Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
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Ceuta, Spagna: "Controlli alle frontiere per l'Italia in ritorsione a chiusura Schengen"

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Madrid impone controlli alle frontiere per chi arriva dall'Italia in risposta alle misure analoghe imposte da Roma a seguito del massiccio afflusso di migranti a Ceuta. I controlli, spiega il Ministero dell'Interno spagnolo, si inseriscono "nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare" che l'Italia sta subendo. Dureranno dall'8 agosto al 7 settembre

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La Spagna impone controlli alle frontiere per l'Italia in una mossa di ritorsione dopo che il governo italiano ha sospeso l'accordo di Schengen in seguito alla crisi migratoria a Ceuta. I controlli, che si inseriscono "nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare" che l'Italia sta subendo, inizieranno a mezzanotte di sabato 8 agosto e dureranno fino al 7 settembre, ha precisato il Ministero dell'Interno in un comunicato. La mossa arriva dopo che nelle scorse ore Madrid aveva chiesto all'Italia di revocare la sospensione di Schengen. Palazzo Chigi aveva risposto che "l'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall'Estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere". La stessa premier Meloni, in un videomessaggio inviato all'evento di FdI-Ecr alla vigilia della cerimonia di Marcinelle, era tornata a parlare di lotta all'immigrazione. “In Europa non c’’è spazio alcuno per chi alimenta canali dell'immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti. Per noi, il messaggio è chiaro: chi sfrutta le persone, le schiavizza e alimenta traffici criminali è indegno del modello sociale europeo", dice.

Madrid: "Controlli italiani hanno inciso su mobilità di migliaia di persone"

La risposta del governo iberico giunge al termine di una lunga giornata di scontri, iniziata con la Spagna che lamentava come i controlli di frontiera temporanei che l'Italia ha introdotto ai confini aerei e marittimi hanno inciso sulla mobilità di "migliaia di passeggeri" e hanno generato "incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva". 

Madrid: "Dal 2022 Roma non rispetta Dublino, noi sempre solidali"

Nel chiedere all'Italia di revocare i controlli alle frontiere, il governo spagnolo sottolineava che "dal 2022 l'Italia non rispetta il Regolamento di Dublino", evidenziando come ciò abbia provocato "un carico aggiuntivo della pressione migratoria sul resto degli Stati Membri". Madrid rivendica di non aver mai introdotto controlli nei confronti dell'Italia in passato, ricordando di essere "sempre stata solidale, accogliendo parte dei migranti che arrivarono a Lampedusa nel 2023" e "di aver ripetutamente riaperto i propri porti ai migranti soccorsi sulla rotta del Mediterraneo centrale".

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Il governo di Pedro Sánchez contesta inoltre le motivazioni adottate da Roma, ribadendo che i migranti entrati in maniera irregolare a Ceuta la scorsa settimana "non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen", poiché la città autonoma "ha un regime speciale con lo stesso". Madrid sottolinea che "la quasi totalità di loro è già entrata in Marocco", ricordando che, secondo Frontex, l'Italia è lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari registrati negli ultimi anni, "con cifre che sono arrivate a raddoppiare quelle della Spagna". Si chiedeva dunque all'Italia di revocare la sopensione di Schengen entro domenica 9 agosto, minacciando "misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini". L'esecutivo spagnolo ricorda anche come i governi siano "chiamati a promuovere l'intesa tra Paesi e l'interesse generale delle rispettive popolazioni, non a creare fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne".

L'Italia non riattiverà Schengen almeno fino al 15 agosto

Palazzo Chigi si è subito mostrato intransigente. "Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l'applicazione dell'accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l'Italia. In quella data, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria", si legge in una nota di Palazzo Chigi. La data del 15 agosto non è casuale: si prevede che quel giorno, o forse prima, possa riverificarsi un massiccio tentativo di ingresso a Ceuta, spinto dal tam-tam sui social.

