti 101
Il prezzo del petrolio chiude in netto rialzo al Nymex di New York, sulla spinta delle nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran che coinvolgono tutto il Medio Oriente. Al termine delle contrattazioni il Brent viene scambiato a 107,3 dollari al barile (+6,11%) mentre il Wti a 101,2 (+6,41%).
Libano, Netanyahu: "Abbiamo distrutto tunnel di Hezbollah"
"In conformita' con la direttiva del Primo Ministro e del Ministro della Difesa, le IDF hanno ora distrutto l'infrastruttura sotterranea dell'organizzazione terroristica Hezbollah nella cresta di Ali Taher, completando cosi' il consolidamento della zona di sicurezza nel Libano meridionale. Si trattava di un'infrastruttura terroristica strategica costruita in oltre due decenni, con finanziamenti e pianificazione iraniani. L'infrastruttura terroristica e il centro di comando sulla cresta erano progettati per fungere da base di lancio per la conquista della Galilea, e godevano di un dominio di osservazione e fuoco su Metula e Kiryat Shmona". Lo affermano, con una dichiarazione congiunta, il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il Ministro della Difesa, Israel Katz. "La loro distruzione - proseguono Netanyahu e Katz - completa il raggiungimento del controllo operativo sulla cresta di Ali Taher, sia sopra sia sotto terra. Le forze IDF si stanno schierando per la difesa nell'area e per impedire alle forze nemiche di tornare sul territorio. Le IDF rimarranno nella zona di sicurezza e continueranno a distruggere l'infrastruttura terroristica e a sventare qualsiasi tentativo da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah di riorganizzarsi e ripristinare le sue capacita'. Lo Stato di Israele continuera' a difendere le comunita' settentrionali dal Libano, e qualsiasi tentativo di danneggiare i nostri cittadini e le nostre forze sara' affrontato con forza".
Idf: "Eliminato comandante Hamas a Khan Younis"
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno eliminato un comandante di Hamas con il grado di comandante di compagnia nella zona di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L'agenzia di stampa palestinese Shehab ha riferito che un condominio residenziale e' stato colpito nella zona di Hamad, nella parte settentrionale di Khan Younis.
Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto
Ad oltre sei mesi dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran, i consumatori continuano a fronteggiare una raffica di rincari, a partire dai prodotti energetici con i prezzi di benzina, diesel e gas in costante aumento. Come per le sorti del conflitto, anche sul fronte dei costi aggiuntivi causati dal blocco dello Stretto di Hormuz non si riesce a intravedere, al momento, una fine. Ecco un bilancio.
Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto
Vai al contenutoIsraele: "Distrutte le infrastrutture sotterranee di Hezbollah nel sud del Libano"
Israele ha annunciato di aver completato la demolizione di una rete di infrastrutture sotterranee costruite da Hezbollah sulla cresta strategica di Ali al-Taher, nel Libano meridionale. In una nota congiunta, il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno definito quelle strutture "infrastrutture terroristiche strategiche costruite nell'arco di due decenni, con finanziamenti e pianificazione iraniani". La loro distruzione, si legge ancora, "completa l'acquisizione del controllo operativo sulla cresta di Ali al-Taher, sia in superficie che nel sottosuolo". Nelle stesse ore, reporter dell'Afp hanno riferito di aver udito forti esplosioni nel sud del Paese.
Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz
Secondo un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), tra marzo e agosto 2026 a livello globale la crisi ha fatto aumentare di oltre 282 miliardi di euro la spesa per le importazioni di combustibili fossili. Lo shock è stato particolarmente impattante perché non ha riguardato soltanto il petrolio.
Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz
Vai al contenutoPerché in Yemen rischiamo una nuova fase del conflitto
Non solo ostilità incrociate tra Yemen e Arabia Saudita: il Paese rischia di diventare un campo di battaglia per procura. La prospettiva di una saldatura con la guerra in Iran si delinea tra gli scenari e non sarebbe una buona notizia per nessuna delle parti in causa.
Perché in Yemen rischiamo una nuova fase del conflitto
Vai al contenutoLibano, media: "Idf pronto a demolire tunnel di Hezbollah nel sud"
L'IDF si appresta a demolire, questa notte, un'importante rete di tunnel di Hezbollah situata sotto la cresta di Ali Taher, nel Libano meridionale, lo scrive il Times of Israel. Le autorita' locali hanno informato i residenti del nord di Israele che nelle prossime ore potrebbero udirsi delle esplosioni. Una nota del Consiglio regionale dell'Alta Galilea riferisce che l'IDF condurra' una "serie di attacchi ed esplosioni controllate in Libano", i cui effetti sonori saranno percepibili in tutta la regione. L'IDF si stava preparando a far saltare in aria i tunnel della cresta di Ali Taher dopo aver sgomberato il sito sotterraneo dagli operativi di Hezbollah nelle scorse settimane. L'Iran avrebbe avvertito gli Stati Uniti che avrebbe risposto a qualsiasi offensiva israeliana contro la struttura di Hezbollah sotto la collina; tale avvertimento e' giunto tuttavia dopo che l'IDF aveva gia' conquistato e bonificato il sito.
Iran, Guardie Rivoluzione: "Colpito drone navale Usa"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che la propria marina ha preso di mira un'imbarcazione di superficie statunitense senza equipaggio nello Stretto di Hormuz. "La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha preso di mira un'imbarcazione di superficie senza equipaggio del tipo Saildrone Explorer nell'area dello Stretto di Hormuz", si legge in una nota diffusa dal loro organo di informazione Sepah con il titolo "Distruzione di un Saildrone statunitense nello Stretto di Hormuz".
Hormuz, probabili chiazze idrocarburi nei pressi dello Stretto
Recenti immagini satellitari mostrano probabili chiazze di idrocarburi vicino allo Stretto di Ormuz in seguito ad attacchi statunitensi contro petroliere accusate di avere legami con i Guardiani della Rivoluzione iraniani. Uno scatto del programma europeo Copernicus, effettuato ieri, mostra scie brunastre sulla superficie dell'acqua a una ventina di chilometri dalle coste iraniane, a est di questo passaggio strategico strettamente sorvegliato da Teheran sin dall'inizio della guerra. Un'immagine Copernicus della stessa zona, scattata oggi, evidenzia macchie sinuose di lunghezza simile. Si tratta molto probabilmente di chiazze di idrocarburi in un'area vicina a barriere coralline e a siti inclusi nella lista Ramsar delle zone umide di importanza internazionale. Le sole immagini satellitari non sono sufficienti a determinare con certezza la presenza di idrocarburi, ne' la loro origine precisa.
Libano, tv Israele: "Nuovo round negoziati a Roma il 15 e 16 settembre"
Israele e Libano terranno un nuovo round di negoziati martedì e mercoledì prossimi a Roma. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan, secondo cui i colloqui si concentreranno, tra l'altro, sulla creazione di una forza incaricata di verificare che alcune aree pilota individuate siano state liberate dalla presenza di Hezbollah. I negoziati si svolgeranno in un clima di tensione, dopo le recenti operazioni israeliane nell'area di Ali Taher. Israele si oppone alla partecipazione di Francia e Regno Unito alla forza di verifica, mentre gli Stati Uniti spingono per ampliare le aree che dovrebbero essere affidate all'esercito libanese.
Iran, Netanyahu: "Trump sostiene stia riprovando a dotarsi armi nucleari, è vero"
"Ve lo prometto qui, al Muro del Pianto, prima di Rosh Hashanah: finché sarò Primo Ministro, l’Iran non avrà armi nucleari". Ad affermarlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Il presidente Trump - ha dichiarato - ha annunciato questa sera che l’Iran sta cercando di ridotarsi di armi nucleari. È vero. Dopo che abbiamo distrutto la loro capacità immediata di produrre bombe nucleari, ci stanno riprovando". "Allo stesso tempo - ha aggiunto - stiamo colpendo l’asse iraniano, non solo nella Striscia di Gaza, dove è molto difficile, ma anche in Libano. Abbiamo distrutto la catena montuosa di Bofor e ora ci stiamo occupando della collina strategica di Al-Tahir".
