Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Libano, drone su base Unifil con italiani. Israele verso scioglimento Knesset

©Ansa

Un drone è esploso nel quartier generale Unifil di Naqoura, dove si trova il contingente italiano: nessun ferito. Mattarella a Herzog: "Attacchi inaccettabili". "Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo", ha detto il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie Siahsaran. Trump ha incontrato i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell'incontro di giovedì in Cina con Xi

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il suo omologo israeliano Isaac Herzog dopo che un drone, presumibilmente di Hezbollah, è esploso all'interno del quartier generale Unifil di Naqoura in Libano, dove si trova il contingente italiano. Non ci sono stati feriti, ma alcuni edifici hanno subito danni. Mattarella ha definito "inaccettabili gli attacchi alla base Unifil". Il governo israeliano ha intanto presentato il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset, il cui voto sarà calendarizzato per dare il via all'organizzazione di elezioni anticipate.

Nel frattempo, Teheran sfida Trump. "Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l'intenzione di sbarcare truppe sull'isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese", ha avvertito il  vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed  Siahsarani, come riporta Irna, per poi sottolineare: "Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane".

Ieri, l'Iran per la prima volta ha minacciato esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. "Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90%", livello idoneo per l'arma nucleare. "Ne discuteremo in Parlamento", ha detto il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump ha incontrato i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell'incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Intanto attacca i media: "Chi dice che Teheran sta vincendo è un traditore". 

Almeno otto persone, tra cui due bambini, sono rimaste uccise in una  serie di raid aerei israeliani su un'autostrada costiera nel Libano  meridionale, mentre gli attacchi continuano senza sosta. I raid hanno  colpito Barja, Jiyeh e Saadiyat, lungo l'autostrada Sidone-Sud. Lo  riporta Al-Jazeera.

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Ex capo staff Netanyahu: "Premier accolto ad Abu Dhabi calorosamente"

''Da persona che conosce bene gli Emirati Arabi Uniti e vi ha vissuto a lungo, e che ha accompagnato il primo ministro in questo storico viaggio, rimasto top secret fino ad oggi, posso affermare che Netanyahu è stato accolto ad Abu Dhabi con gli onori di un re''. Lo scrive in un post su Facebook Ziv Agmon, che fino a inizio aprile è stato il capo dello staff di Netanyahu, dimessosi in seguito a uno scandalo su alcuni messaggi trapelati e considerati impropri. ''Lo Sceicco bin Zayed, la sua famiglia e altre personalità di spicco ci hanno accolto calorosamente, felici di vedere il Primo Ministro dello Stato di Israele a casa loro. Lo Sceicco ha mostrato grande rispetto per il Primo Ministro e lo ha accompagnato personalmente dall'aeroporto al palazzo guidando la sua auto privata. I risultati ottenuti dal Primo Ministro durante questa straordinaria visita saranno ricordati per generazioni'', ha aggiunto. 

Dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, come cambiano gli attacchi alle navi mercantili?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Nyt: "Aziende cinesi discutono con Teheran invio armi tramite paesi terzi"

"Aziende cinesi avrebbero discusso con l’Iran della vendita di armi, pianificando di inviare il materiale militare attraverso Paesi terzi per nascondere l’origine degli aiuti". E' quanto sostiene il 'New York Times' secondo il quale gli Stati Uniti avrebbero raccolto informazioni d’intelligence secondo cui società cinesi e funzionari iraniani avrebbero discusso proprio di questi invio di armi. "Non è però chiaro quante armi siano effettivamente state spedite, se siano già state inviate oppure fino a che punto le autorità cinesi abbiano approvato le vendite", scrive il quotidiano Usa.

Queste indiscrezioni rischiano di aumentare la pressione sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinché affronti la questione durante la sua visita a Pechino questa settimana. Nessuna arma cinese, scrive il 'New York Times', "sembra essere stata utilizzata sul campo di battaglia contro forze statunitensi o israeliane dall’inizio della guerra contro l’Iran". Secondo funzionari Usa "non ci sono prove che il governo cinese abbia formalmente approvato gli sforzi per sostenere l’Iran. Tuttavia, i colloqui tra aziende cinesi e Iran difficilmente sarebbero avvenuti senza che Pechino ne fosse a conoscenza. Le autorità americane hanno riferito che almeno uno dei Paesi terzi coinvolti si trova in Africa. Non è chiaro se eventuali spedizioni abbiano già raggiunto quel Paese".

Dall’inizio della guerra, scrive il quotidiano Usa, "la Cina avrebbe fornito all’Iran informazioni d’intelligence e accesso a un satellite spia capace di tracciare le posizioni delle forze americane nella regione. Pechino avrebbe inoltre fornito componenti a duplice uso necessari all’Iran per produrre droni, missili e altri armamenti. La fornitura di componenti dual use, come semiconduttori, sensori e convertitori di tensione utilizzabili anche nella produzione civile, attira meno attenzione rispetto alla vendita diretta di armi. La Cina ha fornito componenti simili anche alla Russia durante la guerra in Ucraina".

Emirati smentiscono la visita segreta di Netanyahu

Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti smentisce la dichiarazione dell'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui quest'ultimo avrebbe visitato segretamente gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra contro l'Iran, definendola "totalmente infondata". "Gli Emirati Arabi Uniti ribadiscono che le loro relazioni con Israele sono pubbliche e si svolgono nel quadro dei ben noti e ufficialmente dichiarati Accordi di Abramo, e non si basano su accordi non trasparenti o non ufficiali", si legge in una dichiarazione. "Di conseguenza, qualsiasi affermazione riguardante visite non annunciate o accordi non divulgati è del tutto infondata, a meno che non sia stata annunciata ufficialmente dalle autorità competenti degli Emirati Arabi Uniti". "Gli Emirati Arabi Uniti invitano i media a esercitare accuratezza e professionalità e ad astenersi dal diffondere informazioni non verificate o dal promuovere narrazioni politiche fuorvianti",  aggiunge il ministero degli Esteri.

Iran, sul Wall Street Journal i contenuti della risposta agli Usa: dal nucleare a Hormuz

L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo

Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz

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Il Libano annuncia altri 10 morti negli attacchi israeliani nel sud del Paese

Il Libano ha annunciato che altre 10 persone sono state uccise mercoledì negli attacchi israeliani nel sud del Paese, portando il bilancio giornaliero ad almeno 22 morti. Il ministero della Salute ha dichiarato che sei persone, "tra cui tre bambini e due donne", sono state uccise nella città di Arab Salim, mentre un altro bambino è stato ucciso in un attacco a Harouf e altre tre persone, "tra cui due bambini", sono state uccise a Roumin, tutte nel sud del Libano. 

Guerra in Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane fino al 2027

A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato: si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

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Crosetto ha incontrato il ministro degli Esteri del Kuwait

"Oggi ho avuto un cordiale incontro con il Ministro degli Affari Esteri dello Stato del Kuwait, Sheikh Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, che mi ha trasmesso il ringraziamento suo e delle massime Autorità del Paese per il sostegno fornito dall'Italia a seguito degli attacchi subiti da parte dell'Iran. È stata l'occasione per approfondire i principali temi di sicurezza e difesa e la cooperazione tra i nostri Paesi, condividendo l'impegno a rafforzarla ulteriormente nell'interesse comune. Ho confermato, ancora una volta, il convinto impegno dell'Italia a sostenere il Kuwait e a contribuire alla stabilità dell'area". Lo scrive su X il Ministro della Difesa Guido Crosetto in un post. 

Guerra Iran, Project Freedom: cos'è l'operazione lanciata da Trump nello Stretto di Hormuz

Con l'inizio della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz è diventato il centro della strategia militare americana nel Golfo persico. Il comando centrale degli Stati Uniti ha lanciato lo scorso weekend una nuova operazione denominata Project Freedom con l’obiettivo di riaprire lo Stretto, snodo cruciale per il commercio globale. Si tratta infatti di un corridoio considerato vitale per gli scambi internazionali, la cui operatività è stata compromessa dall'inizio della guerra contro l'Iran. 

Project Freedom: cos'è l'operazione degli Usa nello Stretto di Hormuz

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Herzog a Mattarella: "Preoccupazione per sentimento anti-israeliano crescente"

''Ho avuto un'ottima e ampia conversazione questa sera con il Presidente Mattarella. Ci siamo scambiati opinioni sui recenti sviluppi regionali'': lo scrive il presidente israeliano Isaac Herzog su X aggiungendo di avere espresso durante il colloquio ''preoccupazione per l'estremo sentimento anti-israeliano - e a tratti antisemita - emerso in alcune frange dell'opinione pubblica italiana, come dimostrano le continue molestie al padiglione israeliano alla Biennale di Venezia, o le proteste contro l'esposizione delle bandiere delle Brigate Ebraiche a Milano''. ''Ho ringraziato il Presidente Mattarella e le autorità italiane per la loro posizione di principio nel condannare questi attacchi e per gli sforzi compiuti per prevenirli'', ha scritto Herzog. 

