Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios. Intanto l'esercito di Israele ha reso noto di aver distrutto la maxi infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale, che conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini
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Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios citando un alto funzionario americano.
Nelle ultime ore le forze armate Usa avevano condotto attacchi contro una decina di obiettivi iraniani nell'area dello Stretto di Hormuz, in risposta all'attacco iraniano contro una petroliera commerciale.
Intanto l'esercito di Israele ha reso noto di aver distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini.
Gli approfondimenti:
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Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
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Vai al contenutoAxios: ok Iran-Usa a stop raid. Martedì incontro su Hormuz
Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per fermare gli attacchi che nelle ultime ore hanno messo a rischio la tregua, concordando di incontrarsi martedì a Doha per parlare dello Stretto di Hormuz. Lo scrive Barak Ravid su Axios, citando una fonte dell'amministrazione americana, che ha detto: "Abbiamo decviso di fermare tutte le attività cinetiche".
Idf fa esplodere mega sito sotterraneo di Hezbollah nel sud del Libano
"Con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), l'Idf ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale". Lo rende noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura
Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'
Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.
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Vai al contenutoAraghchi: a Hormuz Usa violano accordo cercando corridoio alternativo
Ci sono stati tentativi da parte degli americani di creare un altro corridoio. Lo ha dichiarato durante la visita a Baghdad il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ricordando che, secondo l'articolo 5 del Memorandum d'intesa, l'Iran ha il compito di adottare misure per garantire il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per i 60 giorni di negoziati, prima di giungere a un accordo definitivo con gli Stati Uniti; ciò significa che nessuna nave potrà transitare senza il coordinamento con Teheran.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
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Vai al contenutoNetanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.
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Vai al contenutoUsa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.
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Vai al contenutoUsa: continueremo a colpire se ancora minacce su Hormuz
Washington continuerà a colpire le infrastrutture militari di Teheran se l'Iran continuera' a minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, in un'intervista a Fox News. "Se il regime iraniano pensa anche solo per un secondo che il presidente Trump resterà a guardare mentre continua ad attaccare le navi mercantili internazionali o le nostre basi senza reagire, si sbaglia di grosso", ha aggiunto Waltz
Bahrein chiede azione internazionale per fermare aggressione Iran
"Il Regno del Bahrein invita a un'azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana". La dichiarazione si legge in un post sull'account ufficiale del ministero degli Esteri del Bahrein.
Tajani condanna gli attacchi iraniani: "Solidarietà a Bahrein e Kuwait"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso su X "la più ferma condanna per i nuovi attacchi iraniani che hanno colpito nelle scorse ore Bahrein e Kuwait, a cui vanno la piena solidarietà del Governo italiano". "E' indispensabile evitare ogni escalation che possa compromettere le intese faticosamente raggiunte", aggiunge il vicepremier, "l'Italia ribadisce il proprio impegno per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e per arrivare in tempi rapidi a un Medio Oriente di pace e stabilità".
Iraq offre mediazione: "Pronti a ospitare riunione con Paesi Golfo"
L'Iraq offre la sua mediazione nel mezzo delle tensioni nella regione. La proposta è arrivata dal ministro degli Esteri, Fuad Hussein, nel giorno dei colloqui a Baghdad con il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi. "L'Iraq è pronto a ospitare i Paesi del Golfo per parlare della sicurezza nella regione e porre fine al conflitto", ha detto Hussein in dichiarazioni rilanciate dall'emittente Rudaw. Il ministro ha parlato di una "riunione che comprenda i Paesi arabi del Golfo, Iraq e Iran". "La sicurezza nella regione - ha affermato - deve essere responsabilità delle popolazioni della regione e porre fine al conflitto è una priorità per tutti noi".
Mojtaba Khamenei: "Processare Usa e Israele"
"Devono essere portati con determinazione davanti a tribunali nazionali e internazionali i crimini di Usa e Israele contro l'Iran". E' quanto afferma la Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, in un messaggio di cui dà notizia l'iraniana Press Tv. "I responsabili di crimini contro la Nazione iraniana devono, senza dubbio, essere portati davanti alla giustizia", aggiunge Mojtaba Khamenei.
Colloqui con Iraq per pianificazione esequie Ali Khamenei
Sono in corso colloqui tra Iran e Iraq per pianificare le esequie dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un attacco aereo israelo-statunitense alla fine di febbraio. Lo riporta l'agenzia Mehr, secondo la quale è prevista una cerimonia anche presso il santuario sciita di Karbala, in Iraq. Le autorità iraniane prevedono la partecipazione di circa 20 milioni di persone alle cerimonie funebri, che inizieranno il 4 luglio a Teheran e nella città di pellegrinaggio di Qom. La sepoltura avrà luogo il 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei, nel nord-est del Paese.
