Il presidente Usa ha detto che con l'Iran vuole un accordo e potrebbe averlo anche subito, ma che non ha fretta. All'apertura del secondo round di colloqui tra Israele e Libano alla Casa Bianca, ha annunciato altre tre settimane di cessate il fuoco. Intanto in Medioriente sarebbe arrivata la portaerei Usa Bush
in evidenza
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riparlato del conflitto in corso, affermando di non avere fretta nel chiudere un accordo: "Voglio un accordo che duri". Trump ha anche riaffermato di avere il pieno controllo dello stretto di Hormuz. E ha detto che il problema dell'Iran è anche quello della divisione interna. Intanto Al Jazeera riporta le parole della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei: "La campagna mediatica del nemico mira a minare la nostra unità nazionale e la nostra sicurezza nazionale. L'unità dell'Iran si rafforzerà e diventerà più resiliente, e i tentativi maliziosi del nemico di minare la nostra unità non devono avere successo".
Gli approfondimenti:
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui
Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di venerdì 24 aprile.
Iran, Trump: no arma nucleare. Pronti a colpire se salta tregua. LIVE
Vai al contenutoTrump: "Grandi possibilità che la pace tra Israele e Libano arrivi quest'anno"
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Trump: "Cessate il fuoco tra Israele e Libano verrà esteso di tre settimane"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato prorogato di tre settimane, dopo aver ospitato alla Casa Bianca un incontro tra i rappresentanti dei due Paesi. "L'incontro è andato molto bene! Gli Stati Uniti collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah", ha scritto Trump su Truth Social. La tregua originaria, annunciata la settimana scorsa, sarebbe dovuta scadere dopo dieci giorni. Trump spera di poter infine mediare una pace più ampia tra i due Paesi, ufficialmente in guerra dal 1948. "Non vedo l'ora di ospitare presto il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, e il Presidente del Libano, Joseph Aoun", ha scritto Trump.
Cominciato incontro Israele-Libano alla Casa Bianca
Il secondo round di colloqui tra Israele e Libano è cominciato alla Casa Bianca. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe partecipare brevemente all'incontro.
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24.
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
Vai al contenutoTrump: "Non userei mai arma nucleare"
"Loro sono sotto pressione, non noi. Non ho fretta, abbiamo tantissimo tempo. L'Iran non deve avere l'arma nucleare". Lo afferma sull'Iran il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che esclude l'uso dell'arma nucleare da parte degli Usa. Trump sottolinea che gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz, che riaprirà solo con un accordo. Al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato chiesto, durante una conferenza stampa, per quanto tempo fosse "disposto ad aspettare nei negoziati con l'Iran", e lui ha risposto: "Non mettetemi fretta". Ha poi ricordato guerre passate durate anni, affermando: "Sono sei settimane che mi occupo di questo e il loro esercito è completamente sconfitto. Parte del problema è che hanno una nuova leadership e si stanno azzuffando come cani e gatti sulla questione di chi debba governare, perché abbiamo creato loro un vero caos. Non si può permettere all'Iran di avere armi nucleari. Non devono avere una bomba atomica. Abbiamo colpito circa il 75% dei nostri obiettivi. Ci siamo fermati un po' prima perché volevano un po' di pace, e abbiamo un blocco dello Stretto efficace al 100%".
Trump: "Voglio un accordo con l'Iran che duri, non ho fretta"
"Voglio un accordo con l'Iran che duri, non ho fretta". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo alla Casa Bianca alla possibile durata del conflitto. "Hanno una nuova leadership, sono come cani e gatti, vediamo", ha aggiunto.
Trump: "Iran non deve avere arma nucleare"
Mojtaba ribadisce: "Minare nostra unità è obiettivo malvagio del nemico"
In risposta alle dichiarazioni di Trump sulle divisioni all'interno della leadership della Repubblica Islamica, l'account X della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ripubblicato il suo messaggio per Nowruz (il Capodanno iraniano, il 20 marzo scorso), che recita: "Il nemico cerca di minare l'unità e la sicurezza nazionale; non permettete che questo obiettivo malvagio si realizzi per negligenza". Lo riporta Iran International.
Trump: "Iran vuole un accordo, ma non sa chi guida il Paese"
L'Iran "vuole un accordo, ma non sanno che guida il paese". Lo ha detto Donald Trump, ribadendo che gli Stati Uniti hanno il controllo dello Stretto di Hormuz e riaprirà quando "ci sarà un accordo o accadrà qualcosa d'altro".
Trump: "Non mettetemi fretta sull'Iran, siamo stati in Vietnam 18 anni"
"Siamo stati in Vietnam per 18 anni, in Iraq per anni. In Iran da sole sei settimane. Non mettetemi fretta". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva quanto avrebbe atteso la risposta dell'Iran.
Trump: "Stretto di Hormuz riaprirà se ci sarà accordo"
Trump: "Controlliamo lo stretto di Hormuz"
Khamenei: nemico vuole minare nostra unita'
"La campagna mediatica del nemico mira a minare la nostra unitànazionale e la nostra sicurezza nazionale. L'unità dell'Iran si rafforzerà e diventerà piùresiliente, e i tentativi maliziosi del nemico di minare la nostra unità non devono avere successo". Lo scrive, secondo quanto riporta Al Jazeera. la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei
Trump: "Iran ha accolto la mia richiesta di non giustiziare 8 donne". Teheran smentisce
Sono stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise", ha scritto il presidente Usa su Truth. Ma a stretto giro è arrivata la replica della magistratura iraniana: "Nessuna era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata".
Trump: 'Iran grazia 8 donne su mia richiesta'. Ma Teheran lo smentisce
Vai al contenutoTrump: vorrei riavere Phelan nella mia amministrazione
"John Phelan è un amico di lunga data e un uomo d'affari di grande successo, che ha svolto un lavoro eccezionale come Segretario della Marina per l'ultimo anno. John ha aiutato la mia Amministrazione a ricostruire la Marina, rapidamente indebolita e quasi abbandonata, sotto la gestione di Sleepy Joe Biden. Ora, grazie a John e a tutti i grandi uomini e donne che si sono impegnati con dedizione e instancabile dedizione, abbiamo la Marina più forte del mondo, di gran lunga! John Phelan è intelligente, tenace e rispettato da tutti, e sebbene abbia deciso di lasciare il suo incarico di Segretario della Marina, apprezzo moltissimo il lavoro che ha svolto e mi piacerebbe certamente riaverlo nell'Amministrazione Trump in futuro. Un ringraziamento speciale a John per il suo servizio agli Stati Uniti d'America!". Lo scrive il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulle dimissioni di Phelan da Segretario della Marina Usa.
Axios: Iran ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz in settimana
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionaria ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz questa settimana. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
Vai al contenutoLibano, Idf: "Uccisi 25 membri di Hezbollah dall'inizio della tregua"
Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore in Libano, la scorsa settimana, le Forze di Difesa Israeliane hanno ucciso oltre 25 membri di Hezbollah che rappresentavano una minaccia per le truppe e hanno distrutto centinaia di siti del gruppo terroristico. Lo riferisce l'Idf, affermando di continuare a operare nella nuova zona di sicurezza del Libano meridionale che "funziona da zona cuscinetto a protezione degli abitanti del nord di Israele".
"Finora, le truppe hanno individuato numerose armi e, in collaborazione con l'Aeronautica, hanno eliminato più di 25 terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe israeliane nella zona", afferma l'esercito, aggiungendo che l'Aeronautica israeliana ha condotto circa 50 raid aerei contro membri e infrastrutture di Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane aggiungono che negli ultimi giorni Hezbollah ha compiuto numerosi attacchi contro le forze israeliane di stanza nel Libano meridionale. "Le Forze di Difesa Israeliane continueranno ad agire con decisione contro le minacce dirette ai cittadini dello Stato di Israele e alle truppe israeliane, operando in conformità con le direttive dei vertici politici", aggiunge l'esercito.
Il petrolio chiude in rialzo a New York, il Wti a 95,78 dollari (+3%)
Il petrolio chiude in rialzo a New York: il Wti, il benchmark americano, sale del 3,03%, a 95,78 dollari al barile, allontanandosi dall'improvvisa fiammata a circa +6%, alimentata dalle incertezze legate al conflitto in Medio Oriente e ai negoziati in stallo tra Usa e Iran. In calo il Brent, invece, che cede il 2,55%, portandosi sotto quota 100, a 99,31 dollari.
Israele: "Non stiamo attaccando l'Iran"
Una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato all'Afp che il Paese non sta conducendo attacchi aerei in Iran, in seguito alle notizie diffuse dai media statali iraniani riguardo a esplosioni sulla capitale Teheran. "Israele non sta attaccando l'Iran", ha affermato la fonte a condizione di anonimato. Oggi il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato che Israele era "pronto a riprendere la guerra contro l'Iran", aggiungendo che il suo Paese attendeva il via libera dagli Stati Uniti per riportare l'Iran "all'età della pietra".
