Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro che spiana la strada alla pace. Intanto, risale la tensione ad Hormuz, colpita un'altra petroliera e tregua di nuovo in bilico. Media: "Nuovo round di negoziati Usa-Iran a luglio in Qatar"
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Ira di Hezbollah contro l'accordo-quadro tra Israele e Libano firmato ieri a Washington. Disordini a Beirut dove l'esercito deve intervenire contro la protesta dei sostenitori del Partito di Dio e aleggia lo spettro della guerra civile. Reso noto il testo dell'intesa in 14 punti, che prevede tra l'altro il riconoscimento della 'mutua sovranità'. Misure sul confine e per il ritiro dell'Idf. Torna alta la tensione a Hormuz, colpita un'altra petroliera e tregua di nuovo in bilico. I Pasdaran rispondono al nuovo raid Usa e lanciano un'ondata di droni sul Barhein. Al Arabiya annuncia per luglio un nuovo round di colloqui Usa-Iran a Doha, in Qatar, per affrontare il tema dei beni iraniani congelati.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Teheran all'Italia: fornire supporto logistico è contributo ad aggressione
"Fornire sostegno tecnico e logistico agli aggressori non è altro che un contributo chiaro e diretto a un'aggressione illegale, un atto sfacciato di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, che su X replica all'Italia ripostando un articolo in cui si afferma che la premier Giorgia Meloni ha negato di aver aiutato Stati Uniti e Israele nella guerra con l'Iran.
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Tv di Stato Iran: colpita torre comunicazioni a Sirik
Una torre di telecomunicazioni nel villaggio di Tahroui nella città di Sirik, nel sud dell'Iran, è stata colpita dai raid. Lo riporta la tv di Stato iraniano citando una fonte militare
Axios: nuovi raid Usa su zona Stretto di Hormuz
"L'esercito statunitense sta conducendo attacchi su obiettivi iraniani nella zona dello stretto di Hormuz in rappresaglia per l'attacco iraniano di questa mattina su una petroliera commerciale". Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense.
Iran, udite esplosioni a Sirik, stessa località colpita ieri
Sono state udite delle esplosioni a Sirik, nel sud dell'Iran. Lo riporta la tv di Stato Irib. Si tratta della stessa località colpita ieri nei raid americani.
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
Vai al contenutoLibano, Aoun chiede a Trump di impedire violazioni da Israele
Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha chiesto al presidente americano, Donald Trump, di contribuire a impedire qualsiasi violazione dell'accordo quadro con Israele e di fare pressione su Tel Aviv perché si ritiri dalle aree meridionali del Libano. Lo riferisce la presidente del Libano. Nel colloquio telefonico con il capo della Casa Bianca, Aoun ha assicurato che lo Stato libanese "si assumerà le proprie responsabilità" nell'attuazione dell'accordo. Il presidente libanese ha espresso l'auspicio che Washington contribuisca a garantire il rispetto degli impegni assunti e a prevenire eventuali violazioni. Da parte sua, Trump ha confermato ad Aoun il sostegno degli Stati Uniti alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano, assicurando che Washington lavorerà per fornire quanto necessario all'attuazione dell'accordo quadro. Il presidente americano ha inoltre promesso il sostegno statunitense all'economia libanese e alle forze di sicurezza legittime del Paese
Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'
Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.
Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'
Vai al contenutoUsa-Iran, ancora tensioni: il nodo è lo stretto di Hormuz
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoNetanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Vai al contenutoUsa-Iran, Hezbollah respinge l'intesa Israele-Libano
Ben Gvir attacca Netanyahu: "Accordo quadro un grande errore"
"Un grande errore". Così Itamar Ben Gvir, l'esponente dell'estrema destra israeliana che è ministro della Sicurezza Nazionale, attacca l'accordo raggiunto, con la mediazione degli Stati Uniti, tra Israele e Libano, chiedendo al premier Benjamin Netanyahu di far votare il testo dell'accordo al gabinetto di governo.
"Anche se rimarremmo in gran parte del territorio della zona di sicurezza per il momento, il governo libanese non disarmerà Hezbollah - ha dichiarato - solo i soldati israeliani distruggeranno Hezbollah, nessun altro può farlo per noi".
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Vai al contenutoIran all'Italia: "Il sostegno logistico è un contributo all'aggressione"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, torna ad attaccare l'Italia affermando che "fornire sostegno 'tecnico e logistico' agli aggressori non è altro che un contributo chiaro e diretto alla commissione di una guerra di aggressione illegale di scelta, un atto sfacciato di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale". Per il portavoce della diplomazia di Teheran la precisazione fornite dall'Italia dopo le affermazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, rappresentano "una palese contraddizione e un argomento fallace mirato a eludere la responsabilitè per la complicitè in un grave atto illecito a livello internazionale". Ossia, "negare pubblicamente qualsiasi aiuto o assistenza agli aggressori, mentre si riconosce apertamente il sostegno 'tecnico e logistico' che ha consentito e facilitato la guerra di aggressione americana-israeliana illecita contro l'Iran".
