Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran Usa, Meloni: "Mai partecipato al conflitto, fatto quanto detto in Parlamento"

©Ansa

Tensione Roma-Teheran il giorno dopo le parole di Rutte sui “500 aerei Usa decollati dalle basi italiane per l'Iran”. Meloni ha ribadito che “l’Italia non ha partecipato al conflitto” e che “Rutte ha confuso la tipologia dei voli autorizzati”. Tajani, in una telefonata con Araghchi, ha assicurato che Roma “non ha autorizzato l’uso delle basi per azioni di guerra contro l’Iran”. Per Crosetto, “le parole inopportune e superflue di Rutte rischiano di avere conseguenze serie”

 

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Tensione Roma-Teheran il giorno dopo le parole di Rutte sui “500 aerei Usa decollati dalle basi italiane per l'Iran”. Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato l'Italia, assieme alla Romania, di essere “complice” della guerra di Trump. "Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, se avessimo partecipato al conflitto in Iran non si spiegherebbe, diciamo, questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso", ha riferito Meloni, per poi sottolineare: “Il Segretario Generale nella sua, diciamo così, entusiastica  ricostruzione ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato”. Meloni ha quindi ribadito quanto già espresso dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nella telefonata con il collega iraniano Abbas Araghchi: “L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l'Iran”. A Roma non si placa l'irritazione contro il segretario generale della Nato. Per Crosetto, “le sue parole inopportune e superflue rischiano di avere conseguenze serie”.  L'Oman intanto rassicura: “Non ci saranno pedaggi a Hormuz”.

L'esercito britannico ha dichiarato che una nave mercantile è stata colpita da un missile al largo delle coste dell'Oman, vicino a una rotta approvata dalle Nazioni Unite nello Stretto di Hormuz. Wsj: "È stato l'Iran ad attaccare il mercatile a Hormuz". In Iran, secondo il presidente americano Donald Trump, gli Usa stanno "vincendo alla grande. L'Iran sta facendo enormi concessioni". Le cose stanno "andando molto, molto bene", ma gli Usa non accetteranno l'imposizione di alcun pedaggio alle navi che navigano nello Stretto di Hormuz: "Sarebbe inaccettabile" e "non lo permetteremmo". 

Le forze israeliane resteranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza, "senza alcun limite di tempo". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Il ministro ha spiegato che la presenza militare serve "a proteggere i nostri residenti e le comunità contro elementi jihadisti".

Gli approfondimenti:

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Media Libano: colpi di artiglieria israeliani contro due città del sud

L'esercito israeliano ha colpito la periferia delle città di Barashit e Beit Yahoun con circa 10 attacchi di artiglieria. Lo scrive l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency.

Hormuz, Rubio: no a qualsiasi forma di pagamento

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Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. un record che non si aveva dal settembre 2023",ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio,  i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per  famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per  coppia con un figlio).

Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

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Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'

Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e  delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non  solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.

Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'

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Secondo giorno di colloqui a Washington tra Israele e Libano

Secondo giorno di colloqui a Washington tra Libano e Israele. Il punto cruciale tra le parti risiede nell’entità del ritiro dell’esercito israeliano e nelle aree da cui esso avrà inizio. Lo scrivono il sito americano Axios e i media israeliani.Nel frattempo, il quotidiano Yedioth Ahronoth ha riferito che il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti sta arrivando in Israele per discutere della questione Iran e Libano con il Ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore israeliani.L’emittente radiotelevisiva israeliana, citando fonti, ha riferito che le due parti si sono scambiate mappe ieri, con l’aspettativa di un parziale ritiro israeliano da alcune aree, mentre i mediatori americani hanno espresso la speranza che entrambe le parti mostrino maggiore flessibilità nelle loro posizioni.

Sa'ar presenterà proposta riconoscimento Israele del genocidio armeno

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar presenterà domenica una proposta di risoluzione al governo per il riconoscimento ufficiale del genocidio del popolo armeno avvenuto negli ultimi anni dell'Impero ottomano. La decisione, secondo il suo ufficio, è destinata a suscitare la reazione della Turchia, da sempre contraria a definire i massacri avvenuti tra il 1915 e il 1923 come genocidio.

La questione è al centro di un lungo contenzioso internazionale: gli armeni chiedono da decenni il riconoscimento delle uccisioni e deportazioni che avrebbero causato circa 1,5 milioni di morti, mentre Ankara respinge con forza questa ricostruzione storica. Nella bozza della proposta si sottolinea "l'obbligo morale e storico" di riconoscere il genocidio e si condannano "i tentativi di distorcere la verità storica di questi eventi", inclusi quelli attribuiti alla Turchia attraverso la riscrittura dei testi scolastici.

Iran, Rutte: 'Da Italia partiti 500 aerei Usa'. Difesa: “Sorpresi'

Il segretario generale della Nato ha rivelato che, per supportare la  missione Epic Fury, migliaia di voli sono partiti da basi europee: "Ad  esempio, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in  Italia". Le opposizioni chiedono chiarimenti al governo. Ministero  Difesa: "Ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace  confondendo la tipologia dei voli autorizzati". Tajani: "Rispettate  tutte le norme, pronti a dirlo in Parlamento".

Iran, Rutte: 'Da Italia partiti 500 aerei Usa'. Difesa: “Sorpresi'

Iran, Rutte: 'Da Italia partiti 500 aerei Usa'. Difesa: “Sorpresi'

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Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?

La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una  riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato  dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la  ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno  dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una  puntata di  "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?

Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?

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Italia-Francia, Crosetto: "Idee per Libano, confronto su difesa"

Nell'incontro tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e la collega francese, Catherine Vautrin, al vertice di Antibes, e' stata "confermata l'importanza della stabilita' del Libano": "In tale ambito", ha speiegato Crosetto, e' necessario che, anche in un'ottica post Unifil, la comunita' internazionale adotti approccio pragmatico e sostenibile, orientato al rafforzamento delle capacita' delle istituzioni nazionali e al consolidamento del ruolo delle Forze Armate libanesi, quale principale pilastro della stabilizzazione del Paese ed elemento fondamentale per la sicurezza dell'intera area. Italia e Francia stanno elaborando delle proposte concrete". "C'e' stato un confronto sulla difesa europea, che deve crescere superando egoismi nazionali e frammentazioni industriali", ha aggiunto il ministro, "sviluppando capacita' comuni, interoperabilita' e una base tecnologica e industriale piu' integrata. In questo quadro", ha sottolineato Crosetto, "abbiamo condiviso una roadmap industriale per rafforzare la cooperazione bilaterale tra le rispettive industrie della Difesa, valorizzando le capacita' comuni e i principali programmi congiunti, a partire dai missili Aster e dal sistema di difesa aerea Samp-T new generation, esempi concreti di collaborazione efficace e di successo". Tra le sfide, ha aggiunto, "vi e' anche quella di collaborare in modo ancora piu' intenso e mettere a fattor comune le rispettive eccellenze del settore spaziale con il Progetto Bromo, per rafforzare la sovranita' tecnologica europea e creare massa critica in un settore segnato da una competizione globale sempre piu' intensa. E' un percorso che rafforza il pilastro europeo della sicurezza e rende la Nato ancora piu' credibile ed efficace. Italia e Francia condividono la responsabilita' di trasformare questa cooperazione in risultati concreti, nell'interesse della sicurezza dei nostri cittadini e della stabilita' internazionale". I due ministri hanno anche "ribadito comune sostegno all'Ucraina e condivisa la disponibilita' dell'Italia a contribuire a un'eventuale missione internazionale per garantire liberta' di navigazione Stretto di Hormuz, a condizione che vi siano tregua stabile, una chiara cornice giuridica internazionale, il consenso dei Paesi della regione e la necessaria autorizzazione del Parlamento italiano".

Media: Israele verso il riconoscimento del genocidio armeno

Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar chiederà nella prossima riunione  di governo di approvare il riconoscimento formale da parte delle  istituzioni israeliane del genocidio armeno. Lo riportano i media  israeliani, sottolineando come la proposta arrivi sullo sfondo delle  tensioni diplomatiche con la Turchia. ''Nella prossima seduta del governo israeliano, presenterò una proposta  di risoluzione per il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno da  parte del governo''. Lo comunica il ministro degli Esteri israeliano  Gideon Sa'ar su x. ''Riconoscere il genocidio perpetrato contro il  popolo armeno negli ultimi anni dell'Impero Ottomano è un dovere morale e  storico. Dobbiamo inoltre condannare fermamente qualsiasi negazione,  minimizzazione o distorsione della verità storica'', ha aggiunto Sa'ar,  aggiungendo che la risoluzione sarà successivamente sottoposta al voto  della Knesset.

Idf: "Uccisi sei terroristi di Hezbollah oggi nel sud del Libano"

''L'aviazione israeliana ha eliminato oggi cinque terroristi di  Hezbollah nella zona di Zawtar al-Sharqiya e un altro sulla cresta di  Ali Taher nel sud del Libano, che ponevano una minaccia alle forze  dell'Idf''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.

Crosetto: "Sul dopo Unifil con la Francia stiamo elaborando proposte"

"Confermata l'importanza della stabilità del Libano. In tale ambito è  necessario che, anche in un'ottica post Unifil, la comunità  internazionale adotti approccio pragmatico e sostenibile, orientato al  rafforzamento delle capacità delle istituzioni nazionali e al  consolidamento del ruolo delle Forze Armate libanesi, quale principale  pilastro della stabilizzazione del Paese ed elemento fondamentale per la  sicurezza dell'intera area. Italia e Francia stanno elaborando delle  proposte concrete". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo  l'incontro con la ministra francese Catherine Vautrin, nel vertice tra  Italia e Francia.

Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier  più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in  discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione  militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una  coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così  ogni concessione rischia di avere un costo interno.

Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

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Conte: "Per Trump in Iran è stato un fallimento totale"

"Trump sulla Libia mi aveva invitato, quando ero premier, ad andare a  prendermi il petrolio, letteralmente. Come ha fatto lui con il Venezuela  e come ha provato a fare con l'Iran. Lì però non ci è riuscito perché  per lui è stato un fallimento totale". Lo ha detto l'ex premier Giuseppe  Conte, leader del M5S, questa sera a Fano, in occasioni di Passaggi  Festival. "L'attacco in Iran degli Usa e di Israele è illegale rispetto al  diritto internazionale e non giustificabile come ritorsione", ha detto  ancora Conte, mentre la "transizione democratica in Iran è impossibile  perché non interessa a nessuna delle forze in gioco: questo era chiaro  da principio". "I veri motivi sono il petrolio e il gas - ha attaccato -  Inoltre non hanno nemmeno il nucleare ma solo l'uranio impoverito. Per  questo non possiamo supportare questa guerra, perché è  anticostituzionale. Ma se il Governo fa partire gli aerei Usa dalle  nostre basi - ha concluso - allora questo Governo ha contribuito ad  alimentare questa guerra".

Iran, Teheran: "Passaggio sicuro a Hormuz non garantito in rotte non autorizzate"

L'Autorità dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha avvertito che le  navi che attraversano lo Stretto di Hormuz al di fuori delle rotte  autorizzate da Teheran non potranno beneficiare di garanzie di sicurezza  né di coperture assicurative. L'ente iraniano ha precisato su X che il  provvedimento è stato diffuso in risposta a numerose richieste di  chiarimento da parte degli operatori marittimi. Secondo  la Pgsa, "qualsiasi transito attraverso percorsi non rientranti nel  quadro designato dall'Autorità non sarà coperto dalle garanzie di  passaggio sicuro e non avrà diritto a copertura assicurativa o ad altre  responsabilità correlate". L’avvertimento arriva poche ore dopo  l'attacco a una nave cargo battente bandiera di Singapore al largo delle  coste dell'Oman. L'Autorità ha inoltre sottolineato che eventuali  conseguenze derivanti dall'utilizzo di rotte non autorizzate ricadranno  esclusivamente sull'armatore, sull'operatore e sul comandante  dell'imbarcazione.

Iran, Onu: "Sospeso piano evacuazione Hormuz dopo attacco in Golfo Oman"

Il piano per l'evacuazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è  stato temporaneamente sospeso dopo l'attacco avvenuto oggi nel Golfo  dell'Oman contro un'imbarcazione che aveva appena attraversato il  corriodio marittimo. Lo ha annunciato l'Organizzazione marittima  internazionale (Omi).  In una  nota, il segretario generale dell'agenzia Onu, Arsenio Dominguez, ha  spiegato di aver deciso di interrompere temporaneamente l’attuazione del  piano "per verificare che siano ancora garantite le necessarie  condizioni di sicurezza, sia per le navi inserite nel programma di  evacuazione sia per tutte le imbarcazioni che operano nella regione".

Wsj: "È stato l'Iran ad attaccare il mercatile a Hormuz"

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha attaccato una nave mercatile battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal citando due funzionari americani. L'attacco ha danneggiato la plancia della nave me non ha causato vittime.

Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X

Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco  e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete  riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece  irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.

Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X

Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X

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Rutte: "Italia ha fatto quello che è previsto dagli accordi bilaterali con Usa"

Durante una conferenza all'Atlantic Council Mark Rutte ha risposto ad una domanda sulla polemica sulle basi italiane. "L'Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Stati Uniti, e nulla di più", ha chiarito il segretario generale della Nato.

Wall Street Journal: "Pasdaran hanno attaccato nave in stretto Hormuz"

Il 'Wall Street Journal' ha citato funzionari statunitensi secondo i quali "le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno attaccato oggi una nave mercantile battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz". 

Cosa resta del cessate il fuoco a Gaza

Sono almeno mille i morti dalla firma di una tregua che non ha prodotto  gli effetti attesi. La situazione umanitaria nella Striscia continua a  essere allarmente e non c'è un accordo sul ritiro dell'Idf, che continua  ad avanzare, e la consegna di armi da parte di Hamas.

Cosa resta del cessate il fuoco a Gaza

Cosa resta del cessate il fuoco a Gaza

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Rutte: "Paesi che non hanno collaborato con Usa su Iran? Casi isolati"

Mark Rutte ha affermato che 4.000-5.000 aerei americani hanno usato basi  in Europa per le operazioni contro l'Iran. "Capisco la delusione di  Trump" nei confronti di Paesi che non hanno collaborato con gli Stati  Uniti, "ma sono casi isolati", ha aggiunto il segretario generale della  Nato.

Iran, Wsj: "Teheran punta a generare miliardi dollari da tariffe Hormuz"

L'Iran sta valutando un sistema per generare miliardi di dollari  imponendo tariffe alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo  riferisce il Wall Street Journal, citando fonti iraniane, secondo cui il  piano prevede la riscossione di pagamenti per servizi di sicurezza,  protezione e tutela ambientale lungo uno dei principali chokepoint  energetici mondiali, attraverso il quale transita circa un quinto del  petrolio globale. Teheran  stima che il meccanismo potrebbe produrre fino a 40 miliardi di dollari  l'anno e punta a coinvolgere anche i Paesi del Golfo nella gestione e  nella distribuzione dei proventi. La proposta, tuttavia, incontrerebbe  la ferma opposizione di Stati Uniti, Oman e altri Paesi della regione,  che ribadiscono come le rotte marittime internazionali debbano restare  libere da pedaggi o tasse di transito.

Media Libano: "Al termine di colloqui in Usa la firma della Dichiarazione d'intenti Libano-Israele"

Secondo il corrispondente dell'emittente libanese al Jadeed a  Washington, alle 22 (ora Usa) al termine della sessione di negoziato,  avrà luogo la firma della 'Dichiarazione d'Intenti tra Libano e Israele  nella sede del Dipartimento di Stato americano.

Rutte: "Al vertice di Ankara dimostreremo quanto la Nato sia potente"

"Al vertice di Ankara dimostreremo quanto la Nato sia potente". Lo ha  detto il segretario generale, Mark Rutte, all'Atlantic Council a  Washington precisando che l'obiettivo è "un'alleanza 3.0. Un'Europa più  forte per una Nato più forte".

Israele, sondaggio: Eisenkot continua ascesa e distanzia Bennett

Continua la 'scalata' al potere di Gadi Eisenkot in vista delle elezioni in Israele, ma stando all'ultimo sondaggio nessun blocco riesce ad assicurarsi una maggioranza per creare un governo. In base all'analisi settimanale di Israel Hayom, l'ex capo di Stato maggiore guadagna un altro seggio e con 21 si avvicina al Likud di Benjamin Netanyahu (24 seggi), distanziando ulteriormente l'alleanza di Naftali Bennett e Yair Lapid (16). Il blocco attualmente al governo mantiene la stabilita', con l'estrema destra di Sionismo Religioso guidato da Bezalel Smotrich che per la terza settimana consecutiva riesce a superare la soglia elettorale. Nel blocco dell'opposizione c'e' un crescente sostegno degli elettori nei confronti di Eisenkot a scapito degli altri partiti. Complessivamente, l'opposizione ottiene 56 seggi, la coalizione di governo 53 e i partiti arabi 11. Di fronte alla mancanza di una maggioranza di 61 seggi, per l'opposizione si aprirebbero due ipotesi: partecipazione nel governo dei partiti ultraortodossi o di quelli arabo-israeliani. L'11% degli elettori dell'opposizione e' favorevole all'ingresso degli haredi mentre il 41% preferisce Ra'am come partner. Il 28% preferirebbe indire nuove elezioni. All'orizzonte ci sono poi altre due incognite: un potenziale partito guidato dall'ex generale dell'Idf, Ofer Winter, che non ha ancora annunciato i suoi piani per la politica nazionale ma e' sempre piu' presente nel panorama mediatico. E il lavoro dietro le quinte di Benny Gantz per costruire un'alleanza di partiti e individui, con l'obiettivo di formare un governo ampio di coalizione nazionale.

Mo, avvocati: "No correlazioni tra rilascio attivisti Flotilla e liberazione calciatori libici"

"A seguito della notizia pubblicata da diversi organi di stampa in  ordine ad una presunta correlazione tra il rilascio degli attivisti  della Flotilla trattenuti in Libia e la liberazione dei calciatori  libici condannati in Italia per la cosiddetta 'strage di Ferragosto', si  rende necessario fare le seguenti precisazioni: la scarcerazione dei  nostri assistiti Jooma Laamami Tarek, Jarkess Mohannad, Ahmad Ali Farah,  Adb Al Monsiff, Assayd Mohamed, è avvenuta per decisione della Corte di  appello di Messina, che ha ritenuto ammissibili le istanze di revisione  della sentenza di condanna presentate nel loro interesse". Lo hanno  affermato gli avvocati dei calciatori, Antonio Pecoraro, Cinzia  Pecoraro, Serena Romano e Stefania Moscardi.  "In  tale frangente la Corte, ritenendo le nuove prove addotte dalle difese  decisive, ha ritenuto di accogliere, la istanza di sospensione della  esecuzione della pena presentata unitamente alla richiesta di revisione  in attesa della celebrazione del processo - hanno aggiunto - Tale  risultato è il frutto di anni di lavoro e della difficoltosissima  ricerca di nuove prove e si inserisce nella cornice di un procedimento  giudiziario di revisione del giudicato e non in una trattativa  diplomatica, come ipotizzato da alcuni organi di stampa. Le notizie di  una presunta correlazione tra la vicenda giudiziaria dei nostri  assistiti e la liberazione degli attivisti della Flotilla sono frutto di  una ricostruzione errata e del tutto destituita di fondamento della  vicenda. In data odierna, peraltro, analogo privvedimento è stato  assunto nei confronti di Beddat Isham, cittadino marocchino. Il  provvedimento di scarcerazione dei nostri assistiti è un atto di  giustizia che arriva dopo una battaglia legale durata undici anni per  rimediare a quello che riteniamo un grave errore di giudizio".

