L'Ucraina accusa la Russia di aver aiutato l'Iran con le loro informazioni satellitari. Lo ha denunciato Zelensky secondo cui "esiste una chiara correlazione tra le immagini satellitari russe di questi siti e gli attacchi iraniani - sia prima degli attacchi, in preparazione di essi, sia dopo -, per valutare i danni causati"
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"Istruirò i nostri servizi di intelligence a condividere con i nostri partner le informazioni in nostro possesso riguardo al nuovo sostegno della Russia al regime iraniano. Dall'inizio di luglio, abbiamo registrato un'intensa sorveglianza satellitare russa degli Stati del Golfo e delle installazioni militari statunitensi lì presenti. Queste immagini finiscono successivamente in Iran. Allo stesso tempo, esiste una chiara correlazione tra le immagini satellitari russe di questi siti e gli attacchi iraniani - sia prima degli attacchi, in preparazione di essi, sia dopo -, per valutare i danni causati". Lo denuncia su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricordando che "il 19 e il 20 luglio, quattro basi aeree sono rientrate nell'area di interesse dei satelliti russi: due in Bahrain, una in Giordania e una in Kuwait.
Il ministro del petrolio iraniano Mohsen Paknejad ha dichiarato che l'Iran ha venduto petrolio per un valore di 11,5 miliardi di dollari durante la guerra e altri 6,5 miliardi di dollari durante il cessate il fuoco, quando la riduzione dei rischi per il traffico di petroliere ha contribuito ad aumentare le esportazioni e ha permesso la vendita di parte di circa 100 milioni di barili di petrolio greggio e condensato di gas stoccati.
Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti. L'esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Due missili balistici lanciati dagli Houthi verso l'Arabia Saudita sono stati intercettati da un sistema di difesa aerea operato da militari greci dispiegati nel regno. A riferirlo è l'agenzia Reuters, citata da media israeliani.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
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- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
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- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
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Israele, quanto può pesare l'impopolarità di Netanyahu sulle elezioni?
A tre anni dal 7 ottobre, Israele torna alle urne in un Paese profondamente cambiato. Eppure, tra un'opposizione frammentata e un sistema politico bloccato, Benjamin Netanyahu potrebbe ancora riuscire a restare al potere.
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Vai al contenutoCome Ahmadinejad si è trasformato da nemico ad amico di Israele
Le inchieste del New York Times e di Haaretz fanno scalpore: i servizi segreti israeliani avrebbero coltivato per anni un piano per rimettere alla guida del Paese proprio quell'Ahmadinejad, ex presidente iraniano, che per anni aveva predicato la distruzione di Israele.
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Vai al contenutoIran accusa Kiev: "Attaccata nostra nave sul Caspio, un morto"
Il Ministero degli Esteri iraniano ha denunciato un attacco ucraino contro una nave commerciale del Paese nel Mar Caspio, avvenuto nelle prime ore di oggi. Nell'esplosione a bordo, riferisce Teheran, è morto un marinaio e un altro è rimasto ferito. La diplomazia iraniana ha definito l'azione "un atto di aggressione che minaccia di incendiare la situazione e di ampliarne ulteriormente la portata".
Iran, i Pasdaran: "Uccisi oltre 200 soldati Usa nelle basi in Medio Oriente"
Le Guardie della Rivoluzione islamica sostengono di aver ucciso più di 200 militari statunitensi di stanza nelle basi americane in Medio Oriente. Lo ha dichiarato un rappresentante dei Pasdaran, Hossein Mohebi, in un'intervista all'agenzia iraniana Tasnim, collegando le vittime al periodo successivo a quella che Teheran definisce una violazione del cessate il fuoco da parte di Washington. Secondo Mohebi, il bilancio dell'operazione di rappresaglia denominata "Victory-2" supererebbe i 200 morti, con un numero di feriti che sarebbe "ancora molto più alto di questa cifra". Il rappresentante delle Guardie ha inoltre bollato come menzogne tutti i dati diffusi dagli Stati Uniti, arrivando a proporre che Washington inviti i giornalisti nelle basi colpite dagli attacchi iraniani.
Gli Usa sono divisi (anche) su Israele e Gaza
Gli Stati Uniti sono un Paese profondamento polarizzato su tanti temi. E lo sono anche quando si parla di Medio Oriente. Per un terzo degli americani quello compiuto da Israele è un genocidio. A pensarla così è oltre la metà degli elettori democratici.
Gli Usa sono divisi (anche) su Israele e Gaza
Vai al contenutoIran, il Kuwait smentisce: "Mai partecipato ad attacchi"
Il Kuwait respinge le indiscrezioni sul suo coinvolgimento nelle operazioni militari contro l'Iran. L'ambasciatore kuwaitiano negli Stati Uniti, Jasem Al-Sabah, ha bollato come "completamente falso" quanto riportato dal Wall Street Journal a proposito di un ruolo del Paese in azioni contro Teheran. Il diplomatico ha ribadito che il Kuwait "non ha partecipato ad alcuna operazione militare contro l'Iran" e che non ha concesso l'utilizzo del proprio territorio, dello spazio aereo o delle acque territoriali per lanciare offensive.
Iran: "Regno Unito obiettivo legittimo Se sostiene gli Usa nella guerra"
Un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha avvertito che Londra sarà considerata "un obiettivo certo e legittimo" qualora appoggiasse Washington in un eventuale conflitto con Teheran. Lo riferisce l'emittente di Stato iraniana Irib. Secondo il portavoce, qualsiasi Paese che schierasse a fianco degli Stati Uniti in una guerra — compresi il Regno Unito e le monarchie del Golfo — finirebbe nel mirino. Il funzionario ha inoltre sostenuto che di recente i bombardieri americani avrebbero utilizzato basi aeree britanniche.
La popolarità di Trump è in stallo: quanto pesano Iran e inflazione
Il tasso di approvazione del presidente tra i cittadini statunitensi è bloccato da settimane al suo minimo storico. Secondo la media dei sondaggi del New York Times, il 58% degli americani boccia il suo operato. I consensi sono in picchiata su due fronti in particolare: la gestione economica e il conflitto con Teheran, dossier che spacca anche l'elettorato repubblicano. Analizziamo i numeri di questa crisi e i punti di debolezza.
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Vai al contenutoIran: "Atto di aggressione dell'Ucraina contro una nostra nave mercantile nel Caspio"
L'Iran condanna l'Ucraina che ha attaccato una sua nave mercantile nel Mar Caspio, affermando che si tratta di un "atto di aggressione" e ha avvertito che si riserva il diritto di difendere i propri interessi. L'attacco ha provocato un'esplosione che ha ucciso un marinaio e ne ha ferito un altro. Lo riporta Andadolu.
Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb
Il gruppo armato, incoraggiato dall'andamento della guerra in Iran, prova a far pressione sull'Arabia Saudita minacciando un braccio di mare dal quale passa il 7% del petrolio scambiato a livello mondiale, destinato soprattutto all'Asia.
