Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Khamenei: "Ok ad accordo ma non ero convinto". Trump: petrolio scorre a fiumi

©Getty

Gli Usa hanno fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell'accordo con Teheran. Lo ha detto JD Vance in una conferenza stampa aggiungendo che lo stretto di Hormuz "è aperto". E rivolto a Israele: "Aprite gli occhi, Trump l'unico alleato potente che vi è rimasto". Khamenei: "Dato mio ok al memorandum per l'impegno assunto da Pezeshkian". Tornato in patria Trump ha così commentato: "Ora il petrolio torna a scorrere a fiumi"

in evidenza

Trump definisce il G7 di Evian “un grande successo” dopo la ritrovata armonia tra i Grandi e ha difeso l'accordo con l'Iran alla vigilia della firma a Lucerna: “L'intesa raggiunge tutti gli obiettivi prefissati. Potevamo continuare a bombardare ma sarebbe stato stupido e Hormuz non avrebbe riaperto. Con la nuova leadership possibile il cambio di regime”. Poi ha aggiunto: "Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, inclusi Libano, Hezbollah e Israele". Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato di aver autorizzato il memorandum d'intesa firmato dai presidenti iraniano e statunitense, nonostante abbia opinioni diverse, dopo aver ricevuto assicurazioni dal presidente Masoud Pezeshkian e da altri alti funzionari che i diritti dell'Iran e gli interessi del "Fronte di resistenza" sarebbero stati salvaguardati.

Intanto, il vicepresidente Usa JD Vance nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca ha fatto sapere che i 60 giorni per il negoziato con l'Iran sono iniziati oggi aggiungendo che gli Stati Uniti hanno fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell'accordo con Teheran: lo stretto di Hormuz "è aperto". Poi ha attaccato Israele: "Aprite gli occhi, Trump l'unico alleato potente che vi è rimasto". 

Gli approfondimenti:

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Guerra Iran, rischio shock alimentare globale. Verso ondata rincari: i prodotti colpiti

Lo spettro di un aumento generalizzato dei prezzi a causa della guerra in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz si fa sempre più concreto. A venire travolti da questa ondata di ricari sono fertilizzanti, mangimi, energia, trasporti e logistica, e così anche grano, latte, carne e prodotti trasformati. A rendere più complesso il quadro ci sono anche le variabili climatiche. Ecco i possibili scenari.

Guerra Iran, rischio shock alimentare globale: arriva ondata rincari

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Trump: "Petrolio scorre a fiumi dopo l'accordo"

"Le Borse hanno chiuso in rialzo e il petrolio scorre. E' un altro giorno in paradiso". Lo ha detto Donald Trump durante la cerimonia di consegna di tre medaglie d'onore ad altrettanti militari alla Casa Bianca riferendosi alle conseguenze dell'accordo con l'Iran. 

Riapertura Stretto di Hormuz in Iran, cacciamine italiani pronti a missione: cosa prevede

Due cacciamine, una nave da supporto logistico e una nave di scorta sono pronte a intervenire nello Stretto di Hormuz. Si attende solo la firma effettiva dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran prima di iniziare il lavoro di bonifica dagli ordigni piazzati in mare dagli iraniani. Questo, che coinvolge le due cacciamine “Crotone” e “Rimini” della Marina Militare e circa 400-500 militari italiani, è il contributo del nostro Paese alla missione internazionale per lo sminamento dello stretto. 

Riapertura Hormuz, cacciamine italiani pronti a missione: cosa prevede

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Iran: navigazione Hormuz concessa in orari concordati

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano ha commentato il memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti e la riapertura dello Stretto di Hormuz, affermando che "a causa delle

condizioni particolari e della presenza di rischi per la sicurezza lungo la rotta, nonché della necessità di garantire una navigazione sicura e prevenire incidenti marittimi, è necessario che le navi transitino attraverso la rotta in orari prestabiliti, in modo che la capacità di traffico possa aumentare gradualmente".

Macron: la guerra non è del tutto finita

Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha avvertito che la guerra in Medio Oriente "non è del tutto finita" e ha anticipato che il suo Paese "aiuterà tecnicamente a riaprire" lo stretto di Hormuz, enclave essenziale nell'economia mondiale. "Ci sono molti punti interrogativi in questo accordo", ha riconosciuto Macron, in un'intervista al canale France 2, il giorno dopo il vertice del G7 tenutosi a Evian (Francia).

Witkoff,: l'Iran inviterà gli ispettori dell'Aiea

L'Iran inviterà l'Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (AIEA) a ispezionare i suoi siti nucleari e ad avviare le attività di identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito. Lo ha detto l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, al Congresso durante un briefing a porte chiuse. 

Ministro Esteri israeliano Sa'ar: "Interrompo i rapporti con Kallas dopo le sue calunnie"

Sui suoi canali social, Gideon Sa'ar si è scagliato contro l'Alta rappresentante dell'Ue in seguito alle sue dichiarazioni definite "ossessive e con una palese mancanza di imparzialità". Fino a quando non ci saranno le sue scuse, ha concluso il membro del Governo, non ci saranno più contatti tra i due.

Israele, ministro Esteri: 'Stop rapporti con Kallas dopo calunnie'

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Iran: nei prossimi 60 giorni nessun pedaggio a Hormuz

Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha dichiarato che l'Autorita' dello Stretto del Golfo Persico è stata incaricata di rilasciare nel piu' breve tempo possibile i permessi alle navi commerciali che desiderano transitare nello Stretto di Hormuz. Secondo una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, alla dirigenza dell'autorita' e' stato ordinato di elaborare e rispondere alle richieste con rapidita' e priorità al fine di raggiungere gli obiettivi del memorandum. "Per 60 giorni, non verrà addebitata alcuna commissione ai richiedenti".

Libano, soccorritori tra le macerie della loro sede. VIDEO

I volontari della Protezione civile di Nabatieh, nel sud del Libano, sono tornati tra le macerie della loro sede, distrutta da un raid israeliano il 23 maggio, per recuperare documenti, oggetti personali e ricordi. Secondo i responsabili locali, dall'inizio del conflitto 9 operatori sono morti e altri 15 sono rimasti feriti. Nonostante le perdite, i soccorritori continuano a garantire assistenza alla popolazione.

Libano, Macron chiede a Netanyahu di "mostrare responsabilità e razionalità"

Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, "deve mostrare senso di responsabilità e razionalità". Lo afferma il presidente Emmanuel Macron, sostenendo che l'offensiva contro Hezbollah nel Libano meridionale "è, a lungo termine, contraria agli interessi di Israele". "Hezbollah rappresenta un rischio per Israele, questo è assolutamente vero", ma la sicurezza dello Stato ebraico "non può essere garantita dalla conquista di territori confinanti", ha dichiarato il presidente francese alla tv France 2, sottolineando che le politiche di Netanyahu, sia in Libano che a Gaza e in Cisgiordania, "alimentano risentimento e violenza tra tutte le popolazioni della regione". Il presidente ha poi aggiunto che cercherà nuovamente di mobilitare la comunità internazionale per "aiutare l'esercito libanese a riprendere il controllo del proprio territorio". 

Guerra Iran, impatto su imprese italiane: persi 1,6 mld export, boom costi materie prime

Il conflitto in Iran sta avendo pesanti ripercussioni sulle imprese italiane. A lanciare l’allarme è Confartigianato che avverte sul peso di “una doppia forte pressione”. L’Italia ha perso oltre un miliardo e mezzo di esportazioni, peggio della media dei Paesi dell’Unione Europea. A ciò si aggiunge l’aumento dei prezzi di energia e materie prime. “È un effetto tenaglia”, è l’avviso di Marco Granelli, presidente della confederazione di artigiani e piccole e medie imprese.

Guerra Iran, l’impatto sulle imprese italiane: export giù e boom costi

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Macron: "Non credo che la guerra tra Usa e Iran sia completamente finita"

In un'intervista alla tv France 2, Emmanuel Macron ha detto di non "credere" che la guerra tra Stati Uniti e Iran "sia completamente finita", nonostante l'accordo firmato ieri da Donald Trump a Versailles. "È sempre meglio avere un accordo che la guerra, soprattutto quando c'è il rischio di un'escalation", ha aggiunto il presidente francese. "Stiamo entrando in una nuova fase, di cooperazione e dialogo che è meglio della guerra". Macron ha riferito che la decisione del tycoon di firmare l'accordo con l'Iran a Versailles "è stata presa in modo abbastanza spontaneo". 