Iran, Pasdaran: "Neutralizzato drone marino Usa"
La tv statale iraniana afferma che un drone marino statunitense è stato attaccato nello Stretto di Hormuz. "Nei giorni scorsi, l'esercito americano ha schierato imbarcazioni senza equipaggio nello stretto, temendo un avvicinamento e uno scontro con i combattenti", si legge nella dichiarazione. "Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie l'hanno colpita e neutralizzata, vanificandone cosi' la missione. Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie dichiarano: lo Stretto di Hormuz e' sotto il nostro controllo e monitoraggio di intelligence e qualsiasi presenza ostile in questo stretto strategico diventera' un obiettivo".
Yemen, Tajani: "L'Italia condanna gli attacchi Houthi"
"L'Italia condanna con la massima fermezza gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita e contro il Governo legittimo yemenita. Il Governo italiano esprime solidarieta' alle popolazioni colpite e ribadisce l'urgenza di porre fine alle ostilita'. La liberta' e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb devono essere preservate. L'Italia, anche attraverso EUNAVFOR Aspides, continuera' a fare la propria parte per salvaguardare la liberta' di navigazione e contribuire alla sicurezza marittima e alla stabilita' della regione". Lo scrive il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Libano, 4.383 morti dal 2 marzo a causa attacchi Israele
Secondo l'agenzia di stampa statale libanese NNA, il Ministero della Salute pubblica libanese afferma che gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 4.383 persone in Libano dal 2 marzo. Secondo l'agenzia NNA, il bilancio aggiornato delle vittime comprende anche 12.406 persone rimaste ferite negli attentati. Israele ha continuato a condurre attacchi in alcune zone del Libano meridionale, nonostante l'accordo quadro raggiunto tra Israele e Libano a giugno.
Gas: prezzo Ttf chiude a 81,6 euro/MWh, al top da fine 2022
Il prezzo del gas al Ttf chiude in rialzo (+3%) a 81,6 euro al megawattora, al top da dicembre 2022. Gli investitori osservano con crescenti preoccupazioni le prospettive di approvvigionamento di gas in Medio Oriente. Le scorte di gas europee per il prossimo inverno rimangono al di sotto dei livelli consueti di questo periodo, sono al 66,5%, poiche' l'escalation degli attacchi in Medio Oriente continua a interrompere le spedizioni di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz.
Iran, Trump: "Nessun aereo Usa danneggiato in Giordania"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nega le notizie secondo cui attacchi iraniani avrebbero causato danni ad aerei statunitensi in Giordania questa settimana. "No", risponde Trump a una domanda sui resoconti in un'intervista con NewsNation. E aggiunge: "Nessun danno. Assolutamente niente". Il Presidente degli Stati Uniti afferma inoltre di non sapere se l'Iran "sara' in grado di resistere" alle pressioni economiche statunitensi. "Ma la questione si risolvera' dopo le elezioni. O forse prima. Ma si risolvera' subito dopo le elezioni", afferma, riferendosi alle prossime elezioni di medio termine negli Stati Uniti a novembre. In precedenza, un funzionario statunitense aveva dichiarato a Reuters che questa settimana gli attacchi iraniani avevano danneggiato diversi velivoli militari americani presso la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. Il funzionario, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che l'attacco iraniano ha colpito un A-10 Thunderbolt II, noto come Warthog, danneggiandolo gravemente con un'ala, mentre circa otto F-15 hanno riportato danni lievi e sono stati rimessi in servizio.
Sorella dell'ex leader di Hamas Haniyeh: "Non ho incitato il 7/10, sono analfabeta"
Sabah Haniyeh, sorella di Ismail Haniyeh, capo dell'ufficio politico di Hamas ucciso nel luglio 2024 a Teheran, è comparsa oggi per la prima volta in tribunale in Israele, dove è accusata di incitamento del terrorismo e appartenenza a gruppo terroristico. Lo rendono noto media israeliani, tra cui Ynet. Sabah Haniyeh ha negato di aver incitato l'attacco terroristico condotto da Hamas in Israele il 7 ottobre del 2023, sottolineando di essere "analfabeta" e che i messaggi considerati sospetti, partiti dal suo telefono, sono in realtà stati scritti e inviati da suoi parenti, che avevano avuto accesso al dispositivo.
Wsj: "Iran ha ripreso la produzione di missili balistici"
L'Iran ha ripreso la produzione di missili balistici usando i componenti a disposizione nelle sue scorte e operando in strutture sotterranee. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari americani, secono i quali Teheran sta assemblando sia missili a propellente liquido che solido partendo da componenti che aveva a disposizione prima della guerra.
Yemen, Tajani: "Preservare libertà navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el Mandeb"
"L'Italia condanna con la massima fermezza gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita e contro il Governo legittimo yemenita. Il Governo italiano esprime solidarietà alle popolazioni colpite e ribadisce l'urgenza di porre fine alle ostilità. La libertà e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb devono essere preservate. L'Italia, anche attraverso Eunavfor Aspides, continuerà a fare la propria parte per salvaguardare la libertà di navigazione e contribuire alla sicurezza marittima e alla stabilità della regione". Così su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Egitto: "Intorno a noi una tempesta perfetta ma continueremo a negoziare"
L' Egitto osserva con preoccupazione l'ennesima escalation nella guerra degli Stretti, "una tempesta perfetta" alle porte di casa, ma cionondimeno "continuerà a lavorare per una de-escalation, il dialogo, la stabilità e la pace e il dialogo". Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty durante una conferenza stampa in cui ha fatto il punto sulle crisi che assediano il Paese, dalla Palestina al Sudan, dall Iran allo Yemen, dalla Libia all Etiopia con un contenzioso sull acqua che si fa sempre più acuto. "Ogni volta che stiamo per raggiungere un obiettivo, come recentemente sul disarmo in Palestina, c'è una escalation" ha sottolineato, lasciando intendere che vi sia un filo che collega le crisi nella regione e tornando a invocare il ritiro di Israele da Gaza, dalla Siria, dal Libano. Abdelatty ha poi riaffermato che l Egitto considera ogni attacco a un Paese arabo "un problema di sicurezza nazionale" e di essere in ogni contesto "dalla parte delle istituzioni e per l'unità, la sovranità e l'autodeterminazione". Il Cairo "è in costante coordinamento con gli Stati Uniti e giudica la propria presenza tra i Brics "importante per mantenere la stabilità", mentre dialoga con non una ma varie alleanze tra i Paesi arabi, restando alla finestra nel Patto della Mecca, una sorta di Nato del Golfo promossa da Riad. "La situazione è difficile e nessun Paese è in grado da solo di affrontare le sfide del nostro tempo - ha aggiunto - nella consapevolezza che ogni escalation ha un costo altissimo, soprattutto per i Paesi più poveri". Non solo petrolio ma fertilizzanti, prodotti chimici e di base restano ostaggi di chi blocca gli Stretti di Hormuz e Bab el Mandab mentre l'Africa attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia.
Yemen, nuovi attacchi aerei sauditi nell'ovest del paese
Nuovi attacchi aerei sauditi nell’ovest dello Yemen, dopo che i combattenti filo-iraniani hanno preso il controllo di una città strategica sul Mar Rosso. E' quanto riferisce il canale Al-Masirah, affiliato agli Houthi. "Il nemico saudita ha effettuato dieci attacchi" nella provincia di Taiz, ha riferito l’emittente Al-Masirah, mentre gli Houthi hanno lanciato questa settimana una vasta offensiva contro il regno, confinante con lo Yemen e sostenitore del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale.