Carburanti e bollette, i rincari costano agli italiani 29 miliardi. Le regioni più colpite

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti

Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani

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Israele, governo si muove per scioglimento Knesset

Il capo della coalizione di governo ha depositato il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset. Ancora deve essere calendarizzato il voto, che porterà alle elezioni anticipate rispetto alla data prevista del 27 ottobre. Lo riportano i media israeliani. Il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset, presentato questa sera dal capo della coalizione di Netanyahu, inizierà l'iter parlamentare la settimana prossima. La decisione del governo di avviare la procedura per lo scioglimento anticipato del parlamento arriva dopo che ieri uno dei partiti ultraortodossi della coalizione aveva annunciato l'intenzione di votare la sfiducia al governo, in protesta con il mancato accordo sulla legge per l'arruolamento dei giovani ultraortodossi. La data delle elezioni verrà discussa durante il dibattito in commissione e sarà tra l'1 settembre e il 27 ottobre. 

Israele, governo si muove per scioglimento Knesset

Il capo della coalizione di governo ha depositato il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset. Ancora deve essere calendarizzato il voto, che porterà alle elezioni anticipate rispetto alla data prevista del 27 ottobre. Lo riportano i media israeliani. 

Stretto di Hormuz, Tajani e Crosetto: “Impegno dell’Italia solo dopo la pace”

Il governo italiano “sta predisponendo il posizionamento di due cacciamine più vicine allo Stretto di Hormuz” ha spiegato il ministro della Difesa durante l’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il titolare degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che un eventuale impegno italiano nel Golfo scatterebbe soltanto dopo la pace

Stretto di Hormuz, Tajani e Crosetto: “Impegno Italia solo dopo pace”

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Crosetto incontra ministro esteri Kuwait: "Confermato impegno Italia controbuire stabilità area"

"Oggi ho avuto un cordiale incontro con il Ministro degli Affari Esteri dello Stato del Kuwait, Sheikh Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, che mi ha trasmesso il ringraziamento suo e delle massime Autorità del Paese per il sostegno fornito dall’Italia a seguito degli attacchi subiti da parte dell’Iran. È stata l’occasione per approfondire i principali temi di sicurezza e difesa e la cooperazione tra i nostri Paesi, condividendo l’impegno a rafforzarla ulteriormente nell’interesse comune. Ho confermato, ancora una volta, il convinto impegno dell’Italia a sostenere il Kuwait e a contribuire alla stabilità dell’area". Così in un post su 'X' il ministro della Difesa, Guido Crosetto. 

Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

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Unifil: "Preoccupano crescenti attacchi Hezbollah e Idf"

La missione dell'Onu in Libano, Unifil, ha espresso crescente preoccupazione per le attività di Hezbollah e delle Forze di difesa israeliane nelle vicinanze delle postazioni delle Nazioni Unite nel sud del Libano, denunciando in particolare l'aumento dell'uso di droni che ha provocato diverse esplosioni all'interno e nei pressi delle basi dei caschi blu. In una nota, la forza di pace dell'Onu ha riferito che lunedì 11 maggio, tra le 17 e le 17.30, tre presunti droni di Hezbollah sono esplosi in un'area in cui avrebbero potuto trovarsi soldati israeliani, a pochi metri dal quartier generale di Unifil a Naqoura. Un altro drone è detonato nella stessa zona martedi' 12 maggio intorno alle 17.20. Pochi minuti dopo, un ulteriore drone, anch'esso attribuito a Hezbollah, è esploso all'interno del quartier generale di Naqoura. Non si sono registrati feriti, ma alcuni edifici hanno subito danni.

Mattarella a Herzog: "Inaccettabili gli attacchi a Unifil"

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un colloquio con il presidente israeliano Isaac Herzog ha detto di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil. Il presidente Mattarella ha anche sottolineato, si è appreso, la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali. Mattarella ha ribadito l'impegno determinato della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo. 

Mattarella sente Herzog: "Inaccettabili attacchi a Unifil"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa sera una telefonata da parte del presidente di Israele, Isaac Herzog. Il colloquio viene definito da fonti del Quirinale "franco e aperto". Il presidente Mattarella ha sottolineato l'urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente, dichiarando inoltre di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil. Il presidente italiano ha sottolineato altresì la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali. Mattarella ha ribadito l'impegno determinato della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo.

Mattarella a Herzog: "Abbandonare lo stato di guerra permanente in Medio Oriente"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa sera una telefonata da parte del presidente di Israele, Isaac Herzog. Il colloquio viene definito da fonti del Quirinale "franco e aperto". Il presidente Mattarella ha sottolineato, si è appreso, l'urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente. 

Tajani vede ministro Esteri Libano: "Preservare cessate il fuoco e lavorare per disarmo Hezbollah"

"Ho avuto oggi un ulteriore approfondito colloquio con il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi per confermare il pieno sostegno dell’Italia alla stabilità e alla sicurezza del Libano. In vista dei negoziati che proseguono domani a Washington tra Libano e Israele, abbiamo confermato la necessità di preservare il cessate il fuoco, evitare nuove escalation e continuare a lavorare per il disarmo di Hezbollah". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, tornando ad assicurare che "l’Italia continuerà a fare la sua parte: dal sostegno umanitario ai civili e agli sfollati, al rafforzamento delle Istituzioni libanesi e delle Forze Armate e di Sicurezza attraverso Unifil, la missione bilaterale Mibil e il Comitato tecnico-militare per il Libano". "Ho infine ribadito che la sicurezza e l’incolumità dei nostri caschi blu Unifil e dei civili restano una priorità assoluta", ha concluso.

Libano: "Oltre 10.000 case distrutte o danneggiate da inizio tregua con Israele"

Più di 10.000 case sono state danneggiate o distrutte in Libano dalla cessazione del fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato oggi il capo del Consiglio nazionale per la ricerca scientifica del Paese. "Dall'attuale cessate il fuoco... abbiamo assistito alla completa distruzione di 5.386 unità abitative e al danneggiamento di altre 5.246", ha dichiarato il capo del Crns, Chadi Abdallah, in una conferenza stampa trasmessa dai media locali. Israele ha continuato a effettuare pesanti raid aerei nonostante la tregua del 17 aprile e i soldati israeliani operano all'interno di una "linea gialla" dichiarata da Israele, che corre a circa 10 chilometri a nord del confine tra Israele e Libano, dove le truppe hanno condotto ampie operazioni di demolizione. 

Ambasciata Usa presso la Santa Sede: "L'onorificenza è la prassi standard"

"Contrariamente a quanto riportato dalle notizie, Papa Leone non ha conferito un onore speciale esclusivo all'Ambasciatore iraniano presso la Santa Sede". Così l'ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede si è espressa sulle polemiche sollevate dal conferimento dell'onorificenza vaticana Ordine di Pio all'ambasciatore dell'Iran presso la Santa Sede. In un post su X, l'ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede precisa che "questa decorazione viene assegnata a tutti gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede dopo 2 anni di servizio ed è una prassi standard da molti anni". "Si tratta di un riconoscimento personale e non implica sostegno od opposizione a nessuna politica o paese". "Tredici ambasciatori hanno recentemente ricevuto questo riconoscimento. Anche i precedenti ambasciatori degli Stati Uniti lo hanno ricevuto. Infine, la decorazione non è stata conferita di persona dal Papa".

Idf: "A Jiljilya i soldati hanno risposto a una sommossa con lancio di pietre"

L'esercito israeliano ha aperto una indagine sulla sparatoria avvenuta oggi nell'area di Jiljilya in Cisgiordania, in cui è rimasto ucciso un sedicenne palestinese. In un comunicato che ricostruisce la dinamica dell'aggressione, l'Idf conferma che a sparare è stato un soldato israeliano. ''I soldati sono stati inviati nella zona di Jiljilya in seguito a segnalazioni di diversi civili israeliani entrati nel villaggio dopo il furto di bestiame da un avamposto illegale situato nell'Area A. I soldati hanno agito per prevenire scontri nella zona e recuperare il bestiame, scortando tutti i civili israeliani fuori dall'area di Jiljilya. Diversi sospetti coinvolti nel furto di bestiame sono stati arrestati dai soldati e consegnati alla polizia. Mentre i soldati si allontanavano dalla zona, è scoppiata una violenta sommossa, con lancio di pietre. I soldati hanno risposto con mezzi antisommossa e colpi d'arma da fuoco contro i principali responsabili'', si legge nella nota del portavoce dell'Idf. 

Unifil: "Evitare azioni che possano mettere in pericolo i peacekeeper"

A Naqoura c'è il quartier generale di Unifil, base dove si trova il comandante della missione, il generale Diodato Abagnara. Nella struttura hanno sede le forze armate multinazionali che partecipano alla missione. Altri episodi si sono verificati ancora in precedenza, come quello di martedì 5 maggio, quando un drone armato guidato tramite fibra ottica, presumibilmente di Hezbollah, si è schiantato sul tetto di un edificio in una posizione Onu vicino ad Al Hinniyah, sempre a sud ovest del Libano. Non è esploso e nessuno è rimasto ferito. Unifil ha continuato a "ricordare a tutte le parti di evitare operazioni in prossimità delle postazioni e del personale delle Nazioni Unite, ed esorta ulteriormente tutti gli attori a evitare qualsiasi azione che possa mettere in pericolo i peacekeeper. Abbiamo protestato specificamente per la presenza, le attività e i movimenti di personale e veicoli delle Idf nelle vicinanze del nostro quartier generale - spiega una nota di Unifil - . Abbiamo inoltre protestato presso le Forze armate Libanesi contro le attività di attori non statali nei pressi delle nostre posizioni. Nonostante le sfide che affrontiamo, i peacekeeper continuano a riferire in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza su quanto avviene sul terreno nel Libano meridionale". 

