Si riaccende la tensione in Medioriente in assenza dell'ok sull'accordo tra Washington e Teheran. Dopo la pioggia di droni verso il nord di Israele, l'Idf ha esteso le operazioni di terra nel sud del Libano. Raid sulle strutture di Hezbollah e scontri a fuoco ravvicinati con i miliziani sciiti sostenuti da Teheran. Beirut parla di 28 morti e 104 feriti nelle ultime 24 ore. Gli Usa hanno colpito "per autodifesa" un sito per il lancio di missili nel sud dell'Iran
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Si riaccende la tensione in Medio Oriente in assenza della fumata bianca sull'accordo tra Usa e Iran. Dopo la pioggia di droni verso il nord di Israele, l'Idf ha esteso le operazioni di terra nel sud del Libano, oltre la linea gialla della tregua armata. Raid sulle strutture di Hezbollah e scontri a fuoco ravvicinati con i miliziani sciiti sostenuti da Teheran. Beirut parla di 28 morti e 104 feriti nelle ultime 24 ore.
Gli Usa invece nella notte hanno colpito 'per autodifesa' un sito per il lancio di missili nel sud dell'Iran e attaccato navi dei Pasdaran che tentavano di posizionare mine a Hormuz. Il regime denuncia 'una palese violazione' del cessate il fuoco: 'Ci difenderemo'.
Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l'Iran riceverà una risposta "molto più severa" che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera.
Intanto, non si sblocca lo stallo sull'accordo: Teheran parla di progressi ma avverte che l'intesa "non è imminente". Anche Trump prende tempo: "L'accordo sarà grandioso oppure non ci sarà". Intanto gli Usa colpiscono "in autodifesa" un sito per il lancio di missili e navi iraniane che cercavano di collocare mine nel sud dell'Iran. I negoziati continuano anche con l'aiuto dei mediatori: colloqui a Doha tra gli iraniani Ghalibaf e Araghchi e il premier del Qatar, i pakistani Sharif e Munir da Xi.
Gli approfondimenti:
- Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Beirut, 31 morti per attacchi israeliani nel sud del paese, tra vittime 4 bambini
Il governo del Libano dichiara che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno ucciso 31 persone oggi mentre Israele ha affermato di stare intensificando gli attacchi nonostante una tregua nella sua guerra con Hezbollah. In un comunicato, il ministero della Sanità ha dichiarato che 31 persone, tra cui almeno quattro bambini e tre donne, sono state uccise negli attacchi e 40 sono rimaste ferite. Quattordici sono rimaste uccise a Burj al-Shamali, vicino a Tiro.
Global sumud Flotilla: "I sei attivisti fermati a Sirte tornano in Italia"
I sei attivisti del Land Convoy verso Gaza fermati a Sirte faranno ritorno domani in Italia. Lo comunica la Global sumud Flotilla, che annuncia l'arrivo per domattina alle 9,15 all'aeroporto di Fiumicino. Restano ancora in Libia 10 attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui due di cittadinanza italiana, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Non si hanno notizie delle loro condizioni. La portavoce afferma: “Tutte le strade che percorriamo per raggiungere Gaza sono bloccate, in un modo o nell’altro. Non fermiamo la solidarietà con la Palestina”.
Guerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Donald Trump ha fatto sapere che "gli aspetti finali" dell'accordo e i "dettagli sono attualmente in fase di discussione e verranno annunciati a breve", annunciandolo nella tarda serata di ieri, dopo una telefonata "molto proficua" con i leader dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, Turchia, dell'Egitto, della Giordania e del Bahrein. In precedenza aveva assicurato che un patto sarà siglato solo se “otterremo tutto ciò che vogliamo". Altrimenti, ha detto in un'intervista ad Axios, potrebbe decidere se riprendere la guerra. Ecco cosa sappiamo sui contenuti del possibile accordo.
In seguito alla firma di un accordo preliminare, che dovrebbe chiamarsi "Dichiarazione di Islamabad", delegazioni di Washington e Teheran potrebbero sostenere un nuovo round di colloqui più approfonditi il prossimo 5 giugno: è quanto afferma la piattaforma media saudita Al Arabiya sul proprio sito in arabo, citando "fonti di alto livello". Il memorandum di intesa preliminare, secondo le stesse fonti, sarà annunciato dal Pakistan, che sta svolgendo funzioni di mediazione, "senza necessità della presenza delle parti coinvolte".
Guerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Vai al contenutoAccordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi anni ha però più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
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Vai al contenutoPasdaran, 25 navi hanno attraversato Hormuz in ultime 24 ore
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, i Pasdaran, affermano che 25 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore dopo aver ricevuto l'autorizzazione e il coordinamento della sicurezza dalla sua marina.
Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici
Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.
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Vai al contenutoMedia Israele, il capo dell'ala militare di Hamas è stato ucciso
Muhammad Odeh, capo dell'ala militare di Hamas, è stato ucciso dall'Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane. Successivamente, nella Striscia c'è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti. "Su indicazione del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena condotto un attacco a Gaza prendendo di mira Mohammed Odeh – il nuovo comandante dell'ala militare dell'organizzazione terroristica Hamas e uno degli architetti del massacro del 7 ottobre", si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata da Netanyahu e Katz.
Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo
Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.
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Vai al contenutoLibano, telefonata Trump-Netanyahu
Telefonata fra il Premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Presidente americano Donald Trump, rendono noto i media israeliani. La telefonata è stata avviata dopo che Netanyahu ha presieduto una riunione del gabinetto di sicurezza, nel quadro della ripresa della campagna dell'Idf contro Hezbollah in Libano. Gli Stati Uniti avrebbero posto il veto a raid su Beirut per non incrinare i negoziati in corso con l'Iran.
Trump attacca i media sull'Iran: "Sono pazzi"
Donald Trump attacca i media per la copertura della guerra in Iran. "Anche se si arrendesse direbbero che ha riportato una vittoria schiacciante. Sono pazzi", ha detto il presidente sul suo social Truth puntando il dito contro il New York Times, il Wall Street Journal e Cnn. "Se l'Iran si arrendesse, ammettesse che la sua Marina è perduta e giace sul fondo del mare, e se l'intero esercito uscisse da Teheran, con le armi a terra e le mani alzate, gridando all'unisono 'mi arrendo, mi arrendo', mentre sventola freneticamente la simbolica Bandiera Bianca, allora - afferma Trump - il "Failing New York Times", il "China Street Journal" (Wsj), la corrotta e irrilevante Cnn e tutte le altre fake news titolerebbero che l'Iran ha riportato una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, e che non c'è stata nemmeno partita. I democratici e i media hanno perso completamente la bussola. Sono diventati assolutamente pazzi".
Pasdaran: "Nelle ultime 24 ore transitate 25 navi a Hormuz, anche petroliere"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran ha affermato che 25 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, dopo aver ricevuto l'autorizzazione e il coordinamento della sicurezza dalla propria marina. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim e rilanciata da Cnn, la Marina dei pasdaran ha affermato che le navi, tra cui portacontainer, hanno transitato nello stretto durante "l'ultimo giorno e la notte scorsa" con il coordinamento e la sicurezza forniti dalle sue forze. La Marina ha inoltre dichiarato di mantenere quello che ha definito un "controllo intelligente" sullo Stretto di Hormuz e ha avvertito che "qualsiasi atto di aggressione sarà contrastato con colpi durissimi".
La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali
Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.
La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali
Vai al contenutoIdf, nuovo avviso di evacuazione in Libano: "Spostatevi a nord del fiume Zahrani"
Mentre le sirene d'allarme stanno suonando per il lancio di droni esplosivi dal Libano nella comunità di Baram, nel nord di Israele, il portavoce in lingua araba dell'Idf ha diffuso un nuovo annuncio di evacuazione. I residenti di Bafliyeh, Derdghaya, Chahour, Hallousiyet al-Tahta, Barish, Hallousiyet al-Fawqa, Tayr Falsay, Bastit, Arzoun, Jabal al-Adas, Dahr Barriet Jaber, Maaroub, Debaal e Hmairi sono stati invitati a spostarsi immediatamente a nord del fiume Zahrani.