Meloni: "Situazione a Gaza e Cisgiordania drammatica"

"La drammatica situazione di Gaza e Cisgiordania resta al centro delle nostre preoccupazioni". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron al vertice intergovernativo Francia-Italia in corso a Antibes, in Costa Azzurra.

Libano, Meloni: "Coalizione post-Unifil, presto una conferenza"

Per il Libano, ha osservato ancora la premier, "vorremmo lanciare un'iniziativa internazionale, un vertice internazionale, per coinvolgere i partner europei ma anche quelli della regione da cui non possiamo prescindere. Serve una cornice giuridica internazionale e serve un mandato capace di fare la differenza, che forse e' quel che e' mancato in Unifil. Serve un mandato chiaro e strutturato che possa aiutarci a costruire un futuro diverso per questa nazione fondamentale nel quadrante mediorientale". In Libano, ha ribadito, "abbiamo la necessita' di non lasciare un vuoto che potrebbe essere pericoloso" al termine di Unifil e "garantire la continuita' di una presenza internazionale. Per il lavoro fatto e la loro presenza storica, Italia e Francia possono naturalmente guidare una coalizione internazionale, anche costruendo su quel che gia' e' stato fatto: non partiamo da zero. L'obiettivo e' garantire che il governo libanese abbia il monopolio dell'uso della forza e il controllo dell'intero territorio. Dobbiamo ringraziare il presidente Aoun per gli sforzi significativi che sta facendo. Sono molto importanti e fanno la differenza anche i dialoghi di Washington che dobbiamo sostenere".

Media, fonti Israele: "Maturato il momento per azioni diplomatiche con il Libano"

Israele ha informato il Libano che l'Idf ha completato il dispiegamento  nelle aree in precedenza definite come 'zona di sicurezza' nel sud del  Libano. Lo riporta Channel 11, citando 'alti funzionari israeliani'  secondo cui ''è maturato il momento per intraprendere azioni  diplomatiche che garantiscano che l'esercito libanese operi al posto  delle forze dell'Idf e impediscano ai terroristi di Hezbollah di tornare  nei luoghi da cui Idf si ritirerà''.

Usa e alleati Golfo: "Disarmo gruppi armati per ricostruzione Gaza"

I ministri hanno sottolineato “l'importanza del disarmo di tutti i  gruppi armati non statali per consentire la ricostruzione di Gaza e la  necessità di trasferire la responsabilità ad un comitato civile  palestinese indipendente e tecnocratico”. Lo afferma una dichiarazione  congiunta dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo al termine della  riunione dei capi delle diplomazie dei Paesi del Consiglio di  Cooperazione del Golfo copresieduta dal segretario di Stato di Usa,  Marco Rubio, e dal ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin  Rashid Al Zayani.  I ministri  hanno inoltre “elogiato la dichiarazione del Presidente Trump di opporsi  all'annessione della Cisgiordania” sottolineando che “i progressi nella  ricostruzione della Striscia e nelle riforme dell'Autorità Palestinese  creerebbero le condizioni per un percorso credibile verso il diritto del  popolo palestinese all'autodeterminazione e alla statualità”. “I  ministri hanno ribadito - recita il testo - che nessuno sarà costretto a  lasciare Gaza e che coloro che oggi desiderano andarsene, saranno  liberi di tornare”.

Meloni: "Preoccupazione per la situazione drammatica a Gaza e in Cisgiordania"

"La drammatica situazione di Gaza e Cisgiordania resta al centro delle nostre preoccupazioni". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron dopo l'incontro bilaterale a Cap d'Antibes, nell'ambito del vertice intergovernativo Italia-Francia.

Libano, Macron: "Dopo Unifil creare ampia forza multinazionale"

In vista della fine del mandato dell'Unifil in Libano, "dobbiamo darci nuove prospettive e cominciare a collaborare con le autorita' libanesi per costruire una soluzione che appoggi le forze di sicurezza libanesi e sulla base di questo programma cercare di creare una collaborazione piu' ampia possibile, una forza multinazionale che agisca a fianco delle forze armate libanesi". Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron, durante la conferenza stampa con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Antibes. "Il mandato deve essere il piu' chiaro possibile, la missione piu' efficace possibile con l'obiettivo di garantire la sopravvivenza libanese, l'integrita' territoriale del Libano e attuare cio' che il presidente Aoun ha dichiarato sin dal primo giorno del suo incarico, il monopolio delle armi nelle mani delle forze armate libanese", ha aggiunto il capo dell'Eliseo.

Italia-Francia, Meloni: Non abbiamo partecipato a guerra Iran. VIDEO

Italia-Francia, Meloni: Non abbiamo partecipato a guerra Iran | Video Sky - Sky TG24

Italia-Francia, Meloni: Non abbiamo partecipato a guerra Iran | Video Sky - Sky TG24

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Crosetto: "Nel periodo Epic Fury numero voli inferiore agli ultimi 7 anni"

"Una delle cose che ha destato più scalpore nelle parole di Rutte è stato il numero dei voli. Ho lasciato volutamente che si inseguissero le dichiarazioni su quanto fosse alto il numero. A titolo informativo il numero dei voli in transito a Sigonella ed Aviano nel periodo di Epic Fury è stato inferiore, di gran lunga, al numero di voli in transito negli anni: 2025, 2024, 2023, 2022, 2021, 2020, 2019. Questi sono gli anni su cui ho limitato la verifica ma potrei andare indietro. Sono dati ufficiali delle Difesa di cui possiamo fornire i numeri precisi. Adesso invito tutti i commentatori di questi giorni di rileggersi le proprie parole alla luce di questi fatti". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Meloni: "Anche l'Iran ha capito che c'è stata una incomprensione"

"Il ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare che si sia compreso che c'è stata da questo punto di vista un'incomprensione". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron dopo l'incontro bilaterale a Cap d'Antibes, nell'ambito del vertice intergovernativo Italia-Francia.

Macron: "Collaborazione con Usa ma rafforzare indipendenza Ue"

"Dobbiamo sempre rafforzare la nostra indipendenza per essere meno esposti a decisioni improvvise, ma abbiamo bisogno di avere gli Stati Uniti al nostro fianco sui temi importanti". Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, alla conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del 36esimo vertice italo-francese ad Antibes, mettendo l'accento sulla "autonomia strategica" adottata dagli alleati europei. "Non voglio che ci allontaniamo dagli Stati Uniti. Ci sono stati dei momenti di incertezza negli ultimi 18 mesi sulla questione dell'Ucraina, su altri temi. Il G7 a Evian ha consentito una riconvergenza importante dei nostri partner da un lato a livello dell'Ucraina", e "anche sul Medio Oriente, sulle questioni delle terre rare e delle materie prime". "Il nostro ruolo e', laddove possibile, collaborare con gli americani ma rafforzare la nostra indipendenza".

Meloni: "Da Rutte entusiastica ricostruizione confusionaria, serve prudenza"

"Il Segretario Generale nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron dopo l'incontro bilaterale a Cap d'Antibes, nell'ambito del vertice intergovernativo Italia-Francia. "Non so dire, diciamo, questa semplicistica ricostruzione come sia emersa. È probabilmente un tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice della Nato, ma in ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie".

Meloni: "Mai partecipato al conflitto in Iran, fatto quanto detto in Parlamento"

"Io ho condiviso ogni parola che il ministro Crosetto ha detto tra ieri e  oggi. Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, se  avessimo partecipato al conflitto in Iran non si spiegherebbe, diciamo,  questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano  molto spesso. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni cedendo le basi  per attività che non erano cinetiche ma che erano di natura logistica e  tecnica. E quando si sono prospettate delle richieste che esulavano da  quel perimetro, noi non abbiamo concesso l'utilizzo, l'autorizzazione,  come ripeto è ampiamente noto. Quindi il governo ha fatto esclusivamente  quello che ha dichiarato Parlamento, come del resto lo stesso Mark  Rutte ha confermato anche ieri dallo Studio Ovale". Così la presidente  del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente  francese Emmanuel Macron.

Iran, dichiarazione Usa-Paesi Golfo: "Ok negoziati stop ostilità"

"Accogliamo con favore la firma del memorandum d'intesa tra Washington e Teheran e prendiamo atto dell'importanza della mediazione intrapresa da Pakistan e Qatar. Sottolineiamo la necessita' di mantenere lo slancio dei negoziati per porre fine alle ostilita' e impedire all'Iran di sviluppare un'arma nucleare". Lo si legge nella dichiarazione congiunta di Stati Uniti e Paesi del Golfo. "La pace nella regione - prosegue la dichiarazione - richiede di contrastare le minacce provenienti dall'Iran, tra cui i suoi missili, i droni e il sostegno ai suoi gruppi alleati. Sottolineiamo l'importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz e che la liberta' di navigazione senza restrizioni e' essenziale per la sicurezza della regione e del mondo. Qualsiasi investimento o scambio commerciale con l'Iran e' subordinato al rispetto del memorandum d'intesa e dell'accordo definitivo. Riaffermiamo il nostro impegno a favore della sovranita', della sicurezza e dell'integrita' territoriale del Libano e accogliamo con favore i negoziati tra Israele e Libano promossi dagli Stati Uniti. Sottolineiamo l'importanza di mantenere aperto il processo negoziale tra Israele e Libano e che questo non venga collegato ad altri conflitti. Affermiamo che la sovranita' del Libano non sara' raggiunta finche' i gruppi non governativi manterranno capacita' militari al di fuori dell'autorita' dello Stato. Chiediamo il disarmo di tutti i gruppi, il ripristino del monopolio statale libanese sull'uso della forza e il sostegno alle sue forze armate. Condanniamo gli attacchi lanciati da gruppi iracheni fedeli all'Iran contro i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Ci opponiamo all'imposizione di qualsiasi tariffa, tassa o tentativo di esercitare un controllo sullo Stretto di Hormuz".