Media: "Oltre 4mila morti nei raid israeliani dal 2 marzo"
Aumenta il numero di vittime degli attacchi israeliani in Libano. Il ministero della Sanità libanese, citato da Al Jazeera, riferisce che almeno 4.246 persone sono state uccise e 12.190 sono rimaste ferite dai raid israeliani nel Paese a partire dal 2 marzo, data in cui le ostilità tra Israele e Hezbollah sono sfociate in una guerra totale.
Usa diffondono i video degli attacchi contro i depositi di missili iraniani
Il Comando centrale americano ha diffuso i video degli attacchi contro i depositi di missili e droni iraniani e postazioni radar costiere. Nelle clip di poco più di 30 secondi postata su X si legge solo "unclassified", "desecretato".
Netanyahu: "Formerò un ampio governo nazionale"
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato l'intenzione di formare un "ampio governo nazionale". "Dopo aver rimosso la minaccia esistenziale iraniana, un ampio governo nazionale potrà riportare la pace tra noi, affrontare ciò che resta dell'asse iraniano e raccogliere i frutti della nostra vittoria attraverso accordi diplomatici come quello che stiamo concludendo con il Libano", ha spiegato in conferenza stampa. "Abbiamo nemici all'esterno e certamente stanno aspettando che iniziamo una guerra civile", ha evidenziato il premier di Tel Aviv. Richiamando una celebre frase dell'ex premier israeliano Menachem Begin, ha aggiunto: "Niente più guerra civile. Non ci sarà una guerra civile qui". Per raggiungere questo obiettivo, il premier ha quindi annunciato l'intenzione di formare "un ampio governo nazionale". "Non un governo ristretto, non un governo di sinistra dipendente dai partiti arabi, ma un ampio governo nazionale", ha affermato Netanyahu.
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona e cosa vuole l’Iran
L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.
Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona
Vai al contenutoAccordo Israele-Libano, no di Hezbollah: "È umiliante". Cosa prevede l'intesa
Al quinto round di negoziati e dopo cinque giorni di intensi colloqui, nella capitale statunitense è stato raggiunto l’accordo quadro trilaterale con il pieno sostegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Nel documento si afferma che "l'obiettivo comune" è quello di "raggiungere una pace e una sicurezza durature’". Restano punti in sospeso come il disarmo di Hezbollah (che respinge l’intesa) e il ritiro delle forze dell'Idf dal sud del Paese. Ecco quali sono i 14 punti dell'accordo, firmato in tre copie e scritto in inglese.
Israele-Libano, no di Hezbollah: cosa prevedono i 14 punti dell’intesa
Vai al contenutoBeirut: "Almeno un morto per i raid israeliani nel sud del Libano"
Gli attacchi aerei israeliani sulla città di Nabatiye al-Fawqa, nel sud del Libano, hanno ucciso almeno una persona e ne hanno ferite altre due. Lo ha dichiarato il ministero della Sanità. Il centro operativo di emergenza del ministero ha fornito il bilancio poco dopo che l'agenzia di stampa statale libanese aveva riferito che Nabatiye al-Fawqa era stata colpita da droni e aerei da guerra.
Netanyahu: "Eliminato il 90% dell'arsenale di Hezbollah e 9.000 operativi"
"Hezbollah aveva un arsenale di 150,000 missili e razzi, ne abbiamo eliminato il 90% e abbiamo ucciso dall'inizio della guerra oltre 9000 membri di Hezbollah". Lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa.
Netanyahu ringrazia Trump e Rubio e "i libanesi per il loro coraggio"
''Ringrazio il presidente Trump e il sottosegretario Rubio per il loro contributo, e ringrazio il governo libanese e il popolo libanese per il loro grande coraggio''. Lo ha detto Netanyahu in conferenza stampa.
Netanyahu: "Zone pilota partiranno in due aree a ridosso della Linea Gialla"
''Israele e Libano hanno concordato due aree nei pressi della linea gialla, in cui partirà la zona pilota per il disarmo di Hezbollah e il ridispiegamento dell'esercito libanese'', ha detto Netanyahu in conferenza stampa, mostrando su una mappa i luoghi in discussione.