Piantedosi: "Fenomeno migratorio troppo a lungo sottovalutato"

Parlando di quanto avvenuto a Ceuta, il ministro dell'Interno italiano Piantedosi ha evidenziato che "più che dire che l'Europa rischia assalti simili, l'Unione europea sta prendendo atto che il fenomeno migratorio non è più qualcosa che può essere affrontato prescindendo dalla considerazione della sua dimensione epocale". Si tratta di un fenomeno "troppo a lungo è stato sottovalutato" e "ridotto a un problema che poteva riguardare i singoli Stati membri, come l'Italia, che fanno da prima frontiera". In realtà, continua, "non è così: le scene che si sono viste sono il frutto di tanti nodi che vengono al pettine, ovvero un forte squilibrio di carattere demografico, squilibri di carattere socio-economico che contraddistinguono i paesi a forte vocazione migratoria e i paesi europei". 

La riunione del governo spagnolo

Oggi, intanto, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha presieduto una riunione di coordinamento in videoconferenza con i principali ministri coinvolti nella gestione della crisi migratoria a Ceuta, assicurando che il governo utilizzerà "tutti gli strumenti e le risorse dello Stato necessari" per riportare "nel più breve tempo possibile" la città autonoma e i suoi abitanti "alla piena normalità". Secondo le fonti governative, è stato fatto il punto sulle operazioni in corso nell'exclave spagnola in Marocco e sono state esaminate nuove misure per assistere i migranti ancora presenti a Ceuta e rafforzare le misure di sicurezza della popolazione.

Morto un giovane in parapendio

Non si fermano i tentativi di raggiungere Ceuta. Oggi è stato recuperato il corpo di un giovane migrante di origini subsahariane, morto stamattina mentre cercava di raggiungere l’exclave spagnola dalle montagne del Marocco con un parapendio. Lo riferiscono fonti della Guardia Civil citate da Efe. Il giovane era decollato dall'area di Benzù, sulle colline sovrastanti la costa marocchina prospiciente la baia settentrionale di Ceuta. Per cause in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del parapendio e sarebbe precipitato in acqua poco prima dell’atterraggio. Era ormai senza di vita quando alle 8 è stato soccorso dalla Guardia Civil.

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I messaggi sui social e i sospetti degli 007

"Chavales, è vero che il 15 agosto la frontiera sarà aperta?", "Da qui attraverseremo, non è profondo". Sono giorni che messaggi come questi si rincorrono su Facebook, TikTok, Instagram e gruppi di WhatApp, con mappe, punti di ritrovo, vendite di mute da sub e indicazioni su come raggiungere la spiaggia di Fnideq, la vecchia Castillejos alle porte di Ceuta. Ma quella del 15 agosto potrebbe essere soltanto una data civetta. Per gli 007 spagnoli del Centro nazionale d'intelligence, che da giorni monitorano le reti, il tam-tam è "pienamente credibile" e chi lo alimenta potrebbe persino anticipare il tentativo di un nuovo assalto di migranti all'exclave per "sfruttare l'effetto sorpresa". Lo spettro di una nuova spallata alla frontiera sud dell'Europa si aggira anche a Bruxelles, dove "l'attenzione resta davvero molto alta prima, durante e dopo il 15 agosto", ha avvertito un portavoce della Commissione europea, spiegando che l'Ue vigila costantemente lo spazio informativo insieme alle piattaforme digitali. L'esecutivo comunitario denuncia inoltre che canali di disinformazione russi hanno "rapidamente amplificato" la crisi di Ceuta, alimentando narrazioni polarizzanti e tensioni sociali. Mentre la fondazione spagnola di fact-cheking Maldita rileva che la rete di propaganda Pravda Spagna, collegata al Cremlino, sul suo canale Telegram promuove messaggi di estrema destra, diffondendo la narrativa secondo cui il governo spagnolo avrebbe abbandonato la popolazione di Ceuta.