Iran, Meloni: "Se partecipato Trump non sarebbe deluso"

Israele, atterraggio di emergenza per elicottero Herzog

L'elicottero che trasportava il Presidente israeliano, Isaac Herzog, e' stato costretto a un atterraggio di emergenza presso una base dell'aeronautica militare nel centro di Israele, di ritorno da una cerimonia per il dodicesimo anniversario dell'Operazione Protective Edge, a seguito dell'impatto con un uccello. Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha annunciato che non ci sono state vittime ne' danni. L'equipaggio e' stato trasferito su un altro elicottero e ha ripreso il volo. L'incidente e' oggetto di indagine e l'elicottero e' stato affidato ai tecnici dell'aeronautica per ulteriori verifiche, con l'obiettivo di ripristinarne l'operativita' il prima possibile.

Libano, Meloni: "Italia e Francia possono fare differenza"

"Sul Libano Italia e Francia possono fare la differenza". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron al vertice intergovernativo Francia-Italia in corso a Antibes, in Costa Azzurra.

Iran: missile colpisce nave mercantile a Hormuz

L'esercito britannico ha dichiarato che una nave mercantile e' stata colpita da un missile al largo delle coste dell'Oman, vicino a una rotta approvata dalle Nazioni Unite nello Stretto di Hormuz.

Meloni: "Presto conferenza internazionale sul Libano post Unifil"

"Sulla crisi in Libano Italia e Francia possono fare la differenza: a  fine anno terminerà la missione Unifil" e abbiamo deciso di "lanciare  una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil immaginando presto  una conferenza internazionale". Così la presidente del Consiglio  Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese  Emmanuel Macron dopo l'incontro bilaterale a Cap d'Antibes, nell'ambito  del vertice intergovernativo Italia-Francia.

Iran, colloquio Trump-Carney

Il primo ministro canadese, Mark Carney, ha dichiarato di avere avuto ieri un colloquio telefonico con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. I due leader hanno discusso di diversi argomenti, tra cui la NATO e l'Iran.

Iran, Paesi Golfo: "Negoziati anche su proxy e missili"

Per una pace vera e duratura nella regione, nei negoziati tra Iran e Stati Uniti devono entrare la questione dei 'proxy' di Teheran e del suo programma missilistico. A chiederlo sono i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo Persico, in una nota congiunta diffusa dopo la un incontro con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio con il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg). "I ministri hanno sottolineato che una pace e una sicurezza regionale durature richiedono di affrontare l'intero spettro delle minacce iraniane, inclusi i missili balistici, i droni e il supporto ai proxy (i sodali, ndr) nella regione", si legge nel comunicato. "Qualsiasi scambio commerciale e investimento con l'Iran e' condizionato e reversibile, subordinato al rispetto iraniano del memorandum di intesa e dell'accordo finale, alla cessazione del suo comportamento destabilizzante e alla creazione delle condizioni necessarie per un impegno sul piano economico", avvertono i ministri di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman.

Libano, Macron: "Con Italia per meccanismo post-Unifil"

"Francia e Italia hanno un ruolo particolare" in Libano "perche' entrambe contribuiscono all'Unifil e insieme vogliamo lanciare una coalizione su un meccanismo post-Unifil, in collaborazione con Ue e Onu, per rafforzare la sovranita' in Libano ed evitare che il suo territorio diventi il punto di partenza di una nuova escalation regionale". Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, alla conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del 36esimo vertice italo-francese ad Antibes. "Penso che la nostra collaborazione sia eccellente e speriamo potra' aprire una prospettiva, in vista della fine del mandato dell'Unifil", ha aggiunto il capo dell'Eliseo.

Iran, Macron: "Con partner ruolo importante per apertura Hormuz"

In Medio Oriente, con i nostri partner abbiamo un ruolo importante per contribuire all'apertura dello Stretto di Hormuz, allo sminamento. Vogliamo farlo in maniera pacifica, in accordo con tutti gli interessati, proprio per arrivare a una stabilita' che sia duratura". Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, alla conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del 36esimo vertice italo-francese ad Antibes.

Usa-alleati Golfo: "Ogni commercio o investimento in Iran condizionato e reversibile"

"Qualsiasi scambio commerciale o investimento con l'Iran sarà  condizionato e revocabile, subordinato al rispetto da parte di Teheran  del memorandum d'intesa (Mou) e dell'accordo finale, alla cessazione dei  suoi comportamenti destabilizzanti e alla creazione delle condizioni  necessarie per un coinvolgimento economico": lo affermano i ministri  degli Esteri del Golfo e degli Stati Uniti in un comunicato congiunto  diffuso al termine di una riunione co-presieduta dal segretario di Stato  statunitense Marco Rubio a Manama, capitale del Bahrein.

Usa-alleati Golfo: "Per pace duratura affrontare anche missili e proxy Iran"

I ministri degli Esteri del Golfo e degli Stati Uniti affermano che nei negoziati con gli ayatollah devono essere affrontati anche i 'proxy' di Teheran e il programma missilistico dell'Iran. "I ministri hanno sottolineato che una pace e una sicurezza regionali durature richiedono di affrontare l'intero spettro delle minacce rappresentate dall'Iran, compresi i suoi missili balistici, i droni e il sostegno ai gruppi alleati (proxy) nella regione", hanno dichiarato in un comunicato congiunto diffuso al termine di una riunione co-presieduta dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio a Manama, capitale del Bahrein.

Usa-alleati Golfo: "Colloqui sul Libano dovrebbero essere separati da altri conflitti"

Gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo hanno espresso sostegno oggi  ai colloqui in corso sul Libano, affermando che tali negoziati non  dovrebbero essere condizionati dall'esito di altri conflitti e  aggiungendo che tutti i gruppi armati non statali dovrebbero essere  disarmati, un riferimento ad Hezbollah.

Vance: "Abbiamo creato un canale diretto con i pasdaran iraniani"

Jd Vance ha dichiarato che Washington e Teheran hanno concordato di  istituire un canale diretto con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione  Islamica iraniano per ridurre il rischio di ulteriori conflitti. In  un'intervista rilasciata al sito britannico conservatore UnHerd, il vice  presidente ha affermato che l'accordo prevede incontri a Doha tra  funzionari militari iraniani e Usa per risolvere le controversie. Vance  ha inoltre affermato che gli Emirati Arabi Uniti hanno aperto canali di  comunicazione con l'Iran, inclusi i pasdaran, che prima non esistevano. 

Libano, Katz: "Resteremo senza limiti tempo come in Siria e a Gaza"

Le forze israeliane resteranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e  nella Striscia di Gaza, "senza alcun limite di tempo". Lo ha detto il  ministro della Difesa israeliano Israel Katz intervenendo a una  cerimonia di laurea dei cadetti dell'Idf presso la scuola ufficiali di  Bahad 1, nel sud di Israele. Katz ha spiegato che la presenza militare  serve "a proteggere i nostri residenti e le comunità contro elementi  jihadisti".  "Non scenderemo a  compromessi sul supremo interesse di sicurezza di Israele: proteggere i  nostri soldati e salvaguardare i nostri cittadini, e non ci ritireremo  dalle zone di sicurezza", ha affermato il ministro. Katz ha inoltre  avvertito che se Teheran dovesse attaccare Israele "a causa delle nostre  azioni in Libano, o per qualsiasi altra ragione, risponderemo con tutta  la nostra forza".

Iran, Bonelli (Avs): "Se Rutte ha sbagliato chiediamo dimissioni"

"Prendo atto che il ministro della Difesa, Crosetto, e' pronto a relazionare volo per volo ogni singolo movimento autorizzato nelle sedi istituzionali competenti. Bene. Noi aggiungiamo pero' una richiesta precisa: vogliamo sapere anche il tipo di carico trasportato dai voli aerei americani che hanno utilizzato le basi italiane". Lo scrive, in una nota, Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. "Se Rutte ha sbagliato con le sue dichiarazioni che per il ministro Crosetto sono state 'inopportune e superflue' e che rischiano di produrre conseguenze serie sul piano internazionale allora insieme dobbiamo chiedere le dimissioni del segretario generale della Nato".

Netanyahu: "Non stiamo per ritirarci da Libano, Idf ha piena libertà di azione"

"Con il ministro della Difesa abbiamo istruito l'Idf alla piena libertà  di azione per eliminare qualsiasi minaccia alle truppe o ai residenti  del nord di Israele", ha dichiarato Benyamin Netanyahu. "Oltre il 60%  della Striscia di Gaza è nelle nostre mani. In Libano e in Siria abbiamo  creato zone cuscinetto per prevenire la minaccia di invasioni via  terra, abbiamo respinto i nostri nemici chilometri indietro. Le nostre  forze sono sul picco di Hermon e sulla cresta del Beaufort   per  difenderci. E rimarremo nella fascia di sicurezza fino a quando  necessario: non stiamo per ritirarci". Mentre il primo ministro parlava,  qualcuno dal pubblico gli ha gridato, "Bibi vai a casa". Altri invece  hanno scandito: "Viva Bibi".