Papa: "Oggi si fa la guerra con l’IA, va disarmata"
“L’IA va disarmata”. Il Papa, prima di fare rientro in Vaticano da Castel Gandolfo, rinnova l’appello contenuto nella sua prima enciclica per disarmare l’IA. “Abbiamo visto casi per esempio in Libano e in altre parti del mondo dove la guerra oggi si fa con l’IA senza pensare alle vite umane che sono vittime di tutto questo. Quindi rinnovo l’appello per la pace”, ha osservato Leone.
Axios, in corso telefonata fraTrump e Netanyahu
Donald Trump è al telefono con il premier Benyamin Netanyahu. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Per l'Onu Israele sta cercando di distruggere l'identità palestinese
Il nuovo rapporto OHCHR raccoglie le prove delle intenzioni israeliane di generare un "cambiamento demografico permanente" provocando "lo sfollamento forzato e quasi totale della popolazione paletinese da Gaza Nord, equivalente a una pulizia etnica".
Per l'Onu Israele sta cercando di distruggere l'identità palestinese
Vai al contenutoAppello Papa su Flotilla: "Siano rispettati i diritti umani, popolo Gaza soffre tanto"
“Siano rispettati i diritti di tutti”. Il Papa, uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo prima del rientro in Vaticano, interviene sulle violenze sibite dagli attivisti della Flotilla: “Bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti”. “Purtroppo - osserva - il popolo di Gaza non riceve ancora aiuti umanitari, questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla. Io rinnovo l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto.
Netanyahu: "Eliminati 2.500 terroristi di Hezbollah"
"Dal'inizio dell'operazione Ruggito del Leone, abbiamo eliminato circa 2.500 terroristi di Hezbollah". Lo dichiara in un post su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Durante la sola tregua sono stati eliminati 700 terroristi delle milizie sciite, più terroristi di quanti sono stati eliminati nell'intera seconda guerra del Libano", ha aggiunto.
"La guerra in Iran? Un errore": gli elettori si schierano contro Trump
La contrarietà è particolarmente forte tra gli elettori indipendenti, categoria particolarmente decisiva in vista delle elezioni di midterm, tra i quali circa tre quarti (il 73%) disapprovano la scelta di Trump.
'La guerra in Iran? Un errore': gli elettori si schierano contro Trump
Vai al contenutoHezbollah a Sky TG24: "Non accetteremo mai negoziati diretti con Israele". VIDEO
Attacco Usa nel sud dell'Iran, Khamenei minaccia vendetta
Tensione alle stelle tra Iran e Stati Uniti lungo lo Stretto di Hormuz, mentre i negoziati restano al palo. Nonostante le trattative proseguano serrate e da entrambe le parti si parli di progressi, Washington ha deciso di sferrare un attacco nel sud dell'Iran, colpendo un sito per il lancio di missili e alcune navi per la posa delle mine. Un raid di "autodifesa" per proteggere le truppe, si è affrettato a precisare il comando americano in Medio Oriente. Ma per Teheran si è trattato di una vera e propria "flagrante violazione" del cessate il fuoco che, ha avvertito, non sarà lasciata "senza risposta". L'improvviso raid americano nell'area di Bandar Abbas, città portuale sede di una base navale iraniana, segue giornate di grande nervosismo, soprattutto da parte del presidente americano Donald Trump che nei giorni scorsi aveva annunciato la firma imminente di un'intesa. Firma che non c'è ancora stata, con l'accordo che al momento non sembra essere così a portata di mano: le posizioni infatti restano divergenti su diversi punti. Così il raid improvviso viene letto anche come l'ennesimo tentativo del presidente Usa di fare pressione su Teheran affinché acceleri."L'America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l'installazione di basi militari nella regione", ha minacciato intanto la guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, con Teheran che ha ribadito come la propria risposta stavolta andrebbe ben al di là della regione. Il memorandum of understanding a cui si continua a lavorare prevede, in linea di massima, l'estensione della tregua per 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e getta le basi per le trattative sul programma nucleare iraniano. I nodi da sciogliere sono però molti, in primis l'erogazione di parte degli asset iraniani congelati all'estero. Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avuto una serie di incontri in Qatar proprio sul possibile sblocco dei fondi.
Media: "Israele approva estensione operazioni in Libano, esclusa Beirut"
Il governo israeliano ha approvato l'estensione delle operazioni in Libano oltre la 'linea gialla' nel sud del Paese, con incursioni via terra e raid aerei nelle aree meridionali e nella valle della Beqa'a, e non potranno concentrarsi sull'area di Beirut. Lo riporta Channel 12, sottolineando che questa è la linea rossa posta dall'amministrazione Trump al premier Benyamin Netanyahu, mentre in parallelo sono in corso i negoziati per un'intesa con l'Iran.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
La possibile intesa tra Washington e Teheran segna una pausa nella crisi del Golfo, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva. La riapertura dello Stretto potrebbe richiedere settimane per smaltire il traffico navale accumulato e mettere in sicurezza l’area. Sul tavolo restano i dossier più delicati: nucleare iraniano, arsenale missilistico e guerra in Libano. Intanto i mercati reagiscono positivamente alla prospettiva di un cessate il fuoco temporaneo. Ma la stabilità dell’accordo appare fragile.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
Vai al contenutoNato, Spiegel: “Usa pronti a taglio bombardieri, caccia e sottomarini”
Secondo il settimanale tedesco, in un incontro riservato a Bruxelles gli alti funzionari alleati sono stati informati dall'inviato di Hegseth sul piano di Washington: previsto un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione e si assisterebbe a un taglio "notevole di quelli armati”. Gli Stati Uniti "intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa”.
Nato, Spiegel: “Usa pronti a taglio bombardieri, caccia e sottomarini”
Vai al contenutoIran, Usa: "Il blocco dei porti continua, dirottate 108 navi mercantili"
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dirottato 108 navi mercantili durante il blocco in corso dei porti iraniani. Lo dice lo stesso Centcom, aggiungendo che "più di 200 aerei e navi da guerra statunitensi stanno supportando la missione, tra cui il gruppo d'attacco della portaerei Abraham Lincoln, il gruppo d'attacco della portaerei George H.W. Bush, il gruppo anfibio di Tripoli/31 unità di spedizione dei Marines e diversi cacciatorpediniere lanciamissili". Il blocco è iniziato il 13 aprile ed è tuttora in vigore. Centcom ha inoltre ribadito che le forze americane "attualmente non scortano navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz". L'annuncio è giunto in risposta alle "recenti notizie diffuse dai media secondo cui la Marina statunitense avrebbe ripreso a scortare o assistere le navi commerciali durante il transito attraverso lo Stretto di Hormuz", affermazioni che il CENTCOM ha definito "false".
Media: "L'Iran chiede di sbloccare metà dei fondi congelati per siglare l'accordo"
Secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita una fonte diplomatica, Teheran chiede agli Usa di sbloccare metà dei fondi iraniani congelati per siglare il memorandum d'intesa con Washington. Una volta firmato il documento, la Repubblica Islamica vorrebbe accesso libero alla seconda parte degli asset bloccati entro 60 giorni dal raggiungimento dell'accordo. Secondo Al Arabiya, la visita del presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf in Qatar aveva lo scopo di discutere i meccanismi per lo sblocco dei beni congelati, stimati complessivamente in 24 miliardi di dollari.
Libano, Netanyahu: "Intensificate le operazioni dell'Idf, conquistate posizioni strategiche"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno "intensificando le operazioni in Libano". Lo ha annunciato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in apertura della riunione del gabinetto politico e di sicurezza, spiegando di aver dato l'ordine alle Idf insieme al ministro della Difesa Israel Katz. Secondo Netanyahu, "le Idf stanno operando con ingenti forze sul terreno e conquistando posizioni strategiche. Stiamo fortificando la zona di sicurezza per proteggere le comunità del nord. Allo stesso tempo, stiamo conducendo un massiccio sforzo a livello nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi", ha detto Netanyahu.