Rutte: "Messaggio agli Usa è che gli europei lavorano per Hormuz"

Sulla situazione nello Stretto di Hormuz "il mio messaggio agli Stati Uniti è che gli europei hanno recepito il messaggio e stanno seguendo la situazione. Stiamo davvero lavorando insieme su questo". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine del vertice B9 di Bucarest. Per la fase successiva, ha precisato Rutte, l'iniziativa americana e quella anglo-francese sono allineate tra loro per garantire quanto necessario per effettuare lo sminamento e garantire che lo Stretto rimanga aperto. "Oggi abbiamo saputo che gli italiani invieranno altre due navi dragamine, e questo fa seguito a molte iniiziative", ha concluso citando altre iniziative di alleati europei.

Iran, Usa: "Deviate 67 navi, autorizzate 15 per aiuti umanitari"

Da quando è attivo il blocco navale americano contro i porti iraniani, le forze armate degli Stati Uniti hanno "deviato 67 navi commerciali, consentito il passaggio a 15 che trasportavano aiuti umanitari e disabilitato 4". Lo riporta il Comando centrale Centcom. "All'inizio di questa settimana, le forze del Centcom hanno assicurato che 2 navi commerciali facessero inversione per conformarsi al blocco dopo aver comunicato via radio e aver sparato colpi di avvertimento con armi leggere, dimostrando chiaramente che l'applicazione statunitense rimane pienamente in vigore", si legge ancora.

Libano, il Gran cancelliere dell'Ordine di Malta incontra il ministro degli Esteri

Si è tenuto oggi, presso il Palazzo Magistrale a Roma, un incontro tra il ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati del Libano, Youssef Raggi, e il Gran Cancelliere dell'Ordine di Malta, Riccardo Paternò di Montecupo. Lo rende noto un comunicato dell'Ordine di Malta. L'incontro ha riaffermato i profondi legami storici e diplomatici che uniscono l'Ordine e il Libano, con le relazioni avviate nel 1953 e consolidate da oltre settant'anni di cooperazione. A testimonianza di questo profondo e duraturo legame, è stata ricordata la significativa partecipazione della First Lady del Libano, Nehmat Aoun, al recente pellegrinaggio internazionale dell'Ordine a Lourdes.

Inviato per il Board of Peace per Gaza: "Non si può realizzare ricostruzione con le milizie"

"Non stiamo chiedendo a Hamas di scomparire come movimento politico: un partito politico che rinnega l'attività armata può competere alle elezioni nazionali palestinesi. La nostra roadmap prevede questa possibilità. Ciò che non è negoziabile è che fazioni armate continuino a coesistere con un'autorità palestinese di transizione". Lo ha detto l'Alto Commissario del Board of Peace per Gaza, Nikolai Mladenov, durante un incontro con la stampa estera a Gerusalemme. "Nelle aree che ancora controlla, Hamas sta consolidando la sua presa sulla popolazione, tassando persone che vivono per strada e che non hanno più nulla, impedendo ai lavoratori e agli appaltatori palestinesi che collaborano con il Board of Peace di costruire comunità temporanee destinate a fornire alloggi ai gazawi sfollati. E lo fa per ottenere condizioni migliori nei negoziati, per dimostrare che a Gaza nulla si muove senza il loro permesso. Ma non si può costruire un futuro palestinese con gruppi armati che controllano le strade, si nascondono nei tunnel e accumulano armi. Non si può realizzare la ricostruzione con milizie a ogni angolo", ha affermato Mladenov, aggiungendo che  il Board of Peace sta lavorando da dicembre con i Paesi mediatori - Egitto, Turchia, Qatar e Usa - per tradurre il piano dei venti punti di Trump in una roadmap dettagliata per la sua attuazione. "Per questo, abbiamo incontrato molte volte la delegazione di Hamas al Cairo. Questa è la prima volta che Gaza ha un piano per il futuro. Un piano ben ponderato, realizzabile per tutti i gazawi", ha detto Mladenov. 

L'Onu a Israele: "La pena di morte obbligatoria è spaventosa"

Vi sono inoltre serie preoccupazioni, si legge nella nota, che il tribunale possa ammettere prove ottenute sotto costrizione, in violazione del diritto internazionale. "La pena di morte obbligatoria è spaventosa e rischia di causare un irreversibile errore giudiziario per i palestinesi condannati in base a tale legge - ha affermato Turk -. La sua applicazione ai residenti dei territori palestinesi occupati viola le garanzie di un giusto processo chiare e inequivocabili contenute nel diritto internazionale umanitario e costituirebbe quindi un crimine di guerra". Concentrandosi esclusivamente sui palestinesi il nuovo tribunale non avrà giurisdizione sulla potenziale responsabilità penale di altri in relazione a tali eventi, né sui presunti crimini commessi dalle forze israeliane nei territori palestinesi occupati in quel momento o da allora. "Questa legge istituzionalizzerà inevitabilmente una giustizia unilaterale e la discriminazione nei confronti dei palestinesi, il che non può essere nell'interesse di nessuno ed è in contrasto con il diritto internazionale dei diritti umani", afferma l'Alto Commissario. "La legge consente - afferma Turk - un'ulteriore erosione delle garanzie di un processo equo attraverso l'introduzione di processi di massa, che minano la presunzione di innocenza basandosi sulla premessa della colpa collettiva piuttosto che sulle prove degli atti criminali di un individuo". 

L'Onu chiede a Israele di abrogare la legge sul tribunale militare speciale

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, chiede l'abrogazione della legge approvata dalla Knesset israeliana sull'istituzione di un tribunale militare speciale per processare i palestinesi accusati di legami con gli attentati del 7 ottobre 2023.  "Le vittime delle atrocità commesse il 7 ottobre meritano giustizia", ma ciò "non può essere ottenuto attraverso processi che non rispettano gli standard internazionali", ha affermato Türk definendo "la pena di morte obbligatoria spaventosa e che rischia di causare un'irreversibile errore giudiziario per i palestinesi condannati". 

Esercito iraniano: "Il controllo di Hormuz genererà importanti entrate economiche"

Il controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz potrebbe generare "importanti" ritorni economici e rafforzare il ruolo internazionale dell'Iran. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Isna.

 "Il controllo dello Stretto di Hormuz da parte nostra genererà importanti entrate economiche per il Paese – che potrebbero perfino raddoppiare i ricavi petroliferi – e rafforzerà l'influenza dell'Iran sulla scena internazionale", ha affermato Akraminia, sottolineando che la parte occidentale dello stretto è controllata dalle Forze navali dei Guardiani della Rivoluzione, mente la parte orientale è supervisionata dalla Marina iraniana. 

Il controllo da parte dell'Iran rimane uno dei principali punti di attrito nei negoziati per mettere fine al conflitto con gli Stati Uniti. Ieri, intanto, il presidente della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale e la Politica estera,  Ebrahim Azizi, ha annunciato che il Parlamento ha finalizzato un piano per la gestione della via marittima. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato, Teheran intende "utilizzare questa posizione strategica come leva di potere attraverso una gestione strategica dello Stretto di Hormuz".

Tajani: "La Knesset abroghi la legge sulla pena di morte contro i palestinesi"

"L’ho ribadito anche questa mattina in Parlamento. La Knesset abroghi la legge sulla pena di morte contro i palestinesi". Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Libano, sale a 12 morti bilancio raid Israele nel sud: 2 bambini tra le vittime

E' salito ad almeno 12 morti il bilancio di sette raid aerei israeliani condotti oggi nel sud del Libano e che hanno preso di mira automobili. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese precisando che otto persone, tra cui due bambini, sono morte a causa dei droni che hanno preso di mira tre veicoli sull'autostrada costiera nelle zone di Barja, Jiyeh e Saadiyat, a circa 20 chilometri da Beirut. Altre quattro persone sono state uccise in attacchi contro quattro auto più a sud, nella città di Sidone e nelle cittadine di Maaliyeh, Chaaitiyeh e Naqoura.

L'esercito israeliano ha affermato do aver colpito infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del sud del Libano. Le Idf hanno anche accusato i combattenti di Hezbollah di aver lanciato diversi droni, alcuni dei quali sarebbero esplosi vicino a un'area in cui operavano truppe israeliane nel Libano meridionale.