Iran, Araghchi sente Albusaidi: "Definiremo insieme regole Hormuz"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sentito il suo collega omanita Badr Albusaidi per discutere della gestione dello stretto di Hormuz. "Abbiamo ribadito che Iran e Oman condurranno un dialogo per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz", ha spiegato lo stesso Araghchi su X. "Siamo determinati e lo faremo in discussione con i nostri vicini", ha confermato.

Marina tedesca e israeliana in esercitazione congiunta al largo di Haifa

La Marina tedesca e quella israeliana hanno svolto un'esercitazione  congiunta al largo della città portuale di Haifa. Secondo quanto  comunicato dalle forze armate israeliane, l'iniziativa rientra nella  collaborazione in corso tra le due forze armate. In precedenza, una nave  della Marina tedesca aveva fatto scalo ad Haifa. Ciò rappresenta "un  ulteriore passo avanti nel rafforzamento delle relazioni tecniche e  operative tra le due marine", è stato affermato. Lo riporta la dpa. La  cooperazione militare tra Israele e Germania comprende, oltre ai  progetti nel settore degli armamenti, anche esercitazioni congiunte.

Katz: "Resteremo in Libano, Siria e Gaza"

"Le forze armate israeliane rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, a tempo indeterminato". Lo ha assicurato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, affermando che il governo "non scendera' a compromessi sul supremo interesse di sicurezza di Israele: proteggere i nostri soldati e salvaguardare i nostri cittadini". Katz ha anche avvertito l'Iran: "Se Teheran attacca Israele a causa delle nostre azioni in Libano, o per qualsiasi altro motivo, lo colpiremo con tutta la nostra forza, in un modo che dimostrera' chiaramente il divario di potere tra noi".

Katz: "Se Teheran attacca per le nostre azioni in Libano, useremo tutta la forza"

"Le Forze di difesa israeliane rimarranno nelle zone di sicurezza in  Libano, Siria e Gaza a tempo indeterminato. Non scenderemo a compromessi  sul supremo interesse di sicurezza di Israele: la protezione dei nostri  soldati e dei nostri cittadini, e non ci ritireremo dalle zone di  sicurezza". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz alla  cerimonia di consegna dei diplomi del corso per ufficiali. Nel suo  discorso ha aggiunto che "comandanti e combattenti hanno tutto il  supporto necessario per portare a termine la loro missione e proteggere  se stessi e i cittadini di Israele". Riguardo all'Iran, ha dichiarato:  "Se Teheran attacca Israele a causa delle nostre azioni in Libano, o per  qualsiasi altro motivo, lo attaccheremo con tutta la nostra forza, in  un modo che gli dimostrerà chiaramente il divario di potere che ci  separa".

Marina Pasdaran: "Da Hormuz si passa solo col nostro ok e su determinate rotte"

La Marina dei pasdaran sta diffondendo un messaggio audio a tutte le  navi nei mari di Hormuz e dell'Oman nel quale sottolinea come il  transito nello Stretto sia consentito solo con il loro via libera e  lungo rotte designate. Il messaggio audio è ripreso da molti account X, e  viene messo in relazione con l'imbarcazione colpita da un proiettile,  nel pomeriggio, vicino all'Oman. "Il transito nello Stretto di Hormuz è  consentito solo con l'autorizzazione della Marina e lungo le rotte  designate - si sente dire alla radio dai pasdaran - Qualora una  qualsiasi imbarcazione tenti di transitare senza la nostra  autorizzazione, con l'Ais (il sistema di tracciamento, ndr) disattivato o  al di fuori della rotta designata, sarà responsabile di tutte le  conseguenze e i pericoli".

Iran, Araghchi: "Dialogo produttivo con Oman su Hormuz, siamo determinati"

L'Iran e l'Oman avvieranno un dialogo sulla futura gestione e sui  servizi marittimi nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro  degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su 'X', spiegando di aver avuto una  "telefonata produttiva" con il suo omologo omanita, Badr Albusaidi. "Siamo determinati e lo faremo dialogando con i nostri vicini", ha scritto Araghchi parlando della gestione di Hormuz.

Netanyahu: "Ho avuto forti pressioni, dall'esterno e in patria"

"Spesso conduco visite sul campo e incontro i soldati. Il vostro  spirito mi ha accompagnato durante le riunioni di gabinetto e mi ha dato  la forza di sostenere pressioni enormi, da fuori e in patria. Non è  stato semplice", ha detto il primo ministro israeliano intervenendo alla  cerimonia di fine corso ufficiali.

Netanyahu: "Altre missioni da portare a termine con Iran,Hamas,Hezbollah"

"Ci sono ancora altre missioni da portare a termine, altre cose da fare  riguardo all'Iran, Hezbollah e Hamas". Lo ha detto il premier Benjamin  Netanyahu alla cerimonia del fine corso degli ufficiali.

Iran: mercantile colpito nello Stretto di Hormuz al largo dell'Oman

Una nave mercantile è stata danneggiata al largo delle coste dell'Oman,  nello Stretto di Hormuz, dopo essere stata colpita da un proiettile non  identificato. Lo ha reso noto l'agenzia marittima britannica Ukmto,  precisando che non si sono registrate vittime. "Una  nave mercantile è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile non  identificato, che ha causato danni al ponte di comando. Il comandante  ha riferito che non ci sono state vittime, né impatti ambientali", ha  dichiarato l'Uk Maritime Trade Operations. La nave è stata colpita a 7,5  miglia nautiche, pari a 14 chilometri, a sud-est di Dahit, in Oman.

Netanyahu: "7 ottobre inizio del programma dei nemici per distruggere Israele"

Siamo nel mezzo di una guerra multifronte continua, importante quanto lo  fu la guerra di indipendenza. L'attacco del 7 ottobre è stato lo sparo  di avvio di un programma dei nemici d'Israele per la distruzione di  Israele. Pensavano che il terribile massacro ci avrebbe abbattuti, ma  noi abbiamo ribaltato l'equazione: chi ci ha perseguitato, diventa a sua  volta perseguitato". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu  intervenendo alla cerimonia di fine corso ufficiali.

Agenzia Gb: "Nave colpita da proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz"

Una nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di  Hormuz: lo segnala l'agenzia marittima britannica Ukmto. "L'Ukmto - si  legge sul sito dell'agenzia - ha ricevuto la segnalazione di un  incidente avvenuto a 7,5 miglia nautiche a sud-est di Dahit, in Oman.  Una nave mercantile è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile  non identificato, causando danni al ponte di comando. Il comandante ha  riferito che non ci sono state vittime e che non si sono registrati  impatti ambientali".

Crosetto: "Numero voli autorizzati da basi in linea con gli anni precedenti"

"Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile - ha amncpra  detto Crosetto - . Il personale della Difesa italiana che,  quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in  relazione all'utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso  rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività.  Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai  trattati, l'autorizzazione è stata negata. È già accaduto e tutti lo  ricordano. Come ho detto ieri, lo Stato Maggiore non ha alcuna  difficoltà a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi  istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato. In un  Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e,  semmai, interrogarsi sulla superficialità con cui sono state rilasciate  alcune dichiarazioni. E invece, in Italia, non basta neppure la  precisazione arrivata ieri dalla stessa Nato, che ha confermato quanto  il ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall'inizio: l'Italia ha  autorizzato esclusivamente attività tecniche e non cinetiche, nel pieno  rispetto di quanto comunicato al Parlamento. Eppure, anche dopo quella  precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a  rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento".

Libano: terzo giorno di colloqui con Israele a Washington

Delegazioni di Israele e Libano al lavoro a Washington per il terzo  giorno del round di colloqui in corso con la mediazione degli Stati  Uniti. Focus, riferisce il giornale israeliano Haaretz, su intese per il  cessate il fuoco, il coordinamento in materia di sicurezza e il  dispiegamento delle forze libanesi nel sud del Paese dei Cedri.

Iran, Ukmto: "Colpita nave in golfo Oman. Danni ma no feriti"

Una nave cargo e' stata colpita sul lato di dritta da un proiettile di origine sconosciuta. Lo ha reso noto il sito di monitoraggio marittimo Ukmto. Secondo quanto riferito da una nota, l'imbarcazione ha subito danni al ponte di comando, ma non vi sono feriti ne' impatti ambientali. "Le autorita' stanno indagando", ha spiegato Ukmto, "si consiglia alle imbarcazioni di transitare con cautela".

Iran, Houthi: "Colpiremo presenza Israele in Somaliland"

Qualsiasi tentativo di Israele di stabilire una presenza nel Somaliland "sara' preso di mira con tutti gli strumenti possibili". E' la minaccia lanciata dal leader Houthi in Yemen, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi. I ribelli yemeniti filo-iraniani stanno "monitorando attentamente gli sforzi di Israele per trasformare il Somaliland in una base per controllare il Golfo di Aden e Bab al-Mandeb e dominare il Mar Rosso", ha sottolineato, assicurando che non resteranno "inerti" di fronte a qualsiasi dispiegamento israeliano nella regione. Lo scorso dicembre, Israele e' diventato il primo Paese a riconoscere l'indipendenza del Somaliland da quando quest'ultimo ha dichiarato la propria autonomia dalla Somalia nel 1991, in seguito alla guerra civile. La scorsa settimana il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha compiuto una visita nello Stato ebraico, dopo che i due Paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche e nominato ambasciatori. Secondo degli esperti, gli Emirati Arabi Uniti hanno svolto un ruolo chiave nel riconoscimento del Somaliland da parte di Israele, ed e' possibile che forze israeliane siano gia' presenti nella base militare emiratina di Berbera.

