Donald Trump ha dichiarato che Teheran "ha lanciato un attacco di droni contro navi nello Stretto di Hormuz" e "ha violato il cessate il fuoco". "Ci saranno conseguenze? Lo scoprirete, ha detto Trump dallo Studio Ovale. Le forze statunitensi hanno conferamato poi di bombardato i depositi di missili e droni iraniani, così come radar costieri, in risposta a un attacco iraniano contro una nave da carico nello stretto di Hormuz. Nel frattempo, è stato raggiunto e firmato a Washington l'accordo tra Israele e Libano
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Donald Trump ha dichiarato che "l'Iran ha lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz". Si tratta di "una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco", ha aggiunto.
Le forze statunitensi hanno bombardato i depositi di missili e droni iraniani, così come radar costieri, in risposta a un attacco iraniano contro una nave da carico nello stretto di Hormuz. Lo rendono noto le Forze armate statunitensi.
In precedenza, rispondendo a una domanda dei giornalisti nello Studio Ovale, il presidente americano Donald Trump aveva detto che ''scoprirete'' se ci saranno conseguenze della violazione del cessate il fuoco da parte dell'Iran.
Nel frattempo, è stato raggiunto e firmato a Washington l'accordo tra Israele e Libano.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023",ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
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Vai al contenutoPasdaran: abbiamo respinto attacco Usa a Sirik
"Gli Stati Uniti hanno attaccato l'isola di Sirik. L'Iran ha respinto l'attacco". Lo affermano le Guardie rivoluzionarie iraniane. I Pasdaran affermano che risponderanno agli Stati Uniti: "L'attacco sarà rapido e decisivo"
Pentagono: risposta non segna ripresa su larga scala
Gli attacchi contro le postazioni iraniane di missili e droni, tuttora in corso, hanno lo scopo di rispondere all'attacco iraniano contro la nave commerciale e non rappresentano una ripresa delle operazioni militari su larga scala. Lo afferma il 'New York Times' che cita il Pentagono.
Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'
Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.
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Vai al contenutoIran: Usa hanno bombardato deposito missili
Le forze statunitensi hanno bombardato i depositi di missili e droni iraniani, così come radar costieri, in risposta a un attacco iraniano contro una nave da carico nello stretto di Hormuz. Lo rendono noto le Forze armate statunitensi.
"L'aggressione ingiustificata contro la navigazione commerciale da parte delle forze iraniane ha chiaramente violato il cessate il fuoco", ha dichiarato il Comando centrale degli Stati Uniti su X, descrivendo i bombardamenti contro l'Iran come "una risposta forte all'attacco di ieri contro una nave commerciale che transitava nello stretto di Hormuz".
Axios: Usa hanno condotto raid nella zona di Hormuz
L'esercito americano ha condotto attacchi aerei nella zona dello stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense. In precedenza, rispondendo a una domanda dei giornalisti nello Studio Ovale, il presidente americano Donald Trump aveva detto che ''scoprirete'' se ci saranno conseguenze della violazione del cessate il fuoco da parte dell'Iran
Media: esplosione a Sirik nel sud dell'Iran
I media iraniani hanno riferito di aver udito il suono di un'esplosione a Sirik, nel sud dell'Iran, aggiungendo che la fonte del suono non è chiara. Le notizie sono giunte subito dopo che Trump aveva accennato a una possibile risposta all'attacco iraniano a una nave mercantile, e, alla domanda se ci sarebbero state delle conseguenze, aveva risposto: "Lo scoprirete".
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
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Vai al contenutoTrump: con accordo Obama Israele non esisterebbe più
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di aver salvato Israele dall'eliminazione, facendo riferimento all'accordo sul nucleare firmato nel 2015. "Ho annullato l'accordo di Barack Hussein Obama. Se non l'avessi fatto, l'Iran avrebbe avuto armi nucleari. Se non l'avessimo fatto, oggi Israele non esisterebbe più. Israele sarebbe scomparso. E probabilmente sarebbe scomparso anche il Medio Oriente, e anche noi. Avrebbero potuto colpirci. Noi li avremmo annientati molto rapidamente, ma anche loro avrebbero potuto infliggerci danni pesanti", ha detto parlando a una conferenza di cristiano conservatori.
Trump: "Conseguenze su cessate fuoco violato? Lo scoprirete"
''Lo scoprirete''. Così il presidente americano Donald Trump ha risposto ai giornalisti allo Studio Ovale che gli chiedevano se ci saranno conseguenze dopo la violazione del cessate il fuoco da parte dell'Iran. ''Non mi è piaciuto che abbiano sparato ieri'' e che il cessate il fuoco sia stato violato, ha aggiunto Trump rieferendosi al lancio di droni iraniani contro le navi nello Stretto di Hormuz
Crosetto: "Proseguiremo impegno in Libano con missioni internazionali"
"La Difesa continuerà a contribuire con responsabilità e continuità, anche attraverso l'impegno delle proprie Forze armate nelle missioni internazionali, lavorando insieme a omologhi partner e alleati per la stabilità della regione". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, che esprime "profondo apprezzamento per l'annuncio dell'accordo tra Libano e Israele, raggiunto grazie alla mediazione Usa. Rendere stabile il cessate il fuoco è oggi una priorità per ridurre tensioni e aprire una prospettiva concreta di pace, nel rispetto della sovranità e integrità territoriale del Libano e delle legittime esigenze di sicurezza di Israele".
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Vai al contenutoHezbollah: "Il Libano non può far rispettare accordo se non con una guerra civile"
Le autorità libanesi "non saranno in grado di imporre l'attuazione dell'accordo firmato a Washington a meno che non intraprendano, con il sostegno americano, una guerra civile". Lo dichiara un parlamentare di Hezbollah, Hassan Fadlallah, il cui partito ha da tempo respinto i colloqui diretti tra Israele e Libano. Ha aggiunto che "quanto accaduto a Washington è un tentativo di ostacolare il percorso di Islamabad e senza la resistenza (Hezbollah) non si potrà fare nulla", riferendosi all'accordo iniziale tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente, che include il Libano.