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Vai al contenutoFonti: "Netanyahu vuole presentare a Trump informazioni sulle attività nucleari dell'Iran"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il suo team intendono presentare al presidente degli Stati Uniti Donald Trump nuove informazioni di intelligence sugli sforzi di recupero militare e nucleare dell'Iran durante il loro incontro previsto alla Casa Bianca martedì, comprese quelle che i funzionari israeliani ritengono essere accelerazioni degli sforzi, sotto la guida della Guida suprema Mojtaba Khamenei, eletta in tempo di guerra, per progredire verso un'arma nucleare, secondo quanto riportato da Channel 12. Il rapporto, citando fonti israeliane, non fornisce dettagli sui presunti sforzi di recupero né sulle informazioni di intelligence che Israele intende presentare. Precedenti presentazioni private di Netanyahu a Trump sulle attività nucleari dell'Iran e sulle presunte violazioni dei suoi impegni avrebbero giocato un ruolo significativo nel convincere gli Stati Uniti a colpire l'Iran.
Israele, la città della segregazione di genere: uomini e donne divisi
Marciapiedi separati, da una parte gli uomini e dall'altra le donne. Con barriere di isolamento e una segnaletica inequivocabile. Così Bnei Brak, città ultraortodossa a pochi chilometri da Tel Aviv, porta anche nelle strade una segregazione finora confinata agli spazi religiosi. Un fenomeno che divide. E non solo maschi e femmine.
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Vai al contenutoQuali sono gli effetti dell'accordo Usa-Arabia Saudita sul nucleare?
L’accordo sul nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita apre nuovi interrogativi sulla sicurezza in Medio Oriente. Le condizioni concesse a Riad potrebbero alimentare tensioni regionali e una nuova corsa alla tecnologia nucleare.
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Vai al contenutoGaza, il bilancio delle vittime dal cessate il fuoco sale a 1.191: altri sei decessi
Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha dichiarato oggi che sei palestinesi sono morti nelle precedenti 48 ore a seguito di attacchi israeliani, tra cui quattro vittime accertate di recente e due persone decedute a causa di ferite riportate in precedenza. Il ministero ha dichiarato che altre 37 persone sono rimaste ferite nello stesso periodo e ha aggiunto che ulteriori vittime sono ancora intrappolate sotto le macerie o in zone inaccessibili alle squadre di soccorso e alla protezione civile. Secondo il ministero, 1.191 palestinesi sono stati uccisi e 3.853 feriti a Gaza dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dell'11 ottobre dello scorso anno. Il ministero ha affermato che il bilancio complessivo delle vittime palestinesi dall'inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, è salito a 73.317, con 173.961 feriti.
Zelensky: "Nuovo sostegno di Mosca all'Iran, fornisce immagini dei siti Usa"
"Istruirò i nostri servizi di intelligence a condividere con i nostri partner le informazioni in nostro possesso riguardo al nuovo sostegno della Russia al regime iraniano. Dall'inizio di luglio, abbiamo registrato un'intensa sorveglianza satellitare russa degli Stati del Golfo e delle installazioni militari statunitensi lì presenti. Queste immagini finiscono successivamente in Iran. Allo stesso tempo, esiste una chiara correlazione tra le immagini satellitari russe di questi siti e gli attacchi iraniani - sia prima degli attacchi, in preparazione di essi, sia dopo -, per valutare i danni causati". Lo denuncia su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricordando che "il 19 e il 20 luglio, quattro basi aeree sono rientrate nell'area di interesse dei satelliti russi: due in Bahrain, una in Giordania e una in Kuwait. Lo scopo è evidente. Nessuno di noi nel mondo dovrebbe chiudere un occhio davanti a un fatto molto semplice: il male cerca sempre modi per peggiorare le cose e diffondersi ulteriormente. La Russia e anche questa guerra devono essere fermate". Il leader ucraino annuncia poi che Mosca "vuole ricevere altri 30.000 soldati dalla Corea del Nord", annunciando che Pyongyang "sta anche preparando il trasferimento di ulteriori lanciatori per missili balistici alla Russia". Si tratta per Zelensky di una "minaccia non solo per l'Ucraina. La Russia sta aiutando la Corea del Nord a imparare come condurre la guerra, a migliorare le sue armi e a ottenere esperienza reale di combattimento nell'usarle. Tutto questo rappresenta una minaccia per chiunque in Asia sia nel raggio d'azione dei missili nordcoreani". Il capo dello Stato ucraino avverte infine del rischio che corrono le "imprese agricole e gli impianti di produzione del pane" a causa dei raid russi.
Iran, Axios: "Trump ha ordinato di fermare i raid ieri notte, vuole dare spazio alla diplomazia"
Donald Trump ha ordinato alle forze Usa di non condurre raid contro l'Iran la notte scorsa, interrompendo quindi 13 giorni consecutivi di attacchi, e la decisione riflette la volontà di dare più spazio alla diplomazia ma anche il riconoscimento che l'attuale livello di attacchi ha raggiunto il limiti di efficacia. E' quanto scrive Axios, citando due fonti informate e aggiungendo che non è chiaro se lo stop dei raid la notte scorsa sarà una cosa isolata oppure la pausa continuerà.
Le fonti citate da Axios sottolineando che le forze Usa preparano ancora piani per un ritorno ad operazioni di combattimento in larga scala, ma il presidente non avrebbe ancora dato l'ordine di muoversi in quella direzione. Nelle ultime due settimane, ogni pomeriggio i militari hanno chiesto e ottenuto da Trump l'approvazione per la lista di obiettivi che avrebbero colpito nel giro di poche ore. Ieri invece il presidente non ha dato la luce verde, spiegano ancora le fonti.
Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, Trump poi ha detto che potrà continuare i raid o avviare un'escalation, ribadendo però di essere convinto che "la strategia più intelligente" sia "fare un accordo" con l'Iran". Infine, Axios ricorda come l'ordine di Trump di fermare i raid è stato dato poche ore dopo l'arrivo a Teheran di una delegazione dell'Oman per negoziati tesi a raggiungere un nuovo accordo per la riapertura di Hormuz, durante i quali sarebbero stati fatti progressi, rivelano fonti regionali, con la possibilità di raggiungere un'intesa tra Oman e Iran nel weekend.
Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?
Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente.
Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?