L'Arabia Saudita condanna gli attacchi dell'Iran contro Bahrein e Kuwait
Il ministero degli Esteri saudita ha espresso "la più ferma condanna e denuncia" per i "flagranti attacchi iraniani contro lo Stato del Kuwait e il regno del Bahrein", così come "contro la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo si legge in un comunicato, secondo cui tali azioni attribuite all'Iran "minano gli sforzi internazionali per ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione".
Verso l'ultimo saluto ad Ali Khamenei, attese 20 milioni di persone alle cerimonie
Una folla sterminata per l'addio ad Ali Khamenei. Le autorità iraniane prevedono saranno fino a 20 milioni le persone che parteciperanno alle cerimonie per l'ultimo saluto e la sepoltura dell'ayatollah, riporta l'agenzia iraniana Mehr. Inizieranno il 4 luglio a Teheran e Qom le commemorazioni in ricordo di Khamenei, ucciso il 28 febbraio, nel primo giorno di operazioni israeliane e statunitensi contro la Repubblica islamica. L'ayatollah sarà poi sepolto il 9 luglio a Mashad, sua città natale nel nord dell'Iran. In quei giorni nella Repubblica islamica sono attese temperature intorno ai 40 gradi.
Una cerimonia è prevista a Kerbala, in Iraq, anche se ancora non ci sono conferme ufficiali. In Iraq è arrivato stamani in visita ufficiale il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. L'ultimo saluto a Khamenei è sempre stato rinviato per motivi di sicurezza. Non è chiaro se ci sarà suo figlio Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dall'uccisione del padre. Rimasto gravemente ferito nell'operazione in cui è stato ucciso Ali Khamenei, Mojtaba non si è mai fatto vedere in pubblico.
Lega Araba e Consiglio del Golfo: "Teheran mina la pace"
La Lega Araba accusa l'Iran di minare la pace in seguito ai nuovi attacchi contro il Bahrein e il Kuwait. Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha ritenuto l'Iran "pienamente" responsabile delle sue "azioni illegali" che "minano" la pace nella regione mediorientale. Il capo dell'organizzazione panaraba lo ha dichiarato in un comunicato, in cui ha condannato "ancora una volta, con la massima fermezza, i continui e perfidi attacchi iraniani perpetrati questa mattina contro il Bahrein e il Kuwait, con missili e droni". Ha chiesto la "cessazione immediata" di tutti gli "atti di aggressione iraniani diretti contro gli stati arabi del Golfo che minacciano la sicurezza e la stabilità regionale". Da parte sua, il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), Yassim al-Budawi, ha condannato gli "attacchi terroristici" contro il Bahrein e il Kuwait, che ha descritto come atti compiuti "con premeditazione". Ha inoltre ribadito il suo sostegno a "tutte le misure adottate" da entrambi i paesi per "rafforzare la loro sicurezza, preservare la loro sovranità e proteggere la loro popolazione e i loro residenti". L'Iran ha attaccato il Bahrein e il Kuwait in risposta alle azioni intraprese dagli Stati Uniti contro il territorio iraniano nelle ore precedenti, in violazione del memorandum d'intesa firmato la scorsa settimana tra Washington e Teheran. Washington, da parte sua, ha affermato di aver condotto gli attacchi contro l'Iran in risposta al bombardamento da parte della Repubblica islamica di due navi nello Stretto di Hormuz. Le relazioni tra l'Iran e i paesi del Golfo Persico, in particolare con gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e il Kuwait, si sono deteriorate dall'inizio del conflitto avviato dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio.
Bahrein chiede azione internazionale per fermare l'aggressione dell'Iran
"Il Regno del Bahrein invita a un'azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana". La dichiarazione si legge in un post sull'account ufficiale del ministero degli Esteri del Bahrein.
Guardie Rivoluzionarie: "Risponderemo con maggiore forza"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha avvertito che "risponderà con ancora maggiore forza e fermezza" a qualsiasi attacco statunitense. "Come avevamo previsto, il nemico è un nemico che non rispetta gli impegni, è ingannevole e non è affidabile. In qualsiasi momento, in qualsiasi fase dei negoziati, potrebbe intraprendere determinate azioni", ha dichiarato il portavoce dell'Irgc, Hossein Mohebi, alla televisione di stato Snn. "Qualunque azione intraprenda il nemico a questo proposito, noi abbiamo già reagito e continueremo a farlo. Ripetiamo: se il nemico non rispetta gli impegni e viola il cessate il fuoco, risponderemo con maggiore forza rispetto a prima, e sottolineiamo che risponderemo con ancora maggiore forza. Consideriamo tali mosse del nemico come naturali, perché conosciamo la sua natura", ha affermato Mohebi.