Hezbollah: "Nel pomeriggio ancora scontri con l'Idf in sud Libano"

Hezbollah ha annunciato in un comunicato, ripreso dall'agenzia libanese Nna, che "la Resistenza islamica, nell'ambito delle operazioni per l'Ashura, è impegnata dalle 17:30 in scontri con armi appropriate contro una forza dell'esercito nemico israeliano che ha tentato di avanzare dalla città di Arnoun verso la periferia di Kfar Tebnit". Il comunicato è stato diffuso poco dopo le 19, e a quell'ora, si legge, gli scontri erano ancora "in corso". 

Accordo Usa-Iran, traffico riparte nello Stretto di Hormuz

Riprende gradualmente il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, dopo la firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. I dati dei siti di monitoraggio segnalano 24 imbarcazioni in transito giovedì e 26 passaggi registrati nella giornata di mercoledì, con una forte presenza di mercantili e petroliere iraniani, di Panama e delle Comore. Il flusso complessivo resta comunque ancora lontano dai livelli normali del mese di giugno.

Iran, Pse: "Non deve avere arma nucleare"

I leader del Pse, riuniti a Bruxelles, hanno discusso delle tensioni regionali che coinvolgono l'Iran e hanno sottolineato l'importanza della diplomazia, della de-escalation e della cooperazione internazionale. Hanno sottolineato che la diplomazia rimane l'unica via sostenibile per prevenire la proliferazione nucleare e garantire la stabilità regionale. Il PSE ha ribadito la sua posizione di lunga data secondo cui l'Iran non deve mai acquisire armi nucleari e ha chiesto un rinnovato impegno diplomatico.

Ben Gvir replica a Vance: Iran va trattato come Usa trattarono i nazisti

Il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben-Gvir ha risposto su X al vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance che in un'intervista al New York Times ha criticato lo stesso Ben Gvir e Bezalel Smotrich per aver attaccato l'accordo Usa-Iran chiedendo che cosa avessero da proporre concretamente. "Affrontare i nazisti del XXI secolo (l'Iran) nello stesso modo in cui gli Stati Uniti affrontarono i nazisti del XX secolo", ha scritto nel suo post Ben Gvir.

Khamenei: ho dato il mio ok al memorandum per l'impegno assunto da Pezeshkian

Nel corso dei negoziati tra Washington e Teheran per un accordo "io, per principio, avevo una visione diversa; tuttavia, in virtù dell'impegno che lo stimato presidente — in qualità di capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale — ha assunto nei miei confronti a nome proprio e degli altri membri riguardo alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato la mia autorizzazione: lo ha affermato il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto diffuso dai media della Repubblica Islamica.

Il presidente iraniano Khamenei: "Approvato il protocollo d'intesa con gli Stati Uniti, nonostante le riserve, dopo le garanzie sui diritti dell'Iran"

Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato di aver autorizzato il memorandum d'intesa firmato dai presidenti iraniano e statunitense, nonostante abbia opinioni diverse, dopo aver ricevuto assicurazioni dal presidente Masoud Pezeshkian e da altri alti funzionari che i diritti dell'Iran e gli interessi del "Fronte di resistenza" sarebbero stati salvaguardati.

In un messaggio scritto alla nazione iraniana, Khamenei ha affermato che Pezeshkian, nella sua veste di capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, ha accettato la responsabilità di garantire che l'accordo proteggesse gli interessi dell'Iran e si è impegnato a non cedere se Washington avesse avanzato quelle che ha descritto come richieste eccessive.

Khamenei ha aggiunto che futuri negoziati faccia a faccia con gli Stati Uniti non significherebbero accettare "la posizione del nemico".

Cosa prevede l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. VIDEO

Vance contro Ben-Gvir e Smotrich: "Non potete risolvere tutto uccidendo"

In un'intervista al New York Times, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha criticato i ministri israeliani Ben Gvir e Bezalel Smotrich per aver attaccato l'accordo. "La mia risposta per loro sarebbe: quale è la vostra proposta concreta? Siete un paese di nove milioni di abitanti. Non potete risolvere ogni singolo problema di sicurezza nazionale semplicemente ricorrendo alla forza letale", ha detto Vance. 

Pakistan e 7 Stati arabo-islamici condannano la violenza dei coloni in Cisgiordania

I ministri degli Esteri di otto Paesi arabo-islamici, tra cui il Pakistan, hanno condannato quella che hanno definito un'escalation di violenza da parte dei coloni israeliani contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata. E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta del ministero degli Esteri pakistano. La dichiarazione, firmata dai ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Turchia, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi, condanna "con la massima fermezza la continua e crescente violenza dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata", compresi i recenti attacchi alla Grande Moschea di Jiljilya e alla Moschea di Al-Farouq a Mazra'a al-Nubani, a nord di Ramallah. I ministri hanno affermato che gli attacchi "costituiscono una chiara violazione della sacralità dei luoghi di culto e dei siti religiosi, del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite". Hanno inoltre espresso il loro "assoluto rifiuto" degli attacchi dei coloni israeliani e delle "continue misure illegali israeliane nei Territori Palestinesi Occupati", affermando che tali azioni alimentano "instabilità, violenza ed estremismo" e gli sforzi internazionali per raggiungere la pace. Quindi hanno ribadito il loro appello alla comunità internazionale affinché rispetti le proprie responsabilità legali e morali e costringa Israele a fermare la sua pericolosa escalation nella Cisgiordania occupata, a porre fine alle sue pratiche illegali, a fermare la violenza dei coloni, a ritenere responsabili gli autori di questi crimini e a garantire che non godano di impunità". 

Il "patto di Maometto": cos'è lo Step, l'alleanza militare a guida saudita

Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si sta chiudendo con la tregua la cui firma è attesa per venerdì 19 giugno in Svizzera, nel Medio Oriente prende forma un nuovo asse di sicurezza a guida saudita. Riad sta costruendo un patto militare con Pakistan, Turchia ed Egitto: viene chiamato Step, dalle iniziali dei quattro Paesi, e qualcuno lo ha già definito "Nato araba". A Riad si comincia a usare un nome più evocativo, "accordi di Maometto", per sottolineare il ruolo del principe ereditario Mohammed Bin Salman e il legame tra i quattro popoli sunniti. Ecco cosa prevede, da dove nasce e quali sono i nodi ancora aperti.

La Nato araba più vicina, cos’è il 'patto di Maometto'

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Usa: "Revocato il nostro blocco, restiamo nell'area"

Le forze americane hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere dell'Iran. Lo afferma il Centcom. "Resteremo nell'area generale per assicurarci che tutti gli aspetti dell'accordo vengano rispettati", ha messo in evidenza. 

Vance a Israele: "Dovete svegliarvi!"

l vicepresidente statunitense ha aspramente criticato gli israeliani che contestano l'accordo, avvertendo che sarebbe meglio non attaccare "l'unico potente alleato che mi è rimasto in tutto il mondo". Parlando con i giornalisti dalla Casa Bianca, Vance ha affermato che Trump è "l'unico capo di Stato al mondo che in questo momento nutre simpatia per la nazione di Israele" e ha rimproverato i membri del governo israeliano per il fatto che la maggior parte delle armi difensive dello Stato ebraico proviene da finanziamenti statunitensi. "Il problema di Israele non è Donald J. Trump. E chiunque in Israele pensi che il suo problema più grande sia il Presidente degli Stati Uniti deve svegliarsi e rendersi conto della realtà della situazione in cui si trova il Paese", ha affermato Vance.

Islamabad: "Premier pachistano e presidente iraniano discutono intesa Usa-Iran"

Il governo di Islamabad afferma che il premier pachistano Muhammad Shehbaz Sharif e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno avuto una conversazione di "oltre trenta minuti" durante la quale hanno discusso del memorandum d'intesa tra Iran e Usa per mettere fine alla guerra: lo riportano diversi media citando la presidenza del Consiglio pachistana. 

Idf: "Intercettati razzi lanciati da Hezbollah contro soldati nel sud del Libano"

Poco fa l'Aeronautica militare israeliana ha intercettato diversi razzi lanciati contro soldati dell'Idf nel Libano meridionale. Diversi altri razzi sono caduti nelle immediate vicinanze dei militari. Non sono stati segnalati feriti. Lo riferisce l'Idf. 

Vance: non so quando andrò in Svizzera, credo nel weekend

"Non sono sicuro quando andrò in Svizzera, credo questo weekend ma non so ancora". Lo ha detto Jd Vance in una conferenza stampa. "Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire", ha aggiunto.