©Ansa
Spiegel: "Gli Usa pronti a tagliare bombardieri, caccia e sottomarini alla Nato"
Gli Usa vogliono ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla Nato con un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio "notevole di quelli armati". Lo riporta lo Spiegel riferendo dell'incontro, alla fine della scorsa settimana, dell'inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth che ha informato alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell'Alleanza. Gli Stati Uniti "hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell'ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente".
Iran, Rubio: "I colloqui richiederanno ancora alcuni giorni"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che i colloqui con l'Iran per estendere il cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz richiederanno "ancora alcuni giorni". Parlando ai giornalisti prima della partenza dall'India al termine della visita di tre giorni nel Paese, Rubio ha risposto a domande sull'Iran dopo i nuovi raid contro obiettivi iraniani nel sud del Paese nonostante la tregua in vigore.
"Ci sono ancora molti colloqui e scambi in corso sul linguaggio specifico del documento iniziale. Quindi ci vorranno alcuni giorni", ha affermato Rubio. Il capo della diplomazia americana ha aggiunto che il presidente Donald Trump "non accetterà un cattivo accordo" e ha indicato come priorità immediata la riapertura dello Stretto di Hormuz. "Lo stretto deve essere aperto, senza impedimenti e senza che vengano imposti pedaggi", ha dichiarato.
Salta la tregua in Libano, massicci raid e offensiva via terra
Salta la tregua e si estende la battaglia in Libano: Israele allarga l'offensiva oltre la "linea gialla", supera il Litani e punta su Nabatiye, principale centro della regione meridionale, mentre i raid si intensificano anche nella valle della Bekaa. Hezbollah tenta di rallentare l'avanzata israeliana con droni e razzi, ma il bilancio degli uccisi nei bombardamenti continua a salire e il governo israeliano ha mobilitato altri riservisti per il fronte libanese. Secondo il ministero della Salute di Beirut, almeno trenta persone sono state uccise nelle ultime ore nei bombardamenti israeliani nel sud e nell'est del Paese. Dall'inizio dell'escalation del 2 marzo, il bilancio complessivo avrebbe superato i 3.200 morti e i 9.700 feriti. Media israeliani riferiscono intanto che l'esercito ha esteso le operazioni terrestri oltre quella fascia di circa dieci chilometri all'interno del territorio libanese che Israele considera una zona cuscinetto, sul modello di quella creata nella Striscia di Gaza. In questo quadro, per la prima volta dall'inizio della guerra, l'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione totale di Nabatiye, storico centro urbano del Libano meridionale. I raid aerei israeliani si sono concentrati anche nei distretti di Tiro, Nabatiye e nella Bekaa. Tra le vittime libanesi si registra anche un soccorritore. Secondo Israele, l'espansione delle operazioni oltre la "linea gialla" è necessaria per "eliminare minacce dirette" contro cittadini e soldati israeliani. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito durante la notte oltre cento infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano e nella Bekaa, tra cui depositi di armi, postazioni di osservazione e centri di comando.
Usa: "Non stiamo assistendo navi nello Stretto di Hormuz"
"Project Freedom non è ripartita e le forze americane non stanno scortano imbarcazioni commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo afferma il Us CentCom smentendo le indiscrezioni circolate sull'assistenza fornita dalla marina americana alle navi in transito a Hormuz.
Media, Israele vieta l'ingresso a 40 attivisti di EuroMed human rights
Israele ha annunciato che inserirà nella lista nera dei soggetti a cui sarà negato l'ingresso nel Paese i 40 attivisti dell'organizzazione EuroMed human rights Monitor, tra cui il presidente Rami Abdo. I leader di Euro-Med sono da tempo accusati da Israele di essere agenti di Hamas, e il gruppo è stato oggetto di critiche per aver definito gli ostaggi israeliani come persone "arrestate e trasferite nella Striscia di Gaza" e per aver affermato che Israele ruba gli organi dei palestinesi deceduti. Lo riferisce il sito di notizie israeliano Walla, spiegando che la decisione è stata presa su indicazione del ministro per la Diaspora e la lotta all'antisemitismo, Amichai Shikli. Il ministero ha anche istituito un sito web dedicato a smascherare le attività dell'organizzazione, che ha recentemente ricevuto ampia copertura mediatica grazie a un articolo del vincitore del Premio Pulitzer Nicholas Kristof, pubblicato sul New York Times . Il ministero sostiene che si tratti di un'organizzazione anti-israeliana, guidata da una figura di spicco di Hamas, che promuove attività anti-israeliane, di delegittimazione e di boicottaggio, anche presso la Corte internazionale di giustizia. Il rapporto afferma che Ramzi Abdo è un membro di Hamas riconosciuto dallo Stato di Israele e che, nel 2020, l'allora ministro della Difesa ha emesso un provvedimento di sequestro amministrativo nei suoi confronti per la legge antiterrorismo, a causa della sua attività come membro del comitato dell'organizzazione IPalestine, dichiarata da Israele un'organizzazione terroristica affiliata ad Hamas. Il ministero della Diaspora sottolinea che "l'organizzazione ha lavorato per assistere il team legale sudafricano presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia per comprovare l'affermazione infondata secondo cui Israele avrebbe commesso un genocidio".
Flotilla, gli italiani fermati a Sirte rientreranno domani
I 7 attivisti italiani fermati a Sirte, in Libia, ripartiranno da Tripoli via Istanbul, con arrivo a Fiumicino domani alle 9,30. Lo riferiscono fonti informate. Il console generale a Bengasi è in attesa di notizie per una visita consolare ai due militanti italiani arrestati.
Iran, Keshavarzian (Ny University): "Accordo vicino ma i nodi veri restano irrisolti"
Gli Stati Uniti e l'Iran non sono mai stati così vicini a raggiungere un'intesa per chiudere la guerra, ma la strada verso un accordo stabile resta ancora piena di ostacoli. A sostenerlo è Arang Keshavarzian, professore di Middle Eastern & Islamic Studies alla New York University e autore di 'Making Space for the Gulf: Histories of Regionalism and the Middle East' (Stanford University Press, 2024), in un'intervista ad Adnkronos. "Stati Uniti e Iran sono vicini come non mai a mettere fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. Tuttavia bisogna essere cauti, sia perché nulla è stato ancora finalizzato, sia perché si tratta soltanto di un accordo quadro iniziale che non risolve realmente le questioni principali che hanno portato alla guerra regionale", spiega.
Secondo il docente, i negoziati attuali potrebbero almeno fermare il conflitto e consentire la riapertura dello stretto di Hormuz, anche senza un'intesa politica complessiva. "Sembra che l'accordo quadro iniziale sia costruito attorno a una graduale riapertura dello stretto e alla fine del blocco contro l'Iran, e questo potrebbe avvenire anche senza un accordo definitivo sul programma nucleare", afferma Keshavarzian, sostenendo tuttavia che molti aspetti restano poco chiari. "Non sappiamo ancora esattamente come verrà gestito lo stretto, se l'attuale amministrazione iraniana resterà in carica, quale ruolo avranno Paesi come l'Oman e quali pedaggi o tariffe saranno applicati". In ogni caso, aggiunge il professore, Teheran ha dimostrato di poter chiudere facilmente Hormuz semplicemente facendo aumentare i premi assicurativi per le compagnie marittime.
