Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
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Ceuta, Spagna attacca l'Italia sui migranti: "Governo non sa gestire gli arrivi, noi sì"

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©Ansa

Il ministro degli Esteri spagnolo: "Ci sono stati Paesi e governi che non si sono dimostrati all’altezza. Il governo italiano è stato uno di questi". Intanto l’Ue valuta degli hub per il rimpatrio dei migranti lungo le rotte tradizionali. La replica del ministro degli Esteri al Corriere: "Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani"

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Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Ceuta, la Spagna torna sulle reazioni alla crisi migratoria e punta il dito contro chi "non è stato all'altezza", Italia compresa, con Roma che, nei giorni scorsi, ha sospeso Schengen. "Ci sono stati Paesi e governi che non si sono dimostrati all’altezza", ha dichiarato il ministro degli Esteri José Manuel Albares, all'emittente Rtve. "Il governo italiano è stato uno di questi", ha proseguito. L'Italia, ha poi ricordato Albares, è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna è quello con il dato più basso. A Roma "piacerebbe risolvere la situazione a Lampedusa", come è stata risolta quella di Ceuta, ha sottolineato. Intanto il tribunale dell'Audiencia Nacional ha aperto un'inchiesta preliminare e ha incaricato l'Unità centrale immigrazione e frontiere (Ucrif) della polizia nazionale di verificare se l'ingresso irregolare di almeno 50.000 persone dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio sia stata il risultato di "un'azione concertata". E l’Ue valuta degli hub per il rimpatrio dei migranti lungo le rotte tradizionali. La proposta "modello Albania" verrà portata dall'Italia al Consiglio europeo di domani (4 agosto), con la riunione d'emergenza dei ministri dell'Interno europei, chiesta da 22 Paesi Ue. Le strutture dovrebbero essere ospitate in Paesi come Uganda e Montenegro. Resta però il nodo dei fondi. Da Bruxelles, comunque, fanno sapere che la Commissione "è pronta a valutare proposte compiute, basate sulla cooperazione strategica".

Tajani: "Politiche fallimentari"

"Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani, che sono fra l'altro anche 7 mila chilometri di confini europei, che riguardano anche altri Stai, e che sono dunque confini di tutta l'Unione", dice Antonio Tajani in un'intervista al "Corriere della Sera", intervenendo sulle critiche mosse da Madrid all'Italia sulla gestione del fenomeno migratorio. "Noi siamo sempre stati solidali con la Spagna, siamo amici degli spagnoli, ma - aggiunge - la loro politica su questo dossier non è perfetta, e noi i nostri passi li abbiamo fatti dopo un'attenta valutazione del ministero dell'Interno". Sulla sospensione dell'accordo di Schengen stabilito dall'Italia, il titolare della Farnesina evidenzia che "ognuno fa le sue valutazioni, noi l'abbiamo basata su elementi oggettivi, analizzati in comitati istituzionali competenti. E che fine faranno i 5mila migranti sub-saharinai a Ceuta, che non potranno essere rimandati in Marocco? Dove andranno?". "Quello che è successo a Ceuta non è qualcosa di marginale, è un rischio per tutta l'Unione, ed è nostro diritto chiedere misure aggiuntive, chiarimenti e misure preventive perché - conclude - questi fatti non si ripetano e non compromettano il tessuto sociale di altri membri della Ue". 

Madrid: "Rabat faccia piena luce su arrivi in massa"

Finora Madrid aveva evitato di puntare l'indice sul Marocco e sia il premier Pedro Sánchez che i ministri dell'Interno e degli Esteri, Fernando Grande-Marlaska e José Manuel Albares, nell'assicurare la "piena collaborazione" di Rabat, hanno attribuito la più grande crisi migratoria vissuta nella città autonoma in nord Africa alle mafie e alle reti di trafficanti di esseri umani. Ma oggi la ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, ha chiesto a Rabat di "fare luce piena luce" sulla massiccia ondata migratoria verso Ceuta e di indagare "fino in fondo per sapere cosa è accaduto", condannando allo stesso tempo il fatto che, dall'altro lato della frontiera dell'exclave iberica, "si mandino i giovani verso la morte". "Chiedo al governo del Marocco di indagare chi c'è dietro queste reti, chi ha la responsabilità, chi ha organizzato tutto, attraverso le mafie, e chi ha ingannato queste persone", ha detto Margarita Robles in dichiarazioni ai media a Saragozza, ripresa da Tve. "Non può essere che si utilizzino minori, come sono stati utilizzati, o anche persone, mandandole a morte nel mare", senza altre conseguenze.