Tajani, 'colloquio con ministro Azerbaigian: "Sostegno comune a negoziati Iran"
"Ho avuto oggi un cordiale colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri dell'Azerbaigian, Jeyhun Bayramov. Abbiamo fatto il punto sulla crisi a Hormuz e confermato il sostegno al dialogo in corso tra Stati Uniti e Iran, fondamentale per la stabilizzazione della regione e per garantire la sicurezza delle rotte commerciali". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ho confermato al ministro Bayramov la volontà di rafforzare una partnership economica già molto solida, a partire dal settore energetico - aggiunge - Esistono ampie opportunità di crescita e le imprese italiane possono offrire un contributo importante alla realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali dell'Azerbaigian. In questa prospettiva, abbiamo concordato di lavorare all'organizzazione di un prossimo Business Forum".
Colloquio Araghchi-Dar
L'agenzia di stampa iraniana IRNA ha riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo pakistano, Mohammad Ishaq Dar, oggi pomeriggio. Durante la telefonata, Araghchi ha espresso il suo apprezzamento al governo e al popolo del Pakistan per la calorosa ospitalità riservata al Presidente iraniano Masoud Pezeshkian e alla delegazione che lo accompagnava martedì scorso. Ha inoltre espresso la speranza che le intese e gli accordi raggiunti durante la visita vengano presi seriamente in considerazione a vari livelli e messi in atto. Da parte sua, il Ministro degli Esteri pakistano ha apprezzato la visita di Pezeshkian a Islamabad e ha informato Araghchi sulle procedure e i successivi accertamenti intrapresi dai funzionari pakistani per ottenere il rilascio dei membri dell'equipaggio iraniano della nave Lenore/Davina. I due ministri hanno inoltre esaminato gli ultimi sviluppi degli sforzi diplomatici in corso e hanno ribadito la loro continua cooperazione e le strette consultazioni volte a stabilire una pace e una stabilita' durature nella regione.
Palazzo Chigi: "Bene l'accordo tra Libano e Israele, l'Italia farà la sua parte"
"Il governo italiano accoglie con favore l'annuncio di un accordo quadro tra Libano e Israele, grazie alla mediazione degli Stati Uniti. E' fondamentale consolidare il cessate il fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due nazioni che veda affermata la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele". Così Palazzo Chigi in una nota. "L'Italia, che è da tempo impegnata per questi obiettivi, continuerà a fare la sua parte, in stretto coordinamento con partner e alleati".
Hezbollah respinge accordo con Israele: "Crea divisioni interne"
Hezbollah ha respinto l'accordo che il Libano e Israele hanno raggiunto a Washington, con la mediazione Usa, dopo cinque round di negoziati. Lo ha dichiarato il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah. "La linea d'azione intrapresa dalle autorità libanesi equivale a concessioni unilaterali e gratuite che non faranno altro che indebolire il Paese e favorire gli interessi del nemico israeliano", ha affermato in una nota, aggiungendo che l'accordo "rischia di creare pericolose divisioni interne".
Fadlallah ha aggiunto che le autorità libanesi non saranno in grado di far rispettare l'accordo quadro a meno che, con il sostegno degli Stati Uniti, "non si arrivi alla guerra civile". Lo ha riportato Al Mayadeen.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Vai al contenutoOnu: "Lo Stretto di Hormuz prima della guerra funzionava"
Il portavoce del Segretario generale dell'Onu ha detto di sperare che la situazione nello Stretto di Hormuz torni a quella registrata prima della guerra, con la libera circolazione marittima. "Lo Stretto di Hormuz, prima dell'inizio di questo conflitto, funzionava, giusto? Quindi sappiamo che è possibile, e dovremmo tornare a quel punto", ha detto rispondendo ai giornalisti, che chiedevano se la riapertura normale del canale sia considerata ancora possibile dal Segretario generale Antonio Guterres.
Aoun: "Il popolo tornerà a casa sotto la sovranità del Libano"
"L'accordo quadro firmato oggi rappresenta il primo passo per dare valore ai sacrifici del popolo libanese, affinché possa tornare nella sua terra completamente liberata e nelle case ricostruite, vivendo con dignità, libertà e orgoglio sotto la sovranità di uno Stato libanese che non condivida con nessun altro la propria autorità sul territorio e sul suo popolo". Lo ha dichiarato il presidente del Libano Joseph Aoun dopo la firma dell'accordo quadro con Israele, come si legge sull'account X della presidenza.
Hezbollah: "Accordo non vincolante, parte dei libanesi lo respingerà"
"Il quadro di riferimento per i rapporti con Israele è respinto e non vincolante: ampi settori del popolo libanese respingerà l'accordo quadro firmato". Lo hanno dichiarato fonti di Hezbollah all'emittente televisiva Al-Araby.
Palazzo Chigi: bene l'accordo, l'Italia farà la sua parte
"Il governo italiano accoglie con favore l'annuncio di un accordo quadro tra Libano e Israele, grazie alla mediazione degli Stati Uniti. E' fondamentale consolidare il cessate il fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due nazioni che veda affermata la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele". Così Palazzo Chigi in una nota. "L'Italia, che è da tempo impegnata per questi obiettivi, continuerà a fare la sua parte, in stretto coordinamento con partner e alleati".
Hezbollah: respingiamo negoziati con Israele
Hassan Fadlallah, membro del Parlamento libanese e rappresentante di Hezbollah, ha rilasciato una dichiarazione in merito alla firma dell'accordo quadro a Washington, scrivendo: "Riaffermiamo la posizione di Hezbollah che respinge i negoziati diretti con il nemico israeliano. Mettiamo in guardia contro la deriva politica e di sicurezza dei negoziati, che mina la sovranita' del Libano e causa pericolose divisioni interne. Chiediamo alle autorità di abbandonare la via dei negoziati diretti e tutte le decisioni prese contro il popolo".