Idf: "Nella notte ucciso un soldato israeliano durante uno scontro con Hezbollah"
Durante la notte soldati dell'Idf della brigata Golani hanno incontrato un miliziano di Hezbollah dopo essere entrati in un edificio sospetto nell'area di Deir Siryan, nel Libano meridionale, e nello scontro è rimasto ucciso il capitano David Hazutt, 21 anni, mentre un altro soldato è stato ferito. Lo riferisce l'esercito israeliano, aggiungendo che, dopo l'accaduto, è stata avviata una ricerca del miliziano e obiettivi nell'area sono stati colpiti. Le operazioni per localizzare ed eliminare il miliziano sono ancora in corso, afferma l'Idf.
Araghchi chiede il quadro di sicurezza con i soli Paesi del Golfo
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto l'istituzione di un "quadro di sicurezza" con le nazioni del Golfo dopo gli attacchi iraniani contro le basi statunitensi in Medio Oriente. "Dovremmo raggiungere un nuovo quadro che includa tutti i Paesi della regione e senza la presenza o l'interferenza di alcun Paese esterno alla regione", ha dichiarato Araghchi in una conferenza stampa durante una visita a Baghdad e un incontro con il suo omologo iracheno, Fuad Hussein. Sia il Bahrein che il Kuwait hanno riferito di essere stati presi di mira dall'Iran con droni e missili durante la notte, dopo gli ultimi attacchi aerei statunitensi contro l'Iran.
Il presidente libanese condanna gli attacchi contro il Bahrein e il Kuwait
Gli "atti di escalation" che denunciano di aver subito Bahrein e Kuwait "costituiscono una flagrante violazione della sovranità statale e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione". Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun in un comunicato diffuso dal suo ufficio e citato da Al Jazeera, affermando di considerare gli attacchi iraniani in corso come un tentativo di minare "tutti gli sforzi e le iniziative regionali e internazionali volti a porre fine alla guerra e a contenere le tensioni". La situazione "richiede un intervento urgente da parte dei promotori del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e della comunità internazionale" ha aggiunto Aoun ribadendo la "piena solidarietà del Libano con il Bahrein e il Kuwait".
Araghchi: "Usa fermino Israele, basta raid"
Israele "continua con i raid aerei contro il Libano" e Washington "dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e costringere" Israele a fermare le operazioni, denunciate anche stamani dai media del Paese dei Cedri. Lo ha detto dalla capitale irachena Baghdad, dove si trova in visita, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, con un riferimento al memorandum d'intesa tra Iran e Usa. Tutte le sue parti vanno rispettate, ha sostenuto il ministro nelle dichirazioni rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera, insistendo sul "primo punto del memorandum".
Pasdaran: "Il nemico è ingannevole, se attacca riceverà una risposta più dura"
Il "nemico" è "ingannevole e inaffidabile e potrebbe agire in qualsiasi momento, persino durante i negoziati": lo ha dichiarato, secondo l'agenzia Irna, il portavoce delle Guardie della Rivoluzione iraniane, Hossein Mohebi, riferendosi in particolare agli Usa, dopo le ultime tensioni militari a Hormuz. "La risposta dell'Iran a qualsiasi azione del nemico sarà decisa e, ogni volta che il nemico violerà il cessate il fuoco, riceverà una risposta più dura rispetto alla precedente", ha avvertito, aggiungendo: "Abbiamo risposto a tutte le mosse del nemico e continueremo a farlo".
Araghchi: "L'accordo sulla sicurezza regionale dovrebbe cambiare"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato, durante una conferenza stampa a Baghdad insieme al suo omologo iracheno Fuad Hussein, che il nuovo assetto di sicurezza della regione dovrebbe cambiare e che "dobbiamo giungere a un quadro in cui le parti esterne alla regione non siano coinvolte in esso". Nel corso dei colloqui, l'alto diplomatico iraniano ha inoltre esortato le parti firmatarie del memorandum d'intesa, siglato tra l'Iran e gli Stati Uniti, a rispettarne i termini e a non permettere che il memorandum devi dal suo corso.
Araghchi: "Responsabilità degli attacchi di Israele sul Libano è degli Usa"
"La responsabilità per i continui attacchi del regime sionista contro il Libano ricade sugli Stati Uniti, che hanno violato il proprio impegno contenuto nel memorandum d'intesa relativo alla cessazione degli attacchi israeliani e al ritiro delle proprie forze". Lo ha dichiarato il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi in conferenza stampa.
Il governo di Israele approva all'unanimità il riconoscimento del genocidio armeno
Il governo di Israele ha approvato all'unanimità la proposta del ministro degli Esteri Gideon Sa'ar di riconoscere il genocidio armeno. Il ministro ha dichiarato: "Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta". Lo comunica in una nota il portavoce del ministero degli Esteri israeliano.