Vance: 12 navi iraniane sono passate dalla firma dell'accordo

Gli Stati Uniti hanno fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell'accordo con Teheran. Lo ha detto Jd Vance in una conferenza stampa aggiungendo che lo stretto di Hormuz "è aperto".

Vance, Israele e Hezbollah smettano di attaccarsi

Israele ed Hezbollah devono smetterla di attaccarsi reciprocamente. Lo afferma il vicepresidente JD Vance in una conferenza stampa

Vance: Iran non riceverà un centesimo da Usa

Il vicepresidente americano, JD Vance, ha difeso l'accordo con l'Iran per porre fine alla guerra e ha assicurato che la Repubblica islamica non ricevera' "nemmeno un centesimo" dagli Stati Uniti. Durante una conferenza stampa, Vance ha affermato che i termini dell'accordo sono stati "distorti" dai media e ha sottolineato che Teheran non riceverà "nemmeno un centesimo dagli Stati Uniti in nessuna circostanza".

Vance: i 60 giorni per il negoziato con l'Iran iniziano oggi

I 60 giorni per il negoziato con l'Iran sono iniziati oggi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Netanyahu: preservare relazione vitale con Usa

"Ci attendono ulteriori sfide, che richiedono sangue freddo, una posizione ferma sui nostri interessi di sicurezza e, al tempo stesso, la salvaguardia della relazione vitale con i nostri amici americani che ci hanno sostenuto fianco a fianco in questa lotta, una partnership che apprezziamo profondamente". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, alla luce della firma dell'accordo tra Usa e Iran e le critiche ricevute dal presidente americano Donald Trump per le operazioni militari in Libano.

Tajani: sì a sanzioni per Ben Gvir, su Smotrich vederemo

 Noi siamo i promotori della richiesta di sanzioni al ministro Ben Gvir, per quello che ha fatto in occasione dell'arresto illegittimo di alcuni cittadini che facevano parte della Flotilla e ciò che ha detto nei confronti dell'Italia. Inserire anche Smotrich tra i sanzionati? Per lui si vedrà, iniziamo a fare Ben Gvir intanto". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio Antonio Tajani, uscendo dal pre-summit del Ppe a Bruxelles e rispondendo a una domanda sulla possibilità di inserire tra gli individui sanzionati dall'Ue non solo il ministro israeliano Ben Gvir, ma anche quello delle finanze Smotrich.

Trump: probabilmente sosterrò Netanyahu alle elezioni, dipende dai candidati

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato oggi alla tv israeliana Channel 11 che ''molto probabilmente sosterrà il primo ministro Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni'', aggiungendo che la valutazione dipende da quali saranno i candidati. ''Ho un buon rapporto con Bibi, ma deve essere più razionale. Sono disposto a incontrarlo'', ha detto il presidente al corrispondente dagli Usa di Channel 11. 

Cosa prevede l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

Ankara: "Soddisfatti per accordo, evitare provocazioni"

Il ministero della Difesa Nazionale turco ha accolto con favore l'accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, esortando tutte le parti interessate ad agire responsabilmente per proteggere l'accordo e prevenire tentativi di minarlo. "Accogliamo con favore l'accordo raggiunto per porre fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran e ci auguriamo che contribuisca a una pace, sicurezza e stabilità durature nella regione", ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa, garantendo che la Turchia continuerà a dare priorità alla pace e alla stabilità regionale e a sostenere la risoluzione delle controversie attraverso il dialogo e la diplomazia.

Malati di Gaza protestano e chiedono cure: "Hamas manipola i fascicoli"

Diversi video pubblicati sui social mostrano una manifestazione di pazienti davanti all'ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, che chiedono di ricevere cure adeguate e la possibilità di recarsi all'estero per essere assistiti. Sul suo account X Zaher Abu Husien, membro del Sindacato giornalisti palestinesi e della Federazione internazionale dei giornalisti ha postato video in cui "i manifestanti hanno denunciato di essere stati molestati e intimiditi dalla milizia di Hamas durante il loro sit-in, volto a rivendicare i propri diritti umanitari e sanitari". Una cittadina di Gaza, ripresa in video, durante le proteste ha rivolto un messaggio carico di rabbia al ministero della Salute di Hamas dichiarando: "Siete peggio dell'occupazione (Israele)". Un altro cittadino ha rivolto accuse al ministero della Salute affiliato alla cosiddetta 'milizia verde', sostenendo "l'esistenza di manipolazioni nei fascicoli relativi ai trasferimenti medici e l'ottenimento di somme di denaro in cambio dell'approvazione di alcuni casi". Husien ha scritto che "diversi giornalisti legati a campagne di raccolta fondi hanno rifiutato di coprire la manifestazione. Resta una domanda: chi darà voce ai malati quando nessuno è presente sul campo per raccontare la loro realtà?". 

Rutte: "Non prevista la partecipazione della Nato alla missione a Hormuz, ma aiuti se necessari"

"Non è prevista una partecipazione della Nato" alla missione per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz una volta riaperto, ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa che ha tenuto dopo la riunione dei ministri della Difesa alleati, precisando che il corridoio marittimo "non è in area Nato". "Ma se la Nato potrà essere di aiuto in qualunque modo, siamo qui", ha aggiunto, riconoscendo all'Europa grande capacità nello sminamento. "Abbiamo constatato che molti Paesi europei stanno pre posizionando asset vicino al teatro", ha aggiunto. 

Qatar: "L'accordo tra Usa e Iran solida base per i prossimi colloqui"

L'accordo tra Stati Uniti e Iran costituisce una "solida base" per il prossimo round di colloqui. Lo ha affermato in una dichiarazione il ministero degli Esteri del Qatar. Attore chiave nei negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, il Paese del Golfo ha dichiarato che, in vista dei colloqui tecnici previsti in Svizzera venerdì, l'accordo "rappresenta una solida base per avanzare alla prossima fase dei negoziati tra le parti americana e iraniana". 

Media: "Documenti di Hamas rivelano il piano per ingannare Israele il 7 ottobre"

Documenti interni di Hamas, acquisiti dall'intelligence militare israeliana nella Striscia di Gaza nel corso della guerra, rivelano come il movimento islamista abbia elaborato negli anni un piano articolato per ingannare Israele e cogliere di sorpresa l'Idf durante l'attacco del 7 ottobre 2023. Non sono i primi documenti resi pubblici che supportano la strategia di lungo termine di Hamas, ma si tratta di sei nuovi atti, analizzati dal Jerusalem Post, che ne pubblica estratti in arabo. Un documento datato 13 settembre 2022, intitolato 'Elaborazione del piano strategico di inganno alla base dell'attacco a sorpresa di Hamas'', prevedeva l'utilizzo dei negoziati sugli ostaggi (fino a quel momento erano in cattività a Gaza   due civili israeliani e trattenuti due cadaveri di soldati) con il governo Lapid-Bennett come copertura diplomatica, nonché l'adozione di una 'strategia del contenimento', in cui solo la Jihad Islamica era impegnata nei cicli di conflitto con Israele e Hamas accettava di apparire più debole nel breve termine per non compromettere quello che viene definito il 'Grande Progetto'. Un documento del 25 settembre 2023, firmato da Mohammed Odeh (diventato poi il capo militare di Hamas a Gaza e ucciso da Israele il mese scorso) confermava che la strategia stava funzionando. ''L'ulteriore pressione esercitata sul nemico lo ha spinto a lavorare più intensamente con i negoziatori intermediari per placare la situazione''. Infatti, nei giorni precedenti all'attacco, erano in atto trattative, mediate dal Qatar, per aumentare il numero di gazawi con permesso di lavoro in Israele. Lo stesso documento, 12 giorni prima dell'attacco, raccomandava di sfruttare le festività ebraiche come finestra operativa, anche in previsione del fatto che ''il nemico ha interesse nel medio termine a una de-escalation per non ostacolare i negoziati (per la normalizzazione) con l'Arabia Saudita''. Il verbale dell'ultima riunione dell'ufficio politico di Hamas, datato 2 ottobre 2023, rivela che sette membri del bureau su ventidue erano assenti 'per viaggi all'estero', tra cui Khalil al-Hayya, che già si trovava in Qatar da dove tuttora gestisce i negoziati per conto di Hamas. 

Media Iran: "Navi devono ancora coordinarsi con i pasdaran per attraversare Hormuz"

La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che le navi in transito nello Stretto di Hormuz devono ancora coordinarsi con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie per il loro passaggio nella via marittima. Lo riferisce Iran International. 