Trump contro Nyt e Cnn: "Non sono impaziente, tempo stringe per l'Iran"
Donald Trump attacca Nyt e Cnn. "Per quelle persone - oggi meno numerose che mai — che leggono il 'New York Times in declino' o guardano la 'Fake News Cnn', e che credono che io sia 'impaziente' di porre fine alla guerra (se così la si può definire!) con l'Iran: sappiate che sono probabilmente la persona meno sotto pressione che mai abbia occupato questa posizione. Io ho tutto il tempo del mondo; l'Iran, invece, no: il tempo stringe!". Lo scrive il tycoon su Truth. "Il tempo non gioca a loro favore! Un accordo sarà raggiunto solo quando opportuno e vantaggioso per gli Usa, per i nostri alleati e, di fatto, per il resto del mondo".
La portaerei George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che l'unità rafforza la presenza militare americana nell'area, dopo aver operato ed essersi allontanata dal Madagascar.
Trump: "Accordo solo quando vantaggioso, non ho fretta"
Il presidente americano, Donald Trump, afferma di non aver alcuna fretta di raggiungere un accordo di pace con l'Iran e lo farà solo quando l'intesa sarà opportuna e vantaggiosa per gli Stati Uniti. "Per coloro, ora più che mai in numero minore, che leggono il fallimentare New York Times o guardano la Fake News Cnn, e che pensano che io sia "ansioso" di porre fine alla guerra (se cosi' si puo' chiamare!) con l'Iran, sappiate che sono probabilmente la persona meno sotto pressione di sempre in questa posizione. Ho tutto il tempo del mondo, ma l'Iran no: il tempo stringe!", scrive su Truth il capo della Casa Bianca. "Il motivo per cui alcuni media stanno registrando un calo di abbonati e spettatori è che non hanno più credibilità. La Marina iraniana giace sul fondo del mare, la loro Aeronautica è stata distrutta, le loro armi antiaeree e radar sono sparite, i loro leader non sono più tra noi, il blocco è solido e invalicabile e, da qui, la situazione non può che peggiorare: il tempo non è dalla loro parte! Un accordo verrà raggiunto solo quando sarà opportuno e vantaggioso per gli Stati Uniti d'America, i nostri Alleati e, di fatto, per il resto del mondo", aggiunge.
Schlein: "Se Meloni vuol dare segnale a Trump lasci board of peace"
Meloni "non avrebbe mai dovuto accettare di alzare al 5% le spese militari" perché è sbagliato e irraggiungibile. Avrebbe dovuto fare come ha fatto Sanchez a dire di no, confermando gli impegni Nato, Meloni avrebbe dovuto avere il coraggio di fare la stessa cosa e le dico una cosa in più: se vuole dare un segnale concreto a Trump, allora smetta di partecipare come osservatrice a quel board of peace che Trump ha pensato per sostituire le Nazioni Unite". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervistata a Piazzapulita, stasera su La7.
Guerra Iran, Marina militare pianifica "l'invio di 4 navi a Hormuz"
L'idea è mandare un “gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo”, ha detto il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto. L’eventuale missione sarebbe insieme a “Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio".
Guerra Iran, Marina militare pianifica 'l'invio di 4 navi a Hormuz'
Vai al contenutoIl Papa: "Su Hormuz situazione caotica, più sforzi per il dialogo"
La questione della riapertura dello Stretto di Hormuz è confusa, "nelle trattative un giorno gli Stati Uniti dicono no e l'Iran sì, e poi il contrario", "non sappiamo chi ha creato questa situazione caotica, critica per l'economia mondiale, ma poi anche c'è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra". "Piuttosto vorrei incoraggiare il proseguimento del dialogo per la pace e le parti che partecipano, cerchino di fare tutti gli sforzi per promuovere la pace". "Che si rispetti il diritto internazionale", ha detto nella conferenza stampa con i giornalisti.
Media Israele: Ghalibaf si dimette da capo negoziatore
Secondo quanto riportato dalla tv israeliana 'Channel 12', che cita fonti anonime, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso dalla guida dei negoziati con gli Stati Uniti. Secondo la notizia, Ghalibaf si sarebbe dimesso dal suo ruolo di supervisione dei colloqui con Washington e degli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan, citando le crescenti interferenze dei generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche.
Forze di difesa antiaerea attive a Teheran
Le forze di difesa antiaerea sono state attivate a Teheran "per contrastare un obiettivo ostile". Lo scrive l'agenzia iraniana Mehr.
Nato, Trump stila la lista dei "cattivi": le possibili punizioni e quali Paesi rischiano
"Buoni" o "cattivi". Secondo Politico il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo a punto un elenco dei membri della Nato suddividendoli in base al livello di sostegno dato nella guerra contro l’Iran. Come riporta la testata, citando fonti diplomatiche europee e americane, i Paesi sono stati classificati in tre distinte fasce e valutati anche per il contributo economico fornito all’Alleanza. Ecco quali sono.
Nato, Trump e la lista dei 'cattivi': quali sono gli alleati a rischio
Vai al contenutoAxios: Trump all'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano
Il presidente americano Donald Trump parteciperà a una parte dell'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano alla Casa Bianca, in programma oggi, secondo quanto riferito da un alto funzionario Usa. Lo riferisce Barak Ravid di Axios in un post su X. Il tycoon "saluterà" i due ambasciatori, impegnati nel secondo ciclo di colloqui, parte degli sforzi per definire un cessate il fuoco e un eventuale accordo di pace.
Pezeshkian e Ghalibaf: no moderati o radicali, uniti
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, e il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, smentiscono le divisioni interne al Paese tra moderati e radicali e promettono unita' contro il nemico. "In Iran non esistono radicali o moderati; siamo tutti "iraniani" e "rivoluzionari", e con la ferrea unità della nazione e del governo, con la completa obbedienza alla Guida suprema della rivoluzione, faremo pentire l'aggressore criminale delle sue azioni", si legge in un post su X condiviso da entrambi.
Macron: riapertura Hormuz ordinata non con blocchi
La riapertura dello Stretto di Hormuz dovrà avvenire "in modo ordinato e non tramite blocchi mirati o altre misure simili". Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, all'arrivo al Consiglio europeo informale ad Ayia Napa, a Cipro. "Penso che ciò che è importante sia che il cessate il fuoco possa durare, e gli Stati Uniti hanno deciso di proseguirlo; quindi bisogna che sia seguito da fatti concreti e che Hormuz possa essere riaperto"; ha aggiunto Macron, che ha poi elencato gli elementi su cui la Francia vuole lavorare, oltre alla riapertura dello Stretto: il mantenimento del cessate il fuoco, includendo il Libano; la prosecuzione delle discussioni diplomatiche con l'Iran sulla questione nucleare, balistica e sui gruppi di destabilizzazione regionali; il far avanzare i colloqui sul Libano per una pace duratura, su cui "la Francia si assumerà le proprie responsabilita'".
Cnn: due navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Secondo la società di analisi commerciale Kepler, due navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn. Una delle due compagnie di navigazione, Tema Express, è gestita da Hapag-Lloyd, compagnia tedesca che transita per la prima volta dallo Stretto dall'inizio del conflitto. Secondo quanto riferito da Rebecca Geders, analista di Kepler, la Tema Express, battente bandiera liberiana, è ricomparsa al largo delle coste dell'Oman dopo essere rimasta nascosta per quasi tre settimane. L'altra nave che ha attraversato Hormuz, la Lb Energy, batte invece bandiera panamense.
Katz: "Attendiamo luce verde da Usa per riportare Iran a Medioevo"
"Israele è pronto a riprendere la guerra contro l'Iran: le Forze di difesa Israeliane sono preparate sia in difesa che in attacco e gli obiettivi sono stati individuati". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, aggiungendo che Israele "attende il via libera dagli Stati Uniti, anzitutto per completare l'eliminazione della dinastia Khamenei e riportare l'Iran al Medioevo". Ha inoltre affermato che "l'attacco questa volta sarà diverso e letale e infliggerà colpi devastanti nei punti più dolenti dell'Iran, scuotendone e facendo crollare le fondamenta".
Meloni: "Da Unifil potente messaggio dialogo e pace"
"Ringrazio il Comandante Diodato Abagnara e tutto il Contingente italiano di Unifil per avere deciso di donare un nuovo Crocifisso al villaggio libanese di Debel", dice Giorgia Meloni spiegando che "le immagini della consegna della statua alla comunità e del suo posizionamento, nello stesso luogo dove si trovava la statua distrutta pochi giorni fa da un soldato dell'Idf, riempiono il cuore e - sottolinea la presidente del Consiglio - rappresentano un potente messaggio di speranza, dialogo e pace".