Media: "Katz chiede lo stop agli arresti di renitenti alla leva religiosi"
Il Ministro della Difesa Israel Katz ha inviato una lettera al presidente della Commissione Esteri e Difesa della Knesset chiedendo una discussione urgente su un provvedimento temporaneo per sospendere gli arresti dei religiosi renitenti alla leva, riferiscono i media israeliani. Nella lettera Katz chiede che la commissione legislativa discuta una "disposizione temporanea" che consenta agli studenti di yeshiva (scuole religiose) a tempo pieno di evitare l'arresto, garantendo al contempo "la continuazione dell'azione penale contro i renitenti alla leva appartenenti alla comunità Haredi che non studiano nelle yeshiva". Nei giorni scorsi in tutto il Paese ci sono state massicce proteste e manifestazioni da parte degli ultraortodossi contro gli arresti dei renitenti alla leva.
Araghchi: "La situazione a Hormuz tornerà a quella pre-bellica, sotto la gestione dell'Iran"
"In base al protocollo d'intesa tra Iran e Stati Uniti, la situazione nello Stretto di Hormuz tornerà a quella pre-bellica, sotto la gestione dell'Iran, e nessun altro Paese ha alcuna responsabilità al riguardo", ha dichiartato Araghchi, secondo quanto riportato da Mehr. "Esorto tutte le parti a non interferire con le misure adottate dall'Iran per la riapertura della via navigabile" ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.
Araghchi: "Qualsiasi interferenza su Hormuz aggraverà la situazione"
"Qualsiasi interferenza nel processo di definizione di un nuovo accordo nello Stretto di Hormuz aggraverà la tensione e complicherà la situazione, causando un ritardo nella riapertura della via navigabile", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una conferenza stampa tenuta domenica a Baghdad insieme al suo omologo iracheno Fuad Hussein.
Aoun condanna raid su Bahrein e Kuwait: "Solidarietà dal Libano"
Il presidente libanese Jospeh Aoun ha condannato gli attacchi iraniani contro il Bahrein e il Kuwait e ha espresso tutta la solidarietà del Libano ai paesi del Golfo. "Questi atti di escalation costituiscono una flagrante violazione della sovranità statale e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione", recita una dichiarazione del suo ufficio. Aoun ha affermato che gli attacchi in corso si inseriscono nel quadro di un tentativo di minare "tutti gli sforzi e le iniziative regionali e internazionali volti a fermare la guerra e a contenere le tensioni". La situazione "richiede un'azione urgente da parte dei promotori del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e della comunità internazionale" ha insistito il presidente libanese, ribadendo la "piena solidarietà del Libano con il Bahrein e il Kuwait".
La portacontainer francese Cma-Cgm è uscita da Hormuz
Una nave portacontainer battente bandiera francese e appartenente al gruppo Cma-Cgm "è riuscita a lasciare lo Stretto di Hormuz questa mattina". Lo ha annunciato in un comunicato la terza compagnia di navigazione al mondo. Dieci navi del gruppo rimangono bloccate nello stretto, ha precisato Cma-Cgm. Tuttavia, "questo passaggio costituisce un passo importante in un contesto regionale che rimane complesso e richiede costante vigilanza", ha aggiunto il gruppo nel suo comunicato. Cma-Cgm "continua a monitorare attentamente l'evolversi della situazione e rimane pienamente impegnata a garantire la sicurezza dei suoi equipaggi", ha aggiunto. Sabato e domenica, Stati Uniti e Iran si sono scambiati nuovi attacchi aerei, accusandosi reciprocamente di aver violato il fragile cessate il fuoco firmato il 17 giugno, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente minacciato di riprendere la guerra per distruggere la Repubblica islamica. Le rinnovate ostilità sono legate al controllo dello strategico Stretto di Hormuz, che l'Iran ha isolato durante la guerra lanciata contro di esso il 28 febbraio da Israele e dagli Stati Uniti. Lo stretto è stato riaperto in seguito al memorandum d'intesa del 17 giugno, ma l'Iran ha consentito il passaggio di una sola nave, lungo la sua costa, e minaccia di attaccare qualsiasi imbarcazione che non si conformi.
Araghchi: "Come da intesa Usa fermino raid Idf su Libano"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato gli Stati Uniti a spingere Israele a fermare gli attacchi contro il Libano e a ritirarsi. Il capo della diplomazia iraniana ha ribadito che tutte le clausole del Memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti devono essere rispettate, comprese quelle relative al Libano. "Purtroppo, l'entità sionista continua con i suoi attacchi aerei contro il Libano", ha dichiarato Araghchi in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo iracheno a Baghdad, sottolineando che il Memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran è stato accettato anche da Israele. Washington "dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e costringere" Israele a porre fine agli attacchi in Libano per porre fine alla guerra nel Paese. Araghchi ha inoltre esortato gli Stati Uniti a spingere Israele a ritirarsi dalle aree occupate in Libano. "Questa era la prima clausola del Memorandum d'intesa", ha affermato.