Netanyahu: "Libano e Usa hanno riconosciuto nostra presenza in fascia di sicurezza"
"Abbiamo raggiunto un accordo storico con il Libano che ci permetterà di procedere verso la fine delle ostilità e, in futuro, verso un accordo di pace". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una conferenza stampa. "Il Libano e gli Usa hanno riconosciuto il diritto di Israele a rimanere nella fascia di sicurezza nel sud del Libano fino a che ciò sarà necessario per la nostra sicurezza".
Netanyahu: "Spezzato l'asse Iran, ora il disarmo di Hezbollah"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivendicato il successo dell'accordo raggiunto con il Libano, sostenendo che è stato reso possibile dai "colpi dolorosi" inflitti a Hezbollah. "Abbiamo spezzato l'asse iraniano", ha dichiarato Netanyahu, definendo l'intesa con Beirut "un duro colpo per l'Iran e il suo asse". Secondo il premier israeliano, Israele e il Libano hanno concordato la creazione di "due zone di sicurezza" per verificare il processo di disarmo di Hezbollah. Netanyahu ha inoltre affermato che Israele non lascerà la zona di sicurezza nel Libano meridionale finché non avrà verificato l'effettivo disarmo del movimento sciita. Il premier ha infine sostenuto che le forze israeliane hanno distrutto il 90% del sistema missilistico di Hezbollah e che i due Paesi sono riusciti a raggiungere accordi per risolvere il conflitto.
Idf, ucciso Walid Haniyeh nipote dell'ex leader di Hamas Ismail Haniyeh
Giovedì Israele ha ucciso Walid Haniyeh, vicecomandante di compagnia dell'unità élite Nukhba delle Brigate al-Qassam di Hamas. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota congiunta con lo Shin Bet. Haniyeh era il nipote di Ismail Haniyeh, il capo dell'Ufficio Politico di Hamas ucciso da Israele a Teheran nel 2024. Secondo il comunicato, Haniyeh ha comandato l'infiltrazione di una cellula terroristica in territorio israeliano il 7 ottobre 2023 ed era coinvolto nel reclutamento di nuovi miliziani.
Esercito libanese: "No ad atti che violino sicurezza o compromettano pace civile"
L’Esercito libanese ha ribadito “l’importanza dell’unità nazionale e del rispetto dell’ordine pubblico”, annunciando in un comunicato che “non tollererà alcun atto di violenza o turbativa della pace civile”. Il Comando dell’Esercito sottolinea che, “di fronte alle sfide eccezionali dinnanzi il Libano”, pur “affermando il pieno rispetto della libertà di espressione pacifica”, invita i cittadini “ad esercitare la massima responsabilità in visita degli appelli a manifestare e protestare a Beirut e in altre a Beirut e in altre regioni”.
“Non permetteranno -si legge nel testo -alcun atto che violi la sicurezza o comprometta la pace civile attraverso iniziative dalle conseguenze non calcolate, blocchi stradali o aggressioni contro beni pubblici e privati”. Il comunicato dell’Esercito giunge dopo le proteste registrate in diverse aree del Paese contro la firma dell’accordo quadro tra Libano e Israele.
Vance: "Con o senza accordo finale, l'America vince in ogni caso"
"Se facciamo l'accordo finale allora va alla grande, se non lo facciamo, il loro programma nucleare rimane distrutto, loro rimangono un Paese molto più debole, quindi la mia posizione è che l'America vince in ogni caso". Così JD Vance, intervistato da Bill Maher, ha difeso l'accordo raggiunto da Donadl Trump con l'Iran, sottolineando che l'aumento del passaggio del petrolio attraverso lo stretto di Hormuz è "un segnale che qualcosa di concreto sta succedendo".
L'intervista del vice presidente, che comunque ha ammesso che l'accordo del cessate il fuoco sarà "sempre un po' caotico dato che si ha a che fare gli rraniani", è andata in onda poche ore prima che Iran e Usa si sono scambiati attacchi nella più seria escalation da quando è stato firmato il memorandum di intesa che ha avviato il periodo di 60 giorni di negoziati, con un nuovo round che si dovrebbe svolgere ai primi di luglio.
Media: "Domani al via collaborazione Israele-Libano nelle zone pilota"
La collaborazione tra esercito israeliano e libanese sulle 'zone pilota' nel sud del Libano inizierà già domani, sotto la supervisione del Comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper che si trova in Israele e domani si recherà al confine nord per questo. Lo riporta Channel 11 citando fonti militari. Secondo l'emittente, il pilot inizierà nei villaggi di Froun e Zawtar al-Gharbiyah nel Libano meridionale.