Yemen, Houthi: "64 attacchi sauditi in 24 ore"
L'aviazione saudita ha condotto nelle ultime 24 ore 64 raid aerei sulle province di Taiz, Hodeidah, Marib e Al-Jawf in Yemen. Lo ha riferito il portavoce dei ribelli filo-iraniani Houthi, Yahya Saree, precisando che i caccia F15 e Typhoon sauditi sono decollati dalle basi del re Fahd a Taif e del re Khalid a Khamis Mushait.
Rappresentante Israele: "Madrid ci usa come cortina di fumo per crisi Ceuta"
"Non dovrebbe più sorprendermi, ma confesso che mi sono sorpresa quando ho visto che aveva trovato un'altra occasione per dare la colpa a Israele, senza alcun rapporto né prova. E' solo una cortina di fumo nel mezzo di un'emergenza nazionale". Così Dana Erlich, l'incaricata d'affari di Israele in Spagna - e diplomatica di maggiore rango a Madrid dopo il ritiro dei rispettivi ambasciatori - ha respinto ogni coinvolgimento di Israele nella crisi migratoria di Ceuta. E ha criticato il premier Pedro Sanchez per aver accusato Tel Aviv di aver contribuito con la Russia a diffondere sulle reti sociali i tam tam ai migranti ad entrare in massa nell'exclave a fine luglio. In un incontro informativo, dove è stata presentata dall'ex premier spagnolo, José Maria Aznar, Erlich ha ammess che le relazioni tra Madrid e Israele attraversano "un momento critico". Ma Israele continua a considerare la Spagna "un alleato importante, sia storicamente sia per il futuro", distinguendo "tra l'attuale governo e il Paese". La diplomatica ha difeso inoltre la sovranità spagnola su Ceuta e Melilla, pur riconoscendo il Marocco come "un alleato strategico di Israele". Erlich ha sottolineato che i rapporti con Rabat sono stati rafforzati dagli Accordi di Abramo del 2020, ma ha escluso che questa alleanza comporti un minore sostegno a Madrid. "Essere alleati del Marocco non significa dimenticare gli altri alleati", ha sottolineato. Ma ha attaccato la politica di difesa del governo Sanchez: "Purtroppo le decisioni di questo governo mettono a grave rischio la sicurezza degli spagnoli", ha sostenuto. "Non lavorare con Israele nella difesa ha un prezzo per la sicurezza degli spagnoli", ha concluso.
Iran, Grossi (Aiea): "Nuove attività di costruzione a Pickaxe"
Nuove attività di costruzione sono state rilevate nel sito nucleare iraniano di Pickaxe Mountain, vicino all'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz. Lo ha indicato il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, in un'intervista a Bloomberg rilanciata da diversi media tra cui il Jerusalem Post. "Stiamo vedendo attività di costruzione" nel sito, ha dichiarato Grossi, precisando che l'Aiea non ha ancora potuto effettuare un'ispezione diretta alla struttura fortificata e sotterranea. Le immagini satellitari del sito sono state analizzate anche da esperti del Center for Strategic and International Studies (Csis), secondo cui i lavori sembrano essere passati dalla fase di scavo a quella di "costruzione interna" e di "ulteriore rafforzamento esterno" delle strutture. Gli analisti del Csis sottolineano inoltre che, sulla base delle immagini disponibili, il sito "non è ancora in grado di effettuare attività di arricchimento", qualora questo fosse l'obiettivo. La situazione a Pickaxe Mountain assume particolare rilievo alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump, che ha minacciato di poter ordinare a breve un attacco contro il sito. Secondo quanto riportato dalla stampa americana, gli Stati Uniti stanno inoltre sviluppando una nuova munizione anti-bunker destinata a colpire strutture sotterranee ancora più profonde.
Media Houthi: "Sauditi hanno lanciato 10 raid nello Yemen sud-occidentale"
Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno accusato l'Arabia Saudita di aver lanciato attacchi nella provincia sud-occidentale di Taiz, dopo aver conquistato l'importante città di Mocha, sul Mar Rosso. "Il nemico saudita ha lanciato 10 attacchi nel distretto di Dhubab, nella parte occidentale di Taiz", ha affermato il canale televisivo Houthi Al-Masirah.
Houthi: "La navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb resta sicura e regolare"
Il portavoce degli Houthi yemeniti, Mohammed Abdulsalam, ha dichiarato che la navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab rimangono sicuri e regolari, mentre i combattimenti contro le forze governative sostenute da Riad si sono intensificati. In un post su X, Abdulsalam ha affermato che lo Yemen non rappresenta alcuna minaccia per la navigazione e che le operazioni in corso degli Houthi sono di natura difensiva e limitate agli obiettivi già annunciati in precedenza. Ha inoltre dichiarato che le operazioni termineranno una volta cessati gli attacchi contro lo Yemen e revocato il blocco.
Trump: "Se resistono risolveremo dopo elezioni. O prima"
Donald Trump è tornato a mostrare fiducia in una soluzione della guerra in Iran dopo il voto di medio termine negli Stati Uniti, a novembre. "Non so se riusciranno a resistere. Ma si risolvera' dopo le elezioni. O forse prima", ha detto il presidente americano alla televisione NewsNation
Houthi: "Navigazione Bab al-Mandab sicura e regolare"
Il portavoce degli Houthi, Mohammed Abdulsalam, ha riferito su X che "la libertà di navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab, sono sicuri e regolari, e non c'è motivo di alcuna preoccupazione internazionale al riguardo".
Iran: "Stop tariffe per petroliere straniere dirette a suoi porti"
L'Iran ha sospeso una tariffa del 10% precedentemente applicata alle navi straniere che esportano o importano petrolio e gas nel Paese; una decisione presa nel contesto del blocco marittimo imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. "Il vicepresidente per gli Affari Legali (Majid Ansari) ha emesso un ordine per sospendere la riscossione di una tariffa del 10% sui costi di trasporto di prodotti petroliferi liquidi e gas importati ed esportati da flotte marittime non iraniane", ha riferito l'agenzia di stampa Fars. L'organo di informazione iraniano ha dichiarato che l'obiettivo della sospensione della tariffa è "aumentare l'incentivo e la disponibilità delle flotte marittime straniere a trasportare merci verso o dall'Iran". I porti e le navi iraniane sono soggetti a un blocco marittimo statunitense che ostacola le importazioni e le esportazioni iraniane, in particolare quelle di petrolio, una delle principali fonti di reddito del Paese.