Araghchi: "Azione unilaterale ritarderà l'apertura di Hormuz"
A colloquio con il ministro degli Esteri dell'Iraq, Fuad Hussein, il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi ha avvertito che "qualsiasi intervento o azione unilaterale non farebbe altro che aggravare la situazione e ritardare la riapertura dello Stretto di Hormuz". Le sue dichiarazione arrivano dopo i raid statunitensi delle scorse ore contro asset iraniani nell'area, seguiti da rappresaglie di Teheran contro il Bahrein e il Kuwait. Araghchi ha sottolineato, inoltre, che il controllo dello Stretto di Hormuz, in via esclusiva da parte di Teheran per i prossimi 30 giorni, è "una responsabilità che ricade sulla Repubblica Islamica dell'Iran. Non c'è nessun'altra parte o Stato in questo senso. Ciò è assolutamente chiaro nel memorandum d'intesa".
Araghchi: "Controllo esclusivo di Hormuz per prossimi 30 giorni"
"Lo Stretto di Hormuz rimane sotto la completa supervisione e gestione dell'Iran per i prossimi 30 giorni e, una volta rimossi tutti gli ostacoli, la piena capacità di navigazione del canale sarà ripristinata. E' su questo che stiamo lavorando". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una visita in Iraq e l'incontro con il suo omologo iracheno Fuad Hussein. "Ho informato il mio omologo sugli ultimi sviluppi della guerra imposta all'Iran e anche sugli sviluppi relativi al memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti", ha affermato Araghchi.
Araghchi ringrazia l'Iraq per il "sostegno fraterno"
In visita a Baghdad, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ringraziato l'Iraq per il "sostegno fraterno" durante la guerra contro Stati Uniti e Israele. "Il popolo e il governo iracheno hanno sempre offerto il loro sostegno durante la guerra. Hanno sempre sostenuto il popolo iraniano, vittima dell'aggressione israelo-americana", ha detto Araghchi in conferenza stampa con il suo omologo iracheno, Fuad Hussein. "Il popolo iracheno ha sempre sostenuto i suoi fratelli iraniani", ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana.
Iran, ministro Iraq ad Araghchi: "La guerra continua ma deve finire"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato il suo omologo iracheno Fuad Hussein nella capitale irachena. "La guerra continua nella regione, seppur in una forma diversa, e si verificano scontri militari ai margini dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Hussein nel corso di una conferenza stampa congiunta a Baghdad. "Porre fine alla guerra nella regione è una priorità per tutti noi. La sicurezza della regione deve essere responsabilità dei suoi abitanti. La regione può proteggersi in diversi modi e chiediamo un incontro tra gli Stati del Golfo, l'Iraq e l'Iran", ha sottolineato. Il capo della diplomazia irachena ha ribadito durante l'incontro con Araghchi l'importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz e di revocare il blocco navale. Secondo una dichiarazione pubblicata sul canale Telegram di Araghchi, la visita ha affrontato "questioni regionali e bilaterali", tra cui il coordinamento delle cerimonie funebri dell'Ayatollah Ali Khamenei presso i santuari iracheni, all'inizio di luglio.
Idf: "Ucciso a Gaza l'alto comandante della polizia navale di Hamas"
Un alto comandante della polizia navale di Hamas, insieme ad altri due membri del gruppo terroristico, sono stati uccisi in un attacco israeliano nella Striscia di Gaza centrale durante il fine settimana. Lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane (Idf), sottolineando che la polizia navale "opera sotto l'ala militare di Hamas e promuove e dirige attacchi terroristici contro le truppe israeliane e lo Stato di Israele". Secondo l'esercito, l'attacco attuato venerdì ha preso di mira Mansour Sami Mahmoud Shahatut, comandante della polizia navale di Hamas nei campi centrali. Altri due comandanti della polizia navale, che si trovavano con Shahatut nel veicolo colpito, sono rimasti uccisi nell'attacco. Le Idf affermano, inoltre, che Shahatut aveva recentemente pianificato attacchi contro le truppe israeliane. Tutti e tre gli uomini "viaggiavano a bordo di un veicolo armati e, come tali, rappresentavano una minaccia per le truppe israeliane che operano nella Striscia di Gaza".
Mediaa: "Rid nel sud del Libano in due città zona di sicurezza dell'Idf"
I media libanesi riferiscono di un raid aereo israeliano attuato nel Libano meridionale questa mattina. L'attacco è avvenuto vicino alle città di Deir Siryan e Taybeh, secondo l'Agenzia Nazionale di Notizie libanese (Nna). Entrambe le città si trovano all'interno della zona di sicurezza israeliana nel Libano meridionale. Non ci sono notizie immediate di vittime e le Forze di Difesa Israeliane (Idf)non hanno ancora rilasciato commenti in merito. L'attacco odierno si è verificato il giorno dopo una serie di attacchi israeliani nel Libano meridionale che hanno causato un morto, secondo il ministero della Salute libanese. Queste violenze si registrano meno di due giorni dopo la firma, da parte di Israele, Libano e Stati Uniti, di un accordo quadro volto a spianare la strada a un eventuale accordo di pace duratura tra i due storici avversari mediorientali. Israele ha affermato che continuerà ad agire contro il gruppo terroristico Hezbollah.