La Svezia non esclude ipotesi razionamento carburante
La Svezia potrebbe essere costretta a introdurre il razionamento del carburante nei prossimi mesi se gli effetti della guerra in Medio Oriente dovessero protrarsi, mentre l'impatto sull'economia nazionale è già passato da "limitato" a "significativo", ha avvertito il governo. "Non prevediamo per ora di introdurre un razionamento, ma siamo pronti a questa eventualita' e, se necessario, lo annunceremo con largo anticipo", ha dichiarato il primo ministro Ulf Kristersson in conferenza stampa.
Trump: "Non sanno chi è leader, Hormuz sigillato da noi"
Il presidente americano, Donald Trump, afferma che l'Iran non sa chi è il proprio leader e rivendica il "pieno controllo" americano sullo Stretto di Hormuz. "L'Iran sta avendo molta difficoltà a capire chi sia il suo leader! Semplicemente non lo sanno! La lotta intestina tra i "falchi", che stanno perdendo molto sul campo di battaglia, e i "moderati", che non sono affatto moderati (ma stanno guadagnando rispetto!), è pazzesca! Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz", scrive il capo della Casa Bianca su Truth.
L'ordine di Trump: distruggere qualsiasi nave mette mine a Hormuz
Donald Trump ha ordinato alle forze americane di sparare e a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto di Hormuz. "Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione", ha detto il presidente sul suo social Truth. "Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato", ha messo in evidenza.
Media: "Usa intercettano almeno tre petroliere iraniane in acque asiatiche"
L'esercito statunitense ha intercettato almeno tre petroliere battenti bandiera iraniana nelle acque asiatiche. Lo riporta Reuters sul proprio sito, aggiungendo che, secondo fonti marittime americane e indiane, le navi sono state dirottate mentre si trovavano rispettivamente in India, Malesia e Skri Lanka. Interpellati sulla vicenda, i militari Usa non hanno rilasciato dichiarazioni.
LIbano, Onu al lavoro per il dopo-Unifil in scadenza nel 2027
Le Nazioni Unite stanno "lavorando" per mantenere una presenza in Libano dopo la fine del mandato dell'Unifil a dicembre. Lo ha dichiarato il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace, secondo il quale Il Consiglio di sicurezza ha richiesto "opzioni per una possibile presenza delle Nazioni Unite dopo Unifil". "Ci stiamo lavorando", ha detto Jean-Pierre Lacroix in una conferenza stampa a Ginevra "Dobbiamo presentare le nostre proposte entro il 1 giugno di quest'anno". Non ha fornito dettagli sulle varie opzioni, ma ha indicato che si dovrebbe prendere in considerazione una presenza "probabilmente di dimensioni inferiori a quella di Unifil". La forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano, che ha perso cinque soldati - due francesi e tre indonesiani - negli ultimi giorni, opera tra Israele e Libano dal 1978. Composta da quasi 8.200 soldati provenienti da 47 paesi, si trova nel fuoco incrociato tra Israele e il gruppo filo-iraniano, che ha trascinato il Libano nella guerra tra Israele e gli Stati Uniti da un lato e l'Iran dall'altro con un attacco del 2 marzo. Da allora è stata oggetto di critiche in diverse occasioni. Il suo mandato, rinnovato annualmente dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, scadrà il 31 dicembre 2026. Alla fine di agosto, sotto la pressione degli Stati Uniti e di Israele, il Consiglio di Sicurezza ha deciso di programmarne il ritiro per il 2027, una mossa che alcuni considerano prematura. Secondo Lacroix, le autorità libanesi "vorrebbero mantenere una presenza delle Nazioni Unite", ma "non necessariamente identica a quella dell'Unifil". "Naturalmente, ci siamo consultati anche con altre parti, con Israele e con gli altri Stati membri", ha concluso.
Media Iran: "Teheran valuta proposta per assumere il controllo sovrano di Hormuz"
"Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz". Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr, citando Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento di Teheran. "L'autorità decisionale finale rimane ancora da definire", ha concluso Maleki.
Onu: "Lavoriamo per mantenere la presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil"
L'Onu sta "lavorando" per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell'Unifil, la cui missione termina a dicembre. Lo ha dichiarato oggi il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace. Il Consiglio di sicurezza ha richiesto "opzioni per una possibile presenza dell'Onu dopo l'Unifil" e "dobbiamo presentare queste raccomandazioni (...) entro il 1° giugno di quest'anno", ha affermato Jean-Pierre Lacroix in una conferenza stampa a Ginevra.
Libano, Idf: "Hezbollah ha violato la tregua"
Israele ha accusato Hezbollah di avere violato il cessate il fuoco in Libano, a poche ore dalla seconda tornata di colloquio di pace a Washington. "Hezbollah ha lanciato un missile anticarro verso i soldati dell'Idf che operavano a sud della linea di Difesa avanzata nel Libano meridionale. Questo incidente costituisce una palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco", ha scritto su X il portavoce internazionale dell'Idf Nadav Shoshani. "Il missile anticarro è atterrato vicino ai soldati dell'Idf" tra cui "non sono stati segnalati feriti", ha riferito.
Il Pentagono smentisce: "Non servono 6 mesi per sminare lo Stretto di Hormuz"
Il Pentagono smentisce la notizia riportata dal Washington Post, secondo cui per sminare lo Stretto di Hormuz ci vorranno sei mesi. In una dichiarazione, il portavoce capo del dipartimento della Guerra, Sean Parnell, ha detto che "la selezione parziale da parte dei media di informazioni trapelate, gran parte delle quali false, da un briefing classificato e a porte chiuse è giornalismo disonesto". "Una valutazione non significa che la valutazione sia plausibile, e una chiusura di sei mesi dello Stretto di Hormuz è impossibile e completamente inaccettabile per il segretario", ha affermato Parnell parlando con l'Afp.

Francia: "A giorni sanzioni Ue contro i coloni in Cisgiordania"
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot si è augurato che l'Unione europea adotti a giorni sanzioni contro i coloni responsabili della morte di palestinesi in Cisgiordania. "Il nostro obiettivo e' che le cose cambino e che il governo israeliano cambi la sua politica", ha dichiarato il capo della diplomazia francese su France Info A Gaza, deve "permettere l'accesso agli aiuti umanitari", ha spiegato, mentre in Cisgiordania deve "porre fine alla colonizzazione illegale e all'esplosione di violenza di coloni estremisti". Le sanzioni europee "sono bloccate da un anno per il veto ungherese, un veto che potrebbe essere revocato e penso che riusciremo a farle accettare nei prossimi giorni", ha spiegato.
L'Idf ribadisce: "I civili non tornino nelle proprie case nel sud del Libano"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno ribadito ancora una volta l'avvertimento ai civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. Lo scrive The Times of Israel. "Ribadiamo che, durante il periodo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X. "Ribadiamo che, per la vostra sicurezza e quella dei vostri familiari, fino a nuovo avviso, vi è richiesto di non spostarvi a sud della linea dei villaggi indicati e delle aree circostanti", afferma, allegando una mappa che mostra la nuova zona di sicurezza delle Forze di Difesa Israeliane. "È inoltre vietato avvicinarsi alla zona del fiume Litani, al Wadi al-Salhani e a Saluki", aggiunge.
Militari italiani di Unifil sostituiscono statua di Gesù distrutta da soldato israeliano
La statua di Gesù distrutta nei giorni scorsi da un soldato israeliano a colpi di piccone nel sud del LIbano è stata sostituita con una nuova statua donata dai militari italiani del contingente dell'Unifil. Lo scrive il Times of Israel, secondo cui le Forze di difesa israeliane avevano già consegnato una nuova statua dopo l'incidente - a seguito del quale il soldato responsabile è stato condannato a 30 giorni di prigione - che però era più piccola e in stile diverso da quella originale. I media libanesi hanno pubblicato alcune foto che mostrano la statua donata dai militari italiani della missione Onu.
Erdogan a Steinmeier: "La guerra in Medio Oriente indebolisce l'Europa"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che la guerra in Medio Oriente sta cominciando a indebolire anche il continente europeo, durante una telefonata con l'omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier. "Il nostro presidente ha osservato che la guerra nella nostra regione sta iniziando a indebolire anche l'Europa e che se questa tendenza non verrà contrastata con un approccio incentrato sulla pace, i danni derivanti dal conflitto saranno ben maggiori", riferisce la presidenza della Repubblica turca citando la telefonata di ieri sera con Steinmeier. "La Turchia si sta adoperando per porre fine ai conflitti attraverso negoziati e per raggiungere una pace duratura nella guerra tra Ucraina e Russia, così come sta facendo lo stesso in relazione alla questione iraniana", ha aggiunto il leader turco.

©Ansa
Hezbollah sulla giornalista uccisa: "Tentativo di silenziare i media liberi"
"Un crimine di guerra" e un "tentativo di mettere a tacere i media liberi e nazionali". Così Hezbollah sull'uccisione della giornalista Amal Khalil a Tiri, nel sud del Libano. Khalil lavorava per il quotidiano al-Akhbar, ritenuto vicino al Partito di Dio. Hezbollah, riporta il giornale L'Orient Le Jour, ha condannato l'uccisione di Khalil "mentre faceva il suo lavoro nel sud del Libano".