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona e cosa vuole l’Iran
L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona
Vai al contenutoLibano, Israele e Usa hanno firmato l'accordo quadro
Libano, Israele e Stati Uniti hanno firmato l'accordo quadro che spiana la strada alla pace. La firma è avvenuta al Dipartimento di Stato.
Netanyahu: "Israele resta in zona sicurezza nel Sud"
Israele "rimane nella zona di sicurezza nel Libano meridionale". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, commentando via video l'accordo quadro appena firmato a Washington. "Questo è un grande risultato e lo manterremo finché Hezbollah non verrà disarmato, finché esisterà una minaccia per lo Stato di Israele", ha aggiunto Netanyahu.
Netanyahu: "Grande risultato dei negoziati, colpo all'Iran"
"I negoziati sono stati lunghi e oggi hanno dato i loro frutti. La cosa più importante è che Israele rimanga nella zona di sicurezza nel Libano meridionale. Questo è un grande risultato e lo manterremo finché Hezbollah non si disarmerà, finché esisterà un pericolo per lo Stato di Israele. Questo è anche un duro colpo per l'Iran. E in sostanza, Israele, Libano e Stati Uniti gli stanno dicendo: non sono affari vostri". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu commentando l'accordo quadro con il Libano siglato a Washington.
Guerra in Medio Oriente, firmato l’accordo tra Israele e Libano. Che cosa prevede
"Èsolo l'inizio dell'inizio", ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio durante la cerimonia della firma. L’accordo prevede la definizione di due zone pilota dalle quali le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno e al cui posto entrerà l'esercito libanese: una a nord del fiume Litani e l'altra a sud. L'accordo quadro includerà inoltre il riconoscimento reciproco della sovranità di entrambi i Paesi
Guerra in Medio Oriente, firmato l’accordo tra Israele e Libano
Vai al contenutoRubio: "Accordo quadro con Israele è l'inizio dell'inizio"
L'accordo quadro siglato da Israele e Libano "è l'inizio dell'inizio". Lo ha dichiarato durante la cerimonia di firma a Washington il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "C'è molto lavoro di fronte a noi. Oggi è il primo passo. E il primo passo è a volte il più difficile", ha avvertito Rubio.
Colloqui Israele-Libano: discussa proposta di cessione a Beirut del territorio controllato dall'Idf nel sud
Nei colloqui diretti tra Israele e Libano, che si sono svolti a Washington con la mediazione degli Stati Uniti e sono stati osteggiati da Hezbollah, si è discusso di una proposta di cessione all'esercito di Beirut del territorio controllato dalle Idf nel sud. Proposta che è stata sostenuta dagli americani. All'inizio dei colloqui il Libano auspicava il ritiro completo delle forze israeliane dal territorio libanese, mentre per Israele il punto cruciale è che qualsiasi ritiro deve essere subordinato al completo disarmo di Hezbollah e alla garanzia che il gruppo sciita libanese non ristabilisca la propria presenza militare lungo il confine.
Firmato accordo con Israele e Usa, Rubio: "Primo passo"
Il Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington al termine di un quinto round di negoziati diretti. "E' solo l'inizio dell'inizio", ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio durante la cerimonia della firma. "C'è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile", ha aggiunto.
L'accordo Israele-Libano
Israele e Libano hanno raggiunto un accordo quadro per l'inizio del ritiro parziale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dal Libano meridionale. Lo conferma al 'Times of Israel' una fonte a conoscenza della questione. Le forze israeliane si ritireranno da due aree situate all'interno della zona cuscinetto di sei miglia (circa 10 chilometri) istituita dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel Libano meridionale. Le truppe israeliane saranno sostituite da membri delle forze libanesi, secondo quanto riferito dalla fonte. Le aree sono gia' state bonificate dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dalle infrastrutture di Hezbollah. In alcuni casi, questo ha comportato la distruzione di interi villaggi libanesi al confine, con l'IDF che sostiene che Hezbollah ne utilizzasse molti per pianificare e attuare attacchi contro Israele. L'accordo quadro e' stato raggiunto nel quarto giorno del quinto round di colloqui che gli Stati Uniti hanno mediato tra Israele e Libano a Washington. Una breve cerimonia di firma iniziera' a breve presso il Dipartimento di Stato. Gli Stati Uniti avevano spinto le parti a raggiungere un accordo in quella che avrebbe dovuto essere l'ultima giornata di questo round, ieri, ma era necessario altro tempo per colmare le divergenze tra le parti.
Araghchi sente Cooper: "Sottolineata importanza impegno diplomatico"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con la sua omologa britannica, Yvette Cooper. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, i due hanno discusso dei negoziati tra Teheran e Washington e dei principali sviluppi bilaterali e regionali. Nel corso della conversazione, entrambe le parti avrebbero sottolineato l'importanza di proseguire l'impegno diplomatico, sia per favorire la stabilità nell'area sia per arrivare a risultati duraturi nei processi negoziali in corso.
Teheran: "Canale diretto con Usa su Hormuz? Menzogna completa"
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno smentito le affermazioni di alcuni funzionari statunitensi secondo cui sarebbe stato istituito un canale diretto tra Teheran e Washington sul tema dello Stretto di Hormuz. "Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà - ha dichiarato il portavoce Hossein Mohebbi - lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti".
Fonti Israele: "A breve l'accordo quadro con il Libano"
Secondo fonti israeliane, Israele e Libano dovrebbero annunciare a breve un accordo quadro, al termine di quattro giorni di negoziati presso il Dipartimento di Stato a Washington.
Axios: "Raggiunto l'accordo tra Israele e Libano, sarà firmato oggi"
Israele e Libano hanno raggiunto l'accordo che sarà firmato oggi a Washington. Lo riferisce Axios.