Idf: "Uccisi a Gaza membri della polizia navale di Hamas venerdì"
''Venerdì, le forze dell'Idf hanno effettuato un attacco nella Striscia di Gaza centrale, eliminando il terrorista Mansour Sami Mahmoud Shahtout, comandante della polizia navale di Hamas nei Campi Centrali della Striscia. Insieme a lui, durante l'attacco sono stati eliminati altri due comandanti appartenenti alla polizia navale, che opera sotto l'ala militare di Hamas e organizza e dirige attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e lo Stato di Israele. Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'utilizzo di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota congiunta con lo Shin Bet, il servizio di intelligence interna israeliano.
Media libanesi: "Raid di Israele nel sud del Paese"
L'agenzia di stampa statale libanese ha riferito di un nuovo attacco israeliano contro il Libano meridionale avvenuto oggi, due giorni dopo la firma di un accordo tra i due Paesi volto ad aprire la strada ai negoziati di pace. "Un aereo da guerra israeliano ha sferrato un attacco aereo contro la periferia delle città di Deir Seryan e Taybeh, nel Libano meridionale", ha riferito l'Agenzia nazionale di stampa libanese, gestita dallo Stato.
L'Ue condanna raid su Bahrain: "Rispettare pienamente l'accordo"
L'Unione Europea (Ue) ha condannato gli ultimi attacchi iraniani contro il Bahrain e ha invitato l'Iran a "rispettare pienamente" il memorandum d'intesa per porre fine alla guerra, firmato la scorsa settimana con gli Stati Uniti. "L'Unione Europea condanna fermamente gli ultimi attacchi con droni iraniani contro il Bahrain. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Bahrain", si legge in un comunicato stampa del portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna. Il portavoce ha aggiunto che gli attacchi iraniani "sono inaccettabili e ingiustificati e costituiscono violazioni del diritto internazionale". Il portavoce ha inoltre esortato il Paese "a cessare immediatamente gli attacchi contro gli Stati vicini, a rispettare pienamente il memorandum d'intesa recentemente firmato e ad attuare pienamente la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite".
Esercito Kuwait: "Intercettati due missili balistici"
L'esercito kuwaitiano afferma di aver intercettato due missili balistici. I missili balistici rilevati nello spazio aereo kuwaitiano in mattinata "sono stati intercettati e neutralizzati in conformità con le procedure operative approvate", si legge in un comunicato militare, senza precisare l'origine dei lanci. L'esercito ha dichiarato che l'incidente non ha causato danni materiali né vittime.
Il Kuwait condanna il nuovo attacco iraniano contro il proprio territorio
Il ministero degli Esteri del Kuwait ha denunciato un nuovo attacco iraniano al proprio territorio, dopo che Teheran ha dichiarato di aver sferrato attacchi contro le basi statunitensi nel Golfo in rappresaglia agli attacchi statunitensi. Il ministero ha affermato in una dichiarazione di "esprimere la propria condanna e denunciare... nei termini più forti, il ripetersi delle atroci aggressioni dell'Iran contro lo Stato del Kuwait, l'ultima delle quali è avvenuta all'alba di oggi, in flagrante violazione della sua sovranità".