Restano però irrisolti i nodi che hanno alimentato lo scontro. "Le questioni che hanno portato alla guerra - il programma nucleare iraniano, le sanzioni internazionali contro Teheran e la competizione geopolitica - vengono rinviate a future discussioni e ad un accordo più ampio", evidenzia Keshavarzian, secondo cui si tratta di temi estremamente complessi che richiedono "meccanismi sofisticati" e compromessi reciproci.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
La possibile intesa tra Washington e Teheran segna una pausa nella crisi del Golfo, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva. La riapertura dello Stretto potrebbe richiedere settimane per smaltire il traffico navale accumulato e mettere in sicurezza l’area. Sul tavolo restano i dossier più delicati: nucleare iraniano, arsenale missilistico e guerra in Libano. Intanto i mercati reagiscono positivamente alla prospettiva di un cessate il fuoco temporaneo. Ma la stabilità dell’accordo appare fragile.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
Vai al contenutoWsj: "Gli Usa riprendono ad assistere le navi attraverso Hormuz"
Gli Stati Uniti hanno ripresa ad assistere il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari americani, secondo i quali una superpetroliera greca, carica di due milioni di barili di petrolio, è stata scortata dalla Marina americana mentre attraversava lo Stretto.
Media: "Ghalibaf rientrato in Iran dopo i colloqui con il Qatar"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è rientrato in Iran da Doha dopo colloqui con i funzionari del Qatar volti a far progredire i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce l'emittente statale iraniana Irib.
Pezeshkian chiama Sisi: "Sforzi per memorandum d'intesa Usa-Iran"
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ricevuto una telefonata dal presidente iraniano Massoud Pezeshkian, e la conversazione - riferisce il portavoce presidenziale - "si è concentrata sugli sforzi per finalizzare un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran". Sisi ha ribadito il pieno sostegno dell'Egitto al processo negoziale, illustrando i contatti e gli sforzi compiuti per facilitare i colloqui e spianare la strada a un accordo tra cui il recente colloquio a distanza con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e diversi leader della regione. Ha ribadito la posizione dell'Egitto, che auspica una risoluzione pacifica delle crisi regionali e respinge categoricamente qualsiasi aggressione contro la sovranità degli Stati del Golfo o qualsiasi minaccia alla loro integrità territoriale. Ha sottolineato "l'importanza della flessibilità, di evitare errori di valutazione e di dare al processo diplomatico ogni possibilità di successo". Il presidente iraniano - a quanto riferito da fonte egiziana - ha esaminato i progressi dei negoziati in corso e ha elogiato gli sforzi compiuti dall'Egitto e da altri attori regionali per colmare il divario tra le posizioni iraniana e americana. Pezeshkian ha inoltre sottolineato l'impegno del suo Paese a rafforzare le relazioni con tutti gli Stati arabi, in particolare con i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Il presidente egiziano ha ribadito la posizione irremovibile dell'Egitto, basata sui principi del diritto internazionale, tra cui il rispetto della sovranità degli Stati, le relazioni di buon vicinato e la risoluzione pacifica delle controversie". I due presidenti si sono infine scambiati gli auguri in occasione della festività islamica dell'Eid al-Adha.
Sumud Flotilla in Libia, presto espulsi i 10 arrestati. VIDEO
Il Pakistan all'Onu: "Un altro conflitto prolungato in Medio Oriente non giova a nessuno"
"La risoluzione pacifica delle controversie costituisce il primo dovere degli Stati, ai sensi della Carta Onu. Questa convinzione guida l'approccio del Pakistan di fronte alla crisi in Medio Oriente: un approccio che riflette la nostra posizione di vicino amico dell'Iran, di paese fratello delle nazioni del Golfo e nazione legata da vincoli di amicizia di lunga data agli Stati Uniti. Il Pakistan ha costantemente invocato la moderazione. Un altro conflitto prolungato non gioverebbe a nessuno, la strada da percorrere risiede nella diplomazia". Lo ha detto al Consiglio di Sicurezza Onu il ministro degli Esteri e vice premier del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar. "Abbiamo profuso i nostri sinceri sforzi per facilitare una soluzione che porti a una pace e a una stabilità durature nella regione e mantenga aperte le rotte marittime per tutti - ha aggiunto - Proseguiamo in questa nobile impresa con risolutezza e dedizione".
Iran, vice presidente: "Prime misure per ristabilire l'accesso a internet"
Il vice presidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha annunciato che sono state adottate le prime misure volte a ripristinare l'accesso a internet dopo un'interruzione quasi totale che va avanti praticamente dal 28 febbraio, giorno in cui è iniziata la guerra con gli Stati Uniti e Israele.
"È stato compiuto il primo passo verso un accesso libero e regolamentato al cyberspazio", ha dichiarato Aref in un messaggio pubblicato su X, aggiungendo che con questa misura le richieste degli iraniani "saranno soddisfatte". L'ong per il monitoraggio della sicurezza informatica NetBlocks aveva precedentemente indicato che le autorità iraniane avevano ripristinato "parzialmente" l'accesso a Internet.
Erdogan: "Lavoriamo affinché negoziati Usa-Iran portino a risultati positivi"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha detto all'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, che la Turchia sta lavorando "per garantire la pace e la stabilità e che continuerà a fornire tutto il supporto necessario affinché i negoziati", nel contesto del conflitto con gli Stati Uniti, "raggiungano risultati positivi". Il leader turco "ha ribadito la sua fiducia nella capacità del popolo iraniano di superare questo momento difficile e raggiungere la sicurezza", riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara in un comunicato in merito alla telefonata, durante la quale Erdogan ha espresso a Pezeshkian gli auguri per la festività islamica dell'Eid al-Adha.
Beirut: 28 persone uccise nei raid israeliani nelle ultime 24 ore
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che nelle ultime 24 ore 28 persone sono state uccise e 104 ferite negli attacchi israeliani avvenuti in tutto il Paese. Secondo i dati del ministero, 3.213 persone sono state uccise e 9.737 ferite negli attacchi israeliani da quando le ostilità sono riprese il 2 marzo.
Arrestato in Cisgiordania responsabile attentato a un israeliano nel 2007
Forze di sicurezza israeliane hanno arrestato a Qalqilya, in Cisgiordania, Shadi Jamaa, coinvolto nell'attentato in cui nel 2007 venne ucciso l'israeliano Ido Zoldan, da parte di membri delle forze di polizia dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Lo comunica l'Idf in una nota congiunta con lo Shin Bet e la polizia israeliana. Jamaa, riferisce la nota, era stato rilasciato di recente dal carcere dell'Anp ed è stato ora trasferito in Israele per essere interrogato dallo Shin Bet, i servizi di intelligence interna.
Media, Idf ha iniziato a operare via terra in Libano oltre la linea gialla
Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la 'linea gialla' della tregua armata. Lo riferisce Channel 12.
Pezeshkian sente al-Sisi su sforzi diplomatici
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sentito oggi al telefono il suo omologo egiziano Abdel Fattah al Sisi. Lo riferiscono i media iraniani. Nel corso della telefonata, i due capi di Stato "si sono scambiati gli auguri in occasione dell'Eid al-Adha e hanno discusso del lavoro in corso per raggiungere un memorandum d'intesa tra Teheran e Washington", si legge in una nota ufficiale. "Al-Sisi ha accolto con favore gli sforzi diplomatici e sottolineato il pieno sostegno del Cairo al percorso negoziale e il ruolo dell'Egitto nel facilitare questi colloqui". Dal canto suo, Pezeshkian "ha espresso il suo apprezzamento per gli sforzi dell'Egitto e delle altre parti nella Regione per avvicinare i punti di vista, e affermato il desiderio dell'Iran di rafforzare le relazioni con i paesi arabi, in particolare con i membri del Consiglio di cooperazione del Golfo".