Berlino: "Inviate due navi nel Mar Rosso, pronte per missione su Hormuz"

La Germania sta inviando due navi nel Mar Rosso in preparazione di una possibile missione militare nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco. Boris Pistorius ha dichiarato ai giornalisti questa mattina, in vista di un incontro con i suoi omologhi della Nato a Bruxelles: "In questo momento, il nostro dragamine Fulda e la nave da rifornimento Mosel stanno attraversando il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso". Pistorius ha precisato che, prima di qualsiasi partecipazione a un'operazione di sminamento, sarà necessaria l'approvazione dell'Iran e dell'Oman, aggiungendo che qualsiasi missione dipenderà anche dagli sviluppi dei futuri colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti. La notizia arriva dopo che ieri sera Donald Trump ha affermato che gli alleati europei avevano accettato di aiutare gli Stati Uniti a liberare lo Stretto di Hormuz per garantire un passaggio sicuro, senza però specificare quali Paesi si fossero dichiarati disponibili a fornire assistenza. Il segretario alla difesa Usa, Pete Hegseth, ha ribadito che vi sono Paesi europei disposti a intervenire per garantire la sicurezza dello Stretto. 

Emirati verso l'azzeramento della dipendenza da Hormuz

Mentre il mondo attende la riapertura completa dello Stretto di Hormuz dopo la firma di un accordo di pace provvisorio tra Iran e Stati Uniti, gli Emirati Arabi Uniti stanno lavorando a un piano ambizioso volto a porre fine completamente alla loro dipendenza da questa via marittima strategica, riferisce questa settimana il sito di notizie economiche Asharq Business. Il ministro del Commercio estero degli Emirati, Thani Al-Zeyoudi, ha rivelato in un'intervista all'agenzia Bloomberg: "Stiamo procedendo verso l'azzeramento della dipendenza dallo Stretto di Hormuz, indipendentemente dal fatto che lo stretto sia aperto o meno", aggiungendo: "Lo stretto verrà riaperto e speriamo che ciò avvenga rapidamente, ma non interromperemo il nuovo piano". Al-Zeyoudi ha spiegato che il fulcro del piano degli Emirati consiste in un ampio ampliamento dei porti di Dibba, Fujairah e Khor Fakkan, situati al di fuori dello stretto sulla costa del Golfo di Oman, oltre alla costruzione di almeno un nuovo porto sulla stessa costa. 

Media: "Dubbi sull'accordo con l'Iran, Rubio lascia che Vance ne paghi le conseguenze"

Le critiche e i dubbi sull'accordo con l'Iran aumentano e Marco Rubio lascia che sia Jd Vance a pagarne le conseguenze. Il segretario di Stato è rimasto in silenzio e con un'espressione impassibile alle spalle di Donald Trump al G7, mentre il presidente scherzava sull'idea di scaricare la responsabilità di un eventuale fallimento dell'intesa con l'Iran. Per Vance, riporta il Los Angeles Times, essere il volto dell'accordo è pieno di insidie dalle quali Rubio, suo possibile rivale nella corsa alla Casa Bianca nel 2028, è al riparo. Il segretario di stato è rimasto in silenzio da quando l'accordo è stato annunciato domenica e la sua assenza è stata notata perché Rubio è il comunicatore più efficace del presidente. Vance invece sta promuovendo il suo libro ed è divenuto il volto dell'accordo con l'Iran che sta dividendo i repubblicani. 

Iran, riaprire Hormuz spetta a noi. No a interventi stranieri

L'Iran ha chiuso all'ipotesi di una missione straniera per garantire la libertà di circolazione nello stretto di Hormuz. "La riapertura dello Stretto è esplicitamente di competenza dell'Iran, secondo il memorandum d'intesa" con gli Stati Uniti, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla televisione di Stato. "Non vi è assolutamente alcun bisogno di un intervento di soggetti stranieri", ha avvertito, "qualsiasi operazione di questo tipo non farebbe altro che complicare la situazione". Ieri al G7 di Evian il presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato la disponibilità di una ventina di paesi a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione nello stretto. 

Ministro israeliano Sa'ar risponde a Kallas: "Se ha parlato di apartheid, smentisca"

'Signora, con tutto il rispetto, anche nelle sue dichiarazioni qui (su X)  lei si astiene dallo smentire o dal condannare quanto le è stato attribuito e pubblicato. Questo parla da sé". Con un altro messaggio su X, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ribatte così all'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas che poco prima aveva risposto all'annuncio del ministro di rompere i rapporti. "Per quanto ne so, le dichiarazioni che le sono state attribuite in merito all''apartheid"' non riflettono la posizione dell'Unione Europea - ha scritto Sa'ar' - la questione è semplice: se ha davvero pronunciato quelle affermazioni vili e diffamatorie, se ne assuma la responsabilità. Se non le ha pronunciate, le smentisca. Finché questa vicenda non sarà chiarita, la mia decisione rimarrà invariata". 

Pezeskhian: "Accordo con Usa storico. Pace con rispetto"

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha commentato con evidente soddisfazione la firma del memorandum d'intesa con il suo omologo americano Donald Trump. "Questo è un documento storico e un messaggio potente dall'Iran: la pace si realizzerà all'ombra del rispetto reciproco", ha scritto su X a commento della foto del documento. "La Repubblica Islamica dell'Iran è sempre impegnata e fedele alla pace globale che preservi la dignità e l'indipendenza, il progresso e la cooperazione regionale", ha aggiunto. 

Mappa Idf: le truppe restano 10 km all'interno territorio

Alla luce della firma del memorandum d'intesa tra Usa e Iran, le forze armate israeliane hanno pubblicato una mappa che mostra le forze dispiegate nel Libano meridionale. "In base alle esigenze operative, le truppe sono dispiegate nella zona di sicurezza, a circa 10 chilometri all'interno del territorio libanese", si legge nella mappa. "I soldati sono stanziati nell'area operativa designata nel Libano meridionale e continueranno a neutralizzare le minacce e a rafforzare la difesa dei residenti israeliani nel nord del Paese", ha sottolineato l'esercito israeliano. L'intesa tra Usa e Iran include il fronte libanese ma finora Israele non ha dato segni di voler interrompere le operazioni nel Paese dei Cedri, benché le abbia diminuite, né tanto meno di ritirare le truppe che da oltre tre mesi sono entrare nel Paese e hanno occupato una fascia al confine, definita 'zona di sicurezza'.

Kallas risponde a Sa'ar: "Ue e Israele hanno molto che li lega"

"Caro Gideon, come sai, l'Ue e Israele hanno molto che li lega. Apprezzo il nostro dialogo e il nostro impegno, e sono aperta a continuare in questo spirito, con rispetto e in modo costruttivo". Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue agli Affari esteri, Kaja Kallas, rispondendo alla decisione del ministro deglo Esteri israeliano Gideo Sa'ar di interrompere tutti i rapporti con lei in seguito a notizie relative a suoi commenti che comparavamo Israele con il Sudafrica ai tempi dell'apartheid.

"Il dialogo è il fondamento della diplomazia, specialmente quando sorgono delle divergenze", prosegue Kallas. "L'Ue è sempre impegnata in una relazione costruttiva con Israele. Per portare la pace in Medio Oriente, la soluzione a due Stati rimane l'unica via percorribile", aggiunge, reiterando la posizione dell'Ue di condanna degli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania, al centro della controversia, "che rendono sempre più difficile raggiungere tale obiettivo".

Ambasciatore Iran a Roma: "Missione internazionale a Hormuz? Senza coordinamento è violazione sovranità"

"Qualsiasi azione esterna nello Stretto di Hormuz senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran sarà considerata una violazione della sovranità iraniana, e noi non permetteremo alcun tipo di violazione da parte di nessun attore". E' quanto afferma all'Adnkronos l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, commentando l'ipotesi di una missione internazionale, che vedrebbe anche un ruolo dell'Italia, per lo sminamento e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

"Esiste per noi una questione del tutto chiara - sottolinea Sabouri a poche ore dall'entrata in vigore del memorandum di intesa con gli Stati Uniti - lo Stretto di Hormuz si trova nelle acque costiere della Repubblica Islamica dell'Iran e dell'Oman" e per quanto riguarda la sicurezza dello Stretto "si applica la sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran". 

Il diplomatico iraniana avverte che "qualsiasi azione esterna nello Stretto o ad esso collegata, con qualsiasi pretesto, sarà considerata un atto aggressivo contro l'integrità territoriale e la sovranità nazionale dell'Iran", sottolineando come, secondo Teheran, la stabilità dell'area debba essere garantita esclusivamente dagli Stati rivieraschi.