Parroco del Libano del Sud: "In convento accolti oltre 200 sfollati"

La gente in alcune zone del Libano ha dovuto lasciare le proprie case e i propri ricordi, costretta vivere in un presente sospeso, anche piangere sulla tomba dei propri figli è diventato impossibile per le madri. Lo racconta Padre Toufic Bou Merhi, frate francescano della Custodia di Terra Santa e parroco dei cattolici di rito latino nel sud del Libano, responsabile di un ampio territorio, da Sidone fino alla frontiera, a Naqura: c'è la comunità parrocchiale di Tiro, sul mare, dove si trova il convento e si svolgono attività per i bambini; ma anche una comunità parrocchiale in montagna, a 70 chilometri da Tiro e a quattro chilometri dalla frontiera con Israele. "Questa comunità parrocchiale che si trova a Deir Mimass - spiega il frate - è stata tagliata fuori. Io non posso arrivarci. Non posso raggiungere nemmeno i miei parrocchiani che sono rimasti bloccati. Sono rimasti comunque con loro un prete ortodosso e un prete melchita".  Continua padre Toufic: "Nel nostro convento a Tiro abbiamo accolto quasi 200 persone sfollate dai paesi limitrofi. Tutto quello che abbiamo potuto dar loro è un po' di vicinanza e un tetto. I primi giorni non eravamo pronti a ricevere una massa di gente, si sono sistemati nelle aule che usavamo per il catechismo, hanno usato il grande salone dove si preparava una lezione o un corso di mosaico e la tela che doveva servire per il mosaico è stata la coperta per bambini. Questo è un ricordo che mai cancellerò dalla mia mente... Abbiamo cercato di dar loro un po' di dignità". "Alcuni mi hanno detto: "Padre, non siamo dati da mettere nelle statistiche e non siamo una merce da vendere per ottenere un po' di sostegno e di aiuto. Siamo gente che chiede di vivere, e chiedere di vivere in dignità. Ci accontentiamo solo di vivere. Di recente la  Fondazione Terra Santa è stata riconosciuta come Ente del Terzo Settore (Ets), quindi da quest'anno è possibile destinare il 5ž1000. 

Netanyahu incontra Mladenov, l'inviato del Board of Peace per Gaza

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu sta incontrando nel suo ufficio a Gerusalemme l'Alto Commissario del Board of Peace per Gaza, Nikolai Mladenov. Lo comunica l'ufficio di Netanyahu in una nota. Secondo indiscrezioni pubblicate da Haaretz in vista dell'incontro - il secondo con Netanyahu in una settimana, dopo svariati round di colloqui al Cairo tra Mladenov e esponenti di Hamas - al centro delle discussioni vi è la possibilità di portare avanti il piano dei 20 punti di Trump in conformità all'articolo 17, che stabilisce che se Hamas ritarda o respinge il piano per il disarmo, le operazioni di ricostruzione nella Striscia di Gaza saranno avviate ''in aree liberate da attività terroristiche dall'Idf e consegnate alla Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf)''. 

Drone su base Unifil con italiani, nessun ferito e danni a edifici

Ieri un drone, presumibilmente di Hezbollah, è esploso all'interno del quartier generale Unifil di Naqoura, dove si trova il contingente italiano. Non ci sono stati feriti, ma alcuni edifici hanno subito danni. Domenica scorsa si era verificato un episodio analogo, dove un altro drone è precipitato in uno spazio aperto all'interno della stessa base. All'esterno della base, a pochi metri, un altro drone è esploso ieri, così come lunedì scorso è capitato con altri tre velivoli dello stesso tipo. Lo riferisce Unifil esprimendo preoccupazione "per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu". 

Media: "Herzog chiede a Netanyahu di accettare la proposta di patteggiamento"

"Una volta che una delle parti si è dichiarata disponibile a sedersi al tavolo delle trattative, mi aspetto che anche l'altra parte faccia lo stesso". Lo ha dichiarato il presidente israeliano Isaac Herzog durante una conferenza, ripreso da The Times of Israel, invitando il team legale del primo ministro Benjamin Netanyahu a partecipare ai colloqui per un patteggiamento nel processo per corruzione a carico del premier. Herzog ha poi riferito di aver chiesto un dialogo e "un accordo" sul processo a Netanyahu, ritenendo che "in questioni di grande importanza, che feriscono profondamente la società israeliana e la dividono, la strada giusta sia quella di raggiungere intese e accordi". 

Nato, Erdogan vuol far partecipare i Paesi del Golfo al vertice di luglio

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vorrebbe che anche i Paesi del Golfo partecipassero al vertice della Nato in programma il 7 e 8 luglio ad Ankara. Lo scrive il quotidiano 'Turkiye Today' citando in esclusiva fonti diplomatiche turche, secondo le quali Ankara ha avviato colloqui con gli alleati della Nato in merito alla potenziale inclusione dei paesi partner dell'Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (Ici). Il riferimento è in particolare a Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Secondo fonti turche, la presenza dei partner del Golfo al tavolo delle trattative ad Ankara offre una reale opportunità di dare nuova linfa a un meccanismo che da tempo non raggiunge i risultati sperati.

L'Iniziativa di Cooperazione di Istanbul esiste dal 2004, ricorda il giornale, ma non è mai decollata pienamente. Ora potrebbe svolgere un ruolo maggiore di sostegno ai Paesi del Golfo nel mezzo dell'instabilità esacerbatasi con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Usa: "Jet F35 pattuglia le acque dello stretto di Hormuz"

Il Comando centrale americano ha annunciato che un caccia stealth F-35A sta pattugliando le acque dello stretto di Hormuz. L'F-35A è in grado di trasportare fino a 18.000 libbre di armamenti, pur mantenendo velocità supersoniche, sottolinea il Centcom in un post su X postando una foto del jet. 

Media: "Petroliera cinese attraversa Hormuz"

Una petroliera cinese con 2 milioni di barili di greggio iracheno ha passato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la televisione iraniana citando l'agenzia Bloomberg. La Yuan Hua Hua si trova ora nel Golfo di Oman, dove ha gettato l'ancora. Si tratta del terzo attraversamento di una petroliera cinese dall'inizio della guerra, il 28 febbraio.

Ankara: "I mercati non sosterrebbero la ripresa del conflitto"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che la priorità assoluta nei negoziati in corso tra gli Stati Uniti e l'Iran è preservare l'attuale cessate il fuoco e ha messo in guardia da un ritorno al conflitto, le cui conseguenze sarebbero insostenibili sia per la stabilità economica globale sia per la sicurezza energetica internazionale. In un'intervista trasmessa dall'emittente del Qatar Al Jazeera, Fidan, che si trova proprio in Qatar, ha affermato: "L'alternativa al cessate il fuoco è un ritorno alla guerra, e nessuno vuole rivivere uno scenario del genere, perché in questo momento l'intera economia mondiale e la sicurezza energetica stanno subendo danni a causa di questa guerra", ha dichiarato. Fidan ha descritto i negoziati come un processo inevitabilmente discontinuo, riconoscendo le recenti difficoltà ma insistendo sul fatto che il dialogo proseguira'. Secondo Fidan, i mediatori e le parti coinvolte possono riesaminare le rispettive posizioni per individuare "una nuova formulazione accettata da tutti". Fidan ha inoltre ricordato che la Turchia, insieme al Qatar e ad altri Paesi della regione, sarebbe quindi quello di sostenere il più possibile gli sforzi diplomatici di Islamabad. Quando i colloqui entrano in una fase di stallo, ha aggiunto, diventano essenziali interlocutori esterni capaci di godere della fiducia di entrambe le parti e di proporre nuove soluzioni. "Siamo in costante comunicazione con entrambe le parti e anche tra di noi", ha detto. Fidan ha infine espresso ottimismo sull'evoluzione dei negoziati, pur precisando che un coinvolgimento diretto della Turchia, a questo punto, avrebbe senso solo dopo il raggiungimento di un'intesa di base. "Mi auguro che Iran e Stati Uniti concludano positivamente i loro negoziati e raggiungano un accordo. Se in seguito sarà necessario un ulteriore sostegno, anche noi potremo fare la nostra parte. Ma non credo che un nostro coinvolgimento, in assenza di un accordo o di un risultato diplomatico, sarebbe significativo o costruttivo", ha concluso.

Flotilla: "Israele è una forza brutale di violenza"

"Sono qui per annunciare ufficialmente che domani la nostra missione continuerà verso Gaza", ha detto durante la conferenza stampa l'attivista palestinese Saif Abukeshek, che fa parte del comitato che guida la Global Sumud Flotilla. "Il governo genocida di Israele è una forza brutale di violenza, non hanno rispetto per i diritti umani, non hanno rispetto per il diritto internazionale, prendendo tutto questo in considerazione e prendendo in considerazione quello che succede da anni in Palestina abbiamo deciso di continuare", ha affermato Abukeshek, aggiungendo che saranno circa 500 gli attivisti sulle 54 imbarcazioni diretta a Gaza. 

Flotilla: "Pronti a salpare domani per Gaza dalla Turchia"

La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare domani con un convoglio di imbarcazioni diretto a Gaza dal porto di Marmaris, località della Turchia sud occidentale in provincia di Mugla e vicina all'isola greca di Rodi. Lo hanno annunciato gli attivisti durante una conferenza stampa a Marmaris. Il convoglio sarà formato in tutto da 54 imbarcazioni ha dichiarato Sumeyra Akdeniz Ordu, attivista turca del comitato della Flotilla, spiegando che oltre a una trentina di navi giunte dalla Grecia, il convoglio pronto a partire dispone di altre imbarcazioni che già si trovavano in Turchia. 

Scarcerata temporaneamente l'attivista Nasrin Soutodeh

L'avvocata e attivista per i diritti umani iraniana, Nasrin Sotoudeh, è stata rilasciata temporaneamente su cauzione. Lo ha annunciato la figlia, Mehraveh Khandan, sui social. Sotoudeh è una delle più note attiviste in Iran; ha subito ripetuti arresti e pene detentive per il suo lavoro legale. L'ultima volta era stata arrestata nella sua abitazione a Teheran lo scorso 1 aprile.