Beirut: "16 morti tra cui 2 bambini in attacchi Idf"
Sedici persone, fra cui due bambini, sono rimaste uccise in bombardamenti nel sud del Libano da quando Israele, ieri sera, ha annunciato un'escalation nell'offensiva. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. Il bilancio più pesante è stato a Mashghara nella Bekaa Occidentale, dove le vittime sono state undici, tra cui due bambine e una donna, e 15 i feriti, compreso un bambino. I soccorritori stanno ancora scavando sotto le macerie. Due paramedici scout dell'organizzazione Islamic Message sono rimasti uccisi a Srifa, nel sud del paese; secondo l'agenzia di stampa Ann, le bombe dell'Idf hanno colpito un centro dell'organizzazione di soccorso. Altre due persone sono state uccise a Zawtar al Sharqiyah, dove sono caduti almeno otto colpi di artiglieria. Un'altra vittima è stata presa di mira da un drone mentre viaggiava in auto nell'area di Khirbet Selm.
Tajani: "Ben Gvir unico responsabile violenze attivisti Flottila, va sanzionato"
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che l'unica linea rossa verso Israele, oltre ai "bombardamenti sulla popolazione civile, sia per quanto riguarda il Libano che per quanto riguarda Gaza", è "quella della violenza che è stata compiuta nei confronti di persone che non manifestavano di fatto, non avevano compiuto alcun reato". Lo ha detto a margine di "Coopera", la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo. Gli attivisti della Flotilla - ha evidenziato il vicepremier - "sono stati prelevati sulle navi che non battevano bandiera israeliana fuori delle acque territoriali israeliane, quindi è veramente inaccettabile quello che è successo". Tajani ha distinto il comportamento del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, da quello degli altri componenti del governo di Benjamin Netanyahu: "Un conto sono le dichiarazioni, un conto sono i fatti. Si è visto come sono stati trattenuti, come sono stati trattati di fronte al ministro. Da persone che dipendono da lui, essendo lui il ministro della sicurezza nazionale, quindi tutto è stato fatto su sua disposizione e deve essere sanzionato e faremo tutto perché lo sia". "Sia Netanyahu che il ministro degli Esteri Sa'ar hanno condannato quello che ha fatto Ben Gvir, quindi per quella vicenda lui è il responsabile e per questo sanzioniamo lui", ha concluso Tajani.
Idf: nuovo ordine evacuazione ai civili nel sud della Valle della Beqaa
L'Idf ha diffuso un nuovo ordine di evacuazione per le cittadine di Mashghara e Sahmar, nel sud della valle della Beqa'a in Libano. ''Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e dirigervi a nord verso la regione della Beqa'a. Chiunque si trovi in prossimità di individui o infrastrutture di Hezbollah, mette a repentaglio la propria vita'', si legge nella nota del portavoce dell'Idf in arabo.
Tajani: "Speriamo non nuova escalation. Continuare dialogo"
"Speriamo non ci sia una nuova escalation. Riteniamo che si debba continuare a dialogare e mi auguro che cessino i bombardamenti e che cessino anche le minacce da parte iraniana di distruggere Israele". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della conferenza della cooperazione internazionale Coopera 2026, nel rispondere ai giornalisti sulla ripresa dei bombardamenti degli Stati Uniti sull'Iran che rischiano di far naufragare intensi negoziati in salita con Teheran. "Queste sono tutte provocazioni che non aiutano la soluzione del conflitto, quindi credo che si debba accelerare per arrivare a un accordo", ha auspicato Tajani. Sui negoziati, ha valutato il titolare della Farnesina, "c'è un momento di difficoltà, ma mi auguro che non siano a rischio perché sarebbe un danno per tutti, soprattutto perché in quella parte del mondo non è vantaggioso per nessuno". Sul tavolo, ha sottolineato Tajani, rimane "il tema del nucleare. L'Iran non può avere l'arma nucleare". L'altra urgenza riguarda la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, "che è fondamentale per tutti", ha concluso il ministro degli Esteri.
NetBlocks: "Parziale ripristino dell'accesso a Internet"
"I dati in tempo reale mostrano un parziale ripristino della connettività internet in Iran all'88esimo giorno di blackout, dopo 2093 ore di isolamento quasi totale dalle reti internazionali, il più lungo blocco di internet a livello nazionale nella storia moderna". Lo fa sapere NetBlocks su X, aggiungendo che "non è chiaro se il ripristino sarà duraturo".
Teheran: "Da Usa violazione del cessate il fuoco nelle ultime 48 ore"
"Senza dubbio la Repubblica Islamica dell'Iran non lascerà impunito alcun atto di aggressione e non esiterà minimamente a difendere la nostra sovranità". Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Teheran in un post sui social media, definendo "terrorista" l'esercito statunitense per aver "commesso una palese violazione del cessate il fuoco nella provincia di Hormozgan nelle ultime 48 ore". Il Centcom aveva precedentemente annunciato di aver lanciato nuovi attacchi contro il regime "per proteggere le truppe americane dalle minacce poste dalle forze iraniane".
Idf, ex procuratrice capo sotto indagine penale destituita dall'esercito
"Alla luce del prolungarsi del procedimento penale in corso, il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha deciso, vista la gravità dei fatti e dei sospetti, di destituire dall'esercito, senza ulteriori indugi, l'ex procuratrice capo dell'Idf". Lo comunica il portavoce dell'esercito israeliano in una nota, specificando che la decisione sull'eventuale rimozione dei gradi militari verrà invece valutata al termine del procedimento penale. Yifat Tomer-Yerushalmi, la seconda donna nell'esercito israeliano ad aver ottenuto il massimo grado di generale, ha servito come procuratrice capo dell'Idf dal 2021 fino all'ottobre scorso, quando si è dovuta dimettere nell'ambito del procedimento penale che la vede coinvolta per aver trafugato e fornito ai media materiali classificati sull'indagine allora in corso contro soldati sospettati di maltrattamenti e abusi sessuali nei confronti di un detenuto palestinese nel carcere israeliano di Sde Teiman.
Beirut, 11 morti tra cui 2 bambini in attacco Idf
Undici persone, fra cui due bambini, sono rimaste uccise e 15 ferite ieri in un bombardamento delle forze israeliane nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. "L'attacco aereo nemico israeliano di ieri sulla citta' di Mashghara nella Bekaa Occidentale ha causato un bilancio preliminare di 11 martiri, tra cui due bambine e una donna, e 15 feriti, compreso un bambino", si legge in una nota. I soccorritori, si spiega poi, stanno ancora scavando sotto le macerie.
Agenzia Gb: petroliera segnala esplosione al largo dell'Oman
Una petroliera ha segnalato un'esplosione esterna al largo di Muscat, in Oman, secondo quanto riferito dall'United Kingdom Maritime Trade Operations. L'Ukmto ha dichiarato che l'incidente è avvenuto a 60 miglia nautiche da Muscat, con l'esplosione segnalata sul lato sinistro di poppa dell'imbarcazione, vicino alla linea di galleggiamento. L'equipaggio e la nave sono al sicuro, ha dichiarato l'Ukmto, sebbene il comandante abbia segnalato una perdita di carburante in mare.
Media Iran, i 24 miliardi di asset congelati ultimo punto aperto nei negoziati
L'agenzia di stampa statale iraniana Fars sostiene che i 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati rimangono l'ultimo punto critico da risolvere nei negoziati tra il Paese e gli Stati Uniti, attraverso la mediazione del Qatar.
Ghalibaf: visita in Qatar ha portato progressi
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che la sua visita in Qatar è stata "nel complesso positiva", aggiungendo che ha portato a progressi nei colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo riporta Tasnim. Secondo Ghalibaf, la visita aveva lo scopo di raggiungere un accordo su come attuare le richieste dell'Iran riguardo ai fondi congelati. Sempre Tasnim riporta che un possibile memorandum d'intesa tra Iran e Usa richiederebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati durante i negoziati.
Libano, Israele ordina evacuazione di Nabatieh, nel Sud
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ordinato l'evacuazione della citta' libanese di Nabatieh, nel Sud del Paese. "Dovete evacuare immediatamente le vostre case e spostarvi a nord del fiume Zahrani", ha detto il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, come riporta Haaretz. Il fiume Zahrani si trova a circa 40 chilometri a Nord del confine tra Libano e Israele.