Wsj: "Iran vuole miliardi dal transito per Hormuz, guarda al modello Dardanelli"

L'Iran preme per l'imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz per generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Teheran sta valutando i modelli adottati in altre parti del mondo, fra i quali quello usato dalla Turchia per i Dardanelli. L'Iran sta promuovendo la sua iniziativa  con altri paesi in Medio oriente e anche con la Cina.

Biffi: su Hormuz accordi col Canada per tutelare le imprese

"L'incertezza che continua a gravare sullo Stretto di Hormuz impone alle imprese di diversificare le fonti di approvvigionamento di energia e materie prime strategiche". È quanto ha affermato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, a margine dell'evento "Rethinking Manufacturing - Forgiare l'ecosistema europeo dell'AI per la manifattura", organizzato oggi a Milano.     "Per le imprese è un tema fondamentale perché siamo un'industria di trasformazione e abbiamo bisogno di energia e materie prime che poi elaboriamo", ha spiegato Biffi, commentando la situazione nell'area del Golfo dopo le recenti tensioni geopolitiche. Secondo il presidente di Assolombarda, anche in presenza di accordi che possano favorire una normalizzazione della situazione, resta "una fase di incertezza che impone alle aziende di attrezzarsi per garantire continuità produttiva". Biffi ha quindi annunciato di essere appena rientrato dal Canada, dove ha incontrato rappresentanti del ministero delle Risorse Naturali e partner industriali per definire possibili accordi a favore delle imprese associate. L'obiettivo è assicurare "priorità di disponibilità" nelle forniture di materie prime critiche, considerate essenziali per la competitività del sistema manifatturiero.       "Il tema non è soltanto il prezzo, ma anche la disponibilità delle materie prime necessarie alla nostra industria", ha sottolineato. L'iniziativa punta inoltre a favorire condizioni economiche più vantaggiose attraverso formule assimilabili a un gruppo d'acquisto per le oltre 7.200 imprese associate ad Assolombarda. Secondo Biffi, la strategia consentirebbe di garantire maggiore sicurezza degli approvvigionamenti e competitività alle aziende, indipendentemente dalle criticità che potrebbero interessare i tradizionali canali commerciali e logistici. "I canali tradizionali, come Hormuz, richiederanno tempo per tornare pienamente a regime", ha concluso.

Iran, Crosetto: "Parole a caso Rutte, rischio serie conseguenze"

"Le parole a "caso" del Segretario Generale della NATO, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l'Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d'acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben piu' serie sul piano internazionale". Lo sottolinea il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che in una nota ribadisce "in modo chiaro, semplice e inequivocabile": "Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all'utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attivita'. Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l'autorizzazione e' stata negata. E' gia' accaduto e tutti lo ricordano. Come ho detto ieri, lo Stato Maggiore non ha alcuna difficolta' a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato. In un Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e, semmai, interrogarsi sulla superficialita' con cui sono state rilasciate alcune dichiarazioni. E invece, in Italia, non basta neppure la precisazione arrivata ieri dalla stessa NATO, che ha confermato quanto il Ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall'inizio: l'Italia ha autorizzato esclusivamente attivita' tecniche e non cinetiche, nel pieno rispetto di quanto comunicato al Parlamento"."Eppure - prosegue Crosetto - anche dopo quella precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento. Non si e' messa in discussione soltanto la posizione del Governo: si e' finito per insinuare dubbi sulla credibilita' di un'intera Istituzione dello Stato e delle Forze Armate, come se le dichiarazioni ufficiali della Difesa non fossero affidabili. E' un fatto grave, perche' donne e uomini in uniforme prestano giuramento alla Costituzione e servono la Repubblica con disciplina, onore e senso dello Stato. Questa vicenda non mi sorprende e, sul piano politico, non mi colpirebbe neppure piu' di tanto, se non fosse che viviamo un tempo in cui la sicurezza nazionale e' esposta a minacce sempre piu' complesse. In un contesto internazionale cosi' delicato, parole imprecise, ricostruzioni infondate e polemiche alimentate senza verifiche possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito politico interno. Per questo - aggiunge il ministro - nell'interesse della sicurezza nazionale, invito tutti a proseguire ogni legittima richiesta di approfondimento che la Difesa e' la prima a voler soddisfare, mettendo a disposizione ogni dato nelle sedi competenti ma con la consapevolezza che il linguaggio dello scontro politico, se applicato a temi di sicurezza e difesa, richiede un senso di responsabilita' ancora maggiore. In questa fase storica, ogni parola ha un peso e puo' avere conseguenze che non sempre vengono percepite da chi la pronuncia. Chi fa informazione lo sa bene: nel mondo di oggi anche la comunicazione e' diventata uno degli strumenti attraverso cui si esercitano le guerre ibride. Proprio per questo il rigore nella verifica dei fatti e il senso di responsabilita' dovrebbero essere ancora piu' elevati quando si affrontano temi che riguardano la sicurezza nazionale". Un ultimo punto, conclude Crosetto, "riguarda il numero dei voli autorizzati. Anche su questo sono circolate ricostruzioni prive di qualsiasi riscontro. I dati tecnici dimostrano che il numero dei voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 e' sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in diversi casi, persino inferiore. Sono dati oggettivi, verificabili e documentabili, disponibili per ogni necessario approfondimento relativamente al periodo compreso tra il 2019 e oggi. I fatti restano fatti. La Difesa continuera' ad agire come ha sempre fatto: nel pieno rispetto della legge, dei trattati internazionali, del Parlamento e degli interessi della Nazione. Perche' la sicurezza dell'Italia merita rigore, responsabilita' e rispetto delle istituzioni, non ricostruzioni infondate o polemiche costruite su presupposti che i fatti hanno gia' smentito".

Crosetto: "Numero voli autorizzati da basi in linea con gli anni precedenti"

"Sul numero dei voli autorizzati sono circolate ricostruzioni prive di qualsiasi riscontro. I dati tecnici dimostrano che il numero dei voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in diversi casi, persino inferiore. Sono dati oggettivi, verificabili e documentabili, disponibili per ogni necessario approfondimento relativamente al periodo compreso tra il 2019 e oggi. I fatti restano fatti. La Difesa continuerà ad agire come ha sempre fatto: nel pieno rispetto della legge, dei trattati internazionali, del Parlamento e degli interessi della Nazione. Perché la sicurezza dell'Italia merita rigore, responsabilità e rispetto delle istituzioni, non ricostruzioni infondate o polemiche costruite su presupposti che i fatti hanno già smentito". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

Crosetto: "Con parole a caso di Rutte rischio conseguenze internazionali"

 "Le parole 'a caso' del segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l'Italia pur di colpire il governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d'acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale". Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

Esportazioni d'oro crollano in Egitto a causa della guerra con l'Iran

Le esportazioni egiziane di oro, gioielli e pietre preziose sono  crollate del 46% nei primi cinque mesi del 2026, raggiungendo 1,941  miliardi di dollari, rispetto ai 3,6 miliardi di dollari dello stesso  periodo dell'anno precedente. Lo fa sapere il Consiglio per  l'Esportazione. Questo forte calo è stato determinato da una diminuzione  del 64% delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti, che  rappresentano il 56% delle esportazioni totali egiziane di questi  prodotti.

Houthi minacciano Israele: "Non resteremo a guardare presenza nel Somaliland"

"Stiamo monitorando attentamente la situazione nel Somaliland e le  azioni del nemico israeliano volte a controllare il Golfo di Aden, Bab  el-Mandeb e il Mar Rosso. Invitiamo i Paesi che si affacciano sul Mar  Rosso ad adottare una posizione unitaria contro le attività del nemico  israeliano. Non resteremo a guardare di fronte a una presenza israeliana  nel Somaliland. Agiremo in qualsiasi momento per colpire qualsiasi  concentrazione israeliana nel Somaliland". Lo ha dichiarato ll leader  degli Houthi, gruppo filo-iraniano dello Yemen, Abdul-Malik Badr al-Din  al-Houthi, come riportano i media israeliani.

Iran, Ghalibaf: "Fondi sbloccati acquisteranno prodotti agricoli Usa? E' falsità"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha  accusato Washington di diffondere informazioni false sulla destinazione  dei fondi iraniani  sbloccati. "Gli  Stati Uniti affermano falsamente che i nostri beni sbloccati serviranno  ad acquistare i loro prodotti agricoli - ha scritto Ghalibaf su X -  Interessante. L'unico raccolto che stiamo mietendo è quello che avete  seminato voi: decenni di sfiducia. È un raccolto biologico, abbondante e  coltivato in cas. Ma a quanto pare gli Stati Uniti esportano soltanto  soia Ogm, promesse non mantenute e parole offensive".

Libano, Israele: "Ritiro solo dopo disarmo Hezbollah"

Israele restera' nel sud del Libano fino al disarmo di Hezbollah. Lo ha sottolineato David Mencer, portavoce del governo di Benjamin Netanyahu, affermando in un briefing che la "zona di sicurezza in Libano rimarra' attiva fino al disarmo" del gruppo sciita filo-iraniano. "Non ritireremo le nostre forze dal Libano meridionale finche' Hezbollah rimarra' una minaccia, non verra' disarmato e non verra' smilitarizzato".