Intelligence Usa smentisce Trump: "Ha missili in abbondanza"

"L'Iran è stato annientato". Parola di Donald Trump. L'intelligence, però, smentisce il presidente degli Stati Uniti e delinea un quadro totalmente diverso. Teheran è ancora una minaccia perché dispone di missili in abbondanza. Trump, nelle ultime settimane, ha descritto un nemico in ginocchio: "L'Iran non ha più la Marina, non ha l'Aeronautica, le scorte di missili sono quasi esaurite", ha detto e ripetuto il presidente americano. Le informazioni fornite dalle agenzie di intelligence ai membri del Congresso, in sedute a porte chiuse, sono nettamente differenti.

La Repubblica islamica, come scrive il New York Times, ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz: i pasdaran quindi sono in grado di minacciare, e in teoria, colpire, le navi da guerra degli Stati Uniti e le petroliere americane che attraversano il braccio di mare, decisivo per il commercio del 20% del greggio mondiale. 

L'Iran, secondo le informazioni citate dal quotidiano, può utilizzare rampe di lancio mobili all'interno dei siti ed è in grado di spostare i missili. Solo tre siti missilistici lungo lo stretto sono totalmente inaccessibili. Nel complesso, secondo le stime, Teheran può contare ancora su circa il 70% dei dispositivi mobili di lancio sul territorio nazionale e conserva all'incirca il 70% del suo arsenale: tale dotazione comprende sia missili balistici, in grado di colpire altri Paesi della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a distanza inferiore, sia terrestri che navali.

Jorgensen: +35 mld per energia in Ue da inizio guerra

Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, l'Unione europea ha pagato 35 miliardi di euro in più per le importazioni di energia. Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri dell'Energia Ue a Cipro."Non abbiamo ricevuto più energia, zero molecole in più, ma abbiamo pagato 35 miliardi di euro in più", ha affermato.Per il commissario la crisi attuale è peggiore di altre crisi energetiche del passato: "Abbiamo già vissuto crisi in passato, negli anni '70 e nel 2022, ma sotto molti aspetti questa crisi è peggiore. Ma siamo meglio preparati di quanto lo fossimo nel 2022", ha detto, grazie a più energie rinnovabili, fornitori diversificati e maggiore efficienza energetica."Ma siamo ancora troppo vulnerabili", ha concluso Jorgensen.

Wsj: Barnea due volte in Emirati per coordinamento guerra

Il capo del Mossad, David Barnea, ha visitato gli Emirati Arabi Uniti almeno due volte durante la guerra con l'Iran per coordinare le operazioni belliche. Lo ha riferito il Wall Street Journal citando funzionari arabi e una fonte a conoscenza dei fatti. Il capo dell’agenzia di intelligence esterna israeliana si sarebbe recato nel Paese del Golfo in due occasioni distinte, a marzo e ad aprile. Di recente è stato confermato che, durante la guerra con Teheran, Israele ha anche inviato negli Emirati una batteria del sistema Iron Dome e truppe per gestirla. Si tratta di ulteriori segnali di una maggiore cooperazione tra i due Paesi, che nel 2020 hanno firmato gli Accordi di Abramo.

Media: 16enne palestinese ucciso in attacco di coloni

Un 16enne palestinese è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco durante un attacco di coloni, accompagnati da soldati israeliani, nel villaggio di Jaljilya, vicino a Ramallah, in Cisgiordania.Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, decine di coloni armati hanno attaccato le case nei villaggi di Sinjil, Jaljilya e Abwein, inseguito i pastori, rubato pecore e attrezzature agricole, provocando la reazione degli abitanti. In un video si sente il rumore di spari, ma non è chiaro chi abbia sparato al ragazzo. Non ci sono stati commenti immediati da parte delle forze armate israeliane.In precedenza i coloni avevano segnalato il furto di una mandria da una fattoria vicina e avevano annunciato ricerche per recuperare il bestiame. I coloni sono stati ripresi mentre portavano via gli animali dal villaggio palestinese, scortati dai soldati israeliani.

Raid israeliani a sud di Beirut, colpite due auto

Wsj: capo Mossad ha visitato Eau 2 volte da inizio guerra

Il direttore del Mossad, David Barnea, avrebbe effettuato almeno due visite negli Emirati Arabi Uniti dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti ben informate. Le visite avrebbero avuto come scopo il coordinamento delle operazioni militari e difensive tra i due Paesi. Secondo il quotidiano, Barnea si sarebbe recato ad Abu Dhabi a marzo e ad aprile per il coordinamento strategico e operativo relativo alla guerra con l'Iran.In precedenza era stato riportato che Israele avrebbe schierato negli Emirati Arabi Uniti batterie di difesa aerea Iron Dome, insieme a decine di militari e operatori israeliani, per difendere lo Stato del Golfo dagli attacchi missilistici e dei droni iraniani.

Pasdaran: "Pronti a condurre qualsiasi operazione rapidamente"

Un comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane a Teheran ha dichiarato che le forze sono pronte a condurre operazioni "nel più breve tempo possibile" in seguito a esercitazioni militari che hanno coinvolto la milizia Basij e unità delle Guardie. Lo scrive Iran International.    "Siamo pronti a condurre qualsiasi operazione, in qualsiasi momento e in qualsiasi lasso di tempo, nel più breve tempo possibile", ha affermato Hassan Hassanzadeh, comandante del Corpo Mohammad Rasoulollah della Grande Teheran, secondo quanto riportato dai media statali.    Hassanzadeh ha aggiunto che un'esercitazione di cinque giorni con la milizia Basij ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e ha incluso scenari, tattiche e tecniche precedentemente provate, finalizzate ad affrontare il nemico "in qualsiasi territorio".

Libano, avvisi evacuazione Idf per altri 3 villaggi al sud

Le forze armate israeliane hanno diffuso un avviso di evacuazione per gli abitanti di tre altri villaggi nel Libano meridionale. Si tratta di Kfar Hatta nel distretto di Sidone, Arab Salim a Nabatieh e Deir al-Zahrani.

Iran, Aie: "Shock di offerta senza precedenti, scorte in esaurimento a ritmo record"

‘’Con il traffico di petroliere a Hormuz ancora limitato, le perdite  cumulative di offerta da parte dei produttori del Golfo superano già 1  miliardo di barili, con oltre 14 milioni di barili al giorno di petrolio  interrotti, uno shock di offerta senza precedenti’’. E’ quanto scrive  l'Agenzia internazionale dell'energia nel rapporto mensile sul mercato  petrolifero. ‘’ A più di dieci settimane dall'inizio della guerra in  Medio Oriente, le crescenti perdite di approvvigionamento dallo Stretto  di Hormuz stanno esaurendo le scorte globali di petrolio a un ritmo  record’’, sottolinea l'Aie.

Ue, Tzitzikostas: "No carenza jet fuel; problema sono prezzi"

Per il momento "non ci sono indicazioni di carenze di carburante per aerei in Europa. Il vero problema e' l'aumento dei prezzi del carburante". Lo ha dichiarato il commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, nella conferenza stampa sulla presentazione del pacchetto passeggeri, a Bruxelles. "Vorrei ricordarvi che attualmente il 70% del carburante per aerei viene prodotto all'interno dell'Ue e solo il 20% viene importato dai Paesi del Golfo, quindi non c'e' carenza", ha precisato. L'aumento dei prezzi del cherosene invece, ha sottolineato ricordando le linee guida della Commissione europea per le compagnie aeree e la tutela dei passeggeri, "sta portando diverse compagnie a cancellare alcuni voli, viaggi programmati che non sono piu' economicamente sostenibili".

Ue: "Lavoriamo su tutti possibili scenari, anche escalation in Medio Oriente"

"Stiamo lavorando su tutti i possibili scenari in questo momento, anche  se dovesse esserci un'escalation in Medio Oriente". Lo ha detto il  commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in conferenza  stampa. "Se necessario, adatteremo anche alcune delle politiche e delle  decisioni che abbiamo adottato per agevolare gli Stati membri, le  compagnie aeree o qualsiasi altro settore industriale o componente  dell'economia europea", ha ribadito il commissario. "Solo se necessario,  oggi non è il caso", ha puntualizzato.

Ue: "Dall'inizio del conflitto spesi 35 miliardi in più per l'energia"

Dall'inizio della guerra in Medio Oriente "abbiamo speso 35 miliardi di  euro in più per l'energia, senza avere molecole di energia in più". Lo  ha detto il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, in conferenza  stampa al termine del Consiglio energia informale che si è svolto a  Cipro.