Media: "Bombardamenti israeliani nel sud"
Le forze israeliane hanno bombardato nell'area di Nabatiye, nel sud del Libano, all'indomani dell'accordo-quadro tra Beirut e Tel Aviv per una "pace duratura" sotto l'egida di Washington. Secondo l'Agenzia nazionale di stampa ufficiale del Libano (Ani), aerei da guerra israeliani hanno attaccato intorno alle 18:30 ora locale a Nabatiye al-Fawqa. La stessa zona, così come il quartiere Al-Manzala, erano già stati centrati oggi in quattro raid di droni israeliani, secondo la stessa fonte.
Media: "Nuovo round di negoziati Usa-Iran a luglio in Qatar"
Un nuovo round di colloqui Usa-Iran dovrebbe iniziare a luglio e tenersi a Doha, in Qatar, per affrontare il tema dei beni iraniani congelati. Lo riferisce l'emittente Al Arabiya, citando fonti proprie, sul suo canale in lingua araba. La stessa emittente riferisce che in seguito "il Pakistan ospiterà un ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare". La tv parla inoltre di una visita ufficiale in Iran del premier pachistano Shehbaz Sharif il 2 luglio.
Ministro Difesa Israele: "No ritiro fino a disarmo Hezbollah"
"Il principio cruciale stabilito nell'accordo" quadro Libano-Israele-Usa annunciato ieri a Washington "è che non ci sarà nessun ritiro fino al disarmo dell'organizzazione terroristica di Hezbollah in tutto il Libano". Si è espresso così il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, in dichiarazioni riportate dal giornale israeliano The Times of Israel in cui ha parlato dell'intesa, che considera "storica", sostenendo che "potrebbe, per la prima volta da decenni, plasmare una realtà nuova e più sicura lungo il confine settentrionale" di Israele "e in Libano" e che rappresenta un "colpo strategico per l'asse iraniano".
"La vera prova sarà l'attuazione dell'accordo e si prevedono ancora molte sfide", ha aggiunto, affermando di aver dato disposizioni ai militari affinché "si preparino a una permanenza prolungata nella zona di sicurezza e prendano le misure necessarie per proteggere i soldati delle Idf e rimuovere le minacce per le comunità nel nord" di Israele.
"L'Iran ha tentato di costringere Israele a ritirarsi dal Libano con minacce e pressioni sugli Stati Uniti e ha fallito", ha detto Katz, con un nuovo monito per Teheran. "Se l'Iran tenterà di attaccare Israele per impedire l'attuazione dell'accordo - ha affermato - interverremo con grande forza" contro la Repubblica islamica.
Media libanesi: "Nuovi raid aerei e 4 incursioni su Nabatiyeh"
"Nel pomeriggio, aerei da guerra nemici hanno lanciato un raid sulla città di Nabatiyeh al-Fouqa". Inoltre, "gruppi ostili hanno effettuato 4 incursioni nel quartiere di Al-Manzala e nella piazza di Nabatiyeh Al-Fouqa". Lo scrive l'agenzia libanese Nna.
Katz: "Israele rimane fino al disarmo di Hezbollah"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato "Israele manterrà la propria zona di sicurezza nel Libano meridionale" e che "non si ritirerà fino a quando Hezbollah non sarà completamente disarmato in tutto il Libano".
Katz: "Se l'Iran ci attacca la risposta sarà schiacciante"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avvertito che "se l'Iran tenterà di attaccare Israele al fine di impedire l'attuazione dell'accordo con il Libano, risponderemo con una forza schiacciante e dimostreremo l'esistente divario di potenza tra noi". Katz ha inoltre affermato che l'accordo rappresenta un "colpo strategico" per l'asse iraniano, sottolineando che Israele "manterrà la propria zona di sicurezza nel Libano meridionale e che non si ritirerà fino a quando Hezbollah non sarà completamente disarmato in tutto il Libano".
Iran, ambasciatore russo: "Procede iter per nuova centrale nucleare"
Procede l'iter per la costruzione di una nuova centrale nucleare in Iran, con il sostegno della Russia. Lo ha riferito l'ambasciatore russo a Teheran, Alexei Dedov, in un'intervista al quotidiano Tehran Times riportata dall'agenzia Isna. "I rappresentanti dell'industria nucleare iraniana e russa terranno a breve dei colloqui a Mosca, durante i quali sarà discussa la costruzione della nuova centrale nucleare 'Hormuz' nella Repubblica Islamica", ha detto. L'incontro avrà luogo a Mosca tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. L'intesa da 25 miliardi di dollari per la realizzazione del sito, voluta dal precedente presidente Shahid Raisi, era stata siglata il 26 settembre dello scorso anno. La centrale comprenderà quattro unità con una capacità complessiva di 5.000 megawatt e sorgerà nei pressi delle città di Minab e Sirik, nella provincia di Hormozgan. Le aziende russe, ha poi assicurato Dedov, sono pronte ad aiutare l'Iran nella ricostruzione delle infrastrutture non militari danneggiate o distrutte durante la guerra.