Hezbollah: scontri a fuoco con soldati israeliani a nord del Litani
Hezbollah ha riferito di scontri a fuoco ravvicinati con soldati israeliani che stavano "avanzando verso Zaoutar el-Sharqiyé", una città nel distretto di Nabatiyé, situata a nord del fiume Litani e al di fuori della "zona cuscinetto" stabilita di fatto da Israele nel Libano meridionale. In una dichiarazione, ripresa da L'Orient Le Jour, Hezbollah ha affermato di aver utilizzato missili, proiettili di artiglieria e droni kamikaze e ha specificato che questi scontri sono avvenuti dopo che il villaggio è stato bombardato da "intensi raid aerei e fuoco di artiglieria" da parte degli israeliani.
Ufficio del premier: "Netanyahu ha lasciato l'ospedale"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato dimesso dall'ospedale Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme dove era entrato ieri sera per sottoporsi ad una cura dentistica. A renderlo noto è stato il suo ufficio, citato dal Times of Israel.
Lo stesso ufficio ha inoltre reso noto che Netanyahu lascerà l'udienza del processo per corruzione oggi a causa di "impegni diplomatici". Anche l'udienza di ieri si è conclusa presto, sottolinea il Times of Israel, "per motivi diplomatici e di sicurezza".
Emirati: "Guerre possono imporre sfide, noi in grado di superarle"
Gli Emirati Arabi uniti "sono in grado di superare le sfide con fiducia e determinazione". Lo ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino. "Le guerre possono imporre sfide contingenti, ma gli Emirati hanno basi solide che li rendono in grado di dare prova di coesione e superarle - ha aggiunto - Il successo degli Emirati non è frutto del caso, ma il risultato di una visione determinata, di un lavoro costante negli anni".
Iran, giustiziato Khani Shakrab: "Collaborava con il Mossad"
E' stato giustiziato Gholamreza Khani Shakrab, arrestato nel settembre del 2025 con l'accusa di avere collaborato con i servizi segreti israeliani. Lo riporta la televisione di Stato iraniana. Khani Shekarab, 34 anni, era originario di Ardabil, nel nordovest della Turchia, e aveva vissuto per diverso tempo in Turchia. "Secondo il fascicolo del caso, era membro di una banda di una delle province del Paese e aveva precedenti penali per aggressione e condotta disordinata", ha riferito la televisione, e "nel perseguimento delle missioni assegnate dal Mossad, l'imputato aveva tentato di reclutare individui all'interno del Paese come capi banda e di introdurli nel servizio". Da qualche giorno ormai si temeva per la sorte di Gholamreza Khani Shekarab, campione di Mma e arbitro internazionale. Il 7 maggio era stato trasferito dalla sua cella in isolamento nel carcere Ghezel Hesar, a Karaj, nel braccio della morte della prigione di Evin, a Teheran.
Tajani: "Avanti nel dialogo per riaprire Hormuz, più prudenza in Libano"
"La posizione americana, ma anche quella iraniana" è "molto dura e questo non agevola. Serve, comunque, che si proceda nel dialogo per concludere questa guerra e riaprire Hormuz. Una tregua dovrebbe essere rispettata, anche in Libano credo serva più prudenza". Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani parlando a margine dell'assemblea di Confindustria.
Raid israeliani su Gaza: 5 morti
Cinque persone sono rimaste uccise e diverse altre ferte in un raid aereo israeliano su Gaza. "Cinque martiri e diversi feriti sono stati trasportati in ospedale dopo che un attacco aereo israeliano ha preso di mira un gruppo di civili nella zona orientale di Al-Maghazi", ha dichiarato l'agenzia di protezione civile, che opera come servizio di soccorso sotto l'egida di Hamas. L'ospedale dei martiri di Al-Aqsa e una fonte della sicurezza palestinese hanno confermato l'accaduto e il numero delle vittime.
Pezeshkian: "IL nemico colto di sorpresa dalla nostra difesa"
Stati Uniti e Israele sono stati colti di sorpresa dalla capacità di difesa dell'Iran. Ad assicurarlo è stato il presidente Massoud Pezeshkian. "Il nemico è stato colto di sorpresa dalle capacità offensive delle Forze Armate iraniane", ha dichiarato, a quanto riferito dalla televisione iraniana, durante un incontro con alcuni comandanti e dirigenti del ministero della Difesa.
Pechino: "Continua il nostro ruolo costruttivo sulla questione nucleare iraniana"
La Cina è disposta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione politica e diplomatica della questione nucleare iraniana, al fine di salvaguardare il regime internazionale di non proliferazione nucleare e promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente e nel mondo. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in conferenza stampa, aggiungendo che la Cina ha sempre sostenuto una soluzione pacifica della questione nucleare iraniana attraverso il dialogo e i negoziati.
Cina: "Rispettare il cessate il fuoco"
La Cina sollecita le "parti interessate a rispettare i loro impegni per il cessate il fuoco", a procedere per una "soluzione delle controversie con mezzi pacifici", a "proseguire il dialogo per arrivare a una soluzione che tenga conto delle preoccupazioni legittime di tutte le parti" e a "lavorare per il rapido ripristino della pace nella regione del Golfo e nel grande Medio Oriente". Ha risposto così la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, chiamata a intervenire sugli ultimi sviluppi in Iran secondo dichiarazioni riportate dal Global Times.
Pasdaran: "Messi in guarda gli Usa per qualsiasi violazione del cessate il fuoco"
In una dichiarazione diffusa dai media statali, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di aver identificato "aerei da combattimento e droni americani invasori", un apparente riferimento agli attacchi notturni. Il drone abbattuto è un MQ-9 e i Pasdaran sostengono di aver costretto un altro drone e un aereo da caccia statunitense alla fuga. "Le Guardie Rivoluzionarie hanno messo in guardia contro qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte dell'esercito statunitense aggressivo e considerano legittimo e certo il proprio diritto a una risposta reciproca", aggiungono.
Islamabad: "La Cina ha apprezzato i nostri sforzi per il cessate il fuoco"
La Cina ha apprezzato gli sforzi del Pakistan nel facilitare un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nonché nell'organizzare colloqui a Islamabad. Lo ha dichiarato il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, dopo l'incontro definito "caloroso e cordiale" di ieri a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping.
Khamenei: "Il futuro appartiene a umma islamica"
"Con gli Stati Uniti sconfitti e Israele vicino alla fine, il futuro appartiene alla grande comunità dei musulmani nel mondo". Lo ha detto l'ayatollah iraniano Mojtaba Khameni, che in un discorso scritto diffuso per l'Hajj, l'annuale pellegrinaggio alla Mecca, ha chiamato i fedeli a unirsi nel nome di Dio. "Il futuro appartiene alla Umma islamica e alla Nuova Civiltà Islamica. Ognuno di noi può contribuire a realizzare questo futuro e ad avvicinarlo, secondo la propria determinazione, le proprie capacità e il proprio senso di responsabilità", ha spiegato.
Mojtaba Khamenei: "I Paesi islamici rafforzino amicizia e cooperazione"
"Invito i Paesi islamici a rafforzare l'amicizia e la cooperazione affinché possiamo progredire insieme per il bene" comune. E' quanto afferma la Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione in occasione di Hajj diffusa su Telegram e rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera. "La Nazione islamica e il popolo della regione hanno capacità e interessi che plasmeranno il nuovo ordine della regione e del mondo", aggiunge.
Khamenei: "Sconfitti gli eserciti terroristici"
Per la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Teheran ha sconfitto Stati Uniti e Israele. Il sostegno di Dio, ha scritto l'ayatollah in un discorso per l'Hajj, "ha garantito ai valorosi combattenti e alle Forze Armate dell'Iran islamico, pronte al sacrificio, insieme ai mujaheddin del Fronte di Resistenza - in particolare quelli dell'amato Libano - vittorie decisive contro i due eserciti terroristici, americano e sionista, armati fino ai denti", ha assicurato.