Teheran: "Determinati a difendere la nostra sovranità dall'aggressione Usa"
L'Iran ha dichiarato di essere determinato a difendere la propria sovranità dopo gli ultimi attacchi statunitensi contro il Paese, mentre la fragile tregua nella guerra in Medio Oriente è in bilico. "L'Iran condanna fermamente gli attacchi aerei sferrati dall'esercito terroristico statunitense contro diverse strutture di monitoraggio e sorveglianza sulla costa meridionale del Paese nelle prime ore di domenica", ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato, aggiungendo di "ribadire la propria determinazione a difendere la sovranità nazionale dell'Iran" contro gli attacchi statunitensi. L'Iran e gli Stati Uniti si sono accusati a vicenda di aver violato la tregua, mettendo a dura prova i negoziati volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Idf: "Miliziani di Hezbollah uccisi a Nabatieh"
L'esercito israeliano ha confermato la morte di diversi presunti militanti di Hezbollah, senza specificare il numero delle vittime, nel bombardamento di ieri a Nabatieh, nel Libano meridionale, il primo dopo la firma dell'accordo quadro a Washington per porre fine al conflitto. Secondo il comunicato militare pubblicato sui media locali, gli attentatori erano "armati di lanciagranate" e si trovavano vicino alle truppe israeliane, che hanno attaccato intorno a mezzogiorno di sabato, distruggendo anche "la struttura da cui operavano". In un altro attacco nella zona, si legge nello stesso comunicato, l'esercito ha distrutto un lanciarazzi di Hezbollah, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa Libanese (Nna), un drone "nemico", riferendosi a Israele, ha lanciato ieri un attacco contro la città di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. L'accordo quadro firmato venerdì a Washington, sotto l'egida degli Stati Uniti e condiviso integralmente dal Dipartimento di Stato, a eccezione del cosiddetto "Allegato sulla Sicurezza", stabilisce all'articolo 7 che sia il Libano che Israele possono "esercitare il loro diritto intrinseco all'autodifesa", senza alcun impedimento da parte dell'accordo. Inoltre, non coinvolge ne' menziona Hezbollah, che compare una sola volta nell'intero documento. A sua volta, il testo fa riferimento al punto 3 all'"Allegato sulla Sicurezza", secondo il quale le Forze Armate Libanesi assumeranno "gradualmente" il controllo di due "zone pilota" che serviranno da base di partenza per un "graduale ritiro" delle truppe israeliane dal Libano meridionale, ma sempre a condizione del "disarmo riuscito dei gruppi armati non statali e dello smantellamento delle loro infrastrutture".
Il ministro degli Esteri iraniano vola a Baghdad per i colloqui
Visita a Baghdad per Abbas Araghchi. Il ministro degli Esteri iraniano ha lasciato Teheran alla volta della capitale irachena per una visita ufficiale, riferisce l'agenzia iraniana Irna. Previsti, si limitano a riportare dalla Repubblica islamica, colloqui con responsabili iracheni di alto livello incentrati su relazioni bilaterali e sviluppi nella regione e a livello internazionale. In agenda anche, scrive ancora l'Irna, contatti per il coordinamento necessario con le autorità irachene per i funerali di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio, nel primo giorno di operazioni israeliane e statunitensi contro la Repubblica islamica. Le commemorazioni in onore dell'ayatollah si svolgeranno tra il 4 e il 9 luglio.
Bahrain: "Danni significativi a edificio area Al-Muharraq"
Il Bahrain ha segnalato danni significativi a un edificio a causa dei lanci effettuati dall'Iran verso il Paese nelle scorse ore. Il ministero dell'Interno del Bahrain ha dichiarato che "a seguito dell'aggressione iraniana, un edificio residenziale nel governatorato di Al-Muharraq è stato danneggiato, senza tuttavia causare vittime. Le autorità competenti stanno adottando le misure necessarie sul posto".
Bahrein: "Attaccati da missili e droni iraniani"
Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato missili e droni iraniani, secondo quanto riferito dalle forze armate del regno del Golfo, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi contro l'Iran. L'esercito del Bahrein ha dichiarato di aver "intercettato e distrutto una serie di proiettili utilizzati in questi perfidi attacchi iraniani", aggiungendo di essere in "massima allerta". L'Iran aveva annunciato in precedenza di aver sferrato attacchi contro la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein e un'altra base in Kuwait, in rappresaglia agli attacchi statunitensi sul proprio territorio.
Iran: "I nuovi attacchi dimostrano che gli Usa non rispettano gli impegni presi"
"I feroci attacchi statunitensi contro le strutture iraniane sulle coste meridionali del Paese, avvenuti nelle prime ore di domenica, hanno dimostrato che questo regime non attribuisce alcun valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione degli accordi fa parte della sua natura". Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato. Gli attacchi violano la Carta delle Nazioni Unite e il protocollo d'intesa recentemente firmato tra i due paesi, ha affermato il ministero, citato dall'Irna, sottolineando che "l'Iran è determinato a difendere la propria sovranità nazionale e l'integrità territoriale contro le aggressioni militari statunitensi".
Trump conferma raid: "La Repubblica islamica potrebbe non esistere più"
Donald Trump ha confermato che le forze Usa hanno attaccato "depositi di missili e droni" e altri siti in Iran e ha minacciato di "concludere" con la forza "militare il lavoro iniziato". "Velivoli Usa hanno attaccato siti iraniani usati come depositi di missili e droni, radar costieri, per aver violato ancora una volta l'accordo di cessate il fuoco!", ha scritto il tycoon su Truth nelle ultime ore. E ha alzato i toni con un monito in cui ha affermato che "è altamente improbabile che riusciranno mai a imparare" e "potrebbe arrivare un momento in cui potremmo non essere più in grado di essere razionali e trovarci costretti a concludere" con la forza "militare il lavoro che abbiamo iniziato con tanto successo - ha scritto - Se accadesse, la Repubblica islamica dell'Iran smetterebbe di esistere".