M.O., esponente Fatah: "Elezioni parlamentari saranno rinviate"
"Sono convinto che le elezioni non si terranno il 28 novembre: punto e basta". Lo ha affermato Jibril Rajoub, segretario generale del Comitato centrale di Fatah, facendo riferimento alle parlamentari palestinesi, sostenendo che non sono ancora stati raggiunti gli accordi politici e il consenso necessari per lo svolgimento del voto. In un'intervista all'emittente Al-Ghad TV, ripresa da Middle East Monitor, Rajoub ha sostenuto che prima di fissarle, sarebbe dovuto esserci un dialogo nazionale tra le fazioni politiche palestinesi per stabilire regole e garanzie per il processo elettorale. Per l'alto esponente di Fatah, prima delle parlamentari bisognerebbe tenere le presidenziali, questo "risolverebbe gran parte del problema". Le ultime elezioni legislative nei Territori palestinesi si tennero nel 2006 e videro la vittoria di Hamas. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, il 91enne Abu Mazen, era stato eletto l'anno precedente e il suo mandato sarebbe dovuto scadere nel 2009, ma e' rimasto in carica da allora e governa per decreto
Iran, Russia: "Tutte le parti mettano fine a ostilità"
La Russia ha fatto appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto nel Golfo Persico a cessare le ostilità. "Esortiamo sicuramente tutte le parti coinvolte in questo conflitto a esercitare moderazione e cessare le ostilità, e naturalmente preferiremmo vedere un ritorno al rispetto delle disposizioni del memorandum d'intesa firmato" a giugno, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Idf: "Nell'attacco a Gaza ucciso un terrorista di Hamas"
L'esercito israeliano ha dichiarato che un terrorista è stato ucciso in un raid aereo contro un edificio nella Striscia di Gaza settentrionale durante la notte, dopo che i media palestinesi avevano riferito che quattro membri di una famiglia, tra cui due bambini, erano rimasti uccisi nell'attacco. Lo riporta il Times of Israel. Secondo le Forze di Difesa Israeliane l'edificio vicino alla Linea Gialla nella zona di Beit Lahia era stato utilizzato in passato da terroristi. Prima di effettuare l'attacco l'Idf afferma di aver emesso un avviso "per consentire ai civili di evacuare la struttura". "L'attacco è stato effettuato solo dopo l'emissione dell'avvertimento, mentre sono state adottate ulteriori misure per ridurre il rischio di colpire i civili non coinvolti, tra cui l'uso di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea", afferma l'esercito. L'esercito afferma che l'attacco ha ucciso Muaman Abd al-Rahman Ahmad, "un militare che ha partecipato direttamente ai combattimenti contro le truppe dell'Idf".
Wall Street: apre in calo con petrolio in rally
Wall Street parte in netto calo dopo che un dato sull'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) superiore alle attese e che l'impennata dei prezzi di petrolio hanno spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury. Il Dow Jones perde lo 0,49% a 52.199,23 punti, lo S&P 500 lo 0,59% a 7.591,31 punti e il Nasdaq cede lo 0,87% a 26.025,28 punti. Il Brent supera i 105 dollari al barile (+3,92% a 105,18 dollari) e tocca il livello piu' alto dal 19 maggio, mentre l'escalation delle tensioni in Medio Oriente alimenta i timori di interruzioni prolungate nelle forniture energetiche globali. In rally anche il Wti, che supera i 100 dollari al barile a 100,09 dollari, in rialzo del 4,22%. Inoltre i dati hanno mostrato che ad agosto i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% rispetto al mese precedente, trainati dal rincaro dell'energia all'ingrosso causato dal conflitto in Iran. Le quotazioni di riferimento di petrolio e carburanti hanno continuato a salire da inizio settembre, spinte da una nuova escalation del conflitto e dall'aumento della domanda asiatica; cio' ha accresciuto la pressione sui mercati azionari, gia' cauti in vista di un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve la prossima settimana.
Petrolio: corre ancora, Brent supera i 105 dlr e Wti i 100
Corre ancora il prezzo del petrolio, con il Brent che supera i 105 dollari al barile (+3,92% a 105,18 dollari) e tocca il livello più alto dal 19 maggio, mentre l'escalation delle tensioni in Medio Oriente ha alimentato i timori di interruzioni prolungate nelle forniture energetiche globali. In rally anche il Wti, che supera i 100 dollari al barile a 100,09 dollari, in rialzo del 4,22%. L'Iran ha segnalato che proseguira' con le azioni di ritorsione qualora dovessero continuare gli attacchi statunitensi, mentre le forze Houthi, sostenute da Teheran, stanno prendendo di mira infrastrutture saudite e minacciando le rotte marittime. La produzione di greggio dell'Arabia Saudita e' calata drasticamente ad agosto, scendendo di circa 1,9 milioni di barili al giorno a quota 6,238 milioni, il livello piu' basso dal 1990. Il deterioramento della situazione in Medio Oriente riduce le speranze di una normalizzazione delle forniture dalla regione proprio mentre le economie asiatiche sono costrette a tornare attive sul mercato energetico. Ad agosto la Cina ha importato 8,93 milioni di barili di greggio al giorno, segnando un aumento del 6,2% rispetto a luglio.
Lagarde: "Rischi dai prezzi del gas, potrebbero salire ancora"
Lo scenario di crescita dell'area euro "è soggetto a rischi al ribasso" legati in particolare alla guerra in Medio Oriente e Ucraina: una nuova destabilizzazione delle forniture energetiche "può far salire ulteriormente i prezzi energetici o prolungare i rialzo più a lungo" pesando su redditi, spesa e investimenti. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde nella conferenza stampa di politica monetaria a Berlino, particolare "lo shock energetico potrebbe intensificarsi ulteriormente" e i prezzi del gas "salire nel caso di ulteriori destabilizzazioni delle forniture" o di "un inverno insolitamente freddo con basse scorte". Lagrde ha citato fra i rischi anche "un peggioramento del sentiment nei mercati finanziari globali o un effetto contagio nei mercati obbligazionari", e "il risorgere di tensioni commerciali in grado di destabilizzare le catene di fornitura globali".
Petrolio Wti sopra i 100 dollari, rendimenti sui Treasury ai massimi dal 2007
Il petrolio Wti vola e supera i 100 dollari al barile con la guerra in Iran, facendo salire - complici anche i dati sui prezzi alla produzione - i rendimenti dei Treasury a 10 anni sopra il 4,9%, ai massimi da novembre 2023 equelli sui Treasury a 30 anni al livello più alto dal 2007.
Wall Street: future ampliano cali dopo prezzi produzione
I future a Wall Street ampliano i cali dopo che un dato sull'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) superiore alle attese e l'impennata dei prezzi di petrolio hanno spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury. I contratti su S&P 500 e Dow scendono dello 0,5%, mentre quelli sul Nasdaq cedono l'1,2%. Ad agosto i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% rispetto al mese precedente, trainati dal rincaro dell'energia all'ingrosso causato dal conflitto in Iran. Le quotazioni di riferimento di petrolio e carburanti hanno continuato a salire da inizio settembre, spinte da una nuova escalation del conflitto e dall'aumento della domanda asiatica; cio' ha accresciuto la pressione sui mercati azionari, gia' cauti in vista di un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve la prossima settimana.
Haaretz a Netanyahu: "Porteremo verità in tribunale"
"Non ci lasceremo intimidire dal tentativo del primo ministro di mettere a tacere le critiche giornalistiche, ne' esiteremo a esporre la verita' in tribunale". Cosi' Haaretz ha risposto alla diffida inviata da Benjamin Netanyahu dopo la rivelazione del quotidiano progressista israeliano secondo il quale alla fine di settembre 2023 il premier era stato avvertito di persona dal leader emiratino Mohammed bin Zayed dei piani di Hamas per un attacco imminente e non aveva passato l'informazione ai vertici della sicurezza ne' aveva preso contromisure. Netanyahu ha negato tutto, sostenendo che si tratta di una "menzogna", e ha minacciato di denunciare il quotidiano e gli autori dell'articolo. Come hanno sottolineato gli avvocati di Haaretz, Tal Lieblich e Nitay Zuriel, l'articolo e' "frutto di un'approfondita inchiesta giornalistica, basata su fonti attendibili, riguardante una questione di massimo interesse pubblico". Nella lettera, il quotidiano progressista ha puntato il dito contro la mancata "assunzione di una piena responsabilita'" da parte di Netanyahu, rivendicando il ruolo della stampa di rivelare informazioni ai cittadini, "tassello dopo tassello". Quanto al "preciso tempismo politico" di cui viene accusato da Netanyahu, alla luce dell'avvicinarsi delle elezioni indette per il 27 ottobre, Haaretz ha sottolineato che "pubblicare un'inchiesta sull'operato del primo ministro alla vigilia di una guerra significa adempiere al ruolo della stampa libera, anche alla vigilia di un'elezione". I tentativi del capo di governo di attribuire al giornale motivazioni politiche o malevole "sono privi di fondamento", ha aggiunto. "Non a caso, la vostra lettera non rivela nemmeno un briciolo di prova o di fatto che dimostri che l'articolo sia stato pubblicato con l'intenzione di arrecare danno", ha concluso il quotidiano.