Raid Idf in zona Nabatieh in Libano, il bilancio sale a 3 morti

E' cresciuto a due morti il bilancio dell'attacco israeliano con drone a un'auto a Kfar Tebnit, a sud-est di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riferisce il quotidiano libanese L'Orient le Jour. Nel frattempo, un altro attacco con drone a Zebdine, una città situata a ovest di Nabatieh, ha ucciso l'uomo alla guida del veicolo preso di mira.

Kallas a Sa'ar: "Due Stati unica via per la pace in Medio Oriente"

"Per portare la pace in Medio Oriente, la soluzione dei due Stati rimane l'unica via percorribile. L'Ue ha condannato gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania che rendono sempre più difficile raggiungere quell'obiettivo. Questa è la posizione dell'Ue". Lo scrive su X l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, replicando allo stop dei contatti annunciato dal ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar.

Trump ha firmato il memorandum d'intesa prima di Pezeshkian

Dettaglio in una crisi che va avanti da 47 anni. Ma in diplomazia i dettagli contano. E a guardare le immagini diffuse da diversi media, Donald Trump ha fatto il primo passo nella convalida dell'intesa tra Stati Uniti e Iran: il presidente americano ha firmato il memorandum quando ancora il suo omologo iraniano Massoud Pezeshkian non l'aveva fatto. Nel video della Cnn, Trump riceve i fogli con i 14 punti dell'accordo dal suo segretario di Stato, Marco Rubio, mentre siede al tavolo della cena del G7 a Versailles a fianco del presidente francese Emmanuel Macron. Il presidente scrive il suo nome in basso a sinistra con uno Sharpie, il grosso pennarello nero che usa anche per gli ordini esecutivi. A destra, il fondo pagina è bianco. Nella foto scattata a Pezeshkian subito dopo la firma e diffusa dai media iraniani, invece, si vede la sigla del presidente iraniano in blu in basso a destra. Sulla sinistra del documento c'è già quella molto più vistosa di Trump. 

Ministro Esteri israeliano Sa'ar: "Interrompo i rapporti con Kallas dopo le sue calunnie"

Sui suoi canali social, Gideon Sa'ar si è scagliato contro l'Alta rappresentante dell'Ue in seguito alle sue dichiarazioni definite "ossessive e con una palese mancanza di imparzialità". Fino a quando non ci saranno le sue scuse, ha concluso il membro del Governo, non ci saranno più contatti tra i due

Israele, ministro Esteri: 'Stop rapporti con Kallas dopo calunnie'

Israele, ministro Esteri: 'Stop rapporti con Kallas dopo calunnie'

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Kallas a Sa'ar: "Il dialogo base della diplomazia"

"Caro Gideon, come sai, l'Ue e Israele hanno molto che li lega. Valuto il nostro dialogo e il nostro impegno, e sono aperta a continuare in quello spirito, in modo rispettoso e costruttivo. Il dialogo è la base della diplomazia, specialmente quando emergono differenze". Lo scrive sui social l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas rispondendo al ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar che in mattinata aveva annunciato la rottura dei rapporti il capo della diplomazia europea affermando di "non avere altra scelta". "L'Ue è sempre impegnata in una relazione costruttiva con Israele. Per portare la pace in Medio Oriente, la Soluzione dei due Stati rimane l'unica via percorribile. - scrive Kallas - L'Ue ha condannato gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania che rendono sempre più difficile raggiungere quell'obiettivo. Questa è la posizione dell'Ue".

MarineTraffic: "Una metaniera francese lascia il Golfo attraverso Hormuz"

Secondo la piattaforma di tracciamento MarineTraffic, la nave metaniera battente bandiera francese Mraikh ha lasciato il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz oggi, diventando la prima nave di questo tipo a transitare dall'inizio del conflitto con l'Iran. La nave, di proprietà della filiale con sede a Nantes della compagnia norvegese Knutsen Oas Shipping, trasportava 76.535 tonnellate di gnl, caricate a Ras Laffan, in Qatar, ed era diretta a Port Qasim, in Pakistan, secondo la piattaforma gestita dalla società di dati Kpler, specializzata nel tracciamento delle navi mercantili. Gli Stati Uniti hanno annunciato la riapertura dello stretto entro pochi giorni, dopo aver raggiunto un accordo con l'Iran domenica per porre fine al conflitto. 

L'Idf pubblica la mappa del dispiegamento nel sud del Libano

L'Idf ha pubblicato una mappa della 'Zona di Sicurezza nel Libano meridionale' dove operano i soldati via terra. ''Per esigenze operative, le forze dell'Idf sono schierate nella Zona di Sicurezza, circa 10 chilometri all'interno del territorio libanese. I soldati sono di stanza nell'area operativa designata nel Libano meridionale e continueranno a neutralizzare le minacce e a rafforzare la difesa dei residenti del nord di Israele'', si legge nella nota del portavoce dell'Idf che accompagna la mappa. Il memorandum d'intesa Usa-Iran prevede il cessate il fuoco anche sul fronte israelo-libanese, ma non è ancora noto quali implicazioni vi saranno sul dispiegamento dell'Idf nel sud del Libano. 

Esperti: "Per smaltire traffico arretrato ad Hormuz ci vorranno settimane"

Ci vorranno settimane per smaltire l'arretrato di navi nello Stretto di Hormuz dopo che quattro mesi di guerra hanno causato un ingorgo marittimo di navi impossibilitate o non disposte ad attraversarlo. L'avvertimento, da dirigenti del settore ed esperti di navigazione, è stato raccolto dal Cnbc. Al tempo stesso nelle MarineTraffic mostra meno di una decina tra petroliere e navi cisterna in transito o all'ancora nella zona. Restano infatti aperti importanti interrogativi, come se le navi avranno bisogno di un'autorizzazione preventiva o se l'Iran imporrà tariffe di servizio, senza considerare il rischi della presenza di mine. Operatori, autorità portuali e compagnie energetiche in tutto il Golfo rimangono quindi in una situazione di stallo, con questioni logistiche e di sicurezza cruciali ancora irrisolte. "Lo scenario più probabile è una ripresa graduale, con una qualche forma di meccanismo di gestione del traffico che coinvolga Iran e Oman", ha dichiarato Adam Sharpe, vicepresidente editoriale di Lloyd's List Intelligence. Per la società di analisi economica QuantCube Technology i dati sulle spedizioni non hanno ancora evidenziato un aumento significativo delle esportazioni di petrolio da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti o Iraq. Kpler ha stimato che 118 petroliere siano bloccate nel Golfo Persico, stimando che potrebbero essere necessari dai 10 ai 15 giorni per smaltire l'arretrato. 

Tajani: "Mercantile italiano bloccato da mesi ha attraversato Hormuz"

"La nave mercantile italiana 'Grande Torino', del gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell'accordo tra Usa e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo stretto di Hormuz. Ora è in navigazione verso l'Oriente". Lo ha annunciato in un post su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, riferendosi alla nave bloccata da mesi nelle acque dello stretto. Si tratta di "un successo della diplomazia italiana. Una bella notizia per la ripresa del traffico commerciale e in particolare per tutti i marinai a bordo e le loro famiglie in Italia", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Madrid: "La firma dell'accordo Usa-Iran apre una strada di pace in Medio Oriente'"

"La firma dell'accordo di pace annunciato da Stati Uniti e Iran è una buona notizia, che deve permettere l'apertura dello Stretto di Hormuz in maniera sicura, libera e senza nessun tipo di pagamento o pedaggio". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, intervenendo a Barcellona al III Foro economico e sociale del  Mediterraneo di Prensa Iberica. Albares ha assicurato che il patto deve "aprire una strada alla pace e alla stabilità in tutto il Medio Oriente", rafforzare il negoziato tra Paesi e "garantire che Israele e Palestina possano convivere assicurandosi reciprocamente pace e stabilità". E ha evidenziato che la pace "deve arrivare al Libano, con il rispetto della sua sovranità e integrità territoriale". Il capo della diplomazia spagnola ha inoltre evidenziato che il multilateralismo e il rispetto del diritto internazionale "devono tornare a essere la norma nello scenario geopolitico". "La storia della nostra regione, la storia del Mediterraneo, ci insegna che nessuna crisi troverà una soluzione stabile e duratura a margine del dialogo, della cooperazione e della democrazia", ha evidenziato Albares.

Tre superpetroliere con bandiera saudita hanno attraversato Hormuz dopo firma accordo

Tre superpetroliere battenti bandiera saudita, con a bordo sei milioni di barili di greggio, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva firmato l'accordo con l'Iran per porre fine al conflitto. Lo riportano i dati di tracciamento del traffico navale diffusi oggi.