Media: nove scosse a Teheran riaccendono timori di grande terremoto

Una serie di nove piccole scosse di terremoto ha colpito la zona di  Pardis, a est di Teheran, durante la notte, riaccendendo i timori che la  capitale iraniana possa essere colpita da un disastro sismico. Lo  scrive Reuters sul suo sito. La capitale iraniana si trova in prossimità  di diverse faglie attive. I tremori, registrati in una sola notte nella  provincia orientale di Teheran, sono stati avvertiti in un'area vicina  alla faglia di Mosha, una delle più attive dell'Iran. I media statali  hanno riferito che una scossa ha raggiunto una magnitudo di 4,6, ma non  ha causato vittime né danni materiali. L'agenzia di stampa  semi-ufficiale Mehr ha citato il sismologo Mehdi Zare, il quale ha  affermato che non è chiaro se i tremori siano un rilascio di energia  sismica accumulata (che riduce il rischio di future scosse  catasfrofiche) oppure segnali d'allarme di una maggiore attività futura  lungo le faglie. Per Zare la vulnerabilità di Teheran è amplificata  anche dalla densa urbanizzazione, dalla concentrazione della popolazione  e dalla scarsa preparazione, oltre che dalle infrastrutture fragili e  della congestione del traffico, fattori che complicherebbero la risposta  in caso di emergenze. L'Iran è tra i Paesi più sismici al mondo e il  ricordo del terremoto di Bam del 2003, che causò la morte di oltre  30.000 persone, è ancora vivo.

Ue: "Nessuna carenza di jet fuel nel breve termine"

"Finora non ci sono indicazioni di una carenza" di carburante per aerei "in Europa. Attualmente il 70% del carburante per le compagnie aeree viene prodotto all'interno dell'Ue e solo il 20% viene importato dai paesi del Golfo, quindi finora non c'è carenza". Lo ha ribadito il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in conferenza stampa, assicurando che non "ci sono indicazioni di carenze nell'immediato futuro. Il vero problema è l''aumento dei prezzi del carburante. E questo porta sicuramente parecchie compagnie aeree a cancellare i viaggi pianificati, che non sono più economicamente sostenibili, dato l'aumento dei prezzi del carburante", ha sottolineato.

Tzitzikostas: "Non ci sono segnali di cancellazioni massa nei viaggi"

"Rispetto all'imminente stagione turistica, voglio essere del tutto  chiaro: dopo aver parlato con operatori del settore turistico in tutta  Europa, non vi è alcun segnale di cancellazioni di massa. Anzi, si  registra una certa stabilità rispetto allo scorso anno e, in effetti, si  nota anche un leggero aumento". Lo ha detto il commissario Ue ai  Trasposti Apostolos Tzitzikostas in conferenza stampa, interpellato  sull'impatto della crisi energetica legata alla guerra in Iran.

Wsj: "Il capo del Mossad due volte negli Emirati tra marzo e aprile"

Il capo del Mossad David Barnea si sarebbe recato segretamente negli  Emirati Arabi Uniti almeno due volte tra marzo e aprile durante la  guerra con l'Iran per coordinare le operazioni belliche. Lo scrive il  Wall Street Journal. Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno mostrato  una stretta collaborazione in materia di sicurezza durante la guerra,  con Israele che ha inviato batterie Iron Dome e personale militare negli  Emirati Arabi Uniti per difendersi dai proiettili iraniani. Gli Emirati  Arabi Uniti hanno inoltre condotto attacchi in Iran, tra cui un attacco  a una raffineria sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico.

Iran, Tajani: "Da inizio crisi assistiti 25mila italiani nel Golfo"

Fin dall'inizio della guerra in Medio Oriente "la priorità assoluta è  stata assistere 90mila italiani nell'area Golfo, di cui 14mila turisti.  Nel giro di poche ore è stata attivata la task force Golfo. Con un  grandissimo sforzo politico e diplomatico abbiamo assistito oltre 25mila  connazionali per farli rientrare in Italia". Lo ha ricordato il  ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo i lavori dell'Assemblea  plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero.

La Global Sumud Flotilla per Gaza si prepara a salpare dalla Turchia

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla stanno ultimando i preparativi per salpare dalla costa della Turchia e tentare di raggiungere con aiuti umanitari Gaza, dopo che a fine aprile Israele aveva bloccato un convoglio di navi diretto verso la Striscia, arrestando 175 partecipanti all'iniziativa. Mentre non è stata ancora annunciata una data per la partenza, nei giorni scorsi oltre trenta imbarcazioni erano giunte a Marmaris, località costiera della Turchia sud occidentale in provincia di Mugla e vicina all'isola greca di Rodi, con l'obiettivo di viaggiare fino a Gaza e portare aiuti umanitari.     Una conferenza stampa da parte degli attivisti, dove potrebbe essere annunciata una data per la partenza, è prevista per oggi al porto di Marmaris alle 14 ora locale, le 13 in Italia. "La Flottiglia continuerà con i suoi sforzi per rompere l'assedio alla Palestina nell'ultima tappa della missione. Gli organizzatori condivideranno i piani aggiornati per la flotta, ora riorganizzata e ampliata, e le modalità operative che intendono adottare", afferma una comunicazione degli attivisti rispetto alla conferenza stampa di oggi.    Sumeyra Akdeniz Ordu, attivista turca che fa parte del comitato della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato che 36 navi sono arrivate dall'isole greche di Creta e Siros, mentre 15 navi che dovrebbero fare parte del convoglio erano già pronte al porto di Marmaris. "I numeri potrebbero cambiare, ma puntiamo a salpare di nuovo con almeno questa capacità", ha affermato Ordu intervistata dal quotidiano turco Yeni Safak. "I nostri medici assisteranno i partecipanti durante il viaggio e si stanno preparando a fornire assistenza sanitaria nella regione qualora dovessero raggiungere Gaza", ha aggiunto l'attivista turca.

Flotilla, arriva a Messina: "Portiamo Gaza nei porti italiani"

"L'obiettivo e' portare Gaza nei porti italiani, visto che non possiamo arrivare a Gaza. E' un modo per tenere alta l'attenzione sul genocidio che non e' finito, ma e' un modo anche per dire al mondo che Gaza non muore solo di bombe, sta morendo di fame e tutto questo e' vietato dalla convenzione di Ginevra". Lo ha detto Vincenzo Fullone, portavoce della barca Ghassan Kanafani della Flotilla a Messina per la campagna "100 porti 100 citta' ". "E' fondamentale - ha detto - che la nostra barca diventi un blocco che ferma la complicita', perche' nonostante l'Italia non dovrebbe esportare armi, dai nostri porti italiani partono armamenti che continuano ad armare Israele. Israele in questo momento va isolata e visto che non lo sanno fare i nostri governi nonostante la Corte penale internazionale si sia pronunciata, allora lo facciamo noi, la gente, questa barca. L'accoglienza nei porti e' stata unica come lo e' sempre quando si parla di Palestina". Messina, ha aggiunto Piero Patti del coordinamento Messina-Palestina, "diventa sempre piu' perno di un Mediterraneo di pace. I nostri concittadini hanno risposto sempre bene alle iniziative sia per la Freedom Flotilla, ma anche per la pace, per questo abbiamo voluto fortemente, come coordinamento Messina Palestina, che la Flotilla arrivasse anche a Messina e poi ripartira' fra due giorni per gli altri porti italiani".

Media: "Raid Idf in Libano, almeno 8 morti tra cui 2 bambini"

Almeno otto persone, tra cui due bambini, sono rimaste uccise in una serie di raid aerei israeliani su un'autostrada costiera nel Libano meridionale, mentre gli attacchi continuano senza sosta. I raid hanno colpito Barja, Jiyeh e Saadiyat, lungo l'autostrada Sidone-Sud. Lo riporta Al-Jazeera.

Fratoianni: "Blocco Hormuz è il risultato della guerra illegale all'Iran"

"Il blocco dello Stretto di Hormuz non è un incidente, è il risultato  della guerra illegale di Trump e Netanyahu all'Iran. Noi siamo contrari a  qualsiasi ipotesi di missione delle navi militari italiane in  quell'area che non sia sotto un esplicito mandato delle Nazioni Unite".  Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza  Montecitorio, dopo l'audizione dei ministri Tajani e Crosetto in  Parlamento. "Ho detto al ministro della difesa e a quello degli esteri -  prosegue il leader rossoverde - che non se ne capisce la ragione di  questa partenza anticipata, Crosetto ha ribadito che per il governo  italiano la condizione è che ci sia una tregua duratura e un accordo. Ma  in realtà siamo lontanissimi da questo, lo stesso Trump ha definito la  tregua in terapia intensiva e ha detto che ci sono pochissime  possibilità che regga. Insomma non mi pare che siamo di fronte ad un  accordo, e allora perché dobbiamo partire? Le nostre navi partiranno  quando saranno grado di partire quando ci sarà una tregua, eventualmente  quando sulla base di una tregua o di un accordo con l'Iran sarà  possibile anche avere una risoluzione delle Nazioni Unite. Perché è  evidente - conclude Fratoianni - che se ci sarà un accordo, un accordo  che inevitabilmente deve comprendere anche  l'Iran, sarà anche possibile  superare qualsiasi ipotesi di veto nel Consiglio di Sicurezza  dell'Onu".

Libano, ministro: "8 morti in raid Idf tra cui 2 bambini"

Sono otto le persone rimaste uccise negli attacchi israeliani che hanno preso di mira tre veicoli sulla strada Jiyeh-Saadiyat, a sud di Beirut. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, precisando che tra le vittime ci sono due bambini.

Iran, Netanyahu terrà riunione su sicurezza con ministri e capi difesa

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu terrà questa sera una riunione  sulla sicurezza con diversi ministri del gabinetto di sicurezza  ristretto e alti funzionari della difesa. Lo riporta il sito di Haaretz.