In Libano 4.243 morti dal 2 marzo
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio complessivo degli attacchi israeliani dal 2 marzo è salito a 4.243 morti e 12.186 feriti.
Katz: "Se l'Iran attacca, sarà il suo più grande errore"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha pubblicato un messaggio in farsi su X, scrivendo che "il comandante della Forza Quds iraniana, Qaani, ha recentemente lanciato numerose minacce contro Israele. In ogni caso, se l'Iran attacca Israele, sarà il suo più grande errore. Né Hormuz né il fuoco sui civili lo aiuteranno. Nulla ci fermerà. Le nostre forze sono pronte a portare a termine la missione".
Axios, atteso per oggi annuncio accordo con Israele
Dovrebbe essere annunciato oggi un accordo quadro tra i governi israeliano e libanese. Lo ha scritto su 'X' il giornalista di Axios Barak Ravid. ''Funzionari israeliani e libanesi mi hanno detto di aspettarsi che un accordo quadro tra i due governi venga annunciato oggi'', recita il post.
Nonostante lr minacce, navi usano la rotta dell'Oman per Hormuz
Il traffico nello Stretto di Hormuz è diminuito rispetto ai picchi di mercoledì, ma le navi hanno continuato a utilizzare un passaggio non approvato dall'Iran, nonostante una nave sia stata colpita da un proiettile, come mostrano i dati delle piattaforme di tracciamento. Secondo la piattaforma di monitoraggio di Kpler, almeno 42 navi mercantili, tra cui petroliere che trasportano petrolio, gas e merci sfuse come i fertilizzanti, hanno attraversato il canale ieri, in calo rispetto al picco di 57 registrato mercoledì. Dieci di queste navi sono entrate nel Golfo, mentre 32 ne sono uscite. Metà delle 42 navi ha utilizzato un passaggio meridionale che costeggia la costa dell'Oman. Secondo Kpler, altre 29 navi mercantili avevano già attraversato lo stretto entro il pomeriggio di oggi, 10 in entrata nel Golfo e 19 in uscita. Diciassette di queste navi hanno utilizzato la rotta omanita, nonostante una nave portacontainer battente bandiera di Singapore avesse segnalato di essere stata colpita mentre percorreva quel passaggio giovedì, secondo il centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (UKMTO). Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato ieri che l'Oman e l'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) hanno annunciato il nuovo corridoio senza consultare Teheran, e ha messo in guardia le navi dal utilizzarlo. "Le uniche rotte di transito autorizzate attraverso lo Stretto di Hormuz sono quelle designate dalla Repubblica islamica dell'Iran", si legge nel comunicato.
Rutte: "Italia non fa di più rispetto ad accordi con Usa"
"Quello che ho detto non è che l'Italia stia facendo più di quanto si sia impegnata a fare secondo gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti, ma che sta rispettando gli accordi bilaterali. Quindi, non più di quello". Lo dichiara il segretario generale della Nato Mark Rutte, rispondendo a una domanda nel corso di una conferenza all'Atlantic Council e precisando ancora una volta le sue affermazioni sul numero di voli Usa decollati dalle basi statunitensi in Italia a supporto dell'operazione Epic Fury in Iran. "Se si considera l'intera Europa" sono avvenuti "tra i 4000 e i 5000 decolli dalle basi europee", aggiunge Rutte.
Trump: "L'Iran ha violato il cessate il fuoco con gli attacchi a Hormuz"
L'Iran ha violato il cessate il fuoco con i suoi attacchi contro le navi nello Stretto di Hormuz. Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. "L'Iran ha lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco", ha detto il presidente.
Trump: "Teheran ha lanciato 4 droni contro nave a Hormuz"
L'Iran ha scagliato quattro droni contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito su Truth Social il presidente Usa, Donald Trump.
Trump: "Drone Teheran ha colpito cargo a Hormuz, è violazione sconsiderata cessate il fuoco"
Il presidente americano Donald Trump ha accusato l'Iran di aver "lanciato almeno quattro droni d'attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz". "Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande costosissima nave cargo - ha scritto su Truth Social - Ci sono stati danni, ma l'imbarcazione ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto gli altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una violazione sconsiderata del nostro accordo sul cessate il fuoco".
Islamabad: "In Pakistan 22 marinai iraniani di una nave fermata da Usa"
Il ministro degli Esteri di Islamabad, Ishaq Dar, afferma su X che "22 marinai iraniani dell'equipaggio della nave Lenore/Davina, recentemente fermata dalle autorità statunitensi, sono arrivati" nella città pachistana di Karachi "questo pomeriggio". Secondo Ishaq Dar, il governo pachistano è in contatto con quello iraniano "per agevolare il loro rientro in patria".
Imo: "Da martedì 115 navi hanno lasciato Stretto Hormuz"
Da martedì scorso 115 navi con a bordo 2.500 marittimi hanno lasciato il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz, sulla base del piano di evacuazione dell'Organizzazione Marittima Internazionale. E' il conteggio diffuso dall'organismo delle Nazioni Unite responsabile della sicurezza marittima. "Sebbene ieri abbiamo sospeso l'evacuazione (a seguito di un attacco a una nave), alcune imbarcazioni continuano a transitare nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz", ha aggiunto il segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez, durante una conferenza stampa.
Sono saliti a 115 i cargo transitati dallo Stretto di Hormuz con 2500 marinai
E' salito a 115 navi mercantili, con a bordo 2500 marittimi circa, il totale delle petroliere e dei cargo evacuati attraverso lo stretto di Hormuz da martedì, sullo sfondo dell'allentamento delle tensioni fra Usa e Iran. Lo rende noto oggi l'agenzia internazionale Onu della navigazione, con sede a Londra.
Pakistan, liberati i membri dell'equipaggio mercantile trattenuti dagli Usa
I 22 membri dell'equipaggio iraniano liberati dopo il sequestro del mercantile "Lenore/Davina" sono arrivati a Karachi. Secondo quanto riferito dal vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, il gruppo era stato trattenuto dalle autorità statunitensi nell'ambito delle misure restrittive sul commercio marittimo iraniano.