Pasdaran: "Abbattuto un drone Usa in entrata nel nostro spazio aereo"
I Guardiani della Rivoluzione affermano di aver abbattuto un drone statunitense che stava entrando nello spazio aereo iraniano.
Pechino: "Usa e Iran rispettino il cessate il fuoco"
La Cina ha chiesto alle "parti interessate" dal conflitto in Medio Oriente, Stati Uniti e Iran, di rispettare il cessate il fuoco. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning. Mao ha risposto in conferenza a una domanda sulla ripresa degli attacchi statunitensi contro i siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posare mine. "Esortiamo le parti interessate a rispettare i propri impegni di cessate il fuoco, a risolvere le controversie con mezzi pacifici", ha affermato Mao invitando a "promuovere il rapido ripristino della pace".
Khamenei: "L'America è il Grande Satana, Israele il suo animale addestrato"
Il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, ha poi ribadito che "l'arma di Allah il Grande ha dato tale forza e potere alla nazione iraniana che, dopo il devastante evento del martirio del grande leader, il figlio del successore del Santo Profeta, il Grande Ayatollah Seyyed Ali Hosseini Khamenei, per mano dei malvagi del mondo odierno, egli ha ricevuto una missione divina". Poi ha aggiunto: "I valorosi combattenti e le forze armate che si sacrificano, affidandosi al Signore Divino e mediante i loro missili e droni sulla terra, in aria e in mare, hanno scagliato le loro armi contro il Grande Satana, ossia l'America, e il suo animale addestrato, il regime sionista, e hanno visto con i loro occhi la promessa divina sincera della vittoria dei combattenti per la causa di Dio".
Khamenei: "Morte America e Israele saranno gli slogan degli oppressi"
"L'Iran e il mondo islamico continueranno a fare di 'morte all'America e a Israele' le proprie parole d'ordine". A dirlo è stato il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, in un discorso diffuso in occasione dell'Hajj, il pellegrinaggio annuale dei musulmani alla Mecca. "In varie parti dell'Iran e del mondo - e ben oltre questi giorni benedetti - 'Morte all'America' e 'Morte a Israele' diventeranno gli slogan ricorrenti della umma islamica e degli oppressi di tutto il mondo, specialmente tra i giovani", ha scritto.
Khamenei: "Il cancro di Israele è vicino alla fine della sua miserabile vita"
"Israele è vicino alla sua fine". E' la minaccia che l'ayatollah supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha lanciato nel suo messaggio per l'Hajj. "Il regime sionista, ormai scosso, e il tumore canceroso di Israele si stanno avvicinando alle fasi finali della loro miserabile esistenza e, per grazia di Dio - e in accordo con le parole decisive e lungimiranti pronunciate dieci anni fa dal nostro magnanimo Leader martirizzato (che Dio santifichi la sua anima pura) - non vivrà altri venticinque anni", ha ammonito.
Khamenei: "Il Medio Oriente non farà più da scudo alle basi Usa"
"L'ago della lancetta del tempo non torna indietro e le nazioni e i territori della regione non saranno più uno scudo per le basi americane. L'America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l'installazione di basi militari nella regione". Lo afferma la Guida Suprema Mojtaba Khamenei nel suo messaggio per l'Hajj, riportato dall'agenzia iraniana Tasnim.
Mojtaba: "Duro schiaffo all'America. Avanti con umma"
L'Iran ha inflitto un'umiliazione agli Stati Uniti. Con queste parole il leader supremo Mojataba Khamenei ha richiamato oggi alla "resurrezione dell'umma islamica"(la comunità di tutti i fedeli musulmani, ndr) dopo la sconfitta degli Usa. "La Repubblica Islamica dell'Iran, con l'appoggio dell'arma 'Allahu Akbar' (Dio è il più grande), è riuscita a mettere in difficoltà il regime sionista nella seconda guerra imposta, nel giugno 2025, sotto i suoi colpi devastanti, a sferrare un duro schiaffo all'America aggressore e a sventare il nemico nel suo obiettivo di ottenere la resa dell'Iran", ha scritto in un messaggio per l'Hajj, il pellegrinaggio annuale alla Mecca. E sempre "grazie a Dio" ora, "in seguito alla resurrezione della nazione iraniana e del fronte della resistenza, si realizzera' la resurrezione della Ummah islamica". Allah, ha insistito, "che ha consolidato i legami della ummah islamica e dei giovani mujaheddin del fronte della resistenza, dall'Iran al Libano e alla Palestina e all'Iraq e alla Siria, dall'Africa e dallo Yemen all'Afghanistan e al Pakistan e a tutte le nazioni libere del mondo". Con "l'arma di 'Allahu Akbar', la nazione musulmana iraniana quarantasette anni fa insorse, abbattè il regime dittatoriale e asservito dei Pahlavi, tagliò le mani e i piedi dell'America avida e arrogante dal paese e recise completamente l'influenza del sionismo", ha ricordato. "Io, con sincerità e purezza, invito tutti i paesi e i governi islamici all'amicizia e alla cooperazione per il bene e la virtù, affinché, collaborando l'uno con l'altro, possiamo avanzare sulla via del progresso della ummah islamica e della risoluzione delle questioni del mondo islamico", l'appello della guida suprema.
Media: "Pesanti bombardamenti israeliani nel sud del Libano, 12 morti a Mashghara"
Le città di Arnoun, Yahmar al-Shaqif, Zawtar al-Sharqiyah e Mayfadoun, nel Libano meridionale, sono sottoposte a pesanti bombardamenti di artiglieria da parte delle forze israeliane, che hanno raggiunto anche le vicinanze del castello di Beaufort nel distretto di Nabatieh. Lo riferisce l'Agenzia di Stampa Nazionale Libanese, aggiungendo che anche la città di Mayfadoun è stata oggetto di una serie di raid aerei israeliani dall'alba, mentre Shahour e Srifa, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale, sono sottoposte a bombardamenti.
Ieri erano state segnalate ondate di attacchi israeliani nei distretti di Tiro e Nabatieh, nel sud del Libano, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa. In quest'ultima città, i soccorritori libanesi hanno recuperato 12 corpi. Secondo le autorità sanitarie, diverse persone sono rimaste ferite.
Teheran: "Dobbiamo negoziare da posizione di forza"
I diplomatici iraniani che rappresentano Teheran nel difficile negoziato per un accordo con gli Stati Uniti "devono negoziare da una posizione di forza". Ha scritto così nelle ultime ore su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. "Il vincitore indiscusso della guerra è stata e rimane la coraggiosa Nazione iraniana - ha aggiunto nel messaggio - Cedimenti di fronte al nemico non fanno che renderlo più feroce e aggravare i nostri problemi. Per favore, non insabbiate le linee rosse".
Media: "12 morti in città sud Libano dopo attacco Israele"
Secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, i soccorritori libanesi hanno recuperato 12 corpi in seguito agli attacchi israeliani sulla città di Mashghara, nel sud del Paese. Così Al-Jazeera. "Diverse persone sono rimaste ferite, secondo le autorità sanitarie".
Teheran: "L'Iran controllerà con decisione lo Stretto di Hormuz"
"L'Iran è pronto per una nuova guerra e ha individuato l'obiettivo in caso di aggressione da parte degli Stati Uniti e del regime sionista", ha ribadito Shekarchi secondo l'agenzia iraniana Fars - . "Daremo una risposta più intensa, più pesante e più forte a qualsiasi aggressione e, se il nemico entrerà nella regione per combattere, dovrà affrontare una risposta sorprendente e nuove tattiche da parte dell'Iran e il conflitto si estenderà oltre i confini della regione", ha aggiunto. "L'Iran controllerà con decisione lo Stretto di Hormuz per garantire l'economia e il commercio internazionali lungo la via navigabile".