Ue: "Meta e TikTok rafforzino monitoraggio e verifica fatti su crisi come a Ceuta"

La Commissione europea ha incontrato i rappresentanti di Meta e TikTok proprio in merito alla situazione a Ceuta. "Le piattaforme devono agire con decisione per preservare l'integrità dello spazio digitale, in particolare durante le situazioni di crisi. È necessario intensificare il monitoraggio e rafforzare la collaborazione con i fact-checker", ha annunciato su X la vice presidente della Commissione, Henna Virkkunen.

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Madrid: "Attualmente 1.342 minori migranti censiti a Ceuta"

La Procura generale spagnola ha intanto ordinato alle Procure minorili di vigilare su bambini e adolescenti non accompagnati arrivati a Ceuta e di intervenire qualora una comunità autonoma rifiuti di accoglierli nell'ambito del piano di redistribuzione previsto dal governo. "Il numero che vi posso anticipare di bambine e bambini registrati nel sistema di accoglienza a Ceuta è al momento di 1.342 minori", mentre "continua il processo" per la loro localizzazione e indentificazione, ha fatto sapere la ministra per la Giuventù e l'Infanzia spagnola, Sira Rego, dopo una riunione oggi con le autorità locali nell'exclave iberica. La ministra ha aggiunto che "evidentementa il processo è complicato, per il volume di arrivi" e ha segnalato che "la priorità è stata data ai profili più vulnerabili, cioè ai bambini e alle bambine sotto i 13 anni, dei quali è presente un numero importante", ha spiegato Rego, assicurando che "saranno assistiti tutti i minori". Rispetto al minori che si nasconderebbero ancora nella città autonoma, nel timore di essere rimpatriati, la ministra ha sottolineato la necessità di "essere molto rigorosi, predisponendo le procedure affinché questi bambini emergano, si presentino alla polizia, vengano registrati e siano predisposte le infrastrutture necessarie per accoglierli". Poi Rego ha spiegato che il lavoro sarà svolto "con i servizi tecnici specializzati affinché, nel rispetto di tutte le garanzie necessarie a tutelare l'integrità e il rispetto superiore del minore" e "nel caso sia possibile, evidentemente, sarà privilegiato il ricongiungimento familiare" nei Paesi d'origine.

Vox attacca presidente Ceuta: "Migranti minori siano rimpatriati"

E sul tema non accenna a placarsi la polemica politica. Il portavoce nazionale di Vox, José Antonio Fuster, ha attaccato il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, accusandolo di un "piagnisteo permanente", per la gestione dei minori migranti arrivati nell'exclave durante gli ingressi in massa di una settimana fa, e ne ha chiesto le dimissioni. In dichiarazioni a Radio Libertad, Fuster ha criticato Vivas per la sua richiesta che i minori siano redistribuiti in altre regioni spagnole, anziché rimpatriati in Marocco. "Non gli ho mai sentito dire ciò che prevede la legge, né quanto stabilito dalle Nazioni Unite e dall'accordo bilaterale con il Marocco, che non si sta rispettando", ha detto il portavoce del partito di Santiago Abascal, nel riferirsi alle ricongiunzioni dei minori con le famiglie di origine, in prevalenza marocchine. Fuster ha ribadito che "ogni minore che entra dal Marocco deve essere rimandato alla sua famiglia e al suo Paese", così da preservare "la sua identità, la sua cultura, la sua religione e la sua lingua". "Questo non è quello che sento dire al presidente Vivas", ha insistito. "Dà sempre per scontato che ogni minore che arriva debba essere distribuito", ha aggiunto, chedendo che "si dimetta". Il portavoce di Vox ha ripetuto che, nelle regioni iberiche in cui è presente in governi di coalizione con il Partito Popolare si opporrà "fino alla fine" alla distribuzione dei minori migranti da Ceuta, prevista peraltro dalla normativa spagnola nei casi di emergenza migratoria.

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