Produzione saudita crolla ai minimi dal 1990, Brent vicino a 105 dollari
La produzione di petrolio in Arabia Saudita è crollata ancora ad agosto, toccando i minimi dal 1990, a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha messo sotto pressione le rotte di esportazione del Regno. La comunicazione trasmessa dall'Arabia all'Opec ha fatto impennare ulteriormente il prezzo del greggio: il Brent si avvicina a 105 dollari, schizzando del 3,5% a 104,8 dollari al barile, mentre il Wti americano sfiora 100 dollari al barile a 99,65 con un rialzo del 3,75%.
Yemen, Nyt: "Tutte parti hanno interesse a guerra ma sarà strage"
Dopo quattro anni di stallo, lo Yemen è di nuovo sull'orlo di una guerra totale che tutti gli attori in gioco vogliono. Ma che si preannuncia terribile. A sottolinearlo è stato il New York Times in una lunga analisi degli interessi attorno al conflitto che negli ultimi giorni si è riacceso con crescente intensita'. Secondo gli analisti sentiti dal Nyt, hanno interesse a uno scontro gli Houthi, i ribelli filo-iraniani saliti al potere nel 2014 dopo aver conquistato sequestrato la capitale, Sanaa, All'epoca la confinante Arabia Saudita inizio' una campagna di bombardamenti per cercare di riportare il governo al potere. Ne e' nata una guerra civile andata avanti per anni. Quando nel 2022 e' stata raggiunta una tregua, gli Houthi hanno cantato vittoria e hanno consolidato il loro dominio nel nord. Ma non hanno avuto accesso alle entrate petrolifere yemenite. Da allora, la situazione economica nelle aree sotto il controllo Houthi e' peggiorata e questo ha alimentato il malumore della popolazione e di conseguenza le pressioni sul gruppo. Da un'escalation la milizia ha poco da perdere e molto da guadagnare. Facendo pressione sull'Arabia Saudita, i leader Houthi sperano di ottenere concessioni politiche che potrebbero dare al gruppo un maggiore potere. Hanno chiesto la revoca di tutte le restrizioni su aerei e navi che entrano nel loro territorio, e che Riad paghi danni guerra e ritiri tutte le milizie che finanzia. Questo sancirebbe la fine del sostegno al governo. E con gli Houthi anche il loro maggiore sponsor, l'Iran, ha da guadagnare sulla carta. I ribelli controllano il territorio lungo il Mar Rosso, rotta commerciale globale chiave, e Teheran punta a replicare nello stretto di Bab el-Mandeb il regime imposto a Hormuz. Sarebbe un duro colpo innanzitutto per Riad che, dopo i problemi a Hormuz, ha deviato le esportazioni del suo petrolio proprio sul Mar Rosso. E Riad e' alleato di ferro del presidente americano Donald Trump. Un'escalation in Yemen trascinerebbe gli Stati Uniti ancora piu' a fondo nella guerra regionale e aumenterebbe la pressione sulla Casa Bianca. Anche il governo yemenita internazionalmente riconosciuto spera che una guerra lo riavvicini all'obbiettivo che sembrava ormai fuori dalla sua portata: cacciare gli Houthi e riconquistare l'intero paese. E' vero che l'Arabia Saudita l'ha sostenuto finora, ma solo in un'ottica di contenimento. Scottava ancora troppo l'esperienza della precedente campagna di bombardamenti e il pantano che ne era seguito, con la morte di centinaia di migliaia di yemeniti per violenza, fame e malattie. Adesso invece Riad preme sulle diverse fazioni anti-Houthi affinche' uniscano le forze e potrebbe decidersi a sostenere una controffensiva in grande stile. Non facile. Un rinnovato conflitto metterebbe in pericolo gli ambiziosi piani del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, di trasformare il regno in un polo commerciale e turistico globale. Ma secondo gli esperti c'e' adesso una finestra temporale che si chiudera' presto. L'Arabia Saudita ospitera' l'Expo mondiale nel 2030 e la Coppa del Mondo di calcio maschile nel 2034, grandi eventi che mal si conciliano con droni e missili. I canali diplomatici tra l'Arabia Saudita e gli Houthi sembrano essersi interrotti, con i miliziani che avanzerebbero pretese considerate irricevibili. Secondo Farea Al-Muslimi, esperto di Yemen nell'istituto londinese Chatam House, "i sauditi sono sempre piu' convinti che la pace con gli Houthi sia impossibile". Hanno provato "a comprarli, cercano di bombardarli e di combatterli, provano a far loro visita o a invitarli. Niente di tutto questo ha funzionato" ha sottolineato. A fare la differenza potrebbe essere il sostegno che Riad potrebbe ricevere dai suoi alleati, Stati Uniti in testa. E alcuni analisti temono il peggio. "Ci sono molte persone convinte che questa sarebbe una guerra veloce. L'ho sentito per quasi tutte le guerre in Yemen", ha ricordato Al-Muslimi. E invece, ha ammonito, "sara' una guerra sanguinosa, orribile".
Bce: "Prospettive molto incerte a causa conflitto M.O."
"Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica". Cosi' la Bce nel comunicato sulla sua decisione in tema di politica monetaria. "Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l'ampia gamma di esiti per l'evoluzione della crescita e dell'inflazione in base a diverse ipotesi sull'intensita' e sulla durata dello shock, nonche' sugli effetti indiretti e di secondo impatto". Il Consiglio direttivo "resta in una posizione favorevole per affrontare l'incertezza causata dal conflitto".
Yemen, Houthi prendono controllo anche isola Zuqar in mar Rosso
Dopo aver preso il controllo della città portuale strategica di Mokha, i ribelli Houthi hanno conquistato anche l'isola di Zuqar, nel Mar Rosso meridionale, grazie ad "attacchi missilistici e a un assalto via terra condotto utilizzando imbarcazioni per il trasporto di combattenti". Lo ha riferito una fonte militare yemenita, sottolineando che i miliziani stavano avanzando verso Bab el-Mandeb. La settimana scorsa i ribelli filo-iraniani hanno lanciato un'offensiva su larga scala contro le forze governative yemenite, sostenute dall'Arabia Saudita, puntando a conquistare lo stretto di Bab el-Mandeb, cruciale per la navigazione alla luce del blocco di quello di Hormuz a causa della guerra tra Iran e Usa.