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Il bilancio dei morti e dei rimpatri

Oggi il ministero dell'Interno marocchino ha diffuso un bilancio provvisorio delle vittime tra i migranti che nei giorni scorsi avevano tentato di entrare illegalmente nell'enclave spagnola di Ceuta, dal Marocco, stimando in 11 il numero dei deceduti. Madrid, nel frattempo, però, ha segnalato almeno 72 morti. Si stima che tra i 60.000 e gli 80.000 migranti siano riusciti a raggiungere l'enclave nei giorni scorsi, ma che siano stati quasi tutti successivamente rimpatriati da Ceuta. Ma oggi, su questo punto,  il governo di Ceuta ha precisato che "non c'è una stima ufficiale di quanti" migranti "siano entrati e di quanti siano realmente usciti". "Secondo le cifre valutate dal ministero dell'Interno, che non coincidono con altri dati che possono venire da altri ministeri, si parla del rimpiatro di circa 73.000 persone e i dati attuali che ci trasmettono è che restano nelle strade di Ceuta fra le 3.000 e le 5.000 persone".

Governo Ceuta: "Risposta del governo tardiva e insufficiente"

L'assessore alla presidenza e di governo dell'amministrazione di Ceuta, Alberto Gaitan, in un'intervista radiofonica alla Cadena Ser ha poi aggiunto che "la situazione è molto difficile" e che i migranti "si trovano in diverse aree della città, prevalentemente in zone di scogliere e sulle colline". Particolarmente "difficile" è stata definita la situazione dei migranti minorenni: "Attualmente abbiamo 862 minori censiti. La capacità che ci attribuisce il governo centrale è di 29: stiamo parlando di un sovraoccupazione di quasi il 3.000%". Gaitan ha poi criticato la risposta del governo centrale alla crisi migratoria: "È stata tardiva e insufficiente", poiché "da tempo avevamo allertato di una situazione anomala che si stava producendo per le entrate di migranti via mare" e denunciato "i movimenti a nuoto aumentati nei giorni precedenti l'invasione migratoria" di giovedì 30 luglio.

Madrid nega allerta dell'intelligence sulla portata della crisi di Ceuta

Intanto il governo spagnolo ha ribadito che non disponeva di alcun rapporto dell'intelligence che prevedesse la portata della crisi migratoria di Ceuta, mentre in Spagna infuria la polemica dopo indiscrezioni, riportate dai media tra cui Cadena Ser, secondo cui il Centro nazionale di intelligence (Cni) avrebbe lanciato diversi avvertimenti al ministero dell'Interno. "Non c'è stato alcun rapporto che avvertisse della portata delle cifre alle quali abbiamo dovuto dare risposta", ha affermato la ministra portavoce del governo, Elma Saiz, in dichiarazioni alla Tv pubblica Tve. Nel rispondere a una domanda su un eventuale "fallimento dei servizi segreti" spagnoli, Saiz ha insistito sul fatto che "non si prevedeva in alcun modo qualcosa di così inedito". La portavoce ha difeso l'operato dell'esecutivo di Pedro Sánchez, sostenendo che anche la "risposta inedita" alla crisi senza precedenti "è stata fornita in 48 ore", con il ritorno della gran parte dei migranti nel Paese d'origine, "che non sarebbe stato possibile senza la collaborazione del Marocco".

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Per quanto riguarda l'inchiesta preliminare dell tribunale dell'Audiencia Nacional, nell'ordinanza la giudice Maria Tardon dispone che siano raccolti "tutti gli elementi di identificazione di coloro che hanno potuto partecipare a tali azioni". Mentre resta ancora da stabilire se la competenza sull'indagine spetti effettivamente al tribunale nazionale, deputato per indagare i reati collegati alla criminalità organizzata internazionale, il terrorismo e il traffico di droga, fra gli altri. L'inchiesta nasce da una denuncia del partito Iusticia Europa, formazione extraparlamentare che si autodefinisce "della società civile", presentata contro funzionari, "componenti di organizzazioni criminali" e autorità spagnole e straniere, che ipotizza reati tra cui il favoreggiamento dell'immigrazione illegale, il traffico di persone, l'organizzazione criminale e l'omissione del dovere di perseguire i reati. Secondo l'esposto, la mobilitazione di migliaia di persone "non può essere qualificata come un fenomeno migratorio ordinario o spontaneo", ma presenta "indizi di un'organizzazione criminale transnazionale". Inoltre, la presunta passività dei controlli sulle coste marocchine potrebbe essere il segnale di una "tolleranza consapevole" da parte delle autorità del regno alauita. 

Von der Leyen a Sanchez: "Migrazione sfida Ue, raddoppiare sforzi"

Su quanto accaduto a Ceuta è tornata anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der LeyenVon: "La migrazione è una sfida europea che richiede una riposta europea. E, per questo, la solidarietà è fondamentale", scrive in una lettera indirizzata al premier spagnolo Pedro Sanchez. Von der Leyen spiega che occorre "raddoppiare gli sforzi in cinque aeree chiave: prevenire gli arrivi degli irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi; rafforzare i confini esterni; attuare i sistemi di allerta; smantellare le reti di trafficanti; rafforzare i rimpatri. La Spagna - aggiunge - può contare sul supporto della Commissione".

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