Iran, Trump: "Non c'è fretta per l'accordo, elezioni di midterm non c'entrano"
Donald Trump "non ha fretta di concludere l'accordo con l'Iran". Lo ha detto lo stesso presidente americano in un breve colloquio telefonico con la giornalista di Fox News Martha Maccallum, alla quale ha precisato che "la politica, incluse le elezioni di midterm, non influirà sui tempi".
L'Ammiraglio Di Paola: "L'invio di navi ad Hormuz segno di responsabilità da parte dell'Italia"
"Il ruolo politico dell'Italia nell'invio di quattro unità navali a Hormuz è chiaro. Il nostro è un paese che si assume la responsabilità della sicurezza della navigazione, che è uno dei punti fondamentali della legge del mare e anche della nostra sicurezza economica, visto che dipendiamo molto dalla libertà di navigazione e Hormuz è uno dei punti chiave come Bab el-Mandeb, come Suez, che in liguaggio marittimo sono i 'choke point', i punti di soffocamento del traffico marittimo quindi sono più delicati e più difficili da difendere". E' il quadro delineato all'Adnkronos dall'ammiraglio Giampaolo Di Paola, già capo di Stato maggiore della Difesa, relativamente all'invio nello Stretto di Hormuz di quattro navi, un gruppo basato su due cacciamine con un'unità di scorta e con un'unità logistica, annunciato dal capo di Stato Maggiore della Marina Militare Giuseppe Berutti Bergotto.
Hormuz e la guerra in Iran verso un accordo? Gli scenari
Le ultime settimane hanno mostrato un continuo alternarsi di aperture e chiusure con il fronte libanese che aggiunge complessità a una situazione già instabile. L’ennesimo stop ai negoziati potrebbe fare parte di una dinamica negoziale tra Washington e Teheran, ma cosa succede ora e quali sono le prospettive (e le criticità) nell'ipotesi ottimistica di una stabilizzazione e di uno sblocco più definitivo dello Stretto?
Hormuz e la guerra in Iran verso un accordo? Gli scenari
Vai al contenutoTeheran: "Primi proventi da transito ad Hormuz, depositati nella Banca centrale"
Depositati presso la Banca centrale iraniana i primi proventi derivanti dalle tariffe di transito nello Stretto di Hormuz. A sostenerlo, senza altri particolari, è stato il secondo vicepresidente del Parlamento di Teheran, Hamid Reza Haji Babaei. La notizia diffusa dall'agenzia iraniana Tasnim è stata rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera.
Iran, prezzo del petrolio in rialzo: Brent a 103 dollari
I prezzi del petrolio sono aumentati per il terzo giorno consecutivo giovedì, nel contesto del fragile cessate il fuoco nella guerra con l'Iran. Il Brent con consegna a giugno è salito di oltre l'1% rispetto al giorno precedente, raggiungendo i 103,23 dollari al barile (159 litri). Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato la pressione sull'Iran e, secondo quanto riportato dai media, ha concesso a Teheran solo pochi giorni per presentare una proposta accettabile per porre fine alla guerra.
Nel frattempo, l'Iran si considera in una posizione di forza grazie alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un'importante via per il commercio del petrolio.
La mancanza di progressi nei colloqui per porre fine al conflitto ha destabilizzato gli investitori nei mercati delle materie prime. Dall'inizio della settimana, il petrolio del Mare del Nord è aumentato di quasi 7 dollari al barile, mentre il petrolio statunitense ha guadagnato quasi 4 dollari.
Iran sequestra navi nello Stretto di Hormuz. VIDEO
Pahlavi: "C'è troppa fantasia nel credere nella pace con i Mullah"
"C'è un po' un eccesso di fantasia nel pensare che il regime possa garantire una pace duratura". "Si pensa che possa cambiare atteggiamento, ma non succederà". Lo ha detto Reza Pahlavi, a Berlino, in conferenza stampa, rispondendo a una domanda di un giornalista sulla tregua raggiunta da Donald Trump. Pahlavi ha contestato "tutta la narrativa sul fatto che potrebbero cambiare atteggiamento". "La soluzione è la liberazione di una nazione che vi sta chiedendo di prendere posizione con loro", ha aggiunto.
Usa, Wsj: capo Marina licenziato 'scavalcava' Hegseth con Trump
Il capo della marina militare degli Stati Uniti, John Phelan, e' stato licenziato ieri a causa della sua relazione troppo stretta con il presidente Donald Trump, che contattava in autonomia senza coordinarsi con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. E' quanto hanno spiegato al Wall Street Journal fonti ben informate. L'allontanamento di Phelan, rimosso ieri senza che venissero fornite spiegazioni, e' giunto al termine di un crescendo di tensioni durato mesi con Hegseth e il suo vice, Steve Feinberg. Phelan aveva un rapporto molto diretto con Trump, che visitava spesso nel suo resort di Mar-a-Lago, e si era addirittura vantato, durante un'audizione al Congresso, di potergli telefonare nel cuore della notte per discutere di cantieristica navale. Un episodio che aveva oscurato notevolmente il clima era avvenuto lo scorso autunno, quando il capo della Marina aveva presentato un progetto per una nuova nave da guerra direttamente a Trump, scavalcando Hegseth, rivela il quotidiano. Fondatore e cofondatore di diverse societa' di investimento, Phelan "non capiva di non essere il capo", e' la sintesi fornita da un'altra fonte ad Axios, "il suo compito e' eseguire gli ordini ricevuti, non eseguire gli ordini che lui ritiene debbano essere dati".
Iran, Ejei: "Pronti a scatenare caos se usa forzano Hormuz"
Il capo della magistratura iraniana, Mohseni Ejei, ha minacciato gravi conseguenze per gli americani se tenteranno di forzare il passaggio per lo stretto di Hormuz. "Ieri, tre navi sono state messe in ginocchio in questo passaggio strategico. Anche gli americani non osano avvicinarsi allo Stretto di Hormuz, hanno visto cosa e' successo ai loro due cosiddetti cacciatorpediniere all'avanguardia, la 'Murphy' e la 'Patterson'", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani. "La flotta della Guardia Rivoluzionaria, con i suoi motoscafi e i suoi droni, e' in agguato dalle grotte marine dell'isola di Farur in attesa delle navi da guerra americane, pronta a scatenare un fuoco di copertura difensivo e a scatenare il caos tra gli invasori", ha assicurato.
Iran, piano su Hormuz a esame parlamento e consiglio sicurezza
Il parlamento iraniano e il consiglio supremo di Sicurezza nazionale stanno esaminando congiuntamente un piano per "il controllo sovrano" sullo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Fadahossein Maleki, membro della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del parlamento, all'agenzia Mehr. Non e' ancora stato deciso chi prendera' la decisione finale, ha chiarito. (AGI) Questa mattina Teheran ha fatto sapere che i primi proventi del pedaggio imposto a Hormuz sono stati depositati alla Banca centrale iraniana.
Pahlavi: "L'Ue e la Germania si schierino dalla parte giusta della storia"
Con o senza di voi la nostra battaglia andrà avanti". Lo ha detto Reza Pahlavi, figlio dello scia iraniano deposto, in una conferenza stampa a Berlino, nel corso della quale ha denunciato l'indifferenza dell'Europa di fronte al dramma del popolo iraniano. "Nel giorno della vittoria degli iraniani io spero di poter dire loro che la Germania era con il popolo iraniano", ha aggiunto nel suo accorato appello, diretto in più momenti anche alla stampa, richiamata al suo dovere morale sulla necessità che venga raccontato quello che sta succedendo nel Paese.
Giorgetti: "Shock ha influito anche su spread, ma si vede solidità economia"
Lo shock derivante dalla guerra in Medio Oriente "ha anche influito sullo spread tra Btp e Bund a dieci anni, che costituisce una proxy della percezione da parte degli investitori della nostra esposizione relativa allo shock". Lo scrive il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di Finanza pubblica. A fine febbraio, spiega, lo spread "si attestava sui minimi storici intorno ai sessanta punti base, a testimonianza del riconoscimento degli sforzi fatti dal governo per rafforzare la credibilità del consolidamento fiscale e la resilienza del sistema Paese. Successivamente allo scoppio del conflitto, esso ha mediamente, seppur con una certa aumentata volatilità, registrato degli aumenti significativi, fino a toccare punte di circa novanta-cento punti base. Più di recente lo spread si è progressivamente ridotto, pur non tornando pienamente in linea con la situazione di febbraio; inoltre, tale aumento è risultato molto più contenuto di quello osservato durante precedenti periodi di nervosismo dei mercati, a riprova di una maggiore solidità rispetto al passato dei fondamentali della nostra economia".
Iran: "Ricevuti i primi introiti dai pedaggi imposti sullo Stretto di Hormuz"
Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo strategico Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con gli Stati Uniti e Israele. "I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale", ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli.