Vai al contenutoPausa nei raid in Iran ma si accende lo scontro tra Houthi e sauditi
Per la prima volta dopo quasi due settimane consecutive di raid statunitensi sull'Iran e di contrattacchi della Repubblica islamica sulle basi Usa nel Golfo la notte è trascorsa tranquilla nei cieli del Medio Oriente. Un segnale, forse, che il lavoro dei mediatori per far ripartire i negoziati sta funzionando visto che anche Donald Trump ammette che il dialogo è ripartito "sul serio" e, in attesa di incontrare martedì Benjamin Netanyahu, prende tempo su una ripresa dei bombardamenti su larga scala. Si accende però un altro fronte di storici nemici, quello tra i ribelli Houthi e l'Arabia Saudita con il rischio di far ripiombare lo Yemen nella guerra civile. I miliziani alleati dell'Iran hanno annunciato, in risposta al fatto che ieri Riad aveva colpito obiettivi degli Houthi nello Yemen, di aver lanciato nella notte raffiche di missili e droni contro gli impianti petroliferi Aramco dell'Arabia Saudita a Jizan e Yanbu. Un video diffuso sui social media mostra nuvole scure che si alzano sopra una raffineria di proprietà di Aramco dopo che una batteria terra-aria gestita da personale greco in Arabia Saudita ha annunciato di aver abbattuto due missili balistici e, successivamente, un drone lanciato dallo Yemen. Yanbu è il principale porto petrolifero dell'Arabia Saudita sul Mar Rosso, dove vengono caricati milioni di barili al giorno, ed è diventato la principale via di esportazione del petrolio saudita, aggirando lo Stretto di Hormuz, che è stato bloccato dall'Iran. Jizan, situata sul Mar Rosso vicino al confine con lo Yemen, ospita una raffineria con una capacità di 400.000 barili al giorno. Facile dunque capire come l'intensificarsi dello scontro tra Houthi e sauditi possa avere ripercussioni economiche mondiali facendo ulteriormente schizzare il prezzo del barile.
Pasdaran: "Abbattuti 11 aerei statunitensi tra l'8 e il 22 luglio"
Le forze armate iraniane hanno distrutto 11 aerei da combattimento ed elicotteri statunitensi a terra in basi americane nella regione tra l'8 e il 22 luglio, secondo quanto affermato dal portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Lo riporta Al Jazeera. Hossein Mohebbi ha dichiarato che tra i velivoli distrutti figuravano un caccia F-15 all'interno di un hangar rinforzato, un aereo da pattugliamento marittimo P-8, un aereo da trasporto C-17 e otto aerocisterne per il rifornimento in volo. Ha inoltre affermato che le forze iraniane hanno distrutto 17 droni da ricognizione e combattimento statunitensi nello stesso periodo. Gli Stati Uniti non hanno confermato le perdite riportate e l'Irgc non ha fornito alcuna prova a sostegno delle affermazioni.
Iran, ministro: "Venduti 11,5 miliardi di petrolio durante la guerra e 6,5 con cessate il fuoco"
Il ministro del petrolio iraniano Mohsen Paknejad ha dichiarato che l'Iran ha venduto petrolio per un valore di 11,5 miliardi di dollari durante la guerra e altri 6,5 miliardi di dollari durante il cessate il fuoco, quando la riduzione dei rischi per il traffico di petroliere ha contribuito ad aumentare le esportazioni e ha permesso la vendita di parte di circa 100 milioni di barili di petrolio greggio e condensato di gas stoccati.
Le vendite hanno generato oltre il 60% delle entrate petrolifere previste nel bilancio annuale dell'Iran, ha affermato Paknejad.
Portavoce degli Houthi incontra delegazione saudita in Oman
Il portavoce dell'ufficio politico degli Houthi yemeniti, Mohammed Abdulsalam, ha incontrato una delegazione saudita in Oman. Lo riporta Al Jazeera. Secondo una fonte degli Houthi di Ansarullah, l'incontro aveva lo scopo di "promuovere la sicurezza e la stabilità regionale". Oggi l'organizzazione filo-iraniana ha aperto il fuoco contro installazioni petrolifere saudite in due porti sulla costa del Mar Rosso, dopo che Riad aveva lanciato attacchi aerei sulla provincia yemenita di Hodeidah.
Media: "Israele si aspettava nella notte massici raid Usa contro l'Iran"
Israele si era preparato a un importante attacco statunitense contro l'Iran nella notte tra venerdì e sabato, ma in seguito i funzionari hanno concluso che Donald Trump aveva deciso di rinviare l'azione e dare a Teheran più tempo per fare concessioni: lo scrive l'israeliano Ynet. Secondo alcune fonti, Qatar e Oman avrebbero fatto pressioni sull'Iran affinché ammorbidisse la sua posizione e scongiurasse quella che sembrava essere un'imminente operazione americana su vasta scala. I funzionari israeliani hanno considerato la pausa come una tregua temporanea piuttosto che un cambiamento di prospettiva più ampio, affermando che le possibilità di un accordo duraturo tra Stati Uniti e Iran rimanevano scarse.
Iran, Daily Mail: "Fa entrare spie in Gb sui barchini dei migranti, Burnham in silenzio"
L'Iran porta spie in Gran Bretagna con i barchini che attraversano la Manica, rivela il Daily Mail, spiegando che gli agenti di Teheran si fanno passare per migranti. Sono stati scoperti iraniani con legami con le agenzie di intelligence di Teheran fra i richiedendi asilo, utilizzando la tecnologia di riconoscimento facciale installata su droni e torri di sorveglianza. I percorsi usati dai migranti sono operati e gestiti dai Guardiani della rivoluzione, precisano le fonti del tabloit inglese. Dal mese di marzo è aumentato il flusso di richiedenti asilo iraniani che fuggono dalla guerra. Decine di loro sono arrivati in pulmini al campo di Loon Plage a Dunkirk dalla Turchia.
Il Daily Mail coglie anche l'occasione per attaccare il nuovo Premier, Andy Burnham, denunciando che nei primi sette giorni da ministro sono arrivati in Inghilterra più di 500 barchini e che non è ancora chiaro al pubblico di quali siano i suoi piani per sigillare i confini britannici. "Il governo deve affrontare il fatto che i Guardiani della rivoluzione stanno sfruttando la crisi dei barchini per far arrivare i propri operativi nelle strade del Paese. Abbiamo bisogno di una task force urgente per sradicare gli agenti iraniani. Teheran minaccia apertamente la Gran Bretagna e abbiamo un premier in silenzio sulla nostra sicurezza nazionale. I nostri cittadini hanno bisogno di risposte, azioni e leadership", ha dichiarato la sottosegretaria per la sicurezza ombra, Alicia Kearns.
Media: "Israele uccide alto funzionario di polizia di Hamas a Gaza"
Un raid aereo israeliano ha ucciso il capo delle forze di polizia guidate da Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale, il generale di brigata Abdel-Nasser Al-Maqadma. Lo riportano i media israeliani. Fonti mediche riferiscono inoltre che un altro attacco israeliano ha ucciso un paramedico palestinese nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale e un altro raid aereo ha provocato due vittime in un'abitazione a Khan Younis, nel sud dell'enclave. Secondo i funzionari sanitari di Gaza, le ultime morti si aggiungono al bilancio di oltre 1.180 palestinesi, per lo più civili, uccisi dagli attacchi israeliani da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco di ottobre tra Israele e i militanti di Hamas.