Rehn (Bce): "I dati iniziano a segnalare shock da stagflazione"

"I primi segnali sono già visibili dalle statistiche, con la crescita  nell'area euro appena positiva e l'inflazione accelerata al 3%". Lo ha  detto Olli Rehn, governatore della Banca di Finlandia e membro del  Consiglio direttivo Bce, con riferimento a uno scenario di stagflazione  causato dalla guerra all'Iran. Rehn - scrive la Bloomberg - pur  sottolineando che lo shock energetico "non è grande" come quello delle  guerra in Ucraina, ha detto che gli eventi si stanno allontanando dallo  scenario di base della Bce e vanno verso una situazione meno favorevole.

Idf: "Nuova ondata di attacchi contro Hezbollah nel sud del Libano"

"Idf ha iniziato a colpire infrastrutture terroristiche di Hezbollah in diverse aree del sud del Libano". Lo comunica l'esercito israeliano in una nota. Nelle ultime 24 ore, Idf ha colpito oltre 40 siti di Hezbollah nel Libano mediorientale, ha affermato il portavoce dell'esercito in un comunicato precedente.

Iran, Teheran: "Usa si rassegnino. Non cederemo su richieste"

L'Iran non cedera' sulle sue richieste per un negoziato con gli Stati Uniti a ribadirlo e' stato Alaeddin Boroujerdi, membro della commissione per la Sicurezza Nazionale, intervistato dall'agenzia Isna. "Non rinunceremo in alcun modo al controllo dello Stretto di Hormuz e non entreremo in alcun modo in discussioni sui negoziati relativi all'arricchimento dell'uranio", ha detto. "L'Iran non si accontentera' di nulla di meno di una risposta positiva alle nostre richieste. Non siamo assolutamente disposti a cedere alle richieste degli americani", ha insistito. Dunque, "il consiglio agli americani e al presidente Donald Trump e' di raggiungere un accordo con l'Iran", ha spiegato.

Libano, Idf: "Nuova ondata di raid contro Hezbollah nel sud"

Le Forze di difesa israeliana (Idf) hanno annunciato di aver condotto  una nuova ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel sud del  Libano, nonostante la tregua con il governo libanese e i negoziati  previsti per domani a Washington. "Le  Forze di Difesa Israeliane hanno iniziato a colpire le infrastrutture  terroristiche di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale", ha  dichiarato l'esercito poche ore dopo aver emesso nuovi avvisi di  evacuazione per numerosi villaggi della zona.

Teheran: "Non consentiremo più trasferimento armi Usa a basi regionali"

Il portavoce dell' Esercito iraniano Mohammad Akraminia ha dichiarato che l'Iran non permetterà più il trasferimento di armi americane alle basi statunitensi nella regione attraverso lo Stretto di Hormuz. "Oggi la parte occidentale dello Stretto è sotto il controllo della marina delle Guardie Rivoluzionarie e la parte orientale sotto il controllo delle forze navali dell'esercito iraniano", ha aggiunto, secondo Irna.

Petrolio, Aie: "Domanda globale -2,4 mln barili/giorno in II trim"

L'Aie prevede che la domanda mondiale di petrolio si ridurra' di 420.000 barili al giorno su base annua rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente nel 2026, raggiungendo 104 milioni di barili al giorno, 1,3 milioni di barili al giorno in meno rispetto alla previsione pre-bellica. Il calo maggiore, spiega l'Agenzia nel rapporto sul mercato del petrolio, si registra nel secondo trimestre del 2026, con una diminuzione di 2,45 milioni di barili al giorno, di cui l'Ocse rappresenta 930.000 barili al giorno e i paesi non Ocse 1,5 milioni di barili al giorno. Attualmente, sottolinea l'Aie, "i settori della petrolchimica e dell'aviazione sono i piu' colpiti, ma prezzi piu' alti, un ambiente economico piu' debole e misure di risparmio della domanda influenzeranno sempre piu' l'uso dei carburanti".

Petrolio, Aie: "Scorte globali si riducono a ritmo record"

Le scorte globali di petrolio, a dieci settimane dall'inizio della guerra in Medio Oriente, si stanno riducendo "a un ritmo record". E' l'allarme lanciato dall'Agenzia internazionale dell'energia nel suo rapporto mensile sul mercato del greggio.

Teheran: "Hormuz sotto nostro controllo, neanche un granello lascerà Kharg"

"Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l'intenzione di sbarcare truppe sull'isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese": lo dichiara il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna. "Non è possibile che le petroliere attraversino lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell'Iran", ha garantito. "Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane". Se i nostri funzionari lo ordineranno, non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio attraversi lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto Saeed Siahsarani.

Libano, pace permanente e non tregua: la richiesta di Beirut ai negoziati Usa

Un cessate il fuoco permanente, piuttosto che una proroga dell'attuale tregua che scadrà alla mezzanotte di giovedì. Questa la richiesta principale che il Libano porterà a Washington nel secondo round di negoziati diretti con Israele che si terranno domani e dopodomani. Lo riferiscono fonti libanesi vicine al palazzo presidenziale di Beirut ad Asharq, sottolineando che il cessate il fuoco è uno dei cinque punti chiave che il Libano intende sollevare. L'obiettivo, proseguono le fonti, è garantire che il primo round di negoziati diretti si concluda con l'attuazione da parte di Israele di una cessazione permanente degli attacchi. Le fonti hanno affermato che la posizione iniziale del Libano era stata quella di rifiutare i negoziati prima di un cessate il fuoco completo e della fine degli attacchi contro città e villaggi nel Libano meridionale.

Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha scritto che ci sono divergenze tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam in merito allo svolgimento dei colloqui a Washington. Secondo quanto riportato, il primo ministro libanese appoggiava le proposte franco-egiziane di spostare i colloqui a Sharm el-Sheikh o a Parigi per garantire un quadro negoziale più equilibrato, mentre Aoun insisteva affinché il processo rimanesse sotto l'egida degli Stati Uniti.

Netanyahu terrà stasera una nuova riunione sulla sicurezza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe tenere stasera una riunione sulla sicurezza con diversi ministri del gabinetto di sicurezza ristretto e alti funzionari della difesa. Lo scrive Haaretz.

Crosetto: "Oggi penso che la tregua nel Golfo sia più lontana"

"La tregua nel Golfo è possibile? Non lo so, non penso. Oggi e questa settimana penso sia meno facile di quanto pensavo una settimana fa, come tutti stiamo vedendo le dichiarazioni e stiamo vedendo quello che sta succedendo. Ma ci stiamo preparando perché speriamo che alla fine prevalga il buon senso". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. 

Iran, Tajani: "La nostra posizione sulla guerra? La risposta la dà Trump"

"Qual è la posizione dell'Italia" sulla guerra all'Iran? "La risposta viene dallo stesso presidente americano, che non ha gradito alcune posizioni" del nostro Paese. Questa la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani ad alcune sollecitazioni arrivate durante l'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Media, Iraq e Pakistan hanno stretto accordi energetici con l'Iran

Sia l'Iraq che il Pakistan hanno stretto accordi con l'Iran per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto dal Golfo: lo scrive Reuters sul sito citando 5 fonti a dimostrazione della capacità di Teheran di controllare i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Poiché la maggior parte delle sue esportazioni di greggio transita solitamente attraverso lo stretto di Hormuz, l'Iraq è stato tra i produttori più colpiti dalla sua chiusura, mentre il Pakistan, che ha cercato di mediare nel conflitto, dipende fortemente dalle importazioni di energia dal Golfo e ha dovuto affrontare un'impennata dei costi del carburante. In un accordo tra Baghdad e Teheran, finora inedito, l'Iraq ha ottenuto il passaggio sicuro a due petroliere di grandi dimensioni, ciascuna con un carico di circa 2 milioni di barili di greggio, che hanno attraversato lo stretto domenica. Analogamente, due petroliere cariche di gnl del Qatar sono dirette in Pakistan in seguito a un accordo bilaterale separato tra Islamabad e Teheran, secondo quanto riferito a Reuters da due fonti del settore a conoscenza della questione, che hanno chiesto di rimanere anonime in quanto non autorizzate a parlare con i media. 

Lavrov: "L'Europa sarà la regione più colpita dal blocco di Hormuz"

L'Europa sarà la regione più colpita dalla crisi dello Stretto di Hormuz, ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in una intervista con Rt India, essendo l'India il Paese che è già stato più investito dal blocco del transito delle petroliere. "Il bando alle importazioni di petrolio e gas russo significa passare al Gnl Usa, che è drammaticamente più costoso. I bilanci dei Paesi europei saranno sottoposti a stress più pesanti, e si aggiungeranno agli oltre alle centinaia di miliardi di euro che l'Europa sta versando all'Ucraina", ha aggiunto inoltre Lavrov, sottolineando che Mosca "tradizionalmente onora gli impegni presi con qualsiasi accordo" e accusando gli occidentali invece di avere una storia di cancellazione di intese. 