Media Teheran: "Istituito un canale di comunicazione con gli Usa su Hormuz"
È stato istituito “un canale di comunicazione tra Iran e Stati Uniti riguardo lo Stretto di Hormuz”. Lo rivela l’emittente iraniana all-news Press Tv, che trasmette in lingua inglese, citando una fonte di sicurezza, secondo cui “il canale è strettamente di natura diplomatica”.
Jumblatt: "L'intesa è unilaterale e manca tregua"
Il leader druso libanese Walid Jumblatt ha bocciato l'accordo tra Beirut e Israele siglato ieri sotto l'egida degli Stati Uniti. "E' un'intesa tripartita nella forma, ma unilaterale nella sostanza: manca un accordo di tregua", ha dichiarato a quanto riferito dalla televisione al Jazeera.
Media: "Due i droni impiegati nell'attacco denunciato dal Bahrein"
Due droni sono stati impiegati nell'attacco iraniano denunciato stamani dal Bahrein. Lo afferma un ufficiale degli Stati Uniti citato dal New York Times. Un drone, ha spiegato la fonte, è stato intercettato e abbattuto. L'altro è finito, senza conseguenze, in una zona isolata di una base aerea, ha aggiunto.
Stamani il ministero degli Esteri del Bahrein aveva denunciato un attacco "all'alba" da parte di "diversi droni iraniani" dopo che i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, avevano annunciato di aver attaccato obiettivi Usa nella regione a seguito delle operazioni americane contro il territorio della Repubblica islamica.
Media: "Due fratelli palestinesi uccisi a Gaza dai droni dell'Idf"
Un attacco di droni israeliani ha ucciso due fratelli palestinesi, tra cui una ragazza di 15 anni, nel sud di Gaza e ferito almeno altre sette persone. Lo riferisce, scrive il Times of Israel, l'ospedale Nasser, dove sono stati trasportati i feriti. L'attacco ha preso di mira le tende che ospitavano i palestinesi sfollati nel vasto campo di Muwasi, uccidendo, a quanto pare, Islam Moussa, di 15 anni, e suo fratello Abdullah Moussa, di 30 anni. L'esercito israeliano ha ammesso di aver colpito l'area di Muwasi, affermando di aver preso di mira un terrorista di Hamas, ma non ha fornito immediatamente ulteriori informazioni. Inoltre i palestinesi hanno riferito di aver udito un forte boato a Gaza City. Secondo l'ospedale Shifa, l'esercito israeliano ha colpito una tenda che ospitava palestinesi sfollati nella parte occidentale di Gaza City, ferendo almeno 12 persone. Il servizio di ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese afferma che due persone sono gravemente ferite e che la maggior parte dei feriti sono donne.
Al Arabiya: "Negoziati con Usa sui fondi congelati a luglio"
“È in programma per il mese di luglio un nuovo round di negoziati diretti tra gli Stati Uniti e Iran nella capitale qatarina Doha”. Lo riferisce l’emittente Al Arabiya, citando fonti proprie, secondo le quali i colloqui “si concentreranno principalmente sulla questione dei fondi iraniani congelati all’estero a causa delle sanzioni internazionali”.
In un secondo momento, il Pakistan ospiterà un ulteriore round di negoziati tra Washington e Teheran dedicato “specificamente al dossier nucleare iraniano”, annuncia la Tv panaraba con sede a Dubai, che parla inoltre di una visita ufficiale in Iran del premier pakistano Shehbaz Sharif il prossimo 2 luglio.
Iran, guerra spinge l'inflazione a giugno: sfiora l'89%
L'inflazione in Iran ha subito una forte accelerazione a giugno e ha raggiunto il picco annuo dell'88,6%, secondo i dati ufficiali. A causa degli effetti devastanti del conflitto (iniziato a febbraio), l'inflazione nel Paese è schizzata a livelli record erodendo il potere d'acquisto della popolazione e paralizzando l'economia locale. I blocchi commerciali, il crollo verticale del rial iraniano e i pesanti danni alle infrastrutture belliche e industriali hanno accelerato un'iperinflazione vicina all'89%. Secondo il Centro statistico iraniano i prezzi dei prodotti alimentari sono piu' che raddoppiati durante lo stesso mese persiano di Khordad (22 maggio - 21 giugno) rispetto al 2025. Le statistiche iraniane vengono pubblicate mensilmente in base al calendario persiano.