Cisgiordania, notte di raid Idf: 70 arresti. Coloni aprono 4 nuovi avamposti illegali
Le forze israeliane hanno condotto una vasta operazione in Cisgiordania, con raid, perquisizioni e arresti in numerose località. Nel villaggio di Tell sono state perquisite circa 70 abitazioni e fermate diverse persone. Due palestinesi sono rimasti feriti, mentre altre incursioni sono state segnalate nelle aree di Jenin, Tulkarem, Qalqilya e Nablus
Cisgiordania, notte di raid Idf. Coloni aprono 4 avamposti illegali
Vai al contenutoMedio Oriente, coloni aprono quattro nuovi avamposti illegali in Cisgiordania'
Coloni estremisti israeliani hanno aperto quattro nuovi avamposti illegali nella Cisgiordania settentrionale durante la notte. Secondo quanto riferito della radio dell'esercito israeliano e dai media palestinesi, un avamposto e' stato eretto proprio accanto al villaggio di Tell, dove venerdì si è verificato un sanguinoso scontro a fuoco tra coloni e palestinesi, in cui sono rimasti uccisi due israeliani e quattro palestinesi. Sempre secondo la radio dell'esercito israeliano, circa 20 coloni sono entrati nel villaggio palestinese. Secondo quanto riportato da fonti palestinesi, altri tre avamposti sarebbero stati costruiti vicino alle città palestinesi di Awarta, Qusra e Jabal Ubayd. Tutti e quattro gli avamposti sono costituiti da piccoli rifugi e tende, alcuni dei quali ospitano anche greggi di bestiame.
Idf, arrestati oltre 70 palestinesi in Cisgiordania
L'esercito israeliano afferma di aver arrestato nella notte in Cisgiordania oltre 70 palestinesi ricercati e di averne interrogati centinaia di altri dopo l'annuncio di 'un'operazione antiterrorismo" dopo la sparatoria tra coloni e palestinesi ieri vicino Nablus..
Houthi, colpiti impianti sauditi della Saudi Aramco
Gli Houthi yemeniti hanno condotto operazioni contro gli impianti petroliferi della Saudi Aramco nelle città meridionali di Jizan e Yanbu. Lo dice il portavoce militare del gruppo, Yahya Sare. Non c'è stata una conferma immediata da parte saudita, sebbene alcuni filmati mostrino colonne di fumo nero che si alzano in aria dalla raffineria Aramco di Jizan, riportano diversi media. L'Arabia Saudita aveva precedentemente emesso brevi avvertimenti ai residenti di Jizan e Yanbu dopo che gli Houthi avevano minacciato ritorsioni contro il regno per gli attacchi di questa settimana.
Yemen: raid Houti con missili e droni contro infrastrutture petrolio saudite su Mar Rosso: 'Ci sarà escalation'
I raid degli houti sull'Arabia saudita hanno colpito con droni e missili infrastrutture petrolifere sul Mar Rosso, ha rivendicato il portavoce militare del movimento, Yahya Saree. Presi di mira i siti dell'Aramco di Jizan e Yanbu, ha precisati. Il portavoce ha minacciato una escalation di attacchi nelle prossime ore e giorni.
Hamas, ucciso capo polizia Gaza in raid israeliano
Un raid aereo israeliano ha ucciso il capo delle forze di polizia guidate da Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale, il generale di brigata Abdel-Nasser Al-Maqadma. Lo riferisce il ministero degli Interni di hamas. Maqadma era conosciuto come il "governatore della Striscia di Gaza settentrionale". Secondo quanto riferito dal gruppo, è stato ucciso da un raid aereo israeliano nella zona di Sheikh Radwan, a nord di Gaza City. In un altro episodio, un altro attacco israeliano ha ucciso un paramedico palestinese nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, secondo quanto riferito dai medici. Aggiungono inoltre che un agente di polizia, ferito da un raid aereo israeliano la scorsa settimana, e' deceduto oggi. Le Forze di Difesa Israeliane non hanno rilasciato commenti.
Iran, Urso: "Italia va avanti meglio degli altri Paesi Ue"
"In un contesto cosi' difficile comunque l'Italia va avanti e meglio degli altri Paesi europei che fronteggiano le nostre stesse emergenze": lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo a TgCom24. "In questo contesto cosi' difficile, con le guerre che circondano l'Europa, l'Italia e' sulla rotta giusta: aumentano gli occupati, aumenta in modo significativo l'export italiano siamo diventati il quarto Paese mondiale superando Giappone e Corea del Sud, aumenta la produzione interna, c'e' un afflusso significativo di turisti stranieri", ha spiegato.
Houthi: "Abbiamo colpito impianti petroliferi sauditi sul Mar Rosso"
I ribelli Houthi yemeniti hanno dichiarato di aver colpito gli impianti petroliferi dell'Arabia Saudita sulla costa del Mar Rosso, mentre il gruppo sostenuto da Teheran ha minacciato di intensificare la propria risposta qualora venisse attaccato dalla monarchia del Golfo. In una dichiarazione video, il portavoce militare Yahya Saree ha affermato che il gruppo ha preso di mira siti gestiti dal colosso petrolifero saudita Aramco a Jizan e Yanbu utilizzando droni e missili e ha minacciato di "ampliare le nostre azioni e intensificare... nelle prossime ore e nei prossimi giorni".
Siria, Guterres: "Inaccettabili violazioni Israele su Alture Golan"
''Le Alture del Golan sono territorio siriano e le violazioni israeliane in corso sono inaccettabili''. Lo ha affermato il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres in visita a Damasco, dove ha incontrato il presidente siriano Ahmed al-Sharaa.
Iran, Pasdaran: "Fermate quattro navi a Hormuz"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di avere fermato quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. "Quattro imbarcazioni, che avevano intenzione di transitare nell'area meridionale dello Stretto di Hormuz tramite una rotta illegale e pericolosa, sono state fermate nelle ultime 24 ore dopo che la Marina ha sparato colpi di avvertimento", hanno dichiarato i Pasdaran a quanto riferito dalla televisione statale iraniana.
Iran, Teheran: "Avanti fino a piena resa nemici"
L'Iran non fermera' le operazioni militari fino a quando gli Stati Uniti non si arrenderanno. Ad assicurarlo e' stato il generale Mohammad Bagher Zolghadr, capo del consiglio Supremo per la sicurezza nazionale. "I lanci continui e mirati dei nostri combattenti continueranno fino alla completa resa del nemico e alla vendetta per il sangue dei bambini oppressi di Minab e Lamerd", ha dichiarato.
Teheran, continueremo a colpire senza sosta fino alla resa degli Usa
Il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (Snsc) iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha dichiarato che "le forze armate iraniane continueranno a colpire senza sosta fino alla resa totale del nemico" e che si tratta di una vendetta per la morte dei bambini iraniani a Minab. "Ogni colonna di fumo nella regione indica un obiettivo militare, di sicurezza o finanziario statunitense", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.