Trump: "Invidiosi, cattivi o stupidi chi critica l'accordo con l'Iran"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato oggi che gli "sciocchi" che hanno affermato che il suo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente non fosse "abbastanza duro con l'Iran" sono "invidiosi, cattivi o stupidi". 

Fonti iraniane: "Non prevediamo un calo del prezzo dell'energia allo status quo prima della guerra"

Dopo la riapertura dello stretto di Hormuz e il progressivo calo del prezzo dell'energia registrato nei mercati, una fonte diplomatica rivela che "non si prevede un ritorno del prezzo dell'energia allo status quo ante la guerra".

Iran a Cipro: "Ci auguriamo di espandere la cooperazione economica"

Durante una telefonata con l'omologo cipriota Constantinos Kombos, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha espresso la speranza che la Repubblica islamica possa espandere la cooperazione economica con Cipro, in seguito al memorandum d'intesa siglato con gli Stati Uniti. "Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il Ministro degli Esteri cipriota Constantinos Kombos per discutere degli sviluppi regionali e dell'accordo di Islamabad. Ha espresso la speranza che l'accordo apra un nuovo capitolo di impegno internazionale e aumenti la cooperazione economica", riferisce il governo iraniano con un messaggio su X. 

Trump: "Chi critica accordo è invidioso, disonesto o stupido"

"Questi idioti, che pensano che io non sia stato abbastanza duro con l’Iran, mentre la Borsa ha appena raggiunto un record storico e i prezzi del petrolio stanno 'crollando', sono o invidiosi, o disonesti, o stupidi". Lo ha scritto in un post sul social media Truth il presidente Usa Donald Trump, rispondendo a coloro che contestano il protocollo d’intesa firmato con l’Iran per porre fine alla guerra e lo giudicano troppo favorevole alla Repubblica islamica.

Iran-Usa, Trump firma l'accordo per la fine della guerra. VIDEO

Iran, Hegseth: "Una vergogna il no all'uso delle basi in Europa"

Il diniego di alcuni Stati alleati europei della Nato per l'utilizzo di basi americane sul loro suolo, "è stato una vergogna". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, in apertura della riunione ministeriale Difesa della Nato, annunciando una revisione per valutare la presenza di forze Usa sul suolo europeo. "Quando il presidente ha detto che i nostri aerei avrebbero dovuto decollare dalle basi in Europa, o le nostre navi dai porti, per colpire obiettivi in Medio Oriente, troppi dei nostri alleati hanno detto di no, o hanno cercato di sommergerci in astrusi dibattiti legali. O ci hanno criticato pubblicamente per aver fatto ciò che loro stessi non sono preparati o in grado di fare. E' stato vergognoso", ha detto Hegseth. "Questi alleati hanno messo a rischio i figli e le figlie d'America, i nostri figli e le nostre figlie, negando loro l'accesso, le basi e i sorvoli prevedibili che non avrebbero mai dovuto essere messi in discussione.", ha aggiunto. "In alcuni casi, abbiamo dovuto trasferire capacità da un Paese all'altro, addirittura al di fuori dei Paesi alleati della Nato. Non ci sono scuse per questo", ha concluso il segretario alla Difesa degli Usa.

Mosca: "Tutti rispettino gli accordi Iran-Usa, anche per il Libano"

La Russia "accoglie con favore" il memorandum firmato tra Usa e Iran e afferma che "tutte le parti coinvolte nel conflitto  aderiscano rigorosamente agli accordi raggiunti" per evitare "una nuova pericolosa escalation" nella regione, "Libano compreso". Secondo il ministero degli Esteri di Mosca, "la riaffermazione da parte dell'Iran del suo incrollabile impegno nei confronti del Trattato di non proliferazione nucleare è la migliore risposta a qualsiasi attacco e accusa infondata rivolta a Teheran da coloro che cercano di mettere in discussione il suo legittimo diritto a sviluppare e utilizzare l'energia nucleare per scopi pacifici". 

Libano, Israele non si ritirerà. "Colloqui tenaci" con gli Usa

Le forze israeliane non intendono ritirarsi dalle sue posizioni nel Libano meridionale, motivo per cui il governo sta portando avanti "colloqui tenaci" con gli Stati Uniti. Lo riferiscono i media israeliani che citano alcune dichiarazioni rilasciate all'agenzia Reuters da un funzionario israeliano descritto come "vicino al premier Benjamin Netanyahu". Il funzionario - non meglio identificato - ha aggiunto che sono in corso "negoziazioni difficili" con Washington riguardo al futuro della presenza delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), con l'obiettivo di mantenere il dispiegamento di truppe nel Libano meridionale. Israele "non ha alcuna intenzione di cedere sulle sue posizioni", ha affermato il funzionario. Queste dichiarazioni giungono in un contesto di crescenti tensioni e minore fiducia tra il presidente Donald Trump e il premier Netanyahu. Secondo quanto riferito da Axios e riportato oggi dal Wall Street Journal, in una recente telefonata il presidente Usa ha incalzato Netanyahu chiedendogli di "smetterla" di "far saltare edifici"in Libano. Il memorandum d'intesa firmato tra Washington e Teheran prevede lo stop ai bombardamenti anche in Libano. 

Israele, Sa'ar: "Interrotti rapporti con Kallas. Non ho scelta"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha annunciato la rottura dei rapporti con l'Alto rappresentante dell'UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, affermando di non avere altra scelta. "La signora Kallas, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, si comporta da tempo in modo ossessivo e con vergognosa disonestà nei confronti dello Stato di Israele", ha dichiarato Saar in un post su X. "Non ho altra scelta che interrompere ogni contatto con lei finchè non ritratterà l'accusa di omicidio rituale", ha affermato. La decisione del capo della diplomazia israeliana è giunta dopo che sono emerse notizie secondo cui Kallas avrebbe paragonato Israele al regime dell'apartheid durante degli incontri a porte chiuse tenutisi in Messico. La Kallas non ha smentito la notizia, pubblicata circa una settimana fa. 

Trump: "Morbido con l'Iran? Lo dicono gelosi e sciocchi"

Il presidente americano Donald Trump ha respinto le accuse di avere concesso troppo all'Iran, dopo la firma del memorandum d'intesa. "Questi sciocchi che pensano che non sia stato abbastanza duro con l'Iran, quando il mercato azionario ha appena raggiunto un record e i prezzi del petrolio stanno precipitando, sono gelosi, cattivi o stupidi", ha scritto su Truth. 

Iran, Orcel (Unicredit): "Non abbiamo ancora visto pieno impatto della crisi"

"Penso che non ancora abbiamo visto il pieno impatto" dello shock energetico della guerra contro l'Iran. Così l'ad di Unicredit Andrea Orcel nel corso di un panel a Fii Priority Europe a Roma. "Se guardiamo ai nostri clienti piccole, medie e grandi imprese, specialmente in Europa, hanno dovuto fronteggiare uno shock quando la Russia ha invaso l'Ucraina, non erano arrivati impreparati" ed hanno reagito, dice. Ma "se non avremo un ripristino della situazione che c'era prima, che secondo me è difficile nel breve termine, che a poco a poco sentiremo l'impatto", osserva Orcel. 

Islamabad: "Il premier pachistano ha firmato come mediatore l'intesa Usa-Iran"

"Il primo ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif ha firmato il memorandum d'intesa di Islamabad come mediatore": lo scrive su X il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar. 

Axios: "Hormuz e pressioni politiche hanno accelerato firma su carta Usa-Iran"

La firma fisica dell'accordo tra Usa e Iran era stata annunciata inizialmente per domani, in un incontro a Lucerna in Svizzera, nel Burgenstock Resort, ma la scorsa notte il documento è stato fisicamente firmato da Donald Trump - mentre era a Versailles - e dal presidente iraniano - a Teheran. A gettare luce sull'improvvisa accelerazione della firma fisica è Axios, secondo cui  la necessità di riaprire rapidamente lo Stretto di Hormuz e le pressioni politiche sulla Casa Bianca affinchè rendesse noti i termini dell'accordo hanno giocato un ruolo determinante. Axios cita un diplomatico di un Paese mediatore e una seconda fonte a conoscenza dei fatti, che già da mercoledì avevano riferito di discussioni in corso rispetto alla possibilità di firmare e attuare l'accordo in anticipo. Secondo le fonti, l'incontro tra le delegazioni statunitense e iraniana, guidate rispettivamente dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dovrebbe svolgersi come previsto domani in Svizzera, dove si prevede che discuteranno dell'avvio dei negoziati sul programma nucleare iraniano. 