Pakistan: "L'accordo della Mecca richiede più tempo dopo attacchi Houthi"
Il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato che è necessario "più tempo" per attuare l'Alleanza per la Difesa della Mecca, siglata di recente, sottolineando al contempo che il patto mantiene una natura difensiva, nonostante i rinnovati attacchi con missili e droni da parte degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Il portavoce del ministero degli Esteri, Sajjad Haider Khan, ha riferito durante un briefing settimanale che le forze pakistane sono attualmente schierate in Arabia Saudita per scopi addestrativi e logistici, aggiungendo che "resta ancora molto lavoro da fare per definire la struttura, i meccanismi e le procedure dell'organizzazione". "L'accordo della Mecca è un'alleanza difensiva volta a garantire la sicurezza regionale principalmente attraverso la deterrenza", ha affermato Khan, aggiungendo che un ampliamento del patto "non è al momento in programma", poiché Pakistan, Arabia Saudita e Turchia devono prima consolidare l'alleanza. Le sue dichiarazioni sono giunte il giorno dopo che la coalizione a guida saudita ha reso noto che le forze Houthi avevano preso di mira le città saudite di Abha, Khamis Mushait e Jazan con missili balistici e droni per il secondo giorno consecutivo. All'inizio della settimana, oltre 70 persone erano rimaste ferite in attacchi analoghi. Interpellato su come il Pakistan intenda adempiere agli obblighi previsti dall'accordo del 7 agosto - il quale stabilisce che un attacco contro uno dei membri equivale a un attacco contro tutti - Khan ha risposto che ulteriori aspetti della cooperazione in materia di difesa emergeranno a seguito delle consultazioni in corso tra i tre Paesi. Tali commenti fanno seguito all'avvertimento lanciato all'inizio della settimana dal ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, secondo cui gli attacchi Houthi contro il territorio saudita porterebbero "sicuramente" all'attivazione operativa dell'alleanza. "Qualsiasi aggressione contro uno dei tre Paesi è considerata un'aggressione contro tutti", ha dichiarato Asif a un'emittente locale. "Siamo vincolati dai termini e dalle condizioni di questo patto e li rispetteremo qualora se ne presenti la necessità". L'alleanza ha tenuto la sua riunione inaugurale a Istanbul il 31 agosto; in tale sede, i membri hanno concordato di istituire un segretariato permanente in Arabia Saudita, che sarà inizialmente guidato da un segretario generale pakistano per un periodo di tre anni.
Pakistan: "Accordo Mecca difensivo, non previsto allargamento"
L'accordo della Mecca, firmato il mese scorso da Pakistan, Turchia e Arabia Saudita, costituisce "un'alleanza difensiva" per natura, si concentra sulla sicurezza attraverso la deterrenza e non è al momento previsto un suo allargamento. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, rilanciato dai media internazionali.
Energia, Iea: "Blocco Stretto di Hormuz fa aumentare il consumo globale di carbone"
Il blocco in corso dello Stretto di Hormuz sta facendo lievitare la domanda globale di carbone: lo ha dichiarato oggi l'Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea). Il blocco, scatenato dalla guerra contro l'Iran, sta causando un drastico calo delle forniture di gas naturale liquefatto e una forte impennata dei prezzi, ha affermato l'agenzia con sede a Parigi.Ciò ha spinto i paesi dotati sia di centrali a gas che di capacità produttiva a carbone a incrementare la generazione di elettricità tramite quest'ultimo combustibile. Di conseguenza, il consumo di carbone in mercati quali Europa, Giappone, Corea e Cina si sta attestando su livelli superiori alle previsioni iniziali, ha rilevato l'agenzia. La domanda globale di carbone – per la quale si prevedeva inizialmente un lieve calo rispetto all'anno precedente – è ora stimata in crescita dell'1,2% nel 2026, portando il consumo mondiale alla cifra record di 8,94 miliardi di tonnellate. Il proseguimento di questa tendenza nel 2027 dipenderà dall'eventuale permanenza del blocco dello stretto, ha precisato la Iea. In ogni caso, l'agenzia ha osservato che i prezzi del carbone sono già aumentati in risposta a tali sviluppi.
Qatar condanna visita Netanyahu su Monte Hermon
Il Qatar ha condannato la visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu alle truppe schierate sul Monte Hermon in territorio siriano, definendola una "violazione palese" della sovranità del vicino e una "grave infrazione del diritto internazionale". La visita di ieri è stata la terza da quando Israele ha occupato una fascia di territorio nel sud della Siria, nell'ex zona cuscinetto pattugliata dall'Onu al confine, in seguito alla caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024.
Yemen, Houti prendono il controllo di Mocha su Mar Rosso
Alcuni testimoni hanno riferito all'AFP di aver visto le forze Houthi entrare a Mocha, scandendo lo slogan "morte all'America, morte a Israele". La fonte militare yemenita ha affermato che le milizie stavano avanzando verso lo strategico stretto di Bab el-Mandeb "dopo aver preso il controllo di Mocha". Il passaggio marittimo, che collega l'Asia all'Europa attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez, ha acquisito maggiore importanza come rotta di transito dall'inizio del più ampio conflitto mediorientale, che ha visto l'Iran bloccare lo Stretto di Hormuz. La fonte militare ha aggiunto che gli Houthi hanno preso anche l'isola di Zuqar, nel Mar Rosso meridionale, "in seguito ad attacchi missilistici e a un assalto via terra condotto utilizzando imbarcazioni che trasportavano combattenti". Gli Houthi, dal canto loro, hanno segnalato diversi attacchi aerei. "L'aeronautica del nemico saudita ha effettuato circa 40 raid nelle ultime ore nei governatorati di Taiz, Hodeida, Al-Jawf e Marib", ha dichiarato Saba, l'agenzia di stampa degli Houthi. Nello Yemen si sono riaccesi gli scontri a luglio, dopo anni di relativa calma interrotti solo da violenze sporadiche e da una povertà crescente. Dalla scorsa settimana, i combattimenti nel Paese hanno causato oltre 500 morti, in gran parte combattenti. Il conflitto ha inoltre costretto quasi 20mila persone ad abbandonare le proprie case, come reso noto dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Ieri, la coalizione a guida saudita che combatte gli Houthi ha riferito che i combattenti antigovernativi hanno lanciato missili balistici e droni contro diverse città nel sud dell'Arabia Saudita. La protezione civile saudita ha diramato allerte per segnalare un "potenziale pericolo" in due aree, Khamis Mushait e Abha, per poi revocarle poco dopo. Gli Houthi hanno innescato la ripresa delle ostilità a luglio, consentendo l'atterraggio di un aereo iraniano in sfida al controllo saudita sullo spazio aereo yemenita. Il governo ha risposto colpendo l'aeroporto di Sana'a; un attacco che gli Houthi hanno attribuito al suo sostenitore, l'Arabia Saudita. I continui scontri rischiano di far ripiombare lo Yemen in un conflitto che ha causato centinaia di migliaia di morti e ha scatenato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Dopo aver preso il controllo della capitale yemenita e aver costretto alla fuga il governo riconosciuto a livello internazionale, gli Houthi hanno combattuto contro una coalizione a guida saudita dal 2015 fino al cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite nel 2022.
Katz: "Qualsiasi attacco contro Israele avrà dura risposta"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha nuovamente messo in guardia il regime iraniano: "Qualsiasi attacco contro Israele, per qualsiasi motivo e da qualsiasi luogo, riceverà una risposta potente, inclusi raid contro le principali infrastrutture energetiche del Paese". "Un colpo del genere farebbe arretrare l'Iran di decenni", ha aggiunto in un videomessaggio indirizzato alla comunita' ebraica iraniana in vista delle festività, rivolgendo l'augurio de "l'anno prossimo a Teheran, libera dall'oppressione e dalla tirannia".
Iran, petrolio Brent sale a 102 dollari al barile
Oggi i prezzi del petrolio hanno registrato un ulteriore rialzo a causa della ripresa delle ostilità in Medio Oriente, alimentando i timori legati all'inflazione elevata; si prevede che tale scenario spingerà la Banca Centrale Europea ad alzare i tassi di interesse questo pomeriggio. Il greggio Brent del Mare del Nord, principale riferimento internazionale, è stato scambiato vicino ai 102 dollari al barile, dopo aver superato la soglia dei 100 dollari mercoledì per la prima volta dalla fine di luglio. Il West Texas Intermediate: in rialzo dell'1,3% a 97,25 dollari al barile.
Katz: "Prossimo anno Teheran sarà libera da oppressione e tirannia"
"L'anno prossimo Teheran sarà libera dall'oppressione e dalla tirannia". Lo ha dichiarato in un video indirizzato alla comunità ebraica dell'Iran il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in cui avverte, inoltre, la leadership iraniana, dichiarando che "qualsiasi attacco contro Israele, per qualsiasi motivo e da qualsiasi luogo, incontrerà una risposta energica, compresi attacchi alle sue principali infrastrutture energetiche". Katz aggiunge: "Un simile colpo riporterebbe l'Iran indietro di decenni e destabilizzerebbe ulteriormente il regime degli ayatollah che il popolo iraniano tanto disprezza e di cui desidera ardentemente la caduta".