Houthi su accordo Israele-Libano: "Il popolo libanese può rovesciare governo fantoccio"
''L'accordo tra il governo libanese e il nemico israeliano è un accordo per eliminare la resistenza e una palese cospirazione contro il Libano meridionale. L'aspetto più pericoloso è il successo del nemico israeliano nel trasferire la battaglia sul suolo libanese. Pertanto, l'inevitabile esito sarà una di queste due opzioni: una devastante guerra civile libanese, o un'occupazione sionista diretta del Libano. Il popolo libanese ha quindi il diritto di rovesciare questo governo fantoccio con ogni mezzo''. Lo scrive su X Mohammad al Farah, membro del Bureau politico degli Houthi in Yemen.
Media: "Canale Teheran- Washington su Hormuz solo politico"
Iran e Stati Uniti hanno un canale diretto per discutere dello stretto di Hormuz, ma solo a livello politico e non militare. A riferirlo è l'emittente iraniana Press Tv che ieri aveva dato la notizia di una linea tra le due capitali, subito smentita dai Pasdaran. A quanto chiarito da una fonte, "c'è un canale di comunicazione politico" e "non delle forze armate della Repubblica Islamica". E comunque, "non esiste alcun coordinamento con gli Stati Uniti per il passaggio delle navi", ha precisato, "qualsiasi transito nello stretto deve avvenire lungo le rotte indicate dall'Iran".
Ministro Esteri libanese: "L'accordo una vittoria per la diplomazia e lo Stato"
L'accordo tra Libano e Israele "rappresenta una vittoria per la diplomazia e, soprattutto, per l'autorità dello Stato e delle sue istituzioni". Lo ha affermato su X il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi, riferendo della telefonata avuta con l'omologo giordano Ayman Safadi. "Il Ministro Safadi ha espresso la speranza che l'accordo promuova gli interessi del Libano e del suo popolo, contribuisca a ristabilire la stabilità, rafforzi la sovranità dello Stato su tutto il suo territorio e permetta al Libano di vivere in pace e sicurezza", ha scritto Raggi, che a sua volta ha ringraziato il capo della diplomazia di Amman "per il costante sostegno della Giordania".
Leader Hezbollah: "Pericoloso collegare ritiro Israele a disarmo, non lasceremo il campo"
"Continueremo con la resistenza sul campo per sconfiggere l'occupazione". Parola di Naim Qassem, leader di Hezbollah, all'indomani dell'accordo quadro Libano-Israele-Usa annunciato a Washington. "Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo - ha aggiunto, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera - Collegare il ritiro israeliano (dal Paese dei Cedri) al disarmo della resistenza in Libano è molto pericoloso, supera tutte le linee rosse".
Leader Hezbollah: "L'accordo umiliante che rinuncia alla sovranità, è nullo"
"Questo accordo è nullo e devono essere applicate le disposizioni del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. L'accordo quadro di Washington è un'umiliazione, una vergogna e una rinuncia alla sovranità. Così diciamo alle autorità libanesi: è ora che vi ritraiate dai vostri errori che stanno distruggendo il Libano. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo". Lo ha detto il leader di Hezbollah Naim Qassem in una dichiarazione riportata da Al-Jazeera.
Von der Leyen: "L'Ue pronta a sostenere l'accordo con aiuti"
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha accolto "con favore" l'accordo tra Israele e Libano raggiunto ieri negli Stati Uniti. "Si tratta di un passo cruciale per allontanarsi dall'escalation. Perché non può esserci pace in Medio Oriente con il Libano in fiamme", ha dichiarato su X nel ringraziare Washington per la mediazione. "I passi chiave successivi sono il disarmo dei gruppi non statali e la preservazione della sovranità libanese e dell'integrità territoriale", ha avvertito. "L'Ue è pronta a sostenere questo percorso verso una stabilità regionale duratura, anche con la continua erogazione di aiuti umanitari, di cui c'è grande bisogno, con 100 milioni di euro mobilitati per gli sfollati", ha spiegato.
Capo Hezbollah: "L'accordo un errore, legittima l'occupazione"
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto l'accordo quadro tra Libano e Israele, definendolo "umiliante, vergognoso e una rinuncia alla sovranità". Per il leader del gruppo sciita filo-iraniano, l'intesa firmata ieri sera a Washington legittima la continua occupazione israeliana del sud del Paese dei Cedri per un lungo periodo.