Tajani, 'a Roma grande evento per costruire stato palestinese libero'
"Noi il 28 e il 29 luglio abbiamo organizzato con l'Arabia Saudita un grande evento che è frutto di un progetto che punta a dar vita a uno Stato palestinese che possa vivere in piena libertà a fianco ad uno Stato di Israele la cui sicurezza deve essere assolutamente garantita, nonostante le difficoltà del momento, nonostante gli errori che vengono commessi anche dai governi. Noi crediamo che l'unica soluzione per garantire la pace in quel martoriato paese sia proprio la soluzione a due stati. Continueremo a lavorare, non bisogna mai arrendersi neanche di fronte alle difficoltà del momento". Lo dice il vicepremier Antonio Tajani a a Grosseto, a margine del Congresso toscano di Fi.
"Ecco perché con il ministro degli Esteri saudita apriremo i lavori e agevoleremo anche grazie alla presenza di autorevoli autorità religiose, il dialogo tra Islam, Cristianesimo e Ebraismo è uno strumento fondamentale per costruire la pace. Detto questo, il 4 di agosto ci sarà la seconda ondata di colloqui tra israeliani e libanesi per arrivare a una soluzione in Libano".
Teheran: "Non c'è soluzione militare alla guerra tra Houthi e sauditi"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che non esiste "una soluzione militare" agli scontri tra i ribelli Houthi in Yemen, sostenuti da Teheran, e l'Arabia Saudita. In un'intervista pubblicata dal quotidiano statale Iran Daily, Araghchi ha anche auspicato un "dialogo" tra le parti in conflitto, mentre la guerra infuria da mesi tra Iran e Stati Uniti e si è estesa a tutta la regione.
Araghchi: "Non c'è soluzione militare per crisi Yemen"
Non c'è soluzione militare al conflitto tra Arabia Saudita e Houthi. A chiarirlo è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Crediamo che non esista una soluzione militare per la questione dello Yemen, di Bab el-Mandeb e di altre questioni regionali", ha dichiarato Araghchi in un'intervista al quotidiano Iran Daily.
Ukmto: "'Incidente' tra petroliera e militari a Hormuz"
L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito di "un incidente" che ha coinvolto ieri una petroliera e unità militari nel Golfo dell'Oman, vicino allo Stretto di Hormuz. Nel post su X per comunicare quanto accaduto, il Maritime Trade Operations Monitor non ha precisato la nazionalita' delle forze coinvolte. L'esercito americano aveva fatto sapere durante la notte di avere aperto il fuoco contro una nave che tentava di eludere il blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. "Le autorita' sono a conoscenza dell'incidente e le relative indagini sono ancora in corso", si spiega nel comunicato Ukmto. "Alle navi viene consigliato di prendere in considerazione le più recenti informazioni sulla sicurezza marittima, consapevoli dell'evoluzione del contesto operativo", avvisa la società.
Houthi: "Respinto attacco aereo saudita"
Le difese aeree degli Houthi hanno respinto un attacco dell'aviazione militare saudita. A riferirlo è stato il ministero della Difesa yemenita, in una nota diffusa dai media iraniani. "I sistemi di difesa aerea del Paese sono riusciti a costringere un certo numero di caccia dell'Arabia Saudita a ritirarsi e a impedire il loro ingresso nello spazio aereo yemenita", si legge.
Ministro esteri cinese vede Araghchi, auspica la ripresa dei negoziati Usa-Iran
Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, in Kirghizistan, a margine del Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) nella città turistica di Cholpon-Ata. Wang ha auspicato la ripresa dei negoziati e l'attuazione di un memorandum d'intesa volto ad allentare le tensioni in Medio Oriente e nella regione del Golfo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale cinese Xinhua. Wang si riferiva all'accordo preliminare finalizzato a porre fine alla guerra, attualmente in stallo a causa della ripresa delle ostilità tra le parti per il controllo dello Stretto di Hormuz.
Maxi raid Israele in Cisgiordania, 30 arresti
Incursioni in diverse citta' e villaggi palestinesi della Cisgiordania da parte dell'esercito israeliano si sono verificate nella notte. Secondo quanto riferito dai palestinesi, si e' trattato di una delle operazioni piu' vaste delle ultime settimane, con decine di perquisizioni, interrogatori e arresti avvenuti simultaneamente in varie localita'. Le incursioni fanno seguito agli scontri avvenuti venerdi' vicino a Nablus, costati la vita a due israeliani e quattro palestinesi. I disordini sono esplosi dopo che alcuni coloni israeliani armati sono entrati nella vicina cittadina palestinese di Tel e un residente palestinese ha sottratto un'arma a uno dei coloni. Il grave incidente ha innescato un'ondata di raid e attacchi da parte dei coloni contro i villaggi palestinesi circostanti. Proprio a Tel, nelle prime ore del mattino, le forze israeliane hanno arrestato almeno 30 palestinesi. Fonti della sicurezza hanno riferito all'agenzia Wafa che i militari dello Stato, perquisito diverse abitazioni e condotto una vasta operazione di arresti, fermando circa 30 residenti. Altri abitanti sono stati sottoposti a interrogatori sul posto. Le forze israeliane hanno avviato una vasta operazione di incursioni e rastrellamenti anche nella citta' di Jenin e in diverse localita' del governatorato. Le operazioni hanno incluso perquisizioni e arresti, accompagnati da un massiccio dispiegamento di truppe e da continui movimenti militari. Fonti locali hanno riferito che i raid si sono concentrati nel quartiere orientale di Jabal Abu Dhahir, nel centro di Jenin e nel quartiere di Al-Marah, oltre alle localita' di Zababdeh, Faqqua, Yabad, Burqin, Jalbun, Qabatiya, Jalqamus, Silat al-Harithiya, Ya'mun, Kafr Dan, Deir Abu Daif e nel villaggio di Zububa. Le truppe hanno inoltre fatto irruzione in complessi residenziali che ospitavano sfollati provenienti dal campo profughi di Jenin, situati nei pressi dell'Arab American University e del complesso residenziale per insegnanti. Nel frattempo, i militari hanno condotto incursioni e perquisizioni in numerose abitazioni, proseguendo le manovre in diverse aree del governatorato.
Wafa: "L'Idf ha arrestato almeno 30 palestinesi a Tell, presso Nablus"
Le forze israeliane hanno arrestato almeno 30 palestinesi durante un raid all'alba nel villaggio di Tell, a sud-ovest di Nablus, teatro ieri di un sanguinoso scontro a fuoco fra palestinesi e coloni israeliani. Lo scrive la agenzia palestinese Wafa. Fonti della sicurezza hanno riferito all'agenzia che le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio, teatro ieri degli incidenti in cui sono rimasti uccisi quattro palestinesi e sono morti un israeliano e un soldato dell'Idf. Le truppe hanno perquisito diverse abitazioni e condotto un'operazione di arresto su vasta scala, fermando circa 30 residenti. Diversi altri residenti sono stati sottoposti a interrogatori sul posto. L'operazione militare è ancora in corso.
