Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, spari Usa contro una petroliera. Missili dallo Yemen contro l'Arabia. LIVE

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Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti. L'esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Cisgiordania in fiamme intanto per una sparatoria vicino a un insediamento con due israeliani e quattro palestinesi uccisi: l'esercito assedia Nablus

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Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti. L'esercito Usa spara contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Cisgiordania in fiamme intanto per una sparatoria vicino a un insediamento con due israeliani e quattro palestinesi uccisi: l'esercito assedia Nablus.

Donald Trump è tornato ad attaccare i giornalisti, sostenendo che non raccontano la verità sulla guerra con l'Iran. "Ho sentito solo notizie false. Ma la loro marina non esiste più, l'aviazione non esiste più, non hanno più radar", ha detto, per poi ribadire che l'Iran "non avrà mai il nucleare", suscitando un po' di applausi nella platea di giornalisti del gala dei corrispondenti della Casa Bianca. 

Gli approfondimenti:

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Iran, niente attacchi Usa mentre Trump cena con giornalisti

Non c'e' stata l'attesa quattordicesima ondata di attacchi notturni delle forze americane in Iran. Con il presidente americano Donald Trump impegnato alla cena dei corrispondenti dalla Casa Bianca, il Pentagono ha fatto tacere le armi. Non un caso, secondo diversi media. La breve tregua potrebbe avere avuto lo scopo di lasciare i riflettori tutti sull'atteso intervento di Trump al gala, riconvocato dopo che il precedente appuntamento del 25 aprile era stato interrotto da una sparatoria tra agenti federali e un uomo armato che aveva tentato di entrare nella sala. Ma potrebbe anche trattarsi della calma prima della tempesta: da giorni si susseguono mosse dei militari americani che lasciano pensare a un'imminente escalation. E sono state fatte filtrare alla stampa indiscrezioni sulla crescente frustrazione del presidente per il fallimento dei negoziati. "Il presidente e' entrato in modalita' vendetta", ha scritto ieri il Wall Street Journal citando fonti vicine alla Casa Bianca.

Salgono a 50 i palestinesi arrestati in raid Idf in Cisgiordania, raid in 70 case

E' salito a 50 il numero dei palestinesi che sono stati arrestati nei  raid condotti nella notte nel villaggio di Tell, a sudovest di Nablus in  Cisgiordania, dalle Forze di difesa israeliane (Idf), che hanno fatto  irruzione in 70 case. Lo riporta l'emittente al-Jazeera. Il  governatore di Nablus, Ghassan Daghlas, ha dichiarato ad al Jazeera che  sei palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti o arrestati  negli ultimi due giorni. Daghlas ha descritto gli eventi come una "vera e  propria aggressione" e ha attribuito l'escalation a quello che ha  definito "un prolungato silenzio internazionale" che, a suo dire, ha  incoraggiato gli attacchi contro i palestinesi.

Notte di raid Idf in Cisgiordania, oltre 20 arresti, operazione in corso

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto numerosi incursioni  nella notte in Cisgiordania, effettuando raid in città, villaggi e paesi  e compiendo numerosi arresti. Il sito di Haaretz afferma che fonti  palestinesi hanno descritto quella di stanotte come una delle più vaste  ondate di raid delle ultime notti, con decine di perquisizioni,  interrogatori sul campo e arresti in più località contemporaneamente. I  raid sono stati condotti dopo che due israeliani e quattro palestinesi  sono rimasti uccisi in uno scontro avvenuto ieri vicino a Nablus, quando  coloni armati sono entrati nel villaggio di Tell e un residente ha  sottratto un'arma a uno di loro. Il tragico incidente ha scatenato  un'ondata di incursioni e attacchi dei coloni contro i villaggi  palestinesi circostanti. Durante  la notte, le Forze di Difesa Israeliane hanno fatto irruzione a Tell e  perquisito decine di case, comprese quelle delle famiglie dei  palestinesi uccisi ieri. Secondo fonti palestinesi, più di 20 residenti  sono stati arrestati entro la mattinata e l'operazione nel villaggio è  tuttora in corso. Le Idf hanno operato anche in diversi comuni del  governatorato di Jenin, tra cui un complesso residenziale vicino  all'Università arabo-americana per gli sfollati del campo profughi. Le  forze hanno condotto ulteriori raid nelle zone di Tulkarm e nella città  di Qalqilya, mentre almeno tre arresti sono stati segnalati nella città  di Azzun.