Iran, Al-Rumayyan (Saudi Aramco): "La nostra affidabilità è stata mantenuta"

"Il Mondo non può evitare di fare affidamento sui combustibili fossili, tante industrie fanno affidamento su oil e gas”. Lo ha detto Yasir Al-Rumayyan, il governatore del Public Investment Fund (Pif), il fondo sovrano del Regno dell'Arabia Saudita, e presidente della compagnia petrolifera statale Saudi Aramco, durante il forum fii priority Europe in corso a Roma sulle elezioni imparate dal conflitto e sulle tensioni nello Stretto di Hormuz a livello energetico.

"Anche durante il conflitto - sottoliena - la nostra affidabilità è stata mantenuta. Voglio ringraziare uomini e donne di Aramco e il loro coraggio di aver resistito e aver mantenuto l'affidabilità della nostra supply chain” durante il conflitto, ha detto il presidente della compagnia petrolifera saudita.

Sul tema energetico “dobbiamo essere più realistici su quello che possiamo fare, il mondo ha bisogno di più energia ma non funziona con un aumento dei prezzi. Noi la stiamo prendendo sul serio: in Aramco stiamo cercando nuove soluzioni, da Ai a quantum, come la jv Humain con il Pif. Penso che durante questa conferenza mostreremo centinaia di opportunità che possono portare una vita di Benefici sia a Europa che Arabia Saudita. Un valore di miliardi di dollari di opportunità solo fino al 2030, ma ci sono sfide: per gli investitori quella di mantenere i loro investimenti in Europa, dopo averli fatti".

Accordo Usa-Iran, la Francia manterrà gli aiuti sul carburante fino a agosto

Malgrado la firma del protocollo di accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, firmato ieri sera a Versailles dal presidente Usa Donald Trump, il governo francese manterrà gli aiuti sul carburante fino ad agosto: è quanto annunciato dalla portavoce dell'esecutivo di Parigi, Maud Bregeon. ''Questi aiuti verranno mantenuti fino al mese di agosto'', ha dichiarato Bregeon, precisando che il sostegno continuerà a venire elargito indipendentemente dal calo dei prezzi nelle stazioni di servizio dovuto alla riapertura dello stretto di Hormuz. Un milione di cittadini francesi, in totale, hanno fatto richiesta per percepire questi aiuti, tra cui 30.000 agricoltori, 1.000 lavoratori del settore dell'edilizia e 8.500 del settore dei trasporti. 

Iran, l'Aeia: "Pronti ad aiutare su misure concrete"

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha annunciato di essere pronta ad aiutare su "misure concrete" per l'attuazione del memorandum di intesa tra Iran e Stati Uniti. "Ora sta a noi sederci con i nostri colleghi americani e iraniani e iniziare a definire i passi concreti che dovranno essere compiuti" nel contesto dei negoziati che si proseguiranno per almeno 60 giorni, ha detto ai giornalisti Rafael Grossi, direttore generale dell'Aiea.

Media, firmato l'accordo da domani i primi colloqui tra Usa e Iran in Svizzera

Domani nella località montana di Burgenstock, in Svizzera, si terranno i primi colloqui tra Stati Uniti e Iran dopo la firma di ieri dell'accordo di cessate il fuoco tra Teheran e Washington. Lo ha confermato in una nota del Ministero degli Esteri svizzero, riportata da diversi media internazionali. Era stato il viceministro degli Esteri iraniano  per gli affari politici, Majid Takht-e-Ravanchi, ad annunciare martedì che i negoziati per un accordo definitivo sarebbero iniziati subito dopo la firma di un memorandum d'intesa tra Iran e Usa in Svizzera. "Allo stato attuale, il piano prevede che Stati Uniti e Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar e ad altri Paesi coinvolti, si incontrino domani a Burgenstock per i negoziati iniziali sull'attuazione dell'accordo. Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni in merito al calendario e ai dettagli di questo incontro", spiega la nota del governo svizzero. Il memorandum d'intesa, ora in vigore, era stato firmato digitalmente nei giorni scorsi da Stati Uniti e Iran, e ieri sera fisicamente dal presidente americano Donald Trump. La firma ha preceduto l'incontro di domani previsto in Svizzera tra i rappresentanti statunitensi e iraniani. Inizialmente all'incontro era stata prevista la presenza del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e del Vicepresidente statunitense J.D. Vance. Non è chiaro se l'incontro tra i due avrà comunque luogo. 

Iran, Cina: "Bene firma dell'accordo con gli Usa. Ora negoziati pragmatici"

La Cina accoglie con favore la firma da parte dei presidenti di Stati Uniti e Iran di un memorandum d'intesa che prevede l'immediata cessazione delle ostilità. Pechino ha inoltre invitato entrambe le parti a trovare un compromesso nella prossima fase dei negoziati. La firma "ha un significato positivo per allentare le tensioni e rafforzare lo slancio del cessate il fuoco. La Cina accoglie con favore questo sviluppo", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian. "La Cina auspica che sia gli Stati Uniti che l'Iran affrontino la seconda fase dei negoziati in modo razionale e pragmatico e facciano concessioni reciproche", ha aggiunto Lin durante una conferenza stampa a Pechino. 

Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?

Con il ritorno della navigazione nello Stretto, l’economia mondiale sembra evitare lo scenario peggiore. La crescita globale è restata infatti positiva e il petrolio non ha raggiunto livelli storicamente critici. Lo scenario che si sta delineando coincide con quello che istituzioni e mercati consideravano più probabile: rallentamento economico contenuto e prezzi energetici sotto controllo. I timori di una crisi globale, quindi, appaiono oggi ridimensionati. Restano però incertezze sulla tenuta della tregua.

Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?

Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?

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Teheran: "Gli Usa costringano Israele a rispettare l'accordo"

L'Iran è tornato a chiarire che una prosecuzione degli attacchi israeliani in Libano costituirebbe una violazione dell'accordo con gli Stati Uniti e che spetta proprio a Washington farlo rispettare. "Se le aggressioni del regime sionista contro il Libano continueranno, questo costituira' una violazione degli impegni della controparte nel memorandum" d'intesa, ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dalla televisione di Stato. "Non separiamo gli Stati Uniti dal regime sionista, ma le differenze nei metodi e negli approcci sono del tutto evidenti", ha sottolineato. "Il regime sionista non vuole concedere la minima opportunità a qualsiasi processo diplomatico. Tuttavia, è responsabilità degli Stati Uniti costringerlo a rispettare gli impegni americani verso l'Iran", ha avvertito.

Iran, Teheran: "Da oggi stop alle sanzioni per la vendita di petrolio"

Scatta oggi la revoca delle sanzioni internazionali che dovrebbe consentire all'Iran di vendere il proprio petrolio all'estero. A riferirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "La revoca delle sanzioni petrolifere contro l'Iran inizia oggi e proseguirà durante i negoziati", ha detto a quanto riferito dalla televisione di stato iraniana. "L'Iran deve poter vendere il proprio petrolio senza problemi di trasporto e assicurazione, e deve ricevere i proventi delle vendite petrolifere", ha spiegato. Con gli Stati Uniti, ha poi riferito, "non ci siamo limitati a negoziare il memorandum d'intesa. Parallelamente al testo, abbiamo trattato separatamente lo sblocco dei beni congelati dell'Iran, la questione dei risarcimenti e la revoca delle sanzioni petrolifere" e "gli Stati Uniti si sono impegnati a rimuovere tutti gli ostacoli". 

Borsa, Asia contrastata dopo la Fed e l'accordo Usa-Iran: Tokyo +1,65%

Listini di borsa contrastati in Asia e Pacifico all'indomani dei tassi Fed invariati e della sigla del presidente Usa Donald Trump in calce all'accordo con l'Iran. Tokyo guadagna in chiusura l'1,65%, Seul il 2,61% e Sidney cede lo 0,62%. Ancora aperte Hong Kong (-2,04%), Shanghai (-0,19%, Mumbai (-0,14%) e Singapore (+0,22%). In rosso i contratti future sui listini europei, positivi invece quelli su Wall Street e sul Nasdaq di New York in assenza di dati macroeconomici rilevanti ad eccezione del calo della disoccupazione britannica dal 5 al 4,9%. L'accordo tra Usa e Iran spinge al ribasso le quotazioni del greggio (Wti -3,24% a 74,3 dollari e Brent --2,9% a 77,24 dollari al barile), del gas naturale (-4,44% a 40,06 euro al MWh) e dell'oro (-0,64% a 4.304 dollari l'oncia). In rialzo il dollaro, che si porta su nuovi massimi dal luglio del 2024 a 160,65 yen. Al contrario scende a 1,15 sull'euro e a 1,33 sulla sterlina. Si assesta a 70,3 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi con il rendimento annuo italiano in crescita di 1,5 punti al 3,63%, quello tedesco di 0,4 punti al 2,93% e quello francese di 0,9 punti al 3,67%. Sugli scudi a Tokyo i produttori di semiconduttori Screen Holding (+7,21%), Lasertec (+7,12%), Tokyo Electron (+4,74%) e Sumco (+4,05%). 