Papa: con Gran Maestro Ordine Malta focus su Gaza e Venezuela

Il Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, Fra' John T. Dunlap, e' stato ricevuto oggi da Papa Leone. L'incontro, si legge in una nota dell'Ordine di Malta, ha rappresentato "un importante momento di condivisione e bilancio della missione dell'Ordine nel mondo, in un quadro geopolitico di grave crisi". Durante l'incontro, il Gran Maestro ha presentato al Pontefice le principali attivita' dell'Ordine, a partire dai grandi interventi umanitari nei teatri di conflitto. Particolare attenzione e' stata dedicata alla Striscia di Gaza, dove il Grande Ospedaliere dell'Ordine di Malta, Josef D. Blotz, si e' recentemente recato insieme al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e Teofilo III, Patriarca Greco Ortodosso, per l'inaugurazione e la benedizione di una clinica medica a Gaza City. La struttura, nata dalla partnership tra l'Ordine di Malta e il Patriarcato Latino e coordinata da Malteser International, fornira' cure mediche di base e salvavita alla popolazione locale, consolidando l'impegno umanitario dell'Ordine che, dall'inizio del conflitto, ha gia' distribuito oltre 200 tonnellate di beni di prima necessita'. Il Gran Maestro ha portato in dono a Leone un disegno realizzato da Ali, bambina di Gaza City, e consegnato al Grande Ospedaliere nella recente visita nella Striscia il 22 giugno.L'attenzione e' stata rivolta anche alla crisi in Libano, dove l'Ordine di Malta assiste la popolazione in 88 centri di accoglienza e prosegue l'invio di convogli nei villaggi isolati del Sud, e al drammatico contesto dell'Ucraina, con un'assistenza attiva in 70 localita' insieme al supporto psicosociale e riabilitativo per i minori e i reduci.

Iran, Nevi (Fi): "Nessuna partecipazione Italia alla guerra"

“Come ha specificato la Nato, nessuna partecipazione dell'Italia alla  guerra. Anzi, noi ci siamo assunti la responsabilità di dire no”. Così  Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, ai microfoni del Tg1.

Rubio: "Trump molto deluso da Italia, ma relazioni avanti senza intoppi"

"Le nostre relazioni con l'Italia proseguono senza intoppi a tutti i livelli. Ovviamente Trump è molto deluso con l'Italia e altri Paesi" sull'Iran, perché "ritiene che, in un momento in cui affrontavamo una minaccia che riguardava non solo noi ma l'intera Europa, molti Paesi europei non si sono dimostrati all'altezza della situazione e non hanno fatto abbastanza. Purtroppo l'Italia è tra questi". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in Bahrain rispondendo ad alcune domande dei giornalisti.

Media Libano: tre morti e un ferito per raid israeliano

Tre persone sono state uccise e una è rimasta ferita a seguito di un attacco israeliano che ha preso di mira un veicolo Honda Crv sulla strada tra Zawtar e Mayfadoun, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna. 

Tajani ad Araghchi: "L'Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche"

"Ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. L'Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l'Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti". Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ho chiesto che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz - aggiunge - favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate. La riapertura dell'ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali".

Rubio: "Buon rapporto con Tajani, tanti accordi da firmare"

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto di avere ''un buon rapporto'' con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con il quale ha avuto un colloquio ''venerdì o sabato scorsi'', quando il titolare della Farnesina lo ha informato della sua decisione di annullare la missione a Miami. ''Abbiamo da firmare una serie di accordi sui minerali critici e altre cose'', per cui ''supereremo questo momento'', ha spiegato Rubio ai giornalisti che in Bahrain gli hanno chiesto delle tensioni tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. Con Tajani ''ho parlato, lo sapete con lui ho un buon rapporto'', ha proseguito Rubio, spiegando che il ministro degli Esteri ''mi ha chiamato, mi ha detto che non sarebbe venuto a Miami''. A proposito del business forum che si sarebbe dovuto svolgere appunto a Miami, Rubio ha detto che ''è stato un peccato che un evento del genere sia stato interrotto. Pensavo che sarebbero dovuti venire comunque'', al di là dei commenti di Trump su Meloni. ''Detto questo, abbiamo degli accordi pronti per essere firmati. Li firmeremo al più presto. Troveremo solo un posto dove firmarli'', ha aggiunto Rubio parlando della collaborazione tra Stati Uniti e Italia che ''continuano a tutti i livelli, a livello militare, a livello globale''.

Katz:"Con l'Iran non possiamo accontentarci di ciò che è stato ottenuto finora"

Il ministro della Difesa Israel Katz, intervenendo alla conferenza 'Campagna Economica' del comando per la lotta al terrorismo ha fatto riferimento alla guerra contro l'Iran: "Ogni dollaro che arriva in Iran è un dollaro che potrebbe finire nelle mani di Hezbollah, Hamas, Houthi e altri gruppi terroristici". Pertanto, "non dobbiamo accontentarci di quanto abbiamo ottenuto finora". 

Rubio: "Per noi qualsiasi pagamento Hormuz e' pedaggio"

"Penso che siamo stati chiari, potete chiamarla tassa, potete chiamarla pedaggio, chiamatela come volete. Se chiedete denaro per usare lo stretto, non lo sosterremo, non lo tollereremo, non lo permetteremo. E credo che su questo punto ci fosse unanimita' in quella stanza". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando con i giornalisti al termine del suo incontro con i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo a Manama. "In sala ho detto che tasse e pedaggi per me sono la stessa cosa. Ok, se paghi qualcuno per andare li', non mi interessa se lo chiami tassa, pedaggio o donazione, e' un pedaggio. Lo definiremo cosi'. Quella e' la via navigabile internazionale. Non c'e' una nazione sulla terra che sopporti il dover pagare soldi per attraversare lo stretto. E non e' nemmeno fattibile", ha evidenziato. "Non credo si possa sparare o affondare le navi che si rifiutano di pagare", ha evidenziato Rubio. 

Pasdaran: "Israele lasci il Libano oggi o sarà costretto a fuggire"

Il comandante della Forza Quds iraniana, Esmail Qaani, ha dichiarato che Israele deve lasciare il Libano oggi o affrontare un ritiro forzato e una sconfitta. "Dovete lasciare tutto il Libano - ha dichiarato Qaani - Questa terra è un campo di battaglia per la fermezza e la resistenza, non un parco giochi per gli occupanti». "Se non vi ritirate di vostra spontanea volontà oggi, domani sarete costretti a fuggire in preda all'umiliazione e alla sconfitta", ha affermato, come riportano i media iraniani.

Oman: "Non previste tariffe marittime nella futura gestione di Hormuz"

Il principale diplomatico dell'Oman ha dichiarato che non saranno imposte tariffe di transito nello Stretto di Hormuz, dopo che in precedenza Muscat e Teheran, che si affacciano entrambi su questa importante via marittima, avevano affermato di essere in discussione sui "costi" dei servizi. Il ministro degli Esteri Badr Albusaidi ha infatti affermato che "i futuri accordi relativi allo Stretto non comporteranno l'imposizione di alcuna tariffa di transito", durante una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo nella capitale del Bahrein, Manama, alla presenza del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio. 

Media: 1.100 marittimi evacuati dall'Onu a Hormuz

Circa 1.100 marittimi sono stati evacuati finora a bordo di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nell'ambito di un piano di evacuazione delle Nazioni Unite. Lo scrive Reuters, citando dati dell'agenzia marittima delle Nazioni Unite, ripreso da Iran International. I dati hanno mostrato che 57 navi hanno attraversato il canale navigabile nell'ambito del programma tra il 23 e il 25 giugno.

Media: Idf si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud del Libano

Israele si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud Libano. Lo riportano i media israeliani citando un fonte americana di Reuters. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che Israele si sta ritirando da alcune aree della zona di sicurezza ''come gesto di buona volontà nei confronti del governo libanese'', aggiungendo che l'esercito libanese si ristabilirà in queste aree. Una fonte della tv pubblica israeliana Kan ha smentito la notizia, nonostante nei giorni scorsi siano già stati registrati movimenti di truppe.

Bahrain: "Bene il corridoio istituito dall'Oman per il passaggio sicuro a Hormuz"

Il Bahrain ha accolto con favore l'annuncio dell'Oman relativo alla creazione di un corridoio per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al Zayani, mentre presiedeva una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) durante la visita del Segretario di  Stato americano Marco Rubio nel Paese.

Teheran: "Italia e Romania complici della guerra"

"L'Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all'aggressione contro l'Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l'aggressione americano-israeliana contro l'Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran,Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas". Lo scrive su X il portavoce degli Esteri iraniani Esmaeil Baqei dopo l'intervista di Mark Rutte a Fox. 

Rubio: "Con i pedaggi a Hormuz sarà caos totale nel mondo"

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito il rifiuto di Washington all'introduzione di pedaggi nello stretto di Hormuz, affermando che una simile misura potrebbe generare un "caos totale". "Se accettassimo che si possa far pagare l'utilizzo di una via navigabile internazionale perche' si trova vicino allo spazio territoriale di un Paese, questo si diffonderebbe nel mondo come un'epidemia", ha avvertito Rubio durante una riunione con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Manama, in Bahrein. 

Rubio: "Gli Usa vogliono un accordo ma non a qualunque prezzo"

Gli Stati Uniti "vogliono un accordo con l'Iran ma non a qualcuno prezzo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, oggi in Bahrein per incontrare i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo. 

Il petrolio scende sotto i livelli pre guerra, Brent a 72 dollari

Il petrolio Brent, benchmark internazionale di riferimento per l'Europa, è sceso giovedì sotto i livelli precedenti all'attacco di Usa e Israele contro l'Iran, grazie alla graduale ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del barile con consegna ad agosto ha perso nelle contrattazioni notturne oltre l'1%, raggiungendo i 72,44 dollari, rispetto alla chiusura di 72,48 dollari del 27 febbraio, il giorno prima dell'inizio del conflitto. 

Iran, al via riunione di Rubio con i ministri del Golfo in Bahrein

Ha preso il via in questi minuti la riunione del segretario di Stato americano, Marco Rubio, con i ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrein. 