Gaza, da Egitto pressing per forza internazionale di stabilizzazione

L'Egitto sta lavorando per "superare lo stallo" nella Striscia di Gaza,  in coordinamento con gli Stati Uniti e gli attori regionali, e per  accelerare il dispiegamento di una forza internazionale di  stabilizzazione nell'enclave palestinese. Lo scrive il  quotidiano  libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah.  Inoltre,  fonti informate hanno riferito al giornale che l'Egitto conta sul  dispiegamento di tale forza come mezzo per stabilire una nuova realtà di  sicurezza e impedire il completo collasso dell'accordo di cessate il  fuoco.

Crosetto: "Mar Rosso? Non possiamo andare via, in gioco sicurezza"

"Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolinea in una intervista a Repubblica come l'Italia non seguira' l'esempio tedesco e continuera' con gli alleati nella missione Aspides a presidiare il Mar Rosso. "Aspides non e' nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia. Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si e' fermata. Ora e' in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos piu' grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono li' per quello scopo, non possono andarsene, al momento", esplicita il ministro. L'obiettivo e' "evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo e' restare li' e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo", e "anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran". Aspides, esplicita Crosetto, resta una missione "con una natura difensiva da possibili attacchi" cosi' come era nata. Nel colloquio con il ministro, spazio anche alla questione Ucraina, paese che affronta la rimozione del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, e le proteste contro Zelensky per averlo fatto. "Fedorov rappresenta l'innovazione, e' uno di quelli che ha stravolto completamente le regole del gioco nel campo di battaglia, consentendo all'Ucraina prima di resistere e poi di passare all'iniziativa. Gli stessi problemi che ha affrontato lui in Ucraina li abbiamo noi in Italia, in Germania, in Francia: c'e' una resistenza al cambiamento e c'e' chi guarda avanti e ha capito che l'innovazione arriva a una velocita' spaventosa. Il mondo militare e' abituato a fare programmi, come minimo, decennali, adesso qualsiasi arma progettata oggi rischia di essere gia' obsoleta tra sei mesi", dice. Ha sentito Fedorov? "Io l'ho chiamato il giorno dopo la sua destituzione e gli ho detto: quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor? Era una dimostrazione di stima e amicizia". Le esigenze e le richieste che arrivano dall'Ucraina, osserva poi Crosetto, "sono diventate molto piu' specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda e' cento volte superiore all'offerta. Non e' facile aiutarli, pur avendone la volonta'", ma, "nonostante cio', io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l'Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro. Anche perche' siamo in momento problematico: grande e' la difficolta' di Putin e la preoccupazione e' che possa alzare il livello dello scontro. E questo ci obbliga ad aiutare ancora di piu' l'Ucraina".

Houthi rivendicano attacchi contro Arabia, sospesi voli a Riad e Jeddah

Attraverso il loro sito web di notizie Ansarollah, gli Houthi hanno  rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico sulla città di  Jazan, dove l'agenzia saudita di protezione civile aveva emesso un  allarme per un "potenziale pericolo", dichiarando pochi minuti dopo che  il pericolo era "passato". L'agenzia saudita aveva emesso un allarme  simile due volte a Yanbu (ovest) nelle prime ore di sabato. Ieri Riad  aveva lanciato raid aerei su Hodeida, un porto controllato dagli Houthi  sulla costa occidentale dello Yemen, sul Mar Rosso, e la milizia sciita  filoiraniana i ribelli che hanno denunciato gli attacchi alle  infrastrutture civili e promesso ritorsioni. "Un'aggressione saudita ha  preso di mira la provincia di Hodeidah", aveva riportato il loro canale  televisivo, al-Masirah. Gli abitanti di Hodeida hanno udito delle  esplosioni, e un testimone ha affermato che le deflagrazioni si sono  verificate vicino al porto. I media ribelli hanno riportato attacchi  contro infrastrutture appartenenti all'autorità delle telecomunicazioni e  sulla vicina isola di Kamaran.

