I senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto. Un voto simbolico, che però fa infuriare Trump: "Risoluzione insensata e insignificante"
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Un voto "inopportuno e privo di significato". Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.
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Tajani: "Pronti a contribuire a Hormuz, aspettiamo accordo definitivo Iran-Usa"
"Oggi ci sarà anche un vertice E5 a Berlino, vedremo come si sviluppa la situazione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, poi aspettiamo che ci sia un accordo definitivo tra americani e iraniani e poi si vedrà. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della cerimonia per il 252esimo anniversario dalla fondazione della Guardia di Finanza a Foggia, in merito a una domanda sulla missione internazionale per la sicurezza marittima a Hormuz.
Netanyahu al termine della sua testimonianza: "Chiedo verità e giustizia"
Dopo 98 udienze, si è conclusa questa mattina presso la corte distrettuale di Tel Aviv la testimonianza del premier Benjamin Netanyahu nell'ambito dei processi che lo vedono imputato per concussione, frode e abuso d'ufficio. La testimonianza è durata circa un anno e mezzo tra esame, controesame e riesame. ''Per dieci anni, sono state investite risorse ingenti, inviati inquirenti in tutto il mondo, non ho mai assistito a uno sforzo così enorme per un'indagine, con modalità degne della Stasi'', ha detto Netanyahu prendendo la parola a termine dell'ultima udienza del riesame (controinterrogatorio). ''E' impossibile recuperare questi 10 anni, né per me, né per la mia famiglia, né per le famiglie che sono state distrutte in queste indagini. E' possibile far emergere la verità e la giustizia, quindi vi chiedo di fare in modo che la verità e la giustizia vengano a galla, perché questi 10 anni non potranno più essere recuperati'', ha aggiunto. Il processo dovrebbe durare ancora per un paio di anni nel primo grado di giudizio in quanto vi è ancora una lunga serie di testi che devono ancora essere ascoltati dalla Corte.
Ghalibaf: "Fine guerra in Libano importante quanto fine guerra in Iran"
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato oggi che l'Iran non ha mai abbandonato i suoi amici e partner strategici nelle situazioni più difficili e complesse. "Per noi, il cessate il fuoco in Libano è importante quanto il cessate il fuoco in Iran e la fine della guerra in quel Paese è altrettanto importante quanto la fine della guerra in Iran", ha sottolineato. "L'obiettivo strategico dell'Iran è il ritiro delle forze militari straniere dalla regione, poiché non solo non sono riuscite a garantire una sicurezza duratura nella regione, ma sono state esse stesse fonte di instabilità", ha aggiunto, citato dall'Irna, durante un discorso alla conferenza dell'Unione parlamentare degli Stati islamici a Baku.
Teheran: "Accordo con Washington una sconfitta per gli Usa"
L'accordo tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente è "una dichiarazione di sconfitta da parte dell'America". Lo ha affermato Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana. "L'intesa di Islamabad non è stata il risultato di pressioni e coercizione, bensì della resistenza e dell'autorevolezza della coraggiosa nazione iraniana", ha dichiarato Ghalibaf durante una conferenza in Azerbaigian trasmessa dalla televisione iraniana. "Ecco perché il Memorandum d'intesa di Islamabad è diventato una dichiarazione di sconfitta per l'America", ha affermato, aggiungendo che la sicurezza in Medio Oriente deve essere garantita dai paesi della regione.
Ministro Esteri iraniano a Hamas: "Sostegno a palestinesi fino a riconoscimento diritti"
Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha parlato degli "ultimi sviluppi" nella regione, dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, con Basem Naeem, componente dell'ufficio politico di Hamas. Lo ha reso noto la tv iraniana. Araghchi ha "ribadito il continuo sostegno della Repubblica islamica ai palestinesi e alla loro giusta causa fino alla realizzazione dei loro diritti nazionali legittimi", ha riferito l'emittente.
Pakistan: "Colloqui tecnici Usa-Iran riprenderanno la prossima settimana"
Il Pakistan, che funge da mediatore sul memorandum di pace tra Usa e Iran, afferma che i colloqui tecnici tra i due paesi riprenderanno la prossima settimana.
Wafa: coloni israeliani attaccano case e terreni a sud di Hebron, 4 feriti
L'agenzia di stampa Wafa riferisce che quattro palestinesi hanno riportato ferite dopo che coloni israeliani hanno attaccato case e terreni agricoli nella città di Yatta, a sud di Hebron. I coloni hanno anche sradicato e danneggiato circa 60 alberi. L'attivista anti-insediamenti Osama Makhameh ha dichiarato che coloni pesantemente armati hanno attaccato case e terreni palestinesi nelle zone di Wadi al-Rakhim e Khallat al-Homs, a sud di Yatta.
Flotilla: "Tajani non ha condannato violazioni su nostri attivisti"
"Da tutta Italia saremo presenti ad accogliere Dina e Domenica, e a manifestare loro la nostra vicinanza; resta l'amarezza per un governo che celebra il proprio operato senza delle azioni chiare sulle violazioni commesse contro i propri cittadini durante le due missioni Gsf, dalle forze israeliane a quelle libiche". Così la Global Sumud Italia nella nota con la quale annuncia l'arrivo a Roma stamani dei due attivisti italiani per un mese detenuti in Libia. Le critiche sono rivolte soprattutto al ministro degli Esteri: "oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile. Continua infatti anche oggi mercoledì 24 giugno, la campagna in collaborazione con Amnesty "Free Them All" in una nuova giornata di mobilitazione nazionale: sono previsti presidi e incontri in numerose città italiane e presso le sedi istituzionali di Milano, Bologna, Parma, Bari, Napoli".