Netblocks, il black out di internet in Iran in corso da 55 giorni
Il blocco di internet in Iran è entrato giovedì nel suo 55° giorno consecutivo, con la connettività che si è stabilizzata intorno al 2% dei livelli normali dopo 1.296 ore, secondo quanto riportato da NetBlocks. "Le restrizioni all'accesso alla rete globale continuano a ostacolare il commercio online, i sistemi di pagamento e i settori dell'economia dipendenti dal digitale", ha affermato il gruppo di monitoraggio di Internet in un post su X.
Mo, Sala: "Spero che in maggioranza prevalga il buonsenso"
Qualche giorno dopo la bagarre in consiglio comunale sul gemellaggio con Tel Aviv, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, interviene sulle tensioni che agitano la maggioranza. "In questo momento non so cos'altro aggiungere - ha detto a margine di un appuntamento -. Io cerco sempre di agire secondo coscienza e il mio unico interesse e' quello. Dopodiche' ognuno fara' le sue scelte e mi auguro che prevalga il buonsenso. Manca un anno alla fine del mandato, che e' un tempo ancora limitato ma in cui c'e' da fare molte cose - ha sottolineato Sala - e bisogna prepararsi alla prossima elezione, per cui speriamo che prevalga il buonsenso". I Verdi protestano contro la decisione della giunta di non sospendere il gemellaggio e Azione ha chiesto una verifica di maggioranza: "Se qualcuno ha idee diverse io sono in ufficio sempre, ma penso e spero di no", ha concluso il sindaco.
Flottila, arrivate nel porto di Augusta 38 barche dalla Spagna
Sono arrivate la notte scorsa al porto Xiphonia di Augusta, nel Siracusano, le 38 imbarcazioni partite dalla Spagna che, assieme alle 25 barche italiane già ormeggiate, salperanno per la nuova missione della Global Sumud Flottila per Gaza.Oggi ci sarà trasferimento verso il porto di Siracusa, anche se alcuni natanti non si muoveranno per urgenti lavori di manutenzione.A Siracusa è comunque previsto l'ormeggio di una quindicina di barche e altre resteranno al largo, tra cui l'imbarcazione di GreenPeace, mentre sul molo la Marina è prevista una conferenza stampa e subito dopo una serie di performance e concerti.Secondo quanto comunicato dagli organizzatori la flotta ripartirà alle 8 di domani.Sembra probabile che la partenza possa essere comunque rimandata a sabato o a domenica.La Global Sumud Flotilla punta verso Gaza per "rompere il silenzio istituzionale, sfidare il blocco illegale e denunciare la complicità nelle guerre imperialiste e genocide". Secondo gli organizzatori le dimensioni della flotta superano quelle dello scorso anno."La flottiglia supera ora le dimensioni dell'intera missione dello scorso anno, segnalando una crescente partecipazione internazionale e un'intensificazione della pressione civile per sfidare l'assedio illegale di Israele su Gaza".
Iran, primi proventi pedaggio Hormuz depositati a Banca centrale
I primi proventi del pedaggio imposto dall'Iran dello Stretto di Hormuz sono stati depositati alla Banca Centrale di Teheran. Lo ha annunciato Haji Babai, vicepresidente del Parlamento, a quanto riporta l'agenzia Fars.
Araghchi: "Attacchi Usa-Israele sono la radice dell'insicurezza nel Golfo e a Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano afferma che l'"aggressione" di Stati Uniti e Israele è la "radice dell'insicurezza" nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la Bbc citando una serie di post su X del governo iraniano nei quali si riferisce che Abbas Araghchi ha incontrato l'inviato speciale della Corea del Sud a Teheran, con il ministro degli Esteri iraniano che ha esortato i Paesi ad "assumere una posizione chiara e ferma nel condannare questi attacchi". Secondo quanto riferito, Araghchi ha affermato che l'Iran ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza e i propri interessi, aggiungendo che la responsabilità delle conseguenze "ricade sugli aggressori". Questo avviene mentre l'Iran ha dichiarato di aver "sequestrato" due navi nello Stretto e che una terza nave mercantile è stata attaccata.
Giorgetti: "Sfida è coniugare aiuti con indipendenza energetica e sostenibilità conti"
"La sfida che ci attende è perciò di coniugare il sostegno a imprese e famiglie in questa fase di difficoltà con una forte determinazione a continuare il percorso già intrapreso verso una maggiore indipendenza energetica, sicurezza e sostenibilità della finanza pubblica". Lo afferma il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di finanza pubblica. Illustrando le conclusioni che possiamo trarre dalle risultanze del Documento, Giorgetti spiega: "l'evoluzione del quadro macroeconomico e della finanza pubblica nel prossimo triennio appare strettamente legata agli sviluppi delle tensioni geopolitiche globali. Una rinnovata solidità delle relazioni internazionali costituisce il presupposto essenziale per garantire la stabilità e la prevedibilità del sistema. L'Italia continuerà a operare attivamente per favorire tale scenario, ferma restando l'incidenza di ulteriori fattori esogeni e dinamiche globali che richiederanno un approccio coordinato a livello internazionale".
Dfp, crescita nulla in parte centrale 2026: pesa effetto guerra
“Gli effetti del conflitto in Medio Oriente tendono a manifestarsi pienamente a partire dal secondo trimestre del 2026: a un primo trimestre ancora lievemente positivo segue una crescita del pil pressoché nulla nella parte centrale dell’anno e un lieve recupero nel quarto trimestre”. Sono le previsioni per il 2026 contenute nel Dfp. Nel testo, il Mef ricorda che per l’anno in corso si prospetta una crescita inferiore a quella delineata in ottobre nel Dpfp (dallo 0,7 a 0,6 per cento), con una revisione a ribasso che tuttavia è “attenuata da un trascinamento statistico del 2025 sul 2026 più favorevole”. L’inflazione, secondo le stime, “sale dall’1,4 per cento del 2025 al 2,8 per cento, riflettendo i significativi aumenti dei prezzi di petrolio e gas” con un “picco” nel quarto trimestre del 2026, per poi diminuire a seguito della flessione dei prezzi dei beni energetici.
Mondiali, no comment Fifa su Zampolli: "Già nel 2022 chiese Italia in Qatar"
Nessun commento ufficiale, fa sapere la Fifa, sarà rilasciato sulla richiesta di Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Usa, Donald Trump, di riammettere l'Italia al Mondiale 2026 escludendo l'Iran. In ambienti di Zurigo, però, si ricorda che Zampolli fece gia' analoga richiesta per la nazionale azzurra nel 2022, con una lettera nella quale chiedeva a Infantino di escludere l'Iran e di far partecipare l'Italia, che anche in quella occasione non si era qualificata e non partecipò. Piu' volte, è inoltre la considerazione degli stessi ambienti, Infantino ha ribadito la certezza della partecipazione di Iran al prossimo Mondiale, l'ultima volta il 15 aprile, e a marzo scorso ha fatto visita alla nazionale di Teheran ad Antalya sottolineando che la squadra ha guadagnato sul campo la qualificazione e ribadendo il supporto Fifa alla sua presenza negli Stati Uniti.
Carburante, Mimit: scendono prezzi di benzina e gasolio alla pompa
Scendono ancora i prezzi di benzina e gasolio alla pompa. I dati di oggi dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano il quattordicesimo giorno consecutivo di riduzione, progressiva e costante, dei prezzi medi. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità "self service" è pari a 1,737 euro/l per la benzina e 2,067 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,781 euro/l per la benzina e 2,118 euro/l per il gasolio.
Giorgetti: "Fondamentali Italia in salute, hanno contenuto impatti scenario"
"Il fatto che l'Italia si sia ritrovata in questo nuovo contesto con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute ha permesso finora di contenere l'impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato". Lo scrive il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di finanza pubblica.
Somalia, media: "Mogadiscio chiude Bab al-Mandab a navi Israele"
La Somalia ha annunciato il divieto per le navi israeliane di attraversare lo Stretto di Bab al-Mandab. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna citando la stampa yemenita. La decisione e' in risposta al riconoscimento israeliano della regione separatista del Somaliland. L'annuncio e' stato dato dall'ambasciatore della Somalia in Etiopia e all'Unione Africana, Abdullah Warfa. "Qualsiasi violazione della sovranita' territoriale della Somalia non sara' tollerata", ha assicurato Warfa, e "qualsiasi ingerenza esterna potrebbe portare all'adozione di contromisure, come la limitazione dell'accesso alla rotta marittima chiave di Bab al-Mandab".
Islamabad, colloqui tra ministro Pakistan e ambasciatrice Usa
Il ministero dell'Interno del Pakistan afferma che il capo del dicastero, Mohsin Naqvi, e l'ambasciatrice statunitense, Natalie Baker, hanno discusso a Islamabad della guerra in Medio Oriente e delle iniziative diplomatiche per organizzare un eventuale secondo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti nella capitale pachistana. Lo riporta Al Jazeera.