Iran: voli sospesi in aeroporti Riad e Gedda dopo attacchi da Teheran

Voli sospesi negli aeroporti di Gedda e Riad, in Arabia Saudita, dopo un  attacco proveniente dallo Yemen. Lo riferiscono media iraniani. In  precedenza era stato attivato un allare preventivo nella zona di Yanbu  in Arabia Saudita, ma poi è stato revocato.

Trump conferma Netanyahu negli Usa: "Anche Mamdani vorrà incontrarlo"

Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la prossima  settimana vedrà a Washington  Benjamin Netanyahu, aggiungendo che a suo  avviso anche il sindaco di New York Zohran Mamdani vorrebbe incontrare  il primo ministro israeliano. In precedenza, Mamdani aveva affermato che  stava "esaminando" la sua autorità legale per arrestare Netanyahu, nei  confronti del quale la Corte penale internazionale ha spiccato un  mandato di arresto. Trump ha  detto che "invierà" al leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer,  "un bellissimo abito palestinese in modo che possa accogliere Bibi  Netanyahu quando verrà in città la prossima settimana, insieme al  sindaco, che sono sicuro vorrà incontrare Bibi". Mamdani  e Schumer "non stanno trattando Bibi molto bene. Chuck voleva unirsi a  noi stasera, ma non voleva violare molte parti delle regole e dei  regolamenti palestinesi. Non vuole violare la legge della sharia", ha  detto Trump.

Al Jazeera: due palestinesi feriti da raid Idf e coloni

Un adolescente e un anziano, entrambi palestinesi, sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco esplosi nella notte a Betlemme e Nablus, in Cisgiordania. Lo riporta Al Jazeera, che spiega come, nella notte, ci siano state incursioni militari israeliane e violenze da parte dei coloni nei territori occupati. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Aqabat Jabr, a sud di Gerico, nella citta' di Qalqilya, nel villaggio di Kobar, nel distretto di Ramallah, e nella localita' di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme. Le truppe hanno inoltre fatto irruzione nella citta' di Yabad e nei villaggi di Zababdeh e Burqin, nel governatorato di Jenin, mentre un'altra operazione ha preso di mira il villaggio di Faroun, a sud di Tulkarem. A Nablus, unita' militari sono entrate nei villaggi di Tal e Qaryut, oltre che nella citta' di Beit Furik, avviando una vasta campagna di arresti a Tal e perquisendo numerose abitazioni a Beit Furik. Durante queste operazioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre coloni israeliani hanno attaccato alcune case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.

Iran, Araghchi: da Usa promesse violate e crimini

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito agli Stati Uniti la "violazione delle promesse e i crimini" che hanno portato alla situazione attuale nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera, che cita l'agenzia di stampa iraniana Irna. Araghchi

ha anche sottolineato la "serietà dell'Iran nel campo della diplomazia" e la determinazione di Teheran "a difendere i propri interessi e la sicurezza nazionale, e a impedire agli Stati Uniti di utilizzare impropriamente lo Stretto di Hormuz per minacciare la sicurezza nazionale iraniana". 

Iran: Houthi rivendicano attacco missilistico contro città di Jizan

I ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro la città di Jizan, nel sud dell’Arabia Saudita, secondo quanto pubblicato su Telegram dal canale mediatico del gruppo, Ansarollah. L’Arabia Saudita aveva precedentemente diramato brevi avvisi ai residenti di Jizan e Yanbu dopo che i ribelli avevano promesso di vendicarsi contro il regno per gli attacchi di questa settimana.

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