Media Israele: "ITA Airways e Austrian Airlines cancellano voli per Tel Aviv"
ITA Airways e Austrian Airlines hanno cancellato i voli programmati per questa mattina verso Israele a causa di problemi di sicurezza. E' quanto ha riportato l'emittente israeliana Chanel 12, affermando che le due compagnie aeree, che fanno parte del Gruppo Lufthansa, hanno sospeso i collegamenti aerei poiché le crescenti tensioni regionali rappresentano dei rischi i viaggi aerei da e per Israele. Sul sito di Ita Airways il volo Roma-Tel Aviv programmato per questa mattina risulta cancellato. Chanel 12 non spiega se anche i voli successivi a quelli odierni subiranno variazioni.
Media: "Prima notte in 2 settimane senza attacchi Usa sull'Iran"
Media, prima notte senza attacchi nella guerra tra Usa e Iran. Lo sottolinea Cnn, spiegando che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ieri non ha annunciato nuove azioni militari contro l'Iran, dopo aver lanciato attacchi quotidiani contro il Paese per quasi due settimane. Fino a questa mattina, i media statali iraniani a loro volta non hanno segnalato attacchi o esplosioni nel Paese durante la notte.
Iran, Araghchi: "Nessuna buona volontà da parte Usa"
L'Iran non ha riscontrato "alcuna buona volontà" da parte degli Stati Uniti, criticando quella che ha definito la promozione da parte di Washington di una nuova rotta marittima al posto di quella designata da Teheran nel Golfo Persico. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi parlando a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan. Secondo Araghchi è "significativo" il fatto che gli Stati Uniti abbiano aperto una nuova rotta e insistito affinché le navi la utilizzassero.
Media: "Due missili Houthi abbattuti da militari greci"
Due missili balistici lanciati dagli Houthi verso l'Arabia Saudita sono stati intercettati da un sistema di difesa aerea operato da militari greci dispiegati nel regno. A riferirlo e' l'agenzia Reuters, citata da media israeliani. I missili erano diretti contro raffinerie petrolifere nell'area di Yanbu, sulla costa saudita del Mar Rosso. Le autorita' di Riad hanno lanciato un allarme sicurezza, poi rientrato, proprio per la zona di Yanbu.
Lanza: "Hormuz fondamentale, anche per fertilizzanti, rischiamo una crisi alimentare"
"Per certi versi, la crisi di Hormuz è più pericolosa degli choc petroliferi degli anni Settanta". Lo afferma Alessandro Lanza, direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei, in un'intervista al Corriere della Sera, spiegando che il blocco dello stretto potrebbe avere effetti ben oltre il mercato energetico. "Dallo stretto fra Iran e Oman non passava solo il 20% del petrolio globale, ma anche una quota molto rilevante dei suoi derivati. Non sto parlando tanto di carburanti come diesel e benzina quanto di prodotti come fertilizzanti e urea che sono indispensabili per l'agricoltura. Rischiamo una crisi alimentare oltre che una crisi energetica", sostiene. Secondo Lanza, gli effetti della chiusura sono già in corso. "Ci siamo già dentro. Anche se le ostilità fra Stati Uniti e Iran dovessero cessare domani, lo stretto di Hormuz non è una porta che si apre e si chiude. Ci vorranno mesi per sminarlo e renderlo di nuovo navigabile", osserva. Per il presidente al momento è impossibile dire quanto salirà ancora il prezzo del petrolio "ci sono troppi elementi di incertezza". "Il primo è quanto durerà il blocco di Hormuz. Il secondo è la Cina", sottolinea. "La Cina ha buone chance di uscire fra i Paesi vincitori di questa crisi", grazie alle consistenti riserve petrolifere e all'elettrificazione, prosegue Lanza. "La Russia ha senz'altro da guadagnare dal perdurare del blocco di Hormuz. Potrebbe produrre molto più petrolio e gas e, se i prezzi dovessero salire a livelli da choc energetico, molti Paesi, anche in Europa, potrebbero riconsiderare l'opportunità delle sanzioni", evidenzia. Per l'Italia, Lanza rileva che "dopo la crisi del gas russo, l'Italia ha diversificato le forniture e ora si approvvigiona dall'Azerbaigian, attraverso il Tap e con i rigassificatori. Direi che non siamo messi male. Poi, certo, se la crisi dovesse avvitarsi, saremmo coinvolti".
Riad: cessato allarme in Yanbu. Media: problemi per voli
Le autorita' saudite hanno dichiarato cessato l'allarme nella provincia di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, lanciato dopo che gli Houthi avevano rivendicato un attacco missilistico contro Jizan, nel sud del Paese. In un post sui suoi canali social, la direzione della difesa civile ha chiesto comunque ai cittadini di evitare assembramenti e fare riprese video. Secondo quanto riferito dai media della regione, il raid degli Houthi ha avuto conseguenze sul traffico aereo saudita. Tutti i voli negli aeroporti di Abha e Jizan, nel sud-ovest dell'Arabia Saudita, sarebbero stati cancellati e forti ritardi si registrano nei voli da e per Gedda, costretti a modificare la propria rotta.
Cisgiordania, notte di raid Idf: circa 50 arresti e due feriti
Le forze israeliane hanno condotto una vasta operazione in Cisgiordania, con raid, perquisizioni e arresti in numerose località. Nel villaggio di Tell sono state perquisite circa 70 abitazioni e fermate una cinquantina di persone. Due palestinesi sono rimasti feriti, mentre altre incursioni sono state segnalate nelle aree di Jenin, Tulkarem, Qalqilya e Nablus.
Cisgiordania, notte di raid Idf: circa 50 arresti e due feriti
Vai al contenutoIran: sistema difesa greco in A.Saudita intercetta missili da Yemen
Un sistema di difesa aerea greco in Arabia Saudita ha intercettato due missili balistici lanciati dallo Yemen. Lo riporta il sito di Haaretz citando fonti della sicurezza di Atene alla Reuters. Obiettivo dei missili lanciati dallo Yemen erano le raffinerie di petrolio di Yanbu, spiegano le fonti.
Libano, media; "Esplosione a Tiro per raid Idf"
Una forte esplosione ha scosso la zona di Masha'a al-Mansouri, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale, con il boato udito nella città di Tiro e nei villaggi circostanti. Lo ha riportato l'agenzia di stampa libanese Nna affermando che l'esplosione sarebbe stata causata dall'esercito israeliano. In un altro episodio, l'agenzia Nna ha riferito che le forze israeliane hanno condotto un'operazione di rastrellamento con armi automatiche vicino a una postazione dell'esercito libanese nel villaggio di Majdel Zoun.
Media: sistema di difesa greco in Arabia Saudita intercetta due missili dallo Yemen
Un sistema di difesa aerea greco operativo in Arabia Saudita ha intercettato due missili balistici lanciati dallo Yemen, riferiscono fonti. Lo riporta Reuters.