Idf, riservista di 29 anni ucciso da un ordigno di Hezbollah nel sud del Libano

Un riservista di 29 anni dell'Idf è rimasto ucciso e altri sette, tra cui ufficiali di alto grado, sono stati feriti ieri pomeriggio da un ordigno esplosivo di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha annunciato l'esercito israeliano. 

Iran USA, Casa Bianca pubblica video firma accordo. Applaude Macron

Il presidente americano è seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. Una volta firmato il documento, si sente il presidente francese dire "bravo" prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio, che si trovava in piedi alle spalle di Trump.

Iran USA, Casa Bianca pubblica video firma accordo. Applaude Macron

Iran USA, Casa Bianca pubblica video firma accordo. Applaude Macron

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Iran, la Germania dispiega due navi per una possibile missione a Hormuz

La Germania sta dispiegando due navi nel Mar Rosso in preparazione per una possibile missione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, all'arrivo alla ministeriale Difesa Nato. "Mentre stiamo parlando, il nostro cacciamine Fulda e la nave appoggio Mosel stanno attraversando il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso. Le unità verranno pre-posizionate per una possibile missione nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato, definendo il pre posizionamento "una misura preventiva e lungimirante". "Vogliamo essere in grado di intervenire rapidamente, se necessario e se la missione dovesse concretizzarsi, e soprattutto arrivare rapidamente nello Stretto di Hormuz". Per la missione "non è necessario un mandato del Bundestag tedesco", ha spiegato Pistorius, in quanto l'operazione rientra nel mandato della missione Ue Eunavfor Aspides. "Se poi si dovesse procedere oltre, una volta chiarite le condizioni, ci rivolgeremo al Bundestag per ottenere un mandato parlamentare. Quando e se questo accadrà è ancora aperto", ha aggiunto. Per la Germania, infatti, per operare nello Stretto di Hormuz "serve un chiaro quadro di diritto internazionale, che può assumere diverse forme. E serve un permissive environment, cioè in particolare il consenso dell'Iran e dell'Oman per eventuali attivita' di sminamento". 

Hormuz

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Wsj, colloquio di fuoco Trump-Netanyahu: "Smetti di bombardare"

Per sentirsi si sentono spesso, ma le telefonate tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu non sono piu' cosi' amichevoli come un tempo. A confermarlo, dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, è il Wall Street Journal che riporta nuovi particolari su recenti conversazioni tra i due leader. Mentre tentava di convincere l'Iran a firmare il memorandum di intesa, che prevede lo stop ai bombardamenti anche in Libano, il presidente americano ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: "Perchè fai saltare in aria edifici?", ha detto, "smettila". In un'altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni '30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno puo' gestire Netanyahu, intenzionato a "bombardare tutti". A riprova delle crescenti tensioni e della minore fiducia, ha rivelato un funzionario della Casa Bianca, dopo le telefonate Trump ora chiede spesso ai suoi se quanto gli ha detto Netanyahu sia vero, cosa che di solito non faceva. Trump si e' arrabbiato quando gli sono state mostrate le immagini di cristiani colpiti in Libano ed è frustrato per il fatto che Israele continui a bombardare nonostante il cessate-il-fuoco. Per risolvere l'impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo.

Il gas apre in calo sotto i 41 euro per la prima volta dal 20 aprile

Il gas apre in ribasso e si porta sotto i 41 euro per la prima volta dallo scorso 20 aprile, considerando i valori segnati in chiusura di seduta. I contratti future sul mese di luglio cedono il 3,65% a 40,39 euro al MWh. Il calo sergue l'annuncio della firma dell'accordo tra Usa e Iran da parte del presidente Usa Donald Trump a Versailles  durante la cena con il presidente francese Emmanuel Macron. 

Iran, prezzo petrolio in discesa, Brent -1,92% a 77,63 dollari al barile

Prezzi del petrolio in disca oggi. Il prezzo del Brent, riferimento per l'Europa, è sceso dell'1,925 a 77,63 dollari al barile. Il prezzo del Wti, rifimento per gli Usa, è sceso del 2,16% a 74,63 dollari al barile.

Rutte: "Positiva intesa siglata da Trump, indebolisce capacità nucleare Teheran"

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha "accolto positivamente l'intesa" siglata da Usa e Iran che pone fine alla guerra. Parlando dalla ministeriale della Nato, Rutte ha aggiunto che "il presidente Trump ha concluso un buon accordo, importante perchè mira a indebolire la capacità nucleare di Teheran". Simile risultato, secondo il segretario dell'Alleanza, è stato raggiunto per quanto riguarda la capacità missilistica iraniana, "che rappresenta una minaccia non solo per il Medio Oriente, ma anche per l'Europa e altre parti del mondo", e inoltre per ciò che concerne "il ritorno della libertà di navigazione".

Rutte: "Trump ha concluso buon accordo"

"Accolgo con favore l'accordo". Cosi' il segretario generale della Nato, Mark Rutte ha salutato l'intesa raggiunta da Usa e Iran che pone fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. Rutte arrivando alla ministeriale della Nato ha dichiarato: "Penso che il presidente Trump abbia concluso un buon accordo. E' importante perchè questo accordo mira a indebolire la capacita' nucleare. Questo e' cio' che gli Stati Uniti hanno fatto, sostanzialmente dalla fine di febbraio, assicurandosi che la capacita' nucleare dell'Iran venisse indebolita". "Lo stesso vale per la capacita' missilistica balistica, che rappresenta una minaccia non solo per il Medio Oriente, ma anche per l'Europa e altre parti del mondo, e anche per ripristinare la liberta' di navigazione" ha concluso. 

Un soldato israeliano morto e sette feriti nel sud del Libano

Un soldato israeliano è morto e sette sono rimasti feriti nel sud del Libano. Lo ha annunciato l'esercito israeliano. La vittima è un sergente maggiore di 29 anni, "caduto in combattimento". Gli altri sette hanno riportato ferite di media o lieve entità. 

Cnn: Usa hanno inviato la foto dell'accordo firmato da Trump all'Iran

Gli Stati Uniti hanno inviato una foto dell'accordo firmato da Donald Trump agli iraniani. Lo riporta Cnn citando un funzionario americano, secondo il quale il presidente ha firmato nelle ultime ore la copia cartacea. Sulle firma dell'intesa c'è stata confusione. Nei giorni scorsi un funzionario americano aveva riferito che sia Trump che JD Vance avevano firmato virtualmente l'accordo, e lo stesso aveva fatto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ora invece dall'amministrazione si fa sapere che Trump non aveva firmato digitalmente ma che aveva solo assistito alla firma da parte di Vance. "Domenica il memorandum of understanding è stato firmato digitalmente da Vance e Ghalibaf alla presenza di Trump. Ora è stato firmato da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian", ha spiegato un funzionario.

Accordo Usa-Iran, Pakistan ospiterà la firma in Svizzera

Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato - come riporta l'agenzia Anadolu - il primo ministro Shehbaz Sharif.

Casa Bianca pubblica video della firma dell'accordo con l'Iran, l'applauso di Macron

La Casa Bianca ha pubblicato il video della firma da parte di Donald Trump dell'accordo con l'Iran. Il presidente è seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. Una volta firmato il documento, si sente Macron dire "bravo" prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio, che si trovava in piedi alle spalle di Trump. Il presidente ha quindi consegnato il documento a Rubio e Macron gli ha detto "great job" prima di applaudirlo nuovamente. 

I democratici scrivono a Rubio, venga in Congresso sull'Iran

I democratici in Congresso chiedono che il segretario di Stato Marco Rubio li informi sull'accordo con l'Iran. "Anche se diamo il benvenuto alla spinta verso la diplomazia, l'amministrazione deve offrire al Congresso ulteriori dettagli", è la richiesta contenuta in una lettera di tre pagine inviata a Rubio dai deputati Gref Meeks, Jim Haines e Adam Smith. 

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