Idf conferma attacco aereo nella regione di Nabatiyeh, nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha annunciato di aver effettuato oggi un attacco aereo contro presunti militanti nella regione di Nabatiyeh, nel Libano meridionale: si tratta del primo attacco di questo tipo da quando Washington ha annunciato un accordo quadro tra Israele e Libano. Un portavoce militare israeliano ha riferito all'Afp che l'attacco ha preso di mira "presunti terroristi che rappresentavano una minaccia per i soldati israeliani" nell'area di Nabatiyeh.
Hezbollah: intesa è inchiostro su carta, avanti lotta
Il deputato di Hezbollah, Ihab Hamadeh, ha condannato l'accordo firmato da Libano e Israele, assicurando che il gruppo sciita filo-iraniano non intende rinunciare alla lotta. "Collegare il ritiro (dell'Idf) al disarmo di Hezbollah è un ulteriore passo che riflette la tendenza del Libano al conflitto interno", ha commentato, assicurando che "Hezbollah manterrà la sua posizione contro il nemico fino alla completa liberazione del territorio".
Houthi: da intesa verrà guerra civile o conquista Idf
I ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall'Iran, si sono uniti a Hezbollah nel condannare l'accordo firmato ieri a Washington da Libano e Israele, evocando lo spettro della guerra civile nel Paese dei Cedri. "L'accordo tra il governo libanese e il nemico israeliano è un'alleanza per eliminare la resistenza e una cospirazione contro il Libano meridionale", ha affermato l'alto funzionario Mohammed al-Farah, sottolineando che "l'aspetto piu' pericoloso di questo accordo è il successo del nemico israeliano nel trasferire la battaglia all'interno del Libano".
Media Usa, rotta Hormuz vicino a Oman sarà ampliata
La rotta nello Stretto di Hormuz vicina alle coste dell'Oman verrà ampliata per agevolare il traffico navale sia in entrata sia in uscita. Lo riporta l'Associated Press, citando il Joint Maritime Information Center, organizzazione multinazionale supervisionata dalla Marina Usa.
Iran e Emirati Arabi riprendono attività nel porto emiratino di Jebel Ali
Iran ed Emirati Arabi Uniti hanno ripreso le attività commerciali attraverso il porto emiratino di Jebel Ali - uno dei principali scali del Golfo Persico - come dichiarato oggi da Mohammad Sadegh Ghanadzadeh, vice capo dell'Organizzazione per la promozione del commercio dell'Iran. Gli scambi commerciali tra i due Paesi erano stati sospesi in seguito al recente scambio di attacchi tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico e all'attacco contro una nave cargo nello Stretto di Hormuz. I container, la cui movimentazione era stata bloccata a causa della situazione bellica, stanno ora lasciando il porto di Jebel Ali alla volta dell'Iran e i flussi commerciali torneranno gradualmente ai livelli precedenti al conflitto, ha aggiunto Ghanadzadeh, secondo quanto riportato dall'agenzia Irna.
Ukmto, colpita petroliera nello Stretto di Hormuz
Una petroliera è stata colpita "da un proiettile non identificato" nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations.
Bahrein: "Attaccati da diversi droni iraniani"
Il Bahrein ha annunciato di essere stato preso di mira da diversi droni iraniani, accusando Teheran di "sabotare gli sforzi di pace", dopo i primi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran dalla conclusione del protocollo d'intesa a metà giugno. In un comunicato, il ministero degli Affari esteri del Bahrein ha condannato "l'attacco al proprio territorio all'alba di sabato da parte di diversi droni iraniani, in flagrante violazione della propria sovranità", e "attribuisce a Teheran la piena responsabilità di aver sabotato gli sforzi di pace".
Procuratore capo Cpi: "Lettera minacce da 12 senatori Usa"
Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha dichiarato che lui, altri giudici dell'organismo e funzionari delle Nazioni Unite hanno ricevuto minacce a causa dei procedimenti aperti nei confronti di Israele. In un'intervista ad Al Arabiya, Khan ha raccontato che dodici senatori statunitensi gli hanno inviato una lettera in cui si leggeva: "Se prendete di mira Israele, prenderemo di mira voi e la vostra famiglia. Siete stati avvertiti". Alle minacce, ha spiegato il procuratore, sono seguite azioni concrete quali sanzioni, congelamento di conti bancari e restrizioni di viaggio. Khan ha definito l'uso del potere statale per esercitare coercizione sulle istituzioni giudiziarie internazionali "profondamente pericoloso".
Bahrein: colpiti da droni Teheran, minano sforzi pace
Il Bahrein ha denunciato di essere stato colpito da "diversi droni iraniani", in una "flagrante violazione" della sua sovranità e minacciando la sicurezza dei cittadini. Come ha sottolineato il ministero degli Esteri di Manama, ripreso dai media internazionali, Teheran sta "minando gli sforzi di pace" continuando i suoi attacchi.