Dar ha precisato che sono in corso "le ultime procedure, in stretta collaborazione con le missioni iraniane in Pakistan", per consentire il rapido rientro in patria dei cittadini iraniani. Islamabad ha inoltre sottolineato che si tratta del quarto gruppo di marittimi iraniani rimpatriati negli ultimi due mesi.
Media: "Filmati di proteste anti-Hamas a Gaza"
Filmati diffusi sui social e rilanciati dai media israeliani mostrano manifestanti che protestano contro Hamas a Gaza. Un gruppo su Facebook aveva lanciato appelli a scendere in piazza il 26 giugno. Non è chiara l'ampiezza delle manifestazioni, né dove si stiano svolgendo, sottolinea Times of Israel. I filmati non sono stati trasmessi dai principali media di Gaza affiliati ad Hamas e ci sarebbero state minacce ai giornalisti da parte del gruppo militante per non dare copertura agli eventi. Si tratta della prima protesta anti-Hamas nella Striscia dall'ondata di manifestazioni della scorsa primavera-estate.
Media: "Creata linea di comunicazione con Usa per evitare incidenti a Hormuz"
L'Iran e gli Stati Uniti hanno creato ''una linea di comunicazione'' sullo Stretto di Hormuz ''per prevenire incidenti che potrebbero scatenare una escalation militare''. Lo ha riferito una fonte ben informata in esclusiva l'emittente iraniana Press tv, citando mediatori che hanno partecipato ai negoziati in Svizzera. L'Iran ha sottolineato che, in base all'intesa raggiunta tra Teheran e Washington, qualsiasi transito attraverso lo Stretto di Hormuz deve avvenire lungo le rotte stabilite dalla Repubblica islamica.
La Press tv ricorda che, in base all'accordo provvisorio in 14 punti firmato il 18 giugno e che ha posto fine alla guerra iniziata lo scorso 28 febbraio, Teheran si è impegnata a fare tutto il possibile per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali per 60 giorni senza alcun pedaggio.
Iran, Baqaei: "Diritto a difenderci, sicurezza non negoziabile"
L'Iran ha il diritto di difendersi, mentre i Paesi del Golfo hanno collaborato in un attacco contro un vicino Paese musulmano e permesso che il loro territorio venisse utilizzato, senza contare che restano in silenzio di fronte all'arsenale nucleare di Israele e alle ripetute aggressioni da parte dello Stato ebraico contro i Paesi della regione. E' il messaggio postato su X dal portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmaeil Baqaei. "Deve essere chiaro a tutti che le capacità militari dell'Iran gli garantiscono il diritto intrinseco alla difesa legittima della nazione contro aggressioni e crimini e, allo stesso tempo, un fattore di pace e stabilità nella regione", ha affermato, sottolineando che "la sicurezza e l'onore del Paese non sono negoziabili né condizionabili". Per Baqaei, "così come il diritto intrinseco alla difesa legittima non può in alcun modo essere oggetto di discussione, anche i suoi strumenti non possono essere oggetto di compromesso con nessuna parte".
Emirati arabi, allerta per minacce missilistiche, subito rientrata
I residenti degli Emirati Arabi Uniti hanno ricevuto sui propri telefoni un avviso ufficiale — revocato poco dopo — che segnalava una "potenziale minaccia missilistica", per la prima volta in oltre un mese. L'Iran, che a metà giugno aveva firmato un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti per porre fine in modo definitivo al conflitto in Medio Oriente, aveva preso di mira i vicini del Golfo quasi quotidianamente per tre mesi, per ritorsione contro l'offensiva statunitense-israeliana contro Teheran. In quel periodo, i residenti ricevevano ogni giorno numerosi avvisi telefonici che segnalavano lanci di missili, la stragrande maggioranza dei quali veniva intercettata.
Idf: "Uccisi sette agenti di Hezbollah nel sud"
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso oggi sette militanti Hezbollah che avevano operato vicino alla cosiddetta "zona di sicurezza" nel sud del Libano, nel contesto di un fragile cessate il fuoco tra Israele e la milizia sciita pro-Iran. In un comunicato, le Forze di difesa israeliane (Idf), affermano di aver "colpito ed eliminato sette terroristi Hezbollah che avevano trasferito armi vicino alla zona di sicurezza nel sud del Libano", aggiungendo che continueranno "ad operarsi per rimuovere le minacce". Sotto la pressione degli Stati Uniti, i funzionari libanesi hanno avviato colloqui diretti con Israele a Washington e il 17 aprile è stata annunciata una tregua che però non è riuscita a fermare i combattimenti. Questo mese è stato dichiarato un nuovo cessate il fuoco, come risultato delle pressioni di Teheran nell'ambito delle trattative con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il quinto ciclo di colloqui tra Israele e Libano avrebbe dovuto concludersi ieri, ma il Dipartimento di Stato americano ha detto che sarebbero andati avanti per un altro giorno.
Katz: "Se Teheran ci attacca commette l'errore più grande"
''Se l'Iran attacca Israele commetterà il suo errore più grande''. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, ricordando che il comandante delle Guardie Rivoluzionarie "ha minacciato costantemente Israele in questi giorni".