Trump: "Prezzo benzina non cala dopo crollo prezzo petrolio, avvierò indagine"
"Le grandi compagnie petrolifere non stanno abbassando i prezzi alla pompa in proporzione al drastico calo dei prezzi del petrolio che stanno pagando. I prezzi stanno crollando a picco! In altre parole, i consumatori vengono derubati. Ho dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un'indagine. I prezzi della benzina devono iniziare a scendere molto più velocemente di quanto stia accadendo!". Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Onu avvia evacuazione di 11.000 marinai bloccati a Hormuz
L'agenzia marittima delle Nazioni Unite ha avviato un'operazione per evacuare oltre 11.000 marinai rimasti bloccati nello Stretto di Hormuz dopo che il Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran ha posto fine alla guerra. Il canale, chiuso dall'Iran dalla fine di febbraio, aveva lasciato le imbarcazioni bloccate per mesi.
Seul: "Quattro navi sudcoreane hanno lasciato Hormuz"
Quattro navi gestite da armatori sudcoreani hanno lasciato lo Stretto di Hormuz e sono dirette a destinazione: una in Corea del Sud e le altre in paesi terzi. Lo ha dichiarato il ministero degli Affari marittimi sudcoreano. Delle 26 imbarcazioni rimaste bloccate dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, 18 si trovano ancora nel Golfo, ha aggiunto. In precedenza, l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap aveva riferito che due navi, tra cui una superpetroliera diretta in Corea del Sud, avevano attraversato lo Stretto.
Aiea: "Siti nucleari saranno prima o poi ispezionati"
Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), ha dichiarato durante la sua visita a Tokyo che gli ispettori dell'agenzia esamineranno i siti di arricchimento nucleare iraniani. Secondo Grossi, "Che accada dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni, è importante, ma non essenziale. Accadrà". Le sue dichiarazioni giungono dopo le contraddittorie affermazioni di ieri da parte di Washington e Teheran in merito all'ispezione dei siti nucleari iraniani bombardati durante la guerra. Funzionari iraniani affermano di non aver assunto alcun impegno in Svizzera riguardo al programma nucleare di Teheran e di non aver incontrato alcun funzionario dell'Agenzia per l'Energia Atomica, incluso il suo direttore generale. Nell'ultimo anno, si è verificata una forte tensione tra l'AIEA e il governo iraniano, che l'ha accusata di collaborare con Israele. L'Iran ha chiesto all'agenzia di lasciare il paese durante la Guerra dei Dodici Giorni lo scorso giugno per motivi di sicurezza.
Qatar: "Ripresa normale produzione Gnl possibile entro poche settimane"
Il Qatar si sta preparando a riprendere la normale produzione di gas naturale liquefatto (GNL) in seguito alla firma di un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto al Financial Times il Primo Ministro qatarino Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. Il Qatar è il secondo produttore mondiale di GNL e ha interrotto la produzione a marzo in seguito a un attacco di droni iraniani contro il suo impianto di Ras Laffan. "Entro poche settimane la produzione tornerà alla normalità, fatta eccezione per l'impianto danneggiato", ha aggiunto. “I nostri team sono mobilitati già da alcune settimane. QatarEnergy si sta preparando a riprendere le normali attività non appena la situazione nello stretto di Hormuz si normalizzerà".
Rubio: "Illegale imporre pedaggi a Hormuz, Teheran potrebbe attirare investimenti"
"Nessun Paese è autorizzato a imporre pedaggi o tariffe su una via navigabile internazionale. Si tratta di una via navigabile internazionale. Questa è la legge internazionale vigente". Lo ha dichiarato al suo arrivo negli Emirati Arabi Uniti il segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo cui nessun Paese è autorizzato a imporre pedaggi sullo Stretto di Hormuz, dove l'Iran ha cercato di far pagare le navi in transito. "Non credo che qui da noi ci sia qualcuno da convincere a questo proposito. Penso che tutti i paesi di questa regione sarebbero d'accordo con noi", ha aggiunto. Nel suo tour nel Golfo, il Segretario di Stato americano visiterà, dopo gli Emirati Arabi Uniti, anche il Kuwait e il Bahrein, entrambi Paesi che ospitano basi militari statunitensi, per discutere dell'accordo con Teheran. Parando da Abu Dhabi, Rubio ha dichiarato che se l'Iran decidesse "di voler essere un Paese, anziché un movimento rivoluzionario", potrebbe beneficiare di nuove opportunità economiche, compresi gli investimenti.
Petrolio, prezzi in calo ai minimi da 4 mesi
Prezzi del petrolio in calo, attestandosi vicino ai minimi degli ultimi quattro mesi sulla scia delle indiscrezioni secondo cui altre petroliere bloccate nel Golfo sarebbero pronte a lasciare lo Stretto di Hormuz. Il Brent cede lo 0,74% a 76,51 dollari al barile mentre i future sul WTI perdono lo 0,72% a 72,68 dollari. Secondo gli analisti persiste un elemento di forte volatilita' dovuta alle valutazioni eccessive nel settore dell'intelligenza artificiale e alle prospettive dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Qatar pronto a riprendere produzione Gnl
Lo sceicco del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha dichiarato al Financial Times che il Paese si sta preparando a riprendere la normale produzione di gas naturale liquefatto in seguito alla firma di un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar è il secondo produttore mondiale di Gnle ha interrotto la produzione a marzo dopo un attacco di droni iraniani all'impianto di Ras Laffan. "Entro poche settimane, la produzione tornerà alla normalità, a eccezione dell'impianto danneggiato", ha affermato lo sceicco", i nostri team sono mobilitati già da alcune settimane. QatarEnergy si sta preparando a riprendere le normali operazioni non appena la situazione nello stretto di Hormuz si normalizzerà".