Wadephul: "Ottimista per soluzione su Hormuz in settimane"
Sono moderatamente ottimista sulla possibilità di trovare una prima soluzione al conflitto in Iran nelle prossime settimane". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, intervenendo alla Conferenza dei capi delle missioni diplomatiche tedesche, a Berlino, e rispondendo a una domanda sullo sblocco dello Stretto di Hormuz. "Come diplomatici, siamo naturalmente in contatto con tutte le parti coinvolte nella regione. Domenica ho incontrato qui a Berlino il mio collega saudita e oggi è qui quello degli Emirati; lo riceverò tra poco. - ha proseguito - Siamo fortemente impegnati in quell'area per difendere, insieme a loro e a molti altri Paesi, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, un principio che non può essere messo in discussione. Certo, è più facile a dirsi che a farsi, ma abbiamo piu' alleati nel mondo di quanto si possa immaginare. Ritengo quindi che sia giunto il momento di porre fine a questo conflitto e di riaprire lo Stretto di Hormuz". "È necessaria una forte pressione su entrambe le parti; noi del gruppo E3 - ovvero Regno Unito, Francia e Germania - svolgiamo un ruolo chiave, poiché il sistema di sanzioni in vigore è frutto di una nostra iniziativa e, di conseguenza, dobbiamo partecipare ai negoziati. Siamo pronti a dialogare con tutti: manteniamo infatti contatti costanti anche con la parte iraniana, in particolare con il collega Abbas Araghchi", ha concluso.
Turchia: "Non effettuiamo pagamenti diretti all'Iran per il gas importato"
La Turchia non trasferisce direttamente denaro all'Iran per il gas naturale importato, che rappresenta una parte significativa del fabbisogno energetico di Ankara. Lo ha affermato il ministro dell'Economia turco, Mehmet Simsek, spiegando che i fondi vengono vengono custoditi in un conto soggetto a rigide regolamentazioni, in base a un accordo con gli Stati Uniti, e che il denaro in questo fondo può essere utilizzato esclusivamente per l'acquisto di beni consentiti, come generi alimentari e medicinali. "Quando l'Iran acquista determinati prodotti consentiti dal regime sanzionatorio, il denaro accumulato in questo conto separato viene utilizzato per saldare tali transazioni", ha affermato Simsek, riferisce il quotidiano Turkiye Today, illustrando le modalità di acquisto del gas iraniano nel contesto delle sanzioni statunitensi e spiegando che Ankara aveva ottenuto in passato delle deroghe per le importazioni di gas da determinati Paesi. Secondo stime, lo scorso anno la Turchia ha importato tra il 13% e il 17% del suo fabbisogno di gas naturale dall'Iran, mentre nei primi sei mesi di quest'anno Ankara ha importato da Teheran 4,5 miliardi di metri cubi di gas, equivalente al 14,8% delle importazioni totali. La Turchia riceve gas dall'Iran tramite il gasdotto dell'Anatolia orientale in base a un accordo entrato in vigore nel 2001, che prevedeva forniture fino a 10 miliardi di metri cubi annui. L'intesa è scaduta lo scorso 29 luglio, mentre né Ankara né Teheran hanno pubblicamente fatto sapere se siano stati avviati o meno colloqui per il rinnovo dell'accordo. Nei giorni scorsi, il ministro turco dell'Energia, Alparslan Bayraktar, aveva dichiarato che gli Stati Uniti non hanno chiesto alla Turchia di fermare le proprie importazioni di gas dall'Iran.
Yemen: gli Houthi hanno conquistato l'isola di Zuqar a sud del Mar Rosso
Secondo una fonte militare yemenita, oltre a Mocha gli Houthi hanno conquistato l'isola di Zuqar, a sud del Mar Rosso, "dopo attacchi missilistici e un assalto terrestre condotto con l'ausilio di imbarcazioni che trasportavano combattenti". Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto le forze ribelli entrare a Mocha, a 70 chilometri a nord dello stretto di Bab El Mendeb, scandendo 'morte all'America, morte a Israele'.
Onu: "Le scorte di beni essenziali nella Striscia di Gaza sono insufficienti"
Il portavoce dell'Onu Stéphane Dujarric ha avvertito che le scorte di beni essenziali nella Striscia di Gaza sono insufficienti, a causa della carenza di fondi e delle persistenti e severe restrizioni che impediscono ai partner delle Nazioni Uniti di rifornirle. Lo riporta la agenzia di stampa palestinese Wafa. Intervenendo ieri sera durante un briefing con la stampa e citando i partner umanitari delle Nazioni Unite, Dujarric ha dichiarato che i raid aerei israeliani e altri attacchi continuano a colpire aree densamente popolate, mettendo in pericolo i civili e causando danni alle proprietà. Ha fatto riferimento a un raid aereo israeliano avvenuto martedì contro un edificio nel campo profughi di Al-Bureij, vicino a Deir al-Balah — struttura che ospitava due scuole dell'Onu utilizzate come rifugi temporanei per sfollati e un panificio sostenuto dalle Nazioni Unite — che ha lasciato circa 100 famiglie senza casa né beni. Dujarric ha ribadito la necessità di rispettare sempre i civili e i beni civili, inclusi i rifugi e le strutture umanitarie.
Israele, nuovo incaricato d'affari in Turchia: ma l'ambasciata ad Ankara resta chiusa
Israele ha nominato questa settimana un nuovo incaricato d'affari in Turchia, nonostante l'ambasciata israeliana ad Ankara resti di fatto chiusa per motivi di sicurezza e per la rottura dei rapporti tra i due Paesi. Lo riferisce il portale Middle East Eye (Mee). Il ministero degli Esteri israeliano ha scelto Joel Lion come incaricato d'affari. Lion è stato il primo ambasciatore residente di Israele in Moldova, incarico che ha ricoperto fino ad aprile 2025, e ambasciatore non residente in Armenia fino ad agosto 2026. La nomina arriva dopo il pensionamento dell'ambasciatrice israeliana Irit Lillian, avvenuto all'inizio dell'anno, che aveva lasciato vacante l'incarico diplomatico in Turchia. Lion si trovava mercoledì ad Ankara per presentare le proprie credenziali al ministero degli Esteri turco.
Kuwait: "La visita di Netanyahu un'oltraggiosa violazione della sovranità"
Il Ministero degli Affari Esteri del Kuwait ha condannato "con la massima fermezza l'ingresso illegittimo del primo ministro dell'occupazione israeliana nel territorio della fraterna Repubblica Araba Siriana". In una dichiarazione pubblicata su X, il ministero ha definito l'ingresso "una oltraggiosa violazione della sovranità della Siria, dell'unità del suo territorio e una violazione del diritto internazionale". Secondo la dichiarazione, le "continue incursioni e aggressioni da parte dell'occupazione israeliana" in Siria rappresentano "un'escalation che mina la sicurezza e la stabilità nella regione".
Idf: "Distrutti tre depositi di armi di Hamas a Gaza"
Tre depositi di armi di Hamas sono stati distrutti ieri in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane e dallo Shin Bet. Secondo l'esercito, i siti venivano utilizzati da Hamas per immagazzinare armi da fuoco, ordigni esplosivi, razzi anticarro e altre attrezzature.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che continueranno "ad agire con decisione per indebolire le capacità delle organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza, contrastando al contempo qualsiasi tentativo di ricostituire tali capacità o di impossessarsi di armi destinate a danneggiare le nostre forze".