Teheran critica frasi Kallas sulle violazioni dei diritti umani in Iran
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha criticato le dichiarazioni dell'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, che ieri ha espresso "preoccupazione per i diritti umani in Iran": "Non si tratta solo di una perdita di credibilità. È la banalità del male, la forma più pura di ipocrisia", ha sottolineato Baghaei. "Come può un dichiarato impegno per i diritti umani conciliarsi così facilmente con il supporto logistico e tecnico (Ue) fornito a palesi aggressioni contro il popolo iraniano? Aggressioni che prendono di mira deliberatamente i civili e le infrastrutture nazionali critiche?", ha affermato Baghaei. Che in un post su X ha aggiunto: "Tutto ciò è accaduto mentre (i dirigenti dell'Ue) si rifiutavano di condannare anche i crimini di guerra più evidenti e non offrivano una sola parola di solidarietà per i bambini iraniani massacrati dalle bombe e dai missili americano-israeliani".
Iran, Teheran: "Europa resta in silenzio di fronte a crimini contro iraniani"
"L'Europa parla di diritti umani, ma rimane in silenzio di fronte ai crimini e agli attacchi contro l'Iran". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.
Crosetto: "Le navi italiane restano nel Mar Rosso, presto nuove armi a Kiev"
Le navi italiane continueranno a operare nel Mar Rosso nell'ambito della missione europea Aspides. Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista a la Repubblica, spiegando che l'obiettivo è evitare che si rafforzi "la tattica del caos perseguita dai pasdaran". "Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si è fermata. Ora è in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos più grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono lì per quello scopo, non possono andarsene, al momento", dice il ministro. Per Crosetto, "dobbiamo evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo è restare lì e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo". Il ministro aggiunge che il dialogo va mantenuto "anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Parlando di aiuti all'Ucraina "per fare nuovi pacchetti bisogna avere nuove armi ed equipaggiamenti da mandare - afferma Crosetto -. All'inizio la richiesta ucraina era: mandateci qualsiasi cosa avete. Oggi è diverso. Le esigenze sono diventate molto più specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda è cento volte superiore all'offerta. Non è facile aiutarli, pur avendone la volontà", afferma. "Nonostante ciò, io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l'Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro", aggiunge.
Trump: "Iran non avrà nucleare. Mi candiderò per la quarta volta"
Un cappellino con scritto “Trump 2028”. Così Donald Trump è tornato, con una provocazione, sulla possibilità di un suo terzo mandato, una opportunità negatagli dalla Costituzione e alla quale già nei mesi scorsi aveva detto di pensare. Alla seconda cena dei corrispondenti della Casa Bianca che, dopo quella interrotta dall'attentato del 25 aprile, si è tenuta nella notte italiana del 25 luglio, il presidente statunitense ha chiuso la serata indossando il berretto rosso e dicendo: “Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno scoop, di correre per la quarta volta da presidente". Trump ha anche detto: "La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà migliore ancora", per poi aggiungere: "Sto scherzando". Al termine del discorso è partito il brano Ymca dei Village People, lo stesso che viene usato alla fine dei comizi del tycoon. Una parte della platea di giornalisti ha applaudito e si è alzata in piedi, l'altra metà no.
Trump: 'Iran non avrà nucleare. Mi candiderò per la quarta volta'
Vai al contenutoIran, niente attacchi Usa mentre Trump cena con giornalisti
Non c'e' stata l'attesa quattordicesima ondata di attacchi notturni delle forze americane in Iran. Con il presidente americano Donald Trump impegnato alla cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca, il Pentagono ha fatto tacere le armi. Non un caso, secondo diversi media. La breve tregua potrebbe avere avuto lo scopo di lasciare i riflettori tutti sull'atteso intervento di Trump al gala, riconvocato dopo che il precedente appuntamento del 25 aprile era stato interrotto da una sparatoria tra agenti federali e un uomo armato che aveva tentato di entrare nella sala. Ma potrebbe anche trattarsi della calma prima della tempesta: da giorni si susseguono mosse dei militari americani che lasciano pensare a un'imminente escalation. E sono state fatte filtrare alla stampa indiscrezioni sulla crescente frustrazione del presidente per il fallimento dei negoziati. "Il presidente e' entrato in modalita' vendetta", ha scritto ieri il Wall Street Journal citando fonti vicine alla Casa Bianca.
Salgono a 50 i palestinesi arrestati in raid Idf in Cisgiordania, raid in 70 case
E' salito a 50 il numero dei palestinesi che sono stati arrestati nei raid condotti nella notte nel villaggio di Tell, a sudovest di Nablus in Cisgiordania, dalle Forze di difesa israeliane (Idf), che hanno fatto irruzione in 70 case. Lo riporta l'emittente al-Jazeera. Il governatore di Nablus, Ghassan Daghlas, ha dichiarato ad al Jazeera che sei palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti o arrestati negli ultimi due giorni. Daghlas ha descritto gli eventi come una "vera e propria aggressione" e ha attribuito l'escalation a quello che ha definito "un prolungato silenzio internazionale" che, a suo dire, ha incoraggiato gli attacchi contro i palestinesi.
Notte di raid Idf in Cisgiordania, oltre 20 arresti, operazione in corso
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto numerosi incursioni nella notte in Cisgiordania, effettuando raid in città, villaggi e paesi e compiendo numerosi arresti. Il sito di Haaretz afferma che fonti palestinesi hanno descritto quella di stanotte come una delle più vaste ondate di raid delle ultime notti, con decine di perquisizioni, interrogatori sul campo e arresti in più località contemporaneamente. I raid sono stati condotti dopo che due israeliani e quattro palestinesi sono rimasti uccisi in uno scontro avvenuto ieri vicino a Nablus, quando coloni armati sono entrati nel villaggio di Tell e un residente ha sottratto un'arma a uno di loro. Il tragico incidente ha scatenato un'ondata di incursioni e attacchi dei coloni contro i villaggi palestinesi circostanti. Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane hanno fatto irruzione a Tell e perquisito decine di case, comprese quelle delle famiglie dei palestinesi uccisi ieri. Secondo fonti palestinesi, più di 20 residenti sono stati arrestati entro la mattinata e l'operazione nel villaggio è tuttora in corso. Le Idf hanno operato anche in diversi comuni del governatorato di Jenin, tra cui un complesso residenziale vicino all'Università arabo-americana per gli sfollati del campo profughi. Le forze hanno condotto ulteriori raid nelle zone di Tulkarm e nella città di Qalqilya, mentre almeno tre arresti sono stati segnalati nella città di Azzun.