Araghchi: "Le minacce degli Usa e le richieste eccessive ostacolano la fine della guerra"

"L'approccio statunitense, caratterizzato da richieste eccessive, minacce, retorica provocatoria, mancanza di buona volontà e disonestà, costituisce l'ostacolo principale alla fine definitiva della guerra e al raggiungimento di un possibile accordo", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un incontro con il vice ministro degli Esteri norvegese Andreas Kravik martedì in tarda serata.    Secondo Irna, Kravik ha sottolineato la necessità di instaurare una pace e una stabilità durature nella regione e di impegnarsi a tutela del diritto internazionale. 

Crosetto: "40 Paesi stanno valutando di contribuire a rendere Hormuz libero e percorribile"

"Ad oggi, 40 Paesi stanno valutando di contribuire a rendere lo stretto di Hormuz libero e percorribile, appena le condizioni lo permetteranno". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione alla Camera sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Ben 24 di questi Paesi hanno già manifestato la loro disponibilità di massima a partecipare con assetti altamente specializzati, utili ad esempio a rimuovere le mine oggi presenti in quel tratto di mare. Nel complesso, fra gli altri, Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia, Nuova Zelanda si sono già tutti detti disponibili a fornire capacità operative significative. Altri stanno valutando di fare altrettanto.  Un quadro che conferma la natura multinazionale e coordinata dello sforzo", spiega. 

"Per dare alcuni esempi concreti - aggiunge Crosetto - il Belgio contribuirà con due unità cacciamine; l’Estonia ha programmato l’invio di un’unità cacciamine;  Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia metteranno a disposizione personale specializzato nelle attività subacquee e di neutralizzazione mine; la Francia ha già pre-posizionato nel Mar Rosso, unitamente alla propria portaerei, due fregate e due unità cacciamine, rendendo inoltre disponibili ulteriori assetti già presenti nella regione; la Germania contribuirà con un’unità cacciamine e un’unità di supporto; la Norvegia dispiegherà sistemi unmanned specializzati nelle contromisure mine; il Regno Unito sta schierando un cacciatorpediniere, un’unità di supporto e capacità unmanned; la Spagna ha reso disponibili un’unità cacciamine e una fregata, quest’ultima già operante nell’area e la Slovacchia renderà infine disponibili capacità anfibie. Parallelamente a questa iniziativa, gli Stati Uniti ne stanno promuovendo una ulteriore, denominata Maritime Freedom Construct, per coordinare le attività diplomatiche, militari e informative connesse alla sicurezza marittima nell’area. Si tratta al momento di iniziative distinte, ma che dovranno necessariamente scambiarsi informazioni e coordinarsi". 

Crosetto: "Avviciniamo due cacciamine a Hormuz ma aspettiamo la pace"

"Laddove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo. In via precauzionale stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto: inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell'ambito delle missioni già in corso come Mediterraneo Sicuro e Aspides, e all'interno del quadro autorizzato missione Internazionale dell'Italia". Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani, se sarà possibile". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alle commissioni Esteri e Difesa.

Tajani: "Basta attacchi di Hezbollah ma anche raid Idf nel sud del Libano"

"Il governo libanese deve esercitare la propria sovranità su tutto il territorio libanese e devono cessare gli attacchi di Hezbollah. In parallelo però devono cessare gli inaccettabili attacchi israeliani ai villaggi del sud del Libano, anche quelli cristiani. Abbiamo assistito in queste settimane anche ad azioni molto riprovevoli dei militari israeliani in Libano, Cisgiordania e Gerusalemme". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la Commissione Esteri e Difesa Senato, nel corso dell'audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Tajani ha fatto riferimento agli episodi della suora francese, della statua della Madonna irrisa e del crocifisso distrutto in Libano: "Episodi condannati con la massima forza. I cristiani in Libano vanno protetti e le violenze dei coloni estremisti devono finire. Abbiamo dato il via libera in Europa a pesanti sanzioni contro di loro, e contro i terroristi di Hamas". 

Tajani

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Tajani: "L'unica via è il negoziato, l'ho detto a Rubio e Araghchi"

"La sola via percorribile è quella del dialogo e della diplomazia. Lo diciamo dall'inizio della crisi e lo diciamo anche oggi: Teheran non può dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilistici che possano minacciare la regione". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la Commissione Esteri e Difesa Senato, nel corso dell'audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Il regime è quello che ha represso i suoi giovani e lo fa anche oggi con esecuzioni capitali. Il regime ha attaccato tutti i Paesi del golfo. Siamo solidali con gli Emirati per gli attacchi di questi giorni. Ne ho parlato anche con Rubio, ribadendo la centralità del legame transatlantico. A lui ho confermato il sostegno del nostro Paese ai negoziati in Pakistan. I negoziati devono continuare e l'occasione non va sprecata: l'ho detto con forza al ministro iraniano Araghchi. L'Iran deve negoziare in buona fede e flessibilità a collaborare con l'Aiea e ristabilire relazioni con i paesi del golfo. L'ho detto anche al ministro cinese". 

Tajani: "Non chiediamo una nuova operazione nel Golfo, impegno solo dopo la pace"

"Sgombero il campo da equivoci, non vogliamo chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo ma condividere l'impegno del governo per la pace e il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale. Impegno, sottolineo, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la Commissione Esteri e Difesa Senato, nel corso dell'audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. 

Tajani: "Hormuz non è una crisi regionale ma uno shock globale"

"Quanto sta avvenendo nello Stretto di Hormuz non può essere ridotto a una crisi regionale da cui, come vorrebbero alcuni, stare alla larga. Si tratta di uno shock globale. Una crisi che incide direttamente sulla sicurezza nazionale e sulla competitività del nostro sistema produttivo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. 

Media: "Superpetroliera cinese sta attraversando lo Stretto di Hormuz"

Una superpetroliera cinese sembra stia uscendo dal Golfo Persico, in un raro tentativo di attraversamento dello Stretto di Hormuz, poco prima dei colloqui tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Xi Jinping. La notizia è riportata da Bloomberg. La superpetroliera 'Yuan Hua Hu' è stata avvistata stamattina mentre navigava nello stretto, oltrepassando l'isola iraniana di Larak, sul lato orientale dello stretto e dirigendosi verso sud, secondo i dati di tracciamento navale. La nave è di proprietà e gestita da unità della compagnia cinese Cosco Shipping, secondo il database marittimo Equasis. 

Libano, Idf: razzi e drone di Hezbollah contro le forze israeliane nel sud del paese

Numerosi razzi sono stati sparati questa mattina dai miliziani di Hezbollah contro le truppe israeliane dispiegate nel sud del Libano. A riferirne sono state le Idf, secondo cui è stato anche intercettato un drone apparentemente lanciato da Hezbollah. 

Media: "L'Iran giustizia un uomo accusato di spiare per Israele"

L'Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore dei servizi segreti israeliani, dopo che la Corte Suprema ha confermato la sua condanna a morte, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale del potere giudiziario. La notizia è riportata dal Times of Israel. Secondo l'organizzazione per i diritti umani Hrana, l'imputato, Ehsan Afrishteh, di 32 anni, era stato arrestato nel 2024 e condannato a morte nel 2025 sulla base di confessioni false. 

Guerra in Iran, Teheran: "Pronti ad arricchire uranio al 90%". VIDEO

Nyt: "Per i servizi Usa l'Iran ha ancora forti capacità missilistiche"

La rappresentazione pubblica da parte dell'amministrazione Trump di un esercito iraniano distrutto è in netto contrasto con quanto le agenzie di intelligence statunitensi comunicano ai politici a porte chiuse, secondo valutazioni classificate risalenti all'inizio di questo mese, che mostrano come l'Iran abbia riacquistato l'accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, rampe di lancio e strutture sotterranee. E' quanto scrive il New York Times. La cosa più allarmante per alcuni alti funzionari è la prova che l'Iran ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe minacciare le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nello stretto. Fonti a conoscenza delle valutazioni affermano che queste dimostrano - in misura variabile a seconda del livello di danno subito dai diversi siti - che gli iraniani possono utilizzare rampe di lancio mobili all'interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni. In alcuni casi, possono lanciare missili direttamente dalle rampe di lancio che fanno parte delle strutture. Solo tre dei siti missilistici lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili, secondo le valutazioni. Secondo le valutazioni, l'Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all'incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Tale arsenale comprende sia missili balistici, in grado di colpire altre nazioni della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali. Le agenzie di intelligence militare hanno inoltre riferito, sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e altre tecnologie di sorveglianza, che l'Iran ha riacquistato l'accesso a circa il 90% dei suoi depositi e lanci missilistici sotterranei a livello nazionale, che ora risultano "parzialmente o completamente operativi", secondo quanto affermato da fonti a conoscenza delle valutazioni.

Iran, minaccia esplicita sull'uso della bomba atomica

L'Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. 'Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90%', livello idoneo per l'arma nucleare. 'Ne discuteremo in Parlamento', dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell'incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Israele intanto istituisce un tribunale militare speciale per il 7 ottobre, prevista la pena di morte.

Trump attacca i media: "Chi dice che l'Iran sta vincendo è un traditore"

Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l'Iran. "Quando le 'fake News' affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l'assoluta falsità — e persino l'assurdità — di tale dichiarazione", tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media "di favorire e spalleggiare il nemico!" "Tutto ciò che ottengono è infondere nell'Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese", ha attaccato ancora. 

Media: Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz

Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.

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