Media: "Teheran ha venduto petrolio alla Cina in cambio di crediti per importazioni"
L'Iran ha utilizzato un meccanismo simile al baratto per aggirare le sanzioni sulle sue vendite di petrolio e acquistare dalla Cina beni per miliardi di dollari, tra cui equipaggiamento militare. Lo scrive il Times of Israel, citando quanto riferito a Reuters da due fonti iraniane di alto livello e da altre tre persone a conoscenza della questione, secondo cui, il meccanismo commerciale segreto, in cui il petrolio iraniano viene scambiato con crediti per le importazioni cinesi, ha rappresentato un'ancora di salvezza finanziaria per Teheran negli ultimi anni, in concomitanza con l'intensificarsi delle pressioni economiche e militari statunitensi sul suo programma nucleare.
Questo meccanismo avrebbe anche permesso alla Cina, il più grande importatore mondiale di petrolio greggio, di mantenere l'accesso al petrolio iraniano a prezzi scontati, proteggendo al contempo banche e aziende che esportano nella Repubblica islamica da controlli o sanzioni internazionali. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad alcune piccole entità cinesi che acquistano o facilitano le spedizioni di petrolio iraniano, ma si sono astenuti dall'adottare le misure più severe che potrebbero avere ripercussioni sull'economia globale.
Colono sedicenne incriminato per aggressione a palestinese
La procura israeliana ha formalizzato le accuse contro un colono sedicenne per aver aggredito a sprangate un palestinese senza una gamba. Si tratta di un'iniziativa rara, dato che la stragrande maggioranza delle aggressioni e delle uccisioni commesse dai coloni non porta né ad arresti né a incriminazioni. La polizia israeliana ha annunciato che il giovane è stato posto agli arresti domiciliari e deve rispondere di aggressione, minacce e guida senza patente. L'episodio è avvenuto il 22 agosto nella zona di Hebron (nel sud della Cisgiordania) ed è stato ripreso in un video pubblicato dai media palestinesi. Le immagini mostrano un uomo senza la gamba destra mentre viene colpito proprio mentre tenta di chinarsi per raccogliere una stampella. L'emittente palestinese Quds ha identificato la vittima in Said al-Omur, che ha perso la gamba dopo essere stato colpito da un colono israeliano un anno fa. In seguito all'aggressione, la polizia aveva riferito dell'arresto di due adolescenti israeliani, di 16 e 17 anni. Oggi la procura ha reso noto di aver formalizzato le accuse contro uno di loro, residente nell'insediamento illegale di Avigail. Secondo la nota, il minore accusato è già coinvolto in altri due procedimenti per violenza e danneggiamento di proprietà. La polizia ha aggiunto che il giovane prestava servizio di volontariato presso un'azienda agricola israeliana e aveva approfittato dell'assenza del proprietario per prendere un veicolo - insieme a un altro adolescente - e guidare pur non avendo la patente. I due hanno raggiunto l'abitazione del palestinese e hanno minacciato lui e la sua famiglia prima di colpirlo con la spranga. Secondo l'ong israeliana Yesh Din, circa il 94% delle indagini su aggressioni compiute da israeliani contro palestinesi in Cisgiordania (esclusa Gerusalemme Est) si conclude senza alcuna incriminazione.
Media: "8 aerei Usa danneggiati in attacchi in Giordania"
Diversi velivoli militari statunitensi sono stati danneggiati negli attacchi sferrati dall'Iran contro la base aerea Muwaffaq Salti, in Giordania, nella notte tra martedì e mercoledì. Lo riferisce la Cbs News citando fonti secondo cui otto caccia F-15 hanno subito danni lievi e sarebbero già tornati in servizio. Un A-10 Thunderbolt, il "Warthog" da attacco al suolo usato per colpire le unità corazzate e i bunker, è stato colpito e ha perso un'ala. Non sono state segnalate vittime tra il personale statunitense. Le forze statunitensi in Giordania hanno lanciato oltre 30 missili Patriot per difendersi dagli attacchi iraniani.
Media: "Idf ha arrestato 15 persone durante un raid a Burqa, in Cisgiordania"
Le forze israeliane hanno arrestato 15 palestinesi durante un raid all'alba nella città di Burqa, in Cisgiordania. Lo scrive l'agenzia di stampa palestinese Wafa, aggiungendo che i soldati hanno attaccato la città per sei ore, perquisendo le case e arrestando i proprietari prima di ritirarsi. L'agenzia elenca i nomi dei detenuti, tra cui quello del padre di Ahmed Saif, un palestinese ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle forze israeliane durante un raid nella città nel 2022.
Burqa, situata a nord-ovest della città di Nablus, è stata oggetto di frequenti attacchi da parte di coloni e soldati nelle ultime settimane, nonché di numerose demolizioni di abitazioni.
Media, diversi caccia Usa danneggiati negli attacchi iraniani a base in Giordania
Diversi velivoli statunitensi sono stati danneggiati nella base aerea Muwaffaq al-Salti in Giordania - utilizzata anche dagli Stati Uniti - in seguito a un attacco iraniano avvenuto la notte tra martedì e ieri. Lo ha riferito la Cbs, precisando che un aereo A-10 è stato colpito perdendo un'ala, mentre circa otto caccia F-15 hanno riportato danni lievi. L'attacco è avvenuto dopo che gli Stati Uniti avevano colpito cinque navi cisterna iraniane. Secondo quanto riportato, le forze americane in Giordania hanno lanciato oltre 30 missili Patriot nel tentativo di difendersi dagli attacchi in arrivo.
Famiglia di quattro persone muore in un attacco israeliano a Gaza
Una coppia e i loro due figli sono rimasti uccisi in un attacco israeliano a Gaza. Lo scrive l'Agenzia France Presse, citando fonti mediche e della sicurezza palestinese. Anche Al Jazeera, citando una fonte medica, riporta che quattro persone palestinesi sono morte e altre sono rimaste ferite in un attacco delle forze israeliane fuori dalle aree di schieramento di Israele a nord di Gaza. Un funzionario dell'ospedale Al-Shifa di Gaza City ha precisato che i bambini avevano 12 e 8 anni. "I corpi di quattro membri della famiglia Ahmad sono stati recuperati straziati dopo che un attacco israeliano ha colpito un'abitazione nell'area del 'Beit Lahia Project', nella Striscia di Gaza settentrionale", ha dichiarato il funzionario. L'esercito israeliano, contattato dall'Afp, ha fatto sapere di stare verificando l'accaduto.
Iran, impennata prezzi del petrolio: Brent a 101,28 dollari
Oggi i prezzi del petrolio si sono mantenuti sopra i 100 dollari al barile, il giorno dopo che l'Iran ha dichiarato di aver attaccato oltre una dozzina di imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Il prezzo del greggio Brent, il contratto di riferimento internazionale, si attestava a 101,28 dollari al barile nelle prime contrattazioni asiatiche di oggi, dopo aver superato la soglia dei 100 dollari il giorno precedente per la prima volta dal mese di luglio. Il Wti, riferimento in Usa, viene scambiato a 96,20 dollari al barile.
Trump: "La guerra finirà subito dopo le elezioni"
Il presidente Donald Trump ha sostenuto che la guerra con l'Iran "finirà subito dopo le elezioni" di medio termine, che si terranno il 3 novembre, per rinnovare il Congresso degli Stati Uniti.
Iran: attaccate nuove navi nello Stretto
L'Iran ha dichiarato di aver attaccato nella giornata di ieri oltre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, provocando un'impennata dei prezzi del petrolio. I Guardiani della Rivoluzione, la potente forza armata iraniana, hanno affermato di aver preso di mira, nella regione del Golfo, due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e altre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, bloccato da Teheran dall'inizio della guerra in Medio Oriente. L'agenzia marittima britannica Ukmto ha segnalato diverse navi in fiamme in vari punti, senza specificare se vi fossero vittime.