Dopo la strigliata di Trump, il Senato Usa fa marcia indietro sull'Iran

Il giorno dopo aver adottato una risoluzione volta a limitare i poteri di guerra del presidente Usa e dopo la strigliata del commander in chief, il Senato ha fatto marcia indietro sulla condanna della gestione della guerra da parte del presidente Donald Trump, respingendo un tentativo di promuovere una misura analoga sui poteri di guerra. Come scrive la Cnn, a tarda notte i senatori repubblicani Rand Paul e Bill Cassidy, che in precedenza avevano votato per limitare i poteri di guerra del presidente nei confronti dell'Iran, hanno cambiato il loro voto: Paul si è astenuto e Cassidy ha votato contro l'approvazione della risoluzione. Le senatrici repubblicane Susan Collins e Lisa Murkowski hanno votato nuovamente a favore della risoluzione, mentre il senatore democratico John Fetterman ha votato ancora una volta contro. Il risultato finale è stato di 47 voti a favore, 50 contrari e 1 astensione. Il tycoon ha espresso soddisfazione: 'Wow! Il Senato ha appena cambiato il suo voto sull'Iran, passando da 50-48 contro a 50-47 a favore. Rand Paul e Bill Cassidy hanno cambiato idea. Grazie al leader John Thune, a Lindsey Graham, a Bernie Moreno e a tutti. Questo voto mette l'Iran in guardia!" ha scritto su Truth Social. 

Iran, Conte: "Il governo Meloni ha partecipato alla guerra in via indiretta"

“Non esistono trattati o protocolli con Paesi alleati che consentono al governo di violare i principi costituzionali, a cominciare dall'articolo 11 della Carta, secondo cui 'L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali'”. Lo ha detto al Fatto Quotidiano il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, commentando le dichiarazioni del Segretario generale della Nato, Mark Rutte, sui 500 aerei partiti dalle basi americane in Italia per sostenere gli attacchi all'Iran. "Il Segretario dell'Onu - aggiunge conte - ha voluto sottolineare il ruolo strategico avuto dall'Italia nella guerra all'Iran, così da creare un clima più sereno tra Washington e Roma. Ma così ha sollevato il velo dell'ipocrisia su questa vicenda, e soprattutto ha scoperto Meloni sul piano interno. Le sue parole hanno spazzato via le favolette con cui il governo aveva alimentato la narrazione della premier come nuova Craxi, paragonandola all'ex premier socialista che negò l'uso della base di Sigonella agli Stati Uniti. Una sciocca invenzione a cui l'esecutivo si era aggrappato, per cercare di coprire i suoi problemi sulla politica estera”. 

Commentando le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di "gestione tecnica di accordi di cui si occupano le strutture tecniche della Difesa e non di scelte politiche che variano", Conte spiega che "nessun trattato può consentire a un governo di contribuire a una battaglia o attacchi al di fuori del diritto internazionale, come quello contro l'Iran. Questo governo ha partecipato quantomeno in modo indiretto a una guerra illegale. Questo è un fatto. Ma d'altronde stiamo pagando la nostra ambiguità con Washington, e quella frase di Meloni, 'non condanno e condivido', sull'operazione Epic Fury. Oltre al fatto di aver dato sostegno al genocidio a Gaza". 

Borsa, l'Asia chiude brillante tra l'Ia e lo stretto di Hormuz

Le Borse asiatiche chiudono in forte rialzo, dopo i risultati oltre le stime di Micron Technology che spingono il comparto tecnologico. L'attenzione dei mercati si concentra sul calo del prezzo del petrolio e del gas con la riapertura dello stretto di Hormuz e le trattative Usa-Iran. Chiusura tonica per Tokyo (+4,6%). Sul mercato dei cambi lo yen è poco mosso sul dollaro, a 161,85, e sull'euro a 183,70. Vola anche Seul (+5,4%). Positive Shanghai (+0,1%), Shenzhen (+0,6%) e Mumbai (+0,9%). In flessione Hong Kong (-1,7%). 

L'Idf comunica la morte di un soldato nel Libano meridionale

L'Idf ha comunicato la morte di un soldato riservista di 32 anni nel Libano del sud in un incidente operativo. 

Pasdaran: "Provvedimenti per navi che non rispetteranno a Hormuz le rotte designate"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane afferma che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è possibile solo attraverso le rotte designate dall'Iran, e che una nuova rotta annunciata senza coordinamento con l'Iran è inaccettabile e rappresenta un rischio per la sicurezza. I Pasdaran affermano che adotteranno provvedimenti contro le imbarcazioni che non rispetteranno i requisiti.

"Senza informare o coordinarsi con la Repubblica islamica dell'Iran, alcune autorità hanno annunciato una nuova rotta per le navi nello Stretto di Hormuz, il che è inaccettabile e assolutamente pericoloso", si legge nella dichiarazione dei Pasdaran. "Vi avvertiamo di evitare rigorosamente qualsiasi traffico al di fuori delle rotte annunciate", si legge nel comunicato, che aggiunge che "le imbarcazioni che non rispetteranno le regole saranno sanzionate".

Hormuz

Iran, per Teheran nessun passaggio da Hormuz senza loro autorizzazione

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno messo in guardia contro qualsiasi transito nello Stretto di Hormuz privo della loro autorizzazione, minacciando di adottare «misure appropriate» nei confronti delle imbarcazioni inadempienti. L'Iran sta valutando l'introduzione di "tariffe di transito" (inesistenti prima del conflitto), mentre gli Stati Uniti si oppongono a tale iniziativa sostenendo che si tratti di una «via navigabile internazionale», nonostante le acque dello stretto bagnino le coste sia dell'Iran che del Sultanato dell'Oman. «L'unica rotta autorizzata per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è quella annunciata dalla Repubblica Islamica dell'Iran», hanno dichiarato i Guardiani della rivoluzione. Qualsiasi transito non autorizzato dall'Iran è definito «inaccettabile e pericoloso» e comporterà l'adozione di «misure appropriate»; tale avvertimento è contenuto in una nota che critica «l'annuncio, da parte di alcune autorità, di una nuova rotta marittima». Il testo aggiunge che «la Repubblica Islamica dell'Iran adotterà ogni misura possibile per garantire il transito sicuro delle navi commerciali».

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Il presidente è bocciato dagli statunitensi per il modo in cui ha gestito globalmente la questione iraniana: né l’andamento della guerra né la firma dell’accordo di pace preliminare con Teheran sono riusciti a migliorare una percezione pubblica già fortemente negativa, visto che quella contro Teheran è, ce lo dicono i dati, uno degli interventi più impopolari di sempre per l'elettorato a stelle e strisce.

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

Per il 65% degli americani Trump ha sbagliato tutto con l’Iran

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Iran-USA, ripartono i colloqui tra tensioni e smentite. VIDEO

Iran, Teheran: "La Nato complice degli Usa nella guerra"

Teheran accusa la Nato di "complicità" nella guerra israelo-americana contro l'Iran, dopo che il segretario generale del blocco ha sottolineato il sostegno dell'Alleanza agli Usa. In risposta alle critiche del presidente statunitense Donald Trump nei confronti degli alleati per non aver sostenuto la guerra, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato a Fox News che centinaia di aerei americani sono decollati da basi in Italia. "Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per Epic Fury", ha dichiarato Rutte a Fox News, riferendosi all'operazione militare statunitense in Iran. "Cinquecento aerei statunitensi sono decollati da basi americane in Italia per supportare Epic Fury".

Rutte ha anche dichiarato a Fox News che la Romania "ha ridotto i voli aerei commerciali e il numero di aerei perché doveva utilizzare gli aeroporti per le infrastrutture di rifornimento in volo" durante la guerra con l'Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, condanna la presunta ammissione da parte del segretario generale della Nato di una "complicità attiva" nella "guerra illegale". "Si tratta di un'ammissione chiara e inequivocabile della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite", scrive Baghaei su X, accusando la Nato di "una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi cardine della Carta delle Nazioni Unite".

L'Italia si è affrettata a prendere le distanze dalle parole di Rutte, che, secondo il Ministero della Difesa ha trasmesso "un messaggio completamente fuorviante, confondendo la tipologia dei voli autorizzati". L'Italia ha dichiarato di aver consentito solo voli statunitensi "tecnici e logistici" durante la missione Epic Fury, in base agli accordi esistenti con gli Stati Uniti.

Teheran: l'Italia spieghi la sua complicità, ci saranno conseguenze

"L'Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all'aggressione contro l'Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l'aggressione americano-israeliana contro l'Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocita' di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqei, commentando l'intervista di ieri di Mark Rutte a Fox News. "Si tratta di una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite: una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite. L'Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze", afferma ancora il portavoce.

Trump: pedaggi a Hormuz sarebbero inaccettabili

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ribadisce che non accetterà l'imposizione di alcun pedaggio alle navi che navigano nello Stretto di Hormuz. "Sarebbe inaccettabile", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca. Trump ha fatto notare che esistono altri stretti internazionali e ha affermato che "non lo  permetteremmo neanche lì". Ha poi aggiunto: "Questo  cambierebbe completamente le carte in tavola". L'Iran ha annunciato che rinuncerà per 60 giorni ai pedaggi per lo Stretto di Hormuz, mentre proseguono i colloqui con gli Stati Uniti.

Trump, Teheran sta facendo "enormi concessioni"

"Stiamo vincendo alla grande. L'Iran sta facendo enormi concessioni", ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, parlando alla stampa all'arrivo a Capitol Hill per l'incontro con i senatori repubblicani. Le cose stanno "andando molto, molto bene", ha aggiunto senza però fornire ulteriori dettagli.

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