Libano, soldati italiani dell'Unifil donano una nuova statua di Gesù
La statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, è stata sostituita da una nuova statua donata dai soldati del contingente italiano dell'Unifil. Lo scrive The Times of Israel. In seguito all'incidente, l'esercito israeliano ha anche consegnato una statua sostitutiva, sebbene più piccola e di stile diverso dall'originale.
Libano, Barrot: "Attaco a caschi blu identificabili è crimine di guerra"
Il Ministro degli Affari Esteri francese, Jean-Noël Barrot, denuncia come 'costitutivo di crimine di guerra' l'attacco che ha portato alla morte di due caschi blu francesi in Libano sabato. Intervenendo su 'Franceinfo', Barrot ha sottolineato che attaccare soldati chiaramente identificati come appartenenti a una missione di mantenimento della pace è, "costitutivo di crimine di guerra". Il capo della diplomazia francese ha indicato inoltre una responsabilità precisa in questo attacco. "Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo crimine ricada su Hezbollah", ha ribadito.
Iran, prezzi petrolio in rialzo: Brent a 103 dollari
I prezzi del petrolio sono aumentati per il terzo giorno consecutivo giovedì, nel contesto del fragile cessate il fuoco nella guerra con l'Iran. Il Brent con consegna a giugno è salito di oltre l'1% rispetto al giorno precedente, raggiungendo i 103,23 dollari al barile (159 litri). Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato la pressione sull'Iran e, secondo quanto riportato dai media, ha concesso a Teheran solo pochi giorni per presentare una proposta accettabile per porre fine alla guerra. Nel frattempo, l'Iran si considera in una posizione di forza grazie alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un'importante via per il commercio del petrolio. La mancanza di progressi nei colloqui per porre fine al conflitto ha destabilizzato gli investitori nei mercati delle materie prime. Dall'inizio della settimana, il petrolio del Mare del Nord è aumentato di quasi 7 dollari al barile, mentre il petrolio statunitense ha guadagnato quasi 4 dollari.
Dfp, Giorgetti: "Previsioni difficili, no chiara durata guerra"
"Il contagio" dello shock causato dal conflitto in Medio Oriente "e' per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si e' ancora propagato all'economia reale. Tuttavia, vi sono molteplici canali di trasmissione ed e' al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensita', non solo perche' non e' chiaro quanto si protrarra' il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz restera' totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perche' non e' possibile stabilire la durata e l'entita' degli impatti economici delle strozzature dell'offerta che si sono gia' verificate". Lo scrive il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nella prefazione al Dfp. Il titolare del Mef sottolinea: "appare chiaro che il quadro di riferimento risulta in peggioramento rispetto allo scorso autunno, in conseguenza di elementi che operano in senso stagflativo: per tale motivo, la crescita economica e' stata rivista al ribasso in ciascun anno fino al 2028, mentre l'inflazione e' stata rivista al rialzo per quest'anno e per il prossimo".
Borsa: Milano incerta con l'Europa attende segnali dal Golfo, corre Stm
Nei primi scambi Piazza Affari conferma il suo avvio incerto, sostanzialmente in linea con gli altri listini azionari europei: l'indice Ftse Mib ondeggia attorno alla parità, con la spinta di Stm che sale dell'8% dopo i conti del trimestre. Gli operatori attendono sviluppi concreti dalla crisi del Golfo persico e in Borsa a Milano qualche acquisto si registra anche su Eni, Stellantis e Mediobanca, che crescono di oltre un punto percentuale. Positiva Mps (+0,5%) nel giorno del cda. Piatte in genere le altre banche, in ribasso del 3% Diasorin e Moncler. In Europa resta debole (-4%) EssilorLuxottica mentre sale del 2% Renault dopo i conti del trimestre.
Libano, Aoun: "Uccisione giornalista è crimine contro umanità"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha espresso le sue condoglianze per la morte della giornalista di Al Akhbar, Amal Khalil, perita in un raid israeliano nella citta' di al-Tayri, e ha definito l'accaduto un "crimine contro l'umanita'". Augurata una pronta guarigione alla collega Zeinab Faraj, gravemente ferita nello stesso attacco, Aoun ha affermato su X che il "deliberato e costante attacco israeliano contro i giornalisti" mira a "nascondere la verita' dei suoi atti aggressivi contro il Libano". Tali atti costituiscono "crimini contro l'umanita' punibili ai sensi del diritto e delle convenzioni internazionali", ha dichiarato il presidente, aggiungendo che l'uccisione di Khalil dovrebbe "servire da incentivo per la comunita' internazionale a intervenire e porvi fine".
Media: "Video dei Pasdaran che mostra il sequestro di due navi a Hormuz"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso oggi un video che mostrerebbe il sequestro di due imbarcazioni nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Guardian. Secondo quanto riportato dalle compagnie di navigazione e dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha annunciato di aver sequestrato le navi per quelle che ha definito violazioni delle norme marittime e di averle scortate fino alle coste iraniane. È la prima volta che l'Iran sequestra navi dall'inizio della guerra, alla fine di febbraio.
Media Usa: il Segretario della Marina non andava d'accordo con Hegseth
Il Segretario della Marina statunitense John Phelan è stato "rimosso" dal suo incarico a causa di divergenze con Pete Hegseth, riporta Axios dopo aver sentito una fonte informata sui fatti. "Phelan non aveva capito di non essere lui il capo. Il suo compito è eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che ritiene dovrebbero essere impartiti".
Media Usa: il Segretario della Marina non andava d'accordo con Hegseth
Vai al contenutoBorse europee: apertura in rosso, pesa incertezza guerra Iran
Apertura in rosso per le Borse europee, appesantite dall'incertezza dei negoziati tra Iran e Usa mentre la circolazione nello stretto di Hormuz e' ben lontana dall'essere tornata alla normalita' spingendo al rialzo i prezzi del petrolio. Milano segna in apertura il -0,37%, Parigi dopo aver iniziato gli scambi a +0,37% dopo pochi istanti ha invertito la rotta e ora perde lo 0,10%. Francoforte cede lo 0,48%, Londra lascia sul terreno lo 0,41%.
Borsa: l'Europa parte incerta, Londra -0,5%
Mercati azionari del Vecchio continente generalmente in lieve calo: in apertura la Borsa peggiore è quella di Madrid, che scende dello 0,8%, con Londra, Francoforte e Amsterdam in ribasso attorno al mezzo punto percentuale. In rialzo dello 0,1% Parigi.
Iran, ministro Interni Pakistan incontra ambasciatrice Usa
Il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi, e l'ambasciatrice statunitense, Natalie Baker, si sono incontrati per discutere dello stato delle trattative per riavviare i colloqui a Islamabad tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce un comunicato del governo pakistano, secondo il quale Naqvi ha elogiato l'iniziativa del presidente Trump di estendere il cessate il fuoco con l'Iran e ha rimarcato la necessita' di mantenere aperti i canali diplomatici per raggiungere una soluzione duratura. Il ministro ha inoltre espresso la speranza di "progressi positivi da parte dell'Iran" e ha sottolineato che il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e il capo delle forze armate Asim Munir "stanno compiendo ogni sforzo a tutti i livelli per risolvere la questione".
Borsa Tokyo: chiude in calo dopo aver raggiunto nuovo record
Chiusura in calo per la Borsa di Tokyo: l'indice Nikkei durante la seduta ha superato per la prima volta quota 60mila per poi concludere gli scambi a quota 59.140,23 punti in ribasso dello 0,75%.
Madrid: "L'Europa dia un segnale politico forte sui raid d'Israele in Libano"
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha affermato che "non è possibile" che l'Europa non dica "assolutamente nulla" contro gli attacchi di Israele in Libano e ha avvertito che l'Unione europea deve dare "un segnale politico forte". "Non può essere che l'Europa, che deve difendere i diritti umani, il diritto internazionale, che deve anche unirsi agli sforzi di pace" in Medio Oriente "non dica nulla", ha criticato in un'intervista all'emittente spagnola LaSexta, dopo che martedì non è stata adottata dai Ventisette alcuna decisione sulla sospensione dell'Accordo di associazione Ue-Israele per la violazione dei diritti umani, sollecitata da Madrid, né altre specifiche misure, per mancanza di accordo politico e numerico. Albares ha evidenziato che undici Paesi dell'Ue si sono espressi "a favore dell'adozione di qualche misura immediatamente", rilevando che l'intenzione era "iniziare un processo di dialogo" per arrivare a un consenso. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, rivendicherà oggi a Cipro al vertice informale dei leader dell'Ue, la posizione di Madrid e la necessità che i Ventisette adottino misure di dissuasione nei confronti di Israele, ribadendo la richiesta di sospendere l'accordo di associazione Ue-Israele, segnalano fonti della Moncloa, riprese dai media iberici.