Qatar: "Non abbiamo offerto all'Iran 12 miliardi per la pace"
Il Qatar ha smentito le notizie secondo cui avrebbe offerto a Teheran lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, in cambio dell'accettazione di un processo di pace. Lo scrive Sky News. Un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato: "Le notizie secondo cui lo Stato del Qatar avrebbe 'offerto' 12 miliardi di dollari all'Iran per garantire la conclusione di un accordo sono totalmente infondate e vengono diffuse da soggetti che cercano di far fallire l'accordo e di minare gli sforzi diplomatici volti a ridurre le tensioni e a promuovere la stabilità nella regione". Nell'ambito dei negoziati, l'Iran ha recentemente insistito affinché miliardi di sterline di beni congelati venissero sbloccati come parte di qualsiasi accordo. Ieri il ministro degli Esteri del Paese Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf, si trovavano entrambi in Qatar insieme al governatore della banca centrale iraniana.
Parlamentare iraniano: "Teheran negozi da una posizione di forza"
Il deputato iraniano Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento, ha affermato che i diplomatici che rappresentano Teheran nei colloqui mediati con gli Stati Uniti "devono negoziare da una posizione di forza vittoriosa". Lo scrive Al-Jazeera. La dichiarazione del parlamentare, sul suo profilo X, invita i "proprietari delle case di vetro" a "preparare i rifugi". "Il vincitore indiscusso della guerra è stata e sarà la nazione valorosa dell'Iran. I diplomatici negozino dalla posizione di forza vittoriosa. Cedimenti di fronte al nemico lo rendono solo più selvaggio e aumentano i nostri problemi. Per favore, non sbiancate le linee rosse". "Durante il periodo della guerra militare, la nostra tattica era occhio per occhio; nella guerra diplomatica è azione contro azione. Non credete al bluff del presidente sconfitto, il tempo è contro gli americani. Se vogliono un accordo, che negozino; se vogliono benzina a 6 dollari, che restino fermi e blufferanno finché l'erba sotto i loro piedi non diventa verde. L'Iran non si piega alla forza e alle minacce".
Teheran: "I nuovi attacchi avranno una risposta durissima, oltre la regione"
Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l'Iran riceverà una risposta "molto più severa" che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera. "Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione - la dichiarazione del militare, così come riportata su X - L'obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l'Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione".
Petrolio Brent sale +2,1% a 98,15 dollari al barile
Il prezzo del petrolio Brent, riferimento europeo, è salito del 2,1% a 98,15 dollari al barile. Il prezzo del petrolio Wti, riferimento Usa, è sceso del 4,94% a 91,66 dollari al barile.
Al-Jazeera: "Raid aereo Idf su Kfar Sir, nel sud del Libano"
Attacco aereo israeliano sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera riportando suoi corrispondenti sul campo. Ieri erano stati segnalati attacchi israeliani a ondate successive nei distretti di Tiro e Nabatieh, nel Libano meridionale, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa.
Media: "Capo Shin Bet ha incontrato ex capo sicurezza Gaza negli Emirati Arabi"
Il capo dei servizi di sicurezza dello Shin Bet, David Zini, si è recato negli Emirati Arabi Uniti per incontrare l'ex capo della sicurezza di Gaza, Mohammed Dahlan. Lo rende noto la televisione pubblica israeliana Kann, citando funzionari israeliani e regionali. Dahlan, rivale politico del presidente palestinese Mahmoud Abbas e membro del suo partito Fatah, fu espulso da Fatah e dall'Autorità Palestinese, diventando in seguito consigliere del principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti Mohammed Bin Zayed. Durante la guerra di Gaza, i paesi arabi proposero Dahlan come leader temporaneo di Gaza dopo la caduta di Hamas, secondo un articolo del Wall Street Journal del 2024. Nel 2011, i fedelissimi di Abbas accusarono Dahlan di aver avvelenato il defunto leader palestinese Yasser Arafat quando questi era ricoverato in ospedale a Parigi. All'epoca, Dahlan definì le accuse "false e infondate".
Tv Iran: "Uccidono 80.000 persone e la chiamano autodifesa"
"Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80.000 persone, tra cui più di 10.000 bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarlo legittima difesa". Così su X la Tv di Stato iraniana Irib, commentando la notizia degli attacchi "in autodifesa" degli Stati Uniti.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi anni ha però più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Vai al contenutoMedia: "In corso attacchi israeliani nel sud del Libano"
Un attacco aereo israeliano è in corso contro la città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riporta al Jazeera. Ieri, sono stati segnalati numerosi attacchi israeliani nei distretti di Tiro e Nabatieh, sempre nel sud del Libano, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa.
Trump: "Distruggeremo l'uranio in loco d'intesa con Teheran"
L'uranio arricchito, che Donald Trump definisce "polvere nucleare" sarà consegnato "immediatamente" dall'Iran agli Stati Uniti "per essere riportato in patria e distrutto". Lo ha assicurato il Presidente Usa in un post su Truth in cui lascia spazio a una soluzione alternativa "preferibile, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran": distruggerlo in loco "o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento". Il riferimento di Trump non è né all'Aiea, l'agenzia Onu per l'Energia atomica, né all'Agenzia internazionale per l'energia, ma alla Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti, un'agenzia governativa fondata per sostenere e controllare lo sviluppo della tecnologia atomica in tempo di pace.
Islamabad: "Adesione ad Accordi di Abramo non accettabile"
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato di non ritenere che Islamabad debba aderire agli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANI. "Personalmente, non credo che dovremmo aderire ad alcun accordo che contrasti con le nostre ideologie fondamentali", ha dichiarato Asif in un'intervista a Samaa TV, secondo quanto riportato da ANI. "Abbiamo una posizione molto chiara: questo per noi è inaccettabile".
Usa: "Nuovi attacchi nel sud dell'Iran, colpiti siti missilistici e imbarcazioni posamine"
Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver lanciato nuovi attacchi contro l'Iran meridionale, prendendo di mira siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Gli attacchi sono stati effettuati per "autodifesa" e sono stati concepiti "per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato.
Il portavoce del Comando Centrale, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi "continuano a difendere le proprie truppe, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due Paesi. L'Iran non ha ancora risposto all'attacco statunitense. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, aveva precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui per porre fine alla guerra, un accordo "non è imminente". Non è chiaro quale impatto gli attacchi avranno su un eventuale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
In seguito ai raid, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo è ancora possibile e ha fatto riferimento ai colloqui di oggi tra il principale negoziatore e ministro degli Esteri iraniano e il primo ministro del Qatar. "Vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che in atto un ampio scambio di opinioni su alcuni punti specifici del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, aggiungendo che il presidente Donald Trump ha "espresso il desiderio di realizzarlo".
Trump paragona la sua politica sull'Iran con quella di Obama: soldi contro missili
Donald Trump paragona la sua politica sull'Iran con quella di Barak Obama. In un'immagine postata sul suo social Truth contrappone i soldi concessi dall'ex presidente a Teheran alla sua politica di forza fatta di missili. Il commander-in-chief è stato criticato per l'accordo con l'Iran che molti valutano peggiore di quello del suo predecessore.
Rubio: "Un accordo con l'Iran è ancora possibile"
"Un accordo con l'Iran è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud del Paese". Lo sostiene il segretario di Stato americano. "Oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a compiere progressi. Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha dichiarato Rubio a Jaipur, durante una visita ufficiale in India. "Il presidente ha espresso la sua volontà di raggiungere un accordo. O concluderà un accordo, o non ci sarà alcun accordo" ha concluso.
Rubio: "Hormuz? In un modo o nell'altro lo riapriremo"
Lo stretto di Hormuz "sarà aperto in un modo o nell'altro". Lo ha ribadito il segretario di Stato Usa Marco Rubio rispondendo ai cronisti a margine della sua visita ufficiale in India. "Lo stretto deve essere aperto quindi lo sara'" perché, "quello che sta succedendo lì è illegittimo ed è insostenibile per il mondo, inaccettabile" ha insistito il capo della diplomazia statunitense.