L'Iran accusa gli Usa di palese violazione dell'accordo di pace
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi contro alcune aree della costa meridionale del Paese, affermando che tali azioni violano la Carta delle Nazioni Unite e il recente memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine al conflitto. Secondo la dichiarazione, riportata dalla televisione di Stato, gli attacchi hanno preso di mira strutture di sorveglianza costiera; il comunicato ha inoltre sottolineato che le forze armate hanno lanciato azioni di rappresaglia contro obiettivi legati agli Stati Uniti, esercitando il proprio diritto alla legittima difesa.
Deputato iraniano: violazione Usa del cessate il fuoco porterà a una loro ritirata
Un importante deputato iraniano afferma che gli attacchi statunitensi contro l'Iran durante i colloqui hanno messo in luce la mancanza di impegno da parte di Washington nei confronti della diplomazia e degli accordi di cessate il fuoco. Lo riporta Al Jazeera. Ibrahim Azizi, presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento, ha dichiarato su X che gli Stati Uniti "hanno attaccato ancora una volta l'Iran nel bel mezzo dei negoziati". "Il fallito presidente degli Stati Uniti ha dimostrato di non avere alcun impegno nei confronti dei principi della negoziazione o di un cessate il fuoco", ha affermato Azizi aggiungendo che la "violazione sconsiderata" del cessate il fuoco porterà, "come sempre, a una ritirata e al rimpianto" per gli Stati Uniti. "Il gioco dello scaricabarile non funziona più", ha aggiunto. Le sue dichiarazioni sono giunte poche ore dopo che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) iraniano hanno annunciato che le sue forze navali hanno preso di mira posizioni militari statunitensi in tutta la regione in risposta agli attacchi Usa nel sud del Paese.
Teheran: da Usa violazione sconsiderata cessate il fuoco
Gli ultimi attacchi statunitensi all'Iran sono stati una "violazione sconsiderata" del cessate il fuoco. Gli Stati Uniti "hanno attaccato ancora una volta l'Iran nel bel mezzo dei negoziati", ha affermato su X Ibrahim Azizi, capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento di Teheran, "il presidente fallito statunitense ha dimostrato di non avere alcun impegno nei confronti dei principi del negoziato o di un cessate il fuoco". La "violazione sconsiderata" della tregua portera', "come sempre, a una ritirata e al rimpianto" per gli Stati Uniti", ha concluso Azizi, "lo scaricabarile non funziona piu'". Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha riferito nelle scorse ore che le sue forze navali hanno preso di mira posizioni militari statunitensi in tutta la regione in risposta agli attacchi americani nel sud del Paese, lanciati dagli Usa dopo aver accusato Teheran di aver colpito una nave mercantile che attraversava lo Stretto di Hormuz.
Onu auspica riapertura 'duratura' di Stretto Hormuz
Le Nazioni Unite auspicano una riapertura "duratura" dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ai cronisti il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric. "Credo sia importante che tutti rispettino gli impegni assunti in ogni accordo firmato", ha detto Dujarric, "e credo sia altrettanto importante che tutte le parti coinvolte tengano a mente il bene comune". "Migliaia e migliaia di uomini e donne sono bloccati a bordo di navi, navi da cui tutti dipendiamo per i beni che consumiamo quotidianamente", ha sottolineato il portavoce.
Vance commenta raid Usa contro Iran: 'alla violenza si risponde con violenza'
JD Vance ha commentato il raid americano contro depositi di munizioni e droni iraniani in risposta all'attacco di Teheran contro una nave nello stretto di Hormuz. "L'Iran ha firmato un accordo di cessate il fuoco. Noi lo abbiamo rispettato. Se hanno obiezioni sulle modalità di attuazione del memorandum d'intesa, possono prendere il telefono e chiamare. Ma alla violenza risponderemo con la violenza", ha scritto il vicepresidente americano su X.
Guardie Rivoluzionarie, colpite posizioni militari statunitensi
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi nella regione. Lo riporta la televisione di Stato iraniana. Le postazioni statunitensi sono state attaccata dalle Guardie Rivoluzionarie come azione di rappresaglia per i raid Usa in Iran. Lo riporta l'emittente statale IRIB. L'esercito statunitense aveva precedentemente annunciato di aver colpito obiettivi in Iran in risposta a un attacco a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, attribuito a Teheran. "Se l'aggressione si ripeterà, la nostra risposta sarà più ampia di questa", hanno avvertito i pasdaran.