Media Iran: Stabilita linea di comunicazione diretta tra Usa e Iran a Hormuz"
Il canale televisivo in lingua inglese della Repubblica islamica, Press Tv, ha dichiarato che è stata stabilita una linea di comunicazione tra gli Stati Uniti e l'Iran nello Stretto di Hormuz con l'obiettivo di prevenire incidenti e ridurre le tensioni nello Stretto
Moschea incendiata: "Sei giovani incriminati per terrorismo"
La procura di Gerusalemme ha incriminato sei israeliani - cinque minorenni e un diciottenne - per atti di terrorismo commessi il 14 giugno nel villaggio palestinese di Deir Dibwan, vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Gli imputati sono accusati di essersi uniti ad altri estremisti per commettere una serie di atti violenti, danni a cose e aggressione a sfondo razziale. Secondo le indagini della polizia, i giovani sono arrivati al villaggio mascherati e armato di coltelli, gas lacrimogeni e materiale infiammabile. Hanno incendiato veicoli, attaccato le case dei residenti e lanciato pietre contro auto e abitazioni. Hanno anche appiccato un incendio all'ingresso della moschea locale durante la preghiera, utilizzando una sostanza infiammabile che ha ferito un fedele all'occhio quando un aggressore gliel'ha spruzzata addosso. Fiamme sono anche state date a terreni agricoli intorno alla comunita'.
Libano: "Idf lancia volantini con avvisi di 'pericolo' vicino a Tiro"
Un raid israeliano potrebbe essere imminente sulla città di Mansouri, nel sud del Libano, vicino a Tiro, dove, secondo i media libanesi, le Forze di Difesa Israeliane hanno lanciato volantini da un drone. Sui fogli è scritto: "Zona pericolosa! State alla larga! Qualsiasi avvicinamento alle forze dell'esercito israeliano vi mette in pericolo".
Pasdaran: "Si passa Hormuz solo su nostre rotte"
La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane è tornata a ribadire che non vi sono scorciatoie per l'attraversamento di Hormuz. "Il passaggio nello stretto è consentito solo lungo le rotte dichiarate dall'Iran", riporta l'agenzia Isna. L'Oman ha predisposto due giorni fa un corridoio lungo le sue coste, in accordo con l'Organizzazione marittima internazionale (Imo), per far passare da Hormuz le imbarcazioni da settimane in attesa.
Il sultano dell'Oman lunedì da Macron
Il sultano dell'Oman in visita in Francia. L'Eliseo ha annunciato in una nota che lunedì il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà sua maestà Haitham bin Tarik per la sua prima visita nel Paese, che "conferma la relazione rafforzata tra la Francia e il Sultanato dell'Oman in numerosi settori, in particolare economico, scientifico, culturale e industriale". "Questa visita - sottolinea una nota - sarà anche l'occasione per i due capi di Stato di affrontare la situazione internazionale e regionale. Gli scambi permetteranno di riaffermare l'importanza del sostegno alla de-escalation regionale e affronteranno la sicurezza delle rotte marittime che passa attraverso un passaggio libero e incondizionato nello Stretto di Hormuz".
Libano, media: disaccordi su mappa zone pilota ritiro Israele
Il prolungarsi dei colloqui diretti tra Israele e Libano deriva da disaccordi sulle zone pilota proposte, dalle quali Israele dovrebbe ritirarsi per lasciar subentrare l'esercito libanese.Lo ha riferito Haaretz, citando una fonte regionale secondo la quale alle parti è stata presentata una mappa, ma nessuna delle due l'ha convalidata.Prima dell'inizio dell'attuale round di colloqui, in corso a Washington, un funzionario israeliano aveva affermato che le parti si sarebbero sedute al tavolo "con le mappe" per delimitare le zone pilota.
Usa spostano aerei da Ben Gurion, salva la stagione estiva
Stati Uniti e Israele hanno raggiunto un accordo per velocizzare le operazioni di trasferimento delle decine di aerei cisterna che 'intasano' l'aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv.Come riporta Yedioth Ahronoth, 15 mezzi sono già stati trasferiti e altri 30 verranno spostati entro martedì prossimo in basi dell’aeronautica israeliana in tutto il Paese. Ulteriori 20 aerei saranno trasferiti in seguito.Israele ha promesso che, in caso di necessità per un’escalation, gli aerei americani saranno in grado di tornare allo scalo entro circa 72 ore. L’obiettivo è ripristinare le capacità dello scalo e fare posto agli aerei commerciali, così da evitare cancellazioni dei voli durante la stagione estiva e le festività ebraiche a settembre. A rischio erano 2,4 milioni di biglietti già venduti.
Macron riceve lunedì il sultano dell'Oman, attore chiave per lo stretto di Hormuz
Il presidente francese, Emmanuel Macron, riceverà lunedì il sultano dell'Oman, Haïtham ben Tariq, per la sua prima visita in Francia. Nel corso dell'incontro all'Eliseo, Macron tornerà a sostenere una riapertura ''libera e senza condizoni'' dello stretto di Hormuz. ''I colloqui permetteranno di ribadire l'importanza del sostegno alla de-escalation regionale e riguarderanno la sicurezza delle vie marittime che passa attraverso un passaggio libero e incondizionato per lo stretto di Hormuz'', sottolinea in una nota l'Eliseo.
Accordo Usa-Iran, Grossi: "Per rispettare il protocollo firmato dovranno esserci ispezioni"
Hezbollah denuncia 'palese violazione' israeliana del cessate il fuoco
Hezbollah ha accusato Israele di una nuova "palese violazione" del cessate il fuoco, dopo che tre persone sono state uccise nelle ultime 24 ore in un raid israeliano con drone contro un'auto nel sud del Libano. L'attacco è avvenuto sulla strada tra Zawtar Sharqiye e Mayfadun, nell'area di Nabatiye. "L'esercito israeliano ha deliberatamente preso ancora una volta di mira civili libanesi mentre si recavano nelle loro abitazioni, sulla strada Zawtar Sharqiye-Mayfadun, con il pretesto che rappresentavano una minaccia per le sue forze di occupazione", ha affermato in una nota il movimento sciita filo-iraniano. Hezbollah ha denunciato quella che definisce la terza "palese violazione" della tregua da parte dello Stato ebraico.