Cattani: "Farmaci più cari, pesa l'effetto Trump siamo a un punto critico"
"Siamo a un punto critico per la sostenibilità della produzione in Italia". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. "Le nostre merci - aggiunge - non passano da Hormuz e le materie critiche per la produzione viaggiano in aereo. Ma c'è un effetto indiretto importante. I principi attivi vengono da industrie energivore di Cina e India, e hanno avuto incrementi del 50%, l'alluminio per gli imballaggi del 120%. Dal 2022 i costi erano già cresciuti del 20% e ora si rischia di arrivare al 40, specie se questa crisi durasse. Lo scenario è instabile e incerto, ci attendiamo che la pressione sui costi prosegua almeno per le prossime settimane. Le imprese hanno scorte per due-tre mesi, poi vedremo gli effetti dei rincari". I prezzi dei farmaci da banco potrebbero salire? "Potrebbero - prosegue Cattani -. Quelli dei farmaci "etici" (con prescrizione, ndr) sono invece amministrati negoziati con l'Agenzia del farmaco. In quel caso i rincari saranno assorbiti dalle stesse imprese, che però dopo il terzo shock energetico in pochi anni sono a un punto di rottura. La sostenibilità produttiva di farmaci molto diffusi - afferma ancora - ma poco valorizzati dal sistema sanitario - antibiotici e anticoagulanti, per l'ipertensione o il colesterolo - è a forte rischio. Se non reagiamo subito rischiamo di perdere la competizione con la Cina e gli Stati Uniti". E per rispondere a questo doppio shock voi chiedete che i sistemi sanitari europei paghino di più? "Europa e Italia - conclude il presidente di Farmindustria - devono cambiare paradigma se non vogliono perdere gli investimenti di un'industria strategica, e la prima per saldo commerciale. Questo significa misurare il valore dei farmaci sulla loro efficacia, non seguire la logica del massimo sconto, ma anche rimuovere barriere come il 'payback' e tutelare i brevetti, anziché indebolirli come vuole fare la Ue".
Gas, prezzo in rialzo al Ttf a 44,740 euro per MWh (+2,728%)
Il prezzo del gas e' in rialzo nei primi scambi della mattinata con i contratti con consegna a maggio che passano di mano a 44,740 euro per MWh (+2,728%). Focus sempre sulle trattative in stand-by tra Usa e Iran con i mercati che risentono dell'incertezza geopolitica e dell'assenza di progressi nei negoziati tra i due Paesi.
Media: "Israele acquista munizioni aeree per 200 milioni di dollari"
Il ministero della Difesa israeliano ha annunciato di aver acquistato munizioni aeree per un valore di 200 milioni di dollari dal produttore di armi Elbit Systems. Lo scrive il Guardian. Il ministero ha affermato che l'accordo per missili e altri armamenti per attacchi e intercettazioni punta a "migliorare la prontezza" delle forze armate "negli scenari di combattimento immediati". Un accordo simile è stato firmato tra il ministero ed Elbit a gennaio per munizioni aeree del valore di 183 milioni di dollari.
Orsini: "Rischio recessione, servono subito misure europee"
"In un momento complicato per il paese, l'Europa deve fare l'Europa. Sono un europeista convinto, per questo voglio che la Ue cambi passo e dia risposte veloci che purtroppo ancora oggi non abbiamo. Facciamo solo gli arbitri con il fischietto mettendo regole e regolamenti". Lo afferma su Il Sole 24 Ore, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, intervenuto ieri ad un evento organizzato da Il Sole 24 Ore. "Non si può pensare agli aiuti di Stato - aggiunge -, la nostra capacità fiscale sarebbe bassissima, il debito che abbiamo non ci permetterebbe di aiutare le imprese. La Germania ha erogato 26 miliardi per sostenere le imprese per i costi energetici, noi non li abbiamo. È un tema di competitività, tutta l'Europa deve andare bene, non solo alcuni paesi". "Un mese fa - prosegue Orsini - avevamo già detto che se la guerra fosse finita velocemente saremmo stati allo 0,5% di crescita del pil; se continuasse per altri tre mesi saremmo allo zero, se dovesse arrivare a fine anno al rischio recessione abbiamo quasi la certezza di arrivarci. Se il prezzo del barile andasse a 140 dollari e proseguisse così fino a fine anno vorrebbe dire per le imprese 21 miliardi di spese in più di costi energetici, un 2,7% di aumento. Stiamo pagando l'energia in Italia più degli altri paesi europei, in alcuni casi anche 2 o 3 volte, fino a 160-170 euro a mwh, contro un prezzo spagnolo di 40 euro. È un tema di competitività. Abbiamo chiesto di fare tutto il possibile, l'energia è il primo costo industriale per le imprese". "Ci aspettiamo - ha detto ancora Orsini - che l'Europa possa fornire garanzie alle banche dei vari Stati per realizzare gli impianti, ma oggi la priorità è costruirli. Se a livello politico tutti i partiti non riescono a trovare un accordo sulle aree idonee è un problema".
Borsa: l'Asia debole attende sviluppi dal Golfo, tiene Seul
Mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico generalmente in leggero calo in attesa di sviluppi dalla crisi del Golfo persico. La Borsa di Tokyo in chiusura scende di circa mezzo punto percentuale, con Hong Kong in calo dello 0,8%. Sullo stesso piano i listini cinesi, mentre Seul sale dello 0,7% grazie anche a buoni risultati di gruppi tecnologici nel settore dell'Intelligenza artificiale. In ribasso finale dello 0,5% Sidney, con i futures sull'avvio delle Borse europee incerti.
Iran, Araghchi: "Insicurezza nel Golfo colpa di Usa e Israele"
Alla "radice" della "insicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz" c'e' "l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'inviato speciale sudcoreano Chang Byung-ha al quale ha denunciato i "crimini" commessi contro l'Iran durante la "guerra dei 40 giorni" e ha esortato la comunita' internazionale ad adottare una posizione chiara e ferma. "L'Iran, in quanto Stato costiero, ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza e i propri interessi; la responsabilita' delle conseguenze ricade sugli aggressori", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano. Chang, da parte sua, ha sottolineato la necessita' di garantire la liberta' di navigazione e ha richiesto una speciale cooperazione da parte iraniana per proteggere la sicurezza di tutte le imbarcazioni, comprese quelle battenti bandiera sudcoreana.
L'oro è in lieve calo, prezzo spot a 4.715 dollari l'oncia
L'oro è in lieve calo questa mattina. Il prezzo spot arretra dello 0,5% portandosi a 4.715,5 dollari l'oncia mentre il contratto per giugno arretra dello 0,48% a 4.730,1 dollari.
Usa, Axios: "Phelan silurato, non andava d'accordo con Hegseth"
"Phelan non aveva capito di non essere lui il capo. Il suo compito è eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che ritiene dovrebbero essere impartiti". Così una fonte definita persona informata sui fatti, ha ricostruito per Axios gli attriti esistenti tra il Segretario alla Marina americano appena "rimosso", John Phelan - "lascia con effetto immediato", ha annunciato il Pentagono senza fornire ulteriori spiegazioni - e il ministro della Difesa Pete Hegseth. La stessa fonte ha aggiunto che Phelan e Hegseth non "andavano d'accordo". "Si dice che Phelan e il Presidente Trump abbiano un buon rapporto", scrive il sito citando un'altra fonte a conoscenza dei fatti, secondo cui tuttavia, "Hegseth riteneva che Phelan avesse scavalcato troppo spesso la catena di comando grazie a una linea diretta con Trump, il cui club Mar-a-Lago a Palm Beach si trova vicino alla villa di Phelan. "Hegseth ha avuto attriti anche con il Segretario dell'Esercito Daniel Driscoll, ampiamente elogiato per l'iniziativa di radicale trasformazione dell'Esercito messa in atto, e caro amico del Vicepresidente JD Vance. La differenza tra Phelan e Driscoll è che Driscoll sta ottenendo ottimi risultati con la sua iniziativa di trasformazione. In più, è vicino a Vance. Phelan non è nessuna di queste due cose', ha dichiarato una fonte interna al Pentagono. Hegseth resta nelle grazie di Trump perché gode di un solido rapporto con il presidente, con Vance, con il Segretario di Stato Marco Rubio e con il Generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. 'Questi sono i quattro rapporti più importanti che possa avere, e sono buoni', ha affermato un alto funzionario dell'amministrazione. "Ma qui non si sa mai", ha aggiunto.
Il petrolio rallenta la corsa ma Brent resta sopra 100 dollari
Il petrolio rallenta la corsa notturna ma il Brent resta stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Il greggio del Mare del Nord sale dello 0,95% attestandosi a 102,9 dollari. Andamento simile per il Wti americano che guadagna l'1% a 93,9 dollari.
FT: idea dell'inviato di Trump, Italia ai mondiali al posto dell'Iran
FT: idea dell'inviato di Trump, Italia ai mondiali al posto dell'Iran
Vai al contenutoBorse europee: future in ribasso, verso inizio seduta in calo
I future delle Borse europee viaggiano in calo, preannunciando cosi' un inizio di seduta negativo. Gli operatori risentono dell'affievolirsi delle speranze di pace tra Usa e Iran, mentre la situazione nello stretto di Hormuz riaccende le preoccupazioni per gli approvigionamenti. I future sull'Eurostoxx sono in calo dello 0,67%, quelli sull'Ftse 100 dello 0,49% e sul Dax dello 0,77%. In controtendenza i contratti sul Cac40, +0,04%.