Gaza, da Egitto pressing per forza internazionale di stabilizzazione
L'Egitto sta lavorando per "superare lo stallo" nella Striscia di Gaza, in coordinamento con gli Stati Uniti e gli attori regionali, e per accelerare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione nell'enclave palestinese. Lo scrive il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah. Inoltre, fonti informate hanno riferito al giornale che l'Egitto conta sul dispiegamento di tale forza come mezzo per stabilire una nuova realtà di sicurezza e impedire il completo collasso dell'accordo di cessate il fuoco.
Crosetto: "Mar Rosso? Non possiamo andare via, in gioco sicurezza"
"Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolinea in una intervista a Repubblica come l'Italia non seguira' l'esempio tedesco e continuera' con gli alleati nella missione Aspides a presidiare il Mar Rosso. "Aspides non e' nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia. Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si e' fermata. Ora e' in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos piu' grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono li' per quello scopo, non possono andarsene, al momento", esplicita il ministro. L'obiettivo e' "evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo e' restare li' e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo", e "anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Aspides, esplicita Crosetto, resta una missione "con una natura difensiva da possibili attacchi" cosi' come era nata. Nel colloquio con il ministro, spazio anche alla questione Ucraina, paese che affronta la rimozione del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, e le proteste contro Zelensky per averlo fatto. "Fedorov rappresenta l'innovazione, e' uno di quelli che ha stravolto completamente le regole del gioco nel campo di battaglia, consentendo all'Ucraina prima di resistere e poi di passare all'iniziativa. Gli stessi problemi che ha affrontato lui in Ucraina li abbiamo noi in Italia, in Germania, in Francia: c'e' una resistenza al cambiamento e c'e' chi guarda avanti e ha capito che l'innovazione arriva a una velocita' spaventosa. Il mondo militare e' abituato a fare programmi, come minimo, decennali, adesso qualsiasi arma progettata oggi rischia di essere gia' obsoleta tra sei mesi", dice. Ha sentito Fedorov? "Io l'ho chiamato il giorno dopo la sua destituzione e gli ho detto: quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor? Era una dimostrazione di stima e amicizia". Le esigenze e le richieste che arrivano dall'Ucraina, osserva poi Crosetto, "sono diventate molto piu' specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda e' cento volte superiore all'offerta. Non e' facile aiutarli, pur avendone la volonta'", ma, "nonostante cio', io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l'Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro. Anche perche' siamo in momento problematico: grande e' la difficolta' di Putin e la preoccupazione e' che possa alzare il livello dello scontro. E questo ci obbliga ad aiutare ancora di piu' l'Ucraina".
Houthi rivendicano attacchi contro Arabia, sospesi voli a Riad e Jeddah
Attraverso il loro sito web di notizie Ansarollah, gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico sulla città di Jazan, dove l'agenzia saudita di protezione civile aveva emesso un allarme per un "potenziale pericolo", dichiarando pochi minuti dopo che il pericolo era "passato". L'agenzia saudita aveva emesso un allarme simile due volte a Yanbu (ovest) nelle prime ore di sabato. Ieri Riad aveva lanciato raid aerei su Hodeida, un porto controllato dagli Houthi sulla costa occidentale dello Yemen, sul Mar Rosso, e la milizia sciita filoiraniana i ribelli che hanno denunciato gli attacchi alle infrastrutture civili e promesso ritorsioni. "Un'aggressione saudita ha preso di mira la provincia di Hodeidah", aveva riportato il loro canale televisivo, al-Masirah. Gli abitanti di Hodeida hanno udito delle esplosioni, e un testimone ha affermato che le deflagrazioni si sono verificate vicino al porto. I media ribelli hanno riportato attacchi contro infrastrutture appartenenti all'autorità delle telecomunicazioni e sulla vicina isola di Kamaran.
Iran: voli sospesi in aeroporti Riad e Gedda dopo attacchi da Teheran
Voli sospesi negli aeroporti di Gedda e Riad, in Arabia Saudita, dopo un attacco proveniente dallo Yemen. Lo riferiscono media iraniani. In precedenza era stato attivato un allare preventivo nella zona di Yanbu in Arabia Saudita, ma poi è stato revocato.
Trump conferma Netanyahu negli Usa: "Anche Mamdani vorrà incontrarlo"
Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la prossima settimana vedrà a Washington Benjamin Netanyahu, aggiungendo che a suo avviso anche il sindaco di New York Zohran Mamdani vorrebbe incontrare il primo ministro israeliano. In precedenza, Mamdani aveva affermato che stava "esaminando" la sua autorità legale per arrestare Netanyahu, nei confronti del quale la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di arresto. Trump ha detto che "invierà" al leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, "un bellissimo abito palestinese in modo che possa accogliere Bibi Netanyahu quando verrà in città la prossima settimana, insieme al sindaco, che sono sicuro vorrà incontrare Bibi". Mamdani e Schumer "non stanno trattando Bibi molto bene. Chuck voleva unirsi a noi stasera, ma non voleva violare molte parti delle regole e dei regolamenti palestinesi. Non vuole violare la legge della sharia", ha detto Trump.
Al Jazeera: due palestinesi feriti da raid Idf e coloni
Un adolescente e un anziano, entrambi palestinesi, sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco esplosi nella notte a Betlemme e Nablus, in Cisgiordania. Lo riporta Al Jazeera, che spiega come, nella notte, ci siano state incursioni militari israeliane e violenze da parte dei coloni nei territori occupati. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Aqabat Jabr, a sud di Gerico, nella citta' di Qalqilya, nel villaggio di Kobar, nel distretto di Ramallah, e nella localita' di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme. Le truppe hanno inoltre fatto irruzione nella citta' di Yabad e nei villaggi di Zababdeh e Burqin, nel governatorato di Jenin, mentre un'altra operazione ha preso di mira il villaggio di Faroun, a sud di Tulkarem. A Nablus, unita' militari sono entrate nei villaggi di Tal e Qaryut, oltre che nella citta' di Beit Furik, avviando una vasta campagna di arresti a Tal e perquisendo numerose abitazioni a Beit Furik. Durante queste operazioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre coloni israeliani hanno attaccato alcune case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.
Iran, Araghchi: da Usa promesse violate e crimini
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito agli Stati Uniti la "violazione delle promesse e i crimini" che hanno portato alla situazione attuale nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera, che cita l'agenzia di stampa iraniana Irna. Araghchi
ha anche sottolineato la "serietà dell'Iran nel campo della diplomazia" e la determinazione di Teheran "a difendere i propri interessi e la sicurezza nazionale, e a impedire agli Stati Uniti di utilizzare impropriamente lo Stretto di Hormuz per minacciare la sicurezza nazionale iraniana".
Iran: Houthi rivendicano attacco missilistico contro città di Jizan
I ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro la città di Jizan, nel sud dell’Arabia Saudita, secondo quanto pubblicato su Telegram dal canale mediatico del gruppo, Ansarollah. L’Arabia Saudita aveva precedentemente diramato brevi avvisi ai residenti di Jizan e Yanbu dopo che i ribelli avevano promesso di vendicarsi contro il regno per gli attacchi di questa settimana.