Nna, due aerei israeliani colpiscono Nabatiye
Due raid aerei israeliani hanno colpito questa mattina i dintorni di Nabatiye, principale cittadina nell'entroterra del sud del Libano, segnando le prime incursioni condotte da caccia israeliani dall'entrata in vigore del cessate il fuoco sabato scorso. Secondo fonti locali citati dall'agenzia nazionale libanse (Nna), gli attacchi sono avvenuti mentre nella città erano in corso processioni per le commemorazioni dell'Ashura, principale ricorrenza nel calendario religioso sciita. Nella notte, poco dopo la mezzanotte, altri due raid di caccia israeliani avevano preso di mira Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil.
Libano, Idf, 4 soldati feriti da miliziano Hezbollah nel sud
Quattro soldati israeliani sono rimasti feriti in uno scontro con un miliziano di Hezbollah nel sud del Libano. Lo hanno riferito le forze armate israeliane, precisando che uno di loro è rimasto ferito in modo moderato. Il militante ha lanciato una granata contro i soldati che stavano entrando nel villaggio di Beit Yahoun, ferendone quattro. I militari hanno aperto il fuoco e lo hanno ucciso. L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver lanciato attacchi aerei e colpi di artiglieria sulla zona.
L'Iran mette in guardia Israele su 'presenza militare nei cieli di Paesi vicini'
Il Comando militare congiunto dell'Esercito iraniano, Khatam al-Anbiya, ha messo in guardia Israele riguardo alla presenza militare dello Stato ebraico "nei cieli di alcuni Paesi vicini", senza specificare ulteriori dettagli, affermando che questa rappresenta una "minaccia" contro la Repubblica islamica. "Consideriamo i movimenti e la presenza di aerei militari dell'esercito terroristico del regime sionista nei cieli di alcuni Paesi vicini verso l'Iran come un'azione pericolosa e una minaccia contro la Repubblica islamica dell'Iran", si legge in un comunicato di Khatam al-Anbiya, riportato dall'agenzia Fars. "Dichiariamo che, qualora gli Stati Uniti si dimostrassero incapaci di contenere e controllare il regime sionista, la Repubblica Islamica dell'Iran non tollererà alcuna minaccia nei suoi confronti e si riserva il diritto di rispondere a tali azioni pericolose", aggiunge il comunicato del Comando militare congiunto dell'Esercito iraniano, Khatam al-Anbiya.
Capo Hezbollah: "Israele deve ritirarsi dal libano incondizionatamente"
Israele deve ritirare tutte le sue forze dal Libano "incondizionatamente", secono quanto dichiarato dal capo di Hezbollah, Naim Qassem, che in un discorso in diretta Tv ha inoltre definito il memorandum in discussione fra Usa e Iran "una sconfitta per gli Stati Uniti e per Israele".
Iran: "Usa fermino voli Israele a confine o risponderemo"
Il quartier generale del Comando unificato iraniano, Khatam al-Anbiya, ha ammonito che gli aerei militari israeliani operanti nello spazio aereo dei paesi vicini sono considerati "una minaccia" per la Repubblica Islamica. Il quartier generale militare ha descritto tali voli come un "passo pericoloso", secondo un comunicato riportato dai media di Stato. Se gli Stati Uniti non saranno in grado di "trattenere" o "controllare" Israele, "l'Iran non tollerera' alcuna minaccia e considerera' legittimo il diritto di rispondere a queste azioni pericolose", ha ammonito il quartier generale.
Il Papa: "La pace è un dovere di giustizia"
"La pace è un dovere di giustizia perché siamo un'unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa con i cardinali riuniti a Roma per il Concistoro straordinario. Leone XIV ha citato anche la sua Enciclica sull'intelligenza artificiale e ha sottolineato che occorre "proseguire nel cammino tracciato da San Paolo VI: quando egli introdusse l'espressione 'civiltà dell'amore', il mondo era segnato dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici. In quel contesto, la Chiesa indicava una via alternativa all'opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano". Per il Pontefice "è così, infatti, che la testimonianza cristiana diventa profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano. Mentre annuncia il Vangelo, tra gioie e persecuzioni, la Chiesa non è mai di parte: è per tutti, e a ciascuno rivolge l'identica parola di conversione e di salvezza".
Il Papa: "Possiamo risolvere i conflitti da umani e non da bestie"
"La guerra non è mai degna dell'uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche. L'unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa a San Pietro che di fatto ha aperto il Concistorio straordinario. La prima sessione di lavori con i cardinali è dedicata proprio alla situazione internazionale.
Wsj: Usa valutano di spostare in Israele alcune basi dal Golfo Persico
Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di spostare alcune basi militari lontano da siti nel Golfo Persico, dopo che gli attacchi iraniani hanno causato ingenti danni alla loro base navale in Bahrein, e una delle ipotesi per nuove sedi è Israele. Lo scrive il Wsj. Citando immagini satellitari, filmati verificati sui social media e interviste con militari in servizio e in congedo, il Journal ha affermato che la Naval Support Activity Bahrain, sede della Quinta Flotta statunitense, è stata ripetutamente presa di mira tra la fine di febbraio e giugno. Secondo il rapporto, gli attacchi hanno danneggiato il quartier generale del comando della base, almeno una dozzina di altri edifici e due terminali per le comunicazioni satellitari. Washington sta valutando la possibilità di riattrezzare la base in Bahrein, riducendo al contempo la sua presenza in Kuwait e Arabia Saudita e spostando alcune operazioni più a ovest, potenzialmente in Israele, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da due funzionari.
Borse europee: avvio in rosso, tensione Hormuz e vendite tech
Le Borse europee aprono in calo, i mercati tornano ad agitarsi, dopo che nello Stretto di Hormuz l'Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite ha sospeso l'evacuazione dei mercantili, in seguito all'annuncio di un'imbarcazione che ha dichiarato di essere stata colpita da un proiettile, o piu' probabilmente un drone, a poche ore di distanza dagli avvertimenti di Teheran alle petroliere e alle navi da cargo a non percorrere rotte non approvate. Inoltre il comparto tech continua ad agitare i mercati, con una nuova ondata di sell off sui titoli legati ai chip che ha affondato le borse asiatiche, con Tokyo che ha chiuso a -4,15%. In avvio di contrattazioni l'indice Dax di Francoforte segna -0,64% con 24.836,59 punti, l'Ftse 100 di Londra -0,34% con 10.493,66 punti, il Cac 40 di Parigi -0,15% a 8.419,18. A Milano Piazza Affari nei primi scambi segna -0,83% a 51.363,68 punti.
Presidenza Ue: "Carenza jet fuel? Fiduciosi di superare l'estate"
"Siamo fiduciosi di poter superare l'estate. Ora c'è riapertura dello Stretto di Hormuz. Nel corso della giornata avremo una discussione" sulla situazione in Medio Oriente "dopo il confronto tra i ministri dell'energia a marzo". Lo ha detto Michael Damianos, ministro dell'Energia di Cipro, all'arrivo al Consiglio Energia a Lussemburgo, rispondendo a una domanda su possibili carenze di carburante per aerei e sugli sforzi Ue di riempire le riserve di gas prima dell'inverno. Cipro presiederà la riunione in quanto presidente di turno. "Le discussioni serviranno proprio a trarre insegnamento dalla crisi", ha aggiunto.
Libano, media: "Raid Idf nel sud, 2 libanesi morti e 4 soldati israeliani feriti"
Raid aerei israeliani nel sud del Libano hanno ucciso nelle scorse ore due persone e ne hanno ferita almeno un'altra. Secondo il quotidiano filo-Hezbollah Al-Akhbar, si sarebbero registrate vittime in seguito a un raid aereo contro un veicolo a Maifadoun, nel sud del Libano. Un altro raid aereo israeliano sarebbe stato segnalato a Nabatieh al-Fouqa (Nabatieh Alta), un sobborgo della città libanese di Nabatieh, secondo Al Jazeera.Quattro soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono rimasti feriti ieri nel sud del Libano durante uno scontro a fuoco con un terrorista di Hezbollah. L'Idf ha dichiarato che il terrorista ieri aveva lanciato una granata contro le forze israeliane ed era stato ucciso poco dopo. Nell'attacco un ufficiale è rimasto ferito in modo non grave, mentre un altro ufficiale e altri due soldati hanno riportato ferite lievi.
Bloomberg: "Traffico navale stretto Hormuz continua, malgrado attacco"
Secondo quanto scrive l'agenzia Bloomberg, "il traffico navale nello Stretto di Hormuz continua regolarmente in entrambe le direzioni", con le navi commerciali che utilizzano la rotta meridionale nonostante le recenti tensioni, dopo che ieri un attacco a una nave rivendicata dai Pasdaran iraniani ha indotto l'Organizzazione marittima mondiale (Imo) dell'Onu a sospendere l'evacuazione delle navi dal Golfo Persico. Dati satellitari, scrive Bloomberg, mostrano petroliere a pieno carico in uscita e superpetroliere in entrata, con un aumento dei transiti a trasponder attivi che indica una parziale ripresa della fiducia tra gli armatori.
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona
L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona
Vai al contenutoOnu sospende evacuazione marinai bloccati dopo attacco a nave a Hormuz
Un attacco a una nave avvenuto ieri nello Stretto di Hormuz ha indotto le Nazioni Unite a sospendere le operazioni di evacuazione dei marinai bloccati, mentre gli Stati Uniti hanno messo in guardia l'Iran contro l'imposizione di pedaggi per il transito attraverso il passaggio marittimo. Il New York Times e altri media statunitensi hanno riportato che l'Iran ha speronato una nave portacontainer nello stretto. "Qualsiasi passaggio attraverso rotte al di fuori del quadro designato dalla PGSA non sarà coperto dalle garanzie di passaggio sicuro", ha dichiarato l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico su X.
L'attacco di ieri ha spinto Arsenio Dominguez, segretario generale dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), agenzia delle Nazioni Unite responsabile della sicurezza marittima, ad annunciare la sospensione delle operazioni di evacuazione delle 600 navi e dei loro equipaggi rimasti intrappolati dalla guerra. In una dichiarazione, Dominguez ha affermato di aver sospeso il piano di evacuazione e che è necessario che le "garanzie di sicurezza continuino a essere in vigore per le navi presenti nella nostra lista di evacuazione".
Aiea: "Dopo la guerra severo sistema monitoraggio su nucleare Iran"
Un sistema di verifica "molto rigoroso" è necessario in Iran dopo il conflitto in Medio Oriente per garantire che Teheran non sviluppi armi nucleari, ha dichiarato il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) dell'Onu, Rafael Grossi. "Credo che l'obiettivo" dell'accordo tra Usa e Iran sia di "garantire che non vi sia sviluppo di armi nucleari in Iran. Il governo iraniano ha dichiarato in modo piuttosto chiaro che questa non è la sua intenzione", ha detto Grossi da Tokyo. "Ma ovviamente le intenzioni non bastano. Dobbiamo avere un sistema di verifica molto rigoroso in atto... il prima possibile", ha aggiunto.
Trump assicura: "Lo Stretto di Hormuz è aperto"
Lo Stretto di Hormuz "è aperto": ieri sono transitati 19 milioni di barili di petrolio; "i prezzi del greggio stanno crollando e i mercati azionari salgono". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, nel corso di una cena per gli agricoltori Usa. Trump ha quindi assicurato che gli Stati Uniti aiuteranno il Venezuela, "colpito da un terribile terremoto".
Media, i negoziati fra Libano e Israele a Washington proseguono anche oggi
I negoziati fra Libano e Israele continueranno anche il 26 giugno. Lo riporta Ynet citando l'ambasciata dello Stato ebraico a Washington, secondo la quale "a causa del protrarsi delle discussioni i negoziati proseguiranno un altro giorno". Un funzionario americano ha precisato che le parti torneranno a incontrarsi oggi alle 15 ora italiana.