Premier Libano, da Israele crimini di guerra per l'uccisione della reporter Khalil
Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che raid aerei israeliani hanno ucciso la giornalista Amal Khalil e ferito un altro reporter ieri nel sud del Libano. Lo scrive la Bbc ricordando che la notizia giunge mentre Israele e Libano si preparano a tenere oggi a Washington un secondo round di colloqui. Secondo le autorità libanesi, Khalil e Zeinab Faraj sono stati presi di mira deliberatamente mentre cercavano riparo in una casa dopo che un primo raid aereo aveva colpito il veicolo che li precedeva, uccidendo due uomini. Le autorità libanesi hanno inoltre accusato le Forze di Difesa Israeliane (Idf) di aver preso di mira intenzionalmente un'ambulanza mentre cercava di raggiungere i giornalisti nel villaggio di Tiri. Khalil, 43 anni, lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar. Lei e Faraj, un fotografo freelance, viaggiavano insieme. Le autorità non hanno ancora reso noti i nomi dei due uomini deceduti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno negato di aver impedito alle squadre di soccorso di raggiungere la zona e hanno affermato di non aver preso di mira i giornalisti.
Iran, impiccato membro dei Mujaheddin del Popolo
Un uomo condannato per appartenenza a un gruppo di opposizione fuorilegge e per presunta collaborazione con Israele e' stato impiccato in Iran. "Sultan-Ali Shirzadi-Fakhr e' stato giustiziato questa mattina presto per appartenenza al gruppo terroristico" dell'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo (MEK) e per "collaborazione con i servizi segreti del regime israeliano", riporta il sito web della magistratura Mizan. L'uomo aveva vissuto in Spagna per un periodo, ma non e' chiaro se possedesse un altro passaporto oltre a quello iraniano. Ieri Donald Trump ha dichiarato che, grazie alle sue pressioni, l'Iran aveva bloccato l'esecuzione di otto donne arrestate per proteste antigovernative. La magistratura iraniana lo ha pero' smentito definendo le parole del Presidente "fake news" e assicurando che le donne non hanno mai corso il rischio di essere giustiziate.
Cambi: euro apre in lieve calo sul dollaro
Apertura incerta per l'euro sul dollaro: la moneta unica passa di mano a 1,1702 sul biglietto verde in calo dello 0,03%. Sullo yen la divisa europea passa di mano a 186,74 in rialzo dello 0,03%. Dollaro/yen a 159,57 (+0,05%). Il biglietto verde si avvicina comunque al massimo degli ultimi dieci giorni, poiche' lo stallo tra Iran e Stati Uniti nel conflitto mediorientale e la mancanza di progressi nei colloqui di pace hanno riportato i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari al barile, pesando sul sentiment degli investitori.
Iran, Centcom su blocco navale: "Fatto invertire rotta o rientrare 31 navi"
Le forze statunitensi hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di tornare in porto nell'ambito del blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro l'Iran. Ad annunciarlo su X è stato il Centcom, Comando combattente unificato delle Forze Armate degli Stati Uniti.
Iran: "Giustiziato un uomo accusato di collaborare con il Mossad"
L'Iran ha giustiziato un uomo accusato di collaborare con il Mossad, i servizi segreti israeliani. Lo riporta il sito web della magistratura Mizan Online, precisando che l'esecuzione di Soltanali Shirzadi Fakhr è stata effettuata dopo che la Corte Suprema ha confermato la sentenza di condanna a morte. Secondo le stesse fonti l'uomo avrebbe confessato di aver preso parte a "operazioni terroristiche" contro l'Iran. L'esecuzione è l'ultima di una serie di impiccagioni avvenute nelle ultime settimane di persone legate alle proteste prebelliche o affiliate al gruppo di opposizione fuorilegge Mojahedin del Popolo Iraniano (Mek). Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l'Iran non giustizierà le otto donne che avrebbero dovuto essere impiccate e di cui Trump ne aveva chiesto la liberazione. La magistratura iraniana ha respinto l'affermazione come "notizia falsa" e ha affermato che le donne non sono mai state a rischio di esecuzione.
Petrolio, prezzi in rialzo su stallo colloqui Iran/Usa
I prezzi del petrolio continuano a salire sulla scia dello stallo dei colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti e mentre entrambi i Paesi hanno mantenuto le restrizioni al traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Brent viaggia in rialzo dell'1,30% a 103,23 dollari al barile, i future sul WTI registrano un progresso dell'1,40% a 94,26 dollari.
Borse asiatiche: in rosso su affievolirsi speranze pace
Borse asiatiche tutte in calo sull'affievolirsi delle speranze di pace in Medioriente: gli operatori valutano il fatto che gli Stati Uniti e l'Iran non sono affatto vicini a un nuovo round di colloqui di pace mentre Teheran continua a rifiutarsi di riaprire lo Stretto di Hormuz. Tokyo cala dello 0,91%, Shenzen e Shanghai cedono rispettivamente l'1% e lo 0,90%. Hong Kong lascia sul terreno lo 0,98%. In controtendenza il coreano Kospi, in leggero rialzo dello 0,14%.
In India indici azionari in calo mentre sale il prezzo del petrolio
In India gli indici finanziari risultano in calo all'apertura dei mercati, con il Sensex a 30 azioni che registra una riduzione dello 0,81% e il Nifty a 50 azioni in calo dello 0,73%. Lo riporta l'agenzia di stampa indiana Pti. Il calo si registra sullo sfondo dell'aumento dei prezzi del greggio a causa della guerra in Medio Oriente.
Wall Street: future viaggiano in calo
I future di Wall Street viaggiano in calo: i contratti sul Dow Jones cedono il 67%, quelli sullo S&P 500 il 53% mentre sul Nasdaq perdono il 51%. La scorsa sessione e' stata invece positiva per la Borsa di New York con il Nasdaq che ha chiuso in rialzo dell'1% e il Nasdaq dell'1,6%, raggiungendo nuovi massimi storici di chiusura, grazie a un ottimo avvio della stagione degli utili che ha placato i timori sulla propensione dei consumatori statunitensi, nonostante l'aumento dei prezzi dell'energia causato dalla guerra in Iran.
Idf: "Arrestato un esponente di Hezbollah nel sud del Libano"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno reso noto di avere arrestato un esponente di Hezbollah, appartenente alla forza Radwan che stava pianificando attacchi "imminenti" contro le forze israeliane di stanza nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani. "Poco dopo essere stato identificato, il terrorista si è arreso ed è stato arrestato dalle forze dell'ordine", ha precisato l'esercito, aggiungendo che l'uomo è stato portato in Israele per essere interrogato dalle unità dell'Intelligence militare.
Pentagono, il segretario della Marina lascia con effetto immediato
Il segretario della Marina americana John Phelan lascia l'incarico con effetto immediato. Lo comunica il Pentagono senza fornire spiegazioni sull'uscita. Phelan è il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello stretto di Hormuz. Il suo posto sarà preso in via temporanea dal suo vice Hung Cao.
L'Italia ai Mondiali al posto dell'Iran: l'idea dell'inviato di Trump
L'Italia ai Mondiali del 2026 al posto dell'Iran. E' la richiesta avanzata dall'inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, alla Fifa, spiegando che i quattro campionati del Mondo vinti dagli Azzurri giustificano lo scambio. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano è uno "sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgio Meloni" dopo gli attacchi del presidente al Papa per la guerra in Iran. "Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l'Iran con l'Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l'inclusione", ha detto Zampolli al Financial Times. L'Iran però ha fatto sapere nelle ultime ore di essere pronto per il torneo che si apre in giugno e che intende partecipare. In marzo Teheran aveva detto che non avrebbe partecipato in seguito all'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele, citando motivi di sicurezza per i suoi atleti negli States. L'Iran aveva quindi aleggiato l'idea l'ipotesi di giocare in Canada o in Messico, ma è stato respinto dalla Fifa. Trump aveva detto che i giocatori iraniani erano i "benvenuti" negli Stati Uniti, senza però nascondere che sarebbe stato inappropriato e potenzialmente pericoloso per loro. Fifa non ha commentato sui tentativi di lobby e si è limitata a rimandare alle recenti dichiarazioni di Gianni Infantino. "La squadra iraniana verrà sicuramente", ha detto la settimana scorsa a Washington. "Speriamo che per allora, naturalmente, la situazione sia pacifica. Ciò sarebbe sicuramente d'aiuto", aveva aggiunto. "Ma l'Iran deve venire, se intende rappresentare il proprio popolo. Si è qualificato, vuole davvero giocare e deve giocare", aveva sottolineato
Usa, ordinato a 31 navi di invertire rotta per il blocco contro l'Iran
Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell'ambito del blocco contro l'Iran. Lo afferma il Centcom.