Idf conferma, 'uccisi ieri terroristi di Hezbollah nella zona di Nabatieh'
''Soldati dell'Idf ieri hanno identificato, colpito ed eliminato diversi terroristi di Hezbollah armati di lanciarazzi che operavano nella zona di Nebatieh, nei pressi della zona di sicurezza nel sud del Libano. In un altro attacco nella zona, i soldati hanno distrutto un lanciarazzi di Hezbollah che rappresentava una minaccia''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
Pasdaran, basi Usa in M.O. vivranno "un inferno"
Dopo i raid statunitensi ad asset iraniani nello Stretto di Hormuz, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha lanciato un avvertimento: le basi Usa nella regione del Golfo vivranno un inferno nei prossimi giorni. Nella notte l'Iran ha lanciato diversi missili e droni verso i paesi vicini, tra cui Bahrein e Kuwait, come rappresaglia ai raid statunitensi sul territorio iraniano. I Pasdaran hanno affermato che ulteriori azioni riceveranno una "risposta implacabile". In un comunicato, il corpo militare ha dichiarato di aver colpito e distrutto otto importanti installazioni militari statunitensi, tra cui la base di Ali al-Salem in Kuwait e quella della Quinta Flotta a Port Salman, in Bahrein. "Qualsiasi aggressione nemica, qualunque sia il pretesto, anche contro obiettivi insignificanti (...) riceverà una risposta implacabile", hanno aggiunto le Guardie Rivoluzionarie.
Bahrain, attacchi iraniani sono pericolosa escalation
Il ministero degli Esteri del Bahrain ha condannato gli attacchi iraniani delle scorse ore, definendoli una "pericolosa escalation". Il ministero ha espresso la "piu' ferma condanna" per i recenti attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran, affermando che violano la sovranita' del Paese del Golfo. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa del Bahrain, il ministero ha affermato che gli attacchi minano anche "le opportunita' di de-escalation e di stabilità nella regione". Ha inoltre invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a convocare una riunione d'emergenza per affrontare la situazione, nella speranza di "porre fine a questa aggressione in corso e di bloccare i responsabili". Il ministero ha aggiunto che il Bahrain "riafferma il suo pieno e legittimo diritto a difendere la propria sovranità, sicurezza e integrità territoriale in conformità con il diritto internazionale e ritiene il regime iraniano pienamente responsabile di qualsiasi escalation derivante dalla sua continua aggressione".
Teheran, brutali attacchi Usa violano accordo
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che i "brutali attacchi" di Washington violano il cessate il fuoco previsto dal Memorandum d'intesa tra Teheran e Washington. Una dichiarazione diramata dal dicastero "condanna fermamente" gli attacchi statunitensi delle ultime ore contro la costa meridionale del Paese. Inoltre, prosegue la dichiarazione, questi raid "dimostrano che il regime statunitense non attribuisce il minimo valore ne' credibilita' ai propri impegni e che la violazione delle promesse fa parte della natura di questo regime". Il ministero degli Esteri ha infine ribadito che Teheran "sottolinea la sua determinazione a difendere la sovranita' nazionale e l'integrita' territoriale dell'Iran dall'aggressione militare statunitense".
Cresce la tensione in Medio Oriente, Bahrein e Kuwait sotto attacco
Cresce la tensione in Medio Oriente. L'esercito kuwaitiano ha reso noto che le difese aeree del paese stanno reagendo a "minacce ostili provenienti da missili e droni". Lo riferisce la versione online di Al Jazeera. Intanto risuonano le sirene d'allarme in Bahrein. Il ministero dell'Interno ha esortato la popolazione a "mantenere la calma e dirigersi verso il luogo sicuro più vicino".
Usa, 'condotti attacchi contro 10 obiettivi Iran nello stretto di Hormuz'
"Questa notte, caccia della Marina e dell'Aeronautica americana hanno effettuato attacchi contro 10 obiettivi militari iraniani in diverse località all'interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all'attacco con droni dell'Iran contro la petroliera Kiku". Lo scrive il Comando Centrale Usa in un post su X.
Iran, i pasdaran rivendicano gli attacchi a Kuwait e Bahrein
Le agenzie iraniane Irna e Tasnim hanno diffuso una dichiarazione dei Pasdaran che confermano gli attacchi contro il Kuwait e il Bahrein. I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato che la loro marina e la loro aeronautica hanno lanciato missili balistici e droni contro la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait e contro la Quinta Flotta Navale statunitense a Port Salman, nella capitale del Bahrein, a Manama. Secondo la dichiarazione, gli attacchi sarebbero stati una risposta ai bombardamenti statunitensi di cinque località costiere in Iran. I Pasdaran avvertono che ci sarà una "risposta implacabile" in caso di una nuova aggressione